SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO






A cura di Elio Rabbione
After The Hunt – Thriller. Regia di Luca Guadagnino, con Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri. Terzo film su suolo americano del regista di “Chiamami col tuo nome”, dove Alma è insegnante di filosofia all’università di Yale, del suo gruppo fanno parte l’assistente Hank, quarantenne, e la dottoranda Maggie, in non completa armonia tra loro. Un giorno la ragazza si presenta a casa di Alma (che ha anche un proprio segreto da camuffare) e le confessa di aver subito molestie da Hank: all’insegna del me too, da un lato una credibilità verso chi combatte per il presente delle donne e dall’altro in beneficio del dubbio da riconoscere comunque a Hank, entrambi metteranno a dura prova il fisico e la mente dell’insegnante. Scrive Maurizio Porro nelle colonne del Corriere: “Guadagnino padroneggia l’atmosfera con un certo esibizionismo dialettico, che però si dipana òlungo la bravura notevole di tutto il cast, tra ambiguità, sottintesi e dialoghi quasi vintage tanto sono ben scritti e una Julia Roberts che colpisce, di raffinata malinconia.” Durata 139 minuti. (Lux sala 2, Reposi sala 5 V.O.)
Anemone – Drammatico. Regia di Ronan Day-Lewis, con Daniel Day-Lewis, Sean Bean e Samantha Morton. Ambientato a Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, Seguiamo la storia di Jem, un uomo di mezza età che vive con la compagna Nessa e con il figlio adolescente di lei, Brian. Il ragazzo è piuttosto turbato e irrequieto, al punto di essere arrivato quasi a picchiare ferocemente un suo coetaneo. A questo Jem, sentendosi sopraffatto dagli eventi, prende una decisione importante per se stesso. Con una parola d’ordine, delle coordinate geografiche e una moto come unica compagnia, l’uomo parte alla ricerca di suo fratello Ray, un eremita che ha scelto di allontanarsi dalla famiglia e dalla società anni prima. Il viaggio nei boschi diventa così un percorso di riconciliazione. Il riavvicinamento tra i due fratelli riapre vecchie ferite, porta a galla ricordi dolorosi e obbliga entrambi a confrontarsi con un’eredità familiare segnata da incomprensioni e violenze passate. Tra tensioni e momenti di fragile tenerezza, il film racconta la difficoltà di mantenere i legami familiari in un mondo che cambia, la forza dei rapporti fraterni e la possibilità di guarigione anche dopo anni di separazione e silenzi dolorosi. Durata 121 minuti. (Eliseo, Greenwich Village anche V.O., Uci Lingotto)
L’attachement – La tenerezza – Drammatico. Regia di Carine Tardieu, con Valeria Bruni Tedeschi e Pio Marmaï. L’occupazione di Sandra è la gestione di una libreria, conduce una vita tutta sua tra molte sigarette, vari compagni occasionali, la certezza di non aver mai voluto avere figli. Ma se poi prevale l’incontro con la propria vicina di casa che s’allontanerà qualche giorno per andare in ospedale a partorire, vicina che le rifila il primogenito Elliott di cinque anni perché sia lei a occuparsene? Una tragedia inaspettata stravolgerà la via e le abitudini di Sandra, costringendola a far parte contro ogni sua volontà del ménage della porta accanto. Ma intanto stanno entrando in scena un grande attaccamento e una immensa tenerezza. Tratto dal romanzo “L’intimité” di Alice Ferney. Durata 106 minuti. (Centrale)
