SPETTACOLI- Pagina 2

Paolo Conte tra musica, immagini e parole: Ovada, arriva “Sono venuto a suonare”  

 

Martedì 1 settembre, alle 21, il Teatro Dino Crocco di Ovada ospita Federico Sacchi ed Enrico Giaretta per un viaggio nell’universo poetico e musicale di Paolo Conte.

Settembre si apre  con un appuntamento del “Attraverso Festival” dedicato a uno degli artisti più originali e riconoscibili della musica italiana: Paolo Conte. Martedì 1 settembre, alle 21, il Teatro Dino Crocco di Ovada, in provincia di Alessandria, accoglierà Sono venuto a suonare, spettacolo-concerto dedicato a Paolo Conte, ideato e interpretato dal musicteller e divulgatore musicale Federico Sacchi, insieme al pianista e cantautore Enrico Giaretta.

Non sarà un semplice concerto, né una tradizionale conferenza musicale. Lo spettacolo nasce dall’incontro tra storytelling, musica, teatro, immagini e nuove tecnologie e accompagna il pubblico alla scoperta della prima parte della parabola artistica di Conte, ricostruendone il percorso umano e professionale attraverso le canzoni, le collaborazioni e le figure che hanno contribuito a costruirne il mito.

La vicenda artistica di Paolo Conte attraversa infatti alcune delle pagine più significative della musica italiana del secondo Novecento. Dopo gli esordi come autore per altri interpreti negli anni Sessanta, Conte diventa negli anni Settanta un cantautore di culto, fino alla consacrazione internazionale arrivata nel decennio successivo. La sua musica, sospesa tra jazz, chanson, swing e suggestioni cinematografiche, trova soprattutto in Francia un pubblico particolarmente attento, per poi conquistare progressivamente l’intero continente europeo.

Sono venuto a suonare si concentra proprio su questa fase della carriera dell’artista astigiano, mettendo in luce anche il ruolo delle persone che ne hanno accompagnato il percorso. Tra queste, il manager Renzo Fantini e i numerosi musicisti che hanno lavorato con Conte in studio e dal vivo, contribuendo a definire quel particolare universo sonoro diventato nel tempo immediatamente riconoscibile.

A condurre il pubblico attraverso questo racconto sarà Federico Sacchi, da oltre quindici anni impegnato nella divulgazione musicale in diverse forme, dalla critica all’organizzazione di eventi, dalla produzione alla conduzione. Sacchi è autore, regista e interprete del format L’esperienza d’ascolto, una serie di documentari dal vivo che unisce racconto, musica, teatro e video per restituire nuova attenzione ad artisti e fenomeni musicali spesso dimenticati o raccontati in maniera parziale. Accanto a Sacchi ci sarà Enrico Giaretta, pianista e cantautore che vanta un legame particolarmente significativo con la tradizione musicale italiana e, soprattutto, con Paolo Conte. Nato a Latina nel 1970, Giaretta ha iniziato la propria carriera concertistica al fianco del violinista Olen Cesari e ha collaborato per circa tredici anni con Franco Califano, del quale è stato pianista, allievo e coautore.

L’appuntamento di Ovada inaugura il mese di settembre di Attraverso Festival, progetto dell’Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour ETS e Produzioni Fuorivia, realizzato con la collaborazione dell’Ente Aree Protette Appennino Piemontese e il patrocinio di UNESCO World Heritage List – Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato.

Valeria Rombolà

Foto: Ufficio Stampa Attraverso Festival

Il Requiem di guerra di Britten con l’Orchestra Sinfonica della RAI inaugura MITO

 Il 6 settembre al teatro alla Scala di Milano e il 7 settembre all’Auditorium RAI di Torino

Domenica 6 settembre alle 20 alla Scala di Milano (con collegamento in diretta su Radio 3)  e lunedì 7 settembre alle ore 21 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino  inaugurerà il Festival MITO SettembreMusica, con il War Requiem op. 66 di Benjamin Britten.
Verrà così anche celebrato il grande cinquantenario della scomparsa del noto compositore inglese. Protagonista l’orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Simone Young e affiancata dal Coro e dal Coro di Voci  Bianche del Teatro Regio di Torino, diretti rispettivamente da Gea Garatti Ansini e da Claudio Fenoglio, con la partecipazione del baritono Bo Skovhus e del tenore Allan  Clyton e del soprano Elena Guseva.

Il War Requiem rappresenta  un’opera di proporzioni mastodontiche, radicalmente antibellica, organizzata su tre piani distinti, capaci talvolta si intersecarsi. Una grande orchestra con coro e voce di soprano che intonano il testo latino liturgico della Missa pro defunctis e rappresentano la tradizione religiosa.
Due voci maschili di tenore e baritono, accompagnate da un’orchestra da camera, che cantano i testi del poeta Wilfren Owen, morto sul campo di battaglia della prima guerra mondiale, che rappresentano due soldati e la cruda realtà della guerra. Un coro di bambini , accompagnato dall’organo, a simboleggiare la purezza e l’innocenza.
Il capolavoro di Britten si presenta musicalmente come un flusso continuo di emotività, che passa dal sacro al profano, creando forti contrasti tra la dimensione remota e atemporale della liturgia e il presente crudo e violento dei testi poetici di Owen. Il poeta inglese morì nel 1918 a soli venticinque anni, a una settimana dall’armistizio che pose fine alla prima guerra mondiale. Le sue poesie furono pubblicate postume  nel 1920. Vent’anni dopo,  nel novembre del 1940, quando Britten aveva ventisette anni e si trovava  negli Stati Uniti, la città inglese di Coventry, nei pressi di Birmingham, fu quasi interamente distrutta da un bombardamento tedesco. L’episodio divenne talmente emblematico della violenza rovinosa della seconda guerra mondiale che nacque un neologismo “coventrizzare” per indicare  la distruzione totale di un luogo.

