SPETTACOLI- Pagina 2

“Socrate 16.22”, teatro e innovazione con Stefano Accorsi

Nell’elegante cornice del Teatro Carignano, all’interno della Biennale Tecnologia — manifestazione sempre più trasversale, capace di interrogare le sfide del futuro anche attraverso il linguaggio dello spettacolo e dell’arte — stamattina la sala gremita e un pubblico caloroso hanno accolto Stefano Accorsi, protagonista di “Socrate 16.22”, affiancato in scena da Ludovica Martino e dalla studiosa Tatiana Tommasi. Lo spettacolo, scritto da Filippo Gentili e diretto da Ferdinando Ceriani, si inserisce pienamente nel dialogo tra teatro e innovazione promosso dalla rassegna.

La narrazione si sviluppa attorno a un rapporto padre-figlia tutt’altro che pacificato: lui rappresenta una generazione cresciuta con l’idea che la tecnologia sia progresso e soluzione, lei invece incarna il dubbio, l’inquietudine di chi si trova a vivere un futuro già scritto da algoritmi e sistemi che sfuggono al controllo umano. Il dialogo tra i due è serrato, a tratti duro, ma sempre attraversato da un legame affettivo che non si spezza mai davvero.

È proprio dentro questa frattura generazionale che si inserisce il tema dell’intelligenza artificiale. Non viene trattata come una minaccia spettacolare o fantascientifica, ma come qualcosa di molto più vicino e insidioso: una presenza che modifica lentamente il modo di pensare, di scegliere, perfino di relazionarsi. Lo spettacolo suggerisce che il rischio più grande non sia una ribellione delle macchine, ma una progressiva rinuncia dell’essere umano alla propria autonomia critica, insieme a una trasformazione — se non vera e propria perdita — del ruolo umano nel lavoro, sempre più spesso delegato o sostituito da sistemi automatizzati.

“Socrate 16.22” funziona perché non dà risposte facili. Mette lo spettatore davanti a una tensione reale: da un lato il fascino inevitabile dell’innovazione, dall’altro la paura che questo stesso progresso possa svuotare di significato le relazioni e l’identità. Ne esce una riflessione lucida e inquieta, che resta addosso anche dopo gli applausi, proprio perché parla più del presente che del futuro.

Al termine dello spettacolo si è aperto anche uno spazio di confronto con il pubblico: domande, osservazioni e riflessioni hanno dato vita a un dialogo vivo e partecipato, segno di quanto i temi affrontati tocchino da vicino e continuino a interrogare, ben oltre la scena.

GIULIANA PRESTIPINO

Il cuore della libertà

Teatro Concordia

Lunedì 20 aprile, ore 21

 

 

 

Il cuore della libertà è il racconto dei tre giorni che precedono la strage di Givoletto del 23 febbraio 1945 nella quale perse la vita, oltre ad altri partigiani, la giovane staffetta Domenico Luciano di soli 11 anni, trucidato dai Nazifascisti.

Lo spettacolo è il racconto delle emozioni di un bambino-partigiano che si ricongiunge ad amici e fratelli combattenti per un paese libero dalla guerra e dall’oppressione. Il punto di vista di Domenico si intreccia e si scontra con quello di suo fratello e degli altri membri della brigata e si snoda in dialoghi e sogni ad occhi aperti, cullato dalla musica eseguita dal vivo che fa da contrappunto alle vicende e ai pensieri dei personaggi. Il cuore della libertà racconta una vicenda singola, ma pone l’accento sulla trasversalità e la collettività della Resistenza che ha unito persone di età e ideali diversi tra loro, ma solidali verso un unico obiettivo: la liberazione e la pace.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Lunedì 20 aprile 2026, ore 21

Il cuore della libertà

Regia: Melina Pellicano

Testo: Francesco Varano in collaborazione con Anpi Torino

Con Alberto Barbi, Tommaso Calvi, Umberto Poli, Maurizio Misceo

Musiche originali, eseguite dal vivo da Umberto Poli, polistrumentista

Scenografia: Eleonora Rasetto

Biglietti: intero 13 euro, ridotto 10 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

