SPETTACOLI- Pagina 2

Il Piemonte alla Settimana della Critica di Venezia con tre produzioni

Il Piemonte sarà tra i protagonisti della 41ª Settimana Internazionale della Critica (SIC), la sezione autonoma e parallela della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI). La regione sarà rappresentata da tre opere interamente realizzate sul territorio, presenti nei principali appuntamenti della manifestazione.

Ad aprire la rassegna sarà “Il grande Giaffa” di Marco Santi, girato lo scorso febbraio tra Cuneo e la sua provincia. La chiusura sarà invece affidata a “Rider”, scritto e diretto da Roan Johnson e Davide Pavanello, in arte Dade. Completa la presenza piemontese “Gusci”, cortometraggio di Elisa Chiari e Francesca Trovato, selezionato per SIC@SIC (Short Italian Cinema), la sezione competitiva dedicata ai giovani autori italiani.

Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli Assessori regionali Marina Chiarelli e Andrea Tronzano dichiarano: «La presenza del Piemonte con tre titoli alla 41ª Settimana Internazionale della Critica della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia conferma la qualità e la forza di un sistema che negli ultimi anni ha saputo investire con continuità nell’audiovisivo, sostenendo i talenti, le imprese e i territori. Ogni produzione rappresenta un’opportunità di crescita culturale ed economica: genera occupazione, valorizza le nostre città e porta il Piemonte all’attenzione del pubblico internazionale. Questi risultati dimostrano che la collaborazione tra istituzioni, Film Commission Torino Piemonte e operatori del settore è la strada giusta per rendere la nostra regione sempre più attrattiva e competitiva. Continueremo a investire in una filiera strategica che unisce cultura, innovazione, sviluppo e promozione del territorio.»

Soddisfazione anche da parte della Film Commission Torino Piemonte.

“Tre progetti, tre linguaggi, un solo filo conduttore: il talento. Il Piemonte si conferma come casa naturale per i talenti del cinema italiano e per chi ha qualcosa di nuovo da raccontare”. Così commentano Beatrice Borgia e Paolo Manera, rispettivamente Presidente e Direttore di Film Commission Torino Piemonte, che aggiunge: “Essere presenti in tutte le principali sezioni della SIC non è solo un motivo d’orgoglio: è la prova che credere e sostenere il cinema indipendente produce opportunità concrete e si traduce sempre più spesso in visibilità internazionale per l’intero territorio”.

La selezione conferma il ruolo del Piemonte come luogo di produzione cinematografica, con opere che spaziano dal lungometraggio d’esordio al cinema musicale fino al cortometraggio d’autore. Le tre produzioni testimoniano la varietà di linguaggi e la capacità del territorio di sostenere progetti indipendenti e nuovi talenti.

Il grande Giaffa apre la manifestazione

Film d’apertura della 41ª SIC, “Il grande Giaffa” segna l’esordio alla regia di Marco Santi. Nel cast figurano Edoardo Pesce, Carlotta Gamba, Barbara Chichiarelli e i torinesi Roberto Zibetti e Federico Conforti.

Il lungometraggio è stato girato all’inizio del 2026 tra Busca, Cuneo, Fossano e Savigliano, con il coinvolgimento dei Comuni aderenti alla Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte. È prodotto da 10D Film e Andromeda Film in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 attraverso il bando “Piemonte Film TV Fund”, il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.

Sinossi

Giacomo Falta è un uomo ignorato da tutti, incapace di trovare il proprio posto nel mondo. Quando incontra il carismatico Grande Giason, la star del momento, compie un gesto azzardato, convinto che basti indossare un altro volto per essere finalmente visto. Ha così inizio una lunga notte dove il confine tra identità e illusione si assottiglia sempre di più, fino a cancellarlo.

Rider chiuderà la 41ª SIC

A concludere la manifestazione sarà “Rider”, opera nata dalla collaborazione tra il regista Roan Johnson e il musicista e producer torinese Davide Pavanello, in arte Dade. Il film unisce cinema e musica con un linguaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

Girato a Torino nell’arco di quattro settimane tra novembre e dicembre 2026, vede come protagonisti Lorenzo Aloi e l’attrice e cantautrice Kaze. Nel cast anche Kyshan Wilson, Johnny Marsiglia, Ensi, Axos, Rosa Chemical, Levante, Margherita Vicario e Claudio Santamaria.

