SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
Da Torino basta poco per ritrovarsi immersi in un Piemonte più lento e raccolto dove la cucina è ancora un rito e la tradizione non è una posa ma un modo naturale di vivere la tavola è quello che succede andando verso Rivarolo Canavese un centro storico porticato e vivo dove la gastronomia diventa identità qui nel cuore del Canavese a pochi chilometri dalla città metropolitana si incontra l’Antica Locanda dell’Orco una cucina che parla di territorio e di stagioni ma senza nostalgia perché il Piemonte a tavola non è solo memoria ma ricerca continua
LA LOCANDA TRA TRADIZIONE E IDENTITÀ
L’Antica Locanda dell’Orco nasce come punto di riferimento della cucina piemontese interpretata con attenzione contemporanea, la regia in cucina è di Giuseppe Randisi che ha costruito una proposta gastronomica fondata su materia prima del territorio e su ricette che raccontano una storia senza scivolare nel folclore il locale, si trova in una via storica della cittadina e conserva il fascino di una locanda vera, fatta di sale raccolte, dettagli caldi e un’atmosfera che mette subito a proprio agio, la proposta parte dalle radici e guarda avanti con equilibrio 
DALLA CUCINA I PIATTI CHE RACCONTANO IL TERRITORIO
In carta si ritrovano i classici della tradizione piemontese eseguiti con rigore e personalità, gli antipasti sono un omaggio alla regione tra vitello tonnato carne cruda lavorata al coltello insalatine di stagione e verdure che seguono il ritmo dell’orto, tra i primi non mancano agnolotti fatti in casa ripieni di carne o verdure a seconda della stagione paste fresche e risotti legati a prodotti locali, nei secondi trovano spazio piatti storici come la finanziera la bagna cauda le lumache i bolliti e i brasati a fianco di preparazioni più delicate a base di pesce d’acqua dolce e di carne selezionata, completano l’esperienza dolci della tradizione preparati in casa come il bonet, creme e torte di stagione, la cantina segue la stessa filosofia, valorizzando vini del territorio insieme a etichette nazionali ed estere capaci di accompagnare piatti importanti.
RIVAROLO CANAVESE E L’ATMOSFERA DEL LUOGO
Rivarolo Canavese è una cittadina viva con portici eleganti piazze curate e una tradizione commerciale radicata, passeggiare prima o dopo un pranzo alla Locanda significa attraversare vie che conservano un ritmo umano; botteghe storiche scorci inattesi e un rapporto con il paesaggio che ricorda come il Canavese sia una terra di mezzo tra città e montagna, la presenza del Fiume Orco e delle campagne circostanti non è solo scenografia, ma influenza concreta sulla cultura gastronomica che arriva nel piatto
PERCHÉ VALE IL VIAGGIO DA TORINO
Per chi parte da Torino la Locanda rappresenta una destinazione ideale per un pranzo lento una cena speciale o una sosta gastronomica nel fine settimana, la cucina racconta il territorio con rispetto e personalità, il servizio mantiene toni familiari ma curati e l’ambiente è pensato per far sentire l’ospite accolto non spettatore, è una proposta che parla a chi cerca autenticità, a chi vuole riscoprire sapori storici e a chi apprezza la cucina piemontese nella sua forma più sincera, con la sensazione finale di aver fatto non solo un pasto ma un piccolo viaggio nel cuore del Canavese.
Noemi Gariano


Davanti alla villa un enorme giardino ad anfiteatro con dodici statue e al centro una fontana raffigurante il dio Nettuno. All’interno della residenza numerosi arazzi seicenteschi, affreschi e raffinate sale con decorate e dipinte dai grandi maestri di quell’epoca, come i quadri di Giovanni Battista Crosato.




Quando si visita Torino, una delle tappe fondamentali è sicuramente la nota piazza Statuto di Torino, una piazza neoclassica edificata nel 1946 che vede al centro la statua in onore dei progettisti del traforo del Frejus. In pochi però sanno che a pochi passi da quest’ultimo vi è il Rondò della Forca, un luogo in cui tra il 1835 e il 1853 avvenivano le esecuzioni dei condannati a morte, all’epoca non vi era nulla attorno se non alberi e fossi, questo per ospitare il maggior numero di persone possibile per vedere l’esecuzione che doveva essere pubblica in modo da mostrare ai cittadini come venivano puniti coloro che compivano omicidi o semplicemente accusati di cospirazione politica. Adiacente al Rondò della Forca viveva Piero Pantoni l’ultimo boia di Torino, oggi al posto del patibolo troviamo una statua dedicata a San Giuseppe Cafasso, considerato l’apostolo dei carcerati.
Un altro luogo molto particolare ma meno noto è il quartiere “Cit Turin” che, in dialetto piemontese, significa “piccola Torino”; ne fanno parte le vie adiacenti all’inizio di Corso Francia, qui troviamo tantissime ville e palazzine in stile Liberty progettate da Pietro Fenoglio, fu il primo luogo costruito fuori dalle mura della città ed è considerato, ancora oggi, una delle zone più belle di Torino, dove vi è anche il rinomato mercato di Piazza Benefica.
Spostandoci poi al quadrilatero romano, una delle zone più frequentate dai giovani torinesi troviamo il mercato di Porta Palazzo, il Balòn ovvero il mercato delle pulci e i Musei Reali, il Santuario della Consolata, un capolavoro del Barocco piemontese, la Cattedrale di San Giovanni Battista definita “il Duomo di Torino”, in stile rinascimentale che ospita la “Sacra Sindone”.
Tra i dolci torinesi più celebri, la torta di nocciole rappresenta un autentico simbolo della città. La nocciola, in particolare la varietà Tonda Gentile del Piemonte, è l’ingrediente protagonista di questa prelibatezza, che affonda le sue radici nelle tradizioni contadine della regione. La torta di nocciole è un dolce che non ha bisogno di fronzoli: semplice ma ricco di sapore, la sua preparazione ruota attorno alla genuinità delle nocciole tostate e tritate, che danno vita a una torta dalla consistenza morbida e umida. Si racconta che il suo successo sia stato favorito dalla qualità delle nocciole locali, che trovano nel territorio torinese l’habitat perfetto per sviluppare il loro caratteristico sapore.