AMBIENTE- Pagina 2

I benefici socio-economici dell’eolico offshore

/

È stata firmata nei giorni scorsi l’intesa definitiva tra AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili OffshoreIntesa Sanpaolo, il Politecnico di Torino, il Politecnico di BariPrometeia e Owemes per la realizzazione di uno studio approfondito e indipendente sui benefici socio-economici dell’eolico offshore in Italia.

Lo studio si propone di analizzare in modo completo benefici, sfide e strategie per lo sviluppo del settore, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’eolico offshore nella competitività del Paese, nella transizione energetica e nel rafforzamento della filiera industriale nazionale. Verranno esaminati fabbisogni occupazionali e materiali, confrontandoli con le capacità industriali esistenti, anche grazie al contributo operativo dei soci industriali di AERO.

I risultati restituiranno indicatori quantitativi e qualitativi utili alla programmazione industriale e finanziaria, supportando decisioni strategiche di policy e investimento. Particolare attenzione sarà dedicata alla supply chain, evidenziando le opportunità di crescita per l’industria italiana e le azioni necessarie per una transizione rapida, efficace e sostenibile del settore.

“Questo studio nasce con l’obiettivo di mostrare concretamente quanto l’eolico offshore possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro qualificati e a rafforzare l’industria italiana, offrendo al contempo strumenti concreti per decisioni strategiche e investimenti mirati”, ha dichiarato il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria.

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa Sanpaolo: “Questo studio è importante non solo per misurare l’impatto economico dell’eolico offshore, ma soprattutto per contribuire a ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e i percorsi formativi. Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire il dialogo continuativo tra università e mondo produttivo, essenziale per formare profili professionali adeguati alle esigenze del tessuto industriale e ispirare le giovani generazioni a nuove professioni legate alla transizione energetica”.

“Il Politecnico di Torino, con questo studio, intende contribuire a dotare il Sistema Paese di un’analisi tecnico-economica che valuti impatti e ricadute lungo la filiera industriale e informi scelte di politica pubblica e programmazione industriale su temi ad elevato impatto sistemico, come l’eolico offshore. Costruire evidenze solide e confrontabili a supporto dei decisori pubblici è infatti tra i principali compiti del nostro Ateneo”, commenta Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino.

“L’accordo promuove un’alleanza tra competenze scientifiche e sistema industriale, finalizzata a costruire un quadro chiaro e rigoroso del valore economico e industriale dell’eolico offshore, a supporto di strategie di policy e investimenti volti a sostenere la competitività italiana”, spiegano i proff. Antonio Messeni Petruzzelli e Lorenzo Ardito del Politecnico di Bari.

Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia ha commentato: “Siamo orgogliosi di partecipare alla valutazione promossa da Aero. Crediamo che accompagnare le politiche di investimento per la transizione tecnologica e ambientale con studi di impatto ex-ante su tutta la filiera sia fondamentale per indirizzare le risorse verso il maggior beneficio sociale possibile e garantirne un effetto duraturo nel tempo”.

Per Alessandro Corsini, presidente di Owemes “disporre di strumenti quantitativi rigorosi permette di far emergere il potenziale di una nuova avventura industriale per il Paese. Questo lavoro dimostra l’importanza di fare squadra: solo unendo competenze accademiche, finanziarie e tecniche possiamo costruire decisioni strategiche solide per la transizione energetica del Paese”.

Una prima sintesi dello studio sarà presentata in occasione della Fiera Key Energy di Rimini, il 5 marzo 2026, offrendo un primo quadro dei risultati e delle opportunità emergenti per il settore.

Con questa iniziativa, AERO conferma il proprio impegno a promuovere una visione basata su dati e analisi indipendenti, favorendo il coinvolgimento attivo di attori industriali e accademici e contribuendo a costruire un quadro chiaro e condiviso sul potenziale dell’eolico offshore per lo sviluppo economico, occupazionale e industriale dell’Italia.

