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Primavera del Castellinaldo Barbera d’Alba


CASTELLINALDO D’ALBA – Piazza Castello
Domenica 17 maggio 2026 dalle ore 15:00
Le cantine protagoniste e Il menù della cena
Domenica 17 maggio a Castellinaldo d’Alba la terza edizione di Primavera del Castellinaldo Barbera d’Alba. L’appuntamento che intende valorizzare una delle espressioni più identitarie della Barbera d’Alba, legata in modo profondo al territorio di Castellinaldo d’Alba e al lavoro delle sue cantine.
Il cuore dell’evento per il pubblico sarà domenica 17 maggio, orario 15-19, quando il centro del paese e in particolare Piazza Castelloaccoglieranno un pomeriggio di degustazione dedicato a enoappassionati, winelovers e consumatori.
Il banco d’assaggio sarà con la presenza diretta delle cantine, vero elemento distintivo dell’iniziativa. Saranno infatti i produttori a raccontare personalmente i vini, il lavoro in vigna e in cantina, le scelte stilistiche e l’identità di un territorio che nel tempo ha costruito una fisionomia precisa all’interno della denominazione Barbera d’Alba.
Partecipano al banco d’assaggio circa 20 cantine dell’Associazione Vinaioli del Castellinaldo, che proporranno in degustazione:
  • il Castellinaldo Barbera d’Alba, vino protagonista dell’evento;
  • un secondo vino da vitigno Arneis, espressione ulteriore del patrimonio produttivo locale.
Ecco l’elenco delle cantine presenti Allerino Giovanni – Castellinaldo d’Alba
Az. Agr. Cravanzola – Castellinaldo d’Alba
Az. Agr. Margherita s.s. – Castellinaldo d’AlbaAz. Agr. Sottero Silvana – Castellinaldo d’Alba
Baudevin – Castellinaldo d’Alba
Cantina del Nebbiolo – Vezza d’Alba
Cascina Chicco – Canale
Cascina del Pozzo – Castellinaldo d’Alba
Cascina Goregn – Castagnito
Ferrero Fabrizio – Castellinaldo d’Alba
La Granera – Castellinaldo d’Alba
Marchisio Family Organic Estate – Castellinaldo d’Alba
Marsaglia – Castellinaldo d’Alba
Massucco F.lli – Castagnito
Morra Stefanino – Castellinaldo d’Alba
Teo Costa – Castellinaldo d’Alba
Tonino Marchisio – Castellinaldo d’Alba
L’accesso al banco d’assaggio sarà possibile con ticket di ingresso di euro 10,00 (degustazioni illimitate, non regolate da ticket), una formula pensata per rendere l’evento accessibile e al tempo stesso qualificato, favorendo l’incontro fra pubblico e aziende in un contesto ordinato, accogliente e ricco di contenuti. E’ previsto con l’acquisto della degustazione un piattino di prodotti tipici di accompagno con Gorgonzola e salumi.
E’ previsto alle ore 15 un breve momento inaugurale dell’evento.
La giornata si concluderà con la Cena dei Produttori, in programma indicativamente dalle ore 19.30, pensata come momento conviviale e conclusivo dell’evento.
La cena sarà realizzata su prenotazione, a cura di Coj – More than food con un percorso gastronomico in abbinamento ai vini delle aziende partecipanti.
Ecco il menù:Giro di Antipasti Barotto
Battuta di Fassona, Insalata di Galletto e Verdurine, Vitello Tonnato, Giardiniera
Assaggio di Primi
Tajarin al Ragù di Salsiccia e Ravioli Ricotta e Spinaci Burro e Nocciola
Cheesecake alle Fragole
Prezzi e modalità di prenotazioni:
Degustazione dei vini e incontro con le cantine dalle ore 15:00: € 10,00 a persona
Prezzo della cena: € 35,00 a persona
Prezzo con formula cena + degustazione: € 40,00 a persona
L’Associazione Vinaioli del Castellinaldo riunisce oggi 19 cantine accomunate dall’obiettivo di promuovere e valorizzare il Castellinaldo Barbera d’Alba DOC, vino simbolo di un territorio dalla storica vocazione vitivinicola.
Il progetto prende forma all’inizio degli anni Novanta, nasce dall’impegno dei produttori associati, quando la volontà di affermare la qualità e la personalità della Barbera locale portò a identificare nel nome del borgo, Castellinaldo,
l’espressione più autentica di questo vino.
Oggi il Castellinaldo rappresenta oggi una
sottozona di particolare pregio all’interno della Barbera d’Alba DOC, legata a un areale ristretto del Roero orientale che coinvolge sette comuni.
Prodotto esclusivamente da uve Barbera in purezza, con rese contenute,  affinamento obbligatorio e una precisa disciplina produttiva,
questo vino esprime in modo distintivo il carattere del territorio grazie anche alle favorevoli condizioni pedoclimatiche e alle esposizioni dei vigneti, che ne definiscono freschezza, struttura e complessità.
Per informazioni e prenotazioni:
Go WineTel. 0173 364631Mail: stampa.eventi@gowinet.it
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Best Wine Stars 2026

