FUTURES. Gli artisti e le artiste del 2026

Sono Filippo Barbero, Davide Degano, Sofia Gastaldo, Giulia Gatti e Federica Sasso le artiste e artisti emergenti che prenderanno parte all’edizione 2026 di FUTURES EPP European Photography Platform, il programma riconosciuto e finanziato dall’Unione Europea e dedicato alla promozione della fotografia contemporanea, di cui Camera Torino è il punto di riferimento in Italia.
I nuovi talenti sono stati individuati da François Hébel, direttore artistico di Camera, e Giangavino Pazzola, curatore e coordinatore del programma, attraverso un processo di selezione che ha coinvolto anche Daniele De Luigi, curatore e studioso di fotografia contemporanea per la Fondazione Ago Modena e Giovane Fotografia Italiana) e  Giuseppe Oliverio, direttore artistico di PhMuseum di Bologna.
Gli autori e le autrici selezionate intraprenderanno un percorso di rafforzamento e sviluppo della propria ricerca artistica grazie a opportunità espositive, programmi di accompagnamento e attività che Camera svilupperà nel corso dell’anno insieme ad altre organizzazioni europee.

Nel mese di novembre inoltre parteciperanno al FUTURES Annual Event, ospitato dall’organizzazione olandese Fotodok a Utrecht. Si tratta di una grande occasione di crescita, confronto e visibilità internazionale, dove incontreranno gli altri 88 artisti emergenti, selezionati dai 21 membri della piattaforma europea, prendendo parte a workshop,  letture portfolio e momenti di networking.

Camera Centro Italiano per la fotografia

Via delle Rosine 8 Torino

Mara Martellotta

Rosario Berardi, il maresciallo ucciso dalle BR, ricordato dalla Città

 

La Città ha reso omaggio ieri al maresciallo di Pubblica Sicurezza Rosario Berardi, ucciso dalle Brigate Rosse 48 anni fa, nella sede della Congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa di corso Farini, a due passi da Largo Berardi, luogo dell’uccisione del maresciallo. L’Assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, insieme al Vice Presidente Vicario della Sala Rossa, Domenico Garcea, in rappresentanza della Città, hanno voluto sottolineare come la figura di Berardi sia patrimonio collettivo: “La memoria non è un gesto formale, ma un atto di responsabilità civile verso la nostra comunità. Ricordare uomini come Berarrdi significa riconoscere che la sicurezza e la libertà di cui godiamo ogni giorno sono frutto dell’impegno, e talvolta del sacrificio estremo, di chi ha scelto di servire lo Stato fino in fondo. Un ringraziamento va a tutti gli uomini che indossano un’uniforme e con impegno e abnegazione svolgono il proprio lavoro, pilastro, oggi, come in passato, della tutela della convivenza civile”.

All’interno della cappella dell’Istituto religioso è stata simbolicamente deposta una corona da parte dei rappresentanti delle Istituzioni, non potendosi la cerimonia svolgersi, come consuetudine, presso la targa a causa del forte maltempo.

Al termine della tradizionale cerimonia religiosa il figlio Giovanni Berardi, presidente dell’Asevit – Associazione Europea Vittime del Terrorismo, ha ripercorso la vita del padre, dalle origini al tragico epilogo, concludendo con l’appello a preservare la memoria storica e a condannare fermamente i recenti atti di vandalismo che, durante cortei antagonistici, hanno profanato il ricordo dei caduti con slogan violenti. Berardi ha ricordato anche tutte le vittime del terrorismo degli “anni di piombo”, presenti la vedova del brigadiere Giuseppe Ciotta, ucciso a Torino il 12 marzo 1977 da un commando di Prima Linea, e la sorella di Oreste Leonardi, capo scorta di Aldo Moro, ucciso durante l’agguato di via Fani nel corso del quale venne rapito il presidente della Democrazia Cristiana.

A ricordare il maresciallo Berardi anche il Questore di Torino, Massimo Gambino che ha concluso la cerimonia.

