SPETTACOLI- Pagina 56

“Marionette, burattini e ombre dalla Cina”, dal 15 maggio in Casa Gianduja

La Fondazione Marionette Grilli presenta la mostra “Marionette, Burattini e Ombre dalla Cina”, ospitata presso Casa Gianduja in via Pettinati 10, a Torino, dal 15 maggio al 15 settembre prossimo. L’esposizione raccoglie oltre 200 pezzi originali e rappresenta un’affascinate anteprima della grande mostra “Le figure dei sogni” prevista per ottobre 2025 sempre a Casa Gianduja, e si propone di offrire al pubblico un viaggio nel cuore delle arti sceniche tradizionali cinesi, dove il teatro di figura si intreccia con la storia, il mito e la spiritualità.

Le Marionette cinesi affondano le proprie radici nell’antichità, con prime attestazioni nel periodo Han Orientale (25  – 220 d.C), spesso legate a rituali sciamanici o cerimoniali. È sotto la dinastia Tang (618 – 907 d.C) che il teatro di figura entra ufficialmente nelle istituzioni imperiali, diventando parte del Jiaofang, organo dedicato alla musica e alla danza. Nei secoli successivi, soprattutto durante le dinastie Song e Yuan, il teatro con marionette si diffonde a corte e tra il popolo, fondendo con le forme del teatro tradizionale. Le marionette, mosse da fili, da 8 a 30, permettono una sorprendente fedeltà nei movimenti. Accanto al teatro delle marionette, in Cina si sviluppa anche il teatro dei burattini, che risale anch’esso all’epoca Tang. I burattini, animati dal basso dalle mani del burattinaio, sono dotati di testa, mani (successivamente gambe) scolpite e dipinte. Una stecca principale inserita nel collo consente di muovere la testa, mentre altre controllano braccia e gambe. Un’altra forma di teatro è quella delle ombre cinesi, che risale a tempi antichissimi con riferimenti letterari che originano dal regno dei Song settentrionali (960 – 1127 d.C). Alcune leggende fanno risalire questo tipo di teatro al 90 a.C, quando uno spirito venne evocato per consolare l’imperatore Wu della dinastia Han. Le sagome, realizzate in pelle di bue o asino, e colorate con aniline trasparenti, sono mosse da bastoncini e premute contro uno schermo retroilluminato, dando vita a narrazioni poetiche e rituali.

L’esposizione “Marionette, Burattini e Ombre dalla Cina” si presenta come una esplorazione visiva e sensoriale delle arti performative cinesi, rivelando la maestria artigianale e la profondità simbolica di queste antiche tradizioni.

Casa Gianduja è il nuovo spazio polifunzionale di Torino dedicato al teatro di figura, inaugurato nel dicembre 2024 nel quartiere Nizza Millefonti. Ospita un teatro da 90 posti, un museo permanente con oltre 200 opere della collezione Grilli e laboratori didattici per tutte le età. Il museo presenta marionette e burattini esteri, dal ‘700 a oggi, tra cui pezzi rari come il teatrino settecentesco di Giovanni Lauro.

La mostra sarà aperta dal 15 maggio al 15 settembre 2025 in Casa Gianduja. Orari: martedì  domenica 10-18.30

Info: 334 2617947

Mara Martellotta

“Pulcinella” di Stravinskij e “Daphnis et Chloe” di Ravel all’Auditorium Toscanini

La Belle Époque secondo Andrés Orozco – Estrada

A Torino, sarà nuovamente dedicato alle musiche della Belle Époque il concerto dell’OSN RAI di Andrés Orozco – Estrada in programma giovedì 15 maggio alle 20.30 presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, con diretta su Radio 3. Replica venerdì 16 maggio alle ore 20 anche in live streaming sul portale di Rai Cultura, che lo proporrà poi su Rai 5 in prima serata.

