Quello che davvero non sopporto più è tutta questa enfasi retorica sull’Italia. Rialzati Italia! Ce la faremo! Uniti si vince! E giù con Fratelli d’Italia cantata da dietro alle finestre sbarrate, i proclami d’amor patrio, i tricolori esposti accanto a (chissà perché?) drappi arcobaleno…
Manco avessimo vinto il Mondiale di Calcio… E Flash Mob e altre manifestazioni di giubilo che suonano, tutte, false come moneta di legno….
İntendiamoci. Io non sono un nostalgico dei Borboni o degli Asburgo – che, pure, non erano poi così male – ne’ della gloriosa Repubblica di San Marco. Insegno, da sempre, ai miei studenti che l’unità d’Italia fu chiaroscurale certo, ma necessaria. E nel mio personale Pantheon degli eroi ci stanno Garibaldi e Mazzini, Crispi e Cavour… Accanto all’Alfiere di Alianello e pure al von Trotta di Roth… E ci sta Monaldo Leopardi con De Maistre… E magari anche il Principe di Canosa a fianco di Ippolito Nievo. Che ci volete fare? Ognuno ha il suo modo di vedere le cose. E per me la bellezza dell’Italia sta proprio nelle sue contraddizioni storiche. La sua gloria nei vinti, forse anche più che nei vincitori…
Ma questa retorica patriottarda no. Non la sopporto proprio…
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E sì, con i suoi quasi quattrocento dipendenti, oltre trecento a tempo indeterminato, più di cinquanta a tempo determinato e diversi collaboratori, sono numeri da grande azienda. Azienda speciale, culturale, una vera e propria fabbrica di cultura non solo artistica e musicale ma anche di scenografie e di sartoria. Meritorio, come tante altre realtà italiane, il lavoro delle sarte del Regio nel produrre mascherine, il bene di prima necessità di questo sciagurato momento che stiamo vivendo. Dopo la lunga parentesi alla sovrintendenza del Teatro Regio di Torino di Valter Vergnano e la breve, negativa e chiacchierata, di William Graziosi, è arrivato l’ex direttore artistico del teatro An der Wien di Vienna, Sebastian Schwarz. Sicuramente nel bando di selezione non c’era la situazione dei conti del nostro teatro lirico, ne’ di quelli passati e nemmeno di quelli recenti. A complicare la situazione, come si usa dire “piove sul bagnato” il blocco del cartellone e delle attività determinato dal Corona Virus. Così Schwarz, nell’assenza del Presidente del Consiglio d’indirizzo della Fondazione Teatro Regio di Torino, per statuto è il Sindaco della città, -che ancora una volta si segnala nel defilarsi da qualsiasi situazione difficile o impegnativa-, ha incominciato a cercare le risorse per evitare il tracollo, in attesa che si arrivi a sapere, intendo ufficialmente, l’ammontare esatto dei conti del Teatro, quei due milioni e mezzo di euro necessari.