politica

Merlo: I cattolici e il centro, a sinistra solo sugli spalti

“La Dc non rinasce. Come tutti sanno. Ma il Centro e l’elettorato moderato e cattolico nel nostro
paese continuano ad esistere e condizionano gli equilibri politici complessivi. Anche perchè in
Italia, come diceva la miglior cultura democratico cristiana, ‘si vince al centro ma soprattutto si
governa dal centro’.
Al riguardo, un dato è quasi oggettivo. Non è la sinistra radicale, massimalista, estremista e
populista che oggi intercetta l’universo centrista, moderato, riformista e di governo. E, su questo
versante, anche se la Dc non torna più, i mondi sociali che contribuivano a fare della Dc un partito
interclassista, popolare e di governo oggi si riconoscono prevalentemente nel progetto politico
ancora recentemente illustrato dal Presidente del Consiglio. E dai partiti centristi dell’area di
governo. Piaccia o non piaccia ai vari detrattori”.
On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’.

Perchè la sicurezza è divisiva?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il tema della sicurezza era e continua ad essere divisivo. Fortemente divisivo. E tutti conosciamo
oramai il copione. Anche perchè si ripete in modo quasi meccanico. E cioè, il centro destra
cavalca tutto ciò che è riconducibile alla sicurezza, alla difesa delle forze dell’ordine, alla
salvaguardia dei confini nazionali e territoriali, alla bonifica dei luoghi simbolo dell’illegalità e
dell’abusivismo – l’ultimo episodio lo sgombero del Leoncavallo a Milano – e, in ultimo ma non per
ordine di importanza, l’esaltazione della “tolleranza zero” nei confronti dell’immigrazione illegale e
clandestina.

Sul fronte opposto, e specularmente, questi sono temi che vengono sistematicamente respinti o
messi in discussione dalla sinistra nelle sue multiformi espressioni. Anche qui seguendo un
copione alquanto noto e collaudato. E cioè, poco e scarsa convinzione – se non addirittura
contestazione – nella difesa delle forze di polizia, forti distinguo sul capitolo dell’immigrazione
clandestina, respingere senza appello il tema della delimitazione dei confini e, dulcis in fundo,
strenua opposizione di tutto ciò che sa di bonifica o regolamentazione dei cosiddetti ‘centri’
abusivi ed illegali.

Ora, e al di là di questo confronto, stanco e ripetitivo, che ormai è diventato una sorta di gioco
delle parti, si tratta di capire come sia possibile che anche il tema della sicurezza posa essere
strumento di battaglia politica e di profonda ed insanabile divisione tra i rispettivi schieramenti.
Ma, di grazia, com’è possibile che anche la sicurezza – che è poi, molto semplicemente, la difesa
e l’incolumità dei cittadini, di tutti i cittadini – possa diventare una sorta di perenne scontro
ideologico? Certo, è difficile, molto difficile che posizioni come quelle espresse dal trio Fratoianni/
Bonelli/Salis o quelle accarezzate dalla Schelin o, sul versante opposto, da Salvini, possano
diventare oggetto di una comune intesa politica e convergenza democratica e costituzionale. Ma
è indubbio che se anche la sicurezza diventa un elemento di profonda e plateale spaccatura
politica, e quindi legislativa, non lamentiamoci se poi vengono a mancare alcuni tasselli
fondamentali di uno stato di diritto. E cioè, e soprattutto, la sfiducia nello Stato e nei suoi storici
presidi di legalità; la messa in discussione del ruolo e della stessa ‘mission’ delle forze dell’ordine
e, infine, la sensazione crescente che ormai non c’è più alcuna difesa da parte degli organismi
preposti a quel compito delicato ed essenziale per uno Stato democratico.