Bugonia – Commedia / Fantascienza. Regia di Yorgos Lanthimos, con Emma Stone, Jesse Plemons e Alicia Silverstone. Due giovani ossessionati dalle teorie del complotto che decidono di rapire l’influente CEO di una grande azienda, convinti che sia un’aliena decisa a distruggere la terra. Convinti della sua natura extraterrestre, passano alla cattura e a un serrato interrogatorio. La situazione si complica quando la ragazza del giovane rapinatore, l’imprenditrice e un investigatore privato coinvolto nella vicenda si ritrovano intrappolati in una battaglia mentale ad alta tensione. La Stone nuovamente musa ispiratrice del regista di origini greche. Presentato a Cannes. Durata 120 minuti. (Fratelli Marx sala Chico e sala Harpo V.O., Greenwich Village sala 1 anche V.O., Ideal V.O., Nazionale sala 4 anche V.O., Reposi sala 2, The Space Torino, The Space Beinasco)
Cinque secondi – Drammatico. Regia di Paolo Virzì, con Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi e Galatea Bellugi. Chi è quel tipo dall’aria trascurata che vive da solo nelle stalle di Villa Guelfi? Passa le giornate a non far nulla ed evitando il contatto con tutti. E quando si accorge che nella vita si è stabilita abusivamente una comunità di ragazzi che si dedicano a curare quella campagna e i vigneti abbandonati, si innervosisce e vorrebbe cacciarli. Sono studenti, neolaureati, agronomi e tra loro c’è Matilde, che è nata in quel posto e da bambina lavorava la vigna con il nonno Conte Guelfo Guelfi. Anche loro sono incuriositi da quel signore misantropo dal passato misterioso: perché sta lì da solo e non vuole avere contatti con nessuno? Mentre avanzano le stagioni, il conflitto con quella comunità di ragazze e ragazzi si trasforma in convivenza, fino a diventare un’alleanza. E adriano si troverà ad accudire nel suo modo brusco la contessina Matilde, che è incinta di uno di quei ragazzi… Durata 105 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Grande, Ideal, Nazionale sala 2, Reposi sala 4, Uci Moncalieri)
Le città di pianura – Commedia. Regia di Francesco Sossai, con Filippo Scotti, Sergio Romano, Andrea Pennacchi e Robero Citran. Due spiantati cinquantenni sono ossessionati di bere l’ultimo bicchiere. Una sera incontrano un ragazzo, Giulio, timido studente di architettura e il modo di vedere il mondo e l’amore all’improvviso si trasforma pian piano mentre i tre girano tra i locali del Veneto. Durata 90 minuti. (Romano sala 3)
La divina di Francia – Sarah Bernhardt – Biografico. Regia di Guillaume Nicloux, con Sandrine Kiberlein e Laurent Lafitte. Definita da Victor Hugo “la voce d’oro”, ritratto di una certa Francia ad inizio dell’altro secolo, campionessa della Belle Epoque, un racconto e tanti aneddoti che riempiono l’esistenza della “divina di Francia”, una gamba tagliata e “L’aiglon”, libertà sessuale e ribellioni estreme, un boa che si trascina per casa, un teatro tutto suo a disposizione, omaggi in grandi quantità, i suoi cento amanti e un unico grande amore, Lucien Guitry, al cui figlio Sacha, nuovo astro nascente del teatro e del cinema d’oltralpe, la grande attrice renderà piene confessioni. Durata 98 minuti. (Centrale V.O., Fratelli Marx sala Harpo)
DJ Ahmet – Commedia. Regia di Georgi M. Unkovski, con Arif Jakup. Ahmet, un ragazzo quindicenne, proveniente da uno sperduto villaggio nella Macedonia del Nord, trova rifugio nella musica mentre cerca di destreggiarsi tra le aspettative del padre, una comunità conservatrice e la sua prima esperienza amorosa con una ragazza già promessa a un altro. Durata 99 minuti. (Greenwich Village sala 2)
Dracula – L’amore perduto – Fantasy, horror. Regia di Luc Besson, con Caleb Landry Jones, Christoph Waltz e Matilda De Angelis. Transilvania, XV secolo. Il principe Vladimir, dopo la perdita improvvisa della sua amata, rinnega Dio, ereditando così una maledizione eterna: diventare un vampiro. Condannato a vagare per secoli, sfida il destino e la morte stessa, guidato da un’unica speranza: ritrovare l’amore perduto. Durata 129 minuti. (Massaua, Ideal, Massimo V.O., Nazionale sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri V.O.)
