ECONOMIA- Pagina 214

A Torino inaugurato To Dream, il più grande Urban District del Piemonte

Un concetto inedito di integrazione tra shoppingleisureserviziuffici accoglienza  che si sviluppa su un’area complessiva di 270.000 mq.  Il progetto prevede la riqualificazione dell’ex area industriale Michelin  e ha ricevuto il The Plan Award 2022 nella categoria retail con menzione d’onore  nella categoria Real Estate.

È stata inaugurata oggi, giovedì 13 aprile, la prima fase di To Dream, il più grande Urban District del Piemonte, nato da un concetto innovativo in linea con la mission di Romania Sviluppo. Al taglio del nastro erano presenti il Sindaco della Città di Torino, il Presidente della Regione Piemonte, altre istituzioni cittadine, Francesco Federico, AD Romania Sviluppo e Marcella Turco, Shopping Center Manager To Dream.

To Dream è un’idea originale che sviluppa a Torino, su un’area complessiva di 270.000 mq, tra open mall e area parcheggi, in posizione strategica, un concetto inedito di integrazione tra shopping, leisure, servizi, uffici e accoglienza. Un design raffinato, un’offerta di 107 attività, tra cui 24 ristoranti, tra top brand e marchi in anteprima per l’Italia, una vasta area entertainment, un cinema con 8 sale, una palestra, numerosi servizi e un hotel 4 stelle, oltre al nuovo headquarter Michelin. E ancora la pista per go-kartuna delle più lunghe d’Europa, costruita su tre livelli. Il tutto all’interno di un parco urbano che rende To Dream un vero e proprio polo attrattivo per tutti i target: luogo di riferimento a livello regionale e di una vasta area del Nord-Ovest.

Il progetto. In un’area di intervento di 270.000 mq, l’Urban District avrà una superficie complessiva di oltre 88.000 mq di cui 45.000 mq di negozi, ristoranti e servizi, 20.000 mq di attività ludico ricreative, hotel, palestra, 20.000 mq di Retail Park, 3.000 mq di uffici, al cui interno trova spazio il quartier generale di Michelin Italia. Ci saranno inoltre più di 4.000 posti auto, dei quali 700 all’aperto, 400 postazioni di ricarica per le vetture elettriche e più di 150 stalli per le biciclette. Il tutto circondato da un ampio parco verde lineare di oltre 40.000 mq.
Il progetto della struttura si ispira agli eleganti portici torinesi e parte integrante dell’architettura sarà il paesaggio, con percorsi pedonali arricchiti da vegetazione arborea. Proprio in quest’ottica, il progetto To Dream si fonda su attenti principi di sostenibilità, grazie all’uso di materiali naturali, il 70% del fabbisogno di energia primaria per usi termici derivante da fonti energetiche rinnovabili e il trattamento per il riciclo delle acque piovane e di scarico.

La prima fase, inaugurata oggi, consiste di circa 25.000 mq di attività commerciale, ristorazione e servizi. In questa fase apriranno 56 attività, di cui 14 ristoranti.

Informazioni logistiche:
Indirizzo: Corso Romania 460
Orario (Fase I): negozi dalle 9.30 alle 20.30; ristorazione dalle 8.30 alle 23.30.
Chiusure: 1 gennaio, Pasqua, 15 agosto, 25 dicembre, 26 dicembre.Per maggiori informazioni:
https://www.todream.itINSTAGRAM: @todreamtorino
FACEBOOK: @todreamtorino
TIKTOK: @todreamtorino
LinkedIn: @todreamtorino

Uncem: dov’è la neve del futuro?

