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Terra Madre: “Il cioccolato mi meraviglia”

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Svelati, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, le date e il tema generale di CioccolaTò 2027. Rinnovato anche il concept grafico elaborato, per la terza edizione consecutiva, dalla matita del graphic designer torinese Gianluca Cannizzo.

“Il cioccolato mi meraviglia”. Così recita la nuova identità grafica 2027 di CioccolaTò, che sarà svelata al grande pubblico nel corso di Terra Madre Salone del Gusto (24-27 settembre), presso lo stand della Camera di commercio di Torino in Piazza Carlo Alberto. Le date scelte per l’evento, 10-14 febbraio 2027, confermano la volontà di legare CioccolaTò al periodo di San Valentino, momento particolarmente significativo per il mercato e occasione ideale per valorizzare Torino quale capitale italiana del cioccolato. La firma della locandina, in continuità con le edizioni 2025 e 2026, è quella di Gianluca Cannizzo, artista torinese che evolve l’identità visiva del brand attraverso un nuovo studio cromatico e un inedito dinamismo nei movimenti del personaggio, mantenendo saldo il legame con la tradizione e l’immagine ormai iconica dell’evento. “Il cioccolato e gli abbracci condividono un potere unico, ti fanno star bene ed entrambi offrono benefici per la salute fisica e mentale – commenta Cannizzo – è San Valentino e, mentre il cuore batte per il cioccolato, possiamo soffermarci sugli abbracci”. Se da un lato sta prendendo forma l’identità della prossima edizione, al contempo CioccolaTò intende conservare e trasformare il lascito del 2026: i materiali degli allestimenti dismessi della passata manifestazione (banner, bandiere, ecc.) hanno trovato, infatti, nuova vita negli oggetti realizzati da Sciolla Company (shopper, porta pc, portapenne, porta-tessere, ecc.), messi in vendita durante Terra Madre Salone del Gusto presso l’Ufficio del Turismo di Piazza Castello. Proprio da Terra Madre Salone del Gusto arriverà anche un primo assaggio dei contenuti della prossima edizione. Il merchandise realizzato da Sciolla Company con i materiali dismessi dall’edizione 2026 di CioccolaTò Domenica 27 settembre alle ore 14, l’Agorà del Gusto dello stand della Camera di commercio ospiterà “Maestri al CioccolaTò”, un incontro con alcuni tra i cioccolatieri premiati Maestri del Gusto di Torino e provincia, chiamati a raccontare il proprio lavoro, i progetti e i prodotti di punta attraverso un momento di confronto e degustazione. Saranno presenti i Maestri La Perla, Davide Appendino, Guido Gobino, Cioccolato Poretti e Gelateria Via Mazzini; a chiudere la degustazione, un ottimo caffè offerto da Boutic Caffè. Le prenotazioni per l’evento sono aperte al link Maestri al CioccolaTò | Eventi | Turismo Torino e Provincia. Per la partecipazione agli appuntamenti è richiesto un piccolo contributo economico di 5€, destinato alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro di Candiolo (TO), a sostegno delle attività di ricerca. La scelta di ripartire dai Maestri del Gusto mette subito al centro l’anima produttiva di CioccolaTò. Fin dall’edizione 2025, che ha segnato l’avvio del nuovo corso della manifestazione, promossa e sostenuta da Camera di commercio di Torino e Città di Torino e organizzata da Turismo Torino e Provincia, CioccolaTò ha adottato un criterio preciso: negli spazi espositivi trovano posto coloro che il cioccolato e le specialità a esso collegate li producono direttamente, dai cioccolatieri ai pasticcieri, gelatieri, panettieri e liquorifici, escludendo chi svolge esclusivamente attività di rivendita. Una caratteristica che fa della piazza non soltanto una grande vetrina commerciale, ma il luogo in cui incontrare chi lavora ogni giorno sulla materia, sulle tecniche e sull’evoluzione del prodotto. Un’impostazione che sarà confermata anche nel 2027. Dal 10 al 14 febbraio tutte le esedre di Piazza Vittorio Veneto torneranno, quindi, ad ospitare l’area espositiva di CioccolaTò, cuore produttivo e commerciale della manifestazione, mentre un calendario di appuntamenti diffusi coinvolgerà nuovamente diversi luoghi della città, affiancando alla dimensione del mercato incontri, approfondimenti ed eventi dedicati alla cultura del cioccolato e al tema della Meraviglia in tutte le sue declinazioni.

