CRONACA

Polis Policy: “democrazia per la pace” ai tempi dell’IA

Ultime ore per iscriversi alla seconda sessione della nona edizione

Al via la nona edizione di Polis Policy, l’Accademia d’Alta Formazione promossa dall’Associazione Difendiamo il Futuro. Pasquale Ferrara, Direttore Generale per gli Affari Politici e Sicurezza del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sarà il relatore principale della seconda sessione della non edizione di Polis Policy, in programma venerdì 30 gennaio alle 18.15. Il tema trattato è di strettissima attualità, ovvero “La democrazia per la pace”. Porteranno il loro contributo Marzia Sica, della Compagnia di San Paolo, e Daniele Ballarin, del Sermig, mentre per Another Vision, intitolata “Profezie per la pace. Genesi di una mostra”, interverrà la docente torinese Cristina Zeni. Il moderatore sarà Bruno Foresi. La prima sessione di Polis Policy è stata dedicata al tema “Fondamenti della democrazia”, mentre nella terza e ultima sessione, di venerdì 6 marzo, si parlerà di “Democrazia nel tempo dell’intelligenza artificiale”. L’Associazione Difendiamo il Futuro organizza dal 2002 seminari, dibattiti e incontri di approfondimento su quanto accade nella società italiana s piemontese, il progetto intorno al quale ruotano le iniziative di DF e Polis Policy, Accademia di Alta Formazione riguardano argomenti di natura sociale, culturale e politica. Negli scorsi anni, tra i temi centrali affrontati da DF ci sono stati la pandemia e le conseguenze per lo stato sociale, tra diritti, lavoro e integrazione; le sfide e le opportunità per un’Italia in transizione, in cui si è parlato di immigrazione, democrazia, demografia e sostenibilità. Tra il 2024 e il 2025, i tre incontri hanno provato a chiarire che cosa sia realmente la democrazia, se sia possibile una democrazia apartitica, e i rapporti tra democrazia e potere mediatico, grazie al contributo di relatori d’eccezione.

“Polis Policy – interviene Giuseppe Giulio Calabrese, Presidente dell’Associazione Difendiamo il Futuro – si pone l’obiettivo di approfondire e spiegare grandi temi dell’epoca in cui viviamo attraverso interventi di esperti. Quest’anno il comitato scientifico ha deciso di continuare il ragionamento sul tema della democrazia, che in epoca moderna mai è stata messa in discussione come in questo periodo, invece rimane presidio indispensabile per la nostra società. In particolar modo, in questa seconda sessione, il tema sarà dedicato al rapporto tra la democrazia e la pace, condizione che non può dirsi acquisita neanche in Europa. L’impostazione iniziale sarà sempre quella umana, nell’ottica di mantenere un ampio respiro e una visione generale.

Nona edizione di Polis Policy “Difendiamo la democrazia” – seconda sessione “La democrazia per la pace” 30 gennaio ore 18.15, Fondazione Opera Munifica Istruzione, via San Massimo 21, Torino.

Mara Martellotta

Croce Verde Cumiana, arriva la certificazione di qualità

La Croce Verde Cumiana, associazione di volontariato aderente ad Anpas, ha ottenuto per la prima volta la certificazione Uni En Iso 9001:2015, al termine di un percorso strutturato di accompagnamento e supporto promosso da Anpas Piemonte. Il riconoscimento, rilasciato dall’ente di certificazione accreditato Cisq/Certiquality Srl, attesta la conformità dell’organizzazione agli standard internazionali per la qualità dei processi e dei servizi erogati.

La certificazione rappresenta una conferma formale della solidità del Sistema di Gestione per la Qualità adottato dalla Croce Verde Cumiana, che opera secondo criteri organizzativi rigorosi e procedure affidabili. L’audit ha evidenziato un modello gestionale in grado di garantire servizi di trasporto sanitario ed emergenza-urgenza caratterizzati da elevati livelli di professionalità, efficienza e sicurezza, nel rispetto dei requisiti normativi e delle aspettative della comunità di riferimento.

«È un riconoscimento che testimonia in modo concreto l’impegno quotidiano della Croce Verde Cumiana al servizio della cittadinanza – sottolinea il presidente Gianni Mancuso – Il percorso che ci ha portati alla certificazione è stato impegnativo e ha richiesto investimenti costanti sulla formazione dei volontari, sulla sicurezza di operatori e pazienti, sulla trasparenza gestionale e sul miglioramento continuo dei servizi. Questo risultato dimostra come anche il volontariato possa adottare sistemi organizzativi evoluti e orientati alla qualità, non come punto di arrivo ma come stimolo a crescere ulteriormente. Rivolgo un sincero ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito a raggiungere questo importante obiettivo».

Soddisfazione viene espressa anche da Anpas Piemonte, che ha affiancato l’associazione nel percorso di certificazione. «L’ottenimento della Uni En Iso 9001:2015 è il riconoscimento di un lavoro serio e metodico sui processi organizzativi – evidenzia Armando Gotta, responsabile del progetto Qualità – L’audit ha confermato la solidità delle procedure, la capacità di controllo e l’attenzione al miglioramento continuo, dimostrando che il volontariato può raggiungere standard qualitativi elevati e pienamente verificabili».

Il cammino intrapreso dalla Croce Verde Cumiana si è fondato su un’analisi puntuale dei processi, sul rafforzamento delle procedure operative e sul monitoraggio costante della qualità dei servizi, elementi centrali di un sistema di gestione orientato all’affidabilità e allo sviluppo organizzativo. La certificazione Iso 9001 definisce infatti i requisiti necessari a dimostrare la capacità di rispondere in modo efficace ai bisogni degli utenti, favorendo il governo dei processi e la crescita strutturata delle organizzazioni.

In questo quadro, il risultato raggiunto consente alla Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Cumiana di consolidare ulteriormente il proprio impegno in coerenza con i principi di Anpas, da tempo orientata alla diffusione di modelli organizzativi efficienti e standardizzati, contribuendo a rendere il volontariato sanitario sempre più qualificato, affidabile e riconosciuto.

La Croce Verde Cumiana, aderente ad Anpas, conta oggi 323 volontari e 11 dipendenti. Nell’ultimo anno ha effettuato oltre 7.000 servizi, percorrendo complessivamente 374.000 chilometri. Accanto alle attività di emergenza-urgenza e ai trasporti socioassistenziali, l’associazione assicura assistenza sanitaria durante manifestazioni culturali e sportive.

Anpas Comitato Regionale Piemonte Odv riunisce 81 associazioni di volontariato con 16 sezioni distaccate. Il sistema regionale può contare su 10.695 volontari, 5.388 soci e socie e 741 dipendenti. Ogni anno vengono svolti quasi 600 mila servizi, di cui oltre 200 mila in emergenza-urgenza 118, con più di 20 milioni di chilometri percorsi, confermando il ruolo centrale del volontariato Anpas nel sistema di soccorso e assistenza alla popolazione.

Torino celebra il Giorno della Memoria

Torino ha celebrato oggi il Giorno della Memoria, rinnovando il ricordo delle vittime dell’Olocausto, dei deportati nei campi nazisti e di quanti subirono le persecuzioni del nazifascismo. Nel giorno che segna l’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau, la città si è raccolta in due momenti istituzionali che hanno unito autorità, associazioni e cittadini.

Le celebrazioni sono iniziate alle ore 9.30 al Cimitero Monumentale. Qui l’assessora Chiara Foglietta, in rappresentanza della Città, ha partecipato alla commemorazione solenne che ha toccato i luoghi simbolo del ricordo: dal Campo della Gloria, tra i cubi grigi che accolgono i partigiani, ai cippi dedicati ai Deportati politici (Aned) e agli Internati militari (Anei). L’omaggio si è concluso davanti alla lapide esterna del cimitero israelitico, che riporta i nomi degli oltre 400 ebrei torinesi deportati e mai più tornati.

La Sala Rossa come di consueto ha poi ospitato l’altro momento istituzionale del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio del popolo ebraico, degli internati militari e di tutti i deportati nei campi nazisti alla presenza delle autorità cittadine.

Dopo gli interventi della Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo e del presidente del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte Domenico Ravetti ha preso la parola la vicepresidente della Comunità Ebraica di Torino Anna Segre. Quanto avvenuto, ha sottolineato “non deve accadere mai più, né agli ebrei né a nessun altro” ricordando che “in una comunità democratica non esistono e non possono esistere alternative alla memoria di ciò che è stato, al dialogo e alla convivenza civile”. Nel suo discorso ha poi evidenziato preoccupazione per un clima avvelenato “da un crescente antisemitismo, che si manifesta nei social media e nella vita quotidiana” ma anche come Torino sia una città “ricchissima di iniziative volte a favorire il dialogo interreligioso”.

L’orazione ufficiale è stata affidata al presidente della sezione genovese dell’Aned, l’associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Filippo Biolè mentre in conclusione della cerimonia è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo. “Torino – ha detto – è una città che ha scelto di vivere la memoria come esercizio civile. Ricordare per noi significa affermare un principio semplice e radicale: nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un’altra. Viviamo in un tempo attraversato da guerre e conflitti in cui la violenza viene spesso spiegata, giustificata, resa inevitabile. Un tempo in cui il dolore viene gerarchizzato, alcune vittime rese visibili e altre invisibili, alcune vite considerate degne di lutto e altre no. Un tempo in cui la sicurezza viene confusa con la forza e la giustizia con la vendetta. Ma la memoria ci impone di essere chiari: giustizia e vendetta non sono la stessa cosa. La vendetta genera altra violenza. La giustizia, se è tale, apre uno spazio di pace e richiede responsabilità, misura, riconoscimento dell’altro come essere umano, anche quando è più difficile farlo. Ricordare non significa voltarsi indietro, ma avere il coraggio di guardare avanti, scegliendo ogni giorno da che parte stare. Che questo 27 gennaio sia un invito per tutte e tutti a custodire la memoria come strumento critico e non come rifugio, a non consegnarla a chi la usa per dividere, per semplificare, per alimentare nuove paure e a scegliere sempre l’umanità”

Torino si conferma città custode dei valori civili, capace di trasformare il ricordo in impegno attivo. Il Giorno della Memoria è stato preceduto da un palinsesto di oltre settanta appuntamenti tra mostre, spettacoli, presentazioni di libri e attività didattiche.

Il fitto calendario di iniziative è frutto della collaborazione tra Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Consiglio Regionale, Prefettura di Torino, Polo del ‘900, Coordinamento delle associazioni della Resistenza e oltre settanta realtà del territorio, tra università, istituti di ricerca, fondazioni, musei, teatri e associazioni.

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Palazzo Nuovo: la mozione del Senato Accademico 

“Il Senato Accademico dell’Università di Torino esprime pieno sostegno alla Rettrice e al Prorettore nelle decisioni prese relativamente a eventi non autorizzati nell’edificio di Palazzo Nuovo, condividendo la posizione assunta. Il Senato Accademico sostiene inoltre il proseguimento di un dialogo costruttivo con la comunità studentesca riguardo alle attività proposte”.

Con queste parole il Senato Accademico dell’Università di Torino, riunito oggi martedì 27 gennaio, ha proposto e approvato a maggioranza una mozione di pieno sostegno alla Rettrice in relazione al provvedimento d’urgenza che ha interessato Palazzo Nuovo nelle giornate di venerdì 23 e sabato 24 gennaio.

La decisione è maturata a seguito dell’intervento della Rettrice in apertura dei lavori, nel quale sono stati ricostruiti il contesto e le ragioni del provvedimento. In particolare, è stato richiamato come, negli ultimi mesi, si sia registrato un aumento di eventi non autorizzati, caratterizzati da una partecipazione crescente e dal coinvolgimento sempre più frequente di minorenni.

Nel suo intervento, la Rettrice ha sottolineato che Palazzo Nuovo è da tempo oggetto di un’attenta e costante analisi, finalizzata alla tutela di chi lavora e studia in Ateneo e alla continuità delle attività istituzionali, analisi che ha portato all’elaborazione del Progetto di solidarietà vicinale. Il piano, frutto di un lavoro condiviso tra governance di Ateneo, Vice Rettore alla Didattica, Direttori dei Dipartimenti, Direzione della Scuola di Scienze Umanistiche e logistica di Ateneo, consente di intervenire con rapidità e responsabilità in presenza di criticità, assicurando la ricollocazione delle attività negli edifici limitrofi. Grazie a questo strumento, le attività previste per i giorni interessati dalla chiusura sono state tempestivamente ricollocate in altri spazi universitari.

La Rettrice ha inoltre chiarito che la chiusura straordinaria e preventiva di Palazzo Nuovo è stata disposta a seguito della diffusione sui social dell’annuncio di una festa serale e notturna prevista per il 23 gennaio, mai formalmente richiesta né autorizzata dall’Ateneo e, per modalità e caratteristiche, incompatibile con la destinazione degli spazi di Palazzo Nuovo.

In conclusione, la Rettrice Cristina Prandi ha ribadito che iniziative di questo tipo, prive di autorizzazioni e garanzie di sicurezza, non possono in alcun modo essere avallate dall’Università, sottolineando come la decisione assunta sia stata frutto di una valutazione autonoma e responsabile dell’Ateneo, non determinata da pressioni esterne.

L’Università ha il dovere di tutelare la sicurezza delle persone e il rispetto delle regole comuni. Allo stesso tempo” ha dichiarato la Rettrice Cristina Prandi “Siamo pienamente consapevoli dell’importanza, per la comunità studentesca, di disporre di spazi e momenti di socialità, aggregazione e partecipazione anche civica. Proprio per questo, come già concordato con il Consiglio degli Studenti, lavoreremo a una valutazione e a un’analisi del Regolamento per l’utilizzo degli spazi, affinché sia sempre più adeguato ai bisogni della comunità universitaria. Questo percorso dovrà però svilupparsi all’interno di un perimetro  di legalità, sicurezza e responsabilità che rappresenta una condizione imprescindibile per la vita dell’Ateneo. 

Per ragionare in una prospettiva di Torino Città Universitaria è inoltre necessario aprire un confronto più ampio con le Istituzioni e gli attori del territorio”.

Trenitalia, Torino-Genova: modifiche all’offerta

Per consentire l’esecuzione degli interventi infrastrutturali nel nodo di Genova e sulla linea Genova-Torino, tra Novi Ligure e Arquata Scrivia, dalle ore 20:00 di venerdì 6 alle ore 06:00 di martedì 10 febbraio, la circolazione ferroviaria subirà modifiche, in particolare alcuni treni del Regionale sulle linee:

  • Genova – Torino, Genova – Arquata Scrivia/Novi Ligure, sono cancellati nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure e/o Genova Brignole – Genova Sampierdarena, sono previste corse con bus nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure – Genova Brignole;
  • Genova – Arquata Scrivia- Alessandria e Recco – Genova Nervi – Genova Brignole – Genova Voltri non circolano;
  • Genova – Busalla, Genova – Acqui Terme, La Spezia C.le/Levanto/Sestri Levante/Genova – Savona/Ventimiglia sono cancellati nella tratta Genova Brignole/Genova P. Principe – Genova Sampierdarena e modificano l’orario anche con anticipi;
  • i treni 3018, 3034, 3038 e 3057 linea Milano – Genova hanno origine/termine corsa a Genova P. Principe o Genova Sampierdarena e modificano l’orario
  • il treno 3041 della relazione Milano-Genova-Alassio i giorni 6, 7 e 8 febbraio ferma anche nella stazione di Genova Brignole
  • il treno 2312 di Trenord da Arquata Scrivia a Milano Greco Pirelli il giorno 7 febbraio non circola, il giorno 9 febbraio è cancellato nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure, ha origine corsa a Novi Ligure;
  • alcuni Intercity delle linee Savona/Genova/Salerno – Torino, Milano – La Spezia/Savona e alcuni Intercity Notte delle relazioni Reggio Cal./Salerno – Torino subiscono modifiche di orario. Inoltre, i treni IC 500, 503, 515 e 519, dal 7 al 9 febbraio, non effettuano la fermata di Novi Ligure;
  • treni Frecciabianca 8601 e 8630 della relazione Genova – Roma, Frecciarossa 8606 e 8623 Torino – Roma e il Frecciarossa 9710 Genova Brignole – Venezia S. Lucia hanno origine/termine corsa a Genova Brignole/Genova P. Principe o modificano l’orario anche con anticipi.

I canali di acquisto sono aggiornati.

Si invitano i viaggiatori a informarsi per programmare il viaggio.

Tir cisterna sprofonda nel fosso: strada paralizzata a Settimo

Un tir cisterna colmo di latte, in viaggio lungo via Fornaci, è scivolato in un fosso durante una manovra di svolta mal riuscita. Le ruote di sinistra del mezzo pesante sono precipitate nel terrapieno, intrappolandolo irrimediabilmente a causa del volume del carico.

Sul posto è intervenuta la polizia locale, che ha richiesto mezzi specializzati per l’estrazione del veicolo. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Le operazioni di rimozione, lunghe e complesse, hanno provocato gravi disagi al traffico deviato su percorsi alternativi.

VI.G

Cade dal tetto sul lavoro: è grave al Cto

Precipita da 6 metri dal tetto di un capannone mentre sta lavorando: 41enne finisce in gravi condizioni. Questo è l’incidente sul lavoro successo questa mattina a Spineto di Castellamonte. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è caduto dal tetto del prefabbricato quando erano in corso dei lavori. L’operaio è stato trasportato in elicottero al Cto ed è in codice rosso per un politrauma. Sono in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Ivrea e degli ispettori dello Spresal dell’Asl To4 per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

VI.G

“Tutti contano”, a Torino il censimento delle persone senza dimora

 

È partita ieri sera da via Bruino, sede del Servizio Adulti in Difficoltà del Comune di Torino, la rilevazione delle persone senza dimora sul territorio cittadino. Oltre 400 volontari, affiancati da operatori dei servizi sociali e da personale della Polizia Locale, hanno preso parte alla prima parte delle operazioni di censimento, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Tutti contano”, promossa da ISTAT e FIO.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora.

Torino è una delle 14 città metropolitane coinvolte nella Rilevazione sulle Persone Senza Dimora che si svolge in questi giorni nell’ambito del Censimento Permanente della Popolazione. L’obiettivo è raccogliere dati affidabili e aggiornati sulle condizioni di vita delle persone senza dimora, per sostenere la programmazione di politiche pubbliche più efficaci di contrasto alla grave marginalità.

Nel corso della serata, le squadre di rilevatori – riconoscibili grazie a pettorine dedicate – hanno operato nelle 102 aree di rilevazione in cui è stato suddiviso il territorio cittadino. A queste si sono aggiunte 10 aree speciali, per un totale di 112 zone, monitorate esclusivamente da operatori professionali dei servizi sociali, dal Corpo di Polizia Locale e dalla Polizia Ferroviaria. Il conteggio è stato effettuato esclusivamente in forma visiva, senza alcuna interazione con le persone censite.

Nei prossimi giorni la rilevazione proseguirà con la parte qualitativa dell’indagine, che prevede due giornate in cui verranno realizzate interviste di approfondimento, su base volontaria, per restituire un quadro più completo del fenomeno sociale. I dati raccolti saranno diffusi da ISTAT al termine del censimento.

«Conoscere in modo puntuale il fenomeno della grave emarginazione adulta è indispensabile per costruire politiche sociali più giuste, inclusive ed efficaci – dichiara l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli –. La Rilevazione sulle Persone Senza Dimora e la campagna “Tutti contano” ribadiscono un principio fondamentale: ogni persona conta. Disporre di dati affidabili consente di leggere meglio i bisogni delle persone più fragili e di costruire risposte adeguate. È un impegno che la Città porta avanti quotidianamente intercettando le persone che vivono in strada e offrendo loro accoglienza e accompagnamento sociale, in un sistema che vede le strutture cittadine in questo momento quasi al completo della loro capienza. Un ringraziamento va infine a tutte le volontarie e i volontari che rendono possibile questa importante iniziativa per la città».

«La Polizia Locale di Torino partecipa attivamente a questa importante rilevazione attraverso un nucleo specializzato, appositamente formato per operare in contesti di fragilità sociale e in stretta collaborazione con i Servizi sociali della Città – dichiara l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Marco Porcedda -. Un contributo importante che tuttavia non si esaurisce nelle operazioni di censimento ma che vige durante tutto l’anno, con un lavoro costante portato avanti fianco a fianco dei servizi sociali per monitorare le situazioni di maggiore vulnerabilità e offrire supporto alle persone che vivono in strada».

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Al Corpo AIB Piemonte il premio “Giuseppe Zamberletti”

Il Corpo Antincendi boschivi del Piemonte è stato insignito ieri pomeriggio del Premio nazionale “Giuseppe Zamberletti”, istituito dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e dedicato al fondatore della Protezione civile moderna italiana.

Il riconoscimento, nel corso di una cerimonia svoltasi a Roma, è stato consegnato dal capo dipartimento Fabio Ciciliano a Corrado Busnelli, ispettore generale del Corpo AIB Piemonte “Giulia Bagnati” di Bellinzago (NO), alla presenza del direttore regionale delle Opere pubbliche Bruno Ifrigerio e del dirigente della Protezione civile regionale Franco De Giglio.

Nella motivazione è riportato: «Per l’impegno profuso nella lotta agli incendi boschivi in Francia nell’estate 2025. Il Corpo ha contribuito a consolidare le procedure di intervento dell’Italia all’interno del Meccanismo Europeo di Protezione Civile».

Il premio valorizza così l’impegno quotidiano del Corpo AIB Piemonte, punto di riferimento essenziale del sistema regionale di Protezione civile, protagonista nelle attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi e negli interventi legati alle principali emergenze che hanno colpito il territorio negli ultimi anni.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha definito l’assegnazione del premio «un motivo di grande orgoglio per tutta la Regione Piemonte. Questo riconoscimento rende merito a una realtà che incarna al meglio i valori della Protezione civile: servizio, competenza, spirito di sacrificio e profondo legame con il territorio. Il Piemonte può contare su un sistema di volontariato solido e preparato, capace di affrontare le emergenze con serietà e professionalità, e il Corpo AIB ne rappresenta una delle colonne portanti».

L’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi rileva che «in questi anni di governo della Giunta Cirio abbiamo affrontato numerose emergenze, dagli incendi boschivi agli eventi meteorologici estremi, e in ogni occasione il Corpo AIB del Piemonte è stato presente, operativo e determinante. Parliamo di centinaia di interventi sul territorio, spesso in condizioni complesse e rischiose, che hanno visto i volontari AIB lavorare fianco a fianco con il sistema regionale di Protezione civile, dimostrando preparazione, tempestività e grande senso di responsabilità.
Questo premio riconosce quindi un lavoro concreto, fatto sul campo, e rafforza il legame tra la Regione e i volontari. Come assessore alla Protezione civile ho sempre ritenuto fondamentale essere vicino a chi interviene in prima linea, e continueremo a investire su formazione, mezzi e prevenzione, perché il Corpo AIB rappresenta una risorsa strategica per la sicurezza del Piemonte».

La prima edizione del Premio nazionale “Giuseppe Zamberletti” è stata promossa dal Dipartimento nazionale della Protezione civile in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli-Venezia Giulia del 1976, l’evento dal quale prese avvio, grazie alla visione strategica dell’allora commissario straordinario Giuseppe Zamberletti, il percorso istituzionale ed operativo che ha portato alla creazione dell’attuale Servizio nazionale di Protezione civile.

Nove persone in manette per spaccio di droga

Sono nove le persone arrestate nei primi giorni dell’anno dalla Polizia di Stato a Torino, nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti svolta dai poliziotti della Squadra Mobile.

Durante il controllo di un esercizio pubblico di via Fossata, gli agenti hanno notato un quarantaquattrenne di nazionalità marocchina che, nascondendosi fra gli avventori del locale, cercava di occultare in bocca un sacchetto, risultato poi contenere un involucro di cocaina. Nello zaino che l’uomo aveva con sé, invece, gli agenti hanno rinvenuto trecento grammi di hashish e della cocaina. Da successivi accertamenti il soggetto è risultato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in quanto già gravato da una condanna in materia di sostanza stupefacenti.

I controlli hanno anche riguardato diverse aree verdi della città. All’interno del Parco Dora, sono stati intercettati due soggetti senegalesi intenti a cedere della sostanza stupefacente in cambio di denaro. Nel primo caso, dopo un breve inseguimento, è stato fermato e arrestato un ventiquattrenne che aveva con sè diverse dosi di crack già pronte allo smercio.

Anche l’altro pusher senegalese, di trent’anni, era in possesso di 36 frammenti di crack. A carico di entrambi sono stati sequestrati diverse centinaia di euro in contanti, provento dell’attività illecita.

Nei pressi dell’area delle Piscine Sempione, invece, sono stati arrestati un trentottenne senegalese e una ventunenne italiana. Gli stessi sono stati trovati in possesso di 20 grammi di crack pronto per lo spaccio.

A seguito dell’attività di prevenzione svolta, inoltre, gli operatori della Squadra Mobile hanno fatto irruzione in un’abitazione in via Thures, in cui erano stati notati dei movimenti sospetti. Nell’appartamento, ove vive un cittadino italiano, poi tratto in arresto, sono stati rinvenuti oltre 2 kg di hashish, 3 bilancini, e materiale vario utile al confezionamento dello stupefacente, oltre alla somma di 200 euro in contanti.

Inoltre, nella costante attività di prevenzione e repressione, sono stati eseguiti 3 arresti di pusher che si muovevano a bordo di monopattino.

Un ventitreenne gabonese è stato arrestato nel quartiere Madonna di Campagna, per la cessione di sostanza stupefacente, nonostante il tentativo dello spacciatore di darsi alla fuga col monopattino.

Due cittadini marocchini di 23 anni sono stati, infine, arrestati in zona Barriera Milano, scongiurando anche qui la fuga col velocipede. Gli agenti della Squadra Mobile li hanno fermati dopo la cessione, fra loro, di 5 panetti di hashish, per un peso complessivo di quasi 400 grammi. Un’altra ventina di grammi di sostanza stupefacente sono stati rinvenuti dagli agenti nell’abitazione di uno dei due.

Preme segnalare che nel corso del 2025 la squadra specializzata dei “Falchi”, in materia di droga, ha tratto in arresto 147 persone, delle quali 125 in flagranza di reato, e ne ha denunciate all’A.G. 55 in stato di libertà. Nello stesso periodo, sono stati sequestrati 190 kg di hashish; 91 di marijuana25 di cocaina17 di ketamina e oltre 3 chili di altre sostanze.