AMBIENTE- Pagina 2

L’Unione Montana Valle di Susa verso la CER

L’Unione Montana Val di Susa ha completato tutte le fasi di selezione di una CER di riferimento per tutti i Comuni dell’Unione che vogliono aderire, avendo espletato una manifestazione di interesse ad evidenza pubblica conclusasi a fine 2025. Da questa selezione è risultata vincente la CER Energia Comune, nata nel 2019 dalla profonda sinergia sviluppatasi tra il Comune di Sangano e diversi Comuni del Pinerolese, con l’obiettivo di offrire un modello istituzionale attento al sociale e alle persone più fragili, senza dimenticare l’importanza dei grandi investitori e di tutti i professionisti e PMI che operano nel settore Energy. Inizialmente costituita sotto forma di Cooperativa di comunità, con il nome di Sangano Energia Comune, in data 13 ottobre 2023, grazie all’impegno di tre imprenditori locali: Andrea Carta, Michele Colaci e Luca Comba, la CER si è rapidamente trasformata in Energia Comune Cooperativa Impresa Sociale. Da novembre 2024 rappresenta una ETS, un Ente del Terzo Settore iscritto al RUNTS.

Una comunità energetica rinnovabile CER è una rete locale in cui produttori e consumatori di energia rinnovabile, come famiglie, imprese ed Enti, condividono virtualmente l’energia prodotta all’interno della stessa cabina primaria, generando benefici economici che restano sul territorio. La vocazione istituzionale di questo progetto è fortissima, infatti il 20% degli utili sarà destinato a progetti per la comunità, con particolare attenzione all’inclusione e al contrasto alla povertà energetica. Le comunità energetiche non sono tutte uguali: Energia Comune ETS è davvero unica nel suo genere, perché nasce da chi conosce profondamente le esigenze di cittadini e cittadine, ma anche delle imprese locali. Con un approccio istituzionale solido, Energia Comune ETS è riuscita a costruire un modello innovativo che, oltre a rispondere alle necessità energetiche, rafforza il tessuto sociale ed economico del territorio. Sarà possibile aderire alla CER come consumatore, produttore o prosumer, colui che ricopre entrambi i ruoli. Per i consumatori è prevista una quota d’ingresso di 250 euro e rateizzazioni in 10 anni, 25 euro annui che saranno coperti dagli incentivi ricevuti e che renderanno gratuita l’adesione, mentre per il produttore il costo d’ingresso è di 250 euro. Per le aziende con impianti superiori a 20 kw sono previsti contratti dedicati, pensati per valorizzare al massimo la produzione. Per le grandi imprese sarà possibile mettere a disposizione un impianto come produttore esterno, senza l’obbligo di associarsi.

Mara Martellotta

Natura e biodiversità, esperienze regali

Dal 25 aprile al 1° maggio la Reggia di Venaria propone numerose attività ed esperienze legate alla natura, nel contesto delle splendide fioriture che si susseguono all’interno dei Giardini.

Il 25 aprile, in occasione delle Festa della Liberazione, la Reggia apre in anticipo i suoi Giardini alle ore 6.00 del mattino per offrire un’esperienza inedita alla luce dell’alba con l’evento Libera la Natura, che propone un ricco programma con visite speciali e incontri per “liberare lo spirito nella natura”. Alle prime luci del giorno esperti, giardinieri e naturalisti guideranno i visitatori nei Giardini per assistere alla natura che si risveglia, assumendo colori con tonalità mozzafiato, vivendo scenari emozionanti con qualche animale che ancora si aggira libero ed echeggiano suoni che sembrano ovattati. Si sussegue poi un fitto programma che prevede una visita guidata specialistica, un laboratorio di fotografia naturalistica con SKUA Nature, passeggiate guidate fino al Castello della Mandria, laboratori di pittura en plein air e una visita sensoriale per famiglie.

L’evento Libera la Natura dà il via al più vasto programma della Settimana della Biodiversità, che propone attività dedicate ai temi della biodiversità e della sostenibilità, con approfondimenti, incontri, visite tematiche e laboratori che si terranno

DAL 25 APRILE AL 1° MAGGIO LIBERA LA NATURA E SETTIMANA DELLA BIODIVERSITÀ

Festività primaverili alla Reggia con attività dedicate alla natura, alla biodiversità e alla sostenibilità. domenica 26 aprile e venerdì 1° maggio e sono rivolti a tutti: dai più piccoli, ai ragazzi delle
scuole, agli adulti e le famiglie. Sono in programma visite per famiglie come Segui il ronzio e attività per tutti come Dipingere la Natura en plein air, oltre a Piccoli Mondi in Giardino, il laboratorio di fotografia naturalistica in collaborazione con SKUA Nature, e Ambienti a confronto. Passeggiata dai Giardini al Castello della Mandria per riflettere sull’importanza delle aree protette e dei corridoi ecologici per la tutela della biodiversità.

Venerdì 1° maggio inoltre si propone una passeggiata di esplorazione del Parco della Mandria per scoprire micro-ecosistemi naturali che caratterizzano l’area. Nelle giornate del 27, 28, 29 e 30 aprile la Reggia propone attività dedicate alle scuole di ogni ordine e grado con visite e incontri gratuiti sul tema della biodiversità e della tutela degli insetti impollinatori.

In collaborazione con l’Università degli Studi di Torino.
Le attività sono comprese in tutte le tipologie di biglietto, dove non indicato altrimenti.
Per alcune attività è necessaria la prenotazione.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni: lavenaria.it

Transizione ecologica, dalla Regione Piemonte fondi ai Comuni per riciclare i rifiuti

/

La Giunta della Regione Piemonte ha approvato due misure nell’ambito del Programma Fesr 2021-2027 (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), con una dotazione complessiva di 14,15 milioni di euro destinati a soggetti pubblici. Gli interventi rientrano nella Priorità II dedicata alla transizione ecologica e puntano alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento dei sistemi di riciclo.

«Con l’approvazione di queste schede tecniche – dichiara l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati – il Piemonte conferma il proprio impegno concreto verso la transizione ecologica. Queste risorse sono fondamentali per dotare la pubblica amministrazione e gli enti gestori di strumenti innovativi nella riduzione dei rifiuti e nel riciclo. Investire sull’economia circolare significa non solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione nel territorio, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030».

