“La lista del Presidente, quando il Presidente è politicamente autorevole, può diventare un
autentico ‘valore aggiunto’ elettorale per il risultato finale nelle consultazioni regionali. E così è
stato, del resto, in molte regioni italiane, a prescindere dal colore politico delle rispettive
maggioranze. Dal Veneto di Zaia alla Liguria di Toti, dalla Campania di De Luca alla Puglia di
Emiliano al Friuli Venezia Giulia con Fedriga a molte altre situazioni.
E così può essere, e a maggior ragione, per il Piemonte con il Presidente Cirio alle prossime
elezioni regionali.
Purchè si tratti, come ovvio, di una lista autenticamente civica, profondamente radicata nei
territori ed espressione delle autonomie locali. Cioè di quei Comuni, soprattutto dei piccoli e medi
Comuni, che in Piemonte rappresentano la vera spina dorsale del sistema delle autonomie locali.
Una lista, insomma, come è già capitato in molte altre regioni, che può essere la vera carta
decisiva anche per riaffermare con forza e convinzione una autentica ‘politica di centro” nel
governo concreto del Piemonte”.
Giorgio Merlo, Dirigente nazionale Tempi Nuovi-Popolari uniti.

Il tema della selezione e della qualità della classe dirigente continua ad essere uno dei nodi cruciali, se non decisivi, della crisi della politica nella società contemporanea. Un nodo che è anche, e soprattutto, frutto del profondo cambiamento che è intervenuto dopo la fine della prima repubblica e del primo tempo della seconda repubblica da un lato e l’irruzione del populismo anti politico, qualunquista e demagogico dall’altro. E, di conseguenza, il superamento dei partiti politici democratici, partecipativi e collegiali del passato oltre all’azzeramento delle tradizionali culture politiche che sono state decisive e determinanti ai fini dell’elaborazione politica e progettuale di questi strumenti previsti e garantiti dalla nostra Costituzione.