Si tratta della seconda settimana consecutiva in cui l’OSN Rai propone brani nati all’inizio del XX secolo su richiesta del grande impresario dei Balletts Russes Sergej Djagilev. In apertura sarà la volta di Pulcinella, di Stravinskij: il balletto in un atto per piccola orchestra con tre voci soliste, su musiche di Giovanni Battista Pergolesi. L’opera, creata tra il 1919 e il 1920 segnò una svolta nella produzione del compositore russo, inaugurando il suo passaggio al neoclassicismo, caratterizzato dalla ripresa degli stilemi della musica antica. Lo spunto nacque dall’intuizione artistica di Djagilev, che rimase affascinato dalla scoperta di alcuni manoscritti di Pergolesi, e invitò Stravinskij a orchestrali. Tra questi “Lo frate ‘namurato” del 1732, “Adriano in Siria” del 1734, “Flaminio” del 1735 e alcune Sonate in trio per due violini e basso continuo. Il risultato di uno straordinario connubio tra ‘700 e ‘800 su soggetto tipico della commedia dell’arte. La prima rappresentazione avvenne all’Opera di Parigi il 15 maggio 1920, con la coreografia di Léonide Massine, e le scene e i costumi di Pablo Picasso. A dar voce alla partitura sul palco dell’Auditorium, saranno il mezzosoprano Laura Verrecchia, il tenore Marco Ciaponi e il basso Pablo Ruiz.

Nella seconda parte della serata sono invece in programma pagine da “Daphnis et Chloe”, il balletto in un atto in la maggiore per orchestra di Ravel, del quale ricorrono quest’anno i 150 anni dalla nascita. Si tratta di due suite orchestrali che il compositore estrasse nel 1913 dal suo balletto composto fra il 1906 e il 1911, e che fu rappresentato dai Ballets Russes di Djagilev nel 1912 allo Châtelet di Parigi. I brani sinfonici scelti sono un raffinato compendio del lavoro, costellato di colori e immagini di gusto impressionista, che lo stesso Ravel definì “sinfonia coreografica”.

Biglietti: online e presso la biglietteria dell’Auditorium Arturo Toscanini di Torino

Auditorium Toscanini  – via Rossini 15, Torino

Mara Martellotta

“Scomode verità”, a teatro: dall’ultimo libro di Alessandro Di Battista

Al Teatro Colosseo in scena il 15 maggio 

Dopo il grande successo teatrale di “Assange-colpirne uno per educarne cento”, Alessandro Di Battista torna sul palcoscenico con “Scomode Verità”, l’adattamento del suo ultimo libro, in scena al Teatro Colosseo di Torino giovedi 15 maggio alle ore 20.30.

In questo nuovo monologo teatrale, Di Battista conduce il pubblico in un viaggio lucido e coraggioso attraverso i conflitti che hanno segnato il nostro tempo, dalla guerra in Afghanistan fino ai drammi più recenti in Ucraina e Gaza. Un racconto crudo, militante e senza filtri che denuncia i massacri compiuti in nome della “civiltà”, le menzogne mediatiche che li hanno resi possibili e la complicità dei governi europei, e italiani in particolare, nel tradire principi costituzionali per assecondare gli interessi della grande finanza e dell’industria bellica.
La sua prosa è notevolmente coinvolgente, tribunizia, in grado di illuminare con drammatiche luci gli orrori di certi Poteri. Partendo dagli interventi militari in Iraq e Libia, fino a svelare le radici profonde del conflitto israelo-palestinese, Di Battista smonta le narrazioni belliciste di nazioni e imperi, riportandole a cosa veramente sono, analizzando, fra l’altro, il distorto ruolo dei media occidentali nella costruzione del consenso.
E’ un consenso borghese, spesso cieco, apparentemente indifferente rispetto alle situazioni sul terreno, esperite da comunità umane sconfitte da scontri epocali.
Un focus particolare è dedicato all’evoluzione dello Stato di Israele, alla strumentalizzazione dell’antisemitismo e al fenomeno del terrorismo di Stato.
Attraverso immagini e testimonianze, spesso ignorate dai canali d’informazione mainstream, al Colosseo, verrà mostrato il volto nascosto di queste guerre moderne.
Un monologo intenso di circa 85 minuti che si conclude con un invito alla speranza, all’impegno e alla partecipazione attiva: un’esortazione a schierarsi sempre al fianco dei “dannati della Terra”, quindi dalla parte giusta della Storia.