TorinoClick

Cosmetici ovunque: perché il Nord Italia è la vetrina della bellezza globale

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Dalla K-beauty coreana alle campagne di lusso europee: maxischermi, affissioni e pop-up store stanno trasformando le città del Nord in capitali della cura della persona


Basta passeggiare per il centro di Torino nelle ore serali per accorgersene: i maxischermi torino illuminano i portici storici con volti perfetti, texture setose e palette di colori che sembrano uscite da un sogno orientale. Non si tratta di un fenomeno isolato. Da Milano a Verona, da Bologna a Bergamo, le città del Nord Italia si sono trasformate negli ultimi tre anni in autentiche vetrine della bellezza globale, con un’accelerazione senza precedenti nella presenza di pubblicità cosmetiche in ogni angolo dello spazio urbano.

Un cambiamento che non è casuale. Dietro le campagne pubblicitarie di skincare, make-up e profumeria che tappezzano stazioni, metropolitane, facciate di palazzi e centri commerciali si nasconde una strategia precisa: il Nord Italia è oggi uno dei mercati cosmetici più dinamici d’Europa, con una capacità di spesa media pro capite tra le più elevate del continente.


La rivoluzione K-beauty conquista le piazze italiane

Il fenomeno più dirompente degli ultimi anni ha un nome preciso: K-beauty, ovvero la bellezza coreana. Quello che fino a pochi anni fa era un mercato di nicchia, frequentato da appassionate di cultura pop asiatica, è esploso in tutta la sua forza commerciale, portando nelle strade italiane brand come Innisfree, Laneige, COSRX e Anua. I loro prodotti — sieri a base di bava di lumaca, creme al centella asiatica, toner stratificati — hanno sedotto milioni di consumatori europei, e le campagne pubblicitarie seguono questa ondata con investimenti crescenti.

A Milano, epicentro indiscusso della moda e del beauty italiano, la K-beauty ha trovato la sua casa d’elezione. In zona Brera come in Corso Buenos Aires, le vetrine dedicate alla cura della pelle di ispirazione coreana si sono moltiplicate. Ma il fenomeno si estende ben oltre il capoluogo lombardo. A Torino, seconda città per investimenti pubblicitari nel settore cosmetico al Nord, i grandi display digitali nelle stazioni e i muri brandizzati nei quartieri Vanchiglietta e San Salvario testimoniano un interesse crescente, soprattutto tra il pubblico under 35.


Da Verona a Genova: il Nord come laboratorio

Non è solo una questione di metropoli. Verona, con il suo tessuto commerciale vivace e una borghesia attenta alle tendenze, è diventata un polo di riferimento per i brand del lusso cosmetico. Le campagne di Chanel Beauty, Dior Parfums e Giorgio Armani Beauty trovano qui un terreno fertile, con affissioni lungo Via Mazzini e nelle gallerie del centro storico che raggiungono un target ad alta capacità di spesa. Anche Brescia e Bergamo, tradizionalmente associate all’industria manifatturiera, stanno emergendo come mercati promettenti per i cosmetici premium.

A Genova, invece, il porto e la vocazione internazionale della città hanno favorito l’ingresso di brand asiatici e nordeuropei che cercano visibilità nel mercato ligure. Bologna, porta del Nord-Est, gioca un ruolo strategico grazie all’Università e a una popolazione giovane e cosmopolita particolarmente ricettiva alle novità del mondo beauty. Le aziende lo sanno, e investono di conseguenza.


Perché il Nord? I numeri di un mercato in espansione

I dati di Cosmetica Italia — l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche — parlano chiaro: il Nord Italia concentra oltre il 60% degli acquisti cosmetici nazionali, con Lombardia, Piemonte e Veneto in testa. La combinazione di redditi più elevati, una cultura dell’immagine profondamente radicata e una rete distributiva capillare rende queste regioni il bersaglio naturale delle campagne pubblicitarie più ambiziose. Non a caso, i grandi gruppi internazionali come L’Oréal, Estée Lauder e Shiseido localizzano qui i propri hub italiani.

Ma c’è un altro fattore determinante: la trasformazione digitale della pubblicità outdoor. I classici manifesti cartacei hanno lasciato spazio a installazioni LED ad alta risoluzione, capaci di cambiare contenuto in tempo reale, di adattarsi alle condizioni meteorologiche e di targetizzare il pubblico in transito. Questo ha reso la pubblicità cosmetica più efficace, più spettacolare e, inevitabilmente, più presente.


