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Giacobinismo anticristiano e clericalismo intollerante: dov’è la differenza?

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Io non leggo mai gli articoli di Pier Giorgio  Odifreddi da quando anni fa ebbi modo di confrontarmi con lui su Giordano Bruno. E’ un ateo militante che ritiene  apoditticamente la religione incompatibile con la scienza. Sono grato al giudice Mario Griffey che stimo moltissimo, di aver citato una frase di Odifreddi che merita di essere conosciuta e che dà il senso della portata del suo pensiero 

Il prof. Quaglieni

Non va mai dimenticato che il professore si è diplomato in un istituto per  geometri e detesta la filosofia che non ha studiato a scuola. Ecco la frase: ”Se tutti i media rifiutassero di pubblicare notizie antiscientifiche sarebbe un grande balzo in avanti per l’umanità, che non verrebbe più sommersa da menzogne creative di ogni genere, comprese, ovviamente, quelle metafisiche e religiose”. E’ sicuramente accettabile la condanna delle fake news, anche se temo che una minaccia alla libertà di pensiero verrebbe  proprio da valutazioni come quelle del prof. Odifreddi  che nega la compatibilità fra  la scienza e il credere in Dio e mette invece in dubbio  addirittura la possibilità della democrazia a cui ha dedicato una pubblicazione. E’ persona che ripete da anni boutades che piacciono a molti per il tono usato che, a volte, appare divertente. Ma se fosse Odifreddi a stabilire quali sono le notizie pubblicabili e quali no temo molto che ritorneremmo ad un nuovo tribunale dell’Inquisizione laicista, un vero ossimoro. A rivelare qual è il suo modo di giudicare è il riferimento alle “menzogne metafisiche e religiose”. E’ l’ultimo laicista “furioso” dopo la morte di  Giulio Giorello e Carlo Augusto Viano, due filosofi che, pur nel loro ateismo esasperato e fideistico, non giunsero mai, nel loro estremismo  anticlericale,  ad affermazioni così esasperate.   Forse Odifreddi ritiene di essere un Russell redivivo, ma le differenze sono evidenti. Il fideismo ateistico è una forma di dogmatismo al contrario. Il definire menzogne  la metafisica e le religioni rivela una posizione incompatibile con la laicità, non foss’altro perché la laicità è rispetto per ogni idea e ogni fede. Ripeto per l’ennesima volta la distinzione di Norberto Bobbio  tra laicità e laicismo. Bobbio riteneva che quest’ultimo (che diventa spesso intolleranza antireligiosa) fosse incompatibile con la laicità. Mi sorge un dubbio: e se ci fosse qualcuno che ritenesse  delle fake news  i pensieri trancianti di Odifreddi? Cosa succederebbe? Dove finirebbe la libertà? Io continuo a fidarmi della capacità di discernimento  delle  persone, rifiutando autorità deputate a vietare la libera manifestazione del proprio pensiero. Fra il giacobinismo  anticristiano  di Odifreddi e il clericalismo intollerante  non c’è una sostanziale differenza  al di là delle apparenze.

A Lagioia il premio Lattes Grinzane

LIBRI / Nicola Lagioia, autore del romanzo La città dei vivi (Einaudi), è il vincitore dell’undicesima edizione del Premio Lattes Grinzane, promosso dalla Fondazione Bottari Lattes.

Il libro di Lagioia è stato il più votato dalle 25 giurie scolastiche delle superiori (delle quali ventiquattro in Italia e una a Madrid), per un totale di 400 votanti. La cerimonia finale si è tenuta ieri al Teatro sociale Busca di Alba.

I finalisti del Premio

Oltre al vincitore, questi i finalisti:

  • Kader Abdolah, Il sentiero delle babbucce gialle (Iperborea; traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo),
  • Bernardine Evaristo, Ragazza, donna, altro (Sur; traduzione di Martina Testa),
  • Maylis de Kerangal, Un mondo a portata di mano (Feltrinelli; traduzione di Maria Baiocchi),
  • Richard Russo, Le conseguenze (Neri Pozza; traduzione di Ada Arduini

Rassegna mensile I libri più letti di settembre

Bentornati all’appuntamento con i lettori del gruppo FB Un libro tira l’altro, ovvero il passaparola dei libri e con i libri più letti e discussi del mese di settembre.

Iniziamo con un romanzo americano, Dentro L’Inverno (Einaudi), di Peter Geye che ci porta a conoscere le antiche piste dei viaggiatori del Nord, raccontando una complessa saga familiare; segue un classico della fantascienza, La Parabola Del Seminatore (Fanucci), di Octavia Butler, romanzo quanto mai attuale e da riscoprire; ultima segnalazione per Il Rumore Del Tempo (Einaudi), il raffinato e intimista monologo nel quale Julian Barnes rievoca la vita e la personalità di Dmitrij Šostakovič.

Incontri con gli autori

Nell’ultimo scorcio d’estate la nostra redazione ha incontrato la Presidente del Premio Boccaccio, Simona Dei, per parlare con lei delle nuove frontiere del Premio e della sua esperinza alla giuda di questa istituzione, abbiamo poi intervistato Valentina Di Ludovico, autrice dell’interessante saggio Comuni-Care (Alpes) e Decimo Tagliapietra, autore di Risorgemia (Weird Books / Delos Digital), scrittore di genere, molto promettente che si è già distinto in più occasioni e che ci ha raccontato come nascono le sue trame.

Infine, in questa estate rovente non ci siamo fatti mancare i brividi del mistero leggendo Il principe dei sogni (Nua Edizioni) thriller di Luca Seta e Marco Limberti, noti sceneggiatori televisivi: li abbiamo incontrati e intervistati per i nostri lettori.

Per questo mese è tutto, vi invitiamo a venirci a trovare sul nostro sito ufficiale per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei libri e della lettura! unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

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“Questione di Stilo”, il romanzo delle penne Aurora

LIBRI / VINCITORE DELLA MEDAGLIA D’ARGENTO AL”PREMIO LETTERATURA D’IMPRESA”

 

Questione di Stilo“, il romanzo delle penne Aurora, si è aggiudicato il secondo posto al “Premio Letteratura d’impresa”, concorso promosso da “Festival Città Impresa” di Vicenza.

 

Il premio, giunto quest’anno alla 14esima edizione, ha avuto come protagoniste assolute le “imprese top performer” ed è stato consegnato ai vincitori durante la cerimonia di premiazione avvenuta lo scorso sabato 18 settembre 2021, al Palazzo Chiericati – Piazza Giacomo Matteotti, a Vicenza.

 

Questione di Stilo” è un libro che racconta una storia lunga cent’anni, scritto da Cesare Verona, Presidente e Amministratore Delegato di Aurora, quarta generazione della famiglia alla guida del brand, insieme al giornalista e scrittore Adriano Moraglio, specializzato in storie d’impresa.

 

Una storia appassionante e intricata raccontata in forma autobiografica, che segue il suo corso tra macchine da scrivere e penne stilografiche per raccontare tutte le generazioni legate ad Aurora e al mondo della scrittura, da Cesare Verona Sr a Franco Verona, allo stesso narratore Cesare Verona.

 

Il romanzo ha conquistato un’ampia giuria composta da diverse personalità del mondo dell’impresa, del giornalismo, dell’università e anche da lettori, guadagnandosi la medaglia d’argento.

 

Tra i libri finalisti dell’edizione 2021 del Premio, selezionati dalla Giuria Scientifica nel corso di una riunione pubblica lo scorso 16 gennaio 2021, compaiono: Fabbrica Futuro, di Marco Bentivogli e Diodato Pirone, Fronte di scavo, di Sara Loffredi, La classe avversa, di Alberto Albertini, Instant Moda, di Andrea Batilla, edito da Gribaudo.

 

Dal 2008, Festival Città Impresa è luogo di discussione sui temi legati allo sviluppo delle aziende e dei territori e anche quest’anno si è confermato essere un luogo di dibattito nazionale sulle questioni chiave dell’economia e della società contemporanea, focalizzate sul mondo delle imprese.

Aurora Penne
L’azienda nata a Torino nel 1919 è guidata oggi dalla quarta generazione della Famiglia Verona, coinvolta nel mondo della scrittura da oltre due secoli e rappresentata da Cesare Verona, Presidente e Amministratore Delegato.

Aurora Penne è l’unica azienda del settore della scrittura 100% Made in Italy.
All’interno della manifattura torinese la produzione, che si snoda su una superficie di 10.000 mq, include strumenti di scrittura di differenti tipologie, roller, penne a sfera, e soprattutto penne stilografiche, compresa la realizzazione interna del pennino in acciaio o oro che si fregia dell’antico punzone 5TO.

Gli strumenti di scrittura Aurora sono creazioni la cui bellezza trova eco nella perfezione meccanica; nascono da una passione che si tramanda da oltre 100 anni e che prende forma grazie alle abilità dei maestri artigiani e delle tecnologie più innovative attualmente a disposizione.

La manifattura indipendente permette un controllo della qualità, dal design alla produzione, garantendo al brand una totale autonomia in termini creativi con una costante tensione all’eccellenza.
Aurora firma anche collezioni di orologi e di accessori di pelletteria di grande pregio.

Numerosi illustri designers hanno collaborato alla creazione di penne tra cui Marcello Nizzoli, Marco Zanuso, Giorgetto Giugiaro, Giampiero Bodino. Tra le penne più iconiche: 88, Optima, Ipsilon, Hastil e Thesi.

Nel contesto dell’area produttiva dell’Azienda sorgono Officina della Scrittura, museo e fondazione di Famiglia, ed un Ristorante aperto al pubblico.

Aurora è distribuita in 50 paesi nel mondo, ed esprime un fatturato indirizzato per circa il 25% in Italia e per il 75% all’estero.
Aurora in Italia, oltre ad una boutique monomarca a Roma in via del Babuino 12, è presente anche in circa 300 concessionari.

