Negli scorsi giorni, la Polizia di Stato ha tratto in arresto a Torino, in differenti contesti, 4 giovani gravemente indiziati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, personale della Squadra Mobile–Sezione “Falchi” ha notato 2 cittadini tunisini sospetti all’interno dei giardini Montanaro. Uno di essi, minorenne, veniva raggiunto da un soggetto a bordo di un monopattino per ricevere una busta. Gli operatori vedevano il giovane allontanarsi, poi, insieme ad un connazionale di 23 anni e fermarsi su una panchina dove, dopo aver aperto una scatola di scarpe, occultava all’interno un calzino. Gli investigatori fermavano poco dopo i due, rinvenendo all’interno del calzino 81 pastiglie di colore rosa, verosimilmente riconducibili a ecstasy altamente pericolosa.
Da altra attività di osservazione, veniva controllata un’autovettura sospetta parcheggiata nei pressi di piazza della Repubblica: a bordo vi era un cittadino marocchino di 34 anni che aveva nascosto, all’interno del bocchettone dell’aria condizionata dell’auto, sostanza stupefacente già suddivisa in dosi pronte allo smercio; inoltre, nel parasole veniva rinvenuto un bilancino di precisione. A carico dell’uomo veniva, infine, sequestrata la somma di 220 € suddivisa in banconote di piccolo taglio.
Un ulteriore arresto avveniva a bordo del tram Linea 4, ove veniva controllato un cittadino marocchino sospetto: l’uomo aveva con sè una bottiglietta di yogurt da bere, al cui interno erano occultati 95 involucri di cocaina. La perquisizione domiciliare del suo appartamento consentiva anche di rinvenire oltre diciottomila euro suddivisi in mazzette, nascoste in alcuni mobili, probabile provento dell’illecita attività di spaccio.
Sono stato in cordiali rapporti con Marella Agnelli che sapeva apprezzare la cultura, anche quella libera. Le vicende giudiziarie dei suoi eredi e la causa della figlia Margherita contro i suoi tre figli appaiono davvero una delle pagine più tristi della dinastia Agnelli. I tre eredi non avrebbero pagato la tassa di successione in Italia, sostenendo che Marella vivesse in Svizzera, cosa che risulterebbe non vera. Adesso “Il Fatto” rompe il silenzio ovattato, garantito alla famiglia Elkann da una stampa servile e omertosa. Non avrebbero versato al fisco italiano quanto dovuto (circa 175 milioni di euro), per evitare un processo o se esso fosse inevitabile per chiedere l’attivazione dell’istituto giuridico della messa alla prova, come per le marachelle del sindaco di Moncalieri rag. Montagna, tanto per avere un’idea. Una messa alla prova per estinguere il reato, senza ammettere di averlo compiuto, come precisa in modo asciutto un portavoce sconosciuto della famiglia, magari lavorando gratis in strutture ospedaliere, benefiche o culturali. Mi metto dalla parte degli operai Fiat senza lavoro e mi domando perché tanti riguardi verso tre personaggi che certo non sono benefattori dell’umanità. I diritti di tutti vanno tutelati, compresi quelli dei tre fratelli e di mamma Margherita. E’ chiaro che dopo questo versamento di soldi, le ragioni di Margherita sono in ascesa. In discesa precipitosa è invece la dignità di una famiglia che pure ha fatto per un certo periodo la storia di Torino sia pure passando dal giolittismo al fascismo, dalla Dc al partito repubblicano. Da anni ormai non è più torinese la Fiat e meno che mai quello che resta degli Agnelli, se si esclude Allegra, la vedova di Umberto Agnelli che si dedica a Candiolo. Il resto dell’intera famiglia ha scritto la parola fine ad una storia che solo i comunisti giudicavano totalmente indecente.