Prodotto da Movimenti Production (Banijay Entertainment), Red Joint, Emotion Network e Rai Cinema, il film è stato realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027, il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e il contributo del Ministero della Cultura. L’uscita nelle sale è prevista per il 24 settembre con distribuzione I Wonder Pictures.

Sinossi

Samuele, detto Sami, è un giovane rider, che ogni giorno si muove per le strade di Milano attraversandola da un capo all’altro con la sua bici. La notte di Capodanno, mentre la città esplode di luci e tutti festeggiano, il ragazzo consegna un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa a nord della città. Invitato a fermarsi per la serata, Sami incontra Nia, con cui scatta subito una forte connessione. Ma, mentre un nuovo amore muove i primi passi, una decisione presa d’impulso avrà delle conseguenze fatali e il ragazzo dovrà decidere se affrontare le conseguenze delle sue azioni.

Gusci in concorso a SIC@SIC

La presenza piemontese sarà completata da “Gusci”, diretto da Elisa Chiari e Francesca Trovato e prodotto dalla torinese Base Zero di Enrico Bisi e Stefano Cravero, selezionato per SIC@SIC (Short Italian Cinema).

Il cortometraggio è stato interamente realizzato nel Monferrato alessandrino con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte. Attraverso il Piemonte Film TV Development Fund, la Film Commission sostiene inoltre lo sviluppo del lungometraggio “Lunàdiga”, che sarà firmato dalle stesse registe.

Sinossi

Dodici uova benedette proteggono il matrimonio di Lucia dal malocchio. Quando due di esse scompaiono, la sorella maggiore Elena viene incaricata di recuperarle. Insieme, le due intraprendono un viaggio assolato attraverso legami e distanze comuni: il rito deve essere portato a termine.

“Occit’amo”: fine settimana, a tutto tondo, tra Francia e Parco del Monviso

Due giorni pieni. Musica senza confini a Barcelonnette (Barcilona de Provença) e celebrazione dei 160 anni dal primo rifugio alpino a Oncino

Sabato 25 e domenica 26 luglio

Barcellonette (Alta Provenza) / Oncino (Cuneo)

Nel prossimo fine settimana si entra nel vivo di “Occit’amo Festival”, il principale Festival italiano dedicato alla “Cultura Occitana” (nato nel 2015 dal Progetto Territoriale “Terre Monviso” con l’organizzazione delle “Unioni Montane” e dei “Comuni” coinvolti), con due eventi dedicati alla musica della tradizione occitana. Musica che ha radici nella cultura cortese dei “trobadors” del XII secolo (poeti e musicisti colti i cui testi poetici venivano accompagnati dal suono di antichissimi strumenti e diffusi dal popolo e dai giullari, i “jogladors”) ed è espressione sonora dell’“Occitania”, la regione storico-linguistica che copre il sud della Francia estendendosi in Italia, in ben 14 valli alpine tra Piemonte e Liguria, più Guardia Piemontese in Calabria). 

Sabato 25 luglio, alle 21,30, il primo appuntamento transfrontaliero è in Francia a Barcellonette (Barcilona de Provença), situata al centro della Valle dell’Ubaye, a 32 chilometri dal confine con l’Italia, con i “Bistrò Dalfin”Sergio Berardo a ghironde, organetto, cornamuse e voce, Roberto Avena alla fisarmonica, Christian Coccia alla chitarra elettrica e Carlo Revello al basso propongono il tradizionale repertorio occitano in un suggestivo live acustico. Ingresso gratuito.