Solo ventidue anni dopo, nel maggio 1962, la città potè celebrare la sua definitiva rinascita,  con la cerimonia di consacrazione della ricostruita cattedrale di St. Michele e per l’occasione venne commissionata proprio a Britten, il più grande compositore dell’epoca, un’opera sinfonico corale,  il War Requiem , che godette di fama e fortuna rare. La partitura fu dedicata alla memoria di quattro militari di marina deceduti, tra cui tre uccisi durante la seconda guerra mondiale e un tenente della Royal New Zeland NaVal Volunteer Reserve, morto suicida diversi anni dopo.

La personalità teatrale di Britten , che proprio con opere come ‘Peter Grimes’, ‘Billy Budd’ e ‘The Turn of the Screw’ aveva ottenuto i suoi più grandi successi, traspare nettamente nel War Requiem, tanto che il paragone più frequentemente utilizzato è  quello con la Messa da Requiem di  Verdi, opera sacra e teatrale al tempo stesso. Ma la sostanza drammatica della pagina non è un aspetto superficiale, ma risponde piuttosto a un’esigenza profonda del suo autore, che è quella di conciliare la spettacolarità di un organico orchestrale e corale grandioso, con il bisogno di riflettere la dimensione più raccolta della musica da camera. E si tratta di un’integrazione perfettamente riuscita, grazie anche alla scelta di giustapporre testi liturgici a poesie novecentesche, in una perfetta simbiosi, nella quale le due fonti traggono forza le une dalle altre.

A interpretare il War Requiem, in occasione dei due concerti inaugurali del Festival MITO, arrivato alla su ventesima edizione, la prima firmata da Speranza Scappucci, è la direttrice d’orchestra australiana Simona Young, che dal 2022 ricopre il ruolo di Direttrice Principale della Sydney Symphony Orchestra, dopo essere stata direttrice artistica della Staatsoper di Amburgo e direttrice musicale generale della Philharmonisches Stawtsorchester della stessa città tedesca.

Auditorium RAI Arturo Toscanini

Piazza Rossaro

Tel 0118104996

Biglietteria www.mitosettembremusica.it

Mara Martellotta

“Ti chiedo scusa Se poi sono partita…”

SE SEI DI TORINO E VUOI UN LUOGO MERAVIGLIOSO DOVE CONDIVIDERE LEGGI . . . https://www.modernews.online/59229_il-salotto-delle-emozioni-quando-lincontro-torna-a-essere-autentico/

Dalla Regione un aiuto al comparto cinema

Si è aperta lunedì 31 agosto la seconda sessione 2026 del Piemonte Film TV Fund, il bando della Regione Piemonte finanziato attraverso fondi FESR 2021-2027 per sostenere le imprese cinematografiche e audiovisive che scelgono il Piemonte per la realizzazione delle proprie produzioni. La nuova finestra parte con una dotazione di 3 milioni di euro e resterà aperta fino alle ore 12 di venerdì 2 ottobre 2026 e verrà inoltre rafforzata attraverso il recupero di risorse residue pari a circa 920 mila euro, derivanti da rinunce, revoche e riduzioni relative a contributi precedentemente concessi. La Regione è al lavoro sulla relativa determinazione, con l’obiettivo di rendere nuovamente disponibili queste risorse a sostegno del comparto cinematografico e audiovisivo.

Il Piemonte Film TV Fund è uno dei principali strumenti della strategia regionale per rafforzare la filiera cinematografica e audiovisiva e aumentare la capacità del territorio di attrarre nuove produzioni. La misura sostiene gli investimenti delle imprese e punta a generare ricadute sull’intero sistema economico piemontese, coinvolgendo professionisti, maestranze, imprese tecniche e creative, strutture ricettive e servizi.  Per il 2026 il bando dispone di una dotazione complessiva iniziale di 7 milioni di euro, suddivisa in due sessioni: 4 milioni per la prima e 3 milioni per la seconda. La prima sessione si è conclusa con 28 domande presentate, 24 progetti ammessi e 13 finanziati, per un totale di 4 milioni di euro. Tra i progetti sostenuti figurano lungometraggi e serie televisive destinati a portare ancora una volta il Piemonte e le sue professionalità sui grandi schermi e sulle piattaforme nazionali e internazionali.

