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POLITICA - page 147

Olimpiadi e altri imbarazzi in due anni di governo

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STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto

Dal 19 giugno 2016 Chiara Appendino è Sindachessa di Torino. In due anni che cosa ha fatto? Di importante, intendo. Che progetto ha ideato se non addirittura realizzato? Bella domanda a cui difficilmente potremo rispondere.  Da palazzo civico solo imbarazzanti  silenzi che sottintendono che comunque è colpa di Fassino, dell’eredità lasciata. Certo, è anche colpa degli uffici preposti se certe cose non hanno funzionato. Insomma, Sindachessa, consiglieri comunali e assessori passavano forse di lì per caso e si sono affezionati decidendo di fermarsi. Ogni tanto fanno finta di bisticciare, ma tanto nulla cambia. Hanno espresso il loro massimo sulla candidatura olimpionica. Appendino: se non appoggiate la mia scelta sulle olimpiadi mi dimetto. Risposta dei dissidenti: pazienza. Pronto intervento di Di Maio, tutto rientrato. Consiglio comunale senza Sindachessa, uno scherzetto. Del resto si sa che quando i gatti mancano i topi ballano.  E quindi? Nessuna conseguenza, nessuna dimissione. Anzi, purtroppo una conseguenza c è: stata, la figuraccia di tutta la città di Torino con possibili  riflessi negativi da parte del Cio e del Coni. Appendino sempre più nervosa. Si sapeva che la strada olimpica era in salita. Sono passati solo 12 anni dalla precedente edizione e un aspetto positivo senza dubbio c’era: impianti esistenti e dunque contenimento dei costi. Ma si sa che la saggezza non è più una caratteristica dei politici attuali. Sicuramente questa spaccatura favorirà gli altri candidati, italiani e non. Possibilità di recuperare? La vedo dura ma sono sempre contento di sbagliarmi.  Tornando alla domanda iniziale: cara Sindachessa, che ha fatto di “grande” per la città in questi due anni? Si attende risposta. Ma non sono fiducioso che arrivi.

FONDAZIONE DEL LIBRO, TRONZANO (FI): NESSUN IMPEGNO CONCRETO DA PARTE DELL’ASSESSORE SU PAGAMENTO DEI FORNITORI

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“Anche questa volta l’assessore alla Cultura Antonella Parigi non ha assunto alcun impegno degno di nota per il pagamento dei fornitori che attendono di veder onorati i propri crediti da parte della ex Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Anche sul fronte degli ex dipendenti non vi é alcuna garanzia nella ricollocazione o riassorbimento di tutti e 12 gli ex dipendenti della Fondazione”. Ad affermarlo il vicecapogruppo di Forza Italia Andrea Tronzano che ha discusso un question time sull’argomento.Conclude Tronzano: “Non si possono da un lato disperdere dodici professionalità importanti, ad oggi solo sei lavoratori hanno una prospettiva di ricollocamento all’interno del Circolo dei Lettori, e dall’altro non si possono far chiudere delle imprese laddove si tratta di eventi dove anche il pubblico é parte in causa. Il Salone ha avuto successo quegli stessi lavoratori sono stati chiamati a prestare la propria opera per la sua buona riuscita. Impegno che hanno onorato con abnegazione per la causa. Ora l’assessore deve mantenere le promesse che fece anteponendo la buona riuscita della manifestazione e non trincerarsi dietro ai se e ai ma”. 

