La politica non più come mestiere e l’inesperienza portata in Parlamento e nei partiti hanno provocato la fine della democrazia. L’inadeguatezza della Schlein e’ sotto gli occhi di tutti. Ma Campania e Marche andranno comunque al centrosinistra…
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Perchè la sicurezza è divisiva?
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
Il tema della sicurezza era e continua ad essere divisivo. Fortemente divisivo. E tutti conosciamo
oramai il copione. Anche perchè si ripete in modo quasi meccanico. E cioè, il centro destra
cavalca tutto ciò che è riconducibile alla sicurezza, alla difesa delle forze dell’ordine, alla
salvaguardia dei confini nazionali e territoriali, alla bonifica dei luoghi simbolo dell’illegalità e
dell’abusivismo – l’ultimo episodio lo sgombero del Leoncavallo a Milano – e, in ultimo ma non per
ordine di importanza, l’esaltazione della “tolleranza zero” nei confronti dell’immigrazione illegale e
clandestina.
Sul fronte opposto, e specularmente, questi sono temi che vengono sistematicamente respinti o
messi in discussione dalla sinistra nelle sue multiformi espressioni. Anche qui seguendo un
copione alquanto noto e collaudato. E cioè, poco e scarsa convinzione – se non addirittura
contestazione – nella difesa delle forze di polizia, forti distinguo sul capitolo dell’immigrazione
clandestina, respingere senza appello il tema della delimitazione dei confini e, dulcis in fundo,
strenua opposizione di tutto ciò che sa di bonifica o regolamentazione dei cosiddetti ‘centri’
abusivi ed illegali.
Ora, e al di là di questo confronto, stanco e ripetitivo, che ormai è diventato una sorta di gioco
delle parti, si tratta di capire come sia possibile che anche il tema della sicurezza posa essere
strumento di battaglia politica e di profonda ed insanabile divisione tra i rispettivi schieramenti.
Ma, di grazia, com’è possibile che anche la sicurezza – che è poi, molto semplicemente, la difesa
e l’incolumità dei cittadini, di tutti i cittadini – possa diventare una sorta di perenne scontro
ideologico? Certo, è difficile, molto difficile che posizioni come quelle espresse dal trio Fratoianni/
Bonelli/Salis o quelle accarezzate dalla Schelin o, sul versante opposto, da Salvini, possano
diventare oggetto di una comune intesa politica e convergenza democratica e costituzionale. Ma
è indubbio che se anche la sicurezza diventa un elemento di profonda e plateale spaccatura
politica, e quindi legislativa, non lamentiamoci se poi vengono a mancare alcuni tasselli
fondamentali di uno stato di diritto. E cioè, e soprattutto, la sfiducia nello Stato e nei suoi storici
presidi di legalità; la messa in discussione del ruolo e della stessa ‘mission’ delle forze dell’ordine
e, infine, la sensazione crescente che ormai non c’è più alcuna difesa da parte degli organismi
preposti a quel compito delicato ed essenziale per uno Stato democratico.
Ecco perchè, quando parliamo della difesa dei cittadini, della sicurezza dei paesi e delle città e,
soprattutto, dell’incolumità delle persone, i fanatismi ideologici, settari e faziosi dovrebbero
cedere il passo ad un sano e e trasparente realismo politico. Fuorchè qualcuno pensi realmente
che possiamo fare a meno delle forze dell’ordine, che l’immigrazione clandestina ed illegale sia
una opportunità ed un valore aggiunto per il nostro sistema economico e produttivo e che la
sicurezza dei nostri centri abitati sia solo e sempre un atto di propaganda. Insomma, quando sulla
sicurezza avremo una seria e credibile convergenza politica dei vari partiti e dei rispettivi
schieramenti, potremmo dire di avere a che fare con una democrazia adulta, matura e
responsabile.
Ieri sera al Rosario per Monsignor Nosiglia Alla Consolata, mentre pregavo di fronte al feretro sono stato avvicinato da una clochard e da un cassaintegrato che sottovoce mi hanno detto “e ora chi ci difende?”. I più deboli in questi anni a Torino si sentivano più difesi dall’Arcivescovo , un genovese mite, giunto dalla ricca provincia di Vicenza che dopo aver girato per Parrocchie, dormitori, campi rom e fabbriche in crisi nella Messa di Ferragosto del 2012, alla Consolata ha avuto il coraggio di dire che a Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male. Parole durissime che arrivarono dirette allo stomaco o al cuore. Venne preso a male parole da alcuni politici della gauche. Se guardiamo ai numeri delle statistiche sociali non è stato ascoltato. Non a caso i più deboli oggi sono i più spaventati dalla Sua scomparsa. Io sono convinto che il Cardinale Repole non lascerà cadere il coraggioso messaggio di Cesare Nosiglia. Ma è la politica che deve rispondere. E la politica che non può più girarsi dall’altra parte. E ‘ la politica che non deve pensare a migliorare via Roma o a piantare alberi in corso Palermo. La politica deve assolutamente portare lavoro in periferia. Nelle mappe sociali Corso Regina divide la Città in due . Sarà un caso che tutte le Grandi iniziative della Carità , dal Cottolengo ai Salesiani al SERMIG siano sotto corso Regina mentre tutte la economia, tutta la attività amministrativa comunale puntano tutte sulla parte che sta sopra corso Regina? Da mesi sostengo che il nuovo Centro per la Intelligenza Artificiale dovrebbe essere spostato in Barriera di Milano per dare un segnale di cambiamento o di riparazione.
