SPETTACOLI- Pagina 39

Torino, dove “abitano” gli incubi di Dario Argento. Oggi gli 85 anni del regista

Torino e Dario Argento – che oggi, 7 settembre compie 85 anni – un sodalizio all’insegna della paura e del mistero. Potremmo iniziare così, parlando dello speciale “feeling” che lega il maestro del brivido, il regista che è stato definito “l’Hitchcock italiano” con la “città magica”, fascinosa e austera, chiamata dal grande Le Corbusier “…la città con la più bella posizione naturale del mondo”.

Dario Argento, nella sua autobiografia ( “Paura” – Einaudi,2014) ha confessato che “Torino è il luogo dove i miei incubi stanno meglio”, rendendo esplicito il suo amore per la città all’ombra delle Alpi . “ Ero giovanissimo, un bambino  -racconta – e venni a Torino con mio padre, che doveva andarci per lavoro. Arrivammo di sera, pioveva e subito la trovai una città bellissima. Aveva appena piovuto, le strade riflettevano le luci di questi lampioni, queste luci gialle… le strade luccicavano. Mi piaceva molto, aveva un’aria malinconica e al tempo stesso inquietante. Non pensavo che avrei mai fatto il regista, ma ero sicuro che Torino sarebbe 

stata una città ideale per girarci dei film ; anche se non conta la città in se stessa per rendere più o meno pauroso il film, perché dipende da come la si inquadra, da come la si illumina”. La sua carriera dietro la macchina da presa iniziò nel 1970 con “L’uccello dalle piume di cristallo”, ma è dal secondo film che il regista scelse Torino come “set naturale”  per dare corpo ai suoi incubi. Ne “Il gatto a nove code” gran parte delle scene vennero filmate nel capoluogo piemontese. I luoghi e i “volti” di Torino emersero nel film: da via Vincenzo Vela, 12, dove abitava l’enigmista Franco Arnò (l’attore Karl Malden) con la piccola Lori, al misterioso Istituto di ricerche genetiche Terzi” che, nella realtà, era il retro della GAM, la Galleria di Arte Moderna, per passare dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova, da via Santa Teresa e da piazza Solferino. Altre scene vennero girate ai piedi della collina torinese, a due passi dal Po, in corso Fiume, 2, per finire tra le tombe del cimitero Monumentale in piazzale Carlo Tancredi Falletti di Barolo (già corso Novara). Torino piacque a Dario Argento a tal punto che, nello stesso anno, la scelse anche per il thriller “Quattro mosche di velluto grigio”. Le “location”, anche in questo caso, furono molte: dal giardino Lamarmora, incastonato tra le vie Cernaia, Stampatori, San Dalmazzo e Bertola, all’Auditorium RAI di piazza Rossaro,angolo Via Rossini; dalla galleria Umberto I all’esterno del Conservatorio Giuseppe Verdi, in piazza Bodoni; dalla galleria Subalpina al  Caffè Mulassano,al numero 15 di piazza Castello. Ma Dario Argento raccoglierà a piene mani l’aurea misteriosa di Torino tre anni dopo, nel 1974, girando le scene più importanti del suo capolavoro, l’inquietante “Profondo rosso” dove si scorgono, oltre alle piazze e alle vie più note del centro, il Teatro Carignano,  la Galleria San Federico e piazza CLN,dove si riconoscono le fontane di fronte alle quali Gabriele Lavia e David Hemmings assistono al primo terribile delitto del film, quello della sensitiva Helga Ullman ( l’attrice Macha Méril). David Hemmings (che nel film interpreta il pianista inglese Marc Daly ),sulla collina torinese,incrocia alcune dimore importanti come Villa della Regina (residenza storica dei Savoia), lungo la Strada Comunale Santa Margherita, per poi raggiungere l’obiettivo della sua ricerca : Villa Scott, in Corso Giovanni Lanza, 57. È quella, infatti,  la lugubre “villa del bambino urlante” che si trova in Borgo Po, sulle colline della città: un edificio bellissimo, uno degli esempi più straordinari dell’art decò.  “L’ho scoperta per caso – ha raccontato  il regista –  mentre giravo in auto in cerca di posti interessanti dove girare il film. La villa era in realtà un collegio femminile diretto dalle monache dell’Ordine delle Suore della Redenzione  e, siccome ne avevo bisogno per un mese, offrii alle occupanti una bella vacanza estiva a Rimini, dove si divertirono tantissimo. Con noi restò una monaca-guardiano, che sorvegliò le riprese con austerità”. Una curiosità va ancora segnalata. Quando Marc, nel film,suonò a casa del suo amico Carlo, si trovò di fronte la madre di lui (Clara Calamai), che lo fece entrare in un appartamento ricco di cimeli e foto d’ogni sorta. La casa era davvero quella dell’attrice e, quindi, ciò che si vede è probabilmente in gran parte ciò che davvero c’era in quell’appartamento nel 1974, diventato set per l’ultima prova cinematografica della grande interprete del cinema italiano. Il film, quinta prova dietro la macchina da presa per Dario Argento, uscì nelle sale il 7 marzo 1975 e lo consacrò, grazie al successo, come il vero  “maestro del brivido made in Italy”. Il ritorno di Dario Argento alle atmosfere tipiche del genere thriller, parecchi anni dopo “Profondo Rosso”, coincise ancora con una pellicola girata a  Torino dove il capoluogo piemontese venne sfruttato per ambientare praticamente tutte le location di “Non ho sonno”. Anche la colonna sonora, firmata dai Goblin, è un trade-union con il capolavoro del 1975. E come dimenticare l’inquietante “filastrocca del fattore”, quella iniziava con “è arrivata mezzanotte, con il letto faccio a botte, ora inizia la mia guerra con le bestie della terra”? Alcune scene furono girate presso i teatri di posa Euphon Communications, a Mirafiori Sud, mentre per gli esterni il primo ciak avvenne alla stazione Dora di Torino, capolinea