Ecco perchè, quando parliamo della difesa dei cittadini, della sicurezza dei paesi e delle città e,
soprattutto, dell’incolumità delle persone, i fanatismi ideologici, settari e faziosi dovrebbero
cedere il passo ad un sano e e trasparente realismo politico. Fuorchè qualcuno pensi realmente
che possiamo fare a meno delle forze dell’ordine, che l’immigrazione clandestina ed illegale sia
una opportunità ed un valore aggiunto per il nostro sistema economico e produttivo e che la
sicurezza dei nostri centri abitati sia solo e sempre un atto di propaganda. Insomma, quando sulla
sicurezza avremo una seria e credibile convergenza politica dei vari partiti e dei rispettivi
schieramenti, potremmo dire di avere a che fare con una democrazia adulta, matura e
responsabile.

 

Giachino: “Torino non ha ascoltato Nosiglia, così la metà della Città che stava male nel 2012 oggi sta peggio”

Ieri sera al Rosario per Monsignor  Nosiglia Alla Consolata,  mentre pregavo di fronte al feretro sono stato avvicinato da una clochard e da un cassaintegrato  che sottovoce mi hanno detto “e ora chi ci difende?”. I più deboli in questi anni a Torino si sentivano più difesi dall’Arcivescovo , un genovese mite, giunto dalla ricca provincia di Vicenza che dopo aver girato per Parrocchie, dormitori, campi rom e fabbriche in crisi nella Messa di Ferragosto del 2012,  alla Consolata ha avuto il coraggio di dire che a Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male. Parole durissime che arrivarono dirette allo stomaco o al cuore. Venne preso a male parole da alcuni politici della gauche. Se guardiamo ai numeri delle statistiche sociali non è stato ascoltato. Non a caso i più deboli oggi sono i più spaventati dalla Sua scomparsa. Io sono convinto che il Cardinale Repole non lascerà cadere il coraggioso messaggio di Cesare Nosiglia. Ma è la politica che deve rispondere. E la politica che non può più girarsi dall’altra parte. E ‘ la politica che non deve pensare a migliorare via Roma o a piantare alberi in corso Palermo. La politica deve assolutamente portare lavoro in periferia.  Nelle mappe sociali Corso Regina divide la Città in due . Sarà un caso che tutte le Grandi iniziative della Carità , dal Cottolengo ai Salesiani al SERMIG siano sotto corso Regina mentre tutte la economia, tutta la attività amministrativa comunale puntano tutte sulla parte che sta sopra corso Regina? Da mesi sostengo che il nuovo Centro per la Intelligenza Artificiale dovrebbe essere spostato in Barriera di Milano per  dare un segnale di cambiamento o di riparazione.

Dal  2012 tutti gli indici di povertà e di diversità , tra le aree in cui si sta male e quelle in cui si sta meglio, sono raddoppiati. Ciò vuol dire che Nosiglia non è stato ascoltato dal Comune anche se molti cattolici hanno appoggiato le ultime amministrazioni.
È vero che la Chiesa parla a ognuno di noi ma quando la Chiesa denuncia situazioni di disagio, di povertà, di arretratezza e’ la politica la prima ad essere interpellata. E’ la politica che  dovendo avere come primo scopo quello di fare l’interesse generale, che deve rispondere. Ieri sera alla Consolata opportunamente ci sono state rilette alcune parti dei suoi messaggi. La cosa più importante l’ha detta il Cardinale Repole . Monsignor Nosiglia viveva come suoi i drammi umani delle famiglie e delle parti della Città più in difficoltà. Solo se la politica recupererà più anima e si farà carico dei problemi della gente e della economia ci sarà una speranza per quelli che oggi non hanno speranza. Sarebbe il modo più bello per ricordare un grande Vescovo dal sorriso spezzato dal sentire come suoi i problemi umani di una Città che da anni cresce meno della media nazionale.
Noi ne parleremo a Bardonecchia sabato 20 settembre per una giornata intera con molti amici cattolici impegnati in politica.
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

Merlo: Campania, Pd/5 stelle/Avs sono un blocco unico

 

