ARTE- Pagina 130

Lisetta Carmi alle Gallerie d’Italia: Suonare Forte

Alle Gallerie d’Italia di Torino dal 22 settembre 2022 al 22 gennaio 2023 la grande mostra monografica dedicata a Lisetta Carmi, una delle personalità più interessanti del panorama fotografico italiano, recentemente scomparsa all’età di 98 anni.

La mostra “Lisetta Carmi. Suonare Forte” è realizzata con la curatela di Giovanni Battista Martini, curatore dell’archivio della fotografa, con un prezioso contributo video creato per l’occasione da Alice Rohrwacher.

Con il progetto “La Grande Fotografia Italiana” affidato a Roberto Koch, editore, curatore, fotografo e organizzatore di eventi culturali intorno alla fotografia, le Gallerie d’Italia – Torino si propongono di dare spazio ai maestri della fotografia italiana attraverso una serie di mostre dedicate: “Lisetta Carmi. Suonare Forte” inaugura il primo di questi appuntamenti volti a celebrare la grande fotografia italiana del Novecento. Il titolo della mostra dedicata a Lisetta Carmi evoca la sua formazione di pianista ma anche il coraggio di cambiare direzione, di intraprendere percorsi diversi, per seguire la sua ostinata volontà di dare voce agli ultimi.

DOVE

Gallerie d’Italia – Torino

QUANDO

Dal 22 settembre 2022 al 22 gennaio 2023

Martedì, Giovedi, Venerdì, Sabato, Domenica dalle 9.30 alle 19.30

Mercoledi dalle 9.30 alle 22.30

Lunedì chiuso

Ultimo ingresso: un’ora e mezza prima della chiusura

BIGLIETTI

Intero 10 €, ridotto 8 €, ridotto speciale 5 € per clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo e under 26; gratuità per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo

Apre t-space X MAO

Uno spazio di condivisione e attualizzazione delle opere artistiche presso il Museo di Arte Orientale. Primo appuntamento mercoledì 26 ottobre alle 18.30

 

Mercoledì 26 ottobre prossimo, alle 18.30, inaugurerà presso ilMAO, Museo di Arte Orientale,  un nuovo spazio conviviale e di sperimentazione curato da Giulia Spreafico e Wu Rui, dal titolo “t-space X Mao”.

Il MAO di Torino ha, infatti, recentemente inaugurato una nuova fase che segna l’apertura del Museo ad attività artistiche e creative, attraverso un ricco programma di residenze, sia in ambito artistico, sia curatoriale, durante le quali performer, artisti, curatori e studiosi, verranno chiamati ad abitare le collezioni e gli spazi espositivi, dando vita e attualizzazione al Museo.

Il nuovo progetto trova collocazione nel rinnovato t-space e nasce dalla collaborazione con l’omonimo spazio che è  stato creato a Milano da Giulia Spreafico e Wu Rui nel 2016.

Si tratta di uno spazio d’arte indipendente, uno studio aperto al pubblico, un luogo creativo che, non per questo, rinuncia all’aspetto conviviale. Infatti, proprio all’interno di questo luogo, la dimensione conviviale vuole avere un ruolo fondamentale, secondo il desiderio dei fondatori. I momenti di condivisione hanno rappresentato una parte irrinunciabile del progetto, che consiste anche in un tè sorseggiato insieme, incontrando artisti e performer.

Fra gli artisti che si avvicenderanno per attivare le collezioni museali e renderle vive, ampliandone i significati e riportandoli a una dimensione contemporanea, vi sono registi e film maker, artisti visivi quali Massimo Grimaldi, Fuzao Studio e Jacopo Miliani.

Il primo appuntamento, il 26 ottobre prossimo, alle 18.30, sarà un invito di Warshadfilm (Tiziano Doria e Samira Guadagnuolo) ad abitare le sale del Museo. Il duo di artisti ha realizzato del materiale inedito, riprendendo sculture e luoghi in pellicola 16mm, scattando fotografie di formato medio e fotografie che dialogano con lo spazio e le opere della mostra in corsa intitolata Buddha.

MARA MARTELLOTTA

“Opera Viva, PULSANTE” dell’artista e ideatore di Opera Viva, Alessandro Bulgini

Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto

Ottavo e ultimo appuntamento del 2022

Inaugurazione > Martedì 25 ottobre, alle ore 18.00

Torino, Barriera di Milano, Piazza Bottesini

Martedì 25 ottobre, alle ore 18.00 in piazza Bottesini a Torino, il progetto Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto – ideato da Alessandro Bulgini e curato, per questa edizione dedicata all’arte islandese dall’artista Jòn Gnarr – arriva al suo ultimo appuntamento prima della fiera Flashback con “Opera viva, PULSANTE” (2022) dello stesso Bulgini.

Bulgini, ideatore e protagonista dell’opera/rassegna Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto utilizza a pieno le potenzialità dello strumento pubblicitario dell’affissione pubblica, trasformata, dall’artista stesso, in opera d’arte urbana su preesistente.

Sull’affissione a grandezza 6 metri per 3 si staglia l’immagine rosso fuoco con la scritta PULSANTE, una scritta/immagine che sferza emotivamente e mostra senza ombra di dubbio il proprio potere evocativo. Una sola parola è in grado di raccontarci e interrogarci sulla vita, evoca il cuore che batte, la passione che ci anima, la paura di origine novecentesca della fine del mondo, l’amore, la malattia, la morte, la passione, la vita.

Afferma l’artista: “Ultimamente alcuni minacciano, ancora e noiosamente, di premere “il pulsante” definitivo. Per questo, e come risposta, ho deciso di fornirne io uno a tutti. In alternativa il mio è un far riferimento alla necessità di un battere potente nel petto come risorsa adeguata alla stupidità delle aggressioni attuali e come impegno emotivo nella costruzione di nuove e migliori prospettive”.

 

Una passione viscerale anima quest’ultimo manifesto che si connette strettamente al tema della decima edizione della fiera Flashback, della quale la rassegna è un percorso di avvicinamento: he.art. Un’edizione dedicata alla passione, al cuore pulsante, alla linfa vitale, al circolare delle idee e delle intenzioni, dal centro alle periferie.

E proprio in fiera, dal 3 al 6 novembre nella nuova sede in corso Giovanni Lanza 75 a Torino, sarà possibile ritrovare, in un’installazione site-specific,tutti i manifesti di quest’anno: dal primo intervento affidato al famoso fumettista Hugleikur Dagsson, noto per il suo umorismo pungente, con il manifesto What has Happened?, alla fotografia Smartphone Sovereignty (2022) dell’enfant terribleSnorri Ásmundsson, una satira contro il consumismo, passando per il manifesto firmato dagli artisti Libia Castro e Ólafur Ólafsson: Il Tuo Paese non Esiste (Your Country Doesn´t Exist), un progetto che affronta il tema dell’identità nazionale. Da Elsa Yeoman nota per porre il cibo al centro della sua indagine, con Be My Guest, a Shoplifter(Hrafnhildur Arnardóttir) con Fuzzy Smile,conosciuta per le sue sculture e installazioni realizzate con capelli sia veri che sintetici, fino agli ultimi due manifesti che hanno preceduto quello di Alessandro Bulgini firmati dalla “famiglia Gnarr”.Hide or seek di Frosti Gnarr, figlio di Jòn, operanata dall’idea di creare una sorta di porta d’accesso tra Torino e l’Islanda e Last supper dello stesso Jòn Gnarr, una personale riflessione sul costo dell’esistenza.

A Torino l’arte è diffusissima!

15 eventi, 60 locali coinvolti, 100 artisti, 2000 opere 

Una nuova mappa per la Torino dell’arte

 

DIFFUSISSIMA, il primo fuorisalone della Torino Art Week che porta l’arte contemporanea negli spazi cittadini attraverso mostre, vernissage, dibattiti, incontri e workshop. 16 eventi, 60 locali coinvolti per oltre 100 artisti e 2000 opere sparse in città: alla sua prima edizione il progetto a cura di Artàporter, prende il via a Torino dal 24 ottobre al 6 novembre 2022.

 

Da Piazza Statuto ai Murazzi, passando per via Po un evento diffuso che attraversa la città per due intere settimane. L’evento, realizzato grazie al supporto di Città di Torino, Camera di Commercio, Torino Social Impact e con Banco di Credito P.Azzoaglio nella veste di main sponsor, nasce da Artàporter, la piattaforma di matching che collega artisti ed esercizi commerciali, per ripensare i luoghi comuni dell’arte immaginando un nuovo modo di esporla.

 

Come sottolinea l’ideatore Massimo Gioscia, CEO di Artàporter: “Lontano dall’essere una nuova fiera d’arte contemporanea, DIFFUSISSIMA vuol essere un progetto che porta le opere e gli artisti emergenti al di fuori degli spazi canonici, per incontrare le persone nel quotidiano. Portare l’arte all’esterno di musei e gallerie d’arte significa voler creare nuovi itinerari d’arte in città, ma anche nuovi percorsi turistici inclusivi per attrarre soprattutto un pubblico giovane.”

 

Una nuova mappa per l’arte in città 

Alcune location di prestigio saranno quindi importanti touchpoint per DIFFUSISSIMA, sedi di eventi che coinvolgeranno gli artisti, con dibattiti, mostre e anche concerti. I SuperHost di DIFFUSISSIMA saranno Mercato Centrale di Torino in piazza della Repubblica, Porto Urbano (Murazzi del Po), Otium Pea Club al Lingotto, Pos.To e Wellness Creative a Pozzo Strada, l’Innovative Square Center a Mirafiori e Open Baladin in Piazzale Valdo Fusi e l’hub culturale di Via Pallavicino 35 OFF TOPIC.

 

A dare il via all’evento, il Forum “Lo stato dell’Arte fra presente e futuro” che sarà anche l’inaugurazione di DIFFUSISSIMA al Mercato Centrale di Torino, lunedì 24 ottobre dalle ore 18,00 (ingresso libero con prenotazione). Ospiti Giuliano Ambrosio, Innovation Director dell’agenzia RIBELLI e Andrea Concas, divulgatore e scrittore per parlare di NFT e Metaverso, insieme ad Alvin il presentatore TV e radiofonico che diventa Brand Ambassador di DIFFUSISSIMA portando anche i suoi progetti artistici, l’Avvocato Simone Morabito di Brains Evolution, lo staff Catawiki per un’analisi della situazione odierna dell’arte online e Mail Boxes Etc con il lancio di un nuovo tool pensato per gli artisti.

 

Una nuova mappa per l’arte in città consente così di trovare la propria strada anche attraverso un QR code in formato digitale, per permettere di orientarsi tra i numerosi host e tra gli eventi e vernissage proposti da DIFFUSISSIMA. Sarà inoltre possibile innamorarsi di un’opera d’arte e portarla via subito a casa con sé, acquistandola direttamente con il proprio smartphone, sia che si trovi sulla parete di un club, in uno studio professionale o in mostra.

 

L’evento nato da un’idea di Massimo Gioscia con Dario Ujetto coinvolge all’interno del board curatoriale anche la curatrice artistica Alyona Kosareva che sulla scelta delle opere coinvolte, racconta: “la selezione artistica di DIFFUSISSIMA è stata creata per riflettere un approccio che corrisponde perfettamente alla filosofia fondativa di Artàporter. Intendiamo l’arte in maniera inclusiva, ovvero esploriamo il lavoro dell’artista  come persona e portatore di messaggi e non solo come mero ingranaggio di un mercato. Abbiamo quindi selezionato oltre 100 artisti che saranno portatori in primis di un messaggio di apertura a nuove frontiere espositive”.

 

DIFFUSISSIMA contiene anche un chiaro messaggio politico dedicato all’accessibilità dell’arte e al supporto del tessuto urbano: “per questa edizione 0 di DIFFUSISSIMA ed essendo sensibili al delicato momento socio-economico – spiega Dario Ujetto, co-founder di Artàporterabbiamo reso gratuito per tutti gli Host l’accesso alla manifestazione. Supportiamo così oltre 60 location arricchendole di bellezza grazie all’arte contemporanea”.

 

Non solo partner, ma co-creatori 

A fianco del Main Partner Banco di Credito P.Azzoaglio, anche Catawiki entra in DIFFUSISSIMA lanciando due aste tematiche, una delle quali per la prima volta offline: sarà sufficiente scansionare il QR code accanto all’opera esposta per entrare sul sito e fare la propria offerta.

Entrano a far parte di DIFFUSISSIMA anche Birra Baladin, Driatec e Affini – Distillerie Subalpine che lancerà con Artàporter una call for artist per creare la nuova etichetta del Turin Dry Gin, mentre con la startup calabrese SenzaSpine i creators stanno coinvolti in un contest per la creazione dell’etichetta di questo particolare succo di frutta, protagonista anche di un paio di serate di mixology.

Infine, Gattinoni ospiterà l’installazione “5 Senses Travel” di Rockmantic, per trasportare il visitatore in un viaggio che, attraverso l’arte,  coinvolge i 5 sensi.

 

Call for Artist

Per l’occasione, verranno lanciate diverse call for artist in collaborazione con Knowhere Studios e Lefranc Bourgeois negli ambiti fotografico e pittorico per permettere a nuovi artisti di esporre in occasione della prima edizione di DIFFUSISSIMA. Inoltre, durante l’evento, Artàporter attiverà un Funding Pitch su Patreon e le quote raccolte consentiranno agli artisti emergenti di ricevere borse di studio per partecipare a masterclass e finanziare residenze artistiche per sviluppare i propri progetti creativi. Verrà lanciata anche una Call for artist insieme a Cioccolatissima, altro importante evento del territorio.

 

Il programma di DIFFUSISSIMA e la mappa sono disponibili su www.diffusissima.it

Halloween in realtà aumentata 

Domenica 23 ottobre, ore 11

Un laboratorio sui filtri Instagram a Ranverso

 

 

In vista di Halloween, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, domenica 23 ottobre, si popolerà di creature misteriose. Con la fotocamera del proprio smartphone, si potrà rivivere la storia in un’esperienza totalmente immersiva e nuova. Con Benedetta Frezzotti è in programma un laboratorio per trasformare gli animali e le creature che popolano gli affreschi e i capitelli di Ranverso in animazioni tridimensionali attraverso la realtà aumentata di Meta.

Per partecipare al laboratorio è necessario un cellulare con installata una versione aggiornata di Instagram o Facebook.

BENEDETTA FREZZOTTI

Illustratrice, autrice e docente di nuove tecnologie. Autrice e consulente per Pearson, ha collaborato con i più importanti editori italiani. Vive e lavora a Milano, mentre le sue storie viaggiano tra Belgio, Messico, Emirati Arabi e Italia. Attualmente è autrice e curatrice della collana AKAbook, Edizioni Piuma.

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Costo del laboratorio: 5 euro + biglietto di ingresso

Biglietto di ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 9367450 ranverso@ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

“Buddha10”, la mostra al Mao

 “Frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista” 

Fino al 3 settembre 2023

 

L’allestimento é di grande suggestione e particolare cura nella proposta di un soggetto che attraversa i millenni e supera i tempi della ragione, legandosi ad una filosofia- religione- mistica dottrina, il Buddhismo (in sanscrito Buddhadharma) che si ipotizza raccolga oggi nel mondo 300 – 400 milioni di seguaci, in maggioranza popolazioni del Sudest asiatico. Anche se, fin dai primi anni ’70 del Novecento, la profonda visione buddhista (quella tramandata in primis dal Buddha storico Shakyamuni, nato circa 2560 anni fa, come principe Siddharta Gautama o l’“Illuminato”, all’interno di una famiglia reale, in quello che è ora il nord dell’India) ha ispirato ed attratto un vieppiù crescente numero di persone appartenenti alle diverse culture occidentali.

 

Un universo, tuttavia, ancora avvolto in una fitta aura di mistero, con riti, liturgie e concezioni esistenziali lontane ancora anni luce dal millenario bagaglio di conoscenze e credenze su cui poggia il nostro essere qui. In questo momento. In questo mondo. Curata da Davide Quadrio e da Laura Vigo, la mostra allestita, fino al 3 settembre 2023, al “MAO– Museo d’Arte Orientale” di Torino, al di là del porci di fronte ad opere di altissimo valore storico, estetico e culturale, può anche servirci dunque a meglio capire la funzione di certi oggetti rituali e come venivano utilizzati e percepiti nel loro contesto originario. Statue del Buddha. “Buddha 10”. Buddha alla decima potenza. Titolo che ben rende il concetto di “espansione esponenziale”, dell’infinita frammentarietà consumata in lunghe galoppate di secoli dall’“immaginario visivo buddhista”. Dal Buddha  in piedi come “colui che insegna”, al Buddha seduto “in meditazione” sotto l’albero del bodhi fino al Buddha sdraiato “in attesa della morte”. In legno o in pietra appartenenti ad epoche diverse (dal V al XIX secolo) e mai finora mostrate in pubblico, sono oltre venti le grandi statue buddhiste appartenenti alle collezioni del “MAO” esposte oggi in mostra nelle sale dedicate alle esposizioni temporanee del Museo di via San Domenico, accostate ad  alcune sculturetra cui oltre trenta bronzetti votivi della “Collezione Auriti” e due straordinarie “teste scultoree” in pietra di epoca Tang (618-907 d.C.) – provenienti dal “Museo delle Civiltà” di Roma, con cui il “MAO” ha avviato una proficua ed articolata collaborazione, e da un importante prestito del “Museo d’Arte Orientale E. Chiossone” di Genova. Di arguta genialità il “progetto site specific” a introduzione della mostra, realizzato da Stefano Mancuso, professore all’“Università di Firenze” e fondatore del “Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale”, destinato agli studi sul comportamento delle piante, insieme all’artista-designer Andrea Anastasio: un “giardino di composizioni vegetali” che ha lo scopo di accogliere il pubblico, purificando l’aria. I visitatori saranno invitati a trascorrere qualche minuto in questo spazio prima di accedere alla mostra, per “ripulirsi” e prendere parte a una sorta di consapevole “rituale”, necessario ad affrontare la sacralità degli oggetti esposti nelle sale successive. Ai visitatori sarà anche proposta un’esperienza in VR della “grotta 17” dei templi buddhisti di Tianlongshan, da cui provengono alcune delle opere in mostra, per fornire un ulteriore livello di approfondimento e di comprensione di questo sito archeologico e dei suoi reperti.

Altra nota interessante: il pubblico potrà anche assistere de visu al delicato lavoro di restauro compiuto sulle “attempate” sculture dal “Centro per la conservazione e il restauro dei beni culturali La Venaria Reale”, polo di eccellenza a livello internazionale. Mostra in fieri, in continuo divenire, secondo il concetto di “ascesa buddhista”, la rassegna in primavera “subirà – sottolinea Davide Quadrio, direttore del MAO – un cambiamento radicale e, grazie all’intervento di studiosi e artisti e alla sostituzione di numerose opere, il percorso espositivo verrà profondamente rinnovato e arricchito”. Anche attraverso opere di artisti contemporanei (come Zheng Bo e Charwei Tsai che per “Artissima”  presenta un’installazione sonora sull’uso “mistico – vibrante” della voce), nonché attraverso performance musicali di alcuni artisti di calibro internazionale, fra cui Lee Mingwei e Amosphère.

 

Senza mai perdere di vista, altra singolare particolarità, la volontà di una vera gestione green dell’impianto espositivo. Apripista, in questo senso, proprio “Buddha 10”, realizzata (lode all’allestimento di “dArk Studio”) in un’ottica di piena sostenibilità, ben lontana da allestimenti da “usa e getta”, ma solo con elementi concepiti in base alla possibilità di essere riutilizzati in progetti futuri.

Gianni Milani

 

“Buddha 10. Frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista”

“MAO-Museo d’Arte Orientale”, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436932 o www.maotorino.it

Fino al 3 settembre 2023

Orari: mart. – dom. 10/18

 

Foto allestimento di Giorgio Perottino

Massimiliano Gissi, viaggio in un mondo fantastico alla galleria Malinpensa by Telaccia

Un viaggio in un mondo fantastico è quello attraverso il quale ci conduce l’artista Massimiliano Gissi nella personale a lui dedicata dalla Galleria Malinpensa by Telaccia, a partire dal 18 fino al 29 ottobre prossimi, nella sede torinese di corso Inghilterra 51.

La fantasia in questo artista risulta di primaria importanza nel suo operare, in quanto egli esegue, con uno spiccato senso della composizione, una pittura originale caratterizzata dall’uso di vari materiali riciclati,  quali stoffe, passamanerie, bottoni e metalli, senza timore di uscire dagli schemi e dalle mode, spinto dal sentimento e dal suo gusto personali.

I temi che l’artista affronta sono spesso soggetti di felice estro compositivo e di fresca modernità, frutto di una ricerca immediata e originale. Ne risultano creazioni giocose, ricche di vibranti cromatismi, di simboli e di significanti che trovano loro completamento in una realizzazione piena di vitalità. Ne nascono scene che sono in parte fuori della realtà e che si colorano di gioiosa positività. L’universo di Massimiliano Gissi trova espressione in un mondo fantastico in cui la struttura prospettica si accompagna ai contrasti tra l’intervento scenico e la forza descrittiva, che si fondono in una ricerca di materiali costante.

In un clima di spettacolare aspetto scenografico e tecnico le creazioni di Massimiliano Gissi presentano al visitatore della mostra tutto il loro potenziale emotivo, evidenziando un mondo fantastico che si esprime sia nello spazio pittorico, sia in quello scultoreo. I colori risultano accesi, gli elementi materici vitali si accompagnano a simboli fascinosi capaci di conferire alla composizione un tono giocoso e fantastico che aumenta lo stupore del fanciullino, quel fanciullino pascoliano presente in ognuno di noi.

L’artista ricerca e trova un suo mondo fantastico in cui la struttura prospettica, i contrasti tra la forma  descrittiva e l’intervento segnico si fondono con la resa tecnica e la ricerca costante e assidua sull’uso dei materiali.

Tra le opere in mostra si ricordano alcuni quadri ispirati a personaggi quali il barone di Munchausen, Hemelin’s dream”, che evidenzia il riferimento al pifferaio magico, e “The comedy of art”. Non mancano neanche riferimenti alle maschere,  quale quella del Carnevale di Putigliano, che emerge nel quadro intitolato “To the end of time”, ispirato a Farinella.

Tra le sculture  emerge “La bottega dei giocattoli”, opera risalente al 2022, sotto forma di tecnica mista.

Il suo percorso evoca un ampio gioco di luci e di colori, capaci di conferire all’opera la capacità di facilitare il fantasticare e il sognare a occhi aperti.

Mara Martellotta 

Pietro Gazzera tra archivi e memorie

La Fondazione Romano Gazzera prosegue il progetto di valorizzazione del proprio patrimonio archivistico dal titolo
“Pietro Gazzera tra archivi e memorie” con un evento di orientamento agli studi universitari aperto agli studenti delle
classi quinte dei licei e degli istituti professionali della Città di Cirié, che si terrà giovedì 20 ottobre a Palazzo D’Oria.
Attraverso un incontro che avverrà negli storici locali comunali di Palazzo D’Oria, i rappresentanti dei Corsi di laurea
triennale e magistrale del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino illustreranno agli studenti l’offerta
formativa che trova nell’archivio Gazzera importanti spunti di riflessione.

Seguiranno due interventi di professionisti del settore, che porteranno alcuni esempi concreti di lavoro nell’ambito
della valorizzazione del patrimonio archivistico italiano.

Questo evento persegue gli scopi della Fondazione in quanto, da un lato valorizza il corpus di opere pittoriche – lascito
di Romano Gazzera – come fondo esemplare per gli studiosi delle arti visive e dei beni culturali del territorio, dall’altro
permette di avvicinare il pubblico in età di formazione al fondo Pietro Gazzera, censito e inventariato tra il 2018 e il
2021, il quale rappresenta un prezioso bagaglio di testimonianze inedite che ci si augura possano essere oggetto di
ricerca, studio e comunicazione nell’ambito della formazione e della professione storico-archivistica.

Incontro di orientamento organizzato dalla Fondazione Romano Gazzera
destinato a Istituti di Istruzione Superiore della Città di Ciriè
realizzato con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione CRT, Bene Banca
e con il patrocinio di Città di Cirié, Dipartimento di Studi Storici dell’Università
degli Studi di Torino, Città di Bene Vagienna, Associazione Amici di Bene Onlus
Presso Palazzo D’Oria, Corso Martiri della Libertà 33, 10073 Cirié (TO)

PRIMO TURNO 9.00 – 10.30
Ore 9.00 | Loredana Devietti – Sindaco di Cirié
Accoglienza e saluti istituzionali
Ore 9.10 | Giorgio Gagna – Fondazione Romano Gazzera
Presentazione del progetto “Pietro Gazzera tra archivi e memorie”
Ore 9.15 | Giuseppe Novero – Giornalista e autore
Il patrimonio storico e artistico della famiglia Gazzera
Ore 9.25 | Maria Luisa Sturani – Corso di laurea in Beni culturali
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Ore 9.40 | Marino Zabbia – Corso di laurea in Storia
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Ore 9.55 | Leonardo Mineo – Corso di laurea in Scienze del libro,
del documento e del patrimonio culturale
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Ore 10.10 | Silvia Cavicchioli – Corso di laurea magistrale in
Cultural heritage and creativity for tourism
and territorial development
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Programma dell’incontro
(doppio turno di presentazioni)

Ore 10.25 |
Testimonianze di professionisti
Rosanna Cosentino – Acta Progetti
Il progetto di riordino archivistico del fondo Pietro Gazzera
Lucio Valent – Storico ricercatore
La professione dello storico ricercatore
Ore 10.45 |
Q&A e saluti finali
SECONDO TURNO
11.00 – 12.30
Ore 11.00 |
Loredana Devietti – Sindaco di Cirié
Accoglienza e saluti istituzionali
Ore 11.10 |
Giorgio Gagna – Fondazione Romano Gazzera
Presentazione del progetto “Pietro Gazzera tra archivi e memorie”
Ore 11.15 |
Giuseppe Novero – Giornalista e autore
Il patrimonio storico e artistico della famiglia Gazzera
Ore 11.25 |
Maria Luisa Sturani – Corso di laurea in Beni culturali
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Ore 11.40 |
Marino Zabbia – Corso di laurea in Storia
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Ore 11.55 |
Leonardo Mineo – Corso di laurea in Scienze del libro, del documento
e del patrimonio culturale
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Ore 12.10 |
Silvia Cavicchioli – Corso di laurea magistrale in Cultural heritage
and creativity for tourism and territorial development
Presentazione dei programmi formativi e dei profili in uscita
Ore 12.25 |
Testimonianze di professionisti
Rosanna Cosentino – Acta Progetti
Il progetto di riordino archivistico del fondo Pietro Gazzera
Lucio Valent – Storico ricercatore
La professione dello storico ricercatore
Ore 12.45 |
Q&A e saluti finali
A seguire, per chi desiderasse,
visita guidata di Palazzo D’Oria
.
La partecipazione all’incontro sarà riservata agli studenti e al personale scolastico o
coinvolto nel progetto. L’accesso ai locali di Palazzo D’Oria sarà contingentato e gratuito
negli orari indicati.
Per informazioni
fondazione@romanogazzera.it
codice fiscale: 97806910010
Piazza Vittorio Veneto 16/bis, 10123 Torino
011 189 217 28110

A casa dei Conti di Bricherasio

Ville e palazzi meno affascinanti e meno importanti? Tutt’altro, quando il Fai chiama, la gente arriva in massa in qualunque sito aperto al pubblico.

Palazzo Ricca di Castelvecchio

Le Giornate Fai dello scorso weekend sono state infatti un autentico successo, ben oltre le aspettative. Come è accaduto nella piccola Bricherasio, nel pinerolese, dove molti visitatori non sono riusciti a entrare nelle ville e nei palazzi aperti per la prima volta dagli stessi proprietari o hanno dovuto attendere alcune ore. La stessa situazione, ho sentito dire sul posto, si è verificata in tanti altri luoghi aperti dal Fai in Piemonte in quei due giorni. Per i proprietari è stata una giornata felice ma di grande impegno dal mattino fino al tardo pomeriggio. Letteralmente colti di sorpresa i volontari del Fai che di solito organizzano in modo ordinato le visite. Questa volta qualcosa è andato storto. Il Fai non ha reso obbligatoria la prenotazione online convinto di non ricevere troppa gente ai cancelli. Il risultato è stato esattamente il contrario, i palazzi da visitare sono stati invasi dai turisti arrivati da ogni parte del Piemonte e molti di loro non sono riusciti ad entrare. Un ottimo segno, la cultura attira sempre e ovunque, ma l’organizzazione è da rivedere. A Bricherasio cancelli e portoni spalancati per due dimore storiche: il Palazzo dei conti Cacherano di Bricherasio e Palazzo Ricca di

palazzo Cacherano di Bricherasio

Castelvecchio, per la prima volta aperti al pubblico. I visitatori sono stati accolti di persona da conti e baroni, un buon inizio di giornata. Il palazzo dei conti Cacherano di Bricherasio, ora dei conti Calleri di Sala, fu costruito alla fine del Seicento nel luogo dove si trovavano le fortificazioni distrutte nel corso dell’assedio del 1594 in cui il borgo di Bricherasio, occupato dai francesi nel 1537, fu riconquistato dai Savoia. Nella seconda metà del Settecento fu abbellito nello stile dominante, il barocco piemontese. Nel palazzo nacque nel 1706 Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio, il famoso personaggio che comandò le truppe austro-piemontesi nella battaglia dell’Assietta che il 19 luglio 1747 sconfissero i francesi. Divenne in seguito governatore della Cittadella di Torino e gli fu conferita la Medaglia dell’Ordine dell’Annunziata. Gli ultimi anni della sua vita li trascorse a Bricherasio dove morì nel 1782. E proprio quel giorno, il 19 luglio 1747 all’Assietta nacque l’appellativo dei piemontesi “bogianen”. Tutto infatti risale alla battaglia dell’Assietta quando il generale Cacherano, per rassicurare i suoi superiori in un momento così difficile e cruciale, pare abbia detto: “da sì nojàutri i bogioma nen”, noi da qui non ci muoviamo! L’esercito austro-piemontese, nonostante il numero inferiore di combattenti, vinse incredibilmente la battaglia e da quel momento i soldati piemontesi furono soprannominati “bogianen”. Per oltre due secoli il palazzo dei conti Cacherano è stato una residenza nobiliare e nel dopoguerra divenne una dimora estiva circondata da uno splendido parco di quattro ettari, reso ancora più incantevole dai colori autunnali. Gli ultimi discendenti della famiglia furono il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, tra i fondatori della Fiat, e la sorella Sofia, pittrice e mecenate che trasformò il castello di Miradolo e Palazzo Bricherasio a Torino in salotti culturali frequentati dal pittore piemontese Delleani, dallo scultore Bistolfi e da Edmondo De Amicis. Nella stessa via Vittorio Emanuele II, a pochi passi da Palazzo Cacherano, si trova l’altra dimora storica aperta per la prima volta ai visitatori, Palazzo Ricca di Castelvecchio, edificato nel Seicento, oggi di proprietà della famiglia dei baroni Andreis.

Filippo Re

Prima settimana da record per la mostra dedicata a Doisneau

A CAMERA uno dei maestri della fotografia del Novecento

  

Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Fino al 14 febbraio 2023 | Aperta tutti i giorni

 

 

Visitabile da martedì 11 ottobre, la mostra “Robert Doisneau”, esposta a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, ha richiamato, nella prima settimana, un pubblico record registrando oltre 4.000 presenze!

Aperta tutti i giorni fino al 14 febbraio 2023, l’esposizione presenta oltre 130 fotografie dell’autore francese in un percorso che comprende le sue immagini più iconiche insieme a scatti meno noti ma altrettanto straordinari, selezionati fra gli oltre 450.000 negativi di cui si compone il suo archivio.

Il suo sguardo, assolutamente personale e talmente lucido da toccare corde universali, gli ha garantito un posto d’onore nella storia della fotografia del XX secolo: Robert Doisneau è considerato, insieme a Henri Cartier-Bresson, uno dei padri della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada. Catturando con l’obiettivo la vita quotidiana degli uomini, delle donne e dei bambini di Parigi, Robert Doisneau ha saputo raccontare con grande libertà espressiva le azioni e i gesti, i desideri e le emozioni di una società in trasformazione, restituendoci un ritratto sorprendente dell’umanità del Dopoguerra.

A partire dalla sua fotografia più conosciuta – che ritrae il bacio di una giovane coppia indifferente alla folla dei passanti e al traffico della place de l’Hôtel de Ville di Parigi – l’esposizione ne racconta la carriera attraverso i temi ricorrenti da lui affrontati in più di cinquant’anni con la fotocamera sempre pronta a scattare.

Curata da Gabriel Bauret e promossa da CAMERA, Silvana Editoriale e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la mostra è una grande antologica dedicata ad uno dei più famosi fotografi del Novecento ed è accompagnata dal catalogo “Robert Doisneau”, edito da Silvana Editoriale.

La proposta di mostra si arricchisce di un fitto programma di incontri aperti al pubblico, “I Giovedì in CAMERA”, di visite guidate per adulti e bambini, di attività per le scuole di ogni ordine e grado e, per la prima volta, di un percorso dedicato alle persone ipovedenti e non vedenti che comprende disegni a rilievo e relative audiodescrizioni.

 

Per maggiori informazioni: www.camera.to