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POLITICA

Covid, Montaruli (Fdi): “M5S predica bene e razzola male”

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“CHIEDONO PROROGA CARTELLE MA A ROMA HANNO VOTATO NO”

Il M5s predica bene ma razzola male, aveva la possibilità di votare il mio emendamento ‘proroga cartelle’ alla Camera, invece ha dato parere contrario”. A dichiararlo e la parlamentare Augusta Montaruli, che spiega : “L’emendamento di Fratelli d’Italia di cui sono prima firmataria al Milleproroghe, prorogava tutte le cartelle esattoriali (circa 50 milioni) in partenza dalla giornata di oggi. Ora dai banchi del governo si parla di una finta proroga che riguarda solo 1 milione di cartelle. 

Fdi continua a essere l’unica a rimanere al fianco di imprese e famiglie .

Il m5s getti la maschera: se veramente vuole la proroga delle cartelle chiami Di Maio e si allinei all’emendamento di Fratelli d’Italia presentato negli scorsi giorni.

Nasce la sezione di Italexit a Rivoli

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Riceviamo e pubblichiamo / Italexit continua a crescere nella provincia di Torino: dopo l’apertura della sezione in Val di Susa (con tanto di adesione del sindaco di Salbertrand), il partito fondato dal senatore Gianluigi Paragone ha scelto Rivoli per espandersi nei comuni della prima cintura.

Rinaldo Scarano, segretario provinciale di Italexit, ha nominato Mario Lupano referente politico della sezione rivolese: “Mario ha aderito con entusiasmo al progetto, dimostrando di avere chiare le priorità di un comune come Rivoli. Le ultime amministrazioni si sono rivelate inadatte a sfruttare il potenziale turistico e culturale della città, con gravi conseguenze per tutto il tessuto economico locale”. Insieme a Lupano ci sarà anche Rita Ardito, a lungo presidente di Confesercenti Rivoli e oggi tesoriere regionale del partito.

Lupano e Ardito commentano così la loro adesione: “Italexit rappresenta una boccata di aria fresca nello scenario politico italiano. A livello locale i partiti più noti fanno finta di darsi battaglia, ma poi a Roma si ritrovano tutti alleati del nuovo Governo. Paragone invece non scende a compromessi e vuole dare voce ai milioni di italiani abbandonati in questi mesi di emergenza”. La pessima gestione del Castello di Rivoli e dei collegamenti con Torino sono le tematiche su cui la sezione intende focalizzarsi da subito: “Il nostro castello non ha nulla da invidiare alla Reggia di Venaria e potrebbe essere un volano per il commercio e la ristorazione: tuttavia qui si preferisce tenerlo inattivo per la maggior parte del tempo o usarlo per obbrobri come la risalita che lo collega al centro storico. Ci batteremo inoltre per porre fine al paradosso della metropolitana che si ferma a Cascine Vica: non possiamo aspettare il 2028 per avere un collegamento rapido con Torino”.

Piccoli comuni e la fuga dei Sindaci. Dov’è l’Anci?

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La situazione reale, e non virtuale, dei piccoli comuni sta per esplodere. Mi riferiscono, nello
specifico, ai comuni montani al di sotto dei 1.000 abitanti che nel nostro paese rappresentano la
stragrande maggioranza in quei territori. Sono molti i temi e i problemi che attraversano e
caratterizzano queste piccole comunità che poi sono l’architrave del governo di queste zone.

Territori che sono nient’altro che il perno centrale del turismo nel nostro paese e che, tra l’altro,
senza gli introiti di questo comparto produttivo, sono destinati ad entrare in una crisi irreversibile e
senza sblocchi.

Ora, è persin inutile elencare i punti salienti di questa ormai cronica difficoltà: dalla mancanza dei
servizi essenziali alle risorse sempre più insignificanti per poter gestire e governare seriamente il
territorio; dalla mancanza di attenzione del legislatore sul versante finanziario alla difficoltà su
quello del personale nei comuni alla sordità del legislatore nel continuare ad equiparare questi
territori a quelli della pianura o delle grandi città.

