SPETTACOLI- Pagina 2

“Maleficamente Disney”, il Musical a Corte si tinge d’ombra e mistero

 Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Musical a Corte giunge al suo ultimo appuntamento, incentrato sul lato oscuro del mondo Disney, che si terrà nel Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi alle ore 19 di domenica 12 aprile. Un musical le cui note si tingeranno di ombra e mistero.
“Maleficamente Disney”, già sold out, è un viaggio musicale attraverso le storie più amate, ma raccontate dalla prospettiva di chi, nell’oscurità, ha tessuto trame indimenticabili. Dai sortilegi di Ursula alla vanità di Madre Goethel, dalle risate snob di Crudelia De Mon ai piani ambiziosi di Scar, ogni canzone evocherà il fascino irresistibile dei grandi antagonisti Disney che, con la loro complessità, hanno reso indimenticabili le storie note a tutti. Si riscoprono dunque la bellezza ambigua e la profondità emotiva che si nascondono dietro ogni villain perché, spesso e volentieri, sono proprio i cattivi a rubare la scena.

In programma un medley di “Ursula-In fondo al mar”, “Baciala” e “Darò”, tratti da La Sirenetta; a seguire un pezzo de La Bella e la Bestia, “Gaston”; “Resta con me”, tema musicale di Rapunzel, e ancora “Be prepared” tratto da Il Re Leone, “Cavoli e Re” e “Il tricheco e il carpentiere” da Alice nel Paese delle Meraviglie”, “Voglio essere come te” da Il Libro della Giungla, “Crudelia De Mon” da La Carica dei 101, “Mine, mine, mine” di Pocahontas, “Frollo”, “Campane a Notre Dame”, “Santuario”, “Là fuori”, “Hell fire” da Il Gobbo di Notre Dame, “Oogie boogie song” da Nightmare before Christmas, e a conclusione della serata un medley di “Cani e gatti-Bella la notte” di Lilli e il Vagabondo, “Les poissons” de La Sirenetta e “Ev’rybody wants to be a cat” da Gli Aristogatti.

Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi – Nichelino (TO)
Maleficamente Disney
Biglietti: prezzo unico 33 euro
011 6279789 biglietteria@teatrosuperga.it

Mara Martellotta

Il fascino di una Berlino decadente: “Cabaret”, torna Brachetti

Torna sul palco del teatro Alfieri di Torino, da giovedì 9 a domenica 12 aprile prossimo, lo spettacolo “Cabaret. The musical”, in una nuova produzione di Fabrizio Di Fiore Entertainment & FdF GAT, per la regia di Arturo Brachetti e Luciano Cannito. “Cabaret. The musical” è una produzione che trasporta il pubblico nella sfrenata Berlino degli anni Trenta, ad un passo dell’avvento del nazismo. Tra eccessi e privazioni della libertà, decadenza e contraddizioni quotidiani, in un momento storico distante e, allo stesso tempo, molto attuale.

“Cabaret” è uno spettacolo irriverente, piccante, spettacolare e divertente al tempo stesso, uno dei più famosi musical di sempre, il cui ritmo veloce è scandito senza censure e pregiudizi da celebri numeri musicali come “Cabaret”, “Willkommen” e “Money, money”. Ricreata al massimo della sua brillantezza e spettacolarità, è la storia di due coppie di innamorati, poi travolte da un destino ineluttabile. In questo “Cabaret” gestito da Ence, personaggio che interpreta lo stesso Brachetti, la prima donna del Kit Kat Club, Sally Bowles, interpretata da Laura Galigani, si innamora dello scrittore americano Cliff, una vicenda amorosa che si intreccia a quella della proprietaria della pensione, Fräulein Schneider, interpretata da Simonetta Cartia, e del suo amante ebreo Herr Schultz, interpretato da Antonio Mazzara. Si tratta di uno spettacolo rutilante, decadente, lussuoso e scioccante allo stesso tempo, come la Berlino di quegli anni. A impreziosire la rappresentazione, sono le scene di Rinaldo Rinaldi e i costumi di Maria Filippi. La colonna sonora e i brani musicali iconici, come “Cabaret” e “Wilkommen”, sono realizzati da una band dal vivo per la direzione musicale di Giovanni Maria Lori, che è stato arrangiatore di molti musical e produzioni teatrali. Si annuncia come uno spettacolo contemporaneo, a tratti provocatorio, che esplora temi di politica, amore e libertà personale in un’epoca di grande incertezza, offrendo nuovi spunti di riflessione.

9, 10, 11 aprile ore 20.45 – 12 aprile ore 15.30

Teatro Alfieri – piazza Solferino 4, Torino

Mara Martellotta

I titoli più recenti, premiati e rappresentativi della cinematografia francese

Sullo schermo del cinema Classico, dal 9 al 12 aprile

Coinvolge sette città italiane – Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Torino – l’appuntamento che dal 9 al 12 aprile stabilirà un dialogo cinematografico con il cinema d’oltralpe, una manciata di giornate che offrono uno sguardo su una cinematografia che non frequentiamo come vorremmo (ultimi titoli “La mattina scrivo” e “Lo straniero”): cuginanza che tuttavia le regole del mercato impongono che non diventi abbastanza stretta oppure decisamente familiare. Non in perfetta salute (neppure lei), informano le fonti, se il trascorso 2025 si è chiuso con la registrazione di circa 157 milioni di presenze – pur sempre la miglior quota europea – che vuole tuttavia anche dire un calo di quasi 25 milioni, pari a una flessione del 13,6%, rispetto al 2024. Se altresì si possono nutrire buone speranze leggendo di uno scorso mese di dicembre, forte del periodo natalizio, che ha visto una punta di 21 milioni di spettatori, superiore a quella dell’anno precedente, un altro sito ci tiene informati di un aumento per i recenti mesi di gennaio e febbraio rispetto ai corrispondenti del 2025, ma pure di un recente mese di marzo per cui è necessario calcolare una cifra che non raggiunge i 13 milioni, – ovvero appena l’1,4% in più rispetto al marzo 2025 – registrati dal Centro Nazionale per il Cinema. Senza voler affrontare quei successi che ci riportano al marzo 2024 (15,2 milioni di biglietti venduti) e marzo 2023 (15,8 milioni). L’iniziativa è dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Institut Français, avendo come main sponsor BNL/BNP Paribas e il sostegno tra gli altri del mitico Borsalino e di Sofitel: ovvero, felicemente, il “Nuovo Cinema Francese” dentro i confini italiani. Le proiezioni torinesi si svolgeranno nella sala del Classico.

Con la volontà di non addentrarci assolutamente nelle presenze, nelle statistiche e soprattutto nella qualità del cinema di casa nostra – che se la canta e se la suona – per carità, i César fanno la stessa cosa – con i premi di fine anno (pescando nelle poche produzioni accettabili) ma che non riesce a espugnare le short-list o i red carpet hollywoodiani o i festival europei importanti (con una vena di sano quanto necessario patriottismo sarà il solito Nanni Moretti a salire in solitaria i gradini del Palais di Cannes nel prossimo mese di maggio con il suo ultimo “Succederà questa notte”, lui tanto ami des Français?): “Cinema povera Italia” titolava un paio di mesi fa La Stampa un quadro per nulla rassicurante della nostra cinematografia. “Certo, andare a Berlino è diventato un po’ più complicato, dipende molto dai film pronti in quel determinato periodo”, s’affannava a ribadire Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, rispondendo alle domande di Fulvia Caprara. Ci vorrebbero “posizioni più muscolose”, di realizzazione e di economia, si continua a sperarle ma per adesso non le abbiamo, per cui, mettendo la testa sotto la sabbia, continuiamo a parlare – lo fa Paolo Orlando, presidente editori e distributori cinematografici Anica – per Berlino trattasi di “normale avvicendamento e non di punizione.”

