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POLITICA

“Il Piemonte ha bisogno della stazione Porta Canavese”

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LE DICHIARAZIONI DI VALLE – BONOMO (PD)

Cosa aspetta la Regione Piemonte a dire la sua sul progetto della stazione “Porta Canavese”?” afferma il Consigliere Regionale Daniele Valle, riferendosi ad “uno studio commissionato proprio dalla Regione e RFI dello scorso anno che ha riconosciuto i nodi di Novara e Chivasso come i più adatti ad ospitare una stazione AV“.

Nello specifico Porta Canavese sarebbe un nodo di interscambio cruciale fra l’alta velocità Torino-Milano, la linea storica Torino-Milano e il nodo di Chivasso che congiunge le linee ferroviarie Aosta-Chivasso, Asti-Chivasso, Alessandria-Casale-Chivasso. Quest’opera permetterebbe al Chivassese di guadagnare un’ora sui tempi di percorrenza verso Milano rispetto al transito via Torino e rappresenterebbe un’opportunità di sviluppo socio-economico per il territorio, soprattutto dal punto di vista turistico per il Canavese e il Monferrato” sostiene Valle.

Anche secondo la deputata Francesca Bonomo “La stazione Porta Canavese è più che mai fondamentale per il rilancio e la valorizzazione di un territorio troppo spesso dimenticato. Un’opera, realizzabile con una spesa contenuta, che avrebbe però una ricaduta enorme su un’area vasta che va dall’Eporediese al Ciriacese. I turisti potrebbero raggiungere in poco tempo ad esempio Ivrea, il parco nazionale del Gran Paradiso, il castello di Agliè…” .

Si sono già espressi a favore dell’opera la Regione Valle d’Aosta, la Città Metropolitana di Torino, Confindustria Canavese, l’Agenzia dello Sviluppo del Canavese e oltre 100 sindaci dell’area interessata. Secondo Valle “manca solo una presa di posizione tempestiva e netta della Regione Piemonte, che non può più attardarsi, per questo presenterò un’interpellanza sul tema al fine di fare chiarezza“.
Siamo pronti a dare tutto il nostro sostegno in Parlamento” conclude Bonomo “anche dai banchi dell’opposizione, affinché il nostro territorio possa avere una fermata dell’alta velocità.”

I tempi tramontati di Nenni e Mussolini

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Gli untorelli non vanno mai in vacanza o in pensione per fine attività.  Grazie al web spargono il loro veleno, la loro peste . Tra le ultime loro prodezze il caso di Hansel e Gretel. Dopo 24 ore dall’ arresto degli indagati avevano già deciso: colpevoli delle più spregevoli colpe. Gli untorelli sapevano tutto e soprattutto sono tutti psichiatri psicologi pedagoghi, in particolare esperti giuristi e magistrati. Anche qui giudici inquirenti e giudici giudicanti. Se dopo le 24 ore qualcosa cambia non è importante.  La peste è stata seminata. Lo psichiatra Claudio Foti ora è un po meno colpevole (anche se emergerebbero a suo carico presunti maltrattamenti in famiglia). Arrestato, ha portato le registrazioni di alcune sue sedute. La conseguenza è stata la revoca degli arresti domiciliari. Dunque?  Francamente non si può andare avanti così.  L’ inarrivabile è sempre  Lui Giggino di Maio.  Per rassicurare il suo alleato di governo esordisce : mai con il PD complice dei soprusi di Bibbiano, salvo poi scoprire che i pentastellati piemontesi hanno finanziato la onlus Hansel e Gretel. Ovvio che i pentastellati non sono complici degli eventuali abusi degli indagati come é altrettanto ovvio che il PD non è complice degli eventuali abusi fatti dai sindaci iscritti al PD.  Ecco la parola magica: eventuali.  Ma agli untorelli non importa nulla di queste precisazioni. Untorelli che si dividono in due grandi categorie.  La maggioranza inconsapevole in buona fede trova in questi falsi la giustificazioni alle proprie frustrazioni.  La seconda è minoritaria come numero consapevole.  Vede in queste non verità il mezzo per raggiungere altri scopi considerati più nobili.  Entrambi pericolosi per un minimo di convivenza civile. Non è in gioco la politica, il governo, ma sono in gioco le più elementari regole di civismo ed un minimo di tolleranza.  E ci  si rifugia nella storia.  Pietro Nenni alla morte di Benito Mussolini fu addolorato umanamente.  Così come Benito Mussolini gli salvò per ben due volte la vita. Entrambi romagnoli, entrambi amici e poi nemici. Una umanità che non ti aspetteresti per quei drammatici tempi.  Una umanità che pretendi per questo sconclusionato e drammatico presente.
Patrizio Tosetto

