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Dalla pandemia alla guerra: torna Biennale Democrazia, “ai confini della libertà”

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È IL TITOLO DELLA VIII EDIZIONE CHE SI TERRÀ A TORINO DAL 22 AL 26 MARZO 2023 

Biennale Democrazia – progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è sostenuto, fin dai suoi esordi, da Intesa Sanpaolo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e da numerosi altri partner che negli anni ne hanno garantito la sostenibilità – torna nel periodo che fin dall’inizio l’ha vista protagonista: da mercoledì 22 a domenica 26 marzo 2023, Torino ospiterà l’ottava edizione di una tra le manifestazioni più attese del palinsesto culturale torinese, che si presenta con un titolo particolarmente significativo: Ai confini della LIBERTÀ.

Al centro dell’attenzione sarà la libertà, riferimento indispensabile di ogni discorso sulla democrazia e, allo stesso tempo, parola contesa da schieramenti e tradizioni culturali anche molto differenti, sino a diventare una bandiera, continuamente ridefinita, dei più diversi attori politici. Da ciò l’esigenza di tornare a parlarne, con lo scopo di coglierne le sfumature, di comprenderne le contraddizioni, di discuterne i limiti e nuovi possibili progressi.

La libertà è, oggi, argomento imprescindibile di ogni discorso politico, ma – ricorda Gustavo Zagrebelsky, Presidente di Biennale Democrazia – gli eventi tragici di questi anni, che ci hanno costretti tra la guerra e la pandemia, mostrano quanti significati diversi può assumere una parola così evocativa. La prossima primavera Biennale torna ad animare Torino, per discutere di libertà, delle sue molteplici declinazioni, dei suoi confini, dei suoi possibili sviluppi e dei suoi rapporti con la democrazia”.

Il Sindaco di Torino è orgoglioso di annunciare il ritorno a marzo 2023 di Biennale Democrazia, un evento atteso da un pubblico di tutte le età – composto da tanti torinesi, ma amato ben oltre i confini della nostra città – che negli anni ne ha apprezzato i contenuti e animato le discussioni, determinandone il grande successo. Il senso della manifestazione è stato reso visibile, negli anni, dalla grande partecipazione del pubblico più giovane delle scuole e delle università, fatto di cittadini in formazione continua; è guardando soprattutto a loro che la Città di Torino rinnova il suo impegno, chiamando a un unico tavolo le principali manifestazioni culturali torinesi, Festival Internazionale dell’Economia, Biennale Tecnologia, Biennale Democrazia, per  lanciare il  grande progetto di Torino Futura, il cui obiettivo è quello di moltiplicare le occasioni di dialogo e di attivismo civico dei futuri cittadini lungo il corso di tutto l’anno.

I TEMI DI BIENNALE DEMOCRAZIA 2023

La pandemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina hanno avuto conseguenze rilevanti sul modo stesso in cui pensiamo e viviamo la convivenza democratica. Per questo Biennale Democrazia riparte dalla libertà che costituisce, con l’uguaglianza, il fondamento stesso della democrazia. Storicamente, però, sotto il cappello della libertà si sono affollati significati diversi, talvolta persino contraddittori: «non c’è parola che abbia ricevuto un maggior numero di significati diversi, e che abbia colpito gli spiriti in tante diverse maniere, come quella di libertà», affermava già Montesquieu. Per esplorare il complesso rapporto tra libertà e democrazia, l’ottava edizione si articolerà in quattro percorsi tematici: Liberi tutti!, Conflitti di libertà, La libertà come format, Immaginare la libertà (per approfondire i quali rimandiamo alla scheda Progetto Scientifico in cartella stampa).

TORINO FUTURA

Nella sua ottava edizione, Biennale Democrazia potenzia e rinnova uno degli elementi distintivi del suo progetto culturale, ovvero l’investimento nella formazione dei futuri cittadini, perseguito fin dalla prima edizione del 2009 attraverso un rapporto di collaborazione privilegiato con le istituzioni scolastiche e con l’associazionismo giovanile.

Ed è proprio a partire dall’attenzione che storicamente la Città di Torino riserva alle giovani generazioni che, come anticipato, è stata ideata Torino Futura, progetto coordinato dagli Assessorati alle Politiche culturali e alle Politiche educative e giovanili che raccoglie in un unico percorso continuativo tutte le attività sviluppate dalle tre manifestazioni culturali di rilievo internazionale che a Torino hanno trovato una casa comune: Festival Internazionale dell’Economia, Biennale Tecnologia e Biennale Democrazia.

Forte è il desiderio della Città di valorizzare e sostenere lo sforzo nel coinvolgimento delle giovani generazioni, che in questi anni hanno pagato un costo altissimo in termini di limitazione delle occasioni di socialità, di apertura e di crescita ma che allo stesso tempo a esso hanno saputo reagire attraverso nuove forme di attivismo giovanile, rompendo schemi e riappropriandosi del ruolo che spetta loro.

DEMOCRAZIA FUTURA

Rilevante novità dell’ottava edizione di Biennale Democrazia è quindi Democrazia Futura che, nell’ambito di Torino Futura, inaugurerà le sue attività a partire da ottobre 2022, con iniziative formative gratuite rivolte alle scuole di ogni ordine e grado: percorsi formativi dedicati alle scuole secondarie di secondo grado realizzati da Biennale Democrazia in collaborazione con Cifa Onlus; percorsi per le scuole secondarie di primo grado, realizzati da Biennale Democrazia in collaborazione con Iter-Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile, Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani Onlus; percorsi pensati per le scuole primarie, in collaborazione con Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani Onlus; percorso rivolto alle studentesse e agli studenti dei CPIA-Centri provinciali per l’istruzione degli adulti di Torino e Provincia, a cura dei formatori di Biennale Democrazia, in collaborazione con Polo del ‘900 (per approfondire gli itinerari formativi proposti rimandiamo alla scheda Democrazia Futura in cartella stampa).

Dopo l’interruzione imposta dalla pandemia, inoltre, Democrazia Futura ripropone l’esperienza del campus residenziale che consentirà alle classi provenienti da ogni parte d’Italia di essere ospitate, a Torino nei giorni della manifestazione, con l’accompagnamento e la guida dell’équipe di educatori dell’Associazione Acmos. Per la prima volta l’esperienza residenziale di Biennale Democrazia si realizzerà in uno degli spazi più suggestivi di Torino: grazie alla nuova partnership avviata con Combo, i ragazzi del campus soggiorneranno presso l’antica caserma dei pompieri di Porta Palazzo, trasformandola in un vero e proprio «quartier generale dei giovani».

Biennale Democrazia tornerà ad abitare i luoghi di Torino che più la caratterizzano, tra cui il Teatro Carignano, il Circolo dei lettori, l’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, le OGR – Officine Grandi Riparazioni, il Polo del ‘900, l’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università di Torino, l’Aula Magna del Politecnico di Torino.

In virtù dell’esperienza di successo della scorsa edizione, che ha consentito a Biennale Democrazia di raggiungere in maniera più capillare un pubblico di rilievo internazionale, irrinunciabile sarà la trasmissione in diretta streaming di un palinsesto di eventi selezionati sui canali ufficiali della manifestazione, intervallato da interviste, contenuti e approfondimenti curati appositamente da giovani giornalisti.

L’edizione 2023 troverà spazio su tutto il territorio della Città, grazie al coinvolgimento attivo e propositivo delle realtà che lo animano, che saranno sollecitate ad avanzare occasioni di incontro, attività e riflessioni sui temi di Biennale Democrazia, grazie al coordinamento nell’ambito del progetto Circoscrizioni al Centro, alla collaborazione della rete delle Biblioteche civiche torinesi e con Camera di Commercio di Torino attraverso la partnership con la piattaforma Torino Social Impact, l’ecosistema per l’imprenditorialità a impatto sociale, che permetterà di riflettere sulle pratiche di rigenerazione urbana come punto di incontro tra la partecipazione attiva e lo sviluppo economico e sociale

 

CANALI BD

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Fondazione ricerca sul cancro al Festival dell’economia

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO: DAL TERZO SETTORE CONTRIBUTO FONDAMENTALE PER L’ ITALIA

-Il Terzo settore, uno dei pilastri dell’Italia con i suoi 360 mila enti e 1 milione di addetti, è stato il protagonista dell’incontro organizzato , in piazza Carlo Alberto a Torino, dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro nell’ambito del Festival Internazionale dell’Economia. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista della Stampa Andrea Rossi, hanno partecipato la Professoressa Anna Sapino, Direttore Scientifico dell’Istituto di Candiolo IRCCS, Luca Asvisio, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Torino, Mario Calderini, Portavoce di Torino Social Impact, e Andrea Lecce, Exexutive Director Impact Bank di Intesa SanPaolo. Tema dell’incontro: “Il contributo del Terzo settore per il rilancio del Paese”.