Una prima misura, da 6,15 milioni di euro, riguarda la prevenzione della produzione dei rifiuti e la promozione della cosiddetta simbiosi industriale. Gli interventi previsti includono lo sviluppo di reti per il riutilizzo, la realizzazione o l’ampliamento di centri del riuso e iniziative per ridurre lo spreco alimentare lungo la filiera. Sono previste anche azioni per limitare l’uso di plastica monouso, ridurre i rifiuti di imballaggio e quelli non riciclabili, oltre agli scarti nei processi produttivi.

Tra le attività finanziabili rientrano anche progetti legati al recupero delle eccedenze alimentari da attività commerciali e ristorazione collettiva, con finalità sociali, e interventi per ridurre i rifiuti in eventi pubblici, strutture sanitarie e contesti organizzati. Possono accedere ai contributi enti locali, consorzi, aziende sanitarie e università pubbliche. Il finanziamento copre fino all’80% dei costi, con un tetto massimo di 1 milione di euro per progetto.

La seconda misura, con una dotazione di 8 milioni di euro, è invece orientata all’introduzione e diffusione di tecnologie per il riciclo. L’obiettivo è migliorare l’efficienza degli impianti e incrementare il recupero di materiali, in particolare per le frazioni più complesse o contenenti materie prime critiche.

Sono ammissibili interventi su impianti per il trattamento della frazione organica (come digestori anaerobici e impianti di compostaggio), sul riciclo dei RAEE — inclusi pannelli fotovoltaici e batterie — e sul trattamento di rifiuti ingombranti, tessili e plastici. In questo caso i beneficiari sono i Consorzi di Area Vasta, con contributi fino all’80% e un massimo di 2 milioni di euro per intervento.

Le due misure saranno attuate tramite bandi a sportello e finanziate con contributi a fondo perduto. La selezione dei progetti seguirà i criteri definiti dal Comitato di sorveglianza del programma Fesr.

Le risorse saranno distribuite nel triennio 2026-2028: il 40% proviene da fondi europei Fesr, il 42% dallo Stato e il restante 18% dal bilancio regionale.

Se il bosco diventa scuola per gli studenti del Piemonte

Tornano in Piemonte le giornate informative in bosco dedicate alle scuole, con un nuovo ciclo di 13 appuntamenti gratuiti organizzati da Ipla per conto della Regione Piemonte. L’iniziativa coinvolgerà complessivamente 520 studenti tra scuole primarie, secondarie di primo grado e istituti tecnici, in programma dal 23 aprile al 29 maggio.

Il calendario prevede cinque mezze giornate presso la sede torinese dell’Istituto e otto giornate intere tra le province di Torino e Cuneo, con tappe a Montà e in Valle Maira. Obiettivo: far conoscere il bosco non solo come ambiente naturale, ma anche come risorsa economica e ambito professionale.

Le attività si svolgeranno in aree forestali gestite attivamente, attraverso percorsi didattici progettati da Ipla in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, gli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali e le imprese forestali iscritte all’Albo regionale.

Durante le giornate, gli studenti potranno osservare da vicino la struttura e la composizione dei boschi, assistere a dimostrazioni pratiche di abbattimento ed esbosco del legname e incontrare i professionisti del settore: boscaioli, dottori forestali, Carabinieri Forestali e operatori degli enti di gestione. Un’occasione concreta per scoprire le opportunità lavorative legate al mondo forestale, sempre più aperte anche alla partecipazione femminile.

I temi affrontati spazieranno dalla botanica al riconoscimento delle specie locali, dalla selvicoltura alla sicurezza nei cantieri forestali, fino agli utilizzi del legno — sia strutturali che energetici — e al ruolo delle foreste nella lotta ai cambiamenti climatici e nella gestione sostenibile del territorio.

«Portare i ragazzi nel bosco è il modo più diretto per avvicinarli al patrimonio forestale piemontese», sottolinea l’assessore regionale alla Montagna e alle Foreste, Marco Gallo. «I boschi non sono solo parte del paesaggio, ma vere infrastrutture verdi che producono valore, richiedono cura e offrono opportunità di lavoro. Vedere dal vivo le attività forestali aiuta a comprendere l’importanza di una gestione sostenibile».

Il progetto si avvale del manuale didattico “Alla scoperta della selvicoltura”, disponibile gratuitamente sul sito della Regione e distribuito alle scuole partecipanti.

Dal 2022 al 2025 l’iniziativa ha già coinvolto 72 classi, circa 1.600 studenti e 170 accompagnatori, interessando 25 comprensori scolastici in tutto il Piemonte. Un’esperienza che ha raccolto un alto livello di gradimento e numerose richieste di continuità da parte degli istituti.

Per aderire alla prossima edizione è possibile segnalare il proprio interesse scrivendo a formazione@ipla.org entro il 28 novembre 2026.

“Ghiacciai” … così forti, così fragili!

Il valdostano “Forte di Bard” omaggia l’opera di Sebastião Salgado attraverso le sue fotografie in bianco e nero dedicate ai più importanti ghiacciai del mondo

Dal 24 aprile al 27 settembre 2026

Bard (Aosta)

Nel bianco infinito candore di ghiacciai “eterni” (come si soleva definirli anni addietro), solo a tratti interrotto da cupi grigiori che raccontano i drammatici, già ben evidenti sfaceli del tempo, una composta impeccabile schiera di dieci pinguini, tutti in perfetta linea indiana, simili ad eleganti panciuti commendatori in abito di gala, s’appresta con felice solerzia ad assaporare il piacevole gelo dell’Oceano Antartico, verso il quale, dall’alto di una discesa innevata, già sta spiccando un atletico salto – volo un loro più sollecito “collega”. L’immagine è, di per sé, di indubbia piacevolezza. Ritratta con la capacità tecnica e l’inventiva creatività di chi, a ragione, è considerato uno dei maggiori fotografi del XX e XXI secolo.

Meno piacevole, ma sempre di grande partecipazione emotiva, è invece un’altra immagine, specchio terribile dei rovinosi danni prodotti all’ambiente (anche al più apparentemente incontaminato) dagli inarrestabili cambiamenti climatici che, da tempo, stanno trasfigurando – sotto ogni aspetto – il volto del Pianeta. Siamo alle “Australi Isole Sandwich”: davanti a noi gigantesche, astratte “scaglie” di iceberg abbandonano gli “ormeggi” di ghiaccio, loro sicura sede millenaria, per avventurarsi senza meta in acque ignote e insicure, di certo non ideali neppure per le “paciose” colonie di pinguini di cui sopra. Due volti. Due immagini, custodi di un’unica terribile riflessione e verità: quella dell’ormai da record scioglimento del ghiaccio marino, che solo nel 2022 (racconta la scienza) pare aver causato la morte, proprio nella Penisola Antartica, di migliaia di pulcini di “pinguino imperatore” che non avevano ancora sviluppato piume impermeabili, rendendoli dunque incapaci di salvarsi a nuoto nelle gelide acque oceaniche. Eccezionali descrizioni paesistiche e di monito (per quanto utile!) alle coscienze umane, che ritroviamo rammentate con grande efficacia tecnico – artistica ed ineccepibile coinvolgimento emotivo, nelle 54 fotografie in bianco e nero, opera del celebre fotografo brasiliano Sebastião Salgado (Amorès, 1944 – Parigi, 2025), ospitate, da venerdì 24 aprile a domenica 27 settembre, a quasi un anno dalla scomparsa dell’artista, dal valdostano “Forte di Bard”, in una grande retrospettiva, frutto di quell’intenso lavoro che negli anni più recenti aveva portato Salgado a documentare uno degli ecosistemi più suggestivi e, allo stesso tempo, più a rischio su scala mondiale: quello delle “nevi perenni”.

Curata da Lélia Wanick Salgado (consorte di  Sebastião e con lui fondatrice nel 2004 dell’Agenzia di stampa fotografica “Amazonas Images”, dopo che già nel 1988, i due avevano dato vita all’“Instituto Terra”, organizzazione ambientalista impegnata nel ripristino della “Valle del Rio Doce”, stato del “Minas Gerais” in Brasile), la retrospettiva ha per titolo, semplice semplice, “Ghiacciai” ed è prodotta in collaborazione con l’Editrice italiana “Contrasto”, leader nel settore della fotografia, con sedi a Roma e a Milano (fondata da Roberto Koch) e con cui Salgado aveva già pubblicato due volumi “In Cammino” e “Ritratti di bambini in cammino”, documentazione dei suoi reportages (dal 1993 al 1999) sul tema delle “migrazioni umane”. In mostra al sabaudo “Forte” della Vallée, gli scatti fotografici si presentano affiancati, quali doveroso omaggio all’artista brasiliano, da un “video” e da un esteso “apparato biografico”. Sebastião Salgado non è stato solo un eccelso fotografo, ma un testimone instancabile della nostra epoca: attraverso il suo sguardo di “attivista – umanista”, ha documentato le metamorfosi sociali ed economiche del mondo. “In questo progetto – sottolineano gli organizzatori – ha rivolto l’obiettivo verso la bellezza vulnerabile delle nevi perenni, immortalando in innumerevoli scatti uno degli ecosistemi più affascinanti e minacciati del pianeta, cui lo stesso ‘Forte di Bard’ dedica da tempo iniziative molteplici di divulgazione scientifica”. Dalla “Penisola Antartica” al “Canada”, dalla “Patagonia” all’“Himalaya” e dalla “Georgia del Sud” alla “Russia”, Salgado cattura la tragica “bellezza mozzafiato” di un ricchissimo patrimonio ambientale oggi decisamente a rischio. Patrimonio che le sue immagini cristallizzano in un “bianco e nero” ricco di contrasti (spesso applicando con un pennello uno “sbiancante” per smorzare l’eccessivo peso di ombre troppo intense), “proponendoci un nuovo tributo visivo che ci invita ancora una volta a riflettere sull’importanza della salvaguardia degli ecosistemi, attraverso comportamenti più rispettosi e consapevoli nei confronti della natura per preservarne la bellezza e l’equilibrio”. Fino a che se n’è a tempo!

Gianni Milani

Sebastião Salgado. “Ghiaccai”: Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833824 o www.fortedibard.it

Dal 24 aprile al 27 settembre 2026. Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: “Penisola Antartica”, 2005, © Sebastião Salgado/Contrasto; “Iceberg alla deriva. Isole Sandwich Australi”, 2009, © Sebastião Salgado/Contrasto

Missione Agenti Pulenti

EDUCARE I GIOVANI ALLA SALVAGUARDIA DEI MONUMENTI

 

Il service nato in Piemonte ma promosso quest’anno a service nazionale ha coinvolto solo nella nostra Regione circa 1.000 ragazzi insieme a docenti, restauratori e Soprintendenze del territorio

 

 

Prosegue il service “Agenti Pulenti” che, alla sua decima edizione ha, solo in Piemonte, coinvolto circa 1.000 ragazzi. Il progetto, promosso dal Multidistretto Lions 108 Italy, viene svolto nelle classi grazie a docenti, architetti, storici dell’arte e restauratori delle Soprintendenze, con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani alla conoscenza, al rispetto e alla salvaguardia dei monumenti pubblici.

 

Lunedì 27 aprile e lunedì 11 maggio il service “Agenti Pulenti” si svolgerà alla Scuola primaria di Rondissone e alla Scuola primaria di Boschetto. “Il nostro paese è ricco di monumenti e testimonianze artistiche e materiali della nostra storia. Il progetto persegue uno dei fondamentali scopi del Lions International: l’educazione alla buona cittadinanza nella missione di far conoscere, innanzitutto ai giovani, futuri cittadini di domani, il nostro immenso patrimonio di cui tutti dobbiamo sentirci orgogliosi custodi” – ha commentato l’ideatore e coordinatore del service “Agenti Pulenti”, Emilio Mello – “Io sono un chimico della conservazione, penso sia importante far capire ai più giovani quali siano i reali effetti degli atti vandalici sul nostro patrimonio artistico-culturale. La speranza è che questa consapevolezza serva loro a non commettere queste azioni in futuro”.

A Torino e provincia, quest’anno, le scuole coinvolte sono state: la Scuola primaria di Bairo, Bairo (TO), Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Caselle Torinese, Scuola primaria Gianni Rodari di Caselle Torinese, Scuola Primaria Defassi di Borgaro Torinese, Istituto La Salle a Grugliasco. Ma varie attività sono state svolte anche a Mazzè (TO), Tonengo, Caluso, Frossasco, Trobaso (Verbania), Pinerolo, Novara, Trecate, Verbania, Adorno, Micca (BI), Vercelli, Aosta, Gressan (AO).

Il 15 aprile 2026, a Torino, il service è stato al centro di una giornata di studi, dal titolo “I monumenti delle città: Educazione alla tutela” alla presenza del Soprintendente Corrado Azzollini, del Governatore Distrettuale, Giovanna Sereni, dell’Assessora all’Ambiente del Comune di Torino, Chiara Foglietta, del Comandante Nucleo CC Tutela Patrimonio Culturale, Ferdinando Angeletti.

Negli anni, le collaborazioni tra il service “Agenti Pulenti” e le Soprintendenze del territorio sono diventate strutturali. Sono in essere convenzioni con le Soprintendenze di Torino, di Novara, di Genova e, in fase di ratifica, di Alessandria. A maggio dello scorso anno, su sollecitazione della Soprintendenza di Alessandria, l’attività di sensibilizzazione al rispetto dei monumenti è stata oggetto di una presentazione congiunta tra tutte le Soprintendenze del Nord-Ovest e Lions International al Salone del Restauro di Ferrara nello stand del Ministero della Cultura. Dopo la sperimentazione piemontese, a oggi sono impegnati nel service “Agenti Pulenti” circa 150 Lions club in tutta Italia, con un coinvolgimento di circa 10.000 ragazzi.

Expo della Sostenibilità, la Giornata della Terra

La mostra Just open your eyes continua al Castello di Roddi e parte EXPO Educazione, il tour nelle scuole tra Piemonte e Valle d’Aosta

In occasione della Giornata della Terra, domani 22 aprile, l’Expo della Sostenibilità rilancia il proprio impegno coinvolgendo direttamente le nuove generazioni: mentre prosegue con successo la mostra al Castello di Roddi, i ragazzi di Wild Life Protection si preparano per EXPO Educazione, il tour che raggiungerà studenti nelle scuole di ogni ordine e grado tra Piemonte e Valle d’Aosta.

La mostra “Just Open Your Eyes”, inaugurata il 17 aprile, continua ad accogliere il pubblico negli spazi del Castello di Roddi, registrando oltre 600 visitatori nel primo weekend. L’esposizione, che unisce arte contemporanea e sostenibilità ambientale, sarà visitabile fino al 24 maggio tutti i fine settimana dalle 9:00 alle 19:00, con ingresso libero. Ogni sera, fino al termine della rassegna, le mura del Castello si animano al tramonto con la video-animazione “Lilith” di Valerio Berruti.

Accanto alla mostra, si rafforza il cuore educativo del progetto con EXPO Educazione – Road to the Future, un ciclo di appuntamenti dedicati alle scuole che hanno aderito al programma Green School e intrapreso un percorso verso la certificazione ambientale. Un tour che attraversa Piemonte e Valle d’Aosta e che rappresenta al tempo stesso un momento di restituzione e un’occasione concreta per valorizzare l’impegno di studenti, insegnanti e dirigenti scolastici.

Il progetto Green School – Road to the Future si sviluppa lungo tutto l’anno scolastico attraverso attività in presenza che coinvolgono migliaia di studenti, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Accanto alla didattica tradizionale, il programma propone iniziative mirate a promuovere una cultura della sostenibilità concreta e partecipata. Tra queste, un contest regionale aperto a tutte le scuole aderenti, in cui studenti e docenti realizzano progetti sui temi ambientali: i migliori vengono selezionati e presentati in momenti pubblici di condivisione. Tra gli elementi distintivi del progetto c’è il Bosco delle Green School, uno spazio realizzato secondo principi di agroforestazione che ospita oltre 130 specie locali. Un ambiente di valore naturalistico, didattico e scientifico, pensato come laboratorio a cielo aperto. Grazie a una piattaforma digitale dedicata, è possibile esplorarlo, conoscere le specie presenti e approfondirne le caratteristiche.

Il percorso prevede inoltre per le scuole la possibilità di ottenere un attestato di sostenibilità, attraverso un sistema di valutazione che misura il livello di attenzione ambientale degli istituti. Questo processo ha permesso l’ingresso nella Greening Education Partnership promossa da UNESCO. Le scuole vengono valutate secondo il Green School Quality Standard e, quest’anno, circa 40 istituti saranno riconosciuti ufficialmente come Green School su un totale di circa 130 partecipanti. Negli ultimi due anni scolastici il progetto ha coinvolto oltre 20 mila studenti, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza ambientale.

La fase finale del progetto consiste in un roadshow territoriale, dal 27 aprile all’8 maggio, che parte da Aosta e si sposta nei principali capoluoghi piemontesi. Ogni tappa coinvolgerà mediamente un centinaio di studenti per un totale di circa 1000 partecipanti. Le diverse attività saranno adattate ai territori: a Biella, ad esempio, verranno realizzate siepi per la tutela degli impollinatori, mentre a Vercelli e Casale Monferrato nasceranno orti didattici che integrano biodiversità e agricoltura urbana. Tutti i progetti saranno monitorabili tramite una piattaforma digitale aggiornata dagli stessi studenti.

Durante ogni appuntamento si terranno le premiazioni del contest e la consegna degli attestati Green School, ma si darà spazio anche alla peer education con studenti protagonisti nel raccontare e condividere i propri progetti.

In alcune città, tra cui Vercelli, Torino, Asti e Novara, sono previsti incontri con divulgatori, giornalisti e creator impegnati sui temi ambientali, per sensibilizzare sull’importanza dell’impegno individuale e sulla comunicazione della sostenibilità. Tra gli ospiti: Nicolas Lozzito, Andrea Grieco e Giorgio Brizio. Il percorso si concluderà l’8 maggio a Torino, al Grattacielo della Regione Piemonte, con una cerimonia istituzionale finale dedicata alla presentazione dei risultati e alla premiazione delle scuole.

EXPO Educazione si configura così non solo come un tour, ma come un percorso continuativo di dialogo tra giovani, scuole e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare una consapevolezza ambientale condivisa. In una giornata simbolica come quella del 22 aprile, l’Expo della Sostenibilità ribadisce il proprio messaggio: la transizione ecologica passa dall’educazione e dal coinvolgimento diretto delle nuove generazioni.

ROAD TO THE FUTURE – CALENDARIO A TAPPE

27 aprile – Aosta

Ore 10:00, Via Parigi 137, Scuola primaria Saint Martin (IC Pezzoli)

Attività: cerimonia conclusiva e laboratorio con le classi

28 aprile – Asti

Ore 10:00, Piazza Alfieri 33, Palazzo della Provincia di Asti

Attività: cerimonia conclusiva e intervento del divulgatore Giorgio Brizio

29 aprile – Verbania

Ore 10:00, Via S. Bernardino 49, Pallanza – Centro eventi “Il Maggiore”

Attività: cerimonia conclusiva e intervento del divulgatore Giorgio Brizio

30 aprile – Vercelli

Ore 10:00, Corso Tanaro 3, IC Lanino – scuola Pertini

Attività: cerimonia conclusiva e piantumazione di orto didattico con le classi

4 maggio – Novara

Ore 10:00, Via S. Bernardino da Siena, IIS Nervi

Attività: cerimonia conclusiva e intervento del divulgatore Giorgio Brizio

5 maggio – Casale Monferrato

Ore 10:00, Location da definire

Attività: cerimonia conclusiva e intervento della divulgatrice Giulia Pagliuca

6 maggio – Biella

Ore 10:00, Via XXV Aprile, Candelo – Scuola dell’infanzia S. Giacomo

Attività: cerimonia conclusiva e Attività con le classi

7 maggio – in tutti i comuni aderenti

Attività: premiazione presso le scuole che hanno ottenuto il riconoscimento “Green School” secondo lo standard UNESCO

8 maggio – Torino

Ore 10:00, Grattacielo della Regione Piemonte, Piazza Piemonte 1

Cerimonia conclusiva regionale

Intervento istituzionale e intervento del divulgatore Nicolas Lozito

Informazioni per il pubblico:

“Just open your eyes”, Castello di Roddi (CN), Via Carlo Alberto 2

Inaugurazione aperta a tutti venerdì 17 aprile ore 21
Dal 18 aprile al 24 maggio 2026

Ogni sabato e domenica (e venerdì 1° maggio) dalle ore 9 alle 19, ingresso gratuito

In tutti i giorni di apertura della mostra, al tramonto, video-proiezione dell’opera sulle mura del castello

PER INFORMAZIONI

www.expodellasostenibilita.it

Torna il Festival del Verde, 80 location e tre settimane dedicate alla biodiversità urbana

 

Simbiosi urbane: acqua e radici 

 

IV edizione

4 – 24 maggio 2026

Dal 4 al 24 maggio a Torino e area metropolitana tre settimane dedicate alla biodiversità urbana. Oltre 80 location coinvolte tra nuove aperture straordinarie, visite guidate, incontri, laboratori, talk e attività nelle scuole della città. Al centro anche autori e libri con il Salone del Libro OFF, il ritorno atteso delle aperture dei giardini di Verde Svelato e la nuova edizione di FLOR, gratuita, al Parco del Valentino

 

www.festivalverde.it 

Verde Svelato: Villa Rey © Antonio Pio Roseti

Da sinistra il co-ideatore del Festival del Verde Giustino Ballato, l’assessora alle Politiche educative della Città di Torino Carlotta Salerno, il Sindaco dell Città di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso © Stefano Puntillo

 

 

 Simbiosi urbane: acqua e radici’ è questo il tema della IV edizione del Festival del Verde che torna dal 4 al 24 maggio 2026 a Torino e nell’area metropolitana, con un calendario diffuso di appuntamenti che invita a esplorare il rapporto profondo e imprescindibile tra acqua, ambiente urbano e natura in città e che si concluderà con la nuova edizione di FLOR. In programma aperture straordinarie, visite guidate, talk, laboratori, incontri, presentazioni editoriali ed esperienze di citizen science per costruire uno sguardo nuovo sul verde urbano e sul suo ruolo nell’evoluzione della città, mostrando come il paesaggio vegetale partecipi attivamente alle forme dell’abitare, alla qualità ecologica dello spazio pubblico e alle strategie future dei territori urbani.

 

Per tre settimane, parchi, giardini, musei, orti scolastici, residenze storiche, vivai, biblioteche, orti di comunità e istituzioni culturali diventano tappe di un racconto diffuso capace di attraversare il territorio e offrire nuovi strumenti di lettura e fruizione del verde urbano.

 

Oltre 80 location coinvolte compongono una rete di appuntamenti pensata per far emergere il verde come elemento chiave sul piano ambientale, sociale e culturale, mettendo al centro temi oggi sempre più urgenti come la gestione sostenibile delle acque piovane, l’adattamento climatico, il contrasto alla siccità, la biodiversità e il ruolo delle radici nei sistemi urbani.

Dichiara il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo«Salutiamo con piacere il ritorno del Festival del Verde e di Flor, manifestazioni che permettono di scoprire più da vicino il verde urbano, passeggiando tra parchi, giardini, orti, ma anche di riflettere su temi di strettissima attualità come il contrasto al cambiamento climatico e la sostenibilità dei territori urbani. La nostra città vanta da punto di vista del verde un patrimonio ricchissimo: la quasi totalità della popolazione residente in Torino, oltre il 90%, abita entro 5 minuti a piedi da un’area verde; un patrimonio che vogliamo continuare a valorizzare e far crescere. Tra i luoghi simbolo di questi appuntamenti c’è ad esempio il Parco del Valentino, cuore di uno dei più importanti investimenti del Pnrr che abbiamo messo in campo, che i lavori ci riconsegneranno ancora più verde, bello e vivibile. Questa è la strada che abbiamo scelto e che intendiamo continuare a percorrere: sin dal nostro insediamento lavoriamo per fare di Torino una città sempre più sostenibile e capace di guidare la transizione ecologica in modo concreto e inclusivo e siamo convinti che le città come la nostra possano e vogliano essere parte attiva della risposta globale alla crisi climatica».

 

«Il Festival del Verde – sottolinea l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso – è diventato un appuntamento irrinunciabile per osservare il verde urbano con uno sguardo curioso e consapevole.  Anche quest’anno il programma è particolarmente ricco e offrirà numerose occasioni per riscoprire il patrimonio naturale della città nelle sue molteplici dimensioni. Tra i luoghi simboli di questa edizione c’è il Parco del Valentino, al centro di un’importante riqualificazione che esalta il valore storico e paesaggistico del parco e rafforza il dialogo tra natura, memoria e innovazione, con una relazione sempre più stretta con il fiume Po, che con gli altri fiumi è una risorsa della nostra città anche nella loro stretta relazione con il verde».

 

«Avvicinare bambine e bambini alla natura significa offrire loro la possibilità di osservare, sperimentare e scoprire in prima persona i legami profondi che uniscono acqua, radici e vita urbana – afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –. Attraverso i laboratori, le attività negli orti scolastici, le esperienze nei musei e le proposte diffuse sul territorio, il Festival costruisce occasioni concrete in cui le giovani generazioni possono sviluppare curiosità, consapevolezza e rispetto per l’ambiente, e la Città di Torino rinnova con convinzione il proprio impegno nel coinvolgere bambine e bambini in percorsi educativi che, fin dai primi anni, li accompagnino a sentirsi parte attiva del pianeta e della comunità, contribuendo a formare cittadini più attenti, responsabili e capaci di immaginare il futuro dei propri territori».

 

Il Festival si conferma così un’occasione unica per scoprire, conoscere e abitare il verde urbano in tutte le sue sfumature, restituendo al paesaggio vegetale una funzione attiva nelle trasformazioni ambientali e culturali contemporanee.

 

Tra i luoghi simbolo di questa edizione torna protagonista il Parco del Valentino, cuore storico e paesaggistico di Torino, dove il Festival concentra una parte significativa delle attività in collaborazione con l’Orto Botanico dell’Università di Torino, le associazioni e le realtà attive nel parco tra cui Imbarchino, Maxela e il Politecnico di Torino. Il Valentino si conferma uno dei principali fulcri dell’edizione 2026, luogo in cui memoria storica, biodiversità e progettualità contemporanea tornano a dialogare.

 

«Il Festival è simile a un organismo vivente che cresce e interagisce con l’ecosistema urbano – spiega Giustino Ballato, co-ideatore della manifestazione – In questa edizione si allarga il network delle collaborazioni anche grazie a un’operazione di sempre maggiore coinvolgimento delle realtà territoriali che ha ormai superato i confini di Torino e dell’area metropolitana per spingersi fino a Cuneo».

La prima settimana del Festival sarà dedicata in particolare all’educazione ambientale. Con il programma Festival EDU, realizzato con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, scuole, orti, musei e associazioni proporranno laboratori e attività pensati per avvicinare bambini e ragazzi al mondo vegetale, offrendo occasioni concrete di osservazione, sperimentazione e conoscenza.

 

«Il Consiglio regionale è lieto di sostenere un’iniziativa che mette al centro il rapporto tra ambiente, comunità e qualità della vita – sottolinea Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte – Il Festival del Verde rappresenta uno spazio concreto di confronto e partecipazione sui temi della sostenibilità. Crediamo, infatti, che educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente significhi investire nel futuro dei nostri territori. Inoltre è anche un’occasione preziosa per riscoprire luoghi, valorizzare competenze e rafforzare il legame tra istituzioni, cittadini e territorio».

 

La settimana EDU si concluderà sabato 9 maggio con una grande festa, completamente gratuita, per grandi e piccini al Museo Lavazza, aperta a famiglie, educator* e insegnanti. Una giornata tra laboratori, letture e passeggiate – alla scoperta dei murales Towards 2030 dedicati agli obiettivi dell’Agenda 2030 nel quartiere Aurora e dei giardini della Nuvola Lavazza – realizzata in collaborazione con il Museo Lavazza e con il Centro di documentazione e biblioteca pedagogica della Città di Torino.

 

Nel primo fine settimana torna uno degli appuntamenti più attesi del Festival: Verde Svelato, che apre eccezionalmente al pubblico giardini e cortili normalmente non accessibili, offrendo uno sguardo inedito sul patrimonio verde nascosto della città e del territorio collinare. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, amplia ulteriormente il proprio circuito e raggiungerà anche Cuneo nel fine settimana successivo.

 

Quest’anno Verde Svelato conta 43 location, di cui 15 nuove aperture. Sono giardini che raccontano memorie familiari, stratificazioni urbane e visioni contemporanee: un viaggio tra Torino e le colline dove monumentalità sabauda, paesaggi agricoli e tessuti urbani dialogano attraverso il verde. La selezione delle residenze e dei giardini nasce da una ricerca interdisciplinare che intreccia storia dell’arte, architettura del paesaggio e florovivaismo.

 

Tra le nuove aperture figurano Barriera Green Hub – Plant Center, l’Erbario dell’Università di Torino – che il pubblico potrà visitare in esclusiva insieme alla curatrice Laura Guglielmone alla scoperta delle piante raccolte nei grandi giardini ottocenteschi di cui oggi non vi è più traccia: campioni conservati in oltre ottocentomila fogli che non solo testimoniano la ricchezza della flora mondiale ma racconta anche quasi trecento anni di studi e ricerche botaniche – Fondazione Chierese per il TessileIl Giardino delle Meraviglie al LingottoPininAgriSpazio 22_4 e anche location esclusive come Villa Rignon, un grande giardino storico privato in corso Galileo Ferraris, nel cuore del quartiere della Crocetta, la Vigna del Merlo, un complesso di origine settecentesca con un giardino che sale fino alla sommità della collina e Villa Il Modei, con il suo ingresso spettacolare, degno di una wunderkammer paesaggistica, tra palme di San Pietro (Chamaerops humilis) avvolte da rose rampicanti.

 

La seconda settimana, dall’11 al 17 maggio, vedrà il Festival intrecciarsi con il Salone del Libro OFF, consolidando il rapporto tra verde e produzione culturale attraverso incontri con autori, presentazioni editoriali e appuntamenti diffusi in librerie, biblioteche e spazi culturali cittadini. Tra gli appuntamenti principali figurano gli incontri con Francesco BroccoloSilvia FogliatoPaola BonfanteCristina Converso.

 

«Dopo una prima sperimentazione l’anno scorso, in questa edizione crescono gli appuntamenti del Festival con i libri sul verde e le buone letture grazie a nuove sinergie con biblioteche civiche, case editrici e associazioni culturali – sottolinea Fabio Marzano, coideatore del Festival del Verde – La collaborazione con il Salone OFF ci consente di moltiplicare la visibilità degli autori e raggiungere un pubblico più ampio».

L’ultima settimana, dal 18 al 24 maggio, sarà dedicata a incontri, visite guidate, talk, percorsi scientifici e pratiche partecipative, come il seminario scientifico “La trama verde e blu di Torino: storia, progetti e sperimentazioni per la biodiversità”. Uno scambio italo-francese per la transizione ecologica dei territori” al Castello del Valentino del 18 maggio, dedicato ai temi della biodiversità. Aperto a tutta la cittadinanza e realizzato in collaborazione con la Licence professionelle Ecopaysage végétal urbain (ECOPUR), proporrà nel pomeriggio anche una visita agli Orti Generali.

 

Il Festival del Verde rafforza così la propria dimensione metropolitana costruendo una vera geografia del verde urbano, capace di unire territori diversi in una rete di esperienze condivise, dove il paesaggio diventa infrastruttura culturale, ambientale e sociale. Una geografia che connette comuni, quartieri, istituzioni, associazioni e comunità locali, trasformando il verde in uno spazio di relazione, conoscenza, cura e progettazione del futuro.

 

Il festival animerà anche i portici di via Po grazie alle creative installazioni realizzate dagli studenti del Triennio di Illustrazione di IED – Istituto Europeo di Design di Torino. Una collaborazione che si rinnova anche quest’anno e che durante le giornate di Verde Svelato (9 e 10 maggio) inviterà inoltre il pubblico a varcare la soglia della sede di via San Quintino 39, dove saranno presentati i progetti sviluppati nel corso dell’anno.

 

Settimo Torinese sarà proposta un’attività di citizen science dedicata alla biodiversità acquatica del Rio Freidano; a San Mauro Torinese sarà inaugurata la mostra fotografica “Trame d’Acqua” di Valerio Minato; a Moncalieri il Parco lineare di Santa Maria ospiterà La via delle farfalle, laboratorio di monitoraggio degli insetti impollinatori. A Nichelino il progetto europeo CICADA4CE porterà al Parco Miraflores un appuntamento dedicato al bosco urbano e alla resilienza climatica; Collegno proporrà visite guidate alla Dora Riparia rivolte alle scuole; Rivoli organizzerà passeggiate naturalistiche e forest bathing; Pino Torinese unirà natura e prodotti locali con Effetto BoscoChieri svilupperà un programma diffuso di letture, laboratori, spettacoli ed escursioni.

 

Il Festival si chiude con FLOR Primavera che torna ad essere gratuita, nello spirito del Festival, e sarà allestita nel Parco del Valentino. La mostra sarà intitolata Acquarium per ricordare una delle principali attrazioni dell’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro di Torino del 1911 ospitata proprio nell’area del Parco del Valentino. La vicinanza al fiume e al luogo originale dell’Esposizione, la rete di collaborazione con le realtà operanti sul verde nel Parco trasformano il Valentino nel cuore pulsante del Festival.

 

Festival del Verde di Torino e area metropolitana, il cui maggior sostenitore è la Fondazione Compagnia di San Paolo, è un progetto a cura di FLOR e Orticola del Piemonte, con il patrocinio della Città di Torino, il supporto di Iren, il sostegno di Fondazione CRT e di Fondazione CRC e il sostegno per la settimana EDU del Consiglio regionale del Piemonte.

 

Tutta la programmazione del Festival del Verde è consultabile al sito

www.festivalverde.it

Una vacanza nel bosco, l’incanto e la calma ritrovata

Ristabilire il contatto con la natura, ascoltarne i suoni, percepire i suoi umori e cercare con essa un rapporto più profondo. Questi sono i propositi di una vacanza green, avvolti da alberi e piante, nel cuore di un bosco, di una selva, non “oscura”,   ma radiosa e piena di energia

 

La necessità di ridare valore al nostro rapporto con l’ambiente naturale circostante è oggetto di importanti studi scientifici che hanno confermato quanto il rintanarsi, ripararsi e farsi proteggere da esso sia alla base nel nostro benessere, del nostro equilibrio interiore e di quanto questo favorisca la calma influendo perfino sul battito cardiaco e sulla pressione arteriosa. Questa esperienza non consiste solamente nel respirare aria pura scappando dalla morsa cittadina fonte di stress e inquinamento, ma è rivivere uno spirito fiabesco in un ambiente che ci evoca l’avventura romantica, un teatro incantato dove i ritmi sono rallentati, un luogo fatato dove praticare shinrin-yoku, per esempio, che in giapponese vuol dire letteralmente “trarre giovamento dall’atmosfera dei boschi”. Già Henry David Thoreau, filosofo e poeta americano, intorno al 1850, si era fortemente interessato alla relazione uomo-natura. La sua opera – Walden, Vita nei boschi – si basa sulla sua personale esperienza durante la quale aveva riscoperto i valori propri del ambiente naturale in antitesi con la società, portatrice di interessi materialistici. “L’inverno dell’umano scontento incominciava a risvegliarsi”, scriveva, con la consapevolezza, dopo un lungo soggiorno passato in una capanna sulle sponde del lago, che l’uomo può essere felice anche con poco. Tra i più suggestivi luoghi per una vacanza verde troviamo Attrap’Revês, un glamping in Provenza, un confortevole campeggio dove dormire in vere e proprie bolle in mezzo al bosco, sotto le stelle. Il Treehotel a Harads, in Svezia. Casette in legno sugli alberi a pochi chilometri dal circolo polare artico, un luogo quasi inviolato dal turismo, un’esperienza irripetibile. Sette minuti e poi la pace” ovvero 7 minuti di funivia per arrivare al Vigilius Montain Resort, in Trentino Alto Adige, un rifugio in legno e vetro dove stare bene in mezzo alla natura e ritrovare se stessi lasciando tutto il resto a valle. La Locanda Aescher, incastonata nella roccia, paesaggio mozzafiato, posizione unica, protagonista di una copertina del National Geographic. In Italia ci sono molti altri hotel e sistemazioni immerse nella natura, lontani dalla faticosa quotidianità e avvolti da paesaggi meravigliosi e incontaminati .Sul sito www.ecobnb.it se ne possono trovare diversi, mentre sul sito di Green Pearls le proposte riguardano tutto il globo e sono legate a progetti ecologici di salvaguardia e protezione della natura.

 

Maria La  Barbera

 

 

 

 

 

Iren ha inaugurato il nuovo impianto Risma

 Amiat Gruppo Iren ha inaugurato il nuovo impianto RISMA – Recupero Integrato Selezione Materia Amiat, dedicato alla selezione e alla valorizzazione della carta proveniente dalla raccolta differenziata della Città di Torino e di parte della Città Metropolitana.

L’evento si è svolto alla presenza del Sindaco di Torino e della Città Metropolitana Stefano Lo Russo, del Vicesindaco del Comune di Collegno Antonio Garruto, dell’Amministratore Delegato del Gruppo Iren, Gianluca Bufo, della Presidente di Amiat Paola Bragantini e dell’Amministratore Delegato di Amiat Enrico Clara. Hanno preso parte all’evento anche il Presidente di Iren Ambiente Enzo Lavolta e Roberto Di Molfetta, Direttore Generale di Comieco.

La struttura sorge a Collegno all’interno di un edificio preesistente, riconvertito dopo due anni di lavori tecnici e infrastrutturali da impianto per il trattamento della plastica a impianto dedicato alla carta e al cartone. Il progetto ha comportato un investimento complessivo pari a 13,5 milioni di euro, di cui 2,55 milioni finanziati nell’ambito del PNRR. RISMA è il primo impianto in Italia in grado di separare, all’interno di un unico processo, sei diverse tipologie di frazioni cartacee, inclusi i materiali poliaccoppiati per bevande, producendo altrettante materie prime seconde.

Con una capacità autorizzata di 66.500 tonnellate all’anno e una portata di trattamento fino a 10 tonnellate all’ora, l’impianto consente di trasformare volumi significativi di rifiuti cartacei in materie prime seconde conformi agli standard di qualità richiesti dal mercato del riciclo. Oggi il sito gestisce flussi di materiali provenienti dalla raccolta differenziata della Città di Torino, gestita da Amiat, e della Città Metropolitana tramite i gestori Seta, Cidiu e Acsel, impiegando 40 persone, tra personale interno e ditte esterne.

All’interno di RISMA vengono selezionate e valorizzate sei distinte frazioni di carta e cartone: il cosiddetto soft mix, costituito da carta con una percentuale molto ridotta di cartone; la carta bianca da ufficio; i prodotti grafici come giornali e riviste; i contenitori poliaccoppiati per bevande composti da carta, plastica e alluminio; il cartone di qualità kraft; il cartone ondulato.

I rifiuti cartacei conferiti all’impianto vengono sottoposti a una prima separazione meccanica che suddivide il materiale in base alle dimensioni, distinguendo il cartone di grandi volumi, le frazioni più fini e quelle intermedie. Questa prima fase consente di avviare ciascun flusso al trattamento più idoneo.

Il cuore tecnologico dell’impianto è rappresentato da sei selettori ottici di nuova generazione, che utilizzano sensori a infrarossi supportati da software di intelligenza artificiale in grado di distinguere materiali visivamente simili, ma con caratteristiche e valori differenti. Questa tecnologia consente di riconoscere e distinguere materiali apparentemente simili ma destinati a filiere di riciclo differenti, un dettaglio che permette di ottenere materiali più omogenei e con un maggior valore di mercato.

Ogni frazione selezionata viene successivamente sottoposta a una fase di controllo qualità, che combina verifiche automatiche e attività di supervisione, per garantire la conformità agli standard richiesti dalle cartiere e dagli impianti di riciclo.

Le frazioni conformi vengono infine pressate, stoccate e avviate al riciclo, dove saranno reimpiegate come nuove risorse per la produzione di nuova carta e cartone. Il layout dell’impianto, progettato per essere flessibile e adattabile, consente di rispondere alle variazioni nella composizione dei rifiuti in ingresso e alle diverse esigenze della domanda finale.

L’avvio di RISMA costituisce un ulteriore passo avanti che rafforza il ruolo guida di Iren nell’economia circolare e nella transizione ecologica“, ha dichiarato Gianluca Bufo, Amministratore delegato di Iren. “Investire in tecnologie all’avanguardia significa trasformare le sfide ambientali in leve strategiche di sviluppo, creando valore aggiunto per i territori e riducendo il consumo di risorse naturali. Impianti come RISMA permettono di rendere più efficiente e robusta l’intera filiera del riciclo, incrementando la qualità dei materiali recuperati e garantendo al territorio, così come al Gruppo, infrastrutture adeguate a sostenere nel tempo i comuni obiettivi di sostenibilità”.

Con questa struttura rendiamo ancora più solido il presidio di Amiat sulle diverse fasi di trattamento delle frazioni della raccolta differenziata“, ha sottolineato Paola Bragantini, Presidente di Amiat Gruppo Iren. “Di fronte a un servizio di raccolta differenziata chiamato a rispondere a esigenze sempre più complesse, legate anche all’evoluzione delle abitudini e dei consumi dei cittadini, questo impianto rappresenta una risposta concreta alle necessità del territorio. Grazie a prestazioni di selezione elevate, RISMA consente di migliorare la qualità dei materiali recuperati, a beneficio di una comunità sempre più sostenibile”.