SPETTACOLI- Pagina 2

La Reggia di Venaria e i Musei Reali di Torino rendono omaggio a Carla Fracci

 Con lo spettacolo “Carla with Love”, in programma il 16 e il 21 ottobre prossimi

Il 16 ottobre prossimo, alla Reggia di Venaria, e il 21 ottobre, ai Musei Reali di Torino, si terrà il balletto intitolato “Carla with Love”, dedicato interamente alla vita e alla carriera della grande étoile italiana, scomparsa nel 2021, che lo scorso 20 agosto avrebbe compiuto novant’anni. Si tratta di un omaggio a Carla Fracci, alla sua arte, all’eredità straordinaria che ha lasciato alla danza italiana e internazionale attraverso uno spettacolo capace di intrecciare danza, memoria e bellezza in due luoghi simbolo del patrimonio piemontese. Alla presentazione dell’evento erano presenti Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Carlotta Salerno, Assessore alle Politiche Giovanili della Città di Torino, Chiara Teolato, direttrice generale del Consorzio delle Residenze Sabaude, Paola D’Agostino, direttrice generale dei Musei Reali di Torino, Francesco Borelli, ideatore dello spettacolo “Carla with Love”, Stefania Ballone, coreografa e regista, e i ballerini Martina Arduino e Jacopo Bellussi.

L’idea dello spettacolo nasce da una promessa personale fatta a Carla Fracci da Francesco Borelli, giornalista ed event manager, che ha voluto trasformare il ricordo di un’artista in un progetto capace di  raccontarne anche la dimensione più intima e umana. Si tratta di un’idea nata in collaborazione con la Regione Piemonte e dalla volontà di costruire uno spettacolo per le Residenze Reali Sabaude, trasformando due luoghi di eccezionale valore artistico nel palcoscenico di un racconto dedicato a una protagonista assoluta del Novecento. A firmare coreografie e regia sarà Stafania Ballone, danzatrice del teatro alla Scala di Milano, che ha costruito lo spettacolo a partire dall’immenso patrimonio artistico e umano lasciato dalla Fracci. “Carla with Love” ripercorre attraverso la danza i momenti più significativi dell’étoile: gli affetti, i grandi ruoli interpretati e il rapporto profondo con un’arte che ha accompagnato tutta la sua esistenza. A interpretare Carla Fracci sarà Martina Arduino, Prima Ballerina del teatro alla Scala di Milano, nata a Moncalieri e cresciuta artisticamente a Torino. Al suo fianco Jacopo Bellussi, principale solista de Les Ballets de Monte-Carlo, che interpreterà il marito della Fracci, Beppe Menegatti. Il corpo di ballo è composto da Giulia Gemma Manfrotto, Martina Scaglione, Cristian Prebibay e Raffaele Siviglio. La drammaturgia è firmata da Serge Honneger, il light design da Valerio Timberi e Alessandro Manni, le musiche originali da Mirko Matera.

Particolare attenzione è dedicata anche ai costumi: quelli di repertorio appartengono al teatro alla Scala e al Balletto di Siena. I costumi dello spettacolo sono affidati a Dellaló e Ada Del Conte, mentre la presenza dei costumi originali di Carla Fracci, gentilmente concessi dalla Fondazione Cerratelli Pisa, contribuisce a costruire un ponte diretto tra il racconto scenico e la storia della grande danzatrice.

“Con ‘Carla with Love’ rendiamo omaggio a una delle figure più alte della cultura italiana – dichiara Marina Chiarelli, Assessora alla Cultura della Regione Piemonte – e nello stesso tempo mettiamo in dialogo la grande danza con luoghi che rappresentano l’identità e la storia del Piemonte. Carla Fracci ha portato l’eccellenza italiana sui palcoscenici di tutto il mondo, e continua ancora oggi a parlare alle nuove generazioni attraverso il rigore, il talento e una straordinaria capacità di rendere la danza un linguaggio universale. Portare questo racconto alla Reggia di Venaria e a Palazzo Reale significa valorizzare le nostre Residenze come luoghi vivi, capaci non solo di custodire la storia, ma di produrre cultura e accogliere nuove forme di espressione artistica. È questa l’idea di Piemonte che vogliamo raccontare: una terra che, partendo dal proprio patrimonio, si apre al contemporaneo e al mondo”.

“Ho conosciuto bene la signora Fracci e ho avuto l’enorme privilegio di condividere con lei innumerevoli e straordinari momenti – spiega Francesco Borelli, ideatore di ‘Carla with Love’ – ciò che mi ha sempre colpito è stata la donna oltre la leggenda. Anni fa le promisi che, un giorno, avrei realizzato uno spettacolo per omaggiare la donna e l’artista. Oggi quella promessa è stata mantenuta”.

“Raccontare Carla Fracci significa assumersi una grande responsabilità – spiega Stefania Ballone, coreografa e regista dello spettacolo – la sua eredità non appartiene soltanto alla memoria, è un bene vivo e prezioso che richiede cura, studio e attenzione, che va tramandato alle nuove generazioni. Carla Fracci ci ha affidato un tesoro, e il senso più profondo di ‘Carla with Love’ è di continuare a farlo vivere”.

“A ottobre avrò l’onore e la responsabilità di portare in scena uno spettacolo dedicato alla vita di Carla Fracci, un’artista immensa che ha profondamente segnato la storia della danza – ha raccontato Martina Arduino – è davvero difficile trovare le parole giuste per raccontare quanto sia importante per me questa opportunità ed emozionante al tempo stesso. Con Stefania Ballone, coreografa dello spettacolo, è stato un lavoro straordinario, una ricerca continua ricca di profondità e poesia per raccontare l’intensità e la grandezza della vita di un’artista immensa. Al mio fianco ci sarà Jacopo Bellussi, con il quale c’è stata una grandissima intesa fin dal primo giorno e un importante scambio di emozioni”.