della Torino-Ceres. Le immagini del film accompagnano luoghi facilmente riconoscibili dalla Crocetta a piazza della Gran Madre, da San Salvario a piazza Carignano, da piazza Castello al vecchio deposito della SATTI di Lungo Dora Agrigento, al cimitero Monumentale, alla Casa di Riposo  ex “Poveri Vecchi” di Corso Unione Sovietica. Per non parlare di due locali “storici” come la celebre discoteca “Big Club” di Corso Brescia e il  pub “Barbican’s”di piazza Vittorio Veneto. In “Non ho sonno” le analogie con “Profondo rosso” sono molte, quasi come se Dario Argento volesse “citarlo” più volte. Gabriele Lavia , ad esempio, interpreta, anche in questa pellicola, il presunto colpevole e, in una scena importante ,sbotta in un “È’ tutta colpa tua”, esattamente come nell’altro film, recitando la stessa identica espressione. La scena dell’omicidio della ballerina venne girata al Teatro Carignano, la stessa location dove la sensitiva Helga  tenne la conferenza nelle scene iniziali di “Profondo rosso” e, infine,  anche in ”Non ho sonno”, si scelse di usare un manichino che ha le sembianze dell’assassino. Dopo questo ritorno al thriller classico, Argento girò sempre a Torino un film per la televisione: “Ti piace Hitchcock?”. Ai giornalisti, confessò: “Questa città è uno stupendo teatro di posa, quando penso a un film lo immagino qui”. Nelle sequenze Torino si vede dappertutto, da via Vincenzo Vela (già nota per aver ospitato la casa di Arnò el’Istituto Terzi ne “Il gatto a nove code”) al Politecnico di Corso Duca degli Abruzzi, dalla fontana dei dodici mesi” al parco del Valentino a Corso Francia, per finire nella videoteca – il luogo d’incontro di tutti i protagonisti – immaginata al n. 26 di via Cesare Balbo.“La terza madre “, diretto nel 2007 da Dario Argento, con protagonista sua figlia Asia (che aveva già lavorato con il padre nei film “Trauma”, “La sindrome di Stendhal” e “Il fantasma dell’Opera” ) è stato il capitolo conclusivo della saga delle tre madri di cui fanno parte Suspiria (1977) ed Inferno (1980), vale a dire la storia delle tre streghe sorelle, madri degli inferi: Mater Suspiriorum, Mater Tenebrarum e Mater Lacrimarum. Anche per questo film Torino  “prestò” se stessa per molte scene, dagli interni della libreria “La Bussola” di Via Po alla villa abbandonata nei sotterranei della quale si rifugiano la Strega e i suoi discepoli, collocata in Viale Thovez, dalle Molinette di corso Bramante a piazza Emanuele Filiberto, per finire nel Quadrilatero romano,  in Via Bellezia, all’altezza del noto ristorante “Le tre galline”. Anche i dintorni della capitale sabauda ospitarono il set del film: dall’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta alla  chiesa dei Batù e al cimitero di Andezeno, da strada Cenasco a Moncalieri all’aeroporto di Caselle. Nel 2009 Dario Argento ambienta a TorinoGiallo”, un thriller dove una hostess statunitense insieme ad un investigatore italiano deve seguire le tracce della sorella scomparsa, vittima di un terribile serial killer. Il cast vede un protagonista d’eccezione come Adrien Brody mentre la sua partner è Emmanuelle Seigner, moglie di Polanski, il regista con cui Brody  vinse un premio Oscar per Il pianista. Dopo vari problemi distributivi, il film venne commercializzato direttamente in home video. Anche in quel caso è un rincorrersi per le vie e i quartieri della città. Da corso Vercelli  a via Pietro Egidi, dalle parti del Duomo; dal Conservatorio Giuseppe Verdi, in Piazza Bodoni, al Mastio della Cittadella, ai Portici di via Cernaia, al Teatro Regio di piazza Castello al Caffè San Carlo nell’omonima piazza. S’intravedono anche il palazzo dell’Elettricità in via Bertola, il mercato del pesce di Porta Palazzo. Una citazione a parte merita la macelleria Curletti, ormai ex” dopo un secolo di onorata attività. E’ lì che, nel film, viene assassinato il macellaio. In corso Moncalieri, sulla riva destra del Po, ai piedi della collina, questa rinomata macelleria venne aperta all’inizio del Novecento da Oreste Curletti che, al mestiere di macellaio di grande qualità, affiancava la passione per la pittura, arricchendo la sua bottega di una notevole galleria di quadri raffiguranti quarti di bue, costate, bovini d’ogni razza commissionate ad artisti del calibro di Soffiantino, Calandri e  Tabusso. L’ultimo film girato in terra piemontese dal maestro del brivido è del 2012 e non venne accolto molto bene dal pubblico e dalla critica. “Dracula 3D” (conosciuto anche come Dracula di Dario Argento) non è certo annoverabile tra le migliori prove del regista, nonostante il cast impegnato sul set  (il tedesco Thomas Kretschmann nei panni del più famoso “succhiasangue” della storia, il grande Rutger Hauer come interprete di Van Helsing, il cacciatore di vampiri, e Asia Argento). Le riprese del film sono state ambientate nella splendida cornice medievale del Ricetto di Candelo, nel biellese, e nel castello di Montaldo Dora, sull’erta del monte Crovero, nell’anfiteatro morenico di Ivrea. In attesa di vedere se Dario Argento vorrà tornare ancora “sul luogo del delitto” con un altro film da ambientare nella città dei quattro fiumi, per gli appassionati – ai primi di settembre – verrà organizzata la sesta edizione del“Tour Locations Argentiano” , promosso dal regista Alessandro Benna e dagli esperti cinefili Stefano Oggiano e Davide Della Nina. Lo scopo è far conoscere e scoprire una Torino inedita, visitando i luoghi utilizzati nei sette film girati qui dal “maestro del brivido” italiano. Un programma “da urlo” che non va perso per nessuna ragione.

