La Regione Piemonte scende in campo per affrontare una delle sfide decisive del nostro tempo: rimuovere gli ostacoli che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra lavoro e famiglia.
Uno stanziamento di 17 milioni di euro provenienti risorse dal programma nazionale Giovani Donne e Lavoro e dal Fondo Sociale Europeo Plus, consentirà di finanziare programmi di welfare aziendale delle imprese e voucher di conciliazione, con l’obiettivo di rendere compatibili lavoro, maternità, cura e crescita professionale.
Questa iniziativa, denominata “Piano A.L.Fa” (Accordo Lavoro Famiglia), contiene un pacchetto di misure pensate per tutte le classi d’età, dare attenzione alle fasce medie e semplificare le procedure.
«Con il Piano A.L.Fa la Regione compie una scelta politica chiara e coerente – ha affermato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro e Welfare aziendale, nel corso della conferenza stampa di presentazione nel Grattacielo Piemonte – Alle donne non offriamo scorciatoie, ma condizioni reali per restare o rientrare nel mercato del lavoro senza rinunciare alla famiglia. In sinergia con le politiche nazionali costruiamo un welfare che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita e che sostiene chi produce, educa e si prende cura. Mai come con la Giunta Cirio il sostegno alle famiglie e alle donne è stato così centrale e tangibile».
Secondo Chiorino «il welfare aziendale, vera politica attiva del lavoro, è oggi una leva strategica irrinunciabile: non solo per le istituzioni e le imprese, ma per i lavoratori stessi, sempre più attenti alla qualità del tempo, ai servizi di conciliazione, al benessere complessivo della propria vita. Per questo la Regione non lascia soli gli imprenditori nel vincere questa sfida. Al contrario, tende loro la mano e li affianca concretamente affinché possano progettare e offrire ai propri dipendenti misure capaci di migliorare davvero la qualità della vita, rendendo le imprese più attrattive, responsabili e competitive. È un’alleanza fondata su responsabilità reciproca: istituzioni, imprese e lavoratori dalla stessa parte».
Da almeno dieci anni dico che l’aeroporto di Torino, una delle strutture, o Asset come si dice oggi, più importanti per lo sviluppo e la crescita della nostra economia cittadina e regionale, viaggia al di sotto delle sue potenzialità e quindi non dà alla nostra economia il contributo di PIL di cui avremmo bisogno visto che da venticinque anni cresciamo al di sotto delle prime città del nostro paese. Crescere di più vorrebbe dire creare nuovi posti di lavoro, vorrebbe dire dare una spinta a tutte le nostre attività commerciali, dagli alberghi ai negozi, ai taxi etc. Un aeroporto efficiente attira investimenti di nuove aziende etc.etc. Ma complici anche giornalisti e pubblicità si guarda sempre il dito cioè il numero dei passeggeri e dei voli senza guardare alla Luna e cioè alla classifica degli aeroporti italiani, nella quale Torino è solo tredicesima per numero di passeggeri, uno scandalo. Bologna ha due volte il numero di passeggeri.