CULTURA- Pagina 3

“A Weak Monument”, Monumenta Italia a Palazzo Madama

Dal 22 aprile al 6 luglio, a Palazzo Madama, nella Piccola Guardaroba e nel Gabinetto Cinese, saranno esposte le opere di Irene Pittatore dal titolo “A Weak Monument”, curate da Tea Taramino

Lunedì 20 aprile, alle ore 17, a Palazzo Madama, viene presentato un incontro dedicato a Monumenta Italia, un progetto di arte pubblica itinerante con Irene Pittatore, Tea Taramino e Elisa Parola, seguito dall’inaugurazione dell’esposizione a cura di Tea Taramino. L’evento, realizzato nell’ambito del public program della mostra MonumeTO – Torino Capitale, approfondisce alcune dinamiche al centro del lavoro di Monumenta Italia dell’artista Irene Pittatore, proponendo una riflessione sull’esiguità di monumenti dedicati a donne o realizzati da esse nello spazio pubblico. Si tratta di un vuoto che diventa occasione per interrogarsi sul significato contemporaneo di “memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità”, in una prospettiva di genere. In occasione della conferenza, e fino al 6 luglio prossimo, nella Piccola Guardaroba e nel Gabinetto Cinese di Palazzo Madama sarà esposta, a cura di Tea Taramino, una selezione e di opere di Irene Pittatore, tra le quali manifesti, cartoline, video e un gonfalone utilizzati in mostre e laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere di Monumenta Italia, progetto aperto che opera a livello nazionale, ha la sua basea Torino, dove nel 2024 sono stati diffusi manifesti nelle biblioteche civiche, alla fermata Bengasi della metropolitana, all’URP del Consiglio Regionale del Piemonte, la rassegna Opera Viva, il manifesto in piazza Bottesini, e organizzati mostre e laboratori. Il progetto è in corso di svolgimento anche a Novara, con una campagna di 71 affissioni urbane, e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e Roma, è stato inoltre presentato all’Università degli Studi Di Padova e alla Casa degli Artisti di Milano.

Monumenta Italia prende le mosse da Monumentale Dimenticanza, progetto di ricerca a del Centro Studi e documentazione del Pensiero Femminile APS, nel 2019, volto a censire la presenza di monumenti, fontane e statue su suolo pubblico dedicate a storiche figure femminili nelle città e nei comuni piemontesi.

Torino è la città con più monumenti in Italia: 102, di cui uno solo dedicato a una donna, l’Edicola celebrativa della figura di Juliette Colbert, nota come Giulia di Barolo, posta nel dicembre 2025 sulla facciata di Palazzo Barolo. Le rare figure femminili presenti all’interno di produzioni scultoree e monumenti, sono soggetti anonimi o immagini allegoriche, come la Fede e la Vittoria. Ancora più spesso sono semplici comparse nude, in posizioni ascellari, spesso ai piedi dell’eroe. Un dato che evidenzia il mancato riconoscimento pubblico di meriti civili, intellettuali, artistici e scientifici delle donne. A questo si aggiunge un’ulteriore assenza: tra queste opere solo una, la “Fontanella di Venere”, del 1997, è stata realizzata da una donna. È possibile raccontare la storia delle città ignorando quella delle donne? Adottando un punto di vista androcentrico e negando la pluralità degli sguardi? Possiamo oggi immaginare idee più aperte di un monumento per celebrare la storia delle donne? Monumenta Italia si pone l’obiettivo di generare consapevolezza su questi temi e offrire un punto di osservazione sul patrimonio monumentale, capace di contemplare la prospettiva di genere e la secolare e emarginazione del contributo femminile. Ne scaturisce un’occasione di riflessione civica sul patrimonio artistico urbano e sul significato contemporaneo di monumentalità, memoria e identità, alla quale la cittadinanza è invitata a partecipare.