I riformisti moderati e di centro sono altrove.
“Dopo la vicenda campana e anche toscana, pugliese e calabrese, abbiamo una granitica e
scientifica certezza. E cioè, Pd, 5 stelle e Avs sono ormai la stessa cosa. Un blocco politico,
culturale e sociale e forse anche etico, a cui va aggiunta la Cgil di Landini, che si scontra contro il
resto del mondo. È di tutta evidenza che il mondo moderato, riformista e centrista sta da un’altra
parte. A cominciare dalla cultura cattolico popolare e cattolico sociale che storicamente – nonchè
politicamente e culturalmente – non è affatto compatibile con l’estremismo ideologico, con il
populismo giustizialista e, men che meno, con il radicalismo massimalista. Il catto comunismo,
del resto, non è una ricetta riformista e di governo che guarda al futuro, ma solo e soltanto una
nostalgia frutto di un passato fallimentare”.
On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’.
Per la rassegna Forte di Bard Incontri, sabato 30 agosto 2025, alle ore 16.15, è in programma la conferenza sul tema L’Impero e le sue ombre: teologia e geopolitica nel mondo di Trump. Firme prestigiose del giornalismo e della ricerca a confronto sulle grandi trasformazioni del mondo contemporaneo.
In collaborazione con la rivista online Le Grand Continent.
Il primo panel, “Effetto Trump: gli Stati Uniti tra caos e impero”, vedrà confrontarsi Alessandro Aresu, Oliviero Bergamini, Giovanni Borgognone e Lou Fritel, moderati dalla giornalista Maria Tadeo. L’attenzione sarà rivolta al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e alle implicazioni globali del suo secondo mandato, tra politica interna, relazioni internazionali e il ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale.
Il secondo panel, “La geopolitica di Dio: la Chiesa di Leone XIV nel mondo di Cirillo e J. D. Vance”, riunirà voci di primo piano come Delphine Allaire, Virginie Larousse, Alberto Melloni e Olivier Roy. Il dibattito affronterà il ruolo delle religioni nello scenario geopolitico attuale, dall’America evangelica alla Russia ortodossa, passando dalle strategie vaticane.
Infine, “Si può fare? L’Europa e la ricerca dell’autonomia perduta” metterà a confronto Marc Semo, Marc Lazar e Alessandra Sardoni, sotto la guida di Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent. Un’occasione per riflettere su cosa significhi oggi autonomia strategica europea: un’aspirazione retorica o un obiettivo politico concreto?
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Rai, Sangiuliano e il codice etico. Grazie a Bonelli e De Cristoforo il re è’ nudo
Quanto sta accadendo in Rai oggi era inimmaginabile nella Rai del Pentapartito e del Manuale Cencelli.
Ci fa senza dubbio rimpiangere la Prima Repubblica, i suoi riti, il buonsenso dei suoi politici, il senso del ridicolo che ieri c’era e oggi non c’è’ più…
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Rai, Sangiuliano e il codice etico. Grazie a Bonelli e De Cristoforo il re è’ nudo
Con gli estremisti e i populisti il Centro non esiste
“Forse è arrivato il momento di dirlo con chiarezza e senza equivoci. E cioè, la Dc, il Ppi e men
che meno la Margherita non c’entrano assolutamente nulla con esperimenti ed escamotage che i
Bettini di turno mettono in campo per collocare il Centro con chi proprio il Centro lo rinnega
semplicemente alla radice. Il Centro è incompatibile con la sinistra estremista, ideologica e
populista e con il sovranismo leghista. Il Centro politicamente esiste solo quando è protagonista.
E con i vari Conte, Schlein, Fratoianni/Bonelli e Salvini il Centro è del tutto estraneo ed esterno.
Non esiste. Per questi motivi, semplice ed oggettivo, chi oggi parla di “tenda” centrista con i
populisti e gli estremisti appartiene più al genere comico e goliardico che politico”.
On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’