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POLITICA - page 137

Ezio Locatelli (Prc-Potere al Popolo):”No ai fascisti vecchi e nuovi”

in POLITICA

COMUNICAZIONE 

In vista delle prossime elezioni politiche il quotidiano “il Torinese” pubblica gratuitamente in questo spazio interventi, comunicati e notizie inviatici da candidati, segreterie o esponenti politici di tutti i movimenti e partiti. Scrivere a: edizionibest@libero.it

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“Questa sera, prima dell’iniziativa al circolo Arci “La Poderosa”, Via Salerno 15/a con Francesca Fornario alle ore 21,30 a sostegno di “Potere al Popolo”, alle ore 19 saremo al presidio antifascista indetto nei pressi di Corso Vittorio Emanuele 104, per protestare contro la presenza in città di neofascisti a cui addirittura è stata data la possibilità di presentarsi alle elezioni. Si sono presentati dando corso ad una campagna elettorale all’insegna della guerra tra poveri, dell’odio razziale, dell’intimidazione e di atti di violenza. Il fatto grave è che tutto ciò avviene in barba a quanto stabilito dalla nostra Costituzione che vieta qualsiasi organizzazione o propaganda fascista. Un divieto inapplicato – troppe le connivenze e compiacenze politiche –  cosicché a Torino e in tutta Italia i fascisti sono lasciati liberi di scorazzare e di provocare. Chiaro il motivo: i fascisti, com’è sempre stato, sono uno strumento di intimidazione che, specialmente nei periodi di crisi e di impoverimento sociale, tornano utili a padroni, governi e poteri dominanti. Alla campagna di odio razziale e di violenza fascista rispondiamo con la mobilitazione di tutte le forze antifasciste. Rispondiamo con la lotta contro le politiche liberiste, per diritti sociali e del lavoro. Ora e sempre Resistenza!”

Condannare la violenza ed isolare gli estremisti

in ECONOMIA SOCIETA' E COSTUME/POLITICA

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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L’antifascismo del 2018 non appare più tanto ispirato al passato, ma incredibilmente  legato al presente. Il passato appare morto e sepolto, malgrado il revival attorno alla figura di Mussolini. La profonda crisi in cui oggi ci dibattiamo ha portato a galla delle nostalgie che si ritenevano ormai sopite. E l’antifascismo è tornato un tema di attualità.  I fantasmi del passato che ritornano, sono in larga misura  causati dalla sfiducia verso la democrazia che è via via aumentata da almeno vent’anni. Le cause di questa crisi sono molteplici e toccano in primis la crisi economica. Gli sprovveduti che rimpiangono il fascismo non sanno neppure che la storia non si ripete mai ed anche i nostalgici di un antifascismo legato agli anni del dopoguerra sono espressione di uno spirito antistorico. Il fascismo va storicizzato innanzi tutto per capire cosa si stato effettivamente nella storia italiana. Già negli anni ’70   il filosofo Augusto Del Noce sosteneva  che una visione fondata sull’ “anti”- superato il momento immediato dello scontro storico- non può costruire nulla di positivo. Il vero antifascismo è la democrazia, quella che è delineata nella Costituzione repubblicana che non fa mai riferimento al regime fascista, se non in una norma transitoria che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista.  Cinquant’anni fa  abbiamo vissuto  gli anni degli opposti estremismi,quello di destra e quello di sinistra. Quello di destra venne sconfessato da Almirante che fra la camicia nera e il doppiopetto scelse quest’ultimo e camuffò il Msi nella Destra Nazionale.  Gli estremisti di destra rimasero minoritari e marginali, ma furono altrettanto pericolosi perché si manifestarono con il terrorismo nero. A sinistra la contestazione fu il terreno in cui si manifestò da subito  l’estremismo della violenza verbale e fisica, destinato ,anche lui, almeno in parte a sfociare nel terrorismo rosso.

