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Torna CioccolaTò. Torino capitale della filiera del cioccolato

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Torino si prepara a riabbracciare CioccolaTò, l’appuntamento che dal 13 al 17 febbraio 2026 trasformerà Piazza Vittorio Veneto nel centro nevralgico italiano della filiera del cioccolato.

 

Quest’anno l’evento compie un importante salto di qualità, evolvendosi in un vero e proprio hub strategico capace di far dialogare l’intero ecosistema produttivo con l’intrattenimento educativo per le nuove generazioni. La grande novità di questa edizione è la nascita dell’Area B2B, uno spazio esclusivo ospitato nei locali di Signorvino in Piazza Vittorio Veneto, nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 febbraio. Qui, tra la sessione mattutina (9:30 – 12:00) e quella pomeridiana (15:00 – 18:30), produttori d’eccellenza e buyer nazionali e internazionali potranno incontrarsi per stringere nuovi accordi commerciali. Più che una semplice area incontri, questo spazio è stato progettato per accogliere tutti i protagonisti che rendono grande il settore: dagli espositori di CioccolaTò agli sponsor, fino agli operatori individuati dalla Camera di commercio di Torino e dalle principali associazioni di categoria. Il networking coinvolgerà i decision-maker del settore Retail, inclusi buyer della GDO e del Normal Trade, e l’intero comparto HoReCa, dalle pasticcerie e bar caffetterie fino alle catene di ristorazione e al catering. Sarà, inoltre, punto di riferimento per l’artigianato industriale, la Food Industry e le realtà d’eccellenza nel Food Packaging e Food Equipment, specializzate nei macchinari per la lavorazione del cacao. Grazie alla piattaforma di business matching Bsquare, gli operatori potranno contare su un’agenda di appuntamenti ottimizzata, alternando i meeting a momenti di confronto tecnico nella Sala Convegni, dove si terranno conferenze e workshop dedicati ai nuovi trend, all’innovazione e alle principali tematiche della produzione, distribuzione e promozione del cioccolato. Questi momenti formativi si alterneranno a pause più informali nell’Area Relax e Ristoro, creando un equilibrio tra networking, aggiornamento professionale e convivialità.

Ad oggi, sono circa una cinquantina i professionisti registrati sulla piattaforma dedicata https://b2b.cioccola.to.it attraverso cui, nelle fasce orarie 9.30–12.00 e 15.00–18.30, è possibile prenotare un tavolo riservato per i meeting, organizzati in slot della durata di un’ora. Tra i professionisti già iscritti, produttori di cioccolato ed espositori di CioccolaTò, ma anche consulenti aziendali in ambito economico e legale, aziende agricole biologiche, birrifici e un oleificio. Una platea eterogenea per molteplici opportunità. L’impresa del cioccolato: qualche dato di filiera Al 30 settembre 2025, si contavano in Italia 755 imprese della produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie. In Piemonte erano presenti 106 imprese, il 14,0% del totale nazionale. A Torino e provincia 52, il 6,9% del totale nazionale. Allargando lo sguardo non solo alla produzione ma al commercio, il commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato e dolciumi a fine settembre 2025 erano presenti 1.929 imprese a livello nazionale, di cui 128 in Piemonte (il 6,6%) e 65 nella città metropolitana di Torino (il 3,4%). Il cioccolato nel mondo. Le esportazioni italiane di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie sono ammontate a 2,4 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2025, in crescita del 93,2% nei confronti dello stesso periodo del 2020; anche rispetto al periodo gennaio – settembre 2024 le vendite all’estero nazionali di cioccolata e altre preparazioni alimentari contenenti cacao crescono (+21,3%; 2,0 miliardi di euro). Le spese delle famiglie. Nel 2024 (ultimo dato disponibile), le famiglie italiane hanno speso in media 23 euro al mese per zucchero, prodotti dolciari e dessert (il 4,7% delle spese alimentari), di cui 6,85 euro nella sola categoria del cioccolato, cacao e prodotti alimentari a base di cacao. Il dato è in crescita rispetto al 2022, quando la spesa media famigliare complessiva per dolci e dessert era pari a 20,95 euro, di cui 6,19 per prodotti in cioccolato. Se si analizzano le spese per tipologia famigliare della macrocategoria zucchero, prodotti dolciari e dessert, nel 2024 sono le coppie con oltre tre figli a sostenere la spesa mensile più elevata (37,16 euro), seguite da quelle con due figli (36,05 euro) e un figlio (29,56 euro).

Al contrario, le persone sole over 65 anni sono le famiglie che spendono meno per la categoria (13,31 euro). Nella città di Torino, nel 2024 le 240 famiglie indagate nell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi della Camera di commercio di Torino, hanno speso 43 euro mensili in dolciumi (il 10,6% delle spese alimentari), dato in crescita di +1 euro rispetto al 2023. Il ritorno della Casa del cioccolato Dopo il grande successo dell’edizione 2025, che ha registrato il tutto esaurito per ciascuno degli appuntamenti che vi si sono svolti, ritorna anche quest’anno, nel cuore di Piazza Vittorio, lo spazio della Casa del cioccolato, che ospiterà tra il 13 e il 17 febbraio ben 30 appuntamenti totali tra degustazioni, show-cooking, incontri tematici e assaggi da ricordare. La ricca programmazione della Casa del cioccolato si divide infatti in quattro filoni tematici: Dialoghi – che interrogherà i grandi nomi della cioccolateria torinese e internazionale sul futuro del cioccolato, Assaggi – con degustazioni guidate dai grandi nomi della pasticceria locale, Incontri possibili – che introducono i partecipanti all’universo degli accostamenti più o meno inusuali del cioccolato, Show-cooking – con spettacoli da gustare a cura del circuito Mangebin.

Aperte inoltre le prenotazioni per l’intero palinsesto culturale di CioccolaTò con un centinaio di proposte, incontri, letture, laboratori per adulti e bambini, proiezioni al cinema, visite guidate e molto altro, tutto su https://www.cioccola.to.it/.

Pastificio Muzzarelli e La Perla di Torino presentano il Raviolo Dubai Style

In occasione dell’edizione 2026 della manifestazione Cioccolatò che si svolgerà dal 13 al 17 febbraio a Torino, due realtà familiari e di eccellenza nel panorama gastronomico torinese, il Pastificio Muzzarelli e la Perla di Torino collaborano per la creazione di un prodotto che esprime una tendenza gastronomica di grande successo, il Raviolo Dubai Style. Si tratta dell’incontro tra la tradizione italiana e la moda internazionale nata negli Emirati Arabi Uniti , che porta all’interno della pasta fresca firmata Muzzarelli le novità della stagione della cioccolateria a Perla di Torino, che lancia in questi giorni la sua linea Dubai Style.

Il Raviolo Dubay Style verrà presentato al pubblico in occasione di due show cooking dedicati aperti al pubblico, sabato 14 febbraio dalle 11 alle 12.30, in anteprima nel pastificio Muzzarelli, e domenica 15 febbraio, alle 16.45, a Casa Cioccolatò, in piazza Vittorio Veneto; è frutto della volontà di unire l’esperienza di due storiche aziende famigliari che rappresentano un’eccellenza nei rispettivi ambiti. Per costruire insieme una ricetta sfidante,che ha richiesto un impegnativo lavoro di realizzazione, si sono unite in un incrocio di competenze da un lato la famiglia Muzzarelli, con Cristina, Laura e Elena, che hanno messo in pratica gli insegnamenti di papà Achille, e dall’altro Filippo Novelli, Maître Chocolatier del laboratorio creato nel 1992 da Sergio Arzilli e oggi guidato insieme alla figlia Valentina. Il risultato è un raviolo realizzato con un impasto di farina e cacao, che racchiude al suo interno un ripieno di pregiati pistacchi, cioccolato e pasta Kadayif, l’ingrediente che ha reso così celebre il Dubai Chocolate e che, in questo caso, contribuisce a conferire al raviolo una concretezza unica e irresistibile. Il raviolo Dubai Style è simbolo di una tradizione gastronomica capace di guardare alla contemporaneità, e sarà disponibile presso il pastificio Muzzarelli in via San Secondo 69, a Torino, in limited edition per tutto il mese di febbraio, con la possibilità di prenotarlo allo 011 591360 o via email a info@pastificiobolognese.it, costo 50 euro al kg.

“Ci siamo impegnati a realizzare un prodotto di alta gamma, utilizzando solo materie prime d’eccellenza e lavorazioni artigianali – spiegano i rappresentanti delle due aziende – volevamo reinterpretare la cultura gastronomica del Dubai Chocolate restando fedeli alla nostra identità, mantenendo intatte le caratteristiche che hanno reso i nostri prodotti così apprezzati in tutto il mondo.

Mara Martellotta

Barolo a Palazzo Barolo

V edizione
il Re dei Vini torna a casa

 
Torino, Sabato 7 febbraio 2026: la storica dimora dei Marchesi di Barolo apre i suoi eleganti saloni al pubblico per un evento di degustazioni imperdibile nel cuore della città
produttori della Strada del Barolo
presenteranno personalmente il “Re dei Vini” in un’esclusiva degustazione negli eleganti saloni al Piano Nobile di Palazzo Barolo, che fu la residenza degli ultimi Marchesi di Barolo, Carlo Tancredi Falletti e Giulia Colbert, alla cui lungimiranza e modernità è dovuta gran parte della fama e della fortuna del vino Barolo.

Non è solo una degustazione, è un viaggio sensoriale:
  • Incontra i produttori: avrai l’opportunità di incontrare direttamente i vignaioli, che ti guideranno alla scoperta del Barolo nelle sue infinite sfaccettature, con la possibilità di assaggiare cru e annate differenti.
  • Assaggi di eccellenza: il Barolo sarà accompagnato da piccoli assaggi di prodotti agroalimentari, offerti dalle aziende associate alla Strada del Barolo.
  • Libertà di degustazione: un unico biglietto consente di assaggiare i vini di tutti i produttori presenti, senza limiti al numero di degustazioni.
  • Un ricordo esclusivo: ogni partecipante riceverà un calice in omaggio da portare a casa come ricordo della serata.
Leggi tutti i dettagli dell’evento: www.stradadelbarolo.it/eventi/il-barolo-a-palazzo-barolo-v-edizione
Esperienza Premium: i Salotti-Degustazione
 
Vuoi approfondire la storia e l’attualità del Barolo? Il Salotto-Degustazione è un momento esclusivo che precede ogni sessione e che ha come protagonisti i produttori della Strada del Barolo, che affrontano temi chiave e propongono in degustazione un vino particolarmente rappresentativo delle loro cantine, non presente nell’evento principale.
Ospite speciale: i salotti saranno condotti da Chiara Buratti, attrice sia per il teatro che per la tv e volto di vari programmi di Rai Cultura.
Dettagli dell’evento e orari
 
L’evento si terrà in due turni per garantire la migliore esperienza di degustazione:
PRIMO TURNO
  • 14.30-15.30: salotto-degustazione con Denise Marrone e Maurizio Rosso. In degustazione Barolo Docg Bussia 2017 Agricola Gian Piero Marrone e Barolo Docg Trecomuni Riserva 2016 Gigi Rosso
  • 15.30-18.00: degustazione “Il Barolo a Palazzo Barolo”
SECONDO TURNO
  • 18.00-19.00: salotto-degustazione con Sylla Sebaste e Marco Oberto. In degustazione Barolo Docg Riserva Ghè 2019 Mauro Sebaste e Barolo Docg 1961 2019 Ciabot Berton
  • 19.00-21.30: degustazione “Il Barolo a Palazzo Barolo”
Biglietti
  • Solo Evento: € 37,00 + commissioni in prevendita online / € 45,00 in loco (previa disponibilità)
  • Evento + Salotto€ 47,00 + commissioni in prevendita online / € 55,00 in loco (previa disponibilità)
Produttori di vino:
Agricola Gian Piero Marrone, La Morra (CN)
Amalia Cascina in Langa, Monforte d’Alba (CN)
Azienda Agricola Stra, Novello (CN)
Bel Colle, Verduno (CN)
Bosco Pierangelo, La Morra (CN)
Bric Cenciurio, Barolo (CN)
Ciabot Berton, La Morra (CN)
Costa di Bussia – Tenuta Arnulfo, Monforte d’Alba (CN)
Fratelli Savigliano, Diano d’Alba (CN)
10 Gigi Rosso, Castiglione Falletto (CN)
11 Giovanni Rosso, Serralunga d’Alba (CN)
12 L”Astemia, Barolo (CN)
13 Le Strette, Novello (CN)
14 Mauro Sebaste, Alba (CN)
Produttori agroalimentari:
Apicoltura Avìe, La Morra (CN)
Beppino Occelli, Farigliano (CN)
Cascina Buschea, Rodello (CN)
Ciabot del Cua, Bosia (CN)
Cioccolato Calcagno, Collegno (TO)
Fork in Travel, Acqui Terme (AL)
Golosalba, Diano d’Alba (CN)
L’evento è organizzato con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, con il supporto di Turismo Torino e Provincia e rientra nel programma di Vendemmia a Torino – Grapes in Town.
Per informazioni scrivere a comunicazione@stradadelbarolo.it.
Alla prossima.
LUCA GANDIN

Il Caffè Mulassano celebra i 100 anni del tramezzino

TORINO 1926 – 2026

Dai tramezzini stellati del centenario al ritratto di Angela, dal cibo come valore identitario al contest con i giovani dell’alberghiero, ecco alcune novità promosse dal Caffè Mulassano per celebrare il centenario.

  
Il Caffè Mulassano di Torino celebra i 100 anni del sandwich più famoso e copiato al mondo, creato nel 1926 da Angela Demichelis Nebiolo conosciuta come “La Signora del Mulassano”. Sotto i portici di Piazza Castello dal 1879, scrigno di bellezza e di storia, il Caffè Mulassano promuove una serie di iniziative culturali e gastronomiche per esaltare la bontà e la versatilità del tramezzino, un piccolo ma grande snack amato da tutti, che nei suoi cento anni è stato reinventato ovunque in mille gusti, farciture e preparazioni.

Nell’anno in cui si celebra l’anniversario il famoso locale torinese che per primo nella storia ha offerto il tramezzino dedica un tributo ad Angela Demichelis Nebiolo, pioniera dell’importazione del gusto e delle mode americane nel primo Novecento.

Angelina è una donna italiana straordinaria per il suo tempo, una figura femminile che sarebbe da inserire nella storia delle donne del Novecento per le sue iniziative e la sua personalità. A quindici anni parte per Detroit dove sposa Onorino Nebiolo e con lui condivide anni di gestione di ristoranti e locali negli Stati Uniti. È una delle prime donne in assoluto a prendere la patente e a guidare una macchina. Una donna caparbia e intraprendente che ha vissuto in pieno il periodo del proibizionismo negli States.

Nel 1926 Angelina, con Onorino e i suoi due figli, Felice e Gloria, rientra in Italia, uno dei pochi casi di emigrante al contrario, proprio negli anni in cui i flussi dall’Italia verso gli Stati Uniti erano notevoli. È un’italiana che torna da Detroit a Torino, un’imprenditrice del mondo che oggi chiamiamo food & beverage e che crea un modello nuovo di “fast food” mutuato dal “toast” americano, pure quest’ultimo importato dall’imprenditrice piemontese. Angela seppe stupire la città sabauda con quei “paninetti” che Gabriele D’Annunzio battezzò col nome di “tramezzini”.

La Signora del Mulassano capisce che il gusto dei torinesi, abituati ad una cucina raffinata e di buongusto, non può fermarsi al “toast”, pure molto apprezzato, anche perché il toast è realizzato con il pane riscaldato, e dunque limita l’utilizzo di molti ingredienti, così Angela, dietro al bancone dove i clienti erano abituati a vederla intuisce che lo stesso pane – un pane con una speciale maglia glutinica, lo stesso che si utilizza ancora oggi – può essere ancor più apprezzato se utilizzato per accompagnare svariate farciture, tra cui quei gusti tradizionali molto amati dai torinesi, come i celeberrimi tramezzini con la bagna cauda o il tartufo, tra i più apprezzati anche cento anni dopo.

Il tramezzino gourmandise, è un prodotto identitario del Caffè Mulassano, nasce come accompagnamento per l’aperitivo che a quel tempo era rappresentato dal Vermouth, altro prodotto identitario del Caffè Mulassano, tant’è che l’attività della ditta Mulassano comincia nella seconda metà dell’800 con l’apertura di una bottiglieria in via Nizza, e prosegue nel 1907 con l’apertura del Caffè sotto i portici di piazza Castello dov’è tutt’ora. Quest’anno, tra l’altro, ricorrono 240 anni dalla creazione del Vermouth, liquore che sta conoscendo una forte fase di rinascita, sempre più richiesto nel mondo della mixology ma anche liscio.

Il Caffè Mulassano, che fa parte dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia e dell’Associazione Caffè Storici di Torino e Piemonte, quale custode di questa bella storia promuove da aprile a settembre 2026 una serie di iniziative volte a raccontare, celebrare e reinventare il panino farcito per eccellenza.

Nasceranno in tre momenti diversi i tramezzini del centenario dedicati a quelle tre persone che ne hanno fatto la storia: “Angelina” in primis, omaggio alla sua creatrice, “D’Annunzio” dedicato al poeta che ne decretò il nome e “Nebiolo’s” dedicato a Onorino ma che vuole ricordare attraverso il genitivo sassone la loro vicenda d’oltreoceano con il locale “Nebiolo Cafè Dine e Dance” di Detroit, Nebiolo ricorda, inoltre, uno dei migliori vini piemontesi (pur con una b mancante).

Tre chef stellati si dedicheranno alla creazione di una farcitura speciale per questo importante anniversario, ognuno dedicando la propria creazione ad una singola figura. Le creazioni rappresenteranno l’essenza di quella “torinesità” e “piemontesità” che ha fatto da cornice a questa storia di gusto che, partendo da una cultura d’oltreoceano, ha raccontato come poche altre il genio della cultura alimentare italiana, oggi felicemente nominata Patrimonio Unesco. Le tre nuove creazioni saranno presentate al pubblico e alla stampa una al mese nei mesi di aprile, maggio e giugno 2026 al Caffè Mulassano alla presenza degli Chef che racconteranno la loro creazione per il centenario.

Oggi esiste solo una piccola targa che ricorda come nel 1926 Angela Demichelis Nebiolo inventò il tramezzino. Ma per il centenario uno dei più grandi ritrattisti italiani viventi realizzerà un ritratto di Angela che verrà collocato permanentemente all’interno del Caffè Mulassano accolto tra i suoi straordinari arredi storici. L’opera verrà svelata e presentata nel mese di giugno

A settembre lo scrittore e biografo di Angela, che ha raccolto tutta la storia de “La Signora del Mulassano” raccontandone vicende e aneddoti “tra whisky e tramezzini da Detroit a Torino”, incontrerà il pubblico per far conoscere ancor più e ricordare questa donna straordinaria.

In un compleanno come questo, dove si celebrano i cento anni di un prodotto che nella sua semplicità ha saputo conquistare il mondo, il Caffè Mulassano promuove un contest dedicato ai giovani dell’Istituto Alberghiero di Torino, che saranno coinvolti in una discussione creativa insieme ai loro Docenti sul valore del cibo come prodotto identitario e come spazio per la libera creatività. Anche i giovani si cimenteranno nella creazione di nuove farciture e nuove creazioni in una gara libera sul gusto torinese e piemontese tra passato e futuro. Questo appuntamento si svolgerà a settembre e chiuderà le iniziative del Caffè Mulassano per il centenario del tramezzino.

Mi ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini” esclamò un giorno D’Annunzio in visita al Mulassano. È quello che tutti i giorni clienti abituali e turisti da ogni parte del mondo ripetono seduti su quegli stessi tavolini dove, nel tempo, si fermavano Achille Mario Dogliotti, Luigi Spallanzani, Italo Cremona, Macario, Mario Soldati e Gianandrea Gavazzeni.

    

Coppa deliziosa alle fragole

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Fragole che passione!  Offriamo a fine pasto ai nostri ospiti questo scenografico dolce delizioso e di semplice realizzazione

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Dosi per 4 persone:

½ Kg.di fragole

1 Banana

4/5 biscotti savoiardi

2 bicchierini di limoncello

200 ml di panna da montare

Crema pasticcera

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Sul fondo di una coppa in vetro trasparente mettere i savoiardi spezzettati bagnati con 1 bicchierino di limoncello (allungato con un bicchierino di acqua). Preparare una crema pasticcera con 3 tuorli, ½ litro di latte, 1 bustina di vanillina, 20gr. di farina, 60 gr.di zucchero e 1 bicchierino di limoncello. Lasciar raffreddare.

Tagliare le fragole ben pulite e la banana a fettine. Iniziare a decorare la circonferenza della coppa con le fette di fragole, quando terminato mettere le restanti fragole nella coppa livellando la superficie e procedere nello stesso modo con la banana.

Montare la panna con un poco di zucchero a velo.

Stendere sullo strato di banane la crema pasticcera raffreddata e completare con uno strato di panna montata. Decorare a piacere.

PaperitaPatty

 

Paccheri al rustico ragù di coniglio

Il ragu’ di coniglio e’ un sugo rustico, gustoso e profumato perfetto per condire i paccheri. Un’idea fiziosa per riciclare in modo creativo gli avanzi di coniglio arrosto.

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Ingredienti

Avanzi di carne di coniglio arrosto

1 piccola cipolla

1 spicchio di aglio

1 carota

1 gambo di sedano

Polpa di pomodoro q.b.

Olio, sale q.b.

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Spolpare bene gli avanzi di coniglio, sminuzzare la carne con il coltello. In un tegame soffriggere con due cucchiai di olio la cipolla, l’aglio, la carota ed il sedano tritati,  unire la carne di coniglio con l’eventuale sugo avanzato e lasciar cuocere a fuoco basso. Aggiungere la polpa di pomodoro, aggiustare di sale e lasciar cuocere per trenta minuti. Cuocere i paccheri, scolarli al dente e farli insaporire bene nel ragu’ di coniglio. Servire cosparsi di abbondante parmigiano grattugiato.

Paperita Patty

Torino tra birra, storia e cultura. Il febbraio artigiano del birrificio Metzger

Torino si scopre camminando, ascoltando e degustando e a febbraio lo fa attraverso le esperienze firmate birrificio Metzger, che prosegue con il suo calendario di eventi capaci di intrecciare storia urbana, artigianalità brassicola e convivialità.
Dopo la riapertura dello storico birrificio torinese di via Catania 37, nel cuore di borgo Rossini, Metzger si conferma protagonista di una nuova stagione culturale torinese, dove la birra diventa strumento di relazione e di narrazione. Due gli appuntamenti di febbraio organizzati dal birrificio Metzger.
Si comincia sabato 7 febbraio dalle 15 alle 17.30, con il Walking Tour dal titolo “ Dall’Art Nouveau alla birra di Torino”, una passeggiata guidata tra le architetture liberty e le memorie industriali di borgo Rossini, capace di condurre i partecipanti in un viaggio lungo un secolo di trasformazioni urbane. Il percorso si conclude nel birrificio, con visita e degustazione, per un’esperienza da assaporare, passo dopo passo.

Si continua poi domenica 22 febbraio prossimo con la Metzger Experience, visita guidata alla scoperta della produzione della birra. Si tratta di un’immersione completa nel mondo Metzger, con welcome beer, visita agli spazi produttivi, degustazione guidata e laboratorio sensoriale insieme ai birrai. Un appuntamento pensato per chi desidera comprendere da vicino il valore dell’artigianalità, le tecniche produttive e il linguaggio del gusto.
L’esperienza si ripeterà ogni quarta domenica del mese, mentre i walking tour proseguiranno ogni secondo sabato del mese fino a giugno.

Mara Martellotta

“Degustare è scoprire”, arriva il Salone del Vino

Al via (quasi) la IV Edizione del più importante evento dedicato al vino piemontese, ospitato alle “OGR” di Torino

Dal 28 febbraio al 2 marzo

Sotto il segno del tema “Degustare è scoprire” (“perché ogni nuovo vino apre un orizzonte, impone di scegliere un nuovo punto di vista e modifica la propria mappa del gusto”), s’avvia ad aprire i battenti la IV Edizione del “Salone del Vino” – la più grande “cantina aperta” del Piemonte – ospitata, da sabato 28 febbraio a lunedì 2 marzo, negli spazi delle “OGR” di corso Castelfidardo 22, a Torino. Due giornate, sabato e domenica, dedicate al grande pubblico dei “Wine Lovers” e la giornata di lunedì 2 marzo interamente riservata agli “operatori professionali” del settore (2mila gli ospiti previsti)  e animata da “buyer internazionali” provenienti da SveziaDanimarcaPassi BassiRegno Unito e Repubblica Ceca.

Organizzato dalla torinese “KLUG APS” (con il patrocinio e il sostegno di “Città di Torino”, “Camera di commercio” torinese, “Unioncamere Piemonte”, “Turismo Torino e Provincia”, “Regione Piemonte”, “Città Metropolitana” e il sostegno di “Fondazione CRT”, “Amiat”, “Gruppo Iren” e “GTT”), il “Salone” anche quest’anno anticiperà i suoi appuntamenti ufficiali con un articolato “palinsesto di avvicinamento” che accompagnerà il pubblico per tutto il mese di febbraio, con oltre 50 eventi tra cene, degustazioni e appuntamenti diffusi sul territorio a Torino e in Piemonte, culminando nella settimana del Salone. La cui “mission” rimane sempre la stessa: raccontare il  Piemonte come “sistema culturale” del vino, fatto di paesaggi, persone, lavoro, storie, ricerca e innovazione, cercando di comprendere le trasformazioni in atto e valorizzando le nuove generazioni in cantina e i giovani consumatori.

In proposito sottolinea Patrizio Anisio, direttore del “Salone”: “Raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte è un percorso di crescita culturale unico: ad ogni edizione scopriamo nuovi vini, tradizioni che vengono rinnovate, nuove cantine giovani e dinamiche, ma soprattutto vediamo come il pubblico è sempre alla ricerca di ‘esperienze immersive’, con una curiosità vivace, fluida e sempre più attenta alla sostenibilità”. E al direttore, fa eco Domenico Carretta, assessore ai “Grandi Eventi e Turismo” della “Città di Torino”: “Il ‘Salone del Vino’ è una manifestazione che rappresenta la Torino che vogliamo: una città capace di valorizzare le proprie radici, ma con lo sguardo rivolto al futuro, all’innovazione e soprattutto ai giovani. Il coinvolgimento delle cantine ‘First Generation’ e l’attenzione alla sostenibilità dimostrano che il mondo del vino piemontese è più vivo e dinamico che mai”.

Del resto, le cifre parlano chiaro: oltre 500 sono le cantine coinvolte e più di 50 le “masterclass” gratuite organizzate insieme a un ricco programma di “talk”, senza contare le oltre 30 collaborazioni con gli “enti di promozione”. In particolare,  un “focus speciale” sarà dedicato alle cantine di “First Generation”, anche fuori Piemonte: “giovani realtà che stanno riscrivendo il racconto del vino, portando con sé nuove visioni di viticoltura e sostenibilità”. Cui deve andare la massima attenzione, da riservare pur anche alle altre importanti novità cavalcate dal “Salone 2026”: dalla nuova “area food” realizzata in collaborazione con i “Maestri del Gusto di Torino e Provincia” ai 10 talk di approfondimento sostenuti dalla “piattaforma DISSAPORE” che unisce giornalismo tradizionale con quello digitale fino al rafforzamento di “Aspettando il Salone del Vino”, che per tutto il mese di febbraio, con ogni sera un evento, trasformerà Torino, in un grande palcoscenico diffuso, con cene tematiche, degustazioni e appuntamenti speciali che vedranno protagoniste cantine e consorzi, accompagnando il pubblico verso il cuore della manifestazione. Tra i vari appuntamenti, non  mancherà anche quest’anno l’appuntamento con la “Notte Rossa Barbera”, progetto ideato e organizzato dall’“Associazione F.E.A”, in programma venerdì 20 febbraio. Un’occasione per vivere, in chiave pop e moderna, la piola piemontese e la tradizione della “merenda sinoira” tra buon vino, nuove leve della musica italiana e atmosfere d’altri tempi. La nuova edizione del “Salone” – doveroso ricordarlo – si racconta anche attraverso una nuova veste grafica, ideata e disegnata dall’illustratore torinese Jacopo Rosati, che  racconta tutta la filiera vitivinicola con il suo tratto chiaro e nitido, “in un immaginario, fluido e complesso, che racconta ed interroga il mondo del vino”.

Da non dimenticare anche la volontà di consolidare, in questa IV Edizione, le “collaborazioni scolastiche” per coinvolgere giovani studenti nel progetto del Salone del vino, con l’“ITS Academy Turismo Piemonte”, l’Istituto Professionale Statale “G. Colombatto” e l’ITS “Academy Agroalimentare Piemonte”. Grazie al “Dipartimento Integrato Dipendenze” dell’“ASL Città di Torino” ci sarà, poi, uno spazio dedicato di promozione della salute dove il pubblico verrà informato e portato a riflettere sul consumo consapevole di alcol.

Per info più dettagliate sul programma: www.salonedelvinotorino.it

g.m.

Nelle foto: Conferenza Stampa, Patrizio Anisio e Domenico Carretta (Ph. Andrea Borio); Salone del Vino 2025 (Ph. Marzia Benigna); La Mole Antonelliana e il Salone del Vino 2025; Notte Rossa – Barbera 2025

Spesa consapevole da Borello Supermercati

Informazione promozionale

I CONSIGLI DI BORELLO SUPERMERCATI

Quando fai la spesa, pensa già a come userai gli ingredienti nei giorni successivi.
Un solo prodotto può diventare più piatti, senza complicarsi la vita!  È anche così che nasce una spesa più consapevole e una cucina più serena.

Torino Capitale del Vermouth con la terza edizione del Salone 

Il simbolo dell’aperitivo italiano nel mondo protagonista di un lungo weekend di Salone e di una settimana di eventi a Torino, tra contemporaneità e storia 22 febbraio al Museo del Risorgimento

Il 2026 non è un anno come gli altri per la cultura del bere bene: segna infatti in calendario il 240° Anniversario della nascita ufficiale del Vermouth, nato all’ombra dei portici torinesi nel 1786. Per onorare questa eredità leggendaria, Torino torna a essere il palcoscenico nazionale e internazionale della terza edizione de Il Salone del Vermouth, in programma da sabato 21 a domenica 22 febbraio 2026, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

Un’edizione, quella del 2026, pensata come un grande contenitore esperienziale e culturale capace di restituire una visione contemporanea oltrechè storica, di un prodotto simbolo di identità e innovazione. Il Salone non sarà solo una vetrina, ma una celebrazione corale che vedrà la partecipazione di oltre 30 produttori, dando vita a un dialogo unico tra i grandi nomi di fama internazionale, eccellenze storiche del territorio e giovani produttori emergenti che stanno portando nuova linfa e creatività alla categoria.

Il fulcro della manifestazione sarà il Salone del Vermouth nelle giornate del 21 e 22 febbraio 2026, ospitato al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, che accoglierà produttori, operatori del settore e pubblico per dare vita a un articolato palinsesto di incontri, degustazioni e momenti di approfondimento.

Il Salone si distingue inoltre per essere l’unico evento italiano e internazionale interamente dedicato al Vermouth a prevedere anche una giornata B2B esclusiva: alle due giornate aperte al pubblico si affiancherà infatti lunedì 23 febbraio, una mezza giornata riservata al trade, pensata come momento di incontro, networking e confronto tra produttori, buyer, distributori e operatori del settore.

Accanto alle giornate principali, il Salone del Vermouth si estenderà all’intera città con il Fuorisalone, in programma dal 16 al 22 febbraio 2026, una settimana di eventi diffusi che animeranno Torino attraverso degustazioni, incontri culturali, guest shift, presentazioni editoriali e menu dedicati. Cocktail bar, ristoranti, bistrot, caffè storici e spazi culturali saranno coinvolti in un racconto urbano che rafforza il legame profondo tra il Vermouth e la città in cui è nato.