Eddington – Drammatico. Regia di Ari Aster, con Joaquin Phoenix, Pedro Pascal, Austin Butler ed Emma Stone. Maggio 2020, in periodo di piena pandemia, nella piccola cittadina di Eddington, nel New Mexico, lo sceriffo Cross si ritrova a dover osteggiare l’imposizione della mascherina protettiva, venendo immediatamente in contrasto con il sindaco Garcìa, che della moglie di Cross, donna mentalmente instabile, è stato in passato l’amante. Contrasti politici riversati nel personale. Quando Cross decide di candidarsi a sindaco, ecco che la cittadine si divide in gruppi di diversi interessi, il tutto coinvolgendo proteste giovanili e post e messaggi virali, sino a degenerare in un fatto di violenza che metterà a repentaglio la vita della comunità. Durata 148 minuti. (Centrale V.O., Lux sala 1)
Fuori la verità – Commedia. Regia di Davide Minnella, con Claudio Amendola, Leo Gassmann, Claudia Pandolfi e Claudia Gerini. Quando una famiglia affiatata – padre e madre si occupano dell’azienda che organizza eventi, il figlio Flavio laureando in economia e la giovane Prisca studentessa universitaria – decide di partecipare a un reality, auspice la più piccola Micol, di professione influencer. Dura la presentatrice, solo sei domande, in diretta televisiva, grande onestà nelle sei risposte, altrimenti “via di qua!”. La borsa vincitrice è, più che appetibile, di un milione di euro. Ma tutti riusciranno a dire la (propria) verità? E quella verità, non farà soffrire a qualcuno? Durata 112 minuti. (Massaua, Ideal, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)
Io sono Rosa Ricci – Drammatico. Regia di Lyda Patitucci, con Maria Esposito, Andrea Arcangeli e Raiz. Figlia minore di Don Salvatore, Rosa cresce all’ombra della malavita, tra lusso e pericoli. Un invito a cena da parte di un potente narcotrafficante che vuole impadronirsi dell’impero della famiglia si rivelerà un agguato: ma Rosa, uscitane salva, tornerà a Napoli capace di riaffermare il potere di un tempo. Durata 91 minuti. (Massaua, Reposi sala 5, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)
Per te – Drammatico. Regia di Alessandro Aronadio, con Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni e Teresa Saponangelo. Paolo, quarantenne, ha cominciato a poco a poco svanire parti della propria memoria, a causa di una malattia neurovegetativa, Accanto a lui ci sono la moglie e il piccolo Mattia, di soli undici anni, che dimenticando tutto ciò che fanno i ragazzini della sua età, diverrà la sua guida, il suo sostegno. Lo sosterrà anche con le più piccole cose, con i gesti d’affetto, con i momenti di allegria che riuscirà a costruire. Durata 115 minuti. (The Space Beinasco)
Il sentiero azzurro – Drammatico. Regia di Gabriel Mascaro, con Denise Weinberg. Tereza è una delle tante vittime, in età avanzata, che un Brasile prossimo venturo ha deciso di relegare in una qualche parte lontana, impedita di lavorare e sotto la tutela completa della figlia. Ma Tereza vuole ancora sentirsi, ed è tale, indipendente, non volendo certo arrendersi a quella decisione: si ribella intraprendendo in solitaria un viaggio tra il reale e il fantastico. Orso d’Argento alla Berlinale 2025. Durata 85 minuti. (Fratelli Marx sala Chico)
Springsteen – Liberami dal nulla – Drammatico/Biografico. Regia di Scott Cooper, con Jeremy Allen White e Stephen Graham. Il film segue il cantante nella realizzazione dell’album “Nebraska” del 1982, anno in cui era un giovane musicista sul punto di diventare una superstar mondiale, alle prese con il difficile equilibrio tra la pressione del successo e i fantasmi del suo passato. Inciso con un registratore a quattro piste nella sua camera da letto in New Jersey, l’album segnò un momento di svolta nella sua vita ed è considerato una delle sue opere più durature: un album acustico puro e tormentato, popolato da anime perse in cerca di una ragione in cui credere. Durata 112 minuti. (Greenwich Village sala 3 anche V.O., Lux sala 3, The Space Torino, The Space Beinasco)
The Mastermind – Thriller. Regia di Kelly Reichardt, con Josh O’Connor. Nel Massachusetts, 1970. J.B. è figlio del giudice di una contea, ha una moglie che pensa a portare avanti le necessità familiari e due figli, ma è senza una occupazione. Decide un giorno che per sbarcare il lunario sia opportuno affidarsi al furto di quattro tele di un pittore astrattista dal museo locale, raccoglie un pugno di compagni d’avventura ma il colpo non riesce proprio come dovrebbe e le giornate di J.B. nascono e muoiono obbligando l’uomo a una vita di latitanza in giro per gli States. Sono gli anni del Vietnam e gli interi Stati uniti non se la passano davvero bene. Suona ironico quel titolo, che si potrebbe tradurre “mente come campione d’organizzazione e padronanza” mentre quella di J.B. è tutt’altro che solida. “Un perdente senza qualità che cerca un impossibile equilibrio”, ho definito il protagonista Maurizio Porro nelle colonne del Corriere, aggiungendo: “Un’opera molto interessante proprio nei suoi aspetti nascosi, nelle scene di colloqui con se stesso, nella pignoleria psicologica con cui l’autrice, grazie al formidabile inglese Josh O’Connor, indossa le domande della borghesia Usa anni ’70, uscita ammaccata da un lungo balordo culturale.” Durata 110 minuti. (Massimo V.O.)
