SPETTACOLI- Pagina 2

I futuri successi di Fabrizio di Fiore Entertainment

Divertimento, grandi artisti, musical, prosa e operetta

Presentata la nuova stagione di Alfieri e Gioiello

“Non c’è niente di più naturale del teatro”. E allora ecco in quei fotogrammi che precedono la presentazione dei cartelloni dell’Alfieri e del Gioiello – l’immutabile impegno di tutto lo staff per una calendarizzazione certo non facile : 96 titoli in un totale, 47 in piazza Solferino e 49 in via Colombo – sorgere su di un terreno piuttosto brullo un tronco e dei rami nodosi che però danno vita a gemme e fiori, di uno squisito colore rosato, uno sbocciare continuo, delicato e vorticoso al tempo stesso. Nasce “Viva la Vita”, un ulteriore punto di riferimento per il pubblico torinese, “per la fiducia che continuate ad accordarci stagione dopo stagione e per il profondo senso di appartenenza con cui vivete i nostri teatri”, sottolinea Fabrizio Di Fiore, CEO&General Manager, produttore che guarda ai gusti preponderanti del pubblico, che sta vincendo una scommessa iniziata poche stagioni fa, che con giusto orgoglio reclama quelle 220mila presenze che hanno fatto il successo della stagione appena conclusa. Nella sua autentica, tangibile mentalità manageriale occorrono realismo e sincerità, piace quando afferma “usiamo troppa tecnologia e talvolta anche male, anche le parole utilizzate per esprimere emozioni e pensieri possono trasformarsi in formule automatiche, stereotipi ripetuti, espressioni prive di reali profondità”. Un’area a sé vuole essere il teatro. Vuole continuare a mantenere quello scambio di idee e di vita che coinvolge “chi sale sul palcoscenico e chi si siede in platea”. Ogni volta che si entra in un teatro, anche in un (per ora) anonimo spazio teatrale che sta prendendo forma, è una vecchia ipotesi che si va materializzando, è un sogno – di pochi o di più, non importa – che s’avvera, in un grande centro come in uno minore, è una successiva condivisione, è un luogo di cultura che resterà per il pubblico di oggi e per i giovani di domani. È un punto d’arrivo per una serata di riflessione e di pieno divertimento, producendo o individuando per la piazza di Torino quegli spettacoli che maggiormente possono interessare, magari scoprendo quelle chicche che altri hanno lasciato indietro: “Tradizione e contemporaneità, leggerezza e profondità e intrattenimento. L’obiettivo dell’Alfieri e del Gioiello era diventare molto più che semplici luoghi di spettacolo: abbiamo aspirato a diventare spazi di incontro, integrazione e condivisione umana e con grande orgoglio attraverso il prezioso aiuto di tutta la grande squadra che vi lavora posso affermare che l’abbiamo centrato.”

 

Pluralità convincente, suddivisa tra musical, balletto, one man or woman show, prosa, prestigiosi assolo o compagnie di numerosa quanto eccezionale importanza. All’Alfieri si prende il via con I Legnanesi il 17 ottobre mentre Antonello Avallone aprirà la stagione del Gioiello – vi ritornerà il 7 aprile con un omaggio a Ettore Petrolini – con il pirandelliano “Berretto a sonagli” in una lettura che privilegia l’ironia e i risvolti brillanti alla tragedia dell’uomo. In entrambi i cartelloni salta all’occhio quanto il cinema degli ultimissimi decenni stia prestando al palcoscenico. Iniziando con Enrico Vanzina che tra spezzoni di film e canzoni e musiche parlerà di sé, di suo fratello Carlo e di suo padre Steno, dei tanti amici, da Sordi a Verdone, da Fellini a Flaiano, da Morricone a Monica Vitti, in uno spaccato di settima arte e vita (ancora una volta!) che ci ha accompagnato molto più di mezzo secolo e continua a farlo. Poi le riprese – con la coppia vincente Giulia Ottonello/Mario Ermito – di “Sette spose per sette fratelli” dal film di Stanley Donen e delle gesta di Sylvester Stallone con “Rocky”, proseguendo con “Cantando sotto la pioggia” (ancora Donen); e, dal 22 al 25 aprile (sempre all’Alfieri), “Amélie il Musical”, favola cinematografica che è divenuta un cult, con Audrét Tautou immersa nel suo “favoloso mondo”, a cui presta il viso e la voce sempre più stupefacenti Giulia Ottonello, da molti giudicata la più bella presenza del musical oggi.