Per il Valsusa Filmfest ad Almese, tributo a Freddy Mercury

Al teatro Magnetto di via Avigliana 17, ad Almese, tra gli appuntamenti di punta del Valsusa Filmfest, sabato 18 aprile prossimo, alle ore 21, andrà in scena Mike Moran “The Freddy’s opera”, uno spettacolo musicale dedicato alla carriera solista di Freddy Mercury, a ottant’anni dalla nascita del celebre artista. Protagonista della serata sarà Mike Moran, pianista e compositore britannico che ha direttamente collaborato con Freddy Mercury nella realizzazione dei brani più significativi della produzione solista. Al pianoforte Moran suonerà ls musiche che ha registrato in studio insieme a Mercury, tra cui “My defence” e “Barcelona”, restituendo al pubblico un’esperienza musicale autentica e legata alla realizzazione originale di queste composizioni. Nel corso della sua carriera, Moran ha collaborato con numerosi altri artisti internazionali, tra cui George Harrison, Joe Cocker e Kate Bush. Il concerto si concentra su una fase meno conosciuta, ma centrale, di Freddy Mercury, legata ai progetti solisti e alla sperimentazione musicale al di fuori dei Queen, caratterizzata dall’incontro tra linguaggi diversi e dalla collaborazione con artisti provenienti da ambiti differenti, come nel caso della celebre unione tra musica pop e lirica. Accanto a Moran, lo spettacolo vedrà in scena Giordano Petrini (Jordan Trey) nel ruolo di Freddy Mercury, e il soprano Graciela Dorbessan nel ruolo di Montserrat Caballé, figura chiave della carriera solista dell’artista britannico. La dimensione musicale si intreccia così con quella interpretativa, dando vita ad un racconto scenico che restituisce atmosfere, suggestioni e momenti emblematici del percorso artistico. A completare lo spettacolo, il corpo di ballo composto da Nicoletta Ilardi e Federico Tarabbia, in una messa in scena che unisce musica, interpretazione e movimento. La regia è di Daniele Croce, per una produzione Valsusa Filmfest, realizzata in collaborazione con Maurizio Pisu, Kinds of Magic e Classic Queen. Daniele Croce è infatti anche il batterista dei Classic Queen e curatore, per il Valsusa Filmfest, delle sezioni di concorso cortometraggi “Disertare”.

Mara Martellotta

Città in Danza Piemonte 2026, quando l’arte incontra la solidarietà

L’edizione 2026 di Città in Danza Piemonte si preannuncia come un appuntamento di straordinaria intensità artistica e umana, capace di coniugare il linguaggio universale della danza con un profondo messaggio di impegno sociale.
Sabato 18 aprile prossimo, dalle ore 11 alle ore 20, il palcoscenico del teatro Superga di Nichelino ospiterà la 18esima edizione della tappa piemontese del celebre concorso nazionale targato UISP, patrocinata dalla Regione Piemonte. Quest’anno la manifestazione si arricchisce di un significato ancora più speciale: la presenza di rappresentati della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che offrirà al pubblico di celebrare un’occasione importante, ossia i quarant’anni di attività della Fondazione. Un anniversario che racconta quattro decenni di dedizione, eccellenza scientifica e sostegno concreto a migliaia di persone, e che verrà omaggiato attraverso la forza espressiva della danza.

“Città in Danza” non è soltanto un evento, ma un progetto culturale che rappresenta profondamente i valori UISP: accessibilità, inclusione, partecipazione e valorizzazione della persona. Se un tempo la danza era considerata un ambito riservato a pochi, oggi si afferma come spazio aperto, in cui ciascuno può trovare il proprio modo di esprimersi, il talento, secondo questa visione che non è prerogativa di pochi ma una qualità diffusa che ha bisogno di contesti qualificati e accoglienti per emergere. I numeri della tappa piemontese raccontano la vitalità di questo movimento: 39 associazioni sportive partecipanti, 139 coreografie in gara e ben 640 tra candidate e candidati, tra i più piccoli, a partire dai 4 anni, fino agli over 60. Un mosaico di esperienze, età e linguaggi che attraversa tutte le discipline, dalla danza classica alla contemporanea, dall’hip-hop al modern, fino alla danza jazz. A valutare le esibizioni, sarà una giunta di alto profilo, chiamata ad assegnare punteggi validi per la classifica finale, che prevede premi e borse di studio di categoria tecnica e scuola. In palio anche l’accesso alle finali nazionali, culmine di un percorso che attraversa 15 tappe in tutta Italia.
Città in Danza Piemonte 2026 si conferma così un’evento capace di andare oltre la competizione autentica, in cui arte, sport e comunità si intrecciano. Un palcoscenico dove ogni gesto racconta una storia e dove la danza diventa veicolo di valori, emozioni e speranza.
Un appuntamento aperto a tutti, in cui il movimento del corpo si fa linguaggio universale, e la bellezza dell’arte incontra la forza della solidarietà.

