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ECONOMIA E SOCIETA’ - page 273

I Piemontesi? Ipertesi e sedentari tra i 50 e i 60 anni

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saluteTra gli over 50, il 50-60% in Piemonte soffre di ipertensione, mentre  i trentenni non sanno che cosa sia il colesterolo e nemmeno se ne preoccupano. Invece gli anziani,  dopo i 60 anni, camminano di più e tra i 50 e i 60 anni si registra il picco di sedentarietà. Si tratta dei dati raccolti in vista della XXVIII edizione delle Giornate Cardiologiche Torinesi, dal 13 al 15 ottobre. Sebastiano Marra, direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital di Torino, presenterà lo studio  su 10.129 pazienti in Piemonte relativo a abitudini alimentari, comportamentali, fattori di rischio, come diabete, ipertensione, fumo, ipercolesterolemia. Anche nella nostra  regione invecchiando non matura solo la consapevolezza che bisogna muoversi di più, ma  che bisogna tenere sotto controllo il colesterolo sconosciuto ai giovani,  mentre tra i 70-80enni solo un 15% non ne conosce i rischi.

The Biosphere City: Case History dell’Urban Mab CollinaPo

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po-laghi-brusascoDal 2012 ad oggi la Biennale Creare Paesaggi si unisce con “PaesaggioZero”, iniziativa dell’Ente di Gestione del Parco regionale del Po e Collina Torinese. I due enti collaborano nella cornice di un protocollo a cui partecipa anche Regione Piemonte attraverso il suo Assessorato all’Urbanistica. Dal 13 al 16 ottobre 2016 la Biennale Creare Paesaggi & PaesaggioZero organizzano varie attività con ospiti internazionali. Come Soggetto co-organizzatore Il Parco del Po e Collina Torinese propone per quest’edizione il Convegno “The Biosphere City: Case History dell’Urban Mab CollinaPo”: giovedì 13 ottobre (ore 15-18) presso il Salone d’Onore del Castello del Valentino, Facoltà di Architettura di Torino, con interventi del Ministero dell’Ambiente, istituzioni e ospiti prestigiosi (vedi Programma dettagliato in calce) su case history e buone pratiche della Riserva di Biosfera Mab UNESCO CollinaPo. Il seminario è aperto a tutti, l’ingresso libero sino ad esaurimento posti.

Tra i relatori del Convegno: l’architetto Diego Martino del Ministero dell’Ambiente, il geografo svizzero Claude Raffestin, il docente e teorico di design sistemico Luigi Bistagnino, il Professor Marco Devecchi dell’ Osservatorio del Paesaggio del Piemonte, Barbara Biale, Assessore all’Ambiente e Attività Economiche del Comune di Sanremo, Eugenio Gambetta, Sindaco del Comune di Orbassano, Paolo Cugini, Sindaco del Comune di Gassino, Beppe Valesio, Vice-Sindaco Comune di Brusasco, Piero Robiola, Ufficio Tecnico Pianificazione territoriale del Comune di Carmagnola, il Presidente della Fondazione per l’architettura di Torino Giorgio Giani e Valter Giuliano, Presidente Ente di Gestione del Parco regionale del Po Torinese. Le conclusioni sono affidate a Enzo Lavolta Vice Presidente vicario del Consiglio Comunale di Torino. Modera l’incontro Ippolito Ostellino, Direttore del Parco regionale del Po e Collina Torinese e Responsabile Riserva Mab UNESCO CollinaPo.

Tra i temi trattati: la progettazione di un parco in base alle richieste dalla committenza o alle esigenze funzionali, il parco pubblico come strumento sia di rinnovamento ambientale, urbano e sociale, l’area verde pubblica come garante delle funzioni ambientali e ricreative, la pianificazione e progettazione del verde come “sistema” insieme alle infrastrutture verdi, reti verdi-blu, greenways, parchi lineari e altro ancora.