Tre ciotole – Drammatico. Regia di Isabel Coixet, con Elio Germano e Alba Rohrwacher. Dopo quello che sembrava un banale litigio, Marta e Antonio si lasciano. Marta reagisce alla rottura chiudendosi in se stessa. L’unico sintomo che non può ignorare è la sua improvvisa mancanza di appetito. Antonio, chef in rampa di lancio, si butta sul lavoro. Ma sebbene sia stato lui a lasciare Marta, non riesce a dimenticarla. Quando Marta scopre che la mancanza di appetito ha più a che fare con la propria salute che con il dolore della separazione, tutto cambia: il sapore del cibo, la musica, il desiderio, la certezza delle scelte fatte. Dal romanzo di Michela Murgia. Durata 122 minuti. (Romano sala 3)
Un crimine imperfetto – Thriller. Regia e con Franck Dubosc, con Laure Calamy e Benoît Poelvoorde. Ambientato in un remoto villaggio del Giura, dove Michel e Cathy tirano avanti vendendo alberi di Natale. Con il figlio dodicenne Doudou, ragazzino con difficoltà, vivono in una vecchia fattoria tra montagne innevate, conti in rosso e sogni ormai sbiaditi. La coppia è allo stremo: troppe rate da pagare, troppe delusioni e un inverno che non sembra finire mai. Una sera, sulla strada del ritorno, Michel inchioda di colpo per evitare quello che sembra un orso sulla carreggiata. La manovra azzardata lo fa schiantare contro un’auto sul ciglio della sttada, i cui passeggeri a bordo muoiono sul colpo. Preso dal panico, Michel chiama Cathy. Dopo un breve, gelido silenzio, decidono insieme di nascondere tutto. Mentre tentano di far sparire i corpi, nel bagagliaio dell’auto incidentata scoprono una borsa con oltre due milioni di euro in contanti. Quello che inizialmente sembra un miracolo natalizio si trasforma in un incubo a occhi aperti, innescando una serie di eventi caotici e assurdi. Ha scritto Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della Sera: “Il problema è l’accumulazione dei fatti, tanti da sembrare un sogno, indagini e rimorsi, euro ed etica, un’alta tensione che si stempera in osservazioni di colore umoristico ma in un panorama notturno tenebroso, come se fosse tutto una paurosa favola per grandi.” Durata 109 minuti. (Classico)
Una battaglia dopo l’altra – Thriller, azione. Regia di Paul Thomas Anderson, con Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio Del Toro e Chase Infiniti. Un gruppo di ex rivoluzionari si riunisce quando un loro perfido nemico riemerge dal loro passato, dopo sedici anni di silenzio. Tra loro, Bob Ferguson, che ha sognato per anni un mondo migliore ai confini tra Messico e States. Appeso al chiodo l’artiglieria e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla dal suo passato che puntualmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall’ombra riemerge il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento suprematista devoto a San Nicola. Il gruppo avrà il duro compito di salvare la ragazza, che verrà rapita, prima che accada l’inevitabile. Durata 161 minuti. (Greenwich Village V.O.)
