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SPORT - page 188

Juventus fortunata nell’agguantare il derby con Pirlo all’ultimo secondo

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Se c’è stata una squadra meritevole non solo del pareggio ma anche di una eventuale vittoria questa doveva essere appannaggio del Torino

 

La Juventus pareva dovesse fare un sol boccone della squadra di Urbano Cairo ma se c’è stata una squadra meritevole non solo del pareggio ma anche di una eventuale vittoria questa doveva essere appannaggio del Torino. I Campioni d’Italia, dopo l’ottima prestazione di Malmoe, non si sono dimostrati all’altezza delle aspettative, dopo che il suo presidente, Andrea Agnelli, aveva contribuito in parte, a creare un clima un po’ pepato, dopo aver dichiarato che: “Il Torino è da quindici anni che non si aggiudica il derby della Mole ed è da dodici anni che non ci fa neppure un goal”. I fatti, non solo non hanno trovato conferma nelle dichiarazioni del numero uno bianconero ma si sono rivelati contro ogni più logica previsione. La squadra allenata da Ventura ha dato ampia dimostrazione di essere particolarmente a suo agio all’interno dello Juventus Stadium, nell’occasione non completamente gremito, soprattutto nel piccolo spicchio di stadio riservato alla tifoseria granata.

 

Probabilmente colpa del tempo inclemente, pioggia battente per tutto il giorno ma anche, come già detto, pronostico proibitivo per il Toro. Ma veniamo alla cronaca della partita. La Juve confermava per nove undicesimi la squadra di Champion, con Evra al posto dello squalificato Padoin mentre Storaci prendeva il posto da titolare sostituendo Buffon, out per un risentimento alla spalla operata qualche tempo fa e già dolorante durante la partita con i campioni svedesi. Il Torino, da parte sua, è sceso in campo, con la sua formazione migliore possibile. Sin dai primi minuti la Juve comprime i cugini nella loro area con buone geometrie di gioco. Sembra che da un momento all’altro possano passare in vantaggio. E così è. Fallo al limite dell’area, sul versante sinistro della porta difesa da Gillet. Tiro del solito Pirlo che s’infrange sulla barriera posizionata ai 9 metri e 15 ma un difensore del Toro alza il braccio troppo in alto respingendo la sfera. E’ calcio di rigore che Vidal, dopo la seconda esecuzione, trasforma in rete. Juve 1 Torino 0. Da questo momento in avanti, i granata diventano dominatori del gioco e addirittura pareggiano.

 

Bruno Peres, giocatore proveniente dal Santos, conquista palla al limite della sua area, parte a gran velocità divorandosi terreno e avversari per circa 80 metri, giungendo al limite dell’area bianconera, facendo partire un missile terra aria che, sbattendo sul palo, fulmina l’incolpevole Storaci. Juve 1 Torino 1 e squadre al riposo. La ripresa vede una Juve sconclusionata, in ombra Pogba, Evra e Lichsteiner che si lascia espellere a una manciata di minuti dalla fine della partita. Il Toro mette alle corde la Juventus in diverse occasioni ma senza concretizzare. Si giunge fino al 93° minuto di gioco, quando ridotta in 10, la Juve si riversa, con l’ultima azione, sul proprio fronte d’attacco: passaggio filtrante di Vidal per Pirlo che con un tiro rasoterra maligno infilza il povero Gilet. Juve 2 Torino 1. Tutti sotto la doccia.

 

 Dario Barattin

Le pagelle di Malmoe-Juventus

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La Juventus vince in Svezia e si avvicina al passaggio agli ottavi

 

Il Malmo combatte tutta la partita, ma la superiorità tecnica dei bianconeri permette alla squadra di Allegri di imporsi in questa fredda trasferta. Ora la mente è tutta al derby di domenica contro un Toro in crisi.