Domenica 26 luglio, invece, l’appuntamento è a Oncino (79 abitanti, in provincia di Cuneo e in un territorio completamente montano culminante con il “Monviso”), dove al “Rifugio Alpetto”, “Occit’amo” – con “Parco del Monviso”, “CAI Cavour” e “Comune di Oncino” – celebra i 160 anni del primo rifugio alpino italiano, con il concerto di cornamuse dei “Super Bandia”. Per raggiungere il rifugio, sono previsti tre percorsi da Meire DacantMeire Bigorie nel “Comune di Oncino” (appuntamento ore 8) e dal “Comune di Crissolo” (appuntamento ore 7via Colle Arpiol/Monte TivoliAlle 11, presso il “Rifugio” è prevista la posa di una panchina in ricordo di Giancarlo Menotti, già presidente del “CAI Cavour”, con accompagnamento musicale del “Coro dle Piase” di Campiglione Fenile. Dalle 12, Dino Tron alla “bodega” e cornamusa, Silvia Mattiauda ed Alessio Carletto alla “bodega”, Simonetta Baudino all’organetto, Luca Declementi e Antea Bongiovanni ai flauti, Luca Allione al “tamborn”, insieme ad altri musicisti della “Grande Orchestra Occitana” daranno il via al “viaggio musicale” della “Super Bandia”. Dopo la pausa pranzo, il concerto proseguirà al pomeriggio. L’evento è promosso da “Parco del Monviso”“CAI Cavour” e “Comune di Oncino”Ingresso gratuito.

Spiega il mitico Sergio Berardo, direttore artistico di “Occit’amo” e leader dei “Lou Dalfin”: “Questi due appuntamenti raccontano due aspetti complementari della tradizione occitana. Il concerto oltralpe con i ‘Bistrò Daldin’ ci ricorda che le montagne non sono mai state un confine, ma un luogo di passaggio e d’incontro. La musica ha sempre attraversato vallate e frontiere, mettendo in relazione le comunità e continua a farlo ancora oggi, unendo territori che condividono la tradizione al di là dei confini amministrativi. Il concerto di ‘cornamuse’ al ‘Rifugio Alpetto’ renderà omaggio ai rifugi, luoghi che, da sempre, custodiscono lo spirito dell’accoglienza, del confronto e della condivisione. La ‘Super Bandia’, nata come duo e ampliata per l’occasione con nuovi musici, accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso le ‘cornamuse’ delle ‘Terre d’Oc’, dalla ‘Boha’ alla ‘Cabreta’ fino alla grande ‘Bodega’. Un itinerario sonoro che restituisce la straordinaria ricchezza di un patrimonio musicale comune e racconta la capacità della musica di creare comunità, proprio come avviene nei rifugi di montagna”.

Per infowww.occitamo.it

g.m.

Nelle foto: Sergio Berardo, direttore artistico di “Occit’amo” e il duo “La Bandia”

SOFIA LOREN La forza della determinazione

di Debora Bocchiardo

Una vita di conquiste e sfide quella di Sofia Villani Scicolone, in arte Sofia Loren, nata a Roma il 20 settembre 1934 ma cresciuta a Pozzuoli, nel napoletano, dove trascorre l’infanzia.  A 14 anni, affiancata dalla madre Romilda Villani e dalla sorella Maria, prende parte a vari concorsi di bellezza. Le tre donne insieme sono una forza della natura.

La mamma, insegnante di pianoforte ha una forte somiglianza con Greta Garbo e ha lei stessa un passato di attrice anche se poi ha dovuto abbandonare la carriera. Per la donna la relazione con Riccardo Scicolone, al tempo sposato, diventa una sfida alle convenzioni e alla vita.  Dalla loro storia nasceranno, oltre alle due sorelle, anche due figli maschi: Giuliano e Giuseppe.

Giovanissima, con il nome d’arte di Sofia Lazzaro, la futura diva internazionale recita anche nei fotoromanzi.

Soltanto dal 1952, con “La Favorita”, diretta da Cesare Barlacchi, sceglie il nome d’arte che la rende famosa nel mondo.
È però “L’oro di Napoli” nel 1954, diretto da Vittorio De Sica, che lancia definitivamente la carriera di Sofia Loren. Il capolavoro cinematografico fa di lei un’icona e un personaggio senza tempo.

Sempre nel 1952, sul set di “Africa sotto i mari” di Giovanni Roccardi, la giovane viene notata da Carlo Ponti, suo futuro marito, che le propone un contratto di sette anni.

