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POLITICA - page 183

Il Tar e le firme “farlocche”

in POLITICA

di Pier Franco Quaglieni

Premetto che il TAR è stato sovente di aiuto ai cittadini , sanzionando casi di cattiva amministrazione. Una tutela alle garanzie del cittadino rispetto alla Pubblica amministrazione a volte insensibile alle ragioni di chi non ha difese. Premetto anche che mi avrebbe fatto molto dispiacere che almeno due consiglieri regionali Pd che stimo molto,Boeti e Gariglio,fossero stati dichiarati decaduti. Aggiungo che il  prof. Vittorio Barosio,legale del Pd,che conosco ed apprezzo da anni,si è rivelato anche questa volta un grande avvocato. I ricorrenti contro le firme false del Pd sono stati un po’ in ingenui e approssimativi. Detto questo, ritengo che il TAR sia sia contraddetto respingendo un ricorso, considerato fondato. Ritengo, inoltre, che il TAR dovesse applicare la legge vigente , piuttosto che auspicarne un cambiamento. Non ero un ammiratore della Giunta Cota  che non ha  dato gran prova di se’, mutande verdi a parte, su cui si è speculato in modo indecente, ma mi pare che abbia una qualche ragione Pichetto Fratin  nel sostenere che con  Cota  e Chiamparino il TAR non abbia usato lo stesso metro di giudizio. Certi avvocati della Bresso erano più bravi ed agguerriti, ma questo non basta. Nel momento che i raccoglitori delle firme del Pd hanno patteggiato, hanno riconosciuto il loro errore( usando una parola gentile ) nel raccogliere le  firme farlocche e le parole della sentenza del tribunale penale sono state molto dure ed esplicite in proposito.Capisco che le ragioni dei difensori di Chiamparino  potevano essere apparentemente più convincenti di quelle della legale della signora Borgarello, ma io cittadino resto poco convinto di come stanno andando le cose. La giustizia deve essere giusta,ma anche rapida,perché il rinvio può lasciare il dubbio che si possa favorire il proseguimento della legislatura. La raccolta delle firme non è un fatto meramente formale. L’averle raccolte in modo “superficiale “significa offendere la democrazia .Un’ultima considerazione di carattere politico : sia Cota sia Chiamparino – firme  false a parte – avevano raccolto la maggioranza dei voti che in democrazia costituisce il fatto decisivo

Matteo Salvini vince le primarie della Lega Nord

in POLITICA

Matteo Salvini vince le primarie della Lega Nord. In Piemonte, con l’87% dei consensi, percentuale superiore a quella della media nazionale, batte l’avversario, Gianni Fava, che ha ottenuto il 13%. A Torino Salvini ha registrato l’83,2% delle preferenze, Fava il 16,8%. E’ andato al voto più del 60 per cento degli iscritti. Su Facebook il segretario piemontese del Carroccio Riccardo Molinari ringrazia ” tutti i militanti piemontesi che hanno lavorato ai seggi e che hanno partecipato a questa grande giornata di democrazia interna. La Lega Nord Piemont ha bisogno di unità e coesione, ci aspettano grandi battaglie da vincere tutti insieme, a partire da quella per l’autonomia della nostra splendida terra”

 

(foto: il Torinese)

Elezioni, nei comuni del Torinese si scaldano i motori

in POLITICA

Sono scaduti sabato i termini per la presentazione delle candidature a sindaco e delle liste di appoggio nei due comuni della Valcerrina torinese, Cavagnolo e Monteu da Po. Tutto come previsto a Cavagnolo: qui si confronteranno il sindaco uscente, Mario Corsato, uno dei primi cittadini più “navigati” della Città Metropolitana di Torino, con un lungo curriculum amministrativo, sia come sindaco che come consigliere comunale, anche di opposizione. A sostenerlo, come era stato annunciato con largo anticipo, c’è l’Unione Cavagnolese. E nella sua squadra ci sono i componenti dell’attuale giunta, Mauro Oggero, vice sindaco da marzo e l’assessore Maria Luisa Ponzetti. Sul fronte opposto c’è, invece, Andrea Gavazza, già vice sindaco nella giunta Corsato, sino alle sue dimissioni a marzo, dove aveva le deleghe a bilancio e politiche giovanili. Gavazza, componente dello staff dell’assessore regionale Gianna Pentenero, è sostenuto dalla lista Adesso Cavagnolo, tra i cui componenti c’è Tiziana Zaniolo, dipendente regionale e moglie di Carlo Giacometto, commissario provinciale di Forza Italia di Torino. A Monteu da Po, invece, le liste sono diventate tre, una delle quali “esterna” al paese, grazie anche alla possibilità di non raccogliere firme di sostegno alle candidature, propria dei comuni sotto i mille abitanti. Torna in campo, dopo aver esitato se ricandidarsi a primoo cittadino, il sindaco uscente Laura Gastaldo, che avrebbe voluto passare il testimone a qualcuno della sua maggioranza, poi si è posta nuovamente alla testa di “Monteu un nuovo inizio” per portare avanti i progetti iniziati. Con lei c’è l’assessore Marco Ferrero, mentre non sarà della partita il vice sindaco Giulio Guido Bracco. A contrastare la sua eventuale riconferma c’è la lista locale “La nuova fronda” che candida a primo cittadino Vittorio Covacci, anch’egli di Monteu da Po, mentre Gianfranco Filombra è l’aspirante sindaco presentato dal Nuovo Cdu – Cristiani democratici uniti, partito guidato da Mario Tassone (già vice segretario dell’Udc) fondato nel 2014

Massimo Iaretti

Gli studenti interrogano i politici sulle pari opportunità

in POLITICA

L’Aula consiliare di Palazzo Lascaris si è trasformata per un giorno nel Parlamento dei ragazzi.È entrato così nel vivo il progetto formativo Diritti 70.0, ideato dalla consigliera di parità regionale Giulia Maria Cavaletto e dalla consigliera supplente Chiara Maria Germano.

Studentesse e studenti degli istituti superiori piemontesi hanno avuto l’occasione per confrontarsi con i rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro e della ricerca economico sociale ponendo loro quesiti sul tema delle pari opportunità in famiglia, nei contesti occupazionali, nella società civile.

“Voi giovani sarete protagonisti del futuro e giornate come questa vogliono rappresentare un messaggio per metterci sulla stessa lunghezza d’onda, perché ci aiutiate a capire come superare l’incapacità della politica nel farsi ascoltare e capire da voi”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus. “Per favorire la conoscenza della nostra istituzione, stiamo ora impostando un progetto di alternanza scuola – lavoro con il Miur per invitarvi in Consiglio regionale a studiare da vicino l’attività nei nostri organismi consultivi, come i Comitati e le Consulte, affinché possiate diventare “ambasciatori” fra i vostri compagni di scuola di questa conoscenza, rendendo ancora più trasparente il nostro palazzo”.Il presidente del Consiglio regionale ha poi risposto alle domande sull’efficacia degli organismi di parità, ricordando che è importante non discriminare e quindi coinvolgere in questi organismi sia donne sia uomini. Sul tema della partecipazione attiva delle donne in politica ha invece riconosciuto come il problema sia ancora aperto, auspicando che tutti i partiti rendano sempre più chiare e tracciabili le regole per l’accesso alla dirigenza in quanto “la diversa sensibilità e capacità interpretativa di uomini e donne rende necessaria anche in politica una equilibrata rappresentanza fra i sessi”.

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I ragazzi hanno formulato domande articolate e approfondite anche sulle quote e gli stereotipi di genere, su lavoro, maternità e genitorialità, le trasformazioni culturali in atto, anche nel ruolo paterno, donne e sport, carriere e differenze salariali, violenza sulle donne e diseguaglianze a lungo termine, interrogando al riguardo l’assessora regionale al Lavoro, Istruzione e Formazione professionale, l’assessora regionale alle Pari opportunità e Diritti civili, l’assessore regionale allo Sport, Personale e Organizzazione e Germana Muscolo, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale. Sono inoltre stati interpellati esponenti del mondo del lavoro e della ricerca: Fabio Berton, economista e professore associato all’Università di Torino, Giancarlo Cerruti, sociologo ed esperto di relazioni industriali, Adriano Gallea, direttore risorse umane di PrimaIndustrie, Lia Pacelli, economista e ricercatrice dell’Università di Torino, Carla Maria Tiburtini, direttrice risorse umane Microtecnica Utc e Chiara Maria Germano, consigliera regionale di parità supplente.

Il progetto diritti 70.0 prevede una terza fase con il Summer Camp. Gli studenti delle scuole che hanno aderito al progetto incontreranno presso il Campus Luigi Einaudi, Lungo Dora Siena 100, esponenti del mondo del lavoro che svolgono professioni che contrastano lo stereotipo di genere: mestieri da donne svolti da uomini, mestieri da uomini svolti da donne a dimostrazione concreta, attraverso storie e interviste, che lo stereotipo può essere superato.

Il progetto si concluderà nell’autunno 2017 con il CONCORSO GENERE ARTISTICO in cui potranno trovare spazio e sintesi la creatività degli studenti e delle studentesse.

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Il concorso prevede quattro sezioni:

Fotografia (la foto vincitrice sarà collocata in copertina del libro sul progetto che sarà diffuso in tutte le scuole del Piemonte)

Disegno e grafica con slogan (il prodotto creativo vincitore diventerà il simbolo del Progetto per le annualità successive)

Componimento letterario breve, in poesia e/o prosa ( il componimento vincitore sarà pubblicato sul libro che verrà realizzato per il progetto e diffuso in tutte le scuole del Piemonte)

Trailer-minifilm (il filmato vincitore sarà ospitato sul sito della Consigliera di parità regionale e diffuso all’interno di sale cinematografiche nella giornata del 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne).

 

www.cr.piemonte.it

 

RIFONDAZIONE, IL COMUNISMO FA CULTURA

in POLITICA

Altro che spariti. I comunisti, almeno a Torino, con il Prc – Partito della Rifondazione Comunista, ci sono e anche sotto l’aspetto culturale sono ben vivi. Il Circolo Arci “La Poderosa” di via Salerno 15/A a Torino ospita per tutto il mese di maggio un serie di incontri e di presentazioni librarie. Martedì 9 maggio, alle ore 21 (l’orario è lo stesso per tutti gli appuntamenti) viene presentato il libro di Angelo D’Orsi , “1917, l’ano della Rivoluzione”. Mercoledì 10 è la volta dell’incontro “Il secolo di ferro 888 – 1000. Crisi dell’Europa Medioevale” con Stefano Manganaro e Gabriele Asselli. Giovedì 11 è invece la volta di “La casa pubblica. Storia dell’Istituto autonomo case popolari di Torino”. Sul libro parleranno Daniela Adorni, Davide Tabor e Pasquale Fedeli. Il 16 maggio i riflettori saranno puntati “Ernesto Che Guevara, Cuba e America Latina” con Aleida Guevara, figlia del Che, Paolo Ferrero, già ministro della Repubblica e segretario del Prc e Sergio Marinoni. Il 17 maggio, poi, cambia completamente lo scenario con “Ogni noir ha il suo protagonista: l’Ombra di Marlowe” con Margherita Oggero e Gianluca Marazzi. E questo non è tutto …

Massimo Iaretti

 

Le Paritarie sono le scuole di tutti: non “degli altri”

in POLITICA

L’Amministrazione Appendino ha appena tagliato, senza pietà, i fondi a favore delle Scuole Paritarie (meno 750mila euro). Nel corso di una lunga, interminabile seduta notturna del Consiglio Comunale la Giunta ha ritirato la scorsa settimana, con un colpo di mano, l’emendamento che avrebbe permesso di limitare a 500mila euro la riduzione dei fondi. Nulla di fatto. Non sono stupito: era tutto già scritto, e anche in maniera piuttosto esplicita, nel programma elettorale dei Cinque Stelle, per i quali la libertà di educazione non è prevista. Un concetto perfettamente riassunto dall’Assessore Patti, che, senza mezzi termini, chiama “scuole degli altri” le Scuole Paritarie. È questo l’errore più grande: le scuole pubbliche sono scuole di tutti. Le famiglie – ormai è chiaro a tutti, Giunta compresa – non ci stanno più: hanno raccolto 9.450 firme contro i tagli dell’Amministrazione Cinque Stelle e hanno espresso, davanti a Palazzo Civico, la loro protesta contro questa miope politica di tagli indiscriminati. Il mio impegno in Sala Rossa continua: per la difesa delle Paritarie e, con loro, dell’intero sistema scolastico cittadino.

