SPETTACOLI- Pagina 2

Rosso Beethoven: la stagione estiva del Teatro Regio

Nella splendida cornice della sala da ballo di  Palazzo Reale è stata  presentata la nuova stagione estiva 2025-2026 del teatro Regio, alla presenza del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, del Sovrintendente del teatro Mathieu Jouvin , del direttore artistico Cristiano Sandri e della Direttrice Generale dei Musei Reali di Torino, Paola d’Agostino.

Il Rosso, dopo aver attraversato la stagione 2025-2026  del teatro Regio come simbolo di passione, energia e destino, ora incontra Beethoven .

Saranno otto i concerti della stagione estiva, con quattro direttori e un unico grande protagonista. Dal 30 giugno al 22 luglio prossimo, nella corte d’Onore di Palazzo Reale, l’Orchestra del Teatro Regio proporrà un percorso di ascolto dedicato al grande compositore di Bonn in vista del bicentenario della sua scomparsa, che ricorrerà nel 2027. Si tratta di un itinerario che attraversa ribellione, tensione, audacia e luce, raccontando l’evoluzione creativa di un artista che ha trasformato per sempre il linguaggio musicale e la nostra modalità di ascolto.

Rosso Beethoven si realizza in virtù della collaborazione con i Musei Reali di Torino, con I quali il teatro Regio è lieto di proseguire la partnership avviata nell’estate del 2023.

Rosso Beethoven nasce dall’incontro tra due generazioni creative, da una parte il compositore che, fra i trenta e i quaranta anni, rivoluzionò il linguaggio musicale europeo con alcune delle sue opere più  celebri; dall’altra quattro direttori , che oggi  si confrontano con quella stessa eredità artistica, offrendo al pubblico prospettive nuove su un repertorio che continua a parlare al presente.

Il Teatro Regio rinnovato così il proprio impegno nella valorizzazione  delle nuove generazioni, affidando la stagione estiva ad Agata Zajac, Aram Khacheh, Alessandro Palumbo e Liubov Nosova.

Per Khacheh e Palumbo si tratta di un ritorno al teatro Regio . Il primo ha diretto “Pierino e il lupo” di Prokof’ev al Piccolo Regio  nel gennaio 2026. Il secondo ha collaborato in diverse nuove produzioni firmando nel 2023 l’orchestrazione di “Un mari à la porte” di Offenbach e dirigendo successivamente “Pierino e il lupo, The Tender Land” di Copland, presentata per la prima volta in Italia nella primavera del 2024 e “La traviata. La solitudine di una stella”, nel 2025.

Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21, con la formula All inclusive Emozione Reale, grazie all’apertura straordinaria delle 19.30 si potrà visitare l’appartamento della Regina Elena a palazzo Reale, concedersi un passeggiata al fresco del Giardino Ducale  e godersi un aperitivo alla caffetteria Reale prima di assistere al concerto. In caso di annullamento il teatro ha previsto date di recupero per i concerti “Ribellione”(2/7), “Tensione” ( 9/7) e Luce (23/7).

Biglietteria

Vendita online e presso la biglietteria del Teatro Regio

Piazza Castello 215, Torino

Tel 0118815241/ 0118815242.

Orari: dal lunedì al sabato ore 11-19, domenica ore 10.30-15.30.

Nei giorni di concerto la biglietteria si sposta alzl Golden Box in piazzetta Reale a partire dalle 19.30

Biglietteria@ teatroregio.torino.it

Mara Martellotta
Foto TorinoClick

Barbera Blues Band, debutto vincente ad Accasa

 

TORINO – Una serata di musica autentica e grande partecipazione ha accompagnato il ritorno sul palco della Barbera Blues Band, protagonista sabato sera da Accasa – Dinner & Live Music.
Il concerto ha segnato il debutto della nuova formazione del gruppo torinese, accolto da un pubblico numeroso e attento. Nata circa dieci anni fa dall’iniziativa di Pino Galari e Mauro Della Rocca, la band si ripresenta oggi con rinnovato entusiasmo e una line-up arricchita dalla voce di Michela Remondino, dalle tastiere di Luca Cabianca e dal basso di Livio Aimone Querio.
Sul palco è emersa subito una forte sintonia tra i musicisti, capace di dare vita a uno spettacolo coinvolgente che ha attraversato diverse sfumature del blues, tra energia, intensità e momenti più raffinati. Un repertorio ispirato alla grande tradizione blues e blues-rock, ma interpretato con personalità e senza cedere alla semplice riproposizione dei classici.
Gli applausi del pubblico hanno accompagnato l’intera esibizione, trasformando la serata in qualcosa di più di un concerto: un nuovo inizio per una band che sembra pronta a ritagliarsi uno spazio importante nella scena musicale dal vivo.
Un debutto convincente che lascia ben sperare per i prossimi appuntamenti della Barbera Blues Band.

Enzo Grassano

Rock Jazz e dintorni a Torino: Ligabue e Ditonellapiaga

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al Teatro Regio per celebrare i quarant’anni della Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro, concerto con raccolta fondi  presentato da Linus. Sul palco si alterneranno : Diodato, Levante, Samuele Bersani, Paolo Belli, Neri Marcorè, Giovanni Allevi.

Martedì. Alle OGR suona il quartetto di Giangiacomo Rosso & Julia Hornung.

Mercoledì. All’Allianz Stadium arriva Ligabue. Al parco Salvemini di Rivoli suona il pianista Gabriele Rossi. A Rivalta all’Arena del Monastero, si esibisce Anna Carol. Per Evergreen Fest al parco della Tesoriera, suona il Daimona’s Jazz Trio. A seguire concerto a 4 mani di Elisabetta Serio e Cettina Donato.

Giovedì. Al parco Salvemini di Rivoli è di scena Ditonellapiaga. Al Vinile suona la Ska Beat Orchestra +Jamaican Ska.

Venerdì. Al parco Salvemini di Rivoli si esibisce il rapper Dargen D’Amico. Per Evergreen Fest alla Tesoriera, concerto dei Daiana Lou. Al Circolino sono di scena gli Afterdark Experience. Al Vinile suona la Nino Carriglio Swing Orchestra. Allo Ziggy si esibiscono i Sant’Elia + Strangolatori del Gange. Al Blah Blah sono di scena i Solilent Green. Al Magazzino sul Po  suonano i Senza Coloranti Aggiunti.

Sabato. Allo Ziggy si esibiscono i Cenotaph + Putridity + Unbirth. Al Magazzino sul Po sono di scena Gheddi + Sandro + Tanca.

Domenica. Per Evergreen Fest al parco della Tesoriera, concerto di musica rap con i Sano Business.

Pier Luigi Fuggetta

“LA-AAAAAA-Classica per tutti” la stagione dell’Unione Musicale di Torino

“LA-AAAAAA-Classica per tutti”, non è soltanto il titolo della nuova stagione dell’Unione Musicale, ma una vera dichiarazione di intenti. La grafica che accompagna il cartellone, con i diapason trasformati in figure diverse per età, stile e provenienza, rappresenta simbolicamente la nostra idea di musica quale linguaggio universale, aperto, inclusivo, capace di parlare a ciascuno in modo personale.

“La stagione 2026-2027 dell’Unione Musicale – dichiara il direttore artistico Antonio Valentino – propone un percorso musicale ricco di grandi interpreti internazionali, attesi ritorni e la presenza di artisti della nuova generazione, che stanno ridefinendo il panorama concertistico contemporaneo. Accanto ai capolavori del repertorio cameristica, trovano spazio nuove commissioni, programmi originali, incursioni nella contemporaneità e progetti divulgativi pensati per avvicinare pubblici sempre più ampi alla musica classica”.

Il mondo della classica nel 2027 ricorderà i 200 anni dalla scomparsa di Beethoven, e l’Unione Musicale dedica a questa ricorrenza due concerti monografici, numerosi ascolti nel corso di tutta la stagione e un festival al teatro Vittoria nel mese di giugno. Parallelamente darà spazio alle nuove voci del presente, proponendo l’ascolto di numerose opere dei più interessanti compositori dei  ostri giorni, alcuni dei quali presenti in quanto interpreti, come Giovanni Sollima, John Corigliano, Fabio Vacchi, Fazio Say, Patricia Copatchinskaja, Santiago Cañón-Valencia, Giovanna Baviera, Severin von Eckerdstein,,Hanna Kulenty, Gabriella Smith, Alicia De Larrocha, John Zorn, Simon Machale, Eva Reiter e la torinese Francesca Idini, alla quale è stato commissionato un nuovo lavoro.