Mara Martellotta

“Cantate e serenate d’amore” del Seicento italiano a San Raffaele Cimena

Nell’ambito della 31esima edizione di Antiqua, la rassegna musicale proposta dall’Accademia del Ricercare, il 18 aprile alle 21.15 a San Raffaele Cimena, in provincia di Torino, presso la chiesa di San Raffaele Arcangelo, in via Maestra, a San Raffaele Alto, l’Ensemble Orfeo Futuro proporrà il concerto “Cantate e serenate d’amore” del Seicento italiano. Verranno proposti brani di Benedetto Ferrari (1597 – 1681), di Giovanni Battista Buonamente (1595 – 1642), Andrea Falconiero (1585 – 1657), di un anonimo popolare e di Simone Coya, del XVII secolo. Il concerto prevede una selezione di brani vocali e strumentali italiani del XVII secolo , dedicati al tema amoroso, tra passione, ironia e malinconia. Il programma valorizza repertori rari, come le serenate di Simone Coya o il canto popolare “Ti belle ca lu tieni”. Si tratta di un viaggio musicale tra affetti e follia amorosa, sospeso tra colto e popolare, tra parole e danza.

Orfeo Futuro è un ensemble a geometria variabile, dal quartetto all’orchestra, che riunisce dal 2010, musicisti italiani e non, specialisti nelle prassi esecutive e su strumenti storici. Lavora su progetti inediti di largo respiro, a volte anche incrociando repertori antichi e musica nuova. Ha realizzato centinaia di concerti e numerosi CD, anche in collaborazione con altri artisti e gruppi. Tra le produzioni più recenti, l’eredità di Arcangelo, diretta da Enrico Gatti, Amada Esquina, che incrocia le musiche del “siglo de oro” spagnolo con la canzone latino amercana del primo Novecento.

Ingresso gratuito

Info e prenotazioni: scrivere a segreteria@accadedemiadelricercare.com

Mara Martellotta

Torna “Città in note. La musica dei luoghi”

A Cuneo, dal 20 al 25 maggio, si terrà la sesta edizione di “Città in note. La musica dei luoghi”, da Carmen Consoli a Raphael Gualazzi, dai virtuosi del Teatro alla Scala a Elliott Sharp. Saranno oltre venti appuntamenti in sei giorni di programmazione, che racconteranno la musica come esperienza condivisa e diffusa, in dialogo con i luoghi e la comunità.

Musica diffusa, giovani talenti e grandi protagonisti della scena internazionale. A Cuneo torna “Città in note. La musica dei luoghi”, il festival che trasforma la città in un palcoscenico aperto, capace di intrecciare tradizione e contemporaneità, ricerca e spettacolo, formazione e divulgazione. Nel periodo che va dal 20 al 25 maggio prossimo, teatri, chiese, spazi, monumenti e luoghi naturali accoglieranno un ricco programma di concerti, incontri e performance che coinvolgeranno artisti affermati, ensemble, orchestre e giovani musicisti, in un dialogo continuo tra generi, epoche e linguaggi. Come nelle passate edizioni, il palcoscenico su cui si esibiranno gli ospiti più attesi sarà il teatro Toselli. Ad aprire il festival, mercoledì 20 maggio, sarà l’ensemble de “I virtuosi del Teatro alla Scala”, formato da dieci strumentisti in una combinazione originale di cinque archi e cinque fiati. Giovedì 21 maggio sarà il musicista acclamato a livello internazionale, Raphael Gualazzi, a calcare le scene del Toselli. Accompagnato da Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria, l’artista marchigiano regalerà un raffinato omaggio alla musica acustica, spaziando da ispirazioni del repertorio africano, americano e a divertissements su celebri temi della canzone italiana e tradizione operistica, cosiccome alcune sue composizioni personali. Sabato 23 maggio, la cantautrice e polistrumentista Carmen Consoli, tra le artiste più influenti e premiate della musica italiana, porterà sul palco del Toselli “Territori d’arte”, un concerto che attraversa con naturalezza sonorità acustiche ed elettroniche, dalla musica popolare al rock anni Settanta, alla indie anni Novanta, fino alla canzone d’autore e al blues, sperimentando e mantenendo un legame costante con la Sicilia, la sua terra, le sue tradizioni.

