SPETTACOLI- Pagina 2

La Grazia. Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino

Film Commission Torino Piemonte ha curato la mostra che si inaugura lunedì 19 gennaio a Palazzo Chiablese 

In occasione dell’uscita del film, con l’obiettivo di celebrare le riprese torinesi de “La Grazia” e coinvolgere le varie location del progetto, Film Commission ha curato, in collaborazione con Freemantle, The Apartment, Numero 10 e Piper Film, e con la Sovrintendenza dell’Archeologia, Paesaggio e Belle Arti della Città metropolitana di Torino, l’inaugurazione della mostra che resterà allestita fino al 10 aprile, dedicata agli scatti del fotografo di scena Andrea Pirrello. Questa esposizione, attraverso 30 scatti del backstage del film, scritto e diretto dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, ripercorre le riprese torinesi de “La Grazia”, film d’apertura della Biennale di Venezia, valso la Coppa Volpi all’attore protagonista Toni Servillo. Le immagini di Andrea Pirrello rivelano i luoghi di Torino e dintorni scelti per le scene del film, per raccontare il “semestre bianco” del Presidente Mariano De Santis, interpretato appunto da Servillo, chiamato a decidere su due delicate richieste di grazia. Torino e il Piemonte svolgono un ruolo fondamentale all’interno del film: ambientato a Roma, ha realizzato a Torino, grazie al sostegno di Film Commission Piemonte, la quasi totalità degli interni dei palazzi della politica, nello specifico gli ambienti del Quirinale, dove risiede il protagonista. Un percorso di visita che permette di addentrarsi dietro le quinte del film, mostrando i luoghi iconici della città unitamente a quelli più nascosti e meno noti, dall’Accademia delle Scienze alla Bocciofila, alla Tesoriera, la Casa Circondariale Lorusso Cotugno, il Castello del Valentino, il Castello di Moncalieri, i Musei Reali, in particolare Palazzo Reale, passando per Palazzo Chiablese, che ospita la mostra, oltre ad avere accolto cast e troupe per due settimane di riprese. La mostra “La Grazia. Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino” sarà visitabile gratuitamente all’interno dei tour di Palazzo Chiablese, promossi dall’ Associazione Amici di Palazzo Reale di Torino.

Mara Martellotta

Il 2026 inizia al teatro Regio con la Cenerentola

 

E tre debutti, di Antonio Fogliani sul podio del teatro Regio, di Manu Lalli alla regia e della grande Vasilisa Berzhanskaya quale protagonista