«La scelta è quella di non lasciare inutilizzata neppure una parte delle risorse disponibili e di riportarle sul territorio, dove possono trasformarsi in nuove produzioni e nuove opportunità – dichiarano gli assessori regionali Marina Chiarelli e Andrea Tronzano –. Per questo ai 3 milioni della seconda sessione del Piemonte Film TV Fund puntiamo ad aggiungere altre 920 mila euro recuperati dalle precedenti programmazioni. È un segnale concreto a un settore che in questi anni ha trovato in Piemonte condizioni sempre più favorevoli per produrre e investire. Ogni nuova produzione attiva professionalità, imprese e servizi, porta lavoro sui territori e contribuisce a far conoscere il Piemonte ben oltre i suoi confini. La sfida ora è consolidare questa crescita e rendere la nostra regione sempre più competitiva e attrattiva nel panorama cinematografico e audiovisivo».

La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese del settore della produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva in possesso dei requisiti previsti dal bando. Tra le spese ammissibili rientrano i costi sostenuti in Piemonte per il personale, i professionisti del settore cinematografico e i fornitori di beni e servizi. L’obiettivo è favorire l’attrazione e l’incremento degli investimenti sul territorio, sviluppare l’indotto e l’occupazione e consolidare la presenza in Piemonte delle imprese e delle produzioni audiovisive.

 

Le domande per la seconda sessione potranno essere presentate fino alle ore 12 di venerdì 2 ottobre 2026

A Cuneo dal 2 al 6 settembre la ventesima edizione di Mirabilia

Migliaia di artisti e vent’anni di strada e territori attraversati e incontri: torna anche quest’anno dal 2 al 6 settembre Mirabilia International Circus & Performing Arts , il festival che porta a Cuneo il cuore della sua ventesima edizione, trasformando la città in una grande scena a cielo aperto.

61 compagnie da tutto il mondo, 9 città coinvolte, 50 location, 9 prima assolute, 4 anteprime, 2 prime europee, 5 prime nazionali, 9 prime regionali.

Dopo il viaggio on the road, iniziato il 2 luglio a Busca e proseguito attraverso Roccasparvera, Savigliano, Pontechianale, Alba, Vernante e Chiusa di Pesio, Mirabilia approda a Cuneo dal 2 al 6 settembre  per “The Festival”, il grande appuntamento internazionale e cuore della ventesima edizione, prima di proseguire verso le ultime tappe di Dogliani e Carrù.  Si tratta di un percorso che in questa edizione coinvolge 61 compagnie internazionali,  170 repliche, nove città  e oltre 50 location, confermando la vocazione di Mirabilia a intrecciare le arti performative con l’identità dei territori e a trasformare piazze, strade, teatri, cortili e luoghi culturali in spazi di incontro e di spettacolo.
Dal 2 al 6 settembre saranno cinque giorni durante i quali il percorso estivo confluirà a Cuneo in un programma ricco di spettacoli, prime, incontri, e progetti internazionali, con artisti provenienti da diversi Paesi e una proposta capace di attraversare diversi mondi, quello del circo contemporaneo, della danza, del teatro, delle arti urbane e dei nuovi linguaggi.
Cuneo diventa il palcoscenico e il punto centrale di un viaggio che da vent’anni continua a costruirsi attraverso artisti, attori e pubblico.

Il titolo scelto per l’edizione 2026 è  “Caminante, no hay camino, se hace camino al andar”, celebre verso di Antonio Machado, che sintetizza lo spirito di questo ventennale, una strada costruita nel tempo attraverso artisti, spettacoli, luoghi e incontri, ma anche uno sguardo rivolto al futuro e alla capacità dell’arte di aprire possibilità ancora da esplorare.
“Vent’anni significano vent’anni di strade percorse, di piazze attraversate, di artisti incontrati e di spettacoli che risultano cresciuti insieme al Festival e ai territori  – ha sottolineato il direttore artistico del Festival Mirabilia Fabrizio Gavosto – In questi anni abbiamo visto nascere relazioni, costruito nuovi pubblici e portato a Cuneo e nella provincia artisti e linguaggi  provenienti da tutto il mondo.
Per questo abbiamo scelto le parole di Machado, perché Mirabilia non ha mai avuto una strada tracciata, ma ha costruito il proprio percorso camminando, aprendosi ogni volta a nuovi incontri e possibilità.
Oggi, vent’anni dopo il primo passo, continuiamo a guardare avanti con la stessa curiosità, convinti che la cultura abbia la capacità di creare connessioni e che l’arte possa aiutarci a immaginare ciò che ancora non conosciamo.
Cuneo rappresenta il cuore di questo cammino. Dal 2 al 6 settembre tutti i percorsi dell’edizione 2026 si incontreranno per dare vita a un festival che vuole continuare a crescere, insieme agli artisti, alla città e al pubblico”.

L’apertura sarà affidata alla Prima regionale di _Meraviglia!_ di Ondadurto Teatro e alla Prima nazionale di _ Multiperspectivas #3_ di Paula Quintas Cía. Si tratta di un’apertura che mette in evidenza la vocazione internazionale del Festival, la ricerca contemporanea e la contaminazione tra linguaggi e nuove forme di relazione con il pubblico.
Si tratta di due spettacoli molto diversi per linguaggio e modalità di relazione con gli spettatori, che segnano l’avvio di un programma nel quale la ricerca performativa, la dimensione urbana e il coinvolgimento del pubblico saranno elementi centrali.

