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Tutti gli eventi in programma per le Nitto Atp Finals

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IL GRANDE TENNIS È A TORINO
GREAT TENNIS IN TORINO

Eventi organizzati in occasione delle

Nitto ATP FINALS 13-20 novembre 2022

Città di Torino, Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia, Visit Piemonte e Fondazione per la Cultura Torino, insieme per promuovere il territorio durante le Nitto ATP Finals

www.turismotorino.org

Torino e il Piemonte si preparano ad accogliere la seconda edizione delle Nitto ATP Finals che si svolgerà al Pala Alpitour, la più grande arena sportiva al coperto in Italia, dal 13 al 20 novembre prossimo, organizzata dalla FIT (Federazione Italiana Tennis) e dalla ATP (Associazione Tennisti Professionisti).

Si tratta di uno dei più importanti tornei di tennis maschile, che vede ogni anno partecipare gli otto migliori singolaristi e le otto migliori coppie di doppio che si battono per l’ultimo titolo della stagione. Torino è la quindicesima città a ospitare l’evento che dal 2009 al 2020 si è svolto a Londra e dallo scorso autunno è approdato nel capoluogo piemontese per rimanerci fino al 2025.

Atleti, appassionati di tennis, giornalisti, artisti e turisti provenienti da ogni parte del mondo raggiungeranno il territorio cittadino. La competizione sportiva sarà quindi anche l’occasione per accendere i riflettori sulle eccellenze enogastronomiche e turistico-culturali di Torino e dell’intero Piemonte: dal ricco patrimonio di arte, storia e cultura alla gastronomia di altissima qualità e tradizione vinicola, passando dai paesaggi straordinari che regalano una grande offerta di outdoor, sport e attività per il tempo libero e il relax. Per ricevere al meglio tutto il pubblico in arrivo Città di Torino, Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia, Visit Piemonte e Fondazione per la Cultura Torino hanno lavorato insieme a un ricchissimo programma di appuntamenti diffusi gratuiti: talk, interviste, spettacoli, degustazioni, eventi musicali e tanto altro.

I sei enti cureranno insieme anche la Casa Tennis, allestita a Palazzo Madama, in piazza Castello nel cuore della città, dal 12 al 20 novembre. Sperimentato con successo per Eurovision 2022, il Museo Civico di piazza Castello, in occasione delle Nitto ATP Finals, oltre ai giornalisti aprirà le porte della corte medievale e della caffetteria anche a turisti e cittadini. Sarà infatti accessibile al pubblico che potrà gratuitamente (previa prenotazione attraverso l’APP DICE) assistere agli incontri in calendario e partecipare alle degustazioni enogastronomiche.
Oltre a Casa Tennis, gli eventi organizzati durante le Nitto ATP Finals – giorni in cui Torino sarà la capitale mondiale del tennisavranno luogo anche nelle vie e piazze del centro città (via Roma, piazze Castello e San Carlo) e al Fan Village (piazzale Grande Torino e piazza d’Armi) allestito di fronte al Pala Alpitour, sede degli incontri sportivi.

 

Ospitare le Nitto ATP Finals significa per Torino diventare capitale mondiale del grande tennis – afferma Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino –. Quest’anno la manifestazione prende forza grazie anche alla collaborazione tra tutti gli enti, gli operatori turistici e le associazioni di categoria. Un investimento che ci auguriamo possa permettere alla nostra città di affermarsi sempre di più a livello internazionale. I grandi eventi, infatti, hanno impatto positivo sull’economia del territorio e sono un’opportunità per la città e i suoi residenti. Per coinvolgere cittadini e visitatori, abbiamo quindi organizzato un ricco programma di appuntamenti culturali e di intrattenimento a cui tutti potranno partecipare.

 

 

Grandi eventi come le Nitto ATP Finals sono uno dei modi migliori non solo per promuovere la cultura sportiva, ricordo che quest’anno il Piemonte è “Regione europea dello sport”, ma anche per valorizzare l’eccellenza di un territorio ricco di bellezza, storia, arte ed enogastronomia come il nostro sottolinea Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte  . Non possiamo che essere felici, quindi, di dare il benvenuto agli atleti e al pubblico di questa seconda edizione ospitata a Torino, che ancora una volta accenderà sul Piemonte i riflettori internazionali.

 

Cogliamo l’opportunità offerta dalla presenza in città delle Nitto ATP Finals per allestire una vetrina di richiamo nazionale e internazionale e presentare le eccellenze del nostro territorio. A Palazzo Madama sfileranno infatti i nostri Maestri del Gusto, insieme ai vini Torino DOC e ai formaggi Torino Cheese in un ricco palinsesto di degustazioni guidate aperte a tutti, organizzato con la collaborazione delle Associazioni di categoria e delle Camere di commercio del Piemonte spiega Dario Gallina, Presidente dell’ente camerale torinese –. Parleremo poi anche di imprese della filiera dello sport, quasi 4mila sedi in Piemonte, con più di 13 mila addetti complessivi, in crescita del 25% negli ultimi 10 anni. Per loro in programma talk specifici su temi come il fare impresa nel mondo dello sport, contrattualistica, sponsorizzazioni e servizi per l’export e la digitalizzazione.

 

Quando tre anni fa abbiamo iniziato il cammino che ci ha portato ad organizzare le Nitto ATP Finals a Torino, abbiamo cercato di definire un modello organizzativo che vedesse protagonisti insieme a noi le istituzioni, sia a livello nazionale, Governo e Sport e Salute, sia soprattutto a livello locale, con il Comune e la Regionedichiara Angelo Binaghi, Presidente FIT – Federazione Italiana Tennis –.È un modello che sta dimostrando di funzionare bene, qui come in altre realtà italiane, e può servire da esempio anche per altri sport. Lo è ancor di più qui a Torino, dove abbiamo trovato dei partner ideali per fare in modo che le Nitto ATP Finals siano non soltanto un evento di successo ma mettano radici profonde nella vita della città.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI Nitto ATP Finals

10 novembre:
ore 12 conferenza stampa Nitto ATP Finals e cerimonia del sorteggio, Grattacielo Intesa Sanpaolo.
11 novembre:

ore 10 ‘Media Days Blu Carpet e presentazione degli 8 giocatori singolaristi alla cittadinanza e ai media nazionali e internazionali in piazza San Carlo.

ore 12 inaugurazione mostra50 Game Changing allestita in piazza San Carlo e via Roma, realizzata a cura di Gallerie d’Italia e Città di Torino.

12 novembre:

ore 11 apertura Fan Village (piazzale Grande Torino e piazza d’Armi);

ore 14.30 inaugurazione ‘Casa Tennis’ a Palazzo Madama (piazza Castello) e ore 15consegna Premio Gianni Mura.

CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE
‘Il grande tennis è a Torino / Great tennis in Torino’ è il concept della campagna di comunicazione ideata per la seconda edizione delle Nitto ATP Finals, declinata in inglese e tedesco realizzata da NOODLES Comunicazione e voluta dalla Città di Torino in collaborazione con Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Turismo Torino e Provincia e Visit Piemonte.

È stato scelto di rappresentare simbolicamente il prestigio e la portata dell’evento con una enorme palla da tennis che invade fisicamente alcuni dei luoghi più rappresentativi e suggestivi del centro storico e del territorio. L’idea è sviluppata in quattro diversi soggetti che vedono le palline da tennis dominare la scena tra i palazzi delle piazze Castello e Vittorio Veneto, nei giardini della Reggia di Venaria e in quelli della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Grazie a una pianificazione nazionale e internazionale ad alta diffusione che ha privilegiato luoghi con grande traffico e movimento di passeggeri (aeroporti di Malpensa, Linate, Orio al Serio, Genova, Londra e Francoforte; stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa, Roma, Milano Centrale, Napoli, Bologna Centrale, Venezia Santa Lucia, Firenze, Genova, Bari), la palla sembra rimbalzare da un luogo all’altro e tracciare un itinerario ideale. Da testimonial dell’evento sportivo si trasforma in testimone di una grande storia. ‘Il grande tennis è a Torino’ diventa così l’occasione per confermare la vocazione internazionale e l’attrattività della città.

Le immagini multi-soggetto della promozione delle attività di Casa Tennis a Palazzo Madama saranno inoltre presenti nel circuito MUPI, sui manifesti, sui mezzi pubblici, sui media locali e sul bus city Sightseeing.

 

LOOK OF THE CITY
È un progetto di immagine coordinata che coinvolge tutto il territorio cittadino e in particolare decora e allestisce il centro storico, i luoghi periferici e le principali stazioni ferroviarie. Il piano di comunicazione è caratterizzato da diverse tipologie di elementi allestitivi, nello specifico oltre a 500 teli stendardo che adornano i pali dell’illuminazione, 20 grandi bandiere che sventolano sui principali ponti della città, 5 maxi-teli graficati nelle grandi arterie di accesso e specifiche mostre espositive di banner sotto i portici aulici in piazza San Carlo.

PIOVONO PALLINE
Asse di via Roma e piazza Vittorio – dal 10 novembre
La campagna di comunicazione virtuale si concretizza con il progetto ‘Piovono Palline’: come se fossero cadute dal cielo, 13 palline da tennis giganti, con diametro 2 metri, saranno sparse per le vie del centro creando scorci e angoli insoliti da fotografare. Un grande potenziale per la diffusione social dei luoghi iconici di Torino.

SAGOMATI TENNISTI
Asse di via Roma e piazza Vittorio – dal 10 novembre
Per le vie e le piazze del centro città saranno allestiti pannelli sagomati che riproducono dei giocatori di tennis. Un modo divertente per coinvolgere cittadini e turisti che potranno mettere la loro faccia nello spazio vuoto del cartonato e scattare foto ricordo da postare sui social con #Torinotheplacetobe.

TROFEO DELLE NITTO ATP FINALS A PALAZZO CIVICO
Sala Marmi – piazza Palazzo di Città 1
Dal 7 al 9 novembre la Sala Marmi del Comune di Torino (piazza Palazzo di Città 1) ospiterà il trofeo delle Nitto ATP Finals. Anche quest’anno la Città farà parte del ‘Trophy Tour’, il percorso a tappe di esposizioni della coppa. Il pubblico potrà ammirarlo con accesso gratuito dalle 9 alle 18. Lunedì 7 novembre dalle 9 alle 13.

 

CASA TENNIS A PALAZZO MADAMA

Dal 13 al 20 novembre dalle ore 10 alle ore 20

Inaugurazione 12 novembre ore 14.30

Nella Casa Tennis sono in programma talk, conferenze, interviste realizzate con il coinvolgimento di numerosi esponenti del mondo della musica, dello sport, dell’editoria e dello spettacolo, torinesi, italiani e internazionali.

Gli appuntamenti a Palazzo Madama saranno condotti da Ilaria Fratoni, attrice e presentatrice televisiva nota a Torino grazie anche alla conduzione del palco di Eurovision Village e da Monica Bertini, giornalista sportiva e conduttrice TV a Mediaset, Skye SportItalia. Ogni mattina si potrà assistere alla rassegna stampa con news, approfondimenti e ospiti speciali sul mondo Nitto ATP Finals e sulle attività a esso collegate (lavoro di redazione a cura di Manolo Chirico). Nel primo pomeriggio il format ‘Torino si Presenta’ prevederà incontri, talk e approfondimenti con ospiti, sportivi, personalità della società civile e istituzionale. Nel tardo pomeriggio, invece, il salotto Parole di Tennisaccoglierà scrittori, personalità e sportivi.

In programma anche degustazioni guidate realizzatedalla Regione Piemonte e dalla Camera di commercio di Torino e assaggi ideati da Manolo Chirico (tutti su prenotazione e fino a esaurimento posti). La giornata inizierà con le specialità delle Merende Reali e con le Colazioni da Maestri, per un carico di energia e di golosità e tanti Maestri del Gusto da scoprire e conoscere. Per la pausa pranzo, dalle 12 alle 13, sarà proposto un viaggio nel Gusto in Piemonte: tanti appuntamenti appetitosi alla scoperta delle eccellenze del territorio gestiti dalle agenzie turistiche locali piemontesi in collaborazione con i produttori e i ristoratori locali. Tra le 15 e le 16 sarà Tempo di merenda con gli assaggi dei principali formaggi DOP del Piemonte proposte dai consorzi delle valli torinesi e piemontesi con il progetto Torino Cheese della Camera di commercio di Torino. Tutti i giorni dalle 16.30 alle 17.30 appuntamento con Percorso Di…Vino:degustazioni guidate e approfondimenti speciali dedicati al Freisa, vitigno dell’anno per la Regione Piemonte e alla scoperta dei grandi vini del territorio. Nella corte medievale si troverà un banco mescita – gestito in collaborazione con l’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino – riservato al vino e in particolare alla selezione Torino DOC dell’ente camerale torinese. Proporrà anche cocktail realizzati con Vermouth di Torino ed etichette del territorio. Durante l’aperitivo, tra le 18 e le 19, si potranno sorseggiare birre piemontesi provenienti dalle filiere agricole proposte dalla Regione Piemonte e da birrifici artigianali dei Maestri del Gusto, alternati con appuntamenti dedicati al Vermouth di Torino. Numerosi gli altri appuntamenti in programma realizzati in collaborazione con le associazioni di categoria torinesi e le Camere di commercio piemontesi. Un evento particolare sarà dedicato a sua Maestà il Gianduiotto di Torino, oggi in corso di riconoscimento IGP, con degustazioni guidate a cura del Comitato promotore. Si parlerà anche di caffè storici, di tradizione culinaria dei cuochi torinesi e di prodotti di eccellenza della rete Exclusive Brands Torino.

ITS-Turismo e Attività Culturali sarà presente con gli studenti del secondo anno del corso Incoming EventManager, che supporteranno la macchina organizzativa per la parte di accoglienza, traduzioni e comunicazione sia all’interno di Casa Tennis e del Fan Village sia per le strade della città.

QUANDO LO SPORT È UN’IMPRESATre gli appuntamenti a Casa Tennis dedicati dalla Camera di commercio di Torino alle quasi 4mila imprese della filiera dello sport presenti in Piemonte, che danno lavoro a oltre 13mila addetti e sono cresciute negli ultimi 10 anni del 25%. Si parlerà di economia dello sport, di come trasformare una passione in un’attività imprenditoriale, ma anche di digitale, eSport e contratti di sponsorizzazioni.

PROGRAMMA CULTURALE PER LE VIE DEL CENTRO
Le vie centrali della città saranno animate da una fittissima programmazione. Sono previsti alcuni degli artisti più noti del panorama internazionale, così come azioni innovative volte a stimolare la curiosità del pubblico. Dalla giocoleria alla musica, dalla magia al teatro di strada, con diverse azioni musicali previste, il programma presenta una grande multidisciplinarietà coprendo un ampio spettro di tipologie di intrattenimento e forme di espressione artistica. L’asse da piazza Carlo Felice a piazza Castello prevede un Festival busker di qualità con diversi Tennis Town Corners su via Roma fino a Piazza Castello. L’asse da Piazza Vittorio a Piazza Castello prevede anch’essa due diversi Tennis Town Corners in piazza Vittorio, ma con una declinazione più a target giovanile rispetto al primo asse, che sarà invece più dedicato a famiglie e turisti. Inoltre, uno speciale bus panoramico, City Sightseeing, da un’idea di Saul Beretta e Musicamorfosi, permetterà ai musicisti di suonare tra Piazza Vittorio e Piazza Castello, coinvolgendo così Via Po e zone limitrofeper poi allungarsi per le vie cittadine portando musica e colore.

 

FAN VILLAGEArea sponsor Nitto ATP Finals

Piazzale Grande Torino e piazza d’Armi

Dal 12 al 20 novembre – Inaugurazione 12 novembre ore 11

Un’area coperta dove gustare i prodotti locali, divertirsi con le iniziative di sponsor e partner e ricevere informazioni turistiche.

Orario: dalle ore 9 alle 24 per i titolari dei biglietti delle partite;

dalle ore 21 a mezzanotte l’ingresso è libero.

 

PUNTO INFORMATIVO E SOCIAL ROOM

All’interno del Fan Village ci saranno:

il Punto informativo turistico di Turismo Torino e Provincia (tutti i giorni dalle 9.30 alle 24) comunicherà ai visitatori le iniziative organizzate in città. Nella Social Room il pubblico verrà coinvolto in challenge e selfie che potrà condividere sui propri canali social.
lo Spazio Piemonte Regione Europea dello Sport 2022, gestito da Visit Piemonte, (tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 24) dove sarà a disposizione il materiale informativo. Lo spazio avrà un’area dedicata ai quiz, ai giochi a tema e un punto social.

 

MOSTRE IN CITTÀ PER LE Nitto ATP Finals2022

50 GAME CHANGING

dall’11 novembre – piazza San Carlo e via Roma

Mostra fotografica allestita in piazza San Carlo e via Roma, realizzata da ATP e Città di Torino in collaborazione con Gallerie d’Italia che celebra i 50 anni di ATP. Tour attraverso i più emozionanti scatti della loro storia. Una selezione di immagini sarà visibile allo Juventus Museum con ingresso dedicato gratuito.

NOVANT’ANNI DI BOLLICINE. L’Asti Spumante e il Moscato d’Asti

Al Museo Nazionale del Risorgimento –piazza Carlo Alberto 8, via Accademia delle Scienze 5
L’esposizione documenta l’evoluzione e la storia della DOP Asti attraverso le campagne di comunicazione che hanno reso riconoscibili l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti a livello internazionale. Ingresso gratuito.

LET IT BOUNCE! La fotografia incontra l’arte nell’affascinante mondo del tennis

dal 10 novembre al 17 dicembre Biblioteca civica Villa Amoretti, corso Orbassano 200

Un viaggio fotografico nell’affascinante mondo del tennis attraverso 41 (gli anni di Roger Federer al momento del suo ritiro a settembre 2022) immagini di Ray Giubilo che, da oltre trent’anni, segue i più importanti eventi di tennis nel mondo. Un percorso anche artistico per le realizzazioni di Federica Ramani, che interpreta su tela alcune immagini tratte dall’archivio di Ray, trasformandole e dando loro una nuova chiave di lettura.

LA DIVINA. OMAGGIO A SUZANNE LENGLEN

dall8 al 26 novembreBiblioteca civica Centrale – via della Cittadella 5

Una mostra su Suzanne Lenglen, famosa tennista francese, realizzata in collaborazione con l’Associazione Collezionisti Tennis e promossa con l’Alliance Francaise. Estroversa e dettatrice di mode, è stata la prima celebrità femminile del tennis e una delle prime donne a diventare stella internazionale dello sport.

TENEZ! TENNIS’

dal 8 novembre all’8 gennaio 2023 – Palazzina di caccia di Stupinigi 

Percorso di visita dell’appartamento di levante della Palazzina. In particolare il pubblico sarà accompagnato a osservare il ritratto di Francesco Giacinto e di Carlo Emanuele di Savoia (1636 – 1637) con racchetta e pallina. Una passeggiata che sottolineerà l’interesse, in quel periodo, verso il Trincotto, denominazione piemontese dell’antico gioco del tennis noto in altri luoghi d’Italia come della racchetta o pallacorda, in Francia come jeu de paume’, nei paesi di lingua anglosassone come Tenys’ e in Spagna come juego de la pelota’.

LIVE PAINTING – STUDENTI ACCADEMIA ALBERTINA
L’Accademia Albertina prenderà parte al palinsesto delle attività che si svolgeranno a Casa Tennis, proponendo un live painting di street art / muralismo in piazza Castello. L’attività coinvolgerà 5 studenti dell’Accademia. Agli studenti è stata chiesta una libera interpretazione del tema ‘tennis’.

 

PREMIO DI LETTERATURA SPORTIVA GIANNI MURA

Storie di sport, passioni e grandi imprese

Il nuovo riconoscimento, nato per valorizzare e promuovere la letteratura, la narrativa e la cultura sportiva e contribuire a diffondere tra giovani e adulti i valori legati allo sport, è promosso e organizzato dalla Città di Torino e dal Salone Internazionale del Libro di Torino ed è dedicato a uno dei più apprezzati giornalisti sportivi, Gianni Mura, scomparso nel 2020. A votare sono state sia le persone sia una giuria selezionatriceLa proclamazione dei vincitori si svolgerà sabato 12 novembre, durante le Nitto ATP Finals.

 

RACCHETTE IN CLASSE

Il progetto Racchette in classe – 8 lezioni curricolari e 7 extracurricolari, tenute da tecnici federali provenienti da 15 circoli sportivi locali – è realizzato dalla FIT in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e la Città di Torino con l’obiettivo di diffondere le discipline del tennis e del padel tra i giovani.

All’iniziativa hanno aderito 70 scuole e sono stati coinvolti più di 15.000 studenti. La festa conclusiva, con oltre 5000 persone tra studenti, docenti e istruttori, sarà al Palazzetto dello sport ‘Gianni Asti’ (parco Ruffini) dal 10 al 13 novembre. Per tutti coloro che hanno preso parte al progetto, studenti, famiglie e insegnanti accompagnatori, la FIT ha previsto la possibilità di assistere a titolo gratuito agli incontri delle Nitto ATP Finals.

 

TENNIS IN PIAZZA

Piazza Castello dal 15 al 20 novembre

Prosegue l’apprezzato ‘Tennis in piazza’. Dopo aver coinvolto ragazze e ragazzi e tutti coloro che hanno voluto avvicinarsi alla disciplina, la manifestazione – organizzata dalla Federazione Italiana Tennis, in collaborazione con il Comune di Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte – portata nei mesi di settembre e ottobre in sei parchi e luoghi iconici della città, è approdata in piazza Castello nei giorni 28-30 ottobre e vi tornerà dal 15 al 20 novembre.

 

 

 

AGEVOLAZIONI CULTURALI

Tante le promozioni per i possessori dei biglietti Nitto ATP Finals nei musei, teatri, e cinema aderenti, presentando il biglietto di ingresso delle partite.

Maggiori informazioni saranno disponibili e aggiornate su:

https://www.turismotorino.org/it/nitto-atp-finals-20212025/agevolazioni-culturali

 

SITO, GUIDA, CANALI SOCIAL

Tutte le informazioni sugli eventi e gli appuntamenti in programma durante le Nitto ATP Finals, le attività al Fan Village, il palinsesto delle esperienze a Casa Tennis saranno disponibili e aggiornate in una speciale sezione dedicata sul sito www.turismotorino.org.

Nella stessa sezione, dall’11 al 20 novembre, sarà possibile scaricare gratuitamente TORINOPOCKET BY, la guida Lonely Planet strutturata per quartieri, che consentirà di avere un rapido colpo d’occhio sulla città senza perdere però le offerte nelle vicinanze come la Reggia di Venaria Reale, il Parco La Mandria e il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea.

Per realizzare un racconto corale della città i canali social di Turismo Torino e Provincia (Facebook, Instagram, Twitter e TikTok) inviteranno i visitatori a ricondividere le esperienze con l’hashtag#torinotheplacetobe e il tag @turismotorino

 

#TORINOTHEPLACETOBE – CAMPAGNA PROMOZIONALE INFLUENCER SPORTIVI
È la campagna digital con un target potenziale di oltre 10 milioni di utenti online creata con alcuni dei più importanti influencer sportivi nazionali: Gianluigi Buffon – calciatore; Urbano Cairo – Presidente Torino FC; Federica Cesarini e Valentina Rodini – Campionesse olimpiche Tokyo 2020;
Ivan Federico – Skater e rappresentante dell’Italianello skateboard ai Giochi Olimpici Tokyo 2020; Sara Gama – Capitana della Nazionale femminile Italiana di Calcio e della Juventus Women; Carlotta Gilli – Oro paralimpico Tokyo 2020; Claudio Marchisio – ex calciatore e imprenditore; Alessia Maurelli – Campionessa olimpica Tokyo 2020 e Capitana della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica; Alessandro Ossola – Campione paralimpico della Nazionale Italiana di Atletica Leggera. Gli influencer sportivi coinvolti realizzeranno contenuti promozionali su Torino e le Nitto ATP Finals in alcuni dei luoghi più iconici di Torino. I reel (video brevi multi-clip ad alto contenuto di creatività, che possono raggiungere un pubblico molto vasto) saranno pubblicati dai profili ufficiali di Turismo Torino e Provincia.

 

AEROPORTO SANDRO PERTINI DI TORINO

Nell’aeroporto sarà presente un pannello retroilluminato con l’immagine della campagna di comunicazione ‘Il grande tennis è a Torino’. La segnaletica a pavimento a forma di pallina da tennis condurrà il viaggiatore dall’area arrivi all’uscita. Chi è in attesa, invece, troverà un salottino con due pouf a forma di palla da tennis dove potersi accomodare per intrattenersi guardando il video promozionale. Nella sala ci sarà anche un tennista sagomato, come quelli collocati nelle vie e nelle piazze del centro città, vicino al quale potersi scattare delle foto.

 

LETTERING E SEDUTE

Lettering e sedute realizzate con il logo ‘Torino so much of everything’ – una grande T con una doppia O a formare la scritta TO seguita da una pallina da tennis nei colori della città – saranno collocate nelle piazze Castello, Carlo Alberto e CLN.

 

BRANDIZZAZIONE CIRCUITO TAXI

150 taxi brandizzati con grafiche adesive a forma di pallina da tennis.

 

CARTINA PIEGHEVOLE

30.000 cartine realizzate per l’evento con le iniziative e le promozioni in corso (il QR code rimanda alla sezione del sito e alle prenotazioni degli appuntamenti alla Casa Tennis).

 

CARTOLINA CASA TENNIS

15.000 cartoline promozionali con invito a prenotare gli appuntamenti di Casa Tennis e scoprire tutte le attività in città.

 

BANDIERINE

22.000 bandierine saranno distribuite agli esercizi pubblici e a tutti coloro che accederanno a Casa Tennis.

 

TOVAGLIETTE CIRCUITO SUGONEWS

72.000 tovagliette con la piantina della città e messaggio di benvenuto distribuite in 100 locali aderenti.

 

VISITE GUIDATE

Dal 13 al 20 novembre la Camera di commercio di Torino in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e le Associazioni di Categoria Guide Turistiche, offrirà visite guidate con prenotazione obbligatoria attraverso l’APP “DICE”. Sono 4 i tour che si alterneranno alla scoperta della città con partenza da Casa Tennis: alle 10.30 ‘Il cuore di Torino: capitale regale’ o ‘Melting Pot’; alle 17.30 ‘Tour dei caffè storici’ o ‘Tour Luci d’Artista’.

 

OSSERVATORIO – PROFILO TURISTA

Dal 13 al 19 novembre verrà attivato un monitoraggio qualitativo al fine di determinare l’identikit del visitatore. Le informazioni raccolte saranno utili per delineare il profilo del turista, aggiornare la strategia per le prossime edizioni dell’evento e realizzare azioni di direct marketing attraverso le anagrafiche degli intervistati. L’attività si svolgerà al Fan Village e in centro città e, a ogni intervistato, sarà dato un gadget in omaggio.

 

È inoltre in programma un press tour che porterà a Torino media internazionali.

 

 

Tutti gli eventi nei musei della Fondazione

AGENDA APPUNTAMENTI FONDAZIONE TORINO MUSEI

28 ottobre – 3 novembre 2022

 

SABATO 29 OTTOBRE

 

Sabato 29 ottobre ore 15

ARTE E TÈ IN ORIENTE

MAO – Visita guidata alla mostra Buddha10 con degustazione di tè.

A cura di Theatrum Sabaudiae in collaborazione con The Tea

Nella mostra temporanea, un’installazione di composizioni vegetali accoglie il pubblico e depura l’aria: un momento di purificazione che prepara ad accedere agli spazi successivi della mostra, custodi di icone buddhiste sacre e devozionali.

L’incontro con straordinarie statue buddhiste delle collezioni del MAO, alcune delle quali mai esposte al pubblico, messe in dialogo e in contrasto con alcuni esemplari provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma e dal Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova e con significative opere di artisti contemporanei, diventa l’occasione per riflettere su molteplici tematiche, spaziando dall’originaria collocazione e funzione delle opere, alle modalità di importazione in occidente, dalle logiche e procedure di restauro, alle complesse relazioni fra vero e falso.

Questi e altri interrogativi saranno al centro della visita guidata che si propone come momento di condivisione e riflessione su questioni che si celano dietro a soggetti dalla natura e funzione essenzialmente sacra.

Segue La fragranza celeste dell’autunno: l’osmanto, una proposta autunnale per la degustazione di tè Gui Hua, a cura di Claudia Carità (The Tea – Torino), studiata come ideale prosecuzione dell’esperienza in mostra.

I fiori di osmanto e la loro inebriante fragranza autunnale, costituiscono un’icona dell’immaginario orientale. Nelle regioni remote di Cina e Giappone è possibile trovare arbusti di osmanto coltivati nei giardini dei templi buddhisti per ricordare la riconoscenza alle divinità lunari.

La mitologia cinese e, successivamente, la poesia Tang e Song hanno attribuito ai fiori di osmanto origini paradisiache associandolo alla luna. Essenza amata durante la dinastia Ming, per la gente comune l’osmanto simboleggiava oro e giada, fama e fortuna.

Tre giorni di vita per ogni fiore e un’essenza spirituale che in 2000 anni non è mai svanita anche attraverso il tè, la bevanda elitaria d’eccellenza, servita alla corte degli imperatori.

Il percorso di degustazione affronterà la dolcezza e la complessità aromatica del fiore dell’osmanto. Terroir, cultivar e grandezza delle foglie si combineranno con la stagione autunnale a raccontare l’inebriante fragranza fruttata e floreale di questi piccolissimi fiori che colorano di ambra. Infusioni differenti per apprezzare la freschezza del Gui Hua Cha con provenienza Guangxi e le note calde da Red Osmanthus da piccole tea cake originarie di Lincang – Yunnan.

La degustazione si accompagnerà con dolcezze e piccole preparazioni ideali in abbinamento ai tè proposti, servite in monodose ad ogni partecipante presentate su un piccolo vassoio dedicato.

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Claudia Carità, selezionatrice di té, laureata in economia e commercio presso l’Università di Torino, fonda nel 2011 il marchio The Tea che identifica un catalogo di tè scelti attraverso il confronto diretto con produttori e importatori con preferenza per chi si avvale del marchio ETP (Ethical Tea Partership). Dal 2013 The Tea è stato scelto da Slow Food Italia e valutato dal Laboratorio Chimico della Camera di Commercio per rientrare nel progetto “Maestri del Gusto” di Torino e Provincia.

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Prenotazione obbligatoria, l’iniziativa verrà attivata con un minimo di 10 partecipanti, fino a un massimo di 20 persone.

Info 011.5211788 –  prenotazioniftm@arteintorino.com  (da lunedì a domenica 9.30 – 17.30)

Costi: 19 € a partecipante

Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso alla mostra; gratuito per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte.

Appuntamento 15 minuti prima dell’inizio.

 

Sabato 29 ottobre, ore 15 e domenica 30 ottobre, ore 10 e ore 15

CACCIA AI MOSTRI. ATTIVITÀ PER LE FAMIGLIE IN OCCASIONE DI HALLOWEEN

GAM – Attività per le famiglie

La GAM per le famiglie ha in serbo un’insolita visita in museo per il weekend più terrificante dell’anno: Halloween! Attraverso le opere del ‘900, in un viaggio tra i mostri di Francis Picabia e le suggestioni animalesche di Alberto Savinio fino alle forme fantastiche di Pinot Gallizio, i bambini e i loro genitori potranno confrontarsi con la paura del diverso, del brutto e mostruoso. Vedremo insieme che spesso dietro le apparenze si nascondono personaggi molto meno spaventosi di quello che la nostra fantasia vuol farci credere e le maschere sono spesso una protezione contro ciò che ci spaventa.

In laboratorio negli spazi dell’Educational Area utilizzeremo carta, forbici colori e fantasia i bambini potranno creare un mostro a regola d’arte. Al termine dell’attività verrà offerta a ogni bambino una sacca piena di dolci e sorprese a tema Halloween!

Costo: Euro 10 a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso al museo ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Informazioni e prenotazioni: 0115211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

DOMENICA 30 OTTOBRE

 

Domenica 30 ottobre ore 15

TERRIFICHE PARVENZE. DIVINITÀ IRATE NELLE COLLEZIONI DEL MAO

MAO – visita guidata in occasione di Halloween

Ghirlande di teste umane, cadaveri come seggi e calotte craniche che fungono da ciotole sono solamente alcuni fra gli innumerevoli simboli apparentemente macabri che costellano l’immaginario tantrico buddhista e induista. Attraverso una selezione di opere d’arte indiana e himalayana, l’itinerario si sofferma su immagini e simboli strettamente connessi alla morte che, molto spesso, si trovano in associazione a divinità dalle fattezze terrifiche, illustrandone i particolari significati e funzioni, in un totale rovesciamento di prospettiva nel quale anche parvenze feroci e mostruose sono strumenti per allontanarsi dalle angosce del samsara.

A cura di Theatrum Sabaudiae.

Costo: € 6 a partecipante; costi aggiuntivi: ingresso alla mostra temporanea (gratuito per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte)

Info e prenotazioni: t. 011.5211788, prenotazioni ftm@arteintorino.com

 

LUNEDI 31 OTTOBRE

 

Lunedì 31 ottobre

MUSEI DA BRIVIDO! HALLOWEEN AL MUSEO

musei aperti e ingresso gratuito per gli under 35 alle collezioni di GAM, MAO e Palazzo Madama

 

Per festeggiare il ponte di Ognissanti i musei della Fondazione Torino Musei propongono numerose iniziative dedicate alle famiglie e al pubblico adulto che, nel lungo weekend di festa, potranno trascorrere un pomeriggio al museo fra mostre, visite guidate e attività tematiche.

Inoltre, per celebrare la Giornata nazionale “Giovani e Memoria” del Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, GAM e MAO saranno eccezionalmente aperti lunedì 31 ottobre e, insieme a Palazzo Madama, offriranno l’ingresso gratuito alle collezioni per tutti gli under 35: un’occasione da non perdere per tutti i giovani che desiderano conoscere il patrimonio artistico dei Musei Civici e, per tutte le famiglie, l’opportunità di trascorrere un Halloween diverso dal solito!

 

COSA SI PUÒ VISITARE:

 

  • GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

Nella giornata del 31 ottobre ingresso gratuito per gli under 35 alle collezioni permanenti e alle mostre Ottocento. Collezioni GAM dall’Unità d’Italia all’alba del NovecentoFlavio Favelli I Maestri Serie Oro e Jannis Kounellis in Videoteca.

  • MAO Museo d’Arte Orientale

Nella giornata del 31 ottobre ingresso gratuito per gli under 35 alle collezioni permanenti custodite nelle cinque gallerie del Museo. Ingresso alla mostra temporanea Buddha10   secondo le tariffe ordinarie (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino Card).

 

  • PALAZZO MADAMA – Museo Civico d’Arte Antica

Nella giornata del 31 ottobre ingresso gratuito per gli under 35 alle collezioni permanenti e all’allestimento nella Corte Medievale La porta della città. Un racconto di 2.000 anni.

Ingresso alla mostra temporanea Margherita di Savoia, Regina d’Italia secondo le tariffe ordinarie (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino Card).

I musei osserveranno il consueto orario di apertura dalle 10 alle 18 (le biglietterie chiudono un’ora prima). Ultimo ingresso ore 17.

 

Lunedì 31 ottobre ore 15

TERRIFICHE PARVENZE. DIVINITÀ IRATE NELLE COLLEZIONI DEL MAO

MAO – visita guidata in occasione di Halloween

Ingresso gratuito alle collezioni per under 35.

Ghirlande di teste umane, cadaveri come seggi e calotte craniche che fungono da ciotole sono solamente alcuni fra gli innumerevoli simboli apparentemente macabri che costellano l’immaginario tantrico buddhista e induista. Attraverso una selezione di opere d’arte indiana e himalayana, l’itinerario si sofferma su immagini e simboli strettamente connessi alla morte che, molto spesso, si trovano in associazione a divinità dalle fattezze terrifiche, illustrandone i particolari significati e funzioni, in un totale rovesciamento di prospettiva nel quale anche parvenze feroci e mostruose sono strumenti per allontanarsi dalle angosce del samsara.

A cura di Theatrum Sabaudiae.

Costo: € 6 a partecipante; costi aggiuntivi: ingresso alla mostra temporanea (gratuito per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte).

Info e prenotazioni: t. 011.5211788, prenotazioni ftm@arteintorino.com

GIOVEDI 3 NOVEMBRE

 

Giovedì 3 novembre

HIC SUNT DRACONES. ATELIER DELL’ERRORE • CHIARA CAMONI

GAM – apre la mostra

3 novembre 2022 – 5 marzo 2023

Hic sunt Dracones si compone di due percorsi intrecciati: quello di Chiara Camoni e quello del collettivo Atelier dell’Errore. È un racconto in cui le due storie artistiche, molto diverse, si fronteggiano e si rispondono l’una all’altra. Dopo la precedente mostra a cura di Elena Volpato, Sul principio di contraddizione, questa esposizione riconosce la presenza di un pensiero metamorfico nell’arte contemporanea o, quanto meno, nei suoi territori più fertili, quelli distesi a cavallo del suo confine estremo, dove i cartografi un tempo avrebbero lasciato scritto il loro avvertimento e disegnato draghi d’ogni specie e forma.

Infohttps://www.gamtorino.it/it/hic-sunt-dracones-chiara-camoni-atelier-dellerrore

Giovedì 3 novembre

POETICIZZARE IL DESERTO INVECE DI SAPERE DOVE TERMINA

GAM – opera inedita di Riccardo Benassi (galleria Zero…, Milano) in occasione di Artissima

3 novembre 2022 – 8 gennaio 2023

A partire dal 3 novembre 2022 e fino all’8 gennaio 2023 la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea presenta nei suoi spazi l’opera inedita di Riccardo BenassiPoeticizzare il deserto invece di sapere dove termina, 2019-2022. Originariamente composta nel 2019, come colonna sonora temporanea dello shopping mall/concept store disegnato da Zaha Hadid per City Life a Milano, è ora rielaborata da Benassi in forma di scultura sonora la cui presenza, nello spazio della GAM, agisce attraverso la forza minimale di un segno grafico. La traccia audio, 4 secondi in loop, è interamente realizzata con la voce dell’artista, attraverso un uso non convenzionale dell’Autotune, una scelta che sottolinea la commistione tra il soggettivo corporeo delle corde vocali e la ‘rettificazione’ oggettivante della griglia digitale. La commistione si trova ribadita nella particolare scelta di utilizzare l’unico speaker morbido attualmente disponibile. Il suo corpo flessuoso si sovrappone idealmente alla corporeità dell’artista che ha generato i suoni, in una duplicazione tecnologica che sembra desiderare l’identificazione col biologico e persino il suo superamento in una forma assoluta. Benassi riconduce la traccia audio alla tipologia di suoni chiamata Mallwave, un sottoinsieme della Vaporwave, musica pensata per insinuarsi, come un sottofondo quasi inavvertito, nel vuoto psicologico degli ascoltatori distratti, dallo shopping, dalla necessità di spostarsi da un luogo all’altro, dai propri pensieri. Il dislocamento di quel vuoto nello spazio di un museo che, al contrario, è intessuto di significati e di volontà di ascolto e osservazione da parte del pubblico, rivoluziona la vacuità del centro commerciale e dei cosiddetti non-luoghi del contemporaneo, ne fa realmente la poesia di un deserto incastonato in un’architettura: una proiezione, o il miraggio, di uno spazio che non possiede un termine e forse neppure un tempo.

L’esposizione fa parte del progetto di Artissima, in collaborazione con la Fondazione Torino MuseiSo will your voice vibrate (Così vibrerà la tua voce), che comprende anche un’installazione sonora al MAO con Charwei Tsai (galleria mor charpentier, Parigi, Bogotà) e una performance a Palazzo Madama di Darren Bader (galleria Franco Noero, Torino).

Info: ingresso con acquisto del biglietto del museo (gratuito Abbonamento Musei)

 

Theatrum Sabaudiae propone visite guidate in museo

alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO.

Per informazioni e prenotazioni: 011.52.11.788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

 

https://www.arteintorino.com/visite-guidate/gam.html

https://www.arteintorino.com/visite-guidate/mao.html

https://www.arteintorino.com/visite-guidate/palazzo-madama.html

 

Fenomeno autostrade: tra vincoli e svincoli, al via un laboratorio permanente su logistica e trasporti

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A  100 anni dall’inaugurazione della prima arteria italiana

  • Convegno all’Unione Industriali Torino su storia, presente e futuro dei trasporti italiani
  • Presentato il progetto di un laboratorio permanente sulle infrastrutture stradali e non solo, il primo think tank sui temi della logistica e dei trasporti da Piemonte, Liguria, Veneto fino all’Europa
  • Paolo Manzone, autore del libro che dà il titolo al convegno aprirà il suo “cantiere” anche a studenti superiori e dell’università insieme al prof. Franco Gaboardi (Unito): “Vogliamo portare l’occupazione dei neolaureati da 67 a 80%” attraverso progetti di formazione ‘sul campo’ e contatto diretto con imprese e lavoro”

Torino, 27 ottobre 2022 – Comprendere la macchina burocratica che gestisce la rete autostradale italiana e migliorarla anche in chiave europea è l’ambizioso obiettivo degli organizzatori del convegno dal titolo “Fenomeno autostrade: tra vincoli e svincoli” svoltosi oggi, giovedì 27 ottobre alle ore 17,30 nella Sala Piemonte all’Unione Industriali Torino, in via Fanti 17 in collaborazione con Autostrada dei Fiori. Tra gli scopi principali c’è la volontà di aumentare l’occupazione dei neolaureati e le opportunità di crescita professionale degli studenti anche attraverso un laboratorio permanente che sappia far dialogare imprese e giovani alla ricerca di lavoro: il primo think tank sui temi della logistica e dei trasporti.

L’anno che sancisce il rapporto tra Stato e infrastrutture stradali come lo intendiamo oggi è il 1921. La prima autostrada italiana è stata inaugurata nel 1924: era la Milano-Laghi, l’attuale A8 e in quegli anni veniva chiusa al traffico la notte, in quanto non c’erano le esigenze di traffico attuali. Altre importanti strade di collegamento rapido sorsero nel decennio successivo lungo il triangolo economico del nord: dalla Torino-Milano (1932) alla Genova-Serravalle (1935).

“Fino al 1975, l’Italia era tra i primi 4 paesi europei per sviluppo della rete autostradale, un prestigio che si è andato a perdere nel corso del tempo – dichiara Paolo Manzone, autore del libro ‘Fenomenologia delle autostrade italiane: vincoli e svincoli’, presentato oggi nella sua nuova edizione, da cui è nata l’idea dell’incontro e del laboratorio permanente –. Conoscere la storia e il presente per migliorare il futuro, tenendo conto delle esigenze, sempre nuove, nel mondo dei trasporti è il punto di partenza della nostra ricerca e aprire questo ‘cantiere’ agli studenti e alle imprese coinvolte è il contributo che vogliamo fornire insieme al mio staff”.

Nell’incontro all’Unione Industriali si è analizzato lo stato di salute delle infrastrutture stradali, in particolare nel Nord-Ovest, tentando di tracciare gli scenari futuri delle arterie autostradali anche alla luce delle necessità, sempre maggiori, legate alla logistica portuale – Genova, Savona e Trieste -, e ai rapporti economici tra il Piemonte e la Liguria. Un convegno, un libro e ora anche per coinvolgere istituzioni, addetti ai lavori insieme a scuole e università come dimostrato dalla presenza di una settantina di studenti del corso di Laurea in Economia e Statistica per le organizzazioni (Unito) tra il pubblico presente oggi all’Unione Industriali.

“L’incontro di oggi è un primo passo verso il progetto di collaborazione tra imprese, scuola e università per sensibilizzare e informare, studenti e imprenditori, sui temi collegati alle nostre autostrade – spiegano gli organizzatori Paolo Manzone e il professor Franco Gaboardi, docente di Diritto ed Economia e Contabilità Pubblica presso il Dipartimento di Economia e Statistica Cognetti de Martiis e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino – intendiamo ampliare l’attuale piano di ricerca con un nuovo progetto che si occuperà dell’intero sistema viario che collega i porti del mar Ligure al resto d’Europa, creando un’unica grande rete di scambi e collaborazioni tra gli utenti dei percorsi di terra e di mare: un sistema di cooperazione che si baserà principalmente sull’informazione e l’interrelazione, un vero e proprio think tank su logistica e trasporti”.

“Tra gli obiettivi principali – conclude Gaboardi – c’è il desiderio di contribuire ad aumentare le opportunità di lavoro e formazione di studenti e neolaureati, portando l’occupazione media dal circa il 67 all’80% dei giovani, proprio come nel caso di quelli presenti qui oggi, primi beneficiari del progetto”.

“100: 1922 – 2022. Dalla Marcia su Roma alla crisi delle democrazie”. Al “Polo del ‘900”

Un secolo di storia italiana. Dal “Ventennio” a un’attualità assai poco confortante

Dal 15 al 31 ottobre

L’immagine – guida del progetto è una proposta simbolica di alto impatto visivo ed emozionale, firmata da Silvio Giordano, celebre creativo e visual artist di origini potentine, che così la descrive: “Una colonna romana, simbolo di cultura e valori, di equilibrio e stabilità, che si infrange contro un urto quasi invisibile causato da una forza sconosciuta. La colonna bianca in questo caso è spezzata da un’altra forza nera. L’immagine è la metafora dell’arrivo a Roma del Partito Nazionale Fascista. Un evento eversivo che segnò Roma e l’Italia in maniera radicale. Un attacco frontale che non ha avuto paura di infrangere colonne portanti della democrazia e della non violenza”. 28 – 30 ottobre 1922: la “Marcia su Roma”, prologo della “rivoluzione fascista”, al termine della quale Vittorio Emanuele III diede l’incarico a Mussolini di formare un nuovo governo. Parte di qui, ma fa una lunga galoppata fino ai giorni nostri, il progetto speciale promosso, in occasione dei 100 anni dalla “Marcia su Roma”, dal torinese “Polo del ‘900”, su iniziativa della “Fondazione Carlo Donat Cattin”, e che si terrà fra il sabato 15 e il lunedì 31 ottobre prossimo. Patrocinato dal “Ministero della Cultura”, dal “Consiglio Regionale del Piemonte–Comitato Resistenza e Costituzione”, dal “Comune di Torino” e dall’“Ateneo” torinese, il progetto propone una serie di eventi ed iniziative, divisi in tre sezioni (Edu Stories, Cinematografo e Conferenze) per riflettere sul “Ventennio” e ha il pregio di aprirsi con uno sguardo attento e critico sull’attualità. Tutti gli eventi si svolgeranno al “Polo del ’900” (via del Carmine 14, Torino), mentre l’inaugurazione si terrà nell’Aula Magna della “Cavallerizza Reale” (via Giuseppe Verdi 9, Torino) di “UniTo”. Sette talk con importanti storici nella fascia oraria pomeridiana, un cineforum al mattino riservato alle classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado e un cineforum preserale compongono un’offerta ricca e variegata rivolta ad un ampio pubblico. La serata di inaugurazione del programma (sabato 15 ottobre, ore 21, alla “Cavallerizza Reale”) è affidata ad Ezio Mauro, già direttore de “La Stampa” e de “La Repubblica”, che terrà una lectio intitolata “22, l’ultimo anno di libertà”.

Particolarmente dettagliata l’agenda delle “Conferenze” (tutte al “Polo del ‘900”, alle ore 18) attraverso un percorso ideale che, partendo dalla lectio “La marcia su Roma e gli inizi del fascismo in Italia” tenuta dal professor Marco Palla dell’“Università di Firenze”, approderà alla riflessione su “Crisi dei partiti e della partecipazione democratica” in un dialogo tra Valentina Pazè, dell’“Università di Torino”, con Lorenzo Pregliasco, fondatore di “YouTrend” (il portale italiano che racconta le tendenze socio-politiche del nostro tempo), passando per le “Interpretazioni del fascismo” con Rosalia Peluso, Marco Revelli e Marco Scavino, fino (solo per citarne alcune) alla tavola rotonda conclusiva “Crisi delle democrazie: consenso, rappresentanza e istituzioni” con Gianfranco Morgando, Dario Tosi, Cristopher Cepernich, Silvano Belligni, Francesco Lo Grasso e moderata da Alberto Sinigaglia, presidente del “Polo del ‘900”.

Per quanto riguarda la sezione Cinema, verrà proposto (sempre al “Polo del ‘900, alle 18) un percorso filmico su tre autentici capisaldi del cinema sul fascismo: “Dalla Marcia su Roma a piazzale Loreto” (19 ottobre), “Il delitto Matteotti” (22 ottobre) e “Cronache di poveri amanti” (29 ottobre) Il primo film, girato da Paolo Gobetti, si compone di due lezioni filmate sui cinegiornali fascisti, con l’inclusione di alcuni cinegiornali tedeschi e dell’intera sequenza del cadavere di Mussolini girata a Piazzale Loreto. “Il delitto Matteotti”, di Florestano Mancini, è la cronaca minuziosa del delitto del segretario del Partito Socialista Unitario e delle ricerche che non condurranno mai ai veri colpevoli.  Chiude il trittico selezionato “Cronache di poveri amanti” di Carlo Lizzani, premiato a Cannes e vincitore di due “Nastri d’argento”.

Due infine gli incontri pensati per il progetto scuole e che –  dopo la visione dei film “La marcia su Roma” di Dino Risi e “Fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti a cura dell’“Ordine dei giornalisti del Piemonte”, dell’“Associazione Stampa Subalpina” e di Cgil, Cisl e Uil – avranno come oggetto della discussione “Le libertà”. Dalla libertà di stampa alla libertà di associazione e sindacale. Proprio Torino, il 18 dicembre del 1922, fu infatti teatro di un episodio fra i più efferati del regime con la tristemente nota “strage”, l’aggressione ad un gran numero di operai e sindacalisti (14 le vittime e 26 i feriti), l’assalto alla “Camera del Lavoro” cittadina – data alle fiamme, insieme al “Circolo Anarchico” dei ferrovieri e al “Circolo Carlo Marx” – e la devastazione della sede di “Ordine Nuovo”.

Per info e programma dettagliato: “Polo del ‘900”, via del Carmine 14, Torino; tel. 011/0883200 o www.polodel900.it o www.fondazionedonatcattin.it

g.m.

Ora serve la sinistra sociale

Non si deve vivere di nostalgia e nè, tantomeno, si può replicare banalmente il passato. Anche se nobile e glorioso

Ma è indubbio che di fronte ad una crescente e sempre più inquietante
disuguaglianza sociale e ad un tasso di povertà insopportabile per una società che si definisce
evoluta come la nostra, la politica non può fare la fine dello struzzo, cioè nascondere la testa nella
sabbia. Che, nel caso specifico, significa voltarsi dall’altra parte fingendo che il problema non
esiste. Ora, per molto tempo questo disagio sociale è stato intercettato e affrontato da alcuni
partiti politici. O meglio, all’interno di alcuni grandi partiti popolari e di massa da quelle
componenti che venivano comunemente definite come “sinistra sociale”. Su tutti spiccava la
sinistra sociale di ispirazione cristiana all’interno della Dc con la storica corrente di Carlo Donat Cattin, Forze Nuove.

Ma in quel partito, comunque, c’erano molti altri esponenti che su questo
versante apportarono negli anni un contributo di grande spessore e levatura politica ed
intellettuale: dal Ermanno Gorrieri a Tina Anselmi, da Franco Marini a Tiziano Treu a moltissimi altri
politici. Certo, anche in altri partiti popolari non mancava questa sensibilità politica e culturale. Ma
era meno accentuata e forse anche politicamente meno caratterizzata.

Comunque sia, al di là delle vicende del passato recente e meno recente, oggi quasi si impone la
presenza politica e culturale di una “sinistra sociale”. Di ispirazione cristiana o meno che sia, la
“sinistra sociale” è necessaria per ridare qualità alla nostra democrazia e credibilità alla stessa
azione politica. Una “sinistra sociale” che, nella desertificazione delle culture politiche che ha
segnato in profondità la decadenza della politica italiana in epoca di marcato populismo e
qualunquismo, si rende necessaria per incrociare le istanze e le domande sempre più impellenti
dei ceti popolari e dello stesso ceto medio impoverito. Domande a cui, adesso, va data una
risposta politica e legislativa senza attendere la prossima scomposizione e la ricomposizione della
geografia politica italiana. Si tratta, cioè, di far sì, come diceva Donat-Cattin appena insediatosi al
Ministero del Lavoro sulla fine degli anni ‘60, che “il dato politico nuovo deve consistere nel dare
alla politica sociale complessiva un ruolo non più subalterno ma primario per la vita dello Stato,
anche nella sua espressione politico/amministrativa”. Insomma, per Donat-Cattin, come per la
miglior cultura cristiano sociale, l’istanza sociale doveva “farsi Stato”. Trovare, cioè, piena ed
irreversibile cittadinanza ad ogni livello dell’organizzazione amministrativa e della gestione della
cosa pubblica.

Una concezione politica, cioè, che faceva del dato sociale, e quindi della “questione sociale”, il
nodo centrale di ogni progetto politico e soprattutto di governo. Una concezione, come ovvio e
scontato, che non individua nell’assistenzialismo becero dei populisti dei 5 stelle la soluzione più
credibile per una rinnovata e drammatica questione sociale scoppiata dopo la doppia emergenza
sanitaria e bellica. Ma, al contrario, una strategia di aiuto e di promozione concreta dei ceti
popolari e di una vera e propria inclusione nello Stato di diritto e nel pianeta produttivo. Per questi
motivi, oggi, serve di nuovo la “sinistra sociale” che abbia, però, una grande e feconda ricaduta
politica e legislativa. Non, quindi, una semplice testimonianza impolitica e puramente culturale ed
accademica ma un progetto politico e di governo che parte dai bisogni dei ceti popolari e sappia
tradursi in scelte concrete, reali e tangibili.

Giorgio Merlo

Al Folk Club con Gege’ Telesforo

VENERDÌ 7 OTTOBRE 2022 ORE 21.30
Radio Londra
presenta
DADO MORONI, ENZO ZIRILLI, RICCARDO FIORANTI
special guest
GEGÈ TELESFORO
Ingresso Intero 25 € | Ridotto Under 30 13 € | Streaming 5 €

Dopo gli strepitosi risultati di pubblico della scorsa stagione Radio Londra – alla tredicesima edizione – si conferma come la rassegna jazz più amata in città. Per l’apertura arriva per la prima volta al FolkClub il rinomato jazz vocalist, musicista, produttore, compositore, ma anche giornalista, autore, personaggio radiofonico e televisivo GeGé Telesforo, ospite speciale di un trio artistico strepitoso composto da musicisti sstraordinari: il sontuoso Dado Moroni al pianoforte, il solidissimo Riccardo Fioravanti al basso e l’eclettico Enzo Zirilli a batteria e percussioni nonché brillante ‘mente e anima’ della rassegna.

Nata per portare a Torino direttamente da quel crogiuolo di lingue, culture e arte unico e inimitabile quale Londra è, in concerti spesso unici per l’Italia, le testimonianze più significative di come la scena del jazz e dintorni evolve oltremanica, influenzando l’intero continente, RadioLondra si avvale di un eccezionale ‘speaker’: Enzo Zirilli, che ha vissuto stabilmente a Londra per oltre vent’anni, incontrando innumerevoli grandi artisti e collaborando con musicisti fantastici provenienti da tutto il mondo. Particolarmente significativa -quasi tautologica- la partecipazione a RadioLondra proprio di GeGé Telesforo, speaker da sempre di svariate trasmissioni televisive e radiofoniche grazie alle quali molti italiani hanno ascoltato e scoperto innumerevoli artisti di grande talento del panorama musicale mondiale.

Con Dado, Enzo e Riccardo ci siamo ritrovati l’estate scorsa in occasione delle master class che Dado organizza ad Albissola, e ci siamo lasciati con la promessa di trovare presto un’occasione per tornare a fare insieme il nostro gioco preferito. Apparteniamo a quella generazione di Musicisti che si sono formati e sono cresciuti, anche professionalmente, divorando i vinili dei grandi maestri del jazz, del soul, dell’R&B, strapazzando senza sosta i nostri strumenti, i nostri giocattoli preferiti.  Percorrendo strade diverse, abbiamo così appreso la disciplina dello swing, il potere del groove, e metabolizzato sul campo il linguaggio universale dell’improvvisazione, frequentando Musicisti di fama e giovani talenti.  Pur consapevoli di affrontare quotidianamente la difficile Arte del vivere di Musica, ancora oggi, dopo oltre 40 anni di avventure, abbiamo un obbiettivo comune, che è sempre lo stesso: divertirci. Il prossimo 7 Ottobre, al Folk Club di Torino, sarà un piacere, e un onore grande, tornare a giocare con questi cari amici, illustri colleghi che rappresentano l’eccellenza della nostra Musica nel Mondo. Non vedo l’ora”.

GeGé Telesforo. Cantante, strumentista, compositore, produttore musicale, A&R Groove Master Edition, Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNICEF, ma anche giornalista, personaggio televisivo e radiofonico, GeGé Telesforo rappresenta una figura professionale poliedrica, il miglior esempio dell’attuale tradizione jazz in Italia. L’attività artistica di GeGé inizia 35 anni fa come batterista e cantante jazz, quando il suo incredibile talento viene scoperto da Renzo Arbore. Nel corso degli anni ha sviluppato un proprio personale stile di canto scat, rinnovando una particolare forma di improvvisazione vocale quasi dimenticata all’estero e che non è mai esistita in Italia. Dalla metà degli anni ’80, GeGé riunisce i migliori musicisti della scena Jazz e R&B italiana (Roberto Gatto, Danilo Rea, Antonio Faraò, Stefano Di Battista, Enzo Pietropaoli, Rita Marcotulli, Dario e Alfonso Deidda, Max Ionata, Giorgia Todrani, Marco Rinalduzzi, Marco Tamburini, Amedeo Ariano, Rossana Casale, Agostino Marangolo, Francesco Puglisi, Fabio Zeppetella, Marcello Surace, Alex Gwiss, Marco Siniscalco, Max Bottini, Rocco Zifarelli, Julian Oliver Mazzariello, Mia Cooper e altri), eseguendo con loro un rinnovamento dei vecchi standard jazz e delle sue composizioni originali utilizzando arrangiamenti mozzafiato ed emozionanti armonie.  Negli anni ’90, grazie al suo sodalizio con Ben Sidran, pianista, cantante, scrittore e produttore, GeGé registra per la Go Jazz Records in importanti studi (Skyline-NYNY; Paisley Park-Minneapolis) con i più riconosciuti musicisti internazionali e il suo indiscusso talento viene esportato in tutto il mondo mentre suona con The Go Jazz All Stars e si esibisce con ‘Maestri’ Jazz/Funk come Jon Hendricks, Dizzy Gillespie, Clark Terry, Tony Scott, DeeDee Bridgewater, Phil Woods, Bob Malach, Georgie Fame, Clyde Stubblefield, Mike Mainieri, Bob Rockwell,  Richard Davis, Phil Upchurch, Ricky Peterson, Frank McComb,….  Tornato in Italia, con band di spicco come PureFunkLive, Groovinators, So Cool 5tet, Telesforo concentra la sua evoluzione musicale sul suo originale stile vocale jazz-funk, in cui elementi jazz si fondono con la sua formidabile improvvisazione scat per formare un ritmo rigoroso e inconfondibile dominato dal groove. Ha prodotto diversi album per la sua etichetta indipendente -Groove Master Edition- e registrato 11 album come artista e compositore.  GeGé Telesforo sta vivendo un periodo particolarmente felice della sua carriera. Vincere il Jazzit Award per 6 anni consecutivi  (dal 2010 al 2015) come Miglior Cantante Maschile corona un momento importante segnato dall’uscita di CD di successo come “So Cool” (2010) “Nu Joy” (2012), “Fun Slow Ride” (2016) e un numero incredibile di prestigiosi concerti, tra cui la sua apparizione alla Shanghai World Expo Exhibition per “The Best of Italian Jazz in Shangai” con il suo quintetto, o come rappresentante dell’arte e della cultura italiana nel cartellone mondiale con Stefano Bollani, Danilo Rea, Paolo Fresu, Roberto Gatto.
Dalla loro uscita nel novembre 2012, “Nu Joy” e il singolo di successo “Last Goodbye” hanno raggiunto la posizione numero 1 sia nella classifica di vandita di iTunes che nella classifica Italiana dei singoli Jazz. “Nu Joy” è stato presentato ufficialmente in 9 esibizioni live sold-out quando la GeGé Telesforo Band si è esibita come ‘residente’ a Umbria Jazz Winter 2012. Come insegnante di canto e improvvisazione vocale, GeGé porta il suo ‘Vocal Jazz Concept’ in prestigiose scuole di musica, Conservatori e Festival Jazz in Italia e all’estero. Da settembre 2012 GeGé insegna Vocal Jazz e Improvisation alla Venice Voice Academy di Los Angeles (California-USA).
https://www.gegetelesforo.it/

Dado Moroni. Nato a Genova, è uno dei pianisti jazz italiani più richiesti in Europa e in America. Debutta a 17 anni con Tullio de Piscopo, Franco Ambrosetti e Franco Cerri col quale ancora oggi collabora. Nel 1987 viene chiamato, unico europeo, insieme ai pianisti Hank Jones, Barry Harris e Roland Hanna, a far parte della giuria del premio internazionale pianistico Thelonious Monk, svoltosi a Washington. Nel 1988 effettua un’importante tournèe in sette paesi africani con il sestetto di Alvin Queen per conto del Dipartimento di Stato americano. Collabora quindi con Clark Terry e George Robert alla tournèe mondiale organizzata dal governo svizzero per la celebrazione del settecententenario della Confederazione Elvetica. Nel 1991 il gruppo si esibisce in diversi paesi del mondo riscuotendo grande successo e incassando il pieno consenso della critica internazionale. Con il pianista classico Antonio Ballista dà vita nel 1995 al progetto Two Pianos One Soul, con il patrocinio di Ferrara Musica, ottenendo notevole successo in vari teatri nazionali e internazionali. Nel 1995 partecipa a un’incisione per l’etichetta discografica americana Concord e a un’importante tournèe in Giappone. A tutt’oggi ha inciso oltre 50 CD per importanti etichette discografiche quali Sony, Concord, Contemporary, Telarc, Mons, TCB Record, Enja.
Dado Moroni è uno dei pochissimi musicisti italiani la cui biografia è inserita nell’importante Biographical Enciclopedia of Jazz di Leonard Feather e Ira Gitler. Vanta prestigiose e continuative collaborazioni con le grandi star del jazz mondiale quali Dizzy Gillespie, Wynton Marsalis, Freddie Hubbard, Tom Harrel, Zoot Sims, James Moody, Johnny Griffin trio con Ron Carter, Ray Brown, Lewis Nash, Buster Williams, Billy Cobham, Grady Tate, Niels Pedersen e tanti, tantissimi altri. Dado è musicista di fortissima personalità che ha maturato una grande esperienza a livello internazionale. Dotato di particolare sensibilità musicale, tecnica, energia e creatività riesce a inserirsi brillantemente e con la massima naturalezza nei vari contesti musicali, esprimendo sempre grande classe, altissima professionalità e mirabile fantasia.

Enzo Zirilli è considerato uno dei batteristi/percussionisti più creativi e versatili delle ultime generazioni. Dotato di una grande musicalità, che lo ha portato ad assorbire e personalizzare ogni forma di musica contemporanea, e ad esibirsi e registrare come side man in tutto il mondo con grandi musicisti afro-americani, italiani ed europei del jazz, della world music e del pop, tra i quali: Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Bob Mintzer, Charlie Mariano, Steve Grossmann, Eddie Gomez, Antonio Forcione, James Moody, Tom Harrell, Ira Coleman, Rossana Casale, Marco Pereira, Ivan Segreto, Peppe Servillo, Flavio Boltro, Ares Tavolazzi, Larry Nocella, Randy Brecker, Gloria Gaynor, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Furio Di Castri, Emanuele Cisi e moltissimi altri. Dopo essere nato e cresciuto musicalmente a Torino, nel 2003 si trasferisce a Londra, dove in breve si impone come uno dei musicisti più richiesti e inizia a collaborare con alcune tra le icone musicali del jazz britannico e internazionale quali Jim Mullen, Stan Sulzmann, John Etheridge, Liane Carroll, Ian Shaw, Omar LyeFook ed Hamish Stuart (per 10 anni a fianco di Paul McCartney) e altri musicisti delle ultime generazioni come John Parricelli, Gilad Atzmon, Alex Garnett, Brandon Allen, Quentin Collins, Ross Stanley. È anche Docente di Batteria Jazz presso il Conservatorio di Torino.

Riccardo Fioravanti. Inizia a suonare il basso elettrico nel 1973 ed entra nella classe di contrabbasso al Conservatorio di Milano. La sua carriera si sviluppa su piani paralleli: il senso artistico, la grande versatilità e le altre capacità professionali lo portano a lavorare in ambito jazzistico con Giorgio Gaslini, Franco Cerri, Gianni Basso, Renato Sellani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Stefano Bollani e molti altri mentre nel mondo del pop le sue collaborazioni sono innumerevoli, da Mina a Ennio Morricone, Mia Martini, Enzo Jannacci, Antonella Ruggiero, Fabio Concato, ecc… Ha collaborato con musicisti quali Tom Harrel, Bob Mintzer, Phil Woods, Lee Konitz, Clark Terry, Toots Thielemans, Charlie Mariano, Barney Kessel e moltissimi altri, e ha partecipato a concerti di Ray Charles, Chico Buarque de Hollanda, Gino Vannelli, Dee Dee Bridgewater, Elio e le Storie Tese e Stevie Wonder. Il suo suono preciso e corposo e le grandi doti di interpretazione ne hanno fatto nel tempo un valido collaboratore -in seminari e performances- di batteristi quali Joe la Barbera, Adam Nussbaum, Billy Cobham, Alivin Queen, Paul Wertico, Danny Gottilieb e tanti altri. Diversi i CD pubblicati a suo nome tra cui Duke’s Flowers, Note Basse, Bill Evans Project e Coltrane Project. Insegna jazz all’ Accademia del Suono di Milano e al Conservatorio di Piacenza, dove presiede la cattedra di Basso Elettrico Jazz.

“Emozioni d’Artista”. Collettiva a venti a “La Conchiglia” di Torino

 

Fino al 4 ottobre

Sono venti gli artisti – pittori e scultori di varia estrazione, tendenza e scrittura narrativa – assemblati nella vasta esposizione di opere (un’ottantina) accolte, in riapertura della nuova stagione espositiva, alla galleria d’arte “La Conchiglia” di via Zumaglia 13 bis a Torino, fino al prossimo 4 ottobre.

Collettiva di ampio respiro perfettamente fedele al titolo di presentazione (“Emozioni d’Artista”) e curata da Elio Rabbione, in collaborazione con l’Associazione “Amici di Palazzo Lomellini”di Carmagnola, la mostra vuole anche presentarsi come omaggio (doveroso!) agli 87 anni di recente compiuti dal grande Bruno Molinaro, i cui dipinti fanno da corposa entréealla collettiva. Rossi, gialli, bianchi, cespugli di fiori, distese di papaveri, macchie di glicine o angoli suggestivi di piccoli mercati: Molinaro gioca serioso fra fantasia e realtà creando con libero vigore sorprendenti mondi naturali affidati in toto alla forza e alla meravigliosa creatività di materia e colore Originali, di certosina, maniacale manualità (nell’intagliare, nel sovrapporre “legno a legno”, ritagli e profili di scarto) sono invece le sculture– architetture di Pippo Leocata.

 

In esse troviamo la classicità delle “cariatidi”, della “nike alata” e di “guerrieri a cavallo” magicamente scesi, a secoli di distanza e Fidia permettendo, dal cantiere del Partenone e così vicini ai mitici guerrieri in armi liberatori dell’Adrano (Adranon) di Pippo dalla dominazione siracusana. Di silenziosi e suggestivi paesaggi d’Africa, del deserto sahariano, con alte dune e carovane, cammelli e cammellieri dalle lunghe irreali ombre, ci parla poi  Guido Mannini, ultimamente attratto dal mistero di più intimi giochi astratti, al pari delle sculture e delle estrose armonie cromatiche di Giuseppe Manolio, seguite dalle geometrie (che bello “Forma e ruggine”, olio su lamiera del 2018!) di Paolo Pirrone. E, a seguire, i ricordi appesi al filo del tempo nelle “stanze vuote” di Eleonora Tranfo, dov’è la polvere a dominare vecchi pavimenti piastrellati, logori abiti appesi, pile di libri dimenticati a terra e sedie e assi abbandonati. Desolazione che sa di amara poesia. Tutt’altro rispetto alle luminose assolate, azzurro-vita bianchi travolgenti e verdastri marini, “giornate al mare” di Giacome Sampieri, dov’è trionfo di varia umanità in costume, borse a tracolla, asciugamani stesi sulla sabbia e ombrelloni aperti o chiusi e perfino la “vù cumprà” con vari cappelli (da rifilare o da far argine al sole) infilati in testa.

 

Dai  “Grandi caldi” ai “Grandi freddi”, di natura colta nelle proprie estreme variazioni climatiche ci parla anche Gian (Giancarlo) Laurenti. Ed è natura che invita a riflessioni. Le più varie. Ciascuno cerchi la sua. Per restare in tema, l’invito è di spostare lo sguardo alle larghe corpose campagne astigiane fermate da Claudio Fassio sotto la neve. Così come ai trasparenti acquerelli torinesi di Ines Daniela Bertolini o agli omaggi floreali, fra oli ed acquerelli, inni alla “joie de vivre” di Adelma Mapelli. Universi immaginifici trasfigurati e trasfiguranti, collocati in improbabili spazi dai forti colori accesi e inquietanti dominano, a seguire, le tele di Gabriella Malfatti che, pur in un linguaggio assolutamente personale, pare strizzare l’occhio ad un’onirica avvolgente gestualità d’impronta informale. La stessa, senza mezzi termini dichiarata, delle grumose policrome tavole di Martino Bissacco cui si contrappongono la narrazione astratta (di derivazione per certi versi futurista) dell’“aristocratica”pittura di Luciana Penna, così come i “vetri dipinti a gran fuoco” di Marina Monzeglio.

Magnifiche le donne- artiste celebrate da Andreina Bertolini e resuscitate dall’oblio “imposto” loro dai “grandi”: da Francoise Gilot (compagna di Picasso e l’unica donna ad aver avuto l’ardire di lasciare il Maestro e il suo “enorme ego”) alla giapponese Ya Yoi Kusama con i suoi “pois le zucche e il manicomio” dove Kusama vive dal ’77 per scelta personale. Deliziose altresì le bimbe, da favola felice, dipinte dallo scomparso Giacomo Gulloinsieme ai loro inseparabili fenicotteri rosa. Mistero e poesia, invece, nel volto femminile di rinascimentale bellezza che s’affaccia dalla cortina di pianeti sconosciuti o nelle calviniane“Città invisibili” di Angela Betta Casale. E, in chiusura, i fantasiosi immaginifici boschi e “pesci volanti” di Antonio Presti, contrapposti alla grezza impeccabile realtà scultorea di Maurizio Rinaudo, artefice di classici nudi femminili e di “rocciosi” busti, tormentati nel bronzo e concepiti fra sacro e laico. Autentiche, per l’appunto, “emozioni d’artista”.

Gianni Milani

“Emozioni d’Artista”

Galleria d’arte “La Conchiglia”, via Zumaglia 13 bis, Torino; tel. 011/6991415 o www.laconchiglia-to.com

Fino al 4 ottobre

Orari: dal mart. al ven. 15/19; sab. 10/12 – 15/19

Nelle foto:

–       Bruno Molinaro: “Mercato dei fiori di Nizza” olio su tela, 2011

–       Pippo Leocata: “Parata Cavalieri – Fidia, Partenone”, legni pallet recupero, 2022

–       Giacomo Sampieri: “Una giornata al mare”, olio su tela, 2022

–       Adelma Mapelli: “Nello stagno”, acquerello, 2011

 

 

Studenti torinesi: Primo Levi al D’Azeglio

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6 Studenti torinesi: Primo Levi al D’Azeglio

“Panem et Circenses”, con queste parole Giovenale, il grande autore satirico romano (I-II sec. d.C.), denunciava una politica manipolatrice, che utilizzava lo svago e i futili passatempi per ingannare il popolo, così che l’apparente benessere della massa corrispondesse al più concreto benessere politico.
Nella nostra epoca contemporanea la celebre locuzione potrebbe variare nei termini, ma non credo poi molto nel significato. Grazie alle numerosissime app dei nostri smartphone risolviamo comodamente da casa il problema del “panem”, giocando a farci portare a domicilio qualunque tipo di cibo ci solletichi e poco ci importa di chi deve appagare celermente il nostro stomaco, né delle difficoltà in cui potrebbe incorrere il nostro corriere nel tragitto. Più o meno secondo la stessa modalità soddisfiamo i “circenses”, le piattaforme multimediali aumentano esponenzialmente a velocità impressionante, la nostra unica difficoltà è rimanere sempre aggiornati per poter scegliere l’offerta migliore e quindi trascorrere il pomeriggio comodamente sul divano, guardando quel film di cui tutti parlano, oppure la serie Tv più in voga al momento. E se non ci sentiamo così tanto “passivi”, allora possiamo ricorrere ai giochi, alla playstation, alla wii, ai giochi on line e via discorrendo. E non sto parlando di questo drammatico periodo, in cui stare a casa ovviamente non è un obbligo, ma un dovere nei confronti degli altri e di noi stessi; mi riferisco a prima, a quando le abitudini non erano poi così diverse da ora, ma nessuno si lamentava.

Non è il caso di sentirsi “complottisti”, ma di certo dà da pensare tutta questa tecnologia “monoporzione”, che impegna e che immerge totalmente, che unisce, ma sempre attraverso uno schermo, e che ci distrae dalla vita vera, quella che scorre fuori dalla finestra, mentre noi non la guardiamo.
Che si può fare per sconfiggere questa apatia dilagante, questa superficialità di massa, questa abitudine all’approssimazione? Si può reagire. Come? Attraverso la cultura e la conoscenza, andando ad investire là dove non c’è rimasto quasi niente, andando a riporre fiducia nei professionisti dell’educazione, riconoscendo nuovamente l’importanza e l’essenzialità della scuola.
Nell’opera “Se questo è un uomo”, nel capitolo “ il canto di Ulisse”, Primo Levi ricorda di aver cercato di insegnare l’italiano al compagno di lager Jean, spiegandogli il XXVI dell’”Inferno” dantesco, la cui parte essenziale è dedicata alla “orazion picciola” dell’eroe greco che dice ai compagni: “fatti non foste a viver come bruti/ma per seguir virtute e canoscenza”. La tragedia odissiaca mantiene una precisa funzione esemplare, vuole essere un monito per tutti gli uomini, un proposito al di sopra di ogni affetto contingente, all’infuori di ogni preoccupazione di pericolo personale. L’autore combatte così la brutalità e l’ignominia di Auschwitz, appellandosi, in questa parte del testo, alla grandezza invincibile del Sommo Poeta, padre della lingua italiana e indiscusso simbolo di cultura universale.

Non a caso ricordo Primo Levi, perché è proprio di lui che vorrei raccontare qualcosa oggi, sempre continuando nel nostro percorso sulla scuola e sugli studenti torinesi.
Egli nasce a Torino, il 31 luglio del 1919. È stato testimone diretto delle deportazioni naziste, i suoi scritti sono una testimonianza sempre attuale e passai notabile a proposito di quegli anni bui che continuano a suscitare vergogna alla coscienza degli uomini. Di salute cagionevole, Primo era un bambino sensibile e fragile, caratteristiche che lo hanno portato a trascorrere un’infanzia sostanzialmente solitaria. Nel 1921 nasce Anna Maria Levi, la sorella minore a cui lui rimane sempre affezionato.
Nel 1934 Primo viene iscritto al Ginnasio del Liceo Massimo D’Azeglio di Torino, fin da subito si palesa un eccellente studente, dimostrando bravura e preparazione sia nelle materie scientifiche che in quelle letterarie. Da non dimenticare che il primo anno avrà niente meno che Cesare Pavese come supplente di italiano, anche se solo per pochi mesi. Dopo le scuole superiori, Primo frequenta la Facoltà di Scienze, che termina con una laurea con lode nel 1941: sono anni importanti per il brillante giovane, sia per la crescita personale, sia per le amicizie che riesce a stringere tra i banchi di scuola e i laboratori, rapporti sinceri che dureranno per tutta la vita. Eppure c’è un dettaglio da sottolineare, sull’attestato di laurea vi è scritto: “di razza ebraica”. Intanto la guerra incalza, ed egli nel 1942 si trasferisce a Milano, nel 1943 si rifugia ad Aosta e si unisce ad un gruppo di partigiani. Il suo coraggio però non lo ripaga con la stessa moneta e di lì a poco Levi cade prigioniero dei nazisti; il giovane viene deportato prima al campo di Fossoli (Modena) e poi, all’inizio del ’44, nel lager di Monowitz, che faceva parte del sistema dei campi di Auschwitz. Il resto come si suol dire è storia: impossibile riprendersi da tale drammatica esperienza.

Liberato nel gennaio del ’45 dalle truppe sovietiche, per tornare in patria Levi deve attraversare la Polonia, la Russia Bianca, l’Ucraina, la Romania, l’Ungheria, l’Austria, e infine giunge a Torino nell’ottobre del ’45. Inseritosi nella vita civile, sente comunque il bisogno di raccontare ciò che ha subito.
Scrive “Se questo è un uomo”, romanzo-testimonianza edito nel 1947 e ancora oggi letto a scuola, un libro che forse è nato “per forza”, per dovere di imprimere nella memoria collettiva la violenza e la brutalità di cui l’uomo è capace. In una scrittura lucidissima e misurata, il ricordo della vita nel lager di Monowitz si svolge come in un racconto-diario. Tutto è guidato dal desiderio di capire una realtà che appare oltre ogni razionalità. In quel mondo assurdo, il prigioniero tiene costantemente vigile una ragione impotente di fronte alla terribile epopea di una umanità irrimediabilmente offesa.

Nel 1963 Levi pubblica “La tregua”, in cui racconta il ritorno a casa dopo la liberazione, un singolare momento di “tregua” nella vita. Scrive “Vizio di Forma” (1971), “Il sistema periodico” (1975), un insieme di racconti autobiografici disposti in ventuno capitoletti, “L’osteria di Brema”, “La chiave a stella” (1978), “La ricerca delle radici” e “Se non ora quando?”(1982), nitida ricostruzione delle vicende di un gruppo di partigiani ebrei in Russia. Nel 1986 viene pubblicato un saggio, ultimo lavoro dell’autore, dal titolo emblematico, “I Sommersi e i Salvati”, che ha valore di accorato testamento, un inquieto ritorno dell’autore all’esperienza del lager, e alla necessità di interrogarsi su quell’orrore inesprimibile. Una memoria per tutti, per una società che potrebbe ricadere nel male. Primo Levi muore suicida nella casa di Torino l’11 aprile 1987.Chissà se un po’ del coraggio di questo grande uomo gli venne anche dalla formazione scolastica avuta al Liceo D’azeglio, luogo per definizione dell’”intellighenzia torinese”? La storia del Liceo inizia nei primi anni dell’Ottocento, quando viene istituito il Collegio di Porta Nuova. L’istituzione è prima trasferita nel 1852 presso la Parrocchia degli Angeli, poi, nel 1857, viene nuovamente spostata presso il Collegio Municipale Monviso. Con l’aumentare della popolazione della città subalpina, si sente il bisogno di creare un nuovo liceo classico, oltre ai già presenti licei Cavour e Gioberti, risalenti il primo al 1586 (riceverà la titolazione “Cavour” nel XIX secolo) e il secondo al 1865 (l’Alfieri verrà fondato nel 1901); così nel 1882 viene fondato il Liceo D’Azeglio, intitolato al celebre politico risorgimentale. La scuola comprendeva allora i cinque anni di corso ginnasiale e i tre del corso liceale. All’epoca, gli studenti appartenevano per lo più alla borghesia della zona Crocetta, anche se non mancavano iscritti di altre zone e classi sociali.

Molte sono le figure “dazegline” che hanno rivestito un rilevante ruolo politico e culturale nella storia, non solo di Torino, ma di tutto il Paese. Tra i vari nomi è bene ricordare Umberto Cosmo, Augusto Monti, Zino Zini, Franco Antonicelli. Tra gli studenti, Cesare Pavese (che è stato per qualche tempo anche docente), Giulio Einaudi, Leo Pestelli, Massimo Mila, Luigi Firpo, Vittorio Foa, Tullio Pinelli, Giancarlo Pajetta, Renzo Giua, Emanuele Artom, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Primo Levi, Fernanda Pivano. In tempi più recenti hanno frequentato le medesime aule Mario ed Enrico Deaglio, Paolo Montalenti, Gian Savino Pene Vidari, Lucio Levi, Sergio Pistone, Roberto Alonge, Carlo Ossola. Inoltre, nel 1975, durante gli anni della partecipazione attiva al movimento studentesco, viene eletto presidente del Consiglio d’Istituto Primo Levi, il quale promosse come prima iniziativa un rinnovato impegno antifascista del Liceo.

Un importante fatto sportivo si lega poi al Liceo D’Azeglio: nel 1897, un gruppo di studenti della terza e della quarta classe del Ginnasio, che si ritrovavano assiduamente in Piazza d’Armi per giocare a calcio, fondano niente meno che la “Juventus”. Nel 1900 la squadra esibisce la camicia rosa e la cravatta nera nel primo campionato, che affronta presentandosi con il nome Sport Club Juventus. Nell’attuale sede della squadra è tuttora conservata la panchina che un tempo si trovava in C.so Re Umberto, attorno alla quale erano soliti ritrovarsi i ragazzi fondatori della squadra.
Attraverso i registri e i documenti scritti, sono molte le storie del Liceo che per fortuna possono essere ricordate. Le vicende parlano di legami forti che si crearono tra studenti e studenti, ma anche tra scolari e professori, narrano di incontri il sabato pomeriggio, in un caffè di via Rattazzi tra il “Profe” Monti e i suoi allievi ed ex allievi, o raccontano ancora di quell’episodio che vedeva come protagonista Giancarlo Pajetta, espulso per volontà del Ministero della Cultura con l’accusa di propaganda sovversiva: tale avvenimento era stato così commentato dal professor Monti: “Fu bene una fucina di antifascisti il ‘Massimo D’Azeglio’ in quegli anni, ma non per colpa o per merito di questo e quell’Insegnante, ma così, per effetto dell’aria, del suolo, dell’ ‘ambiente’ torinese e piemontese. Quel Liceo era come una di quelle case in cui ‘ci si sente’; dove i successivi inquilini sono visitati nel sonno – e anche da desti – dagli spiriti, dalle anime.”

Altro episodio testimoniato è il rinvio a settembre della prova di italiano nella sessione estiva degli esami di maturità del 1937 di Fernanda Pivano e del compagno Primo Levi, i due scrittori si erano ritrovati a dover sostenere nuovamente la prova nella sessione autunnale. Quante cose accadono a scuola, quante se ne imparano, quante ci rimangono impresse nella memoria per sempre. Non facciamoci distrarre dalle comodità dell’ultimo momento, ricordiamoci di che cosa è importante, di ciò che ci eleva, di ciò che ci fa crescere sul serio.

Alessia Cagnotto

“Morricone Film History” di scena a Stupinigi

Nella “Palazzina di Caccia” un’Orchestra di 30 elementi rende omaggio al genio della musica da film

Venerdì 10 giugno, ore 21

Stupinigi – Nichelino (Torino)

Un viaggio di profonda carica emozionale nella storia del cinema, che celebra l’intensità di un artista in continua evoluzione, sempre pronto a esplorare e a cercare la chiave musicale perfetta per ogni film. Questo vuole essere “Morricone Film History”, uno spettacolo musicale interamente dedicato al “Premio Oscar” Ennio Morricone, scomparso a Roma (dov’era nato il 10 novembre del 1928) il 6 di luglio del 2020. Nel Cortile d’Onore della “Palazzina di Caccia” di Stupinigi (piazza Principe Amedeo, 7) il prossimo venerdì 10 giugno (ore 21), il “Cinema Ensemble Grand Orchestra” composta da 30 elementi e diretta da Simone Giusto, ripercorrerà la carriera del grande compositore italiano attraverso le sue colonne sonore più famose e significative. Diplomatosi al “Conservatorio di Santa Cecilia” a Roma, prima in tromba e poi in composizione (sotto la guida del grande Goffredo Petrassi), Morricone ha scritto le musiche per più di 500 film e serie Tv, oltre che opere di musica contemporanea, sperimentando con successo un’ampia gamma di generi compositivi. Sicuramente fra i più importanti e prolifici compositori cinematografici di tutti i tempi, le sue opere sono state utilizzate come colonna sonora di oltre 60 film vincitori di premi. A volte ricordati più per le musiche che non per l’intreccio narrativo. Come giovane arrangiatore della casa discografica RCA Italiana, all’epoca attiva a Roma, ha contribuito anche a formare il sound degli anni Sessanta italiani, confezionando brani come Sapore di saleIl mondoSe telefonando e altri successi portati alla ribalta dai vari Edoardo VianelloDinoGianni Meccia e soprattutto Gianni Morandi. A partire dal 1946 ha composto più di cento brani classici, ma ciò che ha dato la fama mondiale a Morricone come compositore sono state le musiche prodotte per il genere del Western all’italiana, che lo hanno portato a collaborare con registi come Sergio Leone (suo compagno di classe alle elementari), Duccio Tessari, Franco Giraldi, Giulio Petroni, Sergio Solima e Sergio Corbucci, con titoli come “La Trilogia del dollaroUna pistola per RingoLa resa dei contiIl grande silenzioIl mercenario”, Il mio nome è Nessuno e “La Trilogia del tempo. Dagli anni Settanta, il suo nome diventa famoso anche nel cinema hollywoodiano e Morricone compone musiche per importanti registi americani come John Carpenter, Brian De Palma, Barry Levinson, Mike Nichols, Terence Malick, Oliver Stone, Roman Polànski e Quentin Tarantino. Sue le musiche per numerose pellicole candidate all’ “Academy Award” come “I giorni del cielo”, “Mission” e “The Untouchables – Gli Intoccabili”.

Nel 2007 riceve il “Premio Oscar onorario alla carriera. Il 28 febbraio 2016 ottiene il suo secondo “Oscar” per le partiture del film di Quentin Tarantino The Hateful Eight, per il quale si aggiudica anche il Golden Globe. E il palmarés si arricchisce anche di tre Grammy Awards, tre Golden Globe, sei BAFTA, dieci David di Donatello, undici “Nastri d’argento, due “European Film Awards, un Leone d’oro alla carriera e un Polar Music Prize, vendendo  più di 70 milioni di dischi. Il 26 febbraio 2016 gli è stata attribuita la “stella numero 2574” nella celebre Hollywood Walk of Fame. Il 27 dicembre 2017 riceve l’onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce dell’ Ordine al merito della Repubblica italiana, il secondo grado in ordine d’importanza.

Una vita e una carriera straordinarie. Compositore geniale. Maestro di grande creatività e d’inarrivabile mestiere. Ma anche uomo artigiano e artista umile, semplice, capace  di trasformare, a mente, le note (pensate, sognate) in brani di eccelsa bellezza e poesia.

Nella serata alla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi si ascolteranno brani tratti, tra gli altri, da “Metti una sera a cena”, “Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, “Giù la testa”, “Sacco e Vanzetti”, “Per qualche dollaro in più”, “Per un pugno di dollari”, “Il buono il brutto e il cattivo”, “C’era una volta il west”, “Il clan dei siciliani”, “The Hateful Eight”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Mission”, “C’era una volta in America” e “La leggenda del pianista sull’oceano”.

g. m.

Ph: F. Pucci e A. Casalini

A Saluzzo è tempo di Antiquariato…e non solo

Ritorna alla “Castiglia” la nuova edizione della “Mostra”, fra le più importanti a livello internazionale. Ricca agenda di appuntamenti per il fine settimana

Da venerdì 13 a domenica 22 maggio

Saluzzo (Cuneo)

“Saluzzo sarebbe il luogo ideale per l’università dell’Antiquariato”. Bella idea. E forse neppure così difficile da realizzare. Basterebbe volerlo! Come s’usa dire. In tutti i casi, ci spera proprio Franco Brancaccio, infaticabile e saggio antiquario saluzzese, cui si deve la curatela, per il quarto anno consecutivo, della “Mostra Nazionale dell’Antiquariato”, promossa dalla “Fondazione Amleto Bertoni”, giunta alla sua 45^ edizione e che si terrà da venerdì 13 a domenica 22 maggio prossimi, a “La Castiglia” (residenza privilegiata e fortificata dei marchesi di Saluzzo dal 1175 al 1548) in Salita del Castello (piazza Castello, 1). L’intento postosi, ancora una volta, dal curatore quello di “raccontare storie di antiquari e oggetti pregiati e antichi proseguendo, e anzi rilanciando, la scia del successo che la storica manifestazione saluzzese, anno dopo anno, ha saputo ottenere”. Fra le poche manifestazioni nazionali che è riuscita a realizzarsi sempre nonostante il periodo pandemico, la rassegna dedica e non a caso, quest’anno, un particolare pensiero alle gallerie bergamasche (presente in mostra la prestigiosa “Caravaggi”), le cui opere più preziose hanno potuto trovare un solido approdo proprio nell’antica capitale del Marchesato. Fra le meraviglie che il pubblico potrà ammirare (sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 20, gli altri giorni dalle ore 15 alle ore 20) una “Madonna con Bambino” opera pre-riascimentale del Maestro senese, allievo di Jacopo della Quercia, Francesco di Valdambrino Domenico (1363 – 1435), una coppia di “Angioletti barocchi” di ambito berniniano, sorretti da basi a forma di nuvole, intagliati e dorati (XVI-XVII secolo), un “Comò piemontese” a “demilune” Luigi XVI, in legno finemente intagliato laccato e dorato. Ma la grande novità e vera chicca di questa 45^ edizione è l’“Antiquariato da giardino”, visitabile in uno spazio ricreato nel bellissimo cortile della “Castiglia”, realizzato e curato (con oggetti in pietra, marmo e ferro battuto) dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone. Un nome una garanzia! In mostra, fra le varie opere, un “pozzo in marmo statuario” del 1480 circa ed una “fontana genovese in marmo bianco” del 1500.

Non meno interessante, sempre a Saluzzo, il programma del fine settimana. Sabato 14 maggio, dopo tre giorni di ricerche e lavoro, si concluderà la sfida fra il “Liceo Soleri Bertoni” e l’ “Istituto Denina” a colpi di design e costruzione, progettazione e realizzazione, pensando al territorio e al commercio diffuso: una proposta “Distretto del Commercio Terre del Monviso” teso a costruire un ponte tra progetti di territorio e studenti, chiedendo ai giovanissimi di realizzare uno studio e un prototipo di “elementi identitari” per vetrine ed esterni.

Sempre sabato 14 maggio, per tutto il giorno, nei giardini della Scuola “APM-Alto Perfezionamento Musicale” sita nell’antico “Monastero dell’Annunziata” si terrà “RI-USARE PER FAR SUONARE”: un intero weekend per giocare e divertirsi con installazioni sonore realizzate con oggetti riciclati e materiali naturali. Due stravaganti artisti/musicisti riempiranno i cortili della Scuola con le loro creazioni più

originali per far suonare e divertire adulti e bambini.

Da non dimenticare infine che, fino a domenica 22 maggio, sarà possibile visitare la “27^ Mostra di Arte Contemporanea di Saluzzo” per la prima volta “Powered by PARATISSIMA”. L’esteso progetto espositivo, a cura di Francesca Canfora, si articola nelle ampie sale del “Quartiere – Ex Caserma Musso” (piazza Montebello, 1) e coinvolge circa una trentina di artisti, impegnati nell’interpretare il tema del “Ri-abitare” attraverso le più varie tecniche e linguaggi espressivi. A fianco dei talenti emergenti più giovani, espongono artisti più noti e dal curriculum espositivo di lungo corso, tra cui Domenico BorrelliCarlo DoriaEnrico Iuliano e Walter Visentin“Il Cerchio e le Gocce” e  Davide “Boosta” Di Leo, che per l’occasione “ri-abiteranno” gli spazi del Quartiere con grandi sculture e installazioni di dimensione ambientale. Sempre nell’ambito della collaborazione con “Paratissima” il “Chiostro della Chiesa di San Giovanni” ospita Animal Soul” di Simone Benedetto, mostra in cui si racconta come la scultura possa animare e ri-abitare uno

spazio, reinterpretando poeticamente lo spirito di un luogo.

Per ulteriori infowww.startsaluzzo.it

g.m.

 

Nelle foto:

–       La Castiglia, Saluzzo

–       Francesco di Valdambrino Domenico: “Madonna con Bambino”, 1400 ca.

–        “Ri-usare per far suonare”