ECONOMIA- Pagina 6

Tassazione delle banche? Parliamone

Di Gianluigi De Marchi *

Sissignori, sono d’accordo, totalmente d’accordo!

Sono d’accordo sulla opportunità di tassare le banche; ma non nella maniera soft e probabilmente inutile come progettato nella bozza di legge di bilancio, ma sul serio, e vi spiego perché.

Le banche, come tutte le aziende, sono soggette alla normale tassazione sugli utili di bilancio: attualmente pagano l’IRES (ex IRPEG), imposta sul reddito delle società, con un’aliquota del 24%. In totale il sistema bancario ha versato al Tesoro circa 7 miliardi di euro di imposte.

Ma – e qui emerge un primo punto critico- tre gruppi bancari (Monte Paschi, Unicredit e Banca Popolare Emilia Romagna) non hanno pagato un centesimo sfruttando benefici ed agevolazioni speciali.

Da cosa derivano gli utili delle banche?

Due sono le fonti principali: lo scarto fra il costo della raccolta ed il ricavo dai finanziamenti erogati (la cosiddetta “forbice dei tassi”), e l’incasso di provvigioni sui servizi (intermediazione in titoli, vendita di polizze assicurative, negoziazione valute, ecc.).

Mentre sulle secondo non ho nulla da ridire, trattandosi del compenso per un’attività di consulenza (ad esempio per investire i risparmi in BTP, ETF, fondi o altro), sulla prima nutro dubbi sotto il profilo dell’etica e della logica.

Ricordo che l’attività bancaria è costituita principalmente dalla raccolta di risparmi da parte dei depositanti e dall’erogazione di prestiti ad imprese e famiglie (scoperto di conto, anticipazione su crediti, mutui, ecc.).

Poiché il denaro ha un costo, sui depositi viene corrisposto un interesse, così come viene prelevato un interesse sulle somme prestate. Da una parte un costo, dall’altra un ricavo.

Come in tutte le aziende, ma…

Ma mentre un’azienda produttiva sostiene un costo per creare valore (ad esempio una fabbrica di mobili compra il legno e lo trasforma in un mobile), una banca sostiene un costo per trasferire un valore senza creare nulla. Prende i soldi di Rossi, Bianchi e Verdi per prestarli al mobilificio Rebaudengo & C.

Per secoli è stato così, fino allo scoppio della pandemia del Covid. In quel periodo, per sostenere l’economia, le autorità monetarie hanno azzerato i tassi d’interesse, applicando addirittura tassi negativi pur di mantenere attivo il sistema produttivo; ovviamente le banche hanno azzerato la remunerazione dei depositi. Ma appena finita la pandemia, il costo del denaro è risalito su livelli fisiologici, ma le banche hanno applicato tassi “strabici”: hanno aumentato i tassi attivi (applicati sui finanziamenti), dimenticandosi di aumentare anche quelli passivi (applicati ai depositi).

Una situazione anomala e moralmente inaccettabile: se il tasso di riferimento delle banche centrali indica il “costo base” del denaro, è logico ed etico che la traslazione degli aumenti avvenga sia nel campo dei tassi attivi che in quello dei tassi passivi. Magari non con la stessa entità numerica, ma comunque con lo stesso trend.

Invece cosa è successo?

Nel 2019 la differenza fra tassi attivi e passivi (Ila cosiddetta “forbice” che fa guadagnare le banche) è stata apri all’1,25%, è poi cresciuta fino al 4% nel 2024 per poi calare di poco nel 2025.

Ecco perché gli utili bancari sono schizzati alle stelle, a tutto vantaggio di due categorie: gli azionisti (che hanno beneficiato di corposi dividendi) ed i dirigenti (che si sono spartiti premi faraonici), senza nessun merito particolare, ma beneficiando di una vera e propria “rendita di posizione”. Le cifre parlano chiaro: nel 2022 il sistema bancario ha guadagnato 25,5 miliardi di euro, nel 2023 quasi 41.000 e nel 2024 ben 46.466 euro! In un triennio 112.710 euro sono affluiti nelle casse degli istituti di credito!

Il governo ha ipotizzato una blanda forma di tassazione che, secondo i calcoli degli uffici tecnici, dovrebbe produrre 5 miliardi; ma come sempre l’importo reale sarà ben inferiore se non addirittura nulla, date le fortissime resistenze già emerse all’interno dello stesso governo.

A questo punto mi permetto di avanzare una proposta sicuramente provocatoria ma altrettanto sicuramente non del tutto fuori luogo: introdurre un’imposta sulla “forbice” che colpisca, in maniera crescente, il divario tra tassi attivi e tassi passivi.

Prendiamo ad esempio il bilancio di una delle maggiori banche italiane: nel 2024 ha evidenziato interessi netti per 15,7 miliardi di euro, con un utile di quasi 9 miliardi. Tassando al 10% gli interessi netti, lo Stato incasserebbe 1,6 miliardi e l’utile scenderebbe a7,4 miliardi, senza creare veri sacrifici al pingue bilancio. Se la banca fosse più generosa con i depositanti e meno esosa con i finanziati, potrebbe conseguire magari “solo” 12 miliardi di interessi netti e, ipotizzando un’aliquota ridotta del 6% che premia la “generosità!” verso i clienti, pagherebbe 700 milioni d’imposta con un utile di 8,3 miliardi.

Capito il meccanismo?

Se i banchieri vogliono pagare meno tasse, hanno una strada facile da percorrere: pagare il giusto sui depositi e pretendere il giusto sui finanziamenti, ottenendo due importanti risultati: un risparmio sulle odiate imposte e la riconoscenza di milioni di clienti.

Utopia? Parliamone!

·        Giornalista e scrittore

·        demarketing2008@libero.it

Il legno locale: convegno a Bardonecchia

 

A Bardonecchia amministratori, tecnici, professionisti e realtà del territorio si confrontano su
prospettive e sviluppo della filiera del legno locale.

Si intitola “Il legno locale: la filiera corta come motore di sviluppo”, il convegno in programma il
prossimo 10 novembre, alle 15, al Palazzo delle Feste di Bardonecchia, per fare il punto su
quella che è certamente una realtà importante del territorio, un settore in crescita che, se
giustamente valorizzato, può essere ancora di più volano di occupazione e sviluppo.
L’appuntamento, organizzato dall’Amministrazione Comunale, dopo il saluto delle Autorità,
proseguirà con gli interventi di Marco Bussone, presidente Uncem, di Mauro Carena, presidente
dell’Unione montana Alta Valle Susa, Mauro Meneguzzi, presidente Unione Montana Comuni
Olimpici Via Lattea, Pacifico Banchieri, presidente Unione Montana Valle di Susa, Danilo
Breusa, presidente dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca e Patrizia Giachero,
presidente Gal Escartons.
Seguirà un confronto dei rappresentanti di enti ed ordini professionali con gli interventi del
direttore del Parco Alpi Cozie Luca Marello, di Federico Morra Di Cella del Consorzio Forestale
Alta Valle di Susa e di Paolo Terzolo, componente Commissione Dipartimentale Foreste del
Consiglio Nazionale oltre alle ‘voci’ degli Ordini di Architetti, Ingegneri, Geometri ed Agronomi
Forestali.
Interverranno, inoltre, per parlare di “Esperienze sul territorio e casi pratici”, alcuni
rappresentanti di aziende e studi di architettura.
Le conclusioni saranno fatte da Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana,
intervistato dalla giornalista Maria Chiara Voci su “Cambiamento climatico, transizione ecologica
e uso del legno locale”.

“Questo convegno – sottolinea il sindaco di Bardonecchia Chiara Rossetti – ha l’obiettivo di
promuovere un dialogo tra istituzioni, imprese, tecnici, rappresentanti delle diverse realtà
territoriali su un tema, quello del legno locale, risorsa per il territorio, elemento importante per lo
sviluppo sostenibile ed allo stesso tempo simbolo di identità territoriale e culturale”.

 

Le montagne piemontesi scaldano il futuro: via libera a 30 impianti a biomassa

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La Regione Piemonte accelera sulla strada della sostenibilità investendo 5 milioni di euro per cofinanziare 30 nuovi impianti termici a biomassa. Gli impianti, alimentati con legno proveniente dai boschi locali, rappresentano un passo concreto verso una gestione forestale attiva e sostenibile, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e la creazione di nuova occupazione stabile nella filiera bosco-energia.

Il bando, finanziato attraverso il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), ha riscosso un grande successo: 58 domande presentate per un totale di oltre 15 milioni di investimenti. Un segnale forte della voglia di innovare e scommettere su un modello energetico più vicino ai territori.

Grande attenzione è stata posta agli aspetti ambientali: qualità dell’aria, utilizzo di filiera corta, valorizzazione del legno locale, riduzione delle emissioni e miglioramento dell’efficienza energetica di edifici pubblici e imprese.

«L’interesse straordinario raccolto dal bando dimostra che il Piemonte è pronto a fare della sostenibilità un motore di crescita» – sottolinea Marco Gallo, assessore regionale allo Sviluppo e promozione della Montagna e Tutela delle aree protette.
«Investire nella filiera bosco-energia significa coniugare tutela ambientale, innovazione e sviluppo locale. Gli impianti renderanno più autonome le nostre comunità, valorizzando le risorse legnose e prevenendo il dissesto idrogeologico. È un investimento nel futuro delle nostre vallate e in un modello energetico che nasce dai territori».

Tra i beneficiari figurano enti pubblici (10), imprese (13), privati cittadini (6) e un soggetto del terzo settore.
La provincia di Torino guida la classifica con 17 progetti finanziati per oltre 3,1 milioni di euro, seguita da Cuneo (8 progetti per 863 mila euro). Iniziative significative anche nelle province di Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola, dove nasceranno reti di teleriscaldamento e impianti pubblici innovativi al servizio delle comunità montane.

Economia e territorio alla Fiera di Quincinetto

Sabato 8 novembre tornerà a Quincinetto uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno canavesano, la Fiera Autunnale del Bestiame, nel cui ambito si svolgono la 66ª edizione della Rassegna bovina della Pezzata Rossa Valdostana e di altre razze e la 52ª edizione della Fiera di San Carlo. L’evento unisce il lavoro quotidiano degli allevatori ad un momento di festa e di orgoglio per una comunità che non ha mai dimenticato le proprie radici agricole e montane.

Nel secondo sabato di novembre le vie e le aree espositive del paese saranno popolate dagli animali, dagli allevatori, dai tecnici del settore zootecnico e dai visitatori. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Quincinetto con la collaborazione dell’Associazione Regionale degli Allevatori Piemontesi (ARA), con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale, della Città metropolitana di Torino e dell’Unione Montana Dora Baltea.

A partire dalle 9 del mattino è previsto l’arrivo del bestiame nell’area predisposta. Alle 10 arriveranno le autorità, i tecnici e i responsabili dei settori agricolo e zootecnico, per poi lasciare spazio, alle 11, ad uno dei momenti più attesi dai partecipanti, la degustazione dei prodotti locali, ovvero “Miasse, Mondè e Vin”, come recita il programma.

A mezzogiorno, l’atmosfera si farà ancora più conviviale con il pranzo insieme agli allevatori e ai simpatizzanti nel padiglione allestito nell’area espositiva. Il pomeriggio sarà dedicato alle premiazioni e ai saluti, in un clima di festa che, da oltre mezzo secolo, accompagna la Fiera di San Carlo. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di promozione del paese che segna il confine tra la Città metropolitana di Torino e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, oggi riconosciuto come Comune turistico alpino e sostenuto dal marchio Turismo Torino e Provincia.

Sport, arte e food: così Torino cresce grazie ai grandi eventi internazionali

Torino negli ultimi anni ha saputo consolidare la sua immagine di città europea dei grandi eventi, trasformando appuntamenti come Artissima, le Nitto ATP Finals e Terra Madre – Salone del Gusto in veri motori di sviluppo economico e turistico.

Le Nitto ATP Finals, ospitate al Pala Alpitour, rappresentano uno dei massimi esempi di questo successo. L’edizione 2023 ha generato un impatto economico di oltre 306 milioni di euro, mentre quella del 2024 ha superato ogni record con oltre 500 milioni di euro di ricaduta e più di 200 mila spettatori, confermando Torino tra le capitali mondiali del tennis e dello sport indoor.

Anche Terra Madre – Salone del Gusto 2024, organizzato da Slow Food al Parco Dora, ha attirato circa 300 mila visitatori da tutto il mondo, con 3 mila delegati da 140 Paesi e più di 700 espositori. Un risultato che ribadisce la capacità della città di ospitare eventi internazionali legati alla sostenibilità e alla cultura del cibo.

Sul fronte culturale, Artissima continua a rafforzare il ruolo di Torino come capitale dell’arte contemporanea, richiamando oltre 35 mila visitatori e gallerie da più di 30 Paesi, con effetti positivi anche sul turismo di qualità.

Nei periodi dei grandi eventi, l’occupazione alberghiera sfiora il 90% e cresce la spesa media dei visitatori, a beneficio di ristoranti, negozi e trasporti. E i turisti crescono in tutto il Piemonte, soprattutto stranieri.

Torino dimostra così di aver trasformato i suoi grandi appuntamenti in un modello virtuoso di crescita sostenibile, capace di coniugare economia, cultura e qualità urbana. Un patrimonio di competenze e visione che rappresenta una delle leve più solide per il futuro della città.

L’Aeroporto di Torino solo 13° in Italia contribuisce all’economia meno degli altri

Capisco bene le esigenze di comunicazione delle aziende, ciò che non capisco e’ la analisi che se ne fa. Nella economia o PIL delle Città e dei Paesi gli aeroporti occupano un ruolo molto importante perché attraggono turisti e soprattutto uomini di affari, manager,  così come sono importanti perché favoriscono le esportazioni attraverso il cargo aereo un settore in crescita a causa dei conflitti geopolitici che limitano alcune tratte navali.  Torino è la quarta Città per abitanti ma il suo aeroporto è solo tredicesimo tra gli aeroporti italiani. L’aeroporto di Bari ha quasi il doppio dei nostri passeggeri. Non parliamo di Catania che addirittura ha un volo diretto per N.York.  Aver venduto, da parte del Comune e della Regione, alla stessa società che gestisce gli aeroporti di  Malpensa e Bologna forse non è stato un grande affare. Anche se il Comune e la Regione non hanno più quote azionarie potrebbero però convocare gli azionisti , tra cui il Sanpaolo, che ora gestiscono Caselle perché se il nostro aeroporto si sviluppasse maggiormente la economia torinese, dal commercio agli alberghi, dai ristoranti ai tassisti lavorerebbero molto di più. Ma in Comune da oltre vent’anni la competenza in trasporti e logistica latita.
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Mino GIACHINO
Responsabile economico DC piemontese

Nel podcast “Gemme” le storie degli agricoltori piemontesi

Si chiama “Gemme” il podcast in cui gli agricoltori piemontesi raccontano sé stessi, il loro mondo e gli straordinari frutti del loro lavoro. Dieci episodi per altrettante aziende che in quindici minuti narrano la propria storia parlando di viticoltura, latte, agrigelaterie, risicoltura e allevamento, ma anche di multifunzionalità, agricoltura sinergica e sociale, in un mondo in evoluzione e sempre più attento all’ambiente e alle comunità rurali.

Il podcast, prodotto nell’ambito della strategia di comunicazione digitale della Direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, è stato presentato il 30 ottobre al workshop europeo “Comunicare il futuro. Dai social media alla IA: per una comunicazione responsabile fatta da e per le persone”, tenutosi alla Fondazione Forte Marghera di Mestre (Venezia) nell’ambito di un ciclo ideato dall’Autorità di Gestione della Regione Veneto sul tema della “comunicazione collaborativa” nel contesto dello sviluppo rurale.

«Portare al grande pubblico e ai giovani attraverso un podcast le storie ed esperienze di aziende che hanno colto l’opportunità dei fondi europei e regionali per realizzare progetti innovativi, di sostenibilità ambientale e di gestione del territorio – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni – è uno strumento per far conoscere ancora di più il lavoro, la programmazione e l’innovazione che stanno dietro tante produzioni che rendono unico l’agroalimentare piemontese».

“Gemme” è disponibile su Spotify e su Quaderni di Agricoltura

Scuola e aziende insieme per formare i giovani del Chierese

Si è svolto al CIOFS-FP di Chieri un incontro con il GIC – Gruppo Imprese Chieresi e quattro aziende associate per presentare il Diploma sperimentale di formazione professionale, tra digitalizzazione e meccatronica.

Chieri, 30 ottobre 2025 – Grande partecipazione all’incontro con le famiglie del Diploma sperimentale in ambito digitalizzazione e meccatronica, organizzato dal CIOFS-FP di Chieri in collaborazione con il GIC – Gruppo Imprese Chieresi.


Decine di persone -tra genitori, studenti, educatori e rappresentanti del mondo produttivo- hanno riempito l’
officina didattica dell’Istituto Santa Teresa per un pomeriggio di confronto sul futuro della formazione professionale e il futuro sviluppo del territorio.

Focus dell’incontro era la consapevolezza del valore di un percorso in ambito tecnico, da non interpretare come “seconda scelta”. «I ragazzi hanno un percorso solido e ben delineato: grazie alla riforma degli Istituti Tecnici (ITIS) si introduce il modello “4+2”, una filiera di sei anni (quattro diploma sperimentale CIOFS più due di ITS Academy) per formare profili professionali specializzati, in linea con le esigenze del mercato del lavoro -è stato spiegato ai presenti- La riforma, avviata con il decreto legislativo n. 121/2024 e che vedrà la sua piena applicazione dall’anno scolastico 2026/2027, prevede la possibilità di un diploma quadriennale valido anche per l’università nonché un ampliamento della didattica laboratoriale e delle collaborazioni con le imprese».

Hanno preso parte ai lavori quattro aziende associate al GIC -Alpha, ATLA, CEAN e Lazzero Tecnologie- che hanno presentato le rispettive realtà e illustrato le proprie esperienze di collaborazione con il sistema formativo locale, sottolineando il valore dell’inserimento dei giovani nei percorsi aziendali già durante la scuola e l’importanza di una preparazione tecnica specifica.

Nel suo intervento, il presidente Dario Kafaie ha ricordato come l’iniziativa si inserisca in una visione di lungo periodo: «Il GIC non è solo un gruppo di aziende, ma un insieme di persone che crede nella Formazione come motore di sviluppo. Don Bosco e Maria Mazzarello avevano intuito che il progresso industriale nasce dall’educazione dei giovani: è la stessa idea che ci guida oggi, nel creare un ecosistema dove scuola, impresa e territorio crescono insieme».

E ha chiosato: «Il lavoro in qualsiasi forma è espressione di dignità umana. Ai ragazzi chiediamo due sole caratteristiche: curiosità e passione. Tutto il resto si impara».

Presente anche il sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero: «Questo Istituto tecnico è un valore per Chieri -ha sottolineato- Ringrazio il CIOFS e il GIC per il continuo impegno su questo fronte».

L’incontro rientra nel progetto “Formazione in Rete”, frutto della sinergia tra il GIC e il CIOFS-FP, che ha portato alla creazione del primo Diploma quadriennale sperimentale in Piemonte per Tecnico della modellazione e fabbricazione digitale, un percorso duale che unisce scuola e impresa.

Il corso, destinato ai ragazzi in uscita dalle scuole medie, forma figure professionali polivalenti per i settori della meccanica, automazione, robotica e manifattura digitale, con moduli pratici, apprendistato e impresa simulata.

Il Gruppo Imprese Chieresi continua così a rafforzare il legame tra formazione e tessuto produttivo, promuovendo progetti che valorizzano il capitale umano e costruiscono nuove opportunità per il territorio chierese.

CIA Agricoltori delle Alpi promuove “Coltiviamo salute, rispetto e futuro”

“Un Paese più consapevole e sano si costruisce a partire dell’educazione dei più giovani, mettendo al centro il cibo, l’ambiente e la qualità della vita – afferma Luigi Andreis, direttore di CIA Agricoltori delle Alpi – è per questo che CIA Agricoltori delle Alpi sostiene con convinzione la proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre nelle scuole italiane l’educazione alimentare, agli stili di vita sani e alla sostenibilità ambientale come materie obbligatorie”.

Così Luigi Andreis annuncia l’adesione dell’Organizzazione alla campagna firme a sostegno della proposta di legge “Crescere in salute: verso una legge per l’educazione alla prevenzione primaria”. La proposta, presentata nella prestigiosa sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica, durante la conferenza stampa promossa da alcuni Senatori con la collaborazione di Longaevitas APS e delle principali realtà italiane impegnato nei campi della salute, della scuola e della sostenibilità, è stata illustrata da Beatrice Tortora, Presidente Nazionale de La Spesa in Campagna e rappresentate di CIA Agricoltori Italiani. L’obiettivo è raccogliere 50 mila firme entro il 28 novembre 2025, per portare in Parlamento un progetto che guardi al futuro delle nuove generazioni del Paese.

“Questa legge non è solo prevenzione sanitaria – prosegue Andreis – ma anche cultura, sostenibilità e sviluppo dei territori. Vogliamo che gli agricoltori abbiano un ruolo da protagonisti nelle scuole per raccontare ai ragazzi la filiera del cibo, la stagionalità, la biodiversità e il valore del lavoro agricolo”.

CIA Agricoltori delle Alpi ha attivato tutti i suoi uffici per sostenere la raccolta firme e, durante le giornate de La Spesa Consapevole, in programma fino al 16 novembre prossimo, sarà distribuito materiale informativo con qr code per firmare digitalmente tramite speed o CIE.

“Educare alla prevenzione significa investire sul futuro – sottolinea Kezia Barbuio – responsabile di CIA Agricoltori delle Alpi – le nuove generazioni devono imparare a leggere ciò che mettono nel piatto, a comprendere l’impatto delle loro scelte alimentari e ambientali, a prendersi cura di sé e del pianeta. La scuola è il luogo ideale dove far crescere questa consapevolezza”.

La proposta di legge mira a introdurre nelle scuole, nelle università e nelle accademie militari tre insegnamenti fondamentali: Educazione Alimentare, per imparare a scegliere con consapevolezza, conoscere la dieta mediterranea e prevenire disturbi e malattie croniche ; Educazione agli Stili di Vita Sani, per promuovere il benessere fisico, mentale e relazionale; Educazione alla Sostenibilità Ambientale, per diffondere la cultura del rispetto ecologico e delle pratiche sostenibili.

“Diffondere la cultura della prevenzione fin da piccoli – afferma Elena Massarenti, responsabile Area Progetti di CIA Agricoltori delle Alpi – significa migliorare la qualità della vita e rendere il sistema più sostenibile. Un investimento del capitale umano nella salute pubblica e nel rapporto tra comunità e territorio”.

Gian Giacomo Della Porta

Iveco, Chiorino: “Regione al fianco dei lavoratori” 

 “In costante dialogo con Governo per garantire continuità occupazionale”

Si è svolto al Grattacielo Piemonte il tavolo convocato dal vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro, Elena Chiorino, con le rappresentanze sindacali e le Rsu di Iveco, per affrontare gli sviluppi futuri in seguito all’acquisizione da parte del gruppo Tata.

«Abbiamo ascoltato con grande attenzione le istanze dei lavoratori e dei loro rappresentanti — dichiara Chiorino — e ribadito che la Regione Piemonte sarà in prima linea, al fianco dei lavoratori e delle famiglie, per garantire la piena tutela occupazionale. Iveco non è soltanto un marchio storico, ma un pilastro industriale e identitario del nostro territorio, che occupa direttamente oltre 6.000 persone e sostiene un indotto fondamentale per l’economia piemontese».

Il vicepresidente ha sottolineato come la priorità assoluta sia quella di assicurare continuità produttiva e occupazionale, lavorando in sinergia con il Governo e con tutti i soggetti coinvolti.

«È significativo che il Governo abbia già incontrato l’azienda e come Regione abbiamo tempestivamente convocato le parti sociali: si tratta di un segnale concreto di attenzione e responsabilità verso una realtà che rappresenta non solo la storia, ma anche il futuro industriale del nostro territorio e della nostra Nazione» — conclude Chiorino — «Da parte della Regione ci sarà un impegno infaticabile e costante: tutelare ogni posto di lavoro e accompagnare il Piemonte in un percorso di certezza e stabilità per imprese e lavoratori».