Inizierà la rassegna con “Classe moyenne – La festa è finita” diretto da Antony Cordier (9 aprile, ore 20,30 – proviene dalla Quinzaine des cinéastes di Cannes 2025), dove Mehdi, giovane avvocato, trascorre l’estate nella elegante villa dei genitori della fidanzata: con la sorpresa, sin dal suo arrivo, di un conflitto tra i futuri suoceri e la coppia di custodi della villa. Forte del suo mestiere e certo per il desiderio di impressionare ottimisticamente il padrone di casa, Mehdi si propone come mediatore tra le due parti. Ma nulla andrà come spera. Commedia dai dialoghi in punta di penna, una acuta fotografia delle contraddizioni della borghesia di oggi. Il film uscirà nelle nostre sale il prossimo 7 maggio. Seguirà “Des preuves d’amour – Love Letters” (10 aprile, ore 18 – Semaine de la Critique a Cannes 2025 e numerosi premi, a Zurigo, Amburgo e Montréal), film d’esordio di Alice Douard, il ritratto di una giovane donna, Céline, alla ricerca di una sua propria legittimità, la sua unione con Nadia, la nascita di un figlio, un nuovo concetto di famiglia, aperta e felice. Si annuncia più che interessante “L’affaire Bojarski” di Jean-Paul Salomè, presente alla proiezione, ambientato nella Francia del dopoguerra. Il regista, ispirandosi a nomi quali Melville e Becker e Dassin o guardando ai più recenti Brian De Palma e Michael Mann, costruisce la storia di un rifugiato polacco divenuto il più ingegnoso falsario del suo tempo, che per una quindicina d’anni produrrà, nel segreto del cortile della sua casa, banconote quasi perfette, tanto convincenti da ingannare perfino la Banca di Francia. Ma la sua attività attira l’attenzione del commissario Mattei (a interpretarlo Bastien Bouillon, visto di recente in “La mattina scrivo” di Valérie Donzelli), deciso a smascherarlo a ogni costo, dando vita a un thriller tesso e decisamente avvincente, dove il protagonista Reda Kateb tratteggia un personaggio fatto di ambiguità e fragilità, invaso della sua ossessione per l’inganno. Proiezione il 10 aprile alle 20,30.

Il giorno dopo alla stessa ora sarà la volta di “Les enfants vont bien” di Nathan Ambrosioni, premiato a Karlovy Vary e al festival del Cinema Francofono di Angoulême. In una sera d’estate, all’improvviso, Suzanne con i due figli si presenta a casa della sorella Jeanne ma pronta a scomparire, sola, il mattino successivo, un biglietto unico segnale della sua avvenuta presenza: Jeanne scoprirà che la polizia non può avviare alcuna ricerca, sua sorella ha scelto deliberatamente di scomparire. Ultimi titoli, “Love me tender”, tratto dal romanzo di Constance Debré e firmato da Anna Cazenave Cambet (domenica 12, alle 18 – presentato con successo a Un certain regard a Cannes 2025), dove Clémence, madre di un bambino di otto anni, un giorno confessa al marito di frequentare anche donne, vedendosi costretta a dover combattere con lui che chiede l’affidamento esclusivo del figlio e a reclamare il diritto di essere madre e donna, senza compromessi. Presentato a “Un certain Regard” a Cannes 2025, grande interpretazione di Vicky Krieps, già emozionante interprete del “Filo nascosto” di Paul Thomas Anderson a fianco di Daniel Day-Lewis. Alle 20,30, il finale della rassegna è affidato a “L’engloutie” di Luise Hemon (ancora dalla Quinzaine des Cinéastes, “uno dei titoli più intensi”, aveva scritto Il Manifesto), interprete l’attrice italiana Galatea Bellugi, storia della giovane maestra Aimée, tesa verso l’ignoto e il rivoluzionario, che, in una notte di tempesta del 1899, giungendo in un borgo innevato ai confini delle Alpi, nonostante la diffidenza degli abitanti, è determinata a diffondere le proprie idee moderne. Sarà un lento integrarsi con la comunità, saranno i primi turbamenti, sarà la tragedia che sconvolgerà la tranquillità del villaggio. Il film verrà accompagnato dalla regista e dalle attrici Léna Camillieri Dorléans, Greta Saggiorato e Marisa Ronchail. Per gli appassionati di cinema un – inusuale – appuntamento assolutamente da non perdere.

Elio Rabbione

Nelle immagini, scene tratte da “L’affaire Bojarski”, “Les enfants von bien” e “Love me tender”.

“Seconda Classe”, un’indagine sul tema della ricchezza

Teatro Concordia

Giovedì 9 aprile, ore 21

Seconda Classe

 

 

Seconda Classe è un’indagine sul tema della ricchezza, del lusso e della sua esclusività. Si è talmente immersi nel paradosso che alcuni hanno tanto e altri pochissimo o anche niente, che una sua possibile scomparsa scandalizzerebbe.

Il privilegio, insomma, per restare tale, deve essere “esclusivo”, ovvero escludente, e pertanto riservato a pochi. La prima classe esiste in funzione della seconda e senza la seconda non avrebbe un parametro per la propria ricchezza, perché il vero contenuto della ricchezza sembra essere prima di tutto la certezza, e l’inspiegabile sollievo che ne deriva, che altri abbiano meno.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Giovedì 9 aprile 2026, ore 21

Seconda classe

Drammaturgia originale Controcanto Collettivo

Idea e regia Clara Sancricca

Con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca

Assistente alla regia Elena Contrino

Scenografia Michelle Paoli

Disegno luci Martin Emanuel Palma

Costumi Moris Verdiani

Produzione Teatro Stabile dell’Umbria

In collaborazione con Fondazione Piemonte Dal Vivo

Biglietti: intero 13 euro, ridotto 11 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

L’Ensemble ArsBaroca propone “Intrecci sonori. Sonate a quattro”

Ritorna sabato 11 aprile, alle 21.15, la 31esima edizione della rassegna di musica antica “Antiqua”, realizzata dall’Accademia del Ricercare grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Foglizzo, presso il Salone dell’Aula Consiliare, all’interno del castello, in via del Castello 6.

L’Ensemble ArsBaroca proporrà “Intrecci sonori. Sonate a quattro”.

Il programma prevede la Sonata a quattro op.22 in do minore di Johann Christian Schickhardt (1673-1763); la Triosonata in fa maggiore TWV 42:F9 di George Philip Telemann (1681-1767), e dello stesso compositore la Sonata in re maggiore TWV 41:D6; di Antoine Dornel (1685-1765) la Sonata en Quatuor in re minore. Dello stesso Teleman verrà eseguita la Partita n.4 in sol minore, e a conclusione del concerto, Joseph Bodin de Boismortier (1689-1755) la Sonata Quinta in quattro parti diverse op.34 in la minore.

Gli interpreti sono Lorenzo Cavasanti e Luisa Busca al flauto, Arianna Zanbon all’oboe, Alberto Pisani al violoncello, Claudia Ferrero al clavicembalo, alla chiorba Laura La Vecchia.

Antiqua 2026 – Foglizzo, sabato 11 aprile, ore 21.15 – Ensemble ArsBaroca “Intrecci sonori. Sonate a quattro.

Info e prenotazioni: segreteria@accademiadelricercare.com – accademiadelricercare@gmail.com

Mara Martellotta

Al Teatro Carignano, “Circle Mirror Transformation”