Bellezza come linguaggio urbano

La pubblicità cosmetica nelle città del Nord Italia non è più soltanto comunicazione commerciale: è diventata parte integrante del paesaggio urbano, un linguaggio visivo che parla di aspirazioni, identità e tendenze globali filtrate attraverso sensibilità locali. La K-beauty ha contribuito a democratizzare la cura della pelle, abbattendo la barriera tra lusso e accessibilità. E le città del Nord, con la loro apertura internazionale e il loro dinamismo economico, si confermano il laboratorio ideale in cui questo cambiamento culturale prende forma, colore e, naturalmente, visibilità.

Pop-App Museum: libri animati di ieri e di oggi

Proseguono gli appuntamenti

Fino a maggio prossimo, il Pop-App Museum di Palazzo Barolo, a Torino, ospita un ciclo di incontri dedicati ai libri animati di ieri e di oggi e ai loro passaggi transmediali.

Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, dialoga con autori, artisti, illustratori, pop-up designer, editori, professionisti del cinema di animazione, bibliotecari, collezionisti e appassionati che raccontano progetti ed esperienze legati al mondo dei libri animati.
Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 12 marzo, alle ore 17, presso il Pop-App Museum di Palazzo Barolo, con l’incontro: “Storie vere di Zia Mariù: dal testo di Paola Lombroso Carrara alle animazioni di Luisa Terzi”.

Pompeo Vagliani e Mario Carrara, nipote di Paola Lombroso, rievocano le vicende biografiche dei protagonisti di “Storie vere di Zia Mariù” (1913) intrecciando, attraverso la sua preziosa testimonianza, memoria familiare e ricostruzione letteraria.
Le illustrazioni di Bona Gigliucci  dedicate a questo libro presero vita in forma animata già nel 1914 grazie al lavoro pionieristico della giovane maestra fiorentina Luisa Terzi, che realizzò per Paola un albo animato in copia unica, recentemente riportato al suo originario splendore grazie all’intervento del Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”. L’albo animato fa parte di un gruppo di quattro albi in copia unica realizzati fra il 1913 e il 1917 da “Luisella”, basandosi su altrettanti libri per bambini della scrittrice Paola Lombroso Carrara, evidenziando il lungo sodalizio destinato a intrecciarsi con la nascente avventura delle Bibliotechine Rurali e a depositare tracce sul loro futuro organo di diffusione, il “Bollettino”.
Un percorso che unisce testi, illustrazioni e manufatti di carta, restituendo al pubblico contemporaneo la modernità e la forza educativa del progetto di Zia Mariù.

L’appuntamento successivo è previsto per giovedì 26 marzo 2026 alle ore 17 con “Pop-up in Langa: dal Barolo al tartufo”.  L’illustratrice e pittrice Gabriella Piccatto racconta la genesi del libro: alchimia di una storia d’amore, realizzato nel 2015 su commissione delle Cantine Marchesi di Barolo e creato a partire da tavole acquerellate, il volume si apre in quattro doppie pagine con sviluppi e profondità differenti che narrano la storia dei Marchesi Giulia Colbert Falletti e Carlo Tancredi Falletti.
Nel suo racconto, l’autrice ripercorre anche la nascita di Tuber Popup – Tuber Comics, progetto realizzato insieme al fratello Luigi Piccatto, celebre maestro del fumetto italiano. Libro animato dalle suggestioni poetiche, Tuber Popup evoca castelli, foreste e animali in chiave fiabesca, valorizzando il tartufo come elemento culturale e simbolico delle Langhe.
Due progetti profondamente radicati nel paesaggio e nella memoria di queste colline: dalla storia dei Marchesi di Barolo e delle cantine omonime fino al tartufo, tesoro prezioso del territorio. Un viaggio creativo e personale che si intreccia con il ricordo di Luigi, recentemente scomparso, figura cara e presenza significativa nel percorso artistico di Gabriella Piccatto.

L’ingresso agli incontri è gratuito

Pop-App Museum – Palazzo Barolo – ingresso da via Corte d’Appello 20/F, Torino

Mara Martellotta

Montagna, Calderoni e Isnardi (Pd): “taglio del 63 per cento ai fondi”

11 marzo 2026 – I dati della Ragioneria generale dello Stato certificano un taglio pesantissimo alle risorse destinate alla montagna: i fondi a gestione diretta delle Regioni scendono da 200 milioni di euro a soli 73 milioni, con una riduzione di oltre il 63 per cento.

Numeri che smentiscono le rassicurazioni del governo e che rendono ancora più incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanità previsti dalla recente legge nazionale.