Teatro Colosseo – via Madama Cristina 71, Torino

Poltronissima € 25,00 / Poltrona € 20,00

Ferruccio Capra Quarelli

“Tutta l’Italia” per Gabry Ponte: il dj torinese in finale a Eurovision

Il torinese Gabry Ponte con “Tutta L’Italia” passa alla finale dell’Eurovision Song Contest 2025 in rappresentanza della Repubblica di San Marino. Ieri sera, in Svizzera, alla St.Jakobshalle di Basilea si è svolta la prima semifinale della oramai seguitissima manifestazione europea, ovvero il vecchio Eurofestival, una volta lo chiamavamo così, che ha visto sul podio ben tre volte l’Italia nel corso delle sue 68 edizioni (con Gigliola Cinquetti nel 1964, Toto Cutugno nel 1990 e con i Maneskin nel 2021). L’Italia quest’anno è rappresentata da Lucio Corsi che ieri sera si è esibito con il brano “Volevo essere un duro”, e pure con i sottotitoli in inglese, ma non ancora in gara perché il nostro paese come altre quattro nazioni, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna e la Spagna accedono da anni direttamente alla finale, essendo le “Top five”, ovvero le nazioni fondatrici dell’Ebu, l’Unione Europea di Radiodiffusione che sovraintende dal 1956 la manifestazione.

Oltre a San Marino hanno passato il turno e si sono aggiudicate il passaggio alla finale di sabato sera: l’Albania, l’Estonia con l’ “Espresso macchiato” di Tommy Cash che non ha però portato sul palco come promesso le “nonnine di Ostuni”, le quali sempre ieri comunque si sono esibite nella “Città bianca” nel corso della tappa del Giro d’Italia”. E poi ancora: l’Ucraina, la Norvegia, la Polonia, la Svezia, il Portogallo e l’Olanda che per la prima volta ha presentato all’Eurovision un brano in lingua francese.

La finale di sabato 17 maggio, sempre in diretta da Basilea, per la terza volta in Svizzera dopo la prima edizione del 1956 e quella del 1989 svoltasi nella Confederazione Elvetica, perché l’anno prima aveva vinto il concorso eurovisivo con la canadese Céline Dion che ieri sera è stata omaggiata e l’abbiamo potuta vedere ed ascoltare nel corso di un videomessaggio, sarà presentata da Michelle Hunziker. Affiancherà le due presentatrici delle due semifinali, la prossima giovedì, Hazel Brugger e Sandra Studer che partecipò all’edizione italiana del 1990 svoltasi a Roma a Cinecittà cantando in gara nella nostra lingua.

Igino Macagno

Al carcere Lorusso e Cutugno “Ottantacinque pagine” per la regia di Claudio Montagna

Al carcere di Torino Lorusso e Cutugno è in programma dal 19 al 22 maggio la pièce teatrale dal titolo “Ottantaquattro pagine”. Protagonisti e attori sono un gruppo di detenuti- attori, guidato dalla regia di Claudio Montagna. Dopo l’anteprima a Torino, nel dicembre dello scorso anno, la rappresentazione ritorna in carcere dove testi e scenografie hanno preso vita nel laboratorio teatrale che ha coinvolto in tutto 37 detenuti, nell’ambito del progetto “PER ASPERA AD ASTRA”, supportato da ACRI e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo,  realizzato da Teatro e Società,  con la collaborazione del Teatro Stabile di Torino- Teatro Nazionale e della Direzione e degli Operatori della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.

Si tratta di quattro serate aperte al pubblico esterno, tutte sold out, con un’importante presenza delle istituzioni per proporre, attraverso il teatro, una riflessione più ampia sul ruolo del carcere all’interno della comunità.