Ma, al di là delle sempre maggiori difficoltà, c’è un elemento che rischia di scoraggiare
definitivamente gli amministratori locali, soprattutto di quelli che ricoprono incarichi in questi
territori. E cioè, il tema della responsabilità civile e sopratutto penale dei sindaci e degli
amministratori locali di fronte ad accadimenti che avvengono nei singoli territori e dove il ruolo,
l’azione e la responsabilità dei medesimi amministratori è ignota e del tutto avulsa da ciò che
realmente capita. Le cronache locali che riportano questi accadimenti, questi incidenti e queste
disgrazie sono, purtroppo, quotidiane. Un tema che è stato recentemente sollevato dopo il caso
della condanna della sindaca di Torino Appendino per la partita della Juventus trasmessa nella
storica piazza San Carlo alcuni anni fa.

Ora, al di là della banale considerazione che, se non intervengono correttivi da parte del
legislatore questi comuni saranno destinati ad essere amministrati da un personale – sempre che
ci sia ancora qualcuno disposto a sacrificarsi – del tutto avulso dalle realtà locali, resta una
domanda centrale a cui è difficile dare una risposta credibile e convincente. E cioè, ma di fronte a
questi problemi che sono decisivi per la stessa sopravvivenza di migliaia di piccoli comuni italiani,
dov’è l’Associazione che dovrebbe tutelarli e rappresentarli? Certo, c’è un grande fermento
quando si tratta di compilare gli organigrammi, creare commissioni e stabilire i singoli
emolumenti. Ma quando si tratta di avviare e pianificare una grande iniziativa politica che sia in
grado di affrontare seriamente, e senza propaganda e trionfalismo, la “questione montagna” nelle
sue varie sfaccettature, cala il silenzio se non addirittura il sipario.

Verrebbe veramente da dire, “se non ora quando”?

Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci

Zingaretti: operazione logoramento

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Diciamoci le cose come stanno: la questione delle donne, le polemiche sul fatto che Draghi abbia penalizzato il Pd nella nomina dei Sottosegretari hanno un fondamento di verità, ma vengono sollevate in maniera strumentale perché è iniziata la fase di  logoramento di Zingaretti.
All’operazione partecipano alcuni ex Ministri ed ex Sottosegretari, scornati dalla mancata riconferma, e un bel po’ di ex renziani che durante la crisi che ha portato alle dimissioni di Conte hanno continuato a giocare di sponda  con l’ex Segretario e che si schierarono con Zingaretti unicamente per ragioni di opportunità, ma sarebbe piu giusto dire per opportunismo. In Italia ” il trasformismo” è un vizio antico.
L’obbiettivo è per l’appunto quello di logorare l’attuale segretario per sostituirlo con Bonaccini e cambiare la linea politica del Pd.
Le polemiche sono per lo più strumentali perché i Ministri e i Sottosegretari uscenti non possono non sapere che la attuale delegazione dem al governo è figlia dei rapporti di forza emersi all’indomani delle ultime elezioni politiche, quando cioè il Pd ( per responsabilità di Renzi )raggiunse il sui minimo storico. Cosi come non possono non sapere che  la nascita del governo Draghi è figlia della decisione di Renzi di togliere la fiducia al governo Conte e dell’impossibilità di dar vita ad un Conte ter. Era infatti del tutto evidente che il peso specifico del  Pd avrebbe subito un forte ridimensionamento all’interno di una maggioranza piu ampia. Del resto il fatto che da giorni si discuta solo di questo e cioè dei Ministri e dei Sottosegretari che non sono stati riconfermati e che alcuni di loro dedichino il loro tempo a recriminare per la loro esclusione è il segno di come le vicende e i destini individuali facciano sempre piu spesso premio su tutto il resto e di come il pd assomigli sempre di piu ad un pollaio in cui i capi e i capetti delle varie correnti la fanno sempre piu spesso  da padrone.
Zingaretti aveva vinto le primarie promettendo una svolta radicale che però non c’è mai stata.  Nel suo orizzonte vi erano le elezioni anticipate che avrebbero potuto rappresentare in passaggio importante per realizzare il suo progetto, ma la crisi del governo giallo – verde e, successivamente, la formazione del Conte bis hanno cambiato le priorità della sua agenda. Era del tutto evidente che gli ex renziani che erano rimasti nel Pd avrebbero approfittato delle prime difficoltà per passare alla offensiva e metterlo in croce.
Ed è esattamente questa la fase che il Pd sta vivendo a cui Zingaretti deve reagire con quella determinazione che finora gli è mancata se non vuole che i suoi avversari lo logorino giorno dopo giorni e il Pd entri in una crisi dall’esito più che mai incerto.
Wilmer Ronzani

