Un’auto guidata da un ragazzo ieri pomeriggio ha sterzato per evitare le auto in coda e ha investito un operaio. L’incidente al casello di Alessandria Ovest sull’autostrada Torino-Piacenza ha causato la morte di un ausiliario della viabilità che faceva defluire il traffico. Il dipendente della società che gestisce la tratta e’ morto sul colpo. L’investitore è negativo all’alcoltest e non ha riportato ferite ma sarà sottoposto ad altre verifiche anche per capire se stava usando il cellulare al momento dell’impatto.
SICUREZZA SUL LAVORO
Il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Riboldi: «Proteggere la salute di chi lavora all’aperto significa prevenire rischi concreti e promuovere una cultura della sicurezza»
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno firmato l’ordinanza che introduce le misure straordinarie, in linea con quelle già adottate nel 2024 e nel 2025, a tutela per i lavoratori maggiormente esposti al rischio derivante dalle alte temperature.
Il provvedimento riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, nonché i soggetti ad essi equiparati, impegnati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i cosiddetti rider) e delle cave e dei lavoratori in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.
«A fronte delle temperature straordinarie di questi giorni, e grazie al lavoro che gli uffici regionali stavano già portando avanti in vista della stagione estiva, la Regione Piemonte anticipa di un mese l’entrata in vigore dell’ordinanza che da due anni scatta in estate per proteggere i lavoratori più esposti dalle ondate di calore – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – Nei prossimi giorni le temperature dovrebbero abbassarsi, ma sappiamo che il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma una condizione, spesso improvvisa, con cui dobbiamo confrontarci sempre più frequentemente. Per questo abbiamo firmato l’ordinanza in modo da essere pronti in caso di caldo anomalo per tutelare i lavoratori nelle situazioni di maggiore rischio, favorendo al tempo stesso una corretta organizzazione delle attività produttive».
«La prevenzione resta l’arma più efficace – aggiunge il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone – L’obiettivo non è fermare le attività produttive, ma favorire una corretta organizzazione del lavoro e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate. La salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è una responsabilità che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori stessi».
L’ordinanza, in linea con quelle degli anni scorsi, recepisce le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e prevede dal 30 maggio al 31 agosto l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.
La limitazione si applica esclusivamente nelle giornate e nelle situazioni in cui il rischio per la salute risulti particolarmente elevato, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle elevate temperature. L’ordinanza non si applica se sono garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…). Per favorire lo svolgersi delle attività lavorative in orari a rischio ridotto, la Regione chiede ai Comuni di valutare la possibilità di derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche. La limitazione è applicabile nei giorni in cui la mappa del rischio pubblicata sul portale Worklimate, riferita ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, segnala alle ore 12 un livello di rischio alto.
Al fine di fare il punto sull’applicazione dell’ordinanza e sull’esperienza degli anni scorsi, la prossima settimana sarà convocato il tavolo sull’emergenza caldo, con i soggetti interessati e le direzioni regionali competenti anche in vista della stagione estiva.
Il testo completo dell’ordinanza e le faq sono disponibili sul sito della Regione Piemonte alla pagina: https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/sicurezza-sul-lavoro-caldo-estremo-lordinanza-regionale-per-tutela-dei-lavoratori-esposti-alle-alte
SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
Passeggiare per Torino significa attraversare una città che comunica continuamente con il cervello, anche quando non ce ne accorgiamo. I colori degli alberi lungo i viali, il blu del Po, le luci rosse dei locali serali, il bianco degli ambienti moderni: ogni tonalità modifica emozioni, battito cardiaco, concentrazione e perfino il modo in cui viviamo gli spazi.
Le neuroscienze spiegano da anni che il cervello umano reagisce ai colori in maniera molto più profonda di quanto si pensi. Torino, forse senza volerlo, è una città che mette continuamente in contatto le persone con stimoli visivi capaci di influenzare umore e comportamento.
Il verde che aiuta la mente
Torino viene spesso associata ai suoi grandi parchi e ai viali alberati. Dal Valentino alla Pellerina, passando per le zone lungo il Po, il verde è una presenza costante nella quotidianità dei torinesi. E proprio il verde rappresenta uno dei colori più legati alla concentrazione e al benessere mentale.
Secondo numerosi studi psicologici, osservare alberi e natura riduce il livello di stress e permette al cervello di mantenere più facilmente il focus. Per questo motivo molte persone lavorano meglio vicino a una finestra da cui si vede l’esterno. Anche una semplice pausa in cui lo sguardo si sposta sugli alberi può aiutare la mente a recuperare attenzione.