Marco Travaglini

“La postura del consenso”, torna il festival femminista del CAP10100

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Dal 20 al 21 settembre e dal 26 al 28 settembre 

Ingresso con tessera ARCI

SCOPRI IL PROGRAMMA

Torino, 4 settembre – “Tutte le direzioni” è il claim della sesta edizione de La Postura del Consenso, il festival femminista ideato e promosso dall’Associazione Teatrale Orfeo – CAP10100 che intreccia musica, arti performative, ricerca e attivismo e che quest’anno si terrà dal 26 al 28 settembre,anticipato da un weekend inaugurale il 20 e 21 settembre.

Tutte le direzioni è un attraversamento collettivo delle frontiere del genere, della classe, della norma. Un intreccio di lotte che si muovono insieme, divergono, si contaminano, si immischiano. Non una via unica, ma spazi aperti in cui ogni corpo possa librarsi.

Ad aprire il festival, il live di Coca Puma – sabato 20 settembre – a cui segue il giorno dopo il Gran Galà della Cricca delle Drag Queen. Ma tra i nomi della nuova musica italiana che suoneranno al festival c’è anche quello di BLUEM, in concerto sabato 27 settembre.

Il programma del festival ospita inoltre diversi spettacoli e performance come “TEKKEN DRAMA” di Francesca Becchetti o la performance itinerante “DRAPES” a cura de Le Scapigliate.

Grandi ospiti dell’edizione 2025, Sarah Malnerich e Francesca Fiore meglio conosciute come “Mamma di merda” e Le Eterobasiche, per la prima volta sul palco del CAP10100.

Non mancheranno poi momenti di attivismo laboratoriale come il workshop di ceramica “La Ciotola Transfemminista” a cura di Pottery Lab o il laboratorio teatrale sul consenso a cura di Francesca Becchetti.

Moltissimi sono i temi che la sesta edizione intende sollevare senza limiti e tabù: medicina e prospettiva di genere; porno e consenso; materie Stem; social network e tanto altro.

Il festival si chiude domenica 28 settembre con una Merenda Sinoira Sociale a cui sono tuttə invitatə a partecipare!

In occasione della VI edizione, la location delfestival si allarga a una nuova sede – Spazio Baôm, presso il Cortile del Maglio – che insieme al CAP10100  – ospiterà talk, laboratori e performance come l’intrvento su porno e consenso a cura di Coppiabollente7o il talk sulle generazioni Stem.

Tra le novità di quest’anno, nell’edizione 2025 La Postura del Consenso si riconosce come esperienza associativa ARCI: un luogo comune e condiviso, in cui l’accesso agli eventi sarà tramite tesseramento.

La Postura del Consenso – Tutte le direzioni vuole essere uno spazio di resistenza, cura e immaginazione femminista. Un luogo dove l’arte incontra la ricerca scientifica e sociale, aprendo riflessioni sulla salute, i corpi e la rappresentazione delle soggettività nei media e nella vita quotidiana.

Il programma è il lavoro di una direzione artistica allargata, in gran parte under 30. Ognunə ha messo a disposizione il proprio vissuto e la propria sensibilità, intrecciandoli in un programma che ha come bussola il desiderio di far risuonare, forte e chiara, la lotta femminista.

Valentina Gallo, direttrice artistica del CAP10100: “Quest’anno La Postura del Consenso cresce e si radica in due luoghi diversi della città, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo che ha reso il festival sempre più partecipativo. Vogliamo affermare il ruolo delle persone al di là delle gabbie di genere, come soggetti pensanti e agenti di trasformazione. Dalle STEM all’arte, dalla politica alla musica, costruiamo spazi di pensiero critico e di produzione culturale condivisa. Il nostro obiettivo è chiaro: contrastare sessismo, patriarcato e oggettivazione dei corpi, generando comunità inclusive e libere”

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La Postura del Consenso è ideato e prodotto da Associazione Teatrale Orfeo – CAP10100, con il sostengo di Fondazione Compagnia di San Paolo. Il festival è realizzato nell’ambito del bando “Torino che Cultura” e inserito nella programmazione sostenuta dal Fondo unico per lo spettacolo del Ministero della cultura.

“La Bottega dei giovani artisti/ Spazio Baôm” è un progetto della Città di Torino – Torino Creativa, nell’ambito del bando Anci per l’assegnazione di spazi/immobili pubblici a giovani under 35 per la realizzazione di progetti innovativi, con il contributo del Dipartimento Anci per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, a valere sul “fondo politiche giovanili – anno 2022.

Torinodanza, tre balletti in scena con MM Contemporary Dance Company

Per il Festival  il 10 settembre all’Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo

Per il festival Torinodanza il 10 settembre prossimo, alle 19.30, presso l’Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo, avrà luogo lo spettacolo “Short Stories- Skrik -Weirdo” con coreografie di Michele Merola, Adriano Bolognino e Enrico Morelli.