“È molto importante mantenere vivo il legame espressivo che la Città di Torino offre costantemente al carcere attraverso le iniziative teatrali. Sono momenti in cui si sperimenta una condivisione emotiva che rende tutti i presenti egualmente partecipi – spiega il Direttore della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, Elena Lombardi Vallauri – il carcere ha bisogno di essere conosciuto e la cittadinanza ha bisogno di conoscere davvero chi sono le persone che abitano l’istituto penitenziario. Chi si mette in gioco nella realizzazione di uno spettacolo teatrale offre una autentica opportunità di incontro. Per i singoli partecipare alla realizzazione di uno spettacolo teatrale, spesso esperienza inedita, avvia riflessioni e ricerche interiori fondamentali. La costruzione di uno spettacolo teatrale permette anche di coinvolgere  molteplici progetti attivi nel carcere, attivando una virtuosa collaborazione con le scuole e con i laboratori di formazione anche artigianale, ed offrendo quindi un’opportunità didattica in più legata ai mestieri del teatro. La coesione e collaborazione tra le diverse agenzie che portano il proprio contributo formativo, culturale ed educativo negli Istituti Penitenziari, è un elemento indispensabile per la migliore riuscita di ciascun progetto”.

“Ottantaquattro pagine” trae ispirazione dalla richiesta di perdono scritta in un mese di cella da un giovane detenuto ai figli della donna uccisa. A più di cento anni di distanza la lettera è riemersa dall’archivio del Museo Lombroso dell’Università di Torino per giungere all’attenzione del regista Claudio Montagna: “La lettera di 84 pagine termina con la data 4 maggio 1919, non si sa se sia servita al suo scopo. Del ragazzo non si hanno altre notizie – spiega Montagna – ma quella testimonianza, di cui ci siamo appropriati senza poter chiedere l’autorizzazione, ha ispirato la rappresentazione. Con un salto temporale di sessant’anni un vecchio che vive il tormento di non poter rimediare a un’antica colpa, perché chiedere perdono non basta, trova un’occasione.

Nella rappresentazione immaginiamo, così, che l’esile filo di un gesto oggi possa ancora opporre una traccia di  vita all’irreparabile”. Dalla lettera emergono il dolore, il pentimento,  il desiderio di spiegare la sfortunata china di un giovane che, fragile, si era perso nel buio della disonestà. Infine,  il desiderio di essere perdonato, per poi scontare tutta intera la sua pena.

La testimonianza è diventata terreno di confronto per i partecipanti del laboratorio teatrale condotto da Franco Carapelle, Elisabetta Baro e Diego Coscia e ha dato vita a pensieri e proposte, molte delle quali trasformate in poesie, da restituire al pubblico in forma di haiku, insieme a brani della lettera e videoproiezioni.

In scena assieme al gruppo di detenuti-attori, gli attori Claudio Montagna e Margherita Data- Blin, con l’accompagnamento musicale di Alberto Occhiena e Paolo Morella  e la suggestiva scenografia creata da cinque macchine teatrali per riprodurre gli eventi atmosferici: il tuono, la pioggia, la neve, il vento e il mare.

Le macchine sono state realizzate dagli studenti del Padiglione B ( IPIA Piana- Casa Circondariale di Torino) per ricreare una scena teatrale d’altri tempi, seguendo le indicazioni dei classici manuali di scenotecnica, sotto la guida del responsabile della parte scenotecnica Claudio Cantele per il Teatro Stabile di Torino- Teatro Nazionale e con la collaborazione del Primo Liceo Artistico di Torino e del  IIS Giulio.

Le parole nel contesto carcerario sono diventate anche strumenti di formazione e di studio per il tirocinio su “Teatro e carcere” che ha coinvolto alcuni studenti del corso di Tecniche di Insegnamento dell’Italiano per stranieri, sotto la guida di Silvia Sordella, professoressa del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino.

