E’ terminato il campionato con una vittoria che non lascia l’amaro in bocca per quel che sarebbe dovuto accadere dal prossimo weekend, ma con un sorriso che dovrebbe solo far sperare di poter rivivere le tante emozioni positive che quest’anno abbiamo vissuto

Se questo è un anno di rimpianti, bè, … datecene altri: prima partecipazione in coppa Italia e vittoria immediata al primo tentativo (prima squadra a vincerla dopo soli tre anni in Serie A, come segnalatomi da una persona “influente”), passaggio del primo turno di Eurocup e a 3” all’ intervallo dell’ultima partita della seconda fase si era qualificati… per i turni successivi. Campionato? Ok, si vorrebbe avere tutto, e sarebbe bello, ma l’esperienza sarà il tesoro da conservare per il prossimo anno. E comunque, pur essendo ripetitivo: nelle ultime partite 6 sono andate perse negli ultimi minuti se non secondi e pur se è vero che con i se e con i ma non si vincono i campionati, per lo stesso motivo aver vinto la Coppa Italia non è stata una fortuna.Chi vuole ricordare qualcosa di bello? Senza classifica, ma con emozione, … vedrete quante cose solo al volo bastano per avere tuffo al cuore. In ordine sparso e solo a titolo di esempio per la memoria… la palla recuperata da Deron e il passaggio a Sasha della finale credo sia da lacrime istantanee, il tiro di mercoledì di Peppe da libro Cuore, l’alley hoop di Bongou Colo’ per Deron sotto di 20 da incoscienti spettacolari, i tre tiri quasi
consecutivi sempre di Bongou Colo’ in finale coppa Italia sono da vittoria della volontà sulla ragione, Valerio Mazzola che lotta per la vittoria in coppa a Firenze, segna bombe a raffica come mercoledì e che comunque trova il tempo di sollevare Gudaitis da cavaliere antico contro Milano, le vittorie su Milano e sul Bayern di quest’anno, il tiro da tre dall’angolo di Vander Blue contro Cremona in controtempo, Trevor Mbakwe che con la schiena a pezzi vola a schiacciare a canestro e prova pure a pedalare pur di entrare in campo, il canestro al volo di Patterson allo scadere del secondo tempo su passaggio baseball tutto campo di Washington contro Varese, i passaggi sulla schiena degli avversari di Garrett che poi conclude a canestro, il giro del campo con la Coppa Italia prima della partita con Capo D’Orlando, la classe e l’educazione sportiva di Jones che entra e tira dentro 7 bombe come se avesse sempre giocato e tutto il Palaruffini in piedi ieri sera a festeggiare con la squadra e con allenatore e tutto lo staff, ma sono solo alcuni dei momenti e tutti non è possibile metterli, almeno in questo articolo… : e questa è una stagione deludente? Allora, se questo è vero, prepariamo pure l’ex Palaisozaki alias Palalpitour: altroché il Palavela, se Torino “da delusione” crea queste emozioni, se vincerà cosa potra’ succedere?
