Ance Torino, edilizia in fase di attesa: pesano costi, burocrazia e tensioni internazionali

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ANCE Torino ha presentato la neoeletta Presidente Paola Orsini e idati sull’andamento del settore delle costruzioni a Torino, che definiscono un quadro stabile ma incerto.

 

Il settore delle costruzioni continua a muoversi in uno scenario complesso, nel quale alle opportunità offerte dagli investimenti pubblici si affiancano le incognite legate al quadro geopolitico internazionale, all’andamento del mercato immobiliare e alle difficoltà di accesso al credito.

A livello nazionale, le stime elaborate a inizio anno dal Centro Studi ANCE indicavano per il 2026 una crescita degli investimenti in costruzioni del 5,6%, sostenuta soprattutto dall’accelerazione delle gare legate al PNRR e, più in generale, delle opere pubbliche. Si tratta tuttavia di una previsione destinata a essere rivista, poiché al momento della sua elaborazione non era ancora possibile valutare gli effetti della crisi internazionale, in particolare del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha contribuito a rallentare il comparto. Rimane comunque un elemento positivo: secondo ANCE, da qui al 2033 saranno disponibili oltre 120 miliardi di euro di fondi strutturali, nazionali ed europei destinati agli investimenti nelle costruzioni, risorse che il settore ritiene fondamentale riuscire a utilizzare pienamente.

In Piemonte il clima è caratterizzato da una crescente incertezza. I saldi relativi a fatturato, occupazione e ricorso alla manodopera esterna registrano nel primo semestre del 2026 un peggioramento medio del 4% rispetto ai sei mesi precedenti. Anche il mercato immobiliare vive una fase di attesa, condizionata dai recenti sviluppi geopolitici, mentre nel comparto dei lavori pubblici, sia quelli finanziati dal PNRR sia quelli ordinari, si prevede una contrazione di almeno il 20% rispetto al 2025.

Le difficoltà risultano ancora più evidenti nell’area torinese. L’aumento dei costi di costruzione, aggravato dal contesto internazionale, rende infatti più complicata la promozione di nuove iniziative immobiliari. A incidere sul rallentamento è anche il periodo di salvaguardia legato al passaggio dal vecchio al nuovo Piano Regolatore Generale, che inevitabilmente rallenta l’iter delle pratiche amministrative. Secondo gli operatori, questa fase dovrebbe concludersi nel più breve tempo possibile, poiché numerosi interventi immobiliari risultano sostanzialmente fermi. Diversa la situazione del mercato dell’usato, che continua a mostrare un andamento positivo, pur senza particolari tensioni sui prezzi.

Sul fronte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, al 31 dicembre 2025, dei circa 1,9 miliardi di euro stanziati sono stati aggiudicati lavori per 1 miliardo e 325 milioni di euro. Delle 651 gare PNRR assegnate tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025, ben 338, pari a circa il 52%, sono state vinte da imprese di Torino e provincia. Rimane però aperta la questione dei ritardi nell’erogazione dei fondi da parte del Ministero della Pubblica Amministrazione, un problema che continua a creare criticità anche in relazione all’aumento dei costi dei materiali.

I dati della Cassa Edile delineano un quadro sindacale con luci e ombre. Al 30 aprile 2026 la massa salari cresce del 4,1% rispetto a marzo 2025, incremento riconducibile soprattutto ai recenti rinnovi contrattuali e all’aumento delle ore lavorate, salite del 3,5%. Rimane sostanzialmente stabile il numero degli operai iscritti, che registra una lieve flessione dello 0,1% rispetto ad aprile 2025. Più marcata, invece, la diminuzione del numero delle imprese, in calo del 9,9%, mentre le ore di cassa integrazione riferite al periodo 2024-2025 diminuiscono del 15,8% rispetto al biennio precedente.

Prosegue nel frattempo l’attività dedicata alla formazione e alla sicurezza nei cantieri. Secondo i dati FSC, nel corso del 2025 sono stati effettuati 3.002 sopralluoghi, durante i quali i tecnici hanno incontrato 1.525 imprese. Nei primi cinque mesi del 2026, dal 1° gennaio al 31 maggio, i sopralluoghi sono già stati 1.556 e hanno coinvolto 806 imprese. Sul fronte della formazione, nel 2025 sono state erogate 10.570 ore di corsi a favore di 5.877 partecipanti; nei primi cinque mesi del 2026 le ore di formazione sono state 4.772, con 2.914 persone coinvolte.

Anche l’accesso al credito continua a rappresentare uno dei principali nodi per il settore. I dati della Banca d’Italia evidenziano infatti che, a livello locale, gli investimenti non finanziari, vale a dire quelli destinati ad immobili e aree edificabili, nel 2025 sono diminuiti del 9,1% rispetto al 2024. Si tratta di un primo segnale di inversione di tendenza che, in attesa dei dati ufficiali, sembra proseguire anche nel 2026. Tra gli operatori permane inoltre la percezione di un sistema bancario che, salvo alcune eccezioni, continua a guardare al comparto delle costruzioni con prudenza e, in molti casi, con un atteggiamento ancora caratterizzato da diffidenza.

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

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3 – 9 luglio 2026

 

 

SABATO 4 LUGLIO

 

Sabato 4 luglio dalle 14:30 alle 17:30

IL RITRATTO E LA SFUMATURA: LUCE, VOLUME, APPARIZIONE

GAM – Workshop di disegno in occasione della mostra “Un altro Novecento”

Il workshop è dedicato al ritratto e alla sfumatura, strumenti fondamentali per costruire il volume e suggerire la luce sul volto. La visita in mostra si concentra su opere di Medardo Rosso, Evangelina Alciati, Felice Casorati e Filippo de Pisis, in cui il volto emerge gradualmente dalla carta attraverso passaggi tonali e vibrazioni del segno. In laboratorio, lavorando con grafite e carboncino, i partecipanti sperimentano diverse modalità di sfumatura, osservando il volto come insieme di piani e volumi. Il ritratto viene così affrontato non come esercizio di somiglianza, ma come processo di apparizione, in cui il disegno conserva le tracce del tempo e del gesto.

Il workshop è aperto a tutte e tutti, anche senza esperienza pregressa.

durata: 3 ore (comprensive di ingresso in mostra con breve visita)

tariffa: €50 (€40 per possessori di Abbonamento Musei)

info e prenotazioni: 011 19560449 / ftm.prenotazioni@coopculture.it

Il workshop si intende confermato al raggiungimento del numero minimo di 4 partecipanti

 

 

LUNEDI 6 LUGLIO

 

Lunedì 6 luglio

IL MAO CHIUDE PER DISALLESTIMENTO

MAO

Il museo chiude per disallestimento dal 6 al 22 luglio inclusi.

Ci si rivede il 23 luglio con la mostra Paesaggi da sogno / Dreamscapes, il secondo capitolo delle 53 stazioni della Tokaido.

 

 

MERCOLEDI 8 LUGLIO

 

Mercoledì 8 luglio

XCOAX A PALAZZO MADAMA

Palazzo Madama – conferenza e mostra

Dall’8 al 10 luglio Palazzo Madama ha l’onore di ospitare la 14esima edizione della conferenza internazionale xCoAx, uno dei principali appuntamenti di ricerca dedicati alle intersezioni tra arte, esseri umani, tecnologie computazionali e cultura contemporanea.

La conferenza riunisce artisti, studiosi e innovatori impegnati a indagare il rapporto tra creatività e tecnologie digitali, offrendo un’occasione di confronto internazionale su pratiche, linguaggi e scenari che stanno ridefinendo il modo in cui produciamo, condividiamo e interpretiamo la cultura contemporanea.

La tre giorni di lavori è riservata – previa iscrizione sul sito https://xcoax.org/#registration – a studiosi, artisti, performer e studenti che si occupano di ricerche multidisciplinari su estetica, calcolo, comunicazione e dei legami che intercorrono fra di essi.

In occasione della conferenza saranno allestiti negli spazi del museo 17 lavori site specific, accostati alle opere delle collezioni permanenti di Palazzo Madama, in un inedito dialogo tra forme, linguaggi ed epoche differenti.

Le opere sono visibili con il biglietto di ingresso delle collezioni.