Boni: “Di nuovo ‘i diversi’, gli omosessuali, divengono l’obiettivo da colpire”

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RADICALI: FRASI VICEPRESIDENTE CANNATA INQUALIFICABILI E TERRIBILI
“Come nei momenti più bui della storia”
“Pochi giorni fa un altro esponente di Fratelli d’Italia della nuova giunta di Vercelli aveva dato del ‘parassita’ ad un invalido al 100%. Oggi si apprende che Giuseppe Cannata, Vicepresidente del Consiglio comunale di Vercelli, ha scritto sulla sua pagina ‘ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili’. Frasi inqualificabili e terribili. Questi sono i frutti avvelenati che raccogliamo dopo mesi nei quali le più alte cariche del Governo e del Parlamento, a partire da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno sdoganato insulti, invettive, parole violente senza precedenti. I supposti nemici diventano ‘zecche’ o ‘parassiti’. Secondo Cannata devono morire; devono essere ammazzati per il solo fatto di essere omosessuali. Questi inqualificabili figuri stanno avvelenando i pozzi della nostra democrazia e del nostro vivere civile e non si rendono conto che quell’acqua avvelenata presto o tardi la berranno anche loro. Presto o tardi di queste Istituzioni che sfregiano ogni giorno avranno estremo bisogno.La storia si ripete e non se ne rendono conto questi protagonisti di second’ordine. Di nuovo ‘i diversi’, gli omosessuali, divengono l’obiettivo da colpire come in altri momenti bui della nostra storia è accaduto. Noi lottiamo per la difesa dello Stato di Diritto, dei diritti civili, della libertà sessuale e, perfino, dell’educazione”.
 Igor Boni “Direzione nazionale Radicali Italiani”

Tav: Molinari (Lega), stop ‘No’ 5S: “rispettare accordi internazionali”

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 “Grazie ai ‘No’ dei 5S alle opere il Paese ha perso già abbastanza tempo. La smettano di trovare ancora scuse sul Tav, che invece va realizzato nel rispetto del contratto di Governo e degli accordi internazionali. Ora avanti tutta senza ‘se’, senza ‘ma’ e senza ulteriori ritardi per consentire agli italiani di viaggiare di più e meglio, spendendo e inquinando meno”. Così il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari.

Quanto ci costa “l’irrevocabile spostamento” del suk in via Carcano?

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“Nel frattempo, il disastro resta totale in Canale Molassi”

 

La Giunta presenta un nuovo Regolamento in Commissione, ma la situazione è fuori controllo. Altro che delibera “irrevocabile”, ogni settimana in Canale Molassi il suk si espande. La politica ha rinunciato anche solo a provare a gestire il fenomeno. Il totale fallimento nella gestione del Barattolo corrisponde al generale fallimento nella guida della Città. In questo contesto sorgono delle domande: quanto ha speso la collettività per mettere via Carcano nelle condizioni strutturali di ospitare questo fallimentare progetto? A quanto ammonta per la Città il mancato introito? Ho fatto un accesso agli atti per avere dati e risposte. E ancora: questo investimento corrisponde alla volontà dei Cinque Stelle di spostare definitivamente in Vanchiglietta questo fallimentare progetto? Che cosa ne pensano i residenti? Ribadisco ancora una volta il mio totale NO a questa ipotesi.