Martedì 20 gennaio prossimo, alle ore 20, andrà in scena al teatro Regio La Cenerentola di Gioachino Rossini, gioiello del melodramma giocoso che trasforma la celebre fiaba in un racconto sul potere della bontà e del perdono.  Sono tre gli importanti debutti  da cui è impreziosita la produzione: sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio salirà Antonino Fogliani, tra le bacchette di riferimento del repertorio belcantista; la regia, già  proposta al Maggio Musicale Fiorentino, è affidata a Manu Lalli. Nel ruolo di Cenerentola il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya, dalla straordinaria estensione vocale. Accanto a  lei un cast che assicura energia teatrale e smalto rossiniano con Nico Darmanin nel ruolo di don Ramiro, Roberto De Candia in quello di Dandini, Carlo Lepore in Don Magnifico, Maharram Huseynov nei panni di Alidoro e le artiste del teatro  Regio Ensemble Albina Tonkikh  e Martina Myskohlid nei panni delle sorellastre Clorinda e Tisbe.
Il Coro del Teatro è preparato dal maestro Piero Monti, che ha dato la sua disponibilità a sostituire il maestro Ulisse Trabacchin.
La “Cenerentola ossia la bontà in trionfo” fu composta in sole tre settimane e andata in scena per la prima volta al teatro Valle di Roma nel 1817 e rappresenta un concentrato di invenzione teatrale e musicale.
A partire dall’allestimento di Jacopo Ferretti della fiaba di Charles Perrault, l’opera trasforma la storia di Cenerentola in un capolavoro scintillante dove il gioco dei travestimenti va ad esplorare il tema dell’identità capovolta. Il principe si fa servitore, il servitore si finge principe, mentre l’unica a restare se stessa è Cenerentola.  Gli equivoci scardinano le apparenze, la magia lascia il posto all’ingegno e i simboli tradizionali della fiaba, fata, matrigna e scarpetta, divengono personaggi e oggetti nuovi: il filosofo Alidoro, il patrigno don Magnifico, “intendente dei bicchier e presidente al vendemmiar” e la scarpetta diventa il celebre braccialetto. È la virtù interiore della protagonista, più che un incantesimo, a guidare il lieto fine.
Con “La Cenerentola ossia la bontà in trionfo”, andata in scena per la prima volta nel 1817, l’anno successivo al debutto del Barbiere di Siviglia, Rossini aggiunse alla sua vis comica, che gli aveva procurato successo in tutta Europa, nuove sfumature sentimentali. La fiaba di Perrault viene adattata da Jacopo Ferretti con alcune varianti, su tutte la matrigna diventa qui patrigno e la scarpetta braccialetto, e offrì a Rossini l’occasione  di tingere i suoi  crescendo di nuances malinconiche, aprendo i suoi ritmi forsennati a tocchi di poesia. Il risultato è  quello di un’opera in  cui Cenerentola e il principe don Ramiro cantano i loro sentimenti effondendovi tutta la fragilità della giovinezza. Gli antagonisti , il patrigno don Magnifico e le sorellastre, fanno da contraltare con un umorismo sapido e grottesco, di derivazione napoletana, non dimentico della radice europea della fiaba di Cenerentola nella terra di Basile. Come suggerisce il nome il soggetto dell’opera è tratto dalla celebre fiaba di Charles Perrault, anche se il romano Jacopo Ferretti si rifà ad altri due libretti d’opera, “Cendrillon” di Charles Guillaume Etienne e “Agatina , o la “virtù premiata” di Stefano Pavesi.
Il riferimento principale rimane quello della fiaba di Perrault , soprattutto per ragioni morali. A differenza di alcune versioni più aspre e violente del racconto, lo scrittore francese enfatizzò nella sua favola gli elementi del perdono e della virtù,  valori molto vicini alla sensibilità del tempo e certamente graditi al vaglio pontificio. Sullo sfondo della vicenda fa capolino una società degradata, calata a pennello nell’atmosfera romana di quegli anni, pervasa dalla corruzione, da una nobiltà decadente e da gravi disagi anche tra i ceti più poveri.
Sotto le spoglie di un buonismo obbligato dalla pesante censura pontificia si intravede la lettura sarcastica di una fiaba amara.
Il debutto, pur non provocando uno scandalo paragonabile a quello del Barbiere di Siviglia, si rivelò un insuccesso. L’opera incontrò il favore del pubblico, diventando molto popolare sia in Italia sia all’estero, dopo alcune recite.
Pur nella sua veste sorridente e giocosa, La Cenerentola è un’opera dal forte valore simbolico; la protagonista incarna un ideale di bontà che non si lascia contagiare dall’odio, ma lo disinnesca con il perdono e con la scelta di non rispondere alla violenza con altra violenza. In un mondo popolato da arrivismo, vanità e meschinità, Cenerentola diventa pacificatrice, ricuce i rapporti spezzati, dà una seconda possibilità anche a chi l’ha umiliata. La sua ascesa sociale non è frutto di incantesimi, ma di intelligenza, pazienza e compassione. Il vero riscatto non coincide  solo con il  matrimonio principesco, ma con  la vittoria della conoscenza e della bontà su ogni forma di prepotenza. Si tratta di un messaggio che conserva intatta la propria forza: nella Cenerentola rossiniana il perdono non diventa debolezza, ma una forza trasformativa che muta il destino dei personaggi e, idealmente, lo sguardo di chi ascolta.

La Cenerentola andrà in scena dal 20 al 27 gennaio al teatro Regio di Torino, piazza Castello 215.

Tel 0118815241, 0118815242
Orari di apertura della biglietteria da lunedì a sabato dalle 11 alle 19, domenica dalle 10.30 alle 15.30 e un’ora prima degli spettacoli.
Per la vendita online dei biglietti delle manifestazioni al teatro Regio Vivaticket.

