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Il Battaglione Alpini Piemonte 1943 -1945

alpini libroLa guerra di Liberazione delle Forze Armate Italiane
 

Lunedì 18 aprile, alle 17, nella Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris a Torino verrà inaugurata la mostra “Il Battaglione Alpini Piemonte 1943 -1945 – La guerra di Liberazione delle Forze Armate Italiane”.  Interverranno all’evento  Nino Boeti, Vicepresidente Consiglio Regionale e Presidente Comitato Resistenza e Costituzione, Cosimo Restivo, Pres. Assoarma Torino, Giuliano Laghi, Pres. ANCFARGL Torino, Pensiero Acutis, Pres. Ex Internati Torino e Franco Cravarezza, Istituto Studi Ricerche In-formazioni Difesa. 71 anni fa, il 19 aprile 1945, il Battaglione Alpini Piemonte, mille uomini per la gran parte piemontesi reduci della Divisione Taurinense scampati dal Montenegro, agli ordini della 5^ Armata americana conquistava a sorpresa il caposaldo tedesco di quota 363 sulla Linea Gotica, che sbarrava la val Idice, aprendo la strada per la liberazione di Bologna nella quale due giorni dopo entravano con gli Alleati le avanguardie dei Gruppi di Combattimento italiani Friuli, Legnano e Folgore insieme alla brigata di partigiani abruzzesi “Maiella”. Era l’inizio della liberazione del Nord, con reparti alleati e italiani che già il 24 aprile superavano su ampio fronte le difese tedesche sul Po e dilagavano nella pianura padana. Dopo, la storia racconta delle principali città che insorgono e che accolgono da vincitori i reparti militari liberatori. A Torino gli americani arrivarono in forze il 2 maggio, con davanti anche un reparto alpino del Battaglione Alpini Piemonte. Era, per l’Italia, il giorno della fine della guerra. Attorno alla storia simbolo di questo speciale reparto alpino formatosi a Bari subito dopo l’8 settembre, si snodano le vicende poco note e le scelte coraggiose di moltissimi militari inquadrati nei reparti regolari di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, che, combattendo a fianco degli Alleati, risalgono l’Italia ritagliandosi un ruolo significativo nella Liberazione, che avrà il suo peso nel discorso di De Gasperi del 10 agosto 1946 a Parigi, dinnanzi ai rappresentanti dei 21 Stati vincitori. La mostra “Il Battaglione Alpini Piemonte 1943-45. La guerra di Liberazione delle Forze Armate Italiane” è il racconto che Assoarma Torino, in collaborazione con il Comitato Resistenza e Costituzione ed il Consiglio Regionale, offre a tutti i Torinesi per illustrare, attraverso immagini e documenti, le operazioni militari in Italia al fianco degli Alleati, la tragedia degli internati militari nei lager tedeschi che rifiutarono di collaborare in armi con il Terzo Reich e con la RSI, l’apporto significativo dei militari nelle formazioni partigiane nel Centro-Nord, il determinante sostegno alla Resistenza da parte degli Alleati e dello Stato Maggiore Generale italiano. Argomenti e vicende ampiamente note agli storici e molto poco a livello di conoscenza collettiva. La mostra rimarrà aperta dal 19 aprile al 13 maggio, orario 10-18 dei giorni feriali – Porticato del cortile d’onore di Palazzo Lascaris – via Alfieri 15 – Torino.

A Venezia siglato l'accordo tra Italia e Francia per l'avvio dei lavori della Torino-Lione

tav 333Il documento porta la firma del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e dal segretario di stato francese per i trasporti Alan Vidalies. Hollande: “Matteo può essere quello che ha messo fine a tutte le discussioni propedeutiche a questi lavori”

Il 33esimo vertice bilaterale franco-italiano di Venezia permetterà il lancio della fase di lavori della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Così nel testo diffuso dall’Eliseo in occasione del summit tenutosi ieri a Venezia, dove Italia e Francia hanno siglato, al termine del vertice, il protocollo “addizionale per l’avvio dei lavori dell’alta velocità Torino Lione”. Il documento porta la firma del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e dal segretario di stato francese per i trasporti Alan Vidalies. Per quanto riguarda i lavori della Torino-Lione  due questioni erano ancora in sospeso dalla firma dell’accordo per il lancio definitivo della sezione transfrontaliera del tunnel all’ultimo vertice bilaterale di febbraio: la firma di un accordo sulla certificazione dei costi e la ripartizione di questi  tra Francia e Italia. Tale accordo è quello scaturito dall’incontro a Venezia, che consentirà di avviare gli appalti e i finanziamenti europei. “SI tratta di un grande passo avanti che permetterà il lancio della fase dei lavori”, dicono i rappresentanti dei due Paesi. “La Torino-Lione è un tema che anima i vertici franco-italiani da una ventina d’anni. Matteo può essere quello che ha messo fine a tutte le discussioni propedeutiche a questi lavori”. Così l’agenzia Ansa riporta le parole del presidente Francois Hollande in conferenza stampa con il premier Matteo Renzi al termine del vertice . “Comunque – ha concluso – questo progetto diventa realtà”. I manifestanti no Tav e No Grandi Navi hanno inscenato una “battaglia navale” su piccole imbarcazioni che, nella Laguna, hanno fronteggiato le barche della polizia.

