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CULTURA - page 44

Addio all’altro papà di Asterix

in LIFESTYLE

È morto in Francia Albert Uderzo, il disegnatore di Asterix. È stato stroncato nel sonno da una crisi cardiaca. Aveva 92 anni e insieme a René Goscinny ( morto a 51 anni, nel 1977) creò il celebre personaggio dei fumetti nel 1959. Nato nel dipartimento della Marna da genitori italiani è stato uno dei grandi disegnatori che hanno incantato intere generazioni. Se è vero che la sua morte lascia un grande vuoto è altrettanto vero che i suoi personaggi – Asterix, Obelix, Idefix e tutti altri – vivranno per sempre.

 

Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai Romani… Tutta? No! Un villaggio dell’Armorica, abitato da irriducibili Galli resiste ancora e sempre all’invasore. E la vita non è facile per le guarnigioni legionarie romane negli accampamenti fortificati di Babaorum, Aquarium, Laudanum e Petibonum..”

Le avventure a fumetti di Asterix il Gallico, nota e fortunata serie ideata dai francesi René Goscinny e Albert Uderzo, iniziavano con questo “incipit”. I due geniali autori d’Oltralpe crearono le strisce dove il protagonista era un piccolo e orgoglioso guerriero gallo dall’elmo alato, con casacca nera e pantaloni rossi, un paio di baffi giallo-polenta e lo sguardo furbo e allegro. Asterix il gallico apparve per la prima volta sul n° 0 del periodico a fumetti “Pilote”. Era il 29 ottobre 1959 e, in pratica, sia il giornale che la serie degli irriducibili Galli – su sceneggiatura di Goscinny e disegni di Uderzo – vedevano la luce lo stesso giorno. Inizialmente, Asterix avrebbe dovuto essere l’unico personaggio principale della storia, ma Uderzo insistette affinché il piccolo protagonista avesse una spalla. E così venne ideato Obelix, corpulento trasportatore di menhir dai pantaloni a strisce bianchi e blu, con il volto incorniciato da capelli intrecciati e baffi rossicci. Accanto a lui (dal 1963 in poi), venne introdotto l’ inseparabile e fido Idefix: un cagnolino “ecologista”, che soffre terribilmente quando vede maltrattare o sradicare un albero, ululando il suo dolore. Gli autori collocarono questi stravaganti Galli in Armorica (l’attuale Bretagna), dotandoli di una forza straordinaria grazie agli effetti di una pozione magica preparata dal druido Panoramix. Così il villaggio era in condizione di resistere ostinatamente alle legioni di Cesare, restando l’unica enclave libera della Gallia dal dominio imperiale di Roma.

Dal 1959 al 2015, gli albi ufficiali di Asterix sono stati 36 e Goscinny (morto a 51 anni, nel 1977) nel tratteggiare i caratteri dei due principali protagonisti scelse anche di ridistribuirne i ruoli. In questo modo Asterix diventò l’eroe quasi perfetto mentre i difetti franco-gallici andarono a ricadere sul grosso Obelix: suscettibile, irascibile, goloso di cinghiali arrosto e dispensato dal bere la pozione poiché – essendo caduto da piccolo in una pentola colma del magico intruglio – ne aveva perennemente assimilato il formidabile beneficio. Per i legionari romani questi Galli rappresentano un vero e proprio incubo e nei frequenti scontri – pur non accadendo mai nulla d’irreparabile – hanno sempre la peggio fino ad essere costretti a rovinose ritirate. Una folla di personaggi popolano il villaggio armoricano. Dal “capo” Abraracourcix e sua moglie Beniamina fino al bardo Assurancetourix, dal canto straziante che provoca nubrifagi tanto che, al termine del grande banchetto che tradizionalmente conclude ogni avventura, per zittirlo, viene legato e imbavagliato. A questi vanno aggiunti il pescivendolo Ordinalfabetix e sua moglie Ielosubmarine (che ha vita dura in un villaggio di mangiatori di cinghiali), l’irascibile  fabbro Automatix, il decano Matusalemix ( che, a dispetto dei suoi 93 anni ha una moglie giovane e carina) e la bella Falbalà.