Il personaggio del debutto le resta appiccicato e per qualche tempo accetta parti di popolana, come in “Carosello napoletano” (1953) di Ettore Giannini, o “La bella mugnaia” (1955) di Mario Camerini.

Carlo Ponti diventerà suo marito in Messico nel 1957. Un’unione che la farà approdare ad Hollywood. Sofia conquisterà l’America oltre alla stima e all’amicizia di personaggi come Cary GrantMarlon Brando, William Holden e Clark Gable.

Il lavoro e l’impegno le portano anche un importante riconoscimento: la Coppa Volpi nel 1958 per “Orchidea nera” di Martin Ritt.

Il matrimonio con un uomo che aveva già avuto una famiglia crea scandalo, ma la forza e la determinazione di Sofia faranno capitolare le regole… e anche Carlo Ponti.

I due si risposano infatti in Italia il 9 aprile 1966 e le nozze infastidiscono ulteriormente i benpensanti al punto che alcune riviste del settore tentano di boicottare i film interpretati dall’attrice.

Nel 1960 arriva la notorietà internazionale ormai consolidata con il film capolavoro del regista Vittorio De Sica “La ciociara”, tratto dal romanzo di Alberto Moravia. La sua interpretazione le porta un meritatissimo Oscar come migliore attrice.
Lo stesso De Sica la vuole poi in una serie di eccezionali commedie all’italiana accanto al grande attore Marcello Mastroianni. Nascono così pellicole indimenticabili. Prima fra tutte “Matrimonio all’italiana”, tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo “Filumena Marturano”.

Seguono veri e propri capolavori del cinema internazionale: “La contessa di Hong Kong” del 1967, diretto dal grande Charlie Chaplin, e “Una giornata particolare”, del 1977, diretto da Ettore Scola, che le farà vincere il David di Donatello, il Nastro d’argento e il Globo d’oro, interpretando il ruolo di una infelice casalinga nel giorno in cui Hitler venne a Roma per far visita a Mussolini.

Nel 1991 People Magazine la segnala tra le donne più belle del mondo e, nello stesso anno, riceve l’Oscar, il César alla carriera e la Legion d’Onore.

Nel 1999 riceve il premio David di Donatello per il suo straordinario impegno nel mondo del cinema.

Sofia Lorena, negli anni, ha dato prova di non esser soltanto una donna dotata di una bellezza straordinaria. A fare la differenza sono state la determinazione, l’intelligenza e l’indiscutibile bravura. È questo uno dei motivi per cui non è mai tramontata.

Dal 1980 Sofia si è parzialmente ritirata dai set cinematografici, dedicandosi prevalentemente alla televisione. Ha così interpretato, tra gli altri, il biografico “Sophia: la sua storia” di Mel Stuart e il remake di “La ciociara”  di Dino Risi, nel 1989.

Nel corso della sua lunghissima carriera è stata diretta dai più importanti registi del tempo: Sidney LumetGeorge Cukor, Michael Curtiz, Anthony Mann, Charles Chaplin, Dino RisiMario MonicelliEttore Scola, André Cayatte.

Fu tuttavia con Vittorio De Sica che la diva girò ben otto film e formò un indimenticabile sodalizio artistico, spesso completato dalla presenza di Marcello Mastroianni.

“Rosso Beethoven” si conclude con la Settima Sinfonia e l’Ouverture Leonore

Con il concerto “Luce” si conclude il ciclo di ‘Rosso Beethoven’, ciclo concertistico della stagione estiva del Teatro Regio  che si tiene presso i Musei Reali di Torino, precisamente presso la Corte d’Onore di Palazzo Reale. Il concerto “Luce” si terrà martedì 21 luglio prossimo alle ore 21, con replica mercoledì 22 luglio.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio debutta Liubov Nosova, giovane direttrice russa già  apprezzata in istituzioni europee importanti.
Il programma del concerto vede accostate l’Ouverture Leonore e la Settima Sinfonia, due capolavori beethoveniani che conducono l’ascoltatore dal dramma della prigionia alla liberazione,  fino alla forza sconvolgente e travolgente del movimento.
Attraverso la Leonore e l’energia travolgente della Settima Sinfonia, il suono di Beethoven diventa luce pura, delineando un cammino radioso capace di trasformare il dramma della liberazione nel trionfo della gioia e della vita.
La Leonore n. 3 in do maggiore op. 72  è sicuramente la più rappresentativa delle quattro ouverture scritte per l’opera Fidelio e venne composta nel 1806. La Settima Sinfonia  fu eseguita per la prima volta a Vienna nel 1813 e divenne da subito uno dei più clamorosi successi di Beethoven, tanto che Richard Wagner la definì  l’”apoteosi della danza”. Sono quattro i movimenti che la caratterizzano, tra i quali  l’Allegretto che Abbado ha descritto come “uno dei brani di Beethoven più perfetti nella forma”.