Il primo balletto, dal titolo “Short Stories”, vede in scena la MM Contemporary Dance Company in una coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara.  La musica è composta ed eseguita dal vivo da Natalia Abbascià. “Short Stories” coinvolge i corpi danzanti in un disegno continuo, costruito su ripetizioni e differenze, momenti di assoli, duetti, partiture corali e un susseguirsi di brevi storie e quadri generati dal sound della musica live. Natalia Abbascià, che suonerà dal vivo, ha creato un tappeto sonoro che unisce suggestive parti liriche per violino e voce solista. I danzatori faranno perdere il senso del confine che separa il pubblico dallo spazio scenico e i brani che compongono il lavoro si articoleranno come un paesaggio espressivo che lascerà alla soggettività del pubblico la lettura intima di quei sentimenti che danza e musica suggeriscono.
Michele Merola è direttore artistico della MM Contemporary Dance Company,  compagnia di danza contemporanea da lui fondata a Reggio Emilia nel 1999.

‘Shrik’  è il lavoro di Adriano Bolognino, su musica di Max Richter, creato per la MM Contemporary Dance Company  e si ispira al dipinto “L’urlo” di Edvard Munch, opera che ha portato il coreografo a indagare il tema della tragedia,  dell’angoscia e della piccolezza dell’uomo in confronto all’immensità dell’universo.
“Il grido sordo del quadro, di cui ho deciso di conservare il titolo norvegese ‘Shrik’, che fonicamente riporta ad un suono sgradevole, un urto, una scossa- spiega il coreografo Adriano Bolognino – sembra deformare il paesaggio donandoci instabilità e paura, pur conservando la sua immensa bellezza. Aggrappandomi a questo dualismo che sento vicino, ho voluto creare un momento danzante che possa essere un accumulo senza fiato di tutto il malumore di questi ultimi anni, ma anche arrivare agli occhi del pubblico come una cascata rigenerativa.

Ultimo balletto creato per la MM Contemporary Dance Company, su coreografia di Enrico Morelli, è  “Weirdo”, su musica di Moses Sumney e Giuseppe Villarosa. Il senso di inadeguatezza è l’unico vero ostacolo in qualunque forma di rapporto, compreso quello con se stessi. Si tratta di quella particolare sensazione di sentirsi fuori posto, diverso, a volte sbagliato, giudicato e spesso incompreso. Ci si può sentire come immersi nella nebbia, o come ci fosse un velo o una parete di vetro tra sé e il mondo circostante. Spesso questo stato deriva dalla voglia di soddisfare le aspettative degli altri, sentendo tutto l’enorme peso del rischio, della paura di fallire, del giudizio, del vedersi come un incapace, un impostore,  una fonte di delusione.
Partendo da queste sensazioni il danzatore e coreografo Enrico Morelli presenta un nuovo lavoro che vuole portare sulla scena questo stato di alienazione, prendendo ispirazione non soltanto dal suo vissuto personale, ma anche da quello degli interpreti, a cui ha rivolto la medesima domanda: “Quando avete la sensazione di essere inadeguati e fuori posto, come vi sentite?”.
Mara Martellotta

Al via il Festival Giacosa, un’edizione dedicata alla Tosca

Tutto pronto nel Comune di Collaretto Giacosa per celebrare, dal 5 al 7 settembre prossimi, con la settima edizione del Festival Giacosa, il suo illustre concittadino, librettista di opere pucciniane. L’evento rende omaggio in particolare alla Tosca di Giacomo Puccini, di cui Giuseppe Giacosa fu librettista insieme a Luigi Illica.
L’anno 2025 segna il 125esimo anniversario del suo debutto al teatro Costanzi di Roma.
Il festival ha ottenuto un contributo da parte della Città Metropolitana di Torino  attraverso il bando della promozione territoriale,  si apre venerdì 5 settembre alle ore 21 presso il Salone multiuso Piero Venesia, con lo spettacolo musicale “Bellissime” di Davide Motta Frè, che vuole essere un tributo alla figura femminile attraverso musica e parole, tratte da opere del Novecento.  Nello spettacolo si esibiranno Martina Tosatto e Motta Frè, accompagnati al pianoforte da Giulio Laguzzi.

Sabato 6 settembre, alle 21, l’Auditorium del Bioindustry Park Silvano Fumero ospiterà uno spettacolo scritto da Oreste Valente, dal titolo “Al caro Pin che è  nostro – Sentire l’arte prima di capirla”, in collaborazione con il laboratorio teatrale del liceo di Ivrea “ La bottega del Botta”. La pièce farà rivivere l’atmosfera del salotto di casa Giacosa e racconterà la figura di Giacosa, che non fu solo drammaturgo, ma anche scrittore e poeta.

Domenica 7 settembre a Collaretto Giacosa sarà una giornata ricca di eventi: dopo la Messa nella chiesa parrocchiale, si terrà  la visita ai luoghi del poeta, inclusa la tomba e il monumento a lui dedicato. Dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 si potrà partecipare alla visita guidata alla “Grande Arca”. Alle 17.30, nel parco di Casa Giacosa, andrà in scena la prima nazionale del dramma in parole  e musica di Oreste Valente “Tosca- il canto e il sangue- morire d’amore, uccidere per amore”, ispirato all’opera lirica di Puccini.
Lo spettacolo vedrà  la partecipazione del soprano Mimma Briganti, del tenore Dario Prola, di Paola dal Verme al pianoforte e dello stesso Valente nel ruolo di Giuseppe Giacosa.
Il festival avrà la sua conclusione domenica 28 settembre prossimo con un evento organizzato in collaborazione con la casa editrice Atene del Canavese, che presenterà il libro dal titolo “Bohème, mi chiamano Mimì”, illustrato da Cristina Genisio e con testo di Monica Ramazzana.

Mara  Martellotta

Al Carignano prende il via Torinodanza Festival con l’anteprima mondiale “Delay the Sadness”

Dal 5 settembre al 5 ottobre prossimi si terrà l’edizione 2025 di Torinodanza Festival, diretta da Anna Cremonini e realizzata dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Sarà inaugurata dallo spettacolo “Delay the Sadness”, nuova creazione della coreografa Sharon Eyal, che debutterà a Torino in  anteprima mondiale il 5 settembre prossimo  alle ore 20.45 al Teatro Carignano e sarà poi replicato il 6 e il 7 settembre. L’esibizione, creata in collaborazione con Gai Behar, si avvarrà delle musiche originali di Josef Laimon, produttore musicale e cantante che aveva già collaborato con successo con Sharon Eyal in occasione di una coreografia realizzata per  la  Göteborgs Operans Danskompani (Svezia).
Tra i danzatori, figurano Darren Devaney, Juan Gil, Alice Godfrey, Johnny McMillan, Keren Lurie Pardes, Nitzan Ressler, Héloïse Jocquevile, Gregory Lau.
Lo spettacolo di apertura di Torinodanza  2025 è frutto di un progetto articolato: dopo una residenza presso Orsolina28 Art Foundation a Moncalvo (Asti), la compagnia concluderà l’allestimento di questa nuova creazione al Teatro Carignano  e, dopo l’anteprima torinese, “Delay the Sadness” verrà presentato in prima mondiale il 12 settembre prossimo alla Ruhrtriennale, prestigioso festival tedesco partner di coproduzione. Un esempio di cooperazione produttiva che nasce da un’ampia rete di collaborazioni locali e internazionali.
Delay  the Sadness  è un  lavoro creato per S-E-D Sharon Eyal Dance, la compagnia fondata da Eyal insieme a Gai Behar che da tre anni ha sede in Francia e che è sostenuta dalla Fondation BNP Paribas e dal Ministero della Cultura Francese Direction régionale des affaires culturelles d’Île-de-France.
Si tratta di un invito all’introspezione e alla connessione, un’esplorazione del  delicato  equilibrio tra  forza  e vulnerabilità, una riflessione sui tanti modi in cui le persone  navigano nel proprio mondo interiore ed esteriore. Attraverso la danza, Eyal intende creare uno spazio in cui ciascuno possa trovare una risonanza con le proprie esperienze. Il titolo stesso, che potremmo tradurre con “ritardare la tristezza”, evoca il delicato equilibrio delle emozioni modi in cui le viviamo.

INFO BIGLIETTERIA
Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino
Tel: 011 5169555
biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

“Attraverso Festival” #dieci si avvia al gran finale

La decima edizione del Progetto dell’Associazione Culturale “Hiroshima Mon Amour ETS” e “Produzioni Fuorivia”

Da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre

Canelli (Asti)

Gli ultimi giorni dell’estate 2025 accompagnano anche, con un seguito di meritati successi, al fotofinish della decima edizione di “Attraverso Festival”: alle spalle due mesi intensi di spettacoli, musica, teatro, letteratura e incontri che hanno portato il pubblico ad attraversare con ironia, intelligenza, bellezza e profondità il Piemonte meridionale, la  “creatura” – dieci anni compiuti – di “Hiroshima Mon Amour ETS” entra ormai in “zona Cesarini”, dopo aver toccato una ventina di Comuni di Langhe, Monferrato, Roero ed Appennino piemontese, che hanno fatto da straordinaria cornice paesaggistica ad un cartellone ricco di oltre quaranta eventi.

Alla “volata” finale sono ancora quattro gli appuntamenti attesi fra Canelli, Alba ed Ovada.

Al via, per l’ultimo giro di valzer, lunedì 8 settembre, sul palco del Teatro “Balbo” nell’astigiana Canelli (ore 21), sarà protagonista la brava Lella Costa, impegnata in “Giovanna. La fanciulla, la pulzella, l’allodola”, spettacolo scritto con Gabriele Scotti che ripercorre la vicenda di Giovanna d’Arco, accompagnato dalle musiche sublimi di Giuseppe Verdi trascritte per pianoforte a quattro mani dal “Faccini Piano Duo” composto dai giovani talentuosi Betsabea ed Elia Faccini. Della “Pulzella d’Orléans” (eroina, santa e figura simbolo del patriottismo francese, che liberò la città di Orléans dall’assedio inglese durante la “Guerra dei Cent’anni”), Lella Costa e Gabriele Scotti tracciano un “ritratto dinamico, curioso e al tempo stesso rigoroso” teso a dare piena luce e verità ad una figura come quella di “Jeanette” (come Giovanna amava essere chiamata) che, nonostante fosse giovanissima ed analfabeta riuscì ad influenzare il corso della “Grande Storia”, diventando un simbolo senza tempo.

Secondo appuntamento del Festival, lunedì 9 settembre, con un doppio appuntamento. Ad Alba (Cuneo), al “Teatro Sociale G. Busca” (“Sala Marianna Torta Morolin”, ore 21), Isabella Ragonese, fra le attrici più raffinate della scena italiana, e Rodrigo D’Erasmo portano in scena “Gli amori difficili” di Italo Calvino: un omaggio al grande scrittore a quarant’anni dalla scomparsa, con musiche originali del violinista e produttore degli “Afterhours” e ricerche sui testi a cura della stessa attrice palermitana, grande estimatrice dell’opera di Calvino, di cui già nel 2001 ebbe a portare in scena “Le città invisibili” e nel 2021 il reading musicato “Cosmicomiche” al “Museo Egizio” di Torino.

