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Ritorna pian piano a camminare… l’“Anatra Zoppa”

Nello storico “Circolo” di Barriera di Milano, “Arci Torino” inaugurerà un nuovo “hub” tra welfare, cultura e sostenibilità

Calate le serrande nel 2020, dopo anni di onorata e solidale attività a supporto (sociale e culturale) della comunità locale, nella storica sede di via Courmayeur 5, sono alle battute finali i lavori di ristrutturazione del “nuovo” Circolo Arci “Anatra Zoppa”, uno dei luoghi simbolo della “Barriera di Milano”.anatra

Nato negli anni Settanta come scuola elementare, dal 1987 “Anatra Zoppa” (strano nome ispirato alla metafora politica “lame duck”, richiamante per l’appunto l’idea di “solidarietà”) è uno dei principali “Circoli Arci” di Torino,  costante punto di riferimento per il quartiere e per tutta la città, nonché presidio di cittadinanza attiva e sperimentazione culturale. Dopo la pandemia, l’Associazione si è tuttavia vista costretta a cedere il testimone al “Comitato Arci” cittadino che, dal 2020, ha trasferito in quella sede numerose attività di sostegno alla popolazione. L’edificio necessitava, in ogni caso, di importanti interventi di riqualificazione, di messa a norma e di potenziamento, alla luce delle nuove, previste funzionalità.

Spiega in proposito Daniele Mandarano, presidente di ‘Arci Torino’: “L’investimento è stato oneroso come non mai: abbiamo scelto il quartiere più popoloso, più giovane e al contempo più fragile della Città, perché crediamo che sia a Barriera che si può costruire un pezzo della Torino del futuro, transculturale, pubblica, innovativa e popolare. E perché questo avvenga quel territorio va vissuto, raccontato, presidiato, e questo è il nostro modo di farlo. Daremo nuovo corso a un circolo che ha fatto la storia della nostra Associazione, con inedite funzioni sociali e culturali. E’ un risultato possibile solo grazie al contributo delle 80mila persone che ogni anno si iscrivono all’‘Arci’ a Torino, tramite le nostre Associazioni. Così, il cantiere all’“Anatra Zoppa” – che ha ricevuto 230mila euro di contributi “PNRR” e 70mila euro di finanziamento grazie al “Piano inclusione sociale”,  mentre 350mila sono d’“investimento diretto” di “Arci Torino” – è oggi alle battute finali. “La ristrutturazione dell’edificio – ancora Mandarano – è stata pensata per potenziare le funzioni già svolte dallo snodo di ‘Torino Solidale’, con l’ampliamento e la riorganizzazione dello spazio di ‘distribuzione alimentare’ e la creazione di spazi per gli ‘sportelli di segretariato sociale, facilitazione digitale, ascolto psicologico e consulenza legale’.

Non solo. L’obiettivo, infatti, è ancora più ampio e ha guardato anche alla storica funzione culturale e sociale dell’“Anatra”: ovvero “creare un ‘hub aperto al quartiere’ dotato anche di un ‘ristorante sociale’, una ‘sala multifunzionale’ per spettacoli dal vivo e un ‘vasto ‘spazio aperto’”. Detto in soldoni, si parla di ben 800 metri quadrati di “spazi interni”, adibiti all’“Emporio” e al “Ristorante Sociale” e ad una Sala per “Spettacoli dal vivo”. Previsti anche 3mila metri quadrati di “area esterna”, con un “giardino biodiverso”, l’“arena spettacoli” e l’“orto di comunità”.

“Anima sociale” resta lo “Snodo Torino Solidale” (per la distribuzione dei beni di prima necessità, soprattutto alimentari), ma “Anima Zoppa” sarà anche la sede dell’“InformaGiovani Diffuso” del Quadrante Nord Est (Circoscrizioni 6 – 7), che porterà avanti “attività di sportello” e “organizzazione di incontri formativi” rivolti ai giovani.

A quando dunque la riapertura? Sottolineano i responsabili: Per prima cosa, nel mese di marzo, lo spazio tornerà ad ospitare le attività dello ‘Snodo di Torino Solidale’ e del progetto ‘fooding’. Sempre dal mese di marzo partiranno le attività previste dal Bando “Bella Storia” della Città di Torino, che porteranno all’‘Anatra’, nel prossimo biennio, laboratori di ‘film making’, ‘podcasting’, ‘eventi e corsi musicali’, ‘orientamento al volontariato’, percorsi sull’‘innovazione tecnologica’ ed un public program sui temi dell’‘attivismo giovanile’, il tutto con una particolare attenzione alla cifra transculturale del territorio”.

In primavera, inoltre, “Arci Torino” aprirà un percorso, una “call for ideas”, che si prevede porterà, per l’autunno del 2026, al coinvolgimento di uno o più enti nella gestione del “Circolo”.

g.m.

Nelle foto: Immagini del “cantiere” all’“Anatra Zoppa”

Servizi sanitari più vicini ai cittadini: Piemonte e Liguria rilanciano la cooperazione

A Ceva si è svolto un incontro tra l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi e la Direzione Generale dell’Asl CN1 sullo stato di attuazione e sulle prospettive di sviluppo delle convenzioni sanitarie attive tra i territori di confine di Piemonte e Liguria.

Le convenzioni attualmente in essere hanno consentito ai residenti nei Comuni di confine di accedere ai servizi di assistenza primaria, Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta, secondo il criterio della maggiore prossimità territoriale, indipendentemente dalla Regione di appartenenza del professionista sanitario. Il modello ha interessato in particolare i Comuni di Massimino per la Liguria e di Alto e Caprauna per il Piemonte. Gli accordi sono stati aggiornati alla luce del nuovo assetto istituzionale entrato in vigore il 1° gennaio 2026, che ha previsto il passaggio dell’ASL2 alla nuova configurazione di Area Sociosanitaria Locale 2 nell’ambito di ATS Liguria.

Nel corso dell’incontro Massimo Nicolò ha evidenziato come il percorso rappresenti un esempio concreto di collaborazione istituzionale finalizzata a fornire risposte pragmatiche ai cittadini delle aree montane e di confine, sottolineando la necessità che la sanità superi i confini amministrativi quando questi rischiano di creare disagi e ribadendo la volontà condivisa con il Piemonte di rafforzare un modello organizzativo moderno, sostenibile e in grado di garantire pienamente i Livelli Essenziali di Assistenza, valorizzando le sinergie tra territori e professionisti.

Durante la riunione sono stati analizzati i risultati conseguiti nel periodo di vigenza delle convenzioni ed è stata approfondita la possibilità di rinnovare e potenziare tali accordi, valutando l’eventuale estensione del modello collaborativo ad altri territori di confine. L’obiettivo condiviso dai partecipanti è garantire continuità assistenziale, prossimità dei servizi e pieno rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza attraverso un modello organizzativo capace di rispondere alle specificità geografiche delle aree montane, interne e di confine. Al termine dell’incontro è stata condivisa una Dichiarazione di Intenti tra ATS Liguria e ASL CN1 finalizzata a strutturare e rafforzare la cooperazione interregionale nei principali ambiti dell’assistenza territoriale e ospedaliera.

Federico Riboldi, intervenuto all’incontro, ha illustrato il lavoro svolto negli ultimi mesi per il rilancio dell’ospedale di Ceva, citando il potenziamento tecnologico, il rafforzamento della rete territoriale, il piano di sicurezza antisismica, lo sviluppo della chirurgia ambulatoriale complessa e della Day Surgery. Nello stesso contesto ha evidenziato come l’accordo con la Liguria preveda un rafforzamento della cooperazione tra le due Regioni per migliorare i servizi nelle aree di confine, con interventi finalizzati a garantire una migliore copertura dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta, la collaborazione in ambito radiologico, anche attraverso convenzioni per la lettura dei referti dello screening mammografico, il rafforzamento dell’Emergenza-Urgenza e della sicurezza sanitaria mediante lo sviluppo della rete 118, lo sviluppo di setting assistenziali condivisi legati alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità di Cairo Montenotte e Ceva, oltre alla collaborazione per l’utilizzo congiunto di personale sanitario per affrontare le criticità di organico medico e migliorare le liste di attesa. Riboldi ha inoltre espresso la convinzione che l’accordo potrà migliorare il livello di erogazione dei servizi sanitari nelle zone di confine tra le due Regioni con benefici rilevanti per il territorio.

Tra gli ambiti prioritari di collaborazione individuati nella Dichiarazione rientrano l’erogazione di prestazioni sanitarie di assistenza primaria e pediatrica di libera scelta, la collaborazione in ambito radiologico anche attraverso convenzioni per la lettura dei referti di screening mammografico, il rafforzamento dell’area dell’Emergenza-Urgenza e della sicurezza sanitaria mediante lo sviluppo della rete 118, lo sviluppo di setting assistenziali condivisi in relazione alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità di Cairo Montenotte e Ceva e forme di utilizzo congiunto del personale per superare le criticità di organico medico e migliorare i tempi di attesa.

La collaborazione sarà attuata attraverso l’istituzione di un Gruppo Tecnico Congiunto, la definizione di un Piano di Lavoro Annuale e l’organizzazione di incontri periodici di monitoraggio. L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro della cooperazione istituzionale tra le Regioni Liguria e Piemonte e rappresenta un ulteriore passo verso un modello di integrazione interregionale orientato all’efficienza, alla sostenibilità e alla qualità dei servizi sanitari a favore delle comunità locali.

Koelliker: HPV e prevenzione

UN INCONTRO PER INFORMARE E PROTEGGERE LA SALUTE

Giovedì 19 febbraio | ore 18 Ospedale Koelliker | Corso Galileo Ferraris, 247-255 |

Prosegue il ciclo di incontri “Giovedì della Prevenzione” dell’Ospedale Koelliker di Torino, il format dedicato all’informazione e alla prevenzione sanitaria aperto al pubblico. Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 19 febbraio e sarà dedicato a un tema di grande attualità e rilevanza per la salute di donne, uomini, ragazzi e ragazze: HPV e prevenzione. L’HPV – Papilloma Virus Umano è una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse al mondo. Si stima che la maggior parte delle persone sessualmente attive entri in contatto con il virus almeno una volta nella vita. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria e si risolve spontaneamente, ma alcuni ceppi ad alto rischio possono persistere e causare patologie anche gravi. Contrariamente a un’opinione ancora diffusa, l’HPV non riguarda solo le donne. Se infatti è noto soprattutto per la sua correlazione con il tumore del collo dell’utero, negli uomini può provocare condilomi genitali, lesioni precancerose e tumori dell’ano, del pene e dell’orofaringe. Uomini e donne, inoltre, possono trasmettere il virus anche in assenza di sintomi, rendendo la prevenzione una responsabilità condivisa. Proprio perché spesso l’infezione è asintomatica, la prevenzione e i controlli periodici rivestono un ruolo fondamentale. Durante l’incontro verranno illustrati in modo semplice e accessibile i principali strumenti di prevenzione: • vaccinazione, raccomandata sia per le donne sia per gli uomini; • screening regolari, come Pap test e HPV test; • informazione e consapevolezza, per ridurre il rischio di trasmissione e riconoscere l’importanza dei controlli. Come per tutti i Giovedì della Prevenzione, l’appuntamento del 19 febbraio rappresenterà un momento di informazione e confronto aperto al pubblico, con la possibilità di ascoltare l’équipe di ginecologia dell’Ospedale Koelliker, chiarire dubbi e porre domande in un contesto informale e divulgativo. La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria. Giovedì 19 febbraio – HPV: la prevenzione-I giovedì della prevenzione – Ospedale Koelliker Informarsi è il primo passo per proteggere la propria salute e quella degli altri. Calendario appuntamenti • 19 febbraio – HPV e prevenzione • 19 marzo – Disturbi del comportamento alimentare • 16 aprile – Asma nei bambini • 21 maggio – I pericoli del fumo e della sigaretta elettronica • 11 giugno – I pericoli dei social network

Oltre 1.000 euro di farmaci donati grazie a “Un Farmaco per Natale”

 

La Farmacia Maria Cristina comunica la conclusione della raccolta solidale “Un Farmaco per Natale”, che ha permesso di destinare a Dakar farmaci e prodotti sanitari per un valore complessivo superiore ai 1.000 euro.

Nel corso del weekend la consegna è avvenuta presso l’infermeria di Icoas, l’infermeria universitaria della Université Cheikh Anta Diop e il Lycée de Han Bel-Air di Dakar.

La donazione comprende farmaci di prima necessità, antipiretici, antibiotici, antinfiammatori, medicinali pediatrici e materiali per medicazione, destinati a supportare l’attività sanitaria quotidiana delle strutture coinvolte.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla partecipazione dei clienti della farmacia, che hanno aderito con sensibilità e concretezza alla raccolta.

Un risultato che conferma come anche una realtà territoriale possa generare un impatto tangibile quando comunità e responsabilità si incontrano.

Farmaci solidali, fino a oggi la raccolta in oltre 600 farmacie piemontesi

Fino a lunedì 16 febbraio si svolge la XXVI edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco, indetta dal Banco Farmaceutico di Torino

Da martedì 10 a lunedì 16 febbraio prossimi si svolgerà la ventiseiesima edizione delle Giornate di raccolta del Farmaco. Nelle farmacie che partecipano alla raccolta in tutte le città italiane, e che espongono la locandina dell’iniziativa, si chiede ai cittadini di donare uno o più medicinali da banco per chi ne ha bisogno. I farmaci raccolti nel 2025 sono stati 653 mila e 339 confezioni, lari a un valore di 5.988 euro e una media di 111 confezioni donate in ogni farmacia, saranno consegnati a più di 2 mila realtà benefiche che si prendono cura di almeno 502 mila persone, di cui 145 mila sono minori, in condizioni di povertà sanitaria, offrendo loro aiuto e medicine. Il fabbisogno segnalato al Banco Farmaceutico è superiore a 1,2 milioni di confezioni di medicinali. Servono soprattutto farmaci antinfluenzali e pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antistaminici, antifebbrili, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, preparati per il trattamento di ferite e ulcerazioni, antinfiammatori, disinfettanti e farmaci per i dolori articolari.

In Piemonte la raccolta si farà in 603 farmacie, circa un terzo di quelle attive. I farmaci raccolti sosterranno circa 160 realtà benefiche del territorio che, annualmente, si interessano di 100 mila persone povere italiane, straniere, residenti in Italia e straniere seguite all’estero con progetti di sostegno sanitario. A Torino e Provincia si concentra il maggior numero di farmacie aderenti: nel 2026, 335 su 603 distribuite in 90 Comuni, Enti beneficiari 71 su 160, tre in più dello scorso anno. Nel 2025 sono stati donati 48.317 farmaci. Il fabbisogno richiesto per il 2026 è di 167 mila farmaci da automedicazione e beni di salute. Per avvicinarsi il più possibile a questo obiettivo, l’organizzazione prevede il coinvolgimento di 1200 volontari, che saranno presenti all’interno delle farmacie, in particolare nella giornata di sabato 14 febbraio.

“Le Giornate di Raccolta del Farmaco sono un gesto semplice, ma essenziale, per tante persone fragili che, per tante ragioni, non possono curarsi in modo adeguato. Chiediamo sostegno a chiunque abbia la possibilità di partecipare alla Raccolta per rispondere a un bisogno concreto, e anche perché in un mondo in cui le preoccupazioni sono tante e complesse, e la condizione economica di migliaia di famiglie italiane è sempre più fragile, si avverte il bisogno che emergano gesti di speranza, come scegliere di entrare in farmacia per compiere un gesto di gratuità  – dichiara Sergio Daniotti, Presidente della Fondazione Banco Farmaceutico ETS”.

“La farmacia è un presidio vicino alla collettività, sempre aperto e vicino al cittadino, anche nelle aree più interne del Paese, per garantire a tutti uguaglianza di accesso al farmaco – dichiara il Presidente di Federfarma Nazionale, Marco Cossolo – questo ruolo è testimoniato dall’adesione alle Giornate di Raccolta del Farmaco. Anche quest’anno le farmacie hanno partecipato con impegno e grande spirito di responsabilità sociale, per dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà”.

Mara Martellotta

Mattarella a Torino per il centenario di Gobetti

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Domani, lunedì 16 febbraio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà  a Torino per partecipare, alle ore 11, alla cerimonia commemorativa del centenario della morte di Piero Gobetti, in programma al Teatro Carignano.

La presenza del Capo dello Stato è stata annunciata dalla Prefettura di Torino. L’anniversario rappresenta l’avvio di un calendario di iniziative che renderanno omaggio per un anno alla figura dell’intellettuale torinese, protagonista del pensiero politico e culturale del Novecento.

Per coordinare le celebrazioni è stato inoltre istituito un apposito Comitato nazionale, guidato dal giurista Gustavo Zagrebelsky, con l’obiettivo di promuovere eventi, incontri e momenti di approfondimento dedicati all’eredità culturale e civile lasciata da Gobetti.

Femministe in piazza contro il DDL Bongiorno

Ieri alcune centinaia di attiviste di Non Una di Meno e della rete D.i.Re hanno manifestato in centro contro il DDL Bongiorno, che cancellerebbe il consenso nei reati di violenza sessuale. In piazza Vittorio e’ stato bloccato il tram storico e non sono mancati scontri verbali con i turisti e i visitatori di Cioccolato’.

Coppia in possesso di armi: lui in arresto, lei denunciata

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha arrestato, in flagranza di reato, un cittadino albanese, per detenzione illegale di armi comuni da sparo, commesso in concorso con la compagna; quest’ultima indagata in stato di libertà per lo stesso reato.

Nello specifico, personale della Squadra Mobile della Questura di Torino veniva a conoscenza che i due avevano nella loro disponibilità un garage, locato dalla donna, sito nel quartiere “Madonna di Campagna” e che all’interno dello stesso fossero custodite illegalmente delle armi e vari beni provento di furto.

Personale di questa Squadra Mobile si portava presso il box, cogliendo l’uomo all’interno, intento a trafficare con della merce lì presente. A seguito della perquisizione, gli operatori rinvenivano, riposto nel soppalco del garage, un voluminoso scatolone, contenente all’interno una pistola semiautomatica a salve, un fucile ad aria compressa e cinque fucili perfettamente funzionanti (nello specifico un fucile “Mauser” israeliano calibro 762 e quattro fucili a doppia canna) uno dei quali risultato, dai preliminari accertamenti svolti, provento di un furto in abitazione, commesso da ignoti lo scorso 22 dicembre nel comune di Saluzzo (CN).

Le successive perquisizioni, estese all’abitazione dell’indagato e ad un bar di sua proprietà, consentivano di sequestrare diverso materiale, tra cui quadri, biciclette di valore e monili.

Per tali fatti, entrambi gli indagati venivano anche deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione; sono in corso approfondimenti da parte degli investigatori volti ad accertare la provenienza di quanto sottoposto a sequestro.

Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore degli indagati, sino alla sentenza definitiva. Ciò nondimeno, il G.I.P. di Torino, in sede di convalida dell’arresto, ha ravvisato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, disponendone la custodia cautelare in carcere.

 

Tutto il materiale sequestrato, di possibile provento furtivo, è visionabile sulla bacheca degli oggetti recuperati raggiungibile tramite il seguente link:

https://questure.poliziadistato.it/servizio/oggettirubati

selezionando la voce recuperati.

Due sciatori morti: investiti da una valanga in Valle d’Aosta

Tragedia sulle montagne della Valle D’Aosta dove una valanga si è staccata questa mattina. Sono stati travolti tre sciatori fuoripista nel canale dei Vesses, sopra Courmayeur. Sono due i morti mentre il terzo è grave. I tre scialpinisti  sono di nazionalità francese. Sul posto il Soccorso alpino valdostano e il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entreves

Al Cottolengo inaugurato il nuovo Centro di Chirurgia Ambulatoriale Complessa

Nel contesto della Giornata Mondiale del Malato alla Piccola Casa-Cottolengo di Torino, venerdì 13 febbraio, si è tenuto un importante convegno sul tema della Salute mentale a cui è intervenuto lo psichiatra Alberto Siracusano, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità. È poi stato inaugurato il nuovo Centro di Chirurgia Ambulatoriale Complessa dell’Ospedale Cottolengo.

 

Nell’introdurre i lavori il Padre generale della Piccola Casa, Padre Carmine Arice, ha annunciato, proprio a partire dalm,0k c convegno, l’avvio di un percorso che porti la Piccola Casa, in sinergia con le istituzioni, ad ascoltare il grido delle persone affette da malattie mentali, in costante aumento dalla pandemia in poi, e delle loro famiglie.

 

«In quasi 200 anni di storia», ha detto Padre Arice, «la Piccola Casa ha sempre cercato di dare risposte alle vittime della cultura dello scarto». Oggi al primo posto ci sono gli anziani con patologie degenerative e non autosufficienti per i quali l’opera fondata dal Santo Cottolengo offre risposte grazie all’imponente investimento sui centri di accoglienza per le persone anziane in tutta Italia.

 

Segue l’attenzione ai malati che necessitano di cure palliative per i quali la Piccola Casa il 2 settembre 2022 ha aperto un hospice a Chieri, come risposta concreta al dibattito sul fine vita: «quando la solitudine è vinta», ha osservato il Padre generale, «e il dolore è controllato in modo adeguato la domanda di morte scende fortemente fino a sparire». Ed ecco allora una terza frontiera per la Piccola Casa: quella della malattia mentale, «una sorta di pandemia nascosta».

 

Lo psichiatra Prof. Siracusano nella sua Lectio magistralis ha invitato a formare una rinnovata cultura della Salute mentale attraverso il contributo di nuove riflessioni, fra cui il concetto di «One mental health», che esprime la necessità di una visione olistica nell’approccio ai disturbi psichici, che tenga presente di fattori sociali, ambientali ed economici. «Proponiamo allora dei progetti di saluto-genesi», ha osservato Siracusano, «per prevenire la sofferenza psicologica e psichica, che va sempre più diffondendosi soprattutto tra le giovani generazioni».

 

Ed ecco allora la proposta concreta della Piccola Casa di impegnarsi ad aprire un servizio – un ambulatorio – in cui la Salute mentale venga presa in carico in modo olistico, anche in ottica di prevenzione e contro il dramma della solitudine.

 

Padre Arice e l’Avv. Gian Paolo Zanetta, Direttore generale dell’Ospedale Cottolengo, hanno poi presentato il nuovo Centro di Chirurgia Ambulatoriale Complessa che è stato inaugurato.

 

L’opera, al primo piano dell’Ospedale Cottolengo, rientra nel programma complessivo di riorganizzazione, ristrutturazione e miglioramento del presidio ospedaliero attraverso un piano quinquennale (2025-2030).

 

I lavori hanno consegnato due nuove sale per gli interventi qualificabili nel setting di chirurgia ambulatoriale complessa relativi principalmente alle specialità di oculistica, ortopedia e, più in generale, di piccola chirurgia con un importante investimento su impiantistica e tecnologie all’avanguardia.

 

L’opera è stata realizzata anche grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

 

«La nuova area dedicata alla C.A.C.», sottolinea Zanetta, «si pone l’obiettivo di accogliere i pazienti candidati a sottoporsi ad interventi – come ad esempio la cataratta, le varici, il tunnel carpale – che non richiedono un pernottamento e che si caratterizzano per delle significative liste di attesa a livello territoriale. Il nuovo ambulatorio porterà dunque a decongestionare le sale operatorie centrali dell’ospedale e a migliorare i percorsi per i pazienti».

 

Alla Giornata sono interventi anche l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, il Direttore generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco, e il Responsabile della Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Torino don Paolo Fini. A tagliare il nastro delle nuove sale operatorie accanto a Padre Arice, all’Avv. Zanetta e al Prof. Siracusano è intervenuta anche la Dott.ssa Silvia Dorato della Fondazione Compagnia di San Paolo.