politica

Torino e il Piemonte vedono la luce in fondo al Tunnel? Non prendiamo lucciole per lanterne

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Caro Direttore,

Secondo uno studio della CGIA di Mestre il Piemonte dal 2019 al 2025 e’ in 12a posizione per crescita economica sulle 20 regioni italiane, ma le previsioni dicono che la crescita economica prevista nel 2026 dovremmo essere al 3* posto. Vediamo la luce in fondo al tunnel ?  Non facciamo l’errore che fece il Governo Monti nel 2012 che prese lucciole ler lanterne  anche sé quella previsione servi’ alla lista Monti, poi svanita pochi mesi che era entrata in Parlamento. Oggi ci dicono che i nostri brevetti, frutto della industria, sino calati quasi della metà. Con l’ottimismo dei titoli o delle interviste sui giornali purtroppo non si creano posti di lavoro e per molti tra cui molti giovani la precarietà è ancora un destino come ci ha ricordato il Cardinale Repole. Non a caso i primi dati sui saldi ci dicono che in periferia vanno molto meno bene del centro.
Voglio dirlo con chiarezza, se noi non ci accorgiamo del nostro stato di salute, se il Medico non analizza bene i dati delle analisi del sangue o delle ecografie noi possiamo passare a miglior vita prima del tempo. La stessa cosa può capitare se i nostri governanti o gli esperti che scrivono commenti sui giornali non capiscono per tempo lo stato di salute economica di una Città o di un Paese. Per oltre vent’anni Torino e il Piemonte non han voluto vedere come stavano realmente le cose .. sono stato il primo nel 2008 a capire che Torino e il Piemonte stavano crescendo meno della media nazionale. Lo dissi da Sottosegretario di Stato ai trasporti alla Presidente Bresso e al Sindaco Chiamparino. Si urtarono e mi mandarono a….  Neanche la denuncia di Mons. Nosiglia nel 2012 quando denunciò che a Torino la metà della Città che stava bene non si accorgeva della metà della Città che stava male.  Abbiamo dovuto aspettare il 2020 che uscisse un bel libro dei tre consulenti delle Amministrazioni di sinistra che denunciarono la crisi di Torino che non aveva saputo o voluto difendere il suo settore più Importante, quello dell’auto. Ci penso’ Banca d’Italia sede di Torino a dirci nel 2022 che nei vent’anni precedenti  Bologna era cresciuta di venti punti di PIL in più rispetto a Torino. In tutti questi anni però sui giornali torinesi non si è voluto vedere lo stato reale della economia così quando Elkan vendette la Fiat alla Peugeot il governo Conte-PD non disse nulla e non mise la golden power. La Golden power è lo strumento che i Governi usano per difendere le proprie aziende strategiche dallassalto di gruppi stranieri. Il tutto mentre lo Stato francese era azionista della Peugeot e ora è azionista di Stellantis. Solo l’anno scorso preoccupato di una possibile sconfitta di Lorusso Pietro Garibaldi tentando di mettere in piedi una Lista presentabile alla Torino che sta bene  ha dovuto dire che Torino è’ una ex malata di una malattia intensa.  Malgrado tutti  gli ottimismi, Torino è ancora indietro, come  si vede dalla tabella della CGIA di Mestre, pubblicata ieri da Lo spiffero, Torino e il Piemonte dal 2019 al 2025 sono solo dodicesimi per crescita della economia. 1,76 punti in meno rispetto alla Emilia e 5,19 in meno rispetto alla Lombardia dal che si capisce perché appena possono le aziende si trasferiscano a Milano. Nel 2025 e 2026 cresceremo 0,12 in meno rispetto alla Emilia mentre recupereremo solo lo  0,6% rispetto alla Lombardia. Rispetto alla media italiana nel totale siamo ancora sotto di oltre due punti malgrado i miliardi degli investimenti del PNRR. Possiamo dire che si vede una luce in fondo al tunnel? NO.
Occorre fare di più molto di più. La proposta di usare i vecchi stabilimenti abbandonati nacque da Gianfranco Carbonato alcuni anni fa, ora , in ritardo, la portiamo avanti.
Il calo economico evidenziato dalla tabella spiega bene perché metà della Città sta male e perché sono aumentate le diseguaglianze.
Questo è il risultato dopo oltre 50 mesi dalla elezione della Giunta Lo Russo che come abbiamo potuto veder bene in questi giorni è nettamente condizionata dalla sinistra interne e da quella di AVS che si e’ alleata sempre più intensamente con gli amici di Askatasuna. Una Amministrazione che non ha saputo gestire il tentativo di accordo con Askatasuna, senza pretendere , come gli avrebbe potuto consigliare un buon uomo di governo, la cessazione immediata e per sempre della violenza come arma di lotta politica. In questo periodo i ragazzi di cui parla oggi anche il Prefetto, sono cresciuti e allenati alla lotta violenta con gli assalti al cantiere della TAV. E adesso dooo aver proclamato Blocchiamo tutto senza capire la gravità di ciò che dicevano, coloro che hanno bloccato le stazioni durante le manifestazioni Plo Flottilla non vogliono pagare le sanzioni previste dalla legge.
Dal punto di vista economico  ora partiranno o si concluderanno lavori cittadini ma la Città sin qui nin  si è ripresa, le periferie sono ancora molto indietro e dovranno aspettare il 2032 per vedere la linea 2 della Metro. Ben altra Vision e efficienza avevano le Amministrazioni torinesi con la DC, il PLI,il PRI, il PSDI e poi con i socialisti di Enzo Biffi Gentilì. Non abbiamo sentito alcuna lamentela sui ritardi del cantiere più importante del nostro Paese, quello della TAV. Per rilanciare Torino la economia e il lavoro ci vuole ben altro, dal rilancio delle Fiere internazionali al rilancio dell’aeroporto, al rilancio del settore auto collegato al Centro per la IA, allo sviluppo di aziende importanti come la SPEA, la DEA come il Centro per la IA che il Governo di Centro Destra ha assegnato a Torino. A questo si aggiunga la Cittadella dell’aerospazio e la necessità di un impegno forte sulle nostre infrastrutture di trasporto come la Tangenziale, il Traforo del Monte Bianco la TAV e il Terzo Valico. Ecco perché in Comune bisogna mandare gente esperta e competente e molto battagliera con Roma. Una amministrazione che organizzi una Cabina di regia forte con Milano, Genova e Lione, perché nella TAV VALLEY che non avrà nulla da invidiare alla Silicon Valley, Torino sarà al centro. E di oggi la notizia che le Mense dei poveri si stanno ampliando . Chi ha scelto di impegnarsi in politica alla luce della Rerum Novarum e degli appelli di Paolo VI questa volta non può più sbagliare e continuare a dare una copertura alle giunte di sinistra. Così nel Centro Destra prima si lavori al Programma partendo dalla discussione sul futuro Piano Regolatore comunale e poi si individui un candidato forte , meglio se con una esperienza nella industria internazionale.