La giornata prende avvio alle 18.15 alla Tettoia Virginio con la presentazione del programma 2026 di UTPlay- Università di Torino Performance & Digital Playground, progetto dell’ateneo torinese dedicato all’incontro tra arti performative, ricerca e innovazione tecnologica, che sarà presente nel corso del Festival con performance,  installazioni e progetti dedicati ai nuovi linguaggi.
Alle 19.30, in piazza Virginio, andrà in scena il primo spettacolo senza parole _Meraviglia!_, che invita il pubblico a fermarsi e riscoprire la capacità di stupirsi. Macchine sceniche e  monumentali, figure surreali, teatro fisico, danza e Nouveau cirque costituiscono un viaggio visionario nel quale esseri umani e natura tornano a incontrarsi, trasformando lo spazio urbano in un luogo di poesia e immaginazione. Il rapporto con l’ambiente e la necessità di guardare il mondo con uno sguardo nuovo attraversano una creazione pensata per dialogare direttamente con la città.  L’appuntamento assume un significato particolare: i giovani che partecipano a _Meraviglia!_ saranno gli stessi che, nei giorni successivi, indosseranno le magliette riconoscibili arancioni dei volontari di MIrabilia.
Presso il Mercato Coperto, alle 21.30 la serata proseguirà con la prima nazionale di _Multiperspectivas #3_ di Paula Quinta Cía, creazione nata da una ricerca sui confini tra circo, arti performative e danza contemporanea. Fili tesi, movimento, improvvisazione e suono trasformano lo spazio in un ambiente condiviso, mettendo in discussione il rapporto tra osservatore e osservato. Il pubblico è  invitato a partecipare e le sue presenze e scelte  contribuiscono a rendere diversa ogni esperienza, facendo della percezione e della relazione parte integrante della performance.
La creazione, sviluppata tra Spagna e Portogallo, intreccia danza, funambulismo, circo, video, improvvisazione e porta a Mirabilia un dispositivo scenico in cui la distanza tradizionale tra chi agisce e chi guarda viene continuamente rimessa in discussione. Il lavoro è  stato riconosciuto da RedEscena come migliore spettacolo di circo.
Tra le direttrici principali del Festival è  presente proprio il circo contemporaneo,  inteso non soltanto come virtuosismo e acrobazia, ma come linguaggio capace di raccontare il corpo, le relazioni, la fiducia e il rapporto con il mondo.

Il 3 settembre, alle 20.45, alla Cour du Festival va in scena una prima europea con la compagnia cilena Los Nadies Circo che porta in scena _La Artista_ , un viaggio sensoriale dietro il processo creativo di una pittrice. Tele, colori, gesti e visioni trasformano progressivamente la scena in un quadro vivente, accompagnando il pubblico attraverso la passione, la solitudine e l’ossessione che possono attraversare il lavoro dell’artista. Il circo contemporaneo dialoga qui con le arti visive, trasformando il gesto acrobatico e la costruzione scenica in parte di un processo creativo.
Nella stessa giornata, alle 18, in piazza Foro Boario, gli spagnoli  PakiPaya presenteranno in prima italiana _Toca Toca_, miscela di circo aereo, teatro e comicità costruita intorno alla comicità di due personaggi, Antonio e Alicia. Sempre il 3 settembre, alle 18.30, in piazza Virginio incontro tra circo, teatro, clownerie e opera lirica con _Opera Guitta_ ,  in cui le grandi arie del melodramma verranno reinterpretate attraverso la comicità e il virtuosismo dei performer. Dopo aver accolto Trioche e Longuel, piazza Virginio, alle 21.30, ospiterà  Gambeinspalla teatro con _Loco-Motiv_, performance itinerante nella quale una locomotiva surreale attraversa strade, piazze, trasportando sogni e nuvole, desideri e invenzioni.

Il 4 settembre alle 16.30 a largo Audifreddi Mistral presenta uno spettacolo dal titolo _Fidati di Me_ in cui otto volontari devono sostenere una struttura composta da quattro cavi e da un palo cinese alto cinque metri. L’artista, su questa base, costruisce una sequenza di acrobazie, comicità,  equilibrio e suspense in cui la fiducia è  la condizione concreta per realizzare la performance,  che verrà replicata alle 19 in piazza Virginio e il 5 settembre, dalle 16 alle 18.10, in piazza Foro Boario, confermando la vocazione itinerante del progetto.
Nella stessa giornata alle 21 alla Tettoia Virginio Hanami proporrà uno spettacolo circense multidisciplinare in cui acrobatica, musica e arti visive rappresentano un viaggio sospeso tra terra e cielo, dal titolo _Lusin_
Il 4 settembre il programma si arricchisce con Sienta la Cabeza, prima regionale che trasformerà lo spazio del Foro Boario alle 21 in un originale hairstyling artistico, ritornandovi poi il 5 e 6 settembre.
Il 5 settembre alle 17.30 e con successive repliche, in piazza Galimberti, approda uno degli appuntamenti più  attesi e di maggior impatto visivo del Festival _Wild_ di Motionhouse, in prima regionale.
In una foresta verticale fatta di pali alti fino a 5 metri, danza acrobatica e partnering narrano il rapporto tra natura e essere umano, attraverso corpi che si arrampicano, si lanciano, si inseguono, creando nella piazza un ambiente scenico simile a una foresta urbana nel cuore della città.
Sempre il 5 settembre, in piazza Galimberti, alle 18.30 e con repliche successive, si terrà la prima nazionale di _Runners_ di Hippana Maleta, unione di giocolieri, musica dal vivo e comicità fisica, in una riflessione sul movimento e sulla condizione umana.
Il 6 settembre, alla Cour du Festival, si terrà  l’anteprima di _Incipit Company_ lo Bestia_ che ha recentemente concluso un periodo di residenza artistica a Busca, in seno al progetto PerformingLands Artisti  nei Territori che l’Associazione culturale IdeAgorà sviluppa ormai da dieci anni.