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Va detto che il Pci ,superando iniziali confusioni (le sedicenti BR e i compagni che sbagliano) seppe schierarsi contro l’estremismo di sinistra ed impegnarsi contro il terrorismo. Il fatto che un esponente di Forza nuova sia stato picchiato selvaggiamente a Palermo  appare davvero un segnale di un possibile, pericoloso estremismo che risorge. E il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha parlato di “squadrismo antifascista” senza ambiguità. Una posizione chiara, limpida che gli fa molto onore.  Il ricorso alla violenza va sempre condannato, specie se l’episodio di violenza  si inserisce nel corso di una campagna elettorale durante la  quale tutti i contendenti devono trovare riconosciuta  una pari agibilità politica e propagandistica come sanciscono le leggi della Repubblica.  Chi scrive ha messo in evidenza su questo giornale la povertà politica e l’inesistenza culturale dei gruppi neofascisti Casa Pound  e Forza nuova.  Il loro richiamo ai rituali fascisti è sintomo di infantilismo politico. Ma la Cassazione ha anche stabilito che il saluto romano, circoscritto a rievocazioni del passato come le cerimonie nei cimiteri, non è reato e non confligge  con le leggi vigenti. Ho considerato illiberale il fatto di rifiutare un confronto con la nipote di Mussolini, quasi le responsabilità dei nonni ricadano sui discendenti.  Una democrazia liberale non potrebbe mai, ad esempio, ispirarsi alla legge Fiano che molto opportunamente è  stata affossata  in Parlamento. I nostalgici del fascismo vanno combattuti sul terreno politico e non a colpi di divieto che possono provocare effetti opposti a quelli desiderati. Quella che Hegel definiva l’eterogenesi dei fini. I nostalgici vanno combattuti nella scuola non con le manifestazioni occasionali rievocative che hanno imbalsamato la Resistenza, ma con un insegnamento storico senza demonizzazioni che finiscono anch’esse di ottenere effetti altrettanto indesiderati. Federico Chabod parlava di fascismo a 5 anni dalla fine della guerra nel 1950  alla Sorbonne  con il distacco storico necessario e l’antifascista e storico Leo Valiani, che fu tra quelli che decretò la fine di Mussolini, apprezzò le lezioni di Chabod. 

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Oggi dovrebbe essere un dato  consolidato il fatto che si debba scindere la propaganda ideologica dalla storiografia.  Ma ci vorrebbero docenti in grado di farlo, partendo dall’educazione civica che consentirebbe  lo studio della Costituzione repubblicana la quale- non dimentichiamolo mai- ha garantito 70 anni di libertà, di pace e di democrazia. Ovviamente senza mitizzare neppure la Costituzione perché la storia è l’esatto opposto della mitizzazione. L’imbrattamento a Roma della lapide in ricordo della scorta di Aldo Moro a quarant’anni dal rapimento e dall’omicidio del leader democristiano è un altro segnale di una tensione  che sta montando. Le teste calde vanno isolate  e perseguite ai sensi del codice penale con un’assoluta fermezza che purtroppo negli Anni Settanta del secolo scorso non ci fu. La democrazia va difesa senza incertezze ,ma anche senza avviare una caccia alle streghe che ci farebbe arretrare. Ho riletto alcuni editoriali di Giovanni Spadolini sul “Corriere della Sera” di 50 anni fa. Gli estremisti rossi e neri vanno denunciati e perseguiti, scriveva Spadolini. Così non accadde, nei modi che sarebbero stati necessari. Se la storia può insegnare qualcosa (quasi mai insegna perché il presente è sempre diverso dal passato),bisogna far sì che venga  stroncato  subito il mostro dell’estremismo e della violenza. La politica ha un significato solo se essa si manifesta pacificamente, servendosi delle armi della ragione e non della ragione delle armi. Adesso, per fortuna, si tratta di casi sporadici, ma essi sono un pessimo segnale che non va sottovalutato. Si deve intervenire subito prima che il clima si arroventi ulteriormente. Nel 1968 in piazza San Carlo a Torino impedirono a Pietro Nenni di parlare. Fu un segnale che pochi riuscirono allora a capire. Ma poi dovettero subire le conseguenze nefaste e luttuose  della logica perversa della intolleranza.

“Elezioni Politiche – Scegliere di Scegliere”

in POLITICA

“Elezioni Politiche – Scegliere di Scegliere”
Organizza l’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune.

Nuovo appuntamento organizzato dall’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune.
Domani sera (22 febbraio, ore 21.00) al Teatro Alfa di via Casalborgone 16/i a Torino, è in programma l’incontro dal titolo “Elezioni Politiche – Scegliere di Scegliere”.
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Al confronto interverranno quattro candidati:

il Senatore Stefano Lepri, Candidato alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico; Claudia
Porchietto, Candidata alla Camera dei Deputati per Forza Italia;
l’Onorevole Giacomo Mimmo Portas, Candidato alla Camera dei Deputati per
il Partito Democratico, e Alessandro Cherio, Candidato al Senato della
Repubblica per Noi con l’Italia-Udc.
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Il moderatore sarà Silvio Magliano, Consigliere del Consiglio Comunale  di Torino e della Città Metropolitana di Torino. Introdurrà Giampiero Leo, Vice Presidente del Comitato Regionale per i  Diritti Umani e Portavoce del Coordinamento Interconfessionale “Noi  siamo con voi”.
Serata a ingresso libero previa registrazione.

Ulteriori informazioni: info@associazionenuovagenerazione.it 

011 19 37 34 01.

Liberi e Uguali: Enrico Rossi a Torino il 23 novembre

in POLITICA

COMUNICAZIONE 

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Due gli appuntamenti in programma

“Più diritti, più lavoro, più salute, più istruzione”.

E’ questo il tema dell’incontro che si terrà venerdì 23 febbraio alle 21 al Cinema Romano, presso la Galleria Subalpina. piazza Castello a Torino. Il dibattito sarà concluso dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Intervengono:

Roberto Placido, candidato collegio uninominale Camera Torino 3

Tullia Todros, candidata collegio uninominale Senato Torino 1

Marco Grimaldi, candidato collegio uninominale Camera Torino 1

Erika Faienza, candidata proporzionale Torino – Collegno

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Lo stesso giorno, venerdì 23 febbraio 2018 alle 17.30 presso l’Oratorio San Filippo, in via Maria Vittoria 5 a Torino, Enrico Rossi parteciperà all’incontro ” La questione sociale e il futuro della democrazia. I cattolici popolari per un nuovo centro sinistra”.

Introduce: Giorgio Merlo – giornalista ed ex Parlamentare

Intervengono : Luciano Marengo – Presidente dell’Associazione ex Consiglieri regionali

Roberto Placido – candidato collegio uninominale Camera Torino 3

Alessandro Risso – Presidente Associazione i Popolari Piemonte

Gianni Rossetti – Direttivo Associazione i Popolari Piemonte

conclude : Enrico Rossi – Presidente della Regione Toscana

 

 

 

 

 

 

Confronto civile tra candidate

in POLITICA
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
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Un venerdì sera dedicato alla campagna elettorale.Fino a  Nichelino. Bisogna proprio averne voglia, sera fredda come é di moda in questo febbraio. Bisogna averne proprio voglia, ma ci tocca, per farmi un po’ di coraggio mi sono detto: magari ci trovo qualcosa di nuovo. Difficile ma non impossibile. Di fatto comincia proprio bene. Non trovando il posto chiedo lumi ad un signore che gentilmente mi accompagna in auto. Bene, la gentilezza e disponibilità non è morta nel nostro paese.Centro sociale in via Galimberti. Sala piena, positivo. Quattro candidate . Oltre la parità di genere, altro elemento positivo.Per il PD Anna Rossomando.Forza Italia Claudia Porchietto.Erika Faienza Liberi e Uguali. Roberta Cavuoti Movimento 5 stelle. Finalmente un confronto civile tra i candidati. Nessun urlo, nessuno che interrompe. Altro passo in avanti. Poi un dibattito a due velocità. Due binari neanche paralleli. Faienza e Cavuotii da una parte, Rossomando e Porchietto dall’altra.  Le prime due che si sforzano di legittimarsi come possibili vincitori. Candidate nell’uninominale e difficilmente elette.