Mino GIACHINO
Responsabile cittadino UDC

Rifondazione attacca “la brutale aggressione Usa al Venezuela”

Rifondazione Comunista Torino condanna la brutale aggressione terroristica degli Stati Uniti al Venezuela perpetuato con l’obbiettivo di appropriarsi delle risorse di uno stato sovrano.
Dopo mesi di provocazioni e minacce l’imperialismo Statunitense scopre il suo vero volto criminale bombardando la capitale del Venezuela e sequestrando il Presidente Maduro insieme a sua moglie.
Un atto inqualificabile che va contro le più elementari norme del diritto Internazionale, che si somma al Genocidio Palestinese e ai venti di guerra che stanno attraversando l’Europa e ci consegna all’inizio del nuovo anno un mondo sull’orlo della catastrofe.
Ora più che mai è necessario dare una risposta immediata ed unitaria, chiamando tutte/i alla mobilitazione.
CONTRO L’AGGRESSIONE STATUNITENSE, CON I POPOLI DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DI VENEZUELA
PRESIDIO OGGI SABATO 3 GENNAIO ore 18.30 PIAZZA CASTELLO – LATO PREFETTURA -TORINO
Rifondazione Comunista Torino

Il Centro è alternativo al massimalismo

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il Centro non è una categoria astratta, virtuale o puramente geometrica. Il Centro nel nostro
paese, e storicamente, è stato non solo un progetto politico ma, si può dire senza enfasi, anche e
soprattutto una una visione della società. Certo, il Centro come progetto politico e cultura di
governo è coinciso con la cinquantennale esperienza della Democrazia Cristiana e, con la Dc, i
suoi alleati di governo. Una stagione che non contemplava, come ovvio e scontato, alcuna deriva
massimalista, populista, estremista e men che meno di stampo radicale. Insomma, la cultura
politica di Centro era, è e resta semplicemente alternativo rispetto a chi predica e pratica la
radicalizzazione del conflitto politico o la polarizzazione ideologica. Due derive che, di fatto, sono
incompatibili con qualsiasi cultura di governo e con quella cultura politica di centro che hanno
segnato e caratterizzato le migliori stagioni politiche del nostro paese.
Ora, non possiamo non evidenziare due aspetti della politica contemporanea che sono persin
oggettivi, al di là di chi vive all’insegna delle pregiudiziali politiche, ideologiche e soprattutto
personali. Da un lato il tentativo, neanche tanto nascosto, di Giorgia Meloni di spostarsi al centro
e, soprattutto, di costruire un progetto politico e di governo che abbandona la tradizionale
concezione massimalista e di opposizione. Una posizione che ha fatto del centro destra a trazione
Meloni una coalizione molto più attenta e sensibile a quella che i democristiani chiamavano
semplicemente ”politica di centro”. Al netto della Lega, che resta un partito populista e
demagogico, il resto della coalizione di governo individua nell’orizzonte centrista un approdo del
tutto naturale e persin fisiologico.
Molto diversa, al riguardo, la posizione e la strategia dell’attuale ’campo largo’. Qui ci troviamo in
un contesto dove il massimalismo, il radicalismo, l’estremismo e il populismo rappresentano il
cemento ideologico unificante della intera alleanza di sinistra e progressista. Detto con parole
semplici, da quelle parti il Centro, la politica di centro o il progetto politico di centro sono
semplicemente esterni, estranei se non addirittura alternativi rispetto a chi realmente detta
l’agenda politica e programmatica della coalizione stessa. E, non a caso, lo stratega del ‘campo
largo’, cioè l’ex comunista Goffredo Bettini, ha già individuato quasi stautariamente per il Centro
solo una “tenda”. E chi è costretto a rifugiarsi in una tenda o in un accampamento non può
certamente condizionare o segnare il progetto politico di una intera alleanza. Svolge, appunto, un
ruolo marginale, periferico e del tutto ornamentale.
Ecco perchè il Centro è alternativo a tutto ciò che è riconducibile al radicalismo, al massimalismo
e all’estremismo. Non è certamente attraverso il riconoscimento di un grigio “diritto di tribuna”
che si riaffermano le ragioni di un Centro politico in una alleanza elettorale o di governo.