Uno degli elementi distintivi del festival è l’apertura verso linguaggi ibridi e pratiche musicali contemporanee. Alcuni dei progetti selezionati esplorano i confini tra generi, culture e tecnologie, dando spazio a nuove forme espressive e a modalità d’ascolto non convenzionali. La musica diventa terreno di ricerca a e innovazione: la fusione tra lo spirito del jazz e l’abilità compositiva della musica classica rappresenta la cifra dell’appuntamento di giovedì 21 maggio, che vedrà come protagonista Daniele Erskedal, jazzista norvegese, con “Call for winter”. L’artista si esibisce alla tuba e alla tromba bassa, dando vita a una musica di assoluta grazia e compostezza, con un virtuosismo splendente che spinge al limite i confini del suo strumento. Venerdì 22 maggio sarà la volta di “Flashback”, incontro potente e poetico tra Jennifer Cabrera Fernandez e il vibrafonista e percussionista italiano Pasquale Mirra. Questo progetto musicale fonde elettronica e percussioni rituali, danze e canto in una trama sonora che attraverso epoche, culture e confini. Sabato 23 maggio, il gruppo Afrodream proporrà un concerto capace di fondere jazz, sonorità africane e musiche contemporanee in un’esperienza musicale coinvolgente e vibrante, mentre Pietro Perelli, batterista e percussionista, sound explorer presenterà il suo progetto dal titolo “Notte”, un lavoro di ricerca sonora ispirato all’ambiente che ci circonda.

Il programma più sperimentale del festival si concluderà domenica 24 maggio con la prima assoluta di “ProjE#ctions – ELLIOTT SHARP & METS”, un live set sulle geometrie sonore e visuali di Cuneo e New York City. Attivo dagli anni Settanta, Elliott Sharp esplora i confini tra jazz sperimentale, rock innovativo, musica contemporanea ed elettronica, integrando algoritmi, improvvisazione radicale e strumenti autocostruiti. Ha pubblicato oltre 100 album, e la sua ricerca sonora, sempre in evoluzione, lo rende una delle voci più originali della musica contemporanea.

Anche in questa edizione, il festival valorizza la tradizione musicale europea, offrendo al pubblico percorsi che attraversano epoche e stili. La proposta unisce qualità esecutiva e accessibilità, programmi capaci di parlare agli appassionati e agli ascoltatori. Protagoniste attive nelle esecuzioni e interpretazioni saranno le realtà formative del territorio, in un dialogo continuo tra didattica e produzione artistica. Il festival si conferma anche nella sua sesta edizione come una piattaforma di crescita e valorizzazione per nuove generazioni di musicisti. Accanto alla dimensione performativa, il festival propone momenti di riflessione e approfondimento, incontri, dibattiti e guide all’ascolto che offrono strumenti per comprendere meglio la musica e i suoi cambiamenti, rendendo il pubblico parte attiva della sua esperienza culturale. Primi fra tutti saranno i ‘Talk about Music’ di The Youth Factor, progetto di audience, engagement, audience development rivolto alle scuole superiori di Cuneo. Sabato 23 maggio, il cantautore e drammaturgo Giampiero Alloisio, l’editore Claudio Buia e il produttore discografico Stefano Senardi racconteranno il presente della canzone italiana tra il glorioso passato di mitici cantautori e un futuro dominato dalle nuove tecnologie. Seguirà il talk dal titolo “Territori d’arte”, che vedrà protagonisti Carmen Consoli e Stefano Senardi, un dialogo sul rapporto profondo, in continua evoluzione, tra la creatività e i luoghi che la accolgono, per riflettere su come i territori non siano semplici scenari passivi, ma veri e propri spazi vivi che influenzano l’arte, la nutrono e ne vengono trasformati. Domenica 24 maggio, Elliott Sharp si racconterà al pubblico nel talk “Irrational Music”, dialogano con l’amico e collega Gianluca Berlingeri, con il quale introdurrà il concerto serale che li vedrà impegnati insieme. Infine, lunedì 25 maggio, la musicista, musicologa e divulgatrice Valentina Lo Surdo guiderà il pubblico alla “Patetica” di Cajkovskij, una delle più importanti opere del compositore per quanto riguarda pathos e maturità compositiva.