“Con un taglio simile – dichiara Calderoni – sarà difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanità, come promesso dal presidente Cirio e dall’assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi (Cuneo e Mondovì su tutti), divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurrà ulteriormente le risorse per le piccole comunità”.

Il problema riguarda anche la sostenibilità complessiva dei conti regionali. “In Consiglio regionale – prosegue Isnardi – la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l’ennesimo buco nella Sanità. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri”.

“Chi vive e amministra nei territori montani – concludono i consiglieri PD Calderoni e Isnardi – ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realtà molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate”.

Elezioni comunali nel Torinese domenica 24 e lunedì 25 maggio

 

Convocazione comizi elettorali

Con Decreto Prefettizio del 9 marzo 2026, sono stati convocati i comizi per l’elezione diretta dei Sindaci e il rinnovo dei Consigli dei sotto elencati 23 Comuni della Provincia di Torino:
1) Moncalieri
2) Venaria Reale
3) Alpignano
4) Castellamonte
5) Givoletto
6) San Giusto Canavese
7) Baldissero Canavese
8) Castelnuovo Nigra
9) Chiesanuova
10) Isolabella
11) Montalenghe
12) Monteu da Po
13) Novalesa
14) Osasio
15) Parella
16) Rivalba
17) Samone
18) Sestriere
19) Torre Canavese
20) Valperga
21) Venaus
22) Virle Piemonte
23) Vistrorio
Le elezioni avranno luogo domenica 24 maggio, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, e lunedì 25 maggio 2026, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.

L’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 7 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, e lunedì 8 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.

“Il Papà di Dio”, le geometrie imprevedibili della famiglia

Giovedì 12 marzo, alle ore 21, e venerdì 13 marzo, alle ore 20, andrà in scena al Cineteatro Baretti, per la stagione Aurea Familia, la pièce teatrale “Il Papà di Dio”, per la scrittura scenica e la regia di Andrea Fazzini. Gli interpreti saranno Mary Bracalente, Andrea Filipponi, Sergio Licatalosi e Fernando Micucci.

In una stagione che esplora le geometrie imprevedibili della famiglia, “il Papà di Dio” del Teatro Rebis, liberamente tratto dalla graphic novel di maicol&mirco, è una tappa necessaria. L’indagine della nuova stagione del Baretti si intreccia con tematiche care agli autori: la solitudine, la morte, la relazione con l’altro e con il divino e l’esistenza, attraversate e deprivate da un approccio minimale e diretto. Tra ironia e lirismo, la compagnia marchigiana offre allo spettatore una riflessione pungente e poetica sul rapporto tra genitori e figli, sul fallimento e sulla responsabilità.
“Il Papà di Dio” ha un diavolo per capello, suo figlio è irrecuperabile, ha voluto creare il suo universo senza prima studiare. Il risultato è quello del nostro Universo. Un Universo dove si soffre, ci si ammala e si muore. Un Universo dove si lavora e si suda, un Universo tutto sbagliato, molto diverso da quello del Papà di Dio, che è meraviglioso, dove non esiste morte, dolore o fame, dove non si deve lavorare o faticare, dove non esistono i soldi. Dio però non ha voluto ascoltarlo. Riuscirà Dio a farsi accettare da suo Papà? E suo Papà riuscirà a comprendere il suo povero Dio?

Info e biglietteria: anyticket.it – alla cassa disponibili il giorno dello spettacolo

Cineteatro Baretti – via Baretti 4, Torino

Mara Martellotta

Montagna piemontese, corsa ai fondi per le borgate: domande per 3,5 milioni

Cresce l’interesse dei Comuni piemontesi per gli interventi di miglioramento delle infrastrutture nelle borgate montane. Sono infatti dieci le amministrazioni locali che hanno presentato domanda per il bando regionale dedicato al potenziamento dei servizi nei piccoli centri di montagna.

Alla scadenza dei termini, fissata al 3 marzo 2026, le richieste complessive hanno raggiunto quasi 3,5 milioni di euro, una cifra che supera di circa il 50% la dotazione iniziale di 2 milioni di euro prevista dal bando nell’ambito del Complemento Sviluppo Rurale 2023-2027.

La maggior parte dei progetti proviene dal Cuneese, con sette candidature, mentre tre arrivano dalla Città metropolitana di Torino.