Avs – SE: “Inaccettabile chiusura scuole per operazioni di polizia”

 “Il diritto allo studio non si sospende, le scuole riaprano in serenità e non con clima di paura”
Torino, 2 gennaio 2026 – “È inaccettabile che, per un’operazione di polizia, tre scuole pubbliche siano state chiuse senza preavviso, privando centinaia di bambine e bambini del diritto allo studio e di un momento importante della vita scolastica come le feste di fine anno.” È quanto denunciano Marco Grimaldi, vicecapogruppo AVS alla Camera dei Deputati, Alice Ravinale, consigliera regionale AVS Piemonte, e i consiglieri comunali di Sinistra Ecologista Sara Diena ed Emanuele Busconi.
Giovedì 18 dicembre, in concomitanza con lo sgombero di Askatasuna in corso Regina Margherita 47, sono state chiuse la scuola dell’infanzia Gianni Rodari, la scuola primaria Leone Fontana – appartenenti all’Istituto comprensivo statale Gino Strada – e il nido comunale Il Giardino delle fiabe. La comunicazione alle famiglie è arrivata con appena mezz’ora di anticipo, due giorni prima della chiusura prevista per le vacanze natalizie.
“Quelle scuole sono frequentate da circa 400 alunni e alunne, che il 18 dicembre si sono trovati davanti a cancelli sbarrati e cordoni di polizia” proseguono gli esponenti di AVS e Sinistra Ecologista. “La petizione lanciata da genitori e cittadini, che ha raccolto centinaia di firme in poche ore, dimostra quanto sia stata sentita questa ferita nella comunità. E resta il dubbio su cosa accadrà il 7 gennaio, visto che in Vanchiglia continua ad esserci un dispiegamento imponente di forze dell’ordine, che vede centinaia di mezzi e di agenti impiegati in una dimostrazione di forza fine a se stessa – peraltro mentre a poche centinaia di metri continuano spaccio e spaccate notturne, alla faccia della sicurezza.
Non possiamo accettare che il rientro in aula avvenga in un clima militarizzato, con bambini costretti a varcare cordoni di polizia come in un check point. Le scuole devono essere luoghi di serenità, non di paura.”
Per questo motivo abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno per chiedere garanzie immediate sul ripristino delle condizioni di normalità e sicurezza per l’accesso agli istituti scolastici coinvolti. “Il diritto all’istruzione e alla serenità dei più piccoli non può essere sacrificato sull’altare di spettacolari operazioni di ordine pubblico. Il Prefetto dia risposte chiare e agisca subito.”
CS

Distanze cimiteriali, Bartoli: “Un risultato atteso dai Comuni”

RECEPITA DAL GOVERNO LA PROPOSTA DEL PIEMONTE

“E’ frutto di un lavoro condiviso e lungimirante”

Con l’approvazione da parte del Parlamento della modifica all’articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie, viene finalmente recepita a livello nazionale una proposta normativa nata in Piemonte e approvata dal Consiglio regionale, che introduce una maggiore flessibilità nella disciplina delle distanze cimiteriali.

Si tratta di un risultato concreto e molto atteso da numerosi Comuni, in particolare quelli di piccole dimensioni e delle aree montane, che per anni hanno dovuto fare i conti con un vincolo rigido e ormai superato, spesso causa di blocchi urbanistici e difficoltà nella pianificazione del territorio.

«Questa modifica rappresenta una risposta pragmatica a un’esigenza reale dei territori – dichiara Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente – ed è il frutto di un lavoro istituzionale serio, portato avanti in Consiglio regionale e condiviso con la Giunta, che ha saputo interpretare e tradurre le richieste dei sindaci in una proposta normativa concreta».

Bartoli sottolinea in particolare il ruolo dell’Assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo, ringraziandolo per la visione e la capacità di ascolto dimostrate lungo tutto il percorso:
«Voglio ringraziare l’Assessore Gallo per la lungimiranza con cui ha affrontato una questione sentita da tempo dagli amministratori locali. Il lavoro condiviso tra Consiglio e Giunta ha permesso di costruire una proposta equilibrata, capace di arrivare fino al Governo e di essere recepita nella Legge di Bilancio».

La modifica consente ora, a determinate condizioni e nel rispetto delle valutazioni sanitarie, di intervenire all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali, restituendo ai Comuni margini di autonomia e strumenti più adeguati alle attuali condizioni igienico-sanitarie e alle moderne pratiche di sepoltura.

