SPETTACOLI- Pagina 2

Paesaggi e oltre, prosegue l’estate nelle terre Unesco

Teatro, narrazione, performance e musica incontrano i paesaggi vitivinicoli tutelati dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità,  in una rassegna diffusa tra borghi, cascine e spazi all’aperto.

Gli spettacoli di questa 25° edizione della rassegna dialogano con la natura, la memoria e l’identità dei luoghi, offrendo esperienze immersive nelle colline tra Langhe e Monferrato.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/paesaggi-e-oltre-teatro-e-musica-nelle-terre-dellunesco-1

Stagione lirica e di Balletto del teatro Regio: inaugurazione il 15 ottobre

 

Con il Festival Verismo e le opere ‘Cavalleria rusticana’ e ‘Pagliacci’

Giovedì 15 ottobre prossimo, alle ore 19, si alzerà il sipario sull’opera lirica “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, primo appuntamento nell’ambito del Festival del Verismo dedicato a Mascagni e Leoncavallo, con Andrea Battistoni sul podio e la duplice regia di Daniele Menghini e Francesco Micheli.
Una tetralogia inedita per riscoprire le radici del melodramma italiano moderno, con quattro opere di due compositori e due registi e un unico direttore d’orchestra , che daranno forma all’apertura ambiziosa della Stagione d’opera e di Balletto 2026-2027 del teatro Regio di Torino.
Giovedì 15 ottobre la stagione si inaugurerà con il festival Verismo, proprio a partire dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.
Il ciclo proseguirà fino al 22 novembre con la Bohème di Leoncavallo e Iris di Mascagni, per un totale di 22 recite. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del teatro Regio salirà il direttore musicale Andrea Battistoni. Le regie sono affidate a Daniele Menghini per le opere di Mascagni e a Francesco Micheli, al sul debutto al Regio  per quelle di Leoncavallo.

Il Festival, sostenuto nel dittico della Cavalleria Rusticana e Pagliacci da Intesa Sanpaolo, nasce da un paradosso. Il successo straordinario delle due opere prime “Cavalleria rusticana” e  “Pagliacci” ha finito per oscurare il resto della produzione dei loro autori.
Il Teatro Regio, legato storicamente ai grandi successi di Puccini di quegli anni, si ripropone ora di riscoprire la “Bohème” di Leoncavallo, nata dal confronto creativo con quella del Maestro, e “Iris”, vertice di raffinatezza orchestrale che anticipa atmosfere e suggestioni destinate a ricomparire in “Madama Butterfly”.
Si tratta di un’operazione culturale che, come accaduto nelle ultime inaugurazioni dalla Juive alla Manon alla Francesca da Rimini, si propone di contribuire a riabilitare opere ingiustamente trascurate, fornendo così  un’occasione preziosa per il pubblico nazionale e internazionale.
Una scelta, questa, sostenuta e rafforzata dall’affidamento a due sguardi registici di autore che convergono in una visione scenica organica e, sul fronte musicale, alla fronte impronta iinterpretativa di uno specialista del repertorio quale è  il direttore musicale.

Per oltre cinque settimane il Regio si trasformerà in un grande laboratorio produttivo e creativo, coinvolgendo orchestra, coro, coro di voci bianche, tecnici, laboratori e maestranze in un’impresa di particolare complessità. Si tratterà di una lettura che, nel suo complesso, liberarà il Verismo  dai luoghi comuni che a lungo lo hanno confinato tra il repertorio immediata presa, ma di presunto minor valore artistico. Un atto d’amore verso una stagione fondamentale della nostra storia musicale.
La programmazione offre al pubblico diverse modalità di fruizione lungo l’intero periodo oppure nell’arco di tre giorni consecutivi.

Festival Verismo 15 ottobre – 22 novembre

Teatro Regio di Torino  piazza Castello 215

Mara Martellotta

Il fantasma di Tom Joad si aggira ancora per l’America

Tom Joad è il protagonista del romanzo più famoso di John Steinbeck, The Grapes of Wrath ( i grappoli d’ira) uscito negli Stati Uniti nel 1939 e conosciuto in Italia con il titolo Furore. Un capolavoro senza età dal quale John Ford trasse uno storico film (con Henry Fonda nel ruolo di Tom Joad). Il libro racconta un’epopea ambientata negli anni Trenta  del Novecento, durante la Grande Depressione negli Stati Uniti, narrando la storia di una famiglia costretta a lasciare la propria casa e la propria terra a causa della crisi economica, per trovare un nuovo futuro in un altro stato della grande nazione a stelle e strisce. Il capolavoro di Steinbeck giunse in Italia in epoca fascista e il regime immaginò di utilizzarne la storia in versione antiamericana, allo scopo di diffondere una immagine violenta e piuttosto primitiva dell’America di quegli anni.