Mara Martellotta

Cineteatro Baretti presenta “Sangre del Toro”, un film di Yves Montmayeur

Lunedì 19 gennaio alle 21.30 sarà proiettato al

Lunedì 19 gennaio, alle 21.30, alla presenza del regista Yves Montmayeur, verrà proiettato il film “Sangre del Toro”, con Patrizia Schiavo come moderatrice.
Guillermo del Toro accompagnerà lo spettatore nel labirinto delle sue origini creative, raccontandosi da bambino e mostrando come gli sia nata la sua personale idea del fantastico. I suoi mostri, molto affini alle creature delle fiabe, prendono forma attraverso un viaggio  che parte dall’infanzia a Guadalajara fino a Parigi e Hollywood  tra cinema, fumetti, letteratura e una cultura sospesa tra la meraviglia  e il culto della morte.
Il documentario segue Del Toro mentre guida il pubblico nell’esposizione da lui curata “En casa con mis Monstruos”, rivelando come la sua immaginazione si sia sviluppata con naturalezza e originalità.
Sotto lo sguardo attento di YvesMontmayeur, veniamo a scoprire la normalità sorprendente di un bambino straordinario. Il documentario si chiude con uno sguardo sull’ultimo progetto del regista, Frankenstein. Del Toro racconta la sua adorazione per il romanzo di Mary Shelley, in cui vede riflesso un canto per gli emarginati, gli stessi che hanno abitato la sua filmografia. Il cerchio si chiude, dai mostri amati da bambino al mostro per eccellenza della letteratura gotica, simbolo di un’umanità ferita ma irriducibile.

Cineteatro Baretti via Giuseppe Baretti 4

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino. Alice e i Dream Syndicate

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al Teatro Colosseo si esibisce Alice.

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour suonano i The Dream Syndicate.

Giovedì. Al Blah Blah si esibiscono i Melty Groove + Make Pop. Allo Spazio 211 sono di scena i Julie’S Haircut. All’ Off Topic suonano i The Nerve. Alla Divina Commedia è di scena Lele Piras Trio. Al Vinile si esibiscono gli Evrida.

Venerdì. Al Teatro Concordia si esibisce Franco 126.Alla Divina Commedia sono di scena Ladies & the Boomers. All’Hiroshima suonano gli Skiantos. Al Circolino suona Chiara Nicora Trio. Al Blah Blah sono di scena i Docks Dora. Al Folk Club si esibisce Luca Falomi.

Sabato. Alla Divina Commedia si esibiscono i 011…..live. Al Circolo Sud suonano gli Idiluvia. All’Off Topic sono di scena gli Avanzi di Balera. Allo Ziggy suonano gli Insidia + Hateworld. Al Blah Blah si esibiscono i Semprefreski e La Fabbrica.

Domenica. Al Vinile si esibiscono i Casa Beat. Alla Divina Commedia suonano Johnny e The Nowheremen. Al Blah Blah concerto per la Palestina con :I Fasti, Bandini, Carlo Magno , Storia di una Passione.

