ARTE- Pagina 7

Al Castello di Rivoli è in mostra Enrico David

Con la personale “Domani torno”, visitabile dal 30 ottobre al 22 marzo 2026

“Domani torno” è la più ampia personale che sia stata dedicata a Enrico David, nato ad Ancona nel 1966, la più importante delle mostre realizzate in Italia. I suoi lavori sono stati esposti maggiormente all’estero, dove vive e opera da circa quarant’anni, che in patria, dove spiccano le sue partecipazione alla Biennale d’Arte di Venezia. Curata da Marianna Vecellio, la mostra include oltre 80 opere in un percorso articolato attorno a sei grandi ambienti, che rappresentano altrettanti pilastri della produzione creativa dell’artista, ripensati in una nuova installazione.
L’ampia retrospettiva dà conto di tre decenni di pratica artistica, un bagaglio che si raccoglie intorno a linguaggi rappresentati da un percorso non cronologico che mescola passato e presente, sperimentazioni e grandi installazioni, materiali e strumenti espressivi, immergendo il pubblico in un viaggio quasi nevrotico, a tratti isterico intorno a territori che sfiorano il carnevalesco, il grottesco, il teatro e il folklore.
L’allestimento, progettato dall’artista nella Manica Lunga del Castello, si snoda attorno a “Madreperlage”, prima grande installazione creata per la personale dedicata a David nella galleria Cabinet di Londra, nel 2003; “Ultra Paste” è stata esposta all’Institute of Contemporary Art di Londra nel 2007; “Absuction Cardigan” è stata selezionata nella short list per il Turner Prize 2009, ed esposta alla Tate Britain in quella occasione; “Tutto il resto spegnere” è parte del lavoro esposto al padiglione Italia della 58esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2019.
Si tratta di quattro opere che sono simboliche rappresentazioni dei pilastri angolari di una dimora costruita al termine di un viaggio di ritorno, il celebre “Nostos” greco ideale. Il percorso della mostra si snoda in una successione di fermo immagini, quasi dei fotogrammi onirici, con funzione  a volte teatrale, altre quasi rituale, funeraria e religiosa, che si legano sempre alla scena madre della vita dell’artista, ossia la morte improvvisa del padre nel corso di una cena, quando David era ancora adolescente. Partendo dalle origini ad Ancona, seguite dal trasferimento a Londra nella metà degli anni Ottanta, la mostra segue la nascita di una pratica fondata sulla ricerca di uno spazio linguistico in cui esistere . Questo spazio si ritrova, non a caso, in un altro riferimento al mondo paterno: l’allestimento. La messa in scena evoca infatti l’atmosfera delle fiere campionarie negli anni Settanta, che l’artista frequentava da bambino con il padre, attraverso l’utilizzo di elementi sospesi, tra l’oggetto e l’opera d’arte, pedane da esposizioni, arazzi e quadri rotanti. Un invito a immaginare un “mondo altro” rispetto a quello in cui siamo immersi. Partendo da opere esili, si arriva a sculture realizzate con i materiali più disparati, tra cui il gesso artificiale. Tutte le sue opere partono dal disegno, inteso come l’armatura che tiene la scultura. Il contatto quotidiano, nell’adolescenza, con le maestranze artigiane dell’azienda paterna, dove si realizzavano mobili di design, ha influenzato il lavoro di David. La manualità nutre il suo retroterra, e trova espressione nella sua opera attraverso una molteplicità di strumenti: dall’art nouveau alle brochures, dall’uso delle arti applicate al gesamtkunstwerk.

Oltre a lavori già noti come “Trenches Reason”(Trincee della Ragione, 2021), “Le bave” (Solar Anus, 2023), “Aurora” (2014-2024) e “Racket II”(2017) sono presenti nuove opere, una particolarmente significativa, “Il centro dei miei occhi è 160”(1995-2025), non a caso posta all’inizio dell’esposizione, un quinto elemento a completamento di quattro pilastri e che si integra con uno di essi: l’immagine di una donna in neon, esplicito richiamo al nome dell’azienda paterna, la Neon Ancona, che si affianca a “Ultra Paste”, riproposizione in chiave surreale di un ambiente domestico, ossia la cameretta da bambino, che realizzò il padre per lui, riprodotto in tinta verde smeraldo e con un letto a ribaltina, abitato da un ragazzo ritratto di spalle.
In dialogo con i lavori di David, sei opere provenienti dalla collezione di Villa Cerruti, tra cui un Giorgio De Chirico.

“Se in un modo dominato dalle tecnologie digitali – afferma la curatrice Marianna Vecellio – in cui l’IA stabilisce il nuovo confine umano, le opere di Enrico David esprimono una resistenza assoluta alla decodificazione, sono altrettanto un elogio del corpo fisico, materiale e dell’esperienza del singolo. Quello che stiamo vivendo oggi è erosione dell’immaginazione. Di fronte a noi, ostaggi della digitalizzazione, la mostra di David è la celebrazione  dell’immaginario”.
“Rifletto spesso sul ruolo dell’immaginazione – osserva Enrico David in un dialogo con Francesco Manacorda – e sulla responsabilità che abbiamo di salvaguardarla come un sacrosanto diritto. Potrei dire che il soggetto unificante del lavoro sia l’autorità, che come artista ho il compito di mantenere il massimo controllo della mia immaginazione”.

La mostra sarà anche l’occasione per presentare in Italia l’opera “Il centro dei miei occhi è 160”(1995-2025), prodotta dal Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea in collaborazione con la Kunsthaus Zürich, grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, nell’ambito del programma “Italia Council 2025”.

Info: Castello di Rivoli – piazza Mafalda, Rivoli / info@castellodirivoli.org / tel: 011 9565222

Orari d’apertura: mercoledì-venerdì 10/17 – sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 18

Mara Martellotta

The Others: assegnati il Premio Zenato Academy e il Premio Behnoode Foundation

Nella giornata di venerdì 31 ottobre,nell’ambito della XIV edizione di The Others Art Fair, sono stati assegnati il Premio Zenato Academy e il Premio Behnoode Foundation.

Il Premio Zenato Academy per la fotografia contemporanea, giunto alla sua sesta edizione, è stato conferito all’opera Danza miope cyano #2 (2025) di Annalaura Tamburrini (Fasano, 1994), rappresentata da Crumb Gallery di Firenze. La giuria composta da Luca Panaro (direttore artistico di Zenato Academy), Lucia Benedini (Zenato) e Lorenzo Bruni (direttore artistico di The Others) ha premiato la giovane artista “per avere reinterpretato in chiave contemporanea la pratica analogica della cianotipia, raccontando la vita, l’esperienza e la propria visione del mondo attraverso l’acqua, con una serie di corpi che fluttuano nel mare in un silenzio ovattato”.

 

La Behnoode Foundation, istituzione con sede a Parigi impegnata nel sostegno agli artisti attraverso pubblicazioni, mostre, programmi pubblici e residenze, ha invece scelto di premiare Forest Mirage (2021) di Jūratė Kazakevičiūtė, presentata da Contour Art Gallery (Vilnius, Lituania). L’artista tessile è stata selezionata per la sua capacità di reinventare il concetto di paesaggio, creando un’immagine speculare che stimola una riflessione sulla rappresentazione della natura: una composizione fotografica stampata su tela che richiama la forma di una traccia sonora e, al contempo, evoca la tradizione dell’astrazione.