Pubblicato da Bompiani venne comunque censurato perché, in fondo, quella ricerca ostinata di una speranza assumeva quei caratteri universali che al Duce e al suo entourage non piacevano per niente. Pagina dopo pagina John Steinbeck ci accompagna nella biblica trasmigrazione della famiglia Joad, assieme ad altre centinaia di poveri, dall´Oklahoma attraverso il Texas, il New Mexico e l´Arizona, lungo le famosa Route 66 ( che conoscerà altre storie letterarie, da Kerouac a tanti altri), fino alla California, “il paese del latte e del miele”, in cerca di una vita nuova e un poco di fortuna. Una speranza che viene ben presto delusa perché vi troveranno amarezze e stenti, al limite della sopravvivenza: paghe da fame, padroni duri e cinici, lavori da schiavi. Erano gli anni della grande crisi dopo il crollo di Wall Street nel 1929, dell’America dura e disperata, della lotta di classe più aspra, dei sogni che s’infrangevano a contatto con la  realtà. Woody Guthrie, il “menestrello della Grande Depressione”, padre putativo del folk revival degli anni ’60, scrisse una grande ballata su Tom Joad nel 1940, quasi dieci anni prima che Bruce Springsteen, il “boss” del rock, venisse al mondo. Influenzato da Guthrie e dalla storia, molti decenni dopo Springsteen trasformò Tom Joad in uno spirito, capace aggirarsi ovunque come un fantasma alla ricerca di una giustizia e una rivalsa in un mondo nel quale il destino degli emarginati è inevitabilmente un destino segnato da una cruda realtà che non smette di riproporre la propria attualità. The Ghost of Tom Joad è una canzone che parla di diseredati, di povertà e di un sistema economico spietato e ingiusto.

Un testo che non lascia spazio ai dubbi: “L’autostrada è viva questa notte e dove va a finire tutti lo sanno, io sono seduto qui accanto alla luce del fuoco ad aspettare il fantasma di Tom Joad. Ora, Tom diceva: – Mamma, ovunque ci sia un poliziotto che picchia un ragazzo, ovunque un neonato pianga per la fame, ovunque ci sia una battaglia contro il sangue e l’odio nell’aria, cercami mamma, io sarò là. Ovunque ci siano uomini che lottano per un posto dove stare o per un lavoro decente, o per una mano che li aiuti, ovunque ci sia gente che sta lottando per essere libera, guarda nei loro occhi, Mamma, e tu vedrai me –“. Il fantasma di Tom Joad è ancora ben presente nell’America di oggi, e anche se sono passati quasi ottant’anni l’impressione è che per gli ultimi ben poco sia cambiato. The Ghost of Tom Joad  è stato l’undicesimo album in studio di Springsteen, pubblicato nel 1995 dalla CBS Records. Presidente degli “states” era il democratico Bill Clinton che, di lì a poco, sarebbe stato rieletto alla guida della nazione. Un anno dopo, nel 1996, Springsteen, ne parlava così: “La maggior parte delle cose che ho scritto riguardano l’America di oggi, anche se trovano le loro origini nel passato. Anche la canzone di Tom Joad non è storica, ma è sull’America degli anni ’90“.

E, possiamo aggiungere, anche su quella odierna al tempo del secondo mandato di Donald Trump. Nella canzone si parla dell’autostrada, luogo simbolo del sogno americano, esaltato dalla generazione beat. Un immaginario ancora ben vivo ma popolato da gente senza speranza, il cui destino è un fuoco acceso sotto un ponte per scaldarsi. I Tom Joad di oggi sono i nuovi poveri, le vittime della grande recessione e della crisi economica che prese avvio negli Stati Uniti d’America nel 2007 in seguito allo scoppio della bolla immobiliare dei subprime, i disgraziati messi in ginocchio dalla pandemia del Covid, gli afroamericani e i latinos, gli homeless e in migranti, le principali vittime del nuovo ordine mondiale che piace al 47° Presidente degli Stati Uniti e al suo amico Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, sempre più affollato di gente senza lavoro e disperata, con poche libertà e scarso futuro.

Marco Travaglini

Il Teatro va in montagna!… A San Sicario

Al Cinema – Teatro “San Sipario” della nota frazione di Cesana Torinese, ritorna “Onda Larsen” con “Spettacoli di mezza estate … in vetta”

Dal 6 al 17 agosto

San Sicario – Cesana (Torino)

“Non ci piace stare fermi!”: a confessarlo, in un’ autopresentazione, sono loro stessi. Parlo dei “Magnifici Quattro” della Compagnia Teatrale torinese (affiliata “Arci Torino”) “Onda Larsen”, maggiorenne da quest’anno (2008, l’anno di nascita) e “accasata” sotto la Mole nello “Spazio Kairòs” al civico 7 di via Mottalciata, tra “Aurora” e “Barriera di Milano”, sito un tempo di una vecchia Fabbrica di colla e ammoniaca. Tre attori (Riccardo De Leo, Gianluca Guastella e Lia Tomatis) e un’organizzatrice, Chiara Aguì: si deve ancora una volta a loro l’organizzazione – ed è questa la seconda edizione – di “Spettacoli di mezza estate … in vetta”, in programma ai 1700 metri di San Sicario, frazione di Cesana Torinese in Alta Valle Susa, da giovedì 6 a lunedì 17 agosto, presso il Cinema-Teatro “San Sipario” (frazione San Sicario Alto, C1 3/b). Spettacoli – si precisa – pensati per coinvolgere ogni fascia di età. Comprese, oltre ai tre “testi” in calendario da venerdì 7 a domenica 9 agosto, anche tre “proiezioni”, assecondando il tema della più ampia Rassegna “Sansi Summer Village 2026” dal titolo “Amplifica i tuoi sensi”. Rassegna che “ci ha stimolato – spiegano da ‘Onda Larsen’ – ad andare a cercare artisti e show che potessero effettivamente vedere coinvolti tutti i cinque sensi: la vista, ovviamente, con il teatro, l’udito con la musica, il tatto, con la magia, il gusto cantando a squarciagola le canzoni dei Beatles e di Bob Dylan. E l’olfatto? Beh, ad ogni spettacolo il suo profumo”.

Il via, giovedì 6 agosto (ore 21,30) con la proiezione del docu-film di Riccardo Topazio “Nomadi di montagna”, un’intensa opera che racconta le sfide quotidiane della pastora nomade Sara cui è affidata, insieme alla famiglia, la guida del gregge attraverso le stagioni delle Alpi, combattendo una guerra su due fronti, la “predazione silenziosa dei lupi” e l’“invasione dei turisti”. Il tutto mentre Sara cerca di trasmettere al piccolo Diego“il senso di una vita circolare che rischia di chiudersi per sempre”.

Il giorno successivo, venerdì 7 agosto, i motori vanno su di giri con “Beatlemaniac”, un travolgente “viaggio musicale” guidato da Vico Righi, voce dei “Finger Pie”, la nota “cover band” torinese dei Beatles, che ci accompagnerà in un viaggio musicale e narrativo dedicato ai “Fab Four”, in un turbinio di  pezzi musicali (da “Please Please Me” alla psichedelia di “Magical Mistery Tour”) che hanno fatto la storia della musica, intervallati da aneddoti, storie e voci di personaggi mitici! Tra omaggi fedeli e libere reinterpretazioni, Righi vi teletrasporterà nell’atmosfera anni ‘60, proprio su quei palchi che i “Beatles” smisero di calcare con “The End” nel 1969, dopo l’ultimo tour americano. Ma “il sottomarino giallo non si ferma, salite (o restate) a bordo!”.

Sabato 8 agostoAndrea Redavid, attore e “mago mentalista” torinese, lascerà tutto il pubblico a bocca aperta con “Cervello”, spettacolo già campione di incassi per tre anni al “Fringe Festival” di Avignone, uno dei più importanti “Festival di Teatro” europei. Spettacolo interattivo, quello portato in scena da Redavid, punterà dritto dritto a sfidare tutte le nostre certezze cognitive, fondendo scienza, ironia e magia.

La grande narrazione d’autore prosegue domenica 9 agosto con la Compagnia “Accademia dei Folli” che, in “How does it feel? Something about Bob Dylan” propone un suggestivo “portrait” teatrale e musicale sulle origini e le metamorfosi del giovane Bob Dylan, colui che cambiò nome tantissime volte, prima di diventare leggenda. Da Robert Zimmermann a Robert Allen e poi a Robert Allyn a Robert Thomas e a Bob Dillon: un “calvario” di nomi fino a quando, un bel giorno si trovò sotto il naso un mucchio di fogli con su scritto: “Columbia Records”. Doveva solo firmare. E sapete cosa fece? Prese la penna, e così, per istinto, automaticamente, senza neanche pensarci, ci scrisse sopra il suo immutabile nome: Bob Dylan.