Liberi e Uguali tentenna nel rispondere alla domanda : fate solo danno al pd avvantaggiando il centro destra? Le cose cambiano ed a Nichelino il primo partito sono i pentastellati. Più volte la Cavuoti insiste sui suoi 25 anni. Attacca il pd per il dissesto del Comune di Torino omettendo che i certificatori si sono dimessi in polemica con Appendino e non con Fassino. Diciamolo in altro modo: entrambe mi sono sembrate gentilmente fuori gioco. Viceversa Rossomando e Porchietto partono dalla loro esperienza politico-amministrativa. Porchietto come assessore regionale. Rossomando deputato  per due legislature. La prima ha fatto e se eletta farà  una difesa d’ufficio della flat tax. La seconda abbiamo fatto ciò che é  comunque sempre migliorabile e continueremo nel fare ciò che abbiamo intrapreso. L’essenziale sta nel clima costruttivo. Per me è la prima volta. Credo e  spero che non sia l’ ultima. Mancano 15 giorni e abbiamo giusto il tempo per confermare di essere un popolo civile.

“LA LEGA CON LA POLIZIA PER LA SICUREZZA”

in POLITICA

COMUNICAZIONE 

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Il segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) Gianni Tonelli, candidato con la Lega a Bologna, incontra i cittadini torinesi domani, ‪mercoledì 21 febbraio, insieme con i candidati alla Camera per il Carroccio Elena Maccanti, Alessandro Benvenuto e Alessandro Sciretti. Sarà presente anche Roberto Rosso, candidato del centro destra nel collegio camerale di Barriera di Milano.  Due gli appuntamenti previsti: ‪alle ore 10.30 con presidio e passeggiata, partendo da piazza Crispi angolo corso Vercelli e ‪alle ore 20.30, con un presidio ai giardini Madre Teresa di Calcutta (ritrovo in corso Vercelli 15). “La candidatura con la Lega e la presenza a Torino di Gianni Tonelli – spiegano Benvenuto e Maccanti – confermano ancora una volta la nostra vicinanza alle forze di Polizia, nella loro azione di contrasto alla criminalità e al degrado che colpiscono soprattutto le periferie. In quest’Italia al contrario spesso si criminalizza le forze dell’ordine e alcuni, come è successo a Piacenza, si sentono in diritto di malmenare in gruppo un agente provocandogli diverse fratture, in nome dell’integrazione, della pace e della tolleranza”. “Solo la Lega, all’interno della coalizione di centrodestra, l’unica che può vincere queste elezioni proseguono gli esponenti della Lega – è garanzia di provvedimenti concreti: la certezza della pena è il presupposto fondamentale affinché si ristabilisca la convivenza civile in molte zone della nostra città. Gli immigrati clandestini irregolari e quelli che commettono reati, poi, devono essere espulsi. Le nostre carceri sono sovraffollate e anche alle Vallette circa la metà dei reclusi è costituita da cittadini stranieri”.

Le minacce al fabbro e l’aggressione al carabiniere due facce di una stessa medaglia

in POLITICA
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
Due fatti apparentemente distanti tra loro. Uno l”arresto di Giorgio Battagliola, leader di Askatasuna accusato d’aver partecipato al linciaggio del carabiniere a Piacenza. Secondo, per la prima volta rappresentati dei centri sociali faranno parte di commissioni istituzionali  per il comune di Torino sul diritto alla casa . Effettivamente ne sono esperti, visto che le case le occupano e il più delle volte sono presenti per impedirne gli sgomberi attuativi da parte delle forze dell’ordine. Nel loro programma la requisizione degli alloggi sfitti. Vedremo se Chiara Appendino si porrà alla testa del movimenti per queste requisizioni. La  vedo un po’ dura  che il sindaco, magari con la fascia tricolore, con fabbri compiacenti forzi le serrature degli alloggi privati e sfitti e poi sistemi le famiglie sfrattate. Ripeto, la vedo dura che un pubblico ufficiale sia parte attiva nell’occupazione. Ma oramai, tutto é possibile. Personalmente credo che ci sia puzza di presa in giro. Due anni fa in Barriera di Milano sono comparse scritte insultanti verso un artigiano, un fabbro di zona. Perché? Un amico mi ha spiegato.  Hanno bisogno di lui per eseguire le sentenze di sfratto. Lo insultano e lo minacciano perché  fa il suo lavoro. Già,  proprio cosi. Ed ora diventano esperti del settore? Un mondo che esprime questi  “esperti” è  un problema politico, si sarebbe detto una volta. Il reato penale é individuale. Tranne i reati associativi.
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Questo vuol dire che se un leader di un centro sociale picchia un pubblico ufficiale vuol dire che tutti i gli appartenenti sono penalmente perseguibili.  Ma qualche responsabilità politica c’è, se poi alcuni eletti “sdoganano” ii centri sociali, legittimandoli sul piano politico ed istituzionale.  E come il fabbro di Barriera di Milano veniva minacciato perché faceva il suo lavoro il carabiniere è stato picchiato perchè faceva il suo dovere. Sia chi minaccia il fabbro sia chi aggredisce  è un delinquente. Ed un delinquente é solo un delinquente e non un leader politico. Banale ripeterlo, ma io preferisco essere banale e non complice. Visto che con i violenti ci sono i complici dei violenti. Anche per questo è stato profondamente sbagliato ed inopportuno sdoganare i centri sociali. I pentastellati sanno che cosa stanno facendo? Ho proprio paura di di no!  Alla copertura politica della violenza si aggiunge anche l’inconsapevolezza,  che per chi governa é una colpa.

“+EUROPA CON EMMA BONINO”: LUNEDI’ 19 FEBBRAIO

in POLITICA
ORE 16 – CONFERENZA STAMPA DI EMMA BONINO PER PRESENTARE LA LISTA

 

 
Nel futuro di Barriera c’è #PiuEuropa – Questo il titolo della conferenza stampa che Emma Bonino terrà a Torino il prossimo lunedì 19 febbraio alle ore 16 in Barriera di Milano, presso l’Open Incet di via Cigna 96/17. Insieme a Emma Bonino interverrà Silvja Manzi, candidata capolista alla Camera dei Deputati in Piemonte 1 e candidata per la coalizione di Centrosinistra nel collegio Torino 2, che comprende Torino Nord e quindi proprio Barriera di Milano. Alle 20:30 presso il Cecchi Point in via Cecchi 17, i candidati di +EUROPA presenteranno l’evento “Piemonte Regione d’Europa“.
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COMUNICAZIONE 

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Rifondazione, volantinaggio a Mirafiori

in POLITICA

Lunedì 19 febbraio, dalle ore 12,45 alle 14,30. come “Potere al Popolo” di Torino, saremo davanti alla porta 20 della Fca (ex Fiat) Mirafiori in corso Settembrini per incontrare le lavoratrici e i lavoratori e dare loro il materiale informativo della nostra lista. Saranno presenti tra gli altri Paolo Ferrero, coordinamento nazionale di “Potere al Popolo”, Simone Ciabattoni e Gianluca Vitale, rispettivamente capolista nei collegi plurinominali di Camera e Senato, Rosella Satalino e Ngandu Mukendi detto Gippo’ rispettivamente candidati collegio uninominale per Camera e Senato. In occasione del presidio volantinaggio, Paolo Ferrero con i candidati terrà alle 12,45, una conferenza stampa.

 

La Fiat è l’emblema delle politiche di sfruttamento e spoliazione della forza lavoro che il padronato ha condotto in Italia in tutti questi anni. Contro lo strapotere e la strafottenza del padronato “Potere al Popolo” è impegnata in una campagna di mobilitazione per il riconoscimento dei diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e dei tanti che, purtroppo, il lavoro e il reddito non ce l’hanno.

 

Cancellazione del Jobs Act, delle leggi Fornero su lavoro e pensioni, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, lavorare meno lavorare tutti sono tra gli obiettivi immediati che Potere al Popolo annovera nel proprio programma.

 

 

Ufficio stampa Rifondazione Comunista Torino

Ignoranza e violenza politica al tempo delle elezioni

in POLITICA
Mi sono fatto persuaso che una delle basi su cui si fonda la violenza politica è l’ignoranza. Ignoranza di quello che è stato, di quello che è e di quello che potrà essere. Ignoranza di chi esercita questa violenza fisica e verbale e di chi  la giustifica, di chi vuole ergersi a Stato in assenza dello Stato e di chi è contro lo Stato stesso. E ora la campagna elettorale amplifica. Il violento di per se è  ignorante. Ma ci sono gli epigoni. Pronti nel dire che la violenza dell’amico è meno violenta di quella del nemico di sempre: l’altro. Così a sinistra i centri sociali tutto sommato sono “giustificati” se si presentano nei cortei incappucciati o con i caschi. Sono giustificati anche perché sono no tav. E poi “quel provocatore” di Renzi che vuole persino  far sfilare quelli del PD. Anche a destra le cose non sono migliori, anzi se possibile peggiori. Alcuni sono imprigionati nella ideologia fascista con contaminazioni naziste. Del resto si sa che un grande limite della destra liberale italiana è l’ essere condizionata dalla pesantissima dittatura,  quando forse i treni arrivano puntuali ma il razzismo e la guerra erano di casa. Così anche loro diventano vittime di se stessi e delle loro coperture. La Meloni cacciata a forza da Livorno ha parlato di Casa Pound o di terza posizione: sono ragazzi. Sdrammatizzare per poi enfatizzare i confronti elettorali politici facendoli sempre più diventare una gazzarra. Tutti contro tutti, sempre, dando sulla voce e facendo diventare l’interruzione prassi quotidiana, con il solo obiettivo di  negare l’avversario politico che  diventa un nemico, e come tale da abbattere. Altro che confronto. Altro che normale dialettica democratica: negare con violenza fisica e verbale, l’urlo come sopraffazione. Se si fa presente che la costituzione è antifascista obiettano perché non è anche anticomunista. Ed ecco la voluta ignoranza che si può definire anche mistificazione. Cosi come le Foibe che sono state ” ineluttabili conseguenze alle nefandezze dei fascisti”. E ricordo aberranti slogan degli anni ’70 come “le sedi fasciste si chiudono col fuoco con dentro i fascisti ed è troppo poco”. Perchè mi indigno? In fondo ci sono sempre stati questi fenomeni di violenza. Mi indigno proprio perché la Storia non insegna nulla. Dunque?. Cosi la violenza dei centri sociali è giustificata se non motivata dalla cosiddetta violenza capitalista. Ed il bisogno di un dittatore dall’attuale caos prodotto dai clandestini. Non scappano dall’Africa per fame, ci invadono per violentare le nostre donne. Omettendo la realtà dei  campi di sfruttamento del caporalato, ad esempio in Puglia. Stravolgendo la realtà e inventandola con la diffamazione del nemico politico. Purtroppo potremmo andare avanti a forza di esempi. Tutti sulla falsariga della menzogna e non per la ricerca della verità. L’obiettivo dei violenti è fin troppo chiaro: indebolire le istituzioni democratiche. Loro con la violenza sono fagocitanti. Un nichilismo totale. Ammesso che sappiano  chi erano i nichilisti. Ma le forze politiche non si facciano illusioni, abbassino i loro toni. Da troppi anni la politica sembra preda della paralisi, da anni i partiti sono in continua campagna elettorale con l’unico scopo di minare la credibilità dell avversario. Bisogna invertire la tendenza e scegliere chi governa anche in base al suo sapere, ripristinare la normale dialettica democratica. Ma forse  non abbiamo più tempo.
Patrizio Tosetto
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