TAV TORINO-LIONE, GARIGLIO (PD): “PREOCCUPANO DICHIARAZIONI SOTTOSEGRETARIO RIXI”

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Riceviamo e pubblichiamo“Le dichiarazioni del sottosegretario Edoardo Rixi, rilasciate questa mattina nel corso di un’intervista al giornale on-line Lo Spiffero, lasciano davvero inquieti.  Il Sottosegretario leghista ai Trasporti dichiara che, mentre il Terzo valico é strategico per il nostro Paese, la TAV lo sarebbe certamente meno e, comunque, su quest’ultima opera si dovranno attendere valutazioni, che arriveranno entro la fine dell’anno. Il Sottosegretario da un lato salva il Terzo valico (e noi ne siamo molto contenti), che é opera che lo tocca da vicino, essendo egli ligure, ma dall’altro esprime affermazioni sulla Torino-Lione che ci saremmo attesi da un grillino, non da un esponente di un partito che, fino al momento di andare al Governo, aveva, sempre e in ogni sede, difeso il collegamento Italo-francese. Ogni giorno diventa più evidente che il Patto di Governo tra Cinquestelle e Lega contiene un scellerato accordo che, per accontentare i grillini, sacrifica il Piemonte, preparandosi ad accantonare il collegamento Torino-Lione. Il Piemonte, il suo futuro, le sue imprese e i suoi cittadini vengono sacrificati sull’altare del contratto di governo nazionale. La cosa sconcertante, infine, sono i tempi: il Ministro Toninelli aveva affermato a Torino che, in due settimane, avrebbe fatto una nuova valutazione benefici-costi su Torino-Lione e Terzo Valico, poi, alla Camera, era stato più vago sui tempi, oggi il suo Sottosegretario annuncia che dovremo aspettare fino alla fine dell’anno per sapere se “lor signori” sono disposti a proseguire con i lavori sulla Torino-Lione. Nel frattempo a noi risulta che nulla si stia muovendo dentro il Ministero. La Commissione Trasporti della Camera dei Deputati é – guarda caso – l’unica Commissione a non essere convocata per questa settimana, perché attende che il Ministro Toninelli si liberi per venirci a relazionare sulle sue intenzioni. Ma il Ministro fugge. Come Gruppo del Partito Democratico abbiamo chiesto di portare la Commissione parlamentare a fare un sopralluogo alle opere del Terzo valico e della Torino-Lione, sia sul versante francese che su quello italiano. Vorremmo tanto che tutti i parlamentari si rendessero conto di quanto queste opere siano già avviate e che comprendessero l’entità dei danni che sarebbero causati da una decisione di abbandonarle.”

On. Davide Gariglio

Torino-Lione, Molinari replica a Chiamparino

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“Mi sorprendono le polemiche sollevate dal presidente Chiamparino: qui non e’ in corso un derby tra la Torino-Lione e Terzo Valico. E’ innegabile che la Torino-Lione non possa prescindere da accordi con la Francia, visto che e’ una linea internazionale, a differenza del Terzo Valico, che e’ un’opera di esclusiva competenza nazionale, e quindi va valutata da subito anche per evitare di allungarne i tempi di realizzazione. Noi siamo per andare avanti con le soluzioni ambientalmente più sostenibili: siamo pronti a dialogare con tutti per trovare le migliori soluzioni possibili. Con la convinzione che le cose si possano sempre migliorare. Non e’ certo per colpa di questo governo se queste opere, ad oggi, non sono ancora realtà ed hanno creato disagi sui territori”.
Riccardo Molinari
Capogruppo Lega Camera dei Deputati

Ridurre la sperimentazione animale. Proposta di M5S

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* Il Piemonte è tra le prime regioni italiane a dotarsi di una legge per la riduzione e la sostituzione, ove possibile, della sperimentazione sugli animali

Il provvedimento, presentato dal M5s e approvato questa mattina dal Consiglio regionale con emendamenti e ad amplissima maggioranza, è stato illustrato all’Assemblea dai relatori di minoranza Francesca Frediani (M5s) e di maggioranza Paolo Allemano (Pd). “Scopo della legge – ha dichiarato Frediani – è rendere possibile un cambio di mentalità, dal momento che in Italia non si investe su sperimentazioni sostitutive all’utilizzo di cavie. Auspichiamo che gli enti pubblici comincino a credere in tipi di ricerca più moderni che non contemplano l’uso di animali e hanno validi fondamenti etici e scientifici”. “Pur condividendo sostanzialmente lo spirito della legge – ha osservato Allemano – l’eliminazione della sperimentazione animale è un obiettivo al momento irrealistico, se si pensa che per la farmacologia rappresenta un obbligo di legge. Per questo abbiamo proposto alcuni emendamenti che tendono piuttosto a una sua limitazione”. Il provvedimento stanzia 350mila euro – 100mila euro rispettivamente per gli esercizi finanziari 2018 e 2019 e 150mila per l’esercizio finanziario 2020 – per pagare borse di studio agli studenti piemontesi presso università europee ,che insegnino metodi sostitutivi all’uso di animali. Ma anche per sostenere linee di ricerca finalizzate alla realizzazione di una rete regionale sui metodi sostitutivi alla sperimentazione animale utilizzati nei Paesi esteri. Si prevede la sottoscrizione da parte della Regione di appositi protocolli d’intesa con università, istituti scientifici ed enti di ricerca pubblici e privati piemontesi: serviranno a promuovere la rete di ricerca alternativa alla sperimentazione animale e a sostenere la formazione degli studenti universitari tramite borse di studio all’estero. È inoltre prevista la costituzione di un Comitato etico regionale, istituito presso l’Assessorato alla Sanità, con il compito di promuovere metodologie sostitutive alla sperimentazione animale, incaricato di predisporre una relazione annuale alla Giunta regionale e alla Commissione consiliare Sanità.Nel corso della discussione generale sul provvedimento i consiglieri Gian Paolo Andrissi e Davide Bono (M5s) hanno sottolineato l’importanza del lavoro svolto in Commissione mentre il consigliere Vittorio Barazzotto (Pd) si è dichiarato convintamene contrario a ogni sperimentazione su animali.

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(* Notizie dagli uffici stampa della Regione Piemonte e della Città di Torino)

OLIMPIADI 2026, FLUTTERO E TRONZANO (FI): MOVIMENTO 5 STELLE HA ISOLATO TORINO

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“E’ evidente che il Movimento Cinque Stelle sta isolando Torino relegando il capoluogo piemontese ad un ruolo del tutto subalterno alle altre città del Nord Italia. Sulla Tav e sulle Olimpiadi i pentastellati stanno tumulando la nostra città lasciando a chi succederà loro solo macerie”. Ad affermarlo il capogruppo e il vicecapogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Andrea Fluttero e Andrea Tronzano.


“Siamo sbigottiti nel veder definire come imbarazzante il dossier presentato dal sindaco di Torino. A dirlo sono suoi compagni di partito, una situazione surreale – spiegano gli esponenti di Forza Italia -. C’è chi nel Movimento non ha ancora compreso che quando siedi in una istituzione non sei al ‘Bar Sport”, le tue parole hanno un peso e possono penalizzare gli investimenti della Città che rappresenti e con loro migliaia di lavoratori o potenziali occupabili”.


Concludono Fluttero e Tronzano: “Forza Italia appoggerà la candidatura di Torino con convinzione. Deve essere chiaro che però se Torino non si vedrà assegnata le Olimpiadi a causa dei continui attacchi interni alla maggioranza, l’unica soluzione saranno le dimissioni per il sindaco Appendino”.

LA NUOVA GIUNTA DI ORBASSANO: ECCO I NOMI DEGLI ASSESSORI

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“Tra continuità e rinnovamento, presentiamo la squadra al servizio della Città”

Sono state decretate oggi, martedì 3 luglio, le nomine degli Assessori che, insieme al neo eletto Sindaco, Cinzia Maria Bosso, andranno a comporre la Giunta comunale della Città di Orbassano.  Una squadra che ha il sapore della continuità, con nomi che sono già stati al servizio della Città negli anni scorsi, ma anche del rinnovamento, con ingresso di nuovi componenti.  Ecco, a seguire, la nuova Giunta comunale:

 

Cinzia Maria Bosso, Sindaco con deleghe a

Bilancio Tributi Polizia Locale

Personale

Gemellaggio

Rifiuti (TRM e COVAR) Progetti strategici legati alla Mobilità (TAV, FM5)