“Danzare in uno spettacolo dedicato a Carla Fracci, interpretando le figure maschili della sua vita, e non solo, è un grande privilegio e, al tempo stesso, una grande responsabilità – ha dichiarato Jacopo Bellussi – la città di Torino è per me particolarmente significativa, viste le origini piemontesi della mia famiglia. Grazie all’ottima sinergia nata nelle prove con Martina Arduino e allo splendido lavoro creativo attuato da Stefania Ballone, uniti alla precisa organizzazione di Francesco Borelli, spero in queste due serate di comunicare al pubblico le doti che hanno caratterizzato da sempre la vita di questa grande icona della danza: eleganza, sensibilità e disciplina”

Prenotazione e acquisto biglietti: lavenaria.museitorino.it – museireali.midaticket.com

Mara Martellotta

“Luce in Sala”, la serata speciale che unisce solidarietà, arte e comunità

Portato in scena dall’Associazione Charity4all, in collaborazione con il Distretto 2031 del
Rotary International

Con la regia di Tatjana Callegari, si alterneranno sul palco, in un intreccio di musica e risate,
numerosi comici televisivi di fama nazionale – da Beppe Braida a Diego Casale, da I Senso
D’oppio a Mauro Villata, fino a Marco e Mauro – eccellenze torinesi come la mezzo soprano
Emy Spadea e la prestigiosa Orchestra Sinfonica Bosconerese, magistralmente diretta dal
Maestro Giorgio Bolognese. Con la partecipazione di Ilenia Speranza e Domenico Mansueto.
Bolognese precisa: “L’intero incasso della serata servirà a finanziare una borsa di ricerca
sull’osteosarcoma, gestita da UGI ODV e dall’Ospedale Infantile Regina Margherita di
Torino. Un impegno concreto che trasforma il divertimento in speranza, sostenendo la ricerca
scientifica e offrendo nuove prospettive ai giovani pazienti. Il Teatro Alfieri, con la sua eleganza
e la sua storia, diventerà così il palcoscenico di un incontro che celebra la forza della cultura
e della solidarietà Rotariana. Una serata che promette emozioni, sorrisi e la consapevolezza
di contribuire a un progetto di grande valore sociale. Ci auguriamo quindi una grande
partecipazione della cittadinanza, che dimostra sempre una grande sensibilità.”
“L’osteosarcoma – spiega la professoressa Franca Fagioli (Direttore del Dipartimento di
Patologia e Cura del Bambino ospedale Regina Margherita) – è il tumore maligno primitivo
dell’osso più frequente nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti. L’introduzione della
chemioterapia e i progressi della chirurgia hanno cambiato profondamente il trattamento di
questa malattia, migliorando le possibilità di cura e permettendo, nella maggior parte dei casi,
di conservare l’arto colpito, riducendo significativamente il ricorso alle imputazioni.
Nonostante questi importanti progressi, abbiamo ancora bisogno di nuove opzioni
terapeutiche, soprattutto quando la malattia si presenta con metastasi, o ricompare dopo le
cure o non risponde ai trattamenti disponibili. È proprio per questi pazienti che la ricerca deve
continuare a cercare nuove strade.
Una di queste è conoscere sempre più a fondo le caratteristiche biologiche dell’osteosarcoma.
La profilazione genomica ci permette di studiare il patrimonio genetico delle cellule tumorali e
di individuare le alterazioni che possono contribuire allo sviluppo e alla progressione della
malattia. Queste informazioni possono aiutarci ad identificare potenziali bersagli terapeutici e,
in prospettiva, a sviluppare trattamenti più mirati sulla base delle caratteristiche del tumore.
In questo ambito, l’Oncologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino è
Centro di riferimento nazionale, nell’ambito dell’AIEOP – Associazione Italiana di Ematologia
e Oncologia Pediatrica – per la profilazione genomica dei sarcomi dell’osso. Questo significa
mettere competenze e tecnologie avanzate a disposizione non soltanto dei nostri
pazienti, ma di una rete nazionale dedicata alla cura ed alla ricerca sui tumori pediatrici.
Destinare risorse alla ricerca sull’osteosarcoma è fondamentale per continuare a migliorare le
possibilità di cura. Significa sostenere giovani ricercatori, garantire continuità ai progetti,
ampliare lo studio dei campioni biologici ed utilizzare tecnologie avanzate per comprendere
sempre meglio i meccanismi della malattia. È da questa conoscenza che possono nascere
nuove strategie terapeutiche: investire oggi nella ricerca significa creare le basi per offrire
domani nuove opportunità di cura ai bambini ed ai ragazzi con osteosarcoma”.
“Solidarietà per la ricerca. Questo deve essere il motto di una serata che permetterà di
continuare a sostenere progetti e studi per conoscere in maniera sempre più approfondita
l’osteosarcoma e per dare nuove speranze ai nostri piccoli pazienti. UGI e l’ospedale Regina
Margherita perseguono quotidianamente questo obiettivo di fianco ai nostri bambini ed agli
adolescenti colpiti da questo tumore maligno dell’osso ed alle loro famiglie. Ringraziamo
Charity4all, il Distretto 2031 del Rotary e tutti gli artisti che saranno protagonisti dello
spettacolo” dichiara il professor Enrico Pira (Presidente UGI ODV).

