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“Nelle sue braccia” Silloge poetica di Sabatina Napolitano

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Gian Giacomo Della Porta Editore

Il libro è composto da dieci sezioni, ognuna delle quali comprende altrettanti testi

È stata pubblicata per la casa editrice Gian Giacomo Della Porta Editore la silloge poetica dal titolo “Nelle sue braccia”, autrice Sabatina Napolitano.

La raccolta, originale per lo stile contemporaneo utilizzato dalla poetessa, presenta un linguaggio semplice e colloquiale derivante dall’oralità, caratteristica originaria della stessa poesia.

Il libro è composto da dieci sezioni, ognuna delle quali comprende altrettanti testi. La prima è dedicata alla sua terra elettiva, Asciano, in provincia di Siena, dalla quale si dipana un fil rougepoetico narrativo denso di emozioni intense vissute dall’autrice, di amore e di profonde cadute umorali, ben contenute all’interno di un importante equilibrio umano.

Il contenuto dell’opera è filtrato dal cuore della poetessa e dal suo sguardo attento alle dinamiche della quotidianità. La poesia, secondo l’autrice, può essere un veicolo per ampliare il raggio della coscienza, a patto che si esprima attraverso un linguaggio universale, ovvero che racconti la vita di ognuno di noi e nella quale ciascuno possa riconoscersi.

MARA MARTELLOTTA

 

“A Volo D’Angelo”, nel libro di Sòriga tradizione pirandelliana e nuova utopia

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Tutte e undici le novelle che compongono A Volo D’Angelo provano a giocare con gli svincoli, con i bivi della vita. È in questo modo che i racconti si trovano spesso in bilico tra possibile e reale

Antonello Sòriga, ci parli di lei e ci dica, oltre la scrittura, quali sono le sue passioni.

Sono nato a Cagliari, insegno letteratura italiana e esercito come psicoterapeuta. Nascere e vivere in un’isola, in una città di mare, ha la sua rilevanza: mi sento radicato nelle sue atmosfere, dell’aria salmastra, nella lunga spiaggia che fa da limes alla città. Sento scorrere in me la sua storia, la sua cultura millenaria, il suo essere solitaria in mezzo al Mediterraneo; ne percepisco le antiche ferite e i recenti lividi, impressi da innumerevoli dominatori. Questi hanno lasciato il segno del loro passaggio nell’architettura, nella cultura ma soprattutto nella lingua, nella visione del mondo, nel sangue degli abitanti, oserei dire.

Proprio con “A Volo D’Angelo” premiato al Cultural Classic di Napoli e al Premio La Ginestra a Firenze, ho dato il via ad una nuova ricerca narrativa che guarda alla tradizione pirandelliana ma cerca nuovi sbocchi in una sorta di neo-utopia non necessariamente distopica

I personaggi di questi racconti si specchiano nel mare cristallino del basso Sulcis, in Sardegna, e nel farlo si affacciano nel dirupo del tempo permettendo a questo di vedere in loro. Al di là dell’ambientazione, il filo rosso che li lega, è proprio questa relazione/ confronto diretto (o indiretto) con gli ineffabili riflessi del rapporto fra spazio e tempo. Chronos è il motore di questi racconti, nel suo divenire una spirale che genera più universi, se si vuole un multiverso.

Tutte e undici le novelle che compongono A Volo D’Angelo provano a giocare con gli svincoli, con i bivi della vita. È in questo modo che i racconti si trovano spesso in bilico tra possibile e reale. A tratti sembrano scivolare su un crinale friabile, in cui i contorni del concreto si sfrangiano lasciando posto all’improbabile … pur sempre possibile. D’Altra parte – parafrasando Nietzsche – chi ha un perché abbastanza forte… può superare qualsiasi come.

 

Aveva già avuto modo di mettersi in gioco attraverso altri concorsi letterari?

Nella primavera del 2017 ho pubblicato “Nel Pozzo”, edito da Antonio Tombolini, il mio primo romanzo. Con questo ho vinto la VI edizione del Premio Artese, Città di San Salvo – concorso nazionale per opere prime – nell’estate 2018.