Mara Martellotta

Ezio Gribaudo, “Per leggere, per vedere”

 

Un incontro di approfondimento dedicato all’opera e alla figura dell’artista , nell’atrio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Mercoledi 22 aprile, alle ore 17, nell’atrio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, in piazza Carlo Alberto 3, si terrà un incontro dal titolo “Per leggere, per vedere”, un’occasione di approfondimento dedicata all’opera e alla figura di Ezio Gribaudo, nello spazio che oggi ospita la scultura omonima inaugurata nel 2017 nella piazza antistante l’istituto, e successivamente collocata all’interno dell’edificio. All’appuntamento interverranno la figlia dell’artista, Paola Gribaudo, Presidente dell’Archivio Gribaudo, e Valentina Caputo, Presidente di ABNUT. L’iniziativa si svolge in occasione della mostra “Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo”, a Villa della Regina dal 25 marzo al 24 maggio prossimo, nell’ambito della rassegna culturale QU.EEN, una narrazione di arte e natura a Villa della Regina. L’incontro sarà inoltre un’occasione per dedicarsi al racconto del volume “I libri metafora di una vita”, la cui mostra era stata ospitata presso la Biblioteca Nazionale in occasione dei novant’anni dell’artista, ripercorrendo le sue opere e i suoi libri d’artista e offrendo una preziosa testimonianza del contesto socio-culturale dell’epoca.

I saluti istituzionali saranno affidati a Marzia Dina Pontone, Direttrice della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – piazza Carlo Alberto 3, Torino

Mara Martellotta

Il Principe Aimone di Savoia, Duca di Aosta, a Susa e Venaria

Nel pomeriggio di lunedì 20 aprile il Castello di Adelaide – Museo Civico ha accolto  il Principe Aimone di Savoia, Duca di Aosta, per una visita alla mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere”, a Susa, e al percorso permanente del Museo Civico.

Ad accompagnare il Principe, il Direttore del Castello, Stefano Paschero, l’Assessora alla Cultura della Città di Susa, Cinzia Valerio, il Comandante dei Carabinieri LGT, Carlo Mostratisi e la professoressa Gemma Amprino Giorio. La visita ha preso avvio dalla mostra temporanea curata da Stefano Paschero e Claude Duffour, che presenta per la prima volta in Italia oltre 40 pezzi originali della collezione “Savoie.live di Ancy”, documenti, sigilli, ritratti e testimonianze iconografiche che ripercorrono mille anni di storia del casato, dal Marchesato di Torino alle vicende risorgimentali.

Il Principe si è poi soffermato nelle sale del Museo Civico, dalla fondazioni romane del Castello alla Storia Naturale, fino alla sezione dedicata alla Valle di Susa e al Risorgimento. La mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere” è visitabile al Castello di Adelaide, al Museo Civico, fino al 24 maggio 2026.

Mara Martellotta

 

La Reggia di Venaria ha ospitato la 25esima Aseemblea Generale dell’ARRE – Associazione delle Residenze Reali Europee alla presenza di S.A.R. il Principe Aimone di Savoia-Aosta

Il 20 e 21 aprile la Reggia di Venaria ha ospitato la 25esima Assemblea Generale dell’ARRE – Associazione delle Residenze Reali Europee, un prestigioso evento che coinvolge 36 istituzioni culturali internazionali, in rappresentanza di 13 Paesi responsabili della gestione di oltre cento tra castelli e palazzi iconici in Europa. Questa rete unica in Europa mira a migliorare la gestione e la conservazione delle Residenze Reali Europee, che accolgono oltre 50 milioni di visitatori ogni anno, e ad accrescere il loro profilo internazionale. Durante i lavori, sono state condivise le iniziative delle singole residenze, e decise le strategie comuni da attuare l’anno successivo.

Nella serata di lunedì 20 aprile scorso, alla cena di gala inaugurale, ha presenziato S.A.R. il Principe Aimone di Savoia-Aosta, VI Duca d’Aosta e parente del Duca di Savoia Carlo Emanuele II, il quale fece costruire questa Reggia nel XVII secolo per la sua seconda moglie, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours.

In giornata, il Duca d’Aosta si era recato a Susa per visitare la mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere”, allestita nel maniero dove, nel 1046, la sua antenata Adelaide di Torino sposò in terze nozze Oddone di Savoia, quartogenito Umberto I Biancamano, fondatore della dinastia sabauda, permettendo ai Savoia di compiere il primo passo del lungo cammino che il 17 marzo 1861 avrebbe portato alla proclamazione del Regno d’Italia. Il Principe, tornato così a Venaria un anno dopo l’iniziativa che lo vide partecipe lo scorso maggio, della presentazione al pubblico del servizio da tè che i Duchi d’Aosta donarono alle istitutrici dei giovani principi Aimone e Amedeo nel 1907, oggi esposto nel percorso di visita del Castello della Mandria. Lo scorso ottobre, Aimone si era recato, invece, al Museo della Cavalleria di Pinerolo e al Circolo Ufficiali di Torino.

Mara Martellotta

A cena con Fruttero

Giovedì 23 aprile 2026, ore 20

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

In occasione del vernissage de Il Club Fruttero. La mostra, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e la Fondazione Circolo dei lettori propongono giovedì 23 aprile alle 20 A cena con Fruttero, una cena letteraria che traduce in esperienza conviviale i gusti e l’immaginario di Carlo Fruttero.

 

Non una semplice cena, ma un dispositivo narrativo: sette tavoli, sette libri, sette voci. Ogni tavolo diventa uno spazio di conversazione in cui i libri si attivano attraverso il dialogo, secondo una pratica cara a Fruttero: condividere per divertirsi.

Ogni tavolo ospiterà una voce e un libro: Carlotta Fruttero con “Donne informate sui fatti”, Federica Fruttero per “Mutandine di chiffon”, Annalena Benini in “La donna della domenica”, Francesca Sforza per Fruttero giornalista, Franco Forte con Urania, Giuseppe Culicchia “Da una notte all’altra”, Paolo Verri “A che punto è la notte”.

 

Il percorso della serata non si limita ai testi. Anche il menù è costruito come un racconto, un percorso geografico e affettivo che segue le traiettorie della vita e dei gusti dello scrittore.

 

Gli antipasti rappresentano con precisione la tradizione piemontese: vitello tonnato alla vecchia maniera, acciughe al verde, flan di asparagi. Piatti netti, riconoscibili, radicati, sabaudi, come l’origine torinese di Fruttero.

Il primo, con i tortelli maremmani, portano la cena a Roccamare, nel grossetano, terra d’adozione per la vita e la scrittura, dove Fruttero ha trascorso una lunga parte della sua vita.

Il secondo, roast beef con patate al forno, introduce una dimensione più personale: è il piatto che Fruttero amava così tanto da voler imparare a cucinarlo, per sé e per gli amici.

Il percorso si chiude con il dolce, la torta Sacher, che porta i commensali a Vienna. Il dolce in questa speciale cena rappresenta l’amicizia con la principessa Vita Hohenlohe, presenza brillante e spiritosa delle estati maremmane, che portava con sé la Sacher che divenne il dolce preferito di Fruttero.

 

Per partecipare alla cena è obbligatoria la prenotazione scrivendo a barney@circololettori.it. Costo della cena: € 60,00

 

La cena, estensione naturale della mostra, fa parte del progetto culturale diffuso per il centenario, ideato e prodotto da Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e delle lettrici di Torino e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris dell’Università IULM, e la partnership tecnica di FILA con Tratto Pen e Libraccio, e il supporto de La Stampa-Tuttolibri. Partner della cena è l’Azienda Agricola Il Botolo.

 

Il Club Fruttero attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi. Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Il centenario ne restituisce il metodo: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per divertirsi e non essere neutrali.

Con AR.c.A. alla scoperta della villa romana di Caselette

Domenica 26 aprile sarà possibile visitare la villa romana di Caselette per scoprire come vivevano i romani in Val di Susa nel I secolo d.C. Tornando indietro nel tempo, sarà possibile entrare nelle stanze della villa e immergersi nell’atmosfera di uno dei più importanti complessi extraurbani di epoca romana in Piemonte. Sarà possibile anche partecipare al tour gratuito, guidato da un naturalista, dell’area Prima Valle. Situata alle pendici del Monte Musinè, ospita numerose specie di animali e vegetali, rare a livello nazionale e regionale, che la rendono una delle aree piemontesi di maggiore biodiversità. Si tratta di una vera e propria oasi xerotermica, che comprende anche i laghi Superiori e Inferiori di Caselette.

La villa romana di Caselette sarà visitabile dalle 15.30 alle 18, con la prima visita in partenza alle 15.30, la seconda alle 16.30 è l’ultima alle 17.30 circa. L’area Prima Valle, con punto di ritrovo presso la villa romana di Caselette, sarà visitabile dalle 15.30, mentre la seconda è prevista alle 17 circa. La giornata è promossa dall’associazione  AR.c.A –  Arte, Archeologico e Cultura ad Almese con il patrocinio del Comune di Almese, in collaborazione con la Fondazione Magnetto, Finder SPA , UNIVOCA, Tesori d’arte e cultura alpina e Sovrintendenza archeologica di Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino.

Info: arca.almese@gmail.com – 342 0601365

L’associazione AR.c.A è nata nel luglio 2013 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico, culturale artistico, archeologico e paesaggistico di Almese e dintorni.

Mara Martellotta

Job Film Days: “Dall’idea al soggetto”

Nel maggio torinese dedicato alla lettura

Per il maggio della lettura e della scrittura, torna “Dall’idea al soggetto” di Job Film Days. Come si scrive un film che parla di lavoro e di diritti? Avere una buona idea non è sufficiente, occorre anche avere strumenti per approdare alla scrittura. Nasce così il laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto”, organizzato dall’associazione Job Film Days, in collaborazione con l’associazione Video Community. Nel mese di maggio, che Torino dedica alla lettura fra il Salone Internazionale del Libro ed altre iniziative ad esso collegate, quindi alla fruizione culturale, Job Film Days pensa, invece, alla scrittura. L’edizione 2026 del laboratorio prevede tre giorni di incontri e confronto a Torino, il 9 e 30 maggio, e 13 giugno, durante i quali si terranno lezioni condotte da esperti del settore cinematografico, e rappresentanti di Enti del mondo del lavoro. L’obiettivo è guidare i partecipanti verso la scrittura di un soggetto da inviare alla sezione Concorsi del festival Job Film Days, che premierà le tre migliori opere durante la prossima edizione. I premi saranno offerti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne. Tra gli ospiti e i tutor, oltre al regista Mattia Berlizzi e allo sceneggiatore e documentarista Alejandro De La Fuente, è attesa la regista Martina Parenti che, insieme a Massimo D’Anolfi, ha realizzato “I Promessi Sposi” nel 2007 e “Grandi speranze” nel 2009, entrambi presentati al festival di Locarno insieme a numerosi altri lavori che, negli anni, sono stati selezionati tra i più importanti festival cinematografici internazionali, come la Biennale di Venezia, dove è stata presentata in anteprima “Guerra e pace”, mentre nel 2024 è stato proposto “Vestiari, Erbari, Lapidari”. Lo scorso anno la Biennale aveva dedicato ai due autori una monografia completa. Il laboratorio di scrittura sviluppa un’esplicita finalità di promozione della creatività, e costituisce un elemento di integrazione e rafforzamento della filiera cinematografica, inserendosi nel quadro delle azioni mirate alla creazione di opportunità lavorative per i giovani e la diversificazione dell’economia locale. La domanda per le iscrizioni dovrà essere presentata entro il 24 aprile 2026. Il laboratorio è dedicato ad autori e videomaker under 35. Iscrizione gratuita.

Mara Martellotta

Il “Pannunzio” ricorda Amendola

LUNEDÌ 20 APRILE ALLE ORE 17,30 in sede, via Maria Vittoria 35hGerardo NICOLOSI ricorderà Giovanni AMENDOLA nel centenario della morte. Egli appartiene alla storia del liberalismo del ‘900; su di lui il prof. Nicolosi, Ordinario di Storia contemporanea all’Università di Siena, ha scritto un importante saggio.
Marvi DEL POZZO leggerà la commemorazione pronunciata alla Camera il 29 aprile 1926 dal deputato piemontese ed ex Ministro Marcello Soleri a nome del Gruppo liberale in un clima ormai asservito al regime.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi aperta nei ponti di primavera

Il Giardino Storico, la mostra Sulle strade della Regina e il percorso sulle tracce di Margherita di Savoia

 

 

 

 

La Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) è aperta al pubblico nei ponti del 25 e 26 aprile e dell’1, 2 e 3 maggio con un’offerta che unisce una passeggiata nel verde del Giardino Storico restaurato, una visita alla mostra che racconta le origini dell’automobile moderna Sulle strade della Regina e un percorso di scoperta de Le stanze di Margherita nell’Appartamento di Levante.

IL GIARDINO STORICO

Il Giardino Storico, recentemente restituito alla fruizione, rende nuovamente leggibile una parte significativa del paesaggio che circonda la residenza sabauda. Le gallerie verdi delle stanze di verzura tornano a definire il disegno del giardino, i parterre recuperano la loro geometria storica e il giardino di levante diventa il primo spazio di accoglienza del percorso di visita.

Tra gli interventi realizzati, percorsi più accessibili, la diffusione della rete wi-fi, una applicazione digitale personalizzata che accompagna la visita e la rievocazione della vasca di Fritz, l’elefante che nell’Ottocento visse a Stupinigi e che qui trovava spazio anche per le proprie abluzioni. L’antica piscina è oggi evocata attraverso una composizione vegetale che ne riproduce la forma, con specie capaci di garantire una fioritura stagionale che suggeriscono, con il colore, la presenza dell’acqua.

 

LA MOSTRA: SULLE STRADE DELLA REGINA

Tra cavalli e motori: la mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna, fino al 28 giugno 2026 nella Citroniera di Ponente, racconta il passaggio dalla carrozza all’automobile ai tempi di Margherita di Savoia mettendo in relazione eleganza formale, innovazione tecnica e trasformazioni della mobilità. Prodotta da FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, la mostra mette per la prima volta a confronto automobili storiche provenienti dal MAUTO e carrozze ottocentesche della collezione Nicolotti Furno, offrendo un nuovo sguardo sul mondo dei trasporti tra XIX e XX secolo. Il percorso espositivo attraversa un secolo di cambiamenti culturali e tecnologici, dalle carrozze – come Landau Ronde, Phaeton, Coupè Brougham, espressioni di prestigio, ritualità e status sociale – alle prime automobili italiane e straniere, tra cui Fiat Tipo Zero A, Isotta Fraschini BN 30/40 HP, Oldsmobile 6C Curved Dash, Benz Victoria. Ogni mezzo racconta un mondo in trasformazione: dalla lentezza e ritualità dei viaggi in carrozza, segno evidente di rango e potere, alla novità e al fascino delle prime automobili, ancora rare e sorprendenti, che condividono le strade con i cavalli. Costruttori come Benz, Fiat, Decauville, De Dion Bouton presentano modelli unici, spesso realizzati su misura e destinati a una committenza limitata e selezionata.

 

IL PERCORSO: LE STANZE DI MARGHERITA

Non solo una Regina, ma una donna con un gusto preciso, abitudini quotidiane, affetti, rituali e un’idea moderna dell’abitare. Con “Le stanze di Margherita”, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, in occasione del centenario della morte, invita i visitatori ad entrare nella dimensione più privata e concreta di Margherita di Savoia, ultima sovrana ad abitare la residenza prima della sua trasformazione in museo. Il percorso restituisce l’ultima stagione vissuta di Stupinigi come dimora reale, tra il 1901 e il 1919. In quegli anni la Palazzina non fu più soltanto una residenza di caccia, ma una casa vissuta, adattata, trasformata per rispondere alle esigenze quotidiane della Regina Madre. Attraverso una serie di pannelli tematici con grafica dedicata, collocati nell’Appartamento e nell’Atrio di Levante e nell’area dell’ascensore storico, il percorso mette in dialogo fotografie d’epoca, immagini tratte da riviste del primo Novecento e ambienti attuali, permettendo ai visitatori di confrontare passato e presente in modo immediato e suggestivo. Un QR code, inoltre, consentirà di approfondire la storia attraverso testi e immagini di inizio Novecento.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi e Giardino Storico: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Giorno di chiusura: lunedì

Biglietti:

Giardino – 5 euro intero, 3 euro ridotto

Palazzina – 12 euro intero, 8 euro ridotto

Mostra Sulle strade della Regina – 8 euro intero, 6 euro ridotto

Palazzina + Mostra: 18 euro intero, 14 euro ridotto

Palazzina + Giardino: 15 euro intero, 11 euro ridotto

Mostra + Giardino: 11 euro intero, 9 euro ridotto

Palazzina + Mostra + Giardino: 21 euro intero, 17 euro ridotto

Gratuito minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Info e prenotazioni: 011 6200601

stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it – www.ordinemauriziano.it

“Viva Jaquerio!” Visita speciale a S. Antonio di Ranverso

Domenica 26 aprile, alle ore 15, alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, si terrà una visita alla scoperta di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte, Jaquerio

“Viva Jaquerio!” è una speciale visita per conoscere la vita, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che, a Ranverso, ha lasciato la propria firma e il suo più grande capolavoro. Nato da una famiglia con una grande tradizione nella pratica della pittura, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino, Ginevra, Thonon Le Bains ed altre località d’Oltralpe, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi, abitò stabilmente a Torino, e della sua vasta produzione, solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, databile intorno al 1410, epoca in cui l’artista doveva essere già a capo di un’ampia bottega. La “Salita al Calvario” è il suo capolavoro dai tratti profondamente realistici, di crudeltà e dolore, che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica.

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO) – Domenica 26 aprile ore 15

Costo visita: 5 euro oltre al prezzo del biglietto. Indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente. Info e prenotazioni da mercoledì a domenica a 011 6200603 – ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

Inviato dall’app Tiscali Mail.

La poesia: “Le case”

Di Graziella Provera

 

Mentre che camino così,
tanto pe’ fa’ ‘na passeggiata,
guardo le case che incontro ne la via.
Quanti palazzi co’ li muri scoloriti,
li scuri che se staccano
e pure un po’ ammuffiti.

Le case de’ la povera gente
se somijan tutte:
diciamoce ‘a verità :
so’ proprio brutte.

N’antra cosa so’ le case
de’ signori: scale de marmo,
giardini, mobili de’ pregio.

Nun è tanto er fatto de conta’ le lire
pe’ ariva’ ar giorno de’ la paga,
quanto che l’uni se riempion l’occhi
de’ bellezza,
a l’altri je se strigne er core
de vede’ sempre er solito squallore.

Nun è forse nutrimento necessario
la bellezza quanto er pane?
Questo è er pensiero mio
ma so’ poeta, e l’opinione de’ poeti
se sa’ nun conta gnente.

Me so’ persuasa che l’unica cosa
che c’è fa tutti eguali
sarà l’incontro che faremo
a la fine der camino,
nun serve che me spieghi
m’avete già capito.

E ve pensate che nostro Padre
nei cieli peserà er capitale
che ci avemo in banca?
L’unica cosa che vedrà nostro Signore
sarà se c’avremo avuto
un grande core.

17 aprile 2026