Una famiglia sottosopra – Commedia. Regia di Alessandro Genovesi, con Luca Argentero, Valentina Lodovini e Licia Maglietta. Alessandro e Margherita e la mamma di lei, tutti a vivere sotto lo stesso tetto, aggiungendoci la progenie Alice e Leo e la piccola Anna che in vista del suo compleanno chiede una gitarella a Gardalang, con tutti i festeggiamenti di rito. Alessandro anni fa ha perso il lavoro e superati i cinquanta è difficile che qualcuno ti regali qualcosa, mamma Margherita continua a ripetere che quella santa donna di sua figlia poteva certo trovare di meglio: forse quel tal collega, medico pure lui, con la signora da tempo intrattiene una vivacizzata relazione. Che lo sposo non ne possa più è fuor di luogo, sino a gridare a squarciagola di voler cambiare famiglia: ma se quel cambiamento avviene nel modo più strampalato, per cui un componente della family prende la identità di un altro componente, allora che succede? Quando si dice i soggettisti e gli sceneggiatori che ti vanno a inventare! Durata 100 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)
La vita va così – Commedia drammatica. Regia di Riccardo Milani, con Ignazio Mulas, Virginia Raffaele, Diego Abatantuono e Aldo Baglio. Il protagonista, un pastore sardo, abbandonato da moglie e figlia che si sono trasferite nel paese vicino, vive alla fine del millennio solitario in una casa che s’affaccia su una stupenda spiaggia dove le pecore possono pascolare. Non vuole assolutamente abbandonare quella propria casa: neppure quando un prestigioso gruppo immobiliare lo vorrebbe riempire di quattrini, nel progetto di costruire proprio in quel tratto di spiaggia un resort a cinque stelle. Ecosostenibile. Il responsabile del gruppo, al fine di convincerlo, manda sul posto Mariano, il capocantiere in cui ha piena fiducia: da quel momento Francesca, la figlia del pastore, si ritroverà tra la solidarietà nei confronti del padre e l’ostilità dei suoi concittadini. Durata 118 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo, Fratelli Marx sala Groucho, Ideal, Reposi sala 3, Romano sala 1, The Space Torino, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)
Foliage al grattacielo Intesa Sanpaolo. La foto è della lettrice Ana Maria Dinu.
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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI SELLA SETTIMANA
Martedì. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Mezzosangue.
Mercoledì. All’Auditorium del Lingotto arriva Francesco De Gregori. All’Hiroshima è di scena Cimini.
Giovedì. In occasione dell’inaugurazione delle Nitto ATP Finals, l’Inalpi Arena ospita Max Pezzali e i Pinguini Tattici Nucleari. All’Hiroshima per 2 sere consecutive suonano I Ministri. Al Magazzino sul Po si esibisce Belize. Entra nel vivo Moncalieri Jazz. Alle Fonderie Limone suona il Leonardo Sestilli Quartet. A seguire Nico Gori Swing 10 TET. Al Blah Blah si esibiscono i Bezoar + Repulso.
Venerdì. Per Moncalieri Jazz alle Fonderie Limone “The Koln Concert”, omaggio ai 50 anni dalla prima esecuzione e agli 80 anni di Keith Jarrett. Con Cesare Picco al pianoforte e Gloria Campaner. A Seguire Gegè Telesforo Big Mama Legacy. Al Vinile si esibisce Savo e I Precisi. Al Circolo Sud concerto di Andrea Mazzari. Al teatro Garybaldi di Settimo suonano Le Orme. Al Folk Club si esibisce Moni Ovadia, Michele Gazich e Giovanna Famulari. Al Magazzino sul Po sono di scena i Fratelli Lambretta. Al Blah Blah suonano i Flyng Disk + Elepharmers.
Sabato. Al Peocio di Trofarello si esibiscono i Voodoo Lake. Per Moncalieri Jazz alle Fonderie Limone, suona Albert Hera & Friends. A seguire “Blues For Pino” . Omaggio a Pino Daniele con un quintetto di musicisti che hanno suonato con lui. Presenta la serata il critico musicale della Stampa Marco Basso. Al Peocio di Trofarello si esibisce Lari Basilio. Al Folk Club suona il trio Hasa-Chemirani-Khalife. Al teatro Colosseo arriva Raf. Allo Spazio 211 è di scena Management Del Dolore Post Operatorio. Al Blah Blah suonano i SudDisorder.