Inoltre a chiusura convegno Ippolito Ostellino illustrerà la presentazione in prima assoluta della sessione di poster dal titolo “Come nasce un’infrastruttura verde metropolitana: da Corona Verde al Piano strategico dell’area metropolitanaa cura dell’Osservatorio del Paesaggio dei Parchi del Po e collina torinese e del DIST. Si ringrazia in particolare l’arch. Stefania Guarini del Politecnico di Torino.

Infine, sempre nell’ambito della Biennale Creare Paesaggi PaesaggioZero, si svolge dal 15 al 30 ottobre il “WPA” manifestazione tra fotografia e pittura naturalistica in Moncucco To.se, con il Patrocinio Mab UNESCO CollinaPo, che comprende mostre, seminari e incontri a ingresso libero e gratuito. L’appuntamento (a tappe) dedicato agli appassionati di immagine e illustrazione, è ideato a curato dal fotografo esperto di Natura e Wildlife Fabrizio Moglia, già fondatore di NatureColors Association. www.wildlifephotoart.org

Programma “THE BIOSPHERE CITY: CASE HISTORY DELL’ URBAN MAB COLLINAPO”

h. 15-18, Salone d’Onore del Castello del Valentino, Torino

NB Questo convegno è valido per i crediti formativi emanati dalla Fondazione per l’Architettura di Torino.

A cura della Riserva di Biosfera Mab UNESCO CollinaPo, Parco regionale del Po e collina torinese, Osservatorio del Paesaggio CollinaPo. Con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

Saluti e introduzione

-          Valter Giuliano, Presidente Ente di Gestione del Parco regionale del Po e Collina Torinese

-          Giorgio Giani, Presidente Fondazione per l’architettura/Torino

-          Marco Devecchi, Osservatorio del Paesaggio del Piemonte

Intervertì tematici

– Come immaginare un nuovo paesaggio urbano per superare il paradosso paesaggistico tra tradizione e modernità? Prof. Claude Raffestin

-          Le Aree Urban Mab in Italia: prospettive, Arch. Diego Martino, Ministero dell’Ambiente

-          Una visione sistemica fra Torino e la sua cintura per i processi produttivi locali, Arch. Luigi Bistagnino

-          Cycling e Gardening City, Barbara Biale, Comune di Sanremo

-          I nuovi parchi, Eugenio Gambetta (Sindaco), Comune di Orbassano

-          Una Small City, Paolo Cugini (sindaco), Comune di Gassino

-          Dal borgo al bosco, Beppe Valesio (Vice Sindaco) Comune di Brusasco

-          Città di transizione, Piero Robiola (Pianificazione Territoriale), Comune di Carmagnola

Conclusioni Enzo Lavolta, Vice Presidente vicario del Consiglio Comunale di Torino

Modera Ippolito Ostellino, Direttore Parco del Po e Collina Torinese e Responsabile Mab UNESCO CollinaPo

Sessione poster “Come nasce un’infrastruttura verde metropolitana: da Corona Verde al Piano strategico dell’area metropolitana”

 

