Osteria Rabezzana, via San Francesco d’Assisi 23/c, Torino
Mercoledì 23 novembre, ore 21.30
Giochi e quiz musicali con Marco Basso, Billi Spuma e i suoi Gassati
Con “Quizzuma” l’Osteria Rabezzana si trasforma, mercoledì 23 novembre, in un teatro televisivo per accogliere il primo concerto a quiz della storia della musica. I commensali dei diversi tavoli saranno chiamati a formare le squadre che si sfideranno a suon di giochi, indovinelli, balli, prove di cultura musicale italiana degli anni ‘60. Il tutto in un dialogo continuo ed effervescente tra pubblico e orchestra. Una sorta di “Giochi senza Frontiere” della canzone: lo Spumazziere, Il Filo di Arianna, La parola che non c’è, sono solo alcuni titoli dei tanti giochi in programma.
Marco Basso e Billi Spuma con i suoi Gassati condurranno la competizione insieme a ospiti a sorpresa: artisti, cantanti, personalità. Non mancheranno naturalmente premi e riconoscimenti alle squadre in gioco.
Marco Basso, storico dell’arte, critico musicale sulle pagine de La Stampa, ideatore e curatore di iniziative culturali e rassegne musicali. Per anni è stato conduttore radiofonico sulle emittenti locali GRP, Reporter, Flash e nei palinsesti nazionali di Radio RAI con trasmissioni di culto come Stereodrome, Planet Rock e Stereonotte.
Billi Spuma e i suoi Gassati. La band torinese che ripercorre da anni storia, costume, balli e mode dei mitici anni ’60. Tra twist e hully gully, surf e rhythm and blues, da trent’anni sono interpreti della musica beat nostrana. Il loro sound trascinante trasforma i concerti in spumeggianti feste danzanti.
Formazione: Billi Spuma voce, Marc Fioretti tastiere, Benny Pizzuto basso, Paul Vinci chitarra, Sandro Marangon batteria, Gianluigi Corvaglia sassofono tenore.
Ora di inizio: 21,30
Ingresso:
15 euro (con calice di vino e dolce) – 10 euro (prezzo riservato a chi cena)
Possibilità di cenare prima del concerto con il menù alla carta
Info e prenotazioni
Tel: 011.543070 – E-mail: info@osteriarabezzana.it






Sono otto – fra romanzi gialli, thriller, commedie, fantasy e romanzi storici – le opere selezionate, da un’attenta ed esperta Giuria, per diventare, in base alle loro caratteristiche e potenzialità, “lungometraggi” o “serie tv”. Otto e non sette (come previsto da bando) data l’alta, neppur prevista, adesione alla seconda edizione del progetto “Guarda che storia! Racconti per lo schermo”, organizzato da “Film Commission Torino Piemonte” e “Salone Internazionale del Libro”, con lo scopo di “facilitare il dialogo tra il mondo editoriale e quello della produzione cinematografica e audiovisiva, così da permettere alle case editrici di presentare i propri libri a registi, sceneggiatori, produttori e ‘decision makers’ del settore”. Dopo la buona partenza del progetto nel 2021, la seconda edizione di “Guarda che storia!”, rivolta a romanzi o graphic novel editi tra il 2020 e il 2022, la cui “call for application” si è chiusa lo scorso 30 settembre, ha sorpreso per i grandi numeri raggiunti: 117 titoli arrivati per essere selezionati, in rappresentanza di 70 editori da tutta Italia, di cui 21 dal Piemonte.
Una delle fiabe europee più popolari al mondo completamente stravolta. E attualizzata con singolare fantasia e verve da vendere. Così “Cappuccetto Rosso” (di cui, fra l’altro, esistono numerose varianti, oltre alle versioni scritte più note di Charles Perrault del 1697 e dei Fratelli Grimm del 1857) diventa bel bello “Cappuzzetto Rozzo”: nuova pièce teatrale della celeberrima fiaba riscritta e diretta da Rosalba Piras e portata in scena da “Abaco Teatro”, compagnia teatrale di Cagliari, domenica 20 novembre, alle 16,30, allo “Spazio Kairòs”, ex fabbrica di colla trasformata in teatro, in via Mottalciata 7, a Torino. L’organizzazione è di “Onda Larsen” e lo spettacolo (soprattutto rivolto alle famiglie) “vuole in primis porre l’accento sull’importanza della salvaguardia ambientale”. Narratore in scena è Pino, simpatico personaggio che vive nel bosco ed è amico di tutti gli animali. Fa conoscere ai bambini i suoi amici fiori, animali ed insetti e racconta di una bambina, prepotente e distratta, che non mostra mai alcuna attenzione verso la natura e i suoi abitanti, non ama lavarsi e non profuma certo di pulito. Per tutto questo è chiamata “Cappuzzetto Rozzo”. Lei si sente libera di fare ciò che vuole e indossa sempre la sua mantellina rossa (o meglio “rozza”!), che non toglie mai. Un giorno la sua vanitosa mamma, la incarica di portare alla nonna influenzata, un cesto pieno di tante cose buone.