 

Buffon 6,5: Non viene mai veramente chiamato in causa, ma quando accade si fa trovare sempre pronto; 

 

Lichtsteiner 6: Si perde Forsberg nel primo tempo e gli concede una chiara occasione da goal, per il resto fa una partita ordinata;

 

Chiellini 7: Regge bene la difesa, effettua contrasti decisivi e si dimostra fondamentale per proteggere la porta di Buffon;

 

Bonucci 6: Segue l’esempio del compagno di difesa, paga qualche errore quando esce palla al piede;

 

Padoin 6: Prudente, si vede poco e strappa solo una sufficienza;

 

Marchisio 7,5: Nel primo tempo sfiora il goal con un tiro al volo, ma il portiere fa un miracolo e glielo nega. Nel secondo tempo fa un gran lancio per Llorente che poi porta in vantaggio i bianconeri(90′ Pereyra 5: In dieci minuti riesce a farsi ammonire);

 

Vidal 6,5: Si muove bene tra le linee e combatte come al solito su molti palloni;

 

Pogba 7: Guardarlo è un piacere ed è decisivo nel fornire il secondo assist per Tevez;

 

Pirlo 6,5: Imposta bene come al solito e regala qualche lancio illuminante che i suoi compagni non riescono a sfruttare bene;

 

Llorente 7: Si impegna molto per la squadra e viene ricompensato da Marchisio che gli serve l’assist per lo 0-1 (72 Morata 5: Entra, combatte, ma a cinque minuti dalla fine prende una traversa da due passi divorandosi un goal già fatto);

 

Tevez 7: Non si vede quasi per tutta la partita ma gli ultimi cinque minuti dimostra la sua esperienza e segna il goal della tranquillità.

 

Filippo Burdese

La Juventus sconfigge il Malmoe con lo stesso punteggio dell’andata: 0-2

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Basterà un pareggio interno per accedere alla fase successiva di Champion League

 

Ora la Juventus può incominciare a tirare un grosso sospiro di sollievo dopo aver sconfitto in trasferta il Malmoe. Erano circa due anni che la Vecchia Signora non riusciva più a vincere nella massima competizione europea in trasferta. Così è stato ieri assicurandosi, salvo una sconfitta interna contro l’Atletico Madrid, vice campione d’Europa ma già matematicamente qualificato per la fase successiva, il passaggio del turno. Basterà un pareggio interno per accedere alla fase successiva di Champion League. Non era una partita agevole quella affrontata dagli uomini di mister Allegri, per varie ragioni, la prima delle quali rappresentata da un pessimo terreno di gioco, dove la palla, spesso e volentieri era soggetta a sobbalzi e traiettorie anormali, mettendo a volte in difficoltà i giocatori bianconeri ma anche la stessa squadra svedese, con il suo gioco, semplice e prevedibile fin che si vuole ma di buona caratura atletica. Allegri, in ogni caso, data l’importanza di conseguire a tutti i costi una vittoria, che diciamolo subito, è stata meritata, non ha voluto correre alcun rischio, schierando la formazione fotocopia di domenica con l’unica esclusione, fin dall’inizio della partita, di Vidal al posto di Pereyra. E proprio dai piedi del cileno che la Juventus ha avuto la prima nitida occasione da goal vanificata da una buona parata del portiere campione di Svezia.

 

Successivamente, non correndo alcun rischio concreto, i bianconeri hanno avuto un’altra, questa volta clamorosa, occasione per portarsi in vantaggio. Lancio millimetrico di Pogba che metteva solo davanti al portiere Marchisio, il quale agganciando splendidamente la sfera, in piena area di rigore, al volo scaraventava il pallone in rete ma soltanto con uno splendido balzo il portiere avversario sventava il pericolo. Si andava così al riposo con la ferma convinzione che nel secondo tempo la Juventus potesse sbloccare il risultato da un momento all’altro. Infatti, i bianconeri, sin dai primi minuti della ripresa parevano più convinti e concreti. E così da un lancio smarcante proveniente da centrocampo, Llorente allargandosi sulla sinistra, infilava saltandolo l’incolpevole portiere del Malmoe facendo carambolare in rete il pallone. Con il passare dei minuti, la Juventus diveniva padrona assoluta del campo suggellando la propria superiorità con l’azione del 2 a 0 in contropiede terminata con il tocco finale del solito Carlitos Tevez. Un trionfo meritato e domenica sotto con il derby della Mole.

 

                                                                                                                                                                                    Dario Barattin

E’ ritornata la Juve schiaccia sassi: stroncata la Lazio con un secco 0-3

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Un incontro di buon auspicio in vista della delicatissima trasferta svedese di mercoledì contro il Malmoe, dove i bianconeri sono praticamente obbligati a vincere se vogliono continuare a mantenere intatte le speranze di qualificazione al turno successivo

 

Doveva essere uno spartiacque – la delicatissima trasferta romana contro la Lazio di Stefano Pioli – per la Juventus campione d’Italia e così è stato. La Vecchia Signora vista sabato sera all’Olimpico si è dimostrata una super squadra guidata da Paul Pogba che ha dimostrato, non solo per le due reti realizzate di ottima fattura, ma per la visione di gioco e l’autorevolezza di gicare come un veterano, di essere in prospettiva, uomo da Pallone d’oro. Ma tutta la squadra, nel suo insieme, si è dimostrata in una forma psico-fisica smagliante, di buon auspicio in vista della delicatissima trasferta svedese di mercoledì contro il Malmoe, dove i bianconeri sono praticamente obbligati a vincere se vogliono continuare a mantenere intatte le speranze di qualificazione al turno successivo. E’ stata una partita a senso unico, fatta eccezione per i primi quindici minuti di gioco, dove la Lazio, applicando un pressing asfissiante fin dall’area bianconera, impediva quelle trame di gioco che pian piano i bianconeri sono riusciti a imporre nei confronti della squadra di Lotito.

Questa volta, a differenza della trasferta sempre dopo la pausa della Nazionale, la squadra di Allegri non si è fatta cogliere impreparata come contro il Sassuolo, dove pareggiò a fatica, ma si è dimostrata all’altezza della situazione orchestrando spettacolari trame di gioco e rendendo tutto così facile da far sembrare, il modulo scelto dal tecnico livornese, il 4-4-1-2 , applicato da anni anziché soltanto da un paio di partite. Un modulo che ha visto salire in cattedra molti giocatori bianconeri, una spanna sopra gli altri il già menzionato Pogba, ma buonissima la prova di Roberto Pereyra, Claudio Marchisio, Gianluigi Buffon, Andrea Pirlo e naturalmente l’Apache, Carlos Tevez, capocannoniere del torneo con 9 centri in 11 partite, che con la sua realizzazione, su apertura spettacolare di Marchisio, ha portato i bianconeri sul 2 a 0. E la prossima settimana c’è il derby della Mole. Le pagelle bianconere:

 

Gianluigi Buffon: concentrato il giusto, nel secondo tempo è lui che ferma Candreva

Stephan Lichsteiner: meno offensivo che altre volte, cura maggiormente la parte difensiva

Leonardo Bonucci: ordinaria amministrazione, peccato per l’ammonizione

Giorgio Chiellini: riesce a far scomparire un campione del mondo come Klose

Simone Padoin: in un ruolo che non è il suo se la cava discretamente, peccato per l’espulsione

Claudio Marchisio: superba la cavalcata che lo porta a servire un pallone d’oro a Tevez per il 2 a 0

Andrea Pirlo: in avvio stenta un po’ ma poi serve l’assiste dell’1 a 0 e disegna la traiettoria per il 3 a 0

Arturo Vidal: senza voto per aver giocato una manciata di minuti, risparmiato per Malmoe

Paul Pogba: Semplicemente fantastico. Possiede fisico, tecnica, potenza, corsa e personalità da vendere. Un predestinato che farà ancora tanta strada.

Roberto Pereyra: scardina la difesa laziale con le sue incursioni incuneandosi tra le retrovie dell’attacco bianconero. Ottima prestazione, sarà dura tenere fuori un giocatore così preparato.

Federico Mattiello: dopo l’esordio in serie A della settimana scorsa, si presenta con un missile terra aria che per poco non finisce in rete.

Carlos Tevez: incontenibile e superlativo sotto rete. Sono nove i centri e cinque gli assist per i compagni. Un fenomeno, forse il miglior Tevez degli ultimi anni.

Fernando Llorente: forse l’uomo che è venuto a mancare rispetto ai suoi compagni. Non effettua nemmeno un tiro in porta in tutta la partita.

Alvaro Morata: senza infamia e senza lode.

Massimiliano Allegri: Nonostante la squadra sia da tempo in emergenza difensiva non se ne accorge nessuno. Buonissima la condizione della squadra che fa ben sperare per Malmoe. Tiene a distanza di sicurezza la Roma.

 

Dario Barattin

Torino Sassuolo 0-1 / Lazio Juventus 0-3: le pagelle

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Pagelle Torino-Sassuolo

 

I granata perdono in casa contro la formazione allenata da Eusebio Di Francesco ed escono tra i fischi dell’Olimpico. Decisivi il rigore sbagliato da Sanchez Mino nel primo tempo e il goal di Floro Flores, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, a pochi minuti dalla fine.

 

Gillet 6: poco impegnato durante la partita, sul goal non ha colpe;

Maksimovic 6: partita molto attenta la sua, decisivo il suo salvataggio su un tiro di Berardi;

Glik 6: regge bene la difesa e imposta bene il gioco;

Moretti 5,5: solita buona partita, ma sul goal perde Floro Flores;

Bruno Peres 6,5: sempre pericoloso, da una delle sue accellerazioni nasce il rigore, in difesa copre bene(91′ Martinez s.v.);

Vives 6: partita ordinata la sua, ma sembra meno in forma rispetto al solito (65′ Nocerino 5: da lui ci si aspetta molto, ma deve ancora trovare la giusta condizione fisica)

Gazzi 6: come sempre ottimo in fase d’interdizione, meno quando si tratta di impostare la manovra;

El Kaddouri 6,5: sfiora il goal nel primo tempo e a più riprese illumina le azioni offensive dei granata;

Sanchez Mino 4,5: sbaglia il rigore che poteva cambiare la partita, si vede poco e sbaglia anche tanti appoggi. Le sue qualità tecniche sono da top player, ma deve ancora adattarsi al calcio italiano e trovare la giusta serenità (45′ Farnerud 6: entra bene in partita, ma sbaglia una grande occasione davanti alla porta)

Darmian 6,5: ottimo sia in fase di copertura che in fase offensiva;

Quagliarella 5: combatte per tutta la partita, ma fa fatica a reggere tutto il peso dell’attacco da solo.

 

Pagelle Lazio-Juventus

 

La Juve vince in trasferta contro i biancocelesti di Pioli confermando il primo posto in classifica e staccando la Roma di Rudi Garcia di tre punti. Decisiva la grandissima partita di Paul Pogba che conferma di essere tra i giocatori più importanti del campionato italiano.

 

Buffon 6,5: mai realmente chiamato in causa nel primo tempo, nella ripresa compie dei grandissimi interventi che mantengono la porta inviolata;

Lichtsteiner 6: si concentra molto sulla fase difensiva, ma è meno pericoloso del solito davanti;

Chiellini 6,5: comanda bene la difesa anche se la Lazio non fa molto per impensierirla;

Bonucci 6: stesso discorso fatto per Chiellini, mezzo voto in meno è per l’ammonizione che poteva benissimo evitare;

Padoin 5: Damato è troppo severo, ma il fallo che poi porterà alla seconda ammonizione poteva risparmiarselo;

Marchisio 7: grande partita del “Principino” bianconero che mette in mostra tutte le sue migliori qualità ed è determinante sul goal di Tevez;

Pirlo 7: imposta le azioni che portano al primo e al terzo goal, per il resto della partita è impeccabile come al solito (77′ Vidal s.v.)

Pogba 8: un mostro. Doppietta a parte dimostra di essere uno dei leader di questa squadra, niente male per un ragazzo di 21 anni;

Pereyra 7: bellissimo l’assist per Pogba, pressa a tutto campo per tutta la partita e i suoi movimenti tra le linee impensieriscono sempre i giocatori biancocelesti (72′ Mattiello 6,5: si rende subito pericoloso con un gran tiro dalla distanza)

Tevez 7: con il goal fatto diventa capocannoniere della serie A salendo a quota 9;

Llorente 6: lavora in modo quasi ossessivo per i compagni, ma non è mai realmente pericoloso (61′ Morata 6: entra quando la partita è praticamente già archiviata).

Disfatta granata in casa, trionfo bianconero a Roma

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Torino Sassuolo 0-1 / Lazio Juventus 0-3

 

La squadra granata perde in casa per 1-0 con il Sassuolo e viene fischiata dai suoi tifosi. Alla fine del  primo tempo Sanchez Mino si è fatto parare un rigore, mandando a monte la possibilità di vittoria. Con il gol di Antonio Floro Flores al 42° il Torino ha perso le speranze e scivola in coda alla classifica con solo 12 punti.

 

I bianconeri invece stravincono per 3-0 all’Olimpico contro la Lazio. Allegri, con il suo cambio di modulo sta dando buoni frutti.  La Juve, nonostante Vidal in panchina e numerose assenze, non ha avuto problemi. Il trio Pirlo-Marchisio-Pereyra a centrocampo, le evoluzioni di Pogba, con due gol grandiosi e la bravura di  Tevez, hanno assicurato la supremazia sui laziali.

Pagelle dei “Torinesi” in Nazionale

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Giocatori Juve

 

(Spagna) Morata 6,5: esordio in Nazionale a 10 minuti dalla fine contro la Bielorussia accompagnato dalla prima da titolare contro la Germania. In entrambe le occasioni mette in mostra le sue qualità;

(Argentina) Tevez 6,5: Ottimo ritorno in Nazionale per l’Apache che entra nella ripresa contro la Croazia e sfiora due volte il goal, si vede meno nella partita contro il Portogallo;

(Argentina) Pereyra s.v. : Gioca solo pochi minuti contro la Croazia;

(Svizzera) Lichtsteiner 6,5: Solita buona prestazione del terzino bianconero nella vittoria per 4-0 contro la Lituania;

(Cile) Vidal 7: ottima la sua partita nella vittoria per 5-0 contro il Venezuela, recupera tanti palloni e solo un palo gli nega la soddisfazione del goal;

(Francia) Pogba 6: meno incisivo del solito contro la Svezia anche a causa della scelta (discutibile) del c.t. francese di posizionarlo davanti alla difesa;

(Italia) Giovinco 6: fa vedere qualche buona giocata nella gara contro l’Albania, ma la presenza di una punta poco fisica come Destro al suo fianco non ne risalta le qualità;

(Italia) Marchisio 5,5: soffre molto contro la Croazia sbagliando anche troppi appoggi;

(Italia) Bonucci 5,5: così così nella partita contro l’Albania, può fare di più;

(Italia) Chiellini 5,5: soffre tantissimo la presenza di Olic e Mandzukic contro la Croazia e perde più volte tanti scontri;

(Italia) Buffon 5: il goal della Croazia è anche frutto di una sua grande ingenuità, appare meno sicuro rispetto al solito.

 

Giocatori Toro

 

(Marocco) El Kaddouri 6,5: Buona prestazione contro lo Zimbabwe nella partita vinta per 2-1, colleziona anche un assist;

(Belgio) Gillet s.v. : non gioca, davanti a lui, nelle gerarchie del Belgio, c’è un fenomeno come Courtois;

(Serbia) Maksimovic 6: buona partita contro la Grecia, viene schierato nell’inedita posizione di centrale difensivo nella difesa a 4;

(Uruguay) Gaston Silva s.v : non scende in campo, ma il c.t. sembra riporre molte speranze in lui viste le continue convocazioni;

(Venezuela) Martinez s.v. : gioca solo 10 minuti contro la Bolivia;

(Svezia) Jansson 6,5: Ottima prova del talento svedese nella partita contro la Francia di Paul Pogba;

(Italia) Moretti 5,5: è il più vecchio giocatore nella storia d’Italia a esordire con la Nazionale, buona partita per lui, ma una sua ingenuità poteva costare cara contro l’Albania;

(Italia) Darmian 6: schierato da centrale difensivo sforna una buona prestazione.

 

Filippo Burdese

Italia – Croazia, tre minuti per un pareggio

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buffonUna clamorosa papera di Buffon consente alla Croazia un agevole e meritato pareggio

 

Doveva essere la partita che avrebbe potuto e dovuto consentire alla nostra nazionale di effettuare il sorpasso nella classifica del girone per la qualificazione ai prossimi campionati europei ai danni della Croazia. Così non è stato. Anzi, se c’è una squadra che può recriminare sul risultato questa è proprio la compagine dell’Est. Quest’ultima si è dimostrata un’ottima squadra che ci ha messo seriamente in difficoltà non solo fino a quando è rimasto in campo il “faro” del gioco croato, cioè Modric, ma per quasi tutto l’arco dei novanta minuti. Eppure, l’inizio di partita aveva fatto ben sperare, allorquando dopo una prima occasione assai propizia ma non sfruttata a dovere si sbloccava come d’incanto il risultato al quarto d’ora di gioco. Incursione in area di Zaza (futuro bianconero?), palla respinta fuori area e rasoiata a filo d’erba di Candreva che indovinava l’angolino basso a destra del portiere che non poteva nulla contro il tiro assai preciso. Italia 1 Croazia 0.

 

Ma da lì a pochi minuti, per la precisione tre, gli azzurri subivano immediatamente il pareggio della squadra allenata da Kovac. Azione che si sviluppava alla sinistra di Buffon, palla che arrivava al limite dell’area a Perisic, tiro non irresistibile che tagliava l’intera area piccola, transitava sotto la pancia dell’esterrefatto Buffon e finiva la sua corsa in fondo alla rete. Italia 1 Croazia 1. Da lì in avanti, fatto salvo qualche azione di alleggerimento, è stato un monologo croato con salvataggio sulla riga da parte di Ranocchia che ci ha consentito di portare a casa un prezioso pareggio.

 

Di Buffon abbiamo già detto. Che dire degli altri due juventini impegnati nella formazione titolare? Chiellini ha fatto a sportellate per tutto l’incontro con il centravanti dell’Atletico Madrid, Mandzukic, limitandone il raggio d’azione e non rendendolo quasi mai pericoloso, da parte di Marchisio, una prestazione senza infamia e senza lode, se non da evidenziare l’impegno costante a rincorrere gli avversari a centrocampo. Da registrare nel corso dell’incontro, la sospensione per ben due volte della partita, a causa del lancio di razzi scagliati dai tifosi croati, che ancora una volta si sono resi protagonisti di comportamenti anti sportivi.

 

                                                                                                                   Dario Barattin

Storie dal passato granata, il libro

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Presentazione il 19 novembre presso i locali di Villa Amoretti, all’interno del Parco Rignon in C.so Orbassano 200 Torino in collaborazione con la EFFEDI’ Edizioni e le Biblioteche del Comune di Torino

 

TORO LIBRO

Daniele Costelli e Marco Morelli di Popolo presenteranno il giorno 19 novembre alle ore 17.30, il loro libro ”STORIE DAL PASSATO GRANATA” presso i locali di Villa Amoretti, all’interno del Parco Rignon in C.so Orbassano 200 Torino in collaborazione con la EFFEDI’ Edizioni e le Biblioteche del Comune di Torino . Alla scoperta delle vere origini di una squadra entrata nella storia trasformatasi poi in leggenda. Un salto nel tempo: uomini e ricordi di una galassia chiamata TORO….Oltre agli autori saranno presenti personaggi del mondo granata e verranno esposti cimeli risalenti all’epoca tratti dall’archivio privato della Famiglia Morelli di Popolo.

Il Gaucho bianconero sugli allori

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tevez Vi sono tutte le condizioni affinché si possa giungere ad un rinnovo contrattuale che vedrebbe contenti sia il giocatore che la società. Sappiamo tutti, perché lo ha dichiarato a più riprese, che Carlitos vuole chiudere la sua carriera calcistica ritornando a giocare nel campionato argentino ma prima di quel momento c’è ancora tempo per rivederlo correre allo Juventus Stadium

 

Come tutti gli sportivi italiani sanno il campionato italiano di serie A osserva un turno di riposo per via dell’impegno della Nazionale italiana che si giocherà domenica prossima a San Siro contro la Croazia il primato del proprio girone in vista delle qualificazioni europee. E proprio ieri, contro la compagine dell’Est ha giocato quell’Argentina che ha finalmente annoverato tra le sue fila proprio quel Carlitos Tevez che tutto il popolo argentino invocava da mesi per le magnifiche prestazioni fornite nella Juventus. Buon ultima quella contro il Parma che ha visto nello score dei marcatori il nome di Tevez per ben due volte portandolo ad essere, per il momento, il capocannoniere del campionato con 8 reti realizzate.

 

Una doppia soddisfazione per il gaucho, la prima per essersi preso una bella rivincita in barba ai detrattori che prima del suo arrivo a Torino fantasticavano circa comportamenti non ritenuti corretti per un giocatore di tale livello ma anche perché l’operazione Tevez, effettuata da quel genio di Beppe Marotta, direttore sportivo bianconero, aveva fatto storcere la bocca a molti addetti ai lavori che si sono dovuti prontamente ricredere. Una nota lieta per Carlitos che si è dimostrato un perfetto professionista senza mai fornire il benché minimo spunto negativo sul suo operato.

 

Anzi, direi che si è immediatamente integrato nella squadra diventandone uno dei leader più ascoltati oltre a Gainluigi Buffon e Andrea Pirlo. A mio avviso, vi sono tutte le condizioni affinché si possa giungere in tempi relativamente brevi ad un rinnovo contrattuale che vedrebbe contenti sia il giocatore che la società. Sappiamo tutti, perché lo ha dichiarato a più riprese, che Carlitos vuole chiudere la sua carriera calcistica ritornando a giocare nel campionato argentino ma prima di quel momento c’è ancora tempo per rivederlo correre allo Juventus Stadium per altri due o tre anni.

 

Dario Barattin

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