Dove è la neve del futuro? L’artificiale o programmata, con o senza acqua, è nel futuro o nel passato? Oltre ogni ideologica resistenza al cambiamento, oltre ogni pseudo-ambientalismo, oltre ogni scontro tra tifoserie, oltre ogni accademica lezioncina alla Politica, esercitare pensiero, analisi, studio, e poi azione e concretezza è necessario. Oggi più che mai. Di fronte ai grandi numeri – almeno quelli raccontati nelle ultime ore dagli Operatori turistici – a conclusione dell’inverno 2022-2023, che si chiude con questo week end lungo pasquale, crescono ancora di più le domande. Belle e virtuose domande. Senza apparenti semplici risposte. Chi le ha, forse non sa andare oltre. Cercarle insieme, comunitariamente è vincente. Dare risposte “in unità” all’oltre della neve, è il vero percorso che ci coinvolge. Tutto il passato non si salva. Cosa ci sia nel futuro richiede tanta tanta intelligenza, anche istituzionale. Comunitaria.

Tanti arrivi e tante presenze, dal mondo sulle Alpi e sugli Appennini, pochissima neve. In questo inverno. Tanta neve, solo neve o quasi prodotta artificialmente, molti fondi pubblici investiti, buone ricadute sull’indotto, sul mercato, sugli hotel, sui ristoranti, sui Maestri, su chi vive e opera nei territori. Resta e può restare perché vi sono economia, servizi, comunità unite, senso del futuro. Ha tutto senso? Cosa non lo ha? Va tutto bene? Oltre tutte (e altre) queste domande, forse anche esse banali e retoriche, che Uncem si pone, prova ad andare il progetto Interreg Spazio Alpino Beyondsnow che vedrà due giorni importanti di riflessione, il 18 e il 19 aprile a Torino, presso la sede della Città Metropolitana, e nelle Valli di Lanzo, ad Ala di Stura e Balme. Ci sarà anche Uncem, per andare oltre i limiti della semplificazione e dello scontro, da bar o da pista. Oltre il limite del senso che “se si è sempre fatto così, va bene così”. Ci proveremo, almeno. Non è detto che sia facile. Ma vale la pena di provarci, insieme. Tutti. Operatori ed Enti locali, lavoratori e Associazioni che credono nelle sfide del cambiamento climatico, che provano ad affrontarle con intelligenza e lucidità. Serve onesta intellettuale, superare disuguaglianze e sperequazioni. Beyondsnow è anche questa volontà. Chi ha la verità in tasca, chi vuole dire tutto, chi sa tutto, chi insegna tutto, chi mostra la via perfetta, sul futuro dello sci, del turismo, della neve, dell’artificiale finanziata da soldi pubblici, potrà stare a casa. Beyondsnow chiama a raccolta chi vuole dialogare e confrontarsi, partendo anche da zero, cambiando anche idea, che è sempre virtuo dei forti. Uncem ci sarà. Buon Sabato Santo. La Luce illumini come andare “oltre”, anche nella neve del futuro.

Wooooow, il portale dedicato all’orientamento e alla formazione e al lavoro

A PORTATA DI CLICK

Il progetto del Gruppo Giovani di Confindustria Piemonte coinvolge 57 istituti scolastici e quasi 200 imprese 

che condividono l’offerta formativa e lavorativa
per ridurre il mismatch tra domanda e offerta anche grazie a un innovativo test

 

Il Gruppo dei Giovani imprenditori di Confindustria Piemonte ha messo on-line il progetto Wooooow dedicato all’orientamento e alla formazione e al lavoro. Ideato, promosso e realizzato per la prima volta nel 2012 dal Gruppo Giovani Imprenditori di Novara come un evento fisico che ha coinvolto oltre 10.000 giovani dove era possibile conoscere di persona docenti o rappresentanti delle imprese, Wooooow è stato ora esteso all’intero territorio regionale ed è disponibile anche attraverso un portale digitale.

