SPETTACOLI- Pagina 2

Tra scrittura e montaggio, il grande mondo della Scuola Holden è rivolto al futuro

La vita si mette in scena da sola. È questo che bisogna osservare” è la frase di Agnès Varda (la regista di Cléo dalle 5 alle 7, di Sans toit ni loi, di Garage Demy) che campeggia in questa nuova sala, dai caldi toni arancio, a lei dedicata e ricavata dal rimaneggiamento degli ambienti della Scuola Holden, meno uffici più aule per gli studenti, quegli stessi studenti che – dice Alberico Guerzoni, da un anno direttore generale del Polo Education Feltrinelli – sono in quelle aule “per aiutare, per migliorare il mondo del futuro”, nume tutelare di sempre Alessandro Baricco, inteso come stella polare o come un faro che guida il generale orientamento. Più che un laboratorio di idee, una fucina di novità e contenuti, un far apprendere sotto forme alte, “insegnare a raccontare le storie partendo da una contaminazione di vari linguaggi”, è il pensiero avvolto d’entusiasmo di Martino Gozzi, nelle vesti di Direttore didattico, capace di rappresentare il tutto come un grande quanto significativo “gioco”, una sorta di vita scolastica tipo giardini medicei di San Marco, la scuola vissuta, in una piò o meno intensa giornata, come un festival continuo, un alternarsi di lezioni dove apprendere a inventare nuove storie e poi un panino per l’intervallo e poi quelle sedie di legno – leggi vecchi cinema di periferia, il profumo di un tempo, mai troppo lodati alla faccia delle comodità, e oggi scomparsi, un vecchio cinema paradiso della memoria – proprio della Sala Varda per riflettere su titoli che hanno fatto la storia, su cicli (dal primo marzo, cinque titoli ognuno, il primo curato dal signor preside, altri nomi a seguire, dal lunedì al venerdì, con ferreo orario scolastico dalle 9 del mattino) che cambieranno di mese in mese.

In questo anno accademico 2026/27, accanto ad Academy Scrivere che ha avuto il proprio input ormai sei anni fa, nasce Academy Cinema, tre anni in egual misura pronti a sfociare in una laurea triennale al Dams, un percorso triennale focalizzato sulla sceneggiatura e sulla narrazione per immagini, l’intento quello di “formare gli sceneggiatori del futuro, autori versatili e sfaccettati”, profondamente consapevoli di quanto la loro professione stia alla base della settima arte – usciamo personalmente dall’ultimo Joachim Trier e ci rendiamo conto una volta in più quanto ogni attimo, il peso di ogni singola parola, l’accenno abbandonato e richiamato a nuova forza meritino un’attenta scrittura. La Scuola Holden, in questo percorso, non vuole certo essere un’isola felice chiusa nel proprio bozzolo, vuole dialogare con le grandi realtà pubbliche, dal Museo Nazionale del Cinema al Torino Film Festival, dal TorinoFilmLab alla Film Commission Torino Piemonte, in un lavoro costante, di riflessi, di specchi, di sguardi costruttivi.

Un lavoro, amplificato, che sta nelle parole di Annalisa Ambrosio, Direttrice didattica Academy, quando parla di un piano di studi, dove coabitano il corso di sceneggiatura come pure le tecniche di montaggio e la narrazione, il sound design e e i linguaggi diversi televisivi, i mestieri legati alla produzione cinematografica e all’industria dell’audiovisivo, con un lavoro in classe che sarà per la maggior parte pratico e collettivo.Tre sinora i maestri di Cinema confermati, Davide Serino, “maestro di Sceneggiatura”, già candidato al David di Donatello per Esterno notte di Bellocchio, a cui si devono tra l’altro le serie 1992 e 1993 come M – Il figlio del secolo, regista Joe Wright e interprete Luca Marinelli, Adriano Valerio che sarà “maestro di Sguardo” e Andrea Campajola, autore della colonna sonora del documentario Cercando la grande bellezza di Gianluca Jodice sul film di Sorrentino. Come saranno da tenere sotto una lente di ingrandimento il biennio in tecniche della narrazione “Original”, il rinnovamento del percorso “Fondamenta” in otto weekend e di corsi brevi del “General Store” e la creazione dei “Master semestrali: nonché quei progetti speciali che prendono il nome di “Gettoni”, omaggiando la collana editoriale pensata dal binomio Calvino/Vittorini negli anni Cinquanta all’interno dell’Einaudi, antico raccoglitore di quelle opere di giovani letterati contemporanei, soprattutto italiani, ai quali s’offriva la conoscenza al pubblico come la valorizzazione di un personale lavoro.