Il cartellone 26-27 è compreso da mercoledì 21 ottobre 2026 a sabato 15 maggio 2027, e si articola in 52 appuntamenti tra il Conservatorio e il teatro Vittoria di Torino, con protagonisti 150martisti, di cui 60 ospiti dell’Unione Musicale per la prima volta, e 65 artisti under 35.

A inaugurare la stagione sarà, martedì 21 ottobre, alle ore 20.30 presso il Conservatorio, il recital del pianista russo Arseni Moon. A Schubert e Chopin saranno dedicate le serate di Ella van Poucke e al pianoforte Severin von Eckerstein, il 23 ottobre al Conservatorio. Una prima serata dedicata a Beethoven è in programma il 4 novembre, alle 20.30, con il Quartetto Belcea, seguita l’11 novembre, sempre al Conservatorio, alle 20.30, da un concerto in cui le musiche di Beethoven saranno accompagnate da quelle di Corigliano di Bach e Saint-Saëns, eseguita da Joshua Bell al violino e Peter Dugan al pianoforte. Le musiche di Berio verranno suonate insieme a musiche di Miles, Monteverdi, Verberian, Fuentes, Andriessen & The Beatles martedì 1 dicembre al teatro Vittoria alle ore 20. Un’interessante programma dedicato al Novecento, con musiche di Messiaen, Skrjabin e Zorn costituiranno il concerto in programma il 15 aprile al Conservatorio con una coppia d’eccezione formata dal pianista francese Bertrand Chamayou e la soprano Barabra Hannigan. Un ruolo speciale è prevista per la pianista Sofia Liù, quasi diciassettenne, che diventerà artista residente fino al 2028. Dall’8 al 10 giugno 2027 verrà presentato il festival Beethoven, rassegna di sei concerti cameristici dedicati al grande compositore.

La campagna abbonamenti inizia con i rinnovi da venerdi 5 giugno a venerdi 24 luglio prossimo, e sarà possibile sottoscrivere nuovi abbonamenti da martedì 23 giugno. I biglietti per i concerti saranno acquistabili da giovedì 1 ottobre sul sito e presso la biglietteria dell’Unione Musicale. Eventuali biglietti ancora disponibili saranno messi in vendita poco prima dell’inizio dei concerti. Il costo dei biglietti varia da 10 a 35 euro e l’Unione americane mantiene tariffe contenute per gli under 30, gli under 21 e per gli allievi del Conservatorio, per i quali sono previsti prezzi vantaggiosi.

Mara Martellotta

Prato inglese, debutta “Le allegre comari di Windsor”

 

Per la regia di Marta Cortellazzo Wiel. E  “Come vi piace” per la direzione di Giulia Odetto al teatro Carignano

Si rinnova anche quest’anno la proposta estiva del Teatro Stabile di Torino -Teatro Nazionale per la stagione 2025-2026, dal 18 giugno al 12 luglio prossimi, con “Prato inglese. Sere d’estate con il teatro di William Shakespeare “, un’iniziativa dedicata ai grandi classici shakespeariani,  portati in scena in un contesto e in un’atmosfera più informali e insoliti.
Il progetto quest’anno prevede due commedie: “Le allegre comari di Windsor” , diretto da Marta Cortellazzo Weil, e “Come vi piace” per la regia di Giulia Odetto, entrambe tradotte e adattate da Diego Pleuteri. Si tratta di due testi ironici, che attraversano momenti diversi della produzione shakespeariana, da un lato la quotidianità grottesca e irresistibile delle borghesi di Windsor, dall’altro la libertà fiabesca e pastorale della foresta di Arden. Saranno in scena, tra gli altri, Lorenzo Bartoli, Teresa Castello, Christian Di Filippo, Matteo Federici, Jacopo Ferro, Josef Gjura, Celeste Gugliandolo, Anna Manella, Stefania Medri, Marta Pizzigallo, Michele Schiano di Cola, Marcello Spinetta. Anna Varaldo firma le scene, Giovanna Fiorentini i costumi.

