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CULTURA - page 52

“Vitamine Jazz”, i nuovi concerti

in CULTURA E SPETTACOLI

Gli appuntamenti della settimana all’Ospedale Sant’Anna per la rassegna“Vitamine Jazz” già arrivata al centocinquantottesimo concerto e alla sua terza stagione, organizzata per la “Fondazione Medicina a Misura di Donna” e curata da Raimondo Cesa

I concerti avranno inizio dalle ore 10.00 nella sala Terzo Paradiso in via Ventimiglia 3 aperta al pubblico, dedicata alle pazienti e ai loro cari.

Martedi 4 febbraio “Flow Mind ”

Sara Voghera voce
Davide Ferro chitarra
I “Flow Mind” sono un duo acustico composto da Sara Voghera e Davide Ferro, rispettivamente una cantante e un chitarrista di Torino. Hanno iniziato a collaborare a partire dal 2014. Nel corso degli anni si sono esibiti in atelier, sale concerti e altri locali di Torino. Il loro repertorio spazia dallo smooth jazz al blues.


Giovedì 6 febbraio sarà la volta del gruppo “Jazz Tape”

Arianna Cibonfa, voce
Maurizio Malano, chitarra

Il progetto “Jazz Tape” nasce dall’unione artistica tra la cantante Arianna Cibonfa e il chitarrista
Maurizio Malano entrambi musicisti jazz e amanti di musica italiana
anni ’50 e ’60.
I Jazz Tape, come una pellicola di un vecchio film, guidano l’ascoltatore in un viaggio
attraverso i più bei brani del cinema, il tutto arricchito da standard jazz, cantautorato
italiano anni ’50 e ’60 e sonorità attuali. Voce e chitarra sono le protagoniste
in una serata in cui il jazz fa da filo conduttore.

ARIANNA CIBONFA

Studia canto moderno e jazz da dodici anni, prima in scuole private
e poi al Conservatorio “G.F. Ghedini” di Cuneo dove nel 2019 consegue il Diploma di II
Livello in Canto Jazz con il massimo dei voti. Durante il suo percorso accademico, entra in contatto con numerosi docenti di spicco del panorama nazionale: Tiziana Ghiglioni, Danila Satragno, Barbara Raimondi, Laura Conti, Luigi Bonafede, Riccardo Zegna, Riccardo Fioravanti, Luigi Martinale, Bruno Mosso e
molti altri. Approfondisce lo studio della voce attraverso Masterclass con importanti cantanti americane,
tra cui Jay Clayton e Liane Carroll. Fa parte di diverse formazioni musicali fra cui, il quartetto “BlindWink” formatosi sul territorio cuneese dove, tra i suoi membri, vanta Riccardo Serra (fondatore dello storico gruppo occitano Lou Dalfin), dal 2016 ricopre il ruolo di docente di Canto moderno e jazz in diverse scuole private.

MAURIZIO MALANO

Ha conseguito le Lauree Ordinamentali di Secondo e di Primo Livello in Chitarra Jazz al conservatorio “C. F. Gedini” di Cuneo, entrambe con la valutazione di
110 e lode, con la docenza di insegnanti del calibro di Alessio Menconi,
Riccardo Galardini, Riccardo Fioravanti, Luigi Bonafede, Riccardo Zegna, Gianni Negro,
Luigi Martinale, Gianluca Tagliazucchi.
E’ titolare del corso di chitarra moderna (Rock, Blues, Jazz) presso l’associazione “Musica
Insieme” di Grugliasco (To), presso “MusicLand & DanceLand” di Ciriè (To).

Ricordare Re Vittorio? Doveroso, ma senza dilettantismi

in prima pagina

Di Pier Franco Quaglieni

E’ giusto che Torino ricordi in modo adeguato Vittorio Emanuele II, il Padre della Patria, nato a Torino il 14 marzo 1820. L’ho scritto per primo su questo giornale una settimana fa