La danza di Mirabilia 2026 sviluppa un percorso sui temi dell’identità, del lavoro e del rapporto con l’ambiente e la possibilità di immaginare nuove forme di convivenza. Si inizia con due appuntamenti il 3 settembre prossimo, presso il Teatro Toselli: il primo alle 21.00, con la Prima Regionale di “LIF” di Zappalà Danza / Claudio Scalia”, una nuova creazione coreografica che porta al Festival una riflessione fisica e visionaria sulle conseguenze del Ragnarök e sulla possibilità di una rinascita dopo la distruzione, e a seguire, alle 21.40, Contemporary Acne con l’esibizione “Fly me to the moon”, tra danza contemporanea, acrobatica e teatro fisico, corpi, slanci e cadute che diventano metafora della ricerca di libertà e della fiducia reciproca. Il 4 settembre si proseguirà con due imperdibili appuntamenti alla Cour du Festival: alle 20.50 Abbondanza/Bertoni proporrà l’anteprima di “Figlia Santa”, e alle 22.30 avrà luogo la prima regionale di “Altre Direzioni – 20 anni di Twain”.

Il progetto green “Into the woods” sarà al centro della programmazione del 5 settembre, quando alle ore 17 e alle ore 19 andrà in scena la prima assoluta di “Radura”, a cura del BallettoTeatro di Torino, mentre alle 17.25 e alle 19.25 il progetto artistico  “Nel Segno del Leone” di Natiscalzi DT / Tommaso Monza svilupperà una ricerca site-specific tra corpo, natura e immaginario. Sempre il 5 settembre, alle 16.15 e successive repliche, presso il Cortile della sede della Fondazione CRC, EgriBiancoDanza presenterà la prima assoluta di “Arrival”, nuova creazione che interroga il presente attraverso il corpo contemporaneo. Al Teatro Toselli, alle 21.00, Abbondanza/Bertoni tornerà con la prima regionale di “Replica”. Alle 22.30, in Largo Audiffredi, la prima regionale di “Cuentas Corrientes”, di Jessica Castellón & Boris Orihuela, affronterà con ironia e fisicità la pressione del lavoro contemporaneo. Il percorso si concluderà il 6 settembre con “Dinner is Served” presso la Tettoia di Piazza Virginio alle 16:30 (con replica alle 17:30), esibizione a cura della giovane coreografa e danzatrice Francesca De Girolamo, finalista del Premio Twain 2026.  Alle 18.00, al Teatro Toselli, sarà la volta della prima di “Antigone” di Natiscalzi DT / Tommaso Monza.

Mara Martellotta

“Attraverso Festival”… si riaccendono i motori

Riprende il cammino (fino al 18 settembre) la rassegna culturale itinerante tra le Terre “Unesco” di Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese

Sabato 29 e domenica 30 agosto

La Morra (Cuneo) / Castellazzo Bormida e Bosio (Alessandria)

Dopo una breve pausa ferragostana, “Attraverso Festival” (progetto ideato dall’Associazione Culturale “Hiroshima Mon Amour ETS” e “Produzioni Fuorivia”) ritorna a viaggiare tra le Terre “UNESCO” di Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese con la preziosa proposta di nuovi appuntamenti che confermano lo spirito “# pop” della sua undicesima edizione, ovvero la “popolarità”, la spiccata “trasversalità” e la brillante capacità di “intrecciare” via via teatro, musica e narrazione.

Così, dopo gli appuntamenti di mercoledì 26 e di venerdì 28 agosto scorsi nell’alessandrino, a Mornese e a Casale Monferrato, rispettivamente con Federico Buffa (che ha portato in scena “Il futuro è tra mezz’ora”. Le ultime 48 ore di Lucio Dalla”) e con l’attore genovese Luca Bizzarri (che nel Cortile di “Palazzo Langosco” a Casale ha presentato lo spettacolo nato dal suo podcast quotidiano “Non hanno un amico”), “Attraverso Festival” promette un fine settimana di tutto interesse con una terna di appuntamenti che raccontano, in piena libertà di narrazione, mondi apparentemente lontani tra loro ma, in realtà, assolutamente complementari. Fidatevi!

Due , in contemporanea (a voi la scelta), sabato 29 agosto.