La stagione 26/27 vedrà anche una più profonda attenzione al diritto allo studio, con le molte facilitazioni per il pagamento delle rette, laddove il costo annuale cambierà in base a tre fasce di reddito: le borse di studio, che saranno assegnate a ogni data dei test d’ammissione, sono passate da 64 a 88 in totale, 44 per chi frequenterà Academy e altrettante per chi s’affiderà a Original. Come nell’assegnazione delle borse la Holden terrà conto di eventuali disabilità, per cui chi l’ha documentata superiore al 66% potrà ottenere un’esenzione parziale della retta. Altra importante novità le sei borse di studio che copriranno il 100% della retta, che si avvalgono di un importante partenariato non soltanto a livello locale, come la Città di Torino, il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Netflix e Fandango e che saranno assegnate durante le sezioni di test fa marzo a maggio. Il prossimo autunno vedrà l’inizio di tre nuovi Master semestrali: sul lavoro editoriale in comunione con Feltrinelli Editore, sulle “narrazioni per il digitale” che vedrà l’utilizzo degli strumenti digitali e in particolare l’AI e sullo “scrivere per la tv”, con la collaborazione dell’autrice televisiva Katiuscia Salerno e con la società di produzione Blu Yazmine.

Nei festeggiamenti – nuovi indirizzi, nuovi corsi, altre nuove sale come la Kubrick e la Dottor Zivago – si inizia alle 18, come per i successivi appuntamenti, di oggi pomeriggio con una tavola rotonda attorno a cui siederanno il regista Nicolangelo Gelormini (che ha scritto la sceneggiatura con Benedetta Mori, già allieva della Holden) e gli interpreti Valeria Golino e Saul Nanni per parlare del film La Gioia” – l’omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte, nel torinese, da parte di un suo ex allievo di cui si era invaghita -, in uscita domani sugli schermi, il 20 febbraio, con la collaborazione del Lago Film Fest – Piattaforma Lago, interverrà il regista Francesco Sossai, autore di quella Città di pianura che è stato campione d’incassi e di passaparola soprattutto, con un incontro dal titolo “I bar del cinema”, il 3 marzo Margherita Vicario, artista poliedrica, attrice cantautrice e regista, tre David di Donatello per Gloria!, con “Nascita di un’idea”, il 13 aprile la presenza di Francesco Piccolo – esempio tra i più perfetti di contaminazione, sceneggiatore e scrittore, suoi recenti successi La Storia della Archibugi e La bella confusione su quel 1963 che vide il duplice set di due capolavori, del “Gattopardo” e di “8 e mezzo”, la Cardinale a mutare d’abito e di prospettive, di pagina scritta e di sogno – che partirà da Flaubert e da “Madame Bovary si accostò al camino”. In finale di stagione, a maggio, l’arrivo del regista francese Michel Gondry, recente “Stella della Mole”, acclamato autore di Se mi lasci ti cancello, che in occasione di una retrospettiva omaggiatagli dal Museo del Cinema darà spazio a un laboratorio di dieci giorni, tutti cinematografici naturalmente: piccoli gruppi di persone avranno la missione di scrivere, girare, montare e proiettare il loro cortometraggio in un tempo record di tre ore, occasione altresì per dare vita a quattordici set, costruiti con materiali di recupero, la carrozza di un treno, un ufficio, una camera da letto, una discoteca, una stazione di polizia, una prigione. Prenderà corpo “L’Usine de Films Amateurs”, anche negli spazi della Holden, un’occasione che ha già fatto tappa in 22 città di 14 paesi del mondo e che come in una grande avventura ha coinvolto 65.000 partecipanti, portando alla realizzazione di 5.000 film.

Elio Rabbione

Nelle immagini, l’insegna della nuova sala Agnès Varda, lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo (credits Musacchio Ianniello&Pasqualini), una scena de “La Gioia” (credits Maria Vernetti), il regista Michel Gondry (credits Ariane Rousselier)

Marina Bassani racconta la vera storia di Rosa Luxemburg 

Approda al teatro Baretti di Torino da mercoledì 11 febbraio a venerdì 13 febbraio alle 20.45, l’attrice di origine milanese, ma torinese d’adozione Marina Bassani interpretando la figura di Rosa Luxemburg e dando vita alla pièce teatrale dal titolo “Rosa la Rossa. La vera storia di Rosa Luxemburg”, un monologo dedicato a una delle figure più  carismatiche del  Novecento, politica e rivoluzionaria polacca.