Gian Giacomo Della Porta

Indimenticabile Cary Grant

L’uomo dal fascino senza tempo

Di Debora Bocchiardo

Archibald Alexander Leach, in arte Cary Grant, nasce a Bristol, in Inghilterra, il 18 gennaio 1904.

La sua infanzia non è dorata. Ad appena nove anni, sua madre viene ricoverata in una clinica per malattie mentali, anche se al piccolo la verità verrà rivelata soltanto molto più tardi.

Ribelle e deciso a vivere la propria vita secondo le proprie regole, a quindici anni lascia la scuola e si unisce alla compagnia di saltimbanchi di Bob Pender, falsificando la firma del padre per l’autorizzazione.

Qui Archie inizia ad apprendere alcune basi della recitazione e a familiarizzare con il pubblico. Fa il funambolo e l’acrobata, abilità che utilizzerà anche per alcune pellicole cinematografiche, tra cui “Caccia al ladro”. Con il gruppo di Pender, nel 1920, parte per Broadway con lo spettacolo “Good Times”.

Giovane, raffinato, educato, il giovane capisce che l’America ha molto da offrire e lui può tentare la carriera di attore. Facendo molti lavori per mantenersi, Archie si esibisce in teatro, balla, canta, e recita. Crede nel suo sogno… e fa bene! Nei primi anni ’30 la Paramount lo scrittura come caratterista e factotum.

È a questo punto che la sua vita cambia … e Archie diventa Cary Grant!

Nel suo primo film, nel 1932, “This is the night”, ha solo una particina. Comincia però a farsi notare subito dopo, nello stesso anno, in “Venere bionda” (1932) di Josef von Sternberg, nel ruolo di un raffinato e brillante milionario che fa la corte a Marlene Dietrich.

L’anno seguente, Mae West lo vuole accanto in due film di grande successo, “Lady Lou – La donna fatale” di Lowell Sherman e “Non sono un angelo” di Wesley Ruggles.

Sempre raffinato ed elegante, verrà valorizzato al massimo dal regista George Cukor, nell’eccentrico e truffaldino Jimmy “Monk” Monkley nel film “Il diavolo è femmina” (1935), accanto ad un’altrettanto vivace e spigliata Katharine Hepburn.

Grazie a Cukor, Cary Grant porta sul grande schermo la sua verve e il un fascino, su cui lui stesso sarà sempre il primo a scherzare.

Nasce così anche l’amicizia con l’immensa Katharine Hepburn, sua compagna in diversi film.

Cukor lo dirigerà ancora in “Incantesimo” (1938) e “Scandalo a Filadelfia” (1940),  ma altri due grandi registi senza tempo stanno per entrare nella vita di Cary Grant: Howard Hawks e Alfred Hitchcock.

Hawks mette ancor più in risalto la sua straordinaria vena comica in esilaranti commedie come “Susanna” (1938), in cui interpreta un timido e impacciato paleontologo e “La signora del venerdì” (1940), in cui recita la parte del sarcastico e dispotico direttore di un grande quotidiano.

Nel 1939, sempre con Hawks, Grant accetta e supera brillantemente anche una sfida: il film drammatico “Avventurieri dell’aria” (1939).

Una vena drammatica di spessore che emergerà anche con “Gunga Din” (1939), di George Stevens.

Nuove entusiasmanti avventure cinematografiche arriveranno invece con Alfred Hitchcock. Il Maestro lo catapulta in un genere del tutto nuovo per lui: il thriller. Ambiguo e tenebroso, ma tuttavia affascinante, Grant è semplicemente indimenticabile in pellicole come “Il sospetto” (1941), “Notorious – L’amante perduta” (1946), con una straordinaria Ingrid Bergman, “Caccia al ladro” (1955), e “Intrigo internazionale” (1959).

Nel 1944 Grant accetta di variare un po’ la sua attività e con successo, diretto da Frank Capra, interpreta “Arsenico e vecchi merletti”, un’esilarante commedia nera tratta dall’omonima opera di Joseph Kesselring.