Best Wine Stars 2026, la Fiera Internazionale dedicata a wine, spirits e food in programma a Milano dal 16 al 18 maggio presso il Palazzo del Ghiaccio.

Giunta alla sua settima edizione e riconosciuta ufficialmente come Fiera Internazionale di settore con il contributo di Regione Lombardia, la manifestazione si conferma un punto di riferimento per il comparto, con oltre 1200 prodotti in degustazione e una crescente partecipazione internazionale.
Percorso espositivo suddiviso in aree tematiche: Vino Italia,Vino Internazionale, Bio, Spirits e Food.
Tra i momenti di maggiore interesse :
Domenica 17 maggio – ore 9:00 | Awards Ceremony
Cerimonia di premiazione con coffee break riservato a stampa e buyer (inizio premiazione ore 9:30)
Masterclass e degustazioni guidate, tra cui:
Domenica 17 maggio – ore 14:00 | Limoncello Lab. Blind Tasting
Un viaggio nel mondo di uno dei più tradizionali liquori italiani, oggi in forte espansione internazionale
Domenica 17 maggio – ore 17:15 | “Alla scoperta del Parmigiano Reggiano: il valore del tempo”
Percorso di degustazione tra diverse stagionature in abbinamento a una selezione di vini
Lunedì 18 maggio – ore 11:00 | Talk Italia a Tavola
Con chef stellati e protagonisti del settore sul ruolo del vino nella ristorazione contemporanea
Lunedì 18 maggio | BWS Village
Distribuzione di kit degustazione omaggio dedicati a stampa e operatori del settore, fino a esaurimento disponibilità
Novità 2026 – Lunedì 18 maggio – ore14:00 | Mixology Arena
Live performance dei migliori bartender milanesi con creazione di cocktail a base dei distillati presenti in fiera .
È già attiva la piattaforma ufficiale visit.bestwinestars.com, sviluppata per supportare la
gestione dell’evento e facilitare l’incontro tra espositori, buyer, media e operatori del
settore.
Attraverso la piattaforma è possibile accedere a tutte le informazioni utili per pianificare la
visita: dall’elenco completo degli espositori, con logo, storia aziendale e tipologia di
etichette, fino ai prodotti in degustazione e alla lista dei buyer accreditati.
La piattaforma rappresenta inoltre uno strumento operativo per il networking, grazie a
funzionalità dedicate alla gestione dell’agenda, alla messaggistica diretta tra operatori e
alla possibilità di fissare appuntamenti, rendendo più efficace l’incontro tra domanda e
offerta.
INFORMAZIONI PER LA VISITA
Palazzo del Ghiaccio – Milano
16 · 17 · maggio 2026 – 12:00 | 20:00
18 maggio 2026 – 10:00 | 18:00
L’accesso è aperto agli addetti al settore su accredito, mentre il pubblico può accedere
tramite acquisto del biglietto online.
Durante la manifestazione sarà inoltre possibile acquistare direttamente i prodotti in
degustazione, entrando in contatto con le aziende presenti.
Tutte le informazioni e la registrazione sono disponibili su:
https://visit.bestwinestars.com/it/
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Go Wine celebra i vitigni autoctoni del Piemonte