Martedì 11 agosto si torna al grande “cinema di montagna” con il pluripremiato documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia”, firmato ancora da Riccardo Topazio, che racconta i due anni (1955-1956) trascorsi dal celebre alpinista, reduce dalla storica spedizione del “K2”, a Bardonecchia. Chiamato dal “Comune”, Bonatti vi lavorò come “guida alpina” e “maestro di sci”, venendo adottato dalla comunità che gli conferì la “cittadinanza onoraria”.

E infine, la chiusura, lunedì 17 agosto, con il toccante docu-film “Lupi Nostri” di Samer Angelone e Gian Luca Catalfamo, indagine scientifica ed emotiva sul complesso rapporto tra predatori e uomo nel cuore delle nostre valli e in un’Italia polarizzata tra i difensori dei lupi e i loro acerrimi “avversari”.

Per info: tel. 349/4179852

g.m.

Nelle foto: Compagnia “Onda Larsen”; Vico Righi “Finger Pie”; “Accademia dei Folli”

A tutt’ Estate… si va al “Forte di Bard”

Tre appuntamenti “da incorniciare” per un’altra settimana “calda” (non solo climaticamente) al valdostano “Forte di Bard”

Mercoledì 5 / venerdì 7 e sabato 8 agosto

Bard (Aosta)

Proseguono fino a fine agosto, tra allettanti “Incontri d’Autore”, “Cinema” e “Grande Musica Live”, gli appuntamenti serali programmati per “Estate al Forte di Bard 2026”, Rassegna volta a celebrare il ventennale del “Polo Culturale” – oggi il principale delle Alpi Occidentali – e organizzata, in primis, dalla stessa “Associazione Forte di Bard”, in collaborazione con diversi “partner culturali” e “Festival” del territorio.

Di grande e indubbio richiamo l’incontro in agenda per mercoledì 5 agosto (ore 21) con un “narratore” tra i più amati del giornalismo italiano, l’albese (classe ’66) Aldo Cazzullo, che all’ottocentesco “Forte” valdostano porterà lo spettacolo (tratto dal suo ultimo omonimo libro, pubblicato nel 2025 per i tipi di “HarperCollins Italia”) “Francesco – Il primo italiano”: una coproduzione “Aosta Classica” e “Forte di Bard” messa in piedi e in scena per celebrare la ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco, il “Poverello d’Assisi” patrono d’Italia, cui si deve, fra l’altro, l’unificazione della nostra penisola attraverso la “Lingua della Poesia” (il famoso “Cantico delle Creature”) assai prima che esistesse uno Stato italiano e che, nel Medioevo gerarchico, più d’ogni altro seppe lottare, attraverso la “rivoluzione della povertà”, contro tutte le diseguaglianze, a favore dei più deboli e dei più umili al mondo. Percorrendo, con empatica capacità narrativa e con l’intento di coinvolgere e portare in scena al suo fianco – e il più possibile – il pubblico, Cazzullo racconterà le molte “storie” del nostro Santo. Il “San Francesco della devozione”: il lupo, la predica agli uccelli, le stimmate. Il “San Francesco della storia”: la conversione, la spoliazione, il rapporto con il Papa, la nascita dell’Ordine, la Crociata, l’incontro con il Sultano. Il “San Francesco poeta”: il “Cantico delle Creature”. E i “Grandi Francescani”, dai terziari – Dante, Colombo – ai Santi: Sant’Antonio, Padre Pio. Fino al primo Papa, chiamato Francesco: Jorge Mario Bergoglio, primo Gesuita a diventare Papa, nel 2013, (il 266° della “Chiesa Cattolica”) e primo Pontefice ad arrivare dal Continente Americano, scomparso il 21 aprile 2025, all’età di 88 anni. “Attraverso il racconto di Cazzullo – si è scritto – torna la figura di un ‘Santo Meraviglioso’ e si ricostruisce un tassello prezioso dell’identità italiana”. (Biglietti: “ticketone.it”). L’evento con Aldo Cazzullo è finanziato con il contributo del “Ministero del Turismo” nell’ambito del “Fondo Unico Nazionale per il Turismo – Anno 2026”.

