SPETTACOLI- Pagina 2

Rinviato lo spettacolo di Frassica al Colosseo

Rinviato per problemi di salute lo spettacolo di Nino Frassica al teatro Colosseo. La data sarà recuperata il 30 ottobre 2026

Lo spettacolo di Nino Frassica & Los Plaggers Band “Tour 2000/3000”, in programma giovedì 23 aprile al teatro Colosseo di Torino, è stato rinviato a causa di problemi di salute dell’artista. La comunicazione del posticipo dell’evento è arrivata dalla direzione del teatro. Il concerto – spettacolo sarà recuperato venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 20.30, nella storica sala di via Madama Cristina. Non dovrà essere effettuata nessuna procedura per i fan già in possesso del biglietto, che resterà valido per la nuova data.

Mara Martellotta

Riparte il Cineforum dell’Istituto Sociale 

Riparte il Cineforum dell’Istituto Sociale la Scuola della Compagnia di Gesù di Torino. Una storica iniziativa avviata nel 1949, e interrottasi nel 2016, che ha accompagnato e formato generazioni di torinesi. Un momento di analisi critica, culturale e sociale che ha registrato la partecipazione e il contributo di addetti al mondo del cinema.

Primo appuntamento giovedì 23 aprile, alle 20.30, nel cinema della scuola di corso Siracusa 10, a Torino, con la proiezione del film “Come un gatto in tangeziale” di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Il cineforum sarà guidato da Marco Lombardi, giornalista ed ex alunno dell’Istituto Sociale, e la serata vedrà la partecipazione del regista Riccardo Milani. Il cinema è stato da sempre un grande interesse per i gesuiti. Non si può non ricordare Padre Virgilio Fantuzzi, celebre firma della Civiltà Cattolica, amico personale di Rosellini e Pasolini, di cui fu collaboratore volontario e tornando al Cineforum del sociale i padri Gasca Queirazza, Morra e Guerello, che seppero trasformare i momenti di visione dei film in occasioni di introspezione, confronto, crescita personale e collettiva.

Ingresso gratuito.

Mara Martellotta

“Arrusi” di Gabriele Scotti, un viaggio all’indietro nel tempo

In scena a San Pietro in Vincoli, per la stagione “Iperspazi” di Fertili Terreni Teatro

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli, da mercoledì 22 a venerdì 24 aprile, alle ore 21, andrà in scena la pièce teatrale “Arrusi” in prima regionale. Il testo è di Gabriele Scotti, diretto da Omar Nedjari, con in scena Marika Pensa, Simone Tudda e Sandra Zoccolan. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto “Cortocircuito”. Lo spettacolo è adatto a un pubblico maggiore di 14 anni. Con “Arrusi” si compie un viaggio all’indietro nel tempo, immergendosi ad inizio Novecento, quando prendono forma storie realmente accadute di diritti negati e di ingiustizie subite, vicende lontane, per quanto capaci di correre parallelo, in qualche modo di sfiorarsi, in un gioco di rimandi e coincidenze. A partire da Catania, dove nel 1939, nel solco delle Leggi Razziali, il questore Molina ordina retate di uomini e ragazzi omosessuali della città: li incarcera, li sottopone a interrogatorio, li condanna al confino e li spedisce alle Isole Tremiti, dove sconteranno una pena di 5 anni lontani da tutto e da tutti. Dalla Sicilia ci si trasferisce in Francia, sotto il Franchismo, con gli omosessuali sottoposti ad educazione forzata come da Legge di Pericolosità Sociale del 1970, secondo la quale l’omosessualità deve essere curata in centri dedicati, tutti all’interno di specifiche carceri, come quelle di Carabanchel, a Madrid, o di Badajoz Estremadura, e ancora, per concludere, arrivando all’immediato presente, con la storia della Procura di Padova, che nella primavera del 2023 ha impugnato gli atti di nascita di 33 bambini nati da coppie composte da due madri. Tre vicende realmente accadute, che ispirano le storie di cui è composto lo spettacolo, portando in scena prima Francesco, giovane catanese confinato alle Tremiti nel 1939, poi Amparo, madre di Valencia che non denuncia il figlio alle Forze dell’Ordine, nel 1970, e infine Aurelia, donna italiana che rischia di perdere la genitorialità del figlio i  un momento, per lei, molto delicato: storie di omosessualità da inizio Novecento ad oggi che, facendo tesoro di testimonianze e documenti, di lettere, giornali e rapporti, danno corpo a un epico racconto di pagine di storia dimenticate o poco ricordate, in cui si mescolano diversità, lotta per la libertà e Grande Storia.

