CON LO CHEF FERNANDO TOMMASO FORINO
Tre proposte di menu legate dal concetto ‘no waste’ e pensate per scoprire nuovi sapori
nati dalla fusione di tradizioni, quelle del territorio e quelle campane dello chef.
E la creatività di chef Forino trova concretezza in piatti ‘che non ti aspetti’.
Luglio 2023 – All’Osteria Arborina, il ristorante fine dining di Arborina Relais a La Morra, che da qualche mese
con lo chef Fernando Tommaso Forino ha intrapreso un nuovo cammino gastronomico, va in scena un menu
completamente rinnovato all’insegna della sostenibilità, della territorialità e del ‘non tutto è come sembra’.
“A volte basta cambiare prospettiva per creare qualcosa di nuovo” così afferma chef Forino che da quando è
arrivato in Langa si è dedicato allo studio della cultura culinaria locale e regionale, estrapolando con grande
curiosità nozioni e ricette per poi interpretarle con guizzo creativo e con quella vena campana che identifica
le sue origini. Il focus rimane forte sulla lavorazione delle materie prime e sul riutilizzo consapevole che va
oltre a mode e trend del momento, ma si consolida come metodologia di lavoro quotidiano nella cucina di
Osteria.

Ecco, quindi, che dopo mesi di studio, di ricerca dei migliori prodotti a km0 e messe a punto, arrivano a
celebrare la stagione estiva tre nuovi percorsi, Storia Moderna, Distanze che si Incontrano e Senza Regola
(rispettivamente da 5, 7 e 10 portate), differenti proposte di degustazione che nascondono nel nome anche
un messaggio preciso.
In Storia Moderna chef Forino ha voluto racchiudere piatti che hanno già segnato il suo percorso ad Osteria
Arborina, come il signature ‘no waste’ Sgombro in Verde, e dei grandi classici della cucina italiana ripensati
secondo una visione contemporanea e giovane. Ne sono un esempio il risotto al nero di seppia che diventa
Riso, Calamaro e Civet di Mare, l’abbinamento di due must della buona tavola come la Faraona in ‘porchetta’
e i Fiori di Zucca (ripieni di burro morbido e salsa chimichurri), e la versione moderna e gustosa del Nasello,
Limone e Lattuga di Mare. A chiudere la degustazione l’intramontabile fragole e panna ma ripensato in un
regale dessert con note di Sambuco (menu 5 portate, euro 75).
A simboleggiare l’incontro in Langhe delle tradizioni locali e quelle partenopee di Forino ci pensa invece il
percorso Distanze che si Incontrano. La terra accoglie il mare in un mix di sapori e abbinamenti insoliti che
trovano espressioni in 7 portate: si inizia con il Polpo e Salsa Tartara realizzata però con il pesce, si passa alla
Quaglia con la tipica Bagna Cauda, fa poi il suo debutto P&P che è la proposta innovativa di pasta e patate, si
prosegue con piatti inaspettati come Il Mio Cocktail di Gamberi, la Gallinella diventa un Pollo Arrosto, il Manzo,
Uvetta e Pinoli e per finire un giocoso Formaggio Cotto (menu 7 portate, euro 95).
E con Senza Regola non solo si lascia carta bianca allo chef ma si potrà vivere un’esperienza in cui i consueti
canoni della tavola vengono messi in discussione, e giunti alla fine… sembrerà di essere di nuovo all’inizio
(menu 10 portate, euro 115).

Anche la presentazione grafica del menu è stata ripensata nell’ottica ‘zero sprechi’, in quanto è stata scelta
una carta ecologica ottenuta dalle bucce dei grappoli d’uva, e in linea con la creatività ‘giocosa’ che fa fede al
motto ‘non tutto sarà come sembra’. Viene infatti portata al tavolo una busta da lettera, chiusa a ceralacca, a
simboleggiare il welcome in Osteria; l’ospite nell’aprirla si accorgerà che la parte interna si distende
completamente e accoglie dei ritagli di foglietti colorati nei quali sono riportati e descritti i tre percorsi
degustazione. A fine pasto, la busta si potrà portare con sé come ricordo dell’esperienza trascorsa
assaporando piatti inediti e ammirando il lavoro della brigata dalla grande vetrata sulla cucina.
Osteria è aperta dal giovedì al lunedì, a pranzo e cena.
Note
Chef Executive: Fernando Tommaso Forino
Classe 1990, campano, muove i primi passi in cucina al Savoy Beach Hotel a Paestum con lo chef Gioacchino
Nocera, poi a “La Cantinella”, dove ha appreso i segreti dell’alta gastronomia. La sua tenacia e le sue spiccate
doti ai fornelli, lo hanno portato a far parte della brigata di importanti chef stellati come Di Costanzo,
AnneSophie Pic, Michel Bras, Grant Achatz, Andrea Aprea, fino ad acquisire, nel 2018, il ruolo di Executive Chef del
Ristorante stellato La Bottega a Ginevra, riconfermando la Stella Michelin. Nel 2020 ritorna in Italia, prima in
Toscana a Borgo Santo Pietro e poi in Umbria al Castello di Reschio dove si dedica completamente ad una
cucina orientata al prodotto, selezionando gli ingredienti migliori che il territorio e i piccoli produttori locali
offrono. Dopo altre esperienze in realtà di alto livello, in centro Italia, arriva nelle Langhe, per seguire il nuovo
progetto di ristorazione di Arborina Relais.
Osteria Arborina
Ristorante fine dining all’interno del boutique hotel Arborina Relais, eccellenza dell’ospitalità nelle Langhe,
parte di les Collectionneurs. La sala, fresca di restyling, per un totale di 20 sedute, si presenta come un
ambiente spazioso e molto luminoso grazie alle ampie vetrate che si affacciano sulla piscina e sulla campagna;
lo stile è ricercato e minimal, il legno di rovere si contrappone a finiture in ferro scuro e a moderne poltroncine
in cuoio. La cucina a vista regala agli ospiti un pizzico di curiosità e la mise en place semplice permette di
seguire passo per passo la cura del servizio al tavolo. Preziosa è la carta vini con oltre 650 etichette (nazionali
ed estere) e grande attenzione viene riservata alla scelta dei fornitori, dal contadino per verdure e ortaggi di
stagione al mulino per le farine utili nella lavorazione di pasta e lievitati. In questo modo vengono sostenuti i
cicli dell’economia locale limitando, ed evitando quando possibile, lunghi percorsi di trasporto, per un
ulteriore contributo alla tutela dell’ambiente.
Per informazioni e prenotazioni:
Arborina Relais – Osteria Arborina e The LAB
Frazione Annunziata La Morra, 27- La Morra (CN)
Telefono: 0173 500351 – www.arborinarelais.it
Formaggi da “corona reale”. Sono loro i primi attori del Progetto “LoST EU”, sostenuto dall’Unione Europea sul tema “sostenibilità e promozione delle piccole denominazioni casearie”, che verrà raccontato e andrà in bella mostra, per tutto luglio, ad Alba durante le giornate del grande “Festival Collisioni”, in occasione degli attesissimi appuntamenti in programma che vedranno protagonisti molti fra i più celebri artisti italiani. L’evento, promosso dall’“Associazione Alte Terre DOP” (sede a Bossolasco) – creata come forma aggregativa fra consorzi di tutela di piccole dimensioni per “fare rete” in grado di esportare l’unicità dei prodotti lattiero-caseari, ma non solo, del territorio piemontese – vedrà protagonisti indiscussi nove formaggi e cinque regioni, testimoni di un viaggio alla scoperta ( o ri-scoperta) di territori, tradizioni e storie di piccoli produttori italiani ben convinti di voler tramandare la loro eredità culturale e la sostenibilità dei loro prodotti, in termini di “qualità”, “tracciabilità”, “genuinità” ed “esclusività”. Protagonisti saranno, dunque, formaggi di grande eccellenza italiana come il Murazzano, il Roccaverano, l’Ossolano dalla Regione Piemonte, il Puzzone di Moena dal Trentino, lo Strachitunt dalla Lombardia, la Vastedda della Valle del Belice e il Pecorino Siciliano dalla Sicilia, e in ultimo il Provolone del Monaco dalla Campania. Regioni varie fra loro, ma tutte caratterizzate da paesaggi mozzafiato, che raccontano la bellezza del nostro Paese e allo stesso tempo sono la culla di questi formaggi straordinari. “LoST” racconta, quindi, di luoghi e prodotti lontani tra loro, “accomunati però – spiegano gli organizzatori – dallo strettissimo legame che hanno con la loro storia e il loro territorio, diventando simbolo di un ‘altrove’ rispetto a una cultura più convenzionale”.
Come detto, l’appuntamento combacerà con le giornate del “Festival Collisioni”, in piazza Medford, ad Alba. In questo contesto, verrà allestita un’area di degustazione e racconto dei formaggi a cura dei “Maestri assaggiatori ONAF”, per sensibilizzare il pubblico al tema delle piccole produzioni e promuovendo denominazioni di grande eccellenza ma poco conosciute.