Quest’ultima è la ragazza con più “charme” del villaggio, dove ha fatto ritorno dopo aver studiato per anni a Condate (l’odierna Rennes, nota città universitaria). Il suo fascino è come un fulmine a ciel sereno che colpisce tutti gli uomini del villaggio e in particolare Obelix. Tutti venerano Toutatis,  il dio celtico della guerra, della fertilità e della ricchezza e temono solo che il cielo gli “caschi sulla testa“. Nella saga compaiono anche altri personaggi, spesso ricorrenti nelle storie, come il mercante fenicio Grandimais o Beltorax,  cugino di Asterix che vive in Britannia, adora il cinghiale bollito in salsa di menta e, come tutti i britanni, ama bere acqua calda, la bevanda nazionale che nei secoli a venire si arricchirà di foglioline di tè. Un caso a parte è quello degli sfortunati pirati vichinghi guidati da Barbarossa che, nel tentativo di assalire navi da carico e potersi così ripagare i debiti contratti per la loro imbarcazione,  incontrano spesso Asterix e Obelix e  finiscono per essere ogni volta picchiati e affondati. Oltre ai film d’animazione, Asterix e Obelix sono stati protagonisti anche di quattro pellicole, con cast piuttosto importanti.

Nella prima, del 1999, “Asterix & Obelix contro Cesare”, oltre a Gérard Depardieu nei panni di Obelix ( personaggio che interpreterà in tutti i film) ci sono Christian Clavier (Asterix), Roberto Benigni (Lucius Detritus) e  Laetitia Casta (Falbalà). Tre anni dopo, in “ Asterix & Obelix – Missione Cleopatra”, oltre alla conferma della coppia Clavier-Depardieu compare nei panni della regina egizia l’affascinante Monica Bellucci. Nel 2008, nel cast di “Asterix alle Olimpiadi”, Clovis Cornillac eredita il personaggio di Asterix e , oltre a numerose stelle dello sport come Zidane e Michael Schumacher, c’è Alain Delon ad interpretare Giulio Cesare. Infine, nel 2012, quando sui grandi schermi compare “Asterix e Obelix al servizio di Sua Maestà”, è Édouard Baer a dare il volto ad Asterix mentre Catherine Deneuve è la regina Cordelia e Luca Zingaretti interpreta un generale romano.Le storie degli irriducibili galli sono ironiche e divertenti e, più che stimolare sentimenti nazionalistici – come sottolineato, erroneamente, da alcuni osservatori – sono un esempio abbastanza raro di autoironia transalpina, dove emergono più i difetti che le virtù degli abitanti del villaggio bretone anche se, a fare le spese di quel loro carattere piuttosto deciso, sono quasi sempre i centurioni e i soldati delle legioni dell’Aquila.

Marco Travaglini

 

L’importanza vitale della lettura

in CULTURA E SPETTACOLI

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Karl Popper scrisse un saggio nel quale dimostrava come la televisione facesse male. Di Popper e della sua “Società aperta” mi ritengo da sempre un discepolo, ma quel libretto mi era sembrato poco convincente  forse perché non amo particolarmente la Tv di cui non sono mai  dipendente perché a casa, quand’ero bambino, la televisione era giustamente razionata