Tra i  quattro Re d’ Italia fu sicuramente  Vittorio Emanuele il più significativo  sotto il profilo storico. Coprotagonista del Risorgimento con Cavour, Garibaldi e Mazzini, seppe essere all’altezza del compito immane che la Dinastia sabauda si era assegnata, quello di realizzare  l’ unità  di un paese da secoli diviso, quello che Croce definì il “Sorgimento”, il fatto più importante della storia italiana.
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Senza voler necessariamente  accettare una certa agiografia sabauda, che non è certo vera  storiografia,  il Re fu  senza dubbio una personalità storica  importante e decisiva. Denis Mack Smith nel 1972 ne scrisse un’ampia biografia che non rende giustizia al Re. Non a caso,  la esaltò Franco Antonicelli che la presentò, in dialogo con l’autore, all’Unione Culturale. Andai a sentirli, rimasi allibito dalla loro faziosità ideologica. Rosario Romeo, il massimo storico del Risorgimento e di Cavour, mi disse che quella biografia era “miserabile”. Mach Smith era troppo angusto per poter  capire Vittorio Emanuele II che non era banalmente  riconducibile al fatto – sicuramente vero – che gli piacessero molto le donne, tanto per citare un aspetto insistito di quella biografia. Non capì  neppure Cavour. Al massimo esaltò acriticamente Garibaldi. Nel 2011 a palazzo reale di Torino, con grande dovizia di mezzi,  venne allestita una mostra su Vittorio Emanuele II in chiave meramente celebrativa che certo non contribuì alla sua conoscenza storica  Ho ripreso in mano l’imponente catalogo introdotto dal giornalista Giovanni Minoli e non da uno storico.Un’introduzione di una banalità  piuttosto sconcertante,  scritta in modo  un po’ strascicato da un giornalista televisivo, forse poco avvezzo a scrivere  articoli e meno che mai dei  saggi storici. Più che un catalogo si tratta di una rigovernatura di scritti  poco coerenti e poco scientifici. Un grande impegno finanziario per realizzare un evento  molto effimero e di scarso valore storiografico.
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Gli storici risorgimentalisti sono pochi, i dilettanti e gli improvvisatori sono invece tantissimi. Era vero nel  2011 , ma ancora di più oggi. La cattedra di Storia del Risorgimento e’ stata soppressa a Torino e in altre Università italiane. L’ istituto nazionale per la storia del Risorgimento è stato commissariato con l’intento di scioglierlo . Ho letto sui giornali dei nomi  di “celebratori” che mi fanno rabbrividire. Persone neppure laureate, comunque senza studi in campo risorgimentale, che si apprestano a pontificare su questo Re che va storicizzato più che celebrato. Non vorrei che fossero  protagonisti delle “celebrazioni”   del bicentenario anche gli eredi  ideali del Conte De Vecchi di Val Cismon , squadrista e quadrumviro della Marcia su Roma, dilettante di storia del Risorgimento, padre di una versione aberrante della storia risorgimentale di cui il fascismo sarebbe stato il pieno coronamento. Una tesi di Giovanni Gentile, di cui lo squadrista torinese realizzò la peggiore  vulgata.  De Vecchi mise  anche le mani sul Museo Nazionale del Risorgimento, stravolgendolo in chiave propagandistica del regime fascista, di cui fu un fanatico e ripetitivo sostenitore. Anche i monarchici fans del Duca d’Aosta stanno organizzando qualcosa a Torino. Leggendo i nomi proposti, se si esclude il giurista insigne Salvatore Sfrecola, non c’è da stare molto  sereni. C’ è un politicante saltafossi diventato  da poco deputato leghista  e il critico d’arte Sgarbi che non è certamente uno storico del Risorgimento. Appare strana invece l’assenza  a Torino del Presidente della sedicente Consulta dei Senatori del Regno che forse ricorderà il Re   direttamente al Pantheon, come appare più consono al  ruolo istituzionale che in modo un po’ troppo autoreferenziale crede di avere e di poter esercitare.
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 Appare anche strano che l’Accademia Albertina diventi sede privilegiata dell’ apertura delle celebrazioni del bicentenario. E ‘certo meglio questa Accademia Albertina di quella che fu protagonista della contestazione studentesca, ma  sicuramente , ad onor del vero,  il Re c’entra poco con un’Accademia di belle arti,  sia pure fondata e  intitolata al padre del sovrano, Carlo Alberto. Forse qualche sindacato dei docenti avrà qualcosa da ridire su questo pronunciamento coraggioso  e imprevedibile. Credo che davanti al monumento a Vittorio Emanuele  a Torino ci sarà tra i monarchici una corsa a premi a chi deporrà per primo una corona d’alloro  che appare un modo per celebrare in modo un po’ semplicistico, senza storicizzare. Ci sarà anche una Messa a Santa Cristina, malgrado il Re sia stato il sovrano delle Leggi Siccardi e della Breccia di Porta Pia. Manca finora un bell’incontro storico con storici veri. So che il Museo  Nazionale del Risorgimento,  presieduto dal grande risorgimentslista Umberto Levra, promuoverà un evento importante in autunno. Sembrano invece latitare in modo clamoroso le istituzioni comunali e regionali che finora non si sono sentite. E non si sa se il capo dello Stato Mattarella verrà a Torino per onorare il primo capo dello Stato dell’Italia unita. Nel 2011 Giorgio Napolitano rese omaggio al Pantheon  alla tomba del Re . Un esempio importante che segno’ un’epoca. Nel 1961, centenario del Regno e dell’ Unità ,un gesto simile da parte del presidente Gronchi sarebbe stato impensabile.
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C’è da augurarsi che Torino e l’Italia sappiano ricordare questo Re senza le solite distinzioni di parte all’italiana che appaiono davvero inadeguate. E senza “gli studiati silenzi e i meditati oblii” di cui parlava nel 1961 Vittorio Prunas Tola. Su Facebook ho letto che un ignorantello si è domandato perché si dovesse ricordare  “il nonno di Sciaboletta”( Vittorio Emanuele III). Se la situazione è questa , bisogna assolutamente ricordare in termini storici il primo Re d’Italia. Anche la scuola dovrebbe assolutamente farlo.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com

Alle OGR è tempo di “Scintille”. I cambiamenti che trasformano il vivere quotidiano

in ECONOMIA E SOCIETA'

Le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino dal 7 febbraio al 7 maggio 2020 presentano il quinto ciclo della rassegna Scintille, un’appendice della sezione Officine del Sapere di OGR Public Program

E’ nata con lo scopo di raccontare al pubblico quali siano o siano state le “scintille”, gli scatti di innovazione, le rivoluzioni, i forti cambiamenti (sociali, culturali, tecnologici, economici, digitali) che hanno influenzato e influenzano il nostro modo di vivere quotidiano e il nostro modo di rapportarci alla società.