 

È un’esperienza che ancora tengo in un angolino del mio cuore per la splendida accoglienza e la gentilezza degli organizzatori ma soprattutto perché per la prima volta nella storia del Premio Artese Nel Pozzo ha messo d’accordo la giuria popolare e quella tecnica vincendo in entrambe le categorie. I miei libri si trovano tutti nei maggiori store on-line e in quelli delle case editrici con cui li ho pubblicati. Si può seguire la mia attività su Facebook e Instagram.

Nell’opera di Federico Montesano la ricerca dell’interiorità. Alla galleria Malinpensa by La Telaccia

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“Stanze introspettive”e la Serie di “Transito Metafisico”sono legati  da un sottile fil rouge, quello della ricerca del sé 

 

Rimarrà aperta fino dall’11 febbraio prossimo la personale che la Galleria Malinpensa by La Telaccia dedica all’artista lombardoFederico Montesano, dal titolo “Stanze Introspettive”.

La poesia che Federico Montesano riesce a conferire alle sue opere è tale da trasformare le sue scelte paesaggistiche in un’elaborazione coeva al di là della pura descrizione, abbracciando una tematica coerente e chiaramente distinguibile in cui le sfumature cromatiche e la vasta gamma di toni e di luci si muovono in un connubio ricco di vibrazioni che suggeriscono emozioni continue.

La personale dedicata a Federico Montesano dal titolo “Le stanze introspettive” rispecchia l’iter dell’artista in cui risulta particolarmente visibile tanto il suo lavoro a livello intellettuale quanto l’impronta materica che l’artista ha voluto imprimere alla sua produzione artistica.

La serie intitolata ‘Transito metafisico’ nasce a partire da una serie di paesaggi realizzati e tradotti in pittura, che evidenziavano il tema delle radici.

Nella serie “Transito metafisico” siamo di fronte a un importante processo strutturale nel quale la dinamica del segno, fortemente sentita, sviluppa nell’opera una linea di confine tra lo sfondo e il primo piano, un primo piano di una terra arsa al sole. Si tratta di paesaggi mentali del nostro Io che lavora alla ricerca di sé stesso e della propria interiorità.

La luce calda dei cieli, quasi infuocata, vede il colore accendersi irruente, ma sempre con il giusto equilibrio, attraversata da un’aria magica dalle qualità liriche, capaci di narrare una scena altamente suggestiva e in grado di trasportare il fruitore in una dimensione interiore intensa tanto da purificare lo spirito.

L’arte di Federico Montesano deve essere interpretata nella sua piena cromaticita’ e nella sicurezza del segno e del disegno, che dimostrano un’evidente conoscenza tecnica e compositiva.

Si tratta di un paesaggio deserto che si spoglia della presenza umana ma che è  capace di arricchirsi dei valori più  profondi dell’esistenza, venendo a creare un intimo colloquio tra l’arte e la natura e evocando percezioni e liberazioni infinite che vivono di vita propria.

Luce, colore, coloriture e tratto rappresentano una sostanza vitale nelle opere di Federico Montesano e sono in grado di fondersi in uno spazio metafisico di grande intensità per poter creare, nella loro essenza, degli accenti incisivi e un aspetto di grande innovazione.

La serie dei dipinti materici è stata realizzata con vari materiali quali la resina epossidica, la carta abrasiva, il legno, il ferro smalto e l’acrilico, tutti materiali che dimostrano lo sperimentalismo di solida ricerca da parte dell’artista, valido sia nella resa formale sia in quella visiva. Il risultato ottenuto è notevole dal punto di vista contenutistico e simbolisti.

In mostra è anche presente la figura del cavallo rosso con cavaliere, che risulta un cavaliere errante, che va alla ricerca di qualcosa di spirituale.

L’elmo, una splendida scultura in mostra, risulta svuotata della testa e della presenza umana. La figura del cavaliere errante viene ripetuta dall’artista in dipinti dalla varia cromaticità, tra cui il blu uranico, il rosso apotropaico, il bianco, che è  il simbolo della purificazione dell’anello.

Il bianco,  nelle intenzioni dell’artista,  rappresenta un elemento di purificazione e di ricerca del sé,  oltre che oggetto di riflessione.

Una sua opera si intitola “Le cose belle sono difficili”, realizzata nel 2022, e in essa compare per la prima volta il cavaliere  errante, in un paesaggio-non paesaggio.