Liubova Nosova appartiene alla nuova generazione di direttrici d’orchestra che ei stanno affermando sulla scena internazionale.
Si è  formata presso il Conservatorio Statale di San Pietroburgo e si è perfezionata in prestigiose accademie europee, dirigendo negli ultimi anni importanti orchestre sinfoniche e produzioni operistiche. Il concerto “Luce” del 21 e 22 luglio prossimi segna il debutto con l’Orchestra del Teatro Regio e conclude il percorso “Rosso Beethoven”, affidando a una giovane bacchetta una delle pagine più luminose e coinvolgenti di tutto il repertorio beethoveniano.

“Emozione Reale” è stata accolta con grande entusiasmo da tutto il pubblico fin dal concerto inaugurale. Invita il pubblico a vivere la serata ai Musei Reali a partire dalle ore 19.30.
Il percorso “all inclusive” comprende la visita all’appartamento della regina Elena, la possibilità di una passeggiata nel giardino Ducale, l’aperitivo alla Caffetteria Reale e il Concerto nella Corte d’Onore di Palazzo Reale  alle ore 21.
Ai possessori del biglietto per il concerto è consentito l’ingresso a partire dalle ore 20. La Caffetteria Reale resterà aperta per consumazioni prima degli spettacoli.
Prenotazioni tavoli info@caffetteriareale.it
In caso di annullamento per maltempo, il teatro ha previsto una data di recupero per il concerto Luce il 23 luglio.

Mara Martellotta

Al via le iscrizioni ai corsi di recitazione della Gypsy Academy

Con lezioni anche in inglese e di combattimento scenico

Esiste un luogo a Torino capace di trasformare i talenti in erba in artisti di successo, e questo luogo si chiama la Gypsy Academy Torino, oggi Centro Universitario Internazionale dove si impara a recitare grazie ai professionisti più preparati di Torino e non solo.
In queste settimane la Gypsy ha dato avvio alle iscrizioni ai corsi per il prossimo anno, sia di tipo amatoriale, sia quelli di avviamento alla professione.
Tra i docenti spiccano nomi quali Mauro Stante, Eugenio Gradabosco, Andrea Caldi, Valentia Gabriele e Stefania Rosso.
La Gypsy, parlando di professionalità, dà l’opportunità di frequentare i corsi di recitazione in inglese con l’attore madrelingua John Firman e i corsi di combattimento scenico con Walter Perrone.
I corsi variano dalle due ore settimanali per quelli amatoriali alle cinque, otto ore settimanali per i percorsi di avviamento alla professione con l’eventuale integrazione del cinema e fino a 14 ore settimanali nel caso del Full Acting Intensive. Presto sono previsti dei laboratori di trucco scenico, cabaret e quanto concerne il mondo dello spettacolo.
Alcuni nomi usciti dalla Gypsy e che presto potrebbero avere degli eredi sono Aurora Ruffino, attrice esplosa in TV con “ Braccialetti rossi” con all’attivo quattro  film sul grande schermo e tredici serie TV come protagonista e coprotagonista; Valeria Perboni, attrice a Londra, i ragazzi di “Pov” serie RAI e Chiara Merulla, attrice nella “Legge di Lidia Poet”, Ruben La Malfa, protagonista di diversi film su grande schermo, il regista teatrale Teo Bungaro, la regista attrice Chiara Porcu, l’attrice teatrale Denise Ponzo, cle ha lavorato a fianco di Barbara Giorgi, ricevendo il riconoscimento da parte della compagnia di Dario Fo e Franca Rame; Giulia Colantonio, candidata al David di Donatello;  Valeria Bono, che ha interpretato Ornella Vanoni nella biopic su Califano.