Il motivo affonda nelle origini dell’essere umano. Il cervello nasce nella natura e continua a percepirla come un ambiente sicuro. La presenza di piante e colori naturali stimola la produzione di serotonina e contribuisce a creare una sensazione di equilibrio e stabilità emotiva. Anche chi pensa di non amare particolarmente la natura mantiene una risposta inconscia positiva verso tutto ciò che richiama il verde.
Per questa ragione il verde viene spesso consigliato anche negli ambienti interni. Pareti, dettagli d’arredo o spazi con molte piante trasmettono calma mentale e favoriscono la concentrazione, soprattutto negli studi e negli uffici.
Il rosso accelera il cuore
Se il verde rilassa, il rosso produce l’effetto opposto. È il colore che più facilmente aumenta il battito cardiaco e crea una sensazione di attivazione immediata. Torino lo mostra soprattutto nelle insegne luminose dei locali, nelle zone della movida e negli ambienti progettati per trasmettere energia.
Dal punto di vista neurologico, il rosso richiama attenzione e intensità. Il cervello interpreta l’aumento del battito come uno stato di eccitazione o di allerta. Per questo motivo anche i vestiti rossi influenzano le interazioni sociali. Una persona vestita di rosso appare più intensa, più presente, più difficile da ignorare.
Lo stesso meccanismo si riflette negli ambienti domestici. Una stanza da letto con pareti rosse, tende rosse o elementi molto accesi rende più difficile il rilassamento. Il cervello rimane attivo più a lungo e il corpo fatica a rallentare.
Molti locali scelgono il rosso proprio per creare movimento e stimolare energia sociale. È un colore che funziona bene nei luoghi dinamici, nei cocktail bar e negli spazi dedicati alla vita notturna.
Il blu del Po e il bisogno di calma
Tra i colori più presenti a Torino c’è anche il blu. Basta osservare il Po nelle giornate limpide o i riflessi dell’acqua lungo i Murazzi per capire quanto questo colore contribuisca all’atmosfera della città.
A livello psicologico il blu rallenta il battito cardiaco e trasmette un senso di calma e affidabilità. È il colore più utilizzato negli ambienti professionali perché comunica credibilità, sicurezza e leadership. Non a caso molte persone scelgono tonalità blu per colloqui di lavoro, incontri importanti o contesti in cui vogliono apparire autorevoli.
Anche alcuni ristoranti torinesi specializzati in pesce utilizzano arredamenti azzurri e blu per richiamare il mare e creare un’atmosfera rilassata. Eppure proprio l’azzurro ha un effetto curioso sul cervello: tende a diminuire l’appetito. Succede perché in natura il blu compare raramente negli alimenti e il cervello associa questo colore più alla calma che al desiderio di mangiare.
Il bianco e il nero raccontano invece due forme diverse di distanza. Il bianco trasmette pulizia, ordine e precisione. Per questo viene scelto spesso negli ambienti moderni, nelle gallerie e negli spazi minimalisti della città. Il nero comunica eleganza, raffinatezza e una certa freddezza emotiva. È il colore che crea più distacco, ma anche quello che viene associato più facilmente al concetto di stile.
Camminando per Torino si scopre quindi una città che parla continuamente attraverso i colori. Ogni strada, parco, locale o palazzo produce reazioni nel cervello e modifica il modo in cui le persone si sentono. A volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che una città non viene vissuta soltanto con gli occhi, ma anche con le emozioni che riesce a generare.
NOEMI GARIANO

La Giornata mondiale senza tabacco
IL TORINESE WEB TV
Ogni anno, il 31 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed i partner globali, celebrano la Giornata Mondiale senza Tabacco (WNTD).
Fumo, un rischio concreto ancora troppo sottovalutato.
Il fumo di sigaretta continua a essere una delle principali cause di malattia e morte evitabili. Un gesto quotidiano che non provoca dolore immediato e che, proprio per questo, viene spesso sottovalutato. Ma gli effetti a medio e lungo termine sono devastanti: non colpiscono solo l’apparato respiratorio, ma coinvolgono cuore, vasi sanguigni, sistema immunitario e numerosi organi, aumentando il rischio di tumori e patologie croniche.
Accanto al fumo diretto, esistono forme di esposizione meno note ma altrettanto pericolose.
• Fumo passivo: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità provoca ogni anno circa 900 mila morti, l’equivalente della popolazione di Torino.
• Fumo di terza mano: i residui tossici che si depositano su mobili, pareti e tessuti. I bambini, toccando o inalando queste particelle, sono i più esposti.
• “Fumo delle nonne”: studi recenti mostrano che l’esposizione al fumo può avere effetti transgenerazionali. Una nonna fumatrice può influire sulla salute del nipote anche se la madre non ha mai fumato.