“Arrusi” diventa uno spettacolo non per raccontare fatti di cronaca, ma per accendere luci negli interstizi della memoria e commuovere, dando voce al dramma, cosiccome quell’immancabile sorriso che spesso si annida in ogni tragedia.

“La forte impressione, in questo momento storico – spiega il regista Omar Nedjari – è quella di oscillare fra due opposte condizioni: da una parte l’idea di vivere in una delle epoche più libere nella storia dell’umanità, dove ognuno poteva esprimere se stesso senza il pericolo di essere punito, quantomeno dallo Stato democratico, dall’altra l’inquietante consapevolezza che diritti acquisiti da chi ci ha preceduto e ha lottato per ottenerli, possano di colpo essere cancellati. Le tre storie che compongono ‘Arrusi’ si muovono su tre diversi piani temporali, e ci ricordano come la conquista di un diritto sia dura e faticosa, e la sua possibile perdita rapida e terribile. In scena ci sono tre personaggi semplici che si sono trovati a dover fare i conti con la Storia: chi subendo le scelte da parte di governi che hanno deciso di colpire una minoranza, come nel caso di Francesco e Aurealia, chi invece appoggiando quelle scelte, credendo che fossero la cosa giusta da fare, come Amparo. Le loro storie si intrecciano sulla scena in un fluire dinamico e incalzante, fatto di rimandi e continue trasformazioni. L’interpretazione dei tre attori evoca madri, figli e gente del popolo, carcerieri e aguzzini, dando voce al dramma cosiccome al sorriso che, tenace, si annida in ogni tragedia. La cornice sonora di grande impatto emotivo, nata in prova ad opera della musicista Giulia Bertasi, assieme alla voce di Marika Pensa, rappresenta un gioco di contaminazioni fra canzoni passate riarrangjate in chiave contemporanea e musiche originali. La dimensione creato da Maria Spazi, condensa in un luogo astratto e concreto alla stesso tempo gli elementi simbolici delle tre storie, mostrando come il passato e il presente si ripresentino ciclicamente, più di quanto si creda, per uno spettacolo che intende ‘fare’ memoria, avvincere e commuovere”.

Biglietti: intero 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento – ridotto 11 euro se acquistato online, 1313uro se acquistato in cassa la sera dell’evento. Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con Satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione grazie alla collaborazione con Torino Giovani.

I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

“Arrusi” -da mercoledì 22 a venerdì 24 aprile- ore 21 – San Pietro in Vincoli – via San Pietro in Vincoli 28, Torino

Mara Martellotta

La star di Netflix Reece Richards alla Gypsy Cinema Academy 

A lezione di cinema con la star di Netflix, l’attore inglese Reece Richards. Lui sarà il protagonista dell’attesa masterclass che si terrà venerdì 24 aprile prossimo, aperta a tutti, anche ai non allievi, alla Gypsy Cinema Academy, dalle 17.30 alle 20, preso lo Spazio Gypsy, in via Canelli 47, a Torino. Con lui, gli aspiranti attori torinesi avranno modo di imparare tecniche di altissimo livello per perfezionare il proprio stile. La presenza di Richards presso la Gypsy rappresenta uno degli appuntamenti fiore all’occhiello della neonata Accademia di Cinema, diretta da Luca Canale B., e che vede tra i suoi docenti personaggi del calibro di Eugenio Gradabosco, Piero Basso, Margherita Fumero, Aurora Ruffino, Diego Casale. Si tratta di un’opportunità importante per i futuri professionisti del cinema. Oltre ad essere un dio nella serie televisiva, Richards è infatti uno dei protagonisti di Sex Education. Nato a Londra, è un ballerino, cantante specializzato in Musical Theatre e Cinema, fra i più apprezzati del panorama internazionale. Da anni in scena nel West-End di Londra, e in tour in tutta l’Inghilterra e non solo, co  ruoli nei più grandi musical quali “Hair Spray”, nella parete di Sea Weed, diretto da Paul Kerryson, e “Juliet Gough”, e “Motown”, in cui interoreta il ruolo di Jackie Wilson e Marvin Gaye, diretto da Tara Wilkinson.