Con “PER ASPERA AD ASTRA, come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, la Fondazione Compagnia  di San Paolo sostiene il teatro in carcere come strumento di crescita  personale e reinserimento sociale. Il progetto ha dato vita a una rete nazionale di 14 compagnie teatrali attive in sedici istituti di pena, che lavorano per valorizzare il teatro sia nel suo ruolo culturale ed estetico, sia nella sua funzione trattamentale.  L’iniziativa non solo favorisce il riscatto individuale attraverso l’arte, ma contribuisce anche a una più ampia riflessione sul sistema penitenziario, promuovendo un dialogo tra istituzioni, detenuti e comunità nel rispetto dei principi sanciti dall’art 27 della Costituzione italiana.

Mara Martellotta

Lingotto Musica, la nuova stagione

È stata presentata la nuova stagione 2025-2026 del Lingotto Musica alla presenza del direttore Luca Mortarotti, di Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della Città di Torino, Andrea Bettarelli, responsabile Fundraising, Marketing e Comunicazione della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Andrea Gavosto, consigliere delegato di Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, Massimo Segre, Presidente della Fondazione Ricerca Molinette, e Paola Giubergia, presidente della Fondazione Renzo Giubergia.

La stagione 2025 – 2026 conferma l’attrattività della proposta di Lingotto Musica, offrendo un cartellone ricco e diversificato che si muove tra attesissimi esordi e il ritorno di alcuni degli interpreti più amati dal pubblico. Asse portante della proposta artistica resta la rassegna dei Concerti del Lingotto, cui si affianca, dopo il positivo esordio, il ciclo dei Pianisti del Lingotto, che completa la programmazione sinfonica offrendo al pubblico un ulteriore spazio d’ascolto dedicato al grande repertorio tastieristico. Anne-Sophie Mutter, Zubin Mehta, Grigory Sokolov, Maria João Pires, Igor Levit sono solo alcuni dei nomi che rendono conto della ricchezza di questa stagione, senza dimenticare un progetto speciale di e con Alessandro Baricco che segna un’apertura a linguaggi narrativi che ampliano lo spettro della nostra offerta.

«Forte del crescente successo all’Auditorium Agnelli e in Sala 500 – afferma il presidente Giuseppe Proto – Lingotto Musica consolida il proprio ruolo nel panorama culturale torinese e piemontese, confermando una centralità da cui nascono relazioni sempre più strette e proficue con una vasta rete di partner – enti, musei, fondazioni e residenze storiche – che rafforzano il legame con il territorio in cui operiamo. Un radicamento che si esprime anche attraverso il nuovo programma “Lingotto Musica per la Comunità” grazie al quale autorevoli charity partner avranno l’opportunità di avvalersi dei nostri concerti per accrescere la propria visibilità e promuovere la propria mission. Tutto ciò è reso possibile grazie alla fiducia costante del nostro pubblico e al fondamentale sostegno delle istituzioni, degli sponsor e dei mecenati che ci affiancano. A tutti loro va il nostro più sincero ringraziamento: insieme continueremo a trasformare la musica in occasione di incontro, bellezza e coesione sociale.

«La stagione che presentiamo oggi – afferma il direttore Luca Mortarotti – dà continuità e nuovo slancio al percorso tracciato negli ultimi anni. Reduci da due stagioni straordinarie, premiate da un sensibile incremento di pubblico, abbiamo voluto alzare ancora di più il livello della nostra proposta, costruendo un cartellone che affianca molti dei più autorevoli interpreti dei nostri giorni ad autentiche leggende del podio e del solismo internazionale. Alla consueta proposta concertistica si affianca inoltre un progetto, per noi inedito, in cui musica e parola condividono la scena con pari dignità: un passo oltre il nostro abituale perimetro d’azione, che amplia la nostra offerta e la apre a un pubblico ancora più ampio, trasversale e partecipe.

«In questa medesima prospettiva di crescita – prosegue Luca Mortarotti – nasce la serie denominata Lingotto Musica OFF, che riunisce sotto un’unica sigla le numerose collaborazioni attivate negli anni con importanti enti culturali del territorio. Il programma si articolerà in tre mini-rassegne per un totale di altri dieci appuntamenti che si svolgeranno presso il Museo Archivio Reale Mutua, il Museo Nazionale dell’Automobile e la Reggia di Venaria. Grazie a queste sinergie la nostra offerta stagionale tocca per la prima volta 23 eventi, cui si affiancheranno, nel corso dell’anno, ulteriori appuntamenti a vocazione educativa».

