CRONACA- Pagina 129

Furti seriali nelle case di anziani: due arresti

La Polizia di Stato, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, diretta da Giovanni Bombardieri, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari a carico, rispettivamente, di un trentaseienne e di un quarantunenne, entrambi appartenenti a nuclei familiari di etnia sinti dimoranti in provincia di Torino.

I due sono gravemente indiziati di aver commesso, fra il marzo 2024 e il marzo 2025, otto furti aggravati in abitazione in danno di persone anziane nei comuni di Grugliasco, Pinerolo, Vinovo e Rivoli.

L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile, ha avuto inizio nei mesi scorsi a seguito dell’analisi della dinamica di alcuni furti effettuati con il medesimo modus operandi: finti tecnici dell’impianto di riscaldamento, asserendo di dover effettuare un controllo sui termosifoni o sulle tubazioni dell’acqua, riuscivano ad accedere all’interno delle abitazioni degli anziani, depredandoli dei loro averi.

Le attività infoinvestigative svolte sul territorio dagli operatori di polizia hanno consentito di individuare  i “veicoli da lavoro” dei due malviventi, specialisti in truffe e furti ai danni di anziani,  così riuscendo a identificare i presunti responsabili e a contestare loro 8 episodi, con valore dei beni sottratti quantificabile in circa 52.000 euro tra gioielli e contanti, oggetti aventi anche un rilevante valore affettivo per le vittime.

Il Tribunale di Torino, stante i gravi indizi di colpevolezza, ha accolto la richiesta cautelare della locale Procura, emettendo il provvedimento restrittivo nei confronti dei due indagati.

Donna aggredisce ex compagno e prende a pugni carabiniere

Una donna di 35 anni e’ accusata di maltrattamenti in famiglia e di resistenza a pubblico ufficiale. E’ in carcere a Vercelli, arrestata dai carabinieri a Domodossola. L’ex compagno ha detto che, dopo avere accompagnato a casa i figli, lei lo ha aggredito, in evidente stato di alterazione e ha colpito con un pugno anche un carabiniere intervenuto.

Studio genetico per trattamenti del tumore alla prostata

Presso la Città della Salute e della Scienza di Torino

La personalizzazione delle cure è uno degli obiettivi principali della ricerca sanitaria, soprattutto quando si tratta di neoplasie diffuse come il tumore alla prostata. A confermarlo è un nuovo progetto ideato dalla Clinica Urologica dell’Ospedale Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, diretta dal professor Paolo Gontero, che intende migliorare la gestione clinica dei tumori prostatici localizzati grazie all’utilizzo di test genetici.

L’iniziativa è nata da un’idea del professor Marco Oderda con il contributo del dottor Giorgio Calleris, e punta a coinvolgere pazienti tra i 45 e i 75 anni con diagnosi di tumore prostatico ISUP 2, cioè un tumore aggressivo di grado intermedio. Lo studio prevede l’impiego del test genetico Prolaris, che analizza l’espressione di geni legati alla progressione tumorale e fornisce un punteggio utile a prevedere il comportamento della malattia e di conseguenza anche il trattamento migliore.

L’applicazione di questo approccio innovativo nasce dall’esperienza maturata in uno studio pubblicato dal gruppo sulla rivista internazionale The Prostate: su 40 pazienti in sorveglianza attiva (vale a dire pazienti non sottoposti a trattamento chirurgico, ma a visite di controllo ravvicinate), il test è riuscito a discriminare con buona accuratezza chi ha mantenuto la sorveglianza, senza necessità di trattamenti chirurgici, da chi ha dovuto ricorrere alla chirurgia per progressione del tumore.

I dati finora ottenuti sono quindi molto incoraggianti e il progetto su scala regionale permetterebbe di offrire ai pazienti un’informazione in più, basata su dati genetici e non solo clinici o radiologici: ecco perché si propone di realizzarlo sotto il coordinamento della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, che ne garantirebbe l’integrazione nei percorsi assistenziali.

L’Urologia delle Molinette è da tempo impegnata anche nello sviluppo di terapie focali sempre meno invasive per il trattamento del tumore prostatico. Tra gli studi in corso figurano l’utilizzo delle microonde (targeted microwave ablation), dell’elettroporazione irreversibile nei pazienti con recidiva post-radioterapia, e della transperineal laser ablation con laser a diodi per il trattamento combinato del tumore e dell’ipertrofia prostatica benigna.

Inoltre, grazie a una recente donazione, è stato possibile anche acquisire una piattaforma robotica single-port, che prevede l’accesso alla prostata attraverso un’unica piccola incisione cutanea, che rende la chirurgia del tumore prostatico sempre meno invasiva.

Questo fermento scientifico conferma l’impegno del centro torinese nel promuovere una sanità sempre più orientata all’innovazione e alle esigenze del paziente, anche grazie all’integrazione tra ricerca, assistenza e nuove tecnologie.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

Pandoro gate: richiesta di 1 anno e 8 mesi per Chiara Ferragni

Oggi Chiara Ferragni è comparsa in tribunale per l’udienza decisiva del cosiddetto “Pandoro Gate”, il caso legato alla vendita dei dolci a marchio Balocco presentati come iniziative benefiche. I pubblici ministeri Cristian Barilli ed Eugenio Fusco hanno concluso la requisitoria chiedendo per l’influencer una condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa aggravata.

La richiesta dei pm

Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2022 Ferragni avrebbe fuorviato follower e consumatori con campagne di marketing relative al “Pandoro Pink Christmas” e alle uova di Pasqua, lasciando intendere che una parte del prezzo fosse destinata alla beneficenza. Per i pm, tale quota non sarebbe stata realmente compresa nel costo dei prodotti e l’influencer avrebbe tratto un “ingiusto profitto” stimato in circa 2,2 milioni di euro. Da qui la richiesta di condanna.

Ferragni è arrivata molto presto al Palazzo di Giustizia di Milano per evitare la presenza massiccia di fotografi e telecamere.

L’udienza

Il giudice Ilio Mannucci Pacini ha inizialmente valutato l’ammissione dell’associazione “La Casa del Consumatore” come parte civile, l’unica rimasta dopo che le altre hanno raggiunto accordi extragiudiziali.

La difesa ha ribadito che Ferragni avrebbe sempre agito in buona fede, senza intenzione di ottenere vantaggi illeciti, e ha richiamato le donazioni già effettuate, pari a 3,4 milioni di euro. L’influencer ha inoltre scelto il rito abbreviato, insieme agli altri imputati, per accelerare il procedimento e puntare a una pena ridotta.

La reazione pubblica

Sul piano mediatico il caso divide. C’è chi giudica grave la scarsa trasparenza nel coniugare marketing e solidarietà, e chi ritiene invece che Ferragni abbia già rimediato con le donazioni, interpretando l’inchiesta come il risultato di un errore comunicativo più che di un intento fraudolento.

In attesa della sentenza

La decisione finale è attesa per gennaio 2026. Fino ad allora il processo continuerà a essere al centro del dibattito, sollevando interrogativi sul ruolo e sulle responsabilità degli influencer nelle campagne a scopo benefico.

Cristina Taverniti

Due morti e una ragazza grave, tragico bilancio di un incidente nel Torinese

Sono sempre numerosi gli incidenti che, purtroppo, continuano a verificarsi sulle strade piemontesi. L’ennesima tragedia si è consumata oggi a Rivarolo Canavese, dove un’auto è uscita di strada schiantandosi contro un muretto di cemento ai bordi della carreggiata. Il bilancio è gravissimo: due persone hanno perso la vita e una terza è rimasta ferita in modo serio.

L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi martedì 25 novembre 2025, in via Rivarossa. L’allarme è stato lanciato poco prima delle 17. Per ragioni ancora da chiarire, il conducente di una Ford Focus diretta ad  Argentera ha  perso il controllo del veicolo, finendo contro un muretto di cemento posto lungo una roggia. L’impatto è stato violentissimo.

Sono accorsi i vigili del fuoco di Rivarolo, Bosconero e Ivrea, insieme ai carabinieri e agli operatori della Croce Rossa Italiana. Per il guidatore e uno dei passeggeri non c’è stato nulla da fare: sono deceduti sul colpo. Una terza occupante, una ragazza, è stata estratta dalle lamiere dai pompieri e successivamente stabilizzata dal personale del 118. È stata trasportata d’urgenza, in codice rosso, all’ospedale di Ciriè.

Lessolo, scontro sulla Torino-Aosta: furgoncino distrutto nell’impatto

Sull’autostrada Torino-Aosta in direzione Torino, poco prima dello svincolo di Ivrea, un camion e un furgoncino si sono scontrati nella tarda mattinata di oggi. L’impatto, avvenuto all’altezza di Lessolo, è stato violento: il furgoncino è rimasto distrutto ed è finito di traverso, con il muso fuori dalla carreggiata. Nell’impatto il conducente non è rimasto ferito e non si sono registrati rallentamenti al traffico. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Ivrea, insieme agli ausiliari Itp, ai soccorritori del 118 di Azienda Zero e agli agenti della polizia stradale di Torino-Settimo, impegnati a ricostruire le circostanze dell’incidente.

VI.G

Parella, schianto contro un semaforo: l’auto si ribalta, conducente ferito

Si schianta contro un semaforo, lo abbatte e la vettura si ribalta: conducente in ospedale. L’incidente è avvenuto nel quartiere Parella, all’incrocio tra corso Appio Claudio e via Cossa. Nessun altro mezzo risulta coinvolto: la Fiat 500, dopo l’impatto, si è capovolta finendo su un fianco a lato della carreggiata.

Il conducente è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria dal personale sanitario di Azienda Zero; le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, impegnati a ricostruire la dinamica e le cause della sbandata del veicolo.

VI.G

Ricoverato in ospedale l’ex sindaco Diego Novelli

E’ ricoverato in prognosi riservata Diego Novelli, lo  storico ex sindaco comunista di Torino. E’ stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Martini dopo che gli è stata riscontrata una grave insufficienza respiratoria. Le sue condizioni sono sotto controllo. L’ex primo cittadino ha  94  anni.

Minaccia la ex con un coltello e si nasconde nell’armadio

La Polizia di Stato è intervenuta nel quartiere Barriera Milano per la segnalazione di una donna che chiedeva aiuto; a chiamare il 112 NUE, i vicini di casa che sentivano la signora urlare.

Personale del Commissariato di P.S. San Donato, giunto nell’arco di pochi minuti nel condominio, ha trovato la porta d’ingresso dell’alloggio danneggiata e soccorso la donna, che si era rifugiata in bagno per sfuggire all’aggressione dell’ex, dopo che costui si era introdotto con la forza in casa e l’aveva minacciata, armato di coltello.

Gli operatori hanno quindi effettuato una ricognizione nell’appartamento, scovando l’uomo nascosto nell’armadio della camera da letto, ancora in possesso del coltello.

I poliziotti lo hanno arrestato per minacce aggravate e atti persecutori, nonchè denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per violazione di domicilio.

Media e femminicidi, Extinction Rebellion manifesta alla Rai

Questa mattina Extinction Rebellion ha occupato l’ingresso della Rai di Via Verdi a Torino, dove una decina di donne si sono legate tra loro con corde rosa, verdi e nere e si sono coperte la bocca con scotch nero, mentre è stato esposto uno striscione “Sleghiamo l’informazione”. Nella giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il movimento denuncia “la narrazione distorta che i media, e in particolare la principale emittente pubblica italiana, portano avanti su femminicidi ed ecocidi, e chiedono maggiore libertà di stampa e una narrazione che dia voce alle vittime”.