L’obiettivo è creare un ulteriore canale di comunicazione sempre aggiornato tra giovani, scuola e mondo del lavoro, fruibile in maniera condivisa insieme alle famiglie. Wooooow si rivolge sia a chi sta per scegliere il proprio percorso scolastico, sia a chi cerca un primo impiego. Per allargare al massimo il campo d’azione vengono coinvolte le Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado, le imprese e le agenzie formative che presentano la propria offerta in un unico portale suddiviso per territori, orientamento scolastico e tipo di impiego ricercato.

Al centro del progetto l’Orientatest, grazie al quale si può scoprire qual è l’indirizzo scolastico più adatto alle caratteristiche e agli interessi di ragazze e ragazzi. Per chi ha invece deciso di entrare nel mondo del lavoro, c’è invece la possibilità di un supporto diretto grazie all’interazione che il sistema confindustriale è in grado di offrire. Sono poi presenti nel portale i contatti diretti con tutte le aziende che hanno già deciso di aderire al progetto Wooooow.

“Wooooow comprende già 57 istituti scolastici e 196 imprese da Vercelli, Novara, Biella, Asti, Cuneo, Verbania e Canavese. Il portale e gli eventi fisici vogliono essere una via d’ingresso ‘informata’ verso il mondo del lavoro” spiega il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, Andrea Notari. “Il progetto è gratuito, e ovviamente senza nessun obbligo o registrazione preliminare. E’ un viaggio dentro il proprio futuro, o per chi come me è più avanti negli anni, un ritorno al futuro, con la scoperta di vocazioni nascoste magari sotto al tappeto. In futuro, vorremo poi anche includere il mondo accademico – aggiunge Notari – offrendo così un panorama completo a 360° a chi accede al nostro portale. L’obiettivo è crescere in fretta, per raccogliere il maggior numero di soggetti, e affinare sempre più l’offerta a seconda delle esigenze, e trovare delle risposte che incrocino le aspirazioni di ognuno”.

Agriturist Piemonte: premiate le aziende agrituristiche e il “Made in Italy” di prossimità

 

 

La vacanza in agriturismo è stata la prima scelta degli italiani per Pasqua e Pasquetta”. Lo ha detto Lorenzo Morandi presidente di Agriturist Piemonte, l’Associazione Nazionale per l’Agriturismo, l’Ambiente e il Territorio, prima associazione di agriturismo in Italia, costituita dalla Confagricoltura nel 1965, per promuovere e tutelare l’agriturismo, i prodotti nazionali dell’enogastronomia regionale, l’ambiente, il paesaggio, la cultura rurale.

In Piemonte, per il primo lungo week end di primavera gli ospiti hanno scelto la campagna, l’aria aperta, mete vicine, ambienti genuini e l’assaggio delle eccellenze enogastronomiche che caratterizzano i nostri territori” prosegue Morandi, sottolineando quanto sia in aumento il numero dei sostenitori delle vacanze sempreverdi.

In Italia le aziende agrituristiche attive sono più di 25.000 e oltre il 60% dei comuni italiani ne ospita almeno una. Quasi la metà offre almeno tre servizi e più di una su tre è condotta da un’imprenditrice

 

Tuttavia, alcune note dolenti sono state evidenziate da Agriturist e riguardano la difficoltà a reperire personale e il peso dei forti aumenti delle materie prime: ad esempio, in un anno, la farina è aumentata del 150%, lo zucchero del 100%, latte, carni e ortaggi dell’80% e oltre il 150% i costi energetici. Per contro, responsabilmente, gli imprenditori agrituristici hanno solo leggermente ritoccato i loro prezzi.

Il settore dell’agriturismo italiano, con le sue peculiarità uniche al mondo, si conferma una parte strategica all’interno dell’offerta turistica nazionale. Ci siamo finalmente gettati alle spalle la pandemia – conclude il presidente Morandi – e i risultati lo stanno dimostrando. Si ricomincia con una maggiore pianificazione e programmazione delle proprie vacanze anche se preoccupa, soprattutto in vista della prossima stagione estiva, la difficoltà a reperire personale”.