“Intendo ambientare questa versione di “Allegre comari di Windsor” – spiega la regista Marta Cortellazzo Weil – nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Sono anni in cui si vive un momento florido e la classe borghese, di cui fanno parte le protagoniste e i loro mariti, non ha alcun bisogno di affermarsi, ha tutto a portata di mano e di conseguenza diventa improduttiva. Cosa fa? Niente. Si annoia. Ed è proprio la noia il motore che spinge Alice Ford e Margaret Page a decidere di vendicarsi del signor John Falstaff il quale, per poter tentare un’ascesa sociale, le inganna con una lettera d’amore, scritta ad entrambe senza cambiare una sola virgola. Di certo sono ferite nell’orgoglio, ma la verità è che le due donne non vedono l’ora di poter far qualcosa. Finalmente la loro noia potrà essere spezzata via da un vero e proprio piano studiato per potersi vendicare di Falstaff, in questo caso un generale  che si vanta di aver partecipato alla seconda guerra mondiale, mentre è  rimasto seduto dietro alla scrivania  a reclutare uomini che andassero in guerra. In questo mondo chiuso e disinteressato, si staglia la figura di Anne Page. Lei e il suo innamorato Felton sono coloro che, spinti dalla curiosità di guardare fuori, decidono di fuggire da quel mondo così ottuso. In questa riscrittura, dunque, rappresentano coloro che parteciperanno alle rivoluzioni dell’epoca, in particolare a quelle del ’68, alla ricerca di nuovi modi di pensare, nuovi valori, nuove versioni della società, nuovi stili di vita, prendendo le distanze dal passato e dalla cultura dominante, con un impulso proiettato verso l’esterno e verso il futuro”.

“La foresta, questo luogo che pensiamo e chiamiamo selvaggio – spiega la regista di “Come vi piace”, Giulia Odetto –  dove i sensi  si amplificano e l’ignoto prende spazio e dove è facile percepire la propria vulnerabilità  e perdere il controllo, lo sguardo si smarrisce, diventa frenetico, cerca i raggi del sole tra tutte quelle fronde e scopre, forse per la prima volta, cosa accade quando la luce, deviando e rimbalzando, rende sfumati i contorni delle cose. Ho scelto di lavorare su “Come vi piace” attratta da una storia di amore appassionante, quello tra Clelia e Rosalinda, due amiche che crescono insieme, attraversano sfide, desideri, identità  e, pur cambiando, rimangono insieme.
Dentro questo paesaggio, in cui i corpi si mischiano, le identità slittano e le gerarchie si confondono, si fa spazio una domanda: come si ama?
Il testo fornisce una semplice risposta: come vi piace. Esistono tantissime forme di amore in questa commedia e mi piacerebbe che, uscendo dal teatro, il pubblico si sentisse un poco più incoraggiato ad essere e amare come gli piace, ma anche consapevole della necessità di conoscersi a fondo,  forse perdendosi nelle proprie selve oscure, per capire davvero cosa piace ed evitare di ritrovarsi a recitare una parte assegnata, che può essere indesiderata.
In “Come vi piace” non c’è magia, eppure la commedia è  attraversata da eventi e sorpresa che, ancora oggi, possono apparire rari e miracolosi. Ne è un esempio il finale affidato, cosa insolita nei classici, ad un personaggio femminile. Per quanto questa rarità mi emozioni, sento che il bisogno di avere un’ultima parola sia un retaggio da abbandonare. Voglio provare a non chiudere il discorso, a lasciare la foresta e il palcoscenico , il nostro mondo, in movimento, in divenire”.

Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Biglietteria Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Telefono 0115169555
Email biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orari: da martedì  a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

MM

Occit’amo Festival celebra la festa di Sant Joan

Con la grande Orchestra Occitana a Saluzzo e la salita in musica al Roccere

Sabato 20 giugno, a Saluzzo, e domenica 21 giugno in Val Maira e Val Varaita, nell’ambito del festival Occit’amo si terrà la due giorni di celebrazioni del solstizio d’estate, dedicata a Sant Joan. In realtà, questa tradizione rappresenta un’usanza particolarmente sentita anche in Catalogna, nelle isole Baleari e ad Alghero.

Sabato 20 giugno, sotto l’Ala di Ferro di piazza Cavour, a Saluzzo, alle 21, oltre un centinaio di musicisti andranno a formare la Grande Orchestra Occitana, dando vita a un sorprendente concerto. Domenica 21 giugno, nel pomeriggio, avrà luogo la tradizionale salita alla vetta Roccerè, accompagnata da musiche e canti che prenderà il via da due diverse parti: alle 13 da Sant’Anna di Roccabruna, in Val Maira, e alle 14 dal Santuario di Val Mala, in Val Varaita, per ricongiungersi al Colle della Ciabra e affrontare l’ultima parte del percorso insieme. A seguire, musica, canti e danze occitane dalla croce del Roccerè. Entrambi gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.occitamo.it

Mara Martellotta

Tosca, eroina tragica, in scena al Teatro Regio di Torino

In scena al Teatro Regio di Torino il nuovo allestimento del capolavoro di Giacomo Puccini, “Tosca”, per la regia di Stefano Poda, con il direttore musicale Andrea Battistoni sul podio per l’ultima produzione della stagione

Al Teatro Regio, da venerdì 12 a domenica 21 giugno, sarà in scena Tosca, con la visione totale di Stefano Poda per il nuovo allestimento del capolavoro di Giacomo Puccini. Stefano Poda firmerà regia scene, luci, costumi e coreografia. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di Voci Bianche del Regio sarà il Direttore Andrea Battistoni. Protagonisti saranno tre solisti di fama internazionale: Chiara Isotton, Martin Muehle e Roberto Frontali. I cori saranno istruiti da Gea Geratti Ansini e da Claudio Fenoglio. Collaboratore alla regia sarà Paolo Giani Cei.

Dopo il recente successo de “La Juive”, che ha ottenuto il Premio Abbiati 2023, Stefano Poda ritorna il palcoscenico del Regio, sugellando un legame artistico profpmdomche ha dato vita a produzioni oniriche memorabili come il Thaïs del 2008, Leggenda del 2011, Fausto del 2015 e Turandot del 2018. In questa nuova coproduzione con l’Abay, Kazach, National Opera, il,regista firma uno spettacolare allestimento capace di meravigliare per la forza simbolica e l’inconfondibile estetica visionaria, compiendo un’opera radicale spogliando il capolavoro di Puccini dai clichè storici per restituirlo alla sua dimensione di dramma universale e rito collettivo.

Tosca viene concepita come una grande installazione contemporanea dedicata alla romanità; la scena è dominata da una materia imponente di marmo e simboli, arricchita da reperti trasformati in ologrammi, in un dialogo costante tra archeologia e contemporaneità.

“Il mondo visivo dello spettacolo si fonda su un forte dualismo storico e simbolico – dichiara il regista Stefano Poda – da un lato il Settecento, l’universo dell’Ancien Regime, con le sue gerarchie e il suo splendore ormai corroso, rappresentato da Scarpia, figura di potere decadente, di in mondo destinato a dissolversi. Dall’altro lato c’è l’Ottocento nascente, portatore di nuove idee politiche, modernità e cambiamento, incarnato simbolicamente da Cavaradossi”.

Floria Tosca compie la sua parabola di eroina tragica, e la sua vicenda privata viene stimolata da un meccanismo di potere che Puccini traduce in una partitura di spietata modernità. Si tratta dello scontro tra la brama del vecchio mondo e l’anelito di una modernità nascente, che si risolve in un finale dirompente.

“Per restituire Tosca alla sua vera universalità – spiega Stefano Poda -il regista dal palcoscenico deve imparare a disimparare, cosiccome lo spettatore non deve solo vedere, ma ascoltarsi e vedersi”.

Per il direttore musicale Andrea Battistoni, Tosca costituisce un vertice musicale italiano, capace di anticipare logiche narrative moderne attraverso una perfetta fusione tra musica, parola e ritmo teatrale.

“Si tratta di un’opera che sento visceralmente – dichiara Andrea Battistoni, sottolineando come la capacità di Puccini di reinventare il genere per il nuovo secolo provochi una tensione emotiva inesorabile”.

Chiara Isotton, che interpreta il personaggio di Tosca, è un soprano di autentica scuola italiana che padroneggia il ruolo con vocalità morbida e presenza scenica magnetica, fondendo temperamento e raffinata sensibilità. Martin Muehle, nel ruolo di Cavaradossi, è interprete di riferimento per il repertorio drammatico spinto. Presta la sua voce brunita a un pittore rivoluzionario di nobile intensità. Il vertice del ruolo baritonale è rappresentato da Roberto Frontali, nel ruolo di Scarpia, che domina la scena con autorevolezza, rendendo il personaggio impeccabile e dalla gelida eleganza . L’opera sarà presentata mercoledì 3 giugno, alle ore 18, presso il Piccolo Regio Puccini nel corso della conferenza-concerto condotta dalla giornalista Susanna Franchi, a cui interverranno il direttore musicale Andrea Battistoni e il regista Stefano Poda. In questa occasione, il Polo Culturale di Marengo, insieme all’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei, consegnerà ai due artisti la medaglia di Marengo, che celebra la loro interpretazione del capolavoro pucciniano evidenziando il legame profondo tra la vittoria di Napoleone del 14 giugno 1800 e il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

Ingresso libero

Info: www.teatroregio.torino.it – biglietteria@teatroregio.torino.it – info@teatroregio.torino.it – 011 8815241

Orari da lunedì a sabato ore 11-19 / domenica ore 10.30-15.30 e un’ora prima degli spettacoli.

Mara Martellotta

Si conclude a Susa “Regie Armonie Lungo la Via Francigena”

Il 20 giugno prossimo, alle 21, si concluderà la stagione 2026 di “Regie Armonie Lungo la Via Francigena” presso la maestosa cornice della cattedrale di San Giusto, sita in piazza San Giusto, a Susa. La città di Susa conserva uno straordinario patrimonio monumentale di epoca romana e medievale. Nella storica cattedrale di San Giusto si terrà un concerto capace di porre in risalto le sonorità dell’imponente organo presente in controfacciata. L’iniziativa si avvale della partecipazione della cattedrale di San Giusto, del Rotary Club Susa e Val Susa, del Patrocinio e del sostegno del Comune di Susa. Il progetto esecutivo e artistico dei concerti lungo la via Francigena è a cura dell’Associazione Itinerari Musica in collaborazione con i comuni di volta in volta interessati, e si avvale del patrocinio e del contributo del Consiglio Regionale della Regione Piemonte, del patrocinio dell’Unione Montana Valle di Susa, del patrocinio e contributo dell’amministrazione comunale di Avigliana, Buttigliera Alta, Sant’Ambrogio, Chiusa di San Michele, Villardora e Susa. Partner dell’iniziativa è l’Associazione Culturale Organaglia, e in qualità di media partner la web TV Solo Classica Channel.

Sabato 20 giugno si esibiranno Luca Bendicti all’organo e Alberto Barletta al flauto traverso. Alberto Barletta è già primi flauto dell’orchestra Toscanini di Parma ed è stato primo flauto dell’Orchestra Scarlatti di Napoli e dell’Orchestra della RAI di Roma. Luca Benedicti collabora in qualità di organista con l’OSN Rai dal 2004, con la quale ha inciso nel 2022 la trilogia romana di Respighi e nel 2025, dello stesso compositore, la “Sinfonia drammatica” e “Vetrate di chiesa”, sotto la direzione del maestro Robert Treviño. Nel 2026 è stato invitato a tenere concerti a Lubecca, Hannover, Magdeburgo e Varsavia. È presidente dell’Associazione Itinerari in musica.

Mara Martellotta

Tullio Pinelli, il nobile “gentilissimo” che non fu solo lo sceneggiatore di Fellini

Un omaggio curato da Distretto Cinema

 

“Quando parla della Lux nei cui ambulacri era ospite fisso in attesa di riscuotere le rate delle sceneggiature, Fellini ricorda un andirivieni di attrici, attori, registi, sceneggiatori, gente della produzione. È proprio alla ‘Lucchessefilme’ (come viene chiamata in gergo cine-romanesco – la Lux Film invenzione e proprietà dell’industriale biellese Riccardo Gualino, ndr) che il nostro incrocia un signore smilzo dal profilo aguzzo, compassato, gentilissimo: Tullio Pinelli. È avvocato civilista, ma ha chiuso lo studio a Torino per scendere a Roma con moglie e quattro figli attratto dalla sirena del cinema. Si conoscono di vista, quando un giorno verso la fine del ’46 si sorprendono a leggere lo stesso giornale appeso a un’edicola. Nasce un’amicizia che diventa subito un’associazione artistica”. Così l’incontro di un futuro regista e di quello che sarà il “suo” sceneggiatore, non certo il solo in una collaborazione che sarà avviata e cessata e ripresa, nelle pagine di “Fellini”, autore Tullio Kezich, la più bella certo, e affettuosa e autorevole, biografia che sia stata scritta sull’autore riminese.

Non fu soltanto il “suo” sceneggiatore. È stato un uomo, Tullio Pinelli, che ha attraversato un intero secolo (era nato a Torino nel 1908, morì a Roma nel marzo 2009), storico e letterario e cinematografico, discendente da una antica e nobile famiglia che tra gli altri avrebbe dato allo Stato il generale di fanteria Ferdinando Pinelli, inviato a reprimere il banditismo calabrese dopo l’Unità; prima un ragazzo cresciuto nel d’Azeglio di Augusto Monti, a fianco di Pavese e di Massimo Mila, di Norberto Bobbio e di Leone Ginzburg, un drammaturgo promettente che esordì con una commedia dialettale, messa in scena nel ’32 dal giovane Macario, “‘L sofà d’la Marchesa ‘d Mômbarôn”, poi capace di mettersi sotto l’occhio attento della critica con “I padri etruschi” (settembre 1941) e vari altri titoli, drammatici o di carattere fortemente spiritualistico, costretto a ritirarsi momentaneamente dalle scene e, durante il conflitto, a partecipare alla Resistenza contro fascisti e tedeschi, prima nel Grossetano poi sulle alture nei pressi di Alpignano, dove ebbe a trattare la resa di 40 militari della Divisione repubblichina Monterosa, difendendoli da quelle formazioni partigiane che ne avevano già deciso la fucilazione.

Non fu soltanto il “suo” sceneggiatore, decretando in gran parte il successo – immediato o ripensato dai critici e soprattutto dal pubblico dopo gli inizi – di “Luci del varietà” e dello “Sceicco bianco”, dei “Vitelloni” e della “Strada” e del “Bidone”, delle “Notti di Cabiria” e della “Dolce vita” e di “8 1/2”, di “Giulietta degli spiriti” del ’65 per arrivare dopo la lunga ventennale interruzione a “Ginger e Fred” (1986) e alla “Voce della luna” con cui Fellini si sarebbe accomiatato dal cinema. Tullio Pinelli fu altresì lo sceneggiatore di Mario Soldati, di Lattuada e Germi, di Pietrangeli e Bolognini, di Liliana Cavani per “Francesco” e “Galileo”, per De Sica e Monicelli.

Termina oggi un omaggio curato da Distretto Cinema in collaborazione con il Museo del Cinema, che ha coinvolto anche il figlio Carlo Alberto, dal titolo “Grand Tour – Omaggio a Tullio Pinelli” e che ha visto interessati nelle scorse serate i centri di Cuorgnè con la proiezione del cult “Amici miei”, film di Mario Monicelli, sceneggiato da Pinelli (l’intera rassegna è stata curata da Fulvio Paganin), un’importante occasione per approfondire il legame autentico tra lo sceneggiatore e il territorio canavesano, e di Pianezza con la visione di “89 e mezzo”, l’intimo documentario firmato proprio da Carlo Alberto Pinelli, che ha presenziato in sala, dedicato alla figura del padre.

 

Oggi giovedì, giornata finale dell’omaggio, verranno proiettati al cinema Massimo “Adua e le compagne” di Antonio Pietrangeli (alle 15,30) e “La strada” (alle 20,30) mentre alle 18 si potrà assistere a “Napoli – New York”, un vecchio progetto di Fellini e Pinelli mai girato e ripreso da Gabriele Salvatores soltanto nel 2024, una storia ambientata nell’immediato dopoguerra, tra le macerie di una Napoli in completa miseria, dove i protagonisti sono i giovanissimi Carmine e Celestina, che tentano di sopravvivere in mezzo a mille prove e disavventure. Il loro imbarco clandestino li farà arrivare a New York, trovare una famiglia e unirsi ai tanti emigranti che già hanno raggiunto gli States. Diceva Salvatores, a seguito del ritrovamento da parte dello sceneggiatore in “un baule pieno di scartoffie”: “Già solo il fatto di essere venuto in possesso di una storia scritta da Federico Fellini e Tullio Pinelli, di cui si sapeva poco o niente, mi è sembrato meraviglioso… Come fare a non lasciarsi coinvolgere? Una storia che risale alla fine degli anni Quaranta, ispirata a una storia vera, raccontata come una favola. E scritta in un momento di passaggio per il nostro cinema: tra il neorealismo, la commedia all’italiana e i primi tentativi di un cinema più fantastico.”

Elio Rabbione

Nelle immagini, Tullio e Carlo Alberto Pinelli; la serata del ricevimento dell’Oscar per la strada”, cena a casa Pinelli, con Fellini e Paolo Stoppa.