AMBIENTE- Pagina 61

“L’Adieu des glaciers” in mostra al Forte di Bard

Il Monte Bianco, straordinario luogo di indagini scientifiche 

Dal 29 luglio 2023 al 7 gennaio 2024

Bard (Aosta)

Obiettivo puntato sul “Re delle Alpi” o “Tetto d’Europa”. Dopo il Monte Rosa, il Cervino e il Gran Paradiso, é il Monte Bianco – la montagna più alta d’Europa e fra le “Sette Vette del Pianeta” con i suoi 4.807 metri – il primattore della quarta e ultima tappa del Progetto “L’Adieu des glaciers: ricerca fotografica e scientifica” prodotto dal “Forte di Bard” (grazie al supporto di numerosi enti e istituzioni), che dal 2020 propone un viaggio iconografico e scientifico tra i “ghiacciai” dei principali Quattromila della Valle d’Aosta. La mostra, allestita fino al 7 gennaio del 2024, è indubbiamente un “focus” di grande attualità in anni di allarmanti cambiamenti climatici che di certo portano ad ipotizzare nel prossimo futuro scenari evolutivi assai preoccupanti per i grandi “ghiacciai” e per quelli italiani in particolare. E, dunque, qual é lo stato di salute del Bianco? A darcene maggior contezza può indubbiamente essere illuminante, nelle sue varie sezioni, proprio l’attuale mostra allestita nelle Sale delle “Cannoniere” al “Forte di Bard”. Straordinaria la ricchezza dei contenuti: 142 autori29 schede di ricerca73 fotografie e una serie di foto-confronti che raccontano il “Monte Bianco” quale straordinario luogo in grado di ospitare indagini scientifiche in campi che vanno dalla “glaciologia” alla “geomorfologia”, dalla “pedologia” (studio della composizione e modificazione del suolo) e “nivologia” alla “climatologia”. Il percorso espositivo è articolato in  otto sezioni tematiche, curate da Enrico Peyrot, fotografo e storico della fotografia e da Michele Freppaz, docente del Dipartimento di “Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari” dell’Università di Torino, che si è occupato della parte scientifica. “Grazie alla collaborazione con la ‘Cabina di regia dei ghiacciai valdostani’ e il ‘Comitato Glaciologico Italiano’, si sono raccolte – affermano i due curatori – le descrizioni di numerose attività di ricerca condotte nell’area del ‘Bianco’ su temi specifici, quali lo studio dei fattori che controllano la formazione e lo sviluppo della copertura detritica sopraglaciale e dei suoi effetti sui tassi di fusione, la determinazione del bilancio di massa attraverso immagini satellitari stereo ad alta risoluzione, lo studio di laghi di contatto glaciale, e il censimento dei fenomeni franosi”. Di particolare interesse, sotto l’aspetto ambientale, sono i dati sulle precipitazioni medie annue sul “Bianco”, pari a 940 mm, con in media circa 6 metri di neve fresca all’anno registrati dalla stazione meteorologica automatica del “Mont de la Saxe” (2110 m.), così come i dati relativi all’arretramento dei ghiacciai causato dall’attuale crisi climatica: un dato su tutti i 234 metri persi in 27 anni dal “Ghiacciaio Orientale di Gruetta”.

 

Importante stazione di misura meteorologica è anche quella installata nel 2015 in prossimità del “Colle Major” (4.750 m.), mentre dal 2011 è in corso la misura del regime termico delle pareti settentrionali delle “Grandes Jorasses” (4.100 m.) e, dal 1997, del “Seracco Whymper”. Autentica chicca “storica” il plastico del “Bianco”, esposto nella sezione scientifica, e realizzato dal canonico P.L. Vescoz, pioniere delle scienze naturali, nella seconda metà dell’800. Non mancano alcuni autentici capolavori fotografici provenienti dalle “Collezioni della Regione Valle d’Aosta”, fra cui l’eccezionale stampa in bianco/nero della magistrale panoramica di 220° del “Monte Bianco” effettuata da Vittorio Sella dalla “Tour Ronde” fra fine Ottocento e primi Novecento. In mostra anche rare fotografie della storica officina del fabbro Henri Grivel, a Les Forges, dove “si dava forma” ad attrezzi di ferro adatti ad “artigliare” il ghiaccio, mentre dalla “Collezione” di Walter Grivel (nipote di Henri) provengono gli scarponi, i ramponi e la piccozza di Walter Bonatti. E ancora i dieci speciali accorgimenti sceno-tecnici che permettono di rivivere la “fotografia stereoscopica” a specchio praticata, fino dagli albori dell’arte fotografica, in ambito alpino, accanto alle quattordici “fotografie documentali” appartenenti alla “Fondazione Montagna Sicura” di Villard de la Palude, alle ventidue “Variazioni sul Bianco” datate da fine ‘800 a oggi e alla sezione “Confronti” che espone una panoramica dall’“Aiguille des Glaciers” al “Mont Dolent”, ripresa dalle pendici del “Monte Cormet” da Alessio Nebbia negli anni Venti del ‘900 (mirabilmente stampata da Vittorio Sella nel 1933-34) e messa a confronto con un’altra fotopanoramica del “Bianco” realizzata dal medesimo punto di ripresa dal fotografo Daniele Camisasca nell’estate 2022. Esemplare il raffronto. E gli interrogativi che ne derivano.

Gianni Milani

“L’Adieu des glaciers”

Forte di Bard, via vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Dal 29 luglio 2023 al 7 gennaio 2024

Orari: mart. – ven. 10/18; sab. dom. e festivi 10/19. Ad agosto aperto anche al lunedì

Nelle foto: “Seracco Whymper” (ph. “Fondazione Montagna Sicura”), “Ghiacciaio del Miage” visto da Mont Fortin (ph. D’Amico M.E.), “Stazione meteorologica automatica” di ARPA Valle d’Aosta (ph. ARPA Valle d’Aosta)

Clima: la Regione investe più di 20 milioni per lo sviluppo del verde

Adattamento ai cambiamenti climatici e salvaguardia della biodiversità: la Regione investe più di 20 milioni di euro dei fondi FESR per forestazione urbana e sviluppo di infrastrutture verdi

 

Presentati due bandi che si apriranno in autunno. Marnati e Carosso: «Interventi che rappresentano azioni di valore per la pianificazione sostenibile del territorio. Queste misure ci permettono di rispondere con soluzioni concrete a criticità presenti negli ambiti urbani»

 

 

Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza dei territori; e inoltre rafforzare la protezione e la preservazione della natura, la biodiversità e le infrastrutture verdi anche nelle aree urbane: sono questi gli obiettivi di due bandi, approvati dalla Giunta, che poggiano su una dotazione complessiva di circa 20 milioni e mezzo di euro della programmazione dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR) e che rappresentano strumenti fondamentali rispondere alle sfide poste dai cambiamenti climatici.

«Queste misure ci permettono di rispondere con soluzioni concrete a criticità presenti negli ambiti urbani – ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati – La misura sulla forestazione va ad incidere anche sulla qualità dell’aria e con i fondi dedicati si potranno fare interventi volti non solo al miglioramento della qualità dell’aria ma anche al sequestro di anidride carbonica, alla mitigazione degli effetti dell’isola di calore urbana. In una parola migliorare il microclima. Stiamo procedendo celermente di bando in bando e tutte le misure che stiamo mettendo in campo, e questo è solo il punto di inizio di un percorso, hanno la finalità di concorrere al miglioramento dell’ambiente.  Cinque bandi in sette mesi indicano la grande attenzione che la Regione riserva alle tematiche ambientali».

«Gli interventi di forestazione e di infrastrutturazione verde – ha sottolineato il vicepresidente e assessore alla Pianificazione territoriale e Foreste, Fabio Carosso – rappresentano azioni di valore per la pianificazione sostenibile del territorio.  Per la misura relativa alle infrastrutture verdi è importante ricordare il ruolo svolto dal sistema delle aree protette, che sono tra i beneficiari, che tutelano e valorizzano i sistemi naturali, che rappresentano gli elementi principali dell’infrastruttura verde».

Nello specifico si tratta di due misure, che saranno aperte in autunno, una dedicata alla forestazione in ambito urbano, con una dotazione finanziaria di 8 milioni e mezzo,  l’altra, dedicata allo sviluppo e completamento di infrastrutture verdi blu, con una dotazione complessiva di 11 milioni e 900mila euro, divisa, a sua volta, in due linee: la linea A dedicata ad interventi sul territorio della “Corona verde” (ovvero l’infrastruttura verde dell’area metropolitana) con dotazione di 8 milioni e 500mila euro e la linea B, dotazione 3 milioni e 400mila euro, per interventi su tutto il territorio regionale, escluso l’ambito della “Corona verde”.

Forestazione urbana: sono ammissibili interventi che comportano la creazione di nuovi spazi verdi o il miglioramento di quelli esistenti incrementando la dotazione verde urbana, come parchi urbani o aree verdi di quartiere ma anche alberate stradali, filari di piante, tetti verdi, verde verticale e ancora realizzazione di interventi di trasformazione e recupero urbano di aree impermeabilizzate come parcheggi o strade degradate o abbandonate, il tutto nell’ottica di contrastare il fenomeno dell’isola di calore urbano e migliorare il microclima. Interventi tutti che non dovranno comportare consumo di nuovo suolo e garantire la tutela della qualità delle acque delle falde sotterranee.

Beneficiari saranno capoluoghi di provincia, comuni con più di 10mila abitanti che attuano misure di limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti.

Sviluppo e completamento di infrastrutture verdi e blu: gli interventi riguarderanno la realizzazione di infrastrutture verdi e blu come corridoi ecologici, zone umide, fasce arboree, filari, siepi che concorrano alla preservazione della natura e della biodiversità, al sequestro di CO2 e al miglioramento della qualità dell’aria in ambito urbano e periurbano, ma anche alla valorizzazione fruitiva delle sponde e degli ambienti ripariali con interventi di recupero e riqualificazione di fiumi e laghi naturali e artificiali. O ancora: realizzazione di infrastrutture ciclabili solo dove le stesse risultino essere strettamente complementari e funzionali a garantire la fruibilità della zona. E non da ultimo interventi volti alla valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale.

Beneficiari saranno Province, Comuni, Città Metropolitana di Torino, Unioni di Comuni, Enti di gestione dei Beni Unesco, Enti di gestione delle Aree Protette, Enti di ricerca pubblici ed Enti privati di diritto pubblico.

In merito al tema dell’approvvigionamento di piante attraverso la filiera vivaistica forestale, grazie ai fondi del PSR 14-22, la Regione Piemonte ha avviato la realizzazione di un Portale dei Materiali Forestali di Moltiplicazione, che offrirà servizi di gestione e pubblicazione per favorire l’incontro tra domanda e offerta su tutto il territorio regionale.

Dal punto di vista delle Pubbliche Amministrazioni l’iniziativa permetterà di rendere pubblici ed aggregare i fabbisogni, dalle fasi di progettazione a quelle di affidamento della realizzazione degli interventi. L’aggregazione e la pubblicazione permetteranno una migliore programmazione per il settore vivaistico privato degli investimenti prioritari. Il progetto prevede anche l’integrazione con piattaforme di “e-public procurement”, per supportare i soggetti interessati all’acquisto anche nelle fasi di contrattualizzazione della fornitura delle piante forestali.

In arrivo 225 bus elettrici Gtt a Torino con i fondi del Pnrr

Oltre 150 milioni di fondi del Pnrr saranno impiegati per finanziare l’acquisto di nuovi bus elettrici a Torino. La gara per l’assegnazione dei primi 225 mezzi  per le linee urbane di Torino, promossa da Gtt (Gruppo Torinese Trasporti), si è  conclusa. È  Iveco Bus, in associazione temporanea di impresa con Enel X e Iveco Orecchia, l’azienda classificata al primo posto in tutti i lotti vincendo così  la gara.

PoliLine, The Garden: ora il verde si fa esclusivo

Gli arredi da giardino ecosostenibili, figli del gran design italiano che conquista l’estero

L’esclusività ha preso piede anche in giardino. Che la ricerca e la cura di verde domestico sia uno dei trend immobiliari in maggior crescita del momento, è un dato di fatto.

Un’esigenza che, per restare in metafora, merita di essere coltivata a dovere con una visione specifica in grado di coniugare funzionalità, estetica e pregio.

Nasce così PoliLine – The Garden, prima linea al mondo di arredi da giardino di ogni forma e dimensione interamente a incastro e zero viti. Ecologici, sono interamente realizzati in HPL, materiale rispettoso dell’ambiente che trova per la prima volta al mondo applicazione in questo settore.

E, soprattutto, racchiudono in sé numerosissimi vantaggi: pratici, comodi, solidi, resistenti, inintaccabili da raggi UV, invecchiamento ed effetto degli agenti atmosferici, conservano e difendono al meglio la propria forma migliore.

Appagando l’occhio, catturando lo sguardo. Contestualizzandosi al meglio in qualsivoglia tipologia di cornice che richieda un tocco di classe ben integrato con il resto. E, in più, offrono il pretesto per distinguersi anche in situazioni in cui occorre fare la differenza: dimore di lusso, residenze di pregio, strutture ricettive, resort e qualsivoglia luogo in cui occorra segnare il livello.

PoliLine – The Garden è una linea integrata di sedie, sdraio, lettini prendisole, cassapanche, sedie e tavoli a gamba alta e bassa di svariate misure e dimensioni capace di soddisfare il semplice uso domestico su balconi e terrazzi per i propri momenti di relax fra pillole di natura, e spazi ben più ampi in cui ricreare momenti di aggregazione, svago e riposo immersi nel verde.

Una serie di manufatti figli del miglior design italiano a firma ‘IT Design Srl’, marchio di punta specializzato in prodotti per esterni da destinare al provato e alla zootecnia di qualità. Una risposta efficace al crescente desiderio di bellezza anche a bordo piscina.

Punto di forza dell’intera gamma di prodotti, disponibili tutti sul sito www.polilinegarden.it, è la piacevolezza delle forme e della geometria degli incastri, frutto di un’attenta selezione di suggestioni in grado di fondere con gusto ed evidente equilibrio cerchi e linee, in un’ottica razionale e accattivante al tempo stesso.

PoliLine – The Garden è una coccola al proprio giardino. Un regalo al proprio verde. Un punto fermo nella propria vita quotidiana per quanti sono convinti che la cultura delle radici fa sempre la differenza. Nella vita come anche sul prato o sul terrazzo di casa.

Extinction Rebellion fa campagna sui Toretti

Un gruppo di attivisti di Extinction Rebellion ha incollato in tantissimi Turet di Torino, le fontanelle simbolo della città, dei cartelli con scritto: “Cosa faresti se non ci fosse più acqua?”. L’obiettivo è denunciare le dichiarazioni di diversi ministri del governo italiano che, come si legge sui cartelli, “continuano a minimizzare la gravità della crisi ecoclimatica”. Le frasi fanno  riferimento alle dichiarazioni di ieri mattina di Giorgia Meloni, pubblicate sulla sua pagina Twitter, in cui ha parlato di maltempo in riferimento alle due vittime delle bombe d’acqua in Brianza e nel bresciano.

Iren Ambiente perfeziona l’acquisizione del 36,56% di Sistema Ambiente

Iren Ambiente perfeziona l’acquisizione del 36,56% di Sistema Ambiente

 

In data odierna Iren Ambiente SpA, controllata interamente da Iren SpA, ha perfezionato l’acquisto del 36,56% del capitale sociale della società Sistema Ambiente SpA. Le quote restanti sono detenute dal Comune di Lucca, tramite la società Lucca Holding SpA.

L’acquisto della partecipazione è avvenuto attraverso una gara pubblica indetta dalla curatela fallimentare della società Daneco Impianti SpA che precedentemente deteneva la quota oggetto dell’operazione.

Sistema Ambiente gestisce il servizio di raccolta e di igiene urbana nel territorio del comune di Lucca, che fa parte dell’Ambito Territoriale Ottimale Toscana Costa, che comprende le province di Lucca, Massa Carrara, Pisa e, in parte, Livorno. La società serve circa 90.000 abitanti e raccoglie 58.000 tonnellate all’anno di rifiuti, con una percentuale di raccolta differenziata pari all’81%, il valore più alto tra tutti i capoluoghi di provincia della Regione Toscana (dati 2021).

Il mantenimento della presenza di un socio privato in Sistema Ambiente permette la prosecuzione della concessione in essere fino alla scadenza del 2029.

L’operazione consolida la presenza del Gruppo Iren in Toscana, dove l’azienda è già impegnata, attraverso partecipazioni dirette e indirette, nei settori dell’igiene ambientale, della depurazione e distribuzione delle acque, della gestione reti gas e della vendita di servizi. Dopo i comuni di Arezzo, Grosseto e Siena, parte dei 104 comuni dell’ATO Toscana Sud e il comune di Livorno, serviti dal Gruppo Iren, si aggiunge quindi il comune di Lucca, capoluogo di provincia che in Toscana ha le migliori prestazioni sulle raccolte differenziate.

“Questa operazione – dichiara il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro – contribuisce ad accrescere ulteriormente l’operatività del Gruppo in Toscana, una delle regioni italiane in cui la presenza Iren è più significativa sia in termini di servizi erogati che di attività industriali avviate. Anche a Lucca, come in tutte le città italiane in cui Iren opera, lavoreremo in sinergia e sintonia con gli enti locali e gli stakeholder territoriali con l’obiettivo di portare un significativo contributo allo sviluppo e alla crescita della comunità locale”.

“L’ingresso di Iren in un territorio e in una città in cui l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità sono sempre stati obiettivi prioritari – afferma il Vice Presidente di Iren Moris Ferretti – consentirà di avviare da subito azioni finalizzate al raggiungimento di importanti target di servizio, in modo da rafforzare e migliorare le performance ambientali e generando nello stesso tempo positive ricadute economiche territoriali”.

Il campeggio estivo di Fridays for Future

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Ragazze e ragazzi di Torino e dintorni hanno deciso di organizzare di nuovo il campeggio, che sarà incentrato sui temi attuali dell’acqua, il suo uso, e della cementificazione, e su come rispondere a queste realtà.

Il 2022 e il 2023 sono stati tra gli anni più critici per quanto riguarda la siccità estrema e l’emergenza idrica. L’ARPA ha detto che il 2022 si è chiuso con il 43% in meno di precipitazioni rispetto alla media. Questo ha causato, per diversi mesi, la riduzione del flusso del Po con gravi ripercussioni ecologiche ed economiche. Allo stesso tempo alluvioni e eventi estremi hanno colpito le vite di milioni in italia e nel mondo, cosa peggiorata dalle colate di cemento e dalle strutture che consumano il suolo nel paese, rendendolo meno resiliente alle piogge intense e meno adatto alla vita. L’estrema cementificazione della città e delle aree verdi, che comporta deforestazione ed impermeabilizzazione del suolo ha effetti devastanti sul clima, sulla biodiversità e sulla sicurezza idrogeologica.

 

Questo campeggio è organizzato per difendere proprio un suolo, o meglio un parco: si terrà nel parco Artiglieri di Montagna, vicino al centro culturale Comala, venduto dal Comune di Torino a Esselunga per essere distrutto e trasformato in un altro supermercato in un quartiere che ne è pieno. Per anni ormai il comitato Essenon porta avanti varie azioni per difenderlo, insieme al gruppo LEA – Laboratoria Ecologista Autogestita, che si è formata in modo spontaneo da qualche mese. La nostra presenza in questo parco è un messaggio di resistenza per chi porta avanti nella nostra città politiche di cementificazione e consumo di suolo, e di supporto a tutte le persone che si attivano per difendere il verde e il suolo.

 

Nel programma, (puoi trovarlo qui https://climatesocialcamp.com/program-2023/) tra gli appuntamenti ci sarà il tavolo di lavoro “Cemento: motore di devastazione e dominio” mercoledì alle 15. Giovedì sera alle 21 invece ospiteremo un talk con attiviste a attivisti dai territori del Sud del Messico, del Movimento di liberazione del Kurdistan, dai Paesi Baschi, Soulèvements de la terre dalla Francia e del movimento Stop Cop City di Atlanta, USA.

Giovedì dalle ore 16 pedalata per portare le nostre voci in giro in città e fare sentire che ciò per cui lottiamo riguarda la vita e la società.

 

“Mentre gli effetti della crisi climatica e ecologica colpiscono duramente ovunque nel mondo, siamo qui a difendere l’acqua e fermare il cemento e fare sentire la nostra lotta per il diritto a una vita su un pianeta sicuro.”

Apre il parco urbano di Poirino

𝗔𝗿𝗯𝗼𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗦𝘁𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶

7.220 mq sono usufruibili da parte della cittadinanza.
L’orario di apertura seguirà le seguenti indicazioni.
Dal Lunedì alla Domenica orario 7:00 23:00

A metà Settembre si procederà con l’inaugurazione.

I cittadini potranno godersi uno spazio verde e di qualità all’interno della loro città, migliorando la qualità della vita e promuovendo uno spirito comunitario positivo.

Poirino Via Pralormo / via Caduti di Nassirya

Monferrato Green Farm: la fiera del verde e dell’agricoltura

Dal 29 settembre al 1 ottobre prossimi il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà Monferrato Green Farm.

Si tratta di un’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura che vede il coinvolgimento al loro ‘servizio’ degli altri comparti produttivi, artigianato, industria e commercio in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente.

La scelta di Casale Monferrato, nel cuore di un territorio rurale patrimonio dell’Umanità Unesco, non è casuale, per la sua storia e le sue tipicità.

Nei tre giorni dell’evento accanto agli stand di espositori specialisti:

prodotti alimentari genuini e salutari

-prodotti erboristici e fitoterapici

-abiti, accessori ed arredi ecologici

-detergenti e detersivi biodegradabili

-materie prime ed energie rinnovabili

-agriturismi, spa e centri benessere

-attrezzi per agricoltura e giardinaggio

-sementi, piante, concimi e fitosanitari

-impianti di irrigazione

-attrezzature e macchine

-accessori applicazioni e servizi( progetti, proposte e soluzioni)

Sono previsti corsi e laboratori, la fattoria didattica a cura della conosciuta Fattoria del Toce di Verbania, per il divertimento anche dei più piccoli, conferenze e convegni su temi specifici legati al mondo agricolo e del verde e del giardinaggio con nomi illustri del settore, sarà presente un’area riservata agli animali da cortile nel loro pieno rispetto, un’area ristoro e tipicità alimentari,regionali e nazionali.

L’ingresso al pubblico è gratuito.

La rassegna è organizzata dalla società D&N Eventi s.r.l. in collaborazione e con il patrocinio della Città di Casale Monferrato, in collaborazione con Confartigianato Imprese Alessandria, con il patrocinio della Provincia di Mantova, della Unione dei Comuni della Valcerrina, dell’Associazione dei Comuni del Monferrato, di Confagricoltura Alessandria, di Cosmo Spa,

Filierba, l’Università di Torino studia i consumi di carne, latte e formaggi

A sorprendere sono Millennials e Generazione Z

È davvero interessante, e merita di essere approfondito, lapproccio delle nuove generazioni verso il cibo di origine animale. Da una recente indagine di mercato, e dallelaborazione dei dati raccolti, emergono elementi significativi che riguardano le competenze dei consumatori, i loro orientamenti e la disponibilità all’acquisto di generi alimentari non omologati e di qualità diversa dal comune, per quanto essi non siano sempre facili da reperire sul mercato.

Il sondaggio, avviato nel 2022 e concluso nei giorni scorsi, è stato condotto dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, sotto il coordinamento del Prof. Giovanni Peira, nel contesto di Filierba, progetto che studia per lappunto le filiere alimentari da erba della specie bovina, in cui lalimentazione animale sia basata sulluso di foraggi polifiti (composti da almeno cinque essenze vegetali diverse).

Giovani studenti e donne i più partecipi allinchiesta

Per compiere il loro studio, i ricercatori dellateneo piemontese hanno approntato un questionario online, indirizzandolo prevalentemente ai propri studenti. A rispondere sono state 1750 persone: in prevalenza (ma non solo) giovani, impegnati negli studi e soprattutto donne. Lindagine ha riguardato le abitudini al consumo e la percezione che i Millennials e gli appartenenti alla Generazione Z hanno della carne e dei prodotti lattiero-caseari suddetti.

I dati salienti raccolti, in estrema sintesi, ci offrono una ripartizione per genere in cui le donne si dimostrano molto più partecipi degli uomini (71% contro 29%), i diplomati superano i laureati (58% vs. 42%) e gli studenti sono più degli occupati (77% vs. 20%). Schiacciante la prevalenza dei giovani (81%), con il 25% di essi nella fascia di età tra i 25 e i 30 anni e il 56% che ha tra i 18 e i 25 anni. Buona anche la presenza di intervistati tra i 30 e i 50 anni (15%), e marginale quella degli over 50 (4%). Lultimo dato è quello regionale, con l88% dei domiciliati in Piemonte e il 12% nelle altre regioni italiane.

Considerevoli i consumi di latte e carne, nel rispetto di animali e ambiente

Tra le abitudini generali di consumo si registra che il 90% circa del campione intervistato (dato medio) consuma carne bovina (86%) e prodotti lattiero-caseari (93% complessivo; più in dettaglio: 75% formaggio, 69% latte, 65% burro), senza però essere troppo coinvolto nei loro acquisti (45% per la carne, 58% per i prodotti lattiero-caseari).

Le due tipologie di prodotto hanno fatto registrare unelevata frequenza di consumo, con il 70% delle persone che ha dichiarato di mangiare carne e prodotti lattiero-caseari una o più volte a settimana. Tra gli elementi tenuti in considerazione nelle scelte di acquisto, si evidenziano freschezza, sapore e modalità di produzioni rispettose degli animali e dellambiente, mentre tra gli aspetti ritenuti trascurabili figurano i marchi di aziende e associazioni per la tutela delle razze bovine, quelli delle catene di distribuzione, e i prodotti presentati come premium”.

Interessante è anche la risposta alle domande inerenti le tipologie di allevamento: il 28% degli intervistati (non pochi in effetti) afferma di conoscere il tipo di alimentazione impiegato, mentre il 72% risponde in maniera negativa. Più in particolare, alla domanda Quanto sono importanti secondo lei le caratteristiche riguardanti i mangimi per i bovini?le affermazioni registrate mettono in luce una grande attenzione allassenza di farmaci, allorigine locale e alla produzione biologica, ma non allalimentazione, che invece ha un peso fondamentale.

Il 32% conosce la carne grass-fed ma solo la metà di essi la consuma

Più in particolare avvicinandoci alle finalità del progetto Filierba si registra che il 32% dei consumatori è al corrente dellesistenza di prodotti lattiero-caseari e di carni provenienti da animali alimentati con foraggi freschi (erba fresca) e conservati (fieno e insilato) di provenienza prativa, denominati comunemente erba-fieno”, grass-fedo anche pasture-fed. La cognizione di ciò deriva da informazioni acquisite in rete, presso l’università o la famiglia.

Purtroppo però, al momento, solo il 17% del campione ha consumato questi prodotti: principalmente formaggi e carni, e in misura minore latte, yogurt e burro. Tali acquisti sono effettuati nellordine presso aziende agricole, in negozi di prossimità e nei supermercati.

Il 72% spenderebbe di più per carne e latte da erba e fieno

Alla domanda circa linteresse per i prodotti ottenuti da foraggi polifiti, i due terzi dei consumatori (66%) ha espresso propensione allacquisto, mentre il 13% ha risposto negativamente (il 21% non sa). Ancora una volta lattenzione degli intervistati è principalmente rivolta verso carni e formaggi, e riguarda in misura minore latte, yogurt e burro. La maggior parte dei consumatori (72%) ha risposto che sarebbe maggiormente incentivata ad acquistare questi prodotti se fossero disponibili maggiori informazioni circa la tracciabilità e la filiera produttiva.

Infine laspetto economico: per garantirsi prodotti da animali alimentati con almeno il 60% di foraggi polifiti il 52% degli intervistati si dichiara disposto a spendere il 20% in più” rispetto ai prodotti convenzionali, mentre il 20% si spingerebbe anche ad un +40%. Tra chi non intende spendere cifre maggiori si registrano il 21% di persone che vorrebbero prezzi in linea con i prodotti comunemente in commercio, mentre il 7% riterrebbe di dover pagare di meno.