Sede centrale della Gypsy Academy via Pagliani 25, Torino
Filiale via Canelli 57, Torino
Tel 0110968343
info@gipsymusical.com

MM

Estate in città: per chi resta a Torino 300 appuntamenti nei punti estivi

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L’estate torinese offre oltre 300 appuntamenti tra giugno e settembre grazie al palinsesto “Che Bella Estate!”.

Il programma si articola in dieci punti estivi Torino, Che Bella Estate! 2026 – PiemonteItalia.eu e comprende cinema all’aperto, concerti e spettacoli distribuiti nei parchi e nelle piazze della città Eventi di “Che bella estate!” | Città di Torino.
Tra gli appuntamenti principali in città e provincia ci sono:
  • Cinema all’aperto a ingresso libero: Nei Giardini Artiglieri da Montagna (corso Ferrucci), lo spazio Comala propone proiezioni serali gratuite fino a esaurimento posti Cinema all’aperto gratis a Torino con le rassegne di Comala: il programma e le date.

 

Estate 2026

Cala, in gran bellezza, il sipario del “Cinema sulla Pista 500”

Doppio e ultimo appuntamento sul “tetto del Lingotto” con il debutto letterario dell’attrice Aurora Ruffino e la proiezione de “Il favoloso mondo di Amélie”

Domenica 26 luglio, ore 21,30

Sarà “una serata magica all’insegna dei colori, delle emozioni e delle storie che curano l’anima”: così gli organizzatori di “Cinema sulla Pista 500” definiscono l’ultima serata, con tanto di doppio appuntamento, che la prossima domenica 26 luglio, andrà a chiudere la suggestiva “Rassegna cinematografica” ospitata nell’“Arena” all’aperto, abbracciata dal cielo e dalle stelle, sul tetto del Lingotto, a partire da giovedì 2 luglio scorso. Poco più di una ventina di giorni, che, al calar del sipario, unirà nella stessa serata “letteratura” e “grande schermo”.

La serata si aprirà con l’attrice torinese (l’infanzia e l’adolescenza trascorse a Druento) Aurora Ruffino, volto amato del cinema e della televisione italiana, che per l’occasione vestirà i panni di scrittrice per presentare al pubblico il suo “romanzo d’esordio”, “Volevo salvare i colori” (2024), edito da “Rizzoli”. A seguire, il testimone passerà alla proiezione di uno dei film più poetici, iconici e amati del cinema mondiale: “Il favoloso mondo di Amélie” (2001), capolavoro diretto da Jean-Pierre Jeunet e interpretato da Audrey Tautou e Mathieu Kassovitz.

Questa speciale chiusura corona in bellezza la terza edizione della Rassegna estiva organizzata da “Distretto Cinema” e “Pinacoteca Agnelli”, in collaborazione con “Film Commission Torino Piemonte” e “Museo Nazionale del Cinema”. Manifestazione che, ancora una volta, ha saputo trasformare l’iconica “pista di collaudo” FIAT in un “palcoscenico unico al mondo”, “sospeso tra la storia industriale di Torino e lo skyline delle Alpi, dove la visione cinematografica si fonde con un’esperienza architettonica e paesaggistica totalmente immersiva”.