Il quinto ciclo di incontri delle Officine del Sapere è curato da Fulvio Ferrari, Fondatore del Museo Casa Mollino, incaricato da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT di ideare la rassegna “Scintille – Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole ed è subito sera”.

La serie di quattro incontri affida alla religione, all’arte, all’egittologia e alla logica la possibilità di saper meglio comprendere e orientare i giorni della vita: scintille tra le nuvole imbronciate del nostro quotidiano. Tutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione su www.ogrtorino.it/education.

La rassegna, giunta al suo quinto ciclo, ha visto, a partire da marzo del 2018, una serie d’incontri che hanno descritto importanti “scintille”, intese come idee, progetti, invenzioni, scoperte scientifiche o simboli di una specificità torinese, e ha coinvolto Vittorio Marchis, Claudio Bartocci, Tiziano Bonini, Christian Marazzi, Maria Nadotti, Mauro Giacca, Marzia Quaglio, Prof.ssa Martina Ardizzi, Prof. Urs Gasser, Walter Barberis, David Avino, Alberto Maria Barberis, Luciano Bonaria, Chiara Saraceno e Marcello Baricco, Paolo Vineis e Francesco Remotti, Mauro Dorato e Vincenzo Barone.

 

GLI APPUNTAMENTI

 

  • venerdì 7 febbraio 2020, ore 18.30
    La religione del futuro
    Prof. Giovanni FiloramoIl Prof. Giovanni Filoramo, Professore Emerito di Storia del cristianesimo presso l’Università di Torino, si soffermerà sulle possibili e ipotizzabili trasformazioni che l’esperienza religiosa potrà conoscere a partire dai profondi cambiamenti indotti dalla tecnologia. Esporrà esempi concreti sul possibile futuro delle religioni stesse.

 

  • giovedì 5 marzo 2020, ore 18.30 *
    Dott. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino

 

  • mercoledì 8 aprile 2020, ore 18.30 *
    Prof. Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico, saggista e accademico italiano

 

  • giovedì 7 maggio 2020, ore 18.30 *
    Prof. Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte italiano

 

L’isola del libro

in CULTURA E SPETTACOLI

Rubrica settimanale sulle novità librarie. A cura di Laura Goria

Isabelle Allende “Lungo petalo di mare” -Feltrinelli- euro 19,50

Cominciamo subito col dire che Isabelle Allende è una donna simpaticissima e autoironica, come ha dimostrato al pubblico, affascinato dalla sua verve, quando ha presentato il libro alla Nuvola Lavazza di Torino. Brillante il modo di raccontare pagine importanti della sua vita. Da come, all’alba delle sue 77 primavere, ha sferrato un attacco frontale all’assiduo ammiratore che la corteggiava, inanellando così il suo terzo matrimonio pochi anni fa. Perché oltre a non dimostrare assolutamente la sua età (ha sottolineato che però gli è costato mucho dinero), è fermamente convinta che ci si può sempre e ancora innamorare come a 18 anni; solo, si ha meno tempo da perdere.

Poi ha raccontato l’ incontro con il grande Pablo Neruda: lei era una giovane giornalista e lui si rifiutò di concederle un’intervista dicendo che inventava troppo per il mestiere che faceva e che avrebbe dovuto invece dedicarsi alla narrativa. Quindi un grazie anche al poeta se la vita ci ha regalato gli splendidi romanzi dell’Allende.

Chiusa la parentesi biografica passiamo al “Lungo petalo di mare”. E’ la bellissima e travagliata storia del medico Victor Dalmau, scappato dalla guerra civile spagnola nel 1939, grazie all’aiuto di Pablo Neruda che noleggiò il piroscafo Winnipeg e portò più di 2000 repubblicani -in fuga dal regime franchista- in Cile. Esuli che ricominciarono daccapo per rifarsi una vita. A bordo della nave ci sono Victor e la giovane pianista Roser Bruguera i cui destini si uniscono indissolubilmente nel paese che è un “lungo petalo di mare e neve” . Tra amori passionali, matrimonio di facciata e poi unione profonda; attraversando pagine storiche durissime come il golpe che nel 1973 fece cadere il presidente cileno Salvador Allende e consegnò il paese alla lunga e spietata dittatura dei colonnelli e alla morte di migliaia di desaparecidos. Vi anticipo solo che anche Victor, diventato cardiologo di fama, finirà tragicamente impigliato nella rete di interrogatori, torture e   prigionia. Poi un nuovo esilio in Venezuela e altre pagine magnifiche che vi aspettano.

