Questa volta non ci sono ori e allori ad attendere il Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Torino sul podio di Riccione, dove si è appena conclusa la terza edizione dei campionati italiani ASPMI di beach volley; pur giocandosela a viso aperto con tutti, infatti, gli atleti sabaudi non sono riusciti nell’impresa di centrare il terzo titolo nazionale consecutivo, accontentandosi “soltanto” (si fa per dire) della medaglia di bronzo conquistata dalle ragazze del 3×3 (Roraima Pennazio, Roberta Pica e la “meneghina” Stefania Pedone, aggregatasi alla compagine piemontese in quanto Milano non raggiungeva il limite minimo di partecipanti), malgrado l’assenza di Emanuela Milano, ferma ai box dopo l’infortunio rimediato in occasione della rassegna tricolore di pallavolo.

Le tre coppie maschili (Valentino Hu-Simone Manzo, Aldo Annicchiarico-Mauro Buttolo, Giovanni Guerzio-Ciro Spirito, con quest’ultimo unitosi al team torinese proprio come fatto dalla collega Pedone) si sono piazzate tutte al quinto posto, ad eccezione del tandem Annicchiarico-Buttolo, uscito di scena agli ottavi di finale, mentre le due squadre miste 3×3 (Hu-Manzo-Pica e Annicchiarico-Buttolo-Pennazio) si sono classificate rispettivamente settima e sesta.

Una prestazione comunque soddisfacente, che viene commentata così da Valentino Hu, responsabile della sezione pallavolistica del sodalizio gialloblù: «Con rammarico, quest’anno il GSPM Torino non è riuscito a confermarsi ai vertici dell’albo d’oro della competizione a causa di alcune circostanze sfortunate, che hanno avuto la meglio sulla carica e sulla grinta che ci hanno accompagnati in quest’avventura. Si è trattato di un piccolo incidente di percorso, Torino è più unita e compatta che mai e il gruppo è giovane, grazie anche all’aggiunta di qualche nuovo amico, come Simone Manzo, già presente l’anno scorso, e Aldo Annicchiarico, che ha saputo stupire tutti in positivo: un giocatore mobile, scattante e molto promettente per il futuro, pur non avendo mai praticato pallavolo a livelli agonistici».

Per quanto concerne l’aspetto organizzativo del torneo, Hu ha asserito: «Desidero rivolgere a nome di tutto il gruppo i nostri ringraziamenti al GS Riccione per l’organizzazione del campionato e al nostro presidente Massimo Re e ad Elisabetta Ferraresi per il loro sostegno costante. Un grazie anche alla città di Riccione, a Ezio Bianchi, titolare dell’hotel “Fiorina”, e al “Beach Arena” che ha ospitato le gare. Infine, un ringraziamento speciale alla collega Antonella Pronello, che, nonostante i numerosi impegni lavorativi e personali, ci ha accompagnato nella trasferta in landa romagnola, donandoci grandi sorrisi e tanta positività».
Il prossimo impegno per il GSPM Torino è rappresentato dagli italiani ASPMI di ciclismo su strada, in programma a Milano domenica 17 settembre.

colonna sonora di Eyes Wide Shut di Kubrik. “Per il programma corto di Giada – ha affermato De Bernardis – ho voluto scegliere una musica forte, intrigante, con un’atmosfera sensuale e, allo stesso tempo, tenebrosa. Per il lungo ho optato per le musiche di un film che ho amato molto, “Parla con lei” di Pedro Almodovar, ma ho deciso di affidare la coreografia ad Andrea Vaturi perché ho voluto che Giada lavorare con altri professionisti per avere nuovi input”. Seguiranno gli esordi di altri atleti in tutte le categorie e nuove sfide per Russo e Beccari. L’Ice Club Torino asd, uno dei club di pattinaggio artistico più importanti d’Italia, si conferma come una scuola di grandi talenti e inaugura i nuovi corsi della stagione 2017-2018, aprendo le porte a grandi e piccoli e consentendo a tutti di prenotare una lezione di prova. L’Ice Club ha, inoltre, organizzato per il 23 settembre un open day sui pattini, presso il Pala Tazzoli di Torino, appuntamento aperto a tutti gli appassionati che vogliono avvicinarsi al mondo del pattinaggio artistico.
Si è conclusa a Bruges la prima parte dei Campionati Europei di nuoto per salvamento, quella dedicata alle gare in vasca
Nel 2019 tornano sotto la Mole, dopo il successo dell’edizione 2013, gli European Master Games, le Olimpiadi degli over 35
Si può leggere un libro al ritmo frenetico di una corsa ai tempi del ciclismo eroico, dove la fatica si misurava su strade polverose e sterrate?
aggiunsero il Mondiale nel ’30 e nel ’32, il Giro di Lombardia (4volte), la Milano-Sanremo (2) e il Giro del Piemonte (2). Binda, nel mondo faticoso e bello dei “forzati della strada”, si trovò a rivaleggiare con un mostro sacro come Costante Girardengo. Come scrive Rosso, la parte più rilevante della carriera di Binda “si compie in un Paese ormai soffocato dalla miope grandeur della dittatura”; e sarà proprio il regime, insoddisfatto di quel campione troppo tiepido dal punto di vista politico, a
contrapporgli un asso dalla maglia nera e il cognome tristemente profetico: Learco Guerra. Unico tra tutti gli sport, il ciclismo vanta un rapporto del tutto particolare con il suo pubblico, con quelli che lo amano e lo seguono sulle strade in ogni stagione, sfidando intemperie e rovesci. Pier Paolo Pasolini diceva che “il ciclismo è lo sport più popolare perché non si paga il biglietto” ma forse lo è anche perché
carriere – il fascino del ciclismo resta lo stesso e non tramonta. Edoardo Rosso fa divorare le pagine di “Binda l’ Invincibile” come fossero tappe di una corsa epica, racconta Alfredo Binda mescolando dati e fotogrammi della vita del campione che dava battaglia spingendo sui pedali con forza, agilità e un’idea innovativa delle strategie di gara e della preparazione atletica che l’ha – a buon merito –posto tra gli innovatori di questo sport negli anni ruggenti. Alfredo Binda è morto, ottantaquattrenne, nel 1986. Riposa ora nel cimitero di Cittiglio e sulla tomba campeggia una bella foto in maglia iridata.







del ciclismo eroico. Tutti conoscono il grande Fausto Coppi e la tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia 1949, in cui rilegò ad oltre 12 minuti di ritardo grandi corridori come Gino Bartali ed Alfredo Martini, ma queste terre hanno anche dato i natali a corridori come Giovanni Valetti (vincitore del Giro d’Italia nel 1938 e nel 1939) e Francesco Camusso (vincitore del Giro del 1931 e di numerose tappe al Tour de France) e ad altri corridori come i fratelli Bartolomeo e Pietro Aimo e Luigi Barral. Tutti questi grandi corridori del passato verranno come da tradizione onorati mediane l’intitolazione dei numerosi premi che verranno assegnati nell’ambito della manifestazione. La Classica di Pinerolo si svolgerà Domenica 17 Settembre, ma già nel giorno precedente (Sabato 16 Settembre) è previsto un prologo molto particolare. Gli iscritti sempre dotati di biciclette d’epoca, avranno infatti la possibilità di misurarsi in una prova di regolarità a cronometro denominata “Crono Senza Tempo” che porterà i partecipanti a confrontarsi lungo i viali sterrati del centro città, dove un tempo avvenivano il passaggio e gli arrivi dei corridori nelle corse ciclistiche dagli anni ’30 agli anni ’50.