In contemporanea, ore 21, al Teatro “Dino Crocco” di Ovada (Alessandria), torna la pungente stand up di Arianna Porcelli Safonov, che con “Alimentire” mette alla berlina l’ossessione contemporanea per la cucina gourmet e i suoi eccessi. Sul palco la brillante e irriverente attrice e scrittrice romana “accompagna il pubblico in un viaggio tra le contraddizioni della cultura gastronomica odierna, un’esperienza che invita il pubblico a ridere (e a riflettere) sulle stravaganze del cibo elevato a fenomeno sociale”. Come scrittrice, Arianna pubblica il suo primo libro per “Fazi Editore” nel 2014. Titolo “Fottuta campagna”, il volume è frutto di una singolare esperienza vissuta “in solitaria” sugli Appennini fra Lombardia e Liguria. Del 2017 è invece “Storie di Matti”, edito sempre da “Fazi Editore”. Dal 2015, è in tour con diversi progetti di satira e critica umoristica al costume sociale italiano: da “Piaghe” al “Riding Tristocomico” a “Diritto civile e altre parolacce” e a “Cibo, vino e altri castighi sociali”.

Mercoledì 10 settembre la chiusura ufficiale della decima edizione è affidata al Teatro “Dino Crocco” di Ovada (ore 21) con “Le Troiane” (da Euripide, 415 a. C.) spettacolo curato dal “Laboratorio Teatrale” del “Liceo Amaldi” di Novi Ligure“un segnale forte di continuità e di apertura verso le nuove generazioni, chiamate a misurarsi con i grandi classici e a portare nuova linfa creativa nel segno del futuro”.

g.m.

Nelle foto: Lella Costa, Isabella Ragonese, Arianna Porcelli Safonov

L’Orchestra Sinfonica della RAI a MITO con due concerti a Torino, l’8 e il 12 settembre

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai torna protagonista di MITO SETTEMBREMUSICA,  con due concerti all’Auditorium  RAI Arturo Toscanini di Torino dedicati rispettivamente al repertorio contemporaneo e diretti da Tito Ceccherini e Thomas Dausguaard, interpreti molto apprezzati della musica contemporanea . Le due serate fanno parte del perimetro “Rivoluzioni-Tempi di guerra e di pace”.

Il primo è in programma lunedì 8 settembre alle 20 ed è interamente dedicato al compositore Samy Moussa. Nato a Montreal nel 1984 e residente a Berlino, ha dato vita ad opere che sono eseguite  da orchestre di massimo prestigio, come i Wiener Philarmoniker, la London Symphony Orchestra, la Los Angeles Philarmonic e quella del Royal Concertgebouw di Amsterdam.  In apertura di serata verrà eseguito il suo “Elysium” per orchestra, composto nel 2021 su commissione congiunta dei Wiener Philarmoniker, della Vancouver Symphony Orchestra, del Festival de Lanaudière, della Royal Scottish National Orchestra e della BBC  Scottish Symphony Orchestra.
Il brano viene proposto in prima esecuzione italiana per MITO SETTEMBREMUSICA  e il suo titolo riflette l’attrazione di Moussa per l’antichità classica. Si riferisce ai Campi Elisi, un regno paradisiaco, distinto dagli Inferi della mitologia greca, che offrivano una vita beata agli eroi e ai favoriti dagli Dei.
A seguire, sempre di Moussa, la Sinfonia n. 1 detta Concordia, commissionatagli dall’Orchestre Symphonique di Montréal, dedicataria dell’opera insieme al maestro e direttore Kent Nagano, per festeggiare il 375esimo anniversario della fondazione della città canadese. È stata eseguita in prima assoluta il 31 maggio 2017 e ora proposta per la prima volta in Italia.
Sul podio  impegnato il maestro Tito Ceccherini, che ha diretto molte volte l’Orchestra RAI, e che si distingue come appassionato interprete della musica contemporanea,  affrontando anche capolavori del repertorio cameristico da Debussy ai nostri giorni.

Il secondo Concerto, in programma venerdì 12 settembre, alle ore 20, accoglierà tre diverse pagine tutte di musicisti danesi. In apertura il Quartetto n. 3 di Langgaard, scritto nel 1924 ed orchestrato cent’anni dopo, e una più recente, del contemporaneo Hans Abrahamsen, classe 1952. Chiude il concerto la Sinfonia n. 4 op. 29 di Carl Nielsen detta “L’inestinguibile”, scritta a partire dal 1914 e conclusa due anni dopo, in pieno conflitto mondiale. Si tratta del più importante lavoro del celebre compositore danese, che fu eseguito , sotto la direzione dello stesso Nielsen, a Copenaghen nel 1916. Nieles scelse questo titolo dell’opera per indicare in una sola parola ciò che soltanto la musica può esprimere, la elementare volontà di vivere.
Sul podio è  chiamato Thomas Dausgaard, anche lui danese e allievo dello stesso Nielsen, oltre che di Franco Ferrara e Leonard Bernstein.

Mara Martellotta

Lab Graal, Lab Graal e ancora Lab Graal!

Dopo qualche mese di assenza, il famoso gruppo musicale di Rock celtico ‘made in Piemont’ torna in gran pavese per il suo pubblico con un nuovo concerto alle porte di Torino.

Ormai è innegabile che – oltre alla fama in Italia – il Lab Graal si sia conquistato negli anni una posizione di rilievo anche sulla scena musicale internazionale.