(cs in allegato)

 

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

La bottiglia senza “buscion”

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La primavera stava per lasciare, senza grandi rimpianti, il passo all’estate. Grandi nuvole nere s’addensavano sulla vetta delle montagne. L’aria si fece elettrica, segno che il temporale stava per scatenarsi. Audenzio Remolazzi , intento a falciare il fieno nel prato, guardò il cielo che si faceva sempre più scuro e s’affretto a raccogliere quant’aveva tagliato per evitare che la pioggia imminente facesse marcire il maggengo.

Tra sé e sé disse : “Ah, quando il monte mette il cappello, conviene lasciare la falce e metter mano al rastrello”. E diede voce anche a Bartolo che stava riposandosi appoggiato con la schiena  al tronco di un melo. “Oh.. Sacrebleu”, fece quest’ultimo, stirandosi. “Ho dormito come un sasso Colpa della frittata con le cipolle che è come una droga; mi piace ma mi crea un peso sullo stomaco che chiama l’obbligo di un riposino”. Guardò il cielo e borbottò: “Secondo me, Audenzio, è un temporale varesotto, poca acqua e gran casotto”. Tanto rumore per nulla, dunque? Nel dubbio, per non saper leggere e scrivere, s’impegnarono entrambi a rastrellare il fieno per poi raccoglierlo nel covone che andava coperto con una cerata. Ma più che dal cielo e dal temporale, il rumore più forte veniva dalla strada che saliva verso la Contrada delle Ciliegie. Stava passando una moto Guzzi, guidata dal proprietario, tal Arturo Brilli. Pareva un aeroplano intento a rullare sulla pista prima del decollo.” Guardalo là, l’Arturo. Sta passando con la sua moto taroccata che fa un gran fracasso e poca strada. Guarda che scia di fumo che lascia! Per me gli manca  qualche rotella in testa. Va sempre in giro colorato come l’Arlecchino di carnevale, cantando a squarciagola le canzoni d’osteria. Ah, no c’è più religione. Son diventati tutti matti”.

 

Audenzio Remolazzi, in pensione dopo quasi quarant’anni passati in fabbrica, era fatto all’antica. Scuoteva la testona per mostrare tutto il disappunto per le abitudini di quel “ragazzaccio” che non aveva nessuna voglia di lavorare e, giunto ormai alla soglia dei quarant’anni, non riusciva a smettere di essere quel che era: un pelabròcch, un buono a nulla. Da una settimana i suoi vecchi genitori erano partiti per il mare della Liguria con il viaggio organizzato da Don Goffredo per i pensionati della parrocchia e lui che faceva? Se la spassava, avanti e indietro, a zonzo. “E’ proprio vero il proverbio: via il gatto, ballano i topi. Eh,sì. E quel topo lì, in assenza dei suoi che lo frenano un po’, si scatena a ballare giorno e notte”. Remolazzi, appena mi ha visto uscire dal bosco con in mio bastone da passeggio, ha subito attaccato bottone anche con me. “Ma l’ha visto l’Arturo, quella canaglia? Pensi che ieri sera dava del tu al prevosto come se fossero vecchi amici. Io glielo avevo detto a don Goffredo, di non dargli troppa confidenza. Eh sì, che glielo avevo detto; la troppa confidenza fa perdere la riverenza. Ma lui, uomo di chiesa sempre in giro a cercar di salvare anime, niente. Mi ha risposto di aver pazienza, di aver fiducia che il “ragazzo, crescendo, capirà come comportarsi”…Ha capito? Deve ancora crescere, quel furfante del Brilli.

 

Roba da matti”. A dire il vero era difficile dar torto a Remolazzi ma che si poteva fare? Se non erano riusciti i suoi genitori a “raddrizzarlo” fin da piccolo, figurarsi ora che aveva passato i quaranta e aveva la testa più matta che mai. Tra l’altro, aveva il vizio di bere. Era uno di quelli che – per far in fretta a tracannare – stanno sempre con la bottiglia “senza buscion”, senza tappo. Pensate che una volta si era preso una sbornia tale che scambiò la barca a remi di suo padre per un motoscafo e gridò a tutti che gli avevano rubato il motore. Si recò persino al commissariato dei Carabinieri per sporger denuncia, picchiando pugni sul tavolo e urlando come una bestia, tanto che al povero maresciallo Valenti e al suo fido aiutante, il  brigadiere Alfio Romanelli, non restò altra soluzione che sbatterlo in gattabuia per qualche ora, finché gli si diradassero i fumi dell’alcool. Visto che nei circoli, nei bar e nelle osterie del paese e dei dintorni si guardavano bene dal dargli da bere perché esagerava e dava in escandescenze, il Brilli, tenendo fede – ironia della sorte – al suo stesso cognome, pigliava il treno o il battello e andava a “tracannare” in altri lidi, cambiando destinazione di volta in volta.