“Amo la Gypsy – spiega Reece Richards – perché è una scuola basata sul duro lavoro e sulla comunità. Sanno cosa significhi essere un professionista del teatro musicale e sono incredibilmente di supporto agli studenti e agli insegnanti della scuola. È una realtà da vedere. L’Italia rappresenta passione, orgoglio, amore e creatività. Torino, per me, significa talento, duro lavoro e un potenziale illimitato”.

Gypsy Cinema Academy – via Pagliani 25, Torino – 011 0968343

Mara Martellotta

Il documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia” di Topazio al Trento Film Festival

Un nuovo riconoscimento per il documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia”, realizzato nel 2025, dal regista Riccardo Topazio, con il patrocinio del Comune di Bardonecchia.

Dopo essere stato premiato, infatti, all’Orobie Film Festival di Bergamo, nel gennaio scorso, il documentario è stato ora selezionato dal prestigioso Trento Film Festival, nella sezione “Proiezioni Speciali”.

Il documentario, della durata di 50 minuti, racconta gli anni 1955-1956, nei quali il celebre alpinista visse a Bardonecchia, dove lavorò come guida alpina e maestro di sci. Materiale storico e testimonianze raccontano il grande legame che si creò tra Bonatti e la comunità di Bardonecchia, fino al riconoscimento, il 28 agosto 1955, della cittadinanza onoraria.

“Il documentario Walter Bonatti a Bardonecchia – spiega Riccardo Topazio – nasce dalla volontà di raccontare un capitolo cruciale della storia alpinistica: il biennio 1955-1956. In quegli anni Bardonecchia non fu solo un luogo di passaggio, ma il laboratorio segreto dove Bonatti, nel silenzio e talvolta nell’isolamento, forgiò la sua leggenda. Ho voluto realizzare quest’opera per portare alla luce curiosità inedite e testimonianze dirette di chi lo vide allenarsi, soffrire e preparare quelle imprese, che avrebbero cambiato per sempre il modo di intendere la montagna”. “Un cuore pulsante del film – spiega ancora – è la rievocazione della prima traversata in sci alpinismo, un’impresa pionieristica realizzata proprio in quel periodo e resa possibile grazie al lungimirante supporto finanziario del Comune di Bardonecchia. A 70 anni esatti da quella storica impresa, il documentario si pone come un ponte temporale: non una semplice celebrazione ma un’indagine su come quel sostegno istituzionale abbia permesso a Bonatti di dimostrare che la montagna d’inverno non era un limite, ma una nuova frontiera di libertà. Portare questa storia al Trento Film Festival – conclude Riccardo Topazio – significa restituire alla collettività la memoria di un legame indissolubile tra un atleta eccezionale ed una comunità che seppe credere in lui quando altri dubitavano. Attraverso le voci di testimoni dell’epoca e la riscoperta di dettagli dimenticati, il film invita lo spettatore a riscoprire l’autenticità di un’epoca in cui il coraggio si misurava con la coerenza ed il rispetto per la libertà”.

“Apprendiamo con profondo orgoglio ed emozione – sottolinea il sindaco di Bardonecchia Chiara Rossetti – l’attribuzione del riconoscimento di Riccardo Topazio dedicato al legame tra il leggendario Walter Bonatti e la nostra Bardonecchia. Quest’opera non è soltanto un tributo cinematografico ma un atto d’amore verso il nostro territorio. Riccardo ha saputo narrare con una sensibilità fuori dal comune un pezzo di storia, che appartiene all’anima stessa delle nostre montagne. Il suo lavoro ci restituisce la figura di Bonatti non solo come l’alpinista che il mondo intero ammira, ma come l’uomo che ha vissuto e respirato i nostri sentieri, nobilitando le nostre vette con le sue imprese”. “Mi piace sottolineare – osserva ancora Chiara Rossetti – non solo lo straordinario valore professionale di Topazio ma soprattutto le sue doti umane. La dedizione, l’umiltà e la passione con cui ha portato avanti questo progetto sono lo specchio dei valori che la nostra comunità montana custodisce da sempre. Opere di questo calibro conferiscono un lustro immenso al Comune di Bardonecchia, posizionandosi ancora una volta al centro del panorama culturale e sportivo internazionale. A Riccardo va il ringraziamento più sentito da parte di tutta l’Amministrazione e della cittadinanza: grazie per aver dato voce al silenzio delle nostre cime e per avere onorato la storia di Bardonecchia”.