Come è stato ricordato nel corso del dibattito, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro nel 5×1000 è tra i primissimi enti in Italia per numero di sottoscrizioni fra gli oltre 60 mila che usufruiscono di questo contributo destinato alle associazioni no profit. “Questo sostegno generoso – ha affermato Anna Sapino – ci impone di programmare e monitorare le nostre ricerche nel modo più efficace e rigoroso per esaudire le aspettative dei nostri donatori e di trovare le professionalità migliori attraverso bandi internazionali, che ci hanno anche consentito di riportare in Italia scienziati trasferitisi all‘estero”.

Un caso “virtuoso”, come ha sottolineato Luca Asvisio, anche dal punto di vista della trasparenza: “Noi come Ordine dei Commercialisti collaboriamo alla stesura del Bilancio Sociale e di sostenibilità della Fondazione. D’ altronde, la riforma del Terzo settore chiede a questi enti uno sforzo di trasparenza e di responsabilità non secondario, anche rispetto all’attività di rendicontazione economica e sociale”.

Il Covid è stato una sfida difficile per gli enti del Terzo settore: “A Candiolo – ha ancora affermato Anna Sapino – abbiamo messo a disposizione sale operatorie e laboratori di analisi. Grazie alla nostra esperienza nella ricerca e alle nostre apparecchiature d’avanguardia siamo diventati un centro di riferimento per l’identificazione delle varianti del virus”.

Lecce e Calderini hanno sottolineato le peculiarità del terzo settore rispetto al settore pubblico, ricordando che uno dei pilastri indicati dall’Unione europea per la rinascita economica post Covid è rappresentato proprio dall’economia sociale. Ma c’è un rammarico, hanno detto, “il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si è sostanzialmente dimenticato del terzo settore”.

Un pianeta, molti mondi. Torna Biennale Democrazia, le anticipazioni

VII EDIZIONE  DAL 6 AL 10 OTTOBRE 2021 A TORINO

 

L’immagine guida 2021 e le prime anticipazioni sul programma

                                     

La settima edizione di Biennale Democrazia torna da mercoledì 6 a domenica 10 ottobre, in presenza a Torino ma anche online. Per oltre dieci anni, la manifestazione internazionale – nata per valorizzare e diffondere la cultura democratica coinvolgendo i cittadini e in particolare i giovani delle scuole e delle università – si è svolta all’inizio della primavera, ma a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria si era deciso di spostare l’edizione 2021 da marzo a ottobre, perché Biennale Democrazia potesse essere un luogo di incontro sicuro, capace di favorire la partecipazione della cittadinanza e di tornare ad abitare i luoghi della cultura di Torino.

In presenza e online. A ottobre Biennale Democrazia tornerà in presenza, con oltre 90 incontri e 150 relatori dal mondo, ma senza rinunciare alle opportunità offerte dal digitale: la prossima edizione sarà infatti caratterizzata da un’ampia offerta di dirette streaming, per fare fronte alla necessità di ridurre la capienza delle sale – nel rispetto delle normative di sicurezza – ma allo stesso tempo garantire comunque, anche al pubblico più lontano, di seguire buona parte degli appuntamenti in programma.

“Biennale Democrazia è pronta a tornare in ottobre ad animare la città con dibattiti e lezioni su grandi interrogativi di portata globale – sostiene Gustavo Zagrebelsky -. Torino si confermerà un riferimento nazionale e internazionale anche grazie al nostro sforzo di garantire la ripresa delle attività in presenza nei luoghi simbolo della cultura della nostra città. Il senso di Biennale Democrazia, infatti, è prima di tutto quello di ritrovarsi per discutere assieme”.

“In autunno Torino sarà al centro di un ampio programma di appuntamenti culturali – ricorda la Sindaca Chiara Appendino – nell’ambito del quale Biennale Democrazia si conferma uno spazio di riflessione privilegiato per i cittadini della nostra città. Discutere di Un pianeta, molti mondi vuol dire ripartire da questioni fondamentali, come la difesa dell’ambiente, ragionando assieme sia delle risposte politiche sia degli sforzi con cui ognuno di noi può contribuire a trovare soluzioni nuove”.

Un pianeta, molti mondi. Biennale Democrazia 2021 avrà come punto di partenza la nostra condizione di abitanti di un unico pianeta, sempre più connesso ma allo stesso tempo più frammentato, e si soffermerà sui tanti fattori che rendono difficile trovare risposte comuni a problemi di portata globale. L’emergenza sanitaria ne ha fornito una dimostrazione esemplare – nel bene e nel male, nella vulnerabilità come nella solidarietà – ma ha anche mostrato quanto rilevanti siano i legami che ci pongono in relazione diretta con gli altri, dando forma agli spazi di cittadinanza e a quello che ciascuno percepisce come il proprio mondo: abitiamo lo stesso pianeta, ma possiamo appartenere a mondi diversi. Ecco perché diventa sempre più importante imparare ad agire di concerto, a partire dalla questione ecologica per arrivare a beni primari come la vita, la salute o la libertà. Ed ecco anche perché, di fronte a sfide di questa portata, solo la democrazia può assicurare gli spazi indispensabili per immaginare soluzioni mai prima d’ora sperimentate, individuando punti di contatto nella varietà di mondi umani. Interrogarsi e discutere su questi temi è particolarmente urgente perché molto del nostro futuro dipenderà dalla qualità delle scelte che società, istituzioni e cittadini sapranno compiere.

L’immagine guida della VII edizione. L’immagine scelta per rappresentare “Un pianeta, molti mondi” è stata selezionata da Biennale in sinergia con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino per la sua capacità di incorporare un pluralismo di prospettive, un luminoso dischiudersi di molteplici mondi in un unico spazio di ripresa. Si tratta di Death of an Image #4 (La Morte di un Immagine #4), fotografia analogica di grande formato realizzata dall’artista internazionale Andrea Galvani nel 2005 e presentata nell’omonima e acclamata serie fotografica al Whitney Museum di New York nel 2006. Nell’opera, un grande albero al centro di campo di grano viene trasformato in un corpo luminoso attraverso l’uso di tre specchi che riflettono la luce del sole per svelare dimensioni invisibili e interne dell’immagine. Sono quelle che ordinano e costituiscono il tessuto materiale del nostro mondo, quelle che regolano il rapporto fra la natura e gli esseri umani, tra questioni di ampia portata che possono aprire ad orizzonti politici e sociali nuovi. L’artista vive e lavora da molti anni tra New York e Città del Messico. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in importanti musei e spazi istituzionali, e fa parte delle principali collezioni pubbliche e private in Europa, in Africa, nelle Americhe e in Asia. In un’edizione dedicata a questioni di portata globale, la scelta di questa immagine – un albero reso luminoso da tre specchi che riflettono la luce del sole – è stata mossa dalla convinzione che il rapporto fra la natura e gli esseri umani è diventato ormai un tema ineludibile: dopo mesi così difficili è più che mai necessario ripartire da questioni di ampia portata, aprendo orizzonti di aspettativa in cui rinnovare la nostra immaginazione politica e sociale.

I primi ospiti annunciati. Il programma completo di Un pianeta, molti mondi sarà diffuso in occasione della conferenza stampa dedicata – che si terrà martedì 14 settembre – ma tra i tanti relatori che dal 6 al 10 ottobre parteciperanno ai dibattiti di Biennale Democrazia sono già confermati: la biologa e Senatrice a vita Elena Cattaneo, che ripartirà dal “dubbio” come valore fondamentale della scienza e della politica; il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, che discuterà dell’intelligenza delle piante; la Presidente del CNR Maria Chiara Carrozza, che indagherà il rapporto fra la tecnologia e il mondo umano; e ancora, in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori, l’economista premio Nobel, Esther Duflo, che porrà l’attenzione sul futuro di un sistema economico globale che sia compatibile con i principi della dignità umana, e il filosofo François Jullien, che rifletterà sulle diverse visioni della natura fra Oriente e Occidente. La VII edizione di Biennale Democrazia si concluderà con un concerto dell’artista maliana Fatoumata Diawara.

La rete di Biennale Democrazia.

Il programma di Biennale Democrazia vede ogni anno la partecipazione di oltre 50 tra istituzioni, enti e associazioni, che rendono possibile una ricca circolazione di idee, suggestioni, proposte.

Le collaborazioni di lunga dataAnche la settima edizione è realizzata con il fondamentale sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, della Fondazione Compagnia di San PaoloFondazione CRT e dei Partner Smat e Reale Mutua.