Al via sette progetti di mobilità sostenibile tra Stellantis e Politecnico

Oggi al Politecnico di Torino il Chief Technology Officer (CTO) di Stellantis Ned Curic, il Rettore Guido Saracco e il vice rettore per le politiche interne Stefano Corgnati hanno dato ufficialmente il via ai sette progetti finanziati nell’ambito del protocollo d’intesa siglato a fine 2022 con l’obiettivo di rafforzare le attività di ricerca e sviluppo sui temi della mobilità, sostenibilità e dell’economia circolare.

L’accordo per il quadriennio 2022-2026 supporta le attività di ricerca volte ad accelerare lo sviluppo di prodotti per la mobilità sostenibile nel medio e lungo periodo, oltre al Corso di Laurea in Ingegneria dell’Autoveicolo. I sette progetti avviati formalmente oggi riguardano infatti soluzioni per la mobilità a zero emissioni e la riduzione dell’impatto ambientale e vedranno il finanziamento di borse di dottorato e di tesi di laurea magistrale.

I progetti hanno un approccio fortemente interdisciplinare e coinvolgeranno più dipartimenti e Centri Interdipartimentali del Politecnico. In particolare, cinque riguardano lo sviluppo di vetture ibride ed elettriche e si occuperanno di batterie innovative, progettazione di pacchi batterie per nuovi veicoli, semiconduttori di nuova generazione per l’elettronica dei motori, accumulo dell’idrogeno per le vetture che utilizzano questo carburante e soluzioni per aumentare l’efficienza dei piccoli e medi veicoli per il delivery. nell’ambito della riduzione dell’impatto dell’intera filiera produttiva – dalle materie prime allo smaltimento degli scarti – i progetti riguarderanno invece la cattura, l’accumulo e il riutilizzo delle emissioni di CO2 e la definizione del  Life Cycle Assestment (LCA) ottimale.

Il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, ha ricordato: “La collaborazione con Stellantis si dimostra, come in passato, motore di uno sviluppo tecnologico essenziale per il nostro tessuto economico ed offre preziose opportunità di formazione ai nostri studenti preparandoli per le richieste del mercato. Grazie a questa sinergia i nostri ingegneri saranno formati per affrontare le sfide di una società che cambia sempre più velocemente”.

“Lavorare insieme ci rende più forti e creativi grazie alle eccellenze tecnologiche e umane su cui possono contare Stellantis e il Politecnico di Torino. Affrontare la complessità della mobilità di domani richiede infatti un approccio aperto e basato su un ecosistema collaborativo globale. Questo ci consente di far progredire le nostre conoscenze e trovare risposte innovative alle sfide di domani, a  beneficio dei nostri clienti e della società in genere”, ha sottolineato il Chief Technology Officer di Stellantis Ned Curic.

 

World Economic Outlook Fondo Monetario Internazionale

Presentazione 
Scenari macroeconomici e tensioni geopolitiche

Un incontro organizzato da Fondazione Collegio Carlo Alberto e Fondo Monetario Internazionale in avvicinamento al Festival Internazionale dell’Economia, ideato, progettato e realizzato da Editori Laterza con la direzione scientifica di Tito Boeri.

Presentano

Chiara MaggiFondo Monetario Internazionale
Congiuntura macroeconomica

Andrea F. PresbiteroFondo Monetario Internazionale e CEPR
Tensioni geopolitiche e investimenti diretti esteri

 

Ne discutono

Giovanna NicodanoCollegio Carlo Alberto, Università di Torino e CEPR

Fabrizio PaganiVitale & Co.

