
Torino soffre da oltre vent’anni di una bassa crescita economica che ha impoverito la metà della Città che soffre di cui parlava Mons. Nosiglia. Riappropriarsi delle FIERE vuol dire riappropriarsi di un MOTORE di CRESCITA su cui Torino puntava già nell’800 dopo la perdita della Capitale. La Galleria Subalpina venne costruita proprio per esporre le produzioni dell’epoca. Negli anni 60 e 70 il Salone dell’automobile e quello della Tecnica che portavano in Città imprenditori e ricercatori di tutto il mondo fecero d vetrina alle nostre produzioni automobilistiche e delle macchine utensili. Alberghi pieni e ristoranti costretti ai doppi turni alla sera. Per Milano e Bologna le Fiere rappresentano un volano di sviluppo notevole. Recentemente Bologna ha approvato un Piano di sviluppo di 200 milioni di euro. Il Salone della Mobilità del futuro potrebbe rilanciare il ruolo di ideazione e di progettazione che a Torino ci sono ancora se pensiamo alle decine di aziende italiane e straniere che operano nel settore della innovazione dalla guida autonoma alla IA applicata all’auto del futuro. Torino potrebbe riprendersi così i suoi storici SALONI d quello dell’auto a quello ferroviario . Ovviamente va considerata la necessità di avere nuovi spazi espositivi che vedremmo bene localizzati nella Zona Nord della Città . Sarebbe la occasione di rilancio che da Barriera alle Vallette si aspettano
Mino GIACHINO
Responsabile UDC Torino

«Auspichiamo che la società Unes Maxi, che ha acquisito i supermercati Borello, sappia dare continuità ad una storia imprenditoriale tipicamente piemontese, tutelando le prospettive contrattuali degli 800 dipendenti e la diffusione capillare dei punti vendita anche nei comuni più piccoli. L’impostazione commerciale che ha accompagnato il successo della catena Borello, con una rete commerciale capillare, attenta alle esigenze del territorio e in particolare dei piccoli Comuni, rappresenta un patrimonio rilevante che la Regione Piemonte deve saper tutelare». Lo affermano il consigliere regionale Alberto AVETTA e la Capogruppo in Consiglio regionale Gianna PENTENERO (Pd), che hanno presentato un’Interrogazione per sapere se la Giunta Cirio ha già preso o intenda prendere contatti con la nuova proprietà lombarda del gruppo Finiper Canova, che controlla la Unes Maxi.
«Borello è un’impresa familiare che, partendo dal primo punto vendita di Gassino Torinese, ha costruito una realtà importante che oggi passa nelle mani lombarde di un importante soggetto della grande distribuzione. Una scelta strategica che apre nuovi scenari ma che non deve far venire meno lo “stile Borello”, ovvero una filosofia imprenditoriale improntata a supermercati di prossimità, attenzione ai prodotti di qualità e in particolare a quelli locali, un dialogo diretto con gli amministratori del territorio per i quali i punti vendita Borello non sono semplici supermercati ma preziosi presìdi comunitari. Per questo è importante attivare da subito un canale istituzionale di confronto con la nuova proprietà lombarda e con le sigle sindacali per rassicurare i dipendenti e le amministrazioni locali interessate, e per sviluppare al meglio anche le opportunità offerte dal cambio di proprietà».
Alberto AVETTA
Consigliere regionale PD
Gianna PENTENERO
Capogruppo PD Consiglio regionale del Piemonte
POLITICA
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A Torino sono in molti che non hanno difeso il settore che l’ha posta al centro del mondo industriale del 900. Noi UDC lo abbiamo difeso nei fatti facendoci promotori del Fondo Giorgetti a favore del settore.
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Dopo un lungo dibattito, l’aula consiliare nella seduta del 10 febbraio ha approvato quattro ordini del giorno presentati dai gruppi di centrodestra, relativi ai gravi fatti di violenza che si sono verificati a Torino nelle ultime settimane ad opera del centro sociale Askatasuna. Tutti gli atti di indirizzo sono stati votati con i soli voti della maggioranza.
I primi tre presentati rispettivamente da: Carlo Riva Vercellotti “n.573 Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell’ordine pubblico e delle forze dell’ordine”, Fabrizio Ricca “n.571 Solidarietà alle Forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” e da Sergio Ebarnabo “n.412 Costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in violenze e danneggiamenti”, impegnano la Giunta regionale, a costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai gravi fatti accaduti nella giornata del 31 gennaio, nei pressi dell’edificio sgomberato in corso Regina Margherita a Torino dalle forze dell’ordine nel mese di dicembre, occupato abusivamente per 30 anni dal centro sociale Askatasuna.
Gli atti di indirizzo prevedono altresì che la Regione Piemonte esprima al Governo ed al Parlamento la sollecitazione perché venga adottato con la massima urgenza il decreto sicurezza e vengano rafforzati gli strumenti di tutela penale delle forze dell’ordine. Gli Odg approvati, impegnano inoltre la Giunta a garantire che nessuna risorsa regionale, diretta o indiretta, possa essere destinata a soggetti, associazioni o realtà coinvolte in atti di violenza o in condotte incompatibili con i principi di legalità, sicurezza pubblica e rispetto delle istituzioni.
L’ultimo ordine del giorno approvato, primo firmatario Roberto Ravello “n.527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l’Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all’intera comunità universitaria”, impegna la Giunta regionale ad esprimere formalmente alla Rettrice e agli organi di governo dell’Università di Torino, la vicinanza del Consiglio regionale e della Regione Piemonte e il sostegno alle decisioni assunte a tutela della sicurezza e della legalità e a promuovere ogni iniziativa utile affinché le Università piemontesi possano operare in condizioni di serenità, sicurezza e piena autonomia, contrastando con determinazione ogni forma di violenza, intimidazione o occupazione abusiva.
Durante la discussione generale iniziata la scorsa settimana, i molti consiglieri intervenuti hanno tutti condannato le violenze ed espresso solidarietà alle forze di polizia
Tra le fila della maggioranza, i gruppi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno sottolineato come la stessa Askatasuna abbia rivendicato il fatto che non ci sia stato alcun infiltrato e che abbia scelto deliberatamente lo scontro, alimentando violenze a cui hanno partecipato soggetti appartenenti a circuiti antagonisti violenti, rispetto ai quali ogni forma di dialogo democratico risulta impraticabile. Pertanto, l’auspicio è che tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza.
Le opposizioni nello stigmatizzare le violenze perpetrate alla fine della manifestazione contro le forze di polizia, hanno criticano però un’eccessiva strumentalizzazione mediatica dei gravi fatti avvenuti a margine del corteo. Il Partito Democratico ha invitato ad abbassare i toni e a fare rientrare le discussioni in aula in un alveo più istituzionale e meno rivendicativo, con l’auspicio che il Governo stanzi maggiori risorse per le forze dell’ordine sia in termini di organici che in dotazioni per combattere la criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha rigettato l’accusa di partito violento, rivendicando il diritto a manifestare il legittimo dissenso in modo pacifico e ha difeso il percorso che aveva strutturato il Comune di Torino per riportare alla legalità l’immobile di corso Regina Margherita. Il Movimento 5 Stelle, infine, punta il dito contro il Ministro degli Interni Piantedosi, chiedendone le dimissioni, “colpevole di non essere capace di gestire l’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza”.
Uffico stampa CRP