Pier Luigi Fuggetta

Chiara Taigi celebra in concerto Giulia di Barolo

Le celebrazioni ufficiali dedicate alla posa della statua di Giulia di Barolo, che hanno interessato il weekend del 17 gennaio , si concluderanno lunedì 19 gennaio prossimo, alle 17, a palazzo Barolo. Si tratta di uno degli appuntamenti culturali e musicali più significativi del 2026, un concerto per celebrare Giulia di Barolo, subito dopo la posa della scultura in suo onore, prima scultura monumentale torinese intitolata a una donna.
Il concerto- evento, che vedrà protagonista la voce di Chiara Taigi, unisce musica, storia e identità civile e si inserisce nel programma promosso da Opera Barolo e dalle istituzioni cittadine e che va oltre la dimensione del semplice concerto per assumere il valore di un autentico atto di restituzione storica, in cui la musica si fa linguaggio della memoria. La marchesa Giulia di Barolo, al secolo Juliette Colbert de Maulévrier, rappresentò una delle figure più luminose dell’Ottocento europeo per il suo impegno sociale, le sue riforme umanitarie e la carità cristiana.
Accanto alla voce di Chiara Taigi, interprete di fama internazionale apprezzata per la sua purezza timbrica e intensità espressiva, al pianoforte vi sarà il maestro Antonello Maio, musicista di grande eleganza espressiva, capace di accompagnare la linea vocale con sensibilità cameristica, attenzione al colore e profonda coerenza stilistica.
A impreziosire l’appuntamento gli interventi recitati dell’attrice Beatrice Bonino, che darà voce alla marchesa Giulia di Barolo, trasformando il concerto in un racconto musicale e teatrale  in cui parola e suono si fondono in un unico affresco emotivo capace di coinvolgere il pubblico artisticamente e umanamente. Il repertorio musicale scelto attraversa pagine di Rossini, Schubert, Liszt, Debussy, Tosti, Donaudy e Villa-Lobos ed è  costruito come un itinerario emotivo in cui lirismo, nostalgia, intimità  e luce interiore si alternano e rispecchiano le virtù incarnate dalla marchesa di Barolo, oggi riconosciuta anche nel suo percorso di venerabilità.
L’iniziativa è collegata alle attività dell’Opera Barolo, istituzione nata per disposizione testamentaria della Marchesa Giulia di Barolo e oggi attiva in ambito sociale e culturale sotto l’attuale presidenza dell’Arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole. L’evento è  realizzato in collaborazione con l’Associazione Concertante. Il progetto è curato dalla Fondazione Tancredi di Barolo, presieduta da Pompeo Vagliani.
Oggi l’Apostola delle Carceri, come fu definita, ha a Torino un monumento che la ricorda, che è una scultura in bronzo realizzata dall’artista Gabriele Garbolino Rù, voluta dall’Opera Barolo presso il palazzo omonimo, all’incrocio tra via delle Orfane e via Corte d’Appello, in quel chilometro quadrato che raccoglie istituzioni di carità quali la Consolata, Valdocco, il Cottolengo e il Sermig. Giulia di Barolo fu un’instancabile benefattrice, fondatrice di asili, scuole, chiese e ospedali e fondò, tra gli altri, l’Istituto delle Suore di Santa Maria Maddalena e la Congregazione delle figlie di Gesù Buon Pastore.

Palazzo Barolo Salone d’onore. Via delle Orfane 7

Concerto 19 gennaio 2026, ore 17. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Mara Martellotta

Uto Ughi per i giovani al Carignano

Dopo le tappe di Assisi, Cuneo e Milano, l’iniziativa  che ha l’intento educare i giovani a conoscere il patrimonio culturale della musica classica e trasmettere il valore fondamentale dell’arte e della cultura nella vita di ogni persona   Uto Ughi approda lunedì 19 gennaio a Torino al Teatro Carignano, coinvolgendo 400 studenti piemontesi.

Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche.
Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all’età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Quando era solo dodicenne e la critica scriveva: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”.
Ha iniziato le sue grandi tournèes europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali Festivals con le più rinomate orchestre sinfoniche tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruhbeck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Temirkanov.
Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale.
In quest’ottica ha fondato il festival “Omaggio a Venezia”, al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare. Ha inoltre fondato il festival “Uto Ughi per Roma” che ne raccoglie l’ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti per la valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei conservatori italiani.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile.
Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici.
Nell’Aprile 2002 gli è stata assegnata la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni.
Intensa è la sua attività discografica con la BMG Ricordi S.p.A- per la quale ha registrato: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Cajkovskij con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, “Le Quattro Stagioni”, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philarmonia Orchestra di Londra; le Sonate e Partite di Bach per violino solo.
Ultime incisioni sono: “Il Trillo del diavolo” (disco “live” dei più importanti pezzi virtuosistici per violino); il Concerto di Schumann diretto dal M° Sawallish con la Bayerischer Rundfunk; i Concerti di Vivaldi con i Filarmonici di Roma; la Sinfonia Spagnola di Lalo con l’Orchestra RAI di Torino e de Burgos; l’incisione discografica per Sony Classical, nel 2013, dal titolo “Violino Romantico”, una raccolta di pezzi emblematici del Romanticismo sul violino, con la partecipazione dell’Orchestra da Camera I Filarmonici di Roma.
Altro evento di particolare rilievo è la pubblicazione del libro “Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”, avvenuta nel 2013, edito da Einaudi: la storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla musica.
Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.
Nel 2014 due sono stati gli eventi di maggior prestigio che hanno visto coinvolto il M° Ughi nel progetto europeo “all’insegna di ciò’ che può unire e non dividere”: nel luglio ha tenuto un concerto al Teatro Bolshoi di Mosca, in occasione dell’apertura del semestre italiano in Europa;In occasione della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea e della Giornata Internazionale della Musica, l’Ambasciata della Repubblica Italiana in Romania, insieme alla Filarmonica George Enescu, hanno organizzato un concerto del Maestro presso l’ateneo Romeno di Bucarest. In quella stessa occasione è stata conferita al M° Ughi una seconda Laurea Honoris Causa, dall’Ambasciatore di Bucarest, dando all’iniziativa un forte carattere culturale, oltre che politico legato alla presidenza italiana del semestre dell’UE.
Nel mese di febbraio è stato invitato dal Sistema venezuelano del Maestro Abreu per commemorare il Maestro Claudio Abbado nel primo anniversario della sua morte.
Nel 2015 l’Università di Palermo gli ha conferito la laurea magistrale ad honorem in “Scienze pedagogiche”.
Nel 2022 è stato nominato Direttore Artistico del centenario dell’Accademia chigiana di Siena.
Recentemente il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, lo ha nominato membro del Consiglio Superiore per lo sviluppo dello spettacolo.

Il 20 ottobre 2023 nasce la Fondazione Uto Ughi.
Fonte di ispirazione del suddetto progetto il Maestro Uto Ughi; desideroso di condividere la propria esperienza maturata in decenni di carriera e con lo scopo di nuovi interventi culturali attivi e fattivi.
La Fondazione Uto Ughi ha l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio artistico musicale e avvicinarlo alle nuove generazioni che ricevono in eredita’ questo grande valore culturale.

Nel 2025 la Fondazione Uto Ughi ha siglato un protocollo d’intesa con il Ministero dell’istruzione e del Merito per rendere la musica sempre più presente nel percorso educativo e formativo delle nuove generazioni. In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha ideato il progetto “Uto Ughi per i Giovani”, una nuova iniziativa dedicata all’educazione musicale e alla diffusione del patrimonio artistico classico. Il progetto prevede concerti itineranti in tutta Italia, con l’obiettivo di far conoscere i grandi capolavori della musica classica, coinvolgere attivamente i giovani attraverso percorsi di ascolto guidato, in dialogo con docenti e studenti, e sostenere la crescita e la valorizzazione dei giovani musicisti.

La Fondazione Uto Ughi è stata incaricata, attraverso il Maestro Ughi, di presiedere la sottocommissione Musica nell’ambito dei lavori per la definizione delle Indicazioni Nazionali, contribuendo alla valorizzazione dell’educazione musicale nei percorsi scolastici. Uto Ughi presiede inoltre il Comitato tecnico scientifico dell’Orchestra Nazionale dei Licei Musicali promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

