SPETTACOLI- Pagina 95

Doppio MITO al Grattacielo Intesa Sanpaolo e al Le Roi Music Hall

Lunedì 15 settembre MITO SettembreMusica offre due appuntamenti: il primo alle 18 presso l’Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo, all’interno del percorso “Mitja”, e il secondo alle ore 22 a Le Roi Music Hall, all’interno del percorso “Ascoltare con gli occhi”. Nel primo dei due concerti, che ha già fatto registrare il tutto esaurito, l’Elliot Quartet eseguirà di Dmitrij Šostakovič il Quartetto n.6 in sol maggiore op.101, il Quartetto n.11 in fa minore op.122 e il Quartetto n.8 in do minore op.110. L’Elliot Quartet è formato da Maryana Osipova e Alexander Sachs al violino, Dmitry Haline alla viola e Michael Preuɓ al violoncello, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Fondato a Francoforte sul Meno nel 2014, nel corso dei suoi dieci anni di attività l’Elliot Quartet si è affermato come uno degli ensemble di punta nella scena dei quartetti d’archi. Dopo aver ottenuto riconoscimenti in concorsi internazionali, come il secondo premio al concorso Mozart di Salisburgo e il secondo premio al concorso di musica da camera di Melbourne, tre premi speciali al concorso di musica tedesca e un premio speciale per la migliore interpretazione di un’opera di Szymanowski al concorso omonimo, è stato invitato a esibirsi in molte sale da concerto in Europa, come il Mozarteum di Salisburgo, il Gewandhaus di Lipsia, l’Alte oper di Francoforte e la Filarmonica di Berlino.

Alle ore 22, Le Roi Music Hall ospiterà il concerto per pianoforte di Francesco Tristano all’interno del percorso “Ascoltare con gli occhi”. Eseguirà di Matteo Franceschini “Gravity”; di Domenico Scarlatti la Sonata in re minore K 32”, la Sonata in sol minore K 450 e la Sonata in re minore K 141; di Luciano Berio verrà eseguito Rounds, e dello stesso compositore Francesco Tristano dall’album Tokyo Stories i brani Hotel Meguro, Città al neon, Chi non ha l’auto, Il terzo ponte a Nakameguro, Insonnia, Nagizaka. A suo agio tanto nelle sale da concerto quanto nei club, il pianista e compositore lussemburghese Francesco Tristano è un virtuoso anche nell’andare contro ogni convenzione. Il programma Piano 2.0 riflette la sua personalità d’artista, capace di spaziare dalla musica barocca alla techno, rompendo ogni vincolo e barriere stilistiche in nome della musica. Tristano, classe 1981, è un pianista e compositore che fa parte di una generazione che collega senza sforzi i mondi della musica classica e della tecnologia moderna. Conosciuto per il suo suono caratteristico, radicato nel pianoforte classico con l’elettronica, il suo lavoro affascina gli ascoltatori di tutto il mondo. Le sue performance espressive e le sue composizioni innovative si ritagliano un’identità distinta nella musica contemporanea, dove precisione e creatività si incontrano. Il suo stile è caratterizzato da un paesaggio sonoro ricco e dinamico che fonde l’intimità tattile del pianoforte con le  aste potenzialità dell’elettronica, creando esibizioni emozionanti contemporaneamente. L’impegno di Tristano nella musica barocca e contemporanea lo pone in prima linea nel panorama della musica classica. Le sue origini italiane sono centrali nella sua identità artistica e nell’approccio alla musica, riflettendoci in un programma tutto italiano, dove dialogano i temi della tradizione, dell’innovazione e della profondità emotiva. Questa è la sua prima apparizione a MITO SettembreMusica.

MARA MARTELLOTTA

“Sogno, realtà, stupore”: la stagione del teatro Corcordia di Venaria

Tra commedie , spettacoli impegnati, classici, concerti e balletti

Si intitola “Sogno, realtà, stupore” la nuova stagione 2025-2026 del teatro Concordia di Venaria, che offrirà agli spettatori, dal 21 settembre prossimo fino al 10 maggio 2026, oltre sessanta tra spettacoli e concerti. Reduce dal successo della scorsa stagione, in cui si è  parlato di ben 80 mila biglietti staccati, il teatro Concordia punta sulla muldisciplinarietà, dando vita ad un cartellone capace di emozionare, far riflettere, intrecciare  nomi di rilievo e linguaggi diversi, proponendo storie al femminile, storie letterarie, teatro civile.

Il 25 ottobre salirà sul palco Alessandro Bergonzoni con la pièce” Arrivano i Dunque” ( “Avannotti, sole blu, e la storia della giovane Saracinesca”), su testo dello stesso Bergonzoni , iĺ 21 novembre andrà in scena “Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III”, scritto e diretto da Gabriele Calderón con Francesco Montanari, il 28 novembre “ Una stanza tutta per noi” di e con Carlotta Vagnoli. Diverse saranno le protagoniste, infatti,  di storie al femminile, tra  cui Cristiana Capotondi, che affronterà il bombardamento di Firenze del ’43, Amanda Sandrelli nel ruolo di Caterina ne “La bisbetica domata” di William Shakespeare, Maria Grazia Cucinotta sarà  “ La moglie fantasma”, mentre Annagaia Marchiaro interpreterà il ruolo di ‘Fulminata’ nel monologo scritto con Teresa Mannino.

Dopo due classici della letteratura, Amleto di Filippo Timi, e lo spettacolo liberamente ispirato alla Storia di Elsa Morante, il registro diventa più  leggero con l’esecuzione della commedia “Rumori fuori scena” di Micheal Frayn  e “ Un ponte per due” di e con Antonello Costa.
La satira e la comicità saranno affidati a Enzo Iacchetti, Federico Bassi e Giueppe Giacobazzi. Il Gran Galà di Capodanno vedrà  la partecipazione dei Lucchettino.
Non mancheranno i classici appuntamenti con la danza,  “Lo Schiaccianoci “ della International Classical Ballet of Ukraine e “Il lago dei cigni” con i danzatori del Balletto dell’Opera Nazionale di Stato rumena. Il 18 gennaio l’atteso appuntamento con la pièce “Il mare nel cassetto – la via di Franco Battiato” raccontato dalla brava giornalista di RAI Radio 2 Silvia Boschero con l’accompagnamento sonoro di Giua e Anaïs Drago. Il 6 marzo 2026 reciterà Alessio Boni in ‘Uomini si diventa. Nella mente del femminicida’.
Il programma è realizzato in collaborazione con Piemonte dal Vivo.

Mara Martellotta

Sul palco dell’entroterra Concordia salirà anche il Sunshine Gospel Choir. Vi saranno anche spettacoli rivolti alle famiglie e esempi di teatro civile come la pièce intitolata “Viaggio adAuschwitz”.

 The Perfect Match, il nuovo Fashion Film IED Torino

Mercoledì 17 settembre al Bistrot Culturale Ramo d’Oro di Torino la première del video. A seguire una conversazione sulle trasformazioni della moda contemporanea con il regista Ivan Cazzola, Enrico Grigoletti (VP of Brands – CP Company) e il fashion journalist Jacopo Bedussi 

Torino, 15 settembre 2025 – Un’arena sportiva che si trasforma in palcoscenico, una città che si specchia nell’incontro tra creatività e linguaggi visivi, giovani designer che portano le proprie creazioni sullo schermo. È questa l’essenza di The Perfect Matchil nuovo Fashion Film IED Torino che sarà presentato mercoledì 17 settembre alle 18 al Bistrot Culturale Ramo d’Oro in Galleria Umberto I 52.

Nel video, che porta la firma del regista Ivan Cazzola, lo storico Circolo della Stampa Sporting – cuore del tennis internazionale che in occasione delle ATP Finals accoglie gli allenamenti dei campioni – diventa un’inedita passerella per le collezioni di tesi di dieci designer emergenti neodiplomati nel Triennio in Fashion Design. Sul terreno da gioco, moda e sport dialogano dando vita a un’intensa narrazione visiva che unisce ricerca estetica, sperimentazione e visione progettuale.

Concepito come un racconto corale che porta in scena outfit, corpi e scenografie in un gesto coreografico e simbolico, il fashion film restituisce pieno valore alla formazione creativa, mettendo in primo piano il lavoro dei giovani talenti chiamati a confrontarsi con le forme espressive del presente e a disegnare nuove traiettorie per la moda di domani.

Dopo la proiezione, la premiere di The Perfect Match diventerà lo spunto per una conversazione guidata dal giornalista Jacopo Bedussi che, a partire dallo sguardo dello stesso Ivan Cazzola, spazierà da una riflessione sull’evoluzione dell’immaginario estetico nell’era digitale per allargarsi a temi di stile, materiali e produzione insieme a Enrico Grigoletti, VP of Brands di C.P. Company. Il talk sarà un’occasione per esplorare le sfide e le opportunità del fashion system, mettendo in luce come le nuove generazioni stiano già ridefinendo oggi linguaggi e pratiche, offrendo una nuova lettura della moda contemporanea.

L’iniziativa si inserisce nel vivace panorama culturale di Torino, città che negli ultimi anni si è affermata come punto di riferimento internazionale dove sport, creatività e innovazione si intrecciano e si contaminano. Una cornice ideale per un progetto che celebra lo stretto legame tra moda e territorio, valorizzando il talento emergente e tessendo nuove connessioni tra idee, persone e saperi. The Perfect Match non rappresenta soltanto il culmine di tre anni di studio e ricerca degli studenti, ma diventa un un’esperienza condivisa che invita futuri designer, professionisti del settore e la città intera a scoprire nuovi immaginari e prospettive per la moda di domani.

Guarda il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=pc1AVwB4xFU

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THE PERFECT MATCH

Mercoledì 17 settembre, ore 18

Bistrot Culturale Ramo d’Oro (Galleria Umberto I, 52 – Torino)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Martedì 16 settembre MITO SettembreMusica raddoppia

La giornata di martedì 16 settembre sarà molto intensa per il programma di MITO SettembreMusica con due appuntamenti,  alle 17, al teatro Vittoria,  all’interno del percorso intitolato “Berio e le avanguardie”, e alle ore 20, alle Officine Caos, con un concerto che fa parte della sezione ” Rivoluzioni – Tempi di gierra- tempi di pace”.

Il primo dei due concerti vedrà protagonisti i vincitori del Premio Internazionale Antonio Mormone, al violino  Hawijch Elders, vincitore del Premio Mormone 2025 e al pianoforte Ying Li, vincitrice del Premio Antonio Mormone 2021.
Di Fritz Kreisler verrà eseguito il Recitativo e Scherzo Capriccio op 6, di Luciano Berio la Sequenza VIII per violino, di Fritz Kreisler Liebersfreud, trascrizione per pianoforte di Sergej Rachmaninov, di Luciano Berio la Sequenza IV per pianoforte e di Franz Schubert la Sonata in la maggiore op. 162 D 574 “ Gran Duo”.
Il secondo Concerto, serale, avrà inizio alle 20 alle Officine Caos e prevede l’esecuzione di “Without Blood There Is No Cause”, The Body of Julius Eastman.
Regia e spazio scenico sono di Fabio Cherstich, la drammaturgia musicale di Oscar Pizzo, il video di Vincenzo Sileo.
Al gruppo Vocale Sei Ottavi si aggiunge il Quincy Blue Choir di Ivrea, diretto da Lorenzo Vacca, con Afra Kane al pianoforte,  Caroline Parmantier, Moustapa  Dembélé e Noah Weber al pianoforte.

Musica, video e parole servono per presentare la figura poliedrica di Julius Eastman (1940-1990). La serata è strutturata come un Oratorio laico  e celebra la personalità del musicista, cantante e compositore afroamericano, il cui contributo alla musica d’avanguardia viene esplorato in un programma biografico. Partendo da Turtle Dream di Meredith Monk, prima opera in cui Eastman partecipò come vocalist, viene presentato un collage di composizioni e immagini  che esplorano i temi cari all’autore, la condizione delle minoranze nere e queer nell’America conservatrice, il canto popolare afroamericano come risposta alla musica colta bianca, l’improvvisazione come strumento di liberazione e catarsi.

Mara Martellotta

TST: premiati Leonardo Lidi e Giuliana De Sio

Una settimana ricca di soddisfazioni per il Teatro Stabile di Torino:  venerdì 12 settembre, al Teatro Argentina di Roma durante la cerimonia di consegna dei Premi “LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2025”, Giuliana De Sio è stata premiata come Migliore attrice protagonista per Cose che so essere vere di Andrew Bovell, una produzione dello Stabile di Torino diretta da Valerio Binasco e coprodotta dai teatri stabili di Bolzano e del Veneto.

Durante la serata Filippo Fonsatti, vice Presidente Agis e Direttore del Teatro Stabile di Torino, ha consegnato a Mario Martone il Premio Speciale Italo Gemini per l’80° anniversario dell’Agis.

Leonardo Lidi, regista residente e Direttore della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, in questi giorni impegnato nelle prove di Amleto per l’inaugurazione della prossima stagione teatrale torinese, ha vinto il Premio Hystrio alla Regia 2025. L’importante riconoscimento gli è stato assegnato dall’autorevole giuria composta dai collaboratori e dai redattori dello storico trimestrale di teatro e spettacolo “Hystrio”. La cerimonia di consegna dei Premi si terrà domenica 21 settembre al Teatro Elfo Puccini di Milano alle 21.00.

Questi due riconoscimenti si aggiungono al Premio Internazionale Flaiano consegnato a giugno a Sarà Bertelà come miglior interprete femminile per Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello diretto da Valerio Binasco e prodotto dal Teatro Stabile di Torino.

Rock Jazz e dintorni a Torino: Daniele Silvestri e Francesco Tristano

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al Le Roi Music Hall per il Festival MITO, concerto del pianista Francesco Tristano con sonorità che spaziano dalla classica alla techno. All’Hiroshima Mon Amour suona la CFM Big Band.

Mercoledì. Al Vinile è di scena l’electric duo SergioMoses & Tony DE Gruttola. All’Hiroshima si esibisce Motta. All’Osteria Rabezzana suonano i Korishanti.

Giovedì. Al Conservatorio G. Verdi concerto acustico di Daniele Silvestri.

Venerdì. Al Blah Blah si esibiscono i Vexovoid + Lilith Legacy. Al Circolino suona il Generation Quartet.

Sabato. Al Magazzino sul Po sono di scena gli Ozone Dehumanizer. Allo Spazio 211suonano Irossa +Stasi.

Domenica. Allo Ziggy si esibiscono Zolfo+The Apulian Blues Fondation.

Pier Luigi Fuggetta

La redenzione del colpevole: ma c’è uno spazio per la vittima?

Sugli schermi “Elisa”, un film che fa discutere

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Anche il suo precedente (2021) “Ariaferma” parlava di carceri, un chiuso carcere in via di dismissione dove si intrecciavano rapporti tra carcerati e carcerieri. Leonardo Di Costanzo (collaboratori alla sceneggiatura Bruno Oliviero e Valia Santella) con “Elisa”, presentato a Venezia in concorso, s’immerge in un’aria all’apparenza più salutare e fresca, laddove in nuove architetture, quasi grandi alberghi di montagna, trova l’ambientazione per un istituto sperimentale carcerario, in quel di Moncaldo in Svizzera, con ampi spazi per le detenute, lunghi corridoi invasi dal sole, tra fiabesche casette disseminate sulla montagna, solitari e tranquilli tragitti tra l’attività quotidiana e il riposo notturno, meditativi silenzi e piccoli dialoghi con la compagna di stanza, un’eccellenza universitaria in cui il criminologo Alaoui svolge quasi un corso per addentrarsi nella mente e nel passato delle detenute. Concentrandosi su quelli di Elisa – le basi del racconto stanno nel saggio di Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali “Io volevo ucciderla”: vicenda trasposta sullo schermo ma realissima, il nome dell’omicida essendo Stefania e il luogo dei fatti la Brianza -, appunto, amara, stracolma di inquietudini che inquietano, al decimo anno della sua detenzione, gliene rimangono secondo la sentenza altrettanti, rea di quello che lungo le sedute non si dovrà più definire “il fatto”, ma chiamarlo per quello che realmente è, “un omicidio”. Una condanna per l’uccisione e per aver dato alle fiamme il corpo della sorella maggiore, tra sequestri, sotterfugi, inganni, falsi messaggi. Forse senza un un motivo, forse perché sempre e da sempre sottovalutata, rifiutata, messa all’angolo da una famiglia che anche l’ha caricata di troppe responsabilità.

Un percorso, tra criminologo e colpevole, che parte dalla denuncia da parte di lei di non ricordare nulla di quanto commesso: ma un percorso che procede altresì lentamente tra le ammissioni e i ricordi che affiorano in una serie di flashback, disseminati da Di Costanzo qua e là, con intelligente tessitura, in un continuo prendere coscienza, confrontarsi con il passato, guardare al proprio interno, inventarsi un futuro, aprire il proprio squarcio ancora oscuro. Frasi, sguardi, parole che aprono scenari, mentre la macchina da presa di Luca Bigazzi si chiude in primissimi piani che sono allo stesso tempo un rapporto e una lotta, pronti in contrappasso a spalancarsi nell’ampiezza degli ambienti interni, ed esterni in quelle riprese dall’alto a inquadrare le giravolte della strada che dovrebbe condurre alla struttura di ricovero. Il percorso di Elisa è fatto di apprensioni e di dolore, di alti e bassi, di ricadute e di momenti di nuova speranza – ed è una nuova, eccezionale prova di Barbara Ronchi, che si carica sulle spalle gran parte della storia e del film, in un ritratto che non si potrà dimenticare nei Nastri o nei David di fine stagione, un ritratto fatto di gesti e parole sospesi, di attimi che riempiono lo schermo, di occhi che ri-costruiscono una ferocia e un misfatto, che cercano aiuto, che esprimono appieno sentimenti e cacciano via una cecità per lasciare posto a una tentennante consapevolezza.

Panorami, luoghi di sole e luce, un lavoro in prospettiva, un percorso sempre più angusto di rieducazione: per una affermazione di “umanità”, ricordava Ronchi presentando il film al pubblico torinese nella sala del Nazionale, perché “non si ritorni al medioevo, ad un’idea esclusiva di vendetta”, auspicava il regista davanti allo stesso pubblico. D’accordo. Nel convincimento tuttavia che la giustizia debba chiamarsi giustizia. Ma in una sceneggiatura che alimenta a tratti il sospetto del farraginoso e della poca chiarezza, che soprattutto non le concede più spazio per l’affermazione di un’idea che a chi scrive pare sacrosanta, c’è un cameo di Valeria Golino, madre compostamente dolorosa, che non accusa (più) perché “lasciamo stare qui, non ci sono più parole” ma che racconta al criminologo di quel branco feroce di ragazzini che le ha rubato, con una serie di coltellate, un figlio e che adesso forse sono già liberi – una manciata di minuti, esile esile, che pare dire “è vero, ci siete anche voi vittime”, un guardare dalla parte opposta, dalla parte di chi ha perso e continua a perdere giorno dopo giorno, “perché volevo rappresentare il punto di vista delle vittime, proprio perché lo spettatore non lo trascuri.” Una goccia di nessun conto nel mare magnum (necessario) della redenzione. Nel cinema come nella quotidianità. Fatto non comune, di questi ultimi giorni anche, affidato a un giudice che oggi “assolve” dalla accusa di maltrattamenti un uomo che ha sfigurato la mente e lo spirito e il viso di una donna come le immagini dimostrano ad ognuno, all’uomo della strada come all’uomo di legge: e poco deve importare che un procuratore abbia presentato ricorso in Corto d’Appello. Si continua a rimanere sospesi, all’obbligo del perdono, a non guardare a fondo a un dolore che resta il primo e il più angosciante.

Elio Rabbione

È un tributo alla memoria, ‘One way memories’ la stagione 2025-2026 dell’Orchestra Filarmonica di Torino

La proposta per la stagione 2025-2026 dell’Orchestra Filarmonica di Torino OFT è un viaggio musicale nella memoria condivisa, dal titolo “One way memories”. Prosegue così il viaggio “One way” dell’Orchestra OFT con una nuova tappa densa di significato e visione. Dopo l’energia del cammino condiviso, “One way together”, la stagione 2025-2026 si intitola “Memories”, un’esplorazione sonora sul tema della memoria che diventa atto creativo, radice collettiva e chiave d’accesso al futuro.

“Crediamo che la memoria sia oggi centrale per chi, come noi, fa cultura in un tempo liquido e disattento – afferma il direttore artistico e presidente dell’OFT Michele Mo, insieme al direttore musicale Giampaolo Pretto  e al segretario generale Gabriele Montanaro – ‘Memories’ non è solo uno sguardo al passato, ma rappresenta una chiamata gentile a ricostruire senso e comunità attraverso concerti che si nutrono di frammenti ed emozioni condivise, ed è anche dall’insieme di queste suggestioni che nasce il programma di quest’anno”.
Il tema della memoria è fondamentale anche per l’assessore comunale alla Cultura Rosanna Purchia, che l’ha definito una tematica molto profonda, tanto più in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione.

Negli otto concerti, da ottobre 2025 a maggio 2026, accanto a Pretto e al maestro concertatore Sergio Lamberto saliranno sul palco 4 giovani artisti di straordinario talento: Erica Piccotti, Leonid Surkov, il Trio Concept e Hans Christian Aavik, che entrano ufficialmente a far parte della community musicale dell’OFT, mentre due concerti, quelli del 10 febbraio e del 28 aprile, vedranno protagonisti due giovani orchestre ospiti: l’Orchestra Giovanile Eclettica e l’Orchestra Suzuki. Un’altra novità è quella della trasformazione della rassegna cameristica a Cascina Roccafranca, con il nuovo titolo “Officina”, raddoppiata nei numeri e arricchita nei contenuti, che intende dar forma a un dialogo sempre più vivo tra pubblico, interpreti, forme e generi musicali differenti. Ogni concerto della stagione si presenta con un titolo evocativo. Non si tratta di semplici nomi, ma di tappe di un viaggio ideale che continua il percorso “One way”, il percorso che ha preso forma intorno all’immagine del viaggio come simbolo di un cammino condiviso. I concerti, come da tradizione recente, sono accompagnati dalle immagini di Gabriele Mo con la tecnica del collage e ispirati a brani in programma e storie e percorsi professionali dei protagonisti. In questo modo viene arricchita l’esperienza d’ascolto.

La stagione prenderà il via martedì 21 ottobre prossimo con l’OFT, diretta da Giampaolo Pretto, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Il concerto sarà preceduto dalla prova generale al teatro Vittoria alle 18.30, e alle prove di lavoro aperte al pubblico nello spazio polifunzionale di via Baltea la domenica. Il concerto si intitolerà “Rintocchi e profumi”, e si aprirà con un ‘Cantus in Memoriam’ di Benjamin Britten, primo omaggio al ricordo sospeso nel tempo grazie allo stile particolare di Arvo Pärt, e al procedere di un rintocco lento che accoglie il silenzio e lo trasforma in luce. Secondo brano che verrà eseguito sarà la Seconda Sinfonia di Brahms, carica di vitalità e serenità, le stesse dell’estate in cui venne composta.