Altro appuntamento decisamente imperdibile, quello di venerdì 7 agosto (ore 21), con l’anteprima nazionale del docufilm “Super Nature” realizzato dal regista e filmmaker londinese, Ed Sayers. L’opera – vincitrice del “Green Documentary Award e del “Premio del Pubblico” (“Audience Award”) al “Pordenone Docs Fest 2026” – vuole essere una sorta di “lettera d’amore” alla “Natura”, girata interamente nel formato originale del cinema amatoriale, il cosiddetto “Super 8”. Guidati da Ed  Sayers, quaranta collaboratori, distribuiti in venticinque Paesi (tra cui la Valle d’Aosta, con i suoi meravigliosi “stambecchi”) e in cinque Continenti, “compongono un mosaico straordinario e profondamente eterogeneo di immagini del mondo naturale”. Dai “rinoceronti bianchi” ai “draghi marini fogliati”, dagli “stambecchi” delle Alpi alle “chiocciole”, “Super Nature” rivela il legame profondo che ci unisce alla Natura, un legame che la vita contemporanea troppo spesso ci impedisce di riconoscere. Accogliendo tutto ciò che abbiamo e tutto ciò che rischiamo di perdere, il film (che uscirà nelle Sale il prossimo settembre in Inghilterra e nel 2027 in Italia) ci “invita a un nuovo modo di guardare il mondo, e ci conduce in un viaggio affascinante di scoperta e condivisione insieme agli altri abitanti della Terra, umani e non umani”.

E per chiudere in totale bellezza la settimana, la “chicca” di sabato 8 agosto è  un “Concerto a lume di candela” nell’area verde delle “Scuderie” eseguito dal “Quartetto Lys”, formato dai musicisti Silvia Marini (flauto), Cecilia Scala (violino), Aldo Zangheri (viola) e Veronica Conti (violoncello). In programma, un lungo, fantastico “viaggio musicale” che dal “Barocco” con le pagine più note di J. S. Bach, arriva incredibilmente sino ai “Led Zeppelin”, toccando Piazzolla e il “Tango argentino”Morricone e la “musica da film”, per chiudere con la “musica pop e rock” degli anni ’60 e ’70.

L’esibizione sarà preceduta da un apericena all’aperto servito a partire dalle 19,30. A seguire il concerto. Tariffa (apericena e concerto): 30 euro + prevendita online su “Midaticket.it”.

Per info: “Forte di Bard”, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Gianni Milani

Nelle foto: Aldo Cazzullo, “Super Nature” e “Quartetto Lys”

A Grugliasco 54 serate: “R.Estate al Parco Porporati – Luci, Note e sapori”

GRUGLIASCO (TO) – Il caldo torrido e le temperature da record di questa estate 2026 non hanno fermato la voglia di stare insieme e godersi la grande musica dal vivo. Si avvia verso la conclusione la quarta, fortunatissima edizione di “R.Estate al Parco Porporati – Luci, Note e sapori”, il format che dal 12 giugno ha trasformato il cuore verde di Grugliasco in un’oasi urbana di relax, food e intrattenimento per tutta la famiglia.

Un traguardo importante, con ben 54 serate a ingresso gratuito, frutto della sinergia tra l’ideazione di Bis Eventi, la collaborazione di SoulFood Music Factory, e il fondamentale sostegno della Città di GrugliascoSocietà Le Serre, e dei partner Le Gru e SIF.

“È stata un’edizione straordinaria, che ha confermato quanto ci sia bisogno di spazi di aggregazione di qualità, specialmente per chi sceglie o deve restare in città ad agosto” fanno sapere gli organizzatori. “Il Parco Porporati, allestito come un ‘garden of lights’ tra sedute in legno e filari luminosi che creano l’atmosfera di un bosco incantato, si è rivelato il rifugio perfetto contro la canicola estiva, premiato sera dopo sera da un pubblico trasversale e affezionato”.

Ora è il momento del Gran Finale. Fino a sabato 8 agosto, il palco si accenderà per l’ultima tranche di eventi con una proposta eclettica di altissima qualità.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI (Inizio live ore 21:30):

  • Venerdì 31 luglio – Il fenomeno FUNKYTUDE: Si parte fortissimo con il travolgente progetto funky/fusion dei virtuosi torinesi Andrea Mignone (chitarra) e Andrea Manzo (basso elettrico). Reduci da un successo virale sui social che li ha portati a collaborare con artisti del calibro di Nate James e Neja, promettono uno show ad altissimo tasso tecnico e di groove.