Da aggiungere “I fratelli De Filippo” tratto dal film che Sergio Rubini ha girato con successo cinque anni fa (11/13 dicembre, Alfieri), “Fiore di cactus” con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli, bypassando Barillet e Grédy per arrivare in un colpo alla Bergman in compagnia di Walter Matthau (8/10 gennaio), “Assassinio sull’Orient Express”, guardando qui Claudio “Greg” Gregori prendere il posto di Peter Ustinov e Kenneth Branagh, “A casa tutti bene” che Gabriele Muccino ha tratto dal suo omonimo film, questa volta tra gli altri con Anna Galiena e Fabio Troiano, “A qualcuno piace caldo”, chiara partenza il successone di Billy Wilder e Marilyn Monroe, qui omaggiata da Euridice Axen (Gioiello, dal 26 dicembre al 6 gennaio ’27, riprendendo – ma non è il solo caso esplorando i due cartelloni – l’abitudine a uno spettacolo che copra le due settimane). Per la serie “i ritorni”, Marilyn sarà la protagonista – “giusta” (anticipa l’autore e regista Salvatore Sito) interprete Violante Placido – di una serata al Gioiello il 28 aprile, mentre Claudio “Greg” Gregori proporrà quella che fu la penultima – del 1979, sarebbe moro l’anno successivo – prova cinematografica di Peter Sellers, “Oltre il giardino”, per la regia di Hal Hashby, per la prima volta portato a teatro, la fiaba di un omino e della sua semplicità, una vita lunga sessant’anni all’interno di una spazio verde senza mai uscirne, all’oscuro di quanto possa succedere all’esterno di quello spazio: nel giorno in cui dovrà lasciare il chiuso del suo mondo, gli uomini “al di fuori” apprezzeranno la sua umanità sino a farlo diventare il consigliere del presidente degli Stati Uniti d’America. Alla luce del panorama del mondo in cui viviamo capiamo ancor meglio di quasi cinque decenni fa quanto sia attuale la vicenda del giardiniere Chance e il testo originale del polacco Jerzy Kosinski. Arriverà all’Alfieri “Gloria il musical” con le musiche e le canzoni di Umberto Tozzi, Arturo Brachetti riprenderà “Solo” nelle feste natalizie e per l’occasione si mostrerà anche in veste di cicerone a mostrare al pubblico che certo lo seguirà numeroso in una serie di appuntamenti i travestimenti dello spettacolo e alcuni dei tanti trucchi – assolutamente non riferibili.

Il ritorno dell’operetta con “La vedova allegra”, Antonio Vassallo e Federica Luna Vincenti nel “Ritratto di Dorian Grey”, Paolo Ruffini con ben tre titoli, Miriam Mesturino (con Franco Oppini, al Gioiello dall’11 al 14 febbraio) a proseguire dopo un’applaudita “Locandiera” il suo percorso goldoniano con “La cameriera brillante”, la rivisitazione dello “Pseudolus” plautino con l’attualissimo titolo di “L’imbroglione” ad opera di Elia Tedesco (anche interprete) e di Girolamo Angione, il sempre divertente “Gin Game” affidato questa volta a Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi (Gioiello, 15/17 gennaio), il platinato Vincenzo Schettini ancora una volta alle prese con un “Viaggio al centro della fisica” (Alfieri, 2 marzo), la macchina perfetta di “Rumori fuori scena” con The Kitchen Company (Alfieri, dal 27 aprile al 2 maggio), l’imperdibile “Master of magic” per chi ama il mondo della magia e non soltanto. Ancora sul lato femminile, “La bisbetica domata” con Amanda Sandrelli, “Venerdì 13” con Martina Colombari, “Insieme” con Laura Morante (Gioiello, 19/22 novembre) e “Pazza”, un successo della scorsa stagione di Vanessa Gravina e di Fabrizio Coniglio in veste di regista (Gioiello, dal 22 al 24 gennaio), le risate con Barbara Foria (Gioiello, 3 febbraio) mattatrice con “…basta un filo di rossetto”. Aggiungete la giovanile brillantezza di Iva Zanicchi in “Viva la mamma!” scritto e diretto da Diego Ruiz e il panorama è (quasi) completo.

A punteggiare tanta suggestiva ricchezza, le produzioni di Fabrizio di Fiore Entertainment & FDF GAT occupano buona parte del mondo del musical, nuove importanti scommesse che vanno al di là delle riprese già citate. Per la regia di Brachetti all’Alfieri dal 17 al 20 dicembre, “Winx Club: The Magic is Back – Il Musical”, un volo con le più celebri fate del mondo, tra tecnologia e grandi emozioni, uno spettacolo che promette di rompere la quarta parete e di travolgere il pubblico in sala; dal 18 al 21 febbraio “Lucio – Il musical”, come a significare che l’uomo di oggi ha ancora bisogno della leggerezza, della libertà, dell’intimità, della grandezza di Dalla e delle sue canzoni; e in coproduzione, “Amélie”. La stagione dell’Alfieri terminerà il 14 maggio con “Caravaggio”, ancora musiche e canzoni e colpi di spada in ossequio a uno dei più grandi geni dell’arte italiana, quella del Gioiello il 27 maggio con “Scappati di casa”. Un percorso lungo un intero anno, “ogni nuova stagione rappresenta una nuova primavera culturale per una città e per il suo territorio: nuove storie, nuovi artisti, nuove emozioni, nuove occasioni di incontro umano e culturale”, afferma il direttore artistico Luciano Cannito, per aggiungere: “in un tempo storico spesso attraversato da tensioni, paure e solitudini, crediamo profondamente che il teatro continui ad avere una funzione fondamentale: farci sentire più vivi, più vicini, più umani.”