Si rafforzano inoltre le storiche collaborazioni: il Polo del ‘900, che contribuisce sin dall’edizione 2018-2019 alla diffusione dei temi di Biennale su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo nuovi pubblici e partecipando allo sviluppo di contenuti – come con il ciclo Nuovi Mondi della primavera 2021 -, porterà il proprio patrimonio di idee e riflessioni negli appuntamenti di ottobre. L’Università di Torino, sempre più impegnata nelle iniziative di coinvolgimento della cittadinanza e nella condivisione dei propri saperi, aprirà nuovamente le proprie aule alla Città diventando parte attiva nella progettazione e nella realizzazione degli incontri di Biennale; e il Politecnico di Torino, che tornerà a proporre contenuti a partire dall’esperienza di Biennale Tecnologia, confermando il proprio ruolo fondamentale nel dialogo fra le discipline umanistiche e sociali e il mondo delle scienze e della tecnologia.

Si rinnova poi il rapporto con OGR Torino, non solo una delle location principali di Biennale 2021, ma anche importante partner di co-progettazione insieme a Fondazione per l’Arte Moderna e contemporanea CRT; ma anche con la Camera di commercio di Torino attraverso la piattaforma per l’imprenditorialità a impatto sociale Torino Social Impact e con la Fondazione Circolo dei lettori che, oltre a essere sede storica di Biennale, contribuirà con contenuti inediti, anche grazie al Festival del Classico.

Tra le tante e storiche collaborazioni confermate per la nuova edizione, parteciperanno a Biennale Democrazia 2021: la rete delle Biblioteche civiche torinesiTorino Urban LabGoethe Institut Turin, Museo del RisparmioCentro Culturale Protestante, cheFare.

Le nuove sinergie. Ai partner di lunga data questa nuova edizione affianca collaborazioni inedite. Importante novità è Memory Matters, un progetto di Biennale Democrazia e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nell’ambito di Verso, programma curato e prodotto con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte. Attraverso installazioni e performance artistiche nello spazio pubblico, Memory Matters propone una riflessione sul tema della memoria collettiva, sui processi della sua formazione e sugli immaginari che – a partire da razza, genere, status sociale, rapporto umano/naturale – sono oggetto di contesa e di rinegoziazione.

Per il 2021 si inaugura inoltre una preziosa partnership con il Salone Internazionale del Libro di Torino: la VII edizione di Biennale diventerà un ponte tra le due grandi manifestazioni torinesi che in autunno si passeranno virtualmente il testimone in città.

Si rafforza, poi, la collaborazione con il Teatro Stabile di Torino: lo spettacolo inaugurale della VII edizione di Biennale Democrazia sarà infatti l’anteprima speciale dello spettacolo “Dante fra le fiamme e le stelle”, che andrà in scena al Teatro Carignano nella serata di mercoledì 6 ottobre. Lo spettacolo, di e con Matthias Martelli, per la regia di Emiliano Bronzino, è una coproduzione Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

E ancora, Biennale 2021 offrirà l’occasione per presentare il percorso Pensa 2040 che si svilupperà in tre appuntamenti sui temi della cultura come strumento di lotta alla criminalità organizzata e della transizione ecologica ed esistenziale, promossi dall’Associazione Crisi Come Opportunità con il supporto di Intesa Sanpaolo.

Per il primo anno, poi, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus sarà Charity Partner di Biennale Democrazia.

Alle nuove collaborazioni si aggiungono inoltre: OGR TechFondazione MerzScuola di Politiche, Fondazione De Gasperi, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, Medici senza frontiere, Prime Minister, Reset Festival, Club Silencio.

Sono confermate e rinnovate le importanti Media Partnership con Rai CulturaRai StoriaLa StampaLa Repubblica e Limes.

 

Le tante collaborazioni di Biennale Democrazia 2021, incluse le partnership e i progetti attualmente in costruzione, saranno raccontati nel dettaglio in occasione della conferenza stampa di settembre.

 

Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

 

Per info:

www.biennaledemocrazia.it – biennale.democrazia@comune.torino.it

Artissima rinvia la mostra “Stasi frenetica”

Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino annuncia che l’apertura al pubblico della mostra diffusa Stasi Frenetica nelle sedi di GAM, Palazzo Madama e MAO è stata rimandata a data da destinarsi nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19 disposte dal DPCM in vigore dal 05 novembre 2020.

 

 

L’edizione 2020 di Artissima si è reinventata in versione Unplugged, una formula nuova, dilatata nei tempi e negli spazi, che riunisce esposizioni fisiche, realizzate con Fondazione Torino Musei, e progetti digitali. Artissima attende i visitatori e i collezionisti in presenza non appena possibile per accoglierli nelle sale di GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e ContemporaneaPalazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica e MAO Museo d’Arte Orientale già allestite con un corpus di 158 opere provenienti dalle gallerie di Artissima selezionate per questa edizione della fiera. Una presentazione corale sul tema Stasi Frenetica, scelta da Ilaria Bonacossa in stretto dialogo con i galleristi coinvolti per offrire uno spaccato di quello che il pubblico avrebbe trovato negli stand e che accoglie il sostengo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

 

Sono invece confermati i progetti digitali su artissima.art: da martedì 3 novembre, è online Artissima XYZ, un’inedita piattaforma cross-mediale realizzata grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo che trasforma le sezioni curate della fiera in un’immersiva esperienza digitale. Si tratta delle sezioni Present Future curata da Ilaria Gianni e Fernanda Brenner, Back to the Future curata da Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar e Disegni curata da Letizia Ragaglia e Bettina Steinbrügge.

 

Dal  4 novembre Artissima lancia inoltre FOLLE, un progetto digitale di riscoperta e valorizzazione dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo che riunisce su una piattaforma online dedicata 26 fotografie scattate tra il 1930 e il 1980 che catturano diversi momenti di aggregazione sociale, raccontando le trasformazioni sociali e politiche del Paese.

 

A partire dal 5 novembre, il catalogo online di Artissima presenterà i lavori che le gallerie selezionate per l’edizione 2020 della fiera avrebbero portato in stand oltre a quelli allestiti nelle mostre di Stasi Frenetica presso la GAM, Palazzo Madama e il MAO.

 

Sono rinviati anche il progetto espositivo FOLLE in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che propone una selezione degli scatti presentati online e JaguArt – The Italian Talent Road Show, la collettiva dei dieci giovani artisti vincitori del road show nato in collaborazione con Jaguar, entrambi previsti alla GAM di Torino. Allo stesso modo è rimandata la presentazione da Combo delle due opere-video prodotte dai giovani artisti Caterina Erica Shanta e Liryc Dela Cruz, durante la residenza del Torino Social Impact Art Award e quella dell’opera video di Natália Trejbalová alle OGR nell’ambito del programma di Biennale Tecnologia.

 

Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, commenta: “Stasi Frenetica è allestita e pronta per accogliere il pubblico, anche se in questa fase solo in formato digitale. Abbiamo concluso l’allestimento lunedì e le mostre sono bellissime, non solo perché rappresentano un inno alla resistenza e alla fiducia nel futuro, ma anche per la grande partecipazione dimostrata dai galleristi che hanno davvero fatto proprio l’invito a raccontare l’emergenza contemporanea attraverso le opere d’arte selezionate.

A metà ottobre abbiamo deciso di puntare su una formula ibrida costruendo una piattaforma digitale inedita attraverso la quale conoscere non soltanto le opere ma anche gli artisti con approfondimenti video e audio e progetti espositivi realizzati con la Fondazione Torino Musei che ha messo a disposizione gli spazi espositivi di GAM, Palazzo Madama e MAO. L’importante investimento sul digitale iniziato nel 2017, grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, ci permette di garantire al nostro pubblico non solo la possibilità di vedere le opere che le gallerie avrebbero portato in fiera sul catalogo digitale, ma anche di partecipare a visite guidate virtuali e di compiere un’esperienza unica con Artissima XYZ”.

 

Il Piemonte nella classifica del Financial Times: le imprese investono qui

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 Il Piemonte conquista nuovamente la ribalta europea dell’attrazione investimenti: la regione è nel nuovo rapporto “Investment Impact Awards 2026” del Financial Times. Un riconoscimento che si inserisce in un contesto di crescente attrattività del territorio, frutto di una strategia strutturata di attrazione e accompagnamento agli investimenti esteri promossa da Regione Piemonte e Sistema Camerale Piemontese e attuata operativamente dal Team Attrazione, di cui Ceipiemonte è riferimento per gli investitori esteri.

In questo quadro si colloca il risultato emerso dal rapporto “Investment Impact Awards 2026”, che premia i progetti di investimento estero capaci di generare il maggiore impatto sui territori europei.fDi Intelligence, testata specializzata del Financial Times, ha infatti inserito l’investimento di LVMH relativo alla Manifattura Bulgari di Valenza in 6° posizione tra i progetti europei di medie dimensioni con il più grande impatto sul territorio e sull’economia locale e nazionale, a testimonianza della capacità dell’ecosistema regionale di attrarre investimenti ad alto valore aggiunto.

Negli ultimi anni il Piemonte si è affermato come una destinazione sempre più attrattiva per gli investitori internazionali. A confermarlo è anche Ernst & Young che, nelle edizioni 2024 e 2025 dell’Attractiveness Survey Italy, ha riconosciuto la regione come seconda in Italia per numero di investimenti esteri, grazie alla posizione strategica e alla presenza di alcuni dei distretti industriali più competitivi a livello internazionale. Anche la strategia regionale per l’attrazione degli investimenti esteri è stata più volte premiata dal Financial Times, sia nel 2024 sia nel 2025, collocandola tra le prime 10 migliori regioni a livello europeo.

In questi anni il Piemonte ha definito e attuato una strategia strutturata di attrazione degli investimenti, fondata su programmazione, semplificazione amministrativa, accompagnamento agli imprenditori, costruzione di relazioni istituzionali dirette e continuative con gli investitori internazionali e valorizzazione delle filiere produttive strategiche. È questa impostazione – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino e l’assessore al Bilancio, Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – che sta rafforzando in modo stabile la competitività del nostro territorio. Il riconoscimento del Financial Times si inserisce in questo percorso e rappresenta una conferma internazionale della solidità del lavoro svolto. Il risultato si inserisce in un quadro già consolidato, che vede il Piemonte al sesto posto tra le regioni europee più attrattive per investimenti esterisecondo il rapporto “European Cities and Regions of the Future” del Financial Times. L’investimento di LVMH con l’ampliamento della Manifattura Bulgari di Valenza, che valutiamo molto positivamente soprattutto per i 500 nuovi posti di lavoro entro il 2029, è un esempio concreto della capacità del Piemonte di attrarre progetti industriali ad alto valore aggiunto e con ricadute occupazionali significative. Continueremo a consolidare il Piemonte quale piattaforma europea della manifattura di qualità, sostenere l’innovazione e creare occupazione stabile e qualificata, con strumenti mirati e una collaborazione costante tra istituzioni e sistema produttivo”.

Il posizionamento della nostra regione tra le eccellenze europee per l’impatto dei capitali esteri conferma l’efficacia della sinergia tra istituzioni e sistema produttivo. Come Sistema camerale, osserviamo un netto salto di qualità: il Piemonte ha accelerato il ritmo di attrazione dei progetti internazionali, consolidando una crescita che ci distingue nel panorama nazionale. Questa vitalità si riflette in un tessuto economico e in un territorio accogliente, dove le multinazionali scelgono i nostri distretti per la loro competitività globale e le elevate competenze tecniche. La nostra regione offre agli investitori non solo una posizione strategica, ma una capacità manifatturiera capace di generare ricchezza e occupazione qualificata. L’interesse costante verso le nostre filiere, testimoniato dai numerosi dossier in fase di assistenza operativa, conferma una profonda fiducia internazionale. Il nostro impegno prosegue per rafforzare questo ecosistema, affinché l’attrazione di capitali si traduca in innovazione e crescita per il nostro Piemonte” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Camera di commercio Alessandria-Asti.

La regione si distingue nel contesto italiano per la presenza di oltre 1.300 multinazionali estere, con più di 5.680 unità locali183 mila addetti e un valore aggiunto di 15 miliardi di euro. I principali Paesi di provenienza sono Francia, Germania, Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito, con una forte concentrazione in provincia di Torino e una prevalenza di attività nei comparti manifatturiero, commerciale e scientifico-tecnico (fonte: Observer – Osservatorio sulle multinazionali in Piemonte) che collocano il Piemonte al secondo posto nazionale per occupati e valore aggiunto generato da imprese industriali estere (fonte: TEHA Group).

A conferma del ruolo crescente del Piemonte sullo scenario internazionale, i numeri del Progetto Attrazione Investimenti sostenuto da Regione Piemonte e Sistema Camerale Piemontese: negli ultimi tre anni sono state 650 le aziende estere intercettate, di cui circa 100 attualmente in assistenza operativa per le fasi di business planning, business set-up, individuazione delle location insediative, identificazione di incentivi e altre necessità nel post-insediamento (aftercare). I principali Paesi di provenienza sono Regno Unito, Stati Uniti e Germania, mentre i settori prevalenti risultano real estate, aerospazio e automotive & transportation, con Torino, Novara e Alessandria tra le prime province valutate per l’insediamento.

Tra i progetti più rappresentativi di questo percorso si inserisce l’ampliamento della Manifattura Bulgari di Valenza, investimento del gruppo LVMH riconosciuto da fDi Intelligence tra quelli a maggiore impatto in Europa, che rappresenta un risultato tangibile della capacità del territorio di attrarre e accompagnare investimenti strategici.

Il riconoscimento conferito con l’Investment Impact Award testimonia il valore strategico del lavoro collettivo svolto dal Centro Estero per rafforzare il posizionamento internazionale del Piemonte. Per Ceipiemonte, l’attrazione di investimenti esteri rappresenta una leva concreta per generare nuove opportunità di crescita per le imprese del territorio, favorire l’innovazione e valorizzare le filiere produttive che caratterizzano il sistema economico regionale. L’investimento di Bulgari a Valenzadimostra come Il nostro impegno profuso negli ultimi anni nel costruire una proposta di valore chiara e competitiva abbia prodotto risultati tangibili. Accompagnare un investitore significa creare le condizioni affinché possa integrarsi nel tessuto produttivo locale, entrare in relazione con competenze altamente specializzate, con il know-how delle filiere piemontesi e con un ecosistema solido sotto il profilo industriale e formativo. Il riconoscimento del Financial Times, che premia proprio questo progetto, rappresenta una conferma autorevole a livello internazionale del percorso costruito da Ceipiemonte insieme alle istituzioni e al sistema economico regionale” – È quanto affermato da Dario Peirone, Presidente di Ceipiemonte.

La Manifattura di Valenza rappresenta il fiore all’occhiello della visione integrata che Bulgari dedica ai propri siti produttivi: un modello che coniuga responsabilità ambientale, tutela e trasmissione del savoir-faire e una concreta attenzione al benessere delle persone. – dichiara Corinne Le Foll, Bulgari High Jewelry and Jewelry Business Unit Managing Director. Questo polo d’eccellenza è volto a presidiare l’intera filiera all’interno di un contesto che promuove innovazione, miglioramento continuo e cultura della qualità, fondato sui più elevati standard ambientali e sociali. Con artigiani provenienti da oltre trenta nazionalità, la Manifattura è un crocevia dinamico e in costante evoluzione: l’incontro tra talenti internazionali e pratiche virtuose genera un ecosistema in cui il lusso si esprime attraverso una visione olistica e responsabile: un sistema interconnesso in cui persone, competenze e territorio crescono insieme, guidati da un condiviso impegno di restituzione e creazione di valore per la comunità.”

Il progetto contribuisce in modo significativo alla creazione di valore, all’occupazione altamente qualificata e all’innovazione in Piemonte, rafforzando la posizione della regione come polo chiave della manifattura di lusso in Europa. L’iniziativa prevede il raddoppio della capacità produttiva grazie a un ampliamento che raggiunge una superficie complessiva di 33.000 mq e la creazione di 500 nuovi posti di lavoro entro il 2029, contribuendo all’aumento delle esportazioni, al rafforzamento delle competenze locali e alla competitività internazionale del Made in Italy. Pienamente coerente con le priorità nazionali in materia di Investimenti Diretti Esteri, il progetto sostiene la crescita di industrie ad alto contenuto tecnologico e innovativo, promuovendo al contempo sostenibilità ambientale, economia circolare e inclusione sociale e favorendo lo sviluppo dell’intera filiera regionale del lusso.

Presentato il report d’impatto quadriennale sulle attività di Fondazione AIEF

AIEF IMPACT

Oltre 165 tra questionari e interviste confermano il successo del modello promosso da Fondazione AIEF, sostenuto da oltre 50 imprese del territorio e dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT: a fronte di 1,4 milioni di euro raccolti, il valore economico restituito supera i 4 milioni. Il 79% dei beneficiari dichiara un netto miglioramento della qualità della vita.