Scrivere due righe di plauso sull’argomento sembra qui semplice, ovvio e scontato, ma al di là delle nostre Alpi occidentali esiste da sempre una fortissima concorrenza musicale di settore (difficile da erodere per un gruppo musicale italiano) composta da gruppi e singoli artisti di gran valore (come la cantautrice irlandese Eithne Pádraigín Ní Bhraonáin, meglio conosciuta come Enya).

Abbiamo spesso scritto del Graal come fucina di una creatività fedele a sé stessa ma contemporaneamente sempre innovativa perché questa è la sua VERA cifra stilistica.

Lo stile prende da sempre ispirazione da una nostra cultura autoctona e da composizioni e musiche respirate nei viaggi in Paesi dove ancora sussiste una creatività cultura celtica.

Sono brani che il LabGraal rielabora secondo il suo particolare stile e sempre di grande impatto emotivo nel pubblico.

Il celtismo è però solo un punto di partenza. Evidente è l’aggancio alle Culture Naturali, dal Graal interpretate come Pure, Salvifiche, che permettono di creare meticciati melodici di grande spessore, non inquinati da modernità che spesso sfalsano e distorcono importanti valori umani.

Il gruppo è inoltre impegnato in azioni di solidarietà internazionale, in battaglie per i diritti degli animali, iniziative per la Pace e a favore dei Popoli indigeni.

Tutto ciò ha permesso addirittura una collaborazione con le Nazioni Unite.

Purtoppo il LabGraal ha subìto una grave perdita quando nel 2019 è mancato Giancarlo Barbadoro, fondatore del gruppo insieme a Rosalba Nattero.

Proprio a Giancarlo è dedicato l’ultimo album (in vinile e CD) “The Last Shaman” che contiene suoi brani inediti.

Ci si raccomanda quindi di non perdere il concerto del LabGraal di venerdì 5 Settembre 2025, ore 21.30, in occasione del 18° Collegno Folk Festival alla Certosa Reale di Collegno.

GUESTS: il violista armeno Maurizio Redegoso Kharitian e con poesie di Giancarlo Barbadoro lette dall’attrice Gabriella Pochini.

Componenti: Rosalba Nattero (Voce solista), Luca Colarelli (Cornamusa, Chitarra), Andrea Lesmo (Bouzuki, Tastiere), Gianluca Roggero (Tamburi )

Parcheggio dei Tigli (Viale Martiri XXX Aprile) – Ingresso libero

Per informazioni: 011-530.846

www.labgraal.org – info@labgraal.org

Social: Instagram – www.instagram.com/labgraal_official

Facebook – www.facebook.com/labgraalofficial

Press Office: PRESSBELLS & COMMUNICATION – Gino Steiner Strippoli – pressbells@gmail.com

Ferruccio Capra Quarelli

Duplice Concerto venerdì 5 settembre per MITO SettembreMusica

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Al teatro Gioiello alle 17e alle 20 all’Auditorium Giovanni Agnelli

Venerdì 5 settembre per MITO SettembreMusica si terrà  alle 17 al teatro Gioiello un concerto all’interno del programma “Mitja e gli altri” con il Quartetto Gama che eseguirà di Clare Grundman la  Bagatella, di Alfred Uhi Divertimento, di Ferenc Farkas  le antiche danze ungheresi, di Gariel Fauré “Après un rêve”, di Giacomo Puccini “E lucevan le stelle” da Tosca, per la trascrizione di Andrea Pongiluppi “Crisantemi, elegia per quartetto”, e di Clare Grundman il “Caprice”.
Il Quartetto Gama è un Quartetto di clarinetti fondato nel 2024 da quattro giovani musicisti e amici, studenti al Conservatorio Guido Catelli di Novara, sotto la guida di Roberto Bocchio.
I brani per pianoforte verranno eseguiti  da Matteo Buonanoce  e sono la Sonata n. 7 op 10 n. 3 di Ludwig van Beethoven, di Fryderyk Chopin la Ballata n. 1 in sol minore op. 23, di Franz Liszt Funérailles da “Harmonies poétiques et réligieuses”, di Sergej Rachmaninov l’Etude Tableaux op. 39 n. 5 e di Ferruccio Busoni  la Fantasia sulla Carmen di Bizet.
Matteo Buonanoce si è  laureato con il massimo dei voti e la lode e frequenta i corsi al Conservatorio di Torino con Marina Scalafiotti e il Master di Alto perfezionamento presso l’Accademia Perosi di Biella con Maria Meerovitch.

Secondo Concerto di MITO della giornata sarà alle 20 all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, all’interno del percorso “Mjtia e gli altri” . L’esecuzione è  affidata alla London Symphony Orchestra diretta dal maestro Antonio Pappano, al pianoforte Seong-Jin Cho.
Verranno eseguiti l’Ouverture da Semiramide di Gioachino Rossini, il Concerto n. 2 in fa minore per pianoforte e orchestra op. 21 di Fryderyk Chopin, la Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore op. 70 di Dmitri Sostakovič e di Victor de Sabata ‘Juventus’, poema sinfonico per orchestra.