MARA MARTELLOTTA

“La verità non conta”, romanzo d’esordio di Alessandro Quadri di Cardano

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Un giallo costruito con un sistema di “scatole cinesi in cui, attraverso lo sguardo e i racconti di una moltitudine di personaggi, l’autore riesce a tessere una storia avvincente e innovativa

E se una pratica BDSM fosse usata come alibi per un omicidio? Questo il quesito intorno a cui ruota La verità non conta, il sofisticato romanzo d’esordio di Alessandro Quadri di Cardano. Un giallo costruito con un sistema di “scatole cinesi in cui, attraverso lo sguardo e i racconti di una moltitudine di personaggi, l’autore riesce a tessere una storia avvincente e innovativa.

La verità non conta ruota intorno alle motivazioni che hanno portato Emilio Altieri, noto uomo d’affari milanese, a uccidere Abdel Ab, che si rivelerà essere l’amante di Stefania Martini, socia e moglie dell’imprenditore. Scoperti in  flagrante adulterio, Emilio uccide il giovane senegalese pensando che stesse aggredendo sessualmente sua moglie Stefania. Ma questa, convinta che il marito sapesse della sua relazione con Abdel, lo accuserà di omicidio premeditato.

A cercare di fare chiarezza su quanto realmente accaduto sarà Luca, il figlio di Emilio e Stefania. Messo finalmente al corrente del delitto in cui i suoi genitori furono coinvolti 12 anni prima, Luca si troverà a intervistare diversi testimoni chiave della vicenda, ricevendo da ciascuno una testimonianza che, unita alle altre, permetteranno al giovane di ricomporre la complessa catena di eventi che portarono suo padre a commettere l’omicidio. Ma la verità si rivelerà sfuggente e soggettiva in questo romanzo in cui nulla è come appare a prima vista.

Link:

https://www.amazon.it/verit%C3%A0-conta-Alessandro-Quadri-Cardano/dp/8855002414

https://www.ibs.it/verita-non-conta-libro-alessandro-quadri-di-cardano/e/9788855002417

https://www.mondadoristore.it/La-verita-non-conta-Alessandro-Quadri-di-Cardano/eai978885500241/

https://www.nepedizioni.com/product/la-verita-non-conta/

L’AUTORE

Alessandro Quadri di Cardano è nato nel 1980 a Bologna da padre italiano e madre belga.

Circondato fin dall’infanzia da un vivace ambiente multiculturale, consegue la laurea in “Scienze internazionali e diplomatiche” presso l’Università di Bologna nel 2005. Ottenuta una borsa di studio da parte del Ministero degli Affari Esteri italiano, frequenta il Collegio d’Europa di Bruges (Belgio) dove ottiene il Master in “Studi Europei” nel 2007.

Per circa dieci anni vive a Bruxelles lavorando presso diverse istituzioni europee. Nel 2017 si trasferisce in Spagna, ad Alicante, dove attualmente si occupa di questioni finanziarie presso l’Ufficio Europeo di Proprietà Intellettuale (EUIPO).

Ha coltivato sin da ragazzo l’amore e la passione per la cultura e in particolare per la scrittura e la lettura, prediligendo opere di letteratura italiana e straniera, che legge spesso in versione originale, parlando quattro lingue. La verità non conta è il suo romanzo di esordio.

“Nel segno del leone” di Stefano Vignaroli, un romanzo storico per raccontare l’Italia rinascimentale

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Al primo episodio, “L’ombra del campanile” (2016) è seguito il secondo, dal titolo “La corona bronzea”, presentato nel 2017. “Nel segno del leone” è il terzo (ma non diciamo ultimo) episodio di una saga storica davvero appassionante e avvincente

 

L’autore

Stefano Vignaroli, medico veterinario di Jesi (AN), è ormai noto, non solo nella sua città e dintorni, per i suoi romanzi, gialli e thriller storici, le cui trame sono sempre ambientate nelle sue amate terre marchigiane, ma spesso si allargano anche ad altre zone d’Italia. Prendendo spunto da alcuni elementi architettonici della città di Jesi e da fatti effettivamente avvenuti nella storia (vedi il Sacco di Jesi, la guerra tra Francesco I di Francia e l’imperatore Carlo V,  il sacco di Roma), è nata una serie dedicata a un tipografo del XVI secolo, Bernardino Manuzi, e a una giovane studiosa dei nostri tempi, Lucia Balleani, che, ritrovando e archiviando antichi testi, ci fa rivivere insieme a lei oscure vicende del passato. Al primo episodio, “L’ombra del campanile” (2016) è seguito il secondo, dal titolo “La corona bronzea”, presentato nel 2017. “Nel segno del leone” è il terzo (ma non diciamo ultimo) episodio di una saga storica davvero appassionante e avvincente. La trama di questo terzo episodio ovviamente si riaggancia a quella dei primi due, ma comunque nulla toglie al fatto che il libro possa essere letto a sé, senza dover per forza conoscere gli episodi precedenti.