Al centro del palinsesto di Lingotto Musica è la rassegna dei Concerti del Lingotto, che si compone di otto appuntamenti in serata unica dal 2 ottobre 2025 al 22 maggio 2026 all’Auditorium Giovanni Agnelli. La pièce Tucidide. Atene contro Melo, scritta e diretta da Alessandro Baricco che annovera le attrici Stefania Rocca Valeria Solarino, un recital pianistico con Grigory Sokolov, un capolavoro sacro come lo Stabat Mater di Pergolesi affidato all’Accademia Bizantina di Ottavio Dantone e cinque concerti sinfonici che vedono i ritorni in stagione della Royal Philharmonic Orchestra con Vasily Petrenko, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Manfred Honeck, della Kammerphilharmonie Bremen con Riccardo Minasi e della CAMERATA Salzburg con Giovanni Guzzo, nonché il debutto della West-Eastern Divan Orchestra con Zubin Mehta. Fra i solisti spicca la presenza dei pianisti Maria João Pires, Beatrice Rana Simon Trpčeski. Protagonisti d’eccezione anche i violinisti Anne-Sophie Mutter Alessandro Tampieri, il violoncellista Giovanni Sollima e i 100 Cellos guidati da Enrico Melozzi. Infine, spazio alle grandi voci con il soprano Suzanne Jerosme e il contralto Delp

Dopo il successo della prima edizione, torna l’appuntamento con I Pianisti del Lingotto, il ciclo cameristico consacrato al recital di piano solo che presenta cinque date dal 18 novembre 2025 al 7 aprile 2026 in Sala 500. Ospiti autorevoli virtuosi di ogni età e predilezione di repertorio – Nelson Goerner, Angela Hewitt, Igor Levit, Marie-Ange Nguci e Alexander Romanovsky – per una olimpiade che ripercorre l’evoluzione del gusto e dell’interpretazione nella letteratura per tastiera dal barocco al Novecento.

Oltre al cartellone principale, Lingotto Musica estende la sua presenza culturale sul territorio con la vivace costellazione di attività raccolte sotto l’etichetta di Lingotto Musica OFF: dieci appuntamenti cameristici con giovani ensemble e solisti ma anche artisti già affermati che portano la musica colta fuori dagli spazi abituali del Lingotto, in luoghi identitari torinesi e non solo. Dai concerti inclusi nella rassegna Un’estate al Museo promossa dal Museo Archivio Reale Mutua nel suggestivo Cortile di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio dal 3 al 17 luglio 2025 alle date proposte nella Piazza del Museo Nazionale dell’Automobile dal 24 al 26 settembre 2025, fino al ciclo Natale in musica ospitato nel magnifico scenario della Reggia di Venaria dal 27 al 30 dicembre 2025.

Mara Martellotta

Arturo racconta il Varietà al Torino Fringe Festival

Giovedì 15 maggio, ore 20.30

Polo del ‘900, Torino

 

Per il Torino Fringe Festival Arturo Brachetti veste i panni dello showteller in una conversazione con Matthias Martelli

 

Arturo Brachetti, il grande Maestro del trasformismo internazionale, per il Torino Fringe Festival, veste i panni dello showteller, cioè colui che racconta il mondo dello spettacolo attraverso le sue storie, nell’appuntamento speciale Arturo racconta il Varietà condotto dall’attore e amico Matthias Martelli (giovedì 15 maggio ore 20.30, Polo del ‘900).

Una conversazione dedicata al mito del varietà, ai suoi luoghi iconici (Parigi, con le luci della Tour Eiffel e il Paradis Latin) e gli incredibili personaggi che ne hanno fatto la storia, primi fra tutti Fregoli, Wanda Osiris e Petrolini tra aneddoti ed episodi che in questi anni il ciuffo più famoso d’Italia ha raccolto nei teatri di tutta Europa. Il pubblico intraprenderà un viaggio dietro le quinte, scoprendo come il varietà abbia cementato la nostra identità nazionale diventando parte integrante della vita quotidiana delle persone. Un rapporto così radicato che ancora oggi utilizziamo, spesso senza saperlo, gesti ed espressioni nati su quei palcoscenici… siamo uomini o caporali?