Grant entra nell’immaginario del suo pubblico anche con il romanticissimo “Un amore splendido”(1957), diretto da Leo McCarey, con la stupenda Deborah Kerr.

Howard Hawks recupera la loro collaborazione nel 1952 e lo affianca alla magnifica Marilyn Monroe in “Il magnifico scherzo”.

Seguono “Operazione sottoveste” (1959) di Blake Edwards,  e poi le pellicole con la regia di Stanley Donen: “L’erba del vicino è sempre più verde” (1960), ancora con la Kerr, e “Sciarada” (1963), stavolta al fianco della magica Audrey Hepburn.

Nel 1966, dopo il successo di “Cammina, non correre”, di Charles Walters, Cary Grant decide improvvisamente di ritirarsi, convinto, ormai da tempo, di non essere mai stato veramente apprezzato! In realtà nella sua vita era appena entrata l’unica donna che gli avrebbe davvero cambiato la vita: la sua unica figlia, Jennifer, e il sogno di Cary era essere suo padre, starle vicino e dedicarle tutto il suo tempo.

Cary Grant ebbe una vita privata molto vivace: con ben cinque matrimoni!  La prima moglie fu l’attrice Virginia Cherrill, con la quale restò sposato solo un anno, nel 1934. La seconda fu la miliardaria Barbara Hutton, che sposò nel 1942 e dalla quale divorziò nel 1945.  Nel 1949 sposò l’attrice Betsy Drake dalla quale divorziò nel 1962. Nel 1965 si unì in matrimonio con l’attrice Dyan Cannon, dalla quale ebbe Jennifer. Il matrimonio con la Cannon durò fino al 1968. La quinta e ultima moglie fu Barbara Harris, che sposò nel 1981. Da ricordare anche la lunga relazione con Maureen Donaldson dal 1973 al 1977.

Nel 1970 gli viene assegnato il premio Oscar alla carriera.

La fine della carriera cinematografica vede Cary cimentarsi anche come uomo d’affari con la ditta di cosmetici Fabergé. La recitazione è rimasta tuttavia nella sua anima e nel suo cuore, tanto da spingerlo a lavorare in teatro. Sarà proprio sul palcoscenico che dirà addio alla sua splendida vita.

All’Adler Theater di Davenport, nell’Iowa, durante la preparazione di una rappresentazione di “An evening with Cary Grant”, un attacco di cuore lo stroncherà improvvisamente. È il 29 novembre 1986.  Ci piace salutare questo grande attore con una su celeberrima frase: “L’alcool è un liquido prezioso: conserva tutto, tranne i segreti”.

l’Anteprima Giovani de I Puritani, in programma al Regio

Al via da giovedì 16 aprile la vendita dei biglietti per l’Anteprima Giovani de I Puritani di Vincenzo Bellini, in programma al Teatro Regio giovedì 30 aprile alle ore 20.

L’appuntamento, riservato al pubblico under 30, offre la possibilità di assistere all’ultimo e romantico capolavoro belliniano a un prezzo speciale: i biglietti, disponibili online e in biglietteria fino a esaurimento, sono in vendita a 10 euro.

La nuova produzione è diretta da Francesco Lanzillotta, già apprezzato interprete del repertorio belliniano, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Regio, preparato da Gea Garatti Ansini. La regia, le scene e i costumi portano la firma di Pierre Emmanuel Rousseau, che torna a Torino dopo i successi recenti al Regio.

In scena un cast di alto livello: il celebre tenore statunitense John Osborn, Gilda Fiume, Nicola Ulivieri e Simone Del Savio, insieme ad Andrea Pellegrini, Chiara Tirotta e Saverio Fiore.

I Puritani mette al centro il tema della follia, non come semplice stato d’animo ma come motore dell’azione drammatica. Elvira, credendosi tradita da Arturo alla vigilia delle nozze, sprofonda in una pazzia intensa e struggente, dando vita a una delle scene di follia più celebri della storia dell’opera, prima di approdare a un inatteso lieto fine.

Ad anticipare lo spettacolo, mercoledì 22 aprile alle ore 18, nel Foyer del Toro del Teatro Regio, si terrà una conferenza-concerto di presentazione a cura di Susanna Franchi, con esecuzioni dal vivo degli artisti del Regio Ensemble Albina Tonkikh, Eduardo Martínez e Tyler Zimmerman, accompagnati al pianoforte da Luca Brancaleon. L’ingresso è libero.

Mara Martellotta

A Pianezza il collettivo fiorentino Sotterraneo

Sotterraneo, collettivo di ricerca teatrale pluripremiato, torna giovedì 16 aprile nella programmazione di Sguardi a Pianezza in provincia di Torino. La stagione, sostenuta dal Comune di Pianezza in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Cortocircuito,  diretto da Silvia Mercuriati, è  realizzata grazie al contributo della Fondazione CRT, al patrocinio della Città Metropolitana di Torino e al supporto di Villa Lascaris, Barocco il coro onlus, il Santuario di SN Pancrazio, in partnership con CAr.Pe.

Sotterraneo festeggia i suoi primi venti anni con una playlist eclettica di canzoni di ogni genere ed epoca, intervallata da testi brevi, azioni rapide, visioni fugaci. Si tratta di un compleanno che gira di città in città ripercorrendo l’immaginario del gruppo e dell’epoca in cui si è  sviluppato. Nel gruppo il divertimento non distrae e il pensiero non interrompe la festa, ma si mescola ad essa grazie alla musica come emulsionante. Se l’esperimento riesce, il pubblico vibrerà insieme sulle note di alcuni pensieri, rovelli e ansie del nostro tempo. Se, al contrario, non dovesse funzionare, lo spettacolo offrirà comunque un’occasione per eliminare un po’ di tossine, lasciando che le nevrosi collettive e le angosce individuali scivolino a terra con il sudore.

Sotterraneo rappresenta un gruppo teatrale che si forma a Firenze nel 2005 come gruppo di ricerca e, con opere trasversali nella ricerca su forme e contenuti, si muove attraverso i formati dello spettacolo frontale, del site specific, passando per la performance, focalizzando le contraddizioni e i coni d’ombra del presente e considerando la scena un luogo di cittadinanza e di gesti quotidiani di cultura, che allenano le coscienza critica del pubblico, destinatario e centro di senso di ogni progetto.

La compagnia ha ricevuto alcuni tra i più importanti riconoscimenti teatrali a livello nazionale e internazionale tra cui il Premio Lo Straniero nel 2009, nello stesso anno il Premio Ubu Speciale, il Premio Hystrio Castel dei Mondi nel 2010, il Best of Be Festival di Serajevo nel 2016, il Premio Ubu Spettacolo dell’Anno nel 2018 e il Premio Hystrio alla drammaturgia nel 2025.

Biglietteria

Intero 18 euro

Ridotto 15 euro

Info e prenotazioni 3287398987

sguadi@progettozoran.com

Mara Martellotta

I brani inediti di Saba Anglana e UConsolo

L’ensemble di fiati UConsolo, diretto e ideato da Fabio Barovero, affiancato dalla voce della cantautrice Saba Anglana, realizzerà in collaborazione con l’Orchestra Fiati Città di Collegno, diretta da Gianluca Calonghi, un album di brani inediti che sarà presentato pubblicamente al termine di tre giorni di prove e registrazioni dal vivo, condotte nella cornice della Chiesa di Santa Pelagia, nel cuore di Torino.

Il nome “UConsolo” richiama una pratica antica del Sud Italia: l’offerta di cibo ai familiari di un defunto, simbolo di conforto nei giorni in cui il focolare domestico si spegne per il lutto. Questo gesto è trasposto in musica come nutrimento emotivo.

Da questa radice arcaica nasce un repertorio che unisce la tradizione bandistica mediterranea alle molteplici influenze culturali.

I testi, scritti e interpretati da Saba Anglana in diverse lingue, raccontano di cura, perdita, memoria e rinascita. Un’esperienza musicale e teatrale che fonde il folk con le marce funebri, la musica sacra e colta con le composizioni più contemporanee.

UConsolo” restituisce alla banda il suo valore originario di presidio culturale e coesivo, capace di risvegliare memorie collettive e alimentare un dialogo tra culture e generazioni.

La scelta della Chiesa di Santa Pelagia non è casuale: luogo di culto, oggi centro filantropico e culturale attivo, rappresenta un punto di incontro tra spiritualità, accoglienza e rigenerazione urbana.

