CRONACA- Pagina 28

Addio a Maria Sole, sorella dell’Avvocato Agnelli

Maria Sole Agnelli sorella dell’Avvocato Gianni Agnelli e’ deceduta a 100 anni. E’ ancora in vita Cristiana Agnelli, 98 anni,  e ultima tra sei fratelli e sorelle. E’ stata sindaca di Campello sul Clitunno per dieci anni e presidente della Fondazione Agnelli.

(Nello “strappo” in copertina tratto da Repubblica: John Elkann e Maria Sole)

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Maria Sole Agnelli, una vita lunga un secolo: si spegne a 100 anni la sorella dell’Avvocato

Cede balaustra, donna ferita. Il marito cade nel Po

In Lungo Po Antonelli, al numero 105, sono intervenuti i soccorsi per una donna di circa 70 anni rimasta ferita dopo una caduta lungo una scarpata. Secondo una prima ricostruzione, la donna si sarebbe appoggiata a una balaustra in legno che ha improvvisamente ceduto, facendola scivolare lungo il pendio sottostante. Non è finita in acqua, ma nella caduta ha riportato la frattura di un braccio. Nel tentativo di aiutarla, il marito è invece scivolato nel fiume, venendo prontamente soccorso da un passante che si trovava in zona. L’uomo non ha riportato traumi e non è stato necessario il suo trasferimento in ospedale.

Sì è costituita la ragazza che ha investito e ucciso un uomo la notte di Natale

Si è costituita la conducente della Fiat Grande Punto che la notte della vigilia di Natale a Leini’ aveva commesso l’omicidio stradale ai danni di un anziano di 75 anni. Si tratta di una  ragazza di 21 anni, residente a Volpiano. L’uomo tornava dalla messa nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo e stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando la Punto lo ha investito e lo ha ucciso.

Auto nella scarpata: muore una donna, grave il marito

E’ morta in un incidente stradale la notte scorsa  a Pareto, nell’Acquese, una donna di 75 anni.  Il marito è ricoverato all’ospedale di Alessandria in codice rosso per ipotermia. La loro auto è finita fuori strada in un burrone e sono rimasti nell’abitacolo alcune ore fino all’arrivo dei vigili del fuoco.

Casa in fiamme, muore un uomo. Ferite moglie e figlia

Un 76enne è rimasto  ustionato in modo grave nell’incendio di casa sua a Cuorgnè  per lo scoppio di una bombola del gas ed è morto successivamente. La moglie e la figlia sono rimaste intossicate. Gli operatori del servizio di soccorso 118 e i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto.

Torino: una città che ha tutto per contare, ma non ha ancora deciso di farlo

Torino non è una città in crisi nel senso tradizionale del termine. Non è povera di competenze, non è marginale, non è priva di infrastrutture o capitale umano. Il suo problema è più sottile e più profondo: ha perso il ruolo che la definiva per oltre un secolo e non ne ha ancora scelto uno nuovo con sufficiente decisione.

Per decenni Torino ha coinciso con l’industria automobilistica. Questo le ha garantito centralità economica, peso politico e una chiara identità nazionale. Quando quel modello si è progressivamente esaurito, la città si è trovata a dover riconvertire se stessa. Lo ha fatto con serietà, evitando crolli traumatici, ma senza la radicalità necessaria a costruire una nuova leadership. Nel frattempo Milano ha occupato lo spazio economico e simbolico lasciato libero, diventando il polo attrattivo per investimenti, talenti e narrazione del futuro.

A differenza di altre città italiane, Torino non ha mai puntato sulla spettacolarizzazione di sé. È rimasta una città riservata, poco incline all’autocelebrazione, convinta che la qualità del lavoro parlasse da sola. Ma in un paese che premia chi si rende visibile, questa discrezione si è trasformata in invisibilità. Le sue eccellenze sono rimaste spesso confinate agli addetti ai lavori, mentre l’immagine pubblica della città si è cristallizzata su un passato industriale ormai concluso.

Eppure Torino possiede settori strategici che potrebbero ridefinirne il ruolo nazionale ed europeo. L’aerospazio e la difesa avanzata rappresentano già oggi una delle sue colonne portanti: una filiera solida, ad alta tecnologia, connessa alla ricerca universitaria e difficilmente delocalizzabile. Allo stesso modo, il sapere accumulato sull’automobile può trasformarsi in una leadership sulla mobilità del futuro, intesa come sistema integrato di trasporti, tecnologia, software e infrastrutture. Il limite non è industriale, ma culturale: la città fatica a dichiarare apertamente che queste sono le sue nuove identità.

Torino soffre anche una perdita costante di giovani formati localmente, che trovano altrove migliori opportunità di carriera e salari più competitivi. Le università funzionano come ottimi luoghi di formazione, ma meno come motori urbani capaci di trattenere talenti. L’ecosistema dell’innovazione cresce, ma senza ancora la massa critica necessaria a invertire la tendenza.

Alla base di tutto c’è una classe dirigente storicamente prudente, competente ma poco incline a scelte simboliche forti. Torino tende ad amministrare bene l’esistente più che a forzare il cambiamento. Questa attitudine, che in passato era una virtù, oggi rischia di diventare un freno in un contesto che richiede visione, posizionamento e capacità di competere sul piano dell’immaginario oltre che su quello economico.

Il paradosso torinese sta proprio qui: la città ha quasi tutto ciò che serve per tornare centrale – conoscenza, qualità della vita, industria avanzata, cultura – ma non ha ancora sciolto il nodo fondamentale. Non si tratta di risorse, ma di scelta. Di decidere se limitarsi a funzionare bene o tornare a rivendicare un ruolo riconoscibile nel Paese.

Finché questa decisione resterà sospesa, Torino continuerà a essere una città rispettata, solida e vivibile, ma non davvero seguita. Una città che lavora in silenzio, mentre il centro del discorso nazionale si sposta altrove.

Chiara Vannini

Senso unico alternato, possibili code a Sciolze

PER I LAVORI SULLA RAMPA DI ACCESSO AL PONTE DELLA PROVINCIALE 98 

 

Lunedì 29 e martedì 30 dicembre e poi ancora mercoledì 7 e giovedì 7 gennaio a Sciolze, per consentire le lavorazioni sul rilevato di accesso al ponte al km 0+800 della Strada Provinciale 98, saranno possibili tempi di attesa più lunghi per il transito nel tratto a senso unico alternato. A dipendenza dalle condizioni meteo, la ditta incaricata dei lavori per la manutenzione straordinaria dell’infrastruttura procederà al getto di calcestruzzo con betoncar lungo il rilevato. Nelle ore di lavorazione il passaggio delle autovetture avverrà con l’ausilio dei movieri, con possibili attese sino a 10-15 minuti.

Soffocato da un boccone di cibo muore 47enne

Tragedia durante le feste  per un boccone di cibo, forse panettone o un frutto, che ha bloccato le vie respiratorie, uccidendo un uomo di 47 anni. E’ deceduto nel pomeriggio della vigilia di Natale  a Settimo Torinese a casa dei genitori. A nulla sono valsi i soccorsi.

 

Aosta, incontro tra Cirio e Testolin

Si è svolto  ad Aosta l’incontro tra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin. Si è trattato un’occasione di consolidamento dei buoni rapporti esistenti tra le due Regioni e di un momento di confronto e scambio su alcuni temi di reciproco interesse.
Uno degli argomenti centrali affrontati ha riguardato le vie di comunicazione e di trasporto tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. L’incontro ha permesso di condividere l’avanzamento dei lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, lo stato degli interventi sulla bretella Ivrea-Santhià, in particolare per quanto riguarda il Viadotto Camolesa, in riferimento alle circostanze che si verificano in occasione dei picchi di affluenza turistica, e la situazione della frana in località Chiappetti a Quincinetto, per la quale è stata ribadita la massima attenzione per l’ultimazione del manufatto di contenimento, che pone le basi per le future iniziative di ulteriore diminuzione del rischio.
Alla luce del rilievo delle tante questioni aperte, il presidente Testolin e il presidente Cirio hanno convenuto sull’opportunità di costituire un Tavolo di lavoro permanente per affrontare con continuità e concretezza il tema legato alle infrastrutture e ai trasporti, un argomento che tocca profondamente le due Regioni.
Nel corso dell’incontro, si è parlato anche del Parco Nazionale del Gran Paradiso. A questo proposito, i presidenti hanno evidenziato la funzione cruciale del Parco sul territorio e  ribadito l’importanza del coinvolgimento delle comunità locali in tutte le scelte e le decisioni che riguardano la sua gestione, riaffermando la volontà che Valle d’Aosta e Piemonte lavorino in pieno accordo per la valorizzazione delle realtà comprese nei confini del Parco, tenendo sempre in considerazione le istanze espresse dalle comunità di riferimento.
«Ho voluto essere oggi ad Aosta per incontrare il presidente Testolin rieletto alla guida della Regione che con il Piemonte ha rapporti non solo geografici ma anche di storia, cultura e legami storici – ha spiegato il presidente Cirio – È stata l’occasione per fare il punto sui tanti dossier aperti, a partire dalle infrastrutture tra le due regioni, ma anche sugli studi che sono in corso sul raddoppio del tunnel del Monte Bianco. Abbiamo convenuto di istituire un Tavolo permanente tra Piemonte e Valle d’Aosta, che si riunisca tre volte l’anno, per affrontare insieme le tematiche legate ai collegamenti e alle infrastrutture e monitorare gli interventi in corso e quelli che partiranno. Abbiamo anche affrontato il tema del Parco del Gran Paradiso, un patrimonio prezioso che ci unisce: nelle prime settimane del 2026 incontreremo insieme i vertici del Parco per fare il punto sulle attività anche in occasione del rinnovo del Cda».
«È stato un momento costruttivo – ha detto il presidente Testolin – È per noi importante potere condividere temi e prospettare soluzioni comuni con la Regione Piemonte, perché insieme potremo approfondire meglio le criticità e dar più forza alla nostra azione. Ringrazio il presidente Cirio per la disponibilità che ci ha dimostrato e mi auguro che il nostro confronto possa proseguire con regolarità. In particolare, come condiviso nell’incontro di oggi, per quanto riguarda le questioni legate alla viabilità da e verso la nostra regione, ma che insistono sul territorio piemontese, per il tema della ferrovia e per la situazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Quest’ultima rappresenta una priorità per le comunità interessate e richiede un’attenzione particolare, anche nell’ottica di un’eventuale rivisitazione del suo perimetro».