Il primo vede (ore 21), sul “Belvedere San Francesco” di La Morra (Cuneo), il bellunese drammaturgo, regista, attore e scrittore (nonché produttore cinematografico) Marco Paolini, che ritorna sul palco della rassegna con il suo “Bestiario idrico”, progetto scritto insieme allo scienziato e scrittore italo-britannico Giulio Boccaletti (direttore della “Fondazione CMCC – Centro Euro-Medterraneo sui Cambiamenti Climatici”) che affronta il rapporto tra uomo e acqua come “chiave di lettura del paesaggio, della memoria e delle trasformazioni ambientali e sociali del nostro tempo”. Alla drammaturgia hanno lavorato Marta Diego Dalla Via, con Michela Signori, mentre sul palco Paolini è affiancato dalla voce di Patrizia Laquidara. Il tema proposto è tema di assoluta attualità per un attore (i cui spettacoli sono in larga parte monologhi spesso recitati in lingua veneta) considerato fra i massimi esponenti del cosiddetto “teatro civile” o “teatro di narrazione”: un teatro che sulla scia, di certo non facile da seguire, dell’indimenticato “Mistero Buffo” di Dario Fo si fonda sul racconto di un performer che (senza trucco, costumi o scenografia) assume “la funzione di narratore, con la propria identità non sostituita, cioè senza interpretare un personaggio”. Dal palco di “Bestiario idrico”, Paolini “ci guida con la sua inconfondibile narrazione tra riflessioni sul cambiamento climatico, politiche dell’acqua e storia del territorio, svelando come la gestione delle risorse idriche abbia modellato non solo il paesaggio, ma anche le comunità, l’economia e le relazioni sociali”. Nelle parole dell’attore bellunese, troviamo tutti noi, il nostro presente, le scelte di un passato spesso da dimenticare e di un futuro inquietante anzichenò. Ingresso 25 euro.

Nello stessa serata (e sempre alle 21Castellazzo Bormida (Alessandria) apre gratuitamente le porte della “Piazza Chiesa Santa Maria della Corte” all’albese Oscar Farinetti, fondatore del colosso “Eataly” (ed ex proprietario della catena di Grande Distribuzione “Unieuro”), che con “C’era una volta una zucca… Storia per una nuova umanità” propone una narrazione capace di intrecciare cibo, territorio e visione del futuro, in perfetta sintonia con il dialogo che il “Festival” costruisce ogni anno con le comunità locali. Il suo vuole essere, ancora una volta, un invito a “ripensare al nostro rapporto con il cibo, non solo come nutrimento, ma come strumento culturale, etico e sociale, capace di generare benessere diffuso e relazioni autentiche”.

In chiusura della prima settimana del “ritorno” sarà ancora, questa volta domenica 30 agosto (ore 17), Marco Paolini in scena in una location naturale che da sola “vale il viaggio”: l’anfiteatro naturale dell’“Ecomuseo di Cascina Moglioni”, antico insediamento rurale situato nell’area protetta del “Parco Capanne di Marcarolo”, nell’alessandrina Bosio. Qui l’attore presenta ANTENATI – the grave party”, un racconto ad un tempo “epico e comico” che attraversa ottomila generazioni di storia umana, a partire da quel piccolo, sperduto nei tempi dei tempi, nucleo africano da cui tutti gli abitanti della Terra della nostra specie provengono. Ad accompagnare Paolini, le musiche di Fabio Barovero, con la direzione tecnica e fonica di Piero Chinello e disegno, luci e scene di Michele MescalchinIngresso 15 euro.

I biglietti per gli spettacoli sono disponibili tramite il circuito www.mailticket.it

Per info e programma dettagliato: www.attraversofestival.it

 

  1. m.

 

Nelle foto: Marco Paolini (Ph. Gianluca Moretto); Oscar Farinetti

Experience dance project domenica su Rai 2

Domenica 30 agosto alle ore 15.15 su Rai 2 per il Programma televisivo performer cup il Gruppo Experience dance project con la coreografia di Alessandra Colucci proporrà “La dimensione del vuoto”. Un plauso alle danzatrici torinesi che si stanno affermando sempre più nel mondo artistico e dello spettacolo.

Castello di Racconigi: “Ma piantala lì!” Reading teatrale di Onda Larsen

Domenica 30 agosto, ore 16.30

 

Tre storie di piante, di cui una dei piedi: Alessandro Barbaglia, domenica 30 agosto al Castello di Racconigi, racconta storie di semi e alberi così strane e assurde che si può anche non crederci, ma sono tutte vere. Storie così bizzarre che se doveste urlargli “Ma piantala lì!”, lui risponderebbe: “Esatto!”. Storie sintetiche e non di sintesi, bensì di fotosintesi. Allora è meglio mettersi comodi o anche scomodi, con la voglia di accendere nell’immaginazione il proprio cinema privato.

In occasione dello spettacolo sarà possibile raggiungere la Margaria anche attraverso il percorso che collega il complesso neogotico al Castello lungo il lato ovest del Parco, dal lato di via Stramiano. Dopo circa dieci anni di chiusura, il camminamento è tornato accessibile, completando il cosiddetto “grande anello” del Parco e restituendo ai visitatori una nuova possibilità di percorrenza dell’area verde. Il percorso sarà aperto il sabato, la domenica e i festivi.

INFORMAZIONI

Domenica 30 agosto, ore 16.30

Ma piantala lì!

Prezzo: intero 15 euro, ridotto 10 euro

L’ingresso avviene direttamente alla Margaria, dal cancello in ferro sul lato nord del muro di cinta del Parco, all’incrocio con via Migliabruna (coordinate GPS: 44°47’14.9″N 7°40’16.4″E).