Nel progetto UConsolo, la banda di fiati non è il residuo folclorico di una tradizione decorativa, né un’operazione di richiamo nostalgico e modaiolo. È, al contrario, il cuore pulsante di un linguaggio musicale colto, necessario e profondo. Questo progetto rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato da Fabio Barovero oltre vent’anni fa con la Banda Ionica: un lavoro rigoroso e visionario che ha saputo ridare dignità culturale a una forma musicale spesso relegata ai margini del sistema artistico ufficiale.

UConsolo rilancia la banda in una dimensione alta, attuale, cosciente. Ne rivendica il potenziale espressivo, il valore rituale, la forza evocativa come voce collettiva capace di affrontare temi universali – il lutto, il conforto, la memoria, la pace – con un linguaggio empatico ed accessibile. È una banda che respira e fa respirare, che parla molte lingue e molte anime, che fonde studio e istinto, radici e visione. Un atto culturale che interroga il presente e lo attraversa con la profondità di un respiro condiviso: azione necessaria in un tempo in cui la smaterializzazione dell’esperienza, l’iperconnessione e l’intelligenza artificiale ridefiniscono il nostro rapporto con il corpo e la comunità. Il concerto si propone come risposta umana e incarnata: un atto di presenza, di respiro condiviso, di ascolto collettivo. In un’epoca attraversata dal rumore della guerra e dalla frammentazione sociale, la banda si fa corpo sonoro e civile, spazio di pace, rito laico di riconnessione tra persone, culture, generazioni.

LA STAGIONE MUSICALE DI SANTA PELAGIA
Direttore Artistico: M° Valentina Lombardo

I concerti e gli eventi in programma a Santa Pelagia dall’ 8 ottobre 2025 all’ 1 luglio 2026 offrono un ventaglio unico e assolutamente originale di declinazioni sonore, provenienti tanto dal repertorio classico quanto dal panorama contemporaneo, raccolte e ulteriormente approfondite all’interno di varie sezioni tematiche.

New Taste” è la parte dedicata ad aprire uno sguardo nuovo sulle trasformazioni in atto all’interno della musica di oggi attraverso le esibizioni dei compositori e degli interpreti più talentuosi del nostro tempo.

Contatti Sonori” è invece lo spazio pensato per incontrare la contaminazione tra i generi, spaziando dalla classica al tango fino al cantautorato pop con l’obiettivo di mescolare pubblici diversi e aumentare il grado di condivisione attraverso l’esperienza musicale.

Voxonus Festival XIV Edizione” è la stagione di produzione dell’Orchestra Sinfonica di Savona dedicata alla musica barocca. L’itinerario di quest’anno in collaborazione con Fondazione Collegio Universitario Renato Einaudi ripercorre rotte culturali del passato e del presente, sviluppandosi tra Liguria, Piemonte e Puglia.

Itinerari di Santa Pelagia” è la sezione dedicata alla conoscenza della storia di Santa Pelagia grazie allo sguardo prezioso delle guide Somewhere Tours & Events che guideranno il pubblico alla scoperta delle attrazioni e degli aneddoti che si celano dietro questi luoghi, testimonianza del nostro ricco patrimonio culturale. In questo caso il repertorio musicale è affidato ai musicisti del Liceo Musicale Cavour.

Intrecci Musicali” è una rassegna concertistica di Fondazione OMI in collaborazione con il Conservatorio G. Verdi di Torino che vanta una storia decennale. La sua peculiarità è di essere un intreccio a più livelli di suoni, vocali e strumentali, solistici e operistici, di epoche e di enti che vogliono guardare al futuro valorizzando il talento dei giovani.

Santa Pelagia Kids” è invece un gruppo di appuntamenti che offre ai grandi la possibilità di condividere la gioia e il fascino della musica con i loro piccoli. Un originale percorso culturale nel quale la tematicità degli incontri e l’elemento extra musicale diventano motivo di coinvolgimento appositamente ideato per un pubblico giovane.

Saba Anglana e UConsolo

Concerto + Registrazione dal Vivo

Musiche originali di Fabio Barovero

Direzione Orchestra Gianluca Calonghi

In collaborazione con l’Orchestra Fiati Città di Collegno

Sabato 18 aprile 2026 – ore 21

Coro di Santa Pelagia, via San Massimo 21 – Torino

(ingresso libero su prenotazione)