Martedì 7 aprile, alle 19.30, debutta in prima nazionale al Teatro Carignano “Circle Mirror  Transformation”  dell’acclamata drammaturga americana Annie Baker, vincitrice del Premio Pulitzer nel  2013 e nota per il suo stile minimalista nel catturare le dinamiche della vita quotidiana con sensibilità e ironia. La regia è a cura di Valerio Binasco, direttore artistico del Teatro Stabile di Torino e tra i più autorevoli esponenti della scena teatrale italiana, che sarà in scena insieme a Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta. Le scene sono di Guido  Fiorato, i costumi di Alessio Rosati, le luci di Alessandro Verazzi, il  suono di Filippo Conti, video di Simone Rosset. La traduzione dell’opera di Annie Baker è stata curata da Monica Capuani e Cristina Spina. “Circle Mirror Transformation è stato prodotto dal Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale e rimarrà in scena al Teatro Carignano fino a domenica 19 aprile 2026, proseguendo successivamente con una tournée che farà tappa in diverse città  italiane. In  concomitanza con il debutto è programmato un incontro col pubblico nell’ambito  di  Retroscena, l’8 aprile 2026 alle 17.30.

“’Circle Mirror Transformation’ di Annie Baker parla di uno sparuto gruppo di allievi, quasi  tutti di mezza età e oltre, di una piccola scuola di recitazione ‘rurale’, per dilettanti, in cui non succede quasi niente. A partire dal loro primo giorno di scuola, stiamo tutti a guardare cosa potrebbe succedere: ma con calma, come un viaggiatore guarda fuori dal finestrino, senza percepire intimamente il paesaggio. Intanto il treno va. E noi con lui. Dove? Ogni esperienza artistica è un viaggio, si sa – ha spiegato nelle note di regia Valerio Binasco – questo viaggio mi riguarda, perché uno spettacolo è un pezzo della tua vita, e forse del tuo destino. E riguarda anche i personaggi del testo, perché quando ti iscrivi a un corso di teatro, anche se non vuoi fare l’attore o l’attrice, anche se lo fai tanto per far qualcosa, lo sai bene che sarà un viaggio: dentro di te e dentro gli altri che incontrerai. E allora mi domando: perché ho scelto questo testo? Cosa ci sto andando a fare?  Cosa ci stanno andando a fare i personaggi alla scuola di Marty? Che viaggio rappresenta per loro? Cosa cerca un attore, professionista o dilettante che sia? Cosa cerca uno spettatore? Le mie sono domande che non devono aspettare risposte. Sono domande che diventerebbero tristi e banali se qualcuno cercasse di dar loro una risposta. I nostri personaggi, forse, sono arrivati lì perché la loro vita è piena di emozione, ma anche di vuoto. Un vuoto umano: manca loro qualcuno. E allora mi  chiedo, ancora: da cosa fuggiamo quando sentiamo in noi stessi un vuoto così  grande da spingerci a entrare in una scuola di recitazione anche se non siamo attori? È veramente vuoto quel che sentiamo? In ogni caso, questi personaggi hanno ragione: è proprio stando così che ci si deve avvicinare a un processo creativo, professionale o meno che sia. Con quel vuoto affettivo e quelle emozioni che non puoi definire, ma con cui senti di poter fare qualcosa di buono per te. ‘Circle  Mirror Transformation’ è principalmente uno spettacolo per attori: è fatto  quasi  totalmente di personaggi e di recitazione, e di pochissima regia. Dal punto di vista della recitazione il teatro di Annie Baker assomiglia a  qualcosa che ho incontrato tante volte, che in genere si chiama minimalismo, ovvero una scrittura più ‘sintomatica’ che descrittiva. Per spiegare in breve cosa sia la recitazione sintomatica, potremmo dire che dei personaggi vediamo solo quel che fanno e ascoltiamo quel poco che si dicono.  La parte più profonda della loro vita la possiamo solo intuire. È la  parte immersa dell’iceberg, che non vedremo né ascolteremo mai. Le loro ferite, i loro amori e disamori, le loro strazianti necessità, li percepiamo in una forma indistinta”.