Lo spettacolo è accompagnato dal musicista Nunzio Barbieri, chitarrista di Paolo Conte, e dal clarinetto  di Django Barbieri, e ripercorre gli ultimi giorni di vita di Rosa Luxemburg,  quelli che la donna trascorse in attesa di essere arrestata.

Partita da Zamosh per studiare all’Università di Zurigo, l’unica che accoglieva le donne, si stabilì poi a Berlino, una delle città più industrializzate d’Europa, entrando a far parte del partito socialdemocratico. Presto si trovò in dissenso  e contraria alla prima guerra mondiale ormai alle porte, si schierò contro molti suoi compagni di partito, venendo più volte chiusa in carcere per incitamento allo sciopero e alla disobbedienza.  Dettò dal carcere anche un manifesto  detto della Lega Spartachista.  Nella prigione di Wronki, in Polonia, ebbe il permesso di curare un piccolo giardino  e la natura  rimase lo spazio entro il quale si rifugiò con il suo pensiero.
In scena i suoi ultimi giorni, in attesa dell’arresto , ha ‘solo il cielo sopra di sé e la musica che le tiene compagnia ‘.

Marina Bassani, nata a Milano, ma residente a Torino, si è diplomata all’Accademia dei Filodrammatici  di Milano. Laureata in filosofia, si è  specializzata in monologhi e dialoghi teatrali. Allieva di Ernesto Calindri e del maestro russo Jurji Alschitz, è  stata la fondatrice del teatro Selig nel 1996, inaugurando una lunga serie di ritratti femminili.

Cineteatro Baretti via Baretti 4, Torino

Mara Martellotta

“Milena ovvero Emile du Châtelet”: una straordinaria Vukotic

Debutta il 17 febbraio prossimo, alle 19.30, al teatro Gobetti, lo spettacolo “Milena ovvero Emile du Châtelet”, scritto da Francesco Casaretti , per la regia di Maurizio Nichetti e con interprete Milena Vukotic. Sound designer Giorgio Vitaleri, i costumi sono di Fiorenzo Niccoli.
Lo spettacolo andrà in scena fino a domenica 22 febbraio prossimo.

Milena Vukotic porta in scena la storia di Emile du Châtelet, una tra le menti più brillanti del Settecento.
Nata e vissuta all’interno di un ceto sociale privilegiato, grazie agli incarichi che suo padre  aveva alla corte di re Sole, Luigi XIV, fu stimolata sin dalla tenera età a sviluppare interessi linguistici e scientifici, all’epoca privilegio solo dei rampolli di sesso maschile. Nonostante gli studi, Emile non limitò le proprie esperienze di vita, talvolta frivole, talvolta mondane. Sposò il marchese Florent Claude Du Châtelet, più grande di lei di dieci anni e con cui crebbe tre figli.Questo non le impedì di vivere amori al di fuori del letto coniugale,  ànche se fu il suo rapporto con Voltaire ad essere ricordato come il sodalizio più duraturo della sua vita.
Mente straordinaria del Settecento, filosofa, scienziata, dotata di una personalità acuta, ironica e libera, anticipò intuizioni che avrebbero aperto la strada alla scienza moderna.
A teatro si potrà gustare un monologo non privo di sorprese e colpi di scena, in cui Milena Vukotic incanterà il pubblico.

Teatro Gobetti

Via Rossini 8

Orario spettacoli martedì giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16.

Biglietteria teatro Carignano , piazza Carignano 6

Tel 011 5169555 email biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Fantasmi sotto sfratto in scena al Massaia

Da venerdì 13 a domenica 15 febbraio 2026

TEATRO CARDINAL MASSAIA – Torino

Uno spettacolo musicale inedito, ricco di melodie accattivanti e grandi gag comiche.

Novanta minuti godibili da un pubblico di qualunque età, con un testo semplice ed ironico, che veicola al suo interno importanti messaggi sulla diversità, l’amicizia e i valori famigliari.

