Appuntamento con Matteo Renzi a Torino. Il leader di Italia Viva sarà in città venerdì 27 ottobre alle ore 17:30 presso il Teatro San Giuseppe in Via Andrea Doria, 18. Per partecipare registrarsi al link prenota.matteorenzi.it

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“La Sicurezza dei cittadini è una nostra nostra priorità” cosi’ esordisce il deputato torinese Elena Maccanti, che a Torino siede anche in Sala Rossa, per annunciare l’assunzione di 80 nuovi poliziotti che prenderanno servizio in citta’.
“Grazie all’ottimo lavoro del ministro Piantedosi e del sottosegretario Molteni, sono in arrivo 80 nuovi poliziotti alla Questura di Torino. Una buona notizia per il capoluogo piemontese, dove interi quartieri sono nelle mani di spacciatori e criminali e non è più possibile girare per le strade a causa di una immigrazione incontrollata. La sicurezza dei cittadini è e resta la priorità per il governo e per la Lega”.
Il nuovo provvedimento e’ cosi’ accolto dai deputati torinesi della Lega Elena Maccanti e Alessandro Benvenuto.
CV
Il dibattito politico che si sta sviluppando nelle ultime settimane ha un grande assente: Il Piemonte. Bisogna rimettere al centro della discussione la nostra Regione.
In questi cinque anni abbiamo condotto le nostre battaglie, dal gioco d’azzardo all’allontanamento zero, fino all’edilizia sanitaria e alla gestione della pandemia. Abbiamo contrastato le scelte della Giunta Cirio, criticando errori ed omissioni.
Il tempo dell’opposizione sta finendo. Ora è il tempo delle proposte.
Negli ultimi mesi il Partito democratico ha tenuto conferenze programmatiche in ogni Provincia. Ho personalmente partecipato a tutte, ho ascoltato. Ora inizia il percorso di costruzione del programma insieme ai nostri alleati. A questo percorso desidero offrire il mio contributo, a prescindere da chi sarà il/la candidato/a del centrosinistra e indipendentemente dal perimetro della nostra coalizione.
Lo faccio con questo documento, che contiene la mia visione del Piemonte. In questi dieci anni ho girato tutta la Regione, da Formazza a Ormea, ho incontrato cittadini e amministratori, associazioni e imprese, ho raccolto idee e proposte.
Questo documento non è un programma elettorale, non ha pretese di completezza (mi sono soffermato sulle materie di cui mi sono occupato), è da ampliare grazie all’apporto di altri, perché c’è bisogno degli altri, i programmi sono percorsi collettivi.
In questi anni Cirio e le destre che lo sostengono hanno coltivato l’idea di più Piemonti, contrapponendo i territori tra loro (Torino contro le altre province, città contro campagne, pianura contro montagna, le altre Province le une contro le altre), alimentando campanilismi e dualismi, promettendo trattamenti di favore ora a questo ora a quello. L’esito di tutto questo è un Piemonte più debole e più isolato, facile terra di conquista per chi ha i mezzi per venire a giocarci in casa.
Per tornare a essere protagonisti nel Nord Ovest d’Italia e nell’Europa meridionale abbiamo bisogno di un Piemonte coeso, non di coltivare vocazioni localistiche le une in competizione con le altre.
Il Piemonte sta diventando sempre più piccolo e più vecchio. Ogni anno perdiamo quasi 20mila piemontesi al netto del saldo migratorio. Dobbiamo tornare a essere attrattivi, a invogliare le persone a venire da noi per vivere, per lavorare, per studiare, per insediare la propria impresa.
Abbiamo di fronte a noi la sfida di rendere sostenibili anche domani i servizi sanitari e quelli sociali. Ogni anno che passa il nostro servizio sanitario è sempre più in difficoltà. Un declino che si avverte soprattutto fuori dalle grandi città, nelle terre alte, nei territori marginali. Che la Giunta Cirio ha sedotto e illuso, mentre si perdevano abitanti e servizi, raccontando che si può continuare a fare come si è sempre fatto. E per invertire questo trend non basta mettere qualche soldo per le sagre di paese.
