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Vendemmia: il clima brucia il 9% del raccolto, buona la qualità

ASSOENOLOGI, ISMEA, UIV: ORA LA SFIDA È SUI MERCATI, OTTIMISMO SU RIALZO PREZZI

 

Poca ma buona, a tratti ottima, in un contesto di mercato in forte ripresa. Scende a 44,5 milioni di ettolitri la produzione nazionale di vino 2021, un dato in calo del 9% rispetto ai 49 milioni di ettolitri del 2020 (dato Agea) che, nonostante la contrazione determinata dalle anomalie di un meteo sempre più protagonista, non scalfisce il primato produttivo tricolore in un’annata che vede la Spagna ferma attorno ai 40 milioni di ettolitri e la Francia penalizzata da un andamento climatico particolarmente avverso.

Secondo le previsioni vendemmiali di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, presentate oggi nel corso di una conferenza stampa online alla presenza anche del sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Gianmarco Centinaio, il vigneto Italia resiste e si presenta in buone condizioni non solo all’appuntamento con la vendemmia, ma anche sul fronte cruciale della ripartenza, con segnali incoraggianti sia dalla domanda estera (2,7 miliardi di euro e +11% il risultato dell’export nei primi 5 mesi dell’anno) che sul mercato interno, trainato dalla riapertura dell’Horeca e dalla ripresa del turismo. Dopo una campagna 2020/21 con i prezzi in flessione del 3% (indice Ismea rispetto alla campagna precedente), la prospettiva di una minor produzione per la vendemmia in corso, assieme alla ritrovata dinamicità della domanda, genera ottimismo anche sull’andamento futuro dei listini.

Per Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Ismea: “Il vino è uscito a testa alta dalla prova del Covid. Quello che all’indomani dello scoppio della crisi pandemica si preannunciava come uno dei comparti più colpiti, per via della sua forte esposizione verso il circuito dell’Horeca e i mercati esteri, ha invece dimostrato una straordinaria capacità di adattamento. Senza voler sottostimare le difficoltà finanziarie affrontate da tante aziende, va evidenziato come la crisi abbia fornito alle cantine italiane uno stimolo straordinario all’innovazione digitale e alla diversificazione dei canali commerciali. I segnali che Ismea ha colto delineano delle buone prospettive per la campagna che sta per aprirsi, grazie al significativo rimbalzo dell’export, al rialzo dei listini, e alla ripresa dell’ontrade. Allo stesso tempo, il buon andamento registrato delle vendite domestiche favorisce l’ottimismo fornendo un chiaro segnale del maggiore orientamento dei consumatori verso la qualità. La campagna in corso, su livelli più bassi in termini quantitativi ma verosimilmente con uve di ottima qualità, sembra quindi poter ben accompagnare il percorso verso la Premiumisation che sta negli ultimi tempi interessando la domanda nazionale e internazionale di vino”.

“I cambiamenti climatici, con una tropicalizzazione del clima, stanno condizionando sempre più il mondo dell’agricoltura e quindi del vino – ha dichiarato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi –. È compito di noi enologi mitigare gli effetti negativi ed esaltare quelli positivi, con particolare attenzione alla custodia e alla sostenibilità ambientale, elementi ormai necessari anche per un adeguato riconoscimento da parte dei consumatori. La qualità dipende anzitutto dall’andamento climatico, ma molto anche dal modo di condurre la vigna attraverso la scienza e la conoscenza che sono alla base dell’attività di noi enologi: laddove viene applicata con la massima meticolosità avremo una vendemmia molto buona, in alcuni casi ottima ed eccellente. Questo, unito alle caratteristiche eterogenee del nostro territorio, porta a una situazione di previsioni vendemmiali molto differenti, anche in zone limitrofe. Ma per l’eccezionale capacità della vite di adattarsi e al lavoro incessante di vignaioli ed enologi, come detto, la qualità delle uve appare buona, con punte di eccellenza, in tutto il vigneto Italia”.

Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, ha commentato: “Questa, che potremmo chiamare la vendemmia del rilancio, si presenta in un quadro positivo che ci aiuta a proseguire il nostro entusiasmante sviluppo sui mercati internazionali. Segnali di forte crescita si registrano, nel primo semestre 2021, su tutte le principali piazze, come Usa (+18% valore), Canada (+13%), Svizzera (+19%) e Giappone (+2%), ma assistiamo a forti rimbalzi anche in Russia e Cina. Sono dati positivi che devono spronarci a fare ancora di più e meglio anche per aiutarci a verificare sul mercato la possibilità di trasferire, almeno in parte, il fisiologico rialzo dei prezzi che subirà il vino a causa di una quantità di uva minore rispetto allo scorso anno e di ottima qualità. È necessario quindi proseguire con determinazione, spirito di squadra e “logica di sistema” nella promozione del “sistema Italia” che, lo diciamo da tempo, è quanto mai necessaria e complementare alla promozione ‘di brand’, con effetti positivi sull’immagine del nostro Paese e dell’enoturismo.  Il Mipaaf – ha aggiunto – su questo tema deve giocare un ruolo da protagonista coinvolgendo le imprese nella definizione di azioni, mercati target e strumenti di comunicazione, affinché si lavori a progetti collettivi ed efficaci. Per quanto concerne la sostenibilità, in attesa dell’approvazione entro fine settembre del decreto che definirà lo standard unico e il logo sulla sostenibilità nel vino, cogliamo l’opportunità per sollecitare nuovamente il ministro Patuanelli a definire una chiara roadmap verso l’attuazione della normativa fortemente attesa dal settore”.

Andamento climatico e vegetativo

 

I mutamenti climatici, assieme ad un andamento meteorologico molto incerto dopo un inverno piovoso e con temperature nella norma, sono stati protagonisti anche nel Belpaese, dove le gelate primaverili, le grandinate di luglio, la siccità e le ondate di caldo estivo hanno colpito molti areali, con importanti differenze qualitative e quantitative anche in territori limitrofi. Complessivamente, la situazione del vigneto italiano appare comunque buona, mentre si attende con attenzione l’evoluzione nei mesi di settembre e ottobre. Dalle prime analisi, si evidenziano delle gradazioni medio alte, con qualche criticità sul rapporto zuccheri/acidità su cui peserà il sempre ottimo lavoro degli enologi e delle imprese in cantina. Guardando al calendario, la fase di fioritura è iniziata nella norma rispetto alla media 2001-2020 al Sud, mentre si evidenziano ritardi di 4-6 giorni al centro e di 6-10 giorni al Nord. Ad oggi, è stato raccolto circa il 25% dell’uva, con la Sicilia al taglio del nastro già a fine luglio. Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre si sono svolte le operazioni di vendemmia per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) nella maggior parte delle regioni italiane, mentre si stima che su tutto il territorio il pieno della raccolta sarà quest’anno posticipato all’ultima decade di settembre, per concludersi verso la fine di ottobre se non agli inizi di novembre.

Geografia del Vigneto Italia 2021

Nella classifica per regioni, il Veneto si conferma capofila con quasi 11 milioni di ettolitri, seguito da Puglia (8,5), Emilia Romagna (6,7) e Sicilia (3,9), per una produzione complessiva delle quattro regioni di circa 26 milioni di ettolitri, pari al 60% di tutto il vino italiano. Osservando i trend, spicca la contrazione della Toscana, vessata dalle gelate di aprile che hanno determinato una perdita del 25% del raccolto regionale, senza risparmiare il resto del Centro Italia (Umbria -18%, Marche -13% e Lazio -10%). Al Nord è la Lombardia a registrare il decremento più importante (-20%), mentre sul versante Est si segnala il -15% dell’Emilia Romagna, con il resto delle regioni che oscillano tra il -10% e -7%. E se l’Abruzzo segna il primato in negativo al Sud (-18%) seguito da Molise (-15%), Sardegna (-15%) e Basilicata (-10%), si distinguono con incrementi produttivi Sicilia, Calabria e Campania, mentre la Puglia contiene le perdite a -5%.

Link al report integrale

 

Produzione di vino e mosto in Italia (migliaia di ettolitri)

2020

2021*

Var.%

Piemonte

2.703

2.433

-10%

Valle d’Aosta

19

18

-7%

Lombardia

1.541

1.233

-20%

Trentino-Alto A.

         1.294

1.168

-10%

Veneto

11.717

10.838

-7%

Friuli-V.Giulia

1.853

1.723

-7%

Liguria

40

36

-10%

Emilia-Romagna

7.890

6.707

-15%

Toscana

2.209

1.650

-25%

Umbria

378

312

-18%

Marche

889

778

-13%

Lazio

784

706

-10%

Abruzzo

3.494

2.883

-18%

Molise

235

200

-15%

Campania

715

751

5%

Puglia

9.000

8.550

-5%

Basilicata

73

65

-10%

Calabria

97

106

10%

Sicilia

3.660

3.986

9%

Sardegna

475

404

-15%

Italia

         49.066

         44.546

-9%

Fonte: Agea per il 2020 e *stima Assoenologi, Ismea e UIV per il 2021

 

Link all’ultimo numero de Il Corriere Vinicolo con l’approfondimento sulla vendemmia

 

 

“Progetto Borghi”, consolidare il boom di presenze turistiche nei piccoli comuni

Le ultime due stagioni estive hanno segnato la riscossa dell’Italia minore. Complice il covid, i viaggiatori hanno indirizzato le loro preferenze verso destinazioni meno note o del tutto sconosciute ai grandi flussi turistici.

 

Un vero e proprio boom in termini di presenze. Anche e soprattutto in realtà tutt’altro che attrezzate per accogliere un numero via via crescente di richieste di soggiorno.

 

Ora è arrivato il momento di consolidare questo trend. Cullarsi su successo che potrebbe rivelarsi effimero, lasciarsi sfuggire un’occasione del genere sarebbe un errore imperdonabile.

 

A maggior ragione se si considera che i centri al di sotto dei 5mila abitanti, autentica spina dorsale del Bel Paese, rappresentano poco meno del 70% del totale dei comuni italiani.

 

Il turismo può e deve riscattare i piccoli comuni da un presente fatto di spopolamento e impoverimento dei servizi essenziali.

 

Le ultime tendenze del segmento “Travel & Hospitality” dicono chiaramente che la strada da seguire è proprio questa.

 

Dal 2020 a oggi – è il caso di ribadire – si registra una forte affermazione del turismo esperienziale e del turismo di prossimità.

 

I viaggiatori vanno alla ricerca di mete distinte e distanti da quelle che attirano il turismo di massa.

 

Sì, ma cosa bisogna fare per intercettare nuovi flussi e per consolidare il buon numero di presenze del biennio 2020-2021? Una prima e importante risposta già c’è.

 

Prendendo spunto da questo nuovo scenario Host B2B – la più grande community del settore extralberghiero – ha lanciato il “Progetto Borghi”, il forum digitale dedicato alla rigenerazione dei paesi italiani.

 

L’evento è in programma il 6 e 7 ottobre 2021.

 

Parteciperanno importanti partner istituzionali. Tra questi: il Touring Club Italianol’Associazione Borghi Autentici d’ItaliaI Borghi più belli d’Italia, i Borghi Marinari d’Italia e l’Associazione Italiana Turismo Responsabile.

 

A queste realtà si aggiungono l’Università della Calabrial’Università degli Studi di Messina e l’Università degli Studi di Cagliari.

 

Un appuntamento di alta formazione che punta a trasformare i piccoli centri in prodotti turistici organizzati, in grado di affermarsi con successo sul mercato.

 

Un’iniziativa ambiziosa che può contare sull’autorevolezza di HOST B2B, un brand che sulla qualità dell’offerta formativa ha costruito il proprio biglietto da visita. Lo confermano i traguardi raggiunti da Younite, prima conferenza italiana dell’extralberghiero. O, ancora, da Extrasud, conferenza digitale dedicata alle aree del Mezzogiorno.

 

L’idea di “Progetto Borghi” è il frutto di un incontro tra Gianpaolo Vairo di Vacation RentalRocket -fondatore di Host B2B insieme a Francesco Mongiello di FormazioneTurismo.com – con Giancarlo Dell’Orco, destination manager e docente universitario.

 

Oltre che ideatore del piano di marketing turistico territoriale per borghi e centri storici denominato “Accoglienza Turistica Diffusa per un Turismo Esperienziale ad Approccio Partecipativo”.

 

Un modello, questo, già attivato e applicato in diverse realtà sul territorio nazionale.

 

L’obiettivo del percorso di rigenerazione e trasformazione è quello di mettere insieme tutte le risorse materiali e immateriali, organizzare un’accoglienza efficace – non più individuale, ma collettiva –  e sviluppare i servizi necessari per una buona fruizione turistica dei piccoli centri e del territorio circostante.

 

Alla base di questo sviluppo locale c’è la comunità dei residenti. Questi ultimi svolgono un ruolo strategico per il futuro del borgo, fungendo da attrattori e attivatori: non solo erogatori di servizi, ma generatori di relazioni e contenuti basati su etica, estetica e benessere.

 

Il momento per puntare sulla riscoperta dei paesi è finalmente arrivato.

Per poterlo cogliere e sfruttarlo appieno bisogna disporre degli strumenti operativi e delle competenze necessarie per trasformare questa opportunità in una possibilità concreta, misurabile in termini economici.

 

Tali competenze le mette a disposizione “Progetto Borghi”.

 

Partendo dalla mappatura dei comuni italiani e del territorio circostante offre gli strumenti e le figure professionali capaci di supportare lo sviluppo di nuove iniziative progettuali.

 

Al tempo stesso si pone come punto di raccordo tra tutte le parti che sono coinvolte, a vario titolo, nel processo di riqualificazione economico-sociale di queste realtà: aziende e imprese, operatori del settore, enti locali, istituzioni, associazioni.

 

Tra i 40 speaker – tutti nomi prestigiosi nel panorama italiano – ci saranno property manager, consulenti di marketing e comunicazione, docenti universitari, imprenditori, amministratori locali, consulenti commercialisti, esponenti delle associazioni territoriali.

 

I webinar sono organizzati in sei differenti aree tematiche:

  • Innovazione e Rigenerazione, incentrata sulle startup e sui progetti capaci di offrire nuove soluzioni;
  • Strategie e Strumenti, focalizzata sui temi dell’accessibilità, della sostenibilità e della formazione;
  • Fondi e Finanza, rivolta ad approfondimenti relativi ai fondi destinati alla stesura a alla realizzazione dei progetti;
  • Reti Territoriali, dedicata sulle associazioni, gli enti territoriali e Dmo;
  • Borghi e ospitalità, riferita ai modelli di ospitalità nei Borghi italiani;
  • Mercati turistici dei borghi, finalizzata ai percorsi tematici e ai flussi turistici.

Accanto all’analisi teorica, ampio spazio sarà dedicato alla presentazione di case history e start up che hanno costruito solide iniziative turistiche in zone poco conosciute dai viaggiatori.

 

La riqualificazione dei paesi, il recupero di un patrimonio unico tutto italiano, è una scommessa che per essere vinta ha bisogno dell’impegno di tutte le parti che compongono la comunità.

 

Proprio per questo il forum digitale di Host B2B è stato pensato come evento trasversale: apre le porte ai professionisti dell’extralberghiero, agli atenei Universitari, agli studenti, agli enti pubblici e privati, alle associazioni, alle istituzioni e soprattutto ai residenti, elementi imprescindibili del tessuto sociale.

 

Tutti sono chiamati a fare la propria parte: un nuovo Rinascimento per i borghi italiani oggi più che mai è davvero a portata di mano.

 

Per partecipare è necessario registrarsi al seguente link https://progettoborghi.host-b2b.com/

5G: in ritardo le applicazioni per imprese e Pa. Il Piemonte punta sul wireless

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Le inchieste del Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore in edicola venerdì 10 settembre in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

 

  • L’ultimo miglio del 5G: in ritardo le applicazioni per imprese e Pa. Piemonte punta sul wireless

Il nuovo numero del Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore in edicola con il quotidiano venerdì 10 settembre in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta dedica l’ampio focus di apertura al 5G in quei territori. Questa tecnologia accelera come rivela l’ultimo report curato da EY: l’area del NordOvest registra una copertura della rete pari al 95%, calcolata in base alla popolazione raggiunta e non al territorio servito, con la Valle d’Aosta che registra la copertura più estesa, al 98%, seguita dalla Liguria (95%) e poi dal Piemonte (92%).  La percentuale media di copertura è cresciuta in maniera significativa nell’ultimo anno e mezzo, merito dell’accelerazione impressa dagli operatori del settore. La sfida, spiega l’inserto del Sole 24 Ore di venerdì 10 settembre, è lo sviluppo di applicazioni destinate al mondo business e delle imprese e ai servizi, ad esempio nella pubblica amministrazione. Proprio all’Innovation Hub Tim di Torino si studiano le applicazioni future del 5G, in Liguria Ericcson sperimenta, agli Erzelli, il 5G per il monitoraggio del territorio con l’uso di droni e rover, controllati da remoto mentre la società Liguria Digital sta lavorando, insieme a Tim, al progetto pilota 5GSmartg, che punta a fornire soluzioni per la sicurezza delle infrastrutture stradali con l’obiettivo di realizzare due use case in linea con le richieste dei bandi emanati dal Mise. Nonostante le percentuali di copertura alta per la popolazione, il tema del digital divide resta sul piatto. In una regione ricca di vallate come il Piemonte, ad esempio, il piano di implementazione della fibra ottica con banda larga è in ritardo di qualche anno tanto che la Regione sta studiando un piano B: puntare su bandi specifici per la copertura delle singole aree con tecnologia Fwa, wireless, che potrebbe accelerare l’infrastrutturazione di aree più complesse.

Per quanto riguarda il 5G in Liguria, è Genova ad aver messo in pista i progetti più avanzati, alcuni dei quali vedono in prima linea, tra i partner privati, Ericsson, con la sua sede sulla collina genovese degli Erzelli, ma anche Liguria Digitale, l’azienda regionale per la digitalizzazione e l’IIt, oltre naturalmente ai grandi operatori di telecomunicazioni. Ericcson, tra l’altro sta sperimentando il 5G per il monitoraggio del territorio con l’uso di droni e rover controllati da remoto; la società Liguria Digitale, da parte sua, oltre a collaborare con Ericsson, sta lavorando, insieme a Tim, al progetto pilota 5GSmartg, che punta a fornire soluzioni per la sicurezza delle infrastrutture stradali con l’obiettivo di realizzare due use case in linea con le richieste dei bandi emanati dal Mise.

Sul Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore di venerdì 10 settembre anche il caso di Bbbell, società torinese che si occupa di connettività veloce sui territori di Piemonte e Liguria. L’azienda ha messo a punto un progetto da oltre 3,5 milioni d’investimento per cofinanziare la banda ultra larga di circa 1.300 Comuni piemontesi e liguri che ancora ne sono sprovvisti. Il piano – si legge sul Rapporto del Sole 24 Ore – punta ad accelerare il processo di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni (Comuni, Unioni montane, Unioni collinari, scuole, multiutility, enti a partecipazione pubblica) in anticipo rispetto ai piani nazionali esistenti.

Sullo stesso numero il caso del borgo di Portofino dove parte un sistema digitalizzato e integrato tra ospedale, territorio, domicilio e ambiente, già predisposto per il 5G. Si tratta di un progetto di ospedale diffuso, nato da una collaborazione tra pubblico e privato, avviata fra la Regione Liguria, con la Asl4, e Fibering, società di telecomunicazioni rivolta al mercato b2b, con sedi a Milano, Torino e Genova. Un primo step del progetto è già stato realizzato, con l’apertura di Portofino punto salute, un prototipo di ambulatorio digitalizzato che propone un modello integrato con gestione unitaria di diverse funzioni di medicina a distanza: televisita, teleconsulto, telemonitoraggi, teleriabilitazione, sensoristica avanzata domiciliare, sistema multiparametrico di monitoraggio per attività esterne e ambientali.

 

 

 

Il momentum dello Sport italiano: se non ora, quando?    

La grave crisi economica indotta dalle chiusure per la pandemia si incrocia con l’entusiasmo diffuso per il medagliere olimpico.

Due fronti di natura opposta che convergono scatenando due chiamate shock degli esperti agli Stati Generali Mondo Lavoro nell’appuntamento dedicato all’economia dello Sport: il ritorno di un Ministero dello Sport e la creazione di una Confindustria sportiva.

Torino, 9 settembre 2021_Dalla neonata Casa delle Tecnologie EmergentiStati Generali Mondo Lavoro delle Sportsono continuati mercoledì pomeriggio dedicando l’appuntamento al crucialissimo tema dell’economia dello Sport. 1%, 1,5% o 3% del Pil, non si sa lo Sport quanto pesi davvero. Difficile dirlo perché difficile perimetrare le attività economiche che rientrano nel comparto, tra negozi che vendono “anche” articoli sportivi e operatori privi di uno status professionistico con relative tutele.

Vivacemente moderato da Marco Bellinazzo, veterano del giornalismo sportivo in forze al Sole 24 Ore, l’incontro apre con un’amara sintesi degli economics che inquadrano l’effetto della pandemia sul mondo dello sport. È Giovani Sacripante, direttore marketing e eSport FGCI, a tirare le somme del settore calcio, lo sport che secondo un’analisi dell’UEFA ha un impatto sulla nostra economia superiore ai 3 miliardi di euro: il bilancio del modello di business del calco ha raddoppiato le perdite, da -400 a -800 milioni di euro, e aumentato il debito che sale a 5 miliardi di euro, purtroppo non a causa di investimenti infrastrutturali, ma per finanziare l’acquisto dei giocatori. Nella stagione 2020 si sono perse 50 mila partite, 250 mila calciatori, il 3% dei tesserati che, tra gli under 20, raggiungono quasi il 10%.

È facile immaginare la portata delle perdite del 2020 estendendo l’analisi a tutto il comparto. Il sostegno offerto da Sport e Salute con 1 miliardo di euro di aiuti pubblici destinati ai circa 200 mila collaboratori dello sport non professionistico si associa ora al miliardo di euro del PNRR e l’augurio di chi questo mondo lo conosce e lo pratica è che, finalmente, associando gli investimenti con l’entrata in vigore nel 2023 della Riforma, si cominci davvero a guardare allo Sport come a un’industria a tutti gli effetti. Specie per tutti quegli operatori che oggi animano il dilettantismo dietro cui si cela l’impossibilità di abbracciare lo Sport come professione a tutto tondo, con redditi e tutele degne di questa definizione. Le società devono aiutarsi da sé facendo squadra. È l’opinione di Marcel Vulpis, vicepresidente di Lega Pro che riunisce ben 60 club diffusi su 20 regioni proprio con l’obiettivo di unire le forze. Non è facile fare marketing associativo con 60 club, ma se si accetta l’idea di fare rete creando tutti insieme una grande piattaforma digitale, si può anche attrarre più investimenti.

Questa ambizione legittima e corale ad essere considerati una vera industria porta il moderatore a provocare i presenti: qui ci vorrebbe di nuovo un Ministro dello Sport. Cosa gli consigliereste?
Paolo Biancone si augura che un Ministero dello Sport partirebbe dalla leva fiscale del lavoro, agendo sulla quale si potrebbe estendere il professionismo da opzione elitaria a normale scelta professionale, e al welfare. Se lo Sport è un’industria, e lo è, deve avere gli stessi diritti e tutele.

Digitalizzare lo Sport in fretta e senza indugi suggerisce Giovanni Sacripante: “Lo Sport non può prescindere dalla componente entertainment e l’entertainment è anni luce avanti allo Sport nel digitale” e allargare la partecipazione, nei settori giovanili, femminili e dell’eSport. La passione sportiva anima il dibattito e scaldi gli animi. Paolo Carito, docente di Sport Management che nel suo intervento aveva ricordato come l’Italia sia al 25° sui 28 paesi della UE per digitalizzazione, rincara la dose suggerendo all’ipotetico Ministro di lavorare su una rappresentatività più diffusa e coesa: una Confindustria dello Sport. L’idea è una tale bomba che lo stesso Bellinazzo non manca di candidarsi da dirigerla spingendo per l’inserimento in Costituzione del diritto allo Sport. È di Paolo Biancone, docente dell’Università di Torino, la proposta di un obbligo sportivo legato al diritto allo Sport come l’obbligo scolastico esprime il diritto allo Studio.

Ma non è tutto. Come ha già sottolineato il Presidente Draghi, e come dice con felice sintesi lo stesso Bellinazzo in apertura dei lavori, chi fa sport non è solo più sano, è anche più belloÈ una persona migliore. La leva economica dello Sport non è solo nel rapporto che vuole che per ogni euro investito nello Sport se ne risparmino 4 in spese sanitarie – anche se questo dato nel 4° paese europeo per sedentarietà con un tasso di obesità tra ragazzi dai 3 ai 17 anni pari a 1 su 4 dovrebbe di per sé costituire un incentivo a investire nello Sport di base. Con una nutrita testimonianza di atleti ed ex atleti professionisti impegnati nella vita civile, la mattinata di oggi ha infatti offerto molti spunti per un’altra riflessione: a quanto ammonterebbe il risparmio in spesa e spreco sociale dato dai valori offerti dallo sport ai giovani – senso di scopo, sacrificio personale per l’ottenimento di un risultato di squadra, disciplina, equilibrismo dinamico tra lati e bassi, rispetto dell’altro?

Questa seconda giornata dedicata allo Sport si è tenuta in una sede che da sola fa ben sperare: la Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino. Inaugurata a luglio, con il sostegno del Comune e degli atenei di Torino e il finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, promuoverà l’accelerazione di start-up e il trasferimento verso le PMI delle tecnologie emergenti abilitate dal 5G (IoT, Big Data, Intelligenza Artificiale, Blockchain), con l’obiettivo di sviluppare prodotti e servizi che migliorino la vita nelle città. Sede di buon auspicio perché le tecnologie e, facendo un passo indietro, la stessa digitalizzazione sono gli strumenti di rilancio dello Sport italiano di cui tutti sentono la necessità. Il recente caso Ronaldo, che con la propria firma su un contratto con una nuova squadra ha portato con sé qualcosa come 59 milioni di follower, praticamente un paese come l’Italia, fa ben capire come dalla fede calcistica a vita nella stessa maglia il pubblico del calcio vada sempre più verso la fede in un eroe sportivo. Passando per i social. Allo stesso modo si stanno diffondendo gli eSport tanto da spingere FGCI a creare due nazionali ufficiali di videogiochi. Non è tanto il giro d’affari che globalmente sfiora il miliardo, quanto la possibilità di conoscere e farsi conoscere da due mondi di sportivi che, appunto, portano nuovi comportamenti e nuove preferenze: i Millennials e la Generazione Z, gli sportivi del futuro.

Tutti gli eventi sono accessibili da:
www.youtube.com/channel/statigeneralimondolavoro
www.facebook.com/statigeneralimondolavoro

Per partecipare in presenza è necessario iscriversi al seguente link: www.eventbrite.it/o/stati-generali-mondo-lavoro-31055707803

Pagamenti ai fornitori, il Piemonte al settimo posto tra le regioni

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Con il 38,6% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, il Piemonte è al 7° posto della classifica italiana stilata dallo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al 30 giugno 2021.

Rispetto al trimestre precedente, aumentano i pagamenti puntuali (+0,5%) e restano stabili al 10,5% quelli con un ritardo superiore ai 30 giorni.

A livello provinciale, i pagamenti alla scadenza crescono a Novara (+1,7%), Vercelli (+1,5), Cuneo (+1,4%) e Torino (+0,9%). Verbania (-6,6%) e Biella (-4,8%) fanno segnare il decremento più elevato di pagamenti in grave ritardo, che si impennano ad Alessandria (+6,4%), Asti (+3%) e Vercelli (+2,1%).

Asti, Alessandria e Cuneo sono fra le 15 province italiane le cui imprese, a confronto con la fine del 2019, hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni: Asti è al 3° posto, Alessandria al 10°, Cuneo al 15°.

Per quanto riguarda la classifica delle province, la migliore è Biella (18°), seguita da Verbania (24°), Cuneo (26°), Vercelli (31°), Novara (34°), Asti (36°), Torino (42°) e Alessandria (52°). Rispetto allo scorso marzo, Biella è fra le province italiane che guadagnano più posizioni (4), Vercelli ne guadagna 3, Cuneo e Verbania 2, Novara una; Torino rimane stabile, perdono invece posizioni Asti (4) e Alessandria (una).

PAGAMENTI IMPRESE: A GIUGNO -2,3% DI RITARDI GRAVI,

MA CONTINUA L’IMPATTO NEGATIVO DELL’EMERGENZA COVID-19

Secondo lo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al 30 giugno scorso, rispetto a fine 2019 i pagamenti oltre 30 giorni in Italia sono aumentati del 21,9%. Fra le regioni, colpite soprattutto Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Liguria

Continua l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla puntualità dei pagamenti delle imprese: a giugno le aziende italiane che pagano i propri fornitori con un ritardo di oltre 30 giorni sono il 12,8%, un dato in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (-2,3%), ma in crescita del 21,9% rispetto a fine 2019. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti aggiornato al 30 giugno 2021 e realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information.

L’incremento dei ritardi gravi rispetto alla fine del 2019 è particolarmente evidente soprattutto in Valle d’Aosta (+47,9%), Trentino-Alto Adige (+41,2%), Friuli-Venezia Giulia (+40,3%), Veneto (+37,3%) e Liguria (+36,7%), mentre a livello provinciale le più colpite sono Imperia (+76,6%), Belluno (+70,8%), Asti (+60%), Sondrio (+58,5%) e Trento (+54,3%).

“Nonostante i dati sui pagamenti in grave ritardo indichino un peggioramento rispetto alla situazione pre pandemia, un segnale positivo viene dalle imprese che pagano puntualmente i fornitori e che al 30 giugno scorso sono il 36,5%, un numero in aumento sia rispetto a fine 2020 (+2,2%) che in confronto con fine 2019 (+5,2%)”, dichiara Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS.

Il ranking regionale della puntualità è guidato dalla Lombardia (45,7%), seguita da Emilia-Romagna (44,6%), Veneto (44%), Friuli – Venezia Giulia (43%) e Marche (42,6%), mentre in ultima posizione troviamo la Sicilia (19,8%), preceduta da Calabria (20,7%) e Campania (23,3%). Sicilia, Calabria e Campania (nell’ordine) detengono inoltre il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni, rispettivamente con il 22,3, il 22,1 e il 20,1%.

Fra le province, la più puntuale ancora una volta è Brescia, seguita da Sondrio, Bergamo, Lecco e Reggio-Emilia; all’ultimo posto troviamo Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Crotone e Messina.

Le province che rispetto allo scorso trimestre hanno guadagnato più posizioni sono Monza Brianza, che avanza dal 16° al 12° posto, e Biella (dal 22° al 18°); quelle che ne hanno perse di più sono Belluno, che scende dal 14° al 20°, Bolzano (dal 23° al 28°) e Pesaro Urbino (dall’11° al 16°).

Per quanto riguarda i settori, lo studio di CRIBIS indica quello dei Servizi finanziari come il più puntuale (47,9%), seguito da Costruzioni (43,4%) e Trasporti e distribuzione (41,9%), mentre Commercio al dettaglio (+26,3%), Manifattura (+22,1%), Servizi (+17,2%) e Commercio all’ingrosso (+14%) sono quelli dove si registra la variazione percentuale più elevata nei pagamenti oltre 30 giorni rispetto a fine 2019.

Anteprima Torino Fashion Week al Teatro Sociale di Pinerolo

Dal 5 al 26 settembre 2021. In mostra lo stile italiano indipendente tra arte, cibo e colori

Le sfilate della TFW, in digital streaming, si svolgeranno a Palazzo Madama | Torino | 15-21 novembre

Taglio del nastro venerdì 10 settembre ore 18 per la Rassegna “Artigianato Pinerolo”

TModa, CNA Torino e CNA Federmoda, con il supporto della Camera di commercio di Torino, sono orgogliosi di portare a Pinerolo in occasione della Rassegna dell’Artigianato l’Anteprima della Torino Fashion Week 2021, l’evento più importante a livello piemontese per la promozione del made in Italy nel comparto moda-accessori che ha saputo affermarsi anche nel panorama internazionale.

La sesta edizione della TFW si terrà anche quest’anno in versione 100% digital a causa della pandemia di Coronavirus dal 15 al 21 novembre. Un’edizione che avrà però due anteprime «reali»: la prima a Pinerolo attraverso la mostra “La moda tra arte, cibo e colori. Peccati di gusto e per gli occhi”, fruibile da tutti; e la seconda, su inviti, il 13 novembre alle ore 19, nella Sala Grande del Circolo dei lettori, in via Bogino 9 a Torino, con un defilé in presenza e la premiazione degli stilisti.

La sala “Caramba” del Teatro Sociale di Pinerolo, accoglie dal 5 al 26 settembre gli abiti e gli accessori moda che solcheranno in modalità virtuale la catwalk di Palazzo Madama, una sfilata che sarà possibile vedere in diretta streaming sul sito www.torinofashion­week.eu


CNA Torino nel presentarli in anteprima, ha deciso di giocare con i colori delle mele, frutto tipico del territorio, e di tutte le altre eccellenze enogastronomiche del Pinerolese, e di far incontrare questi colori e le emozioni che in noi suscitano con altri colori, quelli dei tessuti e degli accessori moda, per realizzare una grande mostra che è al tempo stesso vetrina e provocazione.
Una vetrina di bellezza e di bontà firmata dalla scenografa Eleonora Rasetto per la curatela di Vitaliano Alessio Stefanoni che diventa provocazione per gli occhi e per i sensi, con le creazioni a tema food di Non Mangiarlo by Crisiplastica, le immagini del fotografo pubblicitario Guido Siviero e le poltrone progettate e realizzate interamente in Italia dal designer italo­iracheno Hussain Harba progettate e realizzate interamente in Italia e l’abito scultura creato con le stoffe di Tessitura Corte dall’Istituto di Taglio e Confezione Ferrero Floriana di Pinerolo che accoglie i visitatori all’ingresso della mostra.

Come una grande tavola imbandita, questa sala propone al pubblico un menù d’eccezione i cui ingredienti non sono soltanto i frutti della terra e della sapiente trasformazione delle mani degli artigiani, ma anche i tessuti e le loro forme eleganti che gli stilisti della edizione 2021 della Torino Fashion Week hanno saputo loro attribuire con talento e creatività.

 

Orari:

venerdì, 15­-20
sabato, 10­-13 e 15­-20
domenica, 10­-13 e 15-­20
Ingresso gratuito

 

Elenco degli stilisti associati a CNA Federmoda
protagonisti della “Sfilata made in Italy” a La Rinascente nell’ambito della Torino Fashion Week e partecipanti all’Anteprima al Teatro Sociale di Pinerolo:
Adelyur Fashion by Adele Vasilache
Anyta Style by Sara Marrari
Cristina Doneddu
Soho by Daniela Bosco
Verman Style by Mioara Verman

Special Guest:
Hussain Harba

 

Informazione promozionale

Trasporti scuola: 950mila euro a settimana per 5.300 corse in più

L’assessore ai Trasporti Marco Gabusi ha annunciato oggi in Commissione l’avvio di un sistema di monitoraggio per i percorsi casa-scuola che servirà nelle prime settimane per eventuali aggiustamenti. Per la ripresa del trasporto pubblico in sicurezza alla riapertura delle scuole in presenza, lunedì 13 settembre, ha inoltre spiegato che è stato fatto il massimo sforzo da parte di tutti gli enti coinvolti.

Le corse (sempre con capienza all’80%) sono state potenziate. Dal 13 settembre ogni settimana ci saranno 5.353 corse bus aggiuntive e altre 174 tra bus e treni addizionali al servizio ferroviario, per un costo totale settimanale di 950.000 euro. Saranno anche riattivati 25 treni attualmente sospesi. Questa la suddivisione degli autobus nelle varie province: Alessandria 180, Asti 260, Biella 315, Cuneo 735, Novara 535, Torino 2.928 (1.775 nel capoluogo e 1.153 nell’intera Città Metropolitana), Vercelli 140, Verbano-Cusio-Ossola 260.

I consiglieri intervenuti hanno posto diverse domande all’assessore. I rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno chiesto chiarimenti sull’episodio di sovraffollamento del treno a Ivrea di lunedì scorso e sulla ripartizione provinciale delle corse aggiuntive, anche il consigliere del Partito Democratico ha fatto riferimento al caso di Ivrea chiedendo un maggiore impegno nella comunicazione ai viaggiatori. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha introdotto il tema della difficoltà dei controlli del Green Pass sui mezzi pubblici e del sovraffollamento. Il presidente di Liberi Uguali Verdi ha posto invece la questione del dialogo con i sindaci per trovare soluzioni al bisogno di mobilità dei cittadini nei vari territori.

Turismo, Airbnb: Torino meta autunnale più ambita in Europa davanti a Barcellona e Madrid

Torino risulta prima nella top ten delle destinazioni turistiche autunnali in tutta Europa

E’ davanti a  Bologna, Milano, Verona, Madrid e Barcellona.
Lo dicono i  dati di Airbnb, pubblicati su Facebook dalla sindaca Chiara Appendino.

La prima cittadina evidenzia il fatto che “dopo un inevitabile stop per la  pandemia, arriviamo da un’estate che ha registrato  un’occupazione delle camere addirittura superiore a quella del 2019”.

(foto Mihai Bursuc)

Turismo, parliamone per svilupparlo

Congresso Festival ” E’VENTO di TURISMO “

Si è conclusa poche ore fa la conferenza stampa organizzata da Antonio Chiarenza per il lancio del Congresso-Festival E’ VENTO di TURISMO, da lui stesso fortemente voluto. L’evento si è tenuto, rispettando ogni parametro di sicurezza, nelle prestigiose sale di Palazzo Birago di Borgaro, sede della CCIAA di Torino. Presenti giornalisti di diverse testate di informazione e un parterre di grande rilievo tra i relatori. Antonio Chiarenza nell’incipit ha illustrato il pensiero che muove l’iniziativa; intervallati dal moderatore Michele Franco, divulgatore/critico d’arte e attore, si sono poi succeduti gli interventi del Dr. Guido Bolatto Segretario Generale CCIAA, della Dott.ssa Mariella Mengozzi Direttrice del prestigioso MAUTO di Torino, del dott. Gianni Vidoni in rappresentanza dello sponsor Treccani, del dott. Mel Menzio rappresentante del consorzio Pianalto e direttore de “Il mercoledì”, della dott.ssa Alessandra Siviero consigliere Fondazione per l’architettura, della dott.ssa Alessia Orofino per Culturalway turismo legato alle eccellenze locali. L’insieme degli interventi ha allargato l’orizzonte, con aperture di possibili sinergie ed interventi creabili con lo scambio di competenze e capacità tra istituzioni, cittadinanza, volontari, specifiche professionalità territoriali. La mattinata ha regalato ai convenuti uno sguardo intenso e carico di energie verso le enormi potenzialità e prospettive del turismo in Piemonte, ed ha costituito un piccolo prodromo di quello che avverrà, in modo più approfondito e con un grande numero di relatori sempre di alto profilo, nella giornata del Festival-Congresso E’ VENTO di TURISMO che si terrà presso il MAUTO, Museo dell’Automobile di Torino, il prossimo venerdì 17 settembre dalle ore 9,00 alle 13,00. Ringraziamo gli sponsor tra cui il ristorante LA RUSTICA per l’ottimo rinfresco, gli enti patrocinanti, i giornalisti, le Sig.re Relatrici e i Sig.ri Relatori, e vi diamo appuntamento a Venerdì 17 per un Festival che vuole porre domande sullo stato dell’arte del turismo piemontese offrendo nuove risposte alle sfide che il futuro riserva alla nostra amata Regione. Un Piemonte che ha in sé, nel suo territorio e nelle sue genti, gigantesche capacità attrattive per ogni tipologia di turismo.

 

Congresso Festival “E’ VENTO di TURISMO “in Piemonte –
Venerdì 17 Settembre 2021 ore 9.00-13.00 Turismo è …visto a 360° parliamone per svilupparlo!
Museo dell’Automobile di Torino Corso Unità d’Italia, 40
Esposizione di Stands importanti per il Turismo

La Regione approva il Documento strategico

All’unanimità dei votanti (28 sì e 16 non partecipanti) il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la proposta di deliberazione 159 “Documento Strategico Unitario della Regione Piemonte per la programmazione dei fondi 2021 – 2027”. Si tratta di un documento di 149 pagine che disegna le linee strategiche della Regione nei prossimi anni.

“Le linee di indirizzo contenute definiscono le direttrici prioritarie di intervento per lo sviluppo del Piemonte nel prossimo decennio e costituiscono il perimetro strategico entro cui utilizzare al meglio le risorse della programmazione europea 2021-2027”, si legge nell’introduzione. Si veda qui a fianco il link al documento per esteso.

Secondo il Pd la finalità precipua della Regione è proprio quella della programmazione: su Sanità, trasporti, fondi europei. Sinora questa Giunta non ha dato una grande prova nella programmazione strategica. Il nostro sarà voto non sarà contrario ma di presenza, perché per esempio riscontriamo una totale mancanza di politiche per i migranti e i rom.

Per il capogruppo di Fdi, c’è una programmazione di ampio respiro e a medio termine. Questa, ha spiegato, è una grande occasione e i sindaci potranno essere attori protagonisti di tale piano strategico. Anche le Province devono essere coinvolte: in molte parti del Piemonte Torino è lontana, dobbiamo decentrare.

Questo documento pluriennale, ha spiegato la Lega nel suo intervento, ci permette di programmare l’uscita dalla crisi. Già prima della pandemia l’economia del Piemonte era in difficoltà, ulteriormente aggravata dai lockdown. Alcuni punti cardine del piano come l’ambiente, il clima, l’economia circolare, ci fanno dire che siamo sulla strada giusta.

A parere del Movimento 5 stelle dobbiamo puntare sulle risorse rinnovabili. In Piemonte abbiamo molti invasi per l’energia idroelettrica, ma dobbiamo anche investire nel comparto fotovoltaico ed eolico.