 

Lui non è tornato, sole in casa ci sono Briciola, Luna e Wanda

Al Gobetti, sino al 26 aprile

 

Quando, per la presentazione della stagione, i giochi non erano pienamente fatti (poche note scritte e “cast in via di definizione”), davanti al lungo titolo di Diego Pleuteri ci siamo chiesti che cosa riuscisse a inventarsi l’autore dopo il successo – tre stagioni di repliche – di “Come nei giorni migliori”, se avesse al momento buttato giù delle tracce di un testo fatto per raggiungere un pubblico infantile, come sarebbe stato lo svolgimento della vicenda dei tre animali una volta in scena. Chi scrive, lo confesso, temeva doppiamente, guardando confusamente al progetto e leggendo con il solito sospetto il nome di Leonardo Lidi alla regia. Invece. Invece “Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti” è un testo che con intelligenza “ricalca” la diversità dei linguaggi, umanissimo e sofferente, una favola amara che si tinge di commedia e diverte, ma che attraverso gli occhi, le abitudini infrante, i gesti, le zuffe e gli atti d’amore, le visioni del dentro e del fuori, la protezione o una gabbia con la sua pretesa fuga, le paure e i languori sempre persi dietro l’immagine di Lui e la voglia di libertà, quell’orecchio teso alla serratura di una porta – clic clac clic – in una continua attesa, guarda al mondo degli umani. È una regia che convince appieno, attenta ai tanti e più piccoli particolari, che con tensione cinematografica incolla la sua macchina da presa al viso, al fiuto, alle orecchie, ai bisogni corporali, alla fame e al disgusto, alla disperazione per un’assenza, alla solitudine e alle ribellioni di una cagnolina, di una gatta e di un pesce rosso chiuso dentro la sua boccia di vetro dagli stretti confini. Una regia che ha centellinato di suo ma che ha trovato terreno fertilissimo in tre splendide attrici, magnifiche e superlative (chiunque, vedendo lo spettacolo al Gobetti sino al 26 aprile per la stagione dello Stabile torinese, potrà usare quegli aggettivi che saprà trovare), che usano la voce e soprattutto i corpi, snelli o no che siano, in maniera esemplare, con dedizione estrema, con una immedesimazione che rasenta il brivido, non scimiottando, non avendo necessità di nessun travestimento. Fuori subito i nomi: Marta Malvestiti, pronta a uggiolare, Beatrice Verzotti che abitualmente miagola e tira fuori le unghie, Teresa Castello che solitamente boccheggia, piroetta e dimentica (davanti a lei, al suo monologo finale, non stupitevi che ancora ci siano giovani attrici, fresche di scuola, sui nostri palcoscenici: esistono! E a guardarle mentre occupano la scena, la ballerina di “Affari tuoi” credo che dovrebbe iniziare a farsi qualche domanda: i perfetti movimenti scenici sono dovuti a Riccardo Micheletti). Hanno il valido aiuto di Hana Daneri, che introduce, commenta, drammaticamente racconta.

La platea del Gobetti è stata svuotata a metà delle sue poltrone e si sono create due ali di sedie laterali, il palcoscenico è occupato soltanto da un’immagine di Alessandro Bandini e Alfonso Devreese dei “Giorni migliori”, a uno di loro ci si rivolge di tanto in tanto. Un catino e una scopa, i tanti abiti sparsi di Lui, morsicchiati o presi a calci o trascinati, tutto è lì pronto a raccontarci una favola amara, forse nerissima. Che anche in una casa del bergamasco, dove in tempo d’epidemia correvano le file delle bare verso i cimiteri, qualcuno attende il suo Godot. Didi e Gogo oggi hanno altri nomi, si chiamano Briciola, Luna e Wanda. Un mattino dopo l’altro, una sera dietro l’altra si continua a coltivare “un amore cieco e sproporzionato, pieno di affetto e di dipendenza”, si continua ad aspettare Lui, Lui che se n’è andato come sempre un giorno e non è più tornato, il clic clac clic della porta non lo hanno più sentito. Continuano la vecchia abitudine di godersi “La signora in giallo”, su quel divano che dà sicurezza, da cui qualcuno saltava giù quando Lui mostrava la corda che portava al passeggio o se arrivava qualche profumo che significava sostentamento. Briciola piange, Luna si gode per qualche attimo la propria indipendenza, Wanda nuota e dimentica. Mentre la nostalgia lascia il posto al desiderio di sopravvivenza e di superare quell’assenza, mentre sopravanza la dipendenza, nascono la fame e la violenza mentre quelle pareti si fanno prigione, mentre anche al di là di una finestra che dà sul verde tutti sono scomparsi, mentre la vicina arriverà a spalancare e a offrire crocchette: quando il mondo non sarà più come prima, quando gli abitanti della casa non saranno più quelli di prima. In un arco perfetto, Pleuteri reclama ”il bisogno di un altro che ci garantisca il mondo, ci dica che esistiamo, ci permetta di sopravvivere in un luogo che non ci appartiene”.