A chi cercava di moderarlo, come è capitato talvolta anche a me, rispondeva che “Quando c’è la sete, la gamba tira il piede”. Un modo per dire che, pur di soddisfare il proprio bisogno, non contava la distanza. Il maresciallo Valenti era stato testimone di un altro episodio. Un sabato sera, di turno con una pattuglia per i consueti controlli sul rettilineo che porta dal paese a quello confinante, più o meno all’altezza della seicentesca chiesa della Madonna del Carmine, incrociò il motocarro di Giovanni Guelfi con a fianco Arturo. La cosa strana era che quel motocarro era privo del vetro anteriore e in quelle condizioni non avrebbe potuto circolare. Il mezzo del Guelfi, a causa del gelo di quell’inverno che tutti ricordavano tar i più rigidi degli ultimi anni, aveva subito dei danni e il più serio tra questi era l’aver sottovalutato la crepa che, in meno di un amen, aveva provocato la rottura in mille pezzi del vetro.  Pur essendo ormai sul finire della primavera, non aveva ancora provveduto a sostituito. Andava in giro così, faccia al vento, evitando di circolare nei giorni di pioggia. Quella sera, appena videro l’Alfetta dell’Arma sul ciglio della strada, imprecarono alla sfortuna. Guelfi voleva fare una inversione a “u“ e tornare indietro.

Fu Arturo adavere, tuttavia, una brillante idea: far finta che il vetro fosse al suo posto, integro. E come? Con il più semplice degli accorgimenti: facendo finta di pulirlo con un fazzoletto. Così passarono, con noncuranza, davanti agli attoniti carabinieri. Mentre Giovanni guidava, fischiettando il ritmo di una polka, Arturo s’impegnò a “pulire” l’inesistente vetro con un grande fazzoletto bianco. Il maresciallo Valenti, a bocca aperta, se li vide passare davanti al naso con il fazzoletto svolazzante e i capelli scompigliati dal vento. Il dubbio che l’avessero fatto apposta, con quel candido fazzoletto che – agitato in aria – sembrava v
oler far “marameo” ai tutori dell’ordine, non abbandonò mai il maresciallo. Ma volete mettere l’alzata d’ingegno, il tocco d’artista, la prova di disperato e incosciente “coraggio”? Così la raccontò, scuotendo la testa, Audenzio Remolazzi. Nel frattempo, con l’aiuto di Bartolo, avevano raccolto e messo al sicuro il fieno. Appena in tempo per evitare il peggio, considerato che non si trattò di un “temporale varesotto” ma di un acquazzone in piena regola
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Marco Travaglini

TAV, Ruffino (Azione): “Appendino fa deragliare il campo largo”

Non è soltanto l’Ucraina o il riarmo dell’Europa o il ritorno al nucleare. A seminare confusione nel Campo largo c’è anche l’Alta velocità e Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, è pronta a rinnovare il suo rifiuto dell’opera recandosi nelle prossime ore in uno dei cantieri Tav. Il Pd sarà di nuovo nel ruolo dell’asino in mezzo ai suoni, lacerato tra favorevoli e contrari senza esprimere una linea chiara per tenere insieme un’alleanza nata nella confusione.
Così in una nota l’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte.