Per i partecipanti all’evento è disponibile un parcheggio con accesso dal cancello in ferro verso via Migliabruna (posti limitati).

Informazioni: drm-pie.racconigi@cultura.gov.it.

Biglietti online su www.museiitaliani.it e tramite app Musei Italiani.

Al via la nuova stagione di Hiroshima Mon Amour

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A Torino settembre non segna soltanto il ritorno degli appuntamenti culturali dopo la pausa estiva. È anche il momento in cui i luoghi della città tornano a interrogarsi sul proprio ruolo: semplici contenitori di spettacoli o spazi capaci di costruire una comunità, un immaginario, un modo di stare insieme? Hiroshima Mon Amour sembra scegliere, ancora una volta, la seconda strada. Passando dai suoni afro-funk dei Savana Funk alla stand up comedy, dall’elettro-pop delle Feste Antonacci alle colonne sonore ispirate al cinema di Wes Anderson significa attraversare mondi apparentemente lontani e scoprire che, sotto la superficie, parlano spesso la stessa lingua: quella della ricerca, dell’ironia, della contaminazione e della capacità di trasformare riferimenti diversi in qualcosa di nuovo.

Il 12 settembre, ad aprire questa saranno i Savana Funk, protagonisti di una carriera che arriva al traguardo dei dieci anni. Il loro nuovo album, Behind The Eyes, raccoglie dieci brani nei quali afro, funk, blues e rock convivono senza preoccuparsi troppo dei confini di genere. La loro dimensione live promette di amplificare ulteriormente questo carattere immersivo e ipnotico.

Il 15 settembre il palco cambia completamente registro con Comedy Garden: Underdogs, realizzato in collaborazione con Torino Comedy Lounge. Stand up e improvvisazione portano a Hiroshima alcune voci nuove della comicità italiana.  Nel corso degli anni la comicità contemporanea è diventata uno degli strumenti attraverso cui una generazione racconta il proprio rapporto con il lavoro, le relazioni, la politica, il corpo, l’assurdità quotidiana. Attraverso una narrazione comica ci si interfaccia, così, con i problemi quotidiani con spirito critico ed una risata, che diventa strumento di riflessione ed analisi.

Il 16 settembre arrivano invece Le Feste Antonacci, duo elettro-pop italiano nato a Parigi nel 2018 e composto da Leonardo Rizzi e Giacomo Lecchi D’Alessandro. Il progetto mette insieme elettronica, funk, armonie vocali e senso dell’umorismo, confermando quella vocazione alla leggerezza intelligente che attraversa buona parte della nuova scena indipendente.

A chiudere questa sequenza, il 17 settembre, sarà invece un progetto che porta sul palco un’altra forma di contaminazione: Wes Banderson, alla sua prima data italiana. Da Londra arriva una band che esegue dal vivo le musiche tratte dai film di Wes Anderson, accanto a composizioni originali ispirate ai propri album.

 

La scommessa più interessante della nuova stagione di Hiroshima Mon Amour è quella di non scegliere tra i linguaggi, ma lasciare che siano i linguaggi a scegliere di incontrarsi in una città come Torino, dove la cultura contemporanea vive anche della relazione tra underground e istituzioni, tra tradizione e sperimentazione. Savana Funk, Comedy Garden: Underdogs, Le Feste Antonacci e Wes Banderson saranno quindi quattro appuntamenti, ma anche quattro possibili porte d’ingresso allo stesso universo. Ed è questa la funzione di un luogo culturale aprire porte che non sapevamo ancora di voler attraversare.

Hiroshima Sound Garden
12 settembre, Savana Funk, ore 22.00, ingresso 15 €
15 settembre, Comedy Garden: Underdogs, ore 21.00, ingresso 15 €
16 settembre, Le Feste Antonacci, ore 22.00, ingresso 20 €
17 settembre, Wes Banderson, ore 22.00, ingresso 15 €

Foto credit: Hiroshima Mon Amour

Valeria Rombolà

Sta per tornare MITO SettembreMusica: Milano e Torino, vent’anni di musica insieme

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Con la XX edizione di MITO SettembreMusica, Milano e Torino rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unire le due città: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche. Questa ricorrenza conferma la volontà corale che accomuna le due città nel voler continuare a costruire, attraverso la cultura, uno spazio comune, facendo sì che si scelga sempre di superare distanze e confini. Si tratta di una storia che appartiene alle nostre città e che ribadisce l’impegno verso la cultura pubblica, portandola nei luoghi della vita quotidiana, allargandola al pubblico con o casione di ascolto, conoscenza e incontro. Il tema della prossima edizione sarà “Harmonia”. L’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura contrassegnata da tensioni, fratture e conflitti, affinchè la musica ricordi che ogni voce trova senso compiuto solo nell’ascolto dell’altra. La nuova direzioe  artistica, di Speranza Scappucci, inaugura una fase nuova della storia del festival, ancora più aperta all’internazionalità e nel segno, come sempre, della qualità. Il programma mostra con evidenza la natura diffusa del festival: MITO SettembreMusica attraversa le città, i grandi teatri, chiese, spazi culturali, sedi di quartiere e luoghi dedicati ai giovani e alla formazione, contribuendo a disegnare una geografia culturale in cui ogni luogo diventa interprete di un’unica partitura cittadina.