La campagna abbonamenti inizia a partire dal 12 settembre 2025

Orari biglietteria: martedì 10.30 – 13.30 / 14.30 – 18 / mercoledì 14.30 – 18 / venerdì 10.30 – 13.30 negli uffici di via XX Settembre 58, a Torino.

Mara Martellotta

Arriva a Torino Suzuki Jukebox – La Notte delle Hit

All’Inalpi Arena ha luogo il nuovo show musicale “Suzuki Jukebox – La notte delle hit”, condotto da Antonella Clerici con la partecipazione di Clementino, in onda su Rai 1 il 18 e 19 settembre

La grande musica torna protagonista a Torino con Suzuki Jukebox – La  notte delle hit, uno degli appuntamenti più attesi del panorama nazionale che verrà registrato il 12 e 13 settembre presso l’Inalpi Arena di Torino. Per due serate condotte da Antonella Clerici con la partecipazione di Clementino. In televisione verranno trasmesse su Rai 1 il 18 e 19 settembre prossimi. Suzuki Jukebox – La notte delle hit rappresenta un viaggio nella musica dagli anni Settanta al Duemila, con la presenza degli interpreti originali dei brani che hanno segnato intere generazioni. Si tratta di un progetto imponente prodotto da  A Uno Pictures, che fonde la spettacolarità del live con l’eleganza della grande televisione. Sul palco si alterneranno oltre 20 leggende della musica per un repertorio senza tempo che unisce soul, rock, pop, dance, flamenco e cantautorato per un doppio spettacolo irripetibile per tutti, che potrà così ritrovare la colonna sonora della propria vita attraverso le voci autentiche e carismatiche che hanno fatto la storia internazionale. Ogni artista porterà sul palco la propria essenza musicale, creando una colonna sonora corale e intergenerazionale, capace di emozionare il pubblico. Tra i grandi ospiti attesi Anastacia, con la sua voce potente e i successi I’m outta Love, Left outside alone e Paid my dues; i Gipsy Kings, arrivati dalla Francia by Diego Bagliardo, maestri del flamenco pop, con Bamboleo e Volare; Michael Senbello, leggendario interprete di Maniac, colonna sonora cult di Flashdance; Boney M. Maziere Williams, autentico fenomeno discopop anni Settanta e Ottanta, con brani intramontabili come Daddy Cool; il britannico Cutting Crew, con l’iconica I just diede in your arms; il carismatico Lee John, voce degli Immagination, con Just in illusion; gli Alcazar, band svedese di eurodance con Crying at the discotheque, che nel 2025 saluteranno il pubblico con un tour d’addio; Tony Hadley, leader degli Spandau Ballet. Accanto a loro grandi nome della musica italiana come i Nomadi, con oltre sessant’anni di carriera e successi come Io vagabondo; Fausto Leali con hot come A chi e Io amo; l’iconica Donatella Rettore; Alexia, regina della Dance anni Novanta e 5 milioni di dichi venduti nel mondo; le Vibrazioni, che dagli anni 2000 hanno conquistato il pubblico con Dedicato a te; i Gemelli diversi, simbolo del pop italiano; gli Zero assoluto, con il loro pop raffinato; Marco Ferradini, figura del pop rock italiano; le Orme, un’eredità unica di grandi canzoni e Johnson Righeira, vera icona dell’italodisco con brani immortali come Vamos a la play e L’estate sta finendo; Ryan Paris, che con la hit Dolcevita è salito nelle classifiche di tutto il mondo vendendo oltre 5 milioni di copie, infine Paolo Belli, amato volto della musica e della televisione italiana, con diversi brani di successo, tra cui Sotto questo sole.