I PROTAGONISTI
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Beppe Braida, con una carriera trentennale di successo, è considerato uno dei senatori di
Zelig, nonché il conduttore più amato di tutti i tempi di Colorado. La sua caratteristica è
l’improvvisazione e l’abbattimento della quarta parete classica di divisione artista/pubblico: il
pubblico è sempre coinvolto, a tal punto da diventare co-protagonista dei suoi spettacoli.
Diego Casale ha alle spalle teatro, musica, cinema, televisione, radio e cabaret. Fa parte,
insieme a Fabio Rossini, del duo comico I Mammuth coi quali ha partecipato a Zelig. Oggi è
tornato in televisione all’interno del programma Zelig On, con il suo nuovo personaggio, il guru
Aurus, esperto in arti olistiche e fondatore della comunità new age “Figli di Sgnullo”.
I Senso d’Oppio, al secolo Franco (il lungo) e Pietro (il basso), sono, da più di un decennio,
facce note della scena cabarettistica nazionale, grazie alle numerose partecipazioni a Zelig.
La loro passione verso la recitazione non si esaurisce con l’esplorazione della vena comica,
ma prosegue con la partecipazione a pièces di teatro sperimentale o a ruoli fortemente
drammatici per il cinema.
Mauro Villata, oltre quindici anni di carriera, ha partecipato a ben cinque edizioni di Colorado
portando in scena un numero incredibile di personaggi: dal giardiniere barzellettiere all’attore
imbranato. Ha preso parte anche a due edizioni della trasmissione Eccezionale Veramente,
per poi approdare alle commedie teatrali in veste di attore.
Marco e Mauro, il duo comico piemontese più famoso e amato, da oltre quarant’anni sulla
cresta dell’onda con i loro personaggi paradossali, la satira di costume e i riferimenti alla storia
e ai miti del Piemonte. Non hanno mai dimenticato il dialetto e sanno ben calibrare ingredienti
diversi, in una girandola di figure e accadimenti stravaganti, che tanto piacciono al pubblico.
Il Maestro Giorgio Bolognese eseguirà insieme all’Orchestra Filarmonica Bosconerese
alcune delle sue composizioni, tutte assolutamente originali. Tra queste “I bambini guardano”
– un brano che parla dei più piccoli, interpretato dalla mezzo soprano Emy Spadea, con i testi
del Regista Fulvio Crivello – e la toccante “2 luglio”, portata in scena per sensibilizzare sul
tema della violenza sulle donne; una melodia nata per piano solo, ma arrangiata questa volta
anche per oboe, per la presenza speciale del Maestro Domenico Mansueto.
INFO e ACQUISTO BIGLIETTI
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I biglietti sono in vendita con il circuito Ticket.it
(on-line e presso tutti i punti vendita affiliati).
I posti sono numerati, con due fasce
di prezzo: platea 20 euro e galleria 15 euro.

Di corsa (o anche solo, camminando) “per” Gaza

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“Run To Gaza” e “Voice of Gaza”: due eventi in una giornata per esprimere solidarietà e raccogliere fondi in aiuto al popolo di Gaza

Domenica 6 settembre

“Il 6 settembre Torino correrà e camminerà per Gaza. Lo farà per raccogliere fondi, sostenere chi cura, tenere viva la voce dei diritti e riaffermare che la solidarietà non è neutralità. E’ partecipazione. E’ responsabilità. E’ lotta. Torino corre verso Gaza. Torino corre per la libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese.
Torino corre perché non c’è pace senza giustizia
”.

Questo il messaggio, etico e politico, che sta alla base di “Run To Gaza” (“Corri a – per Gaza”), l’iniziativa di solidarietà – in cui il gioco di parole unisce il verbo “correre” al “codice” della Città di Torino – promossa da “Uisp Torino”“Arci Torino”“Torino per Gaza”“Global Sumud Italia”“Freedom Flottilia”“Emergency”  e dal Collettivo torinese “Azeytouna – L’Olivo”, con il patrocinio della stessa “Città di Torino”. Tutto il ricavato sarà destinato a “Emergency” e a “Medici Senza Frontiere”, a sostegno dei loro interventi da tempo attivati e mai cessati in Palestina, in quella sottile, oggi pressoché annullata, “Striscia di Gaza” affacciata sul Mediterraneo e ormai da anni afflitta da una gravissima crisi umanitaria e da un’insanabile emergenza sanitaria (circa 75mila morti, di cui 21mila minori e il più alto tasso di “amputazioni” infantili al mondo) causata dal conflitto iniziato dopo l’attacco a sorpresa di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023.

L’appuntamento è per la prossima domenica 6 settembre e, come da titolo, si tratta di un invito a “correre” o anche solo a “camminare” (pure in situazioni di mobilità ridotta o con carrozzine, passeggini e cani al guinzaglio) come segno di una vera e propria “mobilitazione cittadina” che per gli organizzatori intende unire “sostegno umanitario, consapevolezza, denuncia e impegno politico”. Una corsa non competitiva, aperta a tutti, che vedrà come punto di ritrovo il “Parco del Valentino” (ore 9) e si snoderà, per quattro chilometri, toccando prima i “Murazzi”, per poi dirigersi lungo corso San Maurizio e arrivo in piazza della Repubblica.

Oltre 50 sono già le “realtà” che hanno aderito, tra associazioni, gruppi e partiti politici, tra i quali “Acli”, “Cgil”, “Anpi”, “Amnesty International”, “Fridays For Future”, “Libera”, “Pd”, “Movimento 5 Stelle”, “Avs”. E la lista è in continuo aggiornamento.

Per info e iscrizioni “pagina Instagram”:

https://www.instagram.com/run.to.gaza?igsi=bnlmMThyNnNxNWpl

Ma non solo. Dopo l’evento mattutino, la giornata proseguirà al “Bunker” di via Niccolò Paganini 0/200, dove, dalle 18, la “Corsa mattutina” si trasformerà in una “Serata di musica, spettacolo e condivisione, dal titolo “Voice of Gaza. Hanno già confermato la loro presenza sul palco Luca Morino (voce e anima dei “Mau Mau”, che al “Bunker” si esibirà con la “VoodooFolk Orchestra” in un “live” capace di unire il “sound” globale con l’“elettronica” e le “percussioni africane”), insieme ai torinesi “Afrodream” e a Max Casacci (produttore, chitarrista e fondatore dei “Subsonica”) che con la sua “Earthphonia Live porterà sul palco “paesaggi sonori” in sostituzione dei classici strumenti musicali. Con loro, anche Cheb Bachir (tra i più autentici rappresentanti della scena tunisina attuale), i “Kalergi Kids” con il Collettivo torinese dei “Marmellata Set” e di “Sinapsi”, per chiudere (ma la scaletta è in continuo aggiornamento) con i “dj” e “producer”, l’uno torinese e l’altro eporediese, Emiliano Comollo e Enea Pascal (al secolo, Michele Pascarella).

Una vera e propria “maratona musicale”, con la Palestina sempre e in ogni istante come “comune denominatore”.