 

 

L’orticoltura per la difesa del territorio

Gli “Orti Generali” di Torino condividono “buone pratiche” di rigenerazione urbana con “DarkSky Hub” di Bernezzo (Cuneo)

Giovedì 22 gennaio, dalle 18,30

Bernezzo (Cuneo)

Obiettivo cui puntare: “la stesura di un manifesto scritto in forma plurale per la tutela della biodiversità e del paesaggio delle valli e dei territori cuneesi”. Parte da questa riflessione il ciclo di incontri organizzati presso l’aula didattica “CRAS – Centro di Recupero degli Animali Selvatici” di via Alpi 25, a Bernezzo (Cuneo) da “DarkSky Hub”, la nuova “Comunità di interesse” incentrata per l’appunto sui temi del benessere ambientale e sociale, nata dalla collaborazione tra “Sideralis – Officina delle stelle Aps” “NOAU – Officina Culturale” con la collaborazione del “CRAS” e del “Comune di Bernezzo”, rivolta a sostenere la “formazione” e l’“attivazione” intorno alla tutela della “biodiversità”.

Su questa linea di pratica didattica si terrà anche il terzo appuntamento organizzato a Bernezzo, giovedì prossimo 22 gennaiodalle 18,30 alle 20,30.

Protagonisti dell’incontro saranno alcuni membri dei torinesi “Orti Generali” che racconteranno il percorso del Progetto di “Orti Comunitari Urbani”, nato dalla rigenerazione di un Parco alla periferia sud di Mirafiori a Torino. A seguire si terrà un momento di scambio e confronto tra i presenti seguito da un piccolo aperitivo “a tema” curato da “Atelier Mal’Erba” di Caraglio. L’incontro è gratuito ed è gradita la prenotazione sulla pagina “Eventbrite” di “Sideralis Aps”.

Per maggiori infoenrico.t@noau.eu

Il Progetto torinese di orti comunitari urbani “Orti Generali”, ha restituito alla cittadinanza di zona Mirafiori, nell’arco di pochi anni, un “Parco Fluviale”, sulle rive del torrente Sangone, da tempo abbandonato e degradato e che oggi permette di coltivare, imparare e godersi la campagna in città, anche grazie alle svariate iniziative e ai molti appuntamenti proposti al pubblico in ambito culturale e sociale. L’incontro con questa realtà e con i suoi membri permetterà ai partecipanti di confrontarsi e di raccogliere informazioni e materiali utili per l’obiettivo finale (il “manifesto scritto” di cui sopra) del percorso di “DarkSky Hub”.

“Siamo come un fiume che scorre e modifica i propri confini e la morfologia del luogo in un ecosistema in evoluzione”, scrivono i membri di “Orti Generali” sulla loro pagina “Facebook”. E a ragione. In effetti dal 2019 (anno d’avvio del Progetto) ad oggi, “Orti Generali” ha assistito ad una significativa evoluzione. 160 erano gli “orti urbani” creati in partenza e da subito una sempre più crescente domanda da parte dei cittadini, complice anche la mancanza di iniziative simili a Torino. Oggi, la “lista d’attesa” a sei anni di distanza arriva a contare ben oltre 1200 persone che aspettano d’essere coinvolte per avviare il proprio “orto urbano”. Cifre e una filosofia gestionale, non solo a firma di “Orti Generali”, da cui c’è sicuramente tanto da imparare e condividere.

Anche per questo motivo, dopo l’appuntamento del prossimo giovedì 22 gennaio, sono previsti a Bernezzo altri tre momenti di incontrogiovedì 19 marzo, con “Chiocciola la Casa del Nomade”, realtà emiliana che promuove il cambiamento attraverso “cittadinanza attiva” e “collaborazione”giovedì 21 maggio, con “Sideralis Aps” di Cuneo, associazione culturale e scientifica che promuove l’“accessibilità all’astronomia”; per terminare con un’“attività laboratoriale”, in programma sabato 20 giugno, che prevede la realizzazione di un “manifesto grafico” che sintetizzi visivamente il percorso partecipativo “Comunità, ambiente e biodiversità”.