I biglietti sono in vendita:
– on-line sul sito ufficiale del teatro
www.teatrocardinalmassaia.com

FANTASMI SOTTO SFRATTO
TEATRO CARDINAL MASSAIA
Via Sospello 32/c – Torino
Venerdì 13 febbraio – ore 20.45
Sabato 14 febbraio – ore 20.45
Domenica 15 febbraio – ore 16.30

 

Fertili Terreni Teatro, in scena BOILER ROOM Generazione Y

Per la stagione Iperspazi 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro andrà in scena a OFF Topic, in via Pallavicino 35, per la prima volta a Torino, giovedì 12 febbraio prossimo, la pièce teatrale ‘BOILER ROOM, Generazione Y’, creazione e ideazione di Ksenija Martinovic, con la coreografia e drammaturgia nella danza di Matilde Ceron. In
scena i performer Federica d’Angelo, Alessio Genchi, Matteo Prosperi e Margherita Varricchio.
Lo spettacolo presenta luci stroboscopiche non adatte a un pubblico fotosensibile  e risulta adatto ad un pubblico di età maggiore dei 14 anni.

Non si tratta di uno spettacolo teatrale ma di un’esperienza sensoriale a tutto tondo. ‘BOILER ROOM Generazione Y’ è  un’opera site-specific,  installazione sonora alimentata da luci fluorescenti e stroboscopiche che pulsano a ritmo di musica, invitando il pubblico a seguirne il movimento ininterrotto. Si tratta di una performance che travalica l’idea stessa di teatro, richiedendo allo spettatore di vivere in prima persona la ricerca di altri immaginari, di spazi altrove, dove poter dar corso a un riconoscimento culturale con al centro l’idea di cittadinanza e fragilità delle nuove generazioni.
Il tutto trae  ispirazione da un interrogativo preciso su quale potrebbe essere il punto di rottura della musica in una determinata zona di confine e di guerra,  di solitudine e di resistenza.
Partendo dalla storia personale della Dj palestinese Sama Abdulhadi che, grazie alla BOILER Room diventa virale e conosciuta in tutto il mondo quale “Palestian Techno Queen” , performer e pubblico saranno protagonisti di un viaggio di musica,  luci e colori confrontandosi su domande relative a un’intera generazione.

Prima ci sono stati i “Baby boomers”, nati dopo la seconda guerra mondiale, poi è arrivata la generazione X degli anni Settanta e Ottanta, da ultimo è stato il turno della Generazione Y o dei cosiddetti MIllenians, nati tra la metà degli anni Ottanta e i primi anni del Duemila, ragazzi e ragazze facenti parte di un’umanità definita dai sociologi come pigra e narcisista, superficiale, individualista e concentrata su di sé, definizione poco ottimistica,  per lo meno raddrizzata dalla capacità a lei riconosciuta di adattarsi molto rapidamente a un mondo che, altrettanto ripidamente, si modifica.
Digitali per definizione, nati con telefonini e tablet in tasca, i Millenians sono da decenni oggetto di studi sociologici, essendo la prima generazione globale del World Wide Web con abitudini e modi di pensare condivisi e, indipendentemente dalla parte del mondo in cui vivono, risultano però i soggetti più colpiti dalla crisi economica.

Il progetto ‘BOILER ROOM- Generazione Y’ mette al centro della propria indagine le teorie di Mark Fisher, il filosofo prematuramente scomparso nel 2016 che nel suo libro “Realismo capitalista” analizza i giovani millenians suggerendo plausibili risposte alla perenne precarietà della generazione dei trentenni di oggi. Tale progetto si sviluppa intorno a quello che Fisher definisce “edonismo depressivo”, metafora perfetta di una società sempre più tecnologica dove tutto è a portata di un solo clic.

A corollario allo spettacolo si segnala l’iniziativa 100×100 Gaza, campagna di solidarietà attiva nata nel 2025 per dare una risposta collettiva alla  catastrofe umanitaria provocata dal genocidio inflitto da Israele alla popolazione di Gaza, con la possibilità di contribuire alla raccolta fondi a sostegno dei progetti attivi nella striscia di Gaza.
L’iniziativa si inserisce all’interno delle cento ore di solidarietà attiva previste da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio 2026.