La mia idea di Piemonte è quella di una Regione in cui il treno per andare da Torino a Milano costa come la metropolitana; dove esiste un unico abbonamento per il trasporto pubblico locale (l’abbonamento Piemonte: 99 euro per un mese intero per muoversi liberamente su tutti i mezzi pubblici, treni e autobus, urbani ed extraurbani); dove la seconda stazione di Genova viene realizzata nell’alessandrino e connessa con l’alta velocità; dove si investe nelle filiere della mobilità elettrica e dell’idrogeno; dove esistono distretti a burocrazia zero; dove ci si prende cura del benessere psicologico anche attraverso lo psicologo per le cure primarie; dove gli asili nido sono gratuiti per tutti; dove si affronta concretamente il cambiamento climatico progettando una “Comunità Energetica Rinnovabile Piemonte”, in cui la totalità dell’energia consumata sia prodotta da fonti rinnovabili; dove dopo più di dieci anni un nuovo piano sociosanitario riorganizzi l’assistenza territoriale e ospedaliera, integrando la prospettiva della medicina di genere, dove è possibile fare visite ed esami anche il pomeriggio, la sera e nei weekend.
Queste sono alcune idee per la nostra casa, il Piemonte. Le metto a disposizione per ampliarle e migliorarle. Saranno il punto di partenza del confronto con la società civile che si svolgerà sabato 28 ottobre, alle ore 10, a Hiroshima Mon Amour (Via Bossoli, 83).
Le primarie serviranno a questo. Io sono pronto. Perdere ancora altro tempo, questo sì che finirebbe per rafforzare Cirio e le sue destre.
Daniele Valle
“I cestini portarifiuti in via Pallanza, via Vezzolano e lungo Po Antonelli voilà sono nuovamente riapparsi. I residenti mi avevano segnalato che i cestini da palo erano stati asportati in quanto utilizzati in modo improprio. Nella risposta all’interpellanza l’Assessora ha evidenziato, che questo fenomeno è noto in molte zone ed è ad opera di ignoti e in quel caso vengono prontamente reintegrati. Il costo dei cestini da palo è di 80 euro a pezzo, mentre i cestini basculanti e anticorvo ammontano tra i 300/350 euro. Amiat invia circa 250 verbali all’anno per abbandono di rifiuti a terra. Il totale dei cestini presente in città è di 15811, il numero maggiore è rappresentato dai cestini da palo 5844, seguiti dagli anticorvo 2789, Alucasa (con base in cemento) 2475, Athena (base in cemento con posacenere) 2223, basculanti 1453 e anticorvo 1032”
Pino IANNO’ Torino Libero Pensiero
Mentre sul clima non si dà alcuna risposta.
Nonostante gli sforzi di Giunta e ATC
A Torino e provincia raggiunta quota 214 casi: domani si discute in Consiglio Regionale il Question Time con il quale chiedo ulteriori ed efficaci misure.
L’impegno non manca, ma i casi di occupazioni abusive in case ATC non diminuiscono: al contrario, aumentano. Risalgono a un anno fa le prime operazioni di sgombero di appartamenti ATC abusivamente occupati sul territorio di Torino e provincia: a settembre 2022 risultavano, nel territorio di competenza di ATC Piemonte Centrale, 212 alloggi abusivamente occupati (203 a Torino, 9 in altri Comuni metropolitani). Dodici mesi dopo, le occupazioni hanno raggiunto quota 214. La questione è urgente e non si limita al solo capoluogo: per questo ho presentato un Question Time per chiedere quali misure stia applicando o abbia intenzione di applicare la Giunta per garantire l’inversione di questa preoccupante tendenza. Del tema mi occupo da tempo. Chi occupa abusivamente un appartamento ATC sta contribuendo a negare il diritto alla casa ai cittadini che compaiono, avendone pieno titolo, nelle graduatorie. Riconosco a questa Giunta una sensibilità sull’argomento e sono sicuro che sarà possibile identificare soluzioni efficaci.
Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.
“Dall’attacco terroristico di Hamas di un decina di giorni fa, perpetrato ai danni di civili innocenti, è venuto a galla il dilagante antisemitismo, da anni latente in Europa, e che nel nostro Paese si evidenzia attraverso piazze vicine alla sinistra radicale, nelle quali si lanciano slogan e si sfoggiano striscioni dal contenuto inequivocabile”, così Claudio Desirò, Segretario di Italia Liberale e Popolare, commenta il riemergere di un fenomeno pericoloso e che riporta a periodi nefasti della nostra storia.
“Manifestazioni che a Torino spesso vengono organizzate nei corridoi e nelle aule delle facoltà umanistiche, in particolar modo al Campus Einaudi, dove viene sopportata, forse oltre il lecito, l’affissione di manifesti e volantini dai contenuti ideologico e deliranti, che inneggiano al terrorismo”, continua Desirò.
“Allo stesso Campus Einaudi, la scorsa settimana, si sono tenuti degli incontri propagandistici, tra cui un sit-in, i cui organizzatori erano molto vicini ai Centri Sociali, e venerdì uno pseudo dibattito in cui sono stati esplicitamente esaltati i “partigiani di Hamas” e nel quale ci si è augurati l’attacco dei Paesi arabi contro l’occidente definito fascista”, aggiunge Desirò.
“Crediamo che tutta questa delirante propaganda, al limite dell’apologia del terrorismo, che non solo è sopportata, ma alla quale si concedono spazi di dibattito e di maggiore diffusione in sedi istituzionali universitarie, sia da limitare al più presto, sopratutto in luoghi in cui vengono formate le giovani menti del futuro. Ci chiediamo se e quando Rettorato e Senato Accademico decideranno di intervenire per porre fine all’incitamento al terrorismo”, conclude Desirò.
“A nessuno viene negato il diritto di manifestare, se in modo democratico e senza arrecare danni al prossimo. Ma è troppo comodo, puntare il dito contro l’attuale società che sfrutta ed inquina e vivere godendo dei vantaggi e privilegi, a proposito utilizzano i telefonini? Vivono in qualche caverna, senza elettricità, senza internet e senza acqua? Quale sarebbe il messaggio con queste proteste, dove tra l’altro sono i primi ad inquinare, agli occhi dell’opinione pubblica sono solo un fastidio ed un ostacolo, a chi si vede bloccato nella sua libertà di movimento. Giovedì hanno bloccato l’autostrada Torino Milano, creando un grande disagio, sono attivisti di atti di vandalismo. Con quello che hanno provocato a Porta Nuova a quanto ammontano i danni e chi paga? Sarebbe il caso che li pagassero di tasca propria ripulendo accuratamente il tutto”
Pino IANNO’ Torino Libero Pensiero
La ‘coesione istituzionale’ decisiva per il governo del territorio.
“Se c’era ancora qualche dubbio da chiarire per le forze centriste in vista delle prossime elezioni
regionali piemontesi, li ha sciolti definitivamente l’ex sindaco di Torino ed attuale parlamentare dei
5 stelle Chiara Appendino. Perchè nel momento in cui si mette addirittura in discussione il valore
decisivo e cruciale della ‘coesione istituzionale’ tra il Sindaco di Torino Stefano Lorusso e il
Presidente della Regione Alberto Cirio per il governo del territorio, semplicemente si evidenzia
l’assenza di qualsivoglia cultura di governo del partito populista per eccellenza.
E questo è uno dei motivi, forse il principale, che obbliga le forze e i movimenti centristi e riformisti
del Piemonte a non stringere alcun accordo politico e programmatico con le forze populiste e
massimaliste. Per riaffermare, al contempo, una vera cultura di governo e anche, e soprattutto,
per il buon governo del territorio”.
Giorgio Merlo, dirigente nazionale Tempi Nuovi-Popolari Uniti.