Chieri dice no alla Giornata della lingua piemontese

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A CHIERI IL CONSIGLIO COMUNALE DICE NO ALLA PROPOSTA DI UNA GIORNATA DELLA LINGUA E DELLA LETTERATURA PIEMONTESE

FURGIUELE (GRUPPO MISTO) E IARETTI (MPP): “PERSA UN’OCCASIONE DI UNITA’ SU UN TEMA CHE DOVREBBE RIGUARDARE TUTTI I PIEMONTESI”.

 

Nella seduta di venerdì 26 febbraio il consiglio comunale di Chieri ha respinto la proposta di ordine del giorno presentata dal consigliere Luigi Furgiuele (Gruppo Misto di Minoranza) d’intesa con il Movimento Progetto Piemonte e i Liberi Elettori Piemonte nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione nei confronti degli enti locali che ha l’obiettivo di richiedere l’istituzione di una Giornata della Lingua e della Letteratura Piemontese. La campagna era partita ai primi di marzo dello scorso anno da Villamiroglio, piccolo comune della Valcerrina quasi al confine con la Città Metropolitana di Torino, dove il consiglio aveva deliberato in questo senso promuovendo in Piemonte un’iniziativa speculare a quella del ‘Dante Di’, stabilita a livello nazionale. Di qui l’idea di partire dalle municipalità piemontesi suggerendo che la ‘Giornata della Lingua e della Letteratura Piemontese’ possa tenersi in una data precisa, ovvero quella della redazione della prima ‘Gramatica Piemontese’ avvenuta nel 1783 ad opera del medico Antonio Pipino da Cuneo (cui fece seguito il primo vocabolario del Piemontese), andando in questo modo a non disperdere un patrimonio della memoria subalpina. In occasione della discussione a Chieri, la maggioranza Pd che sostiene il sindaco Alessandro Sicchiero ha deciso di non aderire evidenziando che esiste già una ‘Festa del Piemonte’, ma la proposta del consigliere Furgiuele ha raccolto l’adesione di tutti i gruppi di opposizione e anche dei due consiglieri della maggioranza che sostiene il primo cittadino, della lista civica ‘Sicchiero per Chieri Si’. Pertanto la votazione è stata di 10 voti favorevoli e 14 contrari. “Il dato è significativo – dice Luigi Furgiuele – perché questa proposta non voleva essere un documento di parte o terreno di confronto tra maggioranza ed opposizione, come il voto finale ha dimostrato, ma l’auspicio era di arrivare ad una sintesi unitaria per un ordine del giorno che non avrebbe portato alcun aggravio di costi alle casse comunali, oltre tutto su un argomento che riguarda tutti coloro che vivono in Piemonte, quello dell’identità culturale della nostra regione”. Sull’argomento interviene anche Massimo Iaretti, presidente del Movimento Progetto Piemonte (e consigliere con delega all’Identità Piemontese a Villamiroglio) coestensore della proposta insieme al saluzzese Emiliano Racca: “E’ un peccato che l’amministrazione comunale e la maggioranza chierese, a parole aperti su dialogo ed inclusione abbiano chiuso la porta ad un argomento di carattere meramente culturale che non dovrebbe vedere no a priori, come dimostra la bella presa di posizione della lista civica che, pur sedendo in maggioranza, ha votato a favore dell’ordine del giorno. Chieri è il primo comune che respinge questa iniziativa, e non mi aspetto che sia il solo, ma vorrei ricordare che sino ad oggi il nostro ordine del giorno è passato in realtà diverse della Provincia di Alessandria, di Vercelli, di Cuneo, della Città Metropolitana di Torino, proprio perché non ha una colorazione politica. La letteratura e la lingua piemontesi non sono di destra, centro, sinistra o a costellazioni di stelle, sono un patrimonio dell’intera collettività piemontese. Peccato è stata persa un’occasione di unità su un tema che dovrebbe riguardare tutti i piemontesi, ovvero coloro che vivono, lavorano, studiano, in Piemonte”.

Marchisio, un’occasione per toccare palla

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FRECCIATE Il Pd torinese in crisi, alla ricerca di un candidato sindaco, dopo essere stato escluso dal governo, potrebbe consolarsi con il calciatore Marchisio che si offre ed è corteggiato a sinistra e a destra.  Una buona occasione per tornare a toccare palla.

L’arciere

Indimenticabile Carpanini

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Sono passati 20 anni senza di Te,  Caro Domenico Carpanini. Il 28 febbraio del 2000, verso le 22 il telefono di casa squillò. Domenico è morto.

Che stai dicendo? sei matto? No , non sono matto,  dai vieni al salone dell Ascom. Vestendomi non ci credevo ancora, arrivai verso le 23, 30.

Tanta gente sbigottita , nulla da fare. Tornando a casa mi chiesi: ed ora? Che capiterà? Caro Domenico eri il candidato ed il sicuro Sindaco di Torino. Non avevi eguali. Dal 1973 iscritto al PCI, dopo lo Psiup che si era dovuto e voluto sciogliere. Dall’80 in consiglio comunale. Da consigliere a vice Sindaco. Seconda volta per Valentino Castellani. Ballottaggio con Costa ex ministro liberale approdato in Forza Italia. Lui era in vantaggio e Castellani vinse per una manciata di voti.
Durante lo spoglio molto nervosismo. Scherzavi con Castellani: vinco io, non ci torno a lavorare in banca.  Non mi piace .il Sindaco uscente era bianco come un cencio. Terrorizzato di non farcela. Tu la città la conoscevi palmo a palmo. Dopo l’amabile sfotto’ lo rassenerasti: non ti preoccupare rivinciamo. Castellani: ti invidio.  Come fai ad essere così sicuro. Semplice,  ora arrivano i seggi meno popolosi.  Centro , Gran Madre e Crocetta. Poi arriveranno i piu popolosi delle periferie. E fu così.  Non c’erano dubbi.
Da vice Sindaco avevi la delega ai Vigili urbani. Dierei proprio una brutta ” rogna ” . Delibera di giunta che istituiva il servizio di pattugliamento notturno. Con compagni fidati feci il giro di controllo . Alcune sezioni, credendo di fare i furbi non fecero nulla. Mattino successivo convocasti il Capo dei Vigili. Mortificato prese i provvedimenti del caso. La tua ironia e sarcasmo erano proverbiali. Si mangiava all’Arcadia nelle speranza di trovarti. E poi fino alle 16 a discutere. Riformista convinto e grande amico di Giuliano Ferrara. Raccontasti di una cena romana con il tuo vecchio amico diventato un ex comunista. Continuavi ( ovviamente ) nel volergli bene , rimanendo sbigottito, non sapeva manco più quanto era lo stipendio mensile di un operaio Fiat. Folla al tuo funerale. Alla Camera Ardente arrivo’ Giuliano che piangeva. Abbracci ed ancora abbracci , con le divisioni , per un attimo superate. Qualcuno a Torino come a Roma non voleva che tu fossi il candidato. Per la prima volta ci furono gli autoconvocati.  Sala strapiena alla GAM. Non c’era storia tu eri il candidato naturale e fu così. 20 anni senza di Te sono tanti e sei morto troppo giovane. Avevi bisogno di Torino come Torino aveva bisogno di Te. Voglio ricordare quella stupenda frase : una città dove far crescere i propri figli. Scusaci Domenico se  non siamo stati all’altezza. Indimenticabile,  convinti che saresti stato un ottimo Sindaco.

Patrizio Tosetto

Covid, Ruffino: “Chiudere tutto è facile, ma la politica deve distinguere”

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Decidere l’ennesimo lockdown fino a Pasqua è la strada più semplice da prendere. Distinguere, invece, dovrebbe essere il primo dovere della politica.

Regioni e Comuni hanno messo a punto nuovi protocolli di sicurezza, talvolta d’intesa con il ministero della Salute, rafforzando la profilassi anti-Covid. Nessuna sottovaluta l’aggressività del virus e delle sue varianti, ma non sarebbe realistica la scelta di chiusure generalizzate che non tengano in conto la capacità di reazione e l’organizzazione di ristoratori, gestori di palestre, piscine o bar.

     Ci sono imprese, soprattutto a conduzione familiare, che rispettano alla lettera i protocolli sanitari. In molti casi, anzi, li hanno ulteriormente potenziati con iniziative proprie. Come si può chiedere a loro di adeguarsi e chiudere tutto ben oltre Pasqua? Forse, dal 25 marzo, riaprono i musei. Se il governo si fida dell’organizzazione di chi dirige un museo, perché non dovrebbe fidarsi di chi gestisce una palestra o un ristorante? Nessun ristoratore e nessuna palestra hanno interesse a far circolare il virus perché sanno che li aspetta una chiusura prolungata. Il governo è impegnato ad accelerare sul piano vaccinazioni, e fa bene, ma non condanni a morte le attività economiche in regola con la profilassi.

on. Daniela Ruffino, deputata di “Cambiamo!”

Torino Tricolore contro i parcheggiatori abusivi

in POLITICA
Riceviamo e pubblichiamo / Questa mattina, una ventina di volontari di Torino
Tricolore, ha presidiato il posteggio della stazione Porta Nuova per
impedire ai posteggiatori abusivi di chiedere il pizzo ai torinesi.
“Stamattina abbiamo deciso di presidiare il posteggio di Porta Nuova
occupato, ogni giorno, da posteggiatori abusivi che, sotto minaccia,
estorcono soldi ai mal capitati – ha dichiarato Matteo Rossino portavoce
di Torino Tricolore – un problema che esiste da troppi anni e che sembra
essere diventato parte della città ormai.”
“Pochi giorni fa un signore anziano è stato aggredito proprio in questo
posteggio per aver dato una mancia troppo misera a un posteggiatore,
ieri davanti all’ospedale Regina Margherita un’altra persona è stata
minacciata per aver detto di non voler pagare – continua Rossino – La
situazione è decisamente scappata di mano a chi dovrebbe garantire la
sicurezza dei cittadini, questo fenomeno esiste da tempo e sta
peggiorando.”
“Per una mattina abbiamo permesso ai torinesi di posteggiare in piena
libertà e soprattutto in sicurezza, senza temere per la propria
incolumità e per la propria auto – ha concluso Rossino – ci auguriamo
che, dopo questi episodi gravissimi, chi di dovere inizi a occuparsene
seriamente prima che succeda qualcosa di peggio, se no torneremo noi a
presidiare.”

Costanzo: “Bene la riconferma di Todde al Mise”

in POLITICA

“Accolgo con favore la riconferma di Alessandra Todde, questa volta nel ruolo di vice-ministra, al MISE. È importante che il proficuo lavoro portato avanti dal dicastero nel corso del precedente governo non venga disperso.

Il primo passo in questo senso deve, a mio avviso, essere rivolto ai lavoratori ex-Embraco. Proprio Todde ha avuto un ruolo decisivo nella nascita del nuovo polo italiano dei compressori Italcomp, che dovrebbe portare al rilancio e alla fusione della Ex-Embraco e della Acc di Belluno. In questo senso, la nomina del piemontese Gilberto Pichetto come vice-ministro a fianco della Todde potrà mi auguro contribuire a porre la questione Embraco al centro dell’azione del nuovo dicastero.

Dopo il no della Commissione Europea alla richiesta dell’Italia di dare la garanzia in favore di ACC, è quanto mai urgente riconvocare un tavolo al Mise con le parti sociali  per definire con urgenza la procedura di prestito da parte di Sace e procedere finalmente con il piano di rilancio”.

Così in una nota la deputata torinese in Commissione Lavoro Jessica Costanzo.

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