Per il biglietto il costo è  di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta

“Fratelli d’Italia L’Italia s’è desta…”

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Music Tales, la rubrica musicale

“Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.”
Laura Pausini che canta l’Inno di Mameli in versione pop ha fatto discutere, come sempre accade quando si tocca qualcosa che molti considerano intoccabile. Le critiche non sono mancate, spesso feroci, spesso prevedibili. Eppure, a mio avviso, sono state in gran parte fuori fuoco.
Laura Pausini è Laura Pausini. È una cantante pop, con una cifra stilistica ben precisa, riconoscibile, amata da milioni di persone in tutto il mondo. Chiederle di interpretare l’inno nazionale come se fosse una cantante lirica o una banda militare significa non conoscere, o fingere di non conoscere, ciò che rappresenta. A mio avviso, se si desiderava un’esecuzione rigidamente fedele all’originale, probabilmente non la si sarebbe dovuta neppure chiamare. Non si può pretendere da un’artista qualcosa che non le appartiene e poi criticarla perché è esattamente ciò che è sempre stata.
Questo non significa che debba piacere a tutti. Nemmeno a me Laura Pausini fa impazzire, non è la mia cantante preferita. Ma bisogna sempre riconoscere quando qualcuno è stato molto, molto bravo, soprattutto in un contesto di enorme pressione emotiva e mediatica. Perché la verità è che oggi sembriamo cercare continuamente qualcosa da dire, qualcosa da criticare, anche quando la critica non è costruttiva ma solo rumorosa.
Personalmente, adoro quando gli stranieri cantano in italiano. Amo le inflessioni “sbagliate”, le vocali aperte dove non dovrebbero esserlo, persino il gobbo. Mi ha emozionata la scelta di  Mariah Carey per interpretare  “Nel blu dipinto di blu”: non era perfetta, non doveva esserlo. Era autentica, rispettosa e piena di amore per una lingua che non era la sua. La musica vive anche di questo: di imperfezioni che raccontano un incontro.
Mentre alle Olimpiadi Milano – Cortina 2026 succedeva tutto questo, dall’altra parte dell’oceano, al Super Bowl, c’era una Lady Gaga semplicemente magistrale. Ogni sua performance è una lezione di presenza scenica, controllo, visione. La versione latino-americana di “Die With a Smile” non mi ha conquistato del tutto, ma vederla ballare, creare quell’atmosfera di festa, di condivisione, di corpo e cuore insieme, mi ha aperto il cuore. Ed è questo, alla fine, che resta.
La musica dovrebbe unire, non dividere. Dovrebbe essere un luogo di incontro, non un tribunale permanente. Criticare va bene, fa parte del gioco, ma farlo senza tenere conto della tensione, della responsabilità e dell’agitazione di chi si esibisce davanti al mondo intero è facile, forse troppo.
Sarebbe bello se fossimo tutti un po’ più tolleranti. Un po’ più capaci di ascoltare davvero. Un po’ meno pronti a puntare il dito, e un po’ più disposti a lasciarci attraversare da ciò che la musica, quando funziona, sa fare meglio di ogni altra cosa: metterci in relazione gli uni con gli altri.
“Credo che l’empatia sia la qualità più essenziale di una civiltà”.
(Roger Ebert)
CHIARA DE CARLO
scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere per il vostro San Valentino 

Exit Brew Pub in via Colverso 28 a La Cassa

“Rosso – Diario di una morte annunciata”, alle “Fonderie Limone”

A Moncalieri, lo spettacolo teatral-psicologico portato in scena dalla “Compagnia delle Frottole”, su testo e regia di Luca Nicolino

Giovedì 12 febbraio, ore 2045

Moncalieri (Torino)

In estrema sintesi. La storia è quella, fantasiosa e visionaria, di un imprenditore che, arrivato alla soglia dei 50 anni, si rende conto di aver dedicato tutta la sua vita esclusivamente al lavoro a scapito di affetti e relazioni. Desideroso, quindi, di sapere cosa pensino realmente di lui parenti e amici, decide di inscenare il suo funerale. Una morte fittizia – amplificata da una singolare campagna di finti “necrologi” in cui potreste realmente imbattervi gironzolando in questi giorni per le strade di Torino – che diventa il pretesto per osservare, da “una posizione privilegiata”, le reazioni di parenti e amici in attesa dell’eredità. Ciò che ne scaturisce è un ritratto amaro e grottesco di una famiglia che, tra avidità, segreti inconfessabili e speranze mal riposte, rivela la propria vera natura davanti a un testamento ancora da leggere. Un doloroso, nella sua lapalissiana verità, ritorno alla vita per il nostro povero imprenditore. Parte di qui (vietato spoilerare altro) “Rosso – Diario di una morte annunciata”, il nuovo spettacolo della torinese “Compagnia delle Frottole” (realtà nata nell’ambito dell’Associazione “I Buffoni di Corte APS”), in programma giovedì 12 febbraioalle 20,45, alle “Fonderie Limone” di via Pastrengo 88, a Moncalieri. Testo e regia di Luca Nicolino, che sottolinea: “Lo spettacolo usa l’ironia per raccontare come si possa arrivare a una vera morte interiore anche restando in vita: l’ansia, la depressione e la paura possono condurre, come accade sempre più spesso anche tra i giovani, a una forma di morte quotidiana”. Lo spettacolo, intelligente ed arguto, trasforma così un tema quanto mai delicato “in un’occasione di riflessione collettiva e vitale”.