Mara Martellotta

Mirabilia 2025, “People have the power”

Il Mirabilia International Circus & Perfoming Arts Festival approda mercoledì 3 settembre a Cuneo, per l’evento clou, che sarà  in programma fino al 7 settembre.
La diciannovesima edizione di quest’anno è intitolata “People have the power” ed è ideata e organizzata dall’Associazione IdeAgorà, che ha riunito 56 compagnie provenienti da diverse parti del mondo, Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Ucraina, e Cile, con un focus particolare  rivolto al Cile. Saranno cinque giorni dedicati al circo, alla danza e al teatro urbano con 150 repliche programmate, di cui undici prime assolute o nazionali, 16 debutti regionali in cinquanta location.
“People have the power” rappresenta un inno alla libertà, alla collettività, alla potenza dei sogni condivisi. Un omaggio a tutti i popoli della Terra, dall’Asia alle Americhe, che lottano per la democrazia. Si tratta di una riflessione sul nostro tempo e sulle sue fragilità.
Il titolo della diciannovesima edizione vuole anche essere un tributo a Patti Smith, a una delle figure femminili più dirompenti della storia del rock, alla potenza suggestiva delle parole nelle sue canzoni. Questo titolo è visione, azione, dichiarazione e fiducia nella forza collettiva della cultura.
Il festival Mirabilia a Cuneo sarà un’edizione capace di rafforzare i legami con il territorio, con la natura, la collettività, in una mappa di luoghi trasformati in palcoscenici, cortili, giardini, piazze, musei, tendoni e boschi.

Il festival Mirabilia ha già attraversato sette località  della Granda, Rittana, Savigliano, Alba, Busca Vernante, Chiusa Pesio. Dal 26 al 28 settembre sarà  a Dogliani.
Il percorso che compirà a Cuneo sarà itinerante, da Via Roma a piazza Virgilio. A dare il via al Festival mercoledì 3 settembre,  a partire dalle 17.30, sarà la compagnia La Huella Teatro e il suo “Ckuri Limpiadores de pueblos”. Alle 18 seguirà il taglio del nastro e alle 19.30, l’attesa prima nazionale di Cie Responso, che presenta “Hourvari”, unica tappa italiana della creazione di Marie Molliens. Si tratta di una creazione acrobatica monumentale sotto chapiteau, prima italiana e unica data in Italia. La prima si terrà nello Chapiteau della discesa del gas.

La contaminazione tra i vari linguaggi è fondamentale secondo il direttore artistico Felice Gavosto e rappresenta una delle forze generative più potenti nello spettacolo dal vivo. Molti i protagonisti di questa kermesse nella pausa cuneese. Nell’ambito del Circo la Cie de Chaussons Rouges, presente per la prima volta in Italia, proveniente da Francia e Belgio, con Epiphites, installazione acrobatica, Artemachia e la Compagnia Madame Rebiné. Per la danza si esibiranno i ballerini del Balletto Civile, della Compagnia Twain, della EgriBianco Danza tra gli altri. Dall’Ucraina saranno presenti i Dekru con Virtual Reality, mimo contemporaneo e visual comedy. Dall’Italia in arrIvo  Matteo Galbusera, con ‘The white lord’, clown teatrale internazionale partecipato e sconvolgente. UpArte è  in arrivo dalla Spagna con DESproVISTO, acrobatica pura e corale, sinfonia di corpi nell’aria.

Dalla Svizzera proviene il Théâtre Circulaire, con “Porte  á faux”, poesia in sospensione,  musica e clown. Torna il miglior spettacolo Mirabilia 2024, che nella precedente edizione ha entusiasmato molto il pubblico. Dall’Italia proviene Abbondanza/Bertoni, con la creazione della nuova Epifania, con i grandi maestri di danza in anteprima sul territorio.

Frutto di un percorso biennale avviato con il programma “Circostrada- Global Crossing” nel 2023, già nel 2024 una delegazione del Ministerio de las Culturas del Cile ha visitato il festival Cuneese.  Quest’anno uan delegazione del Ministero della Cultura del Cile accompagnerà tre spettacoli selezionati tramite bando nazionale, uno spettacolo di grande formato, con circa 15 artisti, uno di medio formato e uno di piccolo formato, partecipativo e site specific  che prevederà  prima un periodo di residenza a Cuneo con il coinvolgimento della cittadinanza.
Si consolida e si amplia la collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e, grazie all’accordo quadro stretto con l’Ateneo, la XIX edizione di Mirabilia accoglie il progetto UTPLay Università di Torino Performance  & Digital Playground, con uno spazio dedicato in esclusiva all’Università, che offre agli Studenti del Dipartimento di Studi Umanistici l’opportunità di presentare al pubblico i progetti didattici elaborati durante i loro percorsi di studio. 1450 mq. del Festival,  l’intera area della Tettoia in piazza Virgilio a Cuneo per cinque giorni diventano sede di 11 eventi progetti che spaziano  dalle sperimentazioni audiovideo, agli incontri, alle esperienze immersive ai progetti cross disciplinari. Fra gli eventi proposti, uno è  realizzato in collaborazione con il Conservatorio Ghedini di Cuneo.

Un’altra novità di Mirabilia 2025 è  “Into the woods”, una sezione di spettacoli site specific realizzati in ambienti naturali. Si tratta di un modo per connettere l’arte al paesaggio, sperimentando nuovi formati e immaginando un festival sempre più sostenibile. Si tratta di un progetto di spettacoli nei boschi e nei parchi, con alimentazione e energia solare e batterie, mobilità dolce per artisti e spettatori, un format sostenibile che unisce tecnologia green, comunità e paesaggio, realizzato grazie al sostegno della Fondazione CRC.
Mirabilia, oltre ad essere un festival di diffusione, una vetrina in cui molti artisti e programmatori si incontrano, è  attento alle novità, ai nuovi linguaggi, agli artisti emergenti, che sostiene tutto l’anno in residenze artistiche, in cui artisti da varie parti del mondo si incontrano  e sviluppano nuovi progetti di spettacolo.

Mara Martellotta