***
Mercoledì sembrava che la FIAT Torino giocasse senza curarsi degli avversari: come l’avevamo vista più volte, con calma con indifferenza quasi nei confronti degli avversari che pure arrivavano da 12 vittorie su 14 nel girone di ritorno. Non sembrava Varese la squadra forte, eppure non hanno non giocato alla “morte” pur di farcela, semplicemente la FIAT Torino ha giocato libera con la testa, e il buon Galbiati, qualsiasi sia il suo futuro, esce da vincente quest’anno, e non solo per la Coppa Italia, che così frettolosamente molti hanno già scordato: no, non è vero, non sono molti. Sono tanti invece i tifosi della curva che proprio in occasione dell’ultima partita hanno indossato la maglia con il cerchio
tricolore. Dimenticare non è patrimonio delle persone sensibili. E proprio su questa parte mercoledì c’è stata una celebrazione di una persona che io non ho avuto la possibilità di conoscere, ma visto che molto di quello che sei stato vale da quello che lasci, da quello che ho ricevuto e sentito credo che Claudio, deve essere stato una persona vera, sincera, leale e sensibile. Smuovere il cuore di tutti non è facile. E aver la forza di farlo davanti a tutti vuol dire averla ricevuta da chi non c’è più fisicamente ma che vive nelle persone che lo hanno amato e lo ameranno per sempre. Peppe Poeta, prima della partita, ha letto una poesia, anzi direi più un’espressione di amore profondo che la moglie Tina gli ha dedicato. Mi è stata inviata e la trascrivo così com’è: “L’infinito del verbo AMARE è RESTARE, è esserci nonostante tutto. Amare è anche RESTARE sotto la Croce di chi AMI, bevendo fino in fondo, in certi precisi momenti, l’amaro calice dell’impotenza. Il Dolore più grande è NON poter far nulla davanti alla Sofferenza di chi AMI. Ma l’AMORE VERO è anche e soprattutto restare lì nonostante la nostra impotenza. Si ama soprattutto quando si RESTA anche nelle situazioni in cui NON converrebbe più restare”.
***
E altre persone si sono unite per Claudio e per Tina: Manuele scrive “Per me Claudio è stato un esempio e sono fiero di essergli stato amico e di essergli stato vicino ma sono io che devo dirgli grazie per la sua amicizia e per i suoi insegnamenti e davvero, come dice qualcuno, l’Infinito di amare è restare”. Deborah ci invia: “Ogni volta vorrei mollare ma non lo faccio, ogni volta che combatto per ciò che ritengo giusto, lo farò con il sorriso dedicandolo a te… Grazie amico mio”.
“Nel quotidiano si incontrano tantissime persone , ma sono poche quelle per me SPECIALI, una di queste sei tu! Grazie Bulls!!”, queste le parole di Luca. E ancora… “Questo pomeriggio mi è stato chiesto un pensiero su Claudio e inizialmente avevo paura di essere banale e di non riuscire ad esprimere il mio amore, poi mi sono seduto e ho pensato che per me Claudio era tutto. E’ stato un papà quando ne ho avuto bisogno, è stato un amico un fratello un consigliere e in una sola parola è stato Famiglia per me. E’stato motivo di orgoglio poter dirgli quanto gli voglio bene e quanto importante fosse per me e per noi e di quanto io sia felice di potermi forgiare della parola amico
suo perché Claudio era vita. Grazie davvero di tutto amico mio: forse ha davvero ragione Tina la sua splendida metà. Lei è stata l’altra metà del suo cielo, erano uno il prolungamento dell’altro e…sì: permettemi, direi come dice TINA, L’INFINITO DI AMARE E’ RESTARE E CLAUDIO E’ QUI con noi. Ti voglio bene. Tuo Manuelino”. “Il vuoto a chi rimane… Chi era Claudio? Il susseguirsi di gesti del cuore racchiudono una vita di momenti e sensazioni che descrivere a parolo o con parabole pre…stampate hanno del limitativo. Un Cuore Granata e Gialloblù, un uomo di Curva, una persona che ci ha lasciato un esempio che rimane come un tatuaggio nell’anima, il voler vincere sul demonio della malattia. Un esempio di lotta senza quartieri e religione, una semplice persona che ha lasciato qualcosa. Come un vecchio capitano in campo, ho solo avuto l’onore con rispetto e semplicità…di tenere per mano chi ti ha amato e amerà per sempre (la tua moglie Tina) per preparare la sceneggiatura di un film d’amore di chi rimane. Un semplice gesto per non apparire, ma per dimostrare alla tua gente, che non serve apparire… ma fare… come hanno fatto i tuoi fratelli. A loro il tributo e l’applauso di un Ruffini al 99% toccato dalla lettura del Ruggente Peppe Poeta. Ciao Claudione…veglia sempre su di Noi… ti garantisco che i ragazzi porteranno avanti il tuo desiderio e si prenderanno cura di Tina. Ciao Claudione. Con stima e rispetto. Il Capitano.” E queste sono le parole di qualcuno, che a cuore non è secondo a nessuno… Commentare? Non ce n’è bisogno. Qualcuno ha avuto la forza di andare oltre il campo e a portare umanità oltre il canestro, e a Claudio e all’artefice che ha avuto la forza di creare con volontà questo splendido pur se triste momento intenso vada il nostro pensiero di riconoscenza per aver fatto vivere la vita nel mondo luminoso del nostro Basket. E’ vero: Torino poteva vincere di più, ma ha fatto tanto e ha tifosi veri che hanno un cuore e che sanno riconoscere la volontà di fare. Avanti Torino, la strada non sarà sempre facile, ma almeno, il prossimo anno, le nostre maglie avranno un cerchio tricolore a ricordarci che luci ed ombre fanno parti della vita e anche dello sport, ma il coraggio, l’incoscienza e la voglia di farcela a volte fanno sì che nonostante tutto si può vincere con tutti e tutti insieme. Tutto il resto … è noia.
Paolo Michieletto


compagno di squadra Moretta (bronzo). Terza posizione, infine, nelle categorie M3 e M6 per Lenta e Laghi. 

se spingi oltre il limite vieni sanzionato, ma tant’è, quest’anno è andata così, e forse, se vogliamo sorridere, Torino è più adatta all’Eurolega che al campionato italiano (perché non sognare?)… .Per tornare alla partita si è rivisto Jones, sorpresa per molti ma non per i più attenti: era stato il miglior giocatore del campionato Slovacco: vero che dopo la meteora
Difficile dire cose nuove su Poeta che ha messo tutto quello che aveva, e il record stagionale di Assist e peccato non aver pareggiato con un suo tiro finale, però tutti quelli in campo hanno fatto quello che potevano e alcuni anche di più.
finale e sempre forza Aux!”. Ed infatti la reazione è stata di orgoglio. La fatica era sensibile e visibile, anche se soprattutto nei nostri giocatori. A dirla tutta, proprio andando a vedere bene, nelle ultime giornate 6 partite sono “andate perse” negli ultimi 1’ – 2’… a testimonianza di una tenuta non proprio impeccabile, e se invece di perdere sempre in volata le avessimo vinte, credo sia evidente di cosa staremmo parlando adesso… , e come dice Simone, e gran parte della tifoseria… peccato.
di aver vinto finalmente qualcosa, essere consapevoli che le scelte tecniche non erano sbagliate, ma che il comportamento “amalgamato” del gruppo non sempre è stato perfetto. Ciò nonostante, se avessimo vinto solo tre o quattro partite di quelle perse in volata ora si parlerebbe di dove acquistare i biglietti per metà maggio… .
Finito l’incontro Napoli-Torino, il tecnico granata Walter Mazzarri
sensibilizzazione sulla sicurezza stradale ideata insieme a Marco Cavorso e ripercorrere le orme di Alfonsina Strada, unica donna ad aver partecipato al Giro d’Italia insieme agli uomini nel 1924. Accompagnata dalla giornalista Mariateresa Montaruli e dalla fotografa Ilona Kamps, Paola porta i valori dello sport come auto affermazione e autodeterminazione delle donne; in molte città italiane non mancano momenti di incontro, per raccontare la sua storia e condividere i valori di tutte le sue iniziative sportive. La campagna “Io rispetto il ciclista” vede il ribaltamento della prospettiva di solito legata a questo tipo di iniziative; sono gli automobilisti stessi, infatti, a sottolineare come siano proprio loro a rispettare i ciclisti, in quanto utenti deboli della strada, tramite l’esposizione dell’adesivo con il nome della campagna sul retro dell’auto. Un segnale
chiaro e forte su come si comporta chi guida la macchina, soprattutto in fase di sorpasso del ciclista. Prosegue inoltre il progetto legato all’Uganda, “La speranza viaggia in bicicletta”, in collaborazione con la Onlus Africa Mission Cooperazione e Sviluppo, con l’obiettivo di raccogliere fondi per acquistare 18 (una per tappa) biciclette per le donne, da aggiungere alle 104 già consegnate gli anni scorsi. “Sono emozionata – sottolinea Paola – di pedalare in Italia, ricalcare le orme della grande Alfonsina Strada e, soprattutto, portare avanti la campagna sulla sicurezza della strada a cui sono molto sensibile dopo il pesante incidente subito in Arizona durante il giro del mondo”. Paola si appresta a partire con il suo insostituibile team: Nicodemo Valerio, Fabrizio Malisan, Paola Blotto, Donato Lecci ed il mental coach Lorenzo Paoli
Nell’anniversario della tragedia del Grande Torino, ieri il sito web granata ha ricordato i nomi delle vittime
l giro d’Italia inizia quest’anno il 4 maggio, in una data significativa per il mondo dello sport, quella dell’anniversario della scomparsa del grande Torino, la squadra degli invincibili che, troppo bella per restare tra i mortali, il fato rapì a questo mondo affinché continuasse a giocare un’eterna partita nei campi Elisi e nel cuore di generazioni di sportivi in saecula saeculorum
nazioni, la massima onorificenza che lo Yad Vashem, il Museo della Shoa di Gerusalemme, dedica a coloro che, rischiando la propria vita, salvarono anche un solo ebreo dal massacro nazista. Bartali, eroe schivo a cavallo della sua bicicletta, segretamente contribuì ad aiutare moltissimi ebrei, durante uno dei momenti più cupi della storia, agendo e tacendo, fedele al motto che contraddistinte la sua vita: “Il bene si fa, ma non si dice”. La 101ª edizione della corsa rosa si disputa dal 4 al 27 maggio 2018 e si articola in 21 tappe. La conclusione, invece, sarà a Roma. I numeri parlano di 3.562,9 Km, per una media di 169,7 Km a tappa. I corridori saranno chiamati ad affrontare 2 prove a cronometro individuali (compresa la prima di 9,7 km a Gerusalemme), con 7
frazioni per velocisti, 6 frazioni di media difficoltà e 6 frazioni di alta difficoltà.
Venaria Reale-Bardonecchia e la Susa-Cervinia 2001 con 4 mila metri di dislivello (sabato 26).La cima Coppi sarà ospitata dal Piemonte con il Colle delle Finestre, rinnovando così il ricordo e l’omaggio all’immenso campione figlio della nostra terra, Fausto Coppi da Castellania, il grande airone. Nella mente dei tanti appassionati di questo sport si rinnoveranno il ricordo, le immagini, le suggestioni delle epiche sfide tra Fausto e Gino sulle strade polverose della nostra Italia, sulle colline, sui sentieri innevati su sempre più su verso la cima, in una lotta disperata e bellissima per afferrare la Vittoria e indossare la maglia rosa come l’aurora.
La 19^ è tra le più importanti della 101esima edizione del Giro d’Italia di ciclismo
attraversando una delle piazze della città, agli allievi del corso di cucina dell’Istituto Formont che, tra i fornelli, indossano un cappello rosa all’arrivo del loro insegnante chef. Rosa che si fonde anche nelle due ruote, con la presenza nei due spot, non solo delle associazioni dei ciclisti
diretta, alle luci e composizione fotografica della scena e al montaggio. Un’esperienza formativa per tutti, dove fondamentale è stato l’apporto e il supporto alla produzione di Patrizia Mazzilli dell’ Ufficio Cultura ed Eventi e di Vittorio Billera, Addetto Stampa e direttore di Venaria Tv, con dietro le quinte il prezioso supporto della dirigente Sport, Giovani e Cultura, Mara Rossero.
produzione.
Si poteva vincere, si poteva dimostrare qualcosa a tutti, si poteva battere chi, invece di giocare a quello che Naismith definiva Basketball cioè un gioco senza contatto e penalizzante ogni aggressività eccessiva, fa proprio della difesa con aggressività al limite della violenza la sua arma in più, e si poteva fare anche altro, ma non si è riusciti