Non era solo intrattenimento di qualità, ma anche satira e critica al potere (come dimenticare il Nerone di Petrolini), formazione di nuovi talenti che poi la televisione avrebbe reso giganteschi (Renato Rascel, Totò, Franca Valeri, Tognazzi, Erminio Macario per citarne alcuni, ma anche Raffaella Carrà che da ragazza era in compagnia proprio con Macario), “prove” a tu per tu con il pubblico. Il varietà era tappa obbligata per la gavetta dell’artista, fosse un ballerino o un’attrice comica.

 

Da sempre l’uomo subisce e provoca il meccanismo giocoso e mentale di poter assistere in un tempo breve a diversi contenuti. A teatro, un tempo, si chiamava Varietà ma poi è poi diventato lo zapping televisivo ed ora sono i contenuti social. Siamo attratti da sempre dal menù degustazione, dalla parata, dalla curiosità di saltare da una cosa all’altra sorprendendoci piacevolmente.

Arturo Brachetti

 

Arturo Brachetti è un artista italiano, famoso e acclamato in tutto il mondo, considerato univocamente the Legend of quick change, il grande Maestro del trasformismo internazionale. Il Guinness Book of Records lo annovera come il più veloce trasformista del mondo. Profondo conoscitore del teatro internazionale e dello spettacolo, da anni affianca a quello di artista il ruolo di showteller (letteralmente colui che racconta lo spettacolo), cioè divulgatore teatrale, con lo scopo di diffonderne la conoscenza in maniera semplice e coinvolgente. Inoltre è un regista e direttore artistico attento e appassionato, capace di spaziare dal teatro comico al musical, dalla magia al varietà. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti nella sua carriera figurano il premio Molière (FR) e il Laurence Olivier Award (UK). Nel 2014 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina Commendatore con un decreto motu proprio.

Tra i suoi libri: Le ombre cinesi (Priuli&Verlucca, 2005); Uno, Arturo, centomila. Vita, magie e salti mortali dell’uomo dai mille volti (Rizzoli, 2007); Tanto per cambiare (Baldini&Castoldi, 2015). Altri progetti: podcast Et voilà, la belle epoque! (Storielibere, 2022); audiolibro Diario di una signorina snob di Franca Valeri (Emons, 2022); serie Poltrona spiona (Mediaset Infinity, 2023). Per la seconda stagione è regista e interprete del musical Cabaret in cui ha rivestito il ruolo di Emcee; da febbraio 2025 Brachetti è nuovamente sui palcoscenici di tutta Italia con il suo one man show SOLO, considerato un classico del teatro contemporaneo.

Info:

Giovedì 15 maggio, ore 20.30

Polo del ‘900, piazzetta Franco Antonicelli, Torino

Arturo racconta il Varietà

Ingresso gratuito

Prenotazione online su www.tofringe.it

Al Teatro Regio di Torino “Hamlet” di Ambroise Thomas

Debutterà al Teatro Regio di Torino “Hamlet” di Ambroise Thomas martedì 13 maggio, alle 19.30, per il pubblico under 30. Da martedì 29 aprile, alle ore 11, la vendita dei biglietti per l’anteprima giovani del nuovo, visionario allestimento di Jacopo Spirei, che sarà un’esplorazione nella mente di Amleto e dell’animo umano.