Realizzata con il patrocinio della “Città di Torino” e “Città di Moncalieri”, nonché in collaborazione con “CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà”, la pièce vede sul palco ben 23 attori, tra i quali 10 con disabilità cognitiva. Disabilità saggiamente trasformata in particolari, mai avulsi dal contesto scenico, codici espressivi, tali da non sviare il pubblico dal concentrarsi unicamente sulla potenzialità della recitazione e sulla coralità dell’insieme. “L’esperienza della Compagnia –ancora Nicolino –  consente a ogni interprete di dare vita a un personaggio senza restare intrappolato nelle proprie caratteristiche personali, dimostrando come il talento e la professionalità teatrale non conoscano barriere. L’impegno sul palco diventa inoltre un’importante occasione di crescita e inclusione, poiché permette agli attori di confrontarsi direttamente con l’intera filiera produttiva del teatro, collaborando attivamente con chi cura costumi, scenografie e ogni dettaglio tecnico necessario alla magia dello spettacolo”. Un messaggio, in tal senso, di grande forza e piena condivisibilità, “perché – precisa Giovanni Ferrero, direttore della ‘CPD’ –  dimostra che oltre la disabilità esiste molto altro: una professione, il talento e il desiderio. In questo caso, a teatro non va in scena la disabilità, ma la capacità di recitare e di coinvolgere il pubblico in uno spettacolo travolgente e di altissimo livello”.

Attenzione: allo spettacolo, si entra con una donazione a partire da 25 euro.

Il ricavato sarà destinato al progetto “La Corte”, futura sede dell’“Associazione” in via Rubino 82, uno spazio concepito per essere molto più di un centro laboratoriale. L’obiettivo è, infatti, quello di dare vita a una “comunità culturale inclusiva” dove giovani, anziani e persone con disabilità possano collaborare in percorsi formativi e lavorativi, rendendo il quartiere “Mirafiori Nord” un polo di innovazione sociale, pienamente autonomo. Assistere a “Rosso” significa dunque partecipare a un atto di solidarietà che, partendo dal racconto della morte, sceglie di investire con forza sul futuro e sulla vita.

Per info: Associazione “I Buffoni di Corte”, corso Sebastopoli 272/E, Torino; tel. 011/5823043 o www.ibuffonidicorte.it

G.m.

Nelle foto: immagini di scena

“Lascia stare le rose. Punta sul cinema!”

 

La campagna di San Valentino degli UCI Cinamas di Torino

La campagna di San Valettino degli UCI Cinemas di Torino celebra la sala con il posto migliore dove andare e il miglior regalo da fare per questa occasione. Per San Valentino, il pubblico può dimenticarsi dei regali tradizionali e di luoghi non all’altezza per un appuntamento, e renderlo invece un giorno unico presso UCI Cinemas Moncalieri e UCI Cinamas Torino Lingotto, con la più potente delle esperienze cinematografiche. Nuove uscite, grandi classici e regali sono pensati per rendere l’esperienza in sala ancora più coinvolgente. “Con chiunque tu sia, punta sul cinema!” è un invito rivolto al pubblico per tutto il periodo precedente a San Valentino, per promuovere il grande schermo come la più originale delle esperienze dedicate. Con una proposta che mette insieme la qualità della proposta con una serie di iniziative dedicate, gli UCI Cinemas di Torino confermano, ancora una volta, che la sala è il posto migliore dove andare per questa festività. Il messaggio di questa campagna è “Gioca bene le tue carte”, e rende bene l’idea del regalo perfetto per questa occasione, la UCI Cinemas Gift Card, ideata per sorprendere tutti e che racchiude la magia del cinema in una sola card, offrendo la possibilità di vivere al meglio l’esperienza del grande schermo. Le Gift Card sono acquistabili solo al cinema, nelle versioni da 15-30-50 euro. La programmazione prevede il 5 febbraio “Hamnet – nel nome del figlio”, diretto da Chloé Zhao e interpretato da Jessie Buckley e Paul Mescal, che ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali conquistando al Golden Globe il premio come Miglior Film Drammatico e Miglior Attrice protagonista per Jessie Buckley. Il 12 febbraio si prosegue con “Cime tempestose”, che porterà sullo schermo il romanzo più famoso di Emily Brontë, una delle storie d’amore tra le più intense e travagliate della letteratura mondiale, diretto da Emerald Fennel e interpretato da Margot Robbie e Jacob Elordie, sarà accompagnato da un omaggio speciale per chiunque acquisti il biglietto nel primo weekend d’uscita: un segnalibro esclusivo pensato come simbolo di un’esperienza che continua oltre al cinema. Tra le nuove uscite, gli UCI Cinemas riportano alla ribalta alcuni film storici come “Pretty Woman”, diretto da Garry Marshall, con Julia Roberts e Richard Gere, che verrà proiettato presso UCI Cinemas Moncalieri e UCI Cinemas Torino il 9-10-11-14 febbraio prossimi, il classico intramontabile “Ghost” con Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopie Goldberg, in sala solo il giorno di San Valentino. Per chi acquisterà online il biglietto per lo spettacolo del 14 febbraio ci sarà in regalo la cartolina di San Valentino.

