Il declino industriale e il volto del nuovo precariato: al Libraccio di Via Ormea Niccolò Zancan con l’On. Marco Grimaldi presenta L’ultimo operaio (Einaudi).
Torino, 6 marzo 2026 – ore 18:00 Libreria Libraccio, Via Ormea 134/B, Torino
Torino – In un quartiere che racconta la memoria della Torino industriale, la libreria Libraccio di via Ormea ospita un incontro di profonda attualità sociale. Mercoledì 6 marzo alle ore 18:00, verrà presentato il libro di Niccolò Zancan, L’ultimo operaio (Einaudi).
L’autore dialogherà con l’Onorevole Marco Grimaldi, Parlamentare alla Camera dei Deputati per Alleanza Verdi e Sinistra, da anni impegnato in prima persona nelle vertenze sindacali e nelle lotte contro il precariato. Modera la giornalista de La Stampa Giulia Ricci.
Il libro: un’indagine sulla fine di un’epoca
Dopo Antologia degli sconfitti, Niccolò Zancan torna a esplorare le ferite aperte del sistema produttivo italiano. L’ultimo operaio non è un resoconto giornalistico, ma un lavoro di ricerca anzitutto umana e poi sociologica che attraversa la storia industriale della città, analizzandone il declino e la trasformazione in un presente fatto di automazione, solitudine e nuove forme di sfruttamento. Zancan dà voce a chi è rimasto indietro, a chi abita i capannoni vuoti e a chi, nonostante il mutamento del paradigma economico, incarna ancora oggi la dignità della classe operaia.
La libreria come presidio nel quartiere San Salvario/Nizza
Situata in un quadrante della città storicamente legato all’indotto industriale e alla residenzialità operaia, la libreria si propone oggi come polmone culturale. In un quartiere che sta ridefinendo la propria identità, portare la discussione sul lavoro e sulla memoria industriale significa onorare le radici del territorio offrendo, al contempo, strumenti critici per interpretare il futuro.
Un confronto tra giornalismo e politica
L’intervento dell’Onorevole Marco Grimaldi porterà l’analisi politica dentro i nodi della crisi industriale torinese, tracciando insieme a Zancan le traiettorie necessarie per restituire centralità e dignità al lavoro in una città che non può rinunciare alla propria vocazione produttiva.

Dalle passeggiate universitarie di Giordano, alle piazze borghesi di Ginzburg, ai caffè e vicoli investigativi di Fruttero e Lucentini, fino alle aule scolastiche di De Amicis, la città emerge come protagonista silenziosa ma essenziale. Torino non è sololuogo di industria e politica: è una città che racconta sé stessa attraverso la letteratura, dove ogni strada e ogni piazza possono evocare un romanzo, un ricordo, un’emozione.



Economia, politica, ambiente, Europa, tutti temi d’attualità stringente passati al setaccio con onestà intellettuale e dovizia di argomentazioni da Pietro Senaldi, anche ricorrente opinionista tv nei maggiori talk-show generalisti, e riletti secondo il criterio verità-bugia con cui, nel corso del libro, ha contribuito, dati alla mano, a sfatare miti ricorrenti.
Al termine dell’incontro-dibattito pubblico, Pietro Senaldi si è concesso ai presenti con l’umiltà e la cortesia che da sempre lo contraddistinguono, tra firmacopie e selfie presso lo stand della Libreria Mondadori Centro Storico che ha organizzato e promosso l’evento.


Marsiglia diventa così uno sfondo fondamentale del romanzo: una città antichissima e ricchissima di storia, ma anche segnata da povertà, forti contrasti sociali, immigrazione e marginalità. È un grande