Federico RavennaCollegio Carlo Alberto, University of Copenhagen e HEC Montreal

 

Modera

Giorgio Barba NavarettiCollegio Carlo Alberto e Università di Milano
 

Uncem: da semi ad alberi, senza alberi

 

Il Corriere della Sera  racconta di un tema che ci sta a cuore come Uncem. Il fallimento e la contestazione della componente PNRR sulla forestazione urbana, coordinata dalle Città Metropolitane. Il tema non è solo semi si, alberi no. Nel senso di “non abbiamo piantato alberi”, l’accusa di Bruxelles. Era scontato non lo potessimo fare, non avendo alberelli, ovvero “materiale di moltiplicazione” (che doveva essere prodotto e consegnato ai vivai forestali – deboli e inesistenti in Italia – come dal 1952, dai Carabinieri Forestali, oggi COFA… con altri Carabinieri che poi hanno fatto i controlli scoprendo il problemi). Il vero punto di sta questa sugli alberi non piantati e finora “seme”, è che da dieci anni almeno, tutti parlano di nuove milionate di alberi da piantare. 10, 100, 1miliardo. Per “assorbire co2”, risolvere le problematiche della crisi climatica, si dice. E giù applausi. Milioni e milioni. E noi, ditino alzato per chiedere la parola, con PEFC, FSC, Legambiente, Alberitalia, Conaf a provare a dire che, in Italia “non abbiamo alberi” da piantare, che non abbiamo vivai forestali, che il “materiale da moltiplicazione” non è mai stato prodotto, che si è investito niente su questo fronte per cinquant’anni, che c’è una legge statale moderna e bellissima sulle foreste da applicare e che di demagogia moriremo. Perché il PNRR doveva avere 1 miliardo di euro per le foreste montane, 12 milioni di ettari di foreste in aumento, saltati nel 2021 per banali scontri politici nel governo di allora. Poi qualcuno ha pensato di dire che saremmo stati bravi come Paese investendo su nuovi alberi. E così è partito il meccanismo e il bando, malscritto, sulle foreste urbane. Da piantare in spazi da ricavare. Facile. Bello, stupendo. Senza alberi da piantare. Dimenticandoci che il bosco in Italia aumenta non poco, invade il prato-pascolo e i paesi ove la popolazione si riduce, e che piantare alberi è solo una parte delle tante cose da fare e finanziare ai sensi della Strategia forestale nazionale. È solo un pezzo, piantare alberi che oggi non abbiamo, di un programma più ampio! Ma si è preferito agire di pancia, con milioni di alberi annunciati che non ci sarebbero mai potuti essere. E Uncem lo aveva detto, scritto, ma serve a poco oggi ribadirlo. Si è agito e scritto il PNRR senza ascoltare Davide, Antonio, Alessandra, Marco…, e quelli bravi, ma davvero bravi (si pensi alla ottima Fondazione Alberitalia) che avevano già messo tutti in guardia. Ora ci ritroviamo i semi. E le paginate dei giornali. Importanti, ma con i semi e senza vivai forestali. Con la necessità di una vera politica forestale, peraltro scritta e solo da attuare con i soggetti giusti.

Uncem

Il Pil, questo sconosciuto

Tutti ne sentono parlare, pochi lo conoscono, nessuno sa come si calcola. Parliamo del PIL, questa sigla assurta a bussola di economia, finanza, politica, intorno alla quale si discute, si formulano strategie, si determinano le sorti di un Paese.