“Resteremo per sempre” è ben lontano dal lasciarti indifferente, lo si è visto anche nella replica a cui ho assistito, applauditissima con bis finale. Pleuteri pone – con bella scrittura, lo ripetiamo – sul tavolo problemi e ansie, ricordi e piccole felicità, il vivere quotidiano che ci appartengono, rivestiti di altre vesti, ci ricorda il mondo affatto leggero di La Fontaine: e per l’intera serata (stra)vince quella immedesimazione che ha tolto ogni barriera, e le riflessioni sul tempo sospeso e una società con un dolore che è vero.

Elio Rabbione  

Nelle immagini di Luigi De Palma alcuni momenti dello spettacolo.               

 

Tre serate di eccellenza musicale all’Auditorium RAI

Il 28, 29 e 30 Aprile 2026 

 

Nell’aprile 2026, l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino accoglierà tre concerti con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Anu Tali, acclamata direttrice d’orchestra estone, insieme a  solisti di rilievo internazionale quali Giuseppe Gibboni, violino; il leggendario pianista Mikhail Pletnev, pianoforte; Daniel Lozakovich, violino e Arsenii Moon, pianoforte. Un programma ricco di colori e contrasti attende il pubblico torinese.

Martedì 28 Aprile 2026 | H 20.30
Enigmi, Paesaggi Sonori e una Stella Nascente

Giuseppe Gibboni, violino
Anu Tali, direttrice
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI 

Programma:
Edvard Grieg: Peer Gynt, Suite n. 1
Alexey Shor: Concerto per violino n. 7
Edward Elgar: Enigma Variations, op. 36 

Un programma ricco di colori e contrasti attende il pubblico torinese: accanto a celebri capolavori sinfonici di Grieg ed Elgar, la serata presenterà la prima italiana del Concerto per violino n. 7 del compositore ucraino-americano Alexey Shor.
La musica di Shor, spesso descritta come neoclassica, combina melodie liriche con una profonda tradizione armonica, offrendo agli ascoltatori un’esperienza vibrante ed emotiva.
Il suo nuovo concerto, ricco di virtuosismo e sfumature espressive, sarà interpretato da Giuseppe Gibboni, astro nascente tra i violinisti contemporanei e vincitore del Concorso Paganini.
Gibboni ha debuttato con il Concerto per violino di Čajkovskij accanto all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la direzione di Lorenzo Viotti.
Poco dopo, ha suonato con la chitarrista Carlotta Dalia su invito del Presidente Sergio Mattarella al Quirinale di Roma—un concerto trasmesso in diretta dalla radio italiana.
Ha già collaborato con alcune delle orchestre e dei direttori più rinomati al mondo, tra cui Riccardo Muti e Zubin Mehta.
Il Concerto n. 7 di Shor è affidato alle mani migliori: Gibboni, con la sua tecnica brillante e sensibilità musicale, è particolarmente adatto a introdurre il pubblico a quest’opera straordinaria.
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI ci sarà l’acclamata direttrice estone Anu Tali, fondatrice della Nordic Symphony Orchestra. Descritta dall’Herald 

 

Tribune come “carismatica, brillante, energica”, è considerata una delle direttrici più affascinanti della sua generazione, celebrata per le sue interpretazioni fresche e penetranti.
Ex direttrice musicale della Sarasota Orchestra in Florida, si esibisce regolarmente con ensemble rinomati come la New Japan Philharmonic, l’Orchestre National de France, il Mozarteumorchester Salzburg e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks.
Il pubblico torinese può aspettarsi una serata indimenticabile, con una combinazione di brillantezza tecnica ed espressione musicale toccante.