I dati dell’OMS sono inequivocabili: il fumo attivo causa 7 milioni di morti l’anno nel mondo. È come perdere ogni dodici mesi un Paese grande quanto la Svizzera.
In Italia, i decessi attribuibili al tabacco sono circa 90 mila all’anno, pari alla popolazione di una città come Novara.
E i danni non si limitano ai polmoni. Una recente ricerca sui tumori della vescica ha dimostrato che le sostanze tossiche del fumo, trasportate dal sangue, si accumulano anche in organi lontani dalla bocca, provocando danni irreversibili.
Il costo sanitario complessivo? 26 miliardi di euro l’anno solo nel nostro Paese.
Di fronte a un impatto sanitario ed economico così pesante, resta una domanda: perché nessun governo ha mai adottato misure drastiche per ridurre il fumo?
Una risposta arriva dal Regno Unito, che ha scelto una strada radicale approvando una legge considerata storica.
La nuova normativa introduce un modello senza precedenti:
• Divieto permanente di acquisto per chi è nato dopo il 1° gennaio 2009: l’età minima per comprare tabacco aumenterà ogni anno, creando una generazione che non potrà mai acquistare sigarette legalmente.
• Nuovi divieti all’aperto: stop al fumo nei parchi gioco, davanti alle scuole e nelle aree vicine agli ospedali.
• Bando totale delle sigarette elettroniche usa e getta, per limitare l’accesso dei giovani e ridurre l’impatto ambientale.
Una scelta che punta non solo a ridurre il numero di fumatori, ma a eliminare gradualmente il tabacco dalla società.
Anche l’Italia avrà il coraggio di fare scelte analoghe?
Spes ultima dea.
Ai nostri microfoni il prof. Riccardo Pellegrino, pneumologo Ospedale Koelliker e il dott. Gian Maria Terragni, pediatra e pneumologo pediatrico Ospedale Koelliker.
Francesco Valente
Vetri rotti e urla in strada di notte mentre danneggiava le macchine parcheggiate: arrestato. È accaduto nei giorni scorsi quando alcuni residenti della zona tra Piazza Bengasi e Via Corrado Corradino si sono svegliati con il rumore di vetri infranti e le urla di un uomo che stava rovinando le vetture in sosta: questo ha portato all’arresto, da parte della polizia, di un ragazzo di 26 anni di origini nigeriane per danneggiamento aggravato di diverse auto; è stato denunciato anche per possesso senza motivo di oggetti usati per offendere.
Durante i servizi di controllo del territorio, una volante dell’UPGSP ha raccolto le segnalazioni e intercettato il giovane, in evidente stato di alterazione psicofisica, mentre si dirigeva verso i Giardini Battistini con delle bottiglie di vetro in mano. Sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso di un taglierino con lama da 15 cm, un cacciavite e una lametta. Il controllo successivo ha accertato il danneggiamento di 8 auto: cristalli in frantumi e vetri rotti all’interno degli abitacoli e parabrezza distrutti. I danni sono stati causati dal lancio ripetuto di bottiglie recuperate dai cestini della zona.
L’uomo è stato arrestato per danneggiamento aggravato e denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. Il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari: come previsto dalla legge, l’indagato è considerato innocente fino alla sentenza definitiva.
VI.G
Sabato 30 maggio piazza Castello ospiterà lo spettacolo musicale organizzato da Radio Kiss Kiss nell’ambito del tour nazionale “Kiss Kiss Way”.
L’apertura degli accessi è prevista dalle 18.30 e l’ingresso per i titolari di biglietto è consentito fino alle 19.30.
Per la giornata si prevedono modifiche viabili, divieti di transito e deviazioni dei mezzi pubblici nell’area interessata dall’evento.
Verranno istituite un’area rossa e un’area gialla per la gestione dell’ordine pubblico ed è stata prevista un’ordinanza riguardante alcol e cibi o bevande in contenitori di vetro e/o metallo potenzialmente pericolosi.
Nell’area rossa, che resterà chiusa alla circolazione veicolare e pedonale, potranno circolare a piedi esclusivamente i residenti, gli spettatori ed autorizzati.
Nell’area gialla sarà possibile transitare a piedi, mentre il passaggio di veicoli sarà consentito solo ai residenti, muniti di documento, diretti o provenienti dall’abitazione.
AREA ROSSA
L’area di piazza Castello interessata dall’evento sarà prevalentemente la zona pedonale compresa tra Palazzo Madama e il Palazzo della Corte dei Conti, dove verrà installato il palco, nella medesima posizione dello spettacolo di Capodanno, mentre in piazzetta Reale verrà collocato il Villaggio Kiss Kiss, aperto venerdì con orario 9 – 21 e sabato 9 – 13.30.
L’area rossa sarà compresa nel seguente perimetro (comprensivo dei portici di confine):
- piazzetta Reale, tutta, dal perimetro esterno della Chiesa di San Lorenzo all’Armeria Reale;
- piazza Castello, dall’Armeria Reale ai fornici della Prefettura;
- viale Primo Maggio, lato ovest, dai fornici della Prefettura al ponte dei Giardini reali superiori;
- viale Primo Maggio, lato est, dal ponte Giardini reali superiori a piazza Castello;
- piazza Castello lato est, da fornici prefettura, piazzetta Mollino e via Po;
- via Po, lato nord, da piazza Castello a via Carlo Alberto;
- via Carlo Alberto lato ovest da via Po a via Battisti;
- via Battisti, lato nord, da via Carlo Alberto a via Roma, con esclusione della Galleria subalpina che sarò chiusa su Piazza Castello;
- via Monte di Pietà, lato nord, da via Roma a via XX Settembre;
- via XX Settembre, lato est, da via Monte di Pietà a via Palazzo di Città;
- via Palazzo di Città, lato nord, da via XX Settembre alla chiesa di San Lorenzo.
Varchi di accesso all’area per lo spettacolo:
I varchi di accesso saranno presidiati da steward e apriranno agli spettatori (muniti di prenotazione) alle ore 18.30.
Gli spettatori potranno accedere da 4 varchi:
- piazza San Giovanni (riservato alle persone con disabilità – che potranno comunque utilizzare tutti i varchi e cui sarà riservata un’area di sosta in Piazza San Giovanni 5; varco rivolto anche agli accreditati e agli ospiti delle strutture ricettive);
- via Micca / piazza Castello (dalle 18.30, per prenotati);
- via Po / via Carlo Alberto (dalle 18.30, per prenotati)
- via Garibaldi / via XX Settembre (accesso attivo solo dalle ore 19.30 allo scadere delle prenotazioni);
Le vie intorno a Piazza Castello serviranno come varchi di deflusso e via di fuga.
La Galleria Subalpina sarà chiusa sul perimetro della zona rossa.
Area rossa, divieti di sosta e di transito, anche pedonale
Per tutta l’area rossa vengono istituiti dalle 9 alle 24 del 30 maggio e comunque sino a cessate esigenze, il divieto di sosta con rimozione forzata, compresi gli stalli per i veicoli al servizio delle persone disabili, generici e ad personam (ricollocati). Disposto il divieto di transito per i pedoni dalle 13.30 alle 24 e comunque sino a cessate esigenze – esclusi residenti, spettatori muniti di prenotazione ed autorizzati. Divieto di transito nello stesso orario anche per tutte le categorie di veicoli (compresi monopattini e biciclette).
AREA GIALLA
All’interno dell’area gialla, dalle 13.30 alle 24 del 30 maggio e comunque sino a cessate esigenze, potranno circolare solo i veicoli dei residenti, muniti di documento, esclusivamente per uscire o raggiungere l’abitazione o i posti auto. L’accesso libero sarà consentito solo a piedi.
In area gialla sarà previsto il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi mezzi di mobilità sostenibile e trasporto pubblico, dalle 13.30 alle 24 e comunque sino a cessate esigenze.
Il perimetro dell’area gialla è compreso tra corso Regina Margherita, lato sud, da via XX Settembre a Rondò Rivella; Rondò Rivella perimetrale sud; corso San Maurizio, lato sud; viale Partigiani, lato est; viale Primo Maggio, lato est; viale Luzio, lato sud; Cavallerizza Reale; via Verdi, lato nord, da Cavallerizza Reale a Accademia Militare; via Virginio, lato ovest, da Accademia Militare a via Po; via Bogino, lato ovest, da via Po a via Principe Amedeo; via Principe Amedeo, lato nord, da via Bogino a via Roma; via Bertola, lato nord, da via Roma a via XX Settembre; via XX Settembre, lato ovest tratto Bertola-Monte di Pietà; via Monte di Pietà, lato nord tratto via XX Settembre – via Micca lato nord; via San Tommaso, lato ovest; via Porta Palatina, lato ovest, tratto via Garibaldi-IV Marzo; via IV Marzo, lato sud, da via Porta Palatina a piazza San Giovanni; piazza San Giovanni, lato ovest, da IV Marzo a via della Basilica; via della Basilica, lato nord; piazza San Giovanni, lato nord; via XX Settembre, lato ovest sino a corso Regina Margherita
Divieto di sosta nell’area gialla
Nell’area gialla è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli, compresi monopattini e biciclette, dalle 9 alla mezzanotte del 30 maggio (o cessate esigenze) nelle seguenti vie:
- via XX Settembre ambo i lati, tratto via Bertola – piazza San Giovanni;
- via Po, ambo i lati, tratto piazza Castello – via Bogino;
- via Viotti, ambo i lati, tratto via Bertola – via Monte di Pietà;
- via Micca, ambo i lati, tratto via XX Settembre – via San Tommaso;
- via Garibaldi ambo i lati, tratto via XX Settembre – via San Tommaso;
- via Battisti ambo i lati, tratto via Bogino – via Carlo Alberto
- via Carlo Alberto ambo i lati, tratto via Battisti – via Po.
PROVVEDIMENTI COLLEGATI
Area di sosta veicoli a servizio di persone disabili
Dalle 14 del 30 maggio sino a cessate esigenze, in piazza San Giovanni 5 sarà istituita un’area di sosta per i veicoli a servizio di persone disabili muniti di contrassegno, i cui titolari siano accreditati ad assistere al concerto (che potranno accedere all’area spettacolo dal varco sito in piazza San Giovanni). I veicoli dovranno giungere all’area di sosta da via IV Marzo angolo via Porta Palatina.
Parcheggi Taxi e Tour City-Sightseeing
I parcheggi taxi in area rossa e gialla verranno sospese dalle 13 alle 24.
La zona di carico dei turisti che utilizzano il servizio Tour City-Sightseeing verrà spostata da piazza Castello a Piazza Carlo Emanuele II.
Parcheggio sotterraneo Castello/Roma
Il parcheggio sotterraneo di piazza Castello/via Roma sarà chiuso nel tratto sottostante la zona rossa. L’entrata veicolare di piazza Castello sarà chiusa dalle 8 del mattino mentre l’uscita di via Viotti verrà chiusa dalle 13.30.
Divieto di vendita e detenzione vetro e alcol
All’interno di tutto il perimetro dell’area rossa (dalle 14) e dell’area gialla (dalle 16) sarà in vigore il divieto di vendita per asporto, consumo e detenzione in luogo pubblico di alimenti e bevande, in contenitori di vetro e/o metallo idonei all’offesa, e il divieto di vendita e somministrazione di bevande con gradazione alcolica superiore ai 21 gradi.
All’interno dell’area rossa sarà anche in vigore il divieto di introduzione di bevande alcoliche.
Trasporto pubblico
Per i percorsi di alcuni mezzi di trasporto pubblico sono previste deviazioni nell’area interessata dalla manifestazione. Informazioni sul sito di GTT https://gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12694-kiss-kiss-way-tour-2026-variazioni-linee-sabato-30-maggio
Teatro Regio
Gli spettatori dello spettacolo in programma alle ore 16 muniti di biglietto potranno accedere all’area dai varchi, presidiati dalle 15 ma non ancora attivi per il concerto, e defluire al termine dello spettacolo teatrale dai varchi in piazzetta Mollino e piazzetta Accademia Militare.
Chiesa di San Lorenzo
I fedeli potranno accedere alla funzione religiosa nella chiesa di San Lorenzo esclusivamente dal varco di via Palazzo di Città – XX Settembre.
Musei Reali e Palazzo Madama In concomitanza con la chiusura di piazza Castello, Palazzo Madama e la Biblioteca Reale chiuderanno al pubblico. I Musei Reali fino alle 19 utilizzeranno l’accesso e l’uscita dei Musei Reali da Piazza San Giovanni 4, attraverso l’androne adiacente al campanile del Duomo.
TorinoClick
I festeggiamenti per questo anniversario “tondo” della Festa della Repubblica prenderanno il via come di consueto con la cerimonia dell’alzabandiera di piazza Castello alle ore 10 cui, insieme alle più alte autorità civili e militari, prenderà parte per la Città il sindaco Stefano Lo Russo.
Alle ore 17, sempre in piazza Castello, si terrà invece la cerimonia dell’ammainabandiera. Per la Città di Torino sarà presente l’assessore alla Polizia Locale e alla Sicurezza Marco Porcedda.
Appuntamento speciale della giornata sarà l’evento “I Volti della Repubblica – 80 anni dal Referendum”, che si terrà al Teatro Regio. La serata accompagnerà il pubblico verso la diretta televisiva della celebrazione nazionale promossa dal Presidente della Repubblica in Piazza del Quirinale e trasmessa su Rai 1. Un’occasione per ripercorrere ottant’anni di storia repubblicana attraverso la musica, le immagini e il racconto del percorso che ha contribuito a costruire l’identità del nostro Paese e della nostra città.
L’evento è un’iniziativa della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino e Teatro Regio Torino.
Il programma prenderà il via alle ore 19 e 30 con i saluti istituzionali del sindaco Stefano Lo Russo e delle autorità cittadine. A seguire, la CFM Big Band, diretta dal maestro Claudio Chiara, proporrà un viaggio musicale nella tradizione swing americana degli anni Quaranta, eseguendo un’antologia brani da Benny Goodman a Glenn Miller.
La serata proseguirà con la proiezione del video “Torino: la Storia della Città, da Augusta Taurinorum a oggi”, un filmato di 18 minuti realizzato da Punto Rec Studios che ripercorre l’evoluzione storica e culturale del territorio, con il contributo di Iren e il sostegno di Camera di commercio di Torino e di Urban Lab Torino.
Spazio anche al talento del Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino, diretto e accompagnato al pianoforte dal Maestro Claudio Fenoglio, protagonista di un percorso musicale che affida alla voce delle nuove generazioni l’espressione dei valori di crescita e convivenza civile. Le sonorità luminose e coinvolgenti di A Little Jazz Mass di Bob Chilcott trasformeranno la tradizione corale in un linguaggio aperto, dinamico e inclusivo; Adrift! (Alla deriva) di Joseph L. Rivers evocherà, con intensità poetica, il tema del viaggio e della ricerca di un approdo comune. Completa il programma la celebre scena del Sandmann (l’Omino della sabbia) e dei bambini-biscotto da Hänsel e Gretel di Engelbert Humperdinck, pagina capace di restituire tutta la dimensione consolatrice e immaginifica della fiaba.
La manifestazione culminerà con la visione in diretta su Rai 1 della celebrazione nazionale promossa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella direttamente da piazza del Quirinale. Lo spettacolo racconterà gli ottant’anni di storia del Paese attraverso un ricco cast di ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Paola Cortellesi, Roberto Bolle, Fabrizio Gifuni, Gianni Morandi, Claudio Baglioni e Annalisa.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Vivaticket
Per garantire l’accessibilità le persone con disabilità sono pregate di effettuare la prenotazione contattando l’info Point · box office di Fondazione per la Cultura Torino (piazza Palazzo di Città 5/A; dal martedì al sabato, ore 10.30–18.00; biglietteria@fpct.it; 011- 4249144)
TorinoClick
Dal 13 giugno al 5 luglio prossimo il Parco Culturale Le Serre di Grugliasco si trasformerà nuovamente in una cittadella del circo contemporaneo con la ventiquattresima edizione di “Sul filo del Circo”, il festival più longevo del settore in Italia, curato e organizzato dal Centro nazionale di produzione blucinQue Nice , per la direzione artistica di Paolo Stratta, in collaborazione con la Fondazione Cirko Vertigo e Fondazione Piemonte dal Vivo.
Tra Cirque Lili e Chapiteau Vertigo, due spazi simbolo della vocazione circense della città, il festival accompagnerà compagnie, maestri, giovani artisti e artiste provenienti da numerosi Paesi, confermandosi come la kermesse più rappresentativa e tra le più longeve del panorama nazionale dedicato al circo contemporaneo.
L’edizione 2026 porterà a Grugliasco più di cinquanta artisti nazionali e internazionali, provenienti da Italia, Francia, Austria, Guatemala, Spagna, Cile, Uruguay, Portogallo, Brasile, Costa Rica e Argentina, con una programmazione che attraversa il circo contemporaneo, la clownerie, la nouvelle magie, il teatro fisico, la giocolieria, la danza acrobatica, quella aerea e creazioni site specific.
Grazie alla collaborazione con FEDEC, la principale rete internazionale dedicata alla formazione professionale nelle arti circensi, il festival ospiterà giovani talenti provenienti da oltre venti scuole di circo contemporaneo internazionali, selezionati attraverso una call pubblica.
Si tratta di un progetto che rafforza ulteriormente la vocazione europea e internazionale di Grugliasco come luogo di formazione, ricerca e creazione artistica contemporanea.
Il 13 e 14 giugno ad aprire il festival saranno le repliche di “ Tutti in valigia” di Luigi Ciotta, spettacolo di teatro fisico, clownerie e manipolazione di oggetti, ambientato in un immaginario albergo degli anni Trenta. Seguiranno il 20 giugno la presentazione del progetto Greenkedin Miraggio del Duo Sisu e, in serata, “Batman non vola” di Andrea Loreni, conferenza-spettacolo che intreccia funambulismo, filosofia e riflessione esistenziale.
Il 21 giugno sarà, invece, protagonista Manoviva di Girovago e Rondella- Teatri Mobili, microcosmo poetico di teatro di figura ospitato all’interno di uno speciale camion teatro.
