SPETTACOLI- Pagina 2

Malescorto: il mondo in Valle Vigezzo

C’è un qualcosa di simbolico nel vedere il cinema internazionale adagiarsi tra le montagne di un piccolo borgo alpino coronato dai boschi, tra oratori barocchi, fontane, antichi cortili e tetti in piode consumati dal sole e dalla neve.

Il micro e il macro rivelano la loro necessaria interconnessione.

Malesco, nel cuore della Valle Vigezzo, questo accade da oltre un quarto di secolo grazie a Malescorto, il Festival Internazionale dei Cortometraggi che dal 20 al 26 luglio 2026 tornerà a vivificare il Cinema Comunale con una nuova edizione destinata a segnare un record.

Nato nel 1999, Malescorto è riuscito negli anni a costruirsi una reputazione che va ben oltre i confini della Val d’Ossola.

Oggi rappresenta una delle manifestazioni dedicate al cortometraggio più longeve e riconosciute del Piemonte, capace di coniugare una forte identità territoriale con una vocazione sempre più internazionale.
Dal 2017 la direzione artistica è affidata a Paolo Ramoni, che sta accompagnando il festival in una fase di crescita e rinnovamento.

I numeri dell’edizione 2026 raccontano con chiarezza questa evoluzione: sono stati valutati ben 9.225 film provenienti da 98 Paesi dei cinque continenti, con un incremento del 54% rispetto all’anno precedente.
Un risultato a garanzia dell’interesse crescente del mondo del cinema breve verso una manifestazione che, pur mantenendo le estensioni intime di un festival di montagna, riesce a calamitare produzioni e autori da ogni parte del pianeta.

Il contesto in cui nasce tutto questo non è solo un complemento.
Malesco, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, si trova a 761 metri di quota e rappresenta una delle porte d’accesso alla Valle Loana e al Parco Nazionale della Val Grande, la più vasta area wilderness d’Italia.
Incastonato nella “Valle dei Pittori”, così chiamata per la tradizione artistica che nei secoli ha caratterizzato il territorio, Malesco fa del proprio paesaggio alpino, del patrimonio culturale e della dimensione comunitaria una delle pietre angolari dell’esperienza del festival.

Non passano infatti inosservate, all’orizzonte che si apre dalla sede del festival di Malescorto, le rocce del monte Gridone (o Limidario), che si stagliano monumentali come le forme assopite di un titano millenario, incendiate al tramonto da riverberi cremisi e aranciati e la sera velate dai vapori.
Poco distanti i vicoli stretti del borgo, lastricati in pietra, si insinuano tra case costruite da generazioni di montanari, scalpellini, emigranti e artigiani, seguendo geometrie che affondano i propri rizomi nei secoli.

Un passato in cui l’andatura lenta delle lavandaie dirette al vecchio lavatoio, tutt’oggi visitabile, cadenzava le giornate, il ritorno degli spazzacamini dalle migrazioni stagionali suscitava lacrime di gioia e il rumore degli scalpelli che lavoravano la pietra ollare estratta dalle montagne vicine era ormai un rumore bianco per gli abitanti.

A due passi dal festival vi è infatti anche l’Ecomuseo regionale, istituito nel 2007, e denominato della pietra ollare e degli scalpellini proprio per celebrare l’importanza di questo materiale presente sul territorio.
È nato per raccontare e mettere in luce il patrimonio materiale e immateriale del luogo, sviluppandosi tra il borgo di Malesco e le frazioni di Finero e Zornasco.

In parallelo al concorso internazionale, Malescorto continua a investire nella formazione e nella valorizzazione dei talenti emergenti.

La novità più significativa di questa edizione è rappresentata da Short Italy Under 35, nuovo Spin-Off dedicato alle opere cinematografiche di giovani registi italiani.

Il progetto, sostenuto dal Ministero della Cultura e da SIAE dell’ambito del programma Per Chi Crea, prevede una giornata interamente dedicata agli autori under 35.

Domenica 26 luglio saranno presentati quattro cortometraggi selezionati, accompagnati da incontri con i registi e momenti di confronto con professionisti del settore audiovisivo.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare nuove prospettive per le giovani generazioni e irrobustire il ruolo del festival come luogo di incontro tra creatività emergente e industria cinematografica.

Il legame con il cinema piemontese è già evidente.
Un esempio significativo è rappresentato da Domenica sera di Matteo Tortone, film ambientato nella periferia torinese e sostenuto da Film Commission Torino Piemonte, che nel 2025 è stato selezionato a Malescorto prima di conquistare il David di Donatello come miglior cortometraggio e intraprendere il percorso di qualificazione verso gli Academy Awards.

Una storia che testimonia la capacità del festival di intercettare opere destinate a ottenere importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

Anche per il 2026 l’organizzazione sta lavorando per consolidare il dialogo con il sistema audiovisivo piemontese, favorendo occasioni di incontro tra autori, produttori, istituzioni e pubblico.
In questo senso Malescorto non è soltanto una rassegna cinematografica, ma una vera infrastruttura culturale capace di mettere in relazione un territorio alpino con le dinamiche del cinema contemporaneo.

La 26ª edizione si aprirà il 20 luglio con la tradizionale cerimonia inaugurale e una versione speciale di Malescorto Surprise, mentre il 25 luglio sarà la volta della premiazione e della proiezione dei film vincitori.

Per una settimana, il piccolo borgo della Valle Vigezzo diventerà così un punto di incontro tra culture, linguaggi e sensibilità provenienti da tutto il mondo.

Il nerbo di Malescorto, lo avrete capito ormai, sta infatti qui: sublimare la dimensione locale in una risorsa e non in un limite.
La storia che racconta è diversa rispetto a quella dei centri urbani: ne preserva la qualità, anticipandone spesso i contenuti, calandosi in un’atmosfera che ne amplifica le suggestioni e il fascino.

Credits: Foto di Riccardo Rapini

“Parco Dora Live 2026” Teatro, comicità, grande Musica

E Stand-Up Comedy: il mese di giugno si chiude col “botto”

23 / 27/ 30 giugno

Dalla comicità “extra-large” dei nostri “Marco e Mauro” fino alla “stand-up comedy più rosa che c’è” (com’é stata definita) di Barbara Foria, passando per il multiforme “Variety for Friends”, il “format” che porta in scena in una sola serata grande musica, illusionismo, comicità e recitazione: sarà davvero un gran finale quello in programma per la chiusura di giugno del Festival “Parco Dora Live 2026”, organizzato dal “Parco Commerciale Dora” in collaborazione con lo storico cabaret torinese “CAB 41” e la direzione artistica di Lara Martinetto.

“A Santhià non si vede un Kansas” (già il titolo ci fa “scompisciare”!) è la commedia brillante tesa a celebrare i loro trent’anni di carriera e ambientata in un improbabile “Far West piemontese” (dove la nebbia fitta impedisce la visuale) portata in scena alla “galleria commerciale” di via Livorno 59, a Torino, dai nostri super amati Marco Amerio e Mauro Mangone, in arte semplicemente Marco e Mauro. L’appuntamento è per  martedì 23 giugnoalle 21,30. Un’ora e mezza di risate in cui i due attori mescolano personaggi, situazioni paradossali, satira di costume, dialetto e riferimenti alla storia e ai miti del Piemonte. Il loro è un ritratto divertente e autoironico della regione e dei suoi abitanti. “Perché – dicono – qui non c’è polvere, tutt’al più risaie. Non ci sono saloon, al limite le piole. E i nostri pistoleri sparano più stupidaggini che pallottole”. Spettacolo da non perdere e portatevi tanti fazzoletti perché ci sarà da piangere “fiumi di risate”. Nel loro ironico intercalare, non mancherà neppure la loro celebre esclamazione, ormai divenuta marchio di fabbrica, “Giudabastard”, tormentone – spesso accompagnato dal classico gesto della mano sulla fronte – che i due usano fin dai tempi del programma televisivo “La sai l’ultima?” per sottolineare battute, colpi di scena o situazioni paradossali nei loro “sketch”.

Sabato 27 giugnoalle 21,30, sarà un “sabato speciale” con il ritorno a “Parco Dora” del multiforme (musica, illusionismo, recitazione) “Variety for Friends”. Sul palco, la “Filarmonica Bosconerese”, orchestra composta da ben cinquanta orchestrali diretta dal Maestro Giorgio Bolognese (che dirigerà alcune delle sue composizioni, tutte assolutamente originali), si alternerà con l’illusionismo di Luca Bono, la comicità di Diego Casale, la verve comunicativa di Francesco Bozza e la creatività dell’attrice Tita Giunta, che porta in scena un monologo intenso, di quelli regalati al pubblico per un’intensa riflessione. E non mancheranno momenti di fascinosa magia, grazie alla partecipazione speciale di Luca Bono, classe 1992 (da Pino Torinese) considerato dai media tra gli illusionisti più interessanti della sua generazione. Il suo primo importante riconoscimento lo ottiene infatti a soli 17 anni con la vittoria al “Campionato Italiano di Magia”; due anni dopo si aggiudica il “Mandrake d’Or”-riconosciuto come l’“Oscar dell’illusionismo”- e da allora conquista programmi tv e palcoscenici italiani ed esteri, prendendo parte a numerosi spettacoli, anche in compagnia di Arturo Brachetti.

E per chiudere, martedì 30 giugno (ore 21,30), gran finale con “gran botto” – per una ripartenza altrettanto frizzante già programmata per il mese di luglio – nientepopodimeno che con la napoletana, bravissima e spumeggiante (una laurea in “Giurisprudenza” nel cassetto) Barbara Foria che torna a grande richiesta a “Parco Dora Live” presentando il suo one woman show “Euforia! Questione di Euforia”, dove l’attrice presenta un’esilarante satira sociale su tutti i più comuni “stereotipi” femminili in un monologo che vede la regia di Claudio Insegno e la collaborazione di Stefano Vigilante e Manuela D’Angelo“Un mirabolante viaggio scanzonato quello della Foria – si è scritto – nel mondo della donna moderna, al tempo dei social, di whatsapp, dell’amore sempre più virtuale e sempre meno reale”. In scena, Barbara è una donna alle prese con il corpo che cambia e il metabolismo che va in blocco come le caldaie, e “mai – scherza – che all’occorrenza, si vedesse un idraulico bravo capace di sbloccare la situazione”. Quale la sua tesi? Molto semplice. La vita va vissuta con ironia, gioia e tanta tanta “Euforia”. “Anche quando si diventa grandi. Anche quando da ‘sesso droga and rock and roll’ si passa a Netflix, tachipirina e canti gregoriani. Quale sarebbe il problema? Che ci chiamano milf? In realtà ‘Milf’ è l’acronimo di ‘Mo’ Inizia La Felicità’. Per noi che abbiamo finalmente capito che al cuor non si comanda. Che l’amore fa male, specialmente quando se ne fa troppo poco. Che certi fidanzati sono come le magliette di Zara: all’inizio ci esci, alla fine ci vai solo a dormire. Ma per sentirsi più leggeri non serve volare: a volte basta sorvolare. Perché la perfezione non esiste, ma certi difetti possono essere meravigliosi. E allora viva le debolezze, le pecche, le imperfezioni che ci rendono vere, uniche e straordinariamente normali”. Grandissima, Barbara!

Per info: www.parcocommercialedora.it

G.m.

Nelle foto: Marco e Mauro; La “Filarmonica Bosconerese” e Luca Bono; Barbara Foria

Torna “La Notte delle Stelle”: il 4 luglio Rivoli riaccende lo show più atteso

Dopo il grande successo della prima edizione e la nascita della Via delle Stelle, sabato 4 luglio 2026 torna nel suggestivo Piazzale Mafalda di Savoia, ai piedi del Castello di Rivoli, “La Notte delle Stelle”, l’evento gratuito che unisce spettacolo, musica, comicità e solidarietà in una serata pensata per tutta la città.

L’appuntamento è fissato per le ore 21.15, con un pre-show che avrà inizio alle ore 20.30. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

A guidare il pubblico saranno ancora una volta l’energia travolgente di Juliana Moreira e il talento camaleontico di Claudio Lauretta, coppia ormai simbolo dell’evento, pronta a regalare ritmo, emozioni e divertimento nel corso della serata.

Sul palco saliranno ospiti amatissimi dal grande pubblico: il mago della comicità e dell’illusionismo Raul Cremona, i cantanti LDA e AKA7even, il trasformista e imitatore Alessandro Mezzancella, l’inviata de Le Iene Veronica Ruggeri, il duo social Dada e Marcolino, il content creator Lorenz Simonetti e Diego Casale. Un cast eterogeneo, capace di alternare musica, comicità e intrattenimento e di coinvolgere pubblici di tutte le età.

Anche quest’anno sarà presente Radio 105, con la musica di DJ Roby Giordana, il vocalist Dario Micolani e i gadget ufficiali dell’emittente, pronti ad animare la piazza e a far cantare il pubblico.

La serata sarà anticipata da un grande pre-show che prenderà il via un’ora prima dell’inizio ufficiale dell’evento. Sul palco si alterneranno Simone Bernini e la sua band, introdotti da Edoardo Mecca, insieme a Shinhai Ventura e alla mamma, per un momento di intrattenimento dedicato al pubblico già presente in piazza.

“La Notte delle Stelle” conferma anche per il 2026 la sua anima solidale. L’intero evento sarà infatti dedicato a sostenere l’associazione Insuperabili, realtà che ogni giorno promuove sport, inclusione e opportunità per ragazzi con disabilità attraverso i valori del calcio e della condivisione.

Dopo la nascita, lo scorso anno, della “Via delle Stelle” – il percorso simbolico inaugurato con le prime mattonelle firmate dagli ospiti dell’evento – anche questa edizione proseguirà il progetto destinato a crescere nel tempo e a diventare un segno distintivo della città. Nuove firme andranno ad arricchire questa speciale Walk of Fame rivolese, un modo per celebrare il talento e costruire, anno dopo anno, una memoria condivisa fatta di arte, spettacolo e legami con il territorio.

«La Notte delle Stelle torna dopo il grande successo della prima edizione e si inserisce in un percorso che sta rendendo Rivoli una città sempre più viva, attrattiva e capace di offrire occasioni di qualità a cittadini e visitatori. Dopo settimane intense di cultura e partecipazione con Sguardi Live, questo appuntamento rappresenta un nuovo momento di incontro e condivisione per tutta la comunità. – afferma il Sindaco Alessandro Errigo – La partecipazione straordinaria dello scorso anno ci ha confermato che stiamo andando nella direzione giusta. E la Via delle Stelle, destinata ad arricchirsi nel tempo, è il simbolo concreto di questo percorso: un modo per valorizzare il talento, custodire la memoria di grandi ospiti e rafforzare l’identità culturale della nostra città.
Il 4 luglio siamo certi che il pubblico saprà regalarci lo stesso entusiasmo che ha reso speciale la prima edizione. Vi aspettiamo.»

“Un grande spettacolo di intrattenimento che lascia spazio anche a tematiche inclusive/sociali e che conferma la collaborazione con i Soci del nostro Consorzio. – sottolinea Simona Pravato, direttrice di TurismOvest – La prestigiosa location aggiunge fascino e opportunità di visita al Castello e alla parte storica della città.”

«Siamo estremamente felici di riportare a Rivoli un evento che lo scorso anno ha regalato emozioni straordinarie a migliaia di persone.» – spiegano gli organizzatori di Ferrafilm – «La Notte delle Stelle è molto più di uno spettacolo: è un’occasione per riunire la città, vivere insieme una serata unica e sostenere una causa importante. Anche quest’anno abbiamo lavorato per costruire un appuntamento capace di sorprendere il pubblico e siamo certi che Rivoli saprà rispondere con lo stesso entusiasmo che ha reso speciale la prima edizione.

La Notte delle Stelle sta crescendo insieme alla città: vogliamo che diventi un appuntamento fisso dell’estate, capace di lasciare ogni anno un ricordo, un’emozione e un segno concreto attraverso la Via delle Stelle. Rivoli ha dimostrato di amare questo evento e noi siamo pronti a stupirla ancora».

L’evento è organizzato dalla Città di Rivoli, con TurismOvest e Ferrafilm.
Per info comune.rivoli.to.it/nottedellestelle2026

Il concerto “Ribellione” inaugura Rosso Beethoven

Zając debutta sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino

Nella Corte d’Onore di Palazzo Reale, martedì 30 giugno e mercoledì 1⁰ luglio, alle ore 21, prenderà il via Rosso Beethoven, la stagione estiva del Teatro Regio. A inaugurare il cartellone sarà Agata Zając alla direzione dell’Orchestra del Teatro Regio, in un programma dedicato a uno dei momenti più significativi della parabola creativa del compositore: gli anni in cui il Beethoven trentenne cominciò a liberarsi dai modelli del passato per affermare una voce del tutto personale. Sono in programma la suite dal balletto “Le creature di Prometeo” e la “Seconda Sinfonia”.

“Beethoven era un uomo che credeva nella libertà e nell’umanità, ed è ancora molto attuale – ha affermato il Sovrintendente del Teatro Regio, Mathieu Jouvin”

È proprio questa tensione ideale ad attraversare ‘Ribellione’. Dal mito di Prometeo, simbolo della conoscenza donata agli uomini, l’energia della Seconda Sinfonia emerge una concezione dell’arte come strumento di crescita, consapevolezza e libertà. Le due opere condividono una forte spinta verso il rinnovamento. Nel titano che dona agli uomini il fuoco della conoscenza, si riflette un ideale vicino alla sensibilità del musicista, una forza capace di trasformare l’individuo e aprire nuovi orizzonti. Non è un caso che in queste pagine affiorino intuizioni destinate a trovare pieno sviluppo nei capolavori della maturità.

La Seconda Sinfonia segna un passaggio decisivo di questo percorso. Pur mantenendo un dialogo con la tradizione classica, manifesta quella libertà inventiva e quella fiducia nella forza creatrice dell’individuo che caratterizzeranno gli anni eroici. Fu composta tra il 1800 e il 1802, ed eseguita il 5 aprile 1803 al Theater Anderwien di Vienna, diretta dallo stesso compositore, e fu portata a termine a Heiligenstadt, oggi uno dei quartieri settentrionali di Vienna, ma all’epoca un’amena località di campagna in cui Beethoven si recava per la villeggiatura. Nel periodo di Heiligenstadt, il musicista prendeva dolorosamente coscienza dell’avanzare della sordità. La Sinfonia sorprende però ancora oggi per la sua luminosità e per la determinazione e con cui affermarlo primato dell’arte sulle avversità della vita.

Tutti i concerti inizieranno alle ore 21, e prevedono la nuova formula “All Inclusive – Emozione Reale”; grazie all’apertura straordinaria delle 19.30, si potrà visitare l’appartamento della Regina Elena a Palazzo Reale, concedersi una passeggiata al fresco del Giardino Ducale e godersi un aperitivo alla Caffetteria Reale prima di assistere al concerto. La Caffetteria Reale resterà aperta per le consumazioni prima degli spettacoli, e ai possessori dei biglietti per il concerto è consentito l’ingresso a partire dalle ore 20. Prenotazioni: info@caffetteriareale.it.

In caso di annullamento per maltempo, il teatro ha previsto date di recupero per i concerti “Ribellione”, il 2 luglio, “Tensione” 9 luglio e “Luce” il 23 luglio.

Info e biglietti: in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio e online su www.teatroregio.torino.it – biglietteria Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino – 011 8815241/242 – orario: da lunedì a sabato ore 11-19/ domenica ore 10.30-15.30 – nei giorni di concerto la biglietteria si sposterà alla Golden Box, in piazzetta Reale, a partire dalle 19.30.

Mara Martellotta

Ad Alba è (quasi) “Collisioni”

Dal rock internazionale all’indie, fino all’urban contemporaneo: l’albese piazza Medford si prepara alla 18^edizione del “Festival Agri Rock”

Sabato 27 giugno/sabato 4 e domenica 5 luglio

Alba (Cuneo)

Presentata a Torino, è ormai prossima al debutto, nella “Piazza Medford” di Alba, la 18^ edizione di “Collisioni”, il “Festival Agri Rock” (calzante definizione per quel geniale intreccio mantenuto negli anni tra suoni “contemporanei” e antichi valori di un territorio agricolo per eccellenza) che da sabato 27 giugno a domenica 5 luglio tornerà ad animare la storica capitale di Langa con tre grandi giornate dedicate al “sound contemporaneo”, confermandosi come uno degli eventi musicali più attesi dell’estate italiana. Tre grandi giornate (promosse da “Ministero della Cultura”, “Regione Piemonte” e “Città d’Alba” insieme ad innumerevoli Enti e Istituzioni Culturali ed Associative del territorio), con un primo appuntamento sabato 27 giugno e la “doppietta” delle “Giornate Giovani” in collaborazione con “Banca D’Alba”, in programma sabato 4 e domenica 5 luglio, durante le quali “Collisioni” saprà confermare appieno la propria capacità di “raccontare la musica contemporanea in tutte le sue sfumature, ospitando alcuni dei nomi più significativi della scena nazionale e internazionale”.

“La diciottesima edizione di Collisioni – racconta Filippo Taricco, direttore artistico dell’evento – conferma la vocazione del Festival a mettere in dialogo mondi musicali diversi, generazioni differenti e pubblici sempre più ampi. Da Ben Harper, artista simbolo della musica internazionale degli ultimi trent’anni, fino ai protagonisti dell’indie e dell’urban contemporaneo, abbiamo costruito un programma che racconta il presente senza dimenticare la qualità artistica che da sempre contraddistingue Collisioni”.

“Un punto di forza di ‘Collisioni’ – sottolineano da parte loro gli amministratori regionali e locali – è che non si tratta di un Festival paracadutato in un non-luogo e che potrebbe svolgersi ovunque. È il più grande evento musicale d’autore che intorno ha Alba, le Langhe, il paesaggio vitivinicolo ‘Unesco’, con tutta la ricchezza di esperienze che una giornata o un soggiorno qui sanno offrire: dalla storia al paesaggio a, naturalmente, un’enogastronomia unica al mondo”.

E di caratura fortemente internazionale é proprio l’artista che andrà ad inaugurare l’edizione 2026: Ben Harper, cantautore e chitarrista californiano, ad Alba per l’unica data del nord Italia, con la sua leggendaria band “The Innocent Criminals”, nella serata di sabato 27 giugno. Tra i più influenti e versatili artisti della sua generazione, Ben Harper è capace di muoversi con naturalezza fra diversi generi musicali, dal “pop” al “blues”, al “rock”, fino al “funk” e al “folk”. Al suo attivo, 18 album in studiooltre 16 milioni di dischi venduti e tre “Grammy Awards”, oltre alla nomination, nel 2023, ai nuovi “Grammy Special Merit Award” nella categoria “Best Song For Social Change”.

Dopo il “ciclone” Harper “Collisioni” entra nel vivo nel weekend successivo con le due grandi “Giornate giovani” in programma sabato 4, con una “maratona live” dedicata all’ “indie italiano” e domenica 5 luglio, totalmente votata al “sound urban contemporaneo”. Ad aprire la “line up” di sabato 4 luglioAlfa che arriva a “Collisioni” per la sua “unica data in Piemonte”, reduce da un 2025 straordinario e dopo una serie di tour che hanno registrato il tutto esaurito non solo in Italia, ma un po’ in tutta Europa. Nella stessa giornata è atteso Frah Quintale (32 dischi di platino e 11 d’oro), per l’“unica data estiva in Piemonte” del suo “Summer Tour”, in occasione della pubblicazione del nuovo album “Amor Proprio”. A seguire, sul palco di Piazza Medford, si alterneranno il siracusano Marco Castello (anche per lui unica data in Piemonte) con i brani del suo terzo album “Quaglia Sovversiva” e l’astigiano “cantautore indipendente” e “content creator” Andrea Cerrato.

La seconda “Giornata Giovani” di domenica 5 luglio, porta al Festival le voci più contemporanee della scena “urban” internazionale, a cominciare da Moradrapper spagnolo di origine marocchina, vero e proprio nome di punta a livello europeo, insieme a Sayf, per l’unica data in Piemonte del suo “Santissimo Tour”. A chiudere il programma di domenica 5 luglio sarà il milanese Nerissima Serpe (al secolo Matteo Di Falco), in un mescolìo sonoro di “attitudine urban”, “estetica contemporanea” e forte “impatto live”, fresco di pubblicazione del suo ultimo album “Nerissima”, con i featuring di “Artie 5ive”, “Kid Yugi”, “Latrelle”, “Madame”, “Papa V” e “Promessa”. Nomi tutti di grande interesse che  “confermano – sottolineano Alberto Gatto e Caterina Pasini, sindaco ed assessora alla ‘Cultura’ di Alba – la capacità del Festival di richiamare in città migliaia di persone, intercettando un pubblico di tutte le età a partire dai giovani, e di offrire occasioni di incontro, divertimento e intrattenimento di grande qualità”. Tutto è pronto. A breve su il sipario! Per info e programmawww.collisioni.it

g.m.

Nelle foto: “Collisioni 2023” (Ph. Vincenzo Nicolello); Ben Harper (Ph. Barley Arts); Alfa – Roma 2025 (Ph Giorgia Zamboni)

Pista 500 del Lingotto, il grande schermo sfiora il cielo di Torino

Pinacoteca Agnelli e Distretto del Cinema, in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Museo Nazionale del Cinema, presentano per il terzo anno consecutivo la rassegna cinematografica all’aperto “Cinema sulla Pista 500”, che nelle prime due edizioni ha riscosso un notevole successo.
Da giovedì 2 a domenica 26 luglio prossimi, una rassegna di diciotto film è  in programma sulla Pista 500. Le pellicole saranno proiettate su un maxischermo montato sulla Pista 500 con un’arena che potrà ospitare 170 posti. Il cartellone 2026 è curato da Fulvio Paganin, direttore artistico di Distretto Cinema, e si articolerà in sei percorsi tematici pensati per stimolare la riflessione e celebrare la grande arte cinematografica.
Ad aprire il programma sarà “Maschere al potere”, una riflessione sul potere che non si mostra mai a volto scoperto, ma indossa divise, si nasconde dietro la burocrazia, si traveste da utopia o si scherma dietro l’illusione della legalità, esplorando le molteplici incarnazioni del controllo, della manipolazione e dell’autorità. Verranno proiettati ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ che tratta la delirante impunità del potere istituzionale, ‘La zona di interesse’  in cui si parla di una raggelante e quotidiana normalità del male, ‘Fahreheit 451’ e  le derive geopolitiche e personali di “My father and Gheddafi”.
L’attenzione si sposta poi con “Soggettive d’autrice” all’altra narrativa delle registe del nostro panorama contemporaneo. Si tratta di quattro appuntamenti esclusivi “Il rapimento di Arabella”, “Antartica, quasi una fiaba”, “Illusione” e ”Breve storia d’amore” per andare oltre lo schermo. Ogni proiezione sarà, infatti, arricchita dalla presenza in sala delle autrici, pronte a dialogare con il pubblico e a svelare il dietro le quinte del loro processo creativo.
La proiezione prosegue con ‘Inevitabili attrazioni’, in cui si indagano quelle forze magnetiche a cui è impossibile opporsi, legami che sfidano le convenzioni sociali, le barriere biologiche e persino la stessa ragione. Un’esplorazione di quel territorio misterioso e magnetico in cui il desiderio si fa assoluto, bizzarro, travolgente e inevitabile.

Attraverso sei capolavori della storia del cinema, lo spettatore viaggerà  tra le diverse sfumature di attrazioni che hanno scosso e incantato il grande schermo, l’anticonformismo liberatorio e sentimentale di ‘Harold e Maude’ e quello speculare, ironico e disilluso de ‘Il laureato’ , la fantasia e la follia de ‘La forma dell’acqua’ e il labirinto di ossessioni surreali firmato da  Buñuel in “Quell’ Oscuro oggetto del desiderio”, i dettagli poetici che collegano i destini  de “Il favoloso mondo di Amélie” e i legami psicologici, torbidi e controversi de “Il portiere di notte”.
La rassegna si arricchisce di tre momenti che ne ampliano l’orizzonte  culturale, con uno spazio dedicato ai Restauri del Museo Nazionale del Cinema  con “I nostri anni”, pensati per celebrare la conservazione del nostro patrimonio filmico, cui si affianca la sezione Cinema Made in Piemonte , una finestra sulle produzioni profondamente legate al nostro territorio, come ‘Falene’. Non manca poi un doveroso e scintillante omaggio a Marilyn #100, che celebra il centenario dell’intramontabile icona attraverso la proiezione restaurata del capolavoro “A qualcuno piace caldo”.
Fiore all’occhiello di questa edizione è il parterre di ospiti che accompagneranno le proiezioni, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento uniche.

Il viaggio tra gli incontri incomincerà giovedì  2 luglio con l’introduzione a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” a cura del biografo  Mirko Capozzoni, arricchito da un collegamento speciale con Giovanna Gravina Volonté. Martedì 7 luglio il regista Jihan K e la produttrice Valentina Castellani  Quinn introdurranno il film “My father and Gheddafi”, mentre mercoledì 8 luglio il regista Louis Nero e Andrea Rocco, direttore della Fondazione Sardegna Film Commission, presenteranno la pellicola Milarepa.
La sezione dedicata alle registe contemporanee prenderà il via giovedì 9 luglio con Carolina Cavalli in sala per il “Rapimento di Arabella” , seguita venerdì 10 da Lucia Calamaro che introdurrà “Antartica, quasi una fiaba”. Domenica 12 luglio sarà protagonista Francesca Archibugi, che presenterà al pubblico “Illusione”, passando poi il testimone a Ludovica Rampoldi, in sala martedì 14 luglio per introdurre “Breve storia d’amore”.

Pinacoteca Agnelli

Lingotto, via Nizza 262/103

Da martedì  a domenica

Collezione permanente mostre temporanee10-19

Per aperture e chiusure straordinarie dell’istituzione www.pinacoteca-agnelli.it/visita

Mara Martellotta

La FLIC presenta i nuovi talenti del corso “Mise à niveau”

La FLIC Scuola di Circo di Torino, fondata nel 2002 dalla Reale Società Ginnastica Torino, è la prima scuola professionale di circo in Italia, e uno dei originali centri europei dedicati alla valorizzazione delle arti circensi.

All’interno della stagione “Caleidoscopio 2025-2026”, prosegue il percorso di apertura al pubblico delle esperienze formative della scuola, attraverso appuntamenti che permettono di osservare da vicino l’evoluzione artistica degli allievi e delle allieve, accompagnati da registi, coreografi e professionisti di livello internazionale. Dopo l’appuntamento di martedì 16 giugno scorso, quando il circo contemporaneo è uscito dagli spazi teatrali per incontrare direttamente la città con le “Incursioni urbane”, in programma in piazza Montale, nel quartiere Vallette, con partecipazione libera e gratuita, il percorso proseguirà giovedì 18 giugno, alle 19.30, allo Spazio Flic, con “Un passo nel circo”, per la presentazione curata da Erika Bettin, che vede protagonisti gli allievi e le allieve dell’anno “Mise à niveau”, corso preparatorio della scuola. L’ingresso è gratuito, con offerta libera facoltativa, fino a esaurimento dei posti.

Per molti di loro si tratterà della prima esperienza individuale davanti al pubblico. Ciascun partecipante presenterà una breve sequenza artistica legata alla propria disciplina circense, condividendo il lavori svolto durante l’anno affrontando il passaggio dalla pratica quotidiana alla dimensione scenica. L’evento rappresenta un piccolo ma rappresentativo passo nel loro percorso, e un’opportunità per mettersi alla prova, condividere il palcoscenico e portare in scena la propria ricerca artistica.

Erika Bettin, artista di circo contemporaneo, danzatrice e docente, si è diplomata alla FLIC nel 2008, dopo un percorso nella danza contemporanea. Fondatrice della compagnia Magdaclan, ha lavorato come interprete per la Enclave Dance Company di Roberto Olivan, e per la compagnia Finzi Pasca, partecipando a tournée internazionali e a numerosi produzioni di circo contemporaneo. Oggi affianca l’attività artistica a quella pedagogica e di ricerca, collaborando con diversi progetti formativi e creativi.

La stagione Caleidoscopio 2025-2026 si concluderà dal 26 al 28 giugno prossimo, con la quarta edizione di “Oscillante”, il primo festival dedicato alle discipline circensi “Ballant”, le spettacoli tecniche aeree oscillanti. Lo spazio FLIC e l’Area Bunker ospiteranno tre giornate di spettacoli, performance, musica dal vivo e incontri con artisti provenienti da Paesi europei ed extraeuropei, confermando Torino come punto di riferimento internazionale per la ricerca e la creazione nelle arti circensi contemporanee. Il festival rappresenta il momento conclusivo della stagione della FLIC, un’occasione unica per scoprire alcune delle più innovative espressioni delle discipline aeree oscillanti.

Info: www.flicscuolacirco.it

Mara Martellotta

Minions & Monsters a Torino: la città si trasforma in un mondo di cinema e magia

Torino si prepara ad accogliere l’invasione più divertente dell’estate: dal 24 giugno al 1⁰ luglio si terrà un’esperienza immersiva al Museo Nazionale del Cinema. In occasione dell’uscita nell sale di “Minions & Monsters”, Universale Pictures porterà nel capoluogo piemontese una serie di iniziative speciali che trasformeranno la città in un palcoscenico dedicato alla magia, all’immaginazione e all’inconfondibile follia dei Minions. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Città di Torino, la collaborazione di Turismo Turismo e Provincia e del Museo Nazionale del Cinema, coinvolgendo alcuni dei luoghi simbolo della città, a partire dalla Mole Antonelliana. In “Minions & Monsters” gli aiutanti gialli, celebri e pasticcioni, si trovano coinvolti in una nuova avventura che li vede conquistare Hollywood, diventare star del cinema, perdere tutto e scatenare i mostri del mondo e unirsi per salvare il pianeta dal disastro che loro stessi hanno provocato. Dal 1⁰ luglio, il film sarà in tutte le sale, distribuito da Universal Pictures. Non è un caso che i Minions abbiano scelto proprio Torino per questa straordinaria celebrazione. Culla del cinema italiano e sede del Museo Nazionale del Cinema, Torino è da sempre legata a leggende, misteri, simbolismi che ne hanno generato il fascino internazionale, e per questo rappresenta il luogo ideale per accogliere un’avventura che unisce mostri, fantasia e divertimento.

Dal 24 giugno al 1⁰ luglio, il Museo Nazionale del Cinema ospiterà un‘installazione interattiva dedicata a “Minions & Monsters”. I visitatori saranno chiamati a aiutare i Minions a evocare creature misteriose attraverso un percorso coinvolgente e ricco di sorprese, e al termine e dell’esperienza sarà possibile scattare una foto ricorso all’interno di una photo opportunity dedicata ai protagonisti del film.

Per partecipare basterà registrarsi sul sito www.minionssandmonsters-torino.it

Momento culminante delle celebrazioni sarà il 25 giugno, quando andrà in scena l’anteprima del film per giornalisti, creator e ospiti invitati. Per l’occasione, un suggestivo Orange Carpet di 130 metri collegherà il Museo del Cinema al cinema Massimo, trasformando il percorso tra i due luoghi simbolo della cinematografia torinese in una vera passerella dedicata ai Minions. Al termine dell’anteprima, la festa si sposterà nel cuore simbolico della città, la Mole Antonelliana, che si illuminerà in una veste ispirata ai Minions, mentre sul lato rivolto verso via Po sarà proiettato uno spettacolare videomapping che celebrerà l’arrivo del film a Torino, trasformando uno dei monumenti più iconici d’Italia in un omaggio alla nuova avventura targata Universal Pictures.

Con queste iniziative, Torino conferma ancora una volta di avere il ruolo di casuale italiana del cinema e della cultura, pronta ad accogliere cittadini e appassionati per un’esperienza unica tra magia, spettacolo e divertimento.

M.M.

RAI Orchestra Pops dedica un omaggio a Morricone e alle melodie spagnole

Due concerti, il 18 giugno e il 6 luglio prossimo, presso l’Auditorium RAI di Torino

Torna Rai Orchestra Pops, il ciclo estivo di concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, che esplora i confini tra il linguaggio classico, la scrittura Sinfonica, la musica etnica il crossover e lo swing. Vi saranno due serate dedicate, il 18 giugno e il 6 luglio, all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, entrambe trasmesse da Radio 3 e in live streaming sul portale di RAI Cultura. Sul podio si alterneranno direttori noti per la loro versatilità e apertura verso le nuove contaminazioni. Il primo appuntamento, giovedì 18 giugno alle 20.30, sarà dedicato alla Spagna, con protagonista il direttore David Giménez che, dal suo debutto avvenuto nel 1994, ha diretto in tutto il mondo le orchestre più importanti. Particolarmente versato nel repertorio vocale, collabora regolarmente con cantanti del calibro di José Carreras, Placido Domingo, Anna Netrebko, Roberto Alagna e altri. Accanto a Giménez, sul palco dell’Orchestra RAI salirà il chitarrista Pablo Sainz Villegas, acclamato dalla stampa internazionale come successore di Andrés Segovia, e ambasciatore della cultura spagnola nel mondo.

Il programma del concerto del 18 giugno, trasmesso da Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura, si apre con le atmosfere evocate dall’interludio “Y Danza” da “La vida breve” di Manuel De Falla, per poi addentrarsi nel cuore del repertorio iberico con il celebre “Concierto de Aranjuez” di Joaquín Rodrigo, interpretato da Sainz Villegas. La serata prosegue con una selezione dalle due suites dalla “Carmen” di Georges Bisez, nell’arrangiamento di Ernest Guiraud, del 1885, e si conclude con il brio trascinate del “Capriccio spagnolo” di Nikolaj Rimsky Korsakov. Dalle suggestioni spagnole, si passa al grande cinema con l’omaggio ad Ennio Morricone, previsto nel secondo appuntamento del 6 luglio, alle 20.30. Il rapporto di Morricone con l’Orchestra RAI è di lungo corso, e moltissimi sono stati i concerti che hanno visto le sue musiche in programma, anche in contesti eccezionali ali come l’arena di Verona, il Palaolimpico Isozaki di Torino, il Mediolanum Forum e la basilica di Assisi per il tradizionale Concerto di Natale su RAI 1 del 2012, spesso con lo stesso compositore sul podio. Altrettanto spesso i suoi brani sono stati affidati a grandi interpreti come Daniele Gatti che, nel luglio 2020, propose il celeberrimo “Gabriel’s Oboe” del film “Mission”, o Daniel Kavka, che nel 2009 portò al festival Berlioz de La Côte Saint André, in Francia, il brano “Jerusalem”, fino al più recente Concerto di Carnevale, a Torino, con il duo Igudesman & Joo, che ha proposto la sua scoppiettante versione delle musiche di “Per un pugno di dollari”. A sei anni dalla scomparsa del grande compositore, due volte Premio Oscar, l’Orchestra RAI gli dedica un nuovo tributo nel secondo appuntamento del Ciclo Pops, con sul podio Pietro Mianiti. Il programma attraversa le grandi partiture di Morricone che hanno segnato la storia del cinema, a partire dal sodalizio con Giuseppe Tornatore, “Nuovo Cinema Paradiso”, “La leggenda del pianista sull’oceano”, il brano “La visita” dal film “Bàaria”, fino all’epopea Western, non solo con Sergio Leone, e brani indimenticabili come “L’uomo con l’armonica”, il “Deborah’s Theme”, da “C’era una volta in America”, il tema di “Marco Polo” e il toccante “Addio ai monti” dallo sceneggiato “I promessi sposi”.

Il tributo poi prosegue esplorando le atmosfere ricercate di Mauro Bolognini e la potenza drammatica di Quentin Tarantino, con “L’ultima diligenza di Red Rock” da “The Hatefull Eight”. Non mancano melodie tratte dal mito collettivo come “Metti una sera a cena”, “Il clan dei siciliani” e “Mission”, con “The Falls” e il celebre “Gabriel’s Oboe”. Il percorso si snoda anche tra il rigore della musica assoluta delle “Varianti su un segnale di Polizia”, dove l’avanguardia trasforma il quotidiano in arte, e la forza civile del cinema, dell’impegno, con il celebre tema di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. A completare questo ritratto dell’autore, sono gli “Adagi sacrali” numero 1 e 2, momenti di profonda introspezione che svelano una parte dell’anima di Morricone.

I biglietti per i singoli concerti, da 15 a 20 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Raie presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Auditorium Rai “Arturo Toscanini” – piazza Rossaro, Torino – 011 8104996

Mara Martellotta

Risonanti “Modulazioni” a Cuneo

Nello storico Capoluogo della “Granda”, tre serate tra musica inglese, madrigali e suggestioni barocche in “San Francesco” e in “San Sebastiano”

Da giovedì 18 a sabato 20 giugno, ore 21

Cuneo

“Resounding” (come dire “Risonante”“Clamoroso”): questo il titolo scelto per la V edizione (dedicata in prevalenza al “repertorio inglese”) di “Modulazioni”, il Festival di “musica antica”, prodotto da “Maestro Società Cooperativa” di Cuneo e organizzato da “Noau Officina Culturale”, con il sostegno e in collaborazione di numerosi altri Enti ed Istituzioni Pubbliche e Private. Tre serate di grandi e raffinate sonorità musicali.

Il via, giovedì prossimo 18 giugno, presso il Complesso Monumentale di “San Francesco” (via Santa Maria, 10), dove, a partire dalle 21, si svolgerà False consonances of melancholy (biglietti a 10 euro su ticket.it): protagonisti, la straordinaria violinista Amandine Beyer e “Gli Incogniti” (Alba Roca al violino, Baldomero Barciela alla viola da gamba, Nacho Laguna alla tiorba e chitarra barocca, Anna Fontana al clavicembalo). In uno spirito di “libertà, piacere e condivisione”, il noto Gruppo affronterà “repertori barocchi e classici” (da Bach a Vivaldi a Couperin, ad Haydn e Mozart). Docente di violino alla “Schola Cantorum” di Basilea dal 2010, Amandine Beyer con “Gli Incogniti” ha fondato nel 2017 un’Accademia di “Musica da Camera” rivolta ai “giovani ensemble barocchi”, offrendo anche “Atelier” di lavoro corporeo.

Il Festival prosegue venerdì 19 giugno, alle 21, presso la Chiesa di “San Sebastiano” (contrada Mondovì) con Musical bridges between Italy and Ireland (ingresso libero), inedita ed elaborata proposta del duo “Arparla” con Davide Monti al violino barocco e Maria Christina Cleary all’arpa doppia, “chiara testimonianza del patrimonio culturale condiviso e reso possibile da chi accetta la sfida del viaggio e costruisce ponti tra le culture”. Il repertorio del “duo” si focalizza in particolare su due periodi storici, in cui la coppia di strumenti rende in maniera eccellente la sintesi dell’estetica musicale dell’epoca: il “primo barocco” ed il passaggio tra “classicismo e romanticismo”.

La tre giorni si chiude sabato 20 giugnoalle 21, nuovamente presso il Complesso Monumentale di “San Francesco” (via Santa Maria, 10), con le voci de “La Compagnia del Madrigale” (Francesca Cassinari soprano, Elena Carzaniga contralto, Raffaele Giordani tenore, Matteo Bellotto basso, Giuseppe Maletto tenore e direzione), attualmente il più accreditato “gruppo madrigalistico” a livello internazionale, la cui discografia è stata più volte premiata dalla critica e che, in quel di Cuneo, sarà protagonista di Musica transalpina | Alfonso Ferrabosco e il madrigale italiano in Inghilterra (biglietti a 10 euro su ticket.it). Il programma presenta alcuni brani di “musica sacra e profana” del musicista bolognese Alfonso Ferrabosco (Bologna 1543 – 1588) – residente dal 1562 al 1578 in Inghilterra alla corte della regina Elisabetta e principale artefice della divulgazione del “madrigale italiano”, fiorito soprattutto nel Rinascimento e incentrato su temi amorosi, pastorali o idilliaci, in “Terra d’Albione” – una scelta di “madrigali” di autori italiani presenti nelle raccolte inglesi, nonché alcuni esempi di “madrigali” di autori inglesi ispirati ai modelli italiani.

Tre serate, si diceva, di altissima musica, capace sicuramente, proprio per la qualità delle proposte e il “mestiere” dei musicisti e “artisti della voce”, proposti in rassegna, di creare atmosfere di particolare suggestione e poesia per il più vasto pubblico. Esperti, appassionati e neofiti. Le note sapranno offrire a tutti la possibilità di un viaggio nell’universo magico della melodia, saggia guida alla scoperta dei massimi valori della “quarta” arte.

Per ulteriori info e programma dettagliatowww.modulazioni.net

  1. m.

Nelle foto: Amandine Beyer e “Gli Incogniti”, “Duo Arparla” e “La Compagnia del Madrigale”