Mercoledì 29 Aprile 2026 | H 20.30
Un Viaggio nel Tempo: Dall’Introspezione Romantica alla Speranza Contemporanea

Mikhail Pletnev, pianoforte
Daniel Lozakovich, violino
Recital 

Programma:
Franz Schubert: Sonata in re maggiore per violino e pianoforte, op. 137 n. 1, D 384
Edvard Grieg: Sonata in do minore per violino e pianoforte, n. 3, op. 45
Alexey Shor: Sonata per violino e pianoforte
César Franck: Sonata in la maggiore per violino e pianoforte 

Questo programma intreccia sonate di Schubert, Grieg, Franck e Shor in un arco musicale unificato —un dialogo tra passato e presente, dove ogni compositore utilizza la forma della sonata come mezzo di espressione personale.
Il lirismo luminoso di Schubert apre la serata con uno sguardo introspettivo, che trova un’eco contemporanea nella Sonata n. 2 di Alexey Shoruna riflessione su temi senza tempo: perdita, desiderio e la speranza duratura per la bellezza in un mondo frammentato. Scritta in stretta collaborazione con Mikhail Pletnev, la sonata emerge da una partnership creativa tra compositore e interprete—nello spirito di Čajkovskij e Josef Kotek o Brahms e Joseph Joachim.
Grieg porta poi un’ondata di dramma nordico e contrasto, aprendo la strada alla monumentale sonata di Franck: un culmine spirituale costruito su una forma ciclica e un’unità trascendentale.
Al centro di questa performance ci sono due artisti straordinari, il leggendario pianista Mikhail Pletnev e il violinista emergente Daniel Lozakovich, in un raro incontro tra generazioni.
La loro collaborazione musicale unisce profonda esperienza e brillantezza giovanile in un programma che fonde capolavori amati con un’opera contemporanea scritta appositamente per loro.
Mikhail Pletnev, sia pianista che direttore d’orchestra, è ammirato per le sue interpretazioni anticonvenzionali e profondamente personali. Mai soddisfatto dell’ovvio, rivela nuove dimensioni in opere familiari—sempre sorprendenti, spesso mozzafiato e immancabilmente profonde. Musicista di altissimo livello e parte di una grande tradizione di interpreti maestri, le sue performance sono caratterizzate da profondità, individualità e intuizione poetica, ben oltre la mera virtuosità.
Daniel Lozakovich è emerso come uno dei violinisti più affascinanti della sua generazione. Lodato per l’intensità espressiva e la maturità del suo suono, si esibisce regolarmente con molte delle principali orchestre e direttori del mondo. In recital, la sua collaborazione con Mikhail Pletnev ha ricevuto ampi consensi. Lozakovich suona lo Stradivari “ex-Sancy” del 1713, precedentemente suonato dal leggendario Ivry Gitlis.
Nell’ottobre 2024, Pletnev e Lozakovich hanno pubblicato un album congiunto con Warner Classics, contenente proprio il programma che verrà eseguito a Torino.
Dopo le performance acclamate al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, all’Herkulessaal di Monaco e alla Dubai Opera, questo concerto segna la prima italiana del loro recital. 


Giovedì 30 Aprile | H 20.30
Risonanze Romantiche: Est, Ovest e Oltre

Arsenii Moon, pianoforte
Anu Tali, direttrice
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI 

Programma:
Alexey Shor: Concerto per pianoforte n. 1
Sergei Rachmaninoff: Rapsodia su un tema di Paganini, op. 43
Tchaikovsky: Romeo and Juliet

Questa serata riunisce due capolavori pianistici e un gioiello sinfonico.
Un programma che esplora l’evoluzione dell’espressione romantica attraverso i secoli.
Arsenii Moon, vincitore del 64° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni e destinatario del Premio Arturo Benedetti Michelangeli, si sta rapidamente affermando come una delle voci più brillanti e individuali della sua generazione.
I critici celebrano la sua eleganza aristocratica, la tecnica magistrale e la narrazione incantevole che porta in ogni performance.
Nelle sue mani, ogni frase sembra inevitabile, ogni silenzio eloquente.
Per questa performance, Moon metterà in mostra la sua brillantezza virtuosistica in due opere concertanti contrastanti: la Rapsodia su un tema di Paganini di Sergei Rachmaninoff, un classico intramontabile e una delle grandi prove dell’immaginazione pianistica, e il Concerto per pianoforte n. 2 di Alexey Shor, una composizione recente che unisce un lirismo ricco a un virtuosismo abbagliante.
L’accostamento offre un dialogo affascinante tra tradizione e modernità—dal romanticismo lussureggiante di Rachmaninoff al linguaggio contemporaneo di Shor che parla comunque la lingua della melodia senza tempo.
Il concerto si conclude con la radiosa Sinfonia n. 8 di Antonín Dvořák, un’opera traboccante di calore boemo e vitalità irrefrenabile. 