Per questo romanzo -con echi che richiamano il capolavoro assoluto della Allende “La casa degli spiriti”, del 1982, da cui l’omonimo film con Jeremy Irons- si è ispirata alla vita vera dell’esule Victor Pey che conobbe in Venezuela. Lo incontrò 40 anni fa e solo ora si è decisa a raccontare la sua storia. Lui è morto – a 103 anni e lucidissimo fino alla fine- 6 giorni prima che lei potesse mandargli il manoscritto.

E ancora una volta questa somma scrittrice di lingua spagnola più letta al mondo (22 romanzi, tradotti in 35 lingue e 67milioni di copie vendute) ha imbastito una storia che non è solo quella di un grande amore, ma anche di rifugiati politici, esilio, migrazioni e ricerca di identità. Tutte cose che lei ha vissuto sulla sua pelle; è infatti la nipote del presidente socialista Salvador Allende destituito da Pinochet e fu costretta all’esilio. Un tema più che mai attuale .

 

Sandra Petrignani   “Lessico femminile” -Laterza-   euro 18,00

Questo è un affascinante mosaico di scrittrici e scrittura al femminile, a spasso nei secoli e a più latitudini del globo. La giornalista e scrittrice Sandra Petrignani è bravissima nel ricostruire i tasselli di vita di grandi autrici e vi consiglio anche i suoi precedenti “La scrittrice abita qui” (2002, libro di viaggio nelle case-museo di grandi scrittrici del 900), “Marguerite” (2014, dedicato alla Duras) e “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (2018).

In “Lessico femminile”   rilegge pagine di grandi autrici del passato –dalla Bronte alla Woolf- e contemporanee – dalla Ernaux a Joyce Carol Oates- mettendole a confronto, scandagliando i temi a loro più cari e sottolineando la loro sensibilità e il loro sguardo sulla vita, squisitamente geniale e femminile.

E’ un libro che   possiamo prendere come guida per scoprire o riscoprire, pagine magnifiche di capolavori; ma ci conduce anche nelle pieghe più intime del pensiero e delle vite delle scrittrici. Ogni capitolo è   dedicato ad un tema condiviso da molte di loro. Per esempio, c’è l’importanza e il modo di intendere la casa -tempio di vita e nido ordinato- come quella della baronessa Karen Blixen che lasciata alle spalle la fallimentare piantagione di caffè in Africa tornò a scrivere nella sua avita dimora in Danimarca. C’è l‘importanza di avere “una stanza tutta per se” caldeggiata da Virginia Woolf e le tante case al centro dei suoi romanzi e della sua esistenza. Per arrivare all’affascinante ”La grande casa” di Nicole Krauss (del 2010).   Poi tra gli altri temi gli amori e i loro percorsi, le relazioni pericolose come il colpo di fulmine per il marito Ted Hughes che cambiò la vita della poetessa suicida Sylvia Plath. O ancora quelli di coppie famose, spesso molto competitive e a volte fallimentari come Flaubert e Louise Colet, Scott e Zelda Fitzgerald, Sartre e de Beauvoir, o Lillian Hellman e Dashiell Hammett… E tra gli altri spaccati al femminile anche i rapporti complessi tra madri e figli e pagine bellissime dedicate alla solitudine di geniali autrici, al loro modo di affrontare la materialità o l’effimero delle cose.

 

Annie Ernaux “L’evento”   – L’Orma editore – euro   15,00

La Ernaux è una delle scrittrici francesi più seguite perché ha saputo reinventare un personalissimo modo di raccontare la sua vita, trasformandola in specchio che riflette anche indagine sociale ed esistenziale. L’evento che racconta è urticante e drammatico. E’ la narrazione dell’aborto clandestino procuratosi quando era giovane studentessa di lettere, incinta e disperata. Erano gli anni 60, in piena epoca gollista, quando interrompere una gravidanza indesiderata era illegale, difficile e altamente rischioso. E’ la discesa agli inferi della 23enne che vuole a tutti i costi liberarsi del feto e si schianta contro un muro di ostacoli, solitudine, doppia moralità. I suoi genitori non devono sapere, il padre del bambino se ne lava le mani e l’unica ad aiutarla sarà una compagna di scuola –ironia della sorte- molto borghese e cattolica convinta. E’ il racconto struggente di vergogna, sensi di colpa, ginecologi che fanno finta di non capire, tentativi falliti di risolvere da sola il problema infilzandosi con un ferro da calza. Ma il bimbo che nessuno vuole è tenacemente ancorato alle pareti uterine.