“Cinema e Montagna” e una serata dedicata al cinema d’autore

Due appuntamenti da non perdere sono mercoledì 21 gennaio e sabato 24 gennaio prossimi, a Biella, presso palazzo Gromo Losa. Una serata sarà dedicata a “Cinema e Montagna” e un’altra al cinema d’autore in 16 mm. Mercoledì 21 gennaio, alle ore 21, è previsto l’evento su Cinema e Montagna, che fa parte delle serate culturali del Festival “La magia della luce. Pellicola che passione!”. Durante la serata saranno proiettati filmati storici: il primo sulla spedizione di S.A.R. sul K2, di Vittorio Sella, del 1909, e il secondo riguardante la spedizione sul Cervino, di Mario Piacenza, del 1911. Saranno ospiti gli alpinisti Enrico Rosso e Gianluca Cavalli, oltre al presidente del CAI di Biella Andrea Formagnana e al vicedirettore del Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi – CAI Marco Ribetti. Sabato 24 gennaio, alle ore 10, l’appuntamento sarà con “Bianco e nero: il cinema d’autore in 16 mm”. Verrà proiettato “L’eterna illusione” (You can’t take it with you), diretto da Frank Capra nel 1938, con un giovane James Stewart. Il film è tratto da una commedia vincitrice del premio Pulitzer, scritta da George S. Kaufman e Moss Hart. Vincitore di due premi Oscar, fu il film di maggiore incasso del 1938. In concomitanza con gli eventi culturali, continuerà a essere visitabile, presso la Fondazione Cultura della Cassa di Risparmio di Biella, la mostra dedicata alla storia del cinema del Novecento, dove si potrà ammirare un set cinematografico appositamente ricostruito dall’artista Paolo Angelillo, una serie di macchine per il cinema, rare e preziose, cineprese e proiettori, e una scelta di video realizzati anche con pellicole d’epoca, tutte provenienti da importanti  collezioni museali pubbliche e private. Con questa mostra si potrà riscoprire la bellezza del cinema di un tempo e ripercorrere la tecnica cinematografica in pellicola del Novecento. La mostra, visitabile fino al 26 febbraio prossimo, è ideata dal giornalista e regista Franco Fratto, direttore del festival e co-curatore insieme a Marco Galloni, docente all’Università di Torino e già presidente ASTUT. La mostra propone un percorso che unisce scienza e arte, tecnica e immaginazione.

“Abbiamo voluto far scoprire la poesia della macchina cinematografica- spiega Sabrina Sottile, presidente dell’associazione culturale ‘Sabrina Sottile-eventi d’arte di Torino’, ente organizzatore del festival – quel battito meccanico che ha dato vita alle immagini e che ancora oggi emoziona senza proiettare immagini”.

“Rivedere un film in pellicola significa riaccendere un rito – spiega Franco Fratto – la sala  he si oscura, il fascio luminoso che attraversa lo spazio, il suono intermittente del proiettore. Un’esperienza che riporta il pubblico all’essenza stessa del cinema”.

“La magia della luce inaugura allo Spazio cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella a pochi giorni dal solstizio d’inverno – ha dichiarato Michele Colombo, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Biella – impreziosendo con le sue proiezioni il periodo in cui le notti sono più lunghe. Un fascino antico quello del cinema, nato forse dall’incanto dei primi uomini per le ombre proiettate dal fuoco sulle pareti delle grotte e sviluppato in un’arte tecnica e poetica insieme”.

Tutti gli eventi sono gratuiti, nel segno della sostenibilità e dell’accessibilità.

“La magia della luce. Pellicola che passione!” nasce con l’intento di creare un dialogo tra cinema, territorio e comunità valorizzando il patrimonio culturale e umano di Biella e del Piemonte.

Mercoledì 28 gennaio, dalle 21 alle 23.30, vi sarà una serata a cura di Alessandro Bechis, curatore del Ferragna Film Museum della città di Cairo Montenotte, in provincia di Savona, dedicata alla proiezione di filmati amatoriali, girati in Super8 Ferragna, parodia dei grandi film nelle sale, realizzati dai dipendenti Ferragna.

La proiezione di sabato 31 gennaio, dalle 10 alle 13, sarà un omaggio al cinema d’autore in bianco e nero in 16 mm, con “Au hasard Balthazar”, un film in bianco e nero del 1966 diretto da Robert Bresson e presentato in concorso alla 27esima mostra del Cinema di Venezia e considerato uno dei suoi capolavori.

Maggiori informazioni su www.lamagiadellaluce.it

Sedi: spazio cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella per la mostra. Palazzo Gromo Losa per le serate culturali. La sala convegni di Fondazione CR di Biella per le proiezioni di film in bianco e nero e laboratori per bambini.

Mara Martellotta

Il mito di Giovanni Testori “Cleopatras” rivive con Arianna Scommegna

Andrà in scena al teatro Gobetti la pièce teatrale “Cleopatras” di Giovanni Testori, per la regia di Gigi Dall’Aglio, con Arianna Scommegna come interprete principale, dal 20 al 22 gennaio prossimo.