  • Domenica 2 agosto – La “mala” anni ’70 con ANONIMA SONORA: Una proposta ibrida e imperdibile. Il collettivo musicale trasporterà il pubblico nelle atmosfere dei film poliziotteschi italiani anni ’70. Un vero e proprio storytelling che fa dialogare musica suonata dal vivo, recitazione e videoracconti proiettati sul grande schermo.

  • Lunedì 3 agosto – LA RADIO DAL VIVO: Una serata di racconti ed emozioni musicali con lo storytelling guidato da Frisk e la squadra di TORADIO.

  • Venerdì 7 agosto – Il pre-party con LEO LIVE SHOW: Inizia il weekend di chiusura con un’esplosiva miscela di musica dance che farà ballare il parco ripercorrendo le hit degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000.

  • Sabato 8 agosto – GRAN FINALE con SUPERKLASSIFICASHOW: L’atto conclusivo di questa quarta edizione è affidato alle indimenticabili cover anni ’70 e ’80. Una grande festa per salutare l’estate grugliaschese.

IL FORMAT DELLA SERATA

Ogni giorno l’apertura del Garden è prevista per le ore 18:30 con Dj Set e un’accurata selezione Food & Drink per l’orario aperitivo e cena. Alle 21:30 l’inizio degli spettacoli live, seguiti ancora da Dj set a cura di Toradio fino a mezzanotte.

L’ingresso al Parco Porporati di Grugliasco resta dal lato sud (via Tiziano Lanza).

Achille Lauro al Grand Opening Show delle Nitto ATP Finals 2026

 

Le Nitto ATP Finals 2026, che si svolgeranno a Torino dal 15 al 22 novembre, anche in questa edizione avranno come prologo una serata-evento che unirà il grande tennis e la grande musica. Protagonista della terza edizione del Grand Opening Show sarà Achille Lauro, che giovedì 12 novembre alle ore 21 trasformerà l’Inalpi Arena nel palcoscenico inaugurale del torneo che riunisce gli otto migliori tennisti della stagione e le migliori otto coppie di doppio.

Con centinaia di milioni di streaming e una carriera caratterizzata da una continua evoluzione artistica, Achille Lauro è oggi una delle personalità più influenti della musica italiana. Dopo un 2026 costellato di concerti sold out e in vista del tour negli stadi del 2027, l’artista sarà il protagonista assoluto della serata inaugurale della sesta edizione torinese delle Nitto ATP Finals.

I biglietti saranno disponibili da domani, giovedì 30 luglio, alle ore 12 su tickets.nittoatpfinals.com, con alcune riduzioni per i tesserati FITP.

TorinoClick

Dal Sistina a Libarna: il Concerto del tramonto

Oltre 30mila visitatori per la primavera-estate di Villa della Regina

Da marzo a luglio arte contemporanea, musica, letteratura e performance hanno animato la residenza sabauda con un ricco programma realizzato con i principali partner culturali del territorio.