Elio Rabbione

Nelle immagini, Iva Zanicchi è tra gli interpreti “Viva la mamma!”, Amanda Sandrelli in una scena di “La bisbetica domata”, Giulia Ottonello sarà al centro dei musical dell’Alfieri e Vanessa Gravina e Fabrizio Coniglio in “Pazza”.

“Classica. Per tutti”. Il “mantra” dell’Unione Musicale

Presentata la nuova stagione dell’Unione Musicale 2026-2027. Previsti 52 appuntamenti tra Conservatorio G. Verdi e Teatro Vittoria, 150 artisti di cui 65 under 35. La prossima stagione è intitolata “Classica.Per tutti”. “Abbiamo mescolato le proposte, alternando capolavori del repertorio cameristico con nuove commissioni, programmi originali, pensati per avvicinare pubblici sempre più ampi” ha tenuto a sottolineare il direttore artistico Antonio Valentino.

Inaugurazione il 21 ottobre con il pianista russo Arsenii Moon, vincitore nel 2023 de Concorso Busoni. Tanti i concerti interessanti come quello del 14 aprile formato dal soprano Barbara Hannigan e il pianista Bertrand Chamayou per un programma dedicato al Novecento. Tanti i nomi eccellenti: dai fratelli Lucas e Arthur Jussen, Joshua Bell, la coppia Kopatchinskaja- Say, Anna Vinnitskaya, Emanuel Ax e tanti altri. Da segnalare la giovanissima pianista canadese Sophia Liu (18 aprile),17 anni ancora da compiere, che diventerà artista residente fino al 2028. Inoltre per ricordare il bicentenario dalla morte di Beethoven, dall’8 al 10 giugno verrà presentato il “Festival Beethoven”, con l’esecuzione di sei concerti cameristici eseguiti dal Trio Debussy, Trio Johannes e il Trio di Parma.

Pier Luigi Fuggetta

Dal 26 giugno ritorna Monfortinjazz

Il festival musicale di Monforte d’Alba per il suo 50esimo anno

Monfortinjazz raggiunge il traguardo storico dei 50 anni, festeggiandolo con un’edizione straordinaria e un cartellone di livello assoluto che dal jazz si apre alla musica di qualità, arricchito dalla mostra fotografica dal titolo “Wall of Sound 20.0”  di Guido Harari.
Organizzato dall’associazione Monfortearte ODV in collaborazione con Ponderosa Music & Arts, il festival si conferma come un orgoglio territoriale delle Langhe, capace di unire tradizione radicata nel paese, passione volontaria della comunità di Monforte e apertura internazionale.
Nato nel 1976 da un gruppo di giovani appassionati guidati da Renato Moscone, dentista con l’amore per la musica e tuttora direttore artistico,  Monfortinjazz ha trasformato un’area desolata in cima al borgo medievale di Monforte d’Alba nell’Auditorium Horszowski, un gioiello acustico all’aperto, con cavea naturale da ottocento posti tra la torre campanaria, l’oratorio di Sant’Agostino e le mura del castello Scarampi. Da allora ha ospitato leggende come Diana Krall, Paolo Conte, Gall Costa, Francesco De Gregori, Ute Lemper, Manhattan Transfer e Wayne Shorter e molti altri.
Oggi Monfortearte si è  trasformata in Organizzazione di volontariato sotto la presidenza di Adolfo Ivaldi e il festival vive grazie al cuore dei volontari locali e di un’intera comunità che si mette a disposizione, promuovendo cultura e territorio senza fini di lucro.
L’avvio del festival sarà venerdì 26 giugno alle 21.30 con Tony Hadley, ex leader degli Spandau Ballet , in “An Englishman in Italy” tour legato al suo nuovo album rock di inediti .
Venerdì 3 luglio sarà  la volta  di un doppio evento con Stefano Bollani ed Enrico Rava. Il leggendario duo, sodalizio dal 1996 tra il pianismo estroverso e giocoso di Bollani e la vena poetica di Rava, propone standard jazz, musica brasiliana, canzone italiana e originali, preceduti dalla proiezione del documentario “Tutta vita” di Valentina Cenni, candidato al David di Donatello, che narra una resistenza musicale epica al teatro Rossetti di Trieste.
Sabato 18 luglio alle 21.30 Paolo Fresu presenta Heroes- Omaggio a David Bowie con Joe de Leo (voce), Filippo Vignato ( trombone) Francesco Diodati ( chitarra), Francesco Ponticelli (contrabbasso)  e Christian Meyer (batteria).
Ad arricchire ulteriormente il programma del cinquantesimo Monfortinjazz a sorpresa approda domenica 19 luglio alle 19 “L’Antidote”, il nuovo trio formato dal maestro delle percussioni persiane Bijan Chemirani, dal violoncellista albanese Redi Hasa e dal pianista libanese Rami Khalifé, riuniti in un progetto strumentale di rara finezza capace di intrecciare jazz, Mediterraneo, Balcani e Medio Oriente, per opporre il potere curativo della musica ai veleni del nostro tempo, tra melodie contemplative e momenti di trance estatiche pensati per trasformare l’Auditorium in un luogo di ascolto e di danza collettiva.
Venerdì 24 luglio, alle 21.30, l’appuntamento è con una star internazionale come Suzanne Vega in “Flying with Angels Tour 2026”, dal suo omonimo album del 2025, acclamato da Rolling Stones.
La narratrice folk newyorchese, autrice di Tom Diner, Luka e Marlene on the Wall, si esibirà con Gerry Leonard, chitarrista di Bowie, e Stephanie Winters, al violoncello, in un live intimo capace di fondere brani poetici classici e nuovi.
Domenica 26 luglio, alle 19, il duo norvegese di Erlend Øye ed Erik Glamberk Bø, già  noti al festival del 2015, tornano con armonie cristalline indie pop e trio d’archi per un’intensità emotiva capace di celebrare il ritorno in un luogo amato.
La kermesse si chiude domenica 2 agosto alle 19 con Vinicio Capossela, nei trenta anni de “Il ballo di San Vito”, disco cult del 1996, di jazz, blues, tango e popolare  prodotto con Evan Lurie.
Capossela è di casa a Monforte, vi torna per la quinta volta, ed evoca le anime di quel disco iconico, unendo presenze e assenze in un omaggio ironico e colto.
A impreziosire l’edizione sarà una mostra, esposta dal 26 giugno al 2 agosto, presso la Confraternita di Sant’Agostino dal titolo “Wall of Sound 20.0” di Guido Harari. Il maestro, a vent’anni dalla prima esposizione al Monfortinjazz, residente ad Alba dal 2011 e celebre ritrattista di artisti famosi quali Bob Dylan, Paul Mc Cartney, Lou Reed, Frank Zappa, Paolo Conte e Vinicio Capossela, fondatore della Wall of Sound Gallery, ritorna con scatti intimi e iconici di leggende rock, jazz, pop, molti fotografati durante il festival, come Stefano Bollani, Paolo Fresu e Wayne Shorter.