Domenica 24 maggio, dalle 11 alle 19  con oltre 90 cantine e 40 vitigni piemontesi

Go Wine presenta l’ottava edizione della Festa del Vino, dedicata ai vitigni autoctoni del Piemonte, in programma domenica 24 maggio prossimo nel centro storico di Alba. Si tratta di un evento di degustazione che rende omaggio alla grande ricchezza del vigneto piemontese, espressa attraverso i vitigni autoctoni raccontati e proposti in assaggio alla presenza diretta dei produttori. La manifestazione si svolgerà lungo l’intera giornata, dalle ore 11 alle ore 19, trasformando Alba in un grande percorso di degustazione dedicato alla biodiversità viticola piemontese.

La Festa del Vino nasce per valorizzare la ricchezza e la diversità del patrimonio ampelografico regionale, e dà vi è a varietà celebri e ad altre più rare che sono state recuperate e rilanciate nel corso degli anni. Si tratterà di un viaggio ideale attraverso 40 vitigni. Nel corso della giornata, saranno presentati 40 vitigni, da quelli più noti come il Nebbiolo, il Barbera, il Dolcetto, l’Arneis e il Timorasso, fino a varietà meno conosciute ma non meno affascinati come il Baratuciat, il Bianver, l’Uvalino, il Bequet, il Caricalasino, il Chatus, il Rossese bianco e molte altre.

Le Cantine incontreranno direttamente il pubblico presso i banchi d’assaggio che animeranno il centro storico albese. Altri vitigni e vini verranno presentati in speciali enoteche tematiche che completeranno il percorso di degustazione, che invita non solo a scoprire i vini, ma a scoprire le storie, la cultura del territorio e il lavoro dietro alle tante produzioni enoiche. Nel segno dell’incontro e del confronto, due enoteche tematiche racconteranno una realtà estera, i vini del Portogallo, e un grande vitigno autoctono italiano come il Vermentino. Il Portogallo è il Paese ospite di questa edizione e vanta una storia antica: è l’11esimo produttore di vini al mondo e regioni come Oporto e Douro rappresentano il 20% del totale della produzione nazionale. Le principali aree viticole del Paese sono rappresentate dal Nord del Vinho Verde, al Sud dell’Alentejo, la regione più grande. In un’enoteca esclusiva verranno presentati molti dei migliori vini portoghesi. Per quanto riguarda l’Italia, la scelta ricadrà su un vitigno tirrenico, il Vermentino. Il 90% di esso, in Italia, proviene dalla Liguria, dalla Toscana e dalla Sardegna. Alcune presenze si registrano in Umbria e nel Lazio. Vi sarà una selezione di etichette che racconterà la sua presenza in diverse regioni.

Sono previste alcune masterclass, che toccheranno alcuni temi quali la celebrazione della ricorrenza dei 60 anni dal riconoscimento delle prime DOC in Italia, ponendo attenzione sui vini del Portogallo, ospite dell’evento. Verrà anche rivolto un focus alla Nascetta del Comune di Navello, approfondendo le caratteristiche di questo originale bianco di Langa.

Info: Alba, centro storico – domenica 24 maggio, ore 11-19 – costi e modalità di partecipazione: pubblico 18 euro – soci 15 euro – acquisto online della degustazione prevede una riduzione del costo d’ingresso: pubblico 15 euro – soci Go Wine 13 euro – degustazione al banco d’assaggio: pubblico 18 euro – soci Go Wine 15 euro.