Il fascino dell’imperfezione. Dialoghi con Domenico Quirico

LIBRI / E’ in libreria per i tipi di “Jaca Book” il libro di Tiziana Bonomo

Interviste. Racconti. Documenti. Alla sua prima, riuscita, esperienza letteraria Tiziana Bonomo racconta in 280 pagine (e oltre settanta immagini) edite da “Jaca Book” l’uomo e  il grande professionista della cronaca giornalistica, Domenico Quirico. Lei, un lavoro, dietro le spalle, nel campo del marketing e nella comunicazione di grandi aziende internazionali nonché nel 2016 ideatrice e fondatrice di “ArtPhotò” con cui promuove e sperimenta progetti legati alla fotografia di documentazione e di impegno sociale; lui, astigiano di nascita, classe ’51, il grande giornalista che tutti conosciamo, caposervizio esteri e  inviato di guerra per “La Stampa”, narratore  acuto e attento della “Primavera araba”, di guerre, rivoluzioni, migrazioni, rapito in Libia (per due giorni) nell’agosto del 2011 ed il 9 aprile del 2013 in Siria dal libero esercito siriano che lo passa poi alla brigata Abu Ammar per cinque terribili lunghi mesi, fino all’8 settembre. Esperienze forti di giornalista-viaggiatore “in luoghi complicati della Storia” che Quirico ha raccontato in numerosi libri, guadagnandosi importanti Premi, dal “Montanelli” al “Terzani” al “Brancati” nel 2015 con “Il grande califfato”. A Domenico sono anche stati dedicati due documentari: il primo, “Ombre dal fondo”, diretto da Paolo Piacenza ha chiuso le “Giornate degli Autori” della “Mostra del Cinema” di Venezia nel 2016, il secondo nel 2018, dal titolo “Domenico Quirico.Viaggio senza ritorno” per  la regia di Paolo Gonella che in lui ha visto la “capacità unica  di restituire con la forza delle parole esperienze estremamente difficili da raccontare”. Esperienze che ritroviamo, raccolte in cinque capitoli (“La lettura”, “L’accoglienza”, “L’Europa”, “La vita”, “La fede”) nel libro della Bonomo.“Attraverso i documenti, le fotografie e soprattutto le parole vive raccolte dall’autrice –si legge in presentazione- il libro cerca di svelare la percezione originale di un narratore del nostro tempo restituendo la sua testimonianza vissuta in drammatica presa diretta sugli avvenimenti storici più rilevanti degli ultimi trent’anni. Il tentativo di rimanere con l’uomo Quirico in quella affascinante zona di imperfezione, erranza, incompiutezza che sembra innervare il nostro mondo”.  Ma da dove nasce per una donna che oggi fa della fotografia la sua “finestra aperta sul mondo” per tentare di capire sé stessa e i risvolti più o meno laceranti e impietosi di questa “vita ferrosa”, l’idea di raccontare in un libro il grande giornalista? “Un giorno per caso – risponde Tiziana – ho letto ‘Esodo’ di Domenico Quirico… Mi sono commossa. La sua personale capacità di far capire i fatti, le sue sconvolgenti parole hanno scavato nella mia coscienza fino a farmi realizzare per la prima volta quanto avessi smesso di prendermene cura. Ho LIBRIcapito che se volevo riprendere il mio viaggio nella conoscenza, finalmente potevo farlo sulle orme di un grande narratore contemporaneo. Pazientemente ho letto tutti i suoi libri, raccolto tutti i suoi articoli, le interviste televisive, gli incontri e le lezioni magistrali e pian piano ho iniziato a prendere posizione”. Il tutto per tre anni. Incontri. Domande e domande. Riflessioni. Interrogativi. La voglia di capire i grandi fatti della Storia e della Vita per meglio guardarsi dentro e scoprirsi nel cuore e nell’anima. Un libro quindi che é anche manuale prezioso di autodifesa esistenziale. Specchio vero di sé. Grazie all’altro. Intervistatrice (per caso) e intervistato. Insieme per sentieri conoscitivi insidiosi. Ma sempre avvincenti. “All’inizio della nostra conoscenza – scrive Tiziana – conversavo con Domenico Quirico per un interesse del tutto personale. Ben presto, però, la qualità delle nostre conversazioni ha fatto nascere in me l’ambizione di farlo conoscere a fondo attraverso un libro.Così ho pensato di trasformare alcuni pomeriggi passati con lui al caffè in altrettante brevi interviste. Ho continuato a raccogliere le sue risposte e, quando gli ho proposto il libro, ha risposto di sì”. E conclude: “Questa semplice conferma mi ha spinto a proporre le interviste in maniera diretta, con il fascino della sua parola e con le imperfezioni che la generano”. Il fascino dell’imperfezione, appunto.

Gianni Milani

Nelle foto

–         Tiziana Bonomo

–         Cover libro

–         Domenico Quirico

Photo credits Cristiana Bezerra De Menezes

Riscossione: dopo diverse proroghe e sospensioni, lo Stato torna a battere cassa

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Consumatori

RISCOSSIONE COATTIVA, TORNANO LE CARTELLE ESATTORIALI

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Riprende a pieno ritmo l’attività dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione: dopo diverse proroghe e sospensioni dei pagamenti, conseguenti all’emergenza Covid, lo Stato torna a battere cassa. Rate, imposte e versamenti sospesi torneranno ad essere inserite in calendario, con tempi e modalità di recupero che permetteranno al contribuente di regolarizzare la propria posizione col Fisco senza andare incontro a sanzioni.