La voce e il corpo sono elementi travolgenti in “Cleopatras”, monologo di Giovanni Testori, autore visionario capace di fondere il sacro e il profano in una lingua unica. In questa rivisitazione intensa e personale del mito, la regina d’Egitto è una donna che vive la passione per Antonio con forza carnale e struggente. La pièce è ambientata in un regno reinventato che si fonde con la topografia della Valassina, la valle del fiume Lambro. La narrazione esplora temi d’amore, perdita e redenzione. In questo allestimento, una delle ultime regie del compianto Gigi Dall’Aglio, scomparso nel 2020, la parola regna sovrana, sostenuta dalla musica di un violoncello. Arianna Scommegna attraversa la scena e penetra l’animo dello spettatore in una interpretazione che le è valsa un riconoscimento importante dai critici di teatro per il lavoro di ricerca sui personaggi femminili. Le musiche in scena di violoncello sono di Chiara Torselli.

Recite: 20-22 gennaio ore 19.30 – 21 gennaio ore 20.45

Teatro Gobetti – via Gioacchino Rossini 8, Torino – biglietteria@teatrostabiletorino.it – 0115169411

Mara Martellotta

Fino all’1 febbraio le iscrizioni al Valsusa Film Fest

Il Valsusa Film Fest raggiunge il traguardo della 30esima edizione confermandosi come un festival cinematografico di comunità capace di animare un’intera valle con concorsi, proiezioni ed eventi dedicati all’impegno civile, all’ambiente e alla memoria storica. Il concorso cinematografico è articolato in sei sezioni, di cui fanno parte Cortometraggi, Disertare, Fare memoria, Le Alpi, Videoclip musicali, Green screen. Il festival avrà luogo nei mesi di marzo e aprile, e le iscrizioni sono aperte fino all’anno febbraio prossimo. Una dedica speciale è riservata a Fabrizio De André, cantore e poeta degli ultimi, traendo ispirazione dal suo immaginario e dai temi universali che ha trattato e che hanno reso la sua oper aun riferimento culturale ed etico. Il Valsusa Film Fest compie trent’anni e ha pubblicato sul sito valsusafilmfest.it il concorso cinematografico della sua 30esima edizione, che rappresenta un traguardo importante per un festival nato nel 1997 e diventato un punto di riferimento per tutta la comunità valsusina, e per tanti autori che si sono serviti del cinema per narrare i cambiamenti sociali, l’ambiente, i diritti, il territorio e la memoria. I trent’anni di festival costituiscono un percorso culturale e civile che ha coinvolto diverse generazioni di studenti, spettatori, artisti e volontari, e che prosegue con lo stesso spirito originario, quello di promozione della cultura, di stimolo del pensiero critico, di costruzione di comunità consapevoli e racconto dei cambiamenti sociali e politici contemporanei. Anche quest’anno, cuore del Valsusa Film Fest è il concorso cinematografico aperto ad autori emergenti e professionisti. La novità di questa edizione è rappresentata dalla sezione Disertare, proposta in collaborazione con l’Associazione Vittime civili di guerra, della sezione Piemonte-Valle d’Aosta, dedicata ad opere che raccontino testimonianze di non violenza, antimilitarismo, disobbedienza civile, con particolare attenzione al tema contemporaneo delle spese militari attuali. Si tratta di una sezione che dialoga con la dedica a Faber e con l’identità civile del Festival.

La sezione Cortometraggi è a tema libero e accoglie i film di finzione con durata massima di 10 minuti. La sezione Fare memoria è realizzata in collaborazione con ANPI Valle di Susa e invita al racconto della Resistenza e dei suoi valori reinterpretati nella contemporaneità. La sezione Le Alpi porta a esplorare la montagna come luogo di comunità, ambiente e avventura, con filmati che possono avere u a durata fino a 30 minuti. Infine la sezione Videoclip musicali premia originalità musicale e visiva, e quella Green screen dà voce a opere che hanno come tematica la sostenibilità ambientale e le urgenze climatiche, che riguardano il presente e il futuro del pianeta.

Per partecipare è necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata: concorsi.valsusafilmfest.it, dove si potrà caricare la propria opera fino alle ore 24 dell’1 febbraio prossimo.

Mara Martellotta