 

Ogni benedetto weekend un numero più grande di abusivi si accalca in San Pietro in Vincoli. Ogni benedetto sabato via Carcano resta deserta, in barba a una delibera che è “irrevocabile” solo nelle fantasticherie della Sindaca, mentre i fatti dimostrano, da sei mesi a questa parte, il contrario.Qualcuno pensava davvero che lo spostamento sarebbe davvero avvenuto “entro giugno”? Dopo l’ennesima promessa sgretolatasi alla prova dei fatti, anche i più fiduciosi si saranno dovuti ricredere.

Ho presentato un accesso agli atti per sapere a quanto esattamente ammonti l’importo per i lavori di posa e sistemazione dell’impianto fognario in via Carcano e con quali fondi sia finanziato il lavoro, nonché quali altri lavori siano previsti per l’area, affinché sia strutturalmente in grado di ospitare questo fallimentare progetto: anche su questo fronte, attendo risposta. Così come attendo risposta in merito alla quantificazione dei mancati incassi per il mercato di libero scambio del sabato.

Mi chiedo, inoltre, se questi investimenti corrispondano alla volontà dei Cinque Stelle di fare di via Carcano la sede definitiva del mercatino dell’illegalità. Che cosa ne pensano i residenti di Vanchiglietta? Mi oppongo totalmente a questa folle ipotesi.Suk è degrado, illegalità, totale mancanza di sicurezza. Bambini che si gettano nei cassonetti dei rifiuti. Mezzi di soccorso che, in caso di emergenza, fanno fatica a transitare nel dedalo di lenzuoli e stand.La Giunta è totalmente impotente di fronte a un problema che non è stata in grado di gestire dal punto di vista politico e che ora, inevitabilmente, diventa materia del Tavolo di Sicurezza.

 

