LIBRI / Nel volume di Mattia Rossi
Ezra Pound, poeta e critico americano, che visse a lungo in Italia (e vi morì nel 1972 a Venezia) è conosciuto soprattutto per la sua opera letteraria e per la sua ammirazione per il fascismo e Benito Mussolini. Quasi sconosciuto ai più, invece, è il rapporto che ebbe con la musica. ‘Ezra Pound e la musica – Da Omero a Beethoven’, libro edito per i tipi di Eclettica Edizioni nella collana Secolo Breve di Mattia Rossi ha l’indubbio merito di riscoprire questo legame che per l’autore americano non fu secondario, anzi per Pound il rapporto tra la poesia e la musica era fondamentale ed irrinunciabile. La prima riga del breve saggio poundiano, ‘Il verso libero ed Arnold Dolmetsch’ del 1917, che Rossi riporta integralmente, è emblematica: “La poesia è una disposizione di parole disposte in musica’. Nell’excursus di questo rapporto tra le due arti, che durerà per tutta la vita dello scrittore, vengono approfondite le varie fasi di approccio alla Musa, dallo studio della musica sacra, alle recensioni di Pound come critico musicale prima, come saggista musicale poi, alle sue composizioni, all’organizzazione dei concerti a Rapallo, con gli ‘Amici del Tigullio’, all’importante e decisivo ruolo avuto nella riscoperta di Vivaldi. E sullo sfondo c’è la figura di Olga Rudge, violinista, molto amata dal poeta (che gli diede una figlia, Mary, tutt’oggi vivente e custode della memoria del padre). Il libro, che si concentra esclusivamente sulla figura di Pound nel suo rapporto con la musica, tralasciando ogni altro aspetto, è ricco di riferimenti alla cultura italiana ed internazionale del Novecento e costituisce un ottimo stimolo di approfondimento anche per chi non dotto o profondo conoscitore del mondo musicale. Mattia Rossi, in questo scritto, unisce la capacità comunicativa diretta propria del giornalista con la conoscenza della materia del critico musicale. Ha, infatti pubblicato studi ed articoli specialistici sul canto gregoriano, sulla musica trobadorica, sulla musica nella Commedia di Dante in diverse testate nazionali ed internazionali.
Massimo Iaretti
Martedì 3 agosto alle ore 17,30 a Bardonecchia (Palazzo delle Feste), avverrà la presentazione del libro di Pier Franco Quaglieni “La passione per la libertà. Ricordi e riflessioni”, Buendia Books, 2021, con copertina di Ugo Nespolo.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
visto una tempesta finché non ci sei stato in mezzo, lì, in mare aperto: il faro pare sbriciolarsi sotto i tuoi piedi per essere spazzato via dalle onde».
Dai Maya ai Greci che per primi diedero il nome di fari alle torri accese citate nell’Iliade di Omero: «….Fuoco che segnala la fine del mare.»
di bellezza e i loro figli, la preadolescente senza freni Julia e il fratellino minore Larry. Un bel cambiamento per il vicinato che si trova alle prese con un padre molto diverso dagli altri, una madre che si sente respinta dalle vicine e fa fatica a relazionarsi, e pure i loro due figli sono fuori dagli schemi del luogo. Ape regina del sobborgo è Rhea Schroeder, professoressa universitaria dal passato insondabile, di mezza età, trasformatasi nel perfetto esempio di moglie e madre dei sobborghi residenziali. Organizzatrice delle feste di vicinato, aveva assunto anche l’impegno di accogliere ogni nuova entry di Maple Steet con un cestino di cioccolatini e un profumo. E nella bellissima e impenetrabile Gertie aveva annusato un’altra outsider disadattata con la quale avrebbe potuto costruire un rapporto intimo, in cui svelare i suoi veri sentimenti. E’ lei che in un certo senso adotta senza riserve i Wilde e cerca di introdurli nella comunità. Sotto la sua ala protettrice prende soprattutto Gertie con la quale trascorre lunghi pomeriggi a chiaccherare, alla quale fa un sacco di confidenze fino a riuscire a smussare la diffidenza della nuova arrivata.
di rimediare alla sua irrequietezza ricorrendo ad una analista, la dottoressa Manubrio che le spiega l’arcano: la vita è come il mare e bisogna imparare ad andare sul surf.
Interverranno, con l’autore, Giampiero Leo, Maurizio Ceccon, Francesca Mogavero. Introdurrà Giuseppe Piccoli.