Il festival entrerà nel vivo a partire dal 26 giugno, con una intensa programmazione internazionale che vedrà alternarsi produzioni artistiche, creazioni emergenti e appuntamenti di networking professionale.
Andrà in scena venerdì 26 giugno alle ore 21 allo Chapiteau Vertigo “Quello che rimane nell’aria”, creazione dell’Accademia Cirko Vertigo, cui seguirà sabato 27 giugno alle ore 19 “L’eco del gesto”, secondo appuntamento dedicato ai giovani artisti dell’Accademia.
Le due serate restituiscono il lavoro di una nuova generazione di interpreti che, attraverso varie discipline, come il palo cinese, il cerchio aereo, i tessuti, la corda molle, la giocoleria, il verticalismo, la danza e roue Cyr, portano in scena un racconto plurale sul corpo, l’identità, la fragilità, la trasformazione.
Un nucleo centrale dell’edizione 2026 sarà il progetto Cabaret FEDEC, nato dalla collaborazione tra Accademia Cirko Vertigo e FEDEC. Il 27 e 28 giugno e il 4 e 5 luglio verranno presentati giovani artisti e artiste selezionati da settanta candidature provenienti dalle più importanti accademie internazionali.
Accanto alle nuove generazioni, il programma ospita figure e compagnie di rilievo della scena contemporanea, come il 28 e 29 giugno lo spettacolo “Cose a caso, far caso alle cose” di Andrea Speranza, uno spettacolo immersivo che intreccia illusionismo, luce e manipolazione poetica dei materiali.
Il 30 giugno sarà la volta dello spettacolo “Magari ci fosse il sole”, creazione dell’Accademia Cirko Vertigo per la regia di Jérôme Thomas, figura centrale del Nouveau cirque europeo e nuovo direttore artistico del corso di laurea triennale per Artista di circo contemporaneo.
Il 1⁰ e 2 luglio andrà in scena 3Clowns, omaggio alla grande tradizione clownistica europea, con la Compagnia francese Les Bleus de travail.
La chiusura del festival avverrà il 4 e 5 luglio con Pasto dell’ Instituto Nacional de Artes do Circo del Portogallo, uno spettacolo poetico che intreccia acrobatica, paesaggio e memoria rurale.
“Sul filo del Circo rappresenta molto di più di un festival, è uno spazio di incontro reale tra culture, generazioni e visioni artistiche provenienti da tutto il mondo” – ha dichiarato Paolo Stratta, direttore artistico del Festival – Abbiamo scelto di rafforzare ulteriormente la dimensione internazionale del progetto, ponendo al centro il dialogo tra grandi maestri del circo contemporaneo, compagnie affermate e giovani artisti in formazione, per molti dei quali Grugliasco rappresenta il primo vero contatto con programmatori, direttori artistici e reti internazionali di produzione, un’occasione concreta di crescita e di avvio di una carriera professionale a livello internazionale.
Crediamo che il futuro del circo contemporaneo nasca proprio da questo scambio continuo tra esperienze e nuove energie creative. Vedere giovani artisti confrontarsi ogni giorno con figure che hanno segnato la storia del nouveau cirque contemporaneo significa costruire non solo spettacoli, ma anche percorsi di trasmissione delle competenze , apertura culturale e innovazione artistica “.
MM
“COSE. Stanze come mondi”
Nell’ottocentesca “Villa Giulia” di Verbania, la “città giardino” sul Lago Maggiore dedica un’importante retrospettiva ad Alessandro Mendini
Dal 16 maggio al 27 settembre
Verbania
Una grandiosa (in tutti sensi) “Poltrona di Paglia”, che mi fa subito venire alla mente le “Big Benches” (“Panchine Giganti” panoramiche, oggi sparse in tutta Italia, la maggior parte in Piemonte), ideate dal designer automobilistico americano Chris Bangle quando insieme alla moglie, nel 2009, si trasferì nelle Langhe di Clavesana e proprio lì creò la sua prima “Panchina Gigante”. La “Panchina n. 1”. Correva l’anno 2010. Non una novità, se si pensa all’enorme “Poltrona di Paglia”, di cui sopra, progettata da Alessandro Mendini, era il 1974 (ben 35 anni prima!), tra i più geniali interpreti del “design” e dell’“architettura” del nostro Novecento, cui la Città di Verbania dedica nell’ottocentesca “Villa Giulia”, sul versante piemontese del Lago Maggiore, una prestigiosa retrospettiva, curata da Loredana Parmesani (con allestimento di Alex Mocika), e visibile da sabato 16 maggio a domenica 27 settembre. Ben 130 le opere in mostra, tra le più significative della sterminata produzione di Mendini (Milano, 1931 – 2019) e capaci di ripercorrere tutta la sua lunga carriera, dando voce e corpo ad un vasto arco cronologico che scorre dai primi passi nel “Radical Design” milanese degli anni Settanta fino alle più pronunciate “teorie post-moderne”, che ritroviamo anche nella sua collaborazione con l’Azienda “Alessi”, la cosiddetta “Fabbrica dei sogni”, che proprio nel Verbano-Cusio-Ossola (precisamente ad Omegna, dove fu fondata nel 1921 da Giovanni Alessi) ha la sua sede operativa.