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

La febbre del Capitano e la diaspora pentastellata

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Pentastellati nel marasma più totale e anche Matteo Salvini ha un po’ di febbre.  Tutti e due cercano di smarcarsi dai loro problemi sostenendo che di problemi non ce ne sono
Mentono sapendo di mentire, giocando fino in fondo il ruolo che si sono dati.  Il ruolo dei vincenti.  Ammetto, mi aspettavo un Rambo (Salvini) più coriaceo. Nega invece di conoscere chi da più di vent’anni anni frequentava assiduamente.  Paura? Forse no, ma qualche timore l’ avrà. Anche sull’ Europa è un momentaccio.  Giggino e Horban votano in un modo. Lui nell’ altro. Corre in aiuto Chiaretta (Appendino). Licenzia Montanari.  Sicuramente il più antipatico assessore del dopoguerra. E all’ Ufficio tecnico di Torino si stappano le bottiglie di prosecco.  Oltre che antipatico è piuttosto incompetente. Ora organizzerà i comitati anti maggioranza e gli insoddisfatti dell’ operato di Chiaretta, con il dettaglio che contenderanno quello che lui ha o non ha fatto. Il massimo sono la cosiddetta componente di sinistra 5 Stelle. I più raffinati contestano la Sindachessa in Barca a vela.  Chiamali stupidi.Gli altri amoreggiano con  il Sindaco di Napoli De Magistris, alias Potere al Popolo. Insomma la diaspora pentastellata è cominciata. Finalmente liberi da Salvini. Hanno tutto pronto, se non sarà De Magistris sarà  lo stesso Grillo tornato al suo antico lavoro. Ora fa’ solo il comico. Ma il ruolo gli va stretto. Comunque 5 Stelle e leghisti sono uniti su due punti. Non essere d’accordo su nulla è affermare che il governo durerà.  Qualcosa non torna, ovviamente. Non torna anche a sinistra.  Articolo uno si sta liquefacendo. Almeno qui in Piemonte.  Aldo Corgiat dopo aver clamorosamente perso tutte le elezioni del caso nella sua ex roccaforte Settimo e zone limitrofe si autopremia e si autoelegge segretario regionale di ciò che rimane. Roberto Placido non ne vuole sapere più e accusa i vertici nazionali di storica assenza ed incapacità.  Effettivamente Speranza non sa che pesci prendere. Persino l’equilibrato Wilmer Ronzani non ne può più delle beghe Torinesi. E Andrea Scroscio ex segretario regionale scuote la testa: non ci siamo proprio.  Il viale del tramonto per questa sinistra è imboccato.  Resiste  Marco Grimaldi, consigliere regionale a cui Sinistra Italiana ha chiesto di sostituire il dimissionario Fratoianni da coordinatore nazionale. Ma Lui ha troppo da fare qui.  Interessante la domanda presentata da Gian Luigi Passoni per il cda di FinPiemonte.  Molto ma molto competente, arriva da una nobile famiglia di comunisti e di commercialisti. E Lui ha fatto per decenni l’assessore al bilancio del Comune di Torino. Non a caso il bilancio con lui, Chiampa e Fassino funzionava. Con Chiaretta disastro assoluto. Forse, e dico forse,  la situazione a Roma è più disastrosa. Azienda raccolta rifiuti capitolina. Dopo i mille spazzini in mutua un’ altra chicca.  Molti dipendenti rubavano gasolio all’ azienda. A tutti gli effetti ladri ma non licenziabili ancorché rei confessi. Perché? Semplice, con un accordo sindacale si sono beccati solo 19 giorni di sospensione. Veramente brutte persone . E qui la Raggi non ha colpe. Come non ha colpe Matteo Salvini sul discutibile atteggiamento dei Leghisti e  dei Fratelli d Italia in Parlamento durante l’ ultimo saluto al maestro Andrea Camilleri colpevole di essere stato e di voler essere comunista. Matteo Salvini no. Questa volta no, sobrio.  Politicamente non andavano radicalmente d’accordo. L’ Italia con morte del Maestro ha qualcosa in meno. Arrabbiatissimo Fico con il Governo che non gli risponde sul riferire in aula sul caso Russia Gate. Ci pensa Conte.  Poi ci sono commenti tipo: il PD non può parlare perché ha preso i soldi dall’ Urss. Straparlano ed abbiamo pietà per chi ci crede. Opinioni e falsità sono cose molto diverse e molto distanti. E finalmente Chiaretta s’ incontra con il Sindaco Sala.  Si dice meglio tardi che mai.  Qui, mi sa, siamo proprio fuori tempo massimo.  E dopo incassa dal suo gruppo l’appoggio condizionato. Non è dato sapere cosa accadrà, visto che tutto ciò che stato promesso non è stato mantenuto.  A Torino come Roma tra deputati senatori consiglieri ed assessori tengono famiglia.  Che altro dire? Continua la sceneggiata ancora per un po’.  Come a giorni alterni Giggino e Rambo bisticciano e poi si riappacificano. Del resto odio ed amore è tipico dei colpi di fulmine. Dispiace per Giorgetti che incontrando il Presidente della Repubblica Mattarella ha ritirato la sua candidatura in Europa. Povero Conte, manco come segna punti lo vogliono più. Conclusioni? Anche qui la solita sceneggiata.
Patrizio Tosetto

Valle (Pd): “Cirio non tagli la cultura”

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Daniele Valle, Pd, Vicepresidente commissione Cultura) interviene sulle risorse dei fondi europei 
 “Durante l’insediamento il presidente Cirio ha detto che 24 milioni di investimenti previsti per il comparto cultura sul fondo europeo FESR sono da spostare. Innanzitutto l’asse della cultura pesa meno del 3% sul totale del fondo, ovvero circa 30 milioni su 965 miliardi, ma sottolineo che nella legislatura precedente li abbiamo già tutti destinati per importanti interventi su proprietà regionali. Parliamo di gioielli della nostra Regione del calibro di Stupinigi, Borgo Castello del Parco della Mandria, Val Casotto e Palazzo Callori. Questa mossa mi preoccupa molto e non avendo avuto risposte in aula, ho richiesto un’informativa in commissione, visto che non c’è nulla di programmato da qui a settembre. La cultura, e tutto il mondo degli operatori che le ruota attorno, è uno degli assi portanti dell’Italia e del Piemonte in particolare. Proprio grazie al nostro prezioso patrimonio culturale e alla sua valorizzazione, ad esempio, la nota guida Lonely Planet ci ha nominati Regione da visitare nel mondo per il 2019. Quindi l’altra velocità del Piemonte di cui Cirio parla è la retromarcia?”

Allasia: “Codice rosso a difesa delle donne”

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“Ritengo che lo Stato abbia fatto un importante passo avanti a difesa delle donne che hanno subito violenza domestica e di genere”. Così Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale, ha commentato l’approvazione al Senato del Ddl “Codice rosso”.

“È importante che l’iter giudiziario sia più breve a tutela delle vittime e l’inasprimento delle pene per i reati di violenza sessuale e stalking è un segnale politico e culturale ormai necessario. Allo stesso tempo l’introduzione di nuovi reati, quali il revenge porn e lo sfregio del volto, rappresentano un’azione legislativa concreta a tutela delle donne. Il provvedimento risponde a un problema reale, di grande attualità, che va però contrastato anche prevenendo gli atteggiamenti violenti e discriminatori. Consapevole di questa “emergenza” culturale ed educativa il Consiglio regionale si è già da tempo fatto promotore di alcune campagne sociali  e iniziative sul tema, attraverso gli hashtag #nemmenoconunfiore, #uomoimparaperdere e #nonsologgi. In questa nuova legislatura l’istituzione continuerà a dare il proprio contributo in tale direzione allo scopo di sensibilizzare tutti, ma soprattutto i giovani, affinché imparino che la violenza è sempre la scelta sbagliata e capiscano l’importanza di un linguaggio e soprattutto di modalità di relazione con l’altro incentrate sul rispetto e non sul sopruso”.

 

“Scuolabus? I Comuni lo offrano gratuitamente”

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UNCEM: “ASSURDO VENGA IMPEDITO DI INTEGRARE LE TARIFFE” 

“È assurdo e lontano dalla realtà affermare che lo scuolabus debba essere interamente pagato dagli utenti, dalle famiglie, e non possa essere attivato grazie a un’integrazione della tariffa da parte del Comune. Che potrebbe anche decidere di regalarlo. Vale in particolare per i Comuni piccoli e montani. Se non ho la scuola elementare o la media, devo poter organizzare come voglio lo scuolabus nel mio Comune verso i paesi vicini.

Una decisione anche di spesa che Sindaco e Amministrazione comunale devono poter fare, con la forza della loro autonomia, investendo risorse del bilancio, per permettere a chi vive sul territorio di non scappare inseguendo servizi che peraltro lo Stato ha chiuso e limitato imponendo parametri mutuati dalla città. E invece no. Ancora la Corte dei Conti, non capendo le realtà territoriali del Paese, dice che lo scuolabus deve essere pagato dagli utenti, senza possibilità di integrazione comunale. Assurdo”.

Così Marco Bussone, Presidente Uncem, sulla delibera 46/2019, dove la Corte dei Conti, Sezione di controllo del Piemonte, ha escluso qualsiasi discrezionalità per l’azione amministrativa dell’ente che intenda agevolare la frequenza all’attività didattica da parte dell’utenza scolastica. L’invarianza finanziaria per lo scuolabus è prevista dall’articolo 5, comma 2, del Dlgs 63/2017 dove si afferma che: “Il servizio di scuolabus è assicurato su istanza di parte e dietro il pagamento di una quota di partecipazione diretta, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti territoriali interessati”.

La consigliera Pollicino esce da M5S

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PASSA AL GRUPPO MISTO DEL CONSIGLIO COMUNALE
Con una lettera al presidente del Consiglio comunale, Francesco Sicari, oggi pomeriggio la presidente della Commissione Pari Opportunità di Palazzo civico e Consigliera comunale di maggioranza del MS5, Marina Pollicino, ha annunciato l’uscita dal gruppo politico del Movimento 5 Stelle e il passaggio al Gruppo misto in Consiglio comunale. L’uscita dal gruppo pentastellato si collega alle tensioni di questi giorni legate alle divergenze di visione tra alcuni esponenti grillini e la sindaca Appendino.
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