CRONACA- Pagina 101

Scontro tra auto e cinghiale: grave ragazzo di 24 anni

Scontro fra un’auto e un cinghiale nel territorio di Basaluzzo, in provincia di Alessandria, sulla strada provinciale 157 . Sul posto  i sanitari del 118, I carabinieri e i vigili del fuoco. Sulla vettura c’erano tre persone e un ragazzo di 24 anni è stato trasportato, in codice rosso, all’ospedale di Alessandria.

 

Intitolate tre nuove vie limitrofe all’Urban District To Dream 

Sabato 18 ottobre 2025, alle ore 11, si terrà la cerimonia di intitolazione delle vie limitrofe all’Urban District To Dream (già corso Giulio Cesare 424/51). Tra i nuovi toponimi figura quello dedicato a Florence Nightingale, fondatrice dell’infermieristica moderna e simbolo universale di dedizione, competenza e umanità nella cura.

Contestualmente, saranno intitolate nello stesso comprensorio di To Dream due altre vie, alle artiste Evangelina Gemma Alciati Jessie Boswell, figure femminili che hanno segnato il mondo culturale torinese.

Nel corso della cerimonia prenderanno la parola, prima dello scoprimento delle nuove targhe viarie, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il Coordinatore della II Commissione della Circoscrizione 6 Maurizio Anastasia, il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino Ivan Bufalo e Guglielmo Marciano, presidente della Commissione d’albo Infermieri pediatrici.

«Sono lieta di avere portato a buon fine la proposta di intitolazione di un sedime cittadino a Florence Nightingale, che era stata caldeggiata dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche e poi unanimemente approvata dalla Commissione comunale per la Toponomastica» commenta la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo. «Con il suo coraggio e la sua determinazione, non comuni ai tempi nostri e ancor di più nel XIX secolo, Florence Nightingale seppe non solo alleviare le sofferenze di feriti e malati, ma anche e soprattutto promuovere un cambiamento complessivo nell’idea stessa dei servizi sanitari, aprendo la strada alla moderna concezione delle professioni infermieristiche».

«La cerimonia di sabato» – ha concluso Grippo – «rappresenterà un passo in avanti importante nel percorso di riequilibrio di genere nella toponomastica torinese, che ho perseguito sin dall’inizio del mio mandato. Sarà inoltre l’occasione per rendere un ideale e meritato omaggio a tre donne di eccezionale valore e di grandi capacità di innovare e rompere gli schemi, svolgendo un ruolo pionieristico nei rispettivi campi di attività.

«Ringraziamo il Comune di Torino per questa scelta di valore, che riconosce e istituzionalizza il ruolo della professione infermieristica, e in particolare la presidente Grippo, da anni sempre vicina alla nostra categoria e alle nostre attività, sino ad essere ormai come una nostra iscritta honoris causa» dichiara Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino, aggiungendo: «Questo percorso comune rende la giornata dell’intitolazione il riconoscimento di un cammini condiviso che la Città di Torino, attraverso la sua presidente, ha intrapreso con il mondo infermieristico.

Dedicare una via a Florence Nightingale – conclude Bufalo – significa ricordare non solo la fondatrice dell’infermieristica moderna, ma anche l’impegno quotidiano, spesso silenzioso, di migliaia di professionisti che operano nel nostro territorio».

Sicurezza dei presidi sanitari, firmato protocollo tra Prefettura,  Asl Città di Torino e Regione

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«L’iniziativa che oggi sottoscriviamo realizza un programma di interventi volti a venire sempre più incontro alle esigenze di sicurezza e serenità di chi quotidianamente è impegnato in prima linea per la salute dei cittadini».  
Lo ha sottolineato il Prefetto Donato Cafagna, firmando  insieme al Direttore Generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco e agli Assessori Regionali alla Sanità e alle Politiche Sociali e all’Integrazione Socio-Sanitaria, Federico Riboldi e Maurizio Marrone, il Protocollo di Intesa per la sicurezza dei presidi sanitari che prevede percorsi condivisi, con modalità d’azione prestabilite, concordate ed efficaci, per affrontare, e possibilmente prevenire, un’aggressione o atteggiamenti violenti all’interno delle strutture sanitarie e dei servizi sanitari.
L’attenzione sarà maggiormente rivolta alle strutture ritenute ad alto rischio, come i Pronto Soccorso, i punti di primo intervento – i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, i Centri di Salute Mentale, i Servizi Dipendenze Patologiche e gli altri servizi delle strutture sanitarie. Sarà implementato l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza, e/o dei sistemi di teleallarme e di vigilanza diurna/notturna.
«C’è una richiesta di maggiore presenza delle Forze dell’Ordine da parte degli Ordini, delle Organizzazioni sindacali, delle Asl – ha spiegato il Prefetto ­- e l’obiettivo è quello di corrispondere a questa richiesta in maniera dinamica e coordinata, potenziando la presenza all’interno dei presidi e implementando i sistemi di videosorveglianza, ma anche consolidando quelle forme di collaborazione tra mondo sanitario e mondo della sicurezza in modo da rendere più incisivi possibili gli interventi. Grazie a questo protocollo, inoltre, alla prevenzione e alla deterrenza, si affiancheranno iniziative di formazione e comunicazione, volte a rinsaldare il dialogo e il rapporto di fiducia che deve intercorrere tra sanitari e pazienti.  
«Al fine di contrastare le aggressioni  – ha spiegato il Direttore Carlo Picco – l’ASL Città di Torino ha messo in atto una serie di azioni, tra cui la vigilanza armata, i pulsanti antipanico, le telecamere e i video collegamenti, la collaborazione con la Prefettura e la Questura, le convenzioni con il “Nucleo Associazione Nazionale Carabinieri di Protezione Civile della Provincia di Torino” e “Capitano Ultimo Volontari di Protezione Civile Piemonte” nei Pronto Soccorso degli Ospedali Maria Vittoria e San Giovanni Bosco. Con la firma del Protocollo siglato oggi, per il quale ringrazio il Prefetto, le Forze dell’Ordine e gli Assessori Regionali alla Sanità e alle Politiche Sociali e all’Integrazione Socio-Sanitaria, si intende rafforzare la collaborazione tra l’ASL Città di Torino e le Forze dell’Ordine per tutelare gli operatori sanitari da aggressioni o atti di violenza, definendo le modalità di attivazione delle Forze dell’Ordine per garantire il loro tempestivo intervento in caso di episodi di violenza che coinvolgano il personale sanitario».
L’Assessore Regionale Federico Riboldi ha tenuto a sottolineare che: «Il protocollo per la sicurezza nei Pronto Soccorso firmato oggi a Torino è il secondo in Piemonte dopo quello sottoscritto ad Asti nel mese di aprile. Ringrazio il Prefetto di Torino Donato Cafagna, il Direttore Generale ASL Città di Torino Carlo Picco e tutti coloro che si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo che è una priorità assoluta per l’assessorato alla Sanità. La Regione Piemonte continuerà ad investire nella sicurezza per garantire agli operatori la serenità di poter svolgere il proprio lavoro senza dover temere per la propria incolumità personale e ai pazienti e alle famiglie di essere curati in ambienti dove non si verificano fatti incresciosi. È in svolgimento una gara d’appalto per la presenza di guardie armate in tutti i Pronto Soccorso aziendali, con prevista aggiudicazione entro la fine dell’anno. Fino a pochi anni fa il personale del Pronto Soccorso era rispettato e anche ringraziato: si vede che alcuni schemi nella società sono saltati. Per questo motivo, la Regione ha avviato quest’anno un monitoraggio in tutte le aziende sanitarie sulla presenza di misure di sicurezza e la prevenzione della violenza a danno degli operatori sanitari. Infine, un ringraziamento alle Forze dell’Ordine che ogni giorno lavorano per la nostra sicurezza e che sono certo daranno il loro fondamentale contributo anche in questo ambito».
Per l’Assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone: «La vera sicurezza in luoghi sempre aperti e accessibili come gli ospedali la si garantisce solo rafforzando la presenza delle Forze dell’Ordine e questo stanno facendo le Istituzioni unendo le energie. Grazie anche alle associazioni d’Arma, come l’Associazione Nazionale Carabinieri, per la loro disponibilità a garantire la loro presenza rassicurante. Siamo orgogliosi di sostenerli con le risorse regionali per l’Invecchiamento Attivo».
Alla firma del documento erano presenti i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e i presidenti dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Torino, dell’Ordine delle Professioni infermieristiche e dell’Ordine delle Professioni Sanitarie tecniche.

Rapina in pieno giorno ai Murazzi, coppia aggredita con spray al peperoncino

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Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino tre giovani per rapina aggravata in concorso.

Attorno alle due mezza di domenica, una coppia di amici a passeggio lungo la riva del Po è stata avvicinata, all’altezza di via Sineo, da tre giovani cittadini egiziani che, dopo aver chiesto loro una sigaretta, li hanno aggrediti utilizzando uno spray urticante.

I tre, tutti di 20 anni, sono riusciti a impossessarsi della borsetta della ragazza e dello zaino del ragazzo, per poi fuggire in direzione di via Balbo.

I poliziotti dei “Falchi” della Squadra Mobile torinese, acquisite le descrizioni, hanno svolto attive ricerche in zona, fino a quando hanno notato il gruppetto in Viale dei Partigiani e, seguendoli fino a via XX Settembre, dove li hanno fermati.

Addosso ai giovani, gli investigatori hanno rinvenuto alcuni documenti sottratti a una delle vittime, che le sono stati riconsegnati, nonché un coltello a lama fissa e lo spray urticante utilizzato durante la rapina.

Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto come misura l’obbligo di presentazione alla P.G.

Gli studenti del Politecnico in mostra a Urban lab per immaginare la Torino del futuro

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Dodici mesi di lavoro, 52 luoghi, 14 atelier, 543 studenti coinvolti, 41 docenti e 46 tutor. Questi i numeri di “Scenario Torino”, la 2ª edizione della mostra realizzata da alcuni studenti del Politecnico su come immaginano il futuro di Torino e che sarà inaugurata alle 18 di oggi, presso la sede di Urban Lab e sotto i portici di piazza Palazzo di Città.

Ieri si è svolta un’anteprima riservata ai giornalisti che hanno potuto apprezzare il lavoro degli studenti dei corsi di Laurea Triennale, Laurea Magistrale in Architettura, Design, Pianificazione urbanistica e territoriale e Architettura del paesaggio del Politecnico di Torino. I futuri architetti si sono cimentati con esercizi progettuali su diverse aree urbane e tematiche di lavoro, a stretto contatto con l’Amministrazione comunale e in particolare con l’assessorato all’urbanistica della città di Torino. Gli esiti di questa stimolante mostra saranno visibili a tutti proprio da questo pomeriggio. Le fotografie sotto i portici della piazza illustrano i luoghi di progetto. Negli spazi di Urban Lab, invece, analisi, disegni e modelli mettono in mostra molteplici possibili destini per edifici, isolati e intere zone di una Torino che si immagina più sostenibile e accessibile.

La Città di Torino sta affrontando un momento di straordinario cambiamento: rilevanti investimenti pubblici e privati hanno avviato una nuova stagione di rigenerazione e ripensamento del territorio. Il numero delle trasformazioni urbane che si stanno avviando sul territorio comunale e le sfide attuali, mettono in luce la possibilità di ragionare in termini esplorativi intorno alla trasformazione di aree, edifici, brani di città. E il nuovo Piano regolatore presentato lo scorso 14 ottobre alla ESCP Business School ne è un esempio.

«Il lavoro che si fa con “Scenario Torino” – spiega l’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni – è straordinario per noi e per gli studenti che si mettono all’opera su aree esistenti della città con progetti migliorativi che riqualificano interi quartieri. È un esercizio utilissimo per la città da cui poter prendere anche spunto ed è interessante capire come gli studenti immaginino la loro visione della città con modellini fisici e disegni tecnici. Un enorme mole di lavoro per gli studenti e i loro tutor e docenti del Politecnico che ringrazio».

L’iniziativa è stata curata dai docenti Caterina Barioglio, Nadia Caruso, Valerio Della Scala e Saskia Gribling, e ha coinvolto più di 14 insegnamenti di Ateneo.

Un’opportunità unica, che ha consentito da una parte ai ragazzi e alle ragazze di confrontare le proprie conoscenze teoriche con le sfide reali dell’urbanistica contemporanea, e dall’altra alla Città di Torino di beneficiare di una serie più variegata di immaginari ed esplorazioni meta-progettuali sul territorio e sulla sua trasformazione.

La mostra sarà visitabile fino all’8 novembre 2025 dal mercoledì al venerdì, dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 12 alle 19.

All’inaugurazione sono previsti gli interventi di Paolo Mazzoleni, Assessore all’Urbanistica della Città di Torino, Andrea Bocco, Direttore del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST del Politecnico di Torino, Michele Bonino, Direttore del Dipartimento di Architettura e Design-DAD del Politecnico di Torino e Piero Boccardo, Presidente di Urban Lab.

Soggetti coinvolti:

Assessorato all’Urbanistica della Città di Torino
Urban Lab
Dipartimento DAD (Architettura e Design) del Politecnico di Torino
Dipartimento DIST (Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio) del Politecnico di Torino.

TORINO CLICK

Sequestrano un minore per debiti di droga

Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino un quarantenne italiano e un ventottenne cittadino rumeno, per sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso.

L’attività ha avuto inizio dopo la segnalazione di un uomo per la scomparsa del nipote. Dopo due giorni, lo stesso viene contattato, sulla piattaforma Instagram, da un utente sconosciuto; all’altro capo, però, c’è il nipote scomparso, il quale dice allo zio di attenersi alle indicazioni che gli verranno riferite; a questo punto, nella conversazione subentra una terza persona che chiede all’uomo una somma di denaro per ripianare un debito contratto dal proprio nipote. Lo zio contatta quindi il numero di emergenza 112 NUE e, insieme a personale della Squadra Volanti della Questura di Torino, si reca presso il Parco Sempione, luogo concordato per l’incontro. Lì individua il nipote, tallonato da due uomini, i quali, accortisi della presenza del personale di Polizia, hanno tentato di allontanarsi ma sono stati bloccati dagli operatori, dislocati strategicamente sulle vie di fuga del parco.

Da una prima ricostruzione dei fatti, ancora al vaglio degli inquirenti, è emerso come il minore, per un debito di droga di 50 euro maturato due giorni prima e da estinguere, fosse stato trattenuto contro la sua volontà all’interno del Parco Sempione per due giorni, sotto minaccia di ripercussioni, sino all’intervento del personale della Polizia.

Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Cibo sano, cura vicina: km zero in corsia

La Regione Piemonte lancia il progetto “Cibo sano, cura vicina: portiamo il km0 in corsia”, primo esempio nazionale di integrazione strutturale tra sistema sanitario e mondo agricolo. Promosso dagli assessori regionali all’Agricoltura Paolo Bongioanni e alla Sanità Federico Riboldi, il modello si propone di rivoluzionare le mense ospedaliere introducendo prodotti tipici piemontesi, garantendo pasti più sani, più buoni e più legati al territorio.
Saranno coinvolte le associazioni agricole – Coldiretti, Confagricoltura e CIA – e le organizzazioni cooperative del settore che avranno un ruolo centrale, perché gli agricoltori non saranno semplici fornitori, ma partner nella definizione delle forniture, assicurando stagionalità, tracciabilità e qualità delle materie prime. Le strutture tecniche delle aziende sanitarie regionali, invece, avranno il compito di integrare questi prodotti nei piani nutrizionali, trasformando il pasto ospedaliero in parte attiva del percorso di cura.
Un asse decisivo del progetto riguarda la qualità delle mense ospedaliere. L’introduzione di prodotti locali e tipici permette di elevare lo standard del cibo servito, migliora il gusto, aumenta il gradimento dei pazienti e, grazie alla filiera corta, si ottiene un contenimento dei costi. Riducendo i trasporti inutili si abbassa l’impatto ambientale: non ha senso movimentare alimenti da altri continenti quando il Piemonte dispone di eccellenze riconosciute e sicure. In sintesi, più salute, più territorio, più sostenibilità.
«Non è un’operazione di immagine, ma un cambio di paradigma – dichiarano Bongioanni e Riboldi – Con “Cibo sano, cura vicina” portiamo la filiera agricola dentro il sistema sanitario, restituendo dignità al pasto ospedaliero. Sanità e agricoltura tornano ad essere alleate strategiche, pilastri dell’identità piemontese».
A coordinare l’attuazione sarà una Cabina di Regia regionale con Regione, associazioni agricole, AMOS, ASR e Università. La fase pilota partirà nel 2025 nelle Aziende Ospedaliero – Universitarie di Alessandria, Novara e Città della Salute di Torino, per poi estendersi entro il 2030 a tutta la rete sanitaria regionale. Il progetto prevede anche campagne di educazione alimentare rivolte a pazienti, famiglie e personale sanitario, per diffondere una nuova cultura del cibo come parte della cura.
«Il Piemonte sarà la prima Regione dove il paziente riconosce il territorio anche a tavola, perché la cura comincia dal cibo» concludono Bongioanni e Riboldi.

Memoria e Accoglienza nella citroniera di Villa Lascaris

Nell’ambito della mostra fotografica multimediale “Memoria e Accoglienza-storie di mondi in cammino”, in corso a Villa Lascaris, a Pianezza, fino al 26 ottobre prossimo, lo spazio talk di domenica 19 ottobre, a partire dalle ore 16, nella citroniera ottocentesca, racconta le vicende degli italiani che emigrano e le nuove generazioni che rimangono. Nella prima parte dell’incontro vi saranno le testimonianze dirette di Meryem Lemaaoui, arrivata in Italia dal Marocco a 7 anni, studentessa di Giurisprudenza e attiva nella associazione ASAI, che racconta la vita di migliaia di ragazzi e ragazze che, pur studiando vivendo e studiando in Italia, non hanno ancora ottenuto la cittadinanza; Andrea Casacci, trentenne laureato in graphic design che, dopo esperienze professionali a Londra è tornato in Italia, è che racconterà la vita all’estero e le differenze tra due mondi: Londra e Torino. Insieme a Marco Fracon, direttore di Villa Lascaris, il talk sarà un’occasione per ascoltare veramente le nuove generazioni, spesso raccontate attraverso luoghi comuni. Nella seconda parte dell’incontro, condotta da Silvia Mercuriati, direttrice artistica di Progetto Zoran, il focus si sposterà sull’arte, con due interlocutori: Marco Monfredini, direttore artistico, regista e attore della Compagnia Anticamera Teatro, che parlerà di come far teatro nei luoghi in cui la guerra è realtà, condividendo l’esperienza di bordermindproject nei territori occupati palestinesi, da cui è nato il libro “Il teatro nei luoghi di conflitto”; Chiara Benetton, illustratrice, che racconterà la sua esperienza artistica a Bristol tra una lingua diversa, gli affetti lontani e le sfide quotidiane, che le hanno aperto gli occhi sul mondo.

“Memoria e Accoglienza – Storie di mondi in cammino” è inserito nel programma delmFestival dell’Accoglienza, promosso dalla Pastorale Migranti dell’Arcidiocesi di Torino e dall’Associazione Generazioni migranti, organizzato a Villa Lascaris insieme associazioni pianezzesi, Pianezza Protagonista e gli Amici dell’Arte. L’iniziativa si avvale del contributo della Pastorale Migranti, Associazione Generazione Migranti, Fondazione CRT, del Patrocinio della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Pianezza, del sostegno di Turismo Torino e Provincia, oltre alla collaborazione di molte realtà legate al territorio, quali l’Associazione Nazionale Alpini, Gruppo di Pianezza, Club Alpino Italiano, Progetto Zoran, Unecon, UniTre di Alpignano, Caselette, Pianezza e il Progetto sociale Materiali di scARTo.

Appuntamento domenica 26 ottobre, alle ore 16, “Storie di esperienze e racconti”.

Accesso alla mostra e agli incontri è libero. Sarà gradito un contributo volontario a sostegnomdell’iniziativa.

Orari: venerdì e sabato 17-19 / domenica 15-19

Mara Martellotta

Marco Politi, il pontificato di Papa Francesco

Questa domenica, presso la Casa della Madia, Marco Politi ha condotto un’attenta e approfondita riflessione sul pontificato di Papa Francesco, sullo stato della Chiesa cattolica dopo la sua morte e sull’avvio del nuovo corso sotto Papa Leone XIV.
L’incontro si apre con un’introduzione di Padre Bianchi, che presenta Marco Politi come una delle voci più autorevoli dell’analisi ecclesiale italiana, in quanto capace di leggere le dinamiche profonde della Chiesa cattolica e della società.
L’arrivo di Papa Francesco aveva, infatti, rappresentato un momento di spartiacque tra quella Chiesa che era stata definita dal Cardinale Martini come un’istituzione “rimasta indietro di cento anni” e quella “Chiesa in uscita”, missionaria e meno referenziale, cui auspicava Papa Bergoglio.
Nonostante i numerosi scontri, Papa Francesco è riuscito a concedere la comunione alle persone divorziate risposate e ad avviare un processo di inclusione a favore delle persone omosessuali: “Chi sono io per giudicare?” sono le parole del Papa che, secondo Politi, hanno cambiato radicalmente la percezione morale della Chiesa.
Altre innovazioni da parte del Pontefice sono state l’introduzione delle donne nei ruoli di vertice della Curia, il concedere loro il diritto di voto nei sinodi e l’apertura verso la possibilità di un diaconato femminile. Tutto questo ha rappresentato, secondo Politi, un passo irreversibile verso una Chiesa più partecipativa, sebbene il percorso rimanga ancora incompiuto.
Inoltre, un’azione importante da parte del Pontefice, è stata quella di osservare la Chiesa dall’interno, iniziando a correggere situazioni corrotte, quali la mancanza di ripercussioni nei confronti degli ecclesiastici accusati di pedofilia.
Tuttavia, resta sempre evidente come gli slanci innovativi di Bergoglio trovassero limitazioni da parte della struttura rigida della Chiesa. Per questo, l’augurio che ci si pone è quello di vedere nel nuovo Pontefice colui che potrà concretizzare le innovazioni iniziate da Papa Francesco.
Al suo arrivo, Papa Leone XIV, ha trovato una Chiesa che è in trasformazione ma che è anche profondamente lacerata: “Non si può essere perfetti, ma si deve essere credibili” sono state le parole del nuovo Pontefice, che Politi interpreta come un’accogliere, da parte del nuovo Papa, quanto ereditato da Bergoglio, senza indietreggiare.
La Chiesa che ha ereditato si muove in direzione di una vita più comunitaria, dove il popolo di Dio è chiamato ad essere protagonista del proprio destino: è una Chiesa che ha imparato a camminare, ma che non sa ancora dove la condurrà il cammino.
Sebbene il percorso verso una Chiesa davvero comunitaria resta lungo e fragile, in un mondo in continua trasformazione, e la rivoluzione di Papa Francesco sia rimasta incompiuta, resta comunque certo che le riforme che il Pontefice ha introdotto non sarà possibile dimenticarle.

IRENE CANE

«Fine della vita oggi», convegno al Cottolengo

Venerdì 17 ottobre convegno alla Piccola Casa di Torino

 

Dalle ore 8.30 alle 17 nella Sala Convegni (via Cottolengo 12) in occasione della Giornata Mondiale della Bioetica

 

In occasione della Giornata Mondiale della Bioetica (Unesco), venerdì 17 ottobre 2025 dalle ore 8.30 alle 17 nella Sala Convegni della Piccola Casa di Torino (via Cottolengo 12), si tiene il convegno «’Non c’è diritto senza limiti’ (Valerio Onida). Una prospettiva medica e giuridica sulla fine della vita oggi».

 

Il seminario formativo, voluto dal Padre generale della Piccola Casa Padre Carmine Arice e dalla Direzione generale dell’Ospedale Cottolengo, vede la partecipazione di medici e infermieri palliativisti, bioeticisti, giuristi e pastoralisti che a vario titolo sono impegnati in prima persona nell’assistenza ai malati in fase avanzata e nel dibattito legislativo e bioetico. I lavori in particolare intendono offrire uno spazio di riflessione poliedrica sul tema del fine vita. La giornata si propone di fornire ai partecipanti mattoni fondamentali per una personale riflessione in materia che permetta di comprendere meglio i nodi di una tematica complessa e spesso fraintesa.

 

Intervengono:

 

  • Padre Carmine Arice, Padre generale della Piccola Casa;
  • Gian Paolo Zanetta, Direttore generale dell’Ospedale Cottolengo;
  • Antonio Spagnolo, Coordinatore della Sezione di Bioetica e Medical Humanities del Dipartimento di Scienza e Bioetica;
  • Claire Fourcade, medico in Cure palliative, già Presidente della Société Francaise de Soins Palliatifs;
  • Stefano Canestrari, Professore ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB);
  • Mauro Ronco, Professore emerito di Diritto penale all’Università di Padova, Vicepresidente del CNB, Presidente del Centro Studi Rosario Livatino;
  • Ferdinando Garetto, medico in Cure palliative, responsabile medico del Cottolengo Hospice di Chieri (TO)

 

Moderano:

 

  • Ferdinando Cancelli, medico palliativista, membro della Pontificia Accademia per la Vita e collaboratore del quotidiano “Il Foglio”;
  • Lucetta Scaraffia, storica e giornalista, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, organismo del Governo italiano

«Le tematiche sulla fine della vita», spiegano i promotori del convegno, «occupano una parte sempre più rilevante del dibattito pubblico, non solo in Italia. A fronte però della rilevanza di un argomento che tocca tutti sia dal punto di vista medico e umano che etico e giuridico, le argomentazioni portate a sostegno di diritti reali o presunti non sono sempre chiare e giustificate da una riflessione pacata. Il rischio, in un momento in cui anche la politica deve prendere decisioni delicate, è quello di cadere nell’ideologia piuttosto che ragionare su dati ed evidenze».

 

 

 

Iscrizioni

 

 

 

L’evento è accreditato per tutte le professioni sanitarie.

 

Per iscriversi: https://forms.office.com/e/B2WSwx7aRT

 

 

 

La Segreteria Organizzativa è a cura del Centro di Formazione dell’Ospedale Cottolengo.