Sgominata la banda dei topi di appartamento

Negli scorsi giorni, la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto, cinque cittadini albanesi, tutti regolari sul territorio nazionale, ritenuti responsabili di una serie di furti in abitazione commessi nei comuni di Giaveno e Ivrea. L’operazione, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Torino, si inserisce nel quadro di una più ampia e mirata attività di contrasto ai reati predatori commessi sul territorio provinciale.
​L’indagato e i suoi complici sono stati individuati a seguito di un accurato lavoro investigativo sviluppato, dagli agenti della Squadra Mobile che monitoravano i movimenti del gruppo, ricostruendone gli spostamenti, le abitudini e i possibili obiettivi.
Gli elementi raccolti sul campo permettevano di predisporre un mirato servizio di osservazione che culminava nell’individuazione dei cinque soggetti nei pressi di un bar di Torino, situato nel quartiere di Madonna di Campagna.
​In tale circostanza, i sospettati venivano bloccati dagli operatori di polizia e perquisiti. Le attività venivano estese anche ad un appartamento situato nel comune di Leini, utilizzato come base logistica, dove gli investigatori hanno recuperato un’ingente quantità di refurtiva sottratta alle vittime.
La refurtiva, del valore complessivo stimato in circa 60.000 euro, comprendeva 24 anelli, 10 collane, 9 bracciali, 8 orologi, di cui due di ingente valore, oltre a numerosi ciondoli e altri monili in oro e argento.
​Inoltre, il gruppo veniva trovato in possesso di diversi attrezzi atti allo scasso, una smerigliatrice, grossi cacciaviti, guanti, scaldacollo e ben 5 radiotrasmittenti, utilizzate per comunicare a distanza durante i colpi e coordinare l’ingresso nelle abitazioni.
​Al termine degli accertamenti e delle attività di rito, i cinque uomini sono stati sottoposti a fermo per furto in abitazione, nonché denunciati per ricettazione e associati presso la locale casa circondariale.
​Si precisa che il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

INTERPLAY/26, doppio appuntamento serale

Il 3 luglio, prima della pausa estiva

Carlo Massari, artista e figura di riferimento del teatro-danza italiano, sarà in scena venerdì 3 luglio al Living Lab Mosaico Danza di strada della Viola, a Torino, in occasione del doppio appuntamento previsto nel cartellone del Festival Internazionale di Danza Contemporanea e Performing Arts INTERPLAY/26. La serata, l’ultima prima della pausa estiva, prevede alle 19.30 un assolo di Massari, dal titolo “STRANO”, creato e interpretato dallo stesso artista per SPaCCa — Sanpapi, con la coproduzione di Margine Operativo e il Premio CollaborActionXL della Rete AnticorpiXL 2020. Lo spettacolo condurrà il pubblico all’interno di un universo interiore caotico e vivido, dove l’immaginazione si scontra con la solitudine e la paura. Attraverso un linguaggio transdisciplinare, il corpo diventa un campo di forze tra desiderio e costrizione, in una danza febbrile che oscilla tra l’irrequietezza del bambino e la poesia del sognatore. Sono molte e importanti le collaborazioni che hanno portato Carlo Massari ad affermarsi sulla scena nazionale e internazionale, da quelle con la Biennale di Venezia e Marco Baliani fino alle altre con Cie Balletto Civile e Cie Abbondanza-Bertoni. Ha diretto, inoltre, opere liriche per il Klaipėda State Music Theatre e curato coreografie per il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Regio di Parma e il Landestheater Salzburg, lavorando con registi del calibro di Damiano Michieletto, Silvia Paoli e Andrea Bernard. Nel 2011 fonda, insieme a Chiara Taviani, la CC Company, destinata nel 2025 a confluire nel progetto SPaCCA, progetto nato dalla fusione con Sanpapi Company e codiretto da Lara Guidetti.

Alle ore 20, al termine dell’esibizione solista di Massari, andrà in scena lo Sharing Coreografico “Moraine – Capitolo 0”, anteprima di “Moraine – Capitolo 1” (In scena il 16 settembre per la chiusura di INTERPLAY/26), progetto nato dalla collaborazione tra Carlo Massari e il Collettivo Lattea, formato da Chiara Cardona, Francesca Massaioli e Ornella Trespidi, realizzato con il supporto del Bando Starter di CSP. Il Collettivo Lattea è stato già protagonista della Giornata Internazionale della Danza con “Architetture di Spazi Minimi”, presso il Teatro Astra, e della performance interdisciplinare “Versi in Movimento #2”, svolta alla Biblioteca Civica Natalia Ginzburg, in occasione il Salone del Libro OFF. Cardona, Massaioli e Trespidi porteranno in scena al Living Lab un lavoro che intreccia danza, ricerca e relazione con il territorio. “Moraine” si annuncia come il capitolo più ambizioso del loro percorso, vincitore del Bando Starter della Fondazione Compagnia di San Paolo 2025-2027, con la produzione esecutiva di Zerogrammi.

Al termine degli spettacoli, il pubblico è invitato a festeggiare  l’INTERPLAY Party con food & drink nel suggestivo spazio verde del Living Lab Mosaico Danza.
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Info e biglietti: per il programma completo e le modalità di accesso agli spettacoli, consultare il sito ufficiale http://www.mosaicodanza.it

Mara Martellotta

Night Buster, con Gtt viaggi sicuri nelle notti estive: 17 linee tra 29 Comuni della cintura e il centro

Da venerdì 26 giugno  2026, tutti i venerdì, sabato e nei prefestivi, è in servizio la versione estiva della rete notturna potenziata con 17 linee che collegano 29 Comuni della cintura al centro Città. 

gtt night buster

Saranno 17 le linee attive, in grado di collegare il centro di Torino a 29 Comuni dell’Area Metropolitana, nella fascia oraria compresa tra le 23.00 e le 5.00 del mattino. Un servizio pensato per offrire un’alternativa sicura, comoda e sostenibile agli spostamenti notturni, in particolare per i più giovani, che vogliono vivere la città e il territorio senza l’auto privata.

Ogni venerdì, sabato e nei prefestivi i bus di tutte le linee notturne ti portano dai capolinea periferici al capolinea centrale in piazza Vittorio Veneto. Il progetto, già molto apprezzato negli scorsi anni, amplia l’offerta del trasporto pubblico anche in orario notturno con percorsi prolungati.
Night Buster, servizio organizzato da GTT in collaborazione con Agenzia per la Mobilità Piemontese e Città di Torino, vuole offrire, soprattutto ai giovani, un trasporto sicuro ed efficace che strizzi l’occhio ad una mobilità sostenibile per vivere la città in modo consapevole. E’ utile ricordare che tutte le linee Night Buster effettuano capolinea centrale in piazza Vittorio Veneto e si possono utilizzare con gli stessi biglietti ed abbonamenti dei bus “diurni”.

I percorsi e gli orari

Clicca sul nome della linea per visualizzare la mappa dinamica del percorso e per scoprire gli orari e la fermata più comoda per te.

Scarica la mappa del Nightbuster Estate 2026 (pdf).

Eventuali variazioni temporanee di percorso delle linee Night Buster.

Biglietti e abbonamenti

A bordo delle linee di servizio notturno sono validi tutti i normali documenti di viaggio per la tratta percorsa.

Munizioni e droga in appartamento a Madonna di Campagna

 

Torino. In un appartamento di una palazzina a sei piani nel quartiere “Madonna di Campagna”, a

nord della città, nascondeva quasi un kg e mezzo di sostanza stupefacente, mista tra hashish e

cocaina.

Per la precisione, i Carabinieri della Stazione di Venaria hanno trovato in casa di un 44enne residente

nella Reale ma di fatto domiciliato nel capoluogo piemontese, otto panetti di hashish (dal peso di 1

kg), 310 grammi di cocaina, due bilancini di precisione, coltelli e cutter intrisi di stupefacente.

Non solo: i Militari hanno scoperto che l’uomo deteneva illegalmente anche del munizionamento di

tre calibri differenti: 4 proiettili calibro 357 Magnum, 1 proiettile calibro 7,65 parabellum e 43

proiettili calibro 22; come per la droga, anch’esso sequestrato.

Il 44enne è stato pertanto arrestato in flagranza di reato per la detenzione ai fini di spaccio di

sostanze stupefacenti e la detenzione illegale di munizionamento. Portato nella Casa Circondariale

“Lorusso e Cutugno” di Torino, il G.I.P. del Tribunale di Torino, in accordo con la Procura, ha

convalidato l’arresto e confermato la permanenza in carcere.

Il provvedimento è stato emesso durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.

 

Sovraffollamento nelle carceri piemontesi: 4500 detenuti per meno di 4mila posti

SAPPE: “SERVONO PIÙ AGENTI E UNA GUIDA CAPACE DI CAMBIARE DAVVERO IL SISTEMA”

“La situazione delle carceri piemontesi continua a destare forte preoccupazione. Nelle tredici strutture penitenziarie della regione sono oggi ristrette circa 4.500 persone detenute, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Un sovraffollamento che incide pesantemente sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e sulla gestione quotidiana degli istituti”. È quanto denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

“Il dato è particolarmente significativo in alcuni istituti – evidenzia Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte -. A Biella, da gennaio ad oggi, si registra un incremento di circa 70 detenuti, mentre nella Casa circondariale di Torino l’aumento è di circa 500 presenze. Tutto questo affollamento determina enormi criticità nell’organizzazione del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, già costretto a operare in condizioni di forte sofferenza. Per questo auspichiamo che le prossime assegnazioni di agenti provenienti dai corsi di formazione tengano nella dovuta considerazione le esigenze degli istituti piemontesi, che necessitano con urgenza di un rafforzamento degli organici”.

Il primo Sindacato della Polizia Penitenziarie rivolge poi una dura critica ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria regionale. “Non possiamo non rilevare come, negli ultimi anni, sotto la gestione del Provveditorato regionale del Piemonte, la situazione sia rimasta sostanzialmente immutata. Le criticità denunciate dal SAPPE si ripetono puntualmente: sovraffollamento, carenze di personale, organizzazione sempre più difficile e crescente pressione sugli appartenenti al Corpo. A pagare il prezzo di questa sostanziale immobilità sono, ancora una volta, quasi esclusivamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, chiamati ogni giorno a garantire sicurezza e legalità in condizioni sempre più gravose. Il Piemonte ha bisogno di una guida autorevole e moderna, di un dirigente che sappia essere un vero manager dell’Amministrazione penitenziaria, capace di coniugare le imprescindibili esigenze di sicurezza con quelle del trattamento rieducativo dei detenuti, assumendo iniziative concrete, innovative e coraggiose.”

A sostegno delle richieste avanzate dal SAPPE Piemonte interviene anche il segretario generale Donato Capece, che rilancia la necessità di una riforma organica dell’esecuzione penale.

“Ripensare il sistema penitenziario – afferma Capece – non significa indebolire la risposta dello Stato alla criminalità. Al contrario, significa renderla più razionale, più efficace e maggiormente aderente ai principi della Costituzione. Lo sosteniamo da anni e lo ribadiamo con forza: occorre distinguere con maggiore nettezza tra le diverse forme di devianza e modulare conseguentemente l’esecuzione della pena.”

Secondo il SAPPE, per i reati di minore allarme sociale, puniti con pene detentive non superiori ai tre anni e in assenza di una concreta pericolosità sociale del condannato, dovrebbe essere privilegiato il ricorso alle misure alternative alla detenzione, alla messa alla prova e agli altri strumenti di comunità, anche attraverso l’impiego in lavori socialmente utili, così da favorire percorsi di responsabilizzazione e ridurre il ricorso al carcere.

“Un secondo livello – prosegue Capece – dovrebbe riguardare le pene superiori ai tre anni, da espiare in istituti finalmente meno affollati grazie al minor ricorso alla detenzione per i reati minori e a un utilizzo più rigoroso e selettivo della custodia cautelare. Solo in carceri realmente governabili è possibile dare concreta attuazione al principio costituzionale della finalità rieducativa della pena, garantendo lavoro, formazione professionale e autentici percorsi di reinserimento sociale.”

“Infine – conclude Capece – deve essere mantenuto un terzo livello riservato ai detenuti appartenenti ai circuiti dell’alta sicurezza, della criminalità organizzata e del terrorismo, dove il contenimento, il controllo e la neutralizzazione della capacità criminale rappresentano una priorità assoluta per la sicurezza dello Stato e dei cittadini.”

Per il SAPPE, la fotografia delle carceri piemontesi conferma ancora una volta come il sovraffollamento, unito alla cronica carenza di personale, continui a mettere sotto pressione il sistema penitenziario, rendendo indispensabili sia un immediato potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria sia un deciso cambio di passo nella gestione dell’Amministrazione regionale, oltre a una riforma strutturale dell’esecuzione penale capace di coniugare sicurezza, legalità e rispetto dei principi costituzionali.

Magliano Alfieri Classic Festival, il Monferrato centro musicale internazionale

Dal 5 al 15 luglio prossimo torna il Magliano Alfieri Classic Festival, che giunge quest’anno alla sua settima edizione, confermandosi come uno dei progetto più originali dedicati alla musica classica e all’alta formazione musicale a livello nazionale. Per 10 giorni, il Roero e il Monferrato si trasformeranno in una vera e propria cittadella diffusa, capace di riunire studenti, docenti e giovani musicisti provenienti da esperienze artistiche internazionali. Concerti, masterclass, laboratori, prove aperte e momenti d’incontro animeranno i comuni di Magliano Alfieri, Canale, Govone, Bra, San Martino Alfieri e Monticello d’Alba, creando un dialogo continuo tra eccellenza artistica, formazione e valorizzazione del territorio.

Più che una semplice rassegna concertistica, il festival rappresenta un progetto culturale che pone al centro la trasmissione del sapere musicale e il confronto tra generazioni di interpreti. Il tema di questa edizione è “Ispirazioni – humus Roero” e richiama l’idea di un terreno fertile nel quale cultura, territorio e creatività possono generare nuove esperienze artistiche. Durante il festival, il Roero si trasforma in un campus musicale internazionale, e le giornate sono scandite da lezioni individuali, musica da camera, attività orchestrali, incontri e concerti che coinvolgono studenti, docenti e pubblico in un’esperienza condivisa. A testimoniare la vocazione della ma jfestazione, daranno artisti e docenti provenienti da corsi internazionali sviluppati tra Italia Brasile, Cile, Germania, Italia, Svizzera Austria, Regno Unito, Paesi Bassi e Stati Uniti.

Il festivalIsi aprirà domenica 5 luglio con il concerto dell’Asti Sistema Orchestra, diretta da Fabio Poggi. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo, spicca il concerto della pianista Rita Tulli, protagonista a Bra il 6 luglio con il progetto “Autoritratto”. Figura di riferimento del jazz europeo, la Tulli ha collaborato, nel corso della sua carriera con artisti come Baker, Metheny, Joe Anderson ed Enrico Rava. Il 7 luglio sarà la volta di David Dirimescu. Particolarment significativo il concerto dell’8 luglio a Canale, dal titolo “Contrappunti sinestetici DiVini tra Arneis e Mozart, che riunirà alcuni maestri del festival in un percorso capace di intrecciare musica e cultura del territorio. Accanto al concerto dei docenti, il festival dedica spazio ai giovani musicisti attraverso i saggi pubblici delle diverse classi strumentali, offrendo al pubblico la possibilita di seguire da vicino il percorso formativo degli allievi. L’11 luglio, il Castello Reale di Govone ospiterà “Il respiro della terra” con i maestri della MACF, mentre il 12 luglio verrà accolto Festival in Festa, con orchestra del MACF, l’Asti Sistema Orchestra ela partecipazione del compositore Paolo Vivaldi. La manifestazione si concluderà il 15 luglio a Monticello d’Alba, con MACF Golden Talent, concerto dedicato alla giovano violoncellista Maria Clara Mandolesi.

Il festival è nato nel 2020 da un’iniziativa congiunta del comune di Magliano Alfieri e dell’associazione Arti Riflesse, ed è stato concepita come alta formazione musicale e valorizzazione del territorio. Negli anni ha progressivamente consolidato la propria identità, diventando punto di riferimento per giovani musicisti e docenti provenienti da contesti nazionali e internazionali. Parallelamente alla presenza dei corsi, è aumentata la presenza sul territorio, trasformando una manifestazione inizialmente concentrata su Magliano Alfieri in un progetto diffuso che coinvolge oggi più comuni del Roero e del Monferrato astigiano. L’ideatore e direttore artistico del Festival è il maestro Massimo Macrì, per molti anni primo violoncello solista dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e docente del Conservatorio Verdi di Torino. Attraverso l’associazione Le Arti Riflesse, da lui fondata e presieduta.

L’obiettivo è quello di creare un ambiente in cui giovani musicisti, provenienti da diversi Paesi, possa condividere studio, esperienze e relazioni professionali, vivendo la musica non solo come perfezionamento tecnico, ma anche come occasione di confronto umano

Mara Martellotta