Domenica. Chiusura di Moncalieri Jazz alle Fonderie Limone con il Viden Spassov Trio. A seguire il trio Pèrez- Patitucci Cruz Trio. Presenta la serata il giornalista Gino Li Veli. Al Blah Blah si esibiscono i Paerish + Emathoma.
Pier Luigi Fuggetta
SCOPRI -To ALLA SCOPERTA DI TORINO
Al ristorante Urbani, a Torino, ogni dettaglio è parte di un racconto. L’accoglienza, la tavola, la cura degli ambienti: tutto parla di famiglia, di tradizione intrecciata a un gusto contemporaneo che non ha paura di evolvere. È la quarta generazione della famiglia Urbani a custodire questo luogo, guidando una visione che non riguarda solo il mangiare bene, ma l’esperienza nella sua interezza.
La zia Emanuela, con la sua sensibilità estetica e il suo sguardo poetico, ha trasformato gli spazi del ristorante in un piccolo mondo a sé: un bosco luminoso, una casa sospesa tra Piemonte e Parigi, tra memoria e immaginazione.
Ed è proprio all’interno di questo mondo che nasce la nuova pasticceria delle “frutte”, un progetto che porta la firma di Marco Matera Urbani, fratello di Paolo, che con dedizione e pazienza ha studiato, provato, sperimentato finché quelle forme, quelle consistenze, quella bellezza non sono diventate realtà. Un lavoro che non è solo tecnica, ma emozione: Marco mette in questi dolci un desiderio semplice e profondo “fare qualcosa che faccia felici gli altri”.
Intervista a Paolo Matera Urbani
D: Partiamo dall’inizio. Com’è nato tutto?
R (Paolo Matera Urbani): Tutto nasce dal funghetto, che ormai è diventato un po’ il simbolo del ristorante. È nato quasi per gioco, ma è piaciuto subito. È composto da tre cioccolati, un beignet craquelin zuccherato sopra, crema gianduia dentro — che è proprio Torino — il gambo in cioccolato bianco e un crumble fondente alla base. Un dolce che racconta chi siamo: semplice, ma curato in ogni dettaglio. Da lì ci siamo detti: perché non inserire una pasticceria moderna, che dialoghi con la nostra identità?
D: E questa idea evolve nei frutti.
R: Esatto. Abbiamo guardato ai lavori di Cédric Grolet, che ha portato il trompe l’oeil in pasticceria ad altissimi livelli. Ma noi non volevamo copiarlo: volevamo interpretarlo. La frutta, per noi, è un simbolo semplice, quotidiano, ma potente. E ci piaceva l’idea di portare al tavolo qualcosa che stupisce all’occhio, ma poi riporta al gusto vero del frutto. Siamo stati i primi a Torino a ricreare questo tipo di pasticceria e a portarla nel mondo Urbani dove si abbina perfettamente con la nostra location che ricorda un bosco incantato.
D: Come sono costruiti i frutti?
R: Ogni frutto ha tre consistenze del frutto stesso all’interno.
Il guscio esterno è croccante, ottenuto con burro di cacao e cioccolato bianco. Abbinato all’inserto c’è una ganache montata, che cambia per ogni frutto, la pera è con vaniglia e gocce di cioccolato, la mela con cannella e un pan di spagna leggerissimo, per ricordare una torta di mele, il fico invece ha all’interno il caramello.
Ora stiamo lavorando alla castagna e alla nocciola, che dialogano molto bene con l’atmosfera del ristorante.
D: Quanto è importante per voi l’unicità di ciò che proponete?
R: È fondamentale: noi non vogliamo mille dolci anonimi, tutti uguali, “impacchettati” in carta. Ne vogliamo pochi. Pochi, ma perfetti. Vivi. Dolci che respirano il tempo, le stagioni, il bosco che si intravede dal ristorante.
È un lavoro lento e profondamente artigianale: ogni frutto è modellato a mano, uno per uno, come una piccola scultura golosa. E questi frutti non sono soltanto dolci: sono presenze. Si intrecciano con l’ambiente, con i legni, le foglie essiccate, i colori morbidi delle pareti e delle luci.