Mara Martellotta

L’equipaggio della Regia Venaria con i corni al Castello di Casotto

La musica dei corni da caccia unisce tutto l’arco alpino e, in occasione delle Giornate Internazionali del corno da caccia, organizzate dall’Accademia di Sant’Uberto nel 2024 a Venaria Reale e nel 2025 alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e a Palazzo Carignano, è nata la collaborazione con i Corni delle Alpi. Si tratta di strumenti che sono nati per essere suonati nella natura: il Corno da caccia, in Piemonte e nell’area francofona, evoca le grandi foreste e le caccie a cavallo reali. Il suo suono è entrato nella musica dell’età barocca e romantica. Il corno delle Alpi rappresenta un antico strumento a fiato in legno, simbolo della tradizione alpina; nato inizialmente coinvolto e strumento di comunicazione tra pastori, si è poi evoluto in una raffinata iconamusicale in gradi di emettere suoni caldi e avvolgenti che echeggia per chilometri nelle valli montane, ed è presente nella musica d’arte del Settecento, come nella Sinfonia “Pastorella” di Leopold Mozart, padre del più celebre W.A.Mozart, e dell’Ottocento. Entrambi dall’origine antica e non immediatamente collegata alla musica, il Corno dialogava inizialmente con i cani, seguendone attività e movimento. Nel contesto montano aveva lo scopo di essere usato come megafono di legno fra i pastori per comunicare tra un alpeggio e l’altro, radunare il bestiame o segnalare dei pericoli. Sulle Alpi, lo sviluppo del Corno è avvenuto in lunghezza, come una lunga pipa che oggi raggiunge i tre metri e mezzo in fa.

Per la rassegna musicale “Cerimoniale e divertissement 2026 – early music today”, il 7giugno, alle ore 16, avrà luogo un evento al castello di Casotto, a Garessio, in provincia di Cuneo. Per musica en plein air, l’Equipaggio della Regia Venaria si esibirà con i corni da caccia (patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO 2020) e due formazioni di corni delle Alpi: gli svizzeri corni dal Generus e i francesi Les Briançonneurs. Il concerto è gratuito e si svolgerà nella corte d’onore del castello.t

Info: info@accademiadisantuberto.

“LA-AAAAAA-Classica per tutti” la stagione dell’Unione Musicale di Torino

“LA-AAAAAA-Classica per tutti”, non è soltanto il titolo della nuova stagione dell’Unione Musicale, ma una vera dichiarazione di intenti. La grafica che accompagna il cartellone, con i diapason trasformati in figure diverse per età, stile e provenienza, rappresenta simbolicamente la nostra idea di musica quale linguaggio universale, aperto, inclusivo, capace di parlare a ciascuno in modo personale.

“La stagione 2026-2027 dell’Unione Musicale – dichiara il direttore artistico Antonio Valentino – propone un percorso musicale ricco di grandi interpreti internazionali, attesi ritorni e la presenza di artisti della nuova generazione, che stanno ridefinendo il panorama concertistico contemporaneo. Accanto ai capolavori del repertorio cameristica, trovano spazio nuove commissioni, programmi originali, incursioni nella contemporaneità e progetti divulgativi pensati per avvicinare pubblici sempre più ampi alla musica classica”.

Il mondo della classica nel 2027 ricorderà i 200 anni dalla scomparsa di Beethoven, e l’Unione Musicale dedica a questa ricorrenza due concerti monografici, numerosi ascolti nel corso di tutta la stagione e un festival al teatro Vittoria nel mese di giugno. Parallelamente darà spazio alle nuove voci del presente, proponendo l’ascolto di numerose opere dei più interessanti compositori dei  ostri giorni, alcuni dei quali presenti in quanto interpreti, come Giovanni Sollima, John Corigliano, Fabio Vacchi, Fazio Say, Patricia Copatchinskaja, Santiago Cañón-Valencia, Giovanna Baviera, Severin von Eckerdstein,,Hanna Kulenty, Gabriella Smith, Alicia De Larrocha, John Zorn, Simon Machale, Eva Reiter e la torinese Francesca Idini, alla quale è stato commissionato un nuovo lavoro.

Il cartellone 26-27 è compreso da mercoledì 21 ottobre 2026 a sabato 15 maggio 2027, e si articola in 52 appuntamenti tra il Conservatorio e il teatro Vittoria di Torino, con protagonisti 150martisti, di cui 60 ospiti dell’Unione Musicale per la prima volta, e 65 artisti under 35.

A inaugurare la stagione sarà, martedì 21 ottobre, alle ore 20.30 presso il Conservatorio, il recital del pianista russo Arseni Moon. A Schubert e Chopin saranno dedicate le serate di Ella van Poucke e al pianoforte Severin von Eckerstein, il 23 ottobre al Conservatorio. Una prima serata dedicata a Beethoven è in programma il 4 novembre, alle 20.30, con il Quartetto Belcea, seguita l’11 novembre, sempre al Conservatorio, alle 20.30, da un concerto in cui le musiche di Beethoven saranno accompagnate da quelle di Corigliano di Bach e Saint-Saëns, eseguita da Joshua Bell al violino e Peter Dugan al pianoforte. Le musiche di Berio verranno suonate insieme a musiche di Miles, Monteverdi, Verberian, Fuentes, Andriessen & The Beatles martedì 1 dicembre al teatro Vittoria alle ore 20. Un’interessante programma dedicato al Novecento, con musiche di Messiaen, Skrjabin e Zorn costituiranno il concerto in programma il 15 aprile al Conservatorio con una coppia d’eccezione formata dal pianista francese Bertrand Chamayou e la soprano Barabra Hannigan. Un ruolo speciale è prevista per la pianista Sofia Liù, quasi diciassettenne, che diventerà artista residente fino al 2028. Dall’8 al 10 giugno 2027 verrà presentato il festival Beethoven, rassegna di sei concerti cameristici dedicati al grande compositore.

La campagna abbonamenti inizia con i rinnovi da venerdi 5 giugno a venerdi 24 luglio prossimo, e sarà possibile sottoscrivere nuovi abbonamenti da martedì 23 giugno. I biglietti per i concerti saranno acquistabili da giovedì 1 ottobre sul sito e presso la biglietteria dell’Unione Musicale. Eventuali biglietti ancora disponibili saranno messi in vendita poco prima dell’inizio dei concerti. Il costo dei biglietti varia da 10 a 35 euro e l’Unione americane mantiene tariffe contenute per gli under 30, gli under 21 e per gli allievi del Conservatorio, per i quali sono previsti prezzi vantaggiosi.

Mara Martellotta

Anna Magnani. Il volto del Neorealismo

di Debora Bocchiardo

Anna Magnani, icona di resilienza e forza al femminile, nasce a Roma il 7 marzo 1908 da padre ignoto.  La madre, Maria, una sarta originaria della Marche, poco dopo la nascita lascia la piccola alla nonna e alle zie e si trasferisce ad Alessandria d’Egitto dove sposerà un ricco austriaco.

Anna, una volta divenuta adolescente, vorrà conoscere la propria madre, ma tornerà con l’amara consapevolezza di non essere né accettata né voluta.  È l’inizio della crescita personale di colei che verrà riconosciuta come volto del Neorealismo cinematografico. Anna diventa una donna forte perché sa di poter contare solo su se stessa e di potercela fare. Sempre.

La ragazza si iscrive a corsi di recitazione, sa cantare e suona il pianoforte. Mentre già lavora in teatro e nell’avanspettacolo, nel 1927 si iscrive alla scuola di recitazione Eleonora Duse, che nel 1935 diverrà l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica diretta da Silvio D’amico, e frequenta i corsi assieme a Paolo Stoppa.

Nel 1934 si cimenta nella rivista, in una fortunata serie di spettacoli con Totò.

Il suo battesimo cinematografico è del 1928, con una breve apparizione nel film di Augusto Genina “Scampolo”. Il suo vero debutto avviene nel 1934 nel film di Nunzio Malasomma “La cieca di Sorrento”.

La grande opportunità per dimostrare il proprio talento arriva nel 1941 con Vittorio De Sica che la vuole in “Teresa venerdì”.

Seguono diverse commedie fino alla grande svolta del 1945 con “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. Con uno straordinario Aldo Fabrizi, dà voce all’Italia che non si arrende e che non china la testa. La sequenza finale del film, la prima della storia in cui la telecamera segue un personaggio in movimento, è considerata uno delle più alte ed intense espressioni del cinema mondiale. la Sora Pina, il suo personaggio, che insegue disperatamente il camion dove i tedeschi hanno fatto salire il compagno di una vita, e poi si accascia a terra vinta dai mitra nazisti regala all’attrice la ribalta internazionale il suo primo Nastro d’Argento.

Un secondo Nastro d’Argento arriverà due anni dopo con il premio come Migliore Attrice alla Mostra del Cinema di Venezia grazie all’ “L’onorevole Angelina” di Luigi Zampa, dove interpreta il ruolo di una popolana che intraprende la carriera politica per tutelare gli interessi della povera gente come lei.

Nel 1948 lavora per l’ultima volta con Rossellini, con il quale ha avuto una intensa e tormentata storia d’amore, nell’episodio “La voce umana” del film “L’amore”.

Il suo lungo monologo telefonico di una donna abbandonata dal proprio compagno le porta un altro Nastro d’Argento. Nel 1951 il quarto meritatissimo Nastro d’Argento lo ottiene per “Bellissima” di Luchino Visconti, dove veste i panni di una donna piena di frustrazioni e rimpianti che cerca di trovare un riscatto tentando di inserire la figlia nel mondo dello spettacolo. Un sogno che, in quegli anni, era condiviso da molti italiani e alimentato dal crescente successo di Cinecittà e delle tante produzioni che lì venivano realizzate.

Nel 1956 riceve l’Oscar come Migliore Attrice Protagonista per la pellicola tratta da un romanzo di Tennessee Williams “La rosa tatuata”, di Daniel Mann, del 1955. Per lo stesso ruolo sarà premiata con un Bafta come attrice internazionale dell’anno e con il Golden Globe come Migliore Attrice in un film drammatico.

L’America la ama, ma lei ama l’Italia, la sua Roma “Con le chiese che si siedono sui tetti delle case” come diceva lei.

Nel 1956 “Suor Letizia – Il più grande amore” di Mario Camerini le fa ottenere il quinto Nastro d’Argento.

Nel 1958 viene premiata al Festival del Cinema di Berlino per “Selvaggio è il vento” di George Cukor, realizzato nel 1957. Una pellicola con cui otterrà anche il David di Donatello ed una nomination all’Oscar.

Con “Nella città l’inferno” di Renato Castellani, del 1958, pellicola ambientata in un carcere, dove recita a fianco della cara amica Giulietta Masina, vince nuovamente il David di Donatello.

Nel 1962 lavora con Pier Paolo Pasolini in “Mamma Roma”. Il sodalizio umano e artistico si rivela un grande successo di pubblico e critica, nonostante né il regista né l’attrice si ritengano soddisfatti della loro collaborazione.

L’amore di Anna Magnani per il teatro, nel frattempo, non è diminuito e l’attrice negli ultimi anni si cimenta nuovamente in diversi ruoli e muove piccoli passi nel mondo della televisione.

Nel 1972 appare per l’ultima volta sul grande schermo in un cameo concesso con affetto a Federico Fellini per il suo “Roma”, dove interpreta se stessa.

Anna Magnani, indomita e coraggiosa, affronta la sua battaglia peggiore nel 1973, quando si spegne a Roma il 26 settembre, a sessantacinque anni, nella clinica Mater Dei, sconfitta da un tumore al pancreas, affettuosamente accudita da Roberto Rossellini e dal figlio Luca, avuto dall’attore Massimo Serato ma cresciuto solo da lei. I due grandi amori della sua vita.

Riposa nel piccolo cimitero di San Felice Circeo, vicino alla villa dove adorava trascorrere il tempo libero.

Comicità estiva, torna Parco Dora Live 

Chiuso il Cab41 per i lavori di messa a norma del locale di via Fratelli Carle, la comicità torinese si sposta al Parco Dora Live, la rassegna all’interno dell’omonimo centro commerciale che avrà luogo dal 12 giugno al 29 luglio. Saranno 17 gli appuntamenti in cartellone, che prevede anche musica e cabaret, quest’ultimo realizzato grazie al supporto del Cab41. I volti nuovi della rassegna comica sono Roberto Lipari, gli Autogol e Andrea Perroni, mentre l’evento dedicato ai più piccoli si intitola “L’ape Maia. Il musical”; l’appuntamento con la comicità più classica da One Man Show è in compagnia di Max Pisu. A calcare per la prima volta il palcoscenico di Parco Dora Live saranno due fenomeni del web come Casa Abis e Daniele Condotta, e a impreziosire l’ultima settima a due spettacoli teatrali che, ormai da anni, fanno registrare il soldato in tutta Italia: Oblivion e Uccio De Santis. Il Parco Dora Live presenta grande attenzione al territorio con quattro appuntamenti imperdibili: Marco e Mauro, Davide D’Urso, Cab41 Show (con Beppe Braida), Gianpiero Perone, Mauro Villata, Diego Casale, diario D’Angiolillo e i Senso d’Oppio, e Standup Comedi, con Federica Ferrero, Cristiana Maffucci ed Elena Ascione.

Un evento speciale, con ingresso gratuito su prenotazione, sarà quello con l’Orchestra Filarmonica di Bosconero diretta da Giorgio Bolognese, con special guest Luca Bono. Un ospite d’eccezione sarà Vincenzo Schettini. In un mondo che vede ancora poche quote rosa, la rassegna ha voluto confermare e premiare due donne: Chiara Anicito, alias Cammela, e Barbara Foria.

Parco Dora – via Livorno, Torino – telefono: 011 4372757 – parcocommercialedora.it

Mara Martellotta

Nasce in Barriera di Milano il Torino Podcast Festival

Presso la Fondazione Giorgio Amendola. La prima edizione si terrà dal 5 al 7 giugno

La Fondazione Giorgio Amendola ospiterà a giugno la prima edizione del Torino Podcast Festival, primo evento torinese dedicato al podcasting. Su tratta di tre giornate dedicate all’audio come linguaggio di prossimità tra storie, persone e territori. Esplorare il podcast come linguaggio come cultura tra informazione, narrazione, intrattenimento e cultura. Questo è l’obiettivo del festival, la cui prima edizione si terrà da venerdì 5 giugno a domenica 7 giugno presso la Fondazione Giorgio Amendola, in via Tollegno 52, a Torino, nel quartiere di Barriera di Milano.

Il festival mette al centro l’audio come strumento accessibile, inclusivo e capace di creare connessioni tra persone, idee e comunità. La sede dell’evento rappresenta uno spazio attivo e radicato sul territorio. All’interno di questo spazio, in contemporanea alle giornate del festival, nascerà il primo hub multimediale di comunità dedicato alla produzione di podcast, vodcast e contenuti audio, con l’obiettivo di attivare i processi culturali locali con una prospettiva aperta e contemporanea . Si tratta di una vera e propria “sala prova” di podcast dotata di tutta la tecnologia necessaria a registrare il proprio progetto.

“La voce e il suono – ha dichiarato Domenico Cerabona direttore della Fondazione Amendola – sono tra i più potenti strumenti di inclusione e cittadinanza attiva. Attraverso laboratori di storytelling, podcast, videomaking, fotografia e musica urban, i partecipanti potranno raccontare storie di riscatto, creatività e impegno civile, contribuendo alla nuova narrazione collettiva del quartiere”.

Il Torino Podcast Festival è promosso dalla Fondazione Amendola in qualità di capofila, a partire da un’idea di Sound Design Italia, e sarà realizzato in partenariato con la cooperativa Le Soleil, la Fondazione Relife ETS, Panacea Social Farm e con la collaborazione di Panafricando. L’iniziativa nasce dal progetto “Sulle Vie del Futuro. Giovani che non si arrendono” (ambito 1 dell’avviso pubblico “Bella storia. Racconti del territorio ed animazione socioculturale di prossimità), un percorso di narrazione partecipata che coinvolgerà i quartieri di Barriera di Milano e Aurora con l’obiettivo di dare voce ai giovani che ogni giorno costruiscono bellezza e futuro nonostante le difficoltà.

Il progetto è patrocinato, tra gli altri, da Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di Commercio di Torino.

Mara Martellotta

L’ANPI di Cuorgnè promuove un progetto sulla Festa della Repubblica

L’ANPI sezione di Cuorgnè, in collaborazione con l’Associazione Smart Opera, promuove un progetto capace di unire cultura, teatro, musica e impegno civile in una giornata dal forte valore simbolico, in occasione dell’ennesimo anniversario della Repubblica Italiana e del suffragio universale femminile. Giovedì 4 giugno l’Auditorium Orpheus della Fondazione Educatorio della Provvidenza, ospiterà un concerto-tributo ad una figura simbolica per l’Italia e per i diritti civili, Tullia De Mayo, poetessa, partigiana e testimone civile, a 25 anni dalla scomparsa. La serata sarà arricchita dal coro femminile della sezione ANPI del Teatro Regio di Torino, formazione composta da soprani, mezzosoprani e contralti del prestigioso teatro torinese, accompagnate al pianoforte dalla maestra Jeong Un Kim. Si tratta di una presenza atta a dare ancora più forza emotiva a un evento costruito attorno ai temi della libertà, della partecipazione e della memoria collettiva.

GIOVEDì 4 GIUGNO Auditorium Orpheus- corso Gen. Govone 16/A, Torino – ore 20.30

Mara Martellotta

CinemAmbiente, il programma di oggi, venerdì 5 giugno

Per il festival CinemAmbiente, giunto alla sua 29esima edizione, il programma di venerdì 5 giugno prevede nella sala 1, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la prosecuzione del concorso Cortometraggi, dalle 15.30, con cinque film in programma: il francese “Équarisseurs” di Hippolite Burchart-Uhlen, “Passé disparu” diretto da Anna Maria Du Toit, il tailandese “Tripalium” di Chayin Rujiratana, “No als poalets” della spagnola Laura Garcia Andreu e “Your city”, opera sperimentale della cinese Ting Su a chiudere il programma. Tra i titoli proposti per la sezione Documentari, si inizia alle ore 17 con la proiezione di “Social landscapes” di Jonas Meier, seguito da un incontro con il regista. Alle ore 19 sarà proiettato “Arctic link” dello svizzero Ian Purnel, al termine del quale il regista incontrerà il pubblico in sala. Il programma si concluderà alle ore 21 con il film “Desert passages” diretto da Kevin Brennan e Laurence Durkin, cui seguirà incontro con I registi. Nella sala 2 si terrà il primo dei focus della sezione Panorama “Scienza e (in)coscienza”, in cui si esplora il senso di impotenza e frustrazione di una parte sempre più consistente della comunità scientifica internazionale davanti all’aggravarsi della crisi climatica è alla persistente inazione politica. Interverranno il climatologo Luca Mercalli, i registi Michael Strasburger e Florian Heinzen-Ziob, e la linguista ricercatrice Maria Cristina Caimotto. A moderare, Silvana Dalmazzone, docente di Economia dell’Ambiente e dei Cambiamenti climatici. Nella sala saranno molteplici le proiezioni della sezione Made in Italy, che proseguono fino a sera inoltrata: si parte alle ore 16.15 con tre cortometraggi concepiti in ambito universitario, ovvero “PLA Storia di una relazione” di Vincenzo Guarnieri e Umberto Costamagna, seguito da un incontro con il regista Guarnieri e Marco Zanetti, coordinatore di susplas@unito, “Ghiaccio vivo” di Federica Nova e Michele Oggioni, “Deserti abitati. Viaggio fra i granelli di sabbia” di Claudio Valerio e Davide De Benedictis, seguito da un incontro con Carlo Cerrano, zoologo del dipartimento di scienze della vita e dell’ambiente e consulente scientifico del film. A partire dalle ore 18, verranno proiettato opere incentrate sul ciclo naturale e sulla possibilità della trasformazione: “Aspis”, cortometraggio di Antonio Romagnoli, e “Torneranno i lupi”, mediometraggio di Bianca Vallino, seguito da un incontro con la regista. Alle ore 22 sarà presentato in anteprima nazionale “I nemici del popolo” di Andrea Marinelli.

Il festival quest’anno festeggia la Giornata dell’Ambiente con “CinemAmbiente Campus” di cui sono protagonisti gli studenti e le studentesse del Politecnico e d3ll’Università di Torino, che trasformeranno le vie Verdi e Montebello in un laboratorio diffuso di sperimentazione e di dialogo interdisciplinare e intergenerazionale sui temi della transizione ecologica. Alle ore 19, al Castelletto di San Mauro Torinese, verrà inaugurata la mostra fotografica “Blue Thread” di An de Carbuccia, visitabile fino al 26 luglio alla presenza dell’artista che, alle 21, presenterà il suo ultimo film “Children of the Anthropocene” al Cineteatro Gobetti di San Mauro. Il film è parte della sezione Made in Italy del festival.

Alle 19.45, al Cinema Massimo, in sala 3, verrà illustrato il tradizionale punto sullo stato attuale del clima dal climatologia Luca Mercalli, abbinato alla proiezione speciale di “Lessons in Fire” diretto da John Webster, e seguita da un incontro con il regista. Alle ore 11, al Cinema Massimo, si terrà l’incontro di restituzione del progetto “Info SCC”, innovazione  e formazione  per una transizione green nel settore culturale e cinematografico, finanziato dal Ministero della Cultura e guidato dal Green Team del Politecnico di Torino.

Mara Martellotta