La “migrazione” italiana, il più grande esodo della storia moderna

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Il rapporto “Italiani nel mondo 2016”, redatto dalla fondazione Migrantes e presentato in questi giorni, fotografa i “nostri” flussi migratori, dove fanno irruzione i giovani che erano appena nati o erano adolescenti allo scoccare del Duemila. Infatti, la fascia anagrafica che va tra la maggiore età e i 34 anni è quella più soggetta all’emigrazione. Del resto,già ora, un italiano su dodici vive al di fuori dei confini nazionali. In totale gli italiani residenti all’estero sono poco più di  4 milioni e ottocento mila. Sarà pure la libertà di movimento in Europa e la percezione – soprattutto per i più giovani –  che la  mobilità rappresenta un fenomeno normale e positivo, sarà la crisi o sarà che all’estero il lavoro offerto è più stabile e meglio pagato , resta il fatto che il numero di persone che lasciano l’Italia continua a crescere. In dieci anni, coincidenti più o meno con l’inizio della lunga crisi , il numero di persone residenti  all’estero è aumentato del 54%, passando da tre milioni a 4,8 milioni, il 7,9% della popolazione.  Molti tra costoro sono gli emigranti di vecchia data, ma il milione e 800mila persone in più sono una nuova generazione che è partita.  Oggi l’emigrazione non è più la stessa di un tempo: ai bastimenti con la  italia-migrantiterza classe che – per dirla come De Gregori in “Titanic” – costava “ dolore e spavento” si sono sostituiti  i voli low cost e le videochiamate, la globalizzazione  e un’idea più precisa del mondo. Ma resta, tutto intero, il problema di fondo: un paese, il nostro,  che perde parti importanti senza attrarre immigrazione qualificata, cosa che altri paesi  – più dinamici e capaci di sviluppare politiche in tal senso –  sanno fare e fanno. Storicamente, il più grande esodo della storia moderna è stato quello degli Italiani. A partire dal 1861 sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze. Nell’arco di poco più di un secolo un numero quasi equivalente all’ammontare della popolazione al momento dell’Unità d’Italia si avventurava verso l’ignoto. Si trattò di un esodo che toccò tutte le regioni italiane. Tra il 1876 e il 1900 interessò prevalentemente le regioni settentrionali con tre regioni che fornirono da sole il 47% dell’intero contingente migratorio: il Veneto (17,9 %), il Friuli Venezia Giulia (16,1%) e il Piemonte (709 mila persone, 13,5%). Nei due decenni successivi il primato migratorio passò alle regioni meridionali. Con quasi tre milioni di persone italia-migranti-quadroemigrate soltanto daCalabria, Campaniae Sicilia, e quasi nove milioni da tutta Italia. Tra l’inizio del secolo scorso e lo scoppio della prima guerra mondiale, altri 831 mila piemontesi cercarono fortuna in altri paesi ( il 9,5% del fenomeno migratorio di quel periodo). Si può distinguere l’emigrazione italiana in due grandi periodi: quello dell’appena citata “grande emigrazione” , tra la fine del XIX secolo e gli anni trenta del Novecento (dove fu preponderante l’emigrazione verso il continente americano) e quello dell’emigrazione“europea”, che ha avuto inizio a partire dagli anni cinquanta. Un fenomeno esteso, con una dimensione importantissima: nessun altro paese europeo ha avuto un flusso costante di emigranti per un periodo così lungo. Questa realtà dovrebbe far riflettere in tempi in cui l’Inghilterra del “dopo-Brexit” – dopo la lotta alla presunta invasione di “extracomunitari” – considera “invasione” anche l’arrivo di altri cittadini europei, italiani compresi.

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E annuncia un giro di vite ai permessi di lavoro e studio. Tutto ciò in un’Europa dove sono tornati i muri e il filo spinato, mentre alle frontiere del mare continua la pressione dei disperati in fuga dalle guerre o in cerca di migliori condizioni di vita. Oggi, non solo tra i sudditi della Regina,si richiedono nuove barriere, non più fisiche ma legali, alla libera circolazione di uomini e di mezzi. Il trattato di Schengen, che di questa libertà era stato la bandiera, è sottoposto a pressione e rischia di saltare. E italia-migr-domenica-corrierecon il trattato l’idea stessa d’Europa. Un tempo, per gli italiani, la valigia è stata il simbolo dell’emigrazione. E l’arrivo nella baia di New York, dopo aver viaggiato per quasi un mese sulle “carrette del mare”, coincideva con l’essere  sbarcati  ad Ellis island ,l’isolotto alla foce del fiume Hudson dove tutta una serie di norme – come quelle in vigore oggi –  operavano una drastica selezione. A quel tempo, come ha scritto in un bel libro il giornalista Gian Antonio Stella (“L’Orda”) “gli albanesi eravamo noi” e “ci rinfacciavano di aver esportato la mafia” e “ci facevano pesare addosso secoli di fame e ignoranza“. Un tempo che era solo ieri. Nonostante siano passati poco più di cent’ anni, tanti hanno dimenticato o fanno finta di non sapere che gli italiani erano né più né meno vittime della xenofobia verso gli “altri” come lo sono  gli immigrati di oggi.