Caffè Vergnano apre il primo Coffee Shop in Irlanda a Limerick

Caffè Vergnano, storica torrefazione italiana specializzata nella produzione di caffè, compie un nuovo passo nella strategia dello sviluppo internazionale aprendo il primo Coffee Shop in Irlanda, nella città di Limerick.
L’apertura si inserisce nel piano di espansione della rete di caffetterie annunciato lo scorso maggio, con dieci nuovi Coffee Shop tra Italia e estero entro la fine del 2026, oltre a interventi di restyling e ampliamento di locali già esistenti. Si tratta di una strategia che punta a consolidare il presidio sul territorio nazionale e , parallelamente, ad accrescere la presenza internazionale del format, penetrando in nuove aree geografiche e rafforzando il posizionamento del brand nei mercati esteri.
È  un modello che, in 25 anni, ha portato il brand in 203 locali complessivi, di cui 154 in Italia, 22 in Europa e 27 nel resto del mondo, con una presenza in ventidue Paesi e 120 città,  confermando la capacità del progetto di rendere riconoscibili qualità,  ospitalità  e italianità  in contesti diversi.
Il nuovo locale di Limerick nasce nel cuore della città come uno spazio dedicato all’esperienza della caffetteria italiana.
Il menu propone espresso a base caffè, le miscele caffè Vergnano e una offerta food pensata per accompagnare i vari momenti della giornata, all’interno di un ambiente accogliente e contemporaneo. Questa apertura rappresenta un nuovo tassello della collaborazione con Coca Coca HBC, partner strategico di Caffè Vergnano per la crescita internazionale del brand, attraverso il supporto di Coca Cola HBC Ireland and Northern Ireland, che mette a disposizione una forte conoscenza del mercato locale e la propria rete nel mondo dell’hospitality.

“Siamo molto soddisfatti per l’apertura di questo nuovo Coffee Shop 1882 a Limerick, che consente di far crescere la presenza di caffè Vergnano in Irlanda – ha dichiarato Carolina Vergnano, ad di Caffè Vergnano – Da oltre quattro generazioni la nostra famiglia si dedica a condividere nel mondo l’autentica cultura italiana del caffè, mantenendo la qualità, la passione e la maestria artigianale che definiscono il nostro brand. Il team irlandese condivide questi stessi valori e siamo orgogliosi di collaborare con loro per portare l’esperienza del caffe Vergnano agli appassionati”.
Le caffetterie Caffè  Vergnano rappresentano un prodotto di eccellenza capace di diffondere la cultura del caffè in Italia e nel mondo, attraverso un format che interpreta  l’autentica caffetteria all’Italiana come esperienza di marca. Non si tratta di semplici punti vendita, ma di luoghi personalizzati e esclusivi, in cui soluzioni di arredo e design di elevato standard si adattano alle caratteristiche della locazione e alle esigenze del cliente, creando spazi accoglienti che i consumatori possano percepire come una seconda casa.

Mara Martellotta

Il Mercato Centrale ospita la cena dei Cuochi dell’Alleanza

La festa di Terra Madre 2026

In occasione della sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari, Mercato Centrale Torino sarà un hub di riferimento per Terra Madre e i suoi delegati Slow Food all’interno di un teatro, Porta Palazzo, che in qualche modo rappresenta un luogo di naturale vocazione per l’idea di multiculturalità gastronomica e sociale che Terra Madre porta con sé nel mondo.
Sabato 26 settembre si terrà la grande festa di Terra Madre dal titolo “Dalla California all’Africa, un viaggio nella cultura del cibo”.
Saranno ospiti gli chef internazionali Patricio Wise e Oliver Ridgeway dell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food per un viaggio alla scoperta della California attraverso il cibo. Seguiranno percussioni, live musica, danze e performance per una grande festa di culture e condivisione.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca il laboratorio esperienziale promosso dalla Fondazione Merz intitolato “Operating a Cookbook”, in programma sabato 26 settembre dalle 10 alle 14.
Il workshop, gratuito, è con accredito obbligatorio a biglietteria@fondazionemerz.org, e prende spunto dal volume “How to cook in Palestine” del 1936 della World Zionist Women’s Organization affrontandolo non come semplice raccolta di ricette, ma come dispositivo e documento politico incompiuto. Il laboratorio sarà guidato dall’artista palestinese Shayma Hamad
Il momento culminante delle celebrazioni si terrà la serata di sabato 26 settembre dalle 19.30 a mezzanotte,  quando il piano terra del mercato accoglierà una cena speciale con i Cuochi dell’Alleanza Slow Food presso la Bottega il Ristorante.

La programmazione artistica è  curata in collaborazione con l’associazione Renken ETS, realtà torinese no profit attiva dal 2006 nella cooperazione internazionale  e nella promozione della cultura africana contemporanea.
Sul palco si alterneranno le performance di Nonsonopoetica alle 20, Ibsone Daone alle 21 e Tamra alle 22.
L’offerta della serata sarà  completata dal Pop-Up Drink curato da Distillerie Brillo, con una carta dei cocktail firmata da Michele Marzella e pensata per raccontare la biodiversità attraverso fioriture, rotte culturali e botaniche di eccellenza.
La serata, a ingresso gratuito, prevede un  accredito obbligatorio.

Mara Martellotta

Ceva si prepara ad accogliere la Mostra Internazionale del Fungo

Sabato 19 e domenica 20 settembre
Si terrà sabato 19 e domenica 20 settembre la 65ª edizione della Mostra Internazionale del Fungo di Ceva, che rappresenta il nuovo passaggio nella storia della manifestazione con un programma che affianca alla grande esposizione scientifica numerosi appuntamenti culturali, gastronomici e di promozione del territorio, alcuni dei quali già iniziati nei giorni scorsi. A sottolineare il valore della manifestazione è stato l’assessore regionale al Commercio, Agricoltura, Cibo, Turismo, Sport, Caccia e Pesca, Parchi, Paolo Bongioanni: “Ringrazio il sindaco Fabio Mottinelli e la sua Giunta per aver scelto la Sala Trasparenza della Regione Piemonte per presentare questa manifestazione. La Mostra del Fungo di Ceva rappresenta una filiera che unisce agricoltura, agroalimentare, cultura del cibo e turismo e che oggi ha raggiunto una dimensione internazionale. La scorsa settimana abbiamo visitato il Museo del Fungo di Ceva, una delle eccellenze nazionali, insieme al ministro Lollobrigida. Credo sia importante il percorso che questa città sta portando avanti. È quindi giusto che la Regione Piemonte abbia accompagnato la Mostra verso una dimensione internazionale. La Mostra è inoltre un evento che lega la produzione della terra alla grande gastronomia, e  il cibo è uno degli strumenti che ci apre le porte quando raccontiamo il Piemonte e il suo turismo, anche grazie ai nostri Maestri del Gusto, ai nostri cuochi, capaci di trasformare in modo sublime le produzioni del territorio. Sono sicuro che la Mostra avrà un risultato importante”.
Alla presentazione sono intervenuti anche Marco Gallo, assessore regionale alla Montagna, e Rocco Pulitanò, consigliere della Provincia di Cuneo con delega al Turismo. La conoscenza scientifica dei funghi rappresenta un ruolo affidato al Gruppo Micologico Cevano, tra le realtà più longeve d’Italia, che da decenni accompagna la Mostra.
“Grazie al lavori di tutti, e in particolare a quello dei miei predecessori, Ernesto Rebaudengo e Giovanni Scola, il Gruppo Micologico Cevano lavora per tutto l’anno, e siamo tra i gruppi micologici più longevi d’Italia, occupandoci anche della parte scientifica. Ringrazio l’amministrazione comunale per la vicinanza dimostrataci in questi mesi – ha commentato Giorgio Raviolo – nel centro storico di Ceva all’estremo l’esposizione micologica curata dai nostri soci volontari e da micologi provenienti da tutta Italia, Francia e Svizzera con circa un centinaio di funghi. Proseguiremo anche la tradizione del piatto celebrativo, nato da un’idea di Ernesto Rebaudengo e, dal 2000, promosso da Maurizio Galliano. Quest’anno è dedicato alla Rhodotus Palmatus, un fungo raro scelto per evidenziare il rispetto dell’ambiente e i cambiamenti climatici. Tra gli appuntamenti collaterali ci sarà anche un incontro con Niccolò Oppicelli, direttore scientifico della mostra che presenterà il mondo dei funghi a 360⁰”.
La parola  he meglio descrive questa edizione è “connessione”. Una connessione che parte dalla natura per approdare al territorio, alla cultura, alla gastronomia e al turismo.
“E Ceva, per la sua posizione naturale, è essa stessa un luogo di connessione – ha evidenziato l’assessore comunale alle manifestazioni Luca Prato – tra la montagna e il mare, tra la Langa e le Alpi. Vogliamo confermarci come anello di congiunzione. Gli eventi sono già cominciati con ‘Radici in tavola’, che ha coinvolto chef del territorio. Sabato 19 settembre, alle 10.30, con l’inaugurazione, raggiungeremo per la prima volta il cuore dell’evento e della mostra scientifica con il taglio del nastro presso il Duomo. Ceva sarà suddivisa in diverse aree con un programma che proseguirà fino a sera con un suggestivo concerto”.
Mara Martellotta

Banchi d’assaggio: Barbera e Nebbiolo a La Morra

Tornano i due eventi che danno il via alle degustazioni autunnali in Cantina Comunale!
The two events that kick off the fall tastings at the Cantina Comunale are back!
Due giornate dedicate a due dei vigneti principali delle nostre colline:
Barbera e Nebbiolo!
BARBERA – sabato 26 settembre
NEBBIOLO – sabato 4 ottobre
Two days dedicated to two of the main grape varieties grown on our hills:
Barbera and Nebbiolo!
BARBERA – Saturday 26 September
NEBBIOLO – Saturday 4 October
Ogni evento ha 2 turni:
Primo turno: dalle ore 11:00 alle ore 13:30
Secondo turno: dalle ore 14:30 alle ore 17:30
Each event has 2 tasting rounds:
First round: from 11 am until 1.30 pm
Second round: from 2.30 pm until 5.30 pm
INFO & PRENOTAZIONI:
INFO & RESERVATIONS:
T: +39 333 2060148 – +39 0173 209664
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN
Gandin luca
Mobile +39360305830

Terra Madre: “Convivium. Dal ferro al cibo”

In occasione di Terra Madre Salone del Gusto dal 24 al 27 settembre prossimi

Martedì 15 settembre alle 13, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, nell’atrio di Palazzo Lascaris si inaugura la mostra dal titolo “Convivium. Dal ferro al cibo”, in collaborazione con l’associazione Prometheus di Dronero, in provincia di Cuneo
L’esposizione è  composta da venti pannelli, uno per Regione, e presenta  i presidi di Slow Food e le eccellenze enogastronomiche del territorio, associandoli alle tecniche agricole tradizionali di coltivazione e, in particolare, alle zappe in ferro forgiato.

La mostra sarà esposta dal 24 al 29 settembre con ingresso gratuito e fruibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 accedendo a Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15 a Torino.

MM

Da Torino alla Distilleria Sibona: la storica azienda per la prima volta apre le porte al grande pubblico

Informazione promozionale

A Piobesi d’Alba, nel cuore del Roero, una delle distillerie storiche del Piemonte inaugura un nuovo calendario di visite guidate. Luigi Barbero racconta oltre un secolo di storia, il legame con Torino e con il territorio, e il progetto che porterà il pubblico tra alambicchi, botti e distillati.

Torino e le colline delle Langhe e Roero sono legate da sempre dalla cultura del vino e del buon bere: un rapporto fatto di tradizioni, prodotti del territorio e locali che ancora oggi raccontano l’identità enogastronomica piemontese.

È lungo questo ideale percorso che si incontra la Distilleria Sibona, che custodisce dagli inizi del Novecento una delle più antiche tradizioni della distillazione piemontese. Una realtà che conserva tuttora la vecchia Licenza di Distillazione numero 1 e i cui prodotti sono presenti anche a Torino, tra enoteche, ristoranti e insegne specializzate. Un legame con il capoluogo che passa anche attraverso uno dei simboli più riconoscibili della cultura piemontese dell’aperitivo: il Vermouth di Torino, che Sibona produce a partire dal Nebbiolo d’Alba.

Dal 26 settembre 2026, però, quel percorso potrà essere compiuto anche in direzione opposta: dalla città verso il luogo in cui questi distillati prendono forma.

La Distilleria Sibona inaugura infatti un nuovo programma di visite guidate, realizzato in collaborazione con Somewhere Tours&Events, tour operator torinese: un viaggio negli spazi produttivi, tra alambicchi e cantine di affinamento, che si conclude con una degustazione guidata delle eccellenze della casa.

Abbiamo incontrato Luigi Barbero, titolare insieme alla famiglia e amministratore della Distilleria Sibona, per ripercorrere la storia dell’azienda e capire cosa significhi oggi aprire al pubblico un luogo in cui la tradizione della distillazione continua a vivere ogni giorno.

Qual è il suo rapporto con la Distilleria Sibona?

«Sono titolare della distilleria insieme alla mia famiglia e ne sono anche amministratore. Dalla fine degli anni Novanta vivo la distilleria quotidianamente: posso dire che la respiro a pieni polmoni.»

Un legame personale e professionale che arriva però molto dopo la nascita di Sibona, le cui origini risalgono agli inizi del Novecento.

La storia della distilleria comincia molto prima, però.

«Sì. La Distilleria Sibona nasce all’inizio del Novecento e conserva la vecchia Licenza di Distillazione numero 1 del territorio. Fu fondata dalla famiglia Sibona, che la guidò fino alla metà degli anni Ottanta. Dopo la scomparsa di Domenico Sibona, ultimo esponente della famiglia direttamente coinvolto nella gestione, sua figlia — che viveva già a Milano — decise di non proseguire l’attività. Mio padre e mio zio, che in quel periodo possedevano già un’azienda vinicola, decisero senza indugi di acquisire la distilleria. Il passaggio di proprietà alla nostra famiglia avvenne intorno al 1986

Con il cambio di proprietà iniziò una nuova fase della storia di Sibona: la qualità delle grappe era già riconosciuta, ma l’azienda aveva ancora una distribuzione prevalentemente regionale.

Da dove è partito il vostro lavoro dopo l’acquisizione?

«Quando abbiamo preso in mano la distilleria abbiamo trovato prodotti già di ottimo livello qualitativo. Ciò che mancava, soprattutto, era una distribuzione più ampia. Abbiamo lavorato con grande passione, sia sulla creazione di nuovi prodotti sia sulla crescita commerciale, sviluppando parallelamente sempre di più l’invecchiamento della grappa. La Distilleria Sibona è stata infatti tra le prime a credere nell’affinamento della grappa, un percorso cresciuto gradualmente nel corso degli anni.»

L’espansione rese necessario anche un cambiamento logistico.

È in quel periodo che nasce l’attuale sede?

«Esatto. La vecchia distilleria si trovava nel centro del paese e, a un certo punto, non c’era più possibilità di ampliare gli spazi. Negli anni Novanta abbiamo quindi trasferito l’attività nell’attuale sede, sempre a Piobesi d’Alba ma in una zona più esterna, circondata dalle vigne.»

Oggi la produzione Sibona è molto più articolata rispetto agli inizi.

Quante tipologie di grappa producete attualmente?

«Considerando solo le grappe, abbiamo circa 25 tipologie diverse, tra differenti vitigni, affinamenti e invecchiamenti.»

Accanto alla grappa, nel corso degli anni la gamma si è ampliata con vermouth, amari, gin e whisky: prodotti diversi tra loro, ma accomunati dalla volontà di mantenere forte il legame con il Piemonte.

Sibona oggi è un marchio conosciuto anche fuori dall’Italia. Quanto pesa il mercato internazionale?

«Oggi poco più del 50 per cento delle vendite avviene in Italia, mentre la parte restante è destinata ai mercati esteri. Sul territorio nazionale lavoriamo attraverso agenti plurimandatari e siamo presenti soprattutto in enoteche, ristoranti e nel mondo Horeca, compresa la mixology. All’estero lavoriamo invece attraverso importatori presenti nei diversi Paesi.»

L’internazionalizzazione non ha allontanato l’azienda dalle proprie radici: al contrario, per Sibona portare una bottiglia fuori dall’Italia significa anche raccontare la cultura produttiva del Piemonte.

Quanto è importante per voi raccontare il territorio attraverso i vostri prodotti?

«È uno degli aspetti che ci ha spinto maggiormente nello sviluppo dell’azienda. Siamo nel territorio di Langhe e Roero, un’area riconosciuta a livello internazionale per la sua cultura vitivinicola, ed è per noi motivo di grande orgoglio poter viaggiare in altri Paesi e raccontare questa cultura attraverso ciò che produciamo. Tutti i nostri prodotti mantengono una matrice profondamente territoriale: le vinacce che utilizziamo per la grappa arrivano esclusivamente dalle Langhe e dal Roero, generalmente entro un raggio massimo di circa 25 chilometri dalla distilleria

Una filiera volutamente corta, dunque, che lega la grappa direttamente ai vigneti da cui proviene la materia prima.

Vale lo stesso principio anche per vermouth, gin e whisky?

«Assolutamente. Il nostro vermouth viene prodotto con il Nebbiolo d’Alba, uno dei vini simbolo della nostra zona. Il whisky viene distillato da noi, mentre la fermentazione è affidata a un birrificio della provincia di Cuneo. Anche per gin e whisky utilizziamo, per la riduzione della gradazione, un’acqua di provenienza piemontese: cerchiamo, insomma, di non allontanarci mai troppo dal nostro orto.»

Il riferimento al vermouth crea inevitabilmente un ponte con Torino: è nel capoluogo piemontese che questo vino aromatizzato ha costruito la propria identità storica, e ancora oggi il nome Vermouth di Torinoidentifica una delle espressioni più riconoscibili della cultura piemontese del bere. Nel caso di Sibona, le due anime del territorio si incontrano nello stesso prodotto: il Nebbiolo delle colline e una tradizione che porta Torino nel nome.

Quali sono i Paesi stranieri che apprezzano maggiormente la vostra grappa?

«Direi soprattutto Germania e Svizzera. La Germania è il mercato con i volumi complessivi più importanti, mentre la Svizzera è particolarmente significativa se si considera il consumo in rapporto al numero di abitanti. Sono Paesi geograficamente e culturalmente vicini a noi, dove esiste una forte conoscenza della grappa.

Lo vediamo anche dai turisti che arrivano in distilleria: molti provengono proprio da Germania e Svizzera, a cui si aggiungono numerosi visitatori dall’Austria.»

E Torino? Quanto è presente Sibona nel capoluogo piemontese?

«Torino per noi è una città importante: i nostri prodotti sono presenti in numerose enoteche e ristoranti, oltre che in alcune realtà molto conosciute. Naturalmente la presenza più forte resta nella nostra zona, ma Torino è vicina e rappresenta per noi un mercato significativo. Chi vuole conoscere o acquistare i nostri prodotti può trovarli facilmente anche in città.»

È un passaggio importante, soprattutto oggi che il rapporto tra città e territori circostanti si sta trasformando sempre più in un’esperienza diretta: non solo acquistare o degustare un prodotto piemontese a Torino, quindi, ma conoscere il luogo in cui nasce e le persone che lo realizzano. Ed è proprio qui che il nuovo progetto di visite acquista un significato particolare anche per il pubblico torinese.

L’autunno rappresenta un momento particolare per il vostro lavoro?

«È sicuramente il periodo più intenso. Il nostro è un lavoro che prosegue tutto l’anno, ma dalla fine di agosto o dall’inizio di settembre — a seconda dell’andamento della vendemmia — fino a Natale si concentra circa il 90 per cento della produzione. È anche il periodo in cui si registrano le vendite più importanti, soprattutto per la grappa: mesi impegnativi, ma anche ricchi di soddisfazioni.»

Visitare una distilleria proprio in questa stagione significa dunque entrare in un luogo nel pieno della propria attività, quando il calendario produttivo segue ancora quello della vendemmia e dell’arrivo delle vinacce.

Insieme a Somewhere avete organizzato un calendario di visite dedicate al pubblico. Come nasce questo progetto?

«Le visite esistevano già, ma erano più limitate e concentrate soprattutto durante la settimana. Per una distilleria non è semplice organizzare aperture regolari nel weekend: servono personale dedicato e un’organizzazione importante, soprattutto perché l’attività produttiva continua parallelamente. Grazie alla collaborazione con Somewhere, con cui ci siamo trovati subito in sintonia sia a livello umano sia nelle idee, abbiamo deciso di fare questo investimento e di aprire maggiormente la distilleria ai visitatori.»

La collaborazione con un operatore nato e radicato a Torino aggiunge così un ulteriore tassello al rapporto tra il capoluogo e il territorio di Langhe e Roero: accompagnare il pubblico fuori dalla città per scoprire direttamente luoghi, produzioni e tradizioni che fanno parte della stessa identità piemontese. Non si tratta, infatti, semplicemente di mostrare uno stabilimento produttivo.

Cosa vorreste che il visitatore portasse con sé dopo questa esperienza?

«Vorremmo che, riprendendo in mano una nostra bottiglia o un bicchiere di grappa, potesse dire: “Adesso so cosa c’è dietro”. Significa aver visto la distilleria, le botti, gli alambicchi, la distillazione, e soprattutto la passione delle persone che lavorano ogni giorno dietro quel prodotto. Quando poi si torna ad assaggiare quel bicchiere, lo si fa con un’attenzione diversa e, credo, anche con un’emozione diversa.»

Dentro la “cattedrale delle botti”

È probabilmente uno dei momenti più affascinanti del nuovo percorso di visita. Entrare alla Distilleria Sibona significa vedere da vicino gli ambienti in cui la grappa nasce, ma anche quelli in cui il tempo compie lentamente il proprio lavoro.

Uno dei passaggi più suggestivi è rappresentato dalle cantine di affinamento, una sorta di “cattedrale delle botti” in cui convivono barrique, tonneaux e botti che in precedenza hanno custodito Porto, Madeira, Sherry, Rum, Tennessee Whiskey e Sauternes. Legni differenti e diversi periodi di maturazione contribuiscono a costruire l’identità delle grappe e delle riserve Sibona.

Qui il ritmo rallenta inevitabilmente. Il profumo del legno, il silenzio delle cantine e le file di botti restituiscono una dimensione della distillazione che spesso resta invisibile al consumatore: quella dell’attesa. Dopo il lavoro dell’alambicco, è il tempo a diventare uno degli ingredienti fondamentali.

Da Torino alla distilleria, e poi di nuovo al bicchiere

L’esperienza organizzata con Somewhere accompagna i partecipanti attraverso gli ambienti della distilleria, mostrando le diverse fasi produttive e il lavoro quotidiano che precede l’imbottigliamento. Il percorso si conclude con una degustazione guidata delle eccellenze Sibona, dalle grappe monovitigno alle riserve, passando per gli amari e il Vermouth di Torino: un finale che permette di ritrovare nel bicchiere profumi e caratteristiche incontrati durante la visita.

La prima data in calendario è sabato 26 settembre 2026, con inizio e conclusione direttamente presso la Distilleria Sibona di Piobesi d’Alba.

Per il pubblico torinese può diventare anche l’occasione per compiere il percorso inverso rispetto a quello abituale: non incontrare semplicemente un distillato sullo scaffale di un’enoteca, sulla carta di un ristorante o al bancone di un cocktail bar, ma partire dalla città e raggiungere il luogo in cui quel prodotto viene realmente realizzato.

Perché prima della grappa ci sono la vendemmia e le vinacce. Poi vengono gli alambicchi, il rame, il legno e gli anni trascorsi nelle botti. E, soprattutto, ci sono le persone.

Tra Torino e il Roero, in fondo, il filo conduttore rimane lo stesso: una cultura piemontese del gusto capace di unire città e colline, tradizione e innovazione, produzione e racconto. Con l’apertura delle porte della Distilleria Sibona, quel filo oggi può essere seguito fino alla sua origine.

Piazza dei Mestieri a tutta birra con Bierfest Platz

Dal 18 al 20 settembre prossimo
Torna a Torino dal 18 al 20 settembre 2026, presso piazza dei Mestieri, in via Duranti 3, la Bierfest Platz. Giunta alla sua decima edizione, la manifestazione è stata ideata dal birrificio La Piazza per avvicinare il grande pubblico al mondo bracciolo nazionale, e la manifestazione avrà per protagoniste le birre artigianali in stile tedesco. Si tratta di una tre giorni di festa per una birra prodotta a regola d’arte secondo la creatività e l’estro di produttori artigianali contemporanei. Rappresenta un’occasione per trascorrere belle serate all’insegna del divertimento, in compagnia di birrifici provenienti, quest’anno, da tutto il territorio piemontese.
Riccardo Miscioscia, mastro birraio del birrificio La Piazza, ha coinvolto alcune delle aziende più rappresentative del panorama locale, come quelle provenienti da Giaveno, Borgomanero, Collegno, Rosta, Torino e Trecate. Come nelle scorse edizioni, oltre agli spazi di piazza dei Mestieri, dove saranno posizionati gli stand dei birrifici e della proposta food, si farà festa anche in strada, nell’area pedo alé di via Durandi, che diventerà non solo spazio di condivisione per il pubblico, ma anche palcoscenico di incontri e talk sul mondo della birra. La Bierfest Platz prendersi il via il 18 settembre, alle 18, con l’apertura degli impianti di spillatura e di una speciale botte a caduta: la nuova birra Wollo verrà presentata in anteprima nazionale e dedicata all’amico rifondatore della piazza dei Mestieri: Marco Andreoni, prematuramente scomparso 40 anni fa. L’apertura vedrà la presenza della vicepresidente Cristiana Poggio, che durante l’occasione racconterà l’origine di questa amicizia. A seguire, un incontro con alcuni mastri birraio invitati alla Bierfest Platì per presentare il progetto “Buona questa birra”, ideato per festeggiare i 30 anni dalla nascita del movimento moderno della birra artigianale in Italia. Il progetto ha unito decine di birrifici a livello nazionale nella produzione di una birra a ricetta unica e comune in stile “Italian Pils”. La prima giornata si concluderà con le note di dj Vale e le sue selezioni di reggae, black music e funky.
Sabato 19 si tornerà a far festa tra birra e buon cibo. Talk della giornata sarà “Italian Style”, moderato da Luca Giaccone, coautore del manuale delle birre di Slow Food, e vedrà protagonisti alcuni birrifici presenti. L’incontro verterà sulla storicità delle aziende, sulle loro produzioni e sulle possibili evoluzioni nell’immediato futuro del concetto di birra artigianale. Imperdibile, alle ore 19, la visita guidata al birrificio La Piazza, dove appassionati e curiosi potranno seguire il processo di produzione. L’evento è prenotarle su birrificiolapiazza.com. La serata sarà ravvivata dal dj Ludovic Gosmar, attivo con i suoi mix sulle console da più di 35 anni.
Domenica 20 settembre, dalle 12.30, sarà possibile continuare a godere delle birre selezionate, delle meravigliose pietanze proposte e dell’atmosfera magica del festival, accompagnata dalla creatività musicale di dj Grissino, che combinerà diversi stili in un viaggio che va dalla trip hop al jungle, attraversando funk e break beaz. Ad affiancare la ricca selezione birricola, sarà la proposta culinaria curata dallo chef e food manager Maurizio Camilli, e dallo chef Marco Santelli. Le birre si accompagneranno a piatti come il Piazza Burger, lo stinco alla birra, il pulled park, specialità siciliane come il panino alla Norma e i classici cannoli, realizzati dagli allievi del corso di cucina della sede di Catania di piazza dei Mestieri, e specialità spagnole come le croquetas, il pulpo e la galeg_a, le tortillas realizzate dagli allievi di un istituto scolastico di Madrid. Gli allievi del corso di conciatura allestiranno un corner insieme all’Attilio Barber Shop, in cui sarà offerto un servizio di barberia e servizio di acconciatura.
Per gli acquisti, la moneta utilizzata sarà il Platz, un gettone coniato per l’occasione dal valore nominale di 3 euro da richiedere alle casse.
Venerdì 18 settembre dalle 18 alle 24 – sabato 19 settembre dalle 16 alle 24 -domenica 20 settembre dalle 12.30 alle 24.
Mara Martellotta

FUN-GÒ, la prima mushroom soda prodotta in Italia

Per anni è stato un ingrediente conosciuto quasi esclusivamente dagli appassionati di cucina asiatica: oggi, lo shiitake è diventato uno dei protagonisti della gastronomia contemporanea. Sempre più presente nei menu degli chef, nei prodotti alimentari, nel mondo del benessere e nelle produzioni agricole italiane, questo fungo sta vivendo una crescita che riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui i consumatori si avvicinano alle novità: maggiore curiosità, ricerca di nuovi sapori, attenzione all’origine degli ingredienti e voglia di sperimentare.


Ora questo percorso compie un ulteriore passo.
 Dopo aver conquistato la ristorazione, gli integratori e i prodotti funzionali, lo shiitake entra infatti anche nel mondo del beverage grazie a FUN-GÒ, la prima mushroom soda prodotta in Italia: una bevanda analcolica, frizzante e leggera, costruita attorno a un ingrediente che, nel nostro Paese, non era mai finito in una lattina da bere fresca.

FUN-GÒ nasce in Piemonte e porta in lattina uno degli ingredienti più interessanti della gastronomia contemporanea, reinterpretandolo attraverso una ricetta che unisce shiitake coltivato localmente, zenzero e limone su una base fermentata, completata da un infuso di rosmarino piemontese.

A firmare il progetto è Fluffy Revolution, realtà che, in poco meno di due anni, ha costruito una delle community digitali più riconoscibili in Italia sui temi della salute, dell’alimentazione consapevole e della cultura plant-based, raggiungendo oltre 700.000 follower complessivi tra TikTok, Instagram e YouTube.

Non è semplicemente il lancio di una nuova bibita. È il segnale di un cambiamento più ampio che sta interessando il mercato internazionale del food & beverage, dove ingredienti fino a pochi anni fa confinati alla cucina stanno diventando protagonisti di nuove categorie di consumo.

Nato in Piemonte da una filiera interamente locale, FUN-GÒ si prepara ora a farsi conoscere in tutta Italia attraverso un tour nazionale in più tappe, che offrirà al pubblico e agli operatori del settore l’occasione di scoprire da vicino il progetto e provare la prima mushroom soda prodotta nel nostro Paese.

Il tour di lancio nazionale del prodotto prenderà il via a Roma in occasione del Roma Bar Show, in programma il 14 e 15 settembre 2026 al Roma Convention Center La Nuvola, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al mondo del beverage e della mixology.

La seconda tappa sarà Torino, dove FUN-GÒ sarà presente il 24 settembre 2026, nella giornata inaugurale di Terra Madre Salone del Gusto, la manifestazione internazionale organizzata da Slow Food e dedicata al futuro del cibo, alle filiere e ai prodotti legati ai territori.

Il viaggio proseguirà a Firenze, con un nuovo appuntamento di presentazione e degustazione in occasione di un evento organizzato in collaborazione con BioRitmo, progetto che esplora la connessione tra musica, natura e persone. La data e la sede dell’appuntamento saranno comunicate prossimamente.

In ogni tappa sarà possibile conoscere la storia di FUN-GÒ, approfondire il suo legame con il territorio e con le realtà che compongono la filiera piemontese e, soprattutto, assaggiare una bevanda nata per trasformare un ingrediente sorprendente in un’esperienza fresca, contemporanea e accessibile.

Il tour rappresenta così l’evoluzione naturale di un progetto profondamente piemontese nelle sue origini, ma pensato fin dall’inizio per parlare a un pubblico nazionale e interpretare una delle tendenze più interessanti del mercato internazionale del food & beverage.

Il debutto di FUN-GÒ arriva infatti in un momento in cui il mercato delle bevande analcoliche premium continua a crescere, trainato dalla ricerca di nuove esperienze di consumo, dall’interesse verso gli ingredienti naturali e da una maggiore attenzione per prodotti identitari e legati ai territori.

Con questo progetto, il Piemonte si candida a essere uno dei laboratori italiani della nuova food innovation, dimostrando come creatività, agricoltura locale e sperimentazione possano dare vita a prodotti capaci di dialogare con le grandi tendenze internazionali.


Una community che diventa prodotto

Con oltre 700.000 follower complessivi tra TikTok, Instagram e YouTube e un pubblico tra i più attivi e affezionati del panorama food italiano, Fluffy Revolution ha fatto dell’ironia, dell’empatia e dei personaggi animati il proprio linguaggio distintivo.

Un universo visivo e narrativo capace di rendere leggeri e accessibili temi come l’alimentazione consapevole, l’ambiente, la salute e la cultura plant-based.

Dopo aver costruito questa community, Fluffy Revolution realizza così il suo sogno nel cassetto: creare un prodotto tutto suo. FUN-GÒ nasce proprio da qui, dall’idea di portare la stessa energia della community dentro una lattina, trasformandola in un prodotto reale e sviluppandolo insieme a realtà piemontesi accomunate dalla voglia di sperimentare e costruire qualcosa di nuovo.

«Non volevamo creare semplicemente una nuova bibita», racconta il team di Fluffy Revolution. «L’idea era raccontare un modo diverso di guardare agli ingredienti, dimostrando che anche un fungo può diventare protagonista di un prodotto pop, capace di incuriosire e sorprendere.»

«Avevamo un sogno nel cassetto: realizzare un prodotto nostro, ma vero, non l’ennesima operazione di marketing. Fungaia, TIBI e R.A.M. si sono rivelati i partner perfetti. Il risultato è una bibita con i funghi — sì, avete letto bene — ma senza promesse da guru e senza fuffa: shiitake coltivato a pochi minuti da Torino, ingredienti dichiarati in modo trasparente e un gusto fresco ed estivo. Zero bull-shiitake.»

 

Una filiera interamente piemontese

Alla base di FUN-GÒ c’è una filiera locale che coinvolge giovani realtà imprenditoriali e la coltivazione dello shiitake sul territorio piemontese, con l’obiettivo di trasformare un ingrediente ancora poco esplorato nel beverage italiano in un’esperienza di gusto accessibile e contemporanea.

Lo shiitake utilizzato nella ricetta viene coltivato in Piemonte, all’interno della Fungaia di R.A.M. Radici a Moncalieri, a pochi minuti dal centro di Torino.

La bevanda è prodotta da TIBI, laboratorio specializzato in bevande fermentate con sede a Roletto, in provincia di Torino. TIBI ha inoltre collaborato allo sviluppo e alla messa a punto della ricetta, trasformando l’idea di FUN-GÒ in un prodotto pronto per il mercato e curandone l’intera produzione presso il proprio stabilimento.

A completare il progetto è R.A.M. Radici a Moncalieri, azienda agricola sociale che ospita la fungaia e fornisce anche il rosmarino piemontese impiegato nella bevanda.

Una collaborazione interamente piemontese, nata dall’incontro tra creatività digitale, agricoltura, coltivazione indoor e produzione artigianale di bevande fermentate. Una filiera corta, riconoscibile e, dettaglio non scontato per una bibita, persino visitabile.

Una mushroom soda pop, pulita e riconoscibile

FUN-GÒ si presenta come mushroom soda e smart drink, portando sul mercato italiano una nuova interpretazione delle bevande analcoliche contemporanee.

Il progetto intercetta l’interesse crescente verso il mondo dei funghi e verso le alternative analcoliche, ma sceglie di raccontarlo attraverso un linguaggio diverso da quello tradizionalmente utilizzato nel settore del benessere.
Dove il mercato tende a comunicare in modo serio, tecnico o spirituale, Fluffy Revolution sceglie un registro diretto, ironico e pop.

L’identità visiva di FUN-GÒ è fresca, moderna e immediatamente riconoscibile: dai personaggi animati che accompagnano il prodotto alla grafica delle lattine, progettate per essere iconiche tanto sullo scaffale quanto sui social.

Accanto all’estetica c’è la sostanza: una formulazione essenziale e dichiarata in modo trasparente, con shiitake, zenzero e limone su una base fermentata, completata da un tocco di rosmarino piemontese.