 

THE OTHERS OFFICIAL AFTER PARTY DI QUESTA SERA SABATO 1 NOVEMBRE

Questa sera, sabato 1° novembre si prosegue con The Others Official After Partyin occasione della Torino Art Week che farà vibrare la città con SWING CIRCUS IS BACK IN TOWN ad OFF TOPIC nell’ambito della rassegna FUORI CAMPO diretta e ideata da Francesco Astore.

 

Sul palco dell’hub culturale della città, due progetti simbolo della scena italiana tra vintage groove, energia live e spirito da festival con i Freeshots, fra le band swing più travolgenti d’Italia capace di fondere ritmo, ironia e spettacolo in una formula irresistibile, e The Sweet Life Society, fondati nel 2008 dai produttori Gabriele Concas e Matteo Marini con il loro DJ set.

 

I Freeshots porteranno a OFF TOPIC un’onda che fonde il pop contemporaneo con l’energia dello swing moderno: la band genovese, nella formazione attuale dal 2014, ha conquistato il pubblico con performance impetuose e cariche di entusiasmo. Nel 2021 ha rappresentato l’Italia all’Expo Internazionale di Dubai, esibendosi per tre serate presso il Padiglione Italia. Il debutto discografico arriva nel 2017 con Vorrei tanto dir, album composto da sette brani inediti e tre cover (disponibile su Spotify, Deezer e iTunes).
The Sweet Life Society hanno conquistato invece l’Europa portando un mix unico di melodie vintage, groove caraibico, hip-hop americano e bass music britannica sui palchi di Glastonbury, Boomtown, Lovebox, Fusion e molti altri festival internazionali.

La rassegna FUORI CAMPO è un progetto di Bis Servizi per lo Spettacolo con il sostegno di Ministero della Cultura, Fondazione CRT e Comune di Moncalieri, in collaborazione con Aria di Note, Sofà So Good, Magazzino sul Po, OFF TOPIC, Blah Blah e Club Supermarket.

 

 

PROGRAMMA CULTURALE DI DOMENICA 2 NOVEMBRE 2025

 

Apertura al pubblico h. 11.00 – 21.00

 

Assegnazione PREMIO SPAZIO88 h. 12.00

 

 

PERFORMANCE

H. 13

GAZE – OFF & FRANCO MARINOTTI, Lugano – Barcellona
Aldo Runfola: Ssuperrationall, Ssupernnaturall

L’azione performativa si interroga sullo stato di salute dell’artista oggi: è sano, è malato, sofferente o in via di guarigione, e da quale infermità? Implicitamente, Aldo Runfola vuole anche sottoporre a verifica la tradizione di pensiero che vede l’artista o il filosofo in veste di critico e clinico della società, capace di diagnosticarne l’eventuale patologia, misurarne il grado di malessere; tutto ciò in vista se non della piena guarigione, almeno di una salute migliore.

H.14

SILVIAROSSI | ARTGALLERY, Bibbiena (AR)
Sara Lovari: A World of words

Sara Lovari propone una performance che conferisce significato ad un gesto minimo, libero dal filtro della tecnologia. L’artista invita il pubblico a pescare da un sacchetto una lettera dell’alfabeto, chiedendo in cambio una parola che inizi con quella lettera. È un atto semplice, quasi infantile, che diventa resistenza: un modo per rimettere al centro la nostra capacità di nominare, immaginare, costruire senso senza delegarlo a un algoritmo. Un incontro intimo, in cui ogni parola raccolta si fa traccia, memoria, relazione.

 

 

TALK

H. 15.30
Performance Reloaded: corpo, clubbing e attivismo
Una panoramica sulla performance contemporanea come linguaggio politico e comunitario con un focus speciale su pratiche ibride tra club culture, ritualità e attivismo queer/femminista.
Ospiti: Francesco Sarcone (Sound Artist, Food Ensemble), Alice Cappelli (artista), Alessandra Franetovich (affiliate researcher New York University Abu Dhabi, curatrice Cripta 747 Torino), MTM Manifatture Teatrali Milanesi

 

Assegnazione PREMIO MU RO h 17.00

 

PRESENTAZIONE LIBRO h 17.30 – Juan-sí González, American Playgrounds
(Paesaggi mentali (tra) realtà e simulazione). Rialta ediciones, Fluxus, 2025

 

 

 

 

THE OTHERS 2025: I PERCORSI E LE CHIAVI DI LETTURA DI LÝDIA PRIBIŠOVÁ DEL BOARD CURATORIALE

 

The Others 2025: The future is here, right now! pone al centro dell’attenzione la questione dell’alterità come fonte di rinnovamento creativo.

 

La storia dell’arte dimostra che l’altro è sempre stato il motore dell’immaginazione – nelle azioni radicali di Wolfgang Vostell (Galleria Davide Di Maggio), che attraverso il concetto di de-collage e gli happening fluxus trasformava la quotidianità in scena critica; nelle maschere iconoclaste e nei miti di Luigi Ontani (Niccolò Bonechi Arte Moderna e Contemporanea); o nell’energia gestuale di Giovanni Asdrubali (Artra Projects), dove l’immagine diventa uno spazio dinamico di relazioni. Questi esempi dimostrano che superare i confini tra il familiare e l’estraneo non è solo un gesto estetico, ma anche politico.

 

L’edizione contemporanea di The Otherssviluppa queste linee attraverso un dialogo multistrato tra gallerie, artisti e culture. I progetti esplorano il concetto di mostro (Wonder Gallery – Monster Party) come immagine critica della contemporaneità, traducendo la tensione tra astrazione e figurazione in ambienti site-specific e ponendo la domanda su cosa significhi restare umani nell’era dell’intelligenza artificiale.

 

A7 Gallery e BANSKÁ ST A NICA CONTEMPORARY presentano artisti slovacchi le cui opere combinano visioni ambientali con attivismo e responsabilità sociale, mentre le gallerie lituane Contour Art Gallery e Godò Gallery aprono riflessioni sul corpo e sul suo rapporto con la vegetazione e l’ambiente urbano. Il progetto della galleria peruviana Bloc Art Perù introduce nella discussione antiche conoscenze del territorio e dimensioni spirituali, mentre le iniziative italiane esplorano memoria, architettura, esperienza intima e la tensione tra digitale e analogico, evidenziando l’unicità della creatività e dell’originalità.

 

Il filo comune che lega tutti gli artisti e le gallerie partecipanti è la convinzione che il futuro non nasca da visioni astratte, ma da gesti concreti di immaginazione, empatia e collaborazione. Ogni galleria e ogni artista contribuiscono a creare una costellazione in cui il locale incontra il globale, l’umano si confronta con il non umano, il personale si intreccia con il collettivo. The Others diventa così una piattaforma in cui l’alterità non è un ostacolo, ma una condizione per una nuova sensibilità – un futuro che è qui e ora.

 

Al Museo MIIT Italia Arte due personali di Adriano Savoye e Antonio Fittipaldi

Doppia inaugurazione al Museo MIIT, Museo Internazionale Italia Arte, in corso Cairoli 4, a Torino, venerdì 7 novembre prossimo dalle ore 18, delle personali dell’artista Italo canadese Adriano Savoye, aostano, ma che vive e lavora a Toronto, e dell’artista Antonio Fittipaldi, maestro dell’astrazione internazionale.