Per la prima volta al mondo, l’opera, di matrice romantica e dal fascino immortale, che va in scena in una nuova produzione del Teatro Regio, viene rappresentata in forma scenica nella sua versione originale, con il ruolo del protagonista affidato alla voce del tenore. Thomas aveva concepito la parte del principe di Danimarca per la voce del tenore, salvo poi doverla adattare per il primo interprete Jean Baptiste Faure, e tale fu mantenuta fino ai giorni nostri. Tuttavia il recupero della versione originale, curata dall’editore Bären Reiter, restituisce al ruolo del principe di Danimarca il registro vocale tenorile. Sarà John Osborn a dare voce al tormentato principe di Danimarca, che è stato anche il primo a eseguire in forma di concerto questa versione; accanto a lui, nel ruolo di Ophélie, la straordinaria Sara Blanche, impegnata nella virtuosistica aria della Follia. Sul podio graditissimo ritorno di Jérémie Rhorer, alla guida di Orchestra e Coro del Regio, istruito da Ulisse Trabacchin. La regia è firmata da Jacopo Spirei, che debutta al Regio con un’intensa lettura psicologica della tragedia shakespeariana. Fantasmi, amore, follia e vendetta animano “Hamlet” di Thomas.

“Essere o non essere, la più grande domanda della nostra vita – spiega il regista Jacopo Spirei, descrivendo la sua lettura di forte impatto emotivo e drammaturgico  – Cosa dobbiamo fare quando un compito più grande di noi cade sulle nostre spalle ? Dobbiamo diventare i nostri genitori ? Il loro spirito di rivalsa ? Hamlet è pieno di domande senza risposta, responsabilità troppo grandi, una realtà traumatica che genera incubi di ogni specie. Questo Hamlet è un viaggio all’interno di noi stessi, attraverso l’introspezione, la domanda e la ricerca”.

L’ingresso per l’anteprima giovani è riservato agli under 30, e i minori di 14 anni dovranno essere accompagnati da un un maggiorenne under 30.

Info e biglietti: 011 8815241

Orari di apertura: da lunedì a sabato 11-19 / domenica 10.30-15.30 / un’ora prima degli spettacoli

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Fatoumata Diawara e Federico Sirianni

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Mercoledì. All’Oratorio di Santa Pelagia arriva Boosta (il tastierista dei Subsonica), in un doppio concerto alle 18.30 e alle 21. All’Osteria Rabezzana suona il Trio Drumless. Al Jazz Club: The Chicago Blues Jam!.

Al Blah Blah si esibiscono gli MFC Chicken.

Giovedì. Al Circolo della Musica di Rivoli,  la cantante Petra Magoni accompagnata al pianoforte da Andrea Dindo, renderà un tributo a Weill, Porter e Gershwin. Alla Cascina Falchera debutta il Festival “Heroes”. Si alterneranno Davide Ambrogio, Paolo Baldini e il Duo Bottasso. Al Vinile si esibiscono i Sandera. All’Hiroshima Mon Amour suonano i C’mon Tigre. Alla Divina Commedia sono di scena i Razza Sospetta. Al Jazz Club si esibiscono i Seasons. Al Magazzino sul Po suonano i Margarita Podridas + Distorsione Armonica Totale. Al Blah Blah è di scena Ben Ottewell.

Venerdì. Per il Festival “Heroes” alla Cascina Falchera, arriva la cantante del Mali Fatoumata Diawara. Allo Spazio 211 suonano i  I Boschi Bruciano + Narratore Urbano. Al Folk Club si esibiscono : Charlie Sexton, David Grissom, Calder Allen. Al Jazz Club suonano i De Gruttola Moses. Alla Divina Commedia è di scena la Phoenix Blues Band. Al Vinile per 2 sere consecutive si esibisce il Amar Sundy & The Good G’heddo Trio. Al Blah Blah suonano i Frana + Rope.

Sabato. Alla Divina Commedia sono di scena i The Framer. Al Jazz Club : Bella Mbriana. Al Blah Blah si esibiscono i Damnation. Allo Ziggy suonano i Tons + Feral Forms. Per il Festival “Heroes” alla Cascina Falchera, canta la portoghese Ana Lua Caiano e a seguire La Nina.

Domenica. Al Jazz Club Bennato 3.0. Al Blah Blah si esibiscono i Buzz Kull + Skullstorm. Al Teatro Concordia suonano i Silent Bob & Sick Budd.

Pier Luigi Fuggetta