TORINO – Fondazione AIEF presenta “AIEF Impact 2022-2025”, il report quadriennale che misura i risultati sociali ed economici prodotti dalla trasformazione in poli di comunità e innovazione sociale degli spazi abbandonati del Centro AIEF a Mirafiori Sud e del Castello di Lucento. Sono stati raccolti e investiti 1,4 milioni di Euro, che hanno generato un impatto sociale ed economico complessivo superiore a 4 milioni di Euro, attivando 12 progetti sociali, che ogni anno accolgono centinaia di beneficiari, e creando 25 posti di lavoro.

Il modello di Fondazione AIEF si basa sulla collaborazione partecipata di una rete di soggetti pubblici, privati e del terzo settore, con l’obiettivo di abilitare progetti di economia sociale sostenibile. La Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented della Fondazione CRT, ha sostenuto fin dalla nascita il modello di rigenerazione AIEF, anche attraverso il monitoraggio dei progetti e dei processi.  Il modello AIEF è riconosciuto come buona pratica nazionale ed europea, segnalato nel 2024 dal Philea Forum e nel 2025 dalla Commissione Periferie della Camera dei Deputati e dal Future4Cities di Torino.

L’esperienza di questi quattro anni di intensa implementazione di attività e ascolto del territorio è raccolta ed elaborata nel report “AIEF Impact 2022-2025”, frutto del sostegno di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e della Fondazione Cottino, in collaborazione con Cottino Social Impact Campus e CeVIS – Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto. La rilevazione, condotta tra marzo e dicembre 2025, si è basata su 165 questionari e decine di interviste qualitative a beneficiari e stakeholder, analizzando sei ambiti di impatto.

“Dietro ogni numero e ogni parola ci sono volti, fragilità accolte e autonomie ritrovate”, commenta Tommaso Varaldo, presidente di Fondazione AIEF. “AIEF Impact 2022-2025 non racconta solo i progetti realizzati, ma le relazioni costruite, le comunità rafforzate e le speranze accese. Il nostro impegno dimostra che investire nelle persone e nella cura dei luoghi significa generare valore duraturo e opportunità di crescita”, conclude.

La Fondazione AIEF è stata fondata nel 2021 da Tommaso Varaldo, grazie alla donazione delle opere d’arte di Eugenio Bolley, e si dedica al sostegno delle persone fragili e alla promozione di comunità inclusive e solidali nella Città di Torino.

“La mission di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, fin dalla sua nascita nel 2007, è rivolta agli investimenti a impatto sociale, con un notevole impegno nella rigenerazione territoriale, anche attraverso lo strumento imprescindibile del monitoraggio e della misurazione dell’impatto prodotto”, afferma Cristina Di Bari, Presidente della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT “Il processo seguito da Fondazione AIEF nella costruzione dei progetti illustrati nel report, rappresenta un modello di economia sociale affine alle logiche dell’impact investing che ci contraddistinguono, in particolare per la capacità di generare valore economico e sociale a beneficio di tutti.”

GLI SPAZI URBANI RIQUALIFICATI E LE PERSONE ACCOLTE

Da Mangianuvole Caffetteria Sociale, progetto di formazione e inserimento lavorativo per giovani con disabilità, al Centro Diurno del Castello di Lucento che accoglie minori con psicopatologie in rete con le neuropsichiatrie infantili del territorio, all’orto didattico con i percorsi di autonomia, al Centro Diurno di Mirafiori per la prevenzione delle malattie neurodegenerative, alla Cartoleria Sospesa che ogni anno raggiunge oltre 500 bambini della città. Sono alcuni dei dodici progetti della Fondazione che ogni giorno trovano sede al Centro AIEF di Mirafiori e al Castello di Lucento, quest’ultimo concesso da IpI SpA in comodato ad AIEF e ristrutturato grazie alle donazioni raccolte da oltre 50 aziende e fondazioni del territorio. Due luoghi che fino a pochi anni fa erano abbandonati e oggi sono poli di comunità e innovazione sociale, riconosciuti come Centri di Protagonismo Giovanile dalla Città di Torino. Nei primi quattro anni di attività hanno accolto 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, 1.650 bambini in povertà economica, 3.800 studenti in percorsi educativi e oltre 2.470 nuclei familiari, sviluppando una rete di 23 istituti scolastici, 51 enti del terzo settore e 56 aziende e fondazioni partner. La continuità delle attività garantisce cura, bellezza e opportunità concrete, costruendo reti di autonomia, cultura e solidarietà.

IMPATTI SOCIALI: IL 79% DELLE PERSONE ACCOLTE NEI PROGETTI DICHIARA UN NETTO MIGLIORAMENTO DELLA PROPRIA QUALITÀ DELLA VITA

Le attività della Fondazione hanno migliorato relazioni, partecipazione alla vita di comunità, accesso a cultura ed educazione e benessere individuale. Il 94% dei cittadini segnala un maggiore senso di appartenenza al quartiere, il 70% a Mirafiori e il 65% a Lucento ha ampliato la propria rete sociale, il 63% percepisce più sicurezza negli spazi circostanti. L’84% ritiene che le attività abbiano potenziato l’offerta culturale ed educativa, il 42% degli anziani dichiara un aumento del benessere e della socialità, l’80% dei giovani segnala maggiore autonomia e fiducia e il 26% dei ragazzi tra 15 e 26 anni riconosce un supporto concreto nei momenti di difficoltà. Complessivamente, il 69% a Mirafiori e il 79% a Lucento dichiara che la partecipazione ai progetti della Fondazione ha generato in loro un miglioramento della qualità della vita.

IMPATTI ECONOMICI: DA 1,4 MILIONI DI EURO DI DONAZIONI RACCOLTE GENERATO VALORE ECONOMICO COMPLESSIVO PER OLTRE 4 MILIONI DI EURO

Accanto agli impatti sociali, il report evidenzia il valore economico generato. I benefici diretti per persone fragili, minori, anziani e giovani ammontano a 435.480 euro, mentre quelli indiretti per famiglie, caregiver e comunità locali raggiungono 562.000 euro, grazie a minori costi assistenziali e maggior benessere sociale. Il valore legato alla rigenerazione e all’uso continuativo dei poli di Mirafiori e Lucento è stimato in 1.760.000 euro, a cui si aggiungono 1.451.300 euro di impatti di sistema legati a partecipazione civica, presidio sociale e produzione culturale. A fronte di 1,4 milioni di donazioni raccolte, il valore complessivo generato è stimato in 4.208.780 euro, prudenzialmente ricondotto a 3.367.000 euro, confermando un impatto ampiamente superiore alle risorse investite.

Per consultare il Report completo: https://www.fondazioneaief.org/#aief-impact


DALLE INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI E AI BENEFICIARI

Il Report pubblica anche le interviste fatte alle Istituzioni e ai beneficiari. Di seguito estrapolati alcuni incisi.

Le iniziative AIEF hanno un effetto molto positivo sui quartieri e sulla qualità della vita dei cittadini. Dare il proprio contributo nel riqualificare spazi come il Punto 13 o il Castello di Lucento non significa solo restituire edifici alla comunità: significa creare luoghi di incontro, cultura e sostegno, dove le persone possono sentirsi accolte e parte attiva della vita del quartiere”, ha dichiarato Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino.

Per il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio “AIEF ha avuto due intuizioni: la capacità di leggere i bisogni delle comunità e quella di dare risposte rapide. Interviene nei quartieri più fragili, restituendo spazi, relazioni e dignità per prevenire fragilità. È questa la vera innovazione: non limitarsi a curare i problemi, ma lavorare per evitarli, partendo dalla prossimità, dalla vita quotidiana delle persone”.

“Il modello ponte tra ospedale e territorio rafforza i percorsi riabilitativi e costruisce reti di prevenzione attiva. Il Centro Diurno per minori della Fondazione AIEF offre interventi specializzati per adolescenti, con uno sguardo integrato sulla persona e sulla famiglia. La bellezza e la qualità degli spazi favoriscono benessere, fiducia e relazioni positive tra pazienti, famiglie e operatori.”, commenta Franca Fagioli, Direttore dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Per Carlo Picco, Direttore Generale ASL Città di Torino, “Il modello AIEF dimostra come pubblico e privato possano affrontare insieme le emergenze giovanili sempre più diffuse. La collaborazione tra sanità e terzo settore ha permesso di ampliare le prese in carico e accreditare nuove strutture, ottenendo risultati concreti. Le attività di AIEF, inserite in contesti ludici ed educativi, riducono il disagio giovanile, favoriscono la socializzazione e offrono sollievo alle famiglie, confermando l’importanza di sostenere e sviluppare questi percorsi”.