La Trama

Il romanzo, terzo della serie intitolata “Lo stampatore”, è il naturale sequel de L’OMBRA DEL CAMPANILE e de LA CORONA BRONZEA e porta ancora una volta il lettore a scoprire come si viveva nel XVI secolo tra vicoli, piazze e palazzi di una splendida città marchigiana, famosa nel mondo, allora come ora, per aver dato i natali all’imperatore Federico II.

Stefano Vignaroli ha scelto come sfondo del suo racconto i primi anni del XVI secolo, affidando a due personaggi di nobili discendenze, la contessina Lucia Baldeschi e il marchese Andrea Franciolini, il compito di accompagnare il lettore tra intrighi politici, sospette eresie, maneggi militari e storie di donne e uomini semplici, vittime di pregiudizi ed errori dei loro simili.

Come già avvenuto nei due precedenti romanzi della trilogia, passato e presente si intrecciano tra loro. Il passato viene riportato alla luce grazie a due omonimi discendenti delle antiche famiglie nobiliari, la giovane studiosa Lucia Balleani e Andrea Franciolini, giovane archeologo a lei legato sentimentalmente.

È dai loro studi relativi al passato della città di Jesi, costruita sui resti di quella che fu la città al tempo dei Romani, che prendono le mosse le vicende del presente, legate al desiderio di mantenere agibili i percorsi sotterranei che testimoniano la vita degli antenati e rischiano invece di scomparire sotto colate di cemento. Gli scavi archeologici di Piazza Colocci riserveranno infatti sorprese inaspettate agli occhi di tutta la popolazione jesina. Ricominciamo così a seguire le vicende dei personaggi del XVI secolo attraverso le scoperte di antichi documenti e reperti archeologici da parte della giovane coppia di ricercatori dei nostri tempi. Come al solito, anche il mistero non manca, e in questo episodio, la coppia di studiosi si troverà a dover indagare su due importanti reperti, una strana icona rappresentante un leone traverso e un antico codice di Tacito, il Codex Latinus Aesinas VIII, il cui originale è stato da sempre conservato a Jesi, presso la residenza dei Conti Baldeschi Balleani.

 

Trattandosi di romanzo storico, l’autore ha doverosamente dedicato al passato la gran parte della sua attenzione, intrecciando le vite della contessina Lucia e del nobile Capitano d’armi Andrea. Essi sono colti nell’atto di sposarsi nella tarda estate del 1523, sotto lo sguardo benevolo di Bernardino, lo stampatore, che costituisce un ulteriore elemento di legame nell’ambito della trilogia: ma solo la Contessina si presenta dinnanzi al Cardinal Ghislieri, perché Andrea è stato richiamato ai suoi doveri di Capitano dal Duca Della Rovere, appartenente a una delle famiglie più importanti del tempo. Venti di guerra condurranno dunque di nuovo il Capitano d’armi della Regia Città di Jesi ai campi di battaglia. I Lanzichenecchi premono alle porte dell’Italia settentrionale e il Duca della Rovere, in una strana alleanza con Giovanni De’ Medici, più noto come Giovanni Dalle Bande Nere, si prodigherà a evitare che le soldataglie tedesche raggiungano Firenze e persino Roma. Evitare il saccheggio della città eterna nel 1527 non sarà compito facile, né per il Duca Della Rovere, né per Giovanni dalle Bande Nere, né tantomeno per il Capitano Franciolino de’ Franciolini, che si ritroverà a combattere nei Paesi Bassi a fianco dei soldati francesi e, di rientro verso la sua patria, aiuterà la città di Tortona a liberarsi dell’assedio dei pericolosi Turchi.

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Il libro, edito dalla case editrice Tektime di Terni, è disponibile in versione cartacea, in e-book e in audiolibro. Disponibili anche le edizioni in lingua inglese e spagnola. Può essere acquistato su Amazon e nelle principali librerie on line, oppure può essere acquistato direttamente tramite il sito dell’autore: http://www.stedevigna.com

 

Stefano Vignaroli

Autore dei romanzi della serie “Le indagini del Commissario Caterina Ruggeri”

 

Sito web STEFANO VIGNAROLI

 

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Giovanna Russo: come creare il tuo benessere e la tua felicità

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Essere felici non è frutto del caso ed è il risultato di un percorso di crescita personale e spirituale che ognuno può intraprendere.  Il benessere e la felicità si conquistano con un sano amore verso se stessi e scoprendo il potere creativo dei nostri pensieri, che sono all’origine della nostra realtà

L’AUTRICE

“Giovanna Russo è nata a Napoli il 4 luglio 1968. Ha conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo Classico Antonio Genovesi. Ha svolto un percorso di studi presso l’Università di Lettere e Filosofia di Napoli con indirizzo filosofico. Ha lavorato come  rappresentante di una scuola privata di informatica. Dal 1995 vive a Roma, è sposata, è mamma di due splendidi figli e si è dedicata per ben venticinque anni alla collaborazione attiva nella parrocchia del suo quartiere, tra le varie collaborazioni è stata anche Catechista per i bambini della Prima Comunione per ben 21 anni. Si definisce libera e appassionata ricercatrice spirituale, dedita all’approfondimento dei suoi studi e interessi vari, che comunica anche attraverso i suoi libri. Attualmente ha pubblicato:
“Puoi creare il tuo benessere e la tua felicità ” e “L’amore guarisce tutte le ferite” entrambi con Book Sprint Edizioni.
Pratica e diffonde la filosofia del pensiero positivo, anche attraverso i suoi canali social
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IL LIBRO

“Puoi creare il tuo benessere e la tua felicità”, rientra nei racconti autobiografici, ma anche nella categoria “self help”.
Essere felici non è frutto del caso ed è il risultato di un percorso di crescita personale e spirituale che ognuno può intraprendere.  Il benessere e la felicità si conquistano con un sano amore verso se stessi e scoprendo il potere creativo dei nostri pensieri, che sono all’origine della nostra realtà. Imparando a gestire il proprio mondo interiore, pensieri e stati d’animo, prendiamo consapevolezza che tutto ciò che viviamo è una conseguenza di ciò che siamo dentro di noi e scopriamo il potere naturale in noi di creare la vita che desideriamo.  È solo una questione di coscienza di ciò che siamo: finché non siamo consapevoli del nostro potere, ci sentiamo anche vittime degli altri, del “destino”, della vita o persino della volontà di Dio, mentre un percorso spirituale di crescita personale e uno stile di vita salutare sono gli elementi indispensabili per costruire la propria felicità. Scoprendo il potere creativo della nostra mente e della nostra anima abbandoniamo naturalmente il vittimismo e diveniamo artefici della versione migliore di noi stessi, in cui scopriamo la nostra felicità e il nostro benessere.  Questo libro aiuta a scoprire il potere creativo dentro di noi e che tutto ciò che viviamo è frutto della nostra coscienza.  Scopri il tuo potere interiore e costruisci il tuo benessere e la tua felicità, per vivere una vita piena di luce, amore, pace, gioia, gratitudine, prosperità ed ogni altro bene che il tuo cuore desidera.”
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Su Spreaker è possibile trovare un assaggio vocale del libro:
“PUOI CREARE IL TUO BENESSERE E LA TUA FELICITÀ” GIOVANNA RUSSO BOOK SPRINT EDIZIONI 😍📖😍: https://spreaker.page.link/5JpPaXX9pTUx7bru5

Delitto sotto le torri, il giallo rivelazione di Luca Viozzi

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Tratto da un storia realmente accaduta.

“ Il Male agisce con modalità che non conosciamo e spesso è invisibile ad occhi poco esperti ”.

E’ disponibile nelle librerie e online l’avvincente e affascinante giallo “Delitto sotto le torri” di Luca Viozzi.  Il libro edito da Giaconi Editore, è un’appassionante storia che si snoda tra i vicoli di Ascoli Piceno nelle Marche, alla ricerca della risoluzione di un enigma che si dipana in maniera progressiva e serrata tra le pagine. Il romanzo ha tutti i crismi del giallo d’autore.