La ripresa delle attività dell’Agente di riscossione si apre ufficialmente mercoledì 1 settembre, con l’invio delle prime notifiche. È la modalità con la quale la cartella di pagamento o altri atti della riscossione sono recapitati al contribuente, dopo l‘iscrizione a ruolo. La notifica può essere eseguita, in base alla tipologia di atto, anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento e con Posta elettronica certificata (PEC).

Il 6 settembre, invece, è il termine fissato per il pagamento dell’ultima rata della rottamazione ter relativa al mese di maggio 2020. Infatti, nell’ambito delle misure introdotte dalla Legge n. 106/2021 di conversione del “Decreto Sostegni-bis”, il legislatore modificando le date di scadenza originariamente previste nella “Comunicazione delle somme dovute” della “rottamazione-ter” ha fissato nuovi termini entro i quali effettuare il pagamento delle rate 2020, mantenendo comunque i benefici della definizione agevolata. Per il versamento delle rate 2021 c’è tempo fino al 30 novembre.

Quelle della prima settimana di settembre non sono però le uniche date che i contribuenti in debito col Fisco sono chiamati ad appuntarsi sul calendario. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha confermato la fine del termine di sospensione relativo ai versamenti rimandati a causa dell’emergenza Covid.

Nello specifico, tutte le rate sospese dall’inizio della pandemia ad oggi dovranno essere corrisposte entro la fine di settembre, seguendo il seguente ordine: dovranno subito essere effettuati i pagamenti e/o ripresi i piani di rateizzazione relativi al periodo antecedente l’8 marzo 2020 (o 21 febbraio per i comuni in zona rossa), chi ha quindi dei debiti non ancora regolarizzati e riferibili a questo periodo dovrà provvedere a regolarizzare la propria posizione senza ulteriore indugio; rate e pagamenti sospesi e relativi al periodo che va dall’8 marzo al 31 agosto 2021, invece, dovranno essere versate entro il 30 settembre 2021.

Va ricordato, a tal proposito, che per i pagamenti entro questi nuovi termini di scadenza sono ammessi i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. Per questo motivo, per la scadenza del 31 agosto 2021, il pagamento potrà essere effettuato entro il 6 settembre 2021. Per coloro che invece sono in regola con i versamenti delle rate del 2019 e del 2020, il termine “ultimo” per pagare quelle in scadenza nel 2021 è differito al 30 novembre (per il termine del 30 novembre 2021 sono previsti i cinque giorni di tolleranza: pertanto il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 6 dicembre 2021).

Per qualsivoglia esigenza, i consumatori possono rivolgersi agli sportelli del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori in Via Roma 366 a Torino, telefonando in normale orario d’ufficio allo 011 5611800 o scrivendo una e-mail a uncpiemonte@gmail.com.

La ricerca e la felicità

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

 

Nei giorni scorsi il National Bureau of Statistics of China, l’omologo del nostro ISTAT, insieme al ministero della scienza e a quello delle finanze, ha pubblicato il “Communiqué on National Expenditures on Science and Technology in 2020”.

 

Si tratta di un dettagliato rapporto sull’andamento della spesa nazionale in ricerca e sviluppo.

 

La crescita, superiore al 10%, ha ancora una volta superato quella dell’economia cinese, portando gli investimenti in ricerca al 2,4% del PIL.

 

In valore assoluto i cinesi investono oggi nella ricerca il doppio dei giapponesi, più di due volte e mezzo dei tedeschi e la metà degli americani.

 

Le cifre assumono una dimensione ancora più significativa (ed esprimono più correttamente l’impegno finanziario) se aggiustate per il loro potere di acquisto (con la stessa somma si possono acquistare quantità diverse degli stessi beni, a seconda del loro prezzo, nei diversi Paesi): emerge così che le somme investite dalla Cina eguagliano ormai quelle degli USA, sono 3 volte il Giappone e 5 volte la Germania.

 

Non a caso lo stesso giorno il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha pubblicato il piano strategico quindicennale per trasformare la Cina in una superpotenza nella proprietà intellettuale.

 

La cosa può apparire sorprendente viste le cruente battaglie combattute per anni tra le aziende occidentali e le autorità di Pechino per ottenere il riconoscimento dei brevetti, violati o copiati dalle imprese cinesi.

 

Si tratta di un altro segnale del cambiamento di marcia della politica economica sotto la guida di Xi Jinping.

 

Dopo la stretta sulle multinazionali private e quella sul settore immobiliare (che sta portando al fallimento controllato del colosso nazionale China Evergrande) appare sempre più chiaro che il timone della corazzata cinese stia puntando con decisione sull’innovazione di Stato e sulla riduzione della speculazione e della corruzione.

Il settore immobiliare costituisce più di un quarto del PIL cinese (negli USA è intorno al 6-7%) ed è stato uno dei motori che ne hanno maggiormente sostenuto la crescita negli ultimi 30 anni ma questo ha generato una bolla fatta di prezzi elevatissimi, debiti esorbitanti ed enormi investimenti improduttivi (intere città create e rimaste desolatamente disabitate).

 

Basti pensare che per acquistare un appartamento in una grande capitale occidentale servono tra le 13 (a San Francisco) e le 22 volte il reddito medio annuo mentre a Pechino occorre destinare all’acquisto l’equivalente di 50 stipendi.

 

Anche la ulteriore stretta appena annunciata dal governo cinese, sull’utilizzo delle criptovalute per i pagamenti, può essere ricondotta alla campagna di riduzione delle operazioni speculative, di un maggiore controllo dei flussi finanziari e, di non trascurabile importanza, del contenimento delle emissioni inquinanti.

 

La Cina sta da tempo cercando di proporsi come paladina delle energie rinnovabili (è la sede dei maggiori produttori di impianti fotovoltaici) con l’obiettivo di uscire dalla lista dei Paesi più inquinanti del pianeta.

 

La produzione dei bitcoin comporta, infatti, enormi consumi di energia che in estate è fornita, a basso costo, dai molti impianti idroelettrici che, foraggiati dalle abbondanti piogge, hanno un eccesso di produzione, ma che nella stagione secca fanno ricorso a inefficienti, inquinanti e spesso abusive e pericolose, miniere di carbone ancora presenti in tutta la Cina centrale.

 

A questo proposito va sottolineato come sin dalla prima violenta presa di posizione del Comitato del Partito, lo scorso maggio, i grandi “minatori” stanno spostando i loro attrezzi (enormi computer, trasportati da altrettanto imponenti autotreni) verso Paesi più accoglienti ed il Texas sta diventando una delle destinazioni preferite.

 

Ad inizio anno i tre quarti dell’“estrazione” complessiva di bitcoin veniva fatta nel celeste impero e si stima che oggi si sia più che dimezzata.

Più in generale, il ruolo del mercato privato in Cina rimarrà importante ma circoscritto alle aree non ritenute strategiche e funzionali alla crescita del benessere nazionale.

 

Lo standard, il livello di innovazione, richiesto per competere nei mercati internazionali sta crescendo con sempre maggiore rapidità e rimanere indietro oggi vorrà dire trovarsi soli, nel deserto, senza viveri né acqua, domani.

 

L’ Italia investe in ricerca e sviluppo circa l’1,47% del Pil (di cui lo 0,93% da parte delle imprese private, dati ISTAT 2019): la Germania e gli Stati Uniti quasi il 3% e la media dei primi 40 Paesi l’ 1,75%.

 

La buona notizia per la nostra regione è che il Piemonte si trova (secondo il rapporto ISTAT pubblicato un anno fa) al vertice con il un il 2,17% del PIL speso in ricerca.

 

C’è un lungo cammino da percorrere ma prima bisognerà costruire strade sicure (come le infrastrutture digitali) che ci possano consentire di tornare a correre.

 

Le nostre nuove generazioni di imprenditori stanno mostrando, con le loro “startup”, una grande vivacità come testimoniato nella, appena terminata a Torino, seconda edizione della Italian Tech Week.