“Quando lavoro al Castello mi sento felice ed appagato, quando vedo gente nuova al Castello sono sempre più felice perché so che piano piano si è sparsa la voce del fatto che il Castello è stato riqualificato e dentro ci siamo noi con la nostra Caffetteria Sociale dove ogni giorno impariamo a fare qualcosa di nuovo ed a migliorarci sempre più”, racconta Fabio, dipendente della Caffetteria Sociale.

La Vuelta a España in Piemonte: più di 40 milioni di euro di impatto 

 

La Vuelta a España 2025 è stata per Torino e per il Piemonte una grande festa di sport e allo stesso tempo un vero e proprio laboratorio di ricadute economiche, sociali e culturali. La decisione di ospitare la Salida Oficial, disputata tra il 21 e il 26 agosto, ha rappresentato per il territorio un’occasione straordinaria di promozione internazionale, capace di attrarre spettatori, media, atleti e operatori economici e di generare benefici diretti e indiretti di grande rilievo.

Le ricadute economiche dell’evento sono state illustrate  in una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte. Per la Città di Torino era presente l’assessore allo Sport e ai Grandi eventi, Domenico Carretta, che ha messo in evidenza come in meno di due anni Torino abbia accolto le tre più grandi corse ciclistiche a tappe del mondo, a conferma di una vocazione solida e profonda nell’organizzare e ospitare grandi eventi sportivi di respiro internazionale. “La città ha accolto la Vuelta a España con una festa lunga tre giorni tra sport, spettacolo e cultura – ha aggiunto l’assessore -, in una mobilitazione collettiva che ha attraversato luoghi iconici della città come piazzetta Reale e il Motovelodromo intitolato al campione Fausto Coppi, coinvolgendo migliaia di volontari e oltre 200 associazioni, rafforzando il senso di comunità e l’orgoglio locale. Un risultato straordinario, e i numeri ne sono la dimostrazione, in termini di ricadute economiche e di visibilità internazionale”.

Secondo il report “Economic Impact of La Vuelta in Piedmont” del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, curato dal prof. Alberto Sardi, la manifestazione ciclistica ha prodotto risultati straordinari: nel pieno della stagione estiva, tradizionalmente dedicata alle vacanze, le quattro tappe piemontesi hanno richiamato circa 200 mila spettatori, distribuiti tra grandi città e piccoli centri. Torino, Venaria, Novara, Alba, Limone Piemonte, San Maurizio Canavese, Ceres e Susa sono diventati teatro di un’intensa mobilitazione collettiva, con significativi aumenti delle presenze turistiche e delle prenotazioni alberghiere.

Si è stimato un impatto economico lordo diretto superiore ai 18 milioni di euro. Ma l’impatto della Vuelta non si esaurisce nella semplice somma delle transazioni: grazie a una regia logistica e organizzativa efficace, la Regione Piemonte ha trasformato ogni euro investito in un volano per il tessuto produttivo locale. Ristoratori, hotel, negozi e attività outdoor hanno beneficiato del grande afflusso di pubblico, mentre la domanda di servizi di trasporto locale ha registrato un forte incremento.

Il moltiplicatore economico ha generato ulteriori 22 milioni di euro di impatto indiretto e indotto. L’impatto economico totale supera dunque i 40 milioni di euro, mentre il valore prudenziale dell’impatto netto immediato è stimato in 33 milioni di euro, a fronte di una spesa pubblica complessiva di 6,7 milioni di euro.

“La Vuelta è stata una grande occasione per tutto il Piemonte – hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore allo Sport e Turismo, Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, Caccia e pesca e post-olimpico, Paolo Bongioanni e l’assessore al Bilancio e alle Attività produttive, Andrea Tronzano -. È stata un’importante gara ciclistica, ma soprattutto un grande progetto di promozione turistica, economica e culturale che ha visto lavorare insieme istituzioni, comuni, imprese ed enti locali. I numeri lo dimostrano: abbiamo generato ricavi concreti, sostenuto il comparto turistico e commerciale, portato il Piemonte sotto i riflettori di milioni di spettatori nel mondo. Il nostro territorio è stato protagonista con le sue eccellenze, la sua accoglienza e la sua capacità organizzativa. Questi risultati ci incoraggiano a continuare a puntare sui grandi eventi sportivi e sulla valorizzazione delle nostre risorse”.

Il grande ciclismo è stato anche un fattore di coesione civica e valorizzazione territoriale. Più di 200 associazioni e oltre 9.000 persone coinvolte, tra atleti, staff, media, volontari e operatori hanno collaborato per il successo dell’evento, rafforzando il senso di appartenenza e coinvolgendo anche studenti e realtà sportive locali.

L’esperienza è stata occasione di crescita, aggregazione e apertura con effetti destinati a dispiegarsi ben oltre i giorni della gara. La copertura mediatica ha portato il Piemonte sotto i riflettori di 190 Paesi, con oltre 15.000 ore di programmazione TV e 13 milioni di contatti digitali. Le immagini di paesaggi, eccellenze enogastronomiche, cultura e tradizioni sono diventate patrimonio globale, rafforzando l’appeal turistico e la reputazione della nostra regione.

L’analisi condotta dal team dell’Università – attraverso interviste, analisi dati e benchmarking con altri grandi eventi – ha evidenziato tanto gli effetti tangibili quanto quelli intangibili della manifestazione, dal rafforzamento del brand territoriale al consolidamento delle reti tra pubblico e privato.

“Queste cifre confermano ciò che abbiamo già percepito durante la partenza ufficiale in Piemonte: un successo clamoroso – ha sottolineato il direttore generale della Vuelta Ciclista a España, Javier Guillen -. Il coinvolgimento delle istituzioni, la risposta del pubblico e l’impatto economico e sociale generato mostrano l’enorme potenziale di questa collaborazione. Per La Vuelta è stato un privilegio iniziare in Piemonte l’edizione 2025 e lavorare con un territorio così impegnato è stata una garanzia di successo”.

Accanto all’evento sportivo, la Vuelta 2025 ha valorizzato anche l’incontro tra Piemonte e Spagna a tavola, con un percorso enogastronomico progettato insieme ai Cuochi della Mole. Il menù ha celebrato affinità e differenze tra le due tradizioni con proposte creative: dal “Sangretto” alle “Tapas sabaude” fino alla “Padella Piemontese” (rivisitazione locale della paella) e ai dolci torinesi, per celebrare in cucina le affinità tra i due territori.

TorinoClick

Restructura, innovare attraverso la rigenerazione

Nella giornata dedicata alla rigenerazione urbana premiati i vincitori della Call4Ideas 2025: interventi che costruiscono nuovi equilibri tra spazi e comunità
 

Torino, 14 novembre 2025 – Innovare attraverso la rigenerazione: è il filo conduttore della seconda giornata di Restructura, il salone dedicato alla riqualificazione edilizia e alla sostenibilità organizzato da GL events Italia all’Oval Lingotto Fiere di Torino. Svelati i progetti vincitori della Call4Ideas 2025, promossa nell’ambito del salone: tre progetti che, in modo diverso, affrontano le sfide contemporanee del recupero edilizio, della valorizzazione dello spazio pubblico e del dialogo tra architettura e paesaggio. Vista la qualità complessiva dei progetti candidati, la giuria ha inoltre attribuito quattro menzioni speciali.

La Call4Ideas di Restructura 2025 conferma la manifestazione come osservatorio permanente sulle tendenze del costruire: «attraverso l’incontro tra progettisti, imprese, istituzioni e comunità locali, Restructura promuove la cultura della rigenerazione come atto culturale prima ancora che tecnico, capace di restituire identità ai luoghi e costruire città più sostenibili, accessibili» commenta l’amministratore delegato di GL events Italia, Gábor Ganczer.

L’impegno verso l’innovazione, quest’anno si esprime inoltre nello Startup Village, che riunisce 11 imprese emergenti provenienti da tre hub di eccellenza – Fondazione Piemonte Innova-Polo ICT, I3P incubatore del Politecnico di Torino e Impact Hub Torino– impegnate a ripensare processi, materiali e servizi per il futuro del costruire.

I vincitori dell’edizione 2025

  1. Spazio Elementare Parco Urbano – Architetto Alberto Becherini
    Il progetto trasforma l’area dell’ex scuola elementare di Rivarolo Canavese (TO) in un nuovo spazio verde permeabile e inclusivo, pensato come luogo di apprendimento e incontro. L’intervento amplia la riflessione sull’impatto sociale e ambientale della rigenerazione, che rigenera fisicamente il territorio e lo fa integrando la dimensione educativa.
  2. Masterplan Costa dei Trabocchi – Architetto Roberto Ricci
    Un piano di rigenerazione paesaggistica che valorizza un tratto di costa abruzzese nella provincia di Chieti attraverso una rete integrata di spazi pubblici, mobilità dolce e servizi diffusi. La capacità di coniugare tutela del paesaggio, nuove opportunità di fruizione e valorizzazione, offre un modello replicabile di connessione tra territorio e comunità.
  3. HQ Iren – Architetto Silvia Rossi
    La nuova sede Iren in piazza Raggi, a Genova, nasce come restituzione al committente e all’intera collettività di un un edificio obsoleto, trasformandolo in spazio di connessione tra quartieri e flussi urbani. Una dimostrazione di come anche il settore privato possa svolgere un ruolo attivo nella trasformazione sostenibile e condivisa della città.

Le menzioni speciali

  • Rigenerazione Urbana a Intermesoli di Pietracamela (TE) – Architetto Salvatore Settecasi
    Per la capacità di intervenire con rispetto nel contesto fragile di un borgo montano abruzzese, restituendo vitalità al patrimonio rurale.
  • Manualetto 2023, Ravenna – Architetto Francesco Rambelli
    Per la reinterpretazione originale del tema della rigenerazione temporanea, che dimostra come anche interventi effimeri possano generare valore e riuso duraturo.
  • Casa delle Tradizioni, Simala (OR) – Martino Picchedda
    Per l’attenzione rigorosa al patrimonio storico e territoriale, con un progetto che si confronta profondamente con l’identità locale.
  • Sella 137, Torino – Alberto Nada
    Per la scelta di un sistema costruttivo innovativo (LEED) in un intervento residenziale urbano. Primo edificio in Europa a ottenere la Certificazione WELL Residence 2025.

Startup Village

Con oltre 150 espositori, Restructura si conferma la piattaforma di riferimento per edilizia, architettura e progettazione. Con l’edizione 2025 si rafforza il ruolo di attrattore della manifestazione per le realtà più innovative del settore, grazie anche allo Startup Village, cuore dell’area dedicata all’innovazione: 11 imprese emergenti provenienti da tre hub di eccellenza portano idee e soluzioni all’avanguardia per ripensare processi, materiali e servizi.

Per Fondazione Piemonte Innova-Polo ICT: Plinn, che aiuta le imprese edili a ritrovare equilibrio e redditività, unendo consulenza, formazione e tecnologia; Codeploy, specializzata in sviluppo software e consulenza IT; GReD Geomatics Research & Development, Spin-off del Politecnico di Milano, che sviluppa tecnologie geodetiche per il monitoraggio del territorio e l’esplorazione del sottosuolo; Be-St, che presenta WOLL, innovativo termoarredo di design, personalizzabile; Elemento che rinnova il modo di usare il Cloud; Lilitech, un’azienda torinese che rende la domotica accessibile, affidabile e utile per professionisti e utenti.
Per I3P incubatore del Politecnico di Torino: Plino, che ha sviluppato un software che aiuta centinaia di aziende a semplificare e velocizzare le analisi e la gestione cassa; Reefilla, specializzata in sistemi mobili di accumulo energia da batterie di veicoli elettrici a fine vita; Smartotum, che propone una soluzione IoT per domotica wireless avanzata, facile da installare e a basso costo.
Per Impact Hub Torino: Enercade, specializzata in soluzioni di energy storage e power generation mobili; Newarc, proptech di ristrutturazioni smart chiavi in mano che ha l’obiettivo di sbloccare tutto il potenziale nascosto degli immobili.

Sabato 15 novembre

L’ultima giornata di Restructura propone appuntamenti dedicati al tema del restauro e alla trasformazione. Tra gli eventi principali del Restructura Stage: alle 9.30 Subtraction in architecture: progettare per sottrazione, che esplora il tema della riduzione come scelta architettonica; alle 14 Addizione: nuove strutture e materiali per trasformare l’esistente con focus sulle soluzioni off-site e sul concetto di “addizione” nel recupero edilizio attraverso l’uso di legno e acciaio.

www.restructura.com – organizzato da GL events Italia
Location: Oval Lingotto Fiere, Torino
Date: 13-15 novembre 2025
Orari di apertura: 09:00 – 19:00
Doppio l’accesso per facilitare i visitatori che arrivano dalla stazione ferroviaria Torino Lingotto e dalla fermata della Metropolitana Italia 61 (ingresso Oval Sud), per chi arriva in auto consigliato l’ingresso Oval Nord, dove è disponibile il parcheggio
Ingresso gratuito previo accredito per operatori professionali e studenti del settore edilizia.

Costadoro trasforma il caffè in cultura e impegno quotidiano

Il 1° ottobre si è celebrata in tutto il mondo il caffè. Per l’occasione, la torrefazione torinese propone corsi di formazione, promozioni su prodotti selezionati e ribadisce un messaggio fondamentale: la vera qualità della bevanda si costruisce anche attraverso una filira etica, consapevole e sostenibile.

 

Il caffè è molto più di una semplice bevanda: è un rito quotidiano, un gesto di convivialità, un elemento identitario che attraversa culture e generazioni. Con circa 2,5 miliardi di tazzine consumate ogni giorno nel mondo, rappresenta un’esperienza universale, simbolo di condivisione e tradizione.

 

Dal 2015, anno dell’Expo di Milano, il 1° ottobre è ufficialmente la Giornata Internazionale del Caffè: un appuntamento nato per celebrare il valore culturale di questa bevanda e promuovere una filiera etica e sostenibile. Oggi questa ricorrenza è sempre più sentita e rappresenta un’occasione per riflettere sull’evoluzione del settore, sui nuovi stili di consumo, sulla crescente attenzione alla qualità e sull’urgenza di adottare pratiche responsabili.

 

Così, a dieci anni dalla prima celebrazione avvenuta su iniziativa dell’International Coffee Organization (ICO), la storica torrefazione di Torino Costadoro si fa sostenitrice di una visione consapevole del caffè: accanto alla promozione di prodotti di eccellenza, propone iniziative dedicate alla formazione e alla diffusione della cultura del caffè, perché conoscere ciò che beviamo è il primo passo verso scelte più consapevoli – per noi, per chi lo produce e per il pianeta.

 

Per Costadoro, inoltre, la Giornata Internazionale del Caffè è anche l’occasione per accendere i riflettori su tre importanti valori: il rispetto, per il pianeta e per chi lavora lungo tutta la filiera, l’eccellenza, ricercata in ogni fase della produzione, e la cultura, intesa come condivisione del sapere tra tradizione e innovazione. E per ribadire il suo impegno nel mantenimento di alti standard di impatto sociale e ambientale. In quanto B Corp, del resto, l’azienda è annoverata tra le aziende che guidano un movimento globale che si impegna quotidianamente in favore di un paradigma economico inclusivo, equo e rigenerativo.

 

La formazione come leva per la qualità

Per l’azienda, la qualità parte dalla conoscenza. Per questo, in occasione della Giornata Mondiale, rafforza il proprio investimento nella formazione professionale e culturale, con corsi dedicati ad addetti ai lavori e appassionati:

– Corso M1 – Italian Espresso Tasting (IIAC): Presso la Costadoro Academy di Torino, il 1° ottobre si terrà il corso per aspiranti assaggiatori organizzato con l’International Institute of Coffee Tasting, condotto da Carlotta Trombetta, Head of Quality & Impact dell’Azienda. Il programma unisce teoria, degustazione e una prova finale per ottenere la patente da assaggiatore.

– Coffee Stars – Ciclo di formazione specialistica: Dal 3 ottobre al 27 novembre, l’Academy ospiterà un calendario di incontri pensati per baristi, professionisti e coffee lovers, con approfondimenti su performance, latte art, mixology e metodi di estrazione.

Calendario corsi:

3 ottobre – Come rendere il tuo bar più performante

10 ottobre – Latte Art

3 novembre – Mixology e caffè

10 novembre – Corso generale sul caffè

27 novembre – Brewing

Tutti gli altri momenti formativi sono costantemente aggiornati e sempre consultabili su questa piattaforma.

 

Promozioni e prodotti d’eccellenza

In occasione della ricorrenza, inoltre, Costadoro mette in evidenza alcune delle sue referenze più rappresentative:

– Costadoro RespecTo Bio, miscela biologica e certificata Fairtrade, sarà protagonista delle Settimane Fairtrade con una promozione online del 30%, con il codice sconto “fairtrade30”, valida dall’1 al 31 ottobre, utilizzabile sullo shop online della torrrefazione.

– Presso il Costadoro Social Coffee di Genova, sarà disponibile in offerta a 1,30 euro a tazzina lo Specialty Coffee Aswana, certificato Slow Food, che cresce selvatico nelle foreste di Flores (Indonesia). Un caffè pregiato, dal profilo aromatico ricco, che in estrazione regala note di spezie esotiche, caramello e tabacco dolce.

Più opportunità, il Premio Gamma Donna rilancia

Candidature entro il 6 luglio

Aperte le selezioni per la ventunesima edizione del riconoscimento che mira a ridurre il gender gap sostenendo l’imprenditoria femminile innovativa: più tappe, nuovi strumenti e un focus sull’internazionalizzazione.


 In un contesto globale segnato da instabilità economica e ambientale, creazione di muri e di nuove barriere commerciali, fare impresa richiede più che mai visione, coraggio e capacità di adattamento. È proprio in questo scenario che il Premio GammaDonna rilancia con maggiore forza il suo percorso a sostegno dell’imprenditoria femminile innovativa, introducendo nuovi strumenti di empowerment, nuove tappe tematiche e una Menzione Speciale, dedicata alla capacità di internazionalizzare con successo, in collaborazione con DHL Express Italy.

Un’edizione che rafforza il messaggio chiave lanciato nel 2024: il futuro passa da un cambio di paradigma imprenditoriale, dove crescita economica, sostenibilità ambientale e impatto sociale si fondono in una visione rigenerativa del progresso.

«Il nostro impegno cresce perché crescono le sfide – dichiara Valentina Parenti, Presidente GammaDonna – Continuiamo a lavorare per offrire strumenti concreti, visibilità e connessioni di valore a chi innova ogni giorno, spesso senza le giuste reti di supporto. Sostenere le donne che costruiscono impresa con visione, responsabilità e la volontà di portare questo modello oltre confine è, oggi più che mai, la nostra missione. Con un’idea di progresso che tiene insieme crescita economica, benessere umano e salute degli ecosistemi

UN ROADSHOW IN 5 TAPPE, TRA FORMAZIONE E NETWORKING

Cinque città, cinque momenti di alta formazione e business networking con partner di eccellenza, a sostegno delle imprenditrici: il Premio GammaDonna 2025 farà tappa a Roma, Milano, a Malpensa, Torino e Bologna, offrendo strumenti concreti per affrontare le sfide attuali.

La prima tappa del Road-Show  a Roma il 9 giugno. Con la partnership di Rocco Forte Hotel de la Ville e in collaborazione con Angels4Women e GBS Group, il tema della giornata è stato “Focalizza, racconta, ottieni: come catturare l’attenzione di investor e stakeholder”.

A settembre sarà la volta di una giornata di formazione esperienziale a Milano, in partnership con EY, sulle metodologie del Design Thinking, per affrontare le criticità con occhi diversi, pensando “out of the box” e sviluppare soluzioni innovative per il business.

Il 7 ottobre, a Malpensa, una tappa nuova nel cuore della logistica internazionale con DHL Express Italy: un’esperienza immersiva all’interno del principale hub di smistamento che collega le imprese italiane con 220 paesi nel mondo attraverso il suo network, per approfondire i temi di internazionalizzazione, export, logistica e dogane.

La prima settimana di novembre, come di consueto Torino ospiterà la Finale del Premio, accogliendo sul palco le storie di innovazione delle 6 finaliste.

Chiude il Road-Show Bologna, a gennaio 2026, con il workshop “Il denaro come alleato per costruire benessere e futuro”, in partnership con Mediolanum Private Banking.

 

A CHI SI RIVOLGE IL PREMIO

Il Premio è destinato a imprenditrici (founder, co-founder, oppure socie attive con ruoli manageriali) che si siano distinte per aver innovato con prodotti/servizi, processi o modelli organizzativi all’interno della propria azienda, con almeno un bilancio alle spalle.

IN PALIO

Le candidature che entreranno nella “short-list Fab50” – ovvero le 50 imprenditrici più innovative che superano la prima selezione – avranno visibilità sulle principali testate nazionali e uno spazio dedicato sul canale YouTube e sulla piattaforma www.gammadonna.it che, dal 2004, racconta e diffonde storie di innovazione, leadership, visione.

Le 6 finaliste – selezionate da una Giuria[1] di esperti di innovazione, esponenti del mondo imprenditoriale e investitori – saranno protagoniste la prima settimana di novembre sul palco della Finale a Torino, trasmessa in live streaming. IN PALIO, inoltre, un mini-documentario sulla storia di innovazione imprenditoriale; interviste e uscite sui principali media nazionali; percorsi formativi della ISTUD Business School e di Cottino Social Impact Campus; una sessione di strategic assessment con EY e accesso permanente alla piattaforma EY Velocity;  un percorso di formazione sul mondo del Venture Capital e dell’innovazione di Italian Tech Alliance; l’opportunità di essere selezionata per accedere a un percorso di mentoring e a un training per partecipare al processo di screening di Angels4Women per l’accesso a un investimento tra i 100 e i 500K; un percorso di formazione imprenditoriale con InnovUp; un percorso di sustainability assessment per l’empowerment di sostenibilità e impatto ESG tramite tool di Seed Capital Pro; l’accesso alle Business Class sulla finanza di GammaDonna; 1 milione di mail sulla piattaforma 4DEM.

GLI AWARD E LA MENZIONE

Tra le candidature pervenute saranno inoltre assegnati:

* Il Women Startup Award, riconoscimento alla startupper più innovativa in ambito Smart city, Smart mobility, Life Science, Healthcare & Medical Devices, Bioeconomy, Media, Entertainment & Gamification, Fashion, Agri-food tech, Cleantech, Energy. La startup dovrà aver completato almeno un seed round. L’adozione di principi di economia circolare e/o ESG rappresenterà un plus nella valutazione finale.

* Il Giuliana Bertin Communication Award, riconoscimento di Valentina Communication in memoria della sua fondatrice, per l’imprenditrice che si sia distinta nel campo della comunicazione. In premio, oltre ai benefit riservati alle finaliste, consulenza di comunicazione sulle media relations per potenziare visibilità, reputazione e crescita del business.

* La Menzione per l’internazionalizzazione di DHL Express Italy all’imprenditrice che si sia distinta nell’espandere la propria attività sui mercati internazionali. Con questa iniziativa, DHL Express rinnova il proprio impegno a connettere le persone e migliorare le vite, sostenendo attivamente l’imprenditoria femminile nel suo percorso di crescita oltre confine. In premio: accesso esclusivo per il 2026 a eventi di business, formativi e di networking, promossi da DHL Express Italy, per favorire la crescita personale, accrescere la propria rete professionale e accelerare il percorso di internazionalizzazione della propria azienda.

Candidature entro il 6 luglio – Info e regolamento su www.gammadonna.it/premio

Sponsor: Mediolanum Private Banking, EY. Partner: DHL Express Italy. Startup Sponsor: Seed Capital Pro, Pi Campus, Sireg Geotech. Hospitality Partner: Hotel De La Ville – A Rocco Forte Hotel. Education Partner: Italian Tech Alliance, Angels4Women, InnovUp, Iusefor, ISTUD Business School, Cottino Social Impact Campus, GBS Group. Technical Partner: Valentina Communication, 4DEM. Community Partner: Plug and Play, Zest Group, ItaliaFintech, PNICube.

 

L’IMPRENDITORIA FEMMINILE IN ITALIA

Italia prima in Europa per numero di imprenditrici: una crescita che non si arresta

L’Italia si posiziona al vertice dell’Unione Europea per numero di imprenditrici, confermando una tendenza in crescita che riflette il crescente protagonismo femminile nel mondo dell’impresa. Secondo i dati più recenti diffusi da Unioncamere ed elaborati dalla CGIA di Mestre, le donne titolari di attività economiche nel nostro Paese sono oltre 1,4 milioni, pari al 23% del totale delle imprese, un risultato che supera quello di grandi economie come Germania, Francia e Spagna.

A trainare questa crescita è anche il Mezzogiorno, che si conferma un territorio vivace e ricettivo all’imprenditoria femminile, con un’incidenza superiore alla media nazionale in diverse regioni e un ruolo sempre più centrale nello sviluppo di iniziative imprenditoriali guidate da donne.

Un segnale incoraggiante, che testimonia la capacità delle donne di creare impresa e generare valore, anche in un contesto ancora segnato da ostacoli strutturali. Restano infatti criticità legate all’accesso ai finanziamenti, alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare e alla limitata diffusione nei settori ad alta intensità tecnologica.

Nonostante queste sfide, l’imprenditoria femminile italiana – con il Sud in prima linea – si conferma un asset strategico per la crescita e l’innovazione del Paese.