E’ un esempio, non comune, di libro intelligente, utile e piacevole. In puro spirito rodariano, Maria Carfora lo ha scritto durante il lockdown dello scorso anno, immaginando una realtà quasi magica, ideale per viverci. A Boscobello c’è tanta natura, gli animali ( che sono i protagonisti come nelle favole di Esopo e Fedro o La Fontaine) vivono le loro differenze in armonia, non ci sono auto e ci si sposta solo in bici, ognuno può scegliersi il lavoro che preferisce e non circola denaro perché “tutti possono avere tutto, collaborando tra loro e aiutandosi reciprocamente, perché ogni abitante mette a disposizione di tutti la propria bravura, abilità e conoscenza”. Nelle storie che vi si sviluppano l’autrice riesce nel non facile e per nulla scontato intento di mescolare con grazia un interessante e sano intento pedagogico, una capacità narrativa e una esigenza “didattica” arrivando a proporre qualcosa di veramente bello e utile. Ogni racconto si apre con un disegno da colorare e nella storia ci spunti su cui riflettere, lasciando a chi legge il tempo per farlo. Nelle nove storie del libro prende corpo il desiderio e la curiosità dei protagonisti di conoscere il mondo in cui vivono, con tutti i problemi della quotidianità, i momenti belli e quelli difficili e complicati imposti dalle restrizioni rese necessarie dalla pandemia (l’invasione dei “cornettini” che immaginiamo parenti prossimi del virus che abbiamo imparato a conoscere e con il quale ci stiamo tuttora confrontando). Realtà, fantasia e razionalità convivono nelle storie della famiglia composta da topi, tra gli uccelli che sapranno superare i pregiudizi e riconoscere il valore delle diversità che non sono mai un ostacolo davanti all’amore, l’anatroccolo Pallino che ritrova fiducia dopo aver sconfitto le discriminazioni che lo amareggiavano facendo intendere a tutti che le differenze rendono unici e insostituibili e, in fondo, sono un valore aggiunto e non uno svantaggio. A volte ci si perde di vista e i fatti della vita allontanano come accade ai gatti Matilda e Camillo ma l’amicizia e il caso ( o forse il destino) possono riunire e rendere nuovamente complici. Stupende le vivaci farfalle che si sono viste assegnare a ogni colore un’emozione così da renderle uniche. Ovviamente non sempre si sa come finiscono le storie perché occorre viverle per scoprirlo ma anche questo è il bello del racconto. Ognuno può metterci del suo, come i protagonisti ( e sono tanti) che in “Aiuto..piove!”, l’ultima storia, raccolgono le idee “antinoia” scrivendole ognuno su un foglio che, ripiegato, verrà deposto in una grossa scatola di legno a scuola, in attesa di poterle condividere. “Le storie di Boscobello” si leggono in un fiato e, leggendole, si imparano molte cose, iniziando dal significato di alcune parole e concetti molto importanti. Come già fece Gianni Rodari anche la maestra Maria ( che non è una “ex” perché maestri si rimane tutta la vita quando si ama così il proprio lavoro) ha dato un contributo a quel filone di pedagogia letteraria che, descrivendo situazioni reali con un linguaggio comprensibile anche ai più piccoli, solleticando la fantasia, fa leva sulla giusta convinzione che a un bambino si possa parlare di tutto, se si sanno usare le parole giuste. E, in ultimo, un grazie di cuore a Maria Carfora per aver dedicato questo suo importantissimo lavoro ai cinque nipoti e “a tutti quei bambini a cui nessuno ha raccontato o letto una storia”.
Tre imperdibili appuntamenti di letteratura e musica dal vivo. Il Parco ed il neogotico Castello del “Roccolo”, fatto costruire a Busca (Cuneo) a partire dal 1831 dai marchesi Tapparelli d’Azeglio e in cui soggiornarono, fra gli altri, Silvio Pellico, re Umberto I e la regina Margherita, sono pronti ad accogliere, in sicurezza, la quarta edizione della rassegna “Carte da decifrare”. Tre le date da annotare in agenda: giovedì 29, venerdì 30 e sabato 31 luglio. Sempre ad iniziare dalle 18,30, la terrazza panoramica dell’antica dimora, immersa nel verde del parco secolare, in Strada Romantica 17 (che bel nome per un civico indirizzo!), farà da suggestivo palcoscenico a scrittori e musicisti di meritata fama che si alterneranno, in reading-concerti non convenzionali, “tra parole e note che si ispirano a vicende di vita vera e vissuta”. L’iniziativa è ideata e organizzata dalla “Fondazione Artea”, in collaborazione con il “Salone Internazionale del Libro” di Torino che ne cura la direzione artistica, con il sostegno del Comune di Busca e dell’“Associazione Castello del Roccolo”, ed è realizzata con il contributo della “Fondazione CRC” e della “Fondazione CRT”.
Sabato 31 luglio, calerà il sipario sull’edizione 2021 della rassegna con la performance di Massimo Zamboni, ex chitarrista dei “CCCP” e dei “C.S.I.”, da tempo solista e scrittore, che porterà in scena canzoni, racconti e ricordi personali sul Novecento emiliano in “La trionferà” (Einaudi 2021). Ad accompagnare le letture dei brani, tratti dal suo ultimo romanzo e da “L’eco di uno sparo” (Einaudi 2015), il musicista e produttore discografico Cristiano Roversi, in un’epica della memoria che pone le basi per un possibile futuro. “Carte da decifrare è un format vincente – afferma Marco Pautasso, vicedirettore del ‘Salone del Libro’ e direttore artistico della rassegna – un unicum nel variegato panorama dei festival culturali italiani, perché sa far dialogare, in un originale e inconsueto sconfinamento creativo, parole e note. Queste straordinarie ibridazioni tra letteratura e musica, unite alla magia di un luogo come il Castello del Roccolo, sanno regalare al pubblico momenti di grande intensità e coinvolgimento emotivo”.