Ci saranno come sempre il “quadrato”, la “trottola” (a forma di cuore con punta leggermente estroflessa o troncata), il “lungo” o “corno di bue” (dal cono molto allungato), il “tumaticot” (tondeggiante e schiacciato ai poli, come un pomodoro) e il “quadrato allungato”. Sono le cinque tipologie che, anche quest’anno, faranno da abito sontuoso a Sua Maestà, il Peperone di Carmagnola, cui la città si appresta a dedicare la 74^ edizione della “Fiera Nazionale del Peperone”, la più grande manifestazione fieristica italiana dedicata a un prodotto agricolo, organizzata dalla Città di Carmagnola e prodotta, per la prima volta, da “Puro Stile Italiano” e “Fondazione Reverse”. L’appuntamento è da venerdì 1 a domenica 10 settembre prossimi: dieci giorni in cui la città, capitale italiana del peperone, ricca di storia e antiche tradizioni popolari, si trasformerà in un’unica grande area espositiva di oltre 10mila metri quadrati, con 8 piazze dedicate (di cui 6 enogastronomiche), 2.500 posti a sedere ed oltre 200 espositori. Fra palazzi storici e musei da scoprire, il programma si presenta come sempre ricco ed allettante. Non solo fiera – mercato della preziosa “pianta orticola” dalle origini sud-americane esportata in Spagna da Cristoforo Colombo nel ‘500, ma anche mostre, concerti e spettacoli con artisti di indubbio richiamo. Per tradizione nella prima domenica di fiera (quest’anno il 3 settembre) – sarà di scena il “Concorso Mostra/Mercato del Peperone”, riservato ai produttori locali. In concomitanza, sono in programma il “Peperone Day” in tutti i ristoranti, osterie, bar e trattorie nazionali e internazionali che inseriscono, domenica 3 settembre, nel loro menù uno o più piatti preparati con il peperone di Carmagnola, oltre alle premiazioni del contest “Peperone Urbano”: una sfida lanciata dal “Consorzio del Peperone” e dal
Comune di Carmagnola a chiunque voglia cimentarsi nella coltivazione biologica del famoso prodotto orticolo nella propria casa, sul proprio terrazzo o nel proprio giardino. Ad essere premiati saranno i primi tre classificati, oltre alle scuole primarie e dell’infanzia che hanno partecipato alla competizione orticola. Quali i luoghi della Città coinvolti? Nel suo complesso, tutto il “centro storico” che diventerà il cuore pulsante della Fiera. La grande piazza Mazzini si trasformerà nella “Piazza dei Sapori”, con il “Mercato dei Produttori del Consorzio del Peperone” e un enorme Ristorante all’aperto, frutto di un’idea geniale del compianto ristoratore Renato Dominici che la ideò, tra gli anni Novanta e i primi del Duemila, per portare alla manifestazione, accanto al peperone, i migliori prodotti tipici del territorio torinese. La storica via Valobra, sotto i suoi portici, ospiterà i produttori. Nei giardini Unità d’Italia, la novità della “cucina regionale pugliese e romana”. Nel Pala BTM, allestito all’interno del “Salone Fieristico”, in viale Garibaldi 29, torna il “Ristorante della Fiera”, dieci cene e due pranzi di qualità con piatti ricercati del Ristorante “La cucina piemontese” di Vigone. Sempre nella zona Salone Fieristico viene riproposto il “Villaggio del Territorio”, progetto di agricoltura da vivere a 360° con numerose aziende del territorio e street-food agricoli proposti in collaborazione con la “Società Orticola di Mutuo Soccorso – S.O.M.S. D. Ferrero”, con il “Distretto del Cibo Chierese – Carmagnolese” e con il “Consorzio del Peperone” di Carmagnola.
Festival); Marco Ligabue, fratello minore di Luciano, sul palco con le cover italiane rivisitate in chiave rock (martedì 5, Il Foro Festival), fino – solo per citarne alcuni – agli indiscussi signori del liscio della “Mirko Casadei POPular Folk Orchestra”, terza generazione dell’Orchestra italiana da ballo più famosa al mondo (mercoledì 6, Salotto della Fiera). Madrina della Fiera, l’attrice e conduttrice televisiva Manuela Arcuri. Conduttrice del “Salotto della Fiera”, l’attrice Elena Galliano. Sul palco anche Tinto, al secolo Nicola Prudente, conduttore radiofonico e televisivo, nonché presentatore delle ultime quattro edizioni della Fiera; Paolo Massobrio, giornalista ed esperto enogastronomico; Renata Cantamessa alias Fata Zucchina, giornalista e divulgatrice agroalimentare.