Cristiano Bussola

(foto: il Torinese – archivio)

UNA DOLCE MOLE DI PANETTONI ANTICIPA IL NATALE

panettone molePANETTONEINCONTRI, DEGUSTAZIONI, LABORATORI E CONCORSO ALL’HOTEL PRINCIPI DI PIEMONTE DI TORINO. IL PROGRAMMA DELLA QUARTA EDIZIONE

 

Tutto pronto per la quarta edizione di “Una Mole di Panettoni”, l’atteso evento che celebra a Torino il dolce tipico del Natale nelle sue versioni tradizionali o innovative, capaci di conquistare il pubblico in tutte le stagioni. Le sale dell’Hotel Principi di Piemonte, nel cuore del capoluogo piemontese, ospiteranno 38 pasticceri da tutta Italia sabato 21 e domenica 22 novembre dalle 11 alle 20, con ingresso libero. Nei due giorni della manifestazione il programma di “Una Mole di …Incontri”, organizzato e condotto dal giornalista e critico gastronomicoAlessandro Felis, permetterà al pubblico di conoscere i maestri artigiani, le loro ricette e le tradizioni dei rispettivi territori di origine. Non solo degustazioni, ma soprattutto occasioni per capire che cosa ruota intorno a un comparto che, in tutta Italia, conta circa 44.000 pasticcerie, concentrate principalmente in Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna.

 

 La pasticceria artigianale è uno dei gioielli del Made in Italy, grazie alla qualità delle materie prime, la tradizione secolare e l’arte dei maestri pasticceri che contribuiscono a dare valore aggiunto a quello prettamente economico del settore. I dati dello scorso anno confermano che l’export di panettoni, pandori e altri dolci artigianali italiani legati al Natale è valso 280 milioni di euro. Francia e Germania sono i principali Paesi di destinazione, ma si registra una forte espansione in altri mercati minori, quali Russia e Polonia (fonte: SIGEP, gennaio 2015). Lo spazio di “Una Mole di Panettoni” dedicato a conoscere alcuni protagonisti di questo comparto e le loro creazioni rappresenta pertanto un momento unico per scoprire che cosa c’è dietro al semplice rito del panettone.

 

 Si inizierà sabato a mezzogiorno con il panettone salato; si attraverserà quindi l’Italia con abbinamenti tra Veneto e Campania, Toscana e Puglia, chef del Piemonte e tradizioni siciliane, ma anche i Maestri del Gusto di Torino e incontri per scoprire le novità in materia di ingredienti, packaging o farcitura. Atteso anche a “Una Mole di Panettoni” il laboratorio a cura di Mauro Morandin, celebre pasticcere di Saint Vincent che sabato mattina riproporrà le tecniche di decorazione del panettone apprese dall’artista torinese Guido Bellissima.Il concorso per il Migliore Panettone della manifestazione premierà infine le migliori realizzazioni salate, creative, tradizionali secondo la scuola Milano e la scuola Piemonte. La giuria sarà presieduta dal maestro Giambattista Montanari e si atterrà, per il verdetto, al rispetto del disciplinare e del regolamento del concorso.

  

PROGRAMMA

UNA MOLE DI …INCONTRI

A cura di Alessandro Felis – Hotel Principi di Piemonte – Secondo Piano – Sala Palazzo Madama

 

 SABATO 21 /11/2015

Ore 12.00 – 13.00 – L’APERITIVO A TORINO? CON IL PANETTONE! Il rito sabaudo incontra le variazioni salate sul tema del dolce natalizio e si accompagna all’Erbaluce di Caluso dei viticoltori di Confagricoltura Torino. Partecipano Attilio Servi (Roma) e Arleo (Genova).

 

Ore 13.30 – 14.30 – La sensibilità del panettone, tecnica e passione dal Veneto alla Campania . Partecipano Dolciarte (Avellino) e Saporè (Verona).

 Ore 15.30 – 16.30 – CUCINA E PASTICCERIA UNITE NEL NOME DEL PANETTONE. Lo chef delle cucine di Casa Savoia e un pasticcere delle Madonie, in una sfida a quattro mani che integra tradizione e creatività, piemontesità e insularità, cucina e pasticceria. Con Giuseppe Fonsdituri, Matteo Carrè e Mario Fiasconaro.

Abbinamento con l’Erbaluce di Caluso dei viticoltori di Confagricoltura Torino.

 Ore 17.00 – 18.30 – Il panettone a Torino? Tradizionale o con il cioccolato, è sempre opera dei Maestri del Gusto. Partecipano Avidano da Chieri, Dell’Agnese, Gertosio, Il Forno dell’Angolo e Voglia di Pane da Torino.

 

DOMENICA 22/11/2015

Ore 12.00 – 13.00 – Quando gli ingredienti del panettone possono stupire e le tradizioni si uniscono: canapa, tartufo bianco e ricette francofone! Partecipano Aimar (Carmagnola), Raimondo (Torino) e Locatelli (Bergamo).

Ore 13.30 – 14.30 – Ghiotte declinazioni dalla penisola sul tema del dolce nato a Milano. Partecipano Forno San Marco (San Marco in Lamis, FG) e Pasticceria Fiorentina (Firenze).

In abbinamento con l’Erbaluce Caluso Passito dei viticoltori di Confagricoltura Torino.

Ore 15.00 – 16.00 – Packaging, anche per il panettone l’occhio vuole la sua parte!!! Specie se l’involucro racchiude l’essenza della tradizione e la cottura ci riporta alle origini del dolce. Partecipa d&g patisserie (Selvazzano, PD), con il maestro pastry chef Denis Dianin e lo chef Andrea Valentinetti.

Ore 16.30 – 17.30 Lezione di cucina a cura di Giada Bosco del Melograno di Torino: la farcitura e la decorazione del panettone per il Natale. Prenotazioni al: info@cucina-ilmelograno.it – 011.81.73.114

 

LABORATORIO CON MAURO MORANDIN

Hotel Principi di Piemonte – Primo Piano – Sala Villa della Regina

SABATO 21 NOVEMBRE

Ore 11.30 – 14.30 – Decorare il panettone come lo faceva Guido Bellissima! Laboratorio a cura del maestro pasticcere Mauro Morandin di Saint Vincent (AO) che ripropone le tecniche insegnateli dall’ineguagliabile maestro pasticcere e artista torinese.