Ad aprire l’ultima serata sarà, come detto, Aurora Ruffino, giovane attrice torinese (classe 1989), esordiente nel “mondo della celluloide” nel 2010 come interprete femminile de “La solitudine dei numeri primi”, diretto da Saverio Costanzo e tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Giordano. Dopo l’acquisizione del diploma presso il “Centro sperimentale di cinematografia” a Roma, Aurora diventa nota al grande pubblico soprattutto attraverso seguitissime serie televisive come “Questo nostro amore” (Rai 1 – 2012), dove recita, nel ruolo di Benedetta Ferraris-Costa, al fianco di Neri Marcorè e Anna Valle, e, sempre su Rai 1, “Braccialetti rossi” campione d’ascolti 2014 e “Una Ferrari per due”, film Tv del ciclo “Purché finisca bene”. Molteplici ancora le successive apparizioni Tv (da “Non dirlo al mio capo” a “I Medici” del 2018 fino a “Noi” del 2022). Nel 2023 è nel cast di “Black Out – Vite Sospese”, trasmesso da Rai 1 dal gennaio dello stesso anno. Nel 2024, la grande felice “novità”. Aurora si scopre scrittrice. Gradevole e profonda. Per i tipi di “Rizzoli” pubblica il suo primo romanzo, “Volevo salvare i colori”, storia ricca di forti emozioni, che attingono in gran misura alle proprie vicende familiari – su tutte la perdita dolorosa della madre – ai temi dell’elaborazione del dolore, della resilienza e della ricerca della propria luce interiore. Romanzo avvincente che sul “tetto del Lingotto”, andrà a dialogare idealmente con le atmosfere parigine e sognanti de “Il favoloso mondo di Amélie” (“Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain”), film che a venticinque anni di distanza dal suo travolgente iniziale successo internazionale (numerosi i “premi” e le “nomination”, tra cui il “Grand Prix-Crjstal Globe” al “Festival Internazionale” di Karlovy Vary – Repubblica Ceca), continua a incantare intere generazioni grazie alla sua straordinaria fotografia, alla colonna sonora “senza tempo” di Yann Tiersen e alla storia di una giovane donna che decide di cambiare in meglio le vite di chi le sta intorno, riscoprendo infine la forza del proprio destino e dell’amore, di quel “favoloso mondo” che non ha da essere “prigione”, ma strumento per aprirsi ad una realtà che è pur anche piena accettazione del “proprio io”, dell’“amore reale” e dei “propri sentimenti”.

Informazioni utili per il pubblico

L’accesso alla splendida “Arena” all’aperto avviene direttamente attraverso la biglietteria della “Pinacoteca Agnelli”, situata all’interno del “Centro Commerciale Lingotto”. I biglietti per la serata finale possono essere acquistati sul “portale web” ufficiale della “Pinacoteca” al prezzo di 7 euro per la tariffa intera e di 5 euro per la tariffa ridotta, riservata ai minori di 12 anni e ai “caregiver”.

partire dalle 21,30, prima dell’incontro con l’autrice e della proiezione sotto le stelle, gli spettatori potranno godersi l’ultimo tramonto della rassegna sulla “Pista 500” approfittando anche dei servizi del “FIATCafé500”.

Gianni Milani

Nelle Foto: Aurora Ruffino e Locandina de “Il favoloso mondo di Amélie”

Suoni dal Monviso tra borghi e valli

Organizzato dall’Associazione I Polifonici del Marchesato, il festival conferma la propria vocazione: unire musica di qualità, valorizzazione del territorio, sostenibilità ambientale e coinvolgimento delle comunità locali, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Il cartellone 2026 prevede dieci appuntamenti distribuiti in otto comuni e quattro valli della provincia di Cuneo.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/suoni-dal-monviso-0

ORONERO Ligabue Tribute Band in concerto

A La Loggia Domenica 19 luglio ore 21 – Piazza Cavour – Ingresso gratuito
La musica dal vivo torna protagonista a La Loggia (Torino): domenica 19 luglio Piazza Cavour ospiterà il concerto degli ORONERO, una delle tribute band più apprezzate dedicate a Luciano Ligabue. L’evento, a ingresso completamente gratuito, promette una serata di energia, rock e grandi emozioni.
Il titolo dello spettacolo, “Ligabue Tribute Band”, anticipa l’anima del live: un viaggio attraverso i brani più iconici del Liga, reinterpretati con passione e fedeltà dalla band. A rendere l’appuntamento ancora più speciale sarà la presenza sul palco di Capitan Fede Cipollini, storico chitarrista ufficiale di Luciano Ligabue, che affiancherà gli ORONERO in una performance unica.
L’inizio del concerto è previsto in serata, con accesso libero alla piazza. Un’occasione imperdibile per tutti gli amanti del rock italiano e per chi desidera vivere una notte di musica sotto le stelle.