I biglietti per assistere alle due serate sono disponibili su Ticketone e nei punti di vendita autorizzati

Mara Martellotta

 

Torinodanza, Fonderie Limone di Moncalieri: “Futuri” di YoY Performing Arts

Alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri, nella Sala piccola, il 13 settembre prossimo, alle 19.30, avrà luogo “Futuri, della YoY Performing Arts, con la coreografia e interpretazione di Emma Zani e Roberto Doveri, musiche di Timoteo Carbone e costumi di HACHE Official.
“Futuri” si divide in due narrazioni: ‘Ti ricordi il futuro?’ e ‘Solo sognar ci terrà svegli’. La narrazione numero uno è opera di Valerio Berruti, con il sostegno e le Intercettazioni del Centro di Residenza Artistica della Lombardia, Circuito CLAPS Derida Dance Company. La narrazione numero due presenta testo poetico ed elemento scenico di Ivan Tresoldi, disegno delle luci di Gianni Staropoli. Si tratta di una produzione di Anghiari Dance Hub. “Futuri” è un racconto di racconti, un dialogo corale in cui ogni voce solista trova il proprio spazio in un’armonia di differenze in cui la parola è protagonista. Attraverso il linguaggio della danza della musica, della poesia, della ricerca e delle arti visive, questo progetto modulare esplora diverse narrazioni di Futuri possibili, in costante trasformazione, proprio come il nostro tempo. Ogni aspetto della società viene messo in discussione e riletto, invitandoci a immaginare alternative per il domani. Dall’introspezione individuale alla dimensione collettiva, dalla purezza alla curiosità dell’infanzia, il tema del futuro si sviluppa in molteplici sfumature ed è composto dai duetti: il primo, ‘Ti ricordi il futuro?’, è ispirato all’opera visiva di Valerio Berruti; ‘Solo sognare ci terrà svegli’, invece, è creato a partire dai versi di un poeta di strada, Ivan Tresoldi.

“In un futuro possibile, inginocchiati in cerchio in un campo indefinito e in attesa di un ritorno alla vita, un gruppo di bambini si anima in una danza. Da questa immagine, ispirata alla mostra personale di Berruti ‘C’è troppa luce per non credere nella luce’, il nostro progetto prende vita. ‘Ti ricordi il futuro?’ – racconta la compagnia – nasce dall’idea di esplorare le varie possibilità interpretative del futuro e dell’utopia, intesi come spazi in cui ideali, incertezze e paure si intrecciano, affiorano nella vita degli uomini per diventare tracce di pensieri dimenticati […]. Abbiamo sviluppato un codice ispirato alle opere di Berruti e l’intento è quello di ideare un vocabolario di suoni e movimento in grado di suggerire stati d’animo specifici e di richiamare alla memoria qualcosa che fa parte del nostro vissuto”.

“Solo sognare ci terrà svegli, prende ispirazione da ‘Dell’aria incendio e dell’invisibile divampo’ – poesia per il riscatto del nostro tempo, di Ivan Tresoldi.

Il sogno – spiega la compagnia – rappresenta una visione o un’ ideale che rischia di rimanere confinato nella sfera privata. Tuttavia, nel momento in cui lo condividiamo con gli altri, esso acquista una dimensione diversa, trasformandosi in un atto di connessione che sfida il mondo a prendere parte a quella visione. Quando il sogno è condiviso diventa uno spazio di incontro e collaborazione, dove le persone si uniscono intorno a un‘idea che, pur sembrando irraggiungibile, motiva a cercare soluzioni alternative. La condivisione del sogno amplifica il suo potere, trasformandolo in una forza creatrice che può ispirare il cambiamento e dare vita a nuove possibilità”.

YoY Performing Arts è una compagnia fondata nel 2021 e composta da Emma Zani, Roberto Doveri e Timoteo Carbone, un progetto che fonde musica, danza e arte visiva, alla ricerca di contaminazioni di nuove forme espressive. L’obiettivo è quello di condividere idee. Negli anni le creazioni della compagnia sono state presentate in prestigiosi festival nazionali e internazionali e hanno ricevuto importanti premi.

Biglietteria: Teatro Carignano – piazza Carignano, 6 – Torino – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta