”L’alternativa è solo il declino”
“Una volta completato il Consiglio Metropolitano di Torino attraverso un sistema elettorale ridicolo e persin grottesco frutto della sciagurata e pessima legge Del Rio del 2014 in un clima dominato dell’antipolitica e del populismo grillino, adesso si apre la vera sfida politica per un ente che in questi 10 anni di gestione Fassino e Appendino è stato semplicemente grigio ed incolore.
Ecco perchè, se c’è un compito – specifico, coerente e definito a livello politico e amministrativo – che chiede la stragrande maggioranza degli amministratori locali, soprattutto quelli dei comuni della seconda cintura torinese, resta quello di assolvere alle funzioni e alle competenze istituzionali – seppur ridimensionate, purtroppo – che prima esercitavano concretamente ed efficacemente le Province. Tutto il resto appartiene solo al mondo delle chiacchiere, della demagogia e della propaganda spicciola. Certo, accanto alle attuali competenze specifiche della Città metropolitana che assomigliano, seppur lontanamente, a quelle delle antiche ed efficaci Province, restano quelle di programmare uno sviluppo coerente ed organico dell’intero territorio metropolitano senza fermarsi, com’è concretamente capitato in questi ultimi 10 anni, al solo obiettivo di rafforzare il ‘torinocentrismo’. Sotto questo versante, i primi annunci programmatici del Sindaco Stefano Lorusso sono sicuramente positivi ed incoraggianti.
Solo dando una risposta concreta ed efficace a queste due esigenze sarà possibile rilanciare e riqualificare la Città metropolitana di Torino. L’alternativa, purtroppo, è continuare a galleggiare e a a praticare una gestione burocratica e banalmente protocollare”.
Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci.
Anche quest’anno cresceremo meno della media nazionale ( 6,1 rispetto a 6,3 ) perché Torino negli anni 90 ha dato troppo presto per esaurita la fase industriale e il sistema piemontese non ha saputo difendere il settore Automotive col Governo e col Parlamento perché siamo in ritardo nella costruzione della TAV e della linea 2 della Metro e perche’ non abbiamo fatto ancora le cose che servono per prenderci le ricadute logistiche del porto di Genova-Savona. La logistica che vale il 9% del PIL nazionale da noi in Piemonte vale appena il 6%
determinazione, tipica della nostra terra, a generare un forte cambio di passo nella economia regionale usando al meglio i fondi PNRR e i fondi europei perché non mi pare che la nuova Amministrazione cittadina abbia le Idee forti e le competenze per il rilancio della economia e del lavoro. Quando Lo Russo dice che Torino ha grandi problemi ma anche grandi eccellenze ( Politecnico ,Università , Centri di ricerche e alcune belle aziende nel settore ICT, del settore aerospazio ) non capisce che le eccellenze che ci sono rimaste non riescono a rimpiazzare tutto ciò che abbiamo perso negli anni scorsi e ciò che perderemo se non riusciremo a difendere le fabbriche FIAT e dell’indotto .