«La risposta dei territori dimostra quanto sia forte l’esigenza di investire nelle borgate montane – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo –. Garantire infrastrutture di base significa creare le condizioni per vivere, lavorare e fare impresa in montagna, contrastando lo spopolamento e valorizzando il patrimonio dei nostri piccoli centri».

Il numero di proposte presentate evidenzia la volontà dei territori di intervenire in modo concreto sui servizi essenziali e sulla qualità della vita nelle aree montane. I progetti riguardano diversi ambiti: dall’adeguamento delle reti energetiche e telefoniche al potenziamento dell’illuminazione pubblica, fino alla riqualificazione delle pavimentazioni nei nuclei storici delle borgate.

Il bando rientra nelle misure del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023–2027 e prevede contributi fino al 90% delle spese di investimento per opere destinate alla realizzazione, all’ammodernamento o all’ampliamento delle infrastrutture di base nei centri montani.

Tra gli interventi ammissibili figurano il rinnovo delle reti elettriche e del gas, l’installazione o il miglioramento dell’illuminazione pubblica, lo sviluppo delle infrastrutture telefoniche e di comunicazione e la riqualificazione degli spazi pubblici nei centri storici.

Le proposte progettuali presentate hanno un valore compreso tra circa 100 mila e quasi 500 mila euro e includono, tra le opere previste, anche l’interramento delle linee aeree e il rifacimento delle pavimentazioni con materiali antichizzati, soluzioni che permettono di migliorare i servizi salvaguardando al tempo stesso il carattere storico e architettonico dei borghi.

L’ampia partecipazione al bando e l’entità degli investimenti richiesti rappresentano un indicatore significativo per la pianificazione delle future politiche regionali dedicate alla montagna.

«La montagna piemontese dimostra di avere progettualità e visione – conclude l’assessore –. La forte richiesta registrata sarà certamente un elemento che terremo in considerazione per rafforzare le politiche regionali dedicate allo sviluppo e alla valorizzazione delle borgate».

“Il canto del corvo”, il nuovo thriller storico di Paolo Lanzotti

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Gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla è come appare. Sotto la superficie dei canali di Venezia si nascondono intrighi e segreti che minacciano la Repubblica stessa…

Venezia 1754.

Alla vigilia della festa del Redentore, una serie di strani eventi fa credere che qualcuno stia tramando un colpo di Stato. Marco Leon, ancora convalescente dopo una grave ferita subita mesi prima, vorrebbe rientrare in servizio per indagare, ma Geminiani, preoccupato per il suo stato di salute, gli affida un caso minore: la morte di un valletto. Il colpevole sembrerebbe essere un giovane patrizio, Guido Manfré. Tuttavia, la fidanzata del nobile, Cecilia Todesco, non ne è convinta e ha implorato l’intervento dello stesso Geminiani, nella speranza di poter discolpare l’amato.

Marco, pur di uscire dall’inerzia di quei mesi passati in casa, accetta l’incarico, apparentemente semplice. I due casi, inizialmente separati, si intrecciano gradualmente, rivelando a poco a poco, connessioni inaspettate. Guido Manfrè sembrerebbe non solo implicato nell’omicidio del valletto, ma anche nelle vicende che porterebbero al colpo di Stato. Gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla è come appare. Sotto la superficie dei canali di Venezia si nascondono intrighi e segreti che minacciano la Repubblica stessa.

Quando Marco unisce i fili delle due indagini, si trova ad affrontare un caso complesso. Dovrà scoprire la verità sull’omicidio, affrontare l’assassino e fermare il complotto per salvare, ancora una volta, la Serenissima. Se possibile.

Il romanzo si trova nelle librerie fisiche e on line.

Verdi Piemonte: prime scatole di medicinali per Cuba

“I medici cubani c’erano quando ne abbiamo avuto bisogno, durante l’emergenza Covid. Non dimentichiamo i loro sacrifici: ora dobbiamo essere noi ad aiutarli”. Così hanno commentato ieri gli esponenti dei Verdi del Piemonte Roberto Tricarico, Erica Bevilacqua e Mauro Trombin consegnando le prime tre scatole di medicinali raccolte tra iscritti e simpatizzanti.

“Dobbiamo rompere l’isolamento che sta strangolando Cuba e far a tornare a respirare l’isola che Trump vorrebbe assoggettare al suo Governo. Per questo una nostra delegazione si unirà al convoglio che partirà da Torino il 17 marzo con destinazione l’Havana” – così concludono gli ambientalisti.