Mara Martellotta

“Ritmi di Solidarietà – Una notte per le Donne”

Il ricavato dello spettacolo, in scena mercoledì 11 febbraio alle 21 presso le Fonderie Limone, sosterrà il progetto “Protezione Famiglie Fragili Oncologiche”

Il palcoscenico delle Fonderie Limone si illumina per un evento che unisce arte, impegno civile e speranza: mercoledì 11 febbraio alle 21 infatti, andrà in scena “Ritmi di Solidarietà – Una notte per le Donne”, una serata di danza, passione e sensibilizzazione dedicata alla memoria di Cristina Golin, coreografa recentemente scomparsa e autrice, tra l’altro, della coreografia del video promozionale delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

L’evento, quindi, vuole essere non solo un omaggio artistico, ma anche un momento di profonda riflessione e un omaggio alla coreografa torinese. L’iniziativa sottolinea la missione del Comune di Moncalieri, da sempre aperto e pronto ad accogliere eventi che mettano al centro la comunità e il suo benessere collettivo.

Proprio su impulso dell’amministrazione comunale è nata la preziosa rete tra le associazioni coinvolte: Andos, Donna Tea, VITA, in collaborazione con Eclectica e Adriana Cava Dance Company. Grazie al contributo del Comune di Moncalieri e di Vol.To, dimostra come la collaborazione sia la chiave per sostenere i più fragili.

Un sostegno concreto alle famiglie, dove l’intero ricavato della serata sarà devoluto al progetto “Protezione Famiglie Fragili Oncologiche”, un’iniziativa fondamentale per offrire supporto ai nuclei familiari che affrontano la sfida della malattia in condizioni di fragilità.

Il pubblico sarà accolto con un cocktail di benvenuto curato e offerto dall’osteria La Cadrega, un gesto di ospitalità per iniziare insieme una serata all’insegna della condivisione. La Presidente di Andos Torino, Fulvia Pedani, desidera esprimere un profondo ringraziamento al sindaco di Moncalieri Paolo Montagna e a tutta l’amministrazione comunale, per «aver accolto con estrema sensibilità la nostra proposta».

E ancora, la presidente rimarca come «il sostegno del Comune non è stato solo formale: la decisione di concederci gratuitamente il Teatro Fonderie Limone rappresenta un atto di generosità concreto che ci permette di destinare ogni singolo euro raccolto direttamente al nostro progetto comune con le associazioni. Un ringraziamento speciale va anche a Vol.To, il cui prezioso contributo per la copertura di una parte dei costi del service è stato fondamentale per la riuscita dell’iniziativa. L’evento è la dimostrazione di come la collaborazione sinergica tra associazioni, enti del terzo settore e istituzioni possa generare un impatto reale e tangibile sul territorio».

L’iniziativa gode, oltre al patrocinio e contributo del Comune di Moncalieri e Vol.To, anche dei patrocini gratuiti del Consiglio Regionale del Piemonte, della Consulta Regionale Femminile e degli Stati Generali Prevenzione e Benessere, Azienda Zero e della Rete Oncologica.