Ricordiamo che il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in un Paese in un dato periodo di tempo.
Chiariamo i vari termini.
I beni e i servizi che entrano nel PIL sono valutati al valore di mercato, cioè ai prezzi a cui sono venduti.
I prodotti considerati sono quelli finali, cioè quelli venduti e consumati. Se una lamiera d’acciaio è utilizzata per fabbricare un’auto, non viene conteggiato il suo valore ma quello dell’auto.
E valgono solo i beni prodotti, non quelli venduti (ad esempio valgono le auto nuove di fabbrica, non quelle usate).
Detto così, sembra facile; e sui libri di economia è scritto così.
Ma dal dire al fare, come insegna un vecchio proverbio, c’è di mezzo il mare.
Tra la formulazione teorica del PIL e la sua misurazione pratica c’è l’ostacolo di come calcolare, di cosa calcolare, di dove reperire i dati.
L’immane compito è stato affidato ad un ente pubblico, l’ISTAT, delegato a tutte le rilevazioni statistiche nazionali, tanto che sulla facciata della sede dell’Istat si legge la scritta: “numerus rerum omnium nodus”, ovvero i numeri sono il fulcro di ogni cosa.
Per la produzione industriale o agricola, in teoria nessun problema: si prende il fatturato di tutte le aziende, si sottraggono i costi di approvvigionamento delle materie prime ed il valore è pronto.
Ma è evidente che, per quanto la metodologia sia “rigorosa” (ed infatti è sottoposta a precise procedure, omogeneizzate a livello europeo, per facilitare i confronti), è pur sempre frutto in gran parte di stime o, come dicono i suoi detrattori, di calcoli “ad occhio”.
Facciamoci qualche domanda: come si fa a determinare con esattezza il valore della produzione di centinaia di migliaia di unità produttive e come si fa ad essere certi della “depurazione” dei vari passaggi da un’azienda a un’altra? Pur con tutta la raffinatezza statistica e la potenza dei sistemi informatici, è impossibile considerare quanto viene prodotto in un mese in Italia
E ancora: siccome dal 2014 nel calcolo del PIL sono state inserite anche stime del fatturato prodotto da attività illegali (traffico di droga, sfruttamento della prostituzione, contrabbando di sigarette ed alcolici sulla base di una decisione delle autorità internazionali che regolano le statistiche), il dato diventa ancor più impalpabile e difficilmente quantificabile. Quanto produce veramente la cosiddetta “economia sommersa” che, per sua natura, non emette fatture e non contabilizza nulla? Al momento del suo inserimento ufficiale nel PIL, il sommerso è stato stimato pari ad un valore di 187 miliardi (11% circa del valore “ufficiale”), mentre droga, prostituzione e contrabbando varrebbero circa 15,5 miliardi di euro.
Ma vi sono altri problemi.
Una parte consistente del PIL è dato dalla Pubblica amministrazione per la quale, in via semplificata, si considera “reddito prodotto” la somma degli stipendi pagati. Quindi se, per assurdo (ma non tanto, data la massa enorme di dipendenti pubblici…), tutti gli italiani fossero assunti dallo Stato per timbrare pratiche, passare carte, rilasciare carte d’identità, ecc. il PIL crescerebbe ad ogni rinnovo contrattuale; ma, ovviamente, senza produrre nulla!
Insomma, quando si legge che “il PIL è cresciuto dell’1,5%” oppure che “il PIL è cresciuto del 2,5%” bisogna fare un atto di fede.
E che il PIL sia un’entità “manovrabile” lo ha dimostrato clamorosamente un fatto avvenuto una trentina d’anni fa.

Era allora presidente del consiglio Bettino Craxi, che un giorno pensò bene di sollecitare una revisione dei meccanismi di calcolo del prodotto interno lordo. Risultato della “pressione”: l’Istat effettuò una rivalutazione del 17% che valse al nostro Paese la possibilità di «sorpassare» l’economia inglese.
E per finire parliamo dell’effettiva importanza del PIL per quantificare la capacità produttiva di un Paese e, indirettamente, il suo benessere. Su questo tema è d’obbligo citare Robert Kennedy, che in un celebre discorso alla Kansas University nel lontano 1968 affermò che “Non possiamo misurare i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro istruzione e della gioia dei loro momenti di svago. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta”.
E’ per questo che negli ultimi tempi si sono sviluppati altri indicatori, come il GPI (Genuine Progress Indicator, o “indicatore del progresso reale”) che misura la qualità della vita, oppure il FIL (Felicità nazionale lorda).
Quest’ultimo indice è interessante perché non è solo teorico, ma pratico, in quanto adottato dal Bhutan (un regno minuscolo sulle pendici dell’Himalaya, grande come la Svizzera ed abitato da una popolazione pari a quella di Bologna), che ha da anni ripudiato il PIL. Il nuovo indice si calcola attraverso 33 indicatori che hanno lo scopo di indagare la felicità individuale in nove aree, (lo standard di vita, la salute e l’educazione, l’uso del tempo, eccetera).
Gli abitanti del Bhutan forse non sono ricchi, ma sicuramente sono felici; e se anche noi provassimo a calcolare il FIL ed a smettere di correre dietro ai profitti, ai mercati finanziari, alla voracità di denaro per soddisfare bisogni inutili?

Chi volesse approfondire il tema può leggere il libro FINANZA ED ETICA: DIAVOLO ED ACQUA SANTA?, Amazon libri Codice ASIN: B09TDW5JLQ, euro 10

Gianluigi De Marchi

Pasqua rilancia hotel e ristoranti a Torino

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IL TURISMO INDIVIDUALE TRAINA LE VISITE GUIDATE. PIENONE CONCENTRATO NEL WEEK END

Maria Luisa Coppa, Presidente Ascom Torino: «Il nostro progetto di legare a doppio filo turismo e commercio si stia rivelando vincente». Soddisfatte le categorie legate al turismo e alla ristorazione.

Attese anche per i ponti del 25 aprile e 1° maggio.

 Sarà una Pasqua all’insegna del segno positivo per il commercio e il turismo a Torino. Lo affermaAscom Confcommercio Torino e provincia, analizzando le prenotazioni di alberghi, visite guidate, ristoranti e pasticcerie. Buone anche le attese per il ponte del 25 Aprile.

«Il turismo si conferma un settore centrale dell’economia locale – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa -. Le attività legate alla Pasqua sono tornate ai livelli pre Covid, con una concentrazione evidente nel week end pasquale rispetto alla tradizionale settimana di vacanza di un tempo. Caselle sta facendo numeri estremamente interessanti e i nostri imprenditori sono pronti ad accogliere i turisti con un’offerta di qualità e in continua evoluzione. Siamo soddisfatti di questi risultati, che testimoniano quanto il nostro progetto di legare a doppio filo turismo e commercio si stia rivelando vincente».

ALBERGHI

Prosegue la tendenza positiva delle prenotazioni alberghiere, che nei primi mesi del 2023 ha superato del 2-3% lo stesso periodo del 2019. Allora la Pasqua aveva fatto registrare un’occupazione dell’80-85% e gli albergatori stimano di raggiungere e, forse, superare tale dato. Gli albergatori, soprattutto del centro, prevedono un’ottima occupazione per il prossimo week end, complice anche il bel tempo, che ha favorito cospicue prenotazioni anche per tutto il mese di aprile. «Questo conferma le nostre sensazioni di inizio anno relativamente a un 2023 che potrebbe rivelarsi l’anno della svolta dopo l’emergenza pandemicaevidenzia il presidente di Federalberghi TorinoFabio Borio con i flussi turistici che tornano a crescere e i turisti che abbandonano il last minute e ricominciano a preferire la programmazione dei viaggi. Torino, inoltre, risulta sempre più attrattiva e ha saputo proporsi, dopo la pandemia, come nuova destinazione turistica italiana grazie anche allo straordinario lavoro di promozione e agli sforzi compiuti dalla Regione, dalla Città, dalla Camera di Commercio e dalle Associazioni di categoria».

RISTORANTI

Pasquetta sold out sia in città sia in provincia per la maggioranza dei ristoranti, mentre, come negli anni passati, il giorno di Pasqua rivela ancora alcuni (pochi) posti liberi. Anche per il 25 Aprile e il 1° maggio le prenotazioni sono già arrivate con previsioni in linea con gli anni passati.

Alcuni ristoratori segnalano un anticipo delle prenotazioni rispetto allo scorso anno e confidano nel bel tempo per irrobustire ulteriormente la tendenza positiva.  

«Dobbiamo questo trend positivo – commenta il presidente dei ristoratori Epat Ascom  Maurizio Zitoanche allinnalzamento della qualità della proposta nella ristorazione torinese, che dal dopo  pandemia si è riscoperta ancora più vigorosa e con tantissima voglia di mettersi in mostra e di posizionare il Piemonte e Torino come una delle zone più interessanti in Italia per la sua tradizione culinaria».

PASTICCERIE

Nonostante l’aumento delle materie prime, che non ha comunque pesato sul prezzo di vendita al pubblico se non in qualche caso,peraltro molto limitato entro il 5% per il cioccolato, le pasticcerie segnalano prenotazioni in linea con gli anni passati. C’è attesa per gli acquisti dell’ultimo momento senza prenotazione: se le previsioni del tempo saranno buone, come paiono essere, la città sarà meno affollata e gli acquisti saranno contenuti, se il tempo volgerà invece al brutto saranno preferiti i pranzi in casa e il dolce diventerà un must irrinunciabile. «La convivialità che si sviluppa intorno al dolce tipico della Pasqua, la colomba – sottolinea il vicepresidente Ascom Epat, il pasticcere Giovanni Dell’Agnese, ha un valore speciale, anche per il simbolo di pace che porta con sé. Dopo un anno difficile a livello globale e locale le famiglie e le tavolate di amici possono ritrovare un po’ di serenità anche nel taglio di questo dolce straordinario, che la tradizione artigianale torinese e piemontese sa valorizzare grazie alla maestria dei pasticceri, che hanno nelle loro vetrine sia le versioni più classiche sia quelle più elaborate».

CIOCCOLATERIE

Tra i protagonisti tradizionali della Pasqua il cioccolato continua ad essere tra gli acquisti preferiti dai torinesi. Come in altri settori le prenotazioni quest’anno sono state più a ridosso delle festività, ma la produzione di uova e cioccolatini è in linea con quella del 2022 seppur in un arco di tempo più intenso e rapido. Molto bene le vendite on-line per i cioccolatieri che si sono dotati di e-commerce. Oltre alle versioni tradizionali delle uova sono apprezzate anche le interpretazioni, con una predilezione per decorazioni e arricchimenti al pistacchio.

VISITE GUIDATE E VIAGGI

In un contesto nazionale che vede oltre 16 milioni gli italiani pronti a partire per le vacanze di Pasqua, con destinazioni all’interno della propria regione per il 50% e una spesa pro-capite di circa 400 euro, mentre, altri 8,2 milioni di italiani viaggeranno durante il ponte del 25 Aprile con una spesa di circa 360 euro a testa (dati Confcommercio), le agenzie di viaggio torinesi segnalano un trend positivo costante con picchi più alti per la Festa della Liberazione rispetto alla Pasqua per quanto riguarda l’incoming, mentre è più robusto il flusso di piemontesi per le destinazioni fuori regione o fuori Italia. Anche le guide turistiche della GIA, l’associazione della Guide, Interpreti e Accompagnatori turistici del Piemonte aderente ad Ascom Confcommercio, confermano prenotazioni a livello pre-Covid orientate prevalentemente al dopo Pasqua: «Si sta facendo strada la tendenza di viaggiatori singoli, anziché i tradizionali gruppi – sottolinea la presidente delle guide GIA piemontesi Barbara Sapino -, che amano visitare la città con una guida professionista che li accompagni tra i luoghi, i monumenti e i musei più significativi. Numerosi gli stranieri che si stanno appassionando soprattutto all’enogastronomia, all’arte e alla cultura e richiedono la visita a Torino abbinata talvolta alle Langhe e alMonferrato. Da non perdere, proprio a Pasqua, l’esposizione dell’autoritratto di Leonardo, già richiesto da molti turisti e da molti torinesi».