 

 Una Mole di Panettoni

Hotel Principi di Piemonte, via Gobetti 15 – Torino

Sabato 21 e domenica 22 novembre 2015, dalle 11 alle 20.

Ingresso libero

 

 

 

Gioventura Piemonteisa: "Salviamo la cittadella!"

CITTADELLA2bandiera piemonte

Gioventura non risparmia strali all’amminsitrazione comunale: “Il Comune, con l’avallo della Soprintendenza, non esita a cancellare importanti aree archeologiche – preziose per la nostra storia e la nostra identità e, quando rese visitabili, pure interessanti sotto l’aspetto turistico”

 

Cosa succede nel sottosuolo di Torino ? I lavori in corso per la costruzione di un autosilo interrato rischiano di interrompere e di perdere per sempre una parte delle opere di quella che fu una delle cittadelle più importanti d’Europa nel sedicesimo secolo, analogamente a “Quel maledetto Casale” (la cittadella di Casale Monferrato voluta dai Gonzaga e teatro di tre assedi, durante i quali rimase inviolata in occasione delle guerre franco – spagnole del Seicento, evocata anche dal Manzoni ne “I Promessi Sposi). In particolare a rischio sarebbe reticolo di gallerie ce si snoda sotto l’area della Cittadella che collega il Maschio con il forte El Pastiss. In campo si è mobilitata, come ha già fatto recentemente a difesa di altri “tesori” della piemontesità sul territorio subalpino, l’associazione Gioventura Piemonteisa, che da qualche giorno “bombarda” la rete e gli organi di informazione con comunicati che aggiornano in tempo quasi reale lo stato di avanzamento dei lavori. Inoltre è stato lanciata in rete una petizione di questo tenore  A Torino (Turin), in Piemonte per costruire un parcheggio si distruggono le opere sotterranee di quella che fu una delle cittadelle più importanti d’Europa (Sec. XVI). Si chiede che venga modificato il progetto e vincolato il sottosuolo della Cittadella». Gioventura non risparmia poi strali all’amminsitrazione comunale: “Il Comune, con l’avallo della Soprintendenza, non esita a cancellare importanti aree archeologiche – preziose per la nostra storia e la nostra identità e, quando rese visitabili, pure interessanti sotto l’aspetto turistico”. In consiglio comunale, intanto, sono state discusse due interrogazioni urgenti presentate da Fabrizio Ricca e Vittorio Bertola, cui la giunta ha risposto che la Soprintendenza ha già esaminato le opere venute alla luce ed autorizzato il loro abbattimento.Gioventura si chiede, sulla base di queste premesse, se “distruggeranno imperterriti anche la polveriera e le restanti gallerie che saranno rinvenute tra poco ? Metteranno i cittadini di fronte al fatto compiuto ?”. N E conclude con un forte riferimento storico: “L’unica cosa certa è che, come nell’assedio del 1706, la vittoria in questo nuovo assedio che sta subendo Torino, dipende anche da noi Piemontesi, vecchi e nuovi, e dal nostro coraggio”.

 

Massimo Iaretti

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E nel 1946 Giulia Ferrero divenne la prima funzionaria d'Italia

piazza castello vecchia

ponte mole vittorioCOSA SUCCESSE IN CITTA’ 

Secondo una ricerca condotta presso l’ University College di Londra dalla neuroscienziata Eleanor Maguire, il passato è strettamente connesso al futuro, tanto che chi soffre di amnesia e quindi dimentica il passato, non riesce più nemmeno ad immaginare e a prospettarsi un futuro. Ebbene, forse per attenerci un po’ alle recenti scoperte, o forse perché in fondo il mondo e nello specifico la città in cui viviamo è fatta di storia e di aneddoti passati, che da questo mese dedicheremo una “rubrica” a Torino e agli avvenimenti più curiosi e che più l’hanno segnata nel corso degli anni, se non addirittura dei secoli precedenti

 

Era il 19 maggio del 1947 ed erano passate da poco le h. 18.00 quando, durante un violento nubifragio abbattutosi sulla città di Torino, un filmine colpì la vettura tramviaria 2572 mentre si trovava in via Garibaldi all’angolo con C.so Valdocco. Per un attimo il tram venne avvolto in un gran bagliore di fiamme che si trasformò qualche secondo dopo in una nuvola di fumo. Immediatamente i passeggeri all’interno della vettura cominciarono a schiantare i finestrini e le portiere bloccate dal cortocircuito, riuscendo a precipitarsi fuori dal tram. Solo il manovratore fu investito dalla fiammata; fortunatamente ne uscì illeso e con i soli pantaloni bruciacchiati. Tuttavia una quindicina di persone, vittime del panico, rimasero ferite nel tentativo di uscire dalla vettura. [ Gazzetta del Popolo ]

 

Era il 24 maggio sempre del 1947 quando si ebbe finalmente l’epilogo della tragedia di C.so Vercelli che ebbe come spietato protagonista Ugo Tiengo e che segnò nel profondo l’opinione pubblica torinese. Qualche mese prima, esattamente la sera del 30 dicembre 1946, Ugo Tiengo andò a trovare la moglie Maria Greggio (che nei mesi precedenti aveva più volte manifestato la volontà di volersi separare e rifarsi una vita con un altro uomo), nell’abitazione di C.so Vercelli 88, dove la donna viveva con i loro tre figli. Il Tiengo, dopo un primo tentativo fallito di convincere la moglie a tornare con lui, estrasse la rivoltella, la puntò contro il volto della giovane donna e poi sparò un colpo uccidendola. La stessa sorte toccò allo zio di Maria, Carlo Maistardi e al nuovo compagno di lei, Giustavo Nibale che in quel momento si trovavano nell’abitazione di Maria. Il tragico delitto si svolse davanti agli occhi innocenti e terrorizzati dei tre bambini Marisa, Franco e Sergio. Il 24 maggio 1947, dopo un difficile processo (soprattutto per la bambina più grande che dovette anche testimoniare l’accaduto) la Corte d’Assiseritenne l’uomo colpevole di omicidio continuato, condannandolo definitivamente ad una pena di 26 anni di carcere. [Gazzetta del Popolo]

 

Era il 4 maggio 1949 quando un drammatico fatto sconvolse la città di Torino e l’Italia intera. Quel pomeriggio si attendava, sul campo dell’Aeritalia, l’aereo con a bordo la squadra di calcio del Torino che era reduce dal Portogallo perché lì aveva sostenuto un incontro con il Benfica. Nonostante le condizioni di mal tempo presenti a Torino quel giorno (raffiche di vento, pioggia e fitta nebbia), si decise ugualmente di far partire l’aereo e di farlo giungere a Torino. Fu un attimo, il tempo di un secondo ed avvenne la catastrofe: l’aereo con a bordo 18 calciatori, dirigenti, giornalisti e tre membri dell’equipaggio, si schiantò tragicamente sul colle di Superga, proprio dietro alla Basilica. Poco dopo le h.17.00 un imponente boato e nuvoloni di fumo e fiamme invasero la collina torinese lasciando la città completamente senza fiato. Subito dopo il forte impatto non si sapeva ancora né cosa fosse successo né di chi fosse l’aereo; quando giunsero i primi soccorsi trovarono accanto ad alcuni corpi delle maglie granata con inciso sopra lo scudetto tricolore. In quel momento si ebbe la conferma che l’aereo coinvolto nel tragico incidente era proprio quello del Torino. Si ipotizzò che la fitta nebbia e le pessime condizioni atmosferiche avessero impedito al pilota di scorgere e quindi di conseguenza evitare il colle della Basilica. [La Stampa]

 

Era il 2 maggio 1966 quando la torinese Fulvia Ferrero, di 23 anni, laureata in legge alla Facoltà di Giurisprudenza di Torino, divenne la prima donna-funzionario d’Italia. Dopo aver vinto un concorso al quale parteciparono 900 candidati, la Dott.ssa Ferrero si aggiudicò il ruolo di “funzionario” all’interno della Prefettura di Torino, ruolo fino ad allora ricoperto esclusivamente da persone di sesso maschile. Questo evento rappresentò un importante e significativo passo all’interno della lunga battaglia per la parità dei diritti tra donne e uomini. [Gazzetta del Popolo]

 

L’ 8 maggio sempre del 1966 il “reuccio della canzone italiana”, Claudio Villa,si recò nella città di Torino per eseguire il “Padre Nostro” di Tortorella, durante la Messa in San Francesco D’Assisi. Chiamato dagli universitari della Conferenza di San Vincenzo, Villa cantò il “Padre Nostro” durante la Messa delle h. 11.00 nella Chiesa di San Francesco da Paola, situata in via Po. Un’ora prima della funzione la Chiesa era già gremita di persone e quando l’amato cantante (al termine della Messa) uscì da una porta laterale, i numerosi “fans” si scatenarono bloccando il traffico in via Po e cercando di scavalcare con irruenza il cordone teso dalla polizia. Furono tre quarti d’ora di tensione tra urli, strilli e qualche ferito. [Gazzetta del Popolo]

 

Il 3 maggio 1980 venne ritrovata Adriana Tromboni, la bambina torinese di 10 anni che il 30 aprile, dopo essere uscita per giocare con gli amichetti, non aveva più fatto ritorno a casa. La bambina venne ritrovata (dopo tre giorni di completo silenzio) in Calabria, a quasi 1000 km di distanza dalla sua città. Quello che la bambina raccontò appena venne ritrovata dalla polizia, fu che un uomo molto più grande di lei l’aveva rapita e costretta a prendere un treno con lui e che lei, qualche giorno dopo, approfittando di un momento di distrazione dell’uomo, era riuscita a scappare da lui. La polizia si mise subito sulle tracce del presunto maniaco ma qualche ora dopo, appena la bimba rivide la sua mamma (precipitatasi in Calabria), scoppiò in un pianto liberatorio e confessò di essersi inventata tutto. Raccontò di essersi allontanata da casa per paura di essere sgridata poichè non aveva rispettato l’orario di rientro e che, dopo essere giunta a Porta Nuova, decise di prendere il primo treno che le era capitato: quello per la Calabria. Una volta giunta in Calabria era rimasta all’interno della stazione del comune di Paola finché la polizia non riuscì a trovarla. Nicoletta Tromboni, mamma della bambina, si scusò a nome di sua figlia e fece ritorno a Torino insieme alla piccola Adriana che, capita la gravità dell’accaduto, promise di non scappare più e di non dire bugie. [La Stampa]

 

 (Foto: mepiemont.net – il Torinese)

Simona Pili Stella

Al vertice bilaterale di Parigi Renzi e Hollande danno il via libera alla Torino-Lione

renzi-hollande

Nel frattempo è stata costituita la  Telt – Tunnel Euralpin Lyon Turin, la società responsabile dei lavori di realizzazione e gestione della nuova linea ferroviaria

 

Al vertice bilaterale tenutosi all’Eliseo è stato compiuto un passo politico importante per la realizzazione della Torino-Lione: “Oggi non c’è più nessun freno, nessun ostacolo alla realizzazione della tav  che non solo è  decisa ma lanciata”. Così il presidente francese Francois Hollande, nella conferenza stampa del summit italo-francese, tenutosi a Parigi.  “Possiamo affermare – ha proseguito il presidente – che la Torino-Lione è stata lanciata, la realizzazione richiederà ancora tempo ma non esiste più nessun freno”.Anche per il premier italiano Matteo  Renzi la firma dell’accordo è “un passaggio importante in cui Francia e Italia esprimono la propria soddisfazione per i progressi decisivi compiuti a favore del progetto Torino-Lione“, una “tappa fondamentale per la realizzazione del tunnel binazionale”.

 

Nel frattempo è stata costituita la  Telt – Tunnel Euralpin Lyon Turin, la società responsabile dei lavori di realizzazione e gestione della nuova linea ferroviaria partecipata al 50% da Fs e al 50% dallo Stato francese. L’assemblea  dei soci ha nominato Hubert du Mesnil presidente e  Mario Virano (responsabile dell’Osservatorio Tav) direttore generale. Telt va a sostituirsi alla “storica” Ltf, che ha seguito gli studi ed i lavori preliminari dal 2001 al 2015.

 

Intanto le due attiviste del Movimento No Tav, Nicoletta Dosio e Marisa Meyer hanno ottenuto l’assoluzione dall’accusa di interruzione di pubblico servizio. Nel novembre 2012, in occasione di una visita ministeriale avevano esposto sul municipio di Chiomonte un vessillo No Tav.

Libera Critica in Libero Spazio

TFF 2014Dal 21 al 29 novembre 2014 nella sede ARCI in via Verdi 34, un luogo di confronto orizzontale, lontano dai riflettori, dove gli appassionati di cinema possono incontrare i protagonisti

 

Il TFF OFF nasce nel 2011, in occasione della 29esima edizione del Torino Film Festival, con l’obiettivo di offrire uno spazio alternativo di discussione e confronto sul TFF, per dare alla cittadinanza la possibilità si esprimersi e confrontarsi su uno dei principali eventi culturali della Città. Durante le giornate del Torino Film Festival (21 – 29 novembre 2014), il TFF OFF sarà aperto presso la sede ARCI Torino in Via Verdi 34, tutti i giorni dalle 14 alle 18.

 

Lo spazio OFF è stato concepito come luogo di confronto orizzontale, lontano dai riflettori, dove gli appassionati di cinema possono incontrare i protagonisti del Festival e costruire una riflessione critica sulla rassegna, in un flusso orizzontale di saperi e opinioni. Il TFF OFF è uno spazio complementare al Torino Film Festival e allo stesso tempo inedito, dove si incontreranno ospiti del Festival (registi, sceneggiatori, etc) al di fuori delle sale cinematografiche e si proporranno presentazioni di libri, dvd e incontri tematici, con un programma di eventi collaterali al Torino Film Festival che fornirà quindi un supporto logistico alla kermesse cinematografica torinese.Gli eventi si sveleranno man mano, gli ospiti del TFF OFF saranno individuati e coinvolti durante il Festival  in modo parallelo e complementare rispetto al programma del TFF, e saranno diffusi online sui siti:

 

 

Appuntamenti in calendario:

 

SABATO 22 NOVEMBRE

14.00 Proiezione del documentario “Felliniana” di Simone Cangelosi e Luki Massa (Italia, 2010) tributo alla celebre transessuale Marcella di Folco, tra i fondatori del MIT Movimento Italiano Transessuale, sempre presente in tutte le battaglie LGBT, scomparsa nel 2010.

Il film è una lunga intervista a Marcella, intervallata da spezzoni di film, in cui lei ricorda con gustosi aneddoti la sua lunga amicizia con Federico Fellini, che la volle come attore, quando ancora lei era un uomo, anche se molto effeminato, in ben sette dei suoi capolavori, tra i quali Amarcord.

La proiezione è un’anteprima della Trans Freedom March, marcia organizzata dal Coordinamento Torino Pride in occasione del TDoR (Transgender Day of Remembrance). La marcia si svolge sempre sabato 22 novembre, a Torino alle 16.30, con partenza da Piazza Vittorio. (www.torinopride.it)

 

 

MERCOLEDì 26 NOVEMBRE

16.00 Presentazione del libro “Dal pixel alla Pixar” con l’autrice Virgilia Bertolotto (Vincenzo Grasso Editore, 2014).

Il cinema di animazione è un genere che promuove le crescenti competenze tecniche di coloro che vi prestano la propria opera e, anche grazie alle strumentazioni sempre più all’avanguardia, le trasfigura in vero motivo di crescita e di perfezionamento stilistico. In questo contesto epistemologico, Virgilia Bertolotto intraprende un percorso critico sfociato nel saggio sul cinema di animazione computerizzata, dall’esplicativo titolo di “Dal pixel alla Pixar”. Attraverso un excursus che prende avvio dalle origini della computer grafica e ne attraversa la storia in modo trasversale, l’autrice si sofferma sull’analisi di tutti i film prodotti dallo studio Pixar. La brillante disamina raggiunge sicuramente il duplice obiettivo di coinvolgere gli appassionati del genere cinematografico, sorprendendoli talora nello scoprire dettagli inediti, e di incuriosire coloro che si avvicinano al cinema di animazione con sguardo vergine o ne avvertono le incantevoli suggestioni.

 

GIOVEDì 27 NOVEMBRE

16.00 Incontro su “Mondo movie” a cura dei Gun Bronthers

Si parlerà del Mondo movie, un “sottogenere” cinematografico nato negli anni 60 dalle menti di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, che deriva dal film documentario e dall’exploitation. Alla scoperta di “Mondo Cane” (film del 1962 che ha inaugurato il genere) e i suoi fratelli, in un viaggio attraverso immagini che hanno sconvolto, diviso ma anche meritato premi e riconoscimenti dando il via, con grande anticipo a livello mondiale, ai filoni dello splatter e del mockumentary.

 

 

VENERDì 28 NOVEMBRE

16.00 Presentazione del libro “Armonie contro il giorno. Il Cinema di Béla Tarr” Bébert Edizioni a cura dell’autore Marco Grosoli.

Il primo libro pubblicato in Italia ad affrontare la vita e il cinema di Béla Tarr, uno dei più influenti e importanti registi degli ultimi trent’anni. Operazione editoriale unica, che riempie un vuoto lasciato vacante, ed inaugura la nuova collana di cinema 24fps (24 fotogrammi per secondo).

Il libro infatti è esaustivo su tutta la produzione cinematografica di Tarr: dal “Macbeth” alle sette ore di “Satantagno”, dalle “Armonie di Werckmeister” all’ultimo “Il Cavallo di Torino”, dopo il quale Tarr si è ritirato dalle scene. Il volume esaurisce e indaga gli aspetti più complessi della poetica tarriana, fornendo gli strumenti necessari per decifrare, decriptare e capire le sue opere cinematografiche. Il volume viene inoltre arricchito dalle interviste in appendice a Béla Tarr, al direttore della fotografia Fred Kelemen e al musicista/attore Mihaily Vig. Appendice a cura di Michael Guarneri, che rende unico nel suo genere questo volume sul cineasta ungherese.

Marco Grosoli svolge attualmente un post dottorato in Film Studies all’Università del Kent (Regno Unito). Ha curato (insieme a Monica Dall’Asta) una raccolta di saggi sul cinema di Guy Debord (“Consumato dal fuoco: Il cinema di Guy Debord”, Pisa: ETS, 2011) e un’altra(insieme a Jean Baptiste Massuet) sugli usi cinematografici della motion capture (“La capture du mouvement et le modélage de l’invisible”, Rennes: Presses Universitaires de Rennes, 2014). Collabora con varie riviste cinematografiche, tra cui Filmidee.it, Spietati.it, Film Comment.

Michael Guarneri è un critico cinematografico. Collabora con riviste di cinema online e cartacee come La Furia Umana, Débordements e Photogénie (Flemish Service for Film Culture). Il suo cortometraggio Séparation de la critique – A trip with Raya Martin è stato presentato in anteprima al CPH:DOX Festival 2012, nella sezione “Maximalism”. Ha inoltre contribuito al libro Raya Martin, a cura di François Martin Saint Léon e Antoine Segovia, edito da SHELLAC.

Escursioni turistiche, gli itinerari della Provincia

La Regione ha chiesto ai territori di istituire un Coordinamento per garantire il monitoraggio dei percorsi e la definizione degli interventi di manutenzione 

MONTAGNESu proposta dell’Assessore alla Montagna e al Turismo, Marco Balagna, la Giunta Provinciale ha approvato una serie di Protocolli d’intesa per la registrazione e la valorizzazione dei più importanti itinerari escursionistici del territorio, aderendo ad un Avviso pubblico pubblicato dalla Regione Piemonte nel maggio scorso. “Con questi Protocolli, – spiega l’Assessore Balagna – la Provincia di Torino dà attuazione concreta alle indicazioni della Direzione regionale Opere pubbliche. Emanando l’Avviso pubblico, la Regione ha infatti sollecitato tutti gli attori interessati ad un’azione coordinata tra livello regionale, provinciale e locale per la gestione e valorizzazione dei principali itinerari escursionistici, anche al fine di far convergere su di essi le risorse che la nuova programmazione dei fondi europei metterà a disposizione nei prossimi anni. Per raggiungere lo scopo, la Regione ha chiesto ai territori di istituire un Coordinamento per ciascun itinerario, al fine di garantire il monitoraggio dei percorsi, la definizione degli interventi di manutenzione eventualmente necessari, la strutturazione di un’adeguata offerta di servizi per gli escursionisti. L’attività di concertazione svolta dalla Provincia con i Comuni, gli Enti Parco, le Comunità Montane, le nascenti Unioni montane, il CAI Piemonte e le numerose associazioni presenti sul territorio, ha portato alla registrazione di numerosi itinerari di diversa complessità e interesse turistico-escursionistico”. 

 

I COORDINAMENTI AI QUALI LA PROVINCIA HA ADERITO 

– Alta Via Canavesana e Giroparco del Gran Paradiso, con capofila la Provincia e il Parco Nazionale del Gran Paradiso. L’Alta Via è un impegnativo anello che in 11 tappe attorno alle Valli Orco e Soana attraversa MONTAGNA PIEMONTEpaesaggi e natura di rara bellezza, il Parco Nazionale del Gran Paradiso con le antiche Strade Reali di Caccia di Vittorio Emanuele II, una serie di santuari in cui la tradizione vuole si siano verificati eventi miracolosi, borghi incantati, piloni votivi e antiche pievi. Il Giroparco ripercorre in gran parte le antiche Strade Reali di Caccia, volute nel XIX secolo dai Savoia per collegare fra loro le cinque “Reali casine di caccia” della Riserva, poi divenuta il primo Parco Nazionale italiano. Coincidente in parte con l’Alta Via, il Giroparco se ne discosta per raggiungere la Valle d’Aosta attraverso il Colle Larissaz. 
 www.cm-valliorcosoana.to.it/images/stories/News/cmvos_carta_escursionistica_avc.pdf www.pngp.it/giroparco/presentazione 

 

– Glorioso Rimpatrio dei Valdesi, con capofila la Provincia. E’ un tinerario storico-culturale che ripercorre i sentieri che nel 1689 furono teatro di epiche e sanguinose battaglie tra la spedizione valdese guidata dal pastore Henri Arnaud – decisa a riconquistare i territori da cui i Valdesi erano stati esiliati solo tre anni prima – e le milizie franco-piemontesi. Partendo il 26 agosto 1689 dal lago Lemano, i Valdesi attraversarono in dodici giorni la Savoia con una marcia di 250 km, scontrandosi poi a Salbertrand con le truppe francesi. Ripreso possesso delle loro valli e stretti dalle truppe francesi, i Valdesi furono impegnati per alcuni mesi in operazioni di guerriglia e furono costretti ad asserragliarsi alla Balsiglia, una borgata sopra Massello, in val Germanasca. Nel maggio 1690 un attacco sferrato dalle truppe franco-sabaude stava per segnare la loro fine. Li salvò l’improvviso cambiamento nelle alleanze politiche, che portò il Duca diSavoia a scendere in guerra contro i suoi ex alleati francesi. L’itinerario si arresta alla conclusione dell’epica marcia, con l’arrivo dei Valdesi al villaggio di Bobbio, in val Pellice. 
Per saperne di più: www.lestradedeivaldesi.it 

 

– Sentiero dei Franchi e Sentiero del Marrone e della Pietra, con capofila la Provincia. L’itinerario ricalca il sentiero che Carlo Magno e le sue truppe avrebbero seguito nel 773 per aggirare dall’alto l’esercito dei Longobardi, accampato a Chiusa San Michele. La leggenda, successivamente ripresa da Alessandro Manzoni nella tragedia “Adelchi”, narra che a fare da guida a Carlo Magno su questo sentiero fu il diacono Martino, inviato dall’arcivescovo di Ravenna su disposizione del Papa. La battaglia delle Chiuse longobarde consentì la penetrazione dei Franchi in Piemonte e, di lì a poco, la fine del regno dei Longobardi nel Nord Italia dopo due secoli di dominio incontrastato. Il tracciato parte dalla Sacra di San Michele e, mantenendosi sulla destra orografica della Valsusa, raggiunge dopo circa 60 km il territorio di Oulx. L’itinerario tocca l’Abbadia di Oulx, il forte del Sapè, la Certosa della Losa, le cappelle di San Michele di Meana,delle Toglie, del Pian dell’Orso e del Colle Bione e la Sacra di San Michele. Il percorso attraversa due Parchi naturali e numerose borgate, dove si conservano le testimonianze della civiltà alpina. Il Sentiero del Marrone e della Pietra rappresenta un’alternativa di tracciato più bassa, tra Mattie e la Certosa di Montebenedetto. La varietà di ambienti attraversati è notevole: le valli principali si articolano in diversi valloni e vallette che si percorrono spesso a mezza costa e che offrono ambienti straordinari, in un’alternanza di prati, pietraie e castagneti. Il clima della zona consente di percorrere il Sentiero del Marrone e della Pietra senza difficoltà per tutto l’anno, salvo che in caso di presenza di neve, che rende i tratti maggiormente esposti più pericolosi. 
Per saperne di più: http://www.vallesusa-tesori.it/it/itinerari/sentiero-dei-franchi 

 

– Sentiero Balcone, Tour Ambin, Tour Chaberton, Tour del Tabor”, con capofila il Comune di Oulx. Il Sentiero Balcone percorre i due versanti dell’Alta Valle di Susa lungo diciannove percorsi e mulattiere completamente ripristinati e segnalati a partire dal 2011. Con un itinerario di circa 250 km, offre all’escursionista un punto di vista privilegiato sul fondovalle e sulla catena alpina. Pur presentandosi come un lungo percorso in 14 tappe che attraversa 13 Comuni dell’Alta Valsusa, il Sentiero Balcone presenta agevoli possibilità di escursioni giornaliere e di rientro sui centri abitati di fondo valle, oltre ad interessanti varianti al tracciato, con la possibilità di raggiungere molte mete e il collegamento con sentieri transfrontalieri. Completano il Sentiero Balcone i tre Tour transfrontalieri Ambin, Chaberton e Tabor. 
Per saperne di più: www.vallesusa-tesori.it/it/itinerari/sentiero-balcone 

 

montagne– Il Giro dell’Orsiera, con capofila l’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie, è un anello in sei tappe intorno al Gruppo dell’Orsiera, che tocca gli antichi alpeggi dove si pratica la monticazione di bestiame bovino e ovino. L’itineario attraversa molti villaggi con esempi di architettura spontanea e tracce delle attività tradizionali: carbonaie, forni da calce, terrazzamenti e canali d’irrigazione. Percorrendo l’anello si possono incontrare esempi di arte rupestre: dalle modeste coppelle e croci alle stupefacenti rappresentazioni di animali e uomini della Cà ‘d Marc Picapera. La quinta tappa del Giro dell’Orsiera, volutamente breve, lascia il tempo per visitare con calma la Certosa di Monte Benedetto, un monastero certosino del XIII secolo che conserva intatte le strutture medioevali. 
Per saperne di più: www.parchialpicozie.it/contents/attached/c15/GO_italiano.pdf 

 

– Il Tour della Bessanese, con capofila la Comunità Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, è un trekking di alta montagna per escursionisti esperti, nel grandioso paesaggio delle Alpi Graie meridionali. Ripercorre gli antichi sentieri transfrontalieri che furono teatro di scambi e commerci fra pastori, contrabbandieri e guide alpine. Il Tour percorre vallate selvagge molto diverse fra loro e attraversa colli che superano i 3000 metri di altitudine. E’ realizzabile partendo dal Rifugio Gastaldi di Balme, dal “Cibrario” di Usseglio e dal Refuge d’Avérole di Bessans, in Haute Maurienne. 
Per saperne di più: www.tourdellabessanese.com 

 

– La Via dei Pellegrini, con capofila la Città di Avigliana è un anello che collega la Sacra di San Michele con Avigliana, Rivoli, Alpignano, Caselette, Almese e Villardora. Si snoda lungo antiche vie e attraverso borghi e borgate nella Bassa Valsusa. L’itinerario permette di cogliere aspetti ambientali estremamente diversi fra di loro: la verde Collina Morenica con le sue conche e vallette, una vera e propria porta che apre verso l’area intermorenica con i laghi e le paludi dei Mareschi di Trana e di Avigliana, i monti della Sacra con le cime rocciose e selvatiche. E’ il mondo magico delle Masche del Moncuni, del mito del Sole e del Cigno dei palafitticoli di Trana, della fede dei monaci cristiani, ma anche delle tracce di attività ormai scomparse, come quella dei “Picapera” del Forte, dei Cavatori di torba della Trübiera, dei vignaiuoli “spietratori” della Mortera. 

 

– Il Cammino di Don Bosco, con capofila la Città di Chieri, si propone come itinerario di interesse storico- culturale, per il forte legame con la figura del Santo e con i luoghi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua vita. Il Cammino propone la rete di sentieri della collina torinese e dell’alto astigiano che Don Bosco percorreva con quei giovani che raccoglieva dalla strada ed educava alla vita e al lavoro. Sono molte le eccellenze storiche e culturali che si incontrano: l’Abbazia di Vezzolano, il Duomo di Chieri, la casa natale di San Domenico Savio a San Giovanni di Riva presso Chieri, la Basilica di Superga, il Duomo di San Giovanni di Torino, il Palazzo Reale e la Basilica di Maria Ausiliatrice. 
Per saperne di più: www.camminodidonbosco.it

 

(Fonte:www.provincia.torino.it)

La Sanità Militare nella storia d’Italia

sanita militareIl volume evidenzia l’impegno del Corpo sanitario, fondato dal medico torinese Alessandro Riberi il 4 giugno 1833

 

A tre anni dalla conclusione del congresso “La Sanità Militare nella storia d’Italia”, tenutosi a Torino il 17 settembre 2011 in occasione delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia e del settimo raduno nazionale dell’Ansmi, sono stati pubblicati gli atti di un’assise che vide giungere nel capoluogo torinese i più qualificati ed illustri nomi della storiografia militare, docenti universitari ed esperti della materia.

 

Il volume è stato presentato nella sede della Regione Piemonte, alla presenza dell’assessore Giovanni Maria Ferraris. Curato da Achille Maria Giachino (presidente dell’Ansmi di Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta) e Franco Zampicinini comprende 21 saggi dedicati alla storia della Sanità Militare dalle origini fino ai giorni nostri ed evidenzia l’impegno del Corpo sanitario, fondato dal medico torinese Alessandro Riberi il 4 giugno 1833.

(www.regione.piemonte.it)

Storia della città in divisa

Il fascino del volume è dato soprattutto dallo spirito di cultura umanistica di cui è permeato, dalla carica di filantropia di chi contempla non l’ars belli ma l’ars pacis, dalla sincerità nel riconoscere la grandezza dei soldati che onorano la Patria e l’altruismo delle associazioni d’arma e dei volontari

 

soldati

Il libro di Franco Cravarezza e del figlio Tomaso “150° – Soldati a Torino”, edito dal Centro Studi Piemontesi,  è frutto di una attenta ed instancabile ricerca. Delinea in circa cinquecento pagine la storia di ogni arma dal 1861 al 2011 con particolare risalto ai raduni di Torino.

 

Non semplice libro di storia, è rappresentazione di uno spaccato d’epoca in ogni suo aspetto non solo militare ma anche specchio di ogni disciplina culturale a trecentosessanta gradi di “Torino Capitale 2011” che per ben nove mesi ha ospitato mostre d’arte, concerti, manifestazioni sportive, conferenze. Ai contenuti di grande interesse si affiancano fotografie dei festosi raduni all’insegna dell’amicizia e solidarietà, di sfilate in piazze e vie imbandierate, riproduzioni di cartoline, giornali d’epoca e medaglie commemorative.  Sono fotografati i monumenti eretti in ogni angolo della città a perenne ricordo di personaggi eroici che hanno fatto la storia piemontese a simbolo dei più alti valori.

 

 Tra questi il monumento a Carlo Alberto che presenta scene militari della prima guerra d’Indipendenza e le statue del bersagliere, artigliere, granatiere, dragone; il monumento al fante eroe di trincea; la statua equestre di Lamarmora. Viene dato risalto ad una delle opere più riuscite artisticamente, il bronzo di Emanuele Filiberto di Carlo Marochetti, considerato dal grande Leonardo Bistolfi il più bel monumento equestre dell’800, talmente entrato nell’immaginario collettivo da esser chiamato affettuosamente “caval d’brons” come simbolo di Torino Capitale.

 

 Il fascino del volume, al di là dell’intento documentaristico è dato soprattutto dallo spirito di cultura umanistica di cui è permeato, dalla carica di filantropia di chi contempla non l’ars belli ma l’ars pacis, dalla sincerità nel riconoscere la grandezza dei soldati che onorano la Patria e l’altruismo delle associazioni d’arma e dei volontari.

 

 (Foto: Museo Nazionale del Risorgimento – Torino)

Giuliana Romano

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