Silvio Magliano

Consigliere comunale di Torino

Anche a Torino nascono le Officine delle idee

in POLITICA

Prende forma il progetto di Giuliano Pisapia

Il 5 maggio le Officine delle idee di Campo progressista si sono incontrate anche a Torino per la prima volta al SocialFare in via Maria Vittoria  con la presenza di Marco Furfaro, trentasettenne toscano, laureato in Economia e volto noto nel mondo della sinistra italiana. L’iniziativa lanciata da Giuliano Pisapia in tutta Italia qualche mese fa muove i suoi primi passi anche a Torino e in Piemonte. Come ha detto Pisapia stesso: “Campo progressista era nato per dare una prospettiva, ora è diventato una realtà”.

Un percorso in cui non conta la provenienza di ciascuno, ma solo dove vogliamo andare insieme. Le Officine delle idee sono il primo progetto di Campo Progressista. Luoghi di competenze, innovazione inclusiva, discussione, produzione politica e culturale per fare emergere insieme le idee per l’Italia che verrà. Hanno l’obiettivo di stimolare e raccogliere idee e proposte che siano il fondamento di un nuovo e inedito progetto politico per il futuro prossimo. Il nostro Paese ha un forte bisogno di idee coraggiose e progressiste, credibili, concrete e sostenibili. Gli slogan e la demagogia non sono un fondamento su cui costruire il futuro.

Il nostro orizzonte è l’unità del centrosinistra ma se Matteo Renzi continuerà a mettere veti sulle persone e a coltivare la sua idea di autosufficienza del Pd allora siamo pronti a costruire un’alternativa di centrosinistra senza Renzi. Gli strappi con il nostro mondo in questi anni sono stati tanti, dalla scuola al lavoro passando per la tentata riforma costituzionale, gli ultimi due esempi di nuovi passi falsi sono il decreto Minniti che riduce i diritti dei richiedenti asilo e il disegno di legge che è stato approvato ieri alla Camera sulla legittima difesa che dà licenza di sparare ai ladri di notte ampliando così la possibilità di ricorrere all’uso delle armi da parte di normali cittadini. Un Paese che si accartoccia su se stesso assecondando le paure cavalcate dalla destra più becera, non è il paese che vogliamo.

Ho iniziato la mia esperienza politica nei “comitati Prodi” che con un lavoro partecipato avevano portato alle “tesi programmatiche”, discusse in centinaia di assemblee di cittadini in tutta Italia, che diventarono il programma dell’Ulivo per le elezioni del ’96. La nostra idea ora è quella di riproporre un processo partecipato di quel tipo, coinvolgendo tante persone, donne e giovani, che normalmente si sentono lontane e per nulla attratte dalla vecchia politica.

 

Monica Cerutti

Placido: “Con Articolo Uno i delusi dalla pseudo-sinistra renziana”

in POLITICA

Gradevole cornice con il sole e via Garibaldi ai tavolini di un bar. Un po’ di fresco in questo strano aprile. Non è una intervista ma una amabile e cortese chiacchierata. 

 

Roberto Placido finisce e sornionamente dice: “caro Patrizio ne vedremo delle belle”. 

 

Dal canto mio gli chiedo  subito : Roberto ma non  sarà troppo tardi per la rottura che avete prodotto nel PD?

 

-Forse ma non è semplice rompere con ciò che hai contribuito a fondare. Come quando con la moglie non va più ma fai di tutto per metterci un pezza sopra. Ma la pazienza  e la sopportazione erano un vaso troppo colmo. Gli attuali dirigenti del PD hanno esagerato. E così nasce Articolo 1.

 

Roberto Placido è un politico di vecchio corso. 14 anni in consiglio regionale tra i primi eletti e nove anni di vicepresidente dell’Assemblea. Un anno sabbatico e poi il ritorno. Partito dalla gavetta.  Iscritto al Pci, via via fino nel diventare responsabile di zona di Borgo Vittoria, una delle Stalingrado della nostra città. Insomma, convintamente di sinistra.

 

Renzi ha spostato il PD troppo al centro?

 

– Fin troppo, facendolo scivolare fino a destra. Ma io non è con lui che ce l’ l ho. E’ un discorso politico. 

 

Chi contesti?

 

–  Sai di Petrolini contestato dal pubblico del loggione?

 

No. 

 

Ai pochi fischi rispondeva: non ce l’ ho con chi fischia.  Ma con chi gli sta vicino e apprezzandomi non li butta giù. 

 

Renzi è tenuto su per opportunismo di chi vuole solo salvarsi la cadrega?

-Proprio così. Non vedo in questo corso renziano altre politiche che non il carrierismo .

Indubbiamente c è stato un complessivo impoverimento della classe politica.