“Ci sono anniversari che ci ricordano il cammino fatto più del tempo trascorso. La XX edizione di MITO SettembreMusica rappresenta uno di questi momenti, un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, di conseguenza, per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e diffusione della cultura musicale – afferma il Presidente del Festival, Alberto Meomartini – era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a una grande e unica proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, abitato spazi urbani consueti e meno consueti, portato la musica dove il pubblico già la cercava e dove avrebbe potuto incontrarla per la prima volta. Uno dei grandi punti a favore di MITO è di essere un progetto condiviso. La visione che accomuna Torino e Milano è un concetto relazionale, e anche per questo sono felice delle parole che la direttrice artistica Speranza Scappucci ha scritto per questa edizione: ‘ovunque risuonano concetti e parole di vicinanza, comune denominatore l’armonia’, da cui deriva il nome dell’edizione. Harmonia rappresenta quindi lo spirito di questa edizione nella quale, la grande tradizione, dialoga con il presente, la dimensione sinfonica incontra la voce, la musica antica si affianca alla nuova creazione, e i grandi maestri si alternano ai giovani e ai progetti di formazione. Dai concerti inaugurali alla Scala e all’Auditorium Rai, fino agli appuntamenti conclusivi, il festival attraversa pagine che parlano di pace, memoria, trasmissione e futuro”.

“Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è ‘Harmonia’, una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi – afferma la direttrice artistica, Speranza Scappucci – la domanda che mi accompagna è solo in apparenza semplice: come tenere unite differenze reali, di città, pubblici e repertori, luoghi, generazioni senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazione, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e uno dei più fraintesi. In musica l’armonia non è solo assenza di tensione, è anche relazione fra voci diverse, una forma di equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento. L’armonia non è eliminare il conflitto ma trasformarlo in ascolto. Questo ha guidato la scelta di artisti e contenuti. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella contemporanea. A Torino, Simon Young inaugurerà il festival lunedì 7 settembre alle ore 20, presso l’Auditorium Rai, con il concerto ‘War requiem’, accompagnata dall’OSN Rai, dal Coro e dal Coro di Voci Bianche; Riccardo Chailly si esibirà con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’OSN Rai, William Christie con Les Arts florissants, Jakub Hroŝ con i Banberger Symphoniker, il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarme alcuni. Ho invitato giovani ensemble italiane e straniere di straordinaria vitalità: artisti che forse il pubblico non conosce ancora ma che lo trascineranno con un’energia, una libertà e una qualità musicale capace di lasciare un segno fin dal primo ascolto. Accanto alla tradizione figurerà la musica del presente. Il festival ospita ‘Caos’ di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, con un brano commissionato appositamente per questa edizione. Verrà poi eseguito un concerto speciale dedicata ai giovani studenti e studentesse del Conservatorio di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, un momento importante di crescita per le generazioni future. Due saranno gli anniversari significativi: il 2026 segna i cinquant’anni della morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo. Il programma si apre con il ‘War requiem”, monumentale capolavoro pacifista scritto nel 1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei Quartetti per Archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi della Scala, volgiamo lo sguardo al centenario della morte del grande compositore, che si celebrerà nel 2027 in un progetto che dispiega tra questa e la prossima edizione”.

La Filarmonica della Scala si esibirà anche a Torino, presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto, con Riccardo Chailly direttore. Venerdì 11 settembre, alle 20, presso il Conservatorio G. Verdi si esibirà il quartetto Pessoa, in un omaggio a Morricone. Sempre al Conservatorio, il 12 settembre, il Quartetto Pessoa dedicherà un omaggio ad Astor Piazzolla. Domeni a 13 settembre, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si esibirà l’Orchestra Suzuki di Torino per festeggiare i cinquant’anni dalla sua nascita.

Beethoven verrà celebrato il 14, 16 e 18 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal Quartetto d’Archi del teatro alla Scala.

Infine, Britten verrà celebrato sabato 19 settembre in due appuntamenti al Conservatorio Verdi, alle ore 17, in “Canticles” con Brian Zeger al pianoforte, Kelsey Lauritano come mezzosoprano, Matthew Swensen tenore e Debora Maffeis al Corno, e lo stesso giorno, all’Auditorium Agnelli del Lingotto, con il concerto “In memoriam” con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e alla direzione.

La giornata conclusiva di MITO SettembreMusica sarà il 20 settembre, alle 15, presso l’Auditorium del Lingotto, con Hrusa/Brahms; alle 15.30 e 18 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano che eseguiranno “L’usignolo” di Andersen. Infine, alle 20, al Conservatorio Verdi, David Frai al Pianoforte eseguirà “Le Variazioni” di Goldberg.

Lunedì 7 settembre, alle ore 16, al Teatro Regio foyer del Toro, si terrà un incontro con Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, dal titolo “Ricordare Giorgio Balmas”. A vent’anni dalla sua scomparsa, il festival ricorda il suo fondatore. Nel 1975, a Torino, venne fondato il primo Assessorato per la Cultura. Diego Novelli, allora Sindaco, nominò assessore Giorgio Balmas, fondatore dell’Unione Musicale Studentesca.

Mara Martellotta