Foto PiùLuce

SEDE DEI CONCERTI

Auditorium Rai “A. Toscanini”  | Via Rossini 15 – 10124 – Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nasce nel 1994. I primi concerti sono diretti dai Maestri Prêtre e Sinopoli. Andrés Orozco-Estrada è il Direttore principale e Fabio Luisi è Direttore emerito. James Conlon è stato il Direttore principale dal 2016 al 2020. Juraj Valčuha ricopre la stessa carica dal 2009 al 2016. Tate è Primo direttore ospite fino al 2002 e Direttore onorario fino al 2011. Dal 2001 al 2007 Frühbeck de Burgos è Direttore principale. Dal 2003 al 2006 Noseda è Primo direttore ospite. Dal 1996 al 2001 Inbal è Direttore onorario. Altre prestigiose presenze sono Giulini, Sawallisch, Rostropovič, Chung, Mehta, Ahronovitch, Gergiev, Janowski, Bychkov, Petrenko, Jurowski, Albrecht, Hänchen, Franck, Eschenbach, Gatti, Harding. L’Orchestra tiene a Torino regolari stagioni concertistiche e cicli speciali; dal 2013 ha partecipato anche ai festival estivi di musica classica organizzati dalla Città di Torino. È spesso ospite di importanti festival in Italia quali MITO SettembreMusica, Milano Musica, Biennale di Venezia, Ravenna Festival, Festival Verdi di Parma e Sagra Malatestiana di Rimini.

Molte le tournée in Europa, al Musikverein di Vienna, al Festival RadiRO e al Festival Enescu, alla Konzerthaus di Vienna, al Festival di Salisburgo, alla Philharmonie di Berlino e negli Emirati Arabi Uniti. Esegue la Nona di Beethoven alla Royal Opera House di Muscat. Nell’autunno 2021, ha tenuto una prestigiosa tournée in Germania con i debutti all’Alte Oper di Francoforte, alla Kölner Philharmonie e all’Elbphilharmonie di Amburgo. A giugno 2022 è stata protagonista di una tournée al Sud Italia (Catania, Catanzaro, Salerno, Matera e Brindisi) e a settembre 2023 è tornata alla Royal Opera House di Muscat. A novembre 2025 è stata in tournée in Spagna con il M° Orozco-Estrada, debuttando al Palau de la Música Catalana di Barcellona, all’ADDA Auditorio di Alicante e all’Auditorio Nacional de Música di Madrid. Dal 2017 al 2024 è stata l’orchestra principale del Rossini Opera Festival di Pesaro.

BIGLIETTI E TARIFFE

I biglietti e gli abbonamenti sono acquistabili sul sito www.ticketone.it
In occasione dei concerti la biglietteria fisica sarà aperta un’ora prima dell’evento.

PREZZI STANDARD

PLATEA 25,02 + dp, prezzo finale 28,5€

BALCONATA 19,76 + dp, prezzo finale 22,5€

GALLERIA 16,28 + dp, prezzo finale 18,5€

PREZZI UNDER 35

PLATEA 22,53€ + dp, prezzo totale 25,65€

BALCONATA 17,8 + dp, prezzo totale 20,25€

GALLERIA 14,67 + dp, prezzo totale 16,65€

ABBONAMENTI

PLATEA 64,98€ + dp, prezzo totale 74€

BALCONATA 50,93€ + dp, prezzo totale 58€

GALLERIA 42,15€ + dp, prezzo totale 48€

CONTATTI

White Roses Studio | Ufficio stampa e Comunicazione

Paola Mungo | Senior communication strategist & Media relations
+39 3454105751 | pm@paolamungo.com 


Veronica Vair | Digital PR & Creator relations manager
+39 3279119447 | veronica@whiteroses.it

 

Una produzione CMDI events
www.cmdi-group.com

 

in partnership con DNA Concerti

Job Film Days: “Dall’idea al soggetto”

Nel maggio torinese dedicato alla lettura

Per il maggio della lettura e della scrittura, torna “Dall’idea al soggetto” di Job Film Days. Come si scrive un film che parla di lavoro e di diritti? Avere una buona idea non è sufficiente, occorre anche avere strumenti per approdare alla scrittura. Nasce così il laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto”, organizzato dall’associazione Job Film Days, in collaborazione con l’associazione Video Community. Nel mese di maggio, che Torino dedica alla lettura fra il Salone Internazionale del Libro ed altre iniziative ad esso collegate, quindi alla fruizione culturale, Job Film Days pensa, invece, alla scrittura. L’edizione 2026 del laboratorio prevede tre giorni di incontri e confronto a Torino, il 9 e 30 maggio, e 13 giugno, durante i quali si terranno lezioni condotte da esperti del settore cinematografico, e rappresentanti di Enti del mondo del lavoro. L’obiettivo è guidare i partecipanti verso la scrittura di un soggetto da inviare alla sezione Concorsi del festival Job Film Days, che premierà le tre migliori opere durante la prossima edizione. I premi saranno offerti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne. Tra gli ospiti e i tutor, oltre al regista Mattia Berlizzi e allo sceneggiatore e documentarista Alejandro De La Fuente, è attesa la regista Martina Parenti che, insieme a Massimo D’Anolfi, ha realizzato “I Promessi Sposi” nel 2007 e “Grandi speranze” nel 2009, entrambi presentati al festival di Locarno insieme a numerosi altri lavori che, negli anni, sono stati selezionati tra i più importanti festival cinematografici internazionali, come la Biennale di Venezia, dove è stata presentata in anteprima “Guerra e pace”, mentre nel 2024 è stato proposto “Vestiari, Erbari, Lapidari”. Lo scorso anno la Biennale aveva dedicato ai due autori una monografia completa. Il laboratorio di scrittura sviluppa un’esplicita finalità di promozione della creatività, e costituisce un elemento di integrazione e rafforzamento della filiera cinematografica, inserendosi nel quadro delle azioni mirate alla creazione di opportunità lavorative per i giovani e la diversificazione dell’economia locale. La domanda per le iscrizioni dovrà essere presentata entro il 24 aprile 2026. Il laboratorio è dedicato ad autori e videomaker under 35. Iscrizione gratuita.

Mara Martellotta

Fertili Terreni Teatro, in scena la pièce teatrale “NO”

Andrà  in scena a OFF Topic mercoledì 22 aprile prossimo alle ore 21, in via Pallavicino 35,  la pièce teatrale dal titolo “NO” di e con Annalisa Limardi .
Lo spettacolo è  adatto ad un pubblico di età maggiore ai 14 anni.
La pièce teatrale indaga la difficoltà di definizione dei propri confini personali; in “NO” la performer  si imbatte e si confronta con le richieste di quel mondo esterno simboleggiato da un microfono ad asta. Incalzata da domande sempre più insistenti e invasive, con il passare dei minuti la protagonista si trova sempre più in una condizione di incapacità nel dare il proprio consenso, palesando un’evidente condizione di limite da cui prende forma la sua ribellione.
Da soggetto passivo in palese difficoltà di fronte al suo immaginario interlocutore, una volta preso attivamente il controllo del microfono, si trasforma in soggetto attivo finalmente iin grado di far affermare voce ed autonomia.
“Questo progetto nasce – spiega l’autrice e interprete Annalisa Limardi – dalla necessità di rielaborare delle ferite riguardanti situazioni di abuso, in cui i miei confini personali e intimi sono stati oltrepassati senza che io potessi difendermi. Indaga, tuttavia, anche la difficoltà insita in me nel riconoscere e quindi stabilire questi confini. “NO” è  ciò che, troppo spesso, avrei voluto dire e non ho detto, forse per vergogna, per paura, per incoscienza o per ingenuità.  Mi riguarda personalmente, ma sento che ha a che fare anche con un discorso più ampio, generale, anzi, diciamo “di genere”, perché penso che le radici di questa paura ad alzare la voce, di questo bisogno di essere ubbidiente e devote pur di essere accettate, siano di natura sociale e abbiano un impatto maggiormente violento sulle donne”.

Per il biglietto il costo è  di 13 euro, se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.

Ridotto il costo è  di 11 euro se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento.

Resta poi la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.

I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta