ECONOMIA- Pagina 323

L’aumento dei prezzi vanifica la ripresa in Piemonte: +5,1% a febbraio e 4,6% di crescita annua

Allarme e preoccupazione per le imprese.

 

A livello territoriale piemontese è Biella quella che ha registrato l’incremento più alto con un +5,2%, passando dallo 0,5% di febbraio 2021 al 5,7% dello stesso periodo di quest’anno. Seguono Vercelli con un +4,7%, passando dallo 0,4% di febbraio 2021 a 5,1% dello stesso periodo di quest’anno; Torino con +4,6% (da 0,3% a 4,9%); Alessandria con +4,4% (da 0,8% a 5,2%); Novara con +4,4% (da 0,6% a 5%); Cuneo con +4,3% (da 0,6% a 4,9%).

 

Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “L’inflazione è la nuova ‘pandemia economica’ alla quale si deve dare una rapida risposta”.

 

 

E’un’inflazione da record quella che in Piemonte sta investendo imprese e famiglie, passata dallo 0,5% di febbraio 2021 al 5,1% dello stesso mese di quest’anno (prima la Sicilia con +6,8%), con un incremento netto su base annua pari al 4,6%.

 

La maggior parte dell’aumento dei prezzi deriva dai beni energetici, che a febbraio di quest’anno hanno subìto un incremento del 23,9% rispetto allo stesso mese dell’anno appena concluso, passando così da -0,7% del 2021 al 23,2% del mese in corso.

 

Sono questi i dati che emergono dall’analisi sulla crescita dell’inflazione, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, e riportata nel dossier “Ultime tendenze su inflazione al consumo e prezzi delle imprese, nel contesto del caro-commodities”, che ha rielaborato i dati dell’ISTAT tra febbraio 2021 e febbraio 2022. Il rapporto ha esaminato il trend di ben 10 gruppi di prodotti e servizi, per oltre 230 prodotti. In particolare vi sono le tendenze dei prezzi di 92 prodotti e servizi in mercati con una significativa presenza di imprese artigiane, di cui 29 sono riferiti a prodotti alimentari e bevande e 17 a servizi a maggiore vocazione artigiana. Il report, inoltre, ha verificato le tendenze dei prezzi alla produzione manifatturiera e del costo di costruzione e dei prezzi dei servizi.

 

A livello territoriale piemontese è Biella quella che ha registrato l’incremento più alto con un +5,2%, passando dallo 0,5% di febbraio 2021 al 5,7% dello stesso periodo di quest’anno. Seguono Vercelli con un +4,7% (da 0,4% di febbraio 2021 a 5,1% dello stesso periodo di quest’anno); Torino con +4,6% (da 0,3% a 4,9%); Alessandria con +4,4% (da 0,8% a 5,2%); Novara con +4,4% (da 0,6% a 5%); Cuneo con +4,3% (da 0,6% a 4,9%).

 

In Piemonte, come detto, la prima posizione per incremento dei prezzi riguarda le voci relative ad acqua, elettricità, gas e carburante, che hanno registrato una impennata dei prezzi del 23,9% in un anno, passando da -0,7% a 23,2%. In seconda posizione i trasporti, cresciuti del 9,4% (da -0,3% a 9,1%). Terza posizione per gli alimentari, cresciuti del 3,9%, passando da 0,2% al 4,1%. Quarta posizione per la ristorazione che è cresciuta del 2,4% (da 0,9% a 3,3%); seguono mobili/arredamento con 2,4% (da 0,5% a 2,9%); i servizi relativi all’istruzione +2,2% (da -2,8% a -0,6%); sanità +1,7% (da 0,9% a 2,6%); prodotti della comunicazione +0,5% (da -5,9% a -5,4%); abbigliamento e calzature +0,4% (da 0,4% a 0,8%); spettacoli -0,3% (da +1,8% a 1,5%); alcool e tabacchi -1,3%.

 

“L’aumento generalizzato dei prezzi – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – sta portando alla diminuzione del potere d’acquisto della popolazione e sta mettendo in crisi le imprese, strette tra la morsa delle tasche vuote delle persone e l’incredibile aumento dei prezzi delle materie prime. E’ molto preoccupante soprattutto la crescita dei costi del carburante per autotrazione e per il riscaldamento, e quindi anche il costo dell’energia elettrica e del gas. Ed è proprio su queste ultime voci che non si intravede una prospettiva positiva”.

 

“L’inflazione – rimarca Felici – è la nuova ‘pandemia economica’ alla quale si deve dare una risposta rapida. Il rischio dei costi che stanno esplodendo si potrebbe presto tradurre in saracinesche abbassate. Infatti la forte spinta dei costi, insostenibile in alcuni settori, sta riducendo i margini delle imprese e determina un pesante rialzo dei prezzi alla produzione. Riduzione dei margini che diviene palese quando si confronta l’inflazione ‘in entrata’, ovvero materie prime ed energia, e quella in ‘uscita’ cioè il costo dei prodotti e dei servizi che in molti casi è ancora negativa. Significa che le imprese non vogliono o non possono trasferire i maggiori costi sul cliente. Una situazione che però non reggerà a lungo”.

 

“Comprendiamo – conclude Felici – che non sia facile risolvere un problema che ha caratteristiche mondiali ma alcune cose si possono e si devono fare a partire dall’intensificare l’impegno ad attuare le riforme strutturali che devono accompagnare la realizzazione del PNRR: fisco e burocrazia, innanzitutto, per ridurre il carico di tasse e semplificare gli adempimenti amministrativi che pesano sulle spalle degli imprenditori. Non è facile quindi affrontare una congiuntura simile ma lo Stato deve tornare ad essere Stato, ed attuare i meccanismi per tutelare la propria società e la propria capacità produttiva. In tema di politiche energetiche è imperativo perseguire l’indipendenza dagli approvvigionamenti esteri, anche con maggiori investimenti su tutte le possibili fonti di energia, comprese quelle rinnovabili, senza condizionamenti preconcetti di carattere puramente politico. Non possiamo più perdere tempo o, peggio, cercare di essere i primi della classe: i cittadini e le imprese italiane devono venire prima, a discapito di tutto il resto”.

La ripartenza comincia da Pasqua. Hotel e ristoranti pieni, code davanti ai musei

I commercianti torinesi riconoscono un cambio di trend, in positivo.

Gli hotel in questo ponte pasquale sono stati occupati all’80 per cento a Torino. Anche nei ristoranti della città per Pasqua e Pasquetta si è registrato il tutto esaurito.

Code davanti ai musei e turisti un po’ dappertutto, anche nei caffè, nei negozi  e nelle pasticcerie.

La vera attesa è per Eurovision, non solo per le presenze in città, ma in particolare per l’impatto mediatico con una platea televisiva potenziale di centinaia di migliaia di persone.

Comunità energetiche, il bando ai Comuni del Pinerolese

I COMUNI DEL PINEROLESE SI AGGIUDICANO 230.000 € DI UN BANDO COMPAGNIA DI SANPAOLO PER SVOLGERE GLI ASSESSMENT NECESSARI ALLA COSTITUZIONE DI COMUNITA’ ENERGETICHE RINNOVABILI

Alla base un forte coordinamento di territorio espresso nella costituzione dell’associazione di scopo comunità energetica del pinerolese

Acea pinerolese ne ha seguito l’ideazione e attuerà la progettazione e la candidatura ai successivi bandi pnrr con la realizzazione da fine anno

 

 I Comuni, coordinati dall’ATS Comunità Energetica del Pinerolese e grazie al contributo tecnico della loro multiutility Acea Pinerolese, si sono aggiudicati 230.000 euro del bando Next Generation We di Fondazione Compagnia di San Paolo. Il finanziamento trasformerà in realtà il sogno dei Comuni di costituire diverse Comunità energetiche che vedranno come territori di sviluppo proprio Pinerolo, le valli e l’area di pianura e daranno una notevole spinta in avanti alla realizzazione che sarà coordinata così come lo è stata la candidatura vincente al Bando da Acea Pinerolese.

L’aggiudicazione del Bando – ha dichiarato Francesco Carcioffo, AD di Acea Pinerolese Industriale Spa – è un importantissimo obiettivo raggiunto da parte dei Comuni al fine di poter agevolmente concludere le fasi di studio delle varie comunità energetiche che potranno costituirsi nel Pinerolese. L’aggiudicazione testimonia la coesione e il forte lavoro di squadra dei Comuni, che con il nostro supporto e coordinamento, in qualità di Azienda del territorio con elevate competenze specifiche nel settore e il prezioso contributo del Prof. Angelo Tartaglia, porterà alla costituzione di numerose e diverse Comunità energetiche Rinnovabili che daranno sempre maggior concretezza all’impegno di smarcarsi dalle fonti fossili, sottoscritto dai comuni pinerolesi nel 2019  che ha portato alla costituzione della  prima OIL FREE Zone. Il pinerolese diventa sempre più un polo di rilevanza nazionale per le CER dopo aver dato battesimo alle prime Comunità energetiche Condominiali d’Italia.”

I Comuni del Pinerolese hanno saputo farsi trovare pronti ed uniti” – dichiara il Consigliere Scalenghese Emanuel Giraudo, Presidente dell’A.T.S. Comunità Energetica dei Pinerolese, entità giuridica costituita dalla maggior parte dei Comuni del Pinerolese – “Si tratta di un percorso nato qualche anno fa che ci ha portati a dotarci di una struttura stabile a partecipazione Comunale: l’Associazione Temporanea di scopo Comunità Energetica del Pinerolese. Abbiamo predisposto un progetto corale, grazie all’aiuto di ACEA Pinerolese, Politecnico di Torino ed Environment Park, presentando sette domande in rappresentanza dell’intero territorio: Scalenghe e Vigone per tutta la pianura; Pragelato, Pomaretto ed Inverso Pinasca per la Val Chisone e Germanasca; Cantalupa per la Val Noce e, infine, Torre Pellice in rappresentanza della Val Pellice. Tutte le domande sono state finanziate riconoscendo il valore di un territorio che sa coordinarsi ed accordarsi. Questo contributo deve essere il volano per portare sul territorio i fondi del PNRR e contribuire attivamente al processo di transizione energetica.”

Non di solo profitto vive l’imprenditore

Gli studiosi di finanza aziendale hanno sempre esaltato il profitto come unico obiettivo dell’attività imprenditoriale, sulla base del principio che l’imprenditore deve puntare alla massimizzazione del profitto!

 

Massimizzazione…

Quindi conseguimento del profitto più alto possibile, senza preoccuparsi di come è conseguito (anche danneggiando altre persone oppure creando problemi all’ambiente o alla società).
E nessuna considerazione sulla distribuzione del profitto, che va considerato di esclusivo beneficio dei soci o dell’imprenditore.
Gli autori sostengono che il mondo della produzione e il mondo della finanza debbano considerare non solo valori meramente quantitativi ed egoistici, ma anche valori qualitativi e sociali; giusto conseguire il profitto, ma meglio se, anziché massimizzarlo, si puntasse ad ottimizzarlo, arrivando ad un livello adeguato, ma compatibile con tutti coloro che vivono all’interno ed all’esterno dell’azienda.

Qualche brano del libro consente di coglierne a fondo il pensiero.

“L’impatto della gestione delle imprese finanziarie sulla Società sempre più rilevante, anche per il loro potere d’indirizzo sulle imprese non finanziarie, induce quindi a ritenere fondamentale che il rapporto tra finanza ed etica si evolva da quello, richiamato nel sottotitolo, tra “diavolo ed acqua santa”.

Un obiettivo fondamentale anche per l’impatto sulle future generazioni, ma di non facile ed immediata realizzabilità per una molteplicità di ragioni tra le quali una notevole capacità di “pressione” delle grandi istituzioni finanziarie su governi ed istituzioni finanziarie” (dalla prefazione del prof. Roberto Schiesari,

Dipartimento di Management Università di Torino).

Etica e profitto non sono conflittuali: contrapporre etica e profitto, apertura sociale ed utili aziendali è errato, partendo dal presupposto che l’uomo sia “monodimensionale”, capace di perseguire solo un unico obiettivo e non una serie di obiettivi diversi ma armonizzabili. La ricchezza “egoistica”, la sfrenata corsa verso la massimizzazione del profitto, l’accumulazione di patrimoni personali smisurati aumentano le disuguaglianze, sono una malattia subdola, un killer silenzioso, che giorno dopo giorno mina alle fondamenta il patto sociale.

L’economia deve cambiare visione: occorre realizzare un cambiamento che metta in moto un processo in vista di un’economia diversa da quella che fa semplicemente sopravvivere (lavorare per guadagnare i soldi per vivere); un’economia che include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. L’ecologia e la cura del prossimo sono intimamente correlate. Ed occorre realizzare processi produttivi, progetti qualificati ed una progettualità solidale in grado di garantire equità e giustizia per tutti.

Accettare il “bene comune”:dobbiamo riscoprire il senso e il valore del bene comune in contrapposizione alla ricerca del bene del singolo. Che cos’è il bene comune? Pensiamo agli allevatori che d’estate portano sull’alpeggio le proprie mandrie affinché trovino erba fresca per il pascolo. Se l’interesse del singolo fosse superiore al bene comune ogni pastore avrebbe interesse a portare una mucca in più al pascolo per massimizzare i propri profitti ma ciò porterebbe all’esaurimento ed alla desertificazione del pascolo. Invece i pastori sanno che devono preservare il pascolo affinché non si desertifichi e possa negli anni continuare a svolgere la propria funzione per tutta la collettività; anche noi oggi dobbiamo riscoprire valore del bene comune sentirlo nostro e preservarlo per le generazioni future.” (estratto dal Capitolo 3)

E’ possibile coniugare Finanza ed Etica?
Un’utopia, forse, ma i tempi sono maturi per una riflessione profonda su nuovi modelli di gestione della micro e della macro economia.

Mara Martellotta 

GIANLUIGI DE MARCHI e MARCO PICCOLO – FINANZA ED ETICA, DIAVOLO ED ACQUA SANTA? Riflessioni e proposte per un nuovo modello d’impresa, Amazon libri, 2022, euro 10

 

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Una Pasqua di ripresa per hotel, ristoranti e negozi di cibo e pasticceria

Sono positivi i dati sugli affari a Pasqua, registrati da Confesercenti a Torino, ad incominciare dalle gite di Pasquetta: le macellerie hanno infatti avuto un notevole aumento negli acquisti e nelle prenotazioni di carne per le grigliate. Anche molti turisti sono arrivati in città’ e gli alberghi cittadini arrivano a sfiorare il 90% dell’occupazione, in particolare per le camere triple e quadruple, richieste dalle famiglie. Andamento positivo per le guide turistiche e i ristoratori che hanno avuto moltissime prenotazioni. Per quanto riguarda uova e colombe la produzione artigianale locale rimane la preferita, con vendite in aumento del 5% così come per il prodotto di alta qualità artigianale in gastronomia e in pasticceria (+10-15%). Riprendono in pieno le gite scolastiche +100%.

Nel 2023 Torino capitale dello sviluppo urbano

Nel  febbraio 2023 Torino ospiterà  il Cities Forum,  evento a cadenza biennale che interessa i principali protagonisti europei di sviluppo urbano.

Diciannove le città europee candidate:  nella short list con Lubiana, Tallin e Vitoria-Gasteiz, il capoluogo piemontese ha vinto con otto voti.

E’ “molto soddisfatto” il sindaco Stefano Lo Russo. Si tratta del  più grande evento della Commissione Europea e riunisce i principali attori urbani a livello europeo, nazionale, regionale e locale. La quinta edizione accoglierà circa 700 partecipanti in due giorni.

 La Città di Torino  ha presentato la sua candidatura con un programma che è risultato il migliore. La Fondazione CRT ha offerto gli spazi delle Ogr come luogo principale degli incontri. Tra i temi affrontati, la dimensione urbana della politica di coesione, l’agenda urbana per l’UE, il ruolo delle città nell’attuazione del Green Deal europeo, la risposta dell’UE alla dimensione urbana dell’Agenda 2030 e il New Urban Agenda, la Nuova Carta di Lipsia e iniziative a livello di UE per sostenere le città.

 

Pam Panorama e Borello rinnovano la partnership

Pam Panorama e Borello annunciano con grande soddisfazione reciproca il rinnovo della partnership che li lega dal 2019 e che vedrà entrambe le parti coinvolte in uno sviluppo congiunto di 30 nuovi supermercati nei prossimi anni.

I buoni risultati ottenuti in questi anni di collaborazione sono stati la base e il presupposto per questo nuovo accordo che vede piena condivisione delle strategie commerciali e dell’interpretazione del territorio e crea il presupposto per allargare la collaborazione attraverso il coinvolgimento di altri imprenditori dell’area piemontese.
Borello, rappresenta una realtà di grande rilevanza nel settore del Retail in Piemonte e vanta oggi 44 supermercati.
“Siamo orgogliosi di annunciare il rinnovo dell’accordo con Fiorenzo Borello (nella foto) e la sua famiglia. – dichiara Riccardo Martinelli, Direttore Divisione Prossimità – Si tratta di una realtà di grande tradizione in Piemonte che ha appena celebrato il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività imprenditoriale. Questa collaborazione ci permette inoltre di garantire ai clienti qualità, convenienza, servizio con rinnovata attenzione ai temi dell’ambiente e dei piccoli produttori di qualità del territorio”.
“Siamo entusiasti di aver rinnovato l’accordo con Pam in continuità con la proficua collaborazione di questi anni che arriva dopo importanti risultati ottenuti insieme – dichiara Fiorenzo Borello – Ho grande fiducia nel trasparente rapporto con gli azionisti di PAM e nella professionalità, competenza e affidabilità di Andrea Zoratti, direttore Generale di Pam Panorama, di Riccardo Martinelli Direttore Divisione Prossimità e dei loro collaboratori”.

Da Pasqua a maggio segnali positivi per il turismo a Torino e in Piemonte

Segnali positivi per il weekend di Pasqua, in prossimità dei grandi eventi di maggio e nelle prenotazioni per i mesi estivi.

Dal monitoraggio delle prenotazioni sui canali OTA – Online Travel Agency – emerge che a fine marzo il tasso di saturazione dell’offerta disponibile sul mercato per i mesi primaverili è pari al 16,5% per aprile e al 13,5% per maggio. Per il week-end di Pasqua si evidenzia un valore di saturazione pari al 28,7% e prezzo medio più alto rispetto alla media mensile (109€). Positivi anche i dati riguardanti i mesi estivi, dove le offerte vendute (prenotate) sui canali OTA, presentano un tasso di saturazione pari a: 8,9% per giugno5,7% per luglio e 5,3% per agosto.

Nei giorni dei due eventi internazionali che si terranno a Torino a maggio, il tasso di saturazione dell’area raggiunge il picco del mese il giorno 14 con valore pari al 56,1% (Eurovisione Song contest). Nei giorni del Salone Internazionale del Libro, il tasso di saturazione raggiunge il 38,7%, il 21 maggio 2022.

Per maggiori dettagli ecco il report completo

Pasqua, attesi in aeroporto centomila passeggeri

In forte ripresa il traffico dell’Aeroporto di Torino, che dal 14 al 20 aprile 2022 stima una crescita dei volumi di passeggeri 

Si tratta di un incremento del +25% rispetto allo stesso periodo 2019, ultimo anno non condizionato dalla pandemia, quando i passeggeri transitati dallo scalo nella settimana di Pasqua furono all’incirca 80mila.

Questo risultato è stato reso possibile anche grazie al fatto che nel 2022 l’aeroporto di Torino offre un’ampia varietà di destinazioni raggiungibili a tariffe davvero low cost, consentendo ai passeggeri la migliore combinazione possibile tra prezzo e orario di volo.

Il vettore che traina questa forte ripresa è Ryanair che nella settimana pasquale trasporterà un numero di passeggeri più che doppio rispetto a quello registrato nello stesso periodo 2019.

Sono appena iniziati i voli per Billund (29 marzo), città danese in cui sono nati i famosi mattoncini Lego, e Agadir (1° aprile), destinazione golfistica marocchina molto rinomata; hanno inoltre trovato continuità i nuovi voli lanciati in occasione dell’apertura della base avvenuta a novembre: Budapest, Copenhagen, Cracovia, Dublino, Edimburgo, Lanzarote, Madrid, Malaga, Marrakech, Parigi Beauvais, Siviglia, Tel Aviv e Trapani. Nelle prossime settimane debutteranno Breslavia (dal 2 maggio), in Polonia, Zara (dal 3 giugno), meta balneare da cui poter raggiungere le isole della Croazia, e Praga (dal 5 giugno), capitale della Repubblica Ceca famosa per il suo patrimonio architettonico e culturale. In totale sono 36 le destinazioni (di cui 27 internazionali) servite dal vettore irlandese.

Anche molte altre compagnie aeree concorrono allo sviluppo del network con ulteriori novità: Wizz Air propone dal 28 marzo Lamezia Terme, e presto si potrà volare anche a Skopje (dal 26 maggio) e a Cluj Napoca (dal 3 agosto); easyJet collega per la prima volta nella stagione estiva Torino con Londra Gatwick, mentre Vueling prosegue dall’inverno il volo per Parigi Orly.

Infine, saranno rafforzati i collegamenti con la Grecia con i nuovi voli di Volotea per Atene (dal 27 maggio), Santorini (dal 4 luglio), su cui opererà anche Blue Air (dal 23 giugno) e di Neos per Rodi (dal 13 luglio).

“Siamo molto soddisfatti che la Pasqua 2022 si presenti nel segno della ripresa del traffico – ha commentato l’Amministratore Delegato di Torino Airport, Andrea Andorno -. Si tratta di un segnale molto positivo per la ripartenza del settore turistico, sia outgoing dopo due anni di rallentamento dovuto alla pandemia, ma soprattutto incoming, con la possibilità per Torino e il Piemonte di attrarre nuovi turisti dall’estero durante tutto l’anno. Grazie a questo network di voli così ricco e in continua espansione l’Aeroporto di Torino si conferma dunque al servizio del territorio e dei grandi eventi in programma per i prossimi mesi”.

Giovani under 31, c’è il bonus affitti

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Tra le principali novità della legge di Bilancio 2022 riepilogate dal paragrafo 5 della circolare 9/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate, c’è la possibilità di usufruire del bonus affitti per under 31 nel caso in cui la locazione riguardi solo una porzione dell’unità immobiliare (ad esempio una stanza).
La circolare illustra le novità per i giovani che prendono in affitto un appartamento. In particolare: viene innalzato da 30 a 31 anni non compiuti il limite di età per beneficiare del bonus; lo sconto fiscale può coprire fino al 20% dell’ammontare del canone, fino a un importo massimo di 2mila euro; viene esteso da tre a quattro anni e spetta anche nel caso in cui il contratto abbia ad oggetto una porzione dell’unità immobiliare adibita a residenza (ad esempio, una sola stanza).
Chi ha i requisiti richiesti, dopo aver inoltrato la domanda, potrà ottenere il bonus sotto forma di credito di imposta. L’agevolazione, non prevede nessuno sconto sull’affitto. L’agevolazione verrà corrisposta sotto forma di detrazione IRPEF, che potrà essere fruita tramite la dichiarazione dei redditi.
Grazie alle modifiche, viene riconosciuta dall’anno d’imposta 2022 una detrazione dall’imposta lorda di 991,60 euro per i primi quattro anni di durata contrattuale: ai giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti; con un reddito non superiore a 15.493,71 euro; che stipulano un contratto di locazione di una unità immobiliare o sua porzione da destinare a propria residenza.
Inoltre, se superiore a 991,60 euro, la detrazione è pari al 20% dell’ammontare del canone di locazione, entro il limite massimo di 2.000 euro.
Per poter richiedere il bonus bisognerà comunicare all’Agenzia delle Entrate: i dati personali del giovane richiedente; i dati relativi alla tipologia di immobile destinato all’abitazione; il contratto di affitto stipulato con il proprietario di casa; la documentazione che accerta la tipologia dell’immobile secondo i requisiti; la documentazione che riporta il reddito annuo del giovane, secondo le soglie massime previste: si potrà presentare l’Isee oppure la dichiarazione dei redditi.
E’ opportuno sapere che le richieste possono essere processate anche tramite i Caf abilitati.
Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.