Mara Martellotta

Barolo 2022 con i produttori di La Morra

La costanza è l’ingrediente fondamentale del successo.
Di conseguenza, come di consueto tornano le nostre meravigliose degustazioni in compagnia dei produttori di La Morra!
La protagonista principale sarà la nuova annata, la 2022, immediata ed elegante, che ci sorprende con
Baroli freschi e di grande equilibrio!
Consistency is the key to success.
So, as always, our wonderful tastings are back,
in the company of our winemakers!
The star of the show will be the new vintage2022, early approachable and elegant, that surprises us with
fresh, beautifully balanced Barolos!
QUANDO / WHEN
5 sabati: 2, 9, 16, 23 e 30 maggio.
Per ogni sabato troverete circa 10 produttori che vi racconteranno tutti i segreti dell’annata 2022!
Ma non solo! I produttori porteranno anche altre annate per confrontarle con quella nuova. E’ un’occasione da non perdere!
5 Saturdays: 2nd, 9th, 16th, 23rd and 30th May.
Each Saturday, you will find 10 different winemakers who will be eager to share the secrets of their 2022 vintage with you!
And that’s not all…! The winemakers will also bring other vintages to compare with the new one. A unique opportunity not to be missed!
COME / HOW
Ci saranno due turni di degustazione per giornata:
primo turno al mattino dalle 11,00 alle ore 13,30 (ultimo ingresso ore 13) e il secondo turno al pomeriggio dalle 14,30 alle 17,30 (ultimo ingresso ore 17)
There will be two tasting rounds per day:
The first round, in the morning, from 11am until 1.30pm (last entry at 1pm) and the second round, in the afternoon, from 2.30pm until 5.30pm (last entry at 5pm).
Per ulteriori informazioni e prenotazioni, vi preghiamo di contattarci:
E-mail: info@cantinalamorra.com
Tel: 0173 509 204
Cel: 351 564 0078
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

A Vaie ritorna la Sagra del Canestrello

Un tempo sinonimo di festa e condivisione, il celebre biscotto della Valle di Susa torna protagonista assoluto nel Comune di Vaie, dove la parola festa aveva il profumo preciso della scorza di limone e del burro fuso sulla ghisa rovente. Il canestrello rappresenta una delizia dorata dalla trama reticolata, e non è un semplice dolce, ma rappresenta un rito collettivo, proprio perché nei tempi passati pochi possedevano la preziosa piastra di cottura, che veniva prestata di casa in casa, creando un legame indissolubile tra vicini. Si preparavano solo per le grandi occasioni, come San Pancrazio, e si custodivano nelle scatole di latta per farli durare il più a lungo possibile. Oggi quella magia rivive in un evento che trasforma Vaie in una vetrina d’eccellenza per l’intera Valle di Susa, con la 28esima Sagra del Canestrello.

L’edizione 2026 della Sagra non rappresenta solo un momento di festa, ma un tassello di una strategia di promozione turistica e culturale fondamentale. L’iniziativa è realizzata con il contributo di Città metropolitana di Torino nell’ambito del bando rivolto ai Comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti. Questo supporto istituzionale è volto a sostenere i progetti che, come quello di Vaie, sanno valorizzare le radici storiche per trasformarle in opportunità di sviluppo e d’identità per il territorio. Non mancherà neanche la mostra mercato dei prodotti tipici, che rappresenterà il clou della festa domenica 10 maggio, accompagnata dalla mostra di pittura “Vaiedipingi” e dalle visite al Museo della Preistoria. Durante la festa si susseguiranno numerosi appuntamenti con laboratori e concorsi, senza tralasciare quelli culturali con mostre d’arte, concerti della Filarmonica di Vaie e rievocazioni storiche.

Mara Martellotta

Melanzane grigliate in salsa verde, più di un antipasto

Un piatto facile, veloce e gustoso da abbinare alla carne o al pesce o come insolito antipasto. Melanzane grigliate e successivamente condite con una salsina profumata e stuzzicante.

Ingredienti

3 Melanzane
1 Spicchio d’aglio
1 Peperoncino
2 cucchiai di capperi
5 Pomodorini secchi
Prezzemolo, origano, sale, olio evo q.b.
8 foglioline di menta
1 Limone

Lavare e asciugare le melanzane. Tagliarle a fette non troppo sottili e grigliarle pochi minuti per parte. Preparare la salsina, tritare il prezzemolo con la menta, l’aglio, i capperi, l’origano, il sale, l’olio ed il succo del limone. Tagliare a listarelle sottili i pomodori secchi ed unire alla salsa. Spennellare le melanzane con la salsa e disporle a strati sul piatto di portata. Lasciare riposare in frigo 12 ore.
Servire a temperatura ambiente.

Paperita Patty

 

Nuova vita per lo storico bar Norman

Ha riaperto pochi giorni fa a Torino il Bar Norman, locale simbolo del centro cittadino rimasto chiuso per alcuni mesi in seguito a vicende legate alla precedente gestione.

Situato sotto i portici di via Pietro Micca, angolo piazza Solferino, il bar riparte oggi con nuovi gestori, con l’intento di ridare slancio all’attività conservandone il carattere storico ma introducendo anche elementi di novità nell’offerta.

Il Norman rappresenta da sempre molto più di un semplice caffè: è un luogo legato alla storia torinese e, secondo la tradizione, proprio qui nel 1906 venne fondato il Torino Football Club. Negli anni è diventato un punto di riferimento per incontri, pause e momenti di socialità.

Casa del Pingone: un indirizzo che rimette a fuoco Torino

 

Nel cuore più raccolto di Torino, a due passi dai grandi flussi ma lontano dal loro rumore, c’è un indirizzo che sembra parlare sottovoce — e proprio per questo si fa notare. Casa del Pingone non è solo un luogo, è una dichiarazione d’intenti.

Dal Made in Italy dell’accoglienza più autentica a una visione contemporanea dell’ospitalità, qui si entra in uno spazio che tiene insieme storia e presente senza forzature. L’edificio — tra i più antichi della città, già dimora di Emanuele Filiberto Pingone, in Via della Basilica al civico 3 — conserva tracce medievali e stratificazioni artistiche che attraversano i secoli, dagli affreschi del piano nobile fino agli angoli più raccolti della struttura. Ma non è nostalgia: è materia viva.

Ed è proprio qui  il luogo gastronomico che spetta alla Torino della ristorazione , non format buttati a caso. Qui si viene per mangiare, certo, ma anche per restare. Per trattenersi a lungo, tra una cena e un cocktail, in quell’atmosfera intellettuale che non ha bisogno di esibizioni, ma che sa farsi contemporanea. Un posto dove piace fare tardi e che rispetta l’identità culturale della Torino di oggi che racconta la Torino che fu. E ai torinesi piace così.

Sotto il disegno di Federico de Giuli — nome già noto nell’accoglienza turistica e nella ristorazione torinese — Casa del Pingone prende forma come spazio ibrido e coerente: boutique hotel di sei suite, ognuna arredata con modernariato scelto, ambienti per incontri e lavoro, e una suite all’ultimo piano che si apre tra torre medievale, terrazzo e vista sulla collina e sul Palazzo Reale.

Al piano terra, il bistrot lavora su una cucina essenziale, rigorosa, senza fronzoli. Il territorio è il punto di partenza, ma non il limite: tecnica, ricerca e una sensibilità sempre più orientata al vegetale costruiscono una proposta che non ha bisogno di sovrastrutture. Accanto, il laboratorio interno di panificazione e pasticceria scandisce i ritmi della giornata, dalle colazioni alle ultime portate. E poi la caffetteria, aperta fino a mezzanotte: espresso, estrazioni specialty, vermouth piemontesi e miscelati che tengono il passo della città — o forse lo anticipano.

Lo chef: un percorso senza scorciatoie

C’è una linea abbastanza chiara, nel percorso di Lorenzo Cherubini, 28 anni, braidese, torinese d’adozione da due. Ed è quella della sostanza.

A 16 anni muove i primi passi all’Osteria del Boccondivino, a Bra, uno dei luoghi simbolo della cultura gastronomica langarola e legato all’universo Slow Food. Poi tre anni all’Osteria Syslak, sempre a Bra: una cucina schietta, territoriale, dove si impara davvero a trattare la materia prima senza compromessi.

Il passaggio all’Osteria Arborina, a La Morra, ristorante stellato Michelin guidato da Andrea Ribaldone, lo porta dentro una cucina gastronomica strutturata, fatta di tecnica e organizzazione di brigata.

Il ritorno a Bra segna una deviazione interessante: il ristorante giapponese Tako, dove resta un anno e mezzo per confrontarsi con tecniche e sensibilità completamente diverse. Poi di nuovo Torino, al Ristorante Consorzio, indirizzo centrale per chi cerca una cucina piemontese contemporanea, costruita su materie prime eccellenti e una continua tensione tra tradizione e creatività.

Oggi l’approdo alla Casa del Pingone, dove Cherubini arriva come Executive Chef. Qui può mettere insieme tutto: rigore, ricerca, semplicità. Senza bisogno di dimostrare, ma con l’urgenza di fare bene.

I piatti: niente riletture, solo sostanza

Qui non siamo nel territorio rassicurante della “tradizione che si rinnova”. No, finalmente. Il punto non è rifare le ricette piemontesi, ma scomporle. Prendere gli ingredienti simbolo e rimetterli al centro.

Le cervella fritte, per esempio, vengono trattate con rispetto ma senza timore: alleggerite, accompagnate da ortaggi di stagione, costruite attorno a una materia prima che arriva da Porta Palazzo, a due passi. Una cucina che parte dal mercato, davvero.

Sugli agnolotti si vede la mano piemontese: precisa, battuta. Ma anche qui niente nostalgia. La presentazione è giocosa — sì, anche con la “schiumetta” — ma è sostanza: formaggi piemontesi lavorati con intelligenza, qualcosa che diverte senza diventare trucco.

E poi l’agnello, forse il terreno più personale. C’è conoscenza totale dell’animale, delle sue parti, e un approccio concreto all’antispreco: gli scarti diventano fondi, brodi, profondità. Tornano nel piatto, a sostenere e amplificare la carne.

È una cucina che lavora per sottrazione, ma con idee chiarissime. Silenziosa, precisa, necessaria. E in una Torino che a volte confonde novità con rumore, questa è già una presa di posizione.

Chiara Vannini

I "tumin al verd", un classico piemontese

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I tomini freschi di latte vaccino a pasta morbida, dal gusto leggermente acidulo, hanno origini antichissime e spiccano tra i tipici antipasti della cucina piemontese.

I classici – tumin al verd – preparati con ingredienti semplici come prezzemolo, acciughe, aglio e peperoncino ci permettono di preparare una ricetta particolarmente stuzzicante, perfetta per una cena autunnale da consumare con gli amici in allegria.

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Ingredienti

 

1 rotolo di tomini freschi

1 mazzetto di prezzemolo

1 spicchio di aglio

4 filetti di acciuga sott’olio

1 peperoncino piccante

1 tuorlo d’uovo sodo

1 pezzettino di pane secco

Sale, aceto bianco, olio evo q.b.   

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Per preparare il bagnetto verde, mettere a bagno il pezzetto di pane nell’aceto, lavare bene il prezzemolo, asciugarlo e tritarlo con la mezzaluna, aggiungere i filetti di acciuga, l’aglio, il peperoncino, il tuorlo ed il pane ben strizzato dall’acetoaggiustare di sale e aggiungere l’olio. Mescolare il tutto con cura e disporre sopra ai tomini precedentemente tagliati a fette. Servire a temperatura ambiente con un buon bicchiere di vino rosso piemontese.

Paperita Patty

Dolci pere caramellate

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Le pere caramellate hanno il sapore dei ricordi della nostra infanzia, ricordi di cose semplici e genuine. Le pere, aromatizzate da spezie e vino rosso delicatamente avvolte da un dolce e profumato sciroppo saranno un fine pasto all’insegna della bonta’e della dolcezza.

Ingredienti

6 pere Kaiser

200ml di vino rosso

100ml di acqua

100gr. di zucchero

1 stecca di cannella

2 chiodi di garofano

Scorza di limone

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Sistemare le pere ben lavate in una pentola stretta, in modo che rimangano in piedi, aggiungere il vino, lo zucchero, la scorza del limone e le spezie. Portare a bollore, lasciar sfumare il vino, aggiungere l’acqua e cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti, rigirando le pere di tanto in tanto. A cottura avvenuta, togliere le pere e lasciarle raffreddare, filtrare il liquido e farlo ridurre a sciroppo. Servire le pere nappate con lo sciroppo.

Paperita Patty