 

Questo importante evento (che merita un prossimo “Puntaspilli” ad hoc) ha riunito nella nostra città innovatori di tutto il mondo, lanciando importanti segnali sulle opportunità che ci vengono offerte dalle nuove tecnologie.

 

Risulta perciò chiaro come nella “ricerca della felicità” (economica) la parola chiave potrebbe proprio essere la prima.

 

La speranza in un futuro dove le grandi potenzialità del nostro Paese possano tornare a dare i loro frutti ha quindi tutti gli elementi per essere alimentata.

 

D’altronde, come ha ricordato l’ospite d’ onore della kermesse torinese, Elon Musk, è sempre meglio essere ottimisti e sbagliare qualche volta che essere pessimisti ed avere sempre ragione.

 

 

La vicequestora che si ribella e un green pass mal applicato

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

L’attacco frontale e pregiudiziale al green pass e alla stessa vaccinazione di massa ha raggiunto dei punti intollerabili perché gli assembramenti non vanno permessi, avvalendosi dei poteri di prefetti e questori. Non si tratta di restrizione della libertà, ma di tutela della salute dei cittadini.

Il fatto che una vicequestora di Roma non abbia esitato a partecipare ed a parlare ad una manifestazione no green pass  rappresenta un fatto di inaudita gravità perché’ un funzionario di  polizia deve rimanere sempre sub lege e non  può esprimersi   contra legem. Il fatto che molti anni fa la  Polizia sia stata smilitarizzata nel clima demagogico degli anni 70 è una delle cause di questa  situazione che, ad esempio, un carabiniere con le stellette non si sognerebbe mai neppure di pensare. Ma il fatto di non avere le stellette non giustifica atti di insubordinazione che vanno sanzionati disciplinarmente e denunciati alla Magistratura che forse  in certi casi dovrebbe agire d’ufficio. Il rifiuto a priori del green pass ha impedito una critica meditata  al decreto votato alla Camera che noi abbiamo subito avanzato per ciò che riguarda un’applicazione lacunosa e  contraddittoria dell’obbligo del green pass, ad esempio nei tribunali e nelle stesse scuole.
Ma ci sono due vistose incongruenze che vengono alla luce solo in questi giorni: il fatto che il green pass non sia richiesto nei luoghi di culto ed invece venga preteso nelle sale- conferenze. Una discriminazione ingiustificabile, se il fine è la tutela della salute che deve riguardare credenti e non credenti  indifferentemente. Le elezioni amministrative avranno modalità diverse sul non uso del green pass per il primo turno del 3 e 4  ottobre dove non ci sarà nessun controllo, mentre per il ballottaggio verrà imposto il green pass. Un modo assurdo di procedere che fa perdere oggettivamente di credibilità al green pass stesso. Un voto sicuro o più sicuro possibile deve essere garantito  fin dal primo turno . Aver messo l’entrata in vigore del decreto il 15 ottobre è una furbata piuttosto vistosa che va denunciata. La tutela della salute va garantita sempre e non nei modi in cui il bizantinismo levantino  dei legulei si sostituisce alla capacità di decidere di chi governa. Draghi e Mattarella non possono consentire queste ambiguità.
La colpa di questi veri pasticci sono attribuibili soprattutto  ai sabotatori interni al governo rappresentati  soprattutto dalla Lega e alla pressione esterna dell’opposizione. L’Italia ha bisogno di gente seria e capace e vorrei sentire cosa pensa il generale Figliuolo di questi provvedimenti . Il generale è persona seria che non parla, ma agisce in silenzio come si addice ad un militare  ,tra tanti pagliacci che pontificano in modo sempre più intollerabile . Gli Italiani dovranno sanzionare con il voto amministrativo anche chi si sta rivelando irresponsabile. E’ un nostro diritto andare a votare in sicurezza. Altrimenti molti come minimo staranno a casa. Ci pensino i vari candidati sindaci che sul tema non vogliono esprimersi per non perdere voti. La realtà potrebbe rivelarsi esattamente opposta .