La soluzione del problema è nelle mani di una squallida “fabbricante d’angeli” che lucra sulle sventure di sprovvedute fanciulle. La protagonista si ritrova così in una misera stanza adibita per la bisogna, con il ventre invaso da sonde e il pericolo incombente di una setticemia. Straziante la scena in cui “nei bagni dello studentato avevo partorito allo stesso tempo una vita e   una morte” quando con l’aiuto della compagna taglia il cordone ombelicale che la legava al feto di tre mesi… che le scivola tra le gambe e lei getta nella tazza del water. Pagine difficili anche da leggere, immaginiamoci da scrivere affondando la penna nel proprio drammatico passato. La Ernaux ancora una volta è riuscita a mettere in parole “..un’esperienza umana totale, della vita e della morte, del tempo, della morale e del divieto, della legge, un’esperienza vissuta dall’inizio alla fine attraverso il corpo”.

Al via le iniziative degli Amici di Villa della Regina

in CULTURA E SPETTACOLI

Con l’inizio del nuovo anno, riprendono le attività dell’associazione culturale

Il primo appuntamento è la  serata di presentazione del calendario delle iniziative del 2020, calendario che si presenta particolarmente ricco di nuove proposte. Quest’anno il Direttivo ha deciso di dedicare più spazio all’organizzazione di iniziative indirizzate ai soci e agli amici che da tempo sostengono l’attività dell’Associazione.

“Il magico potere della comunicazione olfattiva”

giovedì 6 febbraio ore 18.30
Fondazione Paideia Onlus – via Moncalvo 1 Torino.

Patrizia Balbo, consulente di marketing olfattivo e studiosa di simbologia e astrologia, propone un viaggio nel tempo e nella storia, attraverso l’evoluzione dell’Arte del profumo e del Linguaggio dello Zodiaco.

COME PARTECIPARE

La serata, con aperitivo in chiusura, è aperta ad accompagnatori ed amici e l’offerta minima è di 10 euro per i soci e 12 euro per i non soci che potete versare anticipatamente con bonifico bancario sul c/c dell’Associazione o pagare in loco. In ogni caso, la prenotazione dei posti va fatta entro lunedì 3 febbraio, scrivendo alla casella mail infoamicivilladellaregina@gmail.com

Questo primo incontro sarà anche l’occasione di rinnovare la quota di adesione 2020 per chi non avesse già provveduto oppure di associarsi per la prima volta all’associazione.
Anche per il 2020 la quota è rimasta invariata a 100 euro che diventano 85 se ci si iscrive in coppia (1 socio deve essere nuovo).

Riprendono anche gli incontri con lo storico dell’arte Luca Avataneo, che sarà presente all’evento del 6 febbraio e illustrerà il programma di visite organizzato per l’associazione.

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Mariateresa Buttigliengo,  presidente dell’associazione, nella foto di Daniela Foresto pubblicata da  ScattoTorino

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La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

L’uscita della Gran Bretagna dalla UE – Il coronavirus – Libia 1970 – Taglio parlamentari, il No dell’associazione Pannella – Lettere 

L’uscita della Gran Bretagna dalla UE

Non è una notizia entusiasmante se non per chi non ha mai creduto all’Europa. E’ una notizia molto triste per chi, malgrado tutto, resta europeista. La mia generazione ha amato l’Europa unita ed ha contribuito con passione alla sua realizzazione . I potentati economici e finanziari hanno stravolto l’ Europa nata dai Patti di Roma. L’ Inghilterra non è mai stata autenticamente europeista ,come invece  lo fu Churchill, non aderì all’euro, tenendosi la sterlina. Per questo può uscire dall’EU con maggiore facilità. Non credo che sia un bene per gli Inglesi indebolire l’Europa, anche se l’attuale EU non può trovare il consenso neppure degli europeisti della seconda ora, se non della prima, come chi scrive.

Si vanifica un sogno. Ma i problemi dell’Inghilterra, dall’Irlanda alla Scozia, restano. Il referendum ha stabilito il distacco, ma esso si è rivelato uno strumento grezzo di democrazia con il suo sì ed il suo no, perché la Brexit andava affrontata in modo più articolato. E’ un avvertimento molto forte all’EU, anche se l’euro impedirà quasi sicuramente  altri  abbandoni. Anche in Italia gli europeisti sono calati di numero e i vecchi hanno perso gli entusiasmi e quasi non si sentono più nel dibattito pubblico. Il MFE e’ quasi inesistente almeno in Italia.  Questo è un giorno triste, ripeto, e le feste in cui gli Inglesi hanno dimostrato giubilo rivelano il ritorno di un nazionalismo pericoloso  e incompatibile con l’idea stessa di Europa, come avrebbe detto Federico Chabod. L’Europa è stato e continua ad essere un grande, se non unico, antidoto alle guerre.

Il coronavirus

La diffusione dell’epidemia in Cina e le false notizie almeno iniziali sulla sua diffusione nel Paese rivelano che un regime totalitario come la Cina può occultare le notizie , creando un grave danno agli altri Paesi. La Cina è un Paese fortemente industrializzato ma con strutture mediche e modi di vita e di alimentazione molto arretrati in cui la salute dei cinesi è assai poco considerata. La trasparenza non è certo una caratteristica della Cina, come non lo fu dell’ URSS davanti alla tragedia atomica di Cernobyl di cui neppure oggi conosciamo le vere conseguenze. Il coronavirus può essere una grave minaccia anche per il nostro Paese dove esistono numerose comunità cinesi integrate , ma anche  piuttosto opache come quella di Prato, ad esempio. Il Governo Italiano finora ha assunto provvedimenti un po’ tardivi, ma condivisibili.  Io non ho fiducia né in Conte , né in Di Maio né in Speranza che sono dei dilettanti impreparati, ma  questo non è il momento degli attacchi alla Salvini. Gli Italiani devono restare uniti e disciplinati. Certo in questo clima  di paura il Governo, se saprà ben operare, e da italiano, non posso non augurarmelo,  uscirà rafforzato. Se disgraziatamente fallirà, scriverà con le sue mani la parola fine. Non dimentichiamo, tra l’altro, le gravi ricadute sul turismo e sul commercio che determineranno l’assenza di turisti cinesi in Italia.

Libia 1970

Ricorrono cinquant’anni da quando gli Italiani di Libia vennero cacciati e ad essi vennero sequestrati tutti i beni da parte del colonnello Gheddafi. Una pagina nera di storia italiana con un ministro degli Esteri come Aldo Moro che non seppe o non volle difendere i legittimi interessi degli Italiani di Libia .Non rivelò  certo le doti di statista che gli vennero attribuite dopo la morte atroce   ad opera delle Br . Nella trasmissione” Rai Storia” Paolo Mieli, invece di dire che gli Italiani vennero cacciati , ha usato l’espressione falsa <<partirono>>, come se si fossero trasferiti in Italia di loro volontà .e il vecchio Sergio Romano ha incredibilmente finito per giustificare Gheddafi. Un’altra verità su quella tragica storia è che nell’Italia porca dei contestatori sessantottini e dei sindacalisti  reduci  dell’autunno caldo, i profughi vennero accolti in Italia  con le grida scomposte di << fascisti e colonialisti>>. Accadde qualcosa di simile a quello a cui  dovettero sottostare gli esuli dell’Istria , Dalmazia e Fiume dopo il 1947. Due vergogne nazionali  Si tratta di una pagina di storia presto dimenticata che riemerge ancora  oggi a fatica . La colpa degli espulsi dalla Libia viene addossata a Mussolini e al regime fascista , mentre gli Italiani di Libia vivevano e lavoravano pacificamente a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale . Anche la condanna in blocco del regime coloniale italiano  senza distinguo è sbagliata , perché il  Governo di Italo Balbo fu illuminato, come riconosce perfino “Rai Storia”, malgrado faccia sue le vulgate dell’ex fascista Del Boca  che ha scritto infamie sul regime coloniale  italiano.Gli Italiani in Africa portarono anche scuole, ospedali, strade, case. Gli Italiani portarono anche benessere  e non furono mai  rapaci  come gli inglesi. Alla fine lasciarono un buon ricordo di se’.

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Taglio parlamentari, il No dell’associazione Pannella

Sabato mattina per iniziativa dell’ associazione “Marco Pannella” di Torino ha mosso i primi passi il coordinamento per il No al referendum confermativo del taglio dei parlamentari  che si terrà il 26 marzo. Una data troppo vicina, scelta del governo con finalità partigiane, per soffocare e ridurre al minimo  i tempi di un  adeguato ed ampio dibattito nel Paese. I giornali del tema referendario non parlano affatto e si da’ per scontata  l’approvazione di una legge non inserita in quadro di cambiamento  costituzionale come sarebbe stato invece  necessario. Un provvedimento populista e giacobino per accontentare il popolino e per dare un colpo a quella casta, inventata da Stella e socio  per delegittimare e infangare  la politica, partendo da  eclatanti casi particolari. Su questo tema le sardine sono mute come dei veri  pesci. Eppure dovrebbe  nascere un dibattito, anche se troppi che hanno votato per il taglio grillino,  hanno di fatto  svenduto le loro opinioni e contraddetto il loro voto precedente.Andrebbe aperta una discussione ampia sugli effetti del taglio in termini di rappresentatività territoriale. Le spese per il funzionamento della democrazia parlamentare non vanno confuse con quelle per la politica ,come hanno lasciato intendere demagogicamente  i grillini e i loro alleati di governo. Anche i leghisti hanno votato per il taglio ,dimostrando il loro evidente  populismo . Il referendum può essere l’occasione per riflettere sul futuro della sempre più vacillante democrazia liberale italiana.

Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com

Il Salone di Torino 

Una intervista al “ Corriere della Sera”, Riccardo Franco Levi, Presidente degli Editori, ha parlato di Salone nazionale del Libro di Torino. Ma non era Internazionale ?      Ugo Zito 

Ha detto bene  Levi ,definendolo Nazionale perché Internazionale lo fu solo di nome, ma non di fatto. Non basta invitare un Paese straniero per diventare internazionali . Ci vorrebbero editori stranieri che non ci sono mai stati come ci sono invece alla Fiera  di Francoforte. Noi, in compenso, siamo tutti concentrati a cacciare Altaforte, rasentando il ridicolo e dimostrando un tasso di faziosità incompatibile con i libri e la cultura. In questo senso siamo davvero nazionali…

 

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La Cavallerizza

I Grillini non vogliono la Compagnia di San Paolo alla Cavallerizza. Fanno bene o fanno male ?    Bice Campini

Fanno benissimo. La Compagnia ha già dato pessima prova di sé con il Polo del 900, una realtà a senso unico in termini politici.  Con un nuovo polo la Compagnia vuole egemonizzare anche la Cavallerizza che deve restare patrimonio pubblico. Per una volta do ragione ai Grillini.

La battaglia di Roma 170 anni dopo

in CULTURA E SPETTACOLI

Interverranno Umberto LEVRA, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento e Pier Franco QUAGLIENI

VENERDÌ 7 FEBBRAIO alle ore 15,30 nella Sala Cinema del Museo del Risorgimento (Via Accademia delle Scienze, 5), verrà proiettato il film di Luigi Cozzi “LA BATTAGLIA DI ROMA 1849”, ispirato al libro di Giovanni Adducci “Un garibaldino a casa Giacometti” premiato dal Centro “Pannunzio”.

Interverranno Umberto LEVRA, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento e Pier Franco QUAGLIENI.

 A 170 anni dagli avvenimenti, il film ricostruisce la storia della Repubblica Romana nata nel febbraio del 1849. Governata da un triumvirato composto da Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi, ebbe vita breve a seguito dell’intervento dell’esercito francese (Battaglia di Roma, luglio 1849), ma rappresentò uno dei momenti più alti del Risorgimento: la sua Costituzione fu una delle più democratiche d’Europa, le leggi della Repubblica consentivano la libertà di culto, la laicità dello Stato, la separazione dei poteri, la libertà d’opinione.

I posti sono limitati, per cui è necessaria la prenotazione: tel. 3488134847 o email info@centropannunzio.it

Note di Classica. I concerti di febbraio

in Cosa succede in città

Jordi Savall, Leonidas Kavakos e Alena Baeva, le “stelle” del mese

Sabato primo febbraio alle 20 al Teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Valerio Quaranta violino, Martina Anselmo viola, Luigi Colasanto violoncello, Claudio Cavallin contrabbasso e Marco Prevosto pianoforte, eseguiranno il Quintetto in la maggiore op.114 D 667 di Schubert. Lunedì 3 alle 20 sempre al Teatro Vittoria, laReverdie con David Riondino voce narrante, presentano “Il Milione Ovvero Il Libro Delle Meraviglie” , Viaggio musicale  sulle tracce di Marco Polo. Martedì 4 alle 20 ancora al Teatro Vittoria,  il Quartetto Indaco eseguirà musiche di Da Vinci, Beethoven, Dvorak. All’Auditorium Del Lingotto alle 20.30 la Malmo Symphony Orchestra diretta da Robert Trevino e con Alena Baeva al violino, eseguirà musiche di Brahms e Beethoven. Mercoledì 5 alle 21 al Conservatorio per l’Unione Musicale, Pietro De Maria al pianoforte eseguirà le Sonate per Pianoforte (primo concerto), di Beethoven. Giovedì 6 alle 20.30 e venerdì 7 alle 20 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai con Leonidas Kavakos nel doppio ruolo di direttore e violinista,  eseguirà musiche di Beethoven e Brahms. Sabato 8  alle 20 al Teatro Vittoria, l’Integrale Dei Lieder Di Schubert a cura di Erik Battaglia. Domenica 9 alle 16.30  al Teatro Vittoria per L’Unione Musicale, Tetraktis Percussioni,  eseguirà musiche di Bach, Vivaldi, Zivkovic, Stravinskji, Rossini, Montalbetti, Ciammarughi, Gardella. Mercoledì 12 alle 20 al Teatro Regio, debutto di “Nabucco”, dramma lirico in 4 parti. Musica di Giuseppe Verdì. L’Orchestra e il Coro del Teatro sarà diretta da Donato Renzetti. Repliche fino a sabato 22.

Sempre mercoledì 12 alle 21 al Conservatorio, Kian Soltani al violoncello e Aaron Pilsan  al pianoforte, eseguiranno musiche di Stravinskij, Beethoven, Part, Franck. Mercoledì 19 alle 21 al Conservatorio, per L’Unione Musicale, Hespèrion XXI e Jordi Savall viola da gamba, eseguiranno musiche di Ortiz, Sanz, Dowland, Hume, Correa de Arauxo, Valente, Froberger, Abel, Bach, de Visèe, Marais. Mercoledì 26 alle 21 al Conservatorio, Benedetto Lupo al pianoforte con il Quartetto Delian, eseguirà musiche di Poulenc, Bach, Honegger, Casella, Rota, Schnittke. Giovedi 27 alle 20.30 e venerdì 28 alle 20, all’Auditorium Toscanini l’Orchestra Rai diretta da Fabio Luisi  e con  Ekaterina Bakanova soprano, eseguirà musiche di Reger e Mahler.  Sabato 29 alle 20 al Teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Daniele D’Ambra clarinetto , Luca Vacchetti,fagotto, Elia Gaiottino, corno, Francesco Bagnasco, violino, Diego Maffezzoni, viola, Lucia Sacerdoni, violoncello, Tommaso Fiorini contrabbasso, eseguiranno il “Settimino in mi bemolle maggiore op. 20” di Beethoven.

 

Pier Luigi Fuggetta

 

 

La Russia che incanta nei dipinti della Pinacoteca Albertina

in CULTURA E SPETTACOLI

E’ aperta al pubblico da oggi la mostra “Incanti russi”,  alla Pinacoteca Albertina di Torino

L’esposizione, curata da Salvo Bitonti, si propone di restituire uno sguardo ‘cinematografico’ su una terra, una cultura e  un popolo che hanno influenzato l’immaginario artistico europeo fin da prima della rivoluzione d’Ottobre.

In mostra  ventidue dipinti perlopiù di grandi dimensioni realizzati da studenti come tesi di diploma o durante i diversi anni di corso di studio all’Accademia Glazunov, nel periodo dal 1999 al 2019.

 

(Foto Carole Allamandi)

Cortometraggi made in Piemonte: al via “To short to wait”

in CULTURA E SPETTACOLI

Torna anche quest’anno il consueto appuntamento con TOO SHORT TO WAIT, la rassegna dedicata ai cortometraggi realizzati nel 2019 in Piemonte che anticipa la 19ª edizione del Glocal Film Festival (12-16 marzo, Cinema Massimo MNC) portando in sala 94 iscritti alla sezione competitiva Spazio Piemonte e i 9 partecipanti al contest Torino Factory, per un totale di 103 opere brevi

Da giovedì 6 a domenica 9 febbraio al Il Movie (Via Cagliari 40/e, Torino), la quattro-giorni darà la possibilità ai giovani registi di confrontarsi con il grande schermo e al pubblico di sentirsi parte attiva dell’evento attraverso il proprio voto. Quest’ultimo contribuirà alla selezione di 5 corti che approderanno al festival di marzo, mentre saranno 15 i titoli selezionati dalle curatrici di Spazio Piemonte Chiara Pellegrini e Roberta Pozza.

In palio per i 20 finalisti il PREMIO TORÈT Miglior Cortometraggio (1.500 €), il Premio ODS – Miglior AttorePremio ODS – Miglior Attrice e Miglior Corto d’Animazione assegnati dalla giuria di professionisti del campo, oltre ai premi speciali dei partner Cinemaitaliano.info, Scuola Holden, Machiavelli Music, Seeyousound International Music Film Festival – Premio Vecosell Miglior Videoclip, il Premio Miglior Corto Scuole e il Premio del Pubblico.

Come sempre i film in programma spaziano tra temi attuali come l’ambiente, l’integrazione e il bullismo, generi e modi d’espressione dall’animazione al documentario, sviluppando la rassegna lungo 13 blocchi di proiezione ognuno con un nome identificativo – ART&CARTOON, ART&MUSIC, COMEDY, DOC, DRAMA, SCHOOL e THRILL&NIGHTMARE.

Il pubblico potrà riconoscere in alcuni lavori anche volti familiari del cinema e dello spettacolo, come il cameo di Leo Gullotta ne Il carnevale della vita di Laura Aimone, l’attrice Carolina Crescentini in Fulmini e saette di Daniele Lince e Marco Berry, illusionista, conduttore e autore televisivo in Confessione di Nicholas Bombana. Non mancano anche regie di autori affermati come X.Y.U. e il videoclip Fumo negli occhi del regista e artista torinese d’adozione Donato Sansone, e La sostanza delle nuvole vede la regia di Remo Schellino, veterano del cinema regionale. Inoltre, 17 corti verranno proposti in anteprima assoluta, mentre molti altri vantano già un ricco palmares o una vita festivaliera spesso di caratura internazionale. Ingresso a ogni proiezione 5 € / Ridotto 3 € under12 / gratuito per i soci Piemonte Movie.

Completano il programma gli appuntamenti CORSI CORTI. PICCOLE STORIE DI CINEMA tenuti da diverse tipologie di professionisti del cinema e dell’audiovisivo per condividere la propria esperienza e visione, svelare aneddoti e consigli di insider esperti, a coloro che vogliono seguire questo percorso artistico e lavorativo. Le brevi masterclass di quest’anno, ogni giorno alle 21.30, sono affidate al collettivo NERDO (giovedì 6), alla casa di produzione ZENIT ARTI AUDIOVISIVE con il progetto Flashback (venerdì 7), al regista DAVIDE FERRARIO (sabato 8) e al festival di video mapping BRILLO (domenica 9).

TSTW – Glocal Film Festival è organizzato nell’ambito di Torino Città del Cinema 2020 da Associazione Piemonte Movie in sinergia con Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema, Torino Film Festival, con il contributo di Regione Piemonte e Fondazione Crt, con il patrocinio di Città di Torino e Città Metropolitana di Torino e la collaborazione del Centro Nazionale del Cortometraggio e Seeyousound International Music Film Festival. Main Partner ODS. Main Sponsor Compagnia dei Caraibi.

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