Nella prima parte della serata dal titolo “Note d’autore” si esibirà la Compagnia Adriana Cava Dance Company. L’elemento principale sarà la scelta accurata di brani musicali di autori di qualità italiani e stranieri. La danza e la musica daranno vita a coreografie ricche di emozioni, di passione, di gioia e di spiritualità, che metteranno in risalto l’armonia dei corpi in movimento dei danzatori della Compagnia, con elementi di grande valore artistico ed espressivo.

Nella seconda parte della serata, Eclectica presenterà lo spettacolo “Orlando”, che racconta il viaggio di una protagonista condizionata da un contesto storico e da rigide norme di genere. Attraverso una trasformazione continua — da uomo a donna e da donna a uomo — Orlando attraversa il tempo, l’amore e la solitudine per emanciparsi dai ruoli imposti e affermare la propria libertà. La metamorfosi diventa così metafora della fluidità dell’identità, del cambiamento e della possibilità di essere, oltre ogni definizione sociale.

È possibile prenotare la partecipazione all’evento e sostenere il progetto con un’offerta minima consigliata di 15€.

Per informazioni è possibile telefonare ai numeri 375/8515743 oppure 329/7728192, o ancora scrivere una mail ai seguenti indirizzi: segreteria@andosonlustorino.it oppure info@adrianacava.it.

Licia Lanera porta in scena “Altri libertini”, tratto dal libro di Tondelli

Al teatro Gobetti, da martedì 10 a domenica 15 febbraio 2026, in scena Licia Lanera, vincitrice di quattro premi Ubu, che porta sul palco la pièce “Altri libertini”, diventando la prima, dopo la morte di Pier Vittorio Tondelli, autore dell’omonimo libro, a ottenere i diritti sul testo. L’opera, sequestrata per oscenità appena venti giorni dopo la pubblicazione, nel 1980, racconta una generazione di giovani perduti, rifiutati e squinternati. Sul palco, con Licia Lanera, Giandomenico Cupaiuolo, Danilo Giuva e Roberto Magnani. I tre racconti “Viaggio”, “Altri libertini” e “Autobahn” si intrecciano in un unico flusso narrativo dando voce alla rabbia e al desiderio che attraversarono gli anni Ottanta e che risuonano ancora oggi. Lo spettacolo diventa così un atto di appropriazione: Tondelli non esiste, se non nei corpi, nei gesti e nelle biografie degli attori, che attraversano con intensità quelle parole. Attraverso le riflessioni sull’influsso politico alla fine delle ideologie, Lanera restituisce la vitalità e le miserie di un’intera generazione, portando in scena una cronaca di quei tempi e dei suoi echi.

“Io e i miei compagni di viaggio ci siamo messi addosso l’etichetta di altri libertini –  scrive Licia Lanera – vitelloni nati nel secolo scorso, senza figli, animali notturni, con poca grazia nello stare al mondo, bestie solitarie terrorizzate dalla solitudine, incapaci di essere genitori, condannati a essere eternamente figli, figli dai capelli bianchi, con il drink in mano e la droga nel portafoglio da utilizzare in occasioni speciali. Dunque, questo spettacolo fugge dalla rappresentazione continuamente. Gli attori si appropriano di quelle parole, anche grazie a un periodo di prove durato un anno, e alla fine Pier Vittorio Tondelli non potrà che esistere attraverso le loro parole, biografie e gesti teatrali. Io, con il mio corpo in scena, sono lì ‘in borghese’, a combattere questa personale guerra alla rappresentazione. Sono lì a confondere, a ricordare allo spettatore che siamo in un teatro a rievocare i morti attraverso il corpo dei vivi. Siamo qui a memento della storia, a raccontare le miserie di una generazione che si perpetua sempre uguale da almeno quarant’anni”.

Il testo di Tondelli si articola in tre racconti famosi, che narrano di ragazzi fuori dagli schemi, con tanta voglia di scappare, utilizzando parole crude e vere che sembrano ancora scritte oggi. Sono le storie di chi vive ai margini, che salgono sul palco attraverso il corpo di cinque attori che non si risparmiano,. Il linguaggio è quello della strada, perfetto per raccontare un tempo in cui tutto sembrava possibile e disperato.

Teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino – dal 10 al 15 febbraio 2026 – info: www.vivaticket.com

Martedì, giovedì, sabato ore 19.30 / mercoledì, venerdì ore 20.45 / domenica ore 16

Mara Martellotta