Info: Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Orari  degli  spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.45; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Prezzo dei biglietti: da € 12,00 (ridotto under 18) a € 39,00 (intero, primo settore di platea)
L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto

Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino Tel: 011 5169555 –biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orario:  da  martedì  a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

La  biglietteria  sarà  sempre  attiva  un’ora  prima  dell’inizio  di ogni spettacolo,  esclusivamente  per  l’acquisto di biglietti per la recita del giorno stesso.
Acquisti online su www.teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Patty Pravo e i Marlene Kuntz

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour per 2 sere consecutive suonano i Marlene Kuntz. All’Osteria Rabezzana si esibisce il Federico Ponzano Quartet.

Giovedì. Al Magazzino sul Po è di scena IMA. Alla Divina Commedia suonano i Broke’n’Drunk. All’Off Topic si esibisce Denny Bertone affiancato da sei musicisti. A seguire i Funkytude. Al Circolino è di scena il Daimona’s Jazz Trio. Alla Vineria Popolare si esibisce Andrea Ciuchetti.

Venerdì. Al Circolino suona Charlie & Dodo. Alla Suoneria di Settimo si esibisce Moni Ovadia in duo con Michele Gazich. Al teatro Concordia è di scena Venerus. Al Blah Blah si esibisce Etta.

Sabato. Al Blah Blah suonano i Movie Star Junkies. Al Folk Club è di scena Andy McKee. Al Circolo Sud suonano i Tedeschi suonano altri Tedeschi & Provincia Power. Al Cap !0100 si esibiscono i Cacao Mental.

Domenica. Al teatro Colosseo è di scena Patty Pravo. All’Inalpi Arena si esibisce Tame Impala. Allo Ziggy suonano i Dramalove + Animaux Formidable. Al Blah Blah sono di scena IL Senato. Al Magazzino sul Po si esibisce Filippo Dallinferno + GTT X Sofà So.

Pier Luigi Fuggetta

“Ternitti-Storia d’amore e di riscatto”, al teatro Erba una storia tutta al femminile

Domenica 12 aprile, alle ore 16, presso il teatro Erba di Torino, andrà in scena la pièce teatrale “Ternitti-Storia d’amore e di riscatto”, tratto dal romanzo di Mario Desiati finalista al Premio Strega 2011. La regia è curata da Enrico Romita, in scena Giusy Frallonardo, Magda Marrone e Miriam Lorusso, che firma anche le musiche originali. I costumi sono di Rossella Ramunni, il direttore di scena è Claudio Romita.

“Ternitti-Storia d’amore e di riscatto” è uno spettacolo che porta sul palco i sentimenti più intimi, mettendo a nudo i rapporti. Uno spettacolo tutto al femminile, composto da tre personaggi (Mimì, Arianna e Teresa) che rappresentano la battaglia di tutte le donne sul fronte del lavoro, della dignità e dell’emancipazione femminile. Le tre protagoniste si muovono in uno spazio che si sposta continuamente dal mondo onirico a quello di una realtà tangibile, abitato da una pletora di sedie vuote, accatastate, appese, rivoltate. Ogni sedia rappresenta una persona della vita di Mimì, figlia di genitori salentini emigrati nella città di Niederurnen, capitale del mesotelioma pleurico. La sedia è simbolo, quindi, del dolore di Mimì per ogni perdita causata dall’amianto, fil rouge che lega questa sofferenza alla storia di Teresa e di Arianna.

Centrali nello spettacolo sono la musica e le parole del racconto che, intrecciate, riverberano in brevi canti popolari e in ritmi profondi, restituendo un Sud che fatica a trovare nella modernità la possibilità di affrancarsi dalla miseria e dal dolore, e dal legame con gli antenati a cui Mimì sussurra la sua storia con parole e sentimenti intimi e familiari.

“Ternitti-Storia d’amore e di riscatto” si configura come una rivisitazione del teatro di narrazione in cui Mimì rivive tutta la sua vita, fatta di sacrifici, gioie e profondi dolori.

“Ternitti-Storia d’amore e di riscatto” – teatro Erba – domenica 12 aprile – ore 16.

Biglietti in vendita su Ticketone, su www.torinospettacoli.com e al botteghino del teatro Erba, in corso Moncalieri 241, a Torino.

Gian Giacomo Della Porta