La serata ospiterà anche un estratto da “Questa terra è la tua terra”, lo spettacolo-canzone del torinese Carsico (nome d’arte del cantautore Francesco Cavecchi), con Roberta Lanave e Simone Pozzi, introdotto dalle “Veiled Spies” (quattro ragazze musulmane di Torino cui si deve una “pagina social” seguitissima su “Instagram” e “TikTok”) e incentrato sulla storia della “canzone politica e di protesta americana”, nonché ispirato al celebre brano “This Land Is Your Land” di Woody Guthrie.

Attenzione! Durante l’appuntamento al “Bunker” sarà possibile acquistare un “biglietto sospeso”: un gesto semplice che permette anche a qualcun altro di prendere parte a questo progetto. Si può raddoppiare o triplicare la donazione e, insieme, allargare il pubblico di questo concerto.

Per comunicare i “biglietti sospesi” scrivere a: vanchiglietta.bocciofila@gmail.com

g.m.

Nelle foto: Manifesto “Run To Gaza”; Luca Morino e i “VoodooFolk Orkestra”; Max Casacci (Ph. Paolo Ranzani): “Afrodream”

Paolo Conte tra musica, immagini e parole: Ovada, arriva “Sono venuto a suonare”  

 

Martedì 1 settembre, alle 21, il Teatro Dino Crocco di Ovada ospita Federico Sacchi ed Enrico Giaretta per un viaggio nell’universo poetico e musicale di Paolo Conte.

Settembre si apre  con un appuntamento del “Attraverso Festival” dedicato a uno degli artisti più originali e riconoscibili della musica italiana: Paolo Conte. Martedì 1 settembre, alle 21, il Teatro Dino Crocco di Ovada, in provincia di Alessandria, accoglierà Sono venuto a suonare, spettacolo-concerto dedicato a Paolo Conte, ideato e interpretato dal musicteller e divulgatore musicale Federico Sacchi, insieme al pianista e cantautore Enrico Giaretta.

Non sarà un semplice concerto, né una tradizionale conferenza musicale. Lo spettacolo nasce dall’incontro tra storytelling, musica, teatro, immagini e nuove tecnologie e accompagna il pubblico alla scoperta della prima parte della parabola artistica di Conte, ricostruendone il percorso umano e professionale attraverso le canzoni, le collaborazioni e le figure che hanno contribuito a costruirne il mito.

La vicenda artistica di Paolo Conte attraversa infatti alcune delle pagine più significative della musica italiana del secondo Novecento. Dopo gli esordi come autore per altri interpreti negli anni Sessanta, Conte diventa negli anni Settanta un cantautore di culto, fino alla consacrazione internazionale arrivata nel decennio successivo. La sua musica, sospesa tra jazz, chanson, swing e suggestioni cinematografiche, trova soprattutto in Francia un pubblico particolarmente attento, per poi conquistare progressivamente l’intero continente europeo.

Sono venuto a suonare si concentra proprio su questa fase della carriera dell’artista astigiano, mettendo in luce anche il ruolo delle persone che ne hanno accompagnato il percorso. Tra queste, il manager Renzo Fantini e i numerosi musicisti che hanno lavorato con Conte in studio e dal vivo, contribuendo a definire quel particolare universo sonoro diventato nel tempo immediatamente riconoscibile.

A condurre il pubblico attraverso questo racconto sarà Federico Sacchi, da oltre quindici anni impegnato nella divulgazione musicale in diverse forme, dalla critica all’organizzazione di eventi, dalla produzione alla conduzione. Sacchi è autore, regista e interprete del format L’esperienza d’ascolto, una serie di documentari dal vivo che unisce racconto, musica, teatro e video per restituire nuova attenzione ad artisti e fenomeni musicali spesso dimenticati o raccontati in maniera parziale. Accanto a Sacchi ci sarà Enrico Giaretta, pianista e cantautore che vanta un legame particolarmente significativo con la tradizione musicale italiana e, soprattutto, con Paolo Conte. Nato a Latina nel 1970, Giaretta ha iniziato la propria carriera concertistica al fianco del violinista Olen Cesari e ha collaborato per circa tredici anni con Franco Califano, del quale è stato pianista, allievo e coautore.

L’appuntamento di Ovada inaugura il mese di settembre di Attraverso Festival, progetto dell’Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour ETS e Produzioni Fuorivia, realizzato con la collaborazione dell’Ente Aree Protette Appennino Piemontese e il patrocinio di UNESCO World Heritage List – Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato.

Valeria Rombolà

Foto: Ufficio Stampa Attraverso Festival

Il Requiem di guerra di Britten con l’Orchestra Sinfonica della RAI inaugura MITO

 Il 6 settembre al teatro alla Scala di Milano e il 7 settembre all’Auditorium RAI di Torino

Domenica 6 settembre alle 20 alla Scala di Milano (con collegamento in diretta su Radio 3)  e lunedì 7 settembre alle ore 21 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino  inaugurerà il Festival MITO SettembreMusica, con il War Requiem op. 66 di Benjamin Britten.
Verrà così anche celebrato il grande cinquantenario della scomparsa del noto compositore inglese. Protagonista l’orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Simone Young e affiancata dal Coro e dal Coro di Voci  Bianche del Teatro Regio di Torino, diretti rispettivamente da Gea Garatti Ansini e da Claudio Fenoglio, con la partecipazione del baritono Bo Skovhus e del tenore Allan  Clyton e del soprano Elena Guseva.

Il War Requiem rappresenta  un’opera di proporzioni mastodontiche, radicalmente antibellica, organizzata su tre piani distinti, capaci talvolta si intersecarsi. Una grande orchestra con coro e voce di soprano che intonano il testo latino liturgico della Missa pro defunctis e rappresentano la tradizione religiosa.
Due voci maschili di tenore e baritono, accompagnate da un’orchestra da camera, che cantano i testi del poeta Wilfren Owen, morto sul campo di battaglia della prima guerra mondiale, che rappresentano due soldati e la cruda realtà della guerra. Un coro di bambini , accompagnato dall’organo, a simboleggiare la purezza e l’innocenza.
Il capolavoro di Britten si presenta musicalmente come un flusso continuo di emotività, che passa dal sacro al profano, creando forti contrasti tra la dimensione remota e atemporale della liturgia e il presente crudo e violento dei testi poetici di Owen. Il poeta inglese morì nel 1918 a soli venticinque anni, a una settimana dall’armistizio che pose fine alla prima guerra mondiale. Le sue poesie furono pubblicate postume  nel 1920. Vent’anni dopo,  nel novembre del 1940, quando Britten aveva ventisette anni e si trovava  negli Stati Uniti, la città inglese di Coventry, nei pressi di Birmingham, fu quasi interamente distrutta da un bombardamento tedesco. L’episodio divenne talmente emblematico della violenza rovinosa della seconda guerra mondiale che nacque un neologismo “coventrizzare” per indicare  la distruzione totale di un luogo.

Solo ventidue anni dopo, nel maggio 1962, la città potè celebrare la sua definitiva rinascita,  con la cerimonia di consacrazione della ricostruita cattedrale di St. Michele e per l’occasione venne commissionata proprio a Britten, il più grande compositore dell’epoca, un’opera sinfonico corale,  il War Requiem , che godette di fama e fortuna rare. La partitura fu dedicata alla memoria di quattro militari di marina deceduti, tra cui tre uccisi durante la seconda guerra mondiale e un tenente della Royal New Zeland NaVal Volunteer Reserve, morto suicida diversi anni dopo.

La personalità teatrale di Britten , che proprio con opere come ‘Peter Grimes’, ‘Billy Budd’ e ‘The Turn of the Screw’ aveva ottenuto i suoi più grandi successi, traspare nettamente nel War Requiem, tanto che il paragone più frequentemente utilizzato è  quello con la Messa da Requiem di  Verdi, opera sacra e teatrale al tempo stesso. Ma la sostanza drammatica della pagina non è un aspetto superficiale, ma risponde piuttosto a un’esigenza profonda del suo autore, che è quella di conciliare la spettacolarità di un organico orchestrale e corale grandioso, con il bisogno di riflettere la dimensione più raccolta della musica da camera. E si tratta di un’integrazione perfettamente riuscita, grazie anche alla scelta di giustapporre testi liturgici a poesie novecentesche, in una perfetta simbiosi, nella quale le due fonti traggono forza le une dalle altre.

A interpretare il War Requiem, in occasione dei due concerti inaugurali del Festival MITO, arrivato alla su ventesima edizione, la prima firmata da Speranza Scappucci, è la direttrice d’orchestra australiana Simona Young, che dal 2022 ricopre il ruolo di Direttrice Principale della Sydney Symphony Orchestra, dopo essere stata direttrice artistica della Staatsoper di Amburgo e direttrice musicale generale della Philharmonisches Stawtsorchester della stessa città tedesca.

Auditorium RAI Arturo Toscanini

Piazza Rossaro

Tel 0118104996

Biglietteria www.mitosettembremusica.it

Mara Martellotta

“Ti chiedo scusa Se poi sono partita…”

SE SEI DI TORINO E VUOI UN LUOGO MERAVIGLIOSO DOVE CONDIVIDERE LEGGI . . . https://www.modernews.online/59229_il-salotto-delle-emozioni-quando-lincontro-torna-a-essere-autentico/

Dalla Regione un aiuto al comparto cinema

Si è aperta lunedì 31 agosto la seconda sessione 2026 del Piemonte Film TV Fund, il bando della Regione Piemonte finanziato attraverso fondi FESR 2021-2027 per sostenere le imprese cinematografiche e audiovisive che scelgono il Piemonte per la realizzazione delle proprie produzioni. La nuova finestra parte con una dotazione di 3 milioni di euro e resterà aperta fino alle ore 12 di venerdì 2 ottobre 2026 e verrà inoltre rafforzata attraverso il recupero di risorse residue pari a circa 920 mila euro, derivanti da rinunce, revoche e riduzioni relative a contributi precedentemente concessi. La Regione è al lavoro sulla relativa determinazione, con l’obiettivo di rendere nuovamente disponibili queste risorse a sostegno del comparto cinematografico e audiovisivo.

Il Piemonte Film TV Fund è uno dei principali strumenti della strategia regionale per rafforzare la filiera cinematografica e audiovisiva e aumentare la capacità del territorio di attrarre nuove produzioni. La misura sostiene gli investimenti delle imprese e punta a generare ricadute sull’intero sistema economico piemontese, coinvolgendo professionisti, maestranze, imprese tecniche e creative, strutture ricettive e servizi.  Per il 2026 il bando dispone di una dotazione complessiva iniziale di 7 milioni di euro, suddivisa in due sessioni: 4 milioni per la prima e 3 milioni per la seconda. La prima sessione si è conclusa con 28 domande presentate, 24 progetti ammessi e 13 finanziati, per un totale di 4 milioni di euro. Tra i progetti sostenuti figurano lungometraggi e serie televisive destinati a portare ancora una volta il Piemonte e le sue professionalità sui grandi schermi e sulle piattaforme nazionali e internazionali.

«La scelta è quella di non lasciare inutilizzata neppure una parte delle risorse disponibili e di riportarle sul territorio, dove possono trasformarsi in nuove produzioni e nuove opportunità – dichiarano gli assessori regionali Marina Chiarelli e Andrea Tronzano –. Per questo ai 3 milioni della seconda sessione del Piemonte Film TV Fund puntiamo ad aggiungere altre 920 mila euro recuperati dalle precedenti programmazioni. È un segnale concreto a un settore che in questi anni ha trovato in Piemonte condizioni sempre più favorevoli per produrre e investire. Ogni nuova produzione attiva professionalità, imprese e servizi, porta lavoro sui territori e contribuisce a far conoscere il Piemonte ben oltre i suoi confini. La sfida ora è consolidare questa crescita e rendere la nostra regione sempre più competitiva e attrattiva nel panorama cinematografico e audiovisivo».

La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese del settore della produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva in possesso dei requisiti previsti dal bando. Tra le spese ammissibili rientrano i costi sostenuti in Piemonte per il personale, i professionisti del settore cinematografico e i fornitori di beni e servizi. L’obiettivo è favorire l’attrazione e l’incremento degli investimenti sul territorio, sviluppare l’indotto e l’occupazione e consolidare la presenza in Piemonte delle imprese e delle produzioni audiovisive.

 

Le domande per la seconda sessione potranno essere presentate fino alle ore 12 di venerdì 2 ottobre 2026

A Cuneo dal 2 al 6 settembre la ventesima edizione di Mirabilia

Migliaia di artisti e vent’anni di strada e territori attraversati e incontri: torna anche quest’anno dal 2 al 6 settembre Mirabilia International Circus & Performing Arts , il festival che porta a Cuneo il cuore della sua ventesima edizione, trasformando la città in una grande scena a cielo aperto.

61 compagnie da tutto il mondo, 9 città coinvolte, 50 location, 9 prima assolute, 4 anteprime, 2 prime europee, 5 prime nazionali, 9 prime regionali.

Dopo il viaggio on the road, iniziato il 2 luglio a Busca e proseguito attraverso Roccasparvera, Savigliano, Pontechianale, Alba, Vernante e Chiusa di Pesio, Mirabilia approda a Cuneo dal 2 al 6 settembre  per “The Festival”, il grande appuntamento internazionale e cuore della ventesima edizione, prima di proseguire verso le ultime tappe di Dogliani e Carrù.  Si tratta di un percorso che in questa edizione coinvolge 61 compagnie internazionali,  170 repliche, nove città  e oltre 50 location, confermando la vocazione di Mirabilia a intrecciare le arti performative con l’identità dei territori e a trasformare piazze, strade, teatri, cortili e luoghi culturali in spazi di incontro e di spettacolo.
Dal 2 al 6 settembre saranno cinque giorni durante i quali il percorso estivo confluirà a Cuneo in un programma ricco di spettacoli, prime, incontri, e progetti internazionali, con artisti provenienti da diversi Paesi e una proposta capace di attraversare diversi mondi, quello del circo contemporaneo, della danza, del teatro, delle arti urbane e dei nuovi linguaggi.
Cuneo diventa il palcoscenico e il punto centrale di un viaggio che da vent’anni continua a costruirsi attraverso artisti, attori e pubblico.

Il titolo scelto per l’edizione 2026 è  “Caminante, no hay camino, se hace camino al andar”, celebre verso di Antonio Machado, che sintetizza lo spirito di questo ventennale, una strada costruita nel tempo attraverso artisti, spettacoli, luoghi e incontri, ma anche uno sguardo rivolto al futuro e alla capacità dell’arte di aprire possibilità ancora da esplorare.
“Vent’anni significano vent’anni di strade percorse, di piazze attraversate, di artisti incontrati e di spettacoli che risultano cresciuti insieme al Festival e ai territori  – ha sottolineato il direttore artistico del Festival Mirabilia Fabrizio Gavosto – In questi anni abbiamo visto nascere relazioni, costruito nuovi pubblici e portato a Cuneo e nella provincia artisti e linguaggi  provenienti da tutto il mondo.
Per questo abbiamo scelto le parole di Machado, perché Mirabilia non ha mai avuto una strada tracciata, ma ha costruito il proprio percorso camminando, aprendosi ogni volta a nuovi incontri e possibilità.
Oggi, vent’anni dopo il primo passo, continuiamo a guardare avanti con la stessa curiosità, convinti che la cultura abbia la capacità di creare connessioni e che l’arte possa aiutarci a immaginare ciò che ancora non conosciamo.
Cuneo rappresenta il cuore di questo cammino. Dal 2 al 6 settembre tutti i percorsi dell’edizione 2026 si incontreranno per dare vita a un festival che vuole continuare a crescere, insieme agli artisti, alla città e al pubblico”.

L’apertura sarà affidata alla Prima regionale di _Meraviglia!_ di Ondadurto Teatro e alla Prima nazionale di _ Multiperspectivas #3_ di Paula Quintas Cía. Si tratta di un’apertura che mette in evidenza la vocazione internazionale del Festival, la ricerca contemporanea e la contaminazione tra linguaggi e nuove forme di relazione con il pubblico.
Si tratta di due spettacoli molto diversi per linguaggio e modalità di relazione con gli spettatori, che segnano l’avvio di un programma nel quale la ricerca performativa, la dimensione urbana e il coinvolgimento del pubblico saranno elementi centrali.

La giornata prende avvio alle 18.15 alla Tettoia Virginio con la presentazione del programma 2026 di UTPlay- Università di Torino Performance & Digital Playground, progetto dell’ateneo torinese dedicato all’incontro tra arti performative, ricerca e innovazione tecnologica, che sarà presente nel corso del Festival con performance,  installazioni e progetti dedicati ai nuovi linguaggi.
Alle 19.30, in piazza Virginio, andrà in scena il primo spettacolo senza parole _Meraviglia!_, che invita il pubblico a fermarsi e riscoprire la capacità di stupirsi. Macchine sceniche e  monumentali, figure surreali, teatro fisico, danza e Nouveau cirque costituiscono un viaggio visionario nel quale esseri umani e natura tornano a incontrarsi, trasformando lo spazio urbano in un luogo di poesia e immaginazione. Il rapporto con l’ambiente e la necessità di guardare il mondo con uno sguardo nuovo attraversano una creazione pensata per dialogare direttamente con la città.  L’appuntamento assume un significato particolare: i giovani che partecipano a _Meraviglia!_ saranno gli stessi che, nei giorni successivi, indosseranno le magliette riconoscibili arancioni dei volontari di MIrabilia.
Presso il Mercato Coperto, alle 21.30 la serata proseguirà con la prima nazionale di _Multiperspectivas #3_ di Paula Quinta Cía, creazione nata da una ricerca sui confini tra circo, arti performative e danza contemporanea. Fili tesi, movimento, improvvisazione e suono trasformano lo spazio in un ambiente condiviso, mettendo in discussione il rapporto tra osservatore e osservato. Il pubblico è  invitato a partecipare e le sue presenze e scelte  contribuiscono a rendere diversa ogni esperienza, facendo della percezione e della relazione parte integrante della performance.
La creazione, sviluppata tra Spagna e Portogallo, intreccia danza, funambulismo, circo, video, improvvisazione e porta a Mirabilia un dispositivo scenico in cui la distanza tradizionale tra chi agisce e chi guarda viene continuamente rimessa in discussione. Il lavoro è  stato riconosciuto da RedEscena come migliore spettacolo di circo.
Tra le direttrici principali del Festival è  presente proprio il circo contemporaneo,  inteso non soltanto come virtuosismo e acrobazia, ma come linguaggio capace di raccontare il corpo, le relazioni, la fiducia e il rapporto con il mondo.

Il 3 settembre, alle 20.45, alla Cour du Festival va in scena una prima europea con la compagnia cilena Los Nadies Circo che porta in scena _La Artista_ , un viaggio sensoriale dietro il processo creativo di una pittrice. Tele, colori, gesti e visioni trasformano progressivamente la scena in un quadro vivente, accompagnando il pubblico attraverso la passione, la solitudine e l’ossessione che possono attraversare il lavoro dell’artista. Il circo contemporaneo dialoga qui con le arti visive, trasformando il gesto acrobatico e la costruzione scenica in parte di un processo creativo.
Nella stessa giornata, alle 18, in piazza Foro Boario, gli spagnoli  PakiPaya presenteranno in prima italiana _Toca Toca_, miscela di circo aereo, teatro e comicità costruita intorno alla comicità di due personaggi, Antonio e Alicia. Sempre il 3 settembre, alle 18.30, in piazza Virginio incontro tra circo, teatro, clownerie e opera lirica con _Opera Guitta_ ,  in cui le grandi arie del melodramma verranno reinterpretate attraverso la comicità e il virtuosismo dei performer. Dopo aver accolto Trioche e Longuel, piazza Virginio, alle 21.30, ospiterà  Gambeinspalla teatro con _Loco-Motiv_, performance itinerante nella quale una locomotiva surreale attraversa strade, piazze, trasportando sogni e nuvole, desideri e invenzioni.

Il 4 settembre alle 16.30 a largo Audifreddi Mistral presenta uno spettacolo dal titolo _Fidati di Me_ in cui otto volontari devono sostenere una struttura composta da quattro cavi e da un palo cinese alto cinque metri. L’artista, su questa base, costruisce una sequenza di acrobazie, comicità,  equilibrio e suspense in cui la fiducia è  la condizione concreta per realizzare la performance,  che verrà replicata alle 19 in piazza Virginio e il 5 settembre, dalle 16 alle 18.10, in piazza Foro Boario, confermando la vocazione itinerante del progetto.
Nella stessa giornata alle 21 alla Tettoia Virginio Hanami proporrà uno spettacolo circense multidisciplinare in cui acrobatica, musica e arti visive rappresentano un viaggio sospeso tra terra e cielo, dal titolo _Lusin_
Il 4 settembre il programma si arricchisce con Sienta la Cabeza, prima regionale che trasformerà lo spazio del Foro Boario alle 21 in un originale hairstyling artistico, ritornandovi poi il 5 e 6 settembre.
Il 5 settembre alle 17.30 e con successive repliche, in piazza Galimberti, approda uno degli appuntamenti più  attesi e di maggior impatto visivo del Festival _Wild_ di Motionhouse, in prima regionale.
In una foresta verticale fatta di pali alti fino a 5 metri, danza acrobatica e partnering narrano il rapporto tra natura e essere umano, attraverso corpi che si arrampicano, si lanciano, si inseguono, creando nella piazza un ambiente scenico simile a una foresta urbana nel cuore della città.
Sempre il 5 settembre, in piazza Galimberti, alle 18.30 e con repliche successive, si terrà la prima nazionale di _Runners_ di Hippana Maleta, unione di giocolieri, musica dal vivo e comicità fisica, in una riflessione sul movimento e sulla condizione umana.
Il 6 settembre, alla Cour du Festival, si terrà  l’anteprima di _Incipit Company_ lo Bestia_ che ha recentemente concluso un periodo di residenza artistica a Busca, in seno al progetto PerformingLands Artisti  nei Territori che l’Associazione culturale IdeAgorà sviluppa ormai da dieci anni.

La danza di Mirabilia 2026 sviluppa un percorso sui temi dell’identità, del lavoro e del rapporto con l’ambiente e la possibilità di immaginare nuove forme di convivenza. Si inizia con due appuntamenti il 3 settembre prossimo, presso il Teatro Toselli: il primo alle 21.00, con la Prima Regionale di “LIF” di Zappalà Danza / Claudio Scalia”, una nuova creazione coreografica che porta al Festival una riflessione fisica e visionaria sulle conseguenze del Ragnarök e sulla possibilità di una rinascita dopo la distruzione, e a seguire, alle 21.40, Contemporary Acne con l’esibizione “Fly me to the moon”, tra danza contemporanea, acrobatica e teatro fisico, corpi, slanci e cadute che diventano metafora della ricerca di libertà e della fiducia reciproca. Il 4 settembre si proseguirà con due imperdibili appuntamenti alla Cour du Festival: alle 20.50 Abbondanza/Bertoni proporrà l’anteprima di “Figlia Santa”, e alle 22.30 avrà luogo la prima regionale di “Altre Direzioni – 20 anni di Twain”.

Il progetto green “Into the woods” sarà al centro della programmazione del 5 settembre, quando alle ore 17 e alle ore 19 andrà in scena la prima assoluta di “Radura”, a cura del BallettoTeatro di Torino, mentre alle 17.25 e alle 19.25 il progetto artistico  “Nel Segno del Leone” di Natiscalzi DT / Tommaso Monza svilupperà una ricerca site-specific tra corpo, natura e immaginario. Sempre il 5 settembre, alle 16.15 e successive repliche, presso il Cortile della sede della Fondazione CRC, EgriBiancoDanza presenterà la prima assoluta di “Arrival”, nuova creazione che interroga il presente attraverso il corpo contemporaneo. Al Teatro Toselli, alle 21.00, Abbondanza/Bertoni tornerà con la prima regionale di “Replica”. Alle 22.30, in Largo Audiffredi, la prima regionale di “Cuentas Corrientes”, di Jessica Castellón & Boris Orihuela, affronterà con ironia e fisicità la pressione del lavoro contemporaneo. Il percorso si concluderà il 6 settembre con “Dinner is Served” presso la Tettoia di Piazza Virginio alle 16:30 (con replica alle 17:30), esibizione a cura della giovane coreografa e danzatrice Francesca De Girolamo, finalista del Premio Twain 2026.  Alle 18.00, al Teatro Toselli, sarà la volta della prima di “Antigone” di Natiscalzi DT / Tommaso Monza.

Mara Martellotta

“Attraverso Festival”… si riaccendono i motori

Riprende il cammino (fino al 18 settembre) la rassegna culturale itinerante tra le Terre “Unesco” di Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese

Sabato 29 e domenica 30 agosto

La Morra (Cuneo) / Castellazzo Bormida e Bosio (Alessandria)

Dopo una breve pausa ferragostana, “Attraverso Festival” (progetto ideato dall’Associazione Culturale “Hiroshima Mon Amour ETS” e “Produzioni Fuorivia”) ritorna a viaggiare tra le Terre “UNESCO” di Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese con la preziosa proposta di nuovi appuntamenti che confermano lo spirito “# pop” della sua undicesima edizione, ovvero la “popolarità”, la spiccata “trasversalità” e la brillante capacità di “intrecciare” via via teatro, musica e narrazione.

Così, dopo gli appuntamenti di mercoledì 26 e di venerdì 28 agosto scorsi nell’alessandrino, a Mornese e a Casale Monferrato, rispettivamente con Federico Buffa (che ha portato in scena “Il futuro è tra mezz’ora”. Le ultime 48 ore di Lucio Dalla”) e con l’attore genovese Luca Bizzarri (che nel Cortile di “Palazzo Langosco” a Casale ha presentato lo spettacolo nato dal suo podcast quotidiano “Non hanno un amico”), “Attraverso Festival” promette un fine settimana di tutto interesse con una terna di appuntamenti che raccontano, in piena libertà di narrazione, mondi apparentemente lontani tra loro ma, in realtà, assolutamente complementari. Fidatevi!

Due , in contemporanea (a voi la scelta), sabato 29 agosto.

Il primo vede (ore 21), sul “Belvedere San Francesco” di La Morra (Cuneo), il bellunese drammaturgo, regista, attore e scrittore (nonché produttore cinematografico) Marco Paolini, che ritorna sul palco della rassegna con il suo “Bestiario idrico”, progetto scritto insieme allo scienziato e scrittore italo-britannico Giulio Boccaletti (direttore della “Fondazione CMCC – Centro Euro-Medterraneo sui Cambiamenti Climatici”) che affronta il rapporto tra uomo e acqua come “chiave di lettura del paesaggio, della memoria e delle trasformazioni ambientali e sociali del nostro tempo”. Alla drammaturgia hanno lavorato Marta Diego Dalla Via, con Michela Signori, mentre sul palco Paolini è affiancato dalla voce di Patrizia Laquidara. Il tema proposto è tema di assoluta attualità per un attore (i cui spettacoli sono in larga parte monologhi spesso recitati in lingua veneta) considerato fra i massimi esponenti del cosiddetto “teatro civile” o “teatro di narrazione”: un teatro che sulla scia, di certo non facile da seguire, dell’indimenticato “Mistero Buffo” di Dario Fo si fonda sul racconto di un performer che (senza trucco, costumi o scenografia) assume “la funzione di narratore, con la propria identità non sostituita, cioè senza interpretare un personaggio”. Dal palco di “Bestiario idrico”, Paolini “ci guida con la sua inconfondibile narrazione tra riflessioni sul cambiamento climatico, politiche dell’acqua e storia del territorio, svelando come la gestione delle risorse idriche abbia modellato non solo il paesaggio, ma anche le comunità, l’economia e le relazioni sociali”. Nelle parole dell’attore bellunese, troviamo tutti noi, il nostro presente, le scelte di un passato spesso da dimenticare e di un futuro inquietante anzichenò. Ingresso 25 euro.

Nello stessa serata (e sempre alle 21Castellazzo Bormida (Alessandria) apre gratuitamente le porte della “Piazza Chiesa Santa Maria della Corte” all’albese Oscar Farinetti, fondatore del colosso “Eataly” (ed ex proprietario della catena di Grande Distribuzione “Unieuro”), che con “C’era una volta una zucca… Storia per una nuova umanità” propone una narrazione capace di intrecciare cibo, territorio e visione del futuro, in perfetta sintonia con il dialogo che il “Festival” costruisce ogni anno con le comunità locali. Il suo vuole essere, ancora una volta, un invito a “ripensare al nostro rapporto con il cibo, non solo come nutrimento, ma come strumento culturale, etico e sociale, capace di generare benessere diffuso e relazioni autentiche”.

In chiusura della prima settimana del “ritorno” sarà ancora, questa volta domenica 30 agosto (ore 17), Marco Paolini in scena in una location naturale che da sola “vale il viaggio”: l’anfiteatro naturale dell’“Ecomuseo di Cascina Moglioni”, antico insediamento rurale situato nell’area protetta del “Parco Capanne di Marcarolo”, nell’alessandrina Bosio. Qui l’attore presenta ANTENATI – the grave party”, un racconto ad un tempo “epico e comico” che attraversa ottomila generazioni di storia umana, a partire da quel piccolo, sperduto nei tempi dei tempi, nucleo africano da cui tutti gli abitanti della Terra della nostra specie provengono. Ad accompagnare Paolini, le musiche di Fabio Barovero, con la direzione tecnica e fonica di Piero Chinello e disegno, luci e scene di Michele MescalchinIngresso 15 euro.

I biglietti per gli spettacoli sono disponibili tramite il circuito www.mailticket.it

Per info e programma dettagliato: www.attraversofestival.it

 

  1. m.

 

Nelle foto: Marco Paolini (Ph. Gianluca Moretto); Oscar Farinetti

Experience dance project domenica su Rai 2

Domenica 30 agosto alle ore 15.15 su Rai 2 per il Programma televisivo performer cup il Gruppo Experience dance project con la coreografia di Alessandra Colucci proporrà “La dimensione del vuoto”. Un plauso alle danzatrici torinesi che si stanno affermando sempre più nel mondo artistico e dello spettacolo.