G. m.

Nelle foto: Un incontro di “DarkSky Hub”; Immagini di “Orti Generali” tratte da www.ortigenerali.it

Misure antismog, confermato il livello “arancio”: stop ai diesel Euro 5 fino a venerdì

 

A Torino prosegue il livello 1 “arancio” delle limitazioni emergenziali del traffico, in vigore fino a venerdì 16 gennaio 2026, giorno di controllo. La decisione segue la diffusione dei dati previsionali di Arpa Piemonte con valori di PM10 superiori alla soglia consentita, che rendono necessaria l’applicazione di misure per contenere l’inquinamento e tutelare la qualità dell’aria.

Restano pertanto attive le restrizioni per i veicoli più inquinanti. I diesel Euro 5 non possono circolare tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8 alle 19, mentre i diesel Euro 3 e Euro 4 hanno il divieto esteso anche al weekend. Per i mezzi adibiti al trasporto merci, il blocco riguarda i diesel Euro 3, 4 e 5 in tutti i giorni della settimana, sempre dalle 8 alle 19. Destinati allo stop anche i veicoli dotati del dispositivo “Move In”.

Eventuali aggiornamenti sullo stato del semaforo antismog vengono comunicati il lunedì, mercoledì e venerdì e diventano operativi il giorno successivo. Tutti i dettagli sulle misure, le deroghe e i percorsi esclusi sono disponibili sul sito del Comune di Torino alla pagina dedicata all’emergenza ambientale.

TorinoClick

Tracciabilità, Coldiretti Piemonte invita a stop obbligo registro rifiuti 

Diventa operativa la semplificazione sulla gestione dei rifiuti agricoli, con l’esenzione dell’obbligo di iscrizione al Rentri (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) allargata a tutti gli imprenditori agricoli che adottano sistemi alternativi di tracciabilità, oltre a quelli con volume d’affari non superiore a 8 mila euro l’anno. Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato un chiarimento in merito al provvedimento varato con la Manovra finanziaria, frutto del lavoro portato avanti da Coldiretti in questi mesi.

“Si tratta di un risultato che conferma l’impegno di Coldiretti nella semplificazione della gestione dei rifiuti a favore delle aziende agricole – commentano Cristina Brizzolari, Presidente Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – proprio con la messa in campo di circuiti tracciabili, attraverso il sostegno delle Federazioni, e il diretto coinvolgimento delle forme organizzate di raccolta predisposte mediante specifici accordi di programma, stipulati con le Pubbliche Amministrazioni, convenzioni quadro con i gestori della piattaforma di conferimento e altre modalità di gestione semplificata”.

Mara Martellotta

Semaforo antismog: da martedì 13 gennaio scatta il livello 1 (arancio)

 

Da  martedì 13 gennaio e fino a mercoledì 14 gennaio 2026 compreso (prossimo giorno di controllo) le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 1 (arancio).

I dati previsionali forniti oggi da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.

Alle limitazioni strutturali in vigore, per il trasporto persone si aggiungerà il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, mentre il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 si prolungherà alle giornate di sabato e domenica, sempre dalle ore 8 alle 19. Stessa regola anche per i veicoli adibiti al trasporto merci, che vedranno il divieto di circolazione estendersi ai diesel con omologazione Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 su tutti i giorni (festivi compresi), sempre con orario 8-19.

Con l’attivazione del livello arancio si fermeranno anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”, in quanto comunque soggetti alle limitazioni temporanee della circolazione veicolare conseguenti alle previsioni di perdurante accumulo degli inquinanti nell’aria.

Si ricorda infine che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Città di Torino .

TorinoClick

Guardie Ecologiche Volontarie, bilancio di un anno

Tra il 1° gennaio e il 30 novembre del 2025 le Guardie Ecologiche Volontarie hanno dedicato 26.185 ore di volontariato a favore della Città metropolitana di Torino, Ente che ne coordina l’attività, ma soprattutto della collettività, svolgendo 3.143 servizi in ambiti che vanno dalla tutela e vigilanza ambientale, all’educazione e alla didattica ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado, dalla gestione amministrativa al coordinamento del Servizio, dalla manutenzione del territorio e dei sentieri alla partecipazione a progetti scientifici di monitoraggio.

Il bilancio del servizio prestato dalle GEV e le prospettive dell’attività nei prossimi 12 mesi saranno al centro dei lavori dell’assemblea annuale delle Guardie Ecologiche Volontarie che si terrà sabato 10 gennaio nell’auditorium della sede della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7. I lavori si apriranno alle 9,30 con il saluto del Consigliere metropolitano Alessandro Sicchiero, delegato all’ambiente e alla vigilanza ambientale, alle risorse idriche e qualità dell’aria, alla tutela della flora e della fauna, ai parchi e alle aree protette. Dopo gli interventi dei responsabili delle GEV è prevista la consegna degli attestati di anzianità e dei riconoscimenti alle Guardie Ecologiche Volontarie che hanno conseguito 40 anni di onorato servizio, con l’intervento del Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo.

I NUMERI DEL BILANCIO ANNUALE DELLE GEV NEI PRIMI 11 MESI DEL 2025

Nell’ambito della vigilanza sul rispetto della normativa in materia di tutela ambientale, che attribuisce alle GEV funzioni di organi di vigilanza e accertamento (ai sensi della Legge Regionale 32 del 1982), sono stati effettuati 3.644 controlli, da cui sonosono emerse 866 criticità. Sono state redatte 255 segnalazioni di diversa natura, trasmesse all’Ufficio di Coordinamento delle GEV per le opportune valutazioni e per l’eventuale inoltro ai Comuni o agli altri Enti competenti. Le attività didattiche e di educazione ambientale hanno previsto495 interventi, che hanno coinvolto 6.596 alunni, appartenenti a scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado. Le Guardie Ecologiche Volontarie hanno inoltre partecipato a progetti di monitoraggio ambientale, tra cui il progetto LIFE WolfAlps, dedicando 924 ore/uomo distribuite su 65 interventi. Nell’ambito delle attività di manutenzione e sentieristica, sono stati effettuati 74 interventi all’interno dei parchi e delle Aree Protette gestite dallaCittà Metropolitana di Torino, per un impiego complessivo di 1.155 ore/uomo. La gestione amministrativa e il coordinamento del Servizio GEV ha comportato705 servizi, per un totale di 4.388 ore/uomo. Di particolare rilievo l’introduzione e l’implementazione di nuove procedure informatiche, finalizzate alla progressiva digitalizzazione e dematerializzazione dei processi, con una significativa riduzione dell’uso della carta e la disponibilità in tempi quasi reali di dati oggettivi di autovalutazione dell’attività, utili all’individuazione di eventuali correttivi e al contenimento delle criticità operative.

“I numeri dell’attività svolta dimostrano l’importanza di una forma di volontariato doppiamente importante. – sottolinea il Consigliere metropolitano delegato Alessandro Sicchiero – Sotto il profilo civico, si tratta di un servizio svolto a vantaggio di numerose comunità locali, in accordo con gli amministratori locali, mentre sotto il profilo ambientale è la dimostrazione che l’informazione, la formazione e il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale per preservare gli habitat naturali e la qualità degli ecosistemi del territorio”.

Smog, fino a venerdì 9 gennaio confermato il livello 0 (bianco)

 

Prosegue fino a venerdì 9 gennaio compreso –  giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

TorinoClick

Transizione ecologica, più verde nei Comuni piemontesi

La Giunta regionale approva la misura per la transizione ecologica proposta dall’assessore Marnati

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, una delibera che prevede il finanziamento di progetti finalizzati al rafforzamento della tutela della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi, nonché alla riduzione delle diverse forme di inquinamento negli ambiti urbani.

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 30 milioni di euro, destinati a sostenere interventi che migliorino la qualità ambientale delle città piemontesi, promuovendo modelli di sviluppo più sostenibili e resilienti.

Le risorse sono ripartite tra Fesr – Fondo europeo di sviluppo regionale (40%), Stato (42%) e Regione Piemonte (18%). I contributi, erogati sotto forma di sovvenzione sulla base delle spese effettivamente sostenute, sono riservati esclusivamente agli enti pubblici e mirano a supportare le amministrazioni locali nella programmazione e nella realizzazione di interventi capaci di rendere i centri urbani più sostenibili e adattabili alle sfide ambientali.

Con il provvedimento è stata approvata la scheda tecnica della Misura “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, inserita nel Programma regionale Fesr 2021/2027, nell’ambito della Priorità II “Transizione ecologica e resilienza”. L’iniziativa è orientata in particolare al miglioramento della qualità dell’aria e alla vivibilità dei centri abitati.

«Con l’approvazione di questa scheda tecnica facciamo un passo decisivo verso la transizione ecologica delle nostre città – dichiara l’assessore all’Ambiente Marnati -. Stanziamo 30 milioni di euro, risorse importanti e concrete che la Regione mette a disposizione degli Enti Pubblici per combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno. L’obiettivo è chiaro: dobbiamo rendere i nostri centri urbani più resilienti e sani. Intervenire sugli ambiti urbani con infrastrutture verdi e soluzioni innovative per ridurre le emissioni non è solo un obbligo europeo, ma una priorità assoluta per la salute dei cittadini e per la tutela del territorio. Vogliamo supportare le amministrazioni locali affinché possano realizzare opere che abbiano un impatto reale e immediato sulla vita delle comunità. Questa Giunta conferma, ancora una volta, il suo impegno per uno sviluppo sostenibile che guardi al futuro del Piemonte»

La misura, in coerenza con gli obiettivi di mobilità sostenibile e rigenerazione urbana e in attuazione del Piano regionale della qualità dell’aria, finanzierà una serie di interventi promossi dai Comuni piemontesi per il miglioramento della qualità dell’aria, con particolare riferimento alle polveri sottili e agli ossidi di azoto. Gli interventi sono finalizzati alla promozione di una mobilità attiva, sicura, integrata e attrattiva, contribuendo al rientro, nel più breve tempo possibile, dei valori degli inquinanti entro i limiti previsti, anche in sinergia con le misure nazionali.

Le azioni previste permetteranno di ridurre le emissioni derivanti dal traffico veicolare e di limitare l’esposizione degli utenti più vulnerabili all’inquinamento di prossimità, favorendo al contempo l’uso di modalità di spostamento alternative all’auto privata e riducendo la congestione stradale, soprattutto nelle ore di punta, con un conseguente consolidamento dell’uso della bicicletta negli ambiti urbani.

Sono ammissibili progetti che prevedano interventi infrastrutturali di ridisegno degli spazi pubblici in prossimità di poli attrattori urbani, come scuole e aree pubbliche. Tra le opere finanziabili rientrano la definizione, la riorganizzazione e la segnalazione delle aree soggette a limitazioni per i veicoli più inquinanti, l’installazione di segnaletica verticale, l’istituzione o l’estensione di aree pedonali e di zone con limite di velocità a 30 km/h.

La misura comprende inoltre la trasformazione di piazze, parchi, giardini e aree gioco, la creazione di scuole car-free mediante percorsi pedonali e ciclabili casa-scuola, l’attivazione di iniziative per gli spostamenti sicuri verso gli istituti scolastici (come pedibus e bike to school), l’estensione e l’efficientamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale e la realizzazione di nuovi percorsi ciclabili urbani.

Tra gli interventi finanziabili rientrano anche la deimpermeabilizzazione del suolo e la realizzazione di nuove infrastrutture verdi, funzionali all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Le risorse saranno assegnate a partire dal 2026 fino al 2030, assicurando una programmazione pluriennale degli interventi. La Giunta ha inoltre previsto uno stanziamento aggiuntivo di 189.591,36 euro per l’assistenza tecnica necessaria alla gestione della Misura. I contributi potranno coprire fino al 90% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 630.000 euro per i piccoli Comuni e di 1,8 milioni di euro per i capoluoghi e per i Comuni con oltre 10.000 abitanti.

I fondi, ripartiti tra Unione europea, Stato e Regione, saranno assegnati tramite bando a sportello. La gestione della Misura è affidata alla Direzione regionale “Ambiente, Energia e Territorio”, attraverso il settore “Qualità dell’Aria e Innovazione Tecnologica per l’Ambiente”, che curerà la predisposizione del bando attuativo, la definizione delle procedure per la presentazione delle domande e la selezione degli interventi secondo i criteri approvati dal Comitato di Sorveglianza del Pr Fesr 2021-2027, garantendo trasparenza e coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Regione Piemonte.

Qualità dell’aria: l’analisi di Torino Respira

Caro direttore,

come consuetudine il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore all’Ambiente Matteo Marnati hanno rilasciato un comunicato stampa trionfalistico sullo stato della qualità dell’aria in Piemonte, celebrando i presunti successi del nuovo Piano Regionale per la Qualità dell’Aria.

Anche se ormai le mezze verità o i “fatti alternativi” stanno diventando la regola a tutti i livelli, come cittadini responsabili non possiamo rassegnarci a una parziale rappresentazione della verità, soprattutto quando c’è di mezzo la tutela della salute dei cittadini e delle cittadine. Ed ecco allora l’altra verità sull’aria di Torino, quella che Cirio e Marnati non raccontano, sempre basata sui dati dell’ARPA.

Partiamo dalle polveri sottili. Nel 2025 nelle tre stazioni ARPA che misurano il particolato fine, il PM2,5, si sono registrati superamenti del limite dell’OMS per la tutela della salute per 145 giorni a Lingotto, 165 giorni a Rebaudengo e 147 giorni a Rubino. In pratica per oltre un giorno su tre i torinesi hanno respirato aria insalubre grazie al PM2,5. Se confrontiamo questi dati con i limiti della nuova direttiva sulla qualità dell’aria, più alti dei criteri dell’OMS, i superamenti diventano 92 a Lingotto, 99 a Rebaudengo e 93 a Rubino, contro un limite massimo di 18 giorni all’anno. E questi sono i limiti che la Regione deve rispettare entro il 2030.

Questi dati sono peggiori di quelli del 2024 quando i superamenti dei criteri OMS erano stati 146 a Lingotto, 158 a Rebaudengo e 124 a Rubino, mentre i superamenti dei limiti della nuova direttiva erano stati 89 a Lingotto, 87 a Rebaudengo e 75 a Rubino.

Se passiamo all’Ozono, pericoloso inquinante estivo, che è stato anche oggetto di una campagna di monitoraggio civico del Comitato Torino Respira, anche qui situazione non mostra affatto un miglioramento. Il numero di superamenti dei valori obiettivo della legge in vigore è stato infatti di 46 giorni a Lingotto e di 69 giorni a Rubino, in peggioramento rispetto ai valori misurati nel 2024 (36 a Lingotto e 48 a Rubino). Anche qui si superano di oltre il doppio i limiti previsti dalla legge, che sono di 25 giorni.

Anche il biossido di azoto, che la Regione dichiara essere sotto il limite di legge ha superato i criteri OMS per 322 giorni a Rebaudengo, 250 a Consolata, 214 a Lingotto e 193 a Rubino, e ha superato i limiti giornalieri della nuova direttiva europea di più del doppio a Consolata e di quasi quattro volte a Rebaudengo. Nel 2024 i valori erano solo di poco superiori.

Perché queste differenze? Alcune si spiegano con le condizioni meteo, che ogni anno sono diverse e influenzano la qualità dell’aria, altre si spiegano con il cambiamento climatico, che rende le estati più calde e soleggiate e fa aumentare i valori di ozono e gli inverni più miti, riducendo i giorni favorevoli all’accumulo degli inquinanti.

L’inquinamento dell’aria è un fenomeno complesso: alcuni indicatori sono in miglioramento mentre altri non lo sono affatto e tutti questi dati andrebbero letti nel loro insieme e spiegati in modo onesto e trasparente alla cittadinanza. Fornire spiegazioni parziali attraverso i dati che fanno comodo e che servono a coprire le proprie incapacità è scorretto e pericoloso.

Comitato Torino Respira

Biossido di azoto sotto i limiti: migliorano i dati sull’aria in Piemonte

Rispettato per la prima volta il valore limite del biossido di azoto. Confermato il trend di riduzione del PM10

I primi dati sul monitoraggio della qualità dell’aria relativi al 2025, elaborati da Arpa Piemonte, delineano un quadro complessivamente positivo, caratterizzato da miglioramenti significativi e dal pieno rispetto degli standard normativi per il biossido di azoto. L’analisi evidenzia come l’anno sia stato contraddistinto da condizioni meteorologiche generalmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, con inverni miti e precipitazioni nella norma.

Il 2025 rappresenta inoltre il primo anno di piena applicazione delle disposizioni previste dal Piano regionale della qualità dell’aria, approvato dalla Giunta nel settembre 2024. Secondo la relazione preliminare, redatta sulla base dei dati provenienti dagli analizzatori automatici e in attesa di validazione definitiva, il Piemonte ha raggiunto un risultato storico per quanto riguarda il biossido di azoto (NO₂), inquinante generato principalmente dai processi di combustione e dal traffico veicolare: per la prima volta tutte le stazioni della rete regionale hanno rispettato il valore limite annuale di 40 μg/m³.

Le concentrazioni più elevate, pur restando al di sotto dei limiti di legge, sono state registrate nelle aree a maggiore intensità di traffico dell’agglomerato torinese, in particolare nelle stazioni di Torino Rebaudengo (39), Torino Consolata (35), Settimo Torinese (33), Collegno (31) e Carmagnola (31).

Anche per il particolato PM10 si conferma un andamento positivo, in continuità con la progressiva riduzione osservata negli ultimi anni. Tra i capoluoghi di provincia, le concentrazioni più basse sono state rilevate a Verbania. Nella maggior parte delle stazioni regionali è stata inoltre registrata una marcata diminuzione del numero di superamenti del limite giornaliero di 50 μg/m³ (consentiti fino a 35 giorni l’anno): nel 2025 il valore è stato rispettato in 29 stazioni su 33, contro le 25 del 2024. Le stazioni con criticità si sono dimezzate, passando da 8 a 4, tutte localizzate nell’area torinese.

Nel dettaglio, a Settimo Torinese sono stati registrati 48 superamenti (erano 68 nel 2024), a Torino Rebaudengo 39 (contro 55), e a Vinovo 38 (contro 55). Miglioramenti significativi rispetto al 2024 si rilevano anche a Ivrea (-22 superamenti), Settimo Torinese (-20), Vinovo (-19), Torino Rebaudengo (-16) e Torino Rubino (-10).

“Il 2025 è stato un anno storico – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati – perché per la prima volta da quando si eseguone le rilevazioni il Piemonte ha rispettato gli attuali limiti di legge per quanto riguarda gli ossidi di azoto, un risultato importante che, unito alla conferma di trend di positiva riduzione delle polveri sottili, conferma l’efficacia delle misure di contenimento degli inquinanti e a tutela della qualità dell’aria. E’ un risultato che consideriamo straordinario e frutto delle giuste politiche regionali che ci hanno consentito, in questi anni, di invertire la rotta di aumento degli inquinanti e raggiungere questo obiettivo. Continueremo con questo metodo e con investimenti importanti per ridurre gli inquinanti e migliorare la qualità dell’aria in Piemonte. Questi risultati, pur se in attesa della validazione finale dei dati, rappresentano un segnale importante e incoraggiano la Regione a continuare con determinazione nel lavoro di monitoraggio dei numeri e di tutela dell’ambiente con misure strutturali e combinate nella convinzione che la qualità dell’aria sia un obiettivo fondamentale da raggiungere con equilibrio, sostenibilità, attenzione alla salute e alle esigenze della comunità».