Il locale stesso, creato con un’attenzione amorevole e quasi fiabesca dalla zia, ricorda un bosco vivo. Non solo nelle forme, ma nello spirito. Ci sono oggetti che evocano radici, cortecce, licheni, piccole meraviglie trovate durante le passeggiate in montagna. Ogni elemento è scelto con cura, con memoria, con affetto.
Così i nostri frutti non “decorano” il ristorante: vi appartengono. Si fondono. Creano una magia silenziosa, quella sensazione di essere in un luogo dove il tempo rallenta, dove la natura non è imitata ma custodita.
Dove ogni dolce è un incontro. Un pezzo di bosco portato in tavola. Un gesto, non una produzione.
D: Parliamo di tuo fratello Marco Matera Urbani, pasticcere e creatore di questi meravigliosi frutti.
R: Marco ha sempre avuto una sensibilità particolare. Non è solo un pasticcere: è uno che sente le cose. Ci mette tempo, pazienza, cura. Si emoziona quando qualcosa riesce. E si emoziona quando qualcuno lo apprezza.
Questi frutti sono la sua voce.
Per noi è bellissimo vedere che la cucina è diventata un modo per ritrovarci come famiglia.
D: E infatti tutto questo si ritroverà nell’evento del 15 novembre.
R: Sì, la Degustazione d’Autunno sarà il primo momento in cui racconteremo davvero questi dolci. Ci saranno quattro frutti d’autunno, un calice di prosecco, acqua, caffè, e la possibilità di visitare Maison Urbani, lo spazio creato da mia zia Emanuela. È un luogo piccolo, delicato, pieno di storia, quindi si entra solo su prenotazione, massimo 10-12 persone per volta.
D: Si potranno prendere da asporto i frutti?
R: Certo. Ci saranno box da due, tre o quattro, perfette anche come regalo. Molti li stanno già prenotando come si prenotano le torte delle occasioni. E questa è una cosa che ci emoziona.
Grazie Paolo!
Questi frutti non sono una moda. Sono un gesto d’amore. Nascono dalla mano di Marco, dal pensiero di Paolo, dallo sguardo di Emanuela e dalla storia della famiglia Urbani.
Sono il risultato di tempo, di ascolto, di rispetto e in fondo, è questo che accade quando la pasticceria smette di essere tecnica e diventa racconto, si resta con qualcosa addosso, non solo il sapore, ma la sensazione di essere stati accolti.
NOEMI GARIANO

Un secondo prelibato, particolarmente invitante, il petto di pollo intero reso appetitoso da una croccante crosta di frutta secca, mandorle, nocciole o pistacchi, a voi la scelta. Cotto in forno con pochissimi grassi risultera’ leggero e tenerissimo, da servire caldo o freddo, perfetto accompagnato da una fresca insalatina.
Ingredienti
1 Petto di pollo intero
1 uovo intero
80gr. di mandorle
1 rametto di rosmarino
Scorza di limone grattugiata
Sale, pepe, olio q.b.
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Nel mixer tritare finemente le madorle con gli aghi di rosmarino, sale e pepe. Sbattere leggermente l’uovo. Passare il petto di pollo prima nell’uovo e poi nel trito di mandorle al quale avrete aggiunto la scorza del limone grattugiata. Preriscaldare il forno a 200 gradi, sistemare il petto di pollo in una teglia foderata con carta forno, irrorare con un filo d’olio, cuocere per 15 minuti poi, abbassare la temperatura a 180 gradi e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Buon appetito !
Paperita Patty
Un primo dal sapore tipicamente mediterraneo, saporito, economico e pronto in pochi minuti. Le acciughe, fonte di preziosissime sostanze nutritive, sono le protagoniste di questo piatto, abbinate alla croccantezza dei pinoli e dei pistacchi non deluderanno i palati piu’ esigenti.
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Ingredienti
160gr. di pasta Linguine
4 filetti di acciughe sott’olio
½ spicchio di aglio
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di pistacchi di Bronte
1 piccolo peperoncino
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 mazzetto di prezzemolo
Olio evo q.b.