Sanità

Mense e Alimentazione

Pari Opportunità

Anziani

Integrazione Etnica

Azienda Speciale S. Giuseppe

Quartieri

Protezione Civile

Informatizzazione e Comunicazione

 

Stefania Mana, Assessore e vice Sindaco con deleghe a

Cultura Istruzione

Turismo e Promozione Politiche per la Multiculturalità

 

 

Luciano Loparco, Assessore con deleghe a

Lavori Pubblici Manutenzione Viabilità Commercio Attività Produttive Promozione produzione Agricola

Fiere

Spettacoli e Attrazioni Viaggianti

Artigianato

Raccolta Rifiuti Sport

Tutela e Protezione Animali

Barriere architettoniche
Ettore Puglisi, Assessore con deleghe a

Politiche sociali Assistenza Famiglia Statistiche Casa

Trasporti Locali e Metropolitani

Giovani

Politiche dell’Impresa e del lavoro
Antonino Russo, Assessore con deleghe a

Verde

Parchi Ambiente

Asili Nido

Cooperazione Pace

Servizi Cimiteriali

Arredo Urbano

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“Abbiamo costituito una squadra che, ne sono certa, saprà dare il massimo per il bene della nostra Città – dichiara il Sindaco, Cinzia Maria Bosso -. Un gruppo di lavoro coeso, che saprà mettere in atto le buone prassi acquisite in questi anni di azioni sul territorio, sviluppando al tempo stesso progetti e pratiche innovative grazie a diversi punti di vista. Proprio per questo abbiamo riconfermato, all’interno della Giunta, alcuni Assessori che già negli scorsi anni hanno messo le proprie competenze e il proprio tempo al servizio degli orbassanesi, inserendo nuovi componenti che sapranno dare il proprio contributo in termini di professionalità e legame con il territorio. Principi cardine del nostro lavoro saranno il dialogo e la disponibilità all’incontro: vogliamo infatti costruire con i cittadini un legame diretto, fatto di momenti di scambio e occasioni di confronto. A breve la nomina del quinto Assessore con competenze all’Urbanistica. Un sentito ringraziamento ai Consiglieri che hanno accettato di rimanere in Consiglio per creare la continuità con il gruppo dei Consiglieri giovani neo eletti. Nasce una squadra dove tutti avranno dei compiti e incarichi da seguire così da garantire a tutti la giusta visibilità in base all’impegno”.

CIA PIEMONTE INCONTRA FORZA ITALIA

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«CHIEDIAMO SEI RIFORME A COSTO ZERO»

Il presidente Roberto Barbero: «Partiamo dalle esigenze quotidiane delle imprese agricole»

Secondo incontro alla Confederazione italiana agricoltori di Torino con le rappresentanze parlamentari del Piemonte. Dopo la Lega, è stato il turno di Forza Italia, con la delegazione composta dalla deputata Daniela Ruffino e dalla senatrice Virginia Tiraboschi. Assenti giustificate la senatrice Mariella Rizzotti e la deputata Claudia Porchietto.

Per la Cia erano presenti il presidente regionale Gabriele Carenini, il presidente provinciale Roberto Barbero, con il vicepresidente Pierangelo Cena e la neo direttrice Elena Massarenti. Sul tavolo, le sei riforme a costo zero che Cia Torino chiede a Governo e Parlamento per far ripartire l’agricoltura: l’abolizione del limite dei 5 mila euro per il rimborso o la compensazione dei crediti Iva trimestrali; la proroga dell’entrata in vigore del sistema di fatturazione elettronica, a causa della impossibilità di connessione alla rete web in molte aree rurali; la depenalizzazione delle inadempienze lievi o meramente formali nell’ambito della legge sul caporalato; la possibilità di continuare a pagare i dipendenti in contanti, almeno fino a 3 mila euro; l’utilizzo del Cassetto fiscale come banca dati aziendale, in modo da evitare inutili e faticosi adempimenti burocratici soprattutto per il pagamento di Imu e Tasi; l’abolizione della certificazione antimafia annuale richiesta ai titolari degli impianti fotovoltaici e di biogas. Cia Torino ha inoltre chiesto che “il Governo e il Parlamento non ostacolino il recente disegno di legge delle Province autonome di Trento e Bolzano sul contenimento del lupo, ma che, anzi, lo assumano come cardine nella definizione del Piano lupo nazionale, una normativa che non può più essere rimandata, nell’interesse di chi vive e frequenta la montagna”. Su questo tema, Cia Torino il 5 maggio scorso aveva organizzato a Fenestrelle un affollatissimo convegno per fare il punto sul da farsi di fronte alla crescente diffusione del lupo. Erano intervenuti centinaia di allevatori, insieme a parlamentari, consiglieri regionali e della Città Metropolitana, oltre ad amministratori locali, tecnici faunistici, ambientalisti e cacciatori. Le parlamentari di Forza Italia si sono impegnate a farsi da tramite per discutere le istanze nelle specifiche sedi delle Commissioni parlamentari e dei Ministeri competenti, analizzando nel dettaglio tecnico le varie soluzioni individuate dal sindacato confederale. «Siamo soddisfatti della qualificata attenzione che le nostre proposte hanno ottenuto dalla delegazione di Forza Italia – commenta il presidente di Cia Torino, Roberto Barbero -, il nostro obiettivo è mettere al centro l’interesse delle imprese agricole. Siamo partiti dalle esigenze più vicine alla operatività quotidiana degli imprenditori agricoli. Peraltro, si tratta di riforme che non costano nulla allo Stato e per le quali basterebbe agire con il buon senso».

Nei prossimi giorni sono attese le delegazioni parlamentari degli altri partiti.

 

 

Pci in festa: formidabili quegli anni!

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Eccolo li’, l’imperturbabile Diego Simioli, in sprezzo del tempo e degli anni che passano, è riuscito ad organizzare il Festa dell’Unita’, 31 agosto 14 settembre, in corso Grosseto zona giardini Sospello. Verrebbe da dire: si riparte dalle periferie  Diego è uno che non molla, ha cominciato quando aveva i calzoncini corti, 50 anni fa giù di lì’ E riuscire oggi nel realizzare la Festa non è cosa da poco. Diego non è solo organizzazione e montaggio. È’ capace di mobilitare i suoi accoliti, nerbo portante fino alla campagna pubblicitaria. e anche servizio d’ordine dal partito comunista  fino al Pd. Anni fa fu protagonista di uno sciopero contro i vertici politici del PD. Sciopero che si concretizzerà il giorno del primo Maggio. Mi disse: sono stanco di “prendere botte” e poi essere criticato. La critica- accusa era di voler fare politica attraverso il servizio d’ordine. Quell’ anno lo spezzone del Pd si accontento’ della polizia di stato. Ora la notizia é il rifiuto delll’Appendino  di partecipare al dibattito. Proprio cos: la paura fa novanta. Ed il Pd; almeno per una volta ci fa una bella figuranell’  averla invitata. Ci fa anche bella figura nel cercare di tenere alto il vessillo dell’Unità. Che come si diceva era organo ufficiale del Partito comunista italiano, fondato da Antonio Gramsci. Con tutta l’enfasi del caso.E tutto questo é Storia con la Esse maiuscola. Dopo la seconda guerra mondiale le Feste delll’Unità furono capisaldi delle politiche del Partito Comunista. Non era solo un modo di finanziare il Partito. Non era solo un modo di comunicare le proprie idee. Non era solo un modo di ” orientare ” le masse popolari. Nel corso del tempo era diventata una “Categoria dello Spirito”. Alla base ci erano organizzazione e ufficio di propaganda. Con ferree regole  che seguivano la struttura interna.Partiamo dal basso.Ogni sezione cercava d organizzate la Festa nel proprio territorio.
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Generalmente con cellule di iscritti aggregati nei posti di lavoro.Poi le Feste di zona. E in genere  a settembre la Festa provinciale. Concludendo con la Festa Nazionale dell Unità, chiusa dal comizio del Segretario generale del Partito. Memorabili i discorsi di Enrico Berlinguer. Una invasione pacifica dei militanti della città ospitante. L’Emilia Romagna la faceva da padrona. Ma anche la nostra città non è stata da meno, agli inizi anni ‘70 e nel 1980. In sezione il responsabile della Festa della segreteria locale. In zona il responsabile di zona, tutti coordinati dal responsabile provinciale. Infine alcuni compagni con uffici a Botteghe Oscure  nella Capitale. Un misto di organizzazione e volontariato. Tutti ma proprio tutti mobilitati. Pensate al Sindaco di Torino con i relativi assessori. Presidenti di Regione con la Giunta.Mobilitati per lo Stand più remunerativo: era il coccardaggio. Prima di  entrare i coccardisti cortesemente ti obbligavano ad un offerta per entrare.Tutto l’incasso era utile visto che non c’erano costi.Una Festa non solo salamelle o costine.Anzi. Stand con mescita di vini o pizze appena sfornate. Stand politici ed aree giovani o dedicate allo sport.
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E poi la mitica direzione da dove “partivano ed impartivano” ordini per i turni di vigilanza e servizio d ordine. Turni  i di 24 ore, sempre presenti e soprattutto vigili.Ogni tanto una capatina di qualche volante. Tutto a posto? Tutto a posto. Tutto a posto nella Torino operaia ed antifascista. Su 44 mila iscritti la federazione di Torino contava su 300 compagni volontari. Un piccolo ma efficiente esercito.Palmiro Gonzato Capo del servizio d’ordine, ex partigiano, arrivava  dal Veneto. Non parlava mai, sempre attento e con lo sguardo impartiva gli ordini. Piero Cordone responsabile della vigilanza. Famoso per aver rapito Palmiro Togliatti. Sappista, non capiva la via italiana al socialismo. In altre parole non capiva perché non si poteva e doveva fare la rivoluzione. Togliatti lo convinse. E questi compagni, anzi questi dirigenti,non ti chiedevano cosa ne pensavi. Ti dicevano cosa dovevi fare. Se non ti andava potevi desistere. Sarebbero stati loro a relazionare al responsabile della segreteria provinciale.
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Ogni anno più di 150 feste in tutta la provincia di Torino. Diego Simioli ha imparato il mestiere da questi due compagni.  Gonzato… brillante in barba ai suoi 92 anni. E Pierino Cordone che lavorava come marmista con il fratello. Che quando nel ‘77 mio padre morì non volle essere pagato. “Dai compagni bon voglio essere pagato”.Piuttosto date un contributo al partito.Contributo non offerta, il PCI non è la Chiesa.Tutto perfetto? Ammettiamolo, non sempre. Qualche caso di furto c’è stato con il pronto rimborso edallontanamento.Sicuramente uno Stato nello Stato.  E le Feste hanno contribuito anche allo sviluppo di questa nostra democrazia, hanno dato il loro contributo alla storia del PCI. La Storia con la esse maiuscola.
PATRIZIO TOSETTO

ItaliaOnline. Paolo Capone, UGL : “Nessun contentino per placare i lavoratori”

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“Emblematica la scritta ‘gli utili siamo noi’ sulle magliette dei lavoratori di ItaliaOnline, in sciopero  per affermare con forza che una azienda in attivo non può procedere al licenziamento di 400 dipendenti. È necessario che ci sia un confronto definitivo tra i sindacati, le Istituzioni e i vertici aziendali al fine di tutelare il futuro occupazionale dell’organico.” – Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito alla situazione di ItaliaOnline.  – “Recepiamo positivamente il processo di digitalizzazione avviato con la Digital Factory per reintegrare parte dei lavoratori coinvolti: ciò non deve essere un ‘contentino’ per tenere a bada i dipendenti, ma un punto di partenza verso la soluzione della controversia.” 

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