“ Ho scelto di ambientare il romanzo  nella città dove sono nato perché è un luogo pieno di fascino, mistero e storia. E’ una questione di atmosfere .

Luca Viozzi è nato nel 1984 e  si è laureato in Ingegneria Informatica. Oggi è docente ordinario di Tecnologie della Comunicazione presso l’Istituto “Ricci” di Fermo nelle Marche. L’autore del romanzo Delitto sotto le torri ha ricevuto il premio di miglior scrittore esordiente nella categoria gialli delle Marche.

Un successo inaspettato e ringrazio i tantissimi lettori . Un riconoscimento particolare al mio editore, Simone Giaconi, che ha avuto il coraggio di scommettere su questo romanzo .

Dove acquistare il libro:

https://giaconieditore.com/?product=delitto-sotto-le-torri

Salvatore Seguenzia: “Io rivivo dal buio”, il valore della fantasia

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Ciò che lo scrittore desidera trasmettere al lettore è il pensiero di narrare una “fantasia” con un linguaggio senza grovigli tali da non poter distrarre l’attenzione. Ha solo cercato di immaginare come da una faccenda un soggetto, oggi, potrebbe scoprire altre verità che fino a quel momento erano sconosciute a se stesso. L’unico piacere che si è impegnato a descrivere è stato quello di narrare alcuni periodi della “fantasia” in puro dialetto siciliano

Salvatore Seguenzia, nato ad Augusta (SR) nel maggio del 1969, sposato e padre di due figli. Da oltre trent’anni Ispettore della Guardia di Finanza in servizio presso la locale Compagnia. Si considera un megarese verace e da qualche anno si diletta a riscoprire una delle sue qualità che, fino a qualche tempo fa, era celata dentro di sé ed oggi, grazie alla Casa Editrice Aletti Editore, sta avendo la possibilità di esternare attraverso la scrittura o meglio la parola.  La casa editrice ha ritenuto l’opera “Io rivivo dal buio” espressiva e significativa, dove si propone un concatenarsi di segreti che la vita, talvolta, ha spoliato ad ognuno di noi; segreti capaci di ridonare sicurezza anche a chi ha perso la fiducia in se stesso, linfa per un nuovo coraggio e per una nuova determinazione. Gli accadimenti quotidiani hanno un valore ed un significato a seconda dell’età: quando si è giovani, spesso, la spensieratezza non aiuta a capire qual è lo scopo della vita; quando si raggiunge l’età degli “anta” la ricerca diminuisce e aumenta la scoperta del proprio significato. Quel significato che, talvolta è celato, appunto, dietro un segreto.

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Io rivivo dal buio è una narrativa nuova e molto semplice nella sua natura; ciò che lo scrittore desidera trasmettere al lettore è il pensiero di narrare una “fantasia” con un linguaggio senza grovigli tali da non poter distrarre l’attenzione. Ha solo cercato di immaginare come da una faccenda un soggetto, oggi, potrebbe scoprire altre verità che fino a quel momento erano sconosciute a se stesso. L’unico piacere che si è impegnato a descrivere è stato quello di narrare alcuni periodi della “fantasia” in puro dialetto siciliano: un valore storico aggiunto contornato da un autentico fascino temporale. Infatti ha voluto rendere “vivi” i personaggi con dialoghi diretti. Per lui, la Sicilia raccoglie la sua purezza attraverso l’unione armonica del cielo col mare e del mare con la terra, nonché attraverso i suoi inconfondibili odori della zagara, dei fichi d’india, delle olive, delle arance e dei limoni. La Sua Terra è unica al mondo; è una isola complessa, dove si percepiscono segreti senza meravigliarsi. Si vive all’interno di una sua ormai consolidata vita  dove ognuno, anche da un dettaglio, riesce ad estrarre una sana linfa al fine di migliorare la qualità esistenziale. La Sua Terra è un museo di architettura, di storia, di tradizioni, di lingue e di sapori che devono essere apprezzati attraverso gli occhi di coloro che giungono lì per poterli esportare. Ogni segreto ha un prezzo, ma è anche vero che se quel prezzo si paga per far emergere la verità, allora ben venga il coraggio di ognuno per poter manifestare quel fascino posto al centro del Mediterraneo. Lo stesso sostiene che la narrativa moderna è una guerra politica, sociale, religiosa, etica e tanti altri aggettivi da poter menzionare ma sarebbe, soltanto, tempo inutile per esporli ed anche uno spreco di inchiostro. Oggi, quello che deve colpire il lettore sono le “fantasie” che vanno oltre ogni immaginazione nonché oltre il confine del pensiero e che possono ricollegarsi, appunto, ad eventi della vita giornaliera; in pratica come l’oroscopo che, per ogni segno zodiacale, giornalmente dà un quadro generico di riferimento ma non specificatamente riferito ad un soggetto. Quello che conta è che la “fantasia”, per avere un certo rilievo sul campo letterario, necessita del fatto che lo scrittore dev’essere in grado di spiegare al lettore il valore morale della medesima e, contemporaneamente, sia posto nelle condizioni di farsi conoscere perché, in tal caso, si rimarrebbe con dei fogli volanti nelle mani che avrebbero solo un significato per colui che ha provato una sensazione di manifestare il proprio pensiero. Per il resto, ritenendosi ancora un novello scrittore, riconosce che certi racconti è meglio lasciarli ai grandi luminari della narrativa (non vi è senso di ironia né di presunzione) in quanto – sebbene gli piaccia approfondire la storia, la tradizione, la cultura della sua Sicilia – è giusto che tali meriti vengano attribuiti a costoro; mentre coloro che sono amanti di racconti amatoriali siano liberi di sbizzarrirsi nel creare “fantasie”. Per concludere c’è da aggiungere che, sempre grazie alla Casa Editrice Aletti Editore, alcune pagine del libro sono state lette dal Maestro Alessandro Quasimodo, figlio del grande poeta conterraneo Salvatore e altre sono state lette da Hafez Haidar, candidato premio Nobel per la Pace nel 2017. Le stesse saranno pubblicate su YouTube nonché in un CD in edizione limitata.

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Facebook: Salvatore Seguenzia scrittore

 

“Abigel il drago e i signori oscuri”: il primo romanzo del giovane autore Matteo Cupellaro

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L’autore: ” Con questo fantasy voglio arrivare al cuore delle persone, risvegliare le loro emozioni, la loro parte sognatrice, e portare speranza.”

Abigel il drago e i signori oscuri
E’ il primo romanzo del giovane autore Matteo Cupellaro. Pubblicato da Gruppo Albatros il Filo nel 2021, ha già superato le 500 copie vendute, ed è stato presentato al Salone del Libro di Torino. A Dicembre 2022 sarà per la prima volta alla Fiera di Roma Più Libri più liberi. La trama è incentrata sul drago protagonista Abigel e sulla sua compagnia di alleati, da Algentio, uno scienziato misterioso, a Dylan e Rob, suoi due fratelli. Insieme avranno il compito di contrastare la minaccia dei Signori Oscuri,banda di malvagi che minaccia la conquista del mondo mediante particolari pietre magiche. Molti i valori presenti, dall’amore alla ricerca di sé stessi, dall’amicizia al rispetto per la famiglia. L’autore delinea ogni personaggio in modo molto dettagliato, ciascuno con una sua identità e con misteri da svelare. Seppur per ragazzi, il romanzo è adatto per tutte le età, ed è il primo di una trilogia. Presentato anche in una intervista Sky nel programma Se Scrivendo e sui canali digitali di Vox Libri. Il secondo volume è previsto in uscita per l’anno 2023.
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L’autore
Matteo Cupellaro nasce a Frascati il 19/08/1989. Da sempre appassionato di scrittura,frequenta il Liceo Classico dai Salesiani di Villa Sora,a Frascati. Nel 2014 vince il concorso Schegge D’autore al teatro Tor di Nona. Pubblica il suo primo libro Abigel il drago e i signori oscuri, nel 2021. Scrive la webseries di successo “Le avventure del Detective Pearce”( nella quale interpreta il ruolo del sindaco) di 6 episodi, visibile su YouTube e con oltre 5.000 views a puntata( con la regia di Luciano Bottaro).
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Il libro presenta anche disegni illustrati dei personaggi a cura di  Anna Itri. 
I contatti Instagram:
matteo.cupellaro
matteocupellaroreal

“Manifesti del Futurismo mondiale”,  Ugo Pozzo alla galleria Malinpensa by La Telaccia

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Dal 22 novembre presso la galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia, la personale di Ugo Pozzo (1900 – 1981), aperta fino al 3 dicembre e curata da Monia Malinpensa e Alessandra Gandiglio.

Ugo Pozzo nasce a Torino il 5 luglio 1900, iniziando a esporre a partire dal 1919 i primi quadri futuristi con Tullio Alpinolo Bracci e Luigi Colombo (Fillia). Si tratta di mostre quasi clandestine, che hanno avuto luogo in scantinati, circoli e sale da ballo di periferia. Nel 1922 i suoi dipinti sono stati esposti alla prima Esposizione Nazionale della Caricatura al Garden Club di Torino, dove erano presenti, quali caricaturisti, artisti di grande reputazione. Il 5 marzo 1923 Ugo Pozzo fonda con Fillia e Bracci il gruppo futurista di Torino, iniziando da quel momento un’attiva e costante partecipazione alle più importanti rassegne di arte futurista dell’epoca, sia italiane sia internazionali. Nel 1927, dopo dure lotte e accese polemiche, Pozzo e gli amici futuristi conquistarono una sala alla Quadriennale della Promotrice di Torino, in cui si terrà la più grande e completa mostra futurista dell’epoca, preludio alle successive partecipazioni alla Biennale di Venezia.
Nel 1930 partecipa alla XVII edizione della Esposizione Internazionale Biennale d’Arte della città di Venezia, esponendovi il dipinto “Charlot”, mostra alla quale è ancora presente alla XIX edizione del 1934 con “Voli sulla città nuova”, alla XXI del 1938 con “Aeropittura” e alla XXIII del 1952 con “Aeropittura”, “Aeropittura di intercettatore Fiat G 50”. Nel 1935 espone alla seconda edizione della mostra Quadriennale di Arte Nazionale al Palazzo delle Esposizioni di Roma, con il dipinto “Balilla”, ancora presente alla terza edizione del 1939 con “Aeropittura di ali legionarie” e “Aeropittura di cielo spagnolo”.


Il talento di Ugo Pozzo trova espressione non solo nel campo della pittura ma anche della scultura, della caricatura, della grafica pubblicitaria e editoriale, dell’arredamento, del cinema d’animazione e della ideazione e produzione dei giocattoli in legno. Tra il 1931 e il 1932 soggiornò e lavorò a Parigi dove, grazie all’aiuto di Prampolini, si impegnò come disegnatore e vignettista presso le Edizioni Montparnasse e alcune testate giornalistiche.
Coadiutore e collaboratore stretto di Fillia, prima, e poi suo sostituto alla direzione e conduzione del gruppo, Ugo Pozzo risponde ai valori del movimento futurista torinese, quale una figura di primo piano. Tra i suoi componenti è risultato l’uomo più dotato e di maggior talento con Fillia.
Fillia – Pozzo risulta una coppia davvero singolare, che ricorda, per non poche affinità, l’altra più nota di Boccioni – Balla del Futurismo del 1910.
Nel 1940 Filippo Tommaso Marinetti lo definisce in un ritratto appassionato sul Meridiano di Roma come un “ingegnoso mondializzatore di Torino”. Nel secondo dopoguerra, esauritasi la stagione futurista, Pozzo continuò a sviluppare la propria ricerca pittorica in solitudine, passando attraverso esperimenti informali, fino al recupero e all’interpretazione dello stile personale che aveva caratterizzato le sue opere futuriste.
A partire dagli anni Sessanta riprende, con notevole costanza, l’attività espositiva, tenendo diverse personali a Torino, Milano, Roma, Genova e Venezia, fino alla morte avvenuta a Torino nel 1981.
Il suo carattere schivo e modesto, la scarsa circolazione delle opere nel dopoguerra e alcune incomprensibili dimenticanze da parte della critica hanno contribuito ad offuscarne la memoria, impedendo il giusto collocamento e il pieno riconoscimento nel contesto del cosiddetto Secondo Futurismo.

Mara Martellotta

 

Manifesti del Futurismo mondiale
Ugo Pozzo
Orario: 10:30 / 12:30 – 16:00 / 19:00 (chiuso lunedì e festivi)
Corso Inghilterra 51, Torino
info@latelaccia.it