SPETTACOLI- Pagina 2

Un viaggio tra scienza, stelle e immaginazione: “Lampi di genio”

Con Katia Capato, in scena presso la Sala Scicluna

Sabato 17 gennaio alle 17.45, e domenica 18 alla medesima ora, nella Sala Scicluna di via Renato Martorelli 78, a Torino, per la stagione eventi 2025/2026 “Nove di coppe”, andrà in scena la pièce teatrale “Lampi di genio”, scritto, creato e interpretato da Katia Capato. Si tratta di un viaggio teatrale che attraversa le epoche e le stelle narrando l’incontro immaginario tra una bambina e alcuni delle menti più luminose della storia: Ipazia, Nicola Tesla, Konstantin Ciolkovskij, Katherine Johnson e Samantha Cristoforetti. È attraverso questi incontri che la bambina, invisibile al pubblico ma presente in scena nei gesti e nelle trasformazioni, trova il coraggio di domandarsi chi è e cosa ama fare. La voce di Ipazia guida il racconto come un’eco antica che attraversa secoli di pensiero libero e lotta al fanatismo. Con la sua lucidità apre la strada a Tesla, genio elettrico inquieto che plasma lampi sospesi tra poesia e follia. Arriva poi Ciolkovskij, il sognatore del cosmo, autodidatta, che dalla sordità seppe alzarsi fino a immaginare i razzi e il viaggio interplanetario. Katherine Johnson porta in scena l’intelligenza rigorosa, il talento matematico e la dignità di una donna e madre afroamericana che ha scritto equazioni capaci di condurre l’umanità fino alla luna. Infine emerge una voce dal presente, quella di Samantha Cristoforetti, cala e di guardare la Terra dall’alto e restituirci l’unità dell’essere umano oltre ogni confine. Tutte queste figure offrono una sola domanda: cosa ti piace fare?

La bambina risponde con il teatro, trasformando ogni fragilità in energia creativa. Il racconto culmina in un incontro cosmico tra Ipazia e AstroSamantha, dove si rivela una percezione originaria, quella del Big Bang, scintilla iniziale e simbolo di una possibilità infinita.

Le repliche saranno anche in programma l’11 aprile alle ore 17.45 è il 12 aprile alla medesima ora.

Durante lo spettacolo sono presenti luci intense e effetti strobo.

Gian Giacomo Della Porta

Al Piccolo Regio Puccini ‘Pierino e il lupo’ 

Sabato 10 e domenica 11 gennaio alle ore 16 il Piccolo Regio Puccini aprirà le sue porte al pubblico dei giovani ascoltatori, a partire dai cinque anni, e delle loro famiglie con la favola sinfonica per voce recitante e orchestra di “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev. Le repliche saranno sabato 7 e domenica 8 febbraio alle ore 16.
L’orchestra del teatro Regio è  diretta dal Maestro Aram Khacheh, classe 1997, vincitore del prestigioso  concorso di direzione d’orchestra Cantelli 2024.
Progetto, messinscena e regia sono firmate da Controluce Teatro d’ombra, Cora De Maria, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas . Le sagome originali sono di Cora De Maria. Gli ombristi sono Cora De Maria, Irene Paloma Jona, Jenaro Meléndrez Chas, la maschera teatrale del lupo è  stata realizzata da Gisella Bigi. Ha collaborato l’Accademia di Belle Arti di Torino. La voce narrante è quella dell’attore Enrico Dusio.
Composta nel 1936 per far scoprire ai ragazzi l’orchestra, in “Pierino e il lupo” ogni personaggio è rappresentato da una sezione strumentale, gli archi per Pierino, il Flauto per l’uccellino, l’oboe per l’anatra, il clarinetto per il gatto, i corni per il lupo, il fagotto per il nonno, i legni e gli ottoni per i cacciatori e i timpani per i colpi di fucile.
‘In Famiglia’ presenta spettacoli, opere e concerti pensati per il pubblico dei più giovani e per i nuclei familiari, con condizioni di biglietteria dedicate. Accanto a titoli concepiti da compositori per i giovani ascoltatori, sono proposte versioni “pocket” di capolavori del repertorio, per avvicinare in modo graduale e coinvolgente al mondo del teatro musicale i più giovani. Si tratta di un calendario di occasioni assolutamente da non perdere per vivere insieme momenti lieti e memorabili al teatro Regio.
Prossimo appuntamento sarà  con Brundibár, opera per bambini di Hans Krása, in scena il 24 e 25 gennaio prossimi in occasione della Giornata della memoria.

Il costo del biglietto under 16 è  di 10 euro, intero di 20 euro; con il carnet a libera scelta il teatro Regio offre l’opportunità di assistere a quattro spettacoli a 80 euro, includendo l’ingresso per un adulto e un bambino e consentendo di scegliere tra le diverse proposte in cartellone.

Vendita online su  www.teatroregio.torino.it   e alla biglietteria del teatro Regio , in piazza Castello 215 e presso i punti Vivaticket.

Tel 0118815241, 0118815242

Mara     Martellotta

Al teatro Gobetti debutta “Le Dieu du Carnage” di Yasmina Reza

Con la regia di Antonio Zavatteri

Dal 13 al 18 gennaio prossimo, sarà in scena al teatro Gobetti la commedia pluripremiata “Le Dieu du Carnage” di Yasmina Reza, con la regia di Antonio Zavatteri. Si tratta di un commedia pluripremiata che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, a partire da Parigi, Londra e New York, diventata film di successo con la regia di Roman Polanski e continuamente riallestita. Il capolavoro di Yasmina Reza non finisce di divertire, di inquietante e irritare, sospesa com’è tra la satira violenta e un’empatica commiserazione per i suoi protagonisti. La commedia è stata scritta nel 2006 e ha mantenuto intatta la sua forza. Si tratta di un testo che ritrae l’interno borghese parigino, dove regna un’atmosfera compunta, cordiale e tollerante, che virerà in toni crudi e feroci. La dinamica è quella di una doppia coppia di genitori che hanno appena fatto conoscenza e si incontrano per risolvere da persone adulte u a questione che inizialmente pensano di minimizzare, una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli di 11 anni. A poco a poco, le maschere di benevolenza, tolleranza, buona creanza, apertura mentale e correttezza politica si sgretolano, e sotto quelle maschere appare il ghigno di un nume efferato e oscuro che dalla notte dei tempi ci governa, il dio del massacro.

Teatro Gobetti, via Rossini 8, Torino – 13-18 gennaio 2026 – info: martedì e giovedì ore 19.30/ mercoledì e venerdì ore 20.45/ sabato ore 16 e ore 19.30/ domenica ore 16 – biglietteria: teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it  da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19, lunedì riposo.

Mara Martellotta

Anime in Affitto”, una commedia che parla di noi

sabato 10 e domenica 11 gennaio 

TEATRO CARDINAL MASSAIA – Torino

Claudio Insegno racconta lo spettacolo: ”Anime in Affitto è una commedia che parla di noi, di tutte quelle volte in cui abbiamo avuto la sensazione di ripetere gli stessi errori, nelle relazioni e nella vita. 

È un viaggio ironico e romantico che attraversa due esistenze, mostrando come l’amore – quando è autentico – trovi sempre il modo di riportarci sulla strada giusta. 

Tra risate, momenti poetici e musica, lo spettacolo ci invita a guardare dentro noi stessi, con un sorriso.”

La commedia brillante, scritta da Claudio Insegno e Step Minotti, con la regia dello stesso
Insegno, è una pièce vivace e toccante, resa ancora più coinvolgente dalle musiche originali
di Bungaro e Max Calò, e dalle voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward –
due dei doppiatori più conosciuti in Italia – che arricchiscono lo spettacolo con intensità e
autenticità.

A Biella “La Magia della Luce, pellicola che passione!” 

Mercoledì 14 gennaio prossimo, alle ore 21, a Biella, presso il palazzo Gromo Losa si terrà l’evento di apertura delle serate culturali del Festival “La Magia della Luce, pellicola che passione!”, evento dal titolo “Carosello Storie e Personaggi”. Gli ospiti saranno di assoluto rilievo, tra cui il giornalista Marco Melegaro, autore di saggi sul Carosello, ultimo dei quali “Aspettando Carosello. Specchio e sogno di un’Italia spensierata”; Bruno Gambarotta, autore RAI, Enzo Perardi, regista di numerosi spot  del noto programma RAI , molti dei quali commissionati dallo storico Studio Armando Testa di Torino. Dai wafer Saiva a Bruno Bozzetto, passando attraverso i fratelli Taviani, Mario Soldati e Catherine Spaak, saranno proiettati gli originali spot televisivi, tutti girati in pellicola, capaci di restituirci uno spaccato del costume italiano dell’epoca e che inaugurarono un nuovo modo di concepire la pubblicità. Tutti gli spot sono a cura della Fondazione CSC Archivio Storico del Cinema di Impresa di Ivrea.
Sabato 17 gennaio, presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella,  verrà proiettato il primo film della rassegna cinematografica dal titolo “Bianco e nero: il cinema d’autore in 16 mm” e verrà proposto il film intitolato “Avvenne domani”, “It happened tomorrow”, nella prima edizione italiana  del 1946, film del 1944 diretto da René Clair e interpretato da Dick Powell, Linda Darnell, Jack Oakie, Edgar Kennedy e Sig Ruman, un film che coniuga il sogno con la realtà, il desiderio comune a tutti di sapere ciò che umanamente non si può sapere. Il riferimento alla fallibilità della stampa quotidiana rappresenta il punto più moderno e più tattile dell’intera pellicola, che vanta una grande regia del francese alla sua terza prova hollywoodiana e che, con questo film, ottenne due candidature ai Premi Oscar del 1945.

In concomitanza con gli eventi culturali, continuerà ad essere visitabile fino al 26 febbraio prossimo, presso lo Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, la mostra dedicata alla storia del cinema del Novecento, dove si potrà ammirare un set cinematografico appositamente ricostruito dall’artista Paolo Angelillo, una serie di macchine per il cinema rare e preziose, quali cineprese e proiettori, ed una scelta di video realizzati anche con pellicole d’epoca, il tutto proveniente da importanti collezioni museali e private.
Con questa mostra si potrà riscoprire la bellezza del cinema di un tempo  e ripercorrere l’evoluzione della tecnica cinematografica  in pellicola del Novecento.
Le successive serate culturali continueranno ad ospitare registi, giornalisti, storici e studiosi del cinema per dialogare su storia, personaggi, aneddoti e curiosità,  con focus sul territorio biellese. La rassegna di  proiezioni in pellicola 16mm., rigorosamente in bianco e nero, proporrà una serie di lungometraggi  d’epoca considerati vere e proprie opere d’autore della cinematografia mondiale.  Per il pubblico sarà un’occasione rara e preziosa per riscoprire il cinema in uno dei suoi formati originari, non come immagine digitale, ma come presenza viva, luminosa, che scorre realmente davanti ai nostri occhi trasformandola in esperienza sociale e di visione collettiva. Ogni proiezione sarà introdotta per accompagnare lo spettatore in un’esperienza che è, al tempo stesso, visione, memoria e scoperta.
I laboratori creativi per bambini, condotti da Franca Guiot, permetteranno ai più piccoli di inventare e elaborare immagini e storie fantastiche legate  al mondo dell’animazione filmica.
Ideata dal giornalista e regista Franco Fratto, Direttore del Festival e co- curatore insieme al docente dell’Università di Torino e già presidente ASTUT Marco Galloni, la mostra propone un percorso che unisce scienza e arte, tecnica e immaginazione.

“Rivedere un film in pellicola significa riaccendere un rito: la sala che si oscura, il fascio luminoso  che attraversa lo spazio, il suono intermittente del proiettore – spiega Franco Fratto – Si tratta di un’esperienza che riporta il pubblico all’essenza stessa del cinema – mentre aggiunge Marco Galloni “è come se queste macchine potessero parlare”.
“La Magia della Luce inaugura presso lo Spazio cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella a pochi giorni dal solstizio d’inverno, impreziosendo con le sue proiezioni il periodo in cui le notti sono più lunghe – spiega Michele Colombo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella – Un fascino antico quello del cinema nato forse dall’incanto dei primi uomini per le ombre proiettate dai fuochi sulle pareti delle grotte e sviluppato in un’arte tecnica e poetica al tempo stesso. Una mostra e un festival da vivere e visitare fino a febbraio”.
“Abbiamo voluto far riscoprire la poesia della macchina cinematografica- spiega Sabrina Sottile, presidente dell’Associazione culturale Sabrina Sottile Eventi d’arte di Torino, ente organizzatore del Festival – quel battito meccanico che ha dato vita alle immagini e che ancora oggi emoziona, anche senza proiettare nulla”.
Il Festival è organizzato dall’Associazione culturale Sabrina Sottile eventi d’arte, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, della Fondazione CRT, del Consiglio Regionale del Piemonte, Città di Biella,  Provincia di Biella e Unione Industriale Biellese, con la presenza di importanti partner istituzionali quali l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa CSC di Ivrea, il Ferrania Film Museum della Città di Cairo Montenotte, in provincia di Savona, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi, l’Università di Torino e altri importanti partner quali il Club Alpino Italiano della sezione di Biella.
L’evento è gratuito.
Referente del progetto Sabrina Sottile sab.sot@ alice.it

Ente organizzatore Associazione culturale Sabrina Sottile eventi d’arte Torino

Mara Martellotta

Ettore Pagano con l’Orchestra Rai diretta da Andrés Orozco-Estrada

 

Recente vincitore del premio Abbiati della critica musicale italiana, torna a suonare con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il giovanissimo violoncellista Ettore Pagano, protagonista del concerto in programma giovedì 8 gennaio, alle 20.30, presso l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in diretta da Radio 3 e in streaming sul portale di Rai Cultura sul canale Rai Play 2. Il concerto verrà replicato venerdì 9 gennaio alle ore 20, e trasmesso su Rai 5 alle 22.50.

Sul podio Andrés Orozco-Estrada, direttore principale dell’OSN Rai, nato in Colombia nel 1977, al debutto con la compagine Rai nel maggio 2022, con avvio di una collaborazione stabile nel 2023. Ettore Pagano, classe 2003, ha iniziato da giovanissimo una intensa attività concertistica in Italia e all’estero, arrivando a suonare in luoghi di assoluto prestigio. Per il suo ritorno con l’OSN Rai, con la quale è stato protagonista della Festa della Repubblica al Quirinale, alla presenza di Sergio Mattarella, presenta il Concerto n.1 in la minore per violoncello e orchestra op.33 di Camille Saint-Saëns. Il concerto fu composto nel 1872 ed eseguito per la prima volta l’anno successivo, e si presenta come un unico e grande arco musicale articolato in tre movimenti eseguiti senza interruzione. La sua architettura formale rappresenta un omaggio all’arte di Franz Liszt e alla sua “forma ciclica”, nella quale i temi musicali evolvono e riappaiono durante tutto il corso della composizione. In essa, il compositore sintetizza il suo stile, caratterizzato da una raffinata ricerca timbrica. In apertura di serata, Orozco-Estrada propone “Le Carnaval romain”, “Ouverture caractéristique op.9 H 95” di Hector Berlioz. Composto nel 1844, il brillante lavoro sinfonico offre nuova vita ai temi musicali di Berlioz. Il compositore riesce a fondervi magistralmente due elementi proncipali del suo lavoro teatrale: l’ardore amoroso e il vitalizio esuberante, caratteristici delle scene popolari del Carnevale. A concludere la serata, i poemi sinfonici di Respighi, a cui si deve il rinnovamento della scena musicale italiana dei primi del Novecento. Le due opere sono tratte dalla trilogia romana che richiama le suggestioni raccolte dal compositore durante i suoi viaggi a Roma, con un’attenzione verso la natura e le tradizioni popolari. “Fontane di Roma”, scritto nel 1916 ed eseguito al teatro Augusteo nel 1917, non ebbe particolare successo. Fu Arturo Toscanini a consacrare l’opera, l’anno seguente, alla Scala di Milano, proiettando Respighi nel successo internazionale. I movimenti dell’opera sono dedicati a quattro Fontane romane e al fascino che queste provocano nell’autore in un momento cruciale del giorno, quando si fondono con il paesaggio cittadino che le circonda. La serata si chiude con i “Pieni di Roma”, il secondo poema sinfonico di Respighi, scritto nel 1824 e diretto in prima esecuzione di Bernardino Molinari alla fine dello stesso anno, sempre all’Augusteo di Roma. Opera fra le più rappresentative dell’autore, celebra le bellezze della città amata, descrivendo con brillante perizia orchestrale ed evocandola attraverso emozioni spirituale e visioni fantastiche.

Biglietti: da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Info: 011 8104653 – 8104961 – biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

Debutto al Carignano dell’Otello, con drammaturgia di Dacia Maraini

Martedì 13 gennaio prossimo, alle ore 19.30, debutterà al Teatro Carignano l’Otelllo di W. Shakespeare, per la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia di Giorgio Pasotti, che sarà in scena con Giacomo Giorgio, protagonista nel ruolo di Otello, e noto al grande pubblico per il ruolo di Ciro in “Mare fuori”; Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly. L’adattamento scenico è di Antonio Prisco, la scena di Giovanni Cunsolo, le musiche di Patrizio Maria d’Artista, le immagini di Thierry Lechanteur, i costumi di Sabrina Beretta, le luci di Marco Palmieri. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo, in co-produzione con Marche Teatro, Stefano Francioli Produzioni e in collaborazione con il teatro Maria Caniglia, e resterà in scena fino a domenica 18 gennaio.

Mercoledì 14 gennaio, alle 17.30, presso il Circolo dei Lettori, il regista Giorgio Pasotti e gli attori della compagnia dialogheranno con Mariapaola Pierini, nell’ambito di “Retroscena”.

“Dopo cinque secoli, quest’opera ci mette di fronte a una società malata e incattivita. L’Otello è tragicamente attuale – dichiara Giorgio Pasotti – che si interroga sulla forza di un grande classico, come questo testo che parla ancora oggi alle giovani coscienze, insegnare attraverso la morale, mostrare il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate. La drammaturgia di Dacia Maraini si snoda attraverso una violenza che cresce senza alcun motivo, illusione del possesso, il delitto e il suicidio per stupidità. Lo spettacolo racconta la storia d’amore di Desdemona e Otello. Per il protagonista, incapace di gestire le emozioni, capitano coraggioso e leale, ma marito insicuro e geloso, forse lei era troppo ingenua, troppo sicura del suo amore e dell’amore di lui. Lui la uccide e poi mette fine alla sua stessa vita, per gelosia e possesso, come spesso succede nella società odierna”.

Gli incontri con il pubblico, dal titolo “Retroscena”, si terranno quest’anno al Circolo dei Lettori di via Bogino 9.

Info: Teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino – martedì, giovedì e sabato ore 19.30/mercoledì e venerdì ore 20.45/sabato ore 19.30/ domenica ore 16 – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it , orario da martedì a sabato dalle 13 alle 19 – domenica dalle 14 alle 19 – lunedì riposo.

Mara Martellotta

Marco & Mauro al teatro Erba: “A Santhià non si vede un Kansas”

Al teatro Erba di Torino da venerdì 16 a domenica 18 gennaio per Piemonte in scena attesissimi MARCO & MAURO  con “A Santhià non si vede un Kansas”, in prima assoluta nel salotto di corso Moncalieri 241, a due passi dal Po.
Si tratta del secondo anno di repliche all’Erba per questo spettacolo particolarmente scoppiettante dei due mattatori, capace di conquistare una serie di sold out e che viene riproposto a grande richiesta. Ospitarli mette sempre allegria.
Marco e Mauro sono diventati l’emblema di un Piemonte che ride di gusto, anche dei difetti che gli sono propri. Non hanno mai dimenticato il dialetto e sono ben capaci di calibrare ingredienti diversi, in una girandola di personaggi e situazioni paradossali che tanto piacciono al pubblico.

Repliche al teatro Erba venerdì 16 e sabato 17 gennaio ore 21, domenica 18 gennaio ore 16

Informazioni e prevendite al sito www.torinospettacoli.it

O via Whatsapp al numero 3209050142

O alla biglietteria del teatro Erba di Torino

Mara  Martellotta

Sandokan a Torino

 

Esattamente cinquant’anni fa, la sera di domenica 6 gennaio 1976, nella calza della befana, i telespettatori italiani trovano una vera e propria novità sul piccolo schermo: lo sceneggiato “Sandokan”, liberamente tratto dai romanzi del ciclo malese di Emilio Salgari. Sei puntate ambientate nel periodo della colonizzazione britannica dell’India che narrano le avventure del principe malesiano spodestato e pirata gentiluomo per vendetta, noto come la “Tigre di Mompracem”, interpretato dall’affascinante Kabir Bedi. Più di 27 milioni di italiani si appassionano alle gesta dell’eroe amato da intere generazioni e a quelle della “Perla di Labuan”, la bellissima Carole Andrè sulle note di una musica molto orecchiabile – ” Sandokan, Sandokan, giallo il sole la forza mi dà” – di Guido e Maurizio De Angelis, i mitici Oliver Onions. Rimasto famoso nel tempo è pure l’indimenticabile e spettacolare combattimento tra Sandokan ed una tigre. Incredibilmente un personaggio inventato quasi un secolo prima senza particolari clamori diventa un successo strepitoso.

Nel febbraio del 1976 il Sandokan televisivo arriva accolto dalle folle anche a Torino, e si affaccia per salutare l’innumerevole pubblico dalla finestra dell’abitazione di Emilio Salgari, in corso Casale 205. Ma se si torna indietro nel tempo qui a Torino troviamo anche il primo Sandokan, quello cinematografico: l’attore Luigi Pavese, nato ad Asti, della dinastia artistica torinese dei Pavese, insieme al fratello Nino e sua figlia Paila e poi spalla insuperabile di Totò, che nel 1941 interpreta contemporaneamente ben due film tratti da Salgari: “I pirati della Malesia” diretto da Enrico Guazzoni e “Le due tigri” per la regia di Giorgio Simonelli, girati a Cinecittà. Mentre anni e anni dopo, nel 1974, ma poco prima però dello sceneggiato dallo strepitoso successo realizzato dal regista Sergio Sollima, sempre a Torino il grande Ugo Gregoretti viene invitato dalla Rai a ridurre per la Tv dei ragazzi “Le tigri di Mompracem, il primo romanzo che narra le gesta di Sandokan.

Con l’audacia e l’originalità che sempre lo hanno contraddistinto Gregoretti realizza con la scenografia ed i costumi del torinese Eugenio Guglielminetti, una delle cose migliori che abbia fatto la televisione grazie soprattutto ad un giovane Gigi Proietti con tanto di turbante che dà un saggio strepitoso delle sue capacità mimiche che poi apprezzeremo tutti nell’arco della sua carriera. Per rimanere invece ai giorni nostri in questo periodo al Mufant, il Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino, in piazza Riccardo Valla, si può visitare sino al 26 marzo 2026 la mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre”, dal giovedì alla domenica dalle 15.30 alle 19. Un bel viaggio nel mondo avventuroso di Emilio Salgari tra romanzi, cinema, fumetti e tv, dal celebre sceneggiato con Kabir Bedi alla nuova serie con Can Yaman.

Igino Macagno

“Argo” in scena al Gobetti

Debutta mercoledì 7 gennaio alle 20.45, al teatro Gobetti di Torino, “Argo”, diretto da Serena Sinigaglia con testo originale di Letizia Russo, liberamente ispirato al romanzo “Storia di Argo” di Mariagrazia Ciani.

Sul palcoscenico di via Rossini si muovono tre figure femminili interpretate da Ariella Reggio, Maria Ariis e Lucia Limonta. Sono Vera, un’anziana donna di 85 anni fragile e disorientata dall’Alzheimer, Beatrice, la figlia che insiste nel riportarla per un ultimo viaggio nella città di Pola, e Carla, trentenne, portatrice di un’eredità fatta di silenzi e nodi mai sciolti.

Lo spettacolo ripercorre la vicenda dell’esodo forzato degli istriani nel secondo dopoguerra, tema centrale anche del romanzo di Ciani. Nella memoria confusa di Vera affiora soprattutto il ricordo del cane York, dal quale fu costretta a separarsi dolorosamente durante la fuga. York diventa così una figura simbolica, richiamando il cane Argo dell’Odissea: emblema di fedeltà, ma anche di perdita.

È proprio attorno a questo legame che si intrecciano le storie delle tre donne in cammino verso Pola, la città lasciata da Vera quando era bambina e dove Beatrice desidera accompagnarla un’ultima volta. Lo strappo dell’abbandono e la violenza della partenza forzata vengono raccontati attraverso la separazione della piccola Vera dal suo cane, metafora intima e potente dell’esilio.

Nel romanzo Storia di Argo, Mariagrazia Ciani non adotta un taglio storico o documentaristico, ma costruisce il racconto per frammenti interiori, usando immagini, allusioni e metafore, evitando ogni tono polemico o saggistico.

La regista Serena Sinigaglia ha voluto ambientare la vicenda nel presente, mettendo al centro il dialogo tra generazioni di donne, scegliendo un testo capace di affrontare con delicatezza e profondità un tema complesso e sensibile come quello del peso della memoria.

Teatro Gobetti
Argo – dal 7 all’11 gennaio 2026
Via Rossini 8, Torino

Orari

  • Mercoledì e venerdì: ore 20.45

  • Giovedì e sabato: ore 19.30

  • Domenica: ore 16.00

Biglietteria Teatro Carignano
Piazza Carignano 6 – Torino
Tel. 011 5169555
Email: biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta