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Soffia il vento dell’autonomia

Alle elezioni territoriali che si sono svolte domenica in Corsica ha trionfato la coalizione autonomista con oltre il 45% dei consensi.Il partito del Presidente Macron si è fermato all11%.

Si tratta della conferma di un vento che, ormai, soffia forte dovunque in Europa, seppure con sfumature diverse. In Scozia, in Catalogna , in Lombardia, in Veneto ed anche in Corsica: il centralismo non raccoglie più consensi. Neppure sembra funzionare il tentativo di distogliere lattenzione da questo tema attraverso un dibattito politico /mediatico stucchevole,basato esclusivamente sulla notizia del momento. Lattaccamento verso i poteri statali così come strutturati ed organizzati va giorno dopo giorno affievolendosi. Detto questo, spero davvero che le istanze dellautonomia e del federalismo possano essere al centro del programma politico del centrodestra che ha le carte in regola per rappresentarle. La debacle  elettorale del PD , infatti, é anche figlia delle posizioni che sono state assunte con lapprovazione della riforma centralista bocciata dagli elettori con il referendum del dicembre 2016. In fondo,lo schema sbagliato è proprio quello di una Europa dei grandi interessi che si fonda sul centralismo statale.LEuropa è lontana dalla gente anche perché gli stati nazionali sono lontani dai territori. I segnali che arrivano sono questi e sempre di più il federalismo può essere la via del futuro. Pensando al nostro Piemonte,Torino più lontana da Roma e più vicina a Milano può essere uno dei pilastri della grande metropoli del Nord.

Roberto Cota

“Coraggio e passione”: Riccardo Coppo come “Davide contro Golia”

Coraggio e passione – Riccardo Coppo – il sindaco, le sfide” è l’ultima fatica storica di Sergio Favretto. Questa volta l’avvocato e scrittore casalese non ha focalizzato l’attenzione sulla Resistenza, quanto sulla figura di uno dei sindaci che maggiormente hanno contraddistinto Casale ed il Monferrato nel dopoguerra, Riccardo Coppo, primo cittadino della città di sant’Evasio per dodici anni, dal dicembre 1984 al dicembre 1987 e dal giugno 1990 al giugno 1999, oltre che consigliere ed assessore per quasi 40 anni dal 1979 sino al 2009. Se n’è andato il 2 dicembre di tre anni orsono, e proprio sabato 2 dicembre, il libro che racconta il suo lavoro al servizio della città e del territorio è stato presentato al Teatro Municipale a cura dell’Associazione dei Comuni del Monferrato, presieduta dal sindaco di Odalengo Grande, Fabio Olivero. All’incontro, sono intervenuti Gianfranco Astori, già sottosegretario ai Beni culturali ed oggi consigliere per l’informazione del Presidente della Repubblica, Guido Bodrato, più volte ministro e parlamentare, Renato Balduzzi, attualmente componente del Consiglio superiore della magistratura. In duecento pagine – con una prefazione di Balduzzi ed una postfazione di Bodrato – il libro ripercorre, arricchito da note, riferimento culturali, documenti ed una sessantina di pagine, la storia amministrativa casalese e monferrina degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, dall’angolo visuale di Riccardo Coppo, sindaco di grandi capacità amministrative, particolarmente ferrato, pur non essendo un tecnico di professione nel settore, in ambito urbanistico. E Bodrato, che nel corso degli anni ha vantato una lunga amicizia con Coppo, lo ha definito, ricordando quell’ordinanza del 1987 vietò a Casale, primo comune in Italia, l’utilizzo dell’amianto, “un Davide che combatteva Golia”. L’opera di Favretto è anche un modo per ricordare i tanti momenti che ha attraversato Casale, le emergenze che ha vissuto, come quella dell’inquinamento dell’acquedotto del 1986 o dell’alluvione del 1994, che videro il sindaco in prima persona nella risoluzione dei problemi, ed anche quelli di una città che ha sempre rivendicato il suo ruolo di capitale storica del Monferrato. E non è solo la storia di un uomo e di un territorio, ma di un gruppo dirigente nell’ambito della Sinistra Sociale in Piemonte.

Massimo Iaretti

 

 

Cavaliere! Ovvero il ritorno alla casa del “padre”

Lo scorso giovedì 30 novembre al Quirinale si è svolta la tradizionale cerimonia di consegna delle onorificenze di Cavaliere del Lavoro. Tra i venticinque insigniti di quest’anno da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella c’erano diversi nomi di spicco, tra cui la Vice Presidente di Confindustria, la torinese Licia Mattioli, Giuseppe Recchi, Francesco Mutti ed altri. L’onorificenza ad uno dei neo Cavalieri, al quale vanno i saluti ed i complimenti, ha attirato la mia attenzione come una sorta di ritorno a casa o di un “da padre in figlio”.  Era il lontano 1981 ed in un’intervista al patinato e diffuso mensile “Capital” (Rizzoli Editore!), un brillante ed emergente Silvio Berlusconi dichiarava: “Se qualche giovane ha una buona idea, mi chiami”. Lo prese alla lettera un giovane neo laureato alla Bocconi, che con un vero e proprio assedio riuscì ad essere ricevuto per un colloquio e a diventarne l’assistente personale del “Cavaliere”, soprannome affibbiato a Silvio Berlusconi dal grande Giovanni Brera e che non gli è mai piaciuto preferendo farsi chiamare il” dottore”. Il giovane bocconiano iniziò così una brillante e travolgente carriera, prima all’interno di “Pubblitalia ’80’ e poi alla “Mondadori Pubblicità”. Avversato duramente da Marcello Dell’Utri, ma sempre difeso dall’amico per eccellenza di Berlusconi, Fedele Confalonieri (chiamato Fidel da Berlusconi stesso) , veniva definito da quest’ultimo “il mio bastone della vecchiaia”. Il rapporto con il gruppo Fininvest si interrompe bruscamente, anche a causa del diverso atteggiamento di Cairo verso le vicende giudiziarie che investirono tutto il gruppo pubblicitario ed i suoi principali dirigenti.  Iniziò così la carriera da imprenditore nel settore dei media e della pubblicità, con acquisizioni e creazione di nuove testate fino all’avventura calcistica con il Torino, l’acquisizione dell’emittente televisiva La7 ed infine il gruppo RCS con il Corriere della Sera, con la recentissima apertura della cronaca torinese e la Gazzetta dello Sport.  È così, l’onorificenza assegnata ad un quarantenne e rampante Silvio Berlusconi da Giovanni Leone nel 1977 (gli anni della “Milano da bere”) e da cui Il Cavaliere si separò, rinunciandovi nel 2014 in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale, è ritornata in qualche modo alla casa del “padre” attraverso Urbano Cairo.

PD: ACCORDO CON I MODERATI, INCONTRO SUL TRENO ‘DESTINAZIONE ITALIA’

TORINO, 1 DICEMBRE  – E’ stato confermato oggi il sostegno dei Moderati al Partito Democratico in vista del prossimo voto politico del 2018. “Si tratta  – dichiara il segretario Pd del Piemonte, Davide Gariglio – di una conferma dell’alleanza che ha caratterizzato l’attuale legislatura e di molte alleanze a livello locale”.  L’accordo di oggi è avvenuto sul treno “Destinazione Italia” dopo l’ultima tappa piemontese di Ivrea. L’incontro avvenuto a bordo del treno tra il segretario nazionale dem, Matteo Renzi, il fondatore e leader dei Moderati Mimmo Portas e il segretario piemontese del Pd, Davide Gariglio. 

(foto: il Torinese)

Come (anche) il Pci sconfisse il terrorismo

STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto
Torino è stata “capitale del terrorismo rosso”. Suo malgrado. Negli anni 70 arrivavano malintenzionati perché la consideravano la Mecca per la rivoluzione, capitale della classe operaia e laboratorio politico. Ma la nostra Città è stata anche capitale dello Stato che ha tenuto duro ed ha sconfitto politicamente e con la legge il terrorismo.  Terroristi che credevano di “nuotare nel mare della classe operaia”.Ma qui hanno cominciato a perdere terreno politico . Vero che all’ inizio ci furono molte incomprensioni a Sinistra, di fatto considerandoli provocatori di destra. Era un modo di allontanare il problema, di allontanare da sé il cosiddetto album di famiglia.  Lo Stato si è palesato con il generare Dalla Chiesa, magistrati come Maurizio Laudi e Giancarlo Caselli.I terroristi hanno minacciato e si è faticato nel comporre la giuria popolare ma poi le condanne sono arrivate.  Non a caso ci si richiama alla vittoria dello Stato sul terrorismo. Ma fu anche una vittoria politica. Ed il PCI ha fattivamente collaborato. In che modo? Cerco di raccontare senza nomi anche perché interessante è la macchina organizzativa, senza personalizzazioni. E’ interessante seguirne i vari passaggi: organizzazione e disciplina i valori di riferimento  La segreteria provinciale discute e decide e dà l’incarico al responsabile dell’ organizzazione di eseguire. Chiama un compagno della commissione organizzazione, un ex partigiano, e mette in moto la macchina. Individua una coppia di iscritti al partito. Non fanno domande e cedono momentaneamente il loro alloggio fino alle 17. Ed a turno avviene ciò che doveva accadere. I magistrati incontrano sindacalisti operai che informano su ciò che avveniva nei reparti di fabbrica. Nel sorvegliare c’erano  pattuglie in borghese e auto con i compagni del servizio d’ordine.  Anni dopo l’omicidio di Guido Rossa il questionario dove si “chiedeva di denunciare”. Sono anni che vogliamo approfondire successivamente. Il vicedirettore della Stampa Casalegno teneva una rubrica, “Il nostro Stato”.  Nostro, appunto.  Ed io ho ancora nelle orecchie stupide discussioni con chi sosteneva : contro lo Stato e  contro le Br. Ma la sera che venne mortalmente ferito Casalegno, ero  a cena con “gruppettari” difensori di assurde tesi.  Mio cognato delegato di Mirafiori scuoteva la testa. Era a Sinistra del PCI e gli chiesi cosa ne pensava. Non è più tempo per gli stupidi. Lapidario. Stupidi e pericolosi. Furono sconfitti con un alto prezzo in vite . Furono sconfitti anche da quegli operai che collaborarono con i magistrati e le forze dell’ ordine. E lo furono anche dalla capacità organizzativa del PCI.  Furono sconfitti dai compagni che non chiedevano il perché è davano le chiavi al compagno dell’ organizzazione; lo furono perché volevano abbattere lo Stato democratico e anche quando la classe operaia capi che per cambiare questo stato in meglio si doveva difenderlo.

Per il Piemonte autonomo

Partirà da Alessandria il nuovo Rinascimento del Piemonte ? La domanda l’ha posta Il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco martedì 28 novembre, in occasione della presentazione del Comitato Piemonte Autonomo che intende promuovere l’indizione di un referendum per l’autonomia del Piemonte, simile alle recenti pronunce del Veneto e della Lombardia. In una sala piena dell’ex Cinema Ambra il segretario di Lega Nord Piemont, Riccardo Molinari, ed il segretario della Lega, Umberto Salvini hanno lanciato quello che sarà un percorso che vuole portare i piemontesi ad esprimersi, attraverso una consultazione popolare, su quello che, probabilmente, sarà il tema della prossima campagna per le elezioni regionali. “La Lega ha chiesto in sede istituzionale alla maggioranza Pd in Regione per presentare una legge per la regolamentazione del referendum consultivo, ma non ha avuto risposta” ha spiegato Molinari. Il Comitato non vede solo l’adesione del Carroccio ma anche di altre forze politiche che hanno esposto le loro ragioni: Valter Zanetta per Direzione Italia (in sala c’era anche il consigliere comunale di Torino, Roberto Rosso), Marco Botta per il Movimento Sovranista Nazionale e Massimo Iaretti per il Movimento Progetto Piemonte.

“PIÙ POTERI AL DIFENSORE CIVICO PER LA TUTELA DEI CITTADINI”

Il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione è profondamente mutato in conseguenza delle diverse riforme intraprese negli ultimi decenni a livello nazionale e delle numerose indicazioni provenienti da organismi terzi sovranazionali. Questa evidenza, avvalorata dalle concrete esperienze amministrative, pone all’ordine del giorno l’opportunità di un aggiornamento della legge regionale 50/1981, che in Piemonte definisce e regola le funzioni del Difensore civico. Va in questa direzione la proposta di legge presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico. “L’obiettivo – dichiara il primo firmatario Andrea Appiano – è quello di ampliare le competenze della difesa civica e accentuarne la potestà di intervento, a partire dagli ambiti, oggi sempre più centrali e di rilevanza non meramente individuale, della tutela dei diritti civili e della dignità della persona”.

 

Aspetto qualificante della proposta è l’attribuzione al Difensore civico della funzione di Autorità garante per il diritto alla salute, un istituto introdotto nell’ordinamento italiano dalla legge 24/2017  sulla sicurezza delle cure e della persona assistita. “Al Difensore civico – prosegue Appiano – si attribuisce la facoltà di intervenire non solo nelle ipotesi di atti o comportamenti che negano o limitano la fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria, ma anche di controllare la funzionalità, l’organizzazione, l’efficienza delle strutture e dei presidi sanitari e sociosanitari e di visitare senza preavviso le strutture sanitarie nell’esercizio delle proprie funzioni per vigilare su eventuali violazioni della dignità della persona”.

 

Tra le ulteriori innovazioni, ogni persona fisica o giuridica, associazione riconosciuta o no, potrà sollecitare l’intervento del Difensore, che potrà intervenire di propria iniziativa nel caso di problematiche di rilievo generale, eventualmente svolgendo attività ispettiva, per accertare disfunzioni nell’erogazione di servizi o anche irregolarità, negligenze o ritardi in comportamenti o atti della pubblica amministrazione. Ancora in materia assistenziale, si introduce la possibilità per la Difesa civica di avvalersi di consulenze specialistiche (fornite a titolo gratuito) di operatori sanitari di propria scelta dipendenti di Aziende sanitarie o dell’Amministrazione regionale. Per quanto concerne l’efficacia delle azioni intraprese, i soggetti destinatari di eventuali rilievi avranno il dovere di fornire risposte motivate ed esaustive e l’onere di comunicare se intendono o meno conformarsi alle conclusioni formulate dal Difensore civico. Per la stessa ragione, viene meglio definito il potere di raccomandazione, che nell’ordinamento italiano e comunitario è normalmente assegnato alle Autorità indipendenti in consonanza con i poteri di vigilanza e controllo loro affidati dalla legge. Si propone infine di rafforzare la facoltà del Difensore civico di segnalare alle amministrazioni interessate, ai fini dell’avvio di eventuali procedimenti disciplinari, i casi di mancata collaborazione da parte dei responsabili delle strutture oggetto di controllo, e si aggiunge ad essa la potestà di segnalazione ai fini della valutazione delle performance dei dirigenti regionali.

 

“Sin dal momento della sua istituzione – concludono i consiglieri Enrica Baricco e Domenico Rossi – quella della Difesa civica è stata un’istituzione preziosa per la tutela dei diritti dei cittadini e per un lavoro legislativo e amministrativo più consapevole ed evoluto da parte della Regione. Con la proposta che abbiamo presentato, e che non comporterà alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio regionale, puntiamo a rafforzare ulteriormente questo ufficio, a renderlo ancora più efficace”.

 

VIGNALE (MNS): IUS SOLI PIEMONTESE: LA PRIORITA’ DELLA GIUNTA CHIAMPARINO E’ GARANTIRE LAVORO, CASA E SANITA’ AI PROFUGHI

“Ormai la distanza che separa questa giunta dai piemontesi è siderale. Mentre un numero significativo di piemontesi ogni giorno fatica ad avere un lavoro, un’ assistenza degna per un proprio familiare ed attende mesi per un banale esame sanitario, la Giunta regionale intende creare corsie preferenziali a richiedenti asilo e rifugiati” lo dichiara Gian Luca Vignale Presidente del Movimento nazionale in Consiglio regionale alla fine dell’esame in Commisione del disegno di legge regionale n. 258 “Promozione della Cittadinanza” , presentato oggi in Commissione dall’assessore Certutti e che ha come finalità garantire maggiori servizi a cittadini “richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e comunitaria” presenti in Piemonte.

“Il Disegno di Legge ha sottolineato Vignale ha iniziato oggi il suo iter legislativo perché indicato da tutto il centrosinistra come prioritario. Se esaminiamo i benefici che la proposta di legge individua c’è davvero da essere indignati. E’ possibile pensare che si stanzino maggiori risorse a richiedenti asilo e profughi per dare più assistenza, più sanità, più case e più lavoro non tenendo conto della situazione di gravissimo disagio dei cittadini italiani?”

“Oltre ai 5 miliardi di euro prosegue – che ogni anno vengono spesi dal Governo per dare vitto, alloggio e istruzione a centinaia di migliaia di profughi è necessario aggiungere queste nuove risorse? Prima gli italiani non è uno slogan, ma una visione diversa della politica”.

“Per questo ho presentato – conclude Vignale-, decine di emendamenti con i colleghi di centrodestra per evitare che ancora una volta i cittadini italiani vengano dopo stranieri extracomunitari, profughi e rifugiati”.

 

Lo spaesamento dei cattolici

“Cattolici senza partito” (Edizioni Lavoro, collana Studi di Storia) è il nuovo libro del giornalista Giorgio Merlo, con prefazione di Guido Bodrato. Vi anticipiamo parte dell’introduzione scritta dall’autore

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“Ma esiste veramente uno «spaesamento» politico dei cattolici in politica? Attorno a questa domanda ruota la riflessione del libro. Peraltro rapida e snella. Molto dipende dalle circostanze storiche, dalla contingenza politica e anche, se non soprattutto, dalle regole che disciplinano la concreta dialettica politica contemporanea. Ma un fatto è indubbio: cresce nell’area cattolica italiana il disorientamento politico, la difficoltà a individuare forze e soggetti politici che sappiano farsi carico delle istanze culturali e sociali che provengono dal quel mondo ideale e valoriale. Nessuno pensa, salvo settori del tutto minoritari se non irrilevanti, a dar vita ad una soggettualità politica di chiaro orientamento cattolico. Fuor di metafora, la Democrazia cristiana non rinasce più. Come giustamente ha detto Guido Bodrato, uno dei padri nobili del cattolicesimo politico italiano, la «Dc è stato un fatto storico». Ovvero, è stato il risultato di una concreta esperienza storica che in quel particolare momento, e poi per molti anni, ha segnato e caratterizzato la crescita e il consolidamento della democrazia italiana, che ha garantito un periodo di crescita economica e di giustizia sociale e che, soprattutto, ha salvaguardato e rafforzato le istituzioni democratiche nel nostro paese. Ma l’esperienza della Dc, che 3 è stata anche la storia delle sue correnti, e sempre per dirla con Bodrato, è come un «vetro infrangibile che quando si è rotto, è andato in mille frantumi e pertanto non è più ricomponibile». Una descrizione quanto mai efficace e pertinente che esclude, alla radice, per l’oggi qualsiasi tentazione nostalgica o conservatrice. Ma, al contempo, non si può non rilevare che in politica un vuoto è destinato prima o poi ad essere colmato. Lo dice l’esperienza storica ma lo confermano anche i trend politici. E la stagione che stiamo vivendo è anche il frutto di questa crisi di rappresentanza culturale e di scarsa autorevolezza politica. Una situazione che era stata rimossa con l’avvento dei cosiddetti «partiti plurali». Cioè strumenti politici che dovevano superare e archiviare definitivamente la stagione dei «partiti identitari» che hanno caratterizzato l’intera prima Repubblica e che hanno segnato ancora l’avvento della seconda Repubblica (…)”

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Giorgio Merlo

 

Salvini presenta ‘Piemonte Autonomo’

Verrà presentato ufficialmente ad Alessandria il comitato promotore per il referendum dell’autonomia del Piemonte

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Dopo la nascita, a Chivasso lo scorso mese, viene presentato ad Alessandria il “Comitato Promotore per il Referendum sull’Autonomia del Piemonte”, alla presenza del Segretario della Lega Matteo Salvini e del Segretario Nazionale del Piemonte Riccardo Molinari. Uno strumento necessario per far fronte al continuo silenzio delle istituzioni regionali in merito alla richiesta di un referendum che permetta ai cittadini piemontesi di decidere per l’autonomia della propria terra. “Vogliamo che siano i Piemontesi a poter decidere del proprio futuro commenta Molinari – e per farlo serve l’approvazione in tempi rapidi di una legge che permetta il referendum”.

“Dal 2001, data dell’entrata in vigore del nuovo Titolo V della Costituzione, nessuna regione è riuscita a ottenere nulla dalle trattative previste dall’articolo 116 nei confronti dello Stato centrale: anche il Piemonte ci aveva provato nel 2004, ma si è arrivati ad un nulla di fatto prosegue Molinari abbiamo chiesto alla maggioranza in Regione del PD di calendarizzare una proposta di legge che disciplini il referendum consultivo, indispensabile per poter indire il Referendum sull’autonomia. Soltanto con la forte legittimazione data dal voto popolare il governo regionale potrà pretendere da Roma la più ampia autonomia legislativa e fiscale prevista dalla Costituzione. Serve mobilitare l’opinione pubblica fuori dal palazzo per pungolare il presidente Chiamparino e garantirci il diritto al voto, per trattenere parte dei 10 miliardi di euro di tasse che il Piemonte regala allo Stato centrale ogni anno. Solo così queste risorse potranno rimanere sul nostro territorio, per creare sviluppo e favorire una maggior assistenza sociale e sanitaria nella Regione Piemonte. Del resto conclude Molinari i risultati e laffluenza del referendum di Veneto e Lombardia, dello scorso 22 ottobre, parlano chiaro: i cittadini vogliono poter esprimere la propria opinione su una questione tanto importante”. Il comitato è libero apartitico e aperto a tutti i cittadini, associazioni ed enti locali.

 Martedì 28 Novembre al Cinema Teatro “Ambra” D.L.F. in Viale Brigata Ravenna, 8 ad Alessandria: saranno presenti Matteo Salvini e Riccardo Molinari. Seguirà incontro pubblico alle ore 18.00 nel medesimo luogo.