«È un segnale importante – conclude Bartoli – che conferma come il Piemonte sappia essere propositivo e credibile a livello nazionale. Un risultato che rafforza il ruolo delle istituzioni regionali come cerniera tra territori e Stato e che dimostra l’efficacia del lavoro svolto all’interno della Lista Civica Cirio Presidente, sempre attenta alle esigenze concrete delle comunità locali».

Milleproroghe, Montaruli (FdI): “Ascoltato il territorio”

“Con il milleproroghe il Governo ascolta la richiesta dei comuni della provincia di Torino e interviene sui ritardi di Città Metropolitana dando un ulteriore anno di tempo per le adempienze necessarie del decreto ponti. Più tempo quindi per un serio intervento a favore di Castiglione, Preti e Carignano, tempo prezioso che non può essere sprecato. Nelle scorse settimane avevamo ascoltato l’appello delle amministrazioni facendoci portatori con il sottosegretario Iannone della loro istanza. Ancora una volta Fratelli d’Italia risponde alle esigenze dei territori, togliendo a Città Metropolitana ogni alibi  e smontando ogni polemica intentata” lo dichiara il vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli.

Merlo: Torino, basta con la violenza. Totale solidarietà alle Forze dell’ordine

“Adesso basta con la violenza. Ma com’è possibile continuare a tollerare simili manifestazioni
ricche solo di violenza, distruzione e vandalismi. Ogniqualvolta si parla di manifestazioni
organizzate dal centro sociale torinese di Askatasuna irrompe la violenza. Come, puntualmente e
paradossalmente, è capitato anche durante la vigilia di Capodanno.
Un elemento, in più, che conferma la giusta e sacrosanta scelta di sgomberare quel centro
sociale. Non è possibile che dopo ogni iniziativa di quel centro sociale si contano i feriti tra le
Forze dell’Ordine. Una ragione in più per manifestare la piena e totale solidarietà agli agenti che
continuano, tra mille sacrifici e difficoltà, a garantire la sicurezza dei cittadini e delle rispettive
comunità”.

On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta cristiano popolare’.

Ravinale (AVS): “Terzo settore, a rischio 1,5 mln di risorse per il Piemonte”

L’anno volge al termine e registriamo con preoccupazione l’assenza di iniziativa della Regione Piemonte in merito al bando di sostegno alle attività di interesse generale di rilevanza locale degli enti del Terzo Settore. L’ultimo bando risale al 2023, e aveva durata biennale.
Ad oggi, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stanziato 4.940.150,00 Euro per il Piemonte, che tuttavia la Regione può utilizzare e mettere a bando soltanto in forza di specifici accordi di programma con il Ministero, che ad oggi non risultano approvati.
Il dato preoccupante è che il provvedimento ministeriale di stanziamento delle risorse, adottato il 7 agosto 2025, parla chiaro: laddove non venga sottoscritto l’accordo, i fondi assegnati alla Regione verranno ridestinati ai progetti a valenza nazionale. La quota dei fondi “piemontesi” relativa al 2025 è pari a 1.413.687,00 Euro: rischiamo dunque di perdere queste preziose risorse?
Stiamo parlando di finanziamenti vitali per organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici e società di mutuo soccorso: realtà che rappresentano una vera e propria infrastruttura sociale e culturale per il nostro territorio, e che si trovano spesso in serie difficoltà a fronte della inaffidabilità e dei ritardi nei finanziamenti pubblici, sempre più schiacciati su logiche di progetto e non di sostegno a tutto tondo alle attività.
Ho presentato già prima di Natale un’interrogazione al riguardo e spero di ricevere presto una smentita da parte della Giunta Regionale: il terzo settore piemontese non può permettersi di rinunciare, per ritardi della Giunta, a risorse così importanti.
Alice Ravinale
Presidente Gruppo consiliare regionale
Alleanza Verdi Sinistra