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Lavare il prezzemolo, asciugarlo, tritarlo grossolanamente con la mezzaluna insieme all’aglio, al peperoncino, due filetti di acciuga, i pinoli ed i pistacchi. Cuocere la pasta in acqua poco salata. In una larga padella scaldare due cucchiai di olio con i rimanenti filetti di acciuga, lasciarli sciogliere e poi, aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare bene. Scolare la pasta nella padella, aggiungere il pesto di acciughe diluito con mezzo mestolino di acqua di cottura, amalgamare il tutto e servire subito.
Paperita Patty
GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Martedì. Al Blah Blah suonano i Divide And Dissolve +Ramon Moro.
Mercoledì. Al teatro Alfieri si esibisce Edoardo Bennato. Al Blah Blah è di scena Mapuche. Al teatro Concordia si esibisce il cantautore Carl Brave.
Giovedì. Inaugurazione del festival di musica elettronica CNC alle OGR con l’esibizione di Jenny Hval. Il Festival propone fino a domenica 2 novembre anche al Lingotto diversi musicisti tra i quali: Blood Orange, Los Thuthanaka, Yhwh Nailgun, Danielm Blumberg e tanti altri. Al Cafè Neruda suona il trio di Alberto Marsico. Al Banco si esibisce il trio Denitto- Azzaro, Palazzo. Al Vinile è di scena il Miky Bianco Projet. Al Blah Blah suonano i Mao Funk.
Venerdì. Al Circolino si esibiscono i Stay tuned. Alla Divina Commedia suonano i Yourmother. Al Folk Club sono di scena i Huun-Huuur-To. Al Teatro Colosseo si esibisce Marco Masini.
Sabato. Al Vinile suona il gruppo The Soul Women //Soul Night. Al Circolo Sud sono di scena i Boogianen. Al Peocio di Trofarello suona Michael Angelo Batio. Al Blah Blah sono di scena i The Jackets. Allo Ziggy suonano i Conjurer + Frail Body.
Domenica. Al teatro Colosseo si esibisce la London Symphonic Rock Orchestra.
Pier Luigi Fuggetta
Papa Leone e la kefiah
Che il papa Leone XIV abbia accettato la kefiah palestinese “come simbolo di lotta contro l’occupazione” è una notizia molto triste. Fa il paio con l’intervista del segretario di Stato Parolin silente per molti mesi, improvvisamente risvegliatosi antisraeliano. Che il dono venga da un attivista palestinese aggrava la cosa.
Quel copricapo è conosciuto in tutto il mondo come un simbolo ostile ad Israele. Il Papa deve restare neutrale, esercitando una funzione di pace tra i contendenti. Questi sono episodi che sarebbero comprensibili in Papa Francesco, anche se di per sé censurabili perché la demagogia non deve mai lambire il solio di Pietro.
Franco Reviglio della Venaria
La morte a 90 anni di Franco Reviglio non è stata ricordata come meritava il personaggio. La statura morale e scientifica del professore ha portato a scrivere di lui come del ministro di Craxi che per altro lo sostituì con il commercialista di Bari Formica. Ho conosciuto personalmente Reviglio ed ho anche presentato dei suoi libri.

Era un gentiluomo e un uomo di cultura degno della massima stima. Non aveva neppure quel giacobinismo che gli è stato attribuito per lo scontrino fiscale, un qualcosa oggi totalmente accettato. Il demagogo semmai fu l’ex azionista Visentini, uomo di rara, superba antipatia. Ricordo con nostalgia quando ci trovavamo al vecchio “Firenze“ a cena. Alla vedova Paola Thaon di Revel, ai figli esprimo la mia vicinanza affettuosa.
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Da “Armando al Pantheon”

A cena da “‘Armando al Pantheon“, il mio ristorante preferito a Roma ho incontrato Peppone Calabrese il conduttore della trasmissione domenicale su Rai 1 che valorizza le tradizioni enogastronomiche italiane. Si è subito creato un rapporto tra di noi. Mi conosceva anche come amico di Mario Soldati di cui è un estimatore. È stata una bella sorpresa incontrarlo. Alla domenica vedo sempre la sua trasmissione, un antidoto al tg pieno di notizie di guerra e di violenze. La campagna e i suoi prodotti e la vita semplice degli abitanti: un’alternativa alla vita frenetica e stupida a cui siamo condannati.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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