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Adesso sto riscoprendo il suo valore della  critica popperiana perché tutte le televisioni in epoca di pandemia drammatizzano, insistendo in modo intollerabile, su un tema di cui abbiamo purtroppo piena consapevolezza  Insistere in modo martellante significa creare una paura sociale dagli sbocchi imprevedibili che nessun psicologo sarà mai in grado di lenire. Spettacolizzare il virus appare davvero demenziale. Vespa è giunto a fornire in tv i sintomi del coronavirus, incurante degli effetti devastanti di notizie così generiche e allarmanti che possono sconvolgere la vita delle persone.
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Le comunicazioni televisive  del presidente del Consiglio in piena notte, sabato scorso,  in modo generico e pasticciato hanno creato altro gravissimo  allarme. Non così in linea di massima di può dire per la carta stampata, se si  escludono alcuni articoli in cui i soliti intellettuali si sono esibiti nelle loro riflessioni conformiste e inutili che, per fortuna, ormai leggono in pochi. L’alternativa agli “arresti domiciliari”  non è la Tv e non sono  nemmeno i giornali di  carta che obbligano gli edicolanti a tenere aperti i loro esercizi, come fossero un pubblico servizio mentre in realtà sono letti da una minoranza. L’alternativa è la lettura, la scoperta dei grandi libri che diano una valenza di più ampio spessore alla quotidianità drammatica che viviamo.
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Siamo stati abituati a vivere, seguendo la velocità del tempo, la nevrosi indotta dalla fretta e dalla superficialità di un consumismo che stiamo per perdere.   Neppure in spiaggia, d’estate, si vede gente che legge libri. Siamo tutti attratti dall’ iPhone o dal tablet, chattiamo e telefoniamo in modo nevrotico. Le pagine scritte dei grandi scrittori (non degli scrittorelli di oggi che sono insulsi e perdono d’ interesse  con  i ritmi di una  scadenza da yogurt) riescono a distoglierci dalla drammaticità del contingente che così non  è più un elemento unico ed assoluto di confronto. La cultura così negletta e trascurata riassume oggi una grande rilevanza vitale.
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Anche per chi non è un lettore abituale  leggere diventa uno strumento vitale per affrontare la drammaticità del presente. Flaubert, Zola, Proust, Tolstoj Manzoni, Verga, Pirandello, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, Gozzano Montale, Tomasi di Lamoedusa , tanto per citare alcuni esempi. La biografia di Cavour di Rosario Romeo o la Storia d’Italia di Croce o le Lettere dal carcere di Gramsci , per non  parlare di Dante, una lettura  suprema ,sempre rigenerante, con il commento insuperato di Sapegno. Sono semplici indicazioni . Eviterei i vari Baricco e i vari Serra che nei  momenti difficili non riescono neppure a farci sorridere. I giornalistini che scrivono libri possono rimanere chiusi nelle librerie, con la speranza che presto vadano al macero. Hanno invaso la nostra vita per troppi anni, complice la Tv marchettara, oggi debbono tacere.
Scrivere a quaglieni@gmail.com

Scrittura creativa, in attesa di quando ci restituiranno la libertà

in CULTURA E SPETTACOLI

Non si sa mai: tra 5 o 10 anni forse ci restituiranno un briciolo di libertà e sarà bellissimo tornare a scrivere. Il Laboratorio di scrittura creativa è tenuto da Gabriele Marconi, scrittore e giornalista, attivo nell’attività di servizi editoriali con trentennale esperienza. Questa iniziativa ha come obiettivo di dare le nozioni di base per migliorare la propria capacità di espressione scritta sia ai fini dell’opera letteraria che nell’attività giornalistica…

… continua a leggere su ELECTOMAG:

Laboratorio di scrittura creativa. Perché un giorno ci restituiranno la libertà..

 

L’isola del libro

in CULTURA E SPETTACOLI
La casa di Alexander Dumas

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Javier Marias “Vite scritte”  -Einaudi-  euro 19,00

Abbiamo letto e amato i loro libri, ma delle loro vite magari sappiamo poco; ed è un peccato, perché spesso sono state affascinanti più di un romanzo, anche se tormentate e perigliose.

L’idea di Marias è stata proprio quella di raccontare l’esistenza di 20 autori trattandoli come personaggi letterari, rivelando pagine delle loro esistenze che meritano di essere raccontate perché spesso restano nell’ombra dei loro capolavori letterari. Scelta ed ordine di comparizione sono arbitrari, un po’ di tutte le latitudini (irlandesi, russi, americani, francesi,ecc.), purché non spagnoli, ed altra“conditio sine qua non” …che fossero tutti morti. Sono autori che lui ama e di cui ha scandagliato diari, testimoniane, biografie, immagini e documenti vari. Poi ce li ha raccontati con intelligenza, sensibilità ed affetto.

E’ così che scopriamo per esempio che la baronessa Isak Dinesen, ovvero la Karen Blixen de “La mia Africa”, a dispetto della sua immagine spettrale di donna anziana affetta dalla sifilide (regalo del marito) era una seduttrice di giovani poeti. La gracile e taciturna Emily Bronte, stroncata dalla malattia a soli 30 anni, in realtà aveva un’insospettabile forza fisica. Il Premio Nobel del 1949 William Faulkner era un dilapidatore che spendeva tutto e in fretta. O ancora, che James Joyce era incline al voyeurismo e Artur Rimbaud non si lavava volentieri.

Le vite di alcuni di loro si incrociarono e Marias racconta anche i loro rapporti. Per esempio la cordiale antipatia che correva tra Conrad e James; gli ingarbugliati legami come quello tra Madame du Deffand e Julie de Lespinasse. O come l’elegante Djuna Barnes era apertamente elogiata dal contemporaneo T.S.Eliot che scrisse  l’introduzione al suo capolavoro “La foresta nella notte”. Questi solo alcuni spunti delle pagine di Marias che ci restituisce volti, gesti quotidiani, passioni, manie e pensieri di 20 grandi della letteratura.

 

Évelyne Bloch-Dano  “Le case dei miei scrittori”  – Add Editore-  euro 18,00

La biografa e saggista francese 71enne ha esplorato decine di case di scrittori, andando alla ricerca delle origini dei loro libri; a volte partendo da un semplice oggetto capace di evocare un mondo e svelare anfratti della loro anima. E’ il libro che noi accaniti lettori -curiosi di sapere dove e come i nostri amati scrittori vivevano- bramavamo da tempo.  Évelyne Bloch-Dano sciorina pagine magnifiche che incitano al viaggio e alla scoperta delle dimore e delle stanze  “tutte per sé” in cui i mostri sacri della letteratura hanno sguinzagliato pensieri, genialità e parole. 266 pagine in cui facciamo il nostro ingresso in ville, loft, case di campagna, camere ammobiliate, minuscole dimore e caffè in cui ritrovarsi; dove ci sembra di vedere i nostri scrittori più amati alle prese con la vita, seduti alla scrivania e davanti a fogli bianchi e penna, oppure intenti a battere a macchina.

Per ognuna di queste mete l’autrice ci offre un’autentica guida: con l’ubicazione, il sito web di riferimento, la visita libera o rigorosamente su appuntamento, per andare dritti a visitare quello che più potrebbe incuriosirci. Inizia con i luoghi di Alan-Fournier, passa per quelli di Balzac, Beckett, Karen Blixen, Camus, Dickens, Proust, Hemingway.. e tanti altri, fino a chiudere con Zola, dopo averci spalancato porte e portoni. Perché “…nella casa di uno scrittore tutto ci parla, purché siamo capaci  di ascoltare”….chiarendo anche che “nessun autore è la sua casa ….ma la casa è uno stato d’animo”. E questo libro prezioso non è una guida turistica, ma un itinerario di vite che hanno lasciato il segno in pagine immortali.

 

 

“Scrittori la vita e le opere”  -Gribaudo-   euro 28,90

Questo volume è da sfogliare piacevolmente e da non far mancare nella vostra biblioteca. E’ una messe di testi e immagini che raccontano vita, passioni, contesti storico-politici e capolavori di oltre 80 tra scrittori, drammaturghi e poeti dal Medio Evo ad oggi. Si parte da Dante Alighieri e si veleggia a cavallo dei secoli fino alla contemporaneità, spaziando tra i vari continenti. Una sorta di grande ed esaustiva mappa che ha il grande pregio di essere di facile e veloce consultazione. Un’occasione anche per scoprire scrittori che magari avevamo trascurato e che invece ora ci viene voglia di leggere. 349 pagine con tanto di fotografie e  immagini che delineano le tappe fondamentali delle vite e delle opere dei vari protagonisti. E’ il frutto del lavoro di un nutrito pool di storici, redattori, scrittori e docenti universitari che hanno unito le loro competenze per ripercorre le fasi salienti di autori che hanno lasciato il segno nelle loro epoche. E ci sono tutti.

Troviamo i grandi classici, tra i quali Chaucher, Shakespeare, Defoe e Voltaire; poi Goethe, Wordsworth, la Austen e le sorelle Bronte. Per andare avanti nella storia della letteratura del 1900 con, tra gli altri, Yeats, Proust, D.H.Lawrence, Nabokov, la Duras, Kundera. E si finisce nel 6° capitolo che parla degli scrittori di oggi: da Saramago ad Arundhati Roy, passando per la Munro e la Allende, Cormac McCarthy, Murakami e Pamuk , con note che riassumono anche vita e libri di Margaret Atwood, Paul Auster, Houellebecq e, tra  gli altri, Ishiguro.

Poesia dalla quarantena

in CULTURA E SPETTACOLI

Dileguo le icone ultime dello sfarzo nelle rilegature del giorno.

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L’atto si fa cornice,
gli estuari del buio agonizzano le araldiche fasi del sonno.
Accarezzo il crudo battito dell’algoritmo,
tralascio la nuda convergenza dello specchio,
spalanco l’alba alle palpebre ancora incrostate nel sollazzo di un sogno,
Giulia J dice che anche i cadaveri sono soggetti alla quarantena.
Sputo la cenere fenice, scorgo il punto in cui tutto riluce.
È tempo di incontrarsi nel soma del paradosso.
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Alessia Savoini

I musei sono sui social, li visiti da casa

in Cosa succede in città

Fondazione Torino Musei: GAMPalazzo Madama e MAO sempre visitabili, anche se in remoto

 I musei sono chiusi, ma la Fondazione Torino Musei continua a lavorare con nuovi progetti digitali per rendere le opere, gli spazi, le collezioni e le mostre visitabili anche se #iorestoacasa.

GUARDA

Sui canali Youtube di GAMPalazzo Madama e MAO sono disponibili playlist speciali, con video realizzati dai direttori, dai conservatori, da colleghi e da professori universitari che approfondiscono le collezioni e le esposizioni temporanee:

Con la playlist #AppuntidalMAO, nei giorni precedenti la chiusura del museo sono stati invitati alcuni professori dell’Università degli Studi di Torino affezionati al MAO a scegliere e raccontare le loro opere preferite dalle collezioni del museo. I video sono pubblicati giornalmente anche sui canali Instagram e Facebook, con curiosità sulle opere raccontate.

Nella playlist #StoriedaPalazzo, sono i conservatori di Palazzo Madama che guidano il pubblico ad approfondire opere e spazi del museo situato nel cuore della città.

I video vengono pubblicati giornalmente anche sui canali Instagram e Facebook del museo.

In #GAMconTE, una serie di clip riguardano le opere della collezione permanente, insieme a temi legati alle esposizioni temporanee “Pittura Spazio Scultura” e “Helmut Newton. Works”.

Anche in questo caso i video sono ogni giorno proposti anche sui canali Instagram e Facebook, della GAM.

CERCA

Il catalogo della maggior parte delle opere dei musei è consultabile online. È possibile cercare gli artisti e le  opere preferite nelle collezioni di Palazzo Madama, della GAM e del MAO.

SCOPRI

Grazie al progetto Google Arts & Culture, al quale i musei di Fondazione hanno precocemente aderito, sono on line tante mostre virtuali che portano alla scoperta delle nostre collezioni da punti di vista insoliti e curiosi

Per scoprirle tutte:

Mostre virtuali di Palazzo Madama

Mostre virtuali della GAM

Mostre virtuali del MAO

 

www.fondazionetorinomusei.it

www.gamtorino.it

www.palazzomadamatorino.it

www.maotorino.it

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

Farinetti e la patrimoniale – Manlio Brosio grande italiano – La centralità del Parlamento

Farinetti e la patrimoniale

Oscar Farinetti non è una persona simpatica , si crede, insieme a Carlin Petrini, un oracolo della sinistra enograstronomica che discetta su tutto e tutti. Un esponente delle Coop chic che fa grandi affari e vuole anche dettare legge in politica e persino nell’etica pubblica attraverso compiacenti interviste televisive e giornalistiche. Ha perfino scritto libri banali e faziosi che hanno avuto vasta eco nei soliti ambienti della sinistra snob. E’ un ospite gradito di Lilli Gruber e di altre trasmissioni simili.  Adesso il guru  del cibo genuino lancia l’idea di una patrimoniale sui risparmi, sempre più ridotti e precari, degli Italiani, già quasi decimati dall’ epidemia e dalle tasse. Speriamo che sia solo una sua idea molto peregrina e non sia stato ispirato da qualche politico che non sa più a chi votarsi.
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Manlio Brosio grande italiano

Ricorrono quarant’anni dalla morte di Manlio Brosio, avvocato, ministro, ambasciatore, senatore, grande piemontese. Brosio andrebbe ricordato adeguatamente e forse in altri tempi scriverò su di lui in modo più esaustivo. Nel 1945 fu ministro della Guerra e vice presidente del Consiglio. Era negli Anni Venti  amico e stretto collaboratore  di Piero Gobetti, ma in età matura fu molto critico sul gobettismo, le sue ambiguità illiberali e le sue aperture a Gramsci e ai comunisti. Nel 1946 fu il leader della componente repubblicana del PLI e non venne eletto alla Costituente perché il Partito Liberale fu prevalentemente monarchico, seguendo Croce ed Einaudi. Uscì dal partito insieme a Franco Antonicelli, dedicandosi all’attività diplomatica, essendo stato nominato ambasciatore a Mosca. In quella veste si occupò del dramma dei prigionieri italiani in Russia che tornarono in Italia in diecimila su un contingente di circa sessantamila. Per tentare di tenere un rapporto con i sovietici sconsigliò di aderire all’ Alleanza atlantica , anche se poi le vicende successive portarono proprio Brosio a ricoprire la carica di Segretario Generale della NATO, una carica che esercitò con grande dignità ed autorevolezza. Fu anche  ambasciatore a Londra e seguì la vicenda di Trieste e del suo ritorno all’Italia con tatto e passione di italiano e di ex combattente nella Grande Guerra. Al contrario di Antonicelli che finì senatore nelle file del PCI, Brosio scelse di tornare nel Partito Liberale dove venne eletto senatore nel 1972. La sinistra del partito pensava che l’ex gobettiano si sarebbe schierato dalla sua parte, invece Brosio assunse posizioni sue che alcuni giudicarono conservatrici, ma che in effetti era solo coerentemente liberali. L’ho conosciuto ed anche un po’ frequentato. Era un grande italiano di statura internazionale, un uomo che ormai era già entrato nella Storia, ma aveva mantenuto il tratto gentile nei suoi rapporti con le persone e con i giovani in particolare. I liberali per primi si dimenticarono molto presto di lui,  forse perché inadeguati a reggere il confronto con la sua figura. Insieme a lui tornò nel 1972  nel PLI  un altro grande liberale che aveva aderito alla scissione radicale con Bruno Villabruna, l’avvocato Gaetano Zini Lamberti che era stato internato militare in Germania. Un’altra grande figura dimenticata che meriterebbe attenzione.

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La centralità del Parlamento

Ormai in Italia si governa solo più a colpi di decreti legge riconvertiti in legge molto rapidamente dal Parlamento.  Ma soprattutto a colpi di decreti del Presidente del Consiglio che sono una vera anomalia costituzionale ai sensi dell’articolo 77 della Carta   che andrebbe rispolverato. Si tratta di  un’accelerazione  dovuta all’emergenza , ma anche potenzialmente molto pericolosa e lesiva per la stessa democrazia. L’ idea malsana di far votare i soli capi gruppo è davvero una follia  se non un attentato alla Costituzione .In Italia non esiste la regola degli Orazi e dei Curiazi. Anche il televoto da casa dei parlamentari appare un precedente grave. Le istituzioni parlamentari, presidio delle nostre libertà, vanno salvaguardate. Le alte cariche dello Stato non possono permettere che si deroghi in presenza dell’ampliamento smisurato che sta avendo il potere esecutivo. C’è perfino chi ritiene che chiedere un dibattito parlamentare sia ostruzionismo. Una frase poco intelligente, rivelatrice  di un forma mentis antidemocratica e profondamente illiberale.

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Scrivere a quaglieni@gmail.com

 

(La foto di Oscar Farinetti è di Pietro Vitti)

Come disegnare l’arte… da casa

in CULTURA E SPETTACOLI

Da lunedì 23 a domenica 29 marzo 2020. Creare bellezza insieme, anche online: torna l’iniziativa di Abbonamento Musei dedicata ai piccoli artisti

Abbonamento Musei non è una semplice tessera: è una comunità, che ora più che mai ricerca arte e bellezza, condividendola anche stando lontani. È questo lo spirito della speciale edizione Disegniamo l’arte…da casa, in attesa di poter stabilire le nuove date dell’edizione 2020, inizialmente prevista per l’ultimo week-end di marzo.

 

Disegniamo l’arte è l’ormai tradizionale appuntamento di Abbonamento Musei durante il quale i visitatori più giovani e le loro famiglie visitano e scoprono in maniera speciale i musei del territorio, disegnando le opere, gli spazi e le architetture che più li caratterizzano, dando così nuove forme e nuovi colori alle realtà museali del territorio: un modo per conoscere e reinterpretare le bellezze del patrimonio culturale e artistico regionale. Date le particolari circostanze, l’evento approda online.

 

Da lunedì 23 fino a domenica 29 marzo 2020 sarà visibile sul sito di Abbonamento Musei una raccolta di immagini inviate dai musei piemontesi aderenti: ci sono ad esempio il Giardino fiorito di Ettore Fico, ma anche la Torre campanaria dell’Abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese, oppure l’Alpe di Siusi fotografata da Luigi Ghirri, il Giardino delle Rose della Reggia di Venaria Reale e molto altro ancora per ispirare e stuzzicare la fantasia dei giovani artisti.

A partire da queste opere, ai partecipanti viene richiesto di copiare, reinterpretare o semplicemente dare sfogo alla loro creatività: vale tutto! L’importante è postare entro la mezzanotte di domenica 29 i prodotti del loro ingegno su Facebook, taggando Abbonamento Musei e usando gli hashtag #disegniamolarte #pigna #iorestoacasa #creoilmiomuseo

Le opere verranno raccolte in una gallery da Abbonamento Musei: in palio per i primi due che si aggiudicheranno il maggior numero di like, un set da disegno firmato Pigna, sponsor tecnico del progetto.

 

Come racconta Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei: “Disegniamo l’arte è un appuntamento a cui teniamo molto, poiché coinvolge i bambini e i loro genitori in un’attività creativa e originale. Proponendo questa versione online, speriamo che per le famiglie sia un’occasione per utilizzare al meglio questo tempo ritrovato, lasciandosi conquistare dall’arte del disegno”.

 

Informazioni sempre aggiornate e dettagli sul sito: www.abbonamentomusei.it

Terza via

in CULTURA E SPETTACOLI

La Poesia

 

TERZA VIA

Il cicisbeismo imbellettato degli uni
e la subdola parvenza rivoluzionaria degli altri
spingono il derelitto a dover scegliere:
bianco o nero

destra o sinistra

liberismo o comunismo

apollineo o dionisiaco

fascismo o socialismo

Meschina menzogna
di questo manicheismo giacobino!

Uomo libero, per te
né gli uni né gli altri.

Virtuosa è la Terza Via,
di ispirazione liberaldemocratica;
è tracciata nelle nostre vene
dal grande genovese
al motto: Dio e Popolo!

Percorrerla è compito
di chi tiene sottobraccio
due fratelli virtuosi:
Liberoarbitrio e Dubbio.
Al loro fianco l’uomo risorge
e al cuore giunge nitido il grido:

la religione dell’umanità è l’Amore!

Massimiliano Giannocco

“I Lamberti”, opere d’arte all’asta nel Vco per l’emergenza sanitaria

in CULTURA E SPETTACOLI

L’Associazione omegnese I LAMBERTI, ispirata all’opera e all’insegnamento di Gianni Rodari, nell’intento di aderire all’iniziativa lanciata dalla Fondazione Comunitaria del VCO per la raccolta fondi per l’acquisto di sei Monitor per le sale di rianimazione degli Ospedali di Omegna, Verbania e Domodossola, ha promosso un’asta benefica di alcune opere messe a disposizione da un gruppo di artisti locali ad un prezzo base accessibile a tutti

Si tratta di diciotto opere corredate da un codice da segnalare nel momento dell’offerta da effettuare telefonicamente oppure con messaggio o WhatsApp al n. 3402243654 o via mail all’indirizzo di posta ripamonti.paolo@libero.it. L’asta proseguirà fino alla mezzanotte di Domenica 22 marzo, prendendo in considerazione le offerte più alte.

Un’iniziativa importante, motivata dall’urgenza della raccolta di fondi per l’emergenza imposta dal coronavirus, che ha raccolta l’adesione di artisti e grafici che hanno saputo una volta di più mettere il loro talento al servizio della comunità.

M.Tr.

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