 

Ma non ti sembra che D’Alema sia datato?

 

– Articolo 1 non è datato! Forse come supponevi tu un po’ in ritardo. Su chi critica Massimo…stendiamo un velo pietoso. Ripeto: come ho contribuito a fondare il PD ora sono tra i fondatori del nuovo movimento. Non è  questione personale ma politica.  Anche se…come tutti sanno mi hanno fatto molto torti personali. 

 

Perché?

 

– Ho disturbato. Ero scomodo e non ero  né sono un signor sì. 

 

E Adesso? Qual è il potenziale elettorale?

 

– I delusi da questa pseudo sinistra. Sono tanti tra chi non vota o ha votato 5 stelle. 

 

Ma Renzi ha fatto cappotto.

 

– Una Vittoria di Pirro. Ma il tutto non mi riguarda io sono di un altro raggruppamento politico.

Questo vorrei dire alle compagne e compagni che non sono più iscritti al PD: pensiamo a ciò che noi vogliamo fare. Tutto dipenderà dai risultati che otterremo. 

 

Insomma Roberto Placido non molla. Appunto, ne vedremo delle belle. 

Patrizio Tosetto

Molinari, Lega Nord: “Il Tar e la doppia morale del Pd”

in POLITICA

Firme False: il Tar del Piemonte respinge il ricorso e la Giunta Chiamparino si salva per un cavillo. Molinari: “Prendiamo atto della decisione, diametralmente opposta rispetto a quella presa quando c’era una giunta di centrodestra. Continueremo la nostra battaglia politica, e saranno i cittadini piemontesi a giudicare la doppia morale del PD” Il Tar del Piemonte respinge il ricorso sulle irregolarità nella raccolta di firme a sostegno della lista PD di Torino alle ultime elezioni regionali: non sarà possibile assumere nel procedimento amministrativo le risultanze del processo penale Una decisione che suscita qualche perplessità, e che invita ad una riflessione su quanto avvenuto quando, in una simile situazione, si trovava la Giunta Cota. Salva la legislatura regionale – almeno per il momento – nonostante il patteggiamento di alcuni imputati nel procedimento penale per la falsificazione delle firme. “Prendiamo atto della decisione del TAR – commenta Riccardo Molinari, segretario nazionale Lega Nord Piemont – rilevando, in attesa di leggere le motivazioni, che la scelta è stata da un punto di vista tecnico esattamente opposta rispetto a quando al governo della Regione vi era la giunta di centrodestra, nella passata legislatura”. “Resta il dato politico – prosegue – il Partito Democratico ha alzato la bandiera della morale e ha condotto una battaglia lunga quattro anni, sia in sede giudiziaria sia in sede politica sulla questione delle firme false, salvo oggi ritrovarsi ancora al governo della Regione, salvato da un cavillo, nonostante i patteggiamenti nel processo penale lascino dedurre la fondatezza delle denunce sulla falsità delle firme raccolte a sostegno della lista PD. La Lega Nord continuerà la propria battaglia politica contro l’immobilismo di questa giunta regionale, di cui si sono completamente perse le tracce, se non per la notizia della chiusura di qualche ospedale o per qualche iniziativa volta a portare sempre più immigrati richiedenti asilo sul territorio piemontese. Sulla doppia morale del Partito Democratico – conclude Molinari – saranno i cittadini piemontesi a trarre le proprie conclusioni”.

TAR, PICHETTO (FI): ACCLARATE LE FIRME FALSE DEL PD

in POLITICA

Questa sentenza dà per acclarata la falsità delle firme raccolte dal Partito Democratico eppure ci troviamo ancora a commentare una sentenza che sposta di mesi una decisione nel merito. Per cultura rispetto il lavoro della magistratura, mi permetto però di sottolineare che ai cittadini piemontesi non interessano i cavilli giuridici  e chiedono che di fronte ad un illecito accertato ci sia una sanzione chiara e repentina da parte degli organi dello Stato“. A sottolinearlo il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Gilberto PichettoPichetto conclude: “Aspettiamo di leggere nel dettaglio le motivazioni della sentenza, credo tuttavia  sia necessario ricordare che in un passato molto recente é stata dichiarata, ai fini del giudizio amministrativo, l’equiparazione tra sentenze civili e penali. La sensazione è che ci sia una difformità di metri di giudizio che non può che lasciare tutti perplessi“.

(foto: il Torinese)

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