Il Museo MIIT di Torino presenta la mostra internazionale “Adriano Savoye – i colori della vita” dal 7 al 22 novembre prossimi. Le mostre del maestro Savoye e del maestro Fittipaldi sanciscono una collaborazione ormai pluriennale con il museo e con la rivista internazionale Italia Arte, che ha visto le opere di maestri presentate in prestigiosi spazi istituzionali italiani ed esteri.
“Per questo evento è stato selezionato il meglio delle opere del maestro, dagli anni Settanta fino ad arrivare ai giorni nostri – ha dichiarato il curatore della mostra e direttore del Museo MIIT Guido Folco – Adriano Savoye torna così ad esporre a Torino una selezione di una ventina di dipinti alla scoperta del colore e del viaggio. L’artista è, infatti, uno sperimentatore internazionale che si confronta in maniera colta e creativa con popoli, tradizioni e culture differenti, che nel corso della sua lunga carriera pittorica ha avuto modo di conoscere e incontrare. Nascono così i paesaggi dedicati a Paesi lontani che si incrociano con le vedute tipiche della montagne valdostane, di una terra aspra e generosa in bellezza ed emozioni.
Il maestro affida all’espressione pittorica di tale dinamica la sua veduta del mondo, le sue sensazioni a cospetto di un universo tutto da ammirare e scoprire, proprio come i viaggiatori del Grand Tour, che in terre lontane riuscivano a ritrovare se stessi, la propria essenza, per poi lasciarsi ammaliare dalla perfezione della natura. Come in un diario quotidiano che racconta i viaggi del maestro nel mondo, le sue opere narrano le emozioni immediate e vivaci che i paesaggi incontaminati della natura hanno suscitato nella mente e nel cuore dell’artista. Gli iceberg dell’Artide, le foreste canadesi e delle Montagne rocciose, i laghi italiani ed europei, le cascate del Niagara, le migrazioni delle oche canadesi, sono tutti momenti vissuti con intensità e passione da un maestro del colore e del segno, sempre dinamico, immediato, rapido nell’esecuzione e potente nell’effetto cromatico. Per Savoye, il viaggio diventa momento di cultura e condivisione, per scoprire e amare le tradizioni dei popoli lontani. Il maestro entra con attenzione e discrezione tra le pieghe delle culture, indagandone gli aspetti in comune e differenti, e cogliendone positività e bellezza per tradurle in luce e colore. Le opere di Savoye non sono solo rappresentazioni del reale, seppur mediate dalla fantasia e dalla pulsione del gesto pittorico, ma assumono un valore e un significato più profondo perché immortalano le sensazioni di un uomo alla ricerca di sé e dell’altro, in un viaggio reso speciale dal desiderio di conoscenza”.

Venerdì 7 novembre inaugura al Museo MIIT anche la mostra del maestro Antonio Fittipaldi, di cui è stato selezionato il meglio della produzione dell’ultimo periodo, tracciando un percorso intimo e suggestivo che declina il sentire più profondo dell’artista, sviluppato attraverso uno stile e una tecnica inconfondibili.

“’La voce del silenzio’ – spiega il maestro Fittipaldi – è il titolo di una canzone di Paolo Limiti del 1978, scritta in collaborazione con il grande Mogol e interpretata magistralmente dalla mitica Mina. Il brano racconta l’esistenza e le emozioni di un uomo che voleva vivere da solo per pensare e meditare, per raccogliersi intorno alle proprie sensazioni più profonde, salvo accorgersi che nel silenzio troppi erano i ricordi che riaffioravano nella sua mente. Questo silenzio amplifica tutto, anche l’amore”.

“È proprio questa scoperta inaspettata che fa trasalire l’uomo – ha dichiarato Guido Folco – simbolo di tanti altri uomini del passato e della contemporaneità, che gli fa comprendere come l’incapacità di trasmettere le sue emozioni attraverso la parola e la scrittura possa essere, invece, vinta da qualcos’altro: nel caso di Fittipaldi, dalla pittura, dal colore e dalla luce, dalla materia lavorata sulla tela. È questo in definitiva il percorso di Antonio Fittipaldi, in confronto diretto e profondo con se stesso, con la propria realtà, con la sua memoria che riprende vita e colore attraverso l’arte del dipingere. In questi segni decisi e sovrastrutturati che il maestro scandisce ritmicamente sulla tela, si ritrovano nelle sue emozioni, quei pensieri che riaffiorano nella materia incisa e scavata nel colore. L’artista lavora sui concetti di tempo e spazio, rielabora con unicità e personalità espressiva, affidando al segno rapido, istintivo e dinamico, l’idea del ricordo che riaffiora alla mente, delle stagioni che si susseguono, dell’alternarsi di speranza, utopia e consapevolezza malinconica che sempre abita la mente dell’uomo. Il Mahatma Gandhi amava ripetere che ‘in un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che risulta sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza’, ed è questo, in definitiva, il viaggio nell’arte e nella vita che il maestro Fittipaldi ha intrapreso nel momento in cui ha deciso di affidare alla pittura il difficile compito di esternare la propria anima e il proprio pensiero. Nel silenzio tutto assume un significato differente, più ampio e accentuato rispetto al rapporto quotidiano con l’esistenza. È così che l’artista decide di fare chiarezza, portando allo scoperto le emozioni più recondite raccontando se stesso attraverso la pittura, la luce, l’energia e il movimento, in un alternarsi di chiaroscuri potenti, di passaggi tonali che creano prospettiva e profondità. L’arte del maestro Fittipaldi è lo specchio della società contemporanea, iperconnessa, eppure alla continua ricerca dell’unicità di ognuno di noi, di un silenzio che diventa strumento e linguaggio per interpretare e trasfigurare il frastuono del mondo. L’artista lo fa con la propria sensibilità e il proprio talento, ascoltando nell’intimo la sua voce del silenzio, che conduce alla libertà del cuore e della mente. Anche per questo l’arte di Fittipaldi diventa metafora universale della ricerca e della memoria, di una condizione esistenziale oggi sempre più difficile da raggiungere perché presuppone equilibrio, armonia e maturità, un rapportarsi non autoreferenziale, ma condiviso e attento con gli altri”.

Museo MIIT internazionale Italia Arte – corso Cairoli 4, Torino

7-22 novembre 2025 / orario: da martedì a sabato 15.30-19.30 / su appuntamento per visite guidate, scolaresche e gruppi
Telefono: 011 8129776 – www.museomiit.it

Mara Martellotta

Flashback Art Fair, il programma

 

La tredicesima edizione, volutamente “Senza titolo”

Si è inaugurato il tredicesimo capitolo di Flashback Art Fair, la fiera dove l’arte è tutta contemporanea. Un’edizione “senza titolo”, senza gerarchie o narrazioni imposte, che celebra la libertà dell’arte nel dialogo tra le opere di tutti i tempi, con le urgenze sociali e politiche del presente. Anche nel programma della tredicesima edizione di Flashback Art Fair, si riflettono questo spirito e questa apertura, una commistione umana e tematica dal ruolo e dalla responsabilità dell’artista in un momento storico segnato da conflitti, alla resistenza dell’identità individuale e collettiva nei territori martoriato dalla guerra, fino al potere salvifico che l’arte ha nella nostre vite da sempre.

Venerdì 31 ottobre, presso il padiglione C del Circolino, alle 16.30, si può ammirare “Il capitale che cresce”, un progetto fotografico dell’artista Monica Biancardi, un diario visivo, profondo e intimo che racconta la storia delle gemelle palestinesi Saleah e Sarah, riprese in bianco e nero nel corso di 16 anni, da quando aveva o 2 anni, fino a 18, quando hanno indossato il velo. Le fotografie ci parlano di cambiamento, di resistenza, della forza di queste ragazze in un territorio frammentato e segnato dalla guerra. Il MAN di Nuoro, ha acquisito un nucleo di 11 fotografie realizzate fra il 2009 e il 2023, che documentano con rigore e delicatezza questa metamorfosi individuale e collettiva. Il talk di presentazione, con proiezione presso Flashback Art Fair venerdi 31 ottobre, rappresenta la prima tappa pubblica di valorizzazione di questo progetto, al quale sarà dedicata una mostra nel 2026.

Al padiglione C del Circolino, alle ore 21, sempre venerdì 31 ottobre, l’appuntamento speciale del jazz vede l’incontro con la vice di Elis Prodon e il Blessing Quintet. Il repertorio spazierà tra il repertorio di George Gershwin a Jerome Kern, fino a Frank Loesser. Il tutto reinterpretato dalla voce duttile di Elis Prodon, capace di fondere jazz, gospel e sonorità bossanova. Cantante, corista e insegnante di canto, ha collaborato con Paolo Conte, Radio Montecarlo e Radio DJ. Al suo fianco Marco Tardito al clarinetto, Marco Pezzuti al Sax, Massimo Artiglia al piano, Gianni Giannella al contrabbasso e Marco Puxeddu alle percussioni.

Sabato 1 novembre, al Circolino, padiglione C, alle 15.30, si terrà il talk “Gaza Opera Viva”, con Christian Cagliandro, critico d’arte, Alessandro Bulgini, artista, e Ilda Curti, attivista e progettista culturale. Fin dalla sua nascita, il progetto Opera Viva di Alessandro Bulgini cerca di fare luce alle zone sommerse del quotidiano. Per l’edizione 2025 l’artista continua a farlo nelle piazze, nelle fiere d’arte, in mezzo alla gente, con una maglietta rossa e una scritta bianca che recita “Opera Viva Gaza”. La relazione, tensione tra corpo e spazio, arte e vita, personale e politico, è al centro della conversazione sulla responsabilità etica, ma soprattutto umana, degli artisti nei confronti di ciò che accade negli altrove, apparentemente distanti nel nostro presente.

Sabato 1 novembre, nell’area talk del Circolino, alle 17.30, si parlerà del “Legnanino ritrovato”, la nuova acquisizione per Palazzo Carignano, a Torino, con Filippo Masino, direttore delle Residenze Reali Sabaude, Marina Dell’Omo, storica dell’arte, Luca Fiorentino, storico dell’arte e Angela Farruggia, direttrice di Palazzo Carignano. Dopo tre secoli di oblio, il “Belisario” di Stefano Maria Legnano, detto Legnanino, riemerge. Scomparso dopo un’asta parigina nel 1743, è stato riconosciuto da Luca Fiorentino grazie a un lavoro di squadra con un’antica famiglia fiorentina che lo custodiva sotto altro nome. Commissionato dal Principe di Carignano, e poi portato a Parigi, il dipinto torna oggi a casa, acquisito ufficialmente dadal Residenze Reali Sabaude. Frutto di questo ritrovamento straordinario, il Belisario, portato in mostra a Flashback da Frascione Gallery, rappresenta una preview per tutto il pubblico in fiera e un’opportunità di approfondimento nel talk di sabato 1 novembre.

Al padiglione B dell’area Laboratorio, al piano terra, dalle ore 15.30, si terranno i laboratori per bambini. Per l’edizione 2025, il laboratorio parte dal mito greco di Ulisse per connettersi alla contemporaneità e connettersi al “senza titolo”. Nessuno è il nome di Ulisse, che vaga nel Mediterraneo per 10 anni, anni di guerra, sperando di tornare a casa. Durante il laboratorio, i bambini e le bambine visiteranno il parco d’arte e le gallerie di Flashback, alla ricerca di opere che raccontino metaforicamente il viaggio di Ulisse, realizzando barchette di carta nei colori bianco, rosso, verde e nero, da lasciare nel parco di Flashback come segno di vicinanza ai bambini di Gaza e alla loro odissea contemporanea, perché, come dice Marina Abramović, “Siamo tutti sulla stessa barca”.

Info e prenotazioni: didattica@flashback.to.it e sul sito web di Flashback

Flashback “All art is contemporary – untitled edition’ – corso Giovanni Lanza 75, Torino

Art Fair: 11-20 / Il Circolino: 11-24

Mara Martellotta

Beltracchi, il più grande falsario

Si inaugura allo Spazio Musa, venerdì 31 ottobre, la mostra “Wolfgang Beltracchi-l’invenzione del vero”, a cura di Francesco Longo, la mostra del più grande falsario d’arte del Novecento

“Non ho mai copiato un’opera – dichiarava Wolfgang Beltracchi – ho dipinto quadri che non esistevano, ma che avrebbero potuto esistere”.

Genio creativo e figura controversa, Wolfgang Beltracchi è considerato il più grande falsario del dopoguerra, che ha ricreato lo stile dei grandi maestri e venduto i suoi lavori come opere perdute. Condannato nel 2011 insieme all’amatissima moglie Helene, oggi è stato riabilitato e rappresenta un simbolo di ribellione al sistema dell’arte tradizionale. Nella mostra curata da Francesco Longo, in programma fino al 19 novembre presso Spazio Musa, Wolfgang Beltracchi si rivela per ciò che è: un demiurgo capace di plasmare epoche, contaminare linguaggi, giocare con il tempo e la materia, fino a dissolvere il confine tra verità e menzogna, tra genio e inganno. Le opere in mostra, realizzate dopo la sua parabola giudiziaria, ci parla di un artista che ha saputo trasformare la condanna in un atto di libertà. Nella serie dedicata al Salvator Mundi, l’artista rilegge l’iconica immagine di Cristo non più come semplice figura salvifica, ma come specchio di un sistema dell’arte che cerca redenzione nel mercato stesso. Ogni versione declinata nei linguaggi di Van Gogh, Picasso, Dalì, Warhol e altri maestri, trasforma l’immagine in un simbolo molteplice: un Cristo universale, un’icona pop, un riflesso spirituale e commerciale insieme. È qui che la pittura di Beltracchi si fa critica radicale alla storia e al presente: ogni quadro esposto è un invito a interrogarsi su cosa sia l’autenticità, fra quale sia la differenza tra originale e opera d’arte. Accanto alle tele, la mostra include la sua produzione digitale NFT, un passaggio ulteriore nella sua ricerca, in cui il gesto pittorico incontra l’infinità replicabile dell’universo virtuale. Oggi Beltracchi non si limita più a imitare, crea mondi autonomi, riversando all’interno la sua storia, la sua condanna e la sua rinascita.

Info: Spazio Musa – via della Consolata 11/E, Torino

“Wolfgang Beltracchi – l’invenzione del vero” – 31 ottobre/19 novembre 2025

Apertura al pubblico alle 18.30 / dal martedì al venerdì 15-21 / sabato e domenica 16-21

Web: spaziomusa.net – spaziomusa.torino@gmail.com

Mara Martellotta

Artissima oggi apre le sue porte al pubblico 

L’appuntamento con Artissima sarà all’Oval Lingotto da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre. L’edizione 2025 si intitola “Manuale operativo per nave spaziale Terra”, ispirato all’eclettica figura di Richard Buckminster Fuller e al suo omonimo libro del 1969. Richard Buckminster Fuller può essere considerato una delle persone professionalmente più poliedriche al mondo, non solo è una figura molto eclettica. Oltre ad essere un architetto ed un inventore, il suo approcio era decisamente artistico: non si limitava alla tecnologia pura ma integrava sempre una visione creativa del suo lavoro.

Alcuni dei suoi modelli, come le strutture geodetiche e la Dymaxion riflettono un connubio tra funzionale e sensibilità estetica, mentre le strutture geodetiche sono sistemi architettonici, in genere sfere o cupole, formati da una rete di triangoli che, distribuendo il peso in modo uniforme, le rendono molto stabili e robuste, ottimizzando l’utilizzo dell’energia, la Dymaxion (composto aplologico costituito da tre tra le parole preferite di Fuller: DY=dynamic, MAX=maximum, and ION=tension) rappresenta un progetto per migliorare la condizione di vita dell’uomo.

“Mi accorsi che un’area in cui la scienza non veniva applicata era la casa. L’antipriorità era la facciata – ha dichiarato Fuller – Perciò nel 1927 mi dedicai all’idea di esplorare le più avanzate tecniche di produzione per sviluppare dei prototipi di crollo dell’ambiente per gli esseri umani che pesassero meno, e ho scoperto che potevo farlo”.

I mezzi di trasporto invece che lui ipotizzava li definiva come “idee su ruote”, con una forma che può ricordare il Volkswagen Transporter degli anni Settanta.

Proprio questa sua visione “out of the box” lo porta ad avere un rapporto piuttosto  interessante con l’arte. Alcuni dei suoi progetti, infatti, sono esposti in musei d’arte moderna quali: il MoMA di New York e di San Francisco, l’Henry Ford Museum a Dearborn in Michigan. Abbiamo testimonianza di una delle sue strutture geodetiche anche in Italia, nello specifico si tratta di una donazione, avvenuta nel 1967, di una delle sue strutture tecniche alla città di Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi.

L’opera ha preso il nome di “Spoletosfera”.

Un vero visionario quindi che è riuscito ad unire i concetti di: Arte, Architettura e Design in una unica filosofia. Nel suo libro del 1969, “Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”, l’autore invita a considerare la terra come una vera e propria astronave, con risorse limitate e bisognosa di una gestione saggia. Fuller esplora come l’umanità possa usare la tecnologia ed il Design in modo intelligente per affrontare le sfide globali, ed invita a superare i vecchi temi di pensiero: in sostanza è una visione di un futuro in cui pensiamo ed agiamo come un equipaggio unico, responsabile del e per il proprio pianeta.

Oggi il testimone di Fuller potrebbe essere preso da Greta Thunberg, la quale affermò:”Perchè dovrei andare a scuola? Se i politici non ascoltano gli scenziati, perchè mai dovrei studiare ?”, sottolineando che per il cambiamento è necessario non essere né troppo piccoli né troppo soli per fare la differenza: ogni nostro gesto può fare la differenza.

Ovviamente non tutti la pensano come Fuller: al contrario, sull’argomento, l’essere umano si è sbizzarrito a cercare soluzioni diverse: talvolta l’uomo si concentra come Fuller sulle grandi vicende collettive come la fine del mondo, dimenticando le storie individuali. In altre parole non riesce a vedere il controsenso della propria visione: Noi siamo l’universo e morti noi, con noi, muore l’universo intero (tema sostenuto nel film “The life of Chuck”), perchè nel corso della nostra vita noi abbiamo selezionato discriminato, scelto (in poche parole abbiamo fatto ciò che Galileo Galilei ha riassunto con la frase: “provando e riprovando”) tutto ciò di cui avevamo bisogno e per il quale eravamo sensibili. Qualcuno, ancora più sprezzante di Fuller e del regista Mike Flanagan, sostiene che “un giorno la Terra servirà a concimare un pianeta lontano”.

Posizioni diametralmente opposte ma tutte ugualmente affascinanti.

Gli artisti di Artissima ci faranno comprendere a quali di questi si siano ispirati.

Emanuele Farina Sansone

Fondazione Torino Musei alla notte delle arti contemporanee

sabato 1° novembre 2025

 

Apertura straordinaria fino alle 23 e ingresso a tariffe speciali dalle 18 alle 23.

La biglietteria chiude alle 22

 

 

Un’altra serata all’insegna dell’arte per la Fondazione Torino Musei!

Sabato 1° novembre, in occasione della Notte delle Arti Contemporanee, GAM, MAO Palazzo Madama saranno eccezionalmente aperti dalle 18 fino alle ore 23 con ultimo ingresso alle ore 22 e offriranno ai visitatori tariffe speciali per accedere alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee recentemente inaugurate.

 

 

Cosa vedere

 

Alla GAM

Ingresso alla tariffa speciale di 1€ per il nuovo allestimento delle collezioni permanenti, il Deposito Vivente e la mostra in Videoteca Lothar Baumgarten. Culture Nature. Aggiungendo 1€ si potrà accedere anche alle mostre del contemporaneo Elisabetta Di Maggio. Frangibile e Linda Fregni Nagler. Anger Pleasure Fear e Ingresso ridotto a 5€ per la mostra Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni.

Al MAO

Accesso con biglietto unico a 12€ per le collezioni e la mostra temporanea Chiharu Shiota:The Soul Trembles.

In occasione dell’inaugurazione del progetto Declinazioni Contemporanee #3sabato 1° novembre dalle 18:30 i visitatori avranno l’opportunità di partecipare alla performance Tape Music dell’artista taiwanese Lin Chi-Wei, già presentata in numerose prestigiose istituzioni internazionali tra cui la Tate Modern, il Centre Pompidou e la Biennale di Venezia e di Shanghai.

Tape Music è parte del progetto Yue Ji 樂記, a cura di Freya Chou, che esplora i temi della perdita, della consolazione e della celebrazione legati al lutto in dialogo con la collezione di oggetti funerari e rituali cinesi del MAO.

La performance, in programma alle ore 18.30, con due repliche alle 19.15 e alle 20, prevede il coinvolgimento attivo del pubblico, invitato a leggere delle partiture sonore inscritte su un lungo rotolo di carta, contribuendo alla creazione di un coro complesso e armonico.

Non è necessaria la prenotazione.

A Palazzo Madama

Ingresso ridotto a 5€ per visitare la mostra temporanea Vedova Tintoretto. In dialogo, un percorso che accosta due grandi maestri veneziani evidenziando l’impatto che hanno avuto sulla storia dell’arte europea. Resteranno chiuse le collezioni permanenti.

Le tariffe sono valide anche per i possessori di Abbonamento Musei.

Alle OGR Torino tre grandi mostre internazionali

Dal 31 ottobre

Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING

commissionata da LAS Art Foundation e co-commissionata dalle OGR Torino

ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet

organizzata da Tate Modern e OGR Torino

Erzë Dinarama. DRUMMING FOR LOVE

Un’installazione commissionata dalle OGR Torino nell’ambito del progetto S+T+ARTS4WaterII, finanziato dall’unione europea

PRESS PREVIEW

venerdì 31 ottobre 2025

dalle 11.00 alle 13.00

RICHIESTA ACCREDITO

OGR Torino | Corso Castelfidardo 22, Torino

www.ogrtorino.it


Torino, 22 ottobre 2025 – Dal 31 ottobre 2025 le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, presentano WE FELT A STAR DYING dell’artista francese Laure Prouvost, la collettiva ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet, e l’installazione DRUMMING FOR LOVE dell’artista kosovara Erzë Dinarama, tre mostre che intrecciano ricerca artistica e innovazione tecnologica, e rafforzano la missione delle OGR di centro di produzione e sperimentazione interdisciplinare.

La mostra Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING, curata per LAS da Carly Whitefield e alle OGR da Samuele Piazza, presentata per la prima volta a febbraio 2025 negli spazi di Kraftwerk a Berlino, arriva nel Binario 1 delle ex officine in una nuova configurazione che dialoga con l’architettura e la sua storia. Visitabile fino al 10 maggio 2026, l’installazione, frutto della collaborazione tra l’artista, il filosofo Tobias Rees e lo scienziato Hartmut Neven, fondatore di Google Quantum AI, esplora il quantum computing attraverso un’esperienza multisensoriale tra immagini, suoni e profumi.

ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet, a cura di Val Ravaglia e Samuele Piazza, approda nel Binario 2 e sarà aperta al pubblico fino al 10 maggio 2026. La mostra ripercorre oltre quarant’anni di sperimentazione artistica al crocevia tra arte visiva e tecnologia, prima della diffusione su larga scala di Internet, attraverso il lavoro di artisti che hanno esplorato la modernità tecnologica, appropriandosi di strumenti nati in ambiti militari o aziendali per ridefinire immaginari collettivi e stimolare il senso critico.

La mostra è accompagnata da un catalogo che verrà presentato sabato 1° novembre 2025 alle ore 10.00 presso la Libreria Internazionale Luxemburg (via Cesare Battisti 7, Torino). Dopo l’introduzione di Marco Zappalorto, Direttore Strategie e Partnership Internazionali OGR Torino, la conversazione vedrà protagonisti l’artista Liliane Lijn e Val Ravaglia, Curator Displays and International Art Tate Modern, e Samuele Piazza, Senior Curator OGR Torino, insieme a Francesco Manacorda, Direttore Castello di Rivoli, per approfondire i temi della mostra e l’autobiografia di Lijn Liquid Reflections, pubblicata da Hamish Hamilton, Penguin Random House.

Erzë Dinarama. DRUMMING FOR LOVE, installazione commissionata dalle OGR Torino nell’ambito di S+T+ARTS4WaterII, a cura di Iacopo Prinetti, è visibile al pubblico dal 31 ottobre al 2 novembre 2025 nel Binario 3. Erzë Dinarama, artista in residenza alle OGR Torino nell’ambito del progetto finanziato dall’Unione Europea S+T+ARTS4WaterII, presenta il risultato della sua ricerca sul fiume Po: un’installazione di data-visualization che intreccia le microstorie delle comunità fluviali con dati ambientali raccolti lavorando al fianco di realtà territoriali come Alpstream, Orti Generali, Fondazione Santagata, VisoaViso. L’opera testimonia l’incontro tra cultura e tecnologia, trasformando i dati in un racconto visivo e sonoro sulla fragilità e la resilienza del fiume.

Con queste mostre, la stagione autunnale delle OGR Torino apre a nuove indagini multidisciplinari sulle connessioni tra tra arte contemporanea e tecnologia d’avanguardia, in un’ottica internazionale e multidisciplinare, che mette in dialogo artisti, scienziati e istituzioni per esplorare le trasformazioni culturali che definiscono il presente e modellano il futuro.

SCARICA LA CARTELLA STAMPA


INFORMAZIONI SINTETICHE

Laure Prouvost. WE FELT A STAR DYING

Una mostra commissionata da LAS Art Foundation e co-commissionata da OGR Torino a cura di Carly Whitefield e Samuele Piazza

Dal 31 ottobre 2025 al 10 maggio 2026 Binario 1 | OGR Torino

ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet

Una mostra organizzata da Tate Modern e OGR Torino a cura di Val Ravaglia e Samuele Piazza

Dal 31 ottobre 2025 al 10 maggio 2026 Binario 2 | OGR Torino

PRESENTAZIONE CATALOGO

Sabato 1 novembre 2025, H 10

Libreria Internazionale Luxemburg (via Cesare Battisti 7, Torino)

In occasione della mostra ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet, l’artista Liliane Lijn, Val Ravaglia, Curator Displays and International Art Tate Modern, e Samuele Piazza, Senior Curator OGR Torino, dialogano presso la nuova sede della Libreria Internazionale Luxemburg, all’interno della Galleria Subalpina.

Dopo l’introduzione di Marco Zappalorto, Direttore Strategie e Partnership Internazionali OGR Torino, la conversazione vedrà protagonisti l’artista e i curatori della mostra insieme a Francesco Manacorda, Direttore Castello di Rivoli, per approfondire i temi della mostra e dei due volumi presentati: il catalogo di ELECTRIC DREAMS e l’autobiografia di Lijn, Liquid Reflections, pubblicata da Hamish Hamilton, Penguin Random House.

La presentazione sarà accompagnata da una colazione.

Erzë Dinarama. DRUMMING FOR LOVE

Un’installazione commissionata da OGR Torino nell’ambito di S+T+ARTS4WaterII, finanziato dall’unione europea

a cura di Iacopo Prinetti

Dal 31 ottobre al 2 novembre 2025 Binario 3 | OGR Torino

BIGLIETTERIA ONLINE

Dal 30 settembre 2025 ogrtorino.it

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei


31 ottobre – 6 novembre 2025

 

SABATO 1° NOVEMBRE

NOTTE DEL CONTEMPORANEO

1° novembre 2025, i nostri musei resteranno aperti al pubblico dalle 18 alle 23 (con chiusura delle biglietterie alle ore 22) e secondo le seguenti modalità tariffarie:

  • GAM, biglietto a 1 € per le collezioni, biglietto a 1 € per le mostre del Contemporaneo, biglietto ridotto speciale a 5 € per la mostra Notti.
  • MAO, biglietto unico ridotto speciale mostra Shiota a 12 € (sarà valido anche per le collezioni)
  • PMA, biglietto ridotto speciale a 5 € per la sola mostra Vedova Tintoretto (il museo sarà chiuso)

 

 

Sabato 1 novembre ore 18

DECLINAZIONI CONTEMPORANEE

MAO – inaugurazione del progetto

In occasione di Artissima, il MAO è lieto di presentare la terza edizione di Declinazioni Contemporanee, il programma di residenze e commissioni site-specific che invita artisti contemporanei a dialogare con la collezione e il museo in continua trasformazione.

Il progetto offre nuove letture e attribuisce significati inediti alle opere del patrimonio museale, trasformando l’esperienza del pubblico e restituendo voce a oggetti rimasti “in silenzio” troppo a lungo. Questo compito è affidato ad artisti, curatori e professionisti del settore culturale provenienti da tre continenti.

Nella sezione tibetana della collezione, i registi e artisti Ritu Sarin e Tenzing Sonam presentano un’installazione sonora che rilegge il valore della preziosa raccolta, unica al mondo, di frammenti provenienti dal monastero di Densatil, nel Tibet centrale; Nelle gallerie cinesi, l’artista coreana Sunmin Park presenta l’installazione video Pale Pink Universe (2025) accompagnata da una nuova serie di disegni che indagano il rapporto tra natura e intervento umano, osservato attraverso l’agricoltura e la vinificazione. Nel corridoio tra le gallerie della Cina e del GiapponeFrancesco Simeti presenta una nuova installazione site-specific che conclude il percorso iniziato al MAO con la prima edizione di Declinazioni Contemporanee.

Description Generale (A Historical Map of the Other) si compone di una carta da parati, una serie di elementi di tessuto e oggetti luminosi in vetro che accompagnano il visitatore in un viaggio che ripercorre una storia culturale valicando confini geografici e temporali.

Biglietto unico 12€.

(comunicato stampa in allegato)

Sabato 1 novembre ore 18.30, 19.15 e 20

TAPE MUSIC

MAO – performance partecipativa

In occasione dell’inaugurazione del progetto, sabato 1° novembre i visitatori avranno l’opportunità di partecipare alla performance Tape Music dell’artista taiwanese Lin Chi-Wei, già presentata in numerose prestigiose istituzioni internazionali tra cui la Tate Modern, il Centre Pompidou e la Biennale di Venezia e di Shanghai.

Tape Music è parte del progetto Yue Ji 樂記, a cura di Freya Chou, che esplora i temi della perdita, della consolazione e della celebrazione legati al lutto in dialogo con la collezione di oggetti funerari e rituali cinesi del MAO.

La performance, in programma alle ore 18.30, con due repliche alle 19.15 e alle 20, prevede il coinvolgimento attivo del pubblico, invitato a leggere delle partiture sonore inscritte su un lungo rotolo di carta, contribuendo alla creazione di un coro complesso e armonico.

Il progetto comprende inoltre un vinile in edizione limitata con la registrazione della performance e due brani di James Hoff e dj sniff accompagnati da un libretto con testi degli artisti e della curatrice.

Il progetto Yue Ji 樂記 realizzato con il supporto di e in collaborazione con l’Ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia.

La partecipazione alla performance è inclusa nel biglietto di ingresso a 12€. Prenotazioni su Eventbrite.

 

GIOVEDI 6 NOVEMBRE

 

Giovedì 6 novembre ore 17

PRESENTAZIONE MINIMAO KIDS PODCAST

MAO – presentazione del progetto alle famiglie

Grazie alla collaborazione tra il MAO Museo d’Arte Orientale e la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea con la Scuola Holden di Torino nascono nuovi contenuti pensati per rendere più accessibili le opere delle collezioni permanenti dei due musei: una serie di podcast e vodcast gratuitamente disponibili in museo e online che, attraverso un approccio narrativo fresco e non convenzionale, offrono ai visitatori nuove visioni e interpretazioni inedite su alcuni dei capolavori custoditi al MAO e alla GAM. Un format di mediazione culturale facilmente accessibile e sempre disponibile – oltre che replicabile e ampliabile – che non sostituisce gli altri supporti, ma li affianca per ampliare le possibilità di scoperta e approfondimento delle collezioni.

Al MAO cinque studenti e studentesse hanno ideato e realizzato i contenuti della nuova linea MiniMAO Kids Podcast, una serie di podcast pensati per i visitatori più piccoli, per accompagnarli alla scoperta delle storie, dei personaggi e dei mondi racchiusi nelle opere d’arte asiatica. Liberamente ispirati ad alcuni capolavori delle collezioni – come il Gaṇesa danzante, la lampada da moschea o la statua dello Shokannon, il bodhisattva della compassione – i racconti rendono attuali e familiari figure e iconografie apparentemente lontane, offrendo una chiave di lettura accessibile e divertente.
Ascoltabili gratuitamente in museo tramite QR code, i contenuti sono anche disponibili sulla web app del MAO.

Il progetto sarà presentato al MAO con un evento aperto al pubblico che vedrà protagonisti studenti, docenti e curatori. Al termine della presentazione, i partecipanti potranno visitare le collezioni e sperimentare in anteprima i nuovi contenuti.

Partecipazione gratuita previa prenotazione su Eventbrite.

Informazioni: maodidattica@fondazionetorinomusei.it – Tel 011-44336927

Swarms (Sciami) di Chiara Camoni illumina il grattacielo Piemonte

LA GRANDE NOVITÀ DELLA VENTOTTESIMA EDIZIONE DI LUCI D’ARTISTA

La ventottesima edizione di Luci d’Artista, curata da Antonio Grulli e inaugurata venerdì 24 ottobre, si presenta rinnovata e ricca di novità. In occasione della settimana dell’arte contemporanea di Torino, nella giornata di apertura di Artissima, giovedì 30 ottobre alle 19:30 si accende Swarms (Sciami) di Chiara Camoni, installata all’ultimo piano del Grattacielo Piemonte. Una nuova opera che entra a far parte della collezione di Luci d’Artista, consolidando il legame tra creatività contemporanea e paesaggio urbano.

 

Chiara Camoni (Piacenza, 1974), tra le artiste più apprezzate del panorama contemporaneo e prossima protagonista del Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia 2026, ha realizzato per Luci d’Artista una nuova opera luminosa, pensata in dialogo con l’architettura del Grattacielo Piemonte, sede istituzionale della Regione, che entrerà a far parte del main program per gli anni a venire.

 

Swarms (Sciami) è un intervento site specific realizzato sulla sommità del Grattacielo Piemonte, al 43° piano. L’opera nasce dal desiderio di valorizzare l’edificio nel contesto urbano e dalla volontà dell’artista di introdurre, nella sua rigida verticalità, elementi inattesi: luci e oggetti scenografici, come sfere a specchi che, muovendosi e cambiando colore, danno vita a sciami luminosi che ruotano e danzano al “ritmo di una musica che non si sente”. Il piano più alto del palazzo si anima così di bagliori che richiamano il movimento di insetti – forse lucciole o farfalle – creature indecifrabili e leggere. Un’immagine sospesa, accessibile solo con lo sguardo, da vicino e da lontano, e visibile per chilometri. Il Grattacielo si trasforma così in un palcoscenico dove la natura, evocata attraverso la luce, si fonde poeticamente all’elemento umano.

L’opera è stata realizzata con il supporto della Regione Piemonte e della Fondazione CRT, inaugurando una collaborazione che segna un importante passo in avanti nella crescita di Luci d’Artista – il progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione Torino Musei.

“Una nuova installazione luminosa va ad aggiungersi al patrimonio delle Luci d’Artista che ogni anno trasformano la nostra città in un museo d’arte contemporanea a cielo aperto. Siamo davvero molto contenti che la Regione Piemonte abbia voluto diventare partner dell’iniziativa, giunta alla sua 28esima edizione, che la Città di Torino e la Fondazione Torino Musei, grazie al contributo di numerosi sponsor, arricchiscono ogni anno di nuove opere. Oggi si apre la settimana dell’arte contemporanea torinese e sono tantissimi i curiosi e gli appassionati da tutto il mondo che arriveranno anche per ammirare le nostre Luci D’Artista, in attesa dell’ultima novità di quest’anno, la luce dedicata alle Nitto ATP Finals, che illuminerà piazza San Carlo a partire dall’8 novembre”, dichiara Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino

Abbiamo voluto che un edificio simbolo della città e del Piemonte, come il Grattacielo, casa di tutti i piemontesi, diventasse protagonista di Luci d’Artista. Con l’installazione di Swarms (Sciami), l’edificio si trasforma in un palcoscenico di luce che dialoga con lo spazio urbano e con la città stessa. La nuova opera, accesa proprio nei giorni di Artissima, unisce modernità e arte contemporanea, inserendosi in un percorso di valorizzazione culturale che rende Torino un punto di riferimento nazionale e internazionale. È un segnale chiaro: la nostra città conserva e celebra il patrimonio storico e architettonico, ma sa anche aprirsi al futuro, alla creatività e alla bellezza in tutte le sue forme” – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente Elena Chiorino e gli assessori alla Cultura Marina Chiarelli e al Patrimonio Gianluca Vignale.

 

La Fondazione CRT è da sempre al fianco di Luci d’Artista, una manifestazione che unisce arte, spazio pubblico e comunità – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT – Siamo orgogliosi di sostenere anche quest’anno questo straordinario progetto, contribuendo all’accensione della nuova luce di Chiara Camoni sul Grattacielo Piemonte e inaugurando così una collaborazione che segna una nuova tappa importante per questo appuntamento con l’arte, che quest’anno abbiamo arricchito con due nuove luci. Insieme alla Fondazione Arte CRT e alle OGR Torino, abbiamo infatti portato a Luci d’Artista altre due opere di respiro internazionale: la creazione al neon di Tracey Emin e il progetto speciale Mummer Love dei Soundwalk Collective, con Patti Smith e Philip Glass. Tutte queste installazioni testimoniano la volontà della Fondazione CRT di promuovere meraviglia, partecipazione e innovazione, proiettando Torino e il Piemonte tra le capitali europee della creatività contemporanea.

Nell’ambito di una straordinaria ventottesima edizione di Luci d’Artista, siamo riusciti a realizzare e presentare, in occasione di Artissima, un’importante quinta Luce affidata a una delle più rilevanti artiste italiane, Chiara Camoni, artista protagonista del Padiglione Italia della prossima Biennale – dichiara il Presidente della Fondazione Torino Musei, Massimo Broccio. – Questa Luce è stata concepita appositamente per uno dei nuovi landmark della città, il grattacielo della Regione, e realizzata grazie al sostegno della Regione Piemonte insieme alla Fondazione CRT. Questo intervento è la dimostrazione della piena sintonia tra le nostre istituzioni e di come Torino e il Piemonte siano il luogo d’elezione per il contemporaneo in Italia. Luci d’Artista, con il suo nuovo corso in fase di progressivo consolidamento, conferma il suo ruolo di progetto di arte pubblica fondamentale per la comunità e per lo spazio collettivo, inteso come luogo di incontro.

Il curatore di Luci d’Artista Antonio Grulli dichiaraSwarms (Sciami) è una luce magica, in cui il naturale e l’artificiale si mescolano in maniera inscindibile. Chiara Camoni è uno dei pochi artisti di oggi ancora in grado di creare incanto, di portare le persone in una dimensione altra e carica di senso. L’opera da un punto di vista tecnico è inoltre estremamente intrigante per il modo in cui si riesce a sperimentare usando tecnologie raramente applicate all’arte contemporanea. È un’idea semplicissima da cui nasce un effetto di scala ambientale e paesaggistica.

La nuova Luce di Chiara Camoni diventa la quinta nuova opera inaugurata quest’anno, rendendo questa ventottesima edizione straordinaria.

Swarms (Sciami) va infatti ad aggiungersi alle quattro nuove opere realizzate da grandi protagonisti della scena artistica internazionale e da poco presentate: le due nuove luci “firmate” dalla Fondazione CRT – la prestigiosa opera al neon di Tracey EminSex and Solitude, donata alla Città di Torino dalla Fondazione Arte CRT in occasione del suo 25° anniversario, e il progetto speciale delle OGR Torino, Mummer Love, che anima il monumentale cortile con un’opera dei Soundwalk Collective insieme a Patti Smith e Philip Glass – oltre alle opere di Riccardo Previdi realizzata grazie alla partnership con le Nitto ATP Finals e di Gintaras Didžiapetris, realizzata grazie al sostegno del Lithuanian Culture Institute.

Le Luci d’Artista della 28° edizione resteranno accese dal 24 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026 e in questi mesi piazze, monumenti e luoghi simbolo della città dialogheranno con l’arte contemporanea, trasformando Torino in un museo la cui protagonista è la luce.

Chiara Camoni (Piacenza, 1974) vive e lavora a Fabbiano, nell’Alta Versilla. La sua pratica artistica spazia dal disegno alle stampe vegetali, dal video alla scultura, con un particolare interesse per la ceramica. Talvolta, nel suo lavoro vengono utilizzate anche fonti luminose. Le sue opere si caratterizzano per l’uso di oggetti del mondo quotidiano e materiali naturali, come erbe, bacche, fiori, argilla e ceneri. Questi materiali conferiscono alle sue creazioni tonalità naturali che richiamano la terra e la vegetazione, elementi che Chiara Camoni raccoglie e inserisce nelle sue sculture. L’artista manipola e riassembla questi materiali attraverso gesti rituali che evocano tradizioni antiche, esplorando il rapporto con l’artigianato e la dimensione spirituale. Le sue opere sono spesso realizzate in collaborazione con amici e parenti, in gruppi estemporanei o attraverso seminari e workshop organizzati. “Il Centro di Sperimentazione” da alcuni anni comprare accanto all’artista raccogliendo varie forme di autorialità condivisa. Con Cecilia Canziani sviluppa il ciclo di seminari La giusta misura. L’artista negli anni è stata oggetto di prestigiose mostre personali in importanti istituzioni espositive come: Pirelli HangarBicocca, Milano (2024); Manifesta 15, Barcellona (2024); GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2022); CAPC, Musée d’art contemporain de Bordeaux, Bordeaux (2021); Palazzo Bentivoglio, Bologna (2021); Middlesbrough Institute of Modern Art, Middlesbrough, UK (2018). Nel 2026, Chiara Camoni sarà protagonista del Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia, un riconoscimento che conferma la centralità della sua ricerca nel panorama artistico contemporaneo.

IL CONSOLIDAMENTO DEL NUOVO CORSO

Nel corso del 2023 la Città di Torino ha deciso l’affidamento del progetto Luci d’Artista alla Fondazione Torino Musei, che in questi due anni ha lavorato in ottica manageriale sul Format e sui Fattori abilitanti partendo dal modello organizzativo e da una direzione curatoriale autonoma affidata a Antonio Grulli, dalla definizione di una complessiva identità visiva composta di una grafica coordinata dell’intero progetto e, per la prima volta, da un logo della manifestazione e da un sito internet completo e in cui è possibile ritrovare la storia di Luci d’Artista.

La visione, come noto, è quella di far evolvere Luci d’Artista – mantenendo chiaramente il format espositivo storico – in una vera istituzione di ricerca artistica, un museo di luce, diffuso e a cielo aperto, che, come ogni museo, sia dotato di un’autonoma identità e relazioni, una propria organizzazione e una programmazione attiva tutto l’anno e superando i suoi classici confini invernali.

L’intento dichiarato è quello di superare i confini cittadini in termini di notorietà e fruizione per un progetto e una collezione di rilievo internazionale.

Nel corso di questo biennio il progetto ha avuto una tangibile evoluzione ormai in via di consolidamento con un Format riconoscibile che prevede oltre alla Collezione principale anche una rete territoriale e nazionale di Luci d’Artista con tutti i principali musei e centri di arte con COSTELLAZIONE, un programma stabile di collaborazioni con l’estero con DUET che quest’anno prende concreto avvio con due luci oltre a un qualificato public program ridenominato e strutturato in una ACCADEMIA della LUCE in collaborazione con i dipartimenti educazione di tutti i musei, il tutto supportato da un PIANO DI COMUNICAZIONE, DI NUOVI PROFILI SOCIAL POTENZIATI e uno stabile PROGRAMMA DI RESTAURI.

Luci è nel contempo diventato un soggetto attivo e presente sulla scena artistico museale e questo è un altro importante risultato e la base per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi futuri.

Luci d’Artista è progetto e patrimonio della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

Partner: Regione Piemonte, Fondazione Arte CRT, OGR Torino, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, Nitto ATP Finals, Lithuanian Culture Institute e NeonLauro.

Main sponsor: Gruppo Iren.