Organizzata dal “Comune di Verbania”, in collaborazione con l’“Archivio Alessandro Mendini (Elisa e Fulvia Mendini)”, il Patrocinio di “Regione Piemonte” e “Provincia del Verbano-Cusio- Ossola” (insieme ad altri numerosi Enti ed Istituzioni), la rassegna segue fedelmente un particolare “percorso espositivo” che si snoda lungo un allestimento modulato sulla struttura interna di “Villa Giulia”. In cui s’affiancano, per l’appunto (per dirla con il titolo della stessa mostra), “Cose” che guardano – in un gioco ludico fatto di alta maestria ma anche di sottile ironia e non poca visionarietà – alle “Stanze come mondi”. Ogni stanza, infatti, é dedicata a un capolavoro di Mendini, scelto in collaborazione con le figlie Fulvia ed Elisa.
In mostra, ci si muove dunque dalla famosa “Poltrona di Paglia” del 1974, progettata per dichiarare quanto il “design” possa essere non solo creazione di “oggetti utili”, ma anche “strumento di provocazione, sensibilizzazione e attivismo sociale”, alla “Poltrona di Proust” del 1978, dedicata allo scrittore francese e a metà tra “Rococò” e “Puntinismo”; dal “Divano K2” per “A LOT OF Brazil” (importante industria di “design” brasiliana) del 2013 – omaggio ai riferimenti artistici a lui più vicini, quali De Chirico, Savinio, Carrà, Kandinskij, Futurismo e le avanguardie storiche del tempo – al “Mendinigrafo” del 1985, una sorta di “normografo” o “strumento da disegno” in legno che racchiude i segni e i decori caratterizzanti la sua produzione, fino al “100% Make up” di “Alessi” del 1992, una “Collezione di 100 vasi in porcellana” con il coperchio disegnato da Mendini, ma decorati da altrettanti artisti, architetti e “designer” internazionali. E tant’altro, ancora, di imprevedibile e geniale creatività. Ciascuna opera, inoltre, ci appare accompagnata da disegni, oggetti, dipinti e testi che ne spiegano la genesi e ne sottolineano la collocazione storica e l’importanza estetica.
Sottolinea la curatrice, Loredana Parmesani: “In ogni spazio, l’oggetto iconico dà il via a un racconto progettuale ed emozionale che si sviluppa in un percorso fatto di oggetti, disegni, fotografie, scritti che sostengono la peculiarità teorica e formale dell’argomento affrontato. Perché le stanze? Perché le stanze come mondi? Perché le stanze sono state uno dei fili conduttori della sua ricerca. La stanza, a lui così cara, è luogo della riflessione, del riposo, della quiete, del lavoro ma anche il luogo della turbolenza, dell’inquietudine che può divenire anche prigione da cui fuggire grazie all’immaginazione”.
Particolarmente intenso e fecondo anche l’estroso lavoro di “architetto” di Mendini che, insieme al fratello Francesco e con il loro “Atelier”, ha dato vita a innumerevoli progetti in Italia e nel mondo, dalle “Fabbriche Alessi” a Omegna alla “Piscina Olimpionica” di Trieste e alle stazioni della “Metropolitana” a Napoli, fino, in estrema sintesi, al “Museo di Groningen” in Olanda, a un quartiere di Lugano in Svizzera, a un “Palazzo Commerciale” a Lörrach in Germania e, in Corea del Sud, alla “Torre Osservatorio” di Suncheon.
Gianni Milani
“COSE. Stanze come mondi”
Villa Giulia, corso Zanitello 10, Verbania; tel. 0323/503249 o www.viviverbania.it
Dal 16 maggio al 27 settembre
Orari: dal lun. al ven. 10,30/13 e 16/19; sab. e dom. 11/19
Nelle foto: Alessandro Mendini seduto sulla “Poltrona di paglia”, 1974 (Ph. Enrico D. Bona); “Poltrona di Proust”, 1978 (Ph. Carlo Lavoratori); “K2 Amazzonia”, 2013 (“Archivio Alessandro Mendini”); “100% Make Up, Alessi”, 1992 (“Archivio Alessandro Mendini”)
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