I riformisti moderati e di centro sono altrove.
“Dopo la vicenda campana e anche toscana, pugliese e calabrese, abbiamo una granitica e
scientifica certezza. E cioè, Pd, 5 stelle e Avs sono ormai la stessa cosa. Un blocco politico,
culturale e sociale e forse anche etico, a cui va aggiunta la Cgil di Landini, che si scontra contro il
resto del mondo. È di tutta evidenza che il mondo moderato, riformista e centrista sta da un’altra
parte. A cominciare dalla cultura cattolico popolare e cattolico sociale che storicamente – nonchè
politicamente e culturalmente – non è affatto compatibile con l’estremismo ideologico, con il
populismo giustizialista e, men che meno, con il radicalismo massimalista. Il catto comunismo,
del resto, non è una ricetta riformista e di governo che guarda al futuro, ma solo e soltanto una
nostalgia frutto di un passato fallimentare”.

On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’.

L’Impero e le sue ombre: teologia e geopolitica nel mondo di Trump

Per la rassegna Forte di Bard Incontri, sabato 30 agosto 2025, alle ore 16.15, è in programma la conferenza sul tema L’Impero e le sue ombre: teologia e geopolitica nel mondo di Trump. Firme prestigiose del giornalismo e della ricerca a confronto sulle grandi trasformazioni del mondo contemporaneo.
In collaborazione con la rivista online Le Grand Continent.

Il primo panel, “Effetto Trump: gli Stati Uniti tra caos e impero”, vedrà confrontarsi Alessandro Aresu, Oliviero Bergamini, Giovanni Borgognone e Lou Fritel, moderati dalla giornalista Maria Tadeo. L’attenzione sarà rivolta al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e alle implicazioni globali del suo secondo mandato, tra politica interna, relazioni internazionali e il ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale.

Il secondo panel, “La geopolitica di Dio: la Chiesa di Leone XIV nel mondo di Cirillo e J. D. Vance”, riunirà voci di primo piano come Delphine Allaire, Virginie Larousse, Alberto Melloni e Olivier Roy. Il dibattito affronterà il ruolo delle religioni nello scenario geopolitico attuale, dall’America evangelica alla Russia ortodossa, passando dalle strategie vaticane.

Infine, “Si può fare? L’Europa e la ricerca dell’autonomia perduta metterà a confronto Marc Semo, Marc Lazar e Alessandra Sardoni, sotto la guida di Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent. Un’occasione per riflettere su cosa significhi oggi autonomia strategica europea: un’aspirazione retorica o un obiettivo politico concreto?

Per conoscere il programma clicca qui 

“Il Graffio”: quanto sta accadendo in Rai oggi era inimmaginabile…

Rai, Sangiuliano e il codice etico. Grazie a Bonelli e De Cristoforo il re è’ nudo

Quanto sta accadendo in Rai oggi era inimmaginabile nella Rai del Pentapartito e del Manuale Cencelli.

Ci fa senza dubbio rimpiangere la Prima Repubblica, i suoi riti, il buonsenso dei suoi politici, il senso del ridicolo che ieri c’era e oggi non c’è’ più…

Leggi l’articolo di Monica Macchioni su ilgraffio.net:

Rai, Sangiuliano e il codice etico. Grazie a Bonelli e De Cristoforo il re è’ nudo

Merlo: Centro, basta citare a sproposito la Margherita

Con gli estremisti e i populisti il Centro non esiste

“Forse è arrivato il momento di dirlo con chiarezza e senza equivoci. E cioè, la Dc, il Ppi e men
che meno la Margherita non c’entrano assolutamente nulla con esperimenti ed escamotage che i
Bettini di turno mettono in campo per collocare il Centro con chi proprio il Centro lo rinnega
semplicemente alla radice. Il Centro è incompatibile con la sinistra estremista, ideologica e
populista e con il sovranismo leghista. Il Centro politicamente esiste solo quando è protagonista.
E con i vari Conte, Schlein, Fratoianni/Bonelli e Salvini il Centro è del tutto estraneo ed esterno.
Non esiste. Per questi motivi, semplice ed oggettivo, chi oggi parla di “tenda” centrista con i
populisti e gli estremisti appartiene più al genere comico e goliardico che politico”.

On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’