Marco Travaglini

Amatriciana solidale, che successo! Cavagnolo raccoglie più di 5 mila euro

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cavagnolo-amatricianaNella serata di venerdì 7 ottobre, convocati dal sindaco di Cavagnolo Mario Corsato, si sono incontrati i presidenti delle Associazioni Cavagnolesi promotrici della iniziativa “ Amatriciana solidale” svoltasi il 16 settembre scorso e finalizzata alla raccolta a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. Durante l’incontro, tenutosi presso la sala Consigliare del Comune di Cavagnolo, che ha patrocinato l’iniziativa, si è quantificato l’importo raccolto durante la serata che risulta essere così composto;   n. 407 porzioni di pasta e dolce serviti per un importo di € 4070,00 di € 90,00 per la vendita aggiuntiva del vino, ulteriori offerte di cittadini e Associazioni € 780,00 offerte raccolte durante la partita del trofeo Trincavena € 90,00 per un totale di € 5030,00. Le spese sostenute sono state coperte dal Supermercato Crai con l’offerta della pasta 52 chili, dal Supermercato Simplj con l’offerta della passata di pomodoro 50 chili, il formaggio Parmigiano e Pecorino è stato offerto da Manghi Mauretta. Il restante della spesa è stato coperto dalle Associazioni Cavagnolesi pertanto l’importo raccolto sarà interamente versato. I presidenti dei vari sodalizi hanno concordato di versare la somma raccolta al Comune di Arquata del Tronto ( Ascoli Piceno) sul conto aperto dallo stesso Comune. Il Comune di Cavagnolo e le Associazioni Cavagnolesi PRO LOCO, POLISPORTIVA, ALPINI, AVIS, AIDO, GAT, UNISPORT E GRUPPO SCAUT ringraziano tutti i numerosi partecipanti alla serata e tutti quelli che con le loro offerte hanno fatto sentire la vicinanza dei Cavagnolesi al dramma che stanno vivendo le popolazioni colpite dal sisma. Nella mattinata di sabato 8 ottobre il sindaco di Cavagnolo ha raggiunto telefonicamente il collega di Arquata per informarlo del versamento che potrà essere utilizzato secondo le priorità, che sono molte, individuate dalla stessa Amministrazione di Arquata. Il primo cittadino di Arquata saluta nel ringraziare i Cavagnolesi ha detto che sarà sua cura documentare come sono stati impegnati i fondi donati.

I.M.

 

 

 

 

 

 

“Nonno Ascoltami!” domenica 9 ottobre a Torino

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Piazza Castello ospita la campagna nazionale per i controlli gratuiti dell’udito

Coinvolte 8 regioni e 27 città in tutta Italia

La VII edizione di “Nonno Ascoltami!”, la campagna nazionale per la prevenzione contro i disturbi dell’udito, patrocinata dal Ministero della Salute, approda a Torino domenica 9 ottobre, dalle 10 alle 19, in piazza Castello.

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“Nonno Ascoltami!”, che coinvolge 27 piazze e 8 regioni in tutta Italia, offre l’opportunità di effettuare controlli gratuiti dell’udito, nelle tende messe a disposizione dalla Croce Rossa. Per la piazza di Torino, referente scientifico sarà il dott. Fernando Muià, responsabile dell’equipe di Otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria della “Asl TO 5 – Chieri”, Segretario Provinciale SUMAI di Torino.

Nonno Ascoltami!” porterà in piazza medici e tecnici specialisti dell’udito, che per un’intera giornata saranno a disposizione dei cittadini che vogliano effettuare un controllo dell’udito, grazie all’impegno di diversi partner nazionali e locali, tra cui Audiologica Centro Audioprotesico.

«“Nonno Ascoltami!” è soprattutto un evento sociale che, prendendo spunto dalla Festa dei Nonni, richiama in piazza tutta la famiglia per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche dell’udito», – commenta Mauro Menzietti, ideatore dell’iniziativa.

«Riteniamo che il concetto della prevenzione non sia ancora radicato nei cittadini. Di qui l’utilità della piazza: è la sanità che va incontro alle persone, riunendo in un unico evento tutte le figure professionali coinvolte nella tutela della salute (medici chirurghi, otorini, audioprotesisti, audiometristi), tutto a vantaggio dei cittadini».

«In questi giorni si sta per concludere un percorso organizzativo lungo un anno. Si è trattato di un viaggio appassionante ed impegnativo, un viaggio durante il quale medici, audioprotesisti, audiometristi e tanti volontari si sono adoperati, con l’obiettivo della crescita della cultura della prevenzione in generale e, in particolare, dell’incremento della sensibilizzazione di ciascuno alle tematiche della perdita uditiva, sia dal punto di vista dell‘impatto sulla vita quotidiana (tanto sulla vita sociale, quanto su quella di relazione), sia dal punto di vista terapeutico e delle possibilità rimediative», come emerge dall’analisi della dott.ssa Laura Giulianati, Tecnico Audioprotesista e Amministratrice di AUDIOLOGICA, Azienda torinese sponsor dell’evento che, dal 1969, è impegnata nella produzione, riparazione e distribuzione di protesi acustiche.          

L’evento nazionale gode del patrocinio del Ministero della Salute e del riconoscimento dell’OMS, (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ogni anno indice la Giornata Mondiale dell’Udito, di cui l’associazione “Nonno Ascoltami!” è ambasciatrice italiana.

“Nonno Ascoltami!” prende spunto dalla festa dei nonni, ma che in realtà porta in piazza tutta la famiglia, per una giornata di giochi, sport e divertimento per grandi e piccini. Proprio a loro, infatti, sono dedicate le iniziative collaterali, tra cui il “Muro del nonno”, esposizione di elaborati artistici sul tema rapporto nonno-nipote, realizzate dagli alunni delle scuole cittadine, momenti di animazione con i clown e teatro in piazza per bambini, giochi e lezioni di sport. Tra le associazioni che collaboreranno alla giornata di “Nonno Ascoltami!” in piazza Castello, l’Avis Torino e l’Associazione Famiglie Sma.

 

 

L’EVENTO IN CIFRE

L’ipoacusia colpisce circa 360 milioni di persone nel mondo, oltre 7 milioni solo in ItaliaOgni giorno nel nostro Paese 30 persone scoprono di avere un disturbo uditivo, un problema che coinvolge due persone su tre oltre i 65 anni. Di questi il 75% non porta una protesi acustica e in genere impiegano tra i 5 e i 7 anni prima di accettare il problema e rivolgersi a uno specialista. (Dati ANIFA-ASSOBIOMEDICA).

 

Info:

www.nonnoascoltami.it

www.facebook.com/nonnoascoltami

Comunicare in chiave commerciale

in ECONOMIA E SOCIETA'

decarolisDi Antonio DE CAROLIS

Per Paul Watzlawick, primo esponente della Scuola di Palo Alto, la cosa era molto chiara: “non si può non comunicare”.

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Paul Watzlawick

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La comunicazione, diceva, è un “processo d’interazione tra le diverse persone che stanno comunicando” quindi, per estensione, anche il silenzio è una forma di comunicazione. Questo vale per tutti, persone e aziende, in ogni momento della propria esistenza, ecco perché ogni iniziativa, ogni progetto e ogni servizio o prodotto vanno adeguatamente comunicati al mercato. Adeguatamente, perché come, diceva il saggio, “se decidi di parlare, fa’ che il tuo dire sia meglio del tuo tacere”. Marcello Marchesi, nel libro “Diario futile di un signore di mezza età” (Rizzoli 1963), scriveva: “La pubblicità è necessaria. Dice F.M., pontefice dell’advertising: “La gallina, quando ha fatto l’uovo, canta; l’anatra no. Nei negozi tutti chiedono uova di gallina, ma nessuno chiede uova di anatra“.

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Marcello Marchesi- scrittore, sceneggiatore, regista cinematografico e teatrale, paroliere e attore italiano

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La metafora è chiara: la gallina quando fa l’uovo lo comunica, l’anatra no. lo comunica “cantando”, non starnazzando,di qui il messaggio: “dobbiamo comunicare e dobbiamo farlo seguendo delle regole”.

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L’uovo è servito

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Probabilmente la “regina” delle norme della comunicazione è: “Prima di parlare poniamoci delle domande e diamo loro delle risposte”. La prime cose da chiedersi sono così ovvie che non tutti se le pongono: “Quale messaggio vogliamo trasmettere?”; “Perché un potenziale cliente dovrebbe scegliere proprio noi rispetto a un nostro concorrente ?”; “Che cosa rende particolare la nostra offerta”……. Anche se i prodotti sono simili al punto da sembrare uguali, esiste sempre un fattore distintivo tra un’azienda e l’altra, un Selling point, un’argomentazione esclusiva di vendita. Rosser Reeves, uno tra i più noti pubblicitari statunitensi del secolo scorso, lo definiva USP (Unique selling proposition). Talvolta identificarlo non è semplice ma, se valutiamo la nostra offerta nella sua completezza, non limitandola cioè al solo prodotto, scopriremo sempre più spesso che la USP sta nel servizio o nel contenuto tecnico. Chi lavora tutto il giorno con il PC, troverà forse più interessante un’assistenza on site o “Next Business Day” (entro il giorno lavorativo successivo) rispetto a uno sconto di alcune decine di euro.

La consegna in 24 ore attrarrà molto più di un piccolo sconto per chi necessita di riassortimenti veloci e non desidera avere un magazzino in casa propria. Questi ovviamente, sono solo semplici esempi, ma un confronto attento con il mercato e con i nostri competitor ne evidenzierebbe molti altri. Una volta identificato, il fattore distintivo va comunicato, ma attenzione a farlo in modo corretto. Dire a un cliente che lavora in ZTL che la macchina che vogliamo vendergli è elettrica serve a poco, a lui dobbiamo sottolineare che non avrà limitazioni nella circolazione. E’ necessario comunicare sempre il beneficio che otterrà, non la caratteristica tecnica, e il beneficio deve essere specifico per il nostro interlocutore, non per quello di altri. Enfatizzare, ad esempio, la libera circolazione nel centro cittadino a chi non necessita di recarvisi, è pressoché inutile.

Schematizzando potremmo dire che per comunicare con efficacia è necessario definire: A CHI – il target al quale vogliamo comunicare. CHE COSA – Il contenuto della comunicazione. IN CHE MODO – La modalità di comunicazione. QUANDO – Periodi di maggiore concentrazione delle vendite. DOVE – I mezzi attraverso i quali comunicare. Riguardo ai mezzi da utilizzare la domanda “sorge spontanea”: Come scegliere tra TV, Radio, Giornali, Riviste di settore, Directory, Sito Internet, Social network..? La prima risposta potrebbe essere: Dipende dal budget che abbiamo a disposizione, ma crediamo sia limitativo ed anticipato, perché sarebbe giusto ragionare in termini di “customer behaviour”, cioè dell’analisi del comportamento del cliente tipo. Conoscere il comportamento del nostro potenziale cliente in fase di acquisto è fondamentale perché, se esiste un percorso logico che i clienti utilizzano per fare un acquisto, è cosa buona assecondarlo.

A titolo di esempio, se chi vende tavole da surf sa che i propri clienti, prima di fare l’acquisto, si informano sulla rivista ” tavole per tutti i gusti” (credo non esista…) è meglio che il valore più alto del proprio budget lo si investa qui. Per analisi di questo genere è possibile rivolgersi ad agenzie specializzate o fare tesoro di quanto affermava Plutarco: “Se sai ascoltare impari anche da chi parla male”. I clienti, contrariamente a quanto qualcuno ancora pensa, amano parlare con le aziende e, quando lo fanno, offrono suggerimenti e punti di vista utilissimi agli uomini di marketing.

Alcuni esperti di psicologia della comunicazione sostengono che il momento migliore per acquisire informazioni è quello che segue l’atto di vendita perché, a prescindere dall’esito della trattativa, l’interlocutore si libera delle barriere pregiudiziali del ruolo e si relaziona da partner commerciale. Comprendere i mutamenti del mercato e assecondare i comportamenti dei nostri clienti significa aiutarli a decidere, semplificando il loro processo d’acquisto; pertanto è necessario ascoltare. Molti credono che il bravo venditore sia quello che parla tanto, ma non è così. L’ascolto è fondamentale perché le caratteristiche di un prodotto vengono nobilitate al rango di beneficio solo se rispondono a bisogni reali e per conoscere i bisogni reali è necessario comunicare .

Buona comunicazione a tutti.

Renzi: “G7 dell’Industria il prossimo anno a Torino”

in ECONOMIA E SOCIETA'

renzi matteo2“Il G7 dell’ Industria il prossimo anno sarà  a Torino:  è la capitale dell’industria italiana, quella storica e noi ci auguriamo anche del futuro”. La notizia viene  dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che l’ha annunciata all’assemblea  degli industriali torinesi, nel corso della sua visita sotto la Mole.

Euro 555.512.528: Morano striglia il Comune per i debiti con Gtt e Iren

in ECONOMIA E SOCIETA'

morano redazio1E’ sull’onda del disastro che si sta abbattendo sul Comune di Roma e sulla scia degli apprezzamenti che qua e là colleziona il sindaco nostrano del Movimento Cinquestelle , che va in scena lo scontro tra Appendino e le opposizioni del consiglio comunale, ( del tutto  in sordina rispetto alla collega romana) pronte a rivolgersi a Corte dei Conti e Procura, se non verrà fatta chiarezza sul Bilancio del Comune 2015 approvato proprio dalla Giunta grillina e che ha fatto inorridire il consigliere –notaio Alberto Morano.

Ieri, in una  Commissione Controllo di Gestione assai vivace tenutasi a Palazzo Civico, in presenza dei vertici GTT, il sindaco con un atto di grande coraggio, è di dovere ammetterlo, ha dichiarato di assumersi tutta la responsabilità politica per l’approvazione di quei bilanci e di risponderne in prima persona sui conti GTT e Infra.To , oggetto della riunione .

comune municipioIl civico Morano e il capogruppo del PD Stefano Lo Russo hanno condiviso la preoccupazione per “il livello di confusione che regna sulla situazione finanziaria da parte della Giunta pentastellata”. I disallineamenti nei conti, i debiti folli verso alcune partecipate e relazioni che dovrebbero far parte della documentazione , assenti, hanno infatti allarmato in primis Morano e poi anche tutte le opposizioni, che adesso attendono le verifiche annunciate dalla Giunta sul Bilancio del Comune 2015  e che dovrebbero servire proprio  a giustificare eventuali errori commessi . In attesa che la Appendino e i suoi si raccapezzino,  Standard&Poor’s definisce un andamento economico “stabile e in continuità con la vecchia Giunta” con  raiting ”BBB”. Intanto ,un post pubblicato sulla pagina Facebook di Morano mostra i conti sballati e  spiega “tecnicamente” il problema , che se non chiarito , avrà gravi ripercussioni sull’amministrazione cittadina.

“L’indebitamento complessivo del Comune di Torino nei confronti del Gruppo Iren (incluso Amiat) appendino manifestoammontava al 31/12/2015 ad Euro 179.256.000 (pag 179 del fascicolo di Bilancio di Iren); quello nei confronti di GTT ad Euro 111.232.000 (di cui per circa 40.000.000, sembrerebbero non esservi gli stanziamenti corrispondenti nei conti del Comune di Torino – pag. 119 del fascicolo di Bilancio di GTT) Infine i debiti del Comune di Torino verso Infra.To ammontavano ad Euro 265.030.000 (pag. 32 del fascicolo di Bilancio di Infra.To). In sintesi il debito del Comune di Torino nei confronti di Iren, Amiat, Gtt e Infra.To ammontava al 31/12/2015 a complessivi  Euro 555.512.528.   STIAMO PARLANDO DI PIU’ DI MEZZO MILIARDO DI DEBITI. Ritengo che sia gravissimo che di questo debito non vi sia traccia nel documento allegato alla relazione di rendiconto 2015 del Comune di Torino e predisposto ( si fa per dire) ai sensi dell’articolo 11 comma 6 Lett. J del D.Lgs. 118/2011 .”

I conti dei grillini non tornano, e nel frattempo il sindaco Appendino il 10 e l’11 ottobre andrà a Dubai per il  Global Islamic Economy Summit , con lo  scopo di coltivare i rapporti tra Torino e le finanze del mondo arabo.

CV

Misura di sicurezza sanitaria, Rems a San Maurizio

in ECONOMIA E SOCIETA'

sanitaL’ospedale Beata Vergine Consolata di San Maurizio Canavese (Torino) ospiterà una Residenza per l’esecuzione di misura di sicurezza sanitaria (Rems). Quella dei Fatebenefratelli è una struttura riabilitativa di secondo livello, convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, con 165 posti letto, due comunità protette e, da quest’autunno, una Rems, una delle residenze create dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). Il primo paziente arriverà a San Maurizio Canavese quest’inverno.

Finora, in Italia gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari erano sei, ed ospitavano mediamente circa 1.400 individui autori di reato. Le leggi 9/2012 e 81/2014 hanno decretato la chiusura di queste strutture entro il 31 marzo 2015 ed il graduale trasferimento di tutti i pazienti a “Residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza” (REMS), strutture gestite dagli stessi Dipartimenti di Salute Mentale in collaborazione con il Ministero della Giustizia: le Rems hanno particolari caratteristiche gestionali e dovrebbero avere non più di 20 posti-letto. Contemporaneamente, i pazienti a basso rischio saranno seguiti dai DSM. In alcuni casi, come avviene a San Maurizio Canavese, viene adibito a Rems un presidio ex art. 43 dl 833/78, equiparato nell’attività al servizio pubblico.

«La realizzazione di una Rems comporta un impegno notevole – commenta il superiore provinciale dei Fatebenefratelli, fra Massimo Villa – che risponde all’intento di creare una struttura a “misura d’uomo”, veramente riabilitativa e psico-educativa, lontanissima dalle orribili esperienze legate ai vecchi “manicomi criminali”, trasformatisi poi in Opg, e in linea con il carisma dell’Ospitalità dell’ordine ospedaliero San Giovanni di Dio».

Massimo Iaretti

I sindacati: “A Mirafiori si lavora di più, segnale positivo”

in ECONOMIA E SOCIETA'

fiat fcaIl suv Levante sta andando bene per numero di ordini, così  alle carrozzerie di Mirafiori c’è più lavoro e altri 210 operai tornano in fabbrica. Il numero degli esuberi dichiarati scende da 1.303 a 1.144. Soddisfatti i sindacati dopo l’incontro con Fca sui contratti di solidarietà in vigore nello stabilimento: “Una buona notizia che dimostra la bontà dell’accordo  firmato”. Così Dario Basso, segretario generale della Uilm . Saranno due i  turni e sono previsti anche sabati lavorativi entro la fine dell’anno.

 

(foto: il Torinese)

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