In autunno torna QU.EEN con una nuova edizione dedicata al tema della metamorfosi nelle opere di Fabio Viale e Frédérique Nalbandian       Oltre 30.500 visitatori in poco meno di quattro mesi raccontano una stagione che ha visto Villa della Regina (TO) confermare il proprio ruolo di luogo della cultura aperto al dialogo tra linguaggi artistici, istituzioni e pubblici diversi. Dal 25 marzo al 14 luglio il complesso museale ha accolto 30.534 visitatori, accompagnando il pubblico attraverso un programma che ha intrecciato arte contemporanea, performance, musica, poesia, letteratura e attività partecipative grazie alla collaborazione con alcune delle principali realtà culturali del territorio. Ad aprire la stagione è stata QU.EEN – Narrazioni d’arte e natura, la rassegna che tra il 25 marzo e il 24 maggio ha registrato 20.029 visitatori. Le mostre di Ezio Gribaudo e Yiannis Melanitis, oltre ad incontri, visite, laboratori e iniziative dedicate al dialogo tra patrimonio storico, arte contemporanea e paesaggio, hanno coinvolto un pubblico eterogeneo, che ha apprezzato il tema e il dialogo tra le opere e gli ambienti della residenza sabauda, confermando la capacità della Villa di proporsi come luogo di sperimentazione culturale. La rassegna ha inoltre esteso il proprio raggio d’azione oltre Villa della Regina, con appuntamenti ospitati alla Villa medicea della Petraia di Firenze, alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, all’Archivio Gribaudo e all’Accademia Albertina. Un percorso che conferma la crescita di QU.EEN e la sua capacità di svilupparsi in dialogo con istituzioni culturali del territorio e con sedi di rilievo nazionale. La programmazione è proseguita con ARWE – Art Residencies World Exchange, progetto internazionale promosso e coordinato dall’Accademia Albertina, che ha coinvolto numerose realtà internazionali. Nell’ambito del programma, dal 26 maggio al 7 giugno, Villa della Regina ha ospitato, in continuità con il percorso avviato da QU.EEN, il dialogo tra artisti italiano e greci attraverso installazioni, mostre e performance realizzate da artisti e studenti delle Accademie coinvolte. L’iniziativa, che ha registrato 4.213 ingressi, ha trasformato gli spazi della Villa in un luogo di confronto tra ricerca contemporanea, pratiche performative e formazione artistica, rafforzando la vocazione internazionale del complesso museale. Il 14 giugno Villa della Regina ha ospitato anche Metronimie, il festival diffuso dedicato alla poesia performativa e alla spoken word. Laboratori rivolti a bambini, famiglie, giovani e adulti, percorsi dedicati alla poesia in LIS, pratiche partecipative e la finale regionale piemontese della Lega Italiana Poetry Slam Under 20 hanno animato per un’intera giornata gli spazi della Villa, confermandone la capacità di accogliere linguaggi contemporanei e pubblici differenti. Tra il 28 giugno e il 5 luglio è tornato Musica Regina in Villa – International Music Festival, diretto dal pianista Francesco Mazzonetto, che ha accolto 1.301 spettatori. La quinta edizione, dedicata al tema Visioni, ha proposto un percorso musicale che ha spaziato dal repertorio barocco al pianoforte contemporaneo, fino al concerto conclusivo con la Filarmonica Teatro Regio Torino diretta da Cinzia Pennesi. Un appuntamento che ha segnato anche un momento storico per Villa della Regina, con la prima esibizione di un’orchestra filarmonica all’interno del complesso museale. La stagione ha visto inoltre consolidarsi la collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori, protagonista di un articolato programma che ha compreso il Book Party e i quattro appuntamenti del ciclo I Duellanti (due quarti di finale, semifinale e finale). Il Book Party ha trasformato il 30 maggio Villa della Regina in uno spazio dedicato alla lettura condivisa, mentre il ciclo de I Duellanti ha riportato il dibattito letterario tra i giardini e gli ambienti della Villa, coinvolgendo lettori e appassionati in una sfida dedicata ai grandi classici della letteratura. Nella finale del 14 luglio si è imposta Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, sostenuto da Natalia Ceravolo, che ha prevalso su Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas, difeso da Manuela Iannetti. Gli incontri del ciclo hanno registrato complessivamente 234 partecipanti. L’attività di Villa della Regina proseguirà dopo l’estate con una nuova edizione di QU.EEN – Narrazioni d’arte e natura, in programma dal 22 settembre al 22 novembre 2026. Il tema della metamorfosi guiderà il nuovo percorso espositivo attraverso le opere di Fabio Viale e Frédérique Nalbandian, che dialogheranno con gli spazi della Villa e con i suoi giardini storici, riflettendo sui processi di trasformazione della materia, della natura e dei luoghi. Come nelle precedenti edizioni, alle mostre si affiancherà un ricco calendario di appuntamenti realizzati insieme ai partner culturali del territorio, confermando Villa della Regina come luogo di incontro tra patrimonio storico, arte contemporanea e partecipazione. Tra le novità dell’edizione autunnale debutta anche LINGOS – Dialoghi acustici in Villa, nuova  rassegna musicale diretta da Simone Garino: quattro concerti in forma acustica animeranno il Salone della Villa, proponendo un percorso tra jazz, art-folk e pop sperimentale in dialogo con l’acustica naturale degli spazi storici.

Villa della Regina, Strada Comunale Santa Margherita 79, Torino Per informazioni: drm-pie.villadellaregina@cultura.gov.it; 011 8195035.

Che musica… e non solo al “Forte di Bard”!

Continuano, tra “musica” e “incontri d’autore”, gli appuntamenti della fortunata Rassegna “Estate al Forte di Bard”

Da giovedì 30 luglio a sabato 1° agosto

Bard (Aosta)

E’ in piena corsa – e che corsa! – l’Estate 2026, programmata in Vallée fra le ottocentesche mura del “Forte di Bard”. Tre mesi, da giugno fino a fine agosto: l’“Estate al Forte” è un continuo snocciolarsi di “appuntamenti” culturali di vario genere, dall’organizzazione di “mostre” (fotografiche soprattutto) a “proposte musicali” e d’“intrattenimento socio-letterario” di altissimo livello. Ce n’è di che soddisfare tutti i gusti e le più svariate sensibilità. A darne ancora una ben tangibile dimostrazione la “tripletta” di eventi messa in campo per il prossimo fine settimana.

Per gli amanti del miglior “cantautorato” nazionale, si comincia con due imperdibili appuntamenti inseriti nella preziosa agenda di “Aosta Classica”.

Prendete carta e penna e scrivete a caratteri “cubitali”, il primo nome proposto: Niccolò Fabi, il musicista e cantante romano, ormai  considerato (dopo trent’anni di attività, più di cento canzoni a sua firma, dieci dischi di inediti, due raccolte ufficiali, tre “Targhe Tenco” e tant’altro ancora) come uno dei più importanti in assoluto cantautori italiani. Al “Forte”, Fabi farà tappa, giovedì 30 luglio (ore 21,30), con il suo nuovo tour estivo “Estate 2026”, un concerto che mette insieme i brani “storici” del suo repertorio con nuove composizioni, mantenendo vivo quel rapporto diretto con chi ascolta, che caratterizza da sempre i suoi live, in un racconto musicale capace di unire le generazioni più diverse. Sul palco insieme a Fabi i colleghi e amici di sempre, parte del suo universo musicale: Roberto “Bob” AngeliniAlberto Bianco e Filippo Cornaglia. Insieme a loro anche per quest’esperienza ci saranno Cesare Augusto Giorgini Giulio Cannavale. Prima della sua esibizione ci sarà il dj set con Arma Martellini.

Nel giorno del concerto verrà inaugurata all’“Opera Mortai” anche la mostra “Parola di Pasolini” che presenta tavole a fumetti, disegni e collage del graphic designer Davide Toffolo che “accompagneranno il pubblico nel pensiero del celebre poeta e regista”. A Pasolini, Fabi è del resto particolarmente legato nel suo ruolo, dal 2016, di responsabile e docente della sezione “Canzone dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini”, Centro di “Formazione culturale e artistica” della Regione Lazio. Gli acquirenti del biglietto per il concerto di Fabi potranno visitare gratuitamente anche la mostra prima del live.

Un altro grande nome della musica italiana è atteso per sabato 1° agostoRaf (al secolo, Raffaele Riefoli, pugliese di Margherita di Savoia, classe ’59), accolto al “Forte” con il suo “Infinito Tour”; uno show intenso e trascinante, un viaggio musicale (intrapreso per festeggiare i 25 anni del suo famoso brano, “Infinito” per l’appunto, parte dell’album “Iperbole”) che scandisce le tappe più significative di una carriera lunga oltre 40 anni, fatta di migliaia di live, 14 album pubblicati in studio e più di 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Raf (che dopo Bard proseguirà con date estive in tutta Italia e tre concerti fissati per il prossimo autunno nei “Palazzetti”, tra cui il “PalaEur” di Roma) ha scritto e realizzato successi che hanno segnato la storia della discografia come “Self Control”“Infinito”“Sei La Più Bella Del Mondo”“Il battito Animale”“Cosa Resterà degli Anni ‘80”“Ti Pretendo”“Stai con Me” e “Non è mai un errore”.

Musica. Grande musica. Ma anche attesissimi appuntamenti letterari “d’autore”. Così, venerdì 31 luglio (alle 21), ecco salire al “Forte”, nell’ambito della sezione “Incontri” della Rassegna, il grande Paolo Crepet. Notissimo psichiatra, opinionista e saggista (origini sabaude, classe ’51) Crepet porterà in scena “Riprendersi l’Anima”, un intenso “monologo teatrale” dal titolo del suo ultimo libro (Edizioni “HarperCollins Italia”), che invita il pubblico a riscoprire la propria identità più autentica. Crepet “affronta i temi dell’omologazione sociale, della dipendenza tecnologica e della perdita del senso critico, offrendo una riflessione lucida e appassionata sulla società contemporanea”. Imperdibili: il libro e l’appuntamento al “Forte”.

Info utili: Biglietti spettacoli su “Ticketone.it”

Per gli eventi serali è possibile prenotare la cena al ristorante interno “La Polveriera”prenotazioni@fortedibard.it – tel. 0125/833811. Attiva area